"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]
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martedì 21 luglio 2026

Libri gialli e buon cibo, quando il detective è un gourmet


Libri gialli e buon cibo, quando il detective è un gourmet
Nei gialli contemporanei, la buona tavola si rivela molto spesso lo strumento ideale per risolvere un delitto

👉 fonte: io Donna

Mangiando bene si indaga meglio? Probabilmente sì. Forse per questo nessuno ha ancora inventato un detective anoressico (smentitemi). David Rossi, il profiler delle serie Criminal Minds, ha un paio di intuizioni fondamentali mentre prepara gli spaghetti alla carbonara (è di origine italiana e ci tiene a dirlo). Dalla Londra vittoriana alla Sicilia di Vigàta, passando per Shanghai con Chen Cao, poeta e ispettore di polizia, il palato degli investigatori racconta carattere, ossessioni, geografia sentimentale e, spesso, il loro metodo. Dopo Sherlock Holmes il detective smette di essere una macchina deduttiva. Comincia ad avere gusti, debolezze, rituali.
Il capostipite degli investigatori gourmet è Nero Wolfe, creato da Rex Stout, ovvero “una cena ben riuscita vale quanto un caso risolto”. Obeso, sedentario, allergico alla fatica, ha una devozione religiosa per i piatti preparati dal cuoco Fritz. Anatre arrosto, foie gras, salsicce artigianali, tartufi, il menu occupa spesso più spazio dell'autopsia! Favolose le frittelle mattutine e le salsicce di mezzanotte (così la giornata è completa).
In realtà, tutti i poliziotti e commissari golosi sono figli e nipoti di Pepe Carvalho, che in certi momenti coincide con il suo creatore, Manuel Vázquez Montalbán. Cosa mangia? Il pasticcio di porri e brioche con midollo e foie gras e il salamino piccante al sidro vengono dall'Andalusia, mentre le lumache con granceola sono catalane, come gli spinaci con gamberi e vongole. Ed ecco due piatti made in Carvalho: il tonno lardellato, che prevede una doppia cottura del pesce rivestito di pancetta, prima fritto in padella e poi passato al forno, e il guazzetto di pesce alla Carvalho, con tranci di rana pescatrice e gamberoni.
Salvo Montalbano, con la caponatina, la "pasta n'casciata" e il pescato del giorno, è parente stretto di Carvalho, e Andrea Camilleri rende omaggio all'autore già nel cognome. Ma c'è un altro siciliano, meno famoso, il maresciallo dei carabinieri Saverio Bonanno (Il canto dell'Upupa, di Roberto Mistretta) ugualmente vorace. Divora «grosse fettine di vitello, farcite con uova sode, pisellini di campagna, bocconi di pecorino, un filo d'olio, cipolletta tagliata fine e rosmarino», oppure pasta al forno, coniglio con olive nere, patate con la crosta e doppia razione di cardi impanati.
La verità? Un piatto racconta più di un profilo della Bau (Behavioral Analysis Unit, l'Unità di analisi comportamentale, una sezione dell'Fbi statunitense). Gli arancini spiegano Montalbano e il suo modo di ragionare meglio di un trattato. Una cacio e pepe racconta Rocco Schiavone, il vicequestore dei gialli di Antonio Manzini, più di qualsiasi monologo interiore. Un bicchiere di vino condiviso al BarLume di Marco Malvaldi vale quanto un interrogatorio.
Nei romanzi del BarLume (la serie Sky è arrivata a 13 stagioni, l'ultima quest'anno) il cibo non è un dettaglio. Il protagonista, Massimo Viviani, è un barista maremmano di seri principi: non serve mai un cappuccino dopo pranzo! Le indagini nascono quasi sempre davanti a un bancone o durante un pranzo: cacciucco, fritto di pesce, schiacciata toscana, ribollita, pappardelle al cinghiale, salumi e pecorini. Si mangia e si parla molto di cosa si mangerà. Le discussioni tra Massimo e il commissario Tassone, capace di elaborare metafore esistenzial-gastronomiche sulla besciamella o filosofie di vita legate agli ingredienti della carbonara, e le chiacchiere dei pensionati che animano il bar sono quasi più divertenti delle indagini…
Malvaldi ha anche trasformato Pellegrino Artusi, padre della cucina italiana moderna, in un "food detective", il primo della nostra narrativa. Odore di chiuso (Sellerio), ambientato nel 1895 in un castello della Maremma toscana, trasforma Artusi in un investigatore. Invitato per un fine settimana di caccia e buona tavola, aiuta la polizia a risolvere un omicidio. Fa il bis con Il Borghese Pellegrino, dove impariamo a conoscere, dietro il cuoco detective, un intellettuale curioso, ironico, capace di leggere le persone con lo stesso rigore con cui analizza una ricetta. Uno che applica già il metodo investigativo alla cucina.
