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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

sabato 2 maggio 2026

Un capolavoro di 350 anni considerato "inadattabile" diventerà un film (e sarà molto divisivo)


Un capolavoro di 350 anni considerato inadattabile diventerà un film (e sarà molto divisivo)
Un'opera monumentale della letteratura mondiale approderà sul grande schermo grazie a una scelta produttiva destinata a far discutere

👉 fonte: Best Movie

Si potrebbe pensare che, arrivati a questo punto nella storia del cinema, ogni grande opera letteraria sia già stata adattata per il grande schermo. In realtà non è così. Alcuni dei testi più celebri e influenti restano ancora oggi considerati impossibili da portare al cinema, soprattutto quando si tratta di opere monumentali in cui si intrecciano dimensioni umane, divine e soprannaturali.
In passato, Hollywood non aveva paura di affrontare questo tipo di sfide. I grandi kolossal storici e biblici erano una costante: basti pensare a film come I dieci comandamenti, Spartacus o Ben-Hur, opere capaci di trasformare racconti epici in spettacoli cinematografici imponenti. Oggi, però, anche con budget sempre più elevati, le major tendono a evitare progetti troppo complessi o rischiosi, preferendo puntare su franchise consolidati.
Eppure qualcosa sembra stia cambiando. Dopo l'annuncio dell'ambiziosa trasposizione dell'Odissea da parte di Christopher Nolan, un altro progetto altrettanto audace è pronto a prendere forma: l'adattamento cinematografico di Paradise Lost, il poema epico scritto nel XVII secolo da John Milton. Un'opera che, per secoli, è stata considerata praticamente impossibile da tradurre in immagini.
A raccogliere la sfida è Roger Avary, sceneggiatore noto per lavori molto diversi tra loro, che spaziano da adattamenti letterari a progetti legati al mondo videoludico. Il suo nuovo film sarà prodotto da una realtà decisamente particolare: Ex Machina Studios, uno studio che punta a integrare l'intelligenza artificiale nei processi produttivi cinematografici.
Ed è proprio questo l'aspetto più controverso, e potenzialmente rivoluzionario, del progetto. Secondo quanto emerso, Paradise Lost verrà realizzato sfruttando sistemi avanzati di AI generativa, capaci di creare mondi complessi e scenari impossibili da ottenere con i metodi tradizionali, ma con costi decisamente più contenuti.
La storia, del resto, richiede un livello di ambizione visiva straordinario. Il poema di Milton racconta la ribellione dell'arcangelo Lucifero contro Dio, la sua caduta negli inferi e la successiva trasformazione in Satana. Da lì prende forma il suo piano di vendetta: corrompere l'umanità appena creata, portando Adamo ed Eva a disobbedire e provocando così la Caduta e la perdita del Paradiso.
Si tratta di un racconto che alterna dimensioni cosmiche e momenti profondamente umani, seguendo sia il percorso di Satana, figura complessa e carismatica, sia quello dei primi esseri umani, alle prese con la tentazione e le conseguenze delle proprie scelte. Non sorprende, quindi, che per decenni Hollywood abbia esitato davanti a un materiale così vasto e stratificato.
Le difficoltà non sono solo narrative, ma anche tecniche. Rappresentare credibilmente il Paradiso, l'Inferno, gli angeli e i demoni è sempre stato un ostacolo enorme, così come trovare un equilibrio tra spettacolo visivo e fedeltà al testo originale. In questo senso, l'uso dell'intelligenza artificiale potrebbe rappresentare una soluzione (o, al contrario, un nuovo problema).
Non è la prima volta che Avary si confronta con un'opera considerata inadattabile. In passato ha lavorato anche alla sceneggiatura di Beowulf, uno dei primi esperimenti su larga scala con la motion capture. Il risultato, però, è rimasto famoso anche per il cosiddetto "uncanny valley", quell'effetto disturbante che rende i personaggi digitali quasi realistici, ma non del tutto convincenti.
Questa volta, il regista è convinto che la tecnologia abbia finalmente raggiunto un livello tale da evitare quegli errori. L'obiettivo è realizzare una versione più fedele possibile al testo di Milton, sfruttando strumenti innovativi per dare forma a un universo visivo finora irraggiungibile.
Resta però una domanda fondamentale: il pubblico è pronto ad accettare un film costruito, almeno in parte, con l'aiuto dell'intelligenza artificiale? Paradise Lost potrebbe diventare un punto di svolta, non solo per il modo in cui adattiamo le grandi opere del passato, ma anche per il futuro stesso del cinema.

