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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

martedì 31 ottobre 2023

Sarah Lotz: Quattro giorni dopo

Sarah Lotz: Quattro giorni dopo

Titolo originale: Day Four
Formato: Kindle (1476 KB)
Pagine: 360
Editore: Casa Editrice Nord (30 giugno 2016)
ASIN: B01CJUFWM4

Data di acquisto: 15 agosto 2017
Letto dal 17 al 21 settembre 2017

Sinossi
Due anziane vedove, un medico, un blogger spregiudicato, un ex poliziotto, una giovane steward, un marito infedele: ognuno di loro nasconde segreti oscuri. E la verità verrà a galla quando saranno messi di fronte all'impossibile… Ai tremila passeggeri della "Beautiful Dreamer", partiti da tre giorni per una crociera nel mar dei Caraibi, sembra davvero di vivere un sogno. Il quarto giorno, però, i motori all'improvviso smettono di funzionare, così come tutti i sistemi di comunicazione. Alla deriva in mezzo all'oceano, con le scorte di cibo e acqua che iniziano a scarseggiare e senza nessuna traccia di una missione di salvataggio, la situazione sembra volgere al peggio. Eppure non è finita. Una donna viene infatti trovata morta nella sua cabina e diverse persone lamentano i primi sintomi di una strana malattia. L'equipaggio cerca di mantenere la calma, tuttavia sempre più passeggeri vengono presi dal panico, mentre qualcuno arriva addirittura a ipotizzare che non ci sia niente di casuale in quell'avaria. Ma chi avrebbe potuto sabotare la nave? E per quale motivo, poi? Una sola cosa è certa: più passa il tempo, più nella mente di tutti si insinua il dubbio che qualcuno, o qualcosa, stia tramando nell'ombra perché nessuno esca vivo di lì…

La mia recensione
"Sappiate questo, i vostri guardiani e le vostre guide e gli spiriti dei trapassati si stanno facendo avanti. Sappiate questo, la morte non esiste".
Libro molto strano: non ha una trama ben definita o lineare, ma bisogna ricostruirla piano piano tramite le peripezie dei sette protagonisti a bordo della nave al centro della vicenda. Carino anche il riferimento a Il segno, il precedente libro di Sarah Lotz.
Tuttavia, bisogna dire che sto facendo davvero molta fatica a classificare il genere letterario in cui collocare questo romanzo: non è un thriller perché non ci sono scene degne di nota, e non è un horror perché c'è solo una nave in avaria in cui succede di tutto e di più… ma niente di tanto allarmante. Forse l'autrice aveva in mente qualche idea particolare che poi, alla fin fine, non ha saputo sfruttare? Boh? E, per dirla tutta, il finale sconclusionato mi ha lasciato con l'amaro in bocca perché non si capisce proprio cosa sia successo a questa sfortunata nave… Ti resta il dubbio se sia "approdata" in una realtà alternativa o, semplicemente, si sia trovata al centro di un qualche contagio/sterminio a livello mondiale…
Voto: ⭐⭐⭐ (3 su 5)

M.R.C. Kasasian: I delitti di Mangle Street

M.R.C. Kasasian: I delitti di Mangle Street. Le indagini dei detective di Gower St., vol. 1

Titolo originale: The Mangle Street Murders
Formato: Kindle (1825 KB)
Pagine: 325
Editore: Newton Compton Editori (29 maggio 2014)
ASIN: B00JJRRHGA

Data di acquisto: 1 settembre 2017
Letto dal 3 al 6 settembre 2017

Sinossi
Londra, 1882. Il celebre detective Sidney Grice è stato nominato tutore legale di una ragazza rimasta orfana da poco, March Middleton. Eccentrico, esigente e insopportabilmente pignolo, Grice attende l'arrivo a Londra della sua protetta, convinto di trovarsi davanti una sprovveduta donnetta di provincia. Ma quando incontra March, il detective scopre che la sua ospite è tutt'altro che un'ingenua. Anzi, possiede una certa arguzia e un'insolita attenzione ai dettagli. E, tra una tazza di tè e l'altra, sarà proprio lei ad aiutarlo a risolvere un difficile caso che nel frattempo ha sconvolto la città: l'efferato omicidio di una giovane donna, Sarah Ashby, di cui è stato incolpato il marito William. Una storia torbida che li porterà dal raffinato quartiere di Bloomsbury alle fetide strade dell'East End, dove li attende soltanto il primo di una serie di inspiegabili misteri…
Ne I delitti di Mangle Street, primo romanzo di una nuova serie investigativa, M.R.C. Kasasian ci conduce nella Londra più misteriosa con un'insolita e indimenticabile coppia di detective.
Grande successo in Inghilterra per il detective più astuto e divertente degli ultimi anni
Sherlock Holmes e il dottor Watson hanno due nuovi rivali in città: Sidney Grice e March Middleton.

La mia recensione
"La mente umana non è in grado di comprendere e contenere tutta la sofferenza di questo mondo. Se così non fosse, impazziremmo".
I delitti di Mangle Street, primo volume della serie incentrata sulle gesta del detective Sidney Grice e della sua protetta March Middleton, è un giallo in piena regola e con tutti i canoni del caso, ma pecca di una evidentissima leggerezza… tanto che, pur nella complessità del mistero da risolvere, già molto prima di arrivare a metà libro si capisce chi sia l'assassino/a.
Romanzo che vorrebbe essere un omaggio ai personaggi di Sherlock Holmes (e nelle battute finali del libro compare brevemente anche Sir Arthur Conan Doyle, il creatore del celebre investigatore) e di Auguste Dupin (creato da Edgar Allan Poe); purtroppo però, forse a causa della comprensibile inesperienza di Kasasian, finisce per farne un vero e proprio copia/incolla delle avventure e dei metodi deduttivi dei due celebri personaggi che ho menzionato poco fa.
Comunque, tutto sommato, il romanzo è davvero godile e rilassante ed i due personaggi principali (i già citati Sidney Grice e March Middleton) sono molto ben descritti e caratterizzati. Sidney Grice, che Kasasian vorrebbe far passare per narcisista ed antipatico, alla fin fine si rivela essere abbastanza godibile e divertente (anche nei suoi difetti fisici o caratteriali) e sempre pronto, anche se controvoglia, a soddisfare le richieste della sua protetta. Discorso a parte merita March Middleton: in un'epoca (siamo a Londra, alle porte del 1900) in cui alle donne è proibito o precluso praticamente tutto, lei riesce comunque ad essere indipendente, a ritagliarsi il suo spazio vitale (diventa anche più di una spalla per Sidney) ed a concedersi anche i "piccoli" vizi che solitamente sono appannaggio del sesso maschile: alcol e fumo.
Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

Libri (e fumetti) letti ad ottobre 2023… e quelli da leggere a novembre

I libri (ed i fumetti) che ho letto e recensito ad ottobre 2023:
7: Mirko Zilahy - Nostra signora delle nuvole
9: Paula Hawkins - A occhi chiusi
9: Zagor, albo n. 750 (699) - La laguna delle rocce dipinte
11: Julia, albo n. 301 - Summer Blue
13: Tiziano Ferro - La felicità al principio
15: Le grandi storie Bonelli, albo n. 9 - Zagor. Le sette città di Cibola
21: Giorgio Faletti - Pochi inutili nascondigli
26: Speciale Zagor, albo n. 37 - I monti della solitudine
28: Guillaume Musso - La ragazza e la notte

Ed i libri in lettura per novembre (ma non necessariamente in quest'ordine… e non è neanche detto che siano questi):
Paolo Giordano - La solitudine dei numeri primi [già in lettura]
Marco Buticchi - L'oro degli dei
Guillaume Musso - La ragazza della Senna
George R.R. Martin - Il drago di ghiaccio (edizione illustrata)
Christian Jacq - La regina di Abu Simbel. Il grande romanzo di Ramses, vol 4
Zagor, albo n. 751 (700) - La foresta dei destini incrociati [esce il 2 novembre]

J.R.R. Tolkien: Il Silmarillion

J.R.R. Tolkien: Il Silmarillion

Titolo originale: The Silmarillion
Formato: copertina flessibile
Pagine: 452
Editore: RL Libri - Superpocket (2002)
ISBN: 8846202473

Data di acquisto: -
Letto dal 27 agosto al 3 settembre 2017

Sinossi
Dalla Musica degli Ainur, con cui il mondo ebbe inizio, alla partenza dei Portatori di Anello dai Porti di Mithlond: le leggende narrate nel Silmarillion ci riportano alla Terra di Mezzo, nella Prima Età del Mondo, a un tempo molto più antico di quello che Tolkien ci ha descritto nel Signore degli Anelli. Sono quindi l'antecedente e la meravigliosa chiave interpretativa dell'epopea raccontata nella famosa trilogia. Iniziato nel 1917 ed elaborato dall'autore nel corso di tutta la vita, Il Silmarillion (pubblicato postumo dal figlio Christopher, nel 1977) ha un ruolo fondamentale nell'universo fantastico di Tolkien, è il tronco da cui tutte le sue opere narrative sono discese. È una grandiosa costruzione mitica imperniata sulla fondamentale antitesi tra amore per la bellezza suprema e volontà di dominio, tra "essere" e "avere", raccontata nel linguaggio, sublime e semplice insieme, che è proprio dell'antico epos. L'intensità epica e spirituale è il segreto della straordinaria attualità di Tolkien, portavoce di valori eterni e immutabili, profondamente connaturati al cuore dell'uomo, ai suoi sogni, alle sue speranze.

La mia recensione
"Esisteva Eru, l'Uno, che in Arda è chiamato Ilùvatar; ed egli creò per primi gli Ainur, i Santi, rampolli del suo pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altro fosse creato. Ed egli parlò loro, proponendo temi musicali; ed essi cantarono al suo cospetto, ed egli ne fu lieto. A lungo cantarono soltanto uno alla volta, o solo pochi insieme mentre gli altri stavano ad ascoltare; ché ciascuno di essi penetrava soltanto quella parte della mente di Ilùvatar da cui proveniva, e crescevano lentamente nella comprensione dei loro fratelli. Ma già solo ascoltando pervenivano a una comprensione più profonda, e s'accrescevano l'unisono e l'armonia […]. Ora però Ilùvatar sedeva ad ascoltare, e a lungo gli parve che andasse bene, perché nella musica non erano pecche. Ma, col progredire del tema, nel cuore di Melkor sorse l'idea di inserire trovate frutto della propria immaginazione, che non erano in accordo con il tema di Ilùvatar, ed egli con ciò intendeva accrescere la potenza e la gloria della parte assegnatagli. A Melkor tra gli Ainur erano state concesse le massime doti di potenza e conoscenza, ed egli partecipava di tutti i doni dei suoi fratelli. Spesso se n'era andato da solo nei luoghi vuoti alla ricerca della Fiamma Imperitura, poiché grande era in lui il desiderio di porre in Essere cose sue proprie, e gli sembrava che Ilùvatar non tenesse da conto il Vuoto, e la vacuità di questo gli riusciva intollerabile. Ma il Fuoco non l'aveva trovato, poiché esso è con Ilùvatar. Standosene solo, aveva però preso a concepire pensieri suoi propri, diversi da quelli dei suoi fratelli".
Libro bellissimo e spettacolare (che qualcuno ha anche definito come la "Bibbia del mondo tolkeniano"). Si parla di tempi antichi e di fatti accaduti millenni prima di quelli narrati in Lo Hobbit e, soprattutto, in Il signore degli Anelli… anche se, alla fine, qualcosa viene comunque accennato.
Dato il gran numero di personaggi (e molti di loro si susseguono di generazione in generazione) e di luoghi presenti è stato un bene che, alla fine del libro stesso, siano state inserite una mappa ed alcune tabelle con le discendenze dei personaggi principali (nani, elfi e umani).
Lettura non facile, ma assolutamente necessaria per capire ed approfondire il fantastico e favoloso universo creato da Tolkien.
Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

Stephen King: Incubi e Deliri

Stephen King: Incubi e Deliri

Titolo originale: Nightmares & Dreamscapes
Formato: Kindle (2209 KB)
Pagine: 846
Editore: Sperling & Kuofer (17 giugno 2014)
ASIN: B00L1S6G4O

Data di acquisto: prenotazione del 7 maggio 2014
Letto dal 20 al 27 agosto 2017

Sinossi
Un dito che emerge da uno scarico del lavandino, giocattoli che si trasformano in micidiali strumenti di morte, mosche che si annidano in un vecchio paio di scarpe da tennis, il deserto del Nevada che inghiotte una Cadillac… La leggenda di Castle Rock ritorna per ammaliare l'attonito lettore. La fertilissima immaginazione di Stephen King e la potenza della sua vena narrativa non sono mai state così efficaci, e terrificanti, come in questa sorprendente antologia.

La mia recensione
"Non ho mai creduto molto alla realtà, almeno in quel che scrivo. Troppo spesso essa sta alla fantasia come i paletti di leggo ai vampiri".
Questa è la quinta raccolta di Stephen King che ho letto (le altre quattro sono state: A volte ritornano, Stagioni diverse, Scheletri e Quattro dopo mezzanotte)… e, visto che questa volta abbiamo qualcosa come 24 racconti (23 ufficiali più uno, l'ultimo, inserito tra le note finali), non faccio una recensione vera e propria ma metto direttamente il voto ad ognuno di essi:
- La Cadillac di Dolan: 5
- La fine del gran casino: 3
- Bambinate: 4
- Il Volatore Notturno e Popsy: 5 (voto unico per questi due racconti... con il protagonista in comune)
- Ti prende a poco a poco: 2
- Denti Chiacchierini: 5
- Dedica: 4
- Il dito: 5
- Scarpe da tennis: 5 (piccola curiosità di questo racconto datato 1988: viene citato Donald Trump)
- E hanno una band dell'altro mondo: 3
- Parto in casa: 5 (il migliore di tutta la raccolta)
- La stagione delle piogge: 4
- Il mio bel cavallino: 1
- Spiacente, è il numero giusto: 3
- La Gente delle Dieci: 3 (sarebbe da 5, peccato per una prima parte davvero molto lenta)
- Crouch End: 4
- La casa di Maple Street: 5
- Il quinto quarto: 1
- Il caso del dottore: 4 (Sherlock Holmes incontra Stephen King)
- L'ultimo caso di Umney: 5
- A testa bassa: 1 (completamente inutile e fuori luogo)
- Agosto a Brooklyn: 1 (non è un racconto ma una poesia… e non mi è piaciuta)
- Il mendicante e il diamante: 4
Voto finale (è la media dei voti ai singoli racconti): ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

lunedì 30 ottobre 2023

Marcello Pezzetti: Il libro della Shoah italiana. I racconti di chi è sopravvissuto

Marcello Pezzetti: Il libro della Shoah italiana. I racconti di chi è sopravvissuto

[un unico libro ma diviso in due volumi

Formato: copertina rigida
Pagine: 520 totali
Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso S.p.A. (25 gennaio 2014)
ISBN-13: 9771128608850

Data di acquisto: -
Letto dal 13 al 20 agosto 2017

Sinossi
Anche in Italia, come in tutto il continente, la Shoah ha significato una persecuzione durissima di uomini e donne, anziani e bambini, colpevoli solo di essere ebrei. Molti di loro appartenevano a famiglie italiane sin dall'epoca di Roma antica; altri erano stranieri, fuggiaschi dai paesi d'Europa dove la persecuzione era iniziata negli anni precedenti. Erano professori universitari e impiegati, dirigenti di banche e venditori ambulanti, maestri di ebraismo o osservanti tiepidi. Diversi come erano diversi gli italiani. Nel 1938 tutti furono colpiti dalla radicale legislazione antisemita del regime fascista.
Dopo l'8 settembre 1943 furono braccati dalla polizia del Terzo Reich e da quella della Repubblica sociale italiana. Migliaia e migliaia di loro furono arrestati, rinchiusi in carceri e in campi e deportati ad Auschwitz-Birkenau. Lì la grande maggioranza venne uccisa all'arrivo o dopo qualche settimana di permanenza, mentre solo poche centinaia poterono incredibilmente sopravvivere.
Questo libro, diviso in due volumi, raccoglie la voce di questi ultimi. Essi, parlando anche a nome degli uccisi, ci raccontano com'era vitale la loro esistenza prima dell'arresto, come vennero trattati dai fascisti e dai nazisti durante la Shoah, che cosa ha significato sopravvivere alla disumanità più totale e rientrare nella società italiana o andare a costruire la società israeliana. È il racconto corale di un pezzo d'Italia nel suo periodo storico più terribile, di un'Italia indifesa, abbandonata, perseguitata, straziata, ma che ha trovato la forza di ricostruire una vita dignitosa. Le voci di quell'Italia ci costringono a riflettere sul significato di "minoranza", di "tolleranza", di "convivenza", di "cittadinanza" e di "civiltà".

La mia recensione
"Papà […] l'abbiam visto su un camion insieme a tanti altri uomini. Ci ha salutato, aveva il braccio alzato, ce l'ho ancora davanti agli occhi… e lì è tutto finito…".
Un libro, diviso in due volumi, pieno di testimonianze (sono ben cento… una più struggente dell'altra) dei sopravvissuti alla Shoah. Per una volta mi è davvero impossibile descrivere cosa ho provato durante la lettura… e ad un certo punto, non ho vergogna a dirlo, mi è pure scappata una lacrima.
Marcello Pezzetti ha fatto bene a non fare soltanto un lungo elenco di testimonianze ed interviste ma, le ha "spezzettate" e le ha ricomposte ed "incastrate" direttamente con la storia d'Italia di quel periodo: ecco, allora, che alcuni/alcune di loro descrivono la loro infanzia prima che tutto avesse inizio; poi si passa all'emanazione delle leggi razziali e al, via via, peggioramento delle condizioni sociali (gli alunni, gli studenti e gli insegnanti cacciati via dalla scuola, gli impiegati dai pubblici uffici, i dottori dagli ospedali e dagli ambulatori, ecc.)… sino ad arrivare all'epilogo più tremendo: la cattura, gli arresti e gli "invii" nei campi di concentramento. Ed è qui che molti di loro, come se tutto ciò non bastasse, hanno visto morire i loro familiari ed i loro amici più cari.
Libro che consiglio di leggere assolutamente, come si dice in questi casi, "per non dimenticare"… anche se noi italiani, spesso (molto spesso), abbiamo la memoria corta!
Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

Frank Schätzing: Il quarto uomo

Frank Schätzing: Il quarto uomo

Titolo originale: Die dunkle Seite
Formato: Kindle (1447 KB)
Pagine: 428
Editore: Casa Editrice Nord (8 ottobre 2015)
ASIN: B011A1FKJI

Data di acquisto: 19 luglio 2016
Letto dal 15 al 20 agosto 2017

Sinossi
Kuwait, 1991. Una scatola piena di diamanti tra le macerie di un convoglio saltato in aria. Per uno come lui, che da anni combatte come mercenario, è un sogno diventato realtà. Presto lui e i suoi due compagni potranno farla finita con quella vita. Almeno così crede, finché non rimane ferito in un violento scontro a fuoco e gli altri si danno alla fuga, lasciandolo a morire nel deserto…
Colonia, alcuni anni dopo. C'è qualcosa di strano in Simon Bathge, Vera lo ha intuito subito. Non è il solito marito geloso che vuole assumere un detective per provare l'infedeltà della moglie. Bathge ha paura. Ha bisogno di rintracciare un suo vecchio "amico", Andreas Marmann, ed è disposto a pagare qualsiasi cifra perché Vera lo trovi. Prima che sia Marmann a trovare lui…
Colonia. In un appartamento poco lontano dal centro viene rinvenuto un cadavere. Da un primo esame, è evidente che l'uomo è stato torturato a lungo da un professionista. Non ci sono impronte né tracce di DNA, niente. L'unico indizio è una vecchia foto della vittima scattata durante la guerra del Golfo, in cui posa davanti a una jeep insieme con altri due commilitoni…

La mia recensione
"Del passato non ci si libera con tanta facilità. E a che scopo, in fondo? Il passato c'è, resta, come una parte del corpo. Negarlo significa negare la vita, il fatto che uno viva. E questa vita è indivisibile. Per cominciarne una nuova bisogna prima morire".
Frank Schätzing è uno dei miei scrittori preferiti, i suoi libri sono tutti incentrati su storie incredibili e dai risvolti psicologici/psichiatrici… E questo libro, come per gran parte delle sue opere, non fa alcuna eccezione: ti prende già dalla prima pagina e piano piano ti porta a chiederti se si nasce già cattivi o lo si diventa con l'accumularsi delle esperienze negative che la vita ci sbatte in faccia.
Il quarto uomo ha una storia davvero interessante e coinvolgente, caratterizzata anche da un buon ritmo (non ho mai riscontrato cali di tensione) e con dei personaggi splendidamente descritti. Spero tanto di rivedere Vera Gemini in qualche altro libro. E perché no?, anche Arik Menemenci, sempre se qui non ci sia rimasto secco (non si capisce bene), meriterebbe un'altra possibilità.
Unica pecca, che comunque non interferisce con lo scorrere della lettura, è che già a metà libro si capisce chi sia il misterioso "quarto uomo" del titolo. Comunque, se anche voi volete cimentarvi nell'individuare l'identità dell'assassino di turno, magari fate come me: armatevi di carta e penna e segnatevi i nomi dei personaggi, tutti gli indizi su di loro e, soprattutto, i rapporti tra di loro. La soluzione, come ho detto poco fa, non è difficile; anzi…
Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

Ruth Ware: La donna della cabina numero 10

Ruth Ware: La donna della cabina numero 10

Titolo originale: The Woman in Cabin 10
Formato: Kindle (1464 KB)
Pagine: 317
Editore: Corbaccio (13 ottobre 2016)
ASIN: B01LXV34S0

Data di acquisto: 6 luglio 2017
Letto dal 18 al 21 luglio 2017

Sinossi
Come puoi fermare un assassino se nessuno crede che esista? Doveva essere la crociera perfetta. Le luci del grande Nord su una nave di lusso, l'Aurora Borealis, in compagnia di pochi e selezionatissimi ospiti. Un'ottima opportunità professionale per la giornalista Lo Blackwood, incaricata di sostituire il suo capo e ben felice di trovare sollievo dallo choc provocato da un tentativo di furto subito nella sua casa di Londra.
Ma la crociera si trasforma ben presto in un incubo atroce… Durante la prima notte di viaggio, Lo assiste a quello che ha tutta l'aria di essere un omicidio, proprio nella cabina accanto alla sua, la numero 10. Non solo nessuno le crede, ma la ragazza che dice di aver incontrato nella stessa cabina sembra non essere mai esistita: non è a bordo, nessuno la conosce, e le tracce lasciate dalla sua misteriosa presenza svaniscono una dopo l'altra.
Bloccata sulla nave e sempre più isolata nella sua ricerca, Lo cade in preda al terrore. Sta forse impazzendo? Oppure è intrappolata in mezzo all'oceano, unica testimone di un delitto e in balia di uno spietato assassino?
Inquietante, coinvolgente, claustrofobico, La donna della cabina numero 10 conferma la nascita di una nuova autrice di grande talento nel panorama del thriller internazionale.

La mia recensione
"Tutti abbiamo dei demoni dentro di noi, voci che ci sussurrano che non valiamo niente, che se non otteniamo quella promozione o non superiamo brillantemente quell'altro esame riveleremo al mondo che razza di esseri inutili siamo in realtà. Magari è vero. Forse è solo che i miei demoni parlano a voce più alta".
Dopo l'ottimo L'invito da Ruth Ware ci si aspettava qualcosa di più… ma, purtroppo, la mia attesa è stata vana! Questa volta siamo in presenza di una storia piatta che, per giunta, è ammantata da una sorta di "già visto" (con argomenti ampiamente sfruttato da film e libri a non finire): si parte dalla testimone oculare di qualcosa che solo lei ha visto e si finisce nell'immancabile "gioco delle parti" e sul "chi è chi". Il tutto, in presenza di un personaggio principale che non ha mai trovato il mio favore: infatti, ho trovato Lo Blackwood davvero scontrosa, irritabile ed alquanto antipatica. L'epilogo finale, come se tutto ciò non bastasse, è intuibile già verso la metà del libro.
Comunque, non boccio del tutto il libro perché, a conti fatti, l'idea che sta alla base della trama è ottima (la protagonista, mentre è in crociera su una nave isolata da ogni comunicazione con l'esterno, assiste ad un delitto ma non ci sono né cadavere e né segni evidenti di ciò che è avvenuto) ma, purtroppo, l'autrice non è stata in grado di sfruttarla a dovere. Da segnalare, inoltre, che sul Kindle ho riscontrato alcuni refusi.
Voto: ⭐⭐⭐ (3 su 5)

Donna Tartt: Dio di illusioni

Donna Tartt: Dio di illusioni

Titolo originale: The Secret History
Formato: copertina flessibile
Pagine: 622
Editore: BUR Rizzoli (settembre 2014)
ISBN-13: 978-8817106825

Data di acquisto: 1° luglio 2017
Letto dal 5 al 13 luglio 2017

Sinossi
Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d'amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commetterne un altro ancora più spietato…

La mia recensione
"Ci piace pensare che abbia un certo valore, la vecchia banalità amor vincit omnia. Ma se ho imparato una cosa, nella mia breve triste vita, è che quella banalità è una bugia: l'amore non vince nulla, e chi lo pensa è uno sciocco".
È il secondo libro che leggo di Donna Tartt e… seconda bocciatura! Praticamente devo (quasi) ripetere la mia recensione già fatta per Il cardellino: romanzo molto descrittivo e dispersivo; è scritto in prima persona da uno dei protagonisti della storia e, perciò, risulta parecchio (se non tutto) introspettivo ed intimista.
Il libro, per dirla tutta, non è proprio da buttare, ma è proprio per come è costruito e strutturato che non mi è piaciuto e non mi ha emozionato per niente… oltretutto, in alcuni passaggi (soprattutto nella prima parte) sembra una scopiazzatura di L'attimo fuggente. Per la critica e per molti lettori questo libro è stato un capolavoro. Boh?
Voto: ⭐⭐ (2 su 5)

Wilbur Smith: Il trionfo del sole

Wilbur Smith: Il trionfo del sole. I Courtney incontrano i Ballantyne, vol. 1

Titolo originale: The Triumph of the Sun
Formato: Kindle (1760 KB)
Pagine: 586
Editore: Longanesi (16 ottobre 2010)
ASIN: B0065N7WVG

Data di acquisto: 28 settembre 2013
Letto dal 26 giugno al 5 luglio 2017

Sinossi
Khartum, la città circondata dal deserto del Sudan alla confluenza del Nilo Bianco con il Nilo Azzurro: luogo strategico per gli europei in Africa, punto nevralgico per le tribù dei dervisci che, sotto il vessillo dell'Islam, sono decise a cacciare i bianchi da quelle terre. Nel 1884, Khartum è sotto assedio, difesa solo dalle sparute truppe del generale Gordon. Dal palazzo del console inglese si odono i tamburi di guerra dei nemici echeggiare sull'altra riva del grande fiume, dove sorge Omdurman, la città indigena sede dell'enigmatico profeta che guida la rivolta islamica, il potentissimo Mahdi. Il console Benbrook e le sue tre figlie (la bella Rebecca, diciassettenne, e le più piccole gemelle Amber e Saffron) guardano in faccia una sorte orribile, cui non potranno sfuggire a meno che la Gran Bretagna non mandi subito un contingente in soccorso. O che il fato stesso non abbia in serbo le più bizzarre sorprese… Quando Ryder Courteney torna a Khartum con il suo vapore carico di merci, certo non ha intenzione di organizzare una fuga dalla città. Né immagina di avere un ruolo nel destino delle fanciulle Benbrook il coraggioso capitano degli Ussari Penrod Ballantyne, giunto dal Cairo in missione segreta per recare messaggi urgenti al console, in attesa che la spedizione britannica affronti le forze del Mahdi in una serie di sanguinose battaglie in campo aperto. Eppure tutti e due, il mercante e il soldato, esperti conoscitori di quei luoghi, del clima e delle genti, sono sull'orlo di avventure ancora più intricate e pericolose, che coinvolgeranno loro e le bionde figlie del console in una serie di peripezie cui non sarà estraneo l'amore. Ormai lontanissimi dalla madrepatria, sentiranno il respiro del continente nero sulla pelle e si daranno completamente al mistero dell'Africa, dove la potenza della natura è tale che alla fine delle vicende umane, delle loro emozioni e tragedie, l'ultimo trionfo può soltanto essere quello dell'astro che dà la vita e la toglie, che regna laggiù come in nessun altro luogo al mondo: il trionfo del sole.

La mia recensione
"Nelle società occidentali, noi siamo orgogliosi delle nostre gloriose tradizioni e del nostro alto livello morale. Eppure, presso i popoli illetterati e incolti l'ignoranza è essa stessa fonte di una grande energia perché è proprio l'ignoranza a costituire un irresistibile incentivo al fanatismo".
Nelle quasi 600 pagine di questo romanzo di Wilbur Smith (datato 2005), ci troviamo davvero di tutto: avventura, amore, guerra, fanatismo religioso, tradimenti e speranza. La storia si svolge sul finire del 1800… eppure, in alcuni punti, sembra di leggere la cronaca dei nostri tempi: si parla, infatti, della guerra di "ideologia religiosa" tra la cultura occidentale e quella islamica. Da segnalare, inoltre, che qui si incontrano per la prima volta le due "famiglie" protagoniste di due epiche saghe di Smith: i Courteney ed i Ballantyne.
Romanzo molto descrittivo, anche troppo. Nell'ardore della battaglia, l'estenuante descrizione delle armi, dell'equipaggiamento e dei vestiti dei soldati di entrambi gli schieramenti e dei finimenti dei cavalli e dei cammelli, spezza il ritmo dell'azione proprio sul più bello.
Viceversa, e in maniera quasi paradossale, il punto di forza di Il trionfo del sole (e di tanti altri libri di Wilbur Smith) è proprio la magnifica e divina descrizione dei paesaggi africani: mentre stiamo leggendo un capitolo (ma anche un semplice paragrafo) con la scena che si svolge o nella savana o in pieno deserto, Smith riesce a catapultarti nel libro stesso e a darti l'impressione di sentire sul serio tutta l'afa (e la polvere del deserto) del continente africano.
Voto: ⭐⭐⭐ (3 su 5)

domenica 29 ottobre 2023

Witold Pilecki: Il volontario di Auschwitz

Witold Pilecki: Il volontario di Auschwitz

Titolo originale: Raport Witolda
Formato: copertina flessibile
Pagine: 381
Editore: Piemme (13 gennaio 2015)
ISBN-13: 9788868367541

Data di acquisto: 19 giugno 2017
Letto dal 23 al 26 giugno 2017

Sinossi
Il 19 settembre 1940 durante un rastrellamento nazista a Varsavia, Witold Pilecki prende la direzione opposta a tutti gli altri e si fa arrestare volontariamente per essere mandato ad Auschwitz. Il nome non è ancora sinonimo di inferno, come sarebbe diventato, tuttavia chiunque avrebbe considerato quel gesto folle. Ma Pilecki non è uno qualunque, è un militare dell'Armata polacca e membro della resistenza contro i nazisti. La sua missione è infiltrarsi nel campo, raccogliere informazioni e organizzare una rete clandestina pronta a ribellarsi e a prendere il controllo al momento giusto. Sin dall'arrivo, Pilecki si rende conto che qualsiasi idea i cittadini liberi si fossero fatti di quel luogo, era drammaticamente ingenua. Ciò che trova oltre il cancello con la scritta "Arbeit macht frei" non ha nulla a che vedere con qualunque cosa avesse conosciuto nel mondo reale. Ogni regola del vivere civile è calpestata e sovvertita, ci sono prigionieri con diritto di vita e di morte su altri prigionieri. Fame, freddo, malattie, lavori forzati sono usati dai nazisti come strumenti di decimazione. L'arbitrarietà assoluta è l'unica legge applicata e ciò che distingue i carcerieri l'uno dall'altro sono solo diversi gradi di crudeltà. A poco a poco Pilecki tesse la sua rete clandestina, in attesa del segnale di rivolta, che però non arriva mai. Dopo tre anni, e dopo aver visto sparire molti dei suoi amici, Pilecki decide di fuggire, per continuare la resistenza da fuori. Ritrovata la libertà con una rocambolesca fuga, il capitano Pilecki da bravo soldato stende rapporto ai superiori su ciò che ha visto. Se ne avessero preso atto, quante vite sarebbero state risparmiate?

La mia recensione
"Cosa può dire oggi l'umanità, quella stessa umanità che vuole mostrare un progresso culturale e personale e collocare il XX secolo molto più in alto dei secoli passati? Possiamo noi, dal XX secolo, guardare negli occhi i nostri progenitori e… assurdo… dimostrare di avere raggiunto un livello culturale più elevato? Ai giorni nostri un gruppo armato, rinunciando al 'velo' del passato, distrugge non solo un esercito nemico, ma intere nazioni e società inermi, usando i più recenti ritrovati della tecnica. Progresso della civiltà… certo! Progresso culturale? Non scherziamo. Ci siamo smarriti, amici miei, drammaticamente smarriti".
Libro documento che è molto simile a Se questo è un uomo / La tregua. Ma, mentre il capolavoro di Primo Levi è una narrazione della sua permanenza (passatemi il temine) all'interno del campo di concentramento di Auschwitz e della conseguente odissea in giro per l'Europa subito dopo la liberazione, questo è una testimonianza "in presa diretta" degli orrori visti e subiti da Witold Pilecki sempre all'interno del famigerato campo di concentramento. Tuttavia c'è una sostanziale differenza: Levi ad Auschwitz ci finì dopo essere stato catturato, Pilecki ci finì… volontariamente! Ebbene sì, sembra una cosa strana ed assurda, ma è la pura verità: Witold Pilecki, militare polacco, ha il compito di introdursi nel campo di concentramento (e per questo, durante un rastrellamento a Varsavia, si fa deliberatamente arrestare) e creare una fitta rete clandestina di prigionieri per prendere, appena sarebbe arrivato il via libera all'operazione, il controllo di Auschwitz… Purtroppo la storia ci ha già insegnato che quell'ordine non sarebbe mai arrivato!
Come ho detto prima, questo libro non è un romanzo ma è il rapporto, scritto in prima persona (una volta evaso e tornato libero) da Witold Pilecki, di tutto ciò che lui stesso ha visto, fatto e subito durante la sua prigionia ad Auschwitz. Tutto quanto vi è scritto è davvero sconvolgente, terribile e… nudo e crudo!
Libro che io vi consiglio senz'altro di leggere (per me andrebbe fatto girare anche nelle scuole) se amate i libri storici o i saggi; ma anche, e soprattutto… per non dimenticare!
Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

Alexandre Dumas: La signora delle camelie

Alexandre Dumas: La signora delle camelie

Titolo originale: La dame aux camélias
Formato: Paperback
Pagine: 176
Editore: Rusconi Ed., 1990 (allegato a "Gente")

Data di acquisto: regalo di Natale 2022
Letto dal 29 dicembre 2022 al - (abbandonato)

Sinossi
Occhi neri, capelli d'ebano e pelle di pesca. Lei è Marguerite Gautier, la fanciulla più affascinante e chiacchierata di Parigi. Le donne la invidiano, gli uomini la desiderano, tutti ne parlano. Ma Marguerite è un lusso per pochi e sa come tenere al guinzaglio i suoi spasimanti, siano abbienti signori o irrequieti rampolli di buona famiglia. Eppure per il timido e gentile Armand Duval, appena giunto in città, lei è solo la più bella ragazza mai vista, l'unica capace di far battere il suo cuore e di umiliarlo nello stesso tempo. Deciso a conoscerla nonostante tutto, Armand scoprirà che dietro la vita sfrenata di Marguerite si celano malattia e solitudine, e lotterà per conquistarne non il fragile corpo, bensì ciò che nessuno prima di allora ha mai avuto: il cuore.

L'incipit del libro
Ritengo che non si possano creare dei personaggi senza aver studiato a fondo gli uomini, come non si può parlare una lingua che a condizione di averla imparata seriamente.
Non avendo ancora raggiunto l'età nella quale s'inventa, mi accontento di riferire.
Invito pertanto il lettore a convincersi della realtà di questa storia, di cui tutti i personaggi, tranne la protagonista, sono ancora vivi.
Del resto, a Parigi molti potrebbero testimoniare la maggior parte dei fatti che qui descriverò, e potrebbero confermarli, se la mia sola testimonianza non fosse sufficiente, ma, per una particolare circostanza, io solo posso narrarli, perché solo a me furon confidati gli ultimi particolari, senza i quali sarebbe stato impossibile fornire un racconto interessante e compiuto.

La mia (brevissima) recensione
"Il suo por­ta­men­to eret­to, la sua figu­ra ag­ile, le sue nar­ici rosee e aperte, i suoi gran­di oc­chi lievemente cer­chiati di az­zur­ro, mostra­vano una natu­ra ar­dente che dif­