Invece Rocco Schiavone (romanzi di Sellerio, serie Rai2 con Marco Giallini, che ha appena girato la stagione 7) mangia per ricordare Roma e la vita che ha lasciato. Trasferito controvoglia ad Aosta, vive la cucina valdostana quasi come una punizione: polenta, fontina e piatti alpini vade retro. Desidera carbonara, amatriciana, cacio e pepe, supplì, trippa, carciofi alla giudia. Sogna le trattorie romane, riceve pacchi di comfort food dagli amici. Se per Montalbano i piatti di Adelina sono un "quantum of solace" (un briciolo di conforto), per dirla con il titolo di un film di James Bond, per Schiavone le nostalgie del palato rappresentano il mondo perduto. Una costante della sua vita sono i tramezzini, ora messi in fila nella raccolta I tramezzini di Rocco Schiavone recensiti all'inizio di ogni capitolo. Il più erotico? Salmone, avocado e maionese.
Schiavone coltiva il suo palato mentre Luigi Alfredo Ricciardi, amatissimo e malinconico commissario nella Napoli anni '30 (anche lui nella gloria televisiva con tre stagioni), chissà cosa mangerebbe senza la tata Rosa che apparecchia prelibatezze, dalla "menesta 'mmaretata", con verdure di campo e carne di maiale (nel romanzo Il giorno dei morti), ai "ciccimmaretati", raccontati così dall'autore, Maurizio de Giovanni: «Lo scuro grano cappella, il granturco, le fave, le cicerchie, i ceci e le mimmiccole, le lenticchie… In una scodella c'erano le castagne Janghe, che avrebbero avuto il compito fondamentale di conferire dolcezza alla zuppa».
Manca qualcosa di padano, ed eccoci serviti con Erica Arosio e Giorgio Maimone. L'investigatore Marlon (Mario Longoni) e l'avvocata Greta Morandi risolvono misteri nella Milano degli anni 50-60, spesso davanti a un "peposo", tipico spezzatino di manzo cotto lentamente nel vino rosso e abbondante pepe nero (all'epoca tutte le trattorie della città erano toscane). Marlon, però, da buon milanese, è uno specialista di risotti, in particolare alla barbabietola. In Juke Box la chiarezza arriva a cena, proprio mentre Greta&Marlon seguono il Cantagiro. Anche nel prossimo romanzo, Gran Varietà (da Mursia in ottobre) si mangia bene, stavolta in un famoso ristorante di Parigi.
Poi ci sono le investigatrici, che non sempre cucinano ma, pur di concedersi un peccato di gola fanno jogging ogni mattina. Come Lolita Lobosco, vicequestore a Bari, quinta di reggiseno e Louboutin di rigore, che tra gli spaghetti all'assassina e lo "scammaro" (una pasta compattata in padella come una frittata, ma senza uova) ha reso famosa l'autrice, Gabriella Genisi e la lunga saga pubblicata da Marsilio. La fiction Rai con Luisa Ranieri è alla stagione finale, la quarta. Ma più della trama, la gente ricorda e adora le ricette, che raccontano, complice il delitto, i sapori di un territorio.
Succede lo stesso con la Sicilia di Vanina Guarrasi, vicequestore a Catania (nei gialli Einaudi di Cristina Cassar Scalia e nelle due stagioni di Canale 5 con Giusy Buscemi) a cui tocca indagare anche in una gelateria. Non ama cucinare, però mangia, eccome, nella "Trattoria da Nino" e non ingrassa (succede solo nei romanzi). Pizza fritta, cucciddatu di San Giovanni imbottito di salame dei Nebrodi, arancini e le infinite specialità della tavola calda catanese. Però ha le sue ragioni: davanti a una parmigiana di melanzane trova l'intuizione giusta per risolvere un omicidio.
«Vanina mangia tutto quello che vorrei mangiare io» ammette Cassar Scalia: «Vorrei un dolce iris al giorno o la colazione pantagruelica. Se vado da Nino, scelgo quello che sceglie lei: involtini, caponata, polpette…». Qualche riga dalle storie di Vanina: «Pane con la meusa le ci voleva, per recuperare il suo equilibrio. Versione completa, per giunta. Cunzato. Altro che un Cuba Libre».
E poi: «Caponatina, peperoni a ghiotta, cucuzza a minestrina, pasta alla Norma». Di diete non se ne parla. Eh sì, il detective anoressico non potrebbe proprio funzionare…

martedì 30 giugno 2026

Libri letti a giugno 2026… e quelli da leggere a luglio!


I libri (ed i fumetti) che ho letto e recensito a giugno:
Zagor, albo n. 782 (Zenith n. 731): Zagor 65 anni. Il passato ritorna
Lucinda Berry:  La gemella silenziosa
Francesca Giannone: Domani, domani
Christopher Buehlman: Tra due fuochi
Jordan Harper: Il re di California
Zagor Più, albo n. 20 (febbraio 2026): La condanna di Trampy

Ed i libri in lettura per luglio (ma non necessariamente in quest'ordine… e non è neanche detto che siano questi):
Richard Matheson: Tre millimetri al giorno [già in lettura]
Andrea Camilleri: La mossa del cavallo
S.A. Cosby: Il re delle ceneri
Uketsu: Strani disegni
Freida McFadden: L'inquilina
Ellery Queen: Un paio di scarpe. Ellery Queen, vol. 3
Stephen King: Colorado Kid
Guillaume Musso: Il crimine del paradiso
Georges Simenon: Domenica
M.R. Carey: Il ragazzo sul ponte

giovedì 11 giugno 2026

[RECENSIONE] Ian Fleming: Vivi e lascia morire


Ian Fleming: Vivi e lascia morire.  James Bond 007, vol. 2

Titolo originale: Live and Let Die
Formato: Kindle (1.1 MB)
Pagine: 231
Editore: Adelphi (16 luglio 2024)
ISBN-13: 9788845987557
ASIN: B0D96JWHXS

Data di acquisto: 8 giugno 2026
Letto dall'8 all'11 giugno 2026

Sinossi
A Ian Fleming viene universalmente attribuita l'invenzione di una figura letteraria prima di lui non esistente, la Bond Girl: e la Solitaire di Vivi e lascia morire, una veggente vudù con gli occhi quasi viola, i capelli quasi blu e un legittimo sospetto di verginità è una delle rappresentanti più autorevoli della categoria. Ma meno attenzione si presta, in genere, al secondo grande copyright di Fleming, il Bond Villain. Anche qui, Mr. Big (occhi gialli, pelle grigia, il corpo enorme sorretto a stento da un cuore malato, e il più che legittimo sospetto di essere, in realtà, lo zombie del sommo sacerdote vudù, Baron Samedi) ha pochi rivali. Si aggiungano, a piacere, una notte brava nei locali notturni di Harlem, la scoperta dell'America e della Giamaica, una strepitosa sequenza sottomarina, e sullo sfondo la caccia al tesoro di Morgan il Sanguinario. Gli ingredienti per l'avventura più leggera, crudele e incalzante di 007 insomma ci sono tutti: basta solo agitarli, una pagina dopo l'altra.

L'incipit del libro
Vi sono momenti di splendore nella vita di un agente segreto. Indagini, ad esempio, nel corso delle quali deve recitare la parte del milionario, occasioni che gli offrono la possibilità di godersi una vita piacevole, cancellando dalla memoria il ricordo del pericolo e l'ombra della morte; e tempi in cui, come quello presente, egli è semplicemente un ospite, nel territorio di un servizio segreto alleato. Dal momento in cui lo Stratocruiser della BOAC aveva decollato verso l'International Air Terminal di Idlewild, James Bond era stato trattato come un'altezza reale.
Lasciando l'apparecchio, con gli altri passeggeri, si era rassegnato a passare attraverso il famigerato purgatorio del macchinoso servizio burocratico americano, costituito dagli uffici di Sanità, Immigrazione e Dogana. Almeno un'ora, aveva pensato, di sosta in stanze dalle pareti surriscaldate, odoranti di tutti i sentori dell'anno precedente, di sudore stagnante dall'aura di colpa e di timore che aleggiano su tutte le frontiere, paura delle porte chiuse con la scritta "Privato" che nascondono uomini circospetti, schedari e telescriventi in continuo e pressante colloquio con Washington, l'Ufficio Narcotici, il Controspionaggio, il Ministero delle Finanze, la F.B.I.

La mia recensione
"Lentamente, dal tumulto, dal fumo e dal frastuono assordante dei tamburi (che per un momento avevano tenuta avvinta l'attenzione, senza però, con ciò, dissipare l'apprensione, calmare l'agitazione dello spirito) cominciarono ad emergere, a stagliarsi, i particolari…".
Al centro di questo secondo volume della serie dedicata alle imprese di James Bond c'è la magia nera e la superstizione. Con la trama ci spostiamo prima nell'enigmatica Harlem e poi nella paradisiaca Giamaica: l'agente segreto 007 dovrà vedersela con il pericoloso Mr. Big, un gangster al servizio dei sovietici e trafficante di antiche monete.
Anche questa volta il ritmo è alto e non mancano (nel puro Bond Style) intrighi, macchinazioni, inseguimenti, torture ed assassinii. Il libro (che risale al 1954) ha atmosfere quasi da genere horror, ma letto nel 2026 soffre moltissimo il clima razzista dell'epoca in cui venne ideato. La scrittura di Ian Fleming, pur essendo rapida e veloce, sembra quasi approssimativa (e la stessa trama non è particolarmente complessa ed intricata più di tanto). Non a caso, lo stesso James Bond è ancora un personaggio non ben caratterizzato (quasi "in costruzione"), anche se, piano piano, la sua "impronta" comincia a farsi vedere.
A proposito di 007: rispetto all'omonimo film del 1973 (il primo interpretato da Roger Moore) il personaggio di James Bond, pur avendo un carattere decisamente più duro e spietato (lo 007 interpretato da Roger Moore, invece, è molto ironico ed "umano"), appare molto fragile: si ha quasi l'impressione che senza l'aiuto dei colleghi da solo non riuscirebbe a fare niente.
Altre evidenti differenze tra libro e film sono:
- il romanzo è cupo, il film è ironico e "spettacolare";
- nel romanzo Mr. Big è un gangster che fa leva sulla magia nera per incutere terrore, nel film diventa un dittatore caraibico che traffica in droga;
- Il vudù nel romanzo è solo una componente psicologica, nel film diventa una componente altamente "spettacolare" (con scene di danze e rituali a volontà);
- la Bond girl nel romanzo è una giovane medium soggiogata da Mr. Big, nel film  è una mistica;
- nel romanzo Felix Leiter, l'agente segreto americano che aiuta James Bond, è ferito gravemente e mutilato ad un braccio. Questo evento nei film si verificherà solo molto più avanti (Vendetta privata, del 1989, l'ultimo della serie con Timothy Dalton).
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)

venerdì 16 gennaio 2026

[RECENSIONE] Percival Everett: Dottor No

Percival Everett: Dottor No

Titolo originale: Dr. No
Formato: Kindle (5.1 MB)
Pagine: 334
Editore: La nave di Teseo (2 settembre 2025)
ASIN: B0FN8BJTN5
ISBN-13: 9788834621172

Data di acquisto: 13 gennaio 2026
Letto dal 13 al 16 gennaio 2026

▪️Sinossi
Ralph Townsend si è scelto lo pseudonimo di Wala Kitu (Wala è il termine che indica il nulla in tagalog, Kitu è quello che indica il nulla in swahili), una vera e propria dichiarazione d'intenti per il massimo esperto mondiale di nulla. Professore emerito di matematica alla Brown University, da anni Wala, nel suo studiolo, contempla il nulla e cerca il nulla. Non l'ha trovato, ma sa che esiste. Proprio questa sua peculiare specializzazione gli fa incontrare John Sill, un miliardario che sogna di diventare un cattivo come quelli di James Bond, per vendicarsi della morte dei genitori di cui ritiene siano responsabili gli Stati Uniti d'America. Sill non bada a spese e ha i mezzi per convincere sia Wala che la sua collega di università Eigen Vector ad aiutarlo.
Il progetto di Sill è di usare il nulla contro gli Stati Uniti ed è disposto a tutto pur di riuscire nel suo intento, anche ad attaccare Fort Knox dove è convinto venga conservato del nulla. Per maneggiarlo e usarlo per i suoi scopi, però, ha bisogno di Wala che ben presto si convince di dover sventare il diabolico piano per salvare non solo l'America ma anche se stesso ed Eigen. Riuscirà il professore a impedire al malvagio miliardario di far sì che accada il nulla? E nel farlo potrà fidarsi di Eigen e dei vari servizi segreti, o presunti tali, che danno la caccia a Sill?
Un romanzo folle e divertente che è, al contempo, una spy story e un'acuta satira del genere, ma anche una riflessione profonda quanto ironica sul nulla (e su quanto il nostro presente ci si specchi, quasi senza rendersene conto) che solo un grande autore come Percival Everett poteva regalarci.

▪️L'incipit del libro
Ricordo di essere estremamente smemorato. Credo di esserlo. Penso di sapere di essere smemorato. Anche se ricordo di aver dimenticato qualcosa, non riesco a rammentare cos'è che ho dimenticato o quello che ho provato nell'atto di dimenticare. Una volta, quando ero bambino, mia madre ha tentato di convincermi della mia smemoratezza dicendo: "Ti ricordi quando ti sei dimenticato del tuo compleanno?". Penso di aver risposto: "E come potrei?". Ma era una domanda trabocchetto. Rispondendo di sì avrei ammesso la mia smemoratezza, e rispondendo di no ne avrei offerto un esempio.

▪️La mia recensione
"Quando sei un supercattivo tutti sanno di te. In fondo è questo a renderlo divertente".
Percival Everett ci ha consegnato, con questo suo breve romanzo, una spy story in puro stile "James Bond" (non a caso, il titolo del libro richiama l'omonimo primo film del 1962 sull’agente segreto 007)… ma è una spy story sui generis, essendo infarcita ben bene di comicità e satira a più non posso sul NULLA e sul paradosso del potere.
In Dottor No, il James Bond di turno è Wala Kitu, un professore di matematica specializzato, letteralmente, sul NULLA: non sa fare NULLA (neanche guidare la macchina) e non capisce NULLA. Ed è proprio attorno a quest'assurdità che Percival Everett ha sapientemente creato un personaggio incredibile: geniale nel non saper fare proprio NULLA, ma avvincente nel suo essere "flemmatico". Ed è proprio a lui che spetterà il compito (ci riuscirà secondo voi?) di sventare un complotto ideato da John Sill, un miliardario con la strampalata idea di diventare un supercattivo e deciso, perciò, a rubare il NULLA… o a non rubare NULLA?
Un supercattivo, quindi, che si comporta da "macchietta" a cui si affianca una trama che, pur trattando un intrigo internazionale con tutti i luoghi comuni del genere, procede per situazioni assurde ed al limite del ridicolo. La forza del libro è proprio questa: dal momento che tutto è esageratamente illogico per poter esser preso sul serio, ne viene fuori una bellissima critica ai tempi che stiamo vivendo (anche se qui non c'è proprio NULLA di cui ridere 😖) ed all'esibizione del male. Ma, attraverso la storia del supercattivo, ci troveremo anche una spietata riflessione sul razzismo negli attuali Stati Uniti: quando John Sill racconterà la sua vita (e le origini della sua smisurata ricchezza) a Wala Kitu, ci imbatteremo in pesanti stoccate verso il capitalismo ed il razzismo (contro i "neri" e contro i "neri" che hanno ruoli di potere).

"Perché mi ha fermato?"
"Lei è nero".
"Tutto qui? Perché sono nero?"
"Di solito è sufficiente".

Io ve lo consiglio questo libro. Anche perché, tra i tanti personaggi presenti, ne troverete uno davvero indimenticabile: è Trigo, il cane di Wala Kitu con una sola zampa (non viene spiegato il motivo di questa menomazione); a prima vista sembrerebbe un personaggio secondario o di contorno... invece, in una storia che ruota attorno al NULLA, lui, nella sua semplicità, diventa la parte osservatrice e riflessiva del protagonista stesso.
Di Percival Everett, poco tempo fa, ho letto l'altrettanto splendido James. Giunto alle ultimissime pagine di "Dottor No" mi è venuto naturale fare un pur minimo paragone tra le due opere (entrambe mostrano l'eclettismo di Everett):
- Dottor No è un esperimento "illogico" in cui, tramite un protagonista anti-eroe per eccellenza, si abbattono i generi letterari;
- James è un esperimento "logico" in cui, tramite un protagonista assolutamente umano, viene riscritto il genere letterario.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

mercoledì 1 gennaio 2025

Le mie letture del 2024


Gennaio
Glenn Cooper - La verità di Maria. Cal Donovan, vol. 6

Febbraio

Marzo

Aprile
Maggio




Settembre
Andrzej Sapkowski - The Witcher. Le origini
Wilbur Smith - L'ombra del sole
Nedjma - La mandorla
Guillaume Musso - La sconosciuta della Senna

Ottobre

▪ Novembre

▪ Dicembre

sabato 31 agosto 2024

Libri (e fumetti) letti ad agosto 2024… e quelli da leggere a settembre!


I libri (ed i fumetti) che ho letto e recensito ad agosto:
27: Zagor Più, albo n. 14 (agosto 2024) - Ritorno alla città nascosta
20: Martin Mystere, albo n. 413 (luglio 2024) - Anime digitali
17: Julia, albo n. 311 (agosto 2024) - Privée
15: Diabolik, albo n. 930 (agosto 2024) - Marchio di morte
12: David Foster Wallace - Una cosa divertente che non farò mai più
10: Zagor, albo n. 760 (709 di agosto 2024) - Pioggia infernale
8: Jon Fosse - Mattino e sera
3: Color Zagor, albo n. 19 (luglio 2024) - La belva di Amamur
1: Marilù Oliva - L'Eneide di Didone

Ed i libri in lettura per settembre (ma non necessariamente in quest'ordine… e non è neanche detto che siano questi):
Guillaume Musso - La sconosciuta della Senna [già in lettura]
Nedjma - La mandorla
Wilbur Smith - L'ombra del sole
Douglas Adams - Ristorante al termine dell'Universo. Guida galattica per gli autostoppisti, vol. 2
Glenn Cooper - L'ultimo conclave. Cal Donovan, vol. 7
Christian Jacq: Kheops - Il testamento degli dei. Il romanzo della piramide, vol. 2

sabato 17 agosto 2024

[RECENSIONE] Ian Fleming: Casino Royale


Ian Fleming: Casino Royale. James Bond 007, vol. 1

Titolo originale: Casino Royale
Formato: Kindle (1287 KB)
Pagine: 209
Editore: Adelphi (16 luglio 2024)
ASIN: B0D96J3V1V

Data di acquisto: 8 agosto 2024
Letto dal 9 al 17 agosto 2024

Sinossi
Il 15 gennaio del 1952, quando si siede alla scrivania di Goldeneye, la sua villa in Giamaica, Ian Fleming non ha idea di cosa scriverà. Parte dal nome del suo personaggio, rubato ad un allora celebre ornitologo, e dal ricordo di una partita a carte al Casinò di Lisbona, nel 1941. Il primo James Bond nasce così, ed è un romanzo molto diverso da come forse lo stesso Fleming amava raccontarlo. Le scene sono poche, non più di quattro, i veri personaggi anche meno. James Bond impareremo a conoscerlo meglio, perché qui è ancora nei panni (eleganti, spiritosi e crudeli) di Ian Fleming.
Ma l'abominevole Le Chiffre, e il suo occhio quasi bianco, non li dimenticheremo, come difficile sarà scordare la Bond Girl forse più letale, la sublime Vesper Lynd. Tutto dunque comincia da qui, dall'o­dore nauseante di un casinò alle tre del mattino. E la speranza è che duri il più a lungo possibile...

L'incipit del libro
Alle tre del mattino l'odore del casinò, il fumo e il sudore danno la nausea. A quell'ora, il logorio interiore tipico del gioco d'azzardo - misto di avidità, paura e tensione nervosa - diventa intollerabile. I sensi si risvegliano e si torcono per il disgusto.

La mia recensione
"Doppio Zero, nel nostro Servizio significa che durante le nostre missioni abbiamo ucciso almeno un uomo, a sangue freddo. Tutto questo è bello e buono".
Casino Royale, datato 1953, segna il debutto di James Bond, il più famoso agente segreto della letteratura e, a partire dal 1962, anche del cinema. In questo primo volume, un James Bond appena promosso 007 è incaricato di disputare (e possibilmente vincere) una partita a baccarat contro Le Chiffre, un pericoloso criminale dall'oscuro passato. Poche pagine, giusto giusto per introdurre il nuovo personaggio, ma abbiamo già tutti gli ingredienti tipici del genere: atmosfere cupe, suspense, thrilling, amore, amici e nemici che spesso si scambiano i ruoli e, giusto per non farci mancare nulla, morti ammazzati a più non posso. Compare anche la prima Bond girl: l'enigmatica Vesper Lynd (ma a fine libro ne scopriremo il toccante motivo) che, nel film del 2006, sarà interpretata dalla bellissima Eva Green.
Ian Fleming lo ha scritto nel 1953, ora siamo nel 2024... il libro, perciò, risente moltissimo del tempo passato (siamo a poco più di 70 anni); tuttavia, la trama è scorrevole pur in presenza di un'impressionante mole di dettagli (in special modo durante la partita di baccarat).
Quello che qui colpisce è la psicologia del personaggio principale... anzi, per dirla tutta, la differenza tra il James Bond letterario e quello del grande schermo: se i vari personaggi che lo hanno impersonato al cinema (tutti quanti, dal primo Sean Connery sino all'ultimo Daniel Craig) ci hanno mostrato un 007 freddo calcolatore e tombeur de femmes, in questo primo volume lo vediamo alquanto cinico e spietato.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

mercoledì 31 luglio 2024

Libri (e fumetti) letti a luglio 2024… e quelli da leggere ad agosto!


I libri (ed i fumetti) che ho letto e recensito a luglio:
27: Cristina Cassar Scalia - Sabbia nera
22: Zagor, albo n. 759 bis (708 bis di luglio 2024) - Il giudizio degli Dei
19: Julia, albo n. 310 bis (di luglio 2024) - Il caso della Dodge amaranto
15: Julia, albo n. 310 (di luglio 2024) - Visioni
12: Zagor Più, albo n. 13 (di maggio 2024) - I racconti di Darkwood. Le storie di Trampy
7: Andrea Camilleri - La concessione del telefono
7: Diabolik, albo n. 913 (di marzo 2023) - Nel nome dei Kant
3: Zagor, albo n. 759 (708 di luglio 2024) - Verdetto finale

Ed i libri in lettura per agosto (ma non necessariamente in quest'ordine… e non è neanche detto che siano questi):
Marilù Oliva - L'Eneide di Didone [in lettura]
Ruth Ware - L'inganno perfetto
David Foster Wallace - Una cosa divertente che non farò mai più
Ian Fleming - Casino Royale. James Bond 007, vol. 1
J.R.R. Tolkien - Il ritorno dell'ombra. La storia della Terra di mezzo, vol. 6