"Non devi capirla. Devi usarla": il libro di Doris Corsini. Già tra i bestseller su Amazon


Non devi capirla. Devi usarla: il libro di Doris Corsini. Già tra i bestseller su Amazon
La giornalista Doris Corsini, alla guida del mensile Tuttomontagna, ha scritto un manuale pratico sull'intelligenza artificiale. Trenta cose concrete da fare oggi, scritte come si spiegherebbero al telefono a un'amica. Ed è solo il primo libro di una collana

👉 fonte: Redacon

Il libro sta già facendo parlare di sé: a poche ore dall'uscita ha raggiunto il quinto posto nella categoria bestseller in Introduzione a Internet.
Un risultato che conferma l'interesse del pubblico e che rende questa conversazione ancora più attuale.
L'intelligenza artificiale è il tema del momento. Se ne parla in televisione, sui giornali, nei convegni. Se ne parla come di una rivoluzione, di una minaccia, di un'opportunità. Se ne parla quasi sempre come di qualcosa di complicato, riservato a chi lavora nel digitale.
Doris Corsini ha scritto un libro che dice il contrario. Non devi capirla. Devi usarla. 30 cose che puoi fare oggi con l'intelligenza artificiale (anche se non capisci niente di tecnologia) è uscito ad aprile su Amazon.
Sei sezioni, trenta schede pratiche, un'idea precisa: l'AI è uno strumento per chiunque, non un argomento per esperti. E non è un libro isolato (è il primo di una collana).

Doris, Non devi capirla. Devi usarla. Suona come una provocazione. Lo è. E nasce da una cosa banale: ho cercato il libro che adesso ho scritto. Non l'ho trovato. Con l'intelligenza artificiale ho iniziato presto. Primo corso in presenza a Milano, gennaio 2023. Pochi mesi dopo l'arrivo di ChatGPT in Italia (novembre 2022). Era ancora una novità. Da quel giorno l'ho usata. Sul lavoro vero. Sui problemi veri. Quando ho cominciato a leggere quello che usciva sull'argomento, mi sono accorta che mancava un pezzo intero.
Cosa mancava? Un libro che partisse dall'uso. Non dalla teoria. Tanti i manuali sull'AI partono spiegando come funziona dentro. Reti neurali, modelli generativi, parametri di addestramento. Sono libri scritti benissimo, da persone competenti. Ma chiedono al lettore uno sforzo che non serve. È come se per usare la lavatrice ti facessero studiare l'ingegneria del cestello.
Il libro nasce da lì? Da lì. Dall'osservazione che l'AI è già pronta a essere usata da chiunque. Quello che mancava era qualcuno che lo dicesse chiaro, con esempi concreti, in modo semplice. Ma l'AI non è solo per tecnici. È come un elettrodomestico (provocazione ironica). comprese le parentesi, prima che insorgano! Stanno già discutendo sotto il mio post. Serve al contadino come al medico. Alla casalinga come alla manager. Al pensionato che vuole scrivere una lettera al sindaco. Tutti la useranno. Anzi: la stanno già usando. Solo che non ci pensano.
Cosa intendi con elettrodomestico? Pensa alla lavatrice. Sai come funziona dentro? No. E allora? La usi lo stesso. Ti ha cambiato la vita. Microonde. Frigorifero. Navigatore. Cellulare. Stessa cosa. Nessuno sa esattamente come funzionano. Tutti li usiamo ogni giorno. L'intelligenza artificiale è esattamente questo. Uno strumento che fa una cosa al posto tuo mentre tu fai un'altra cosa. 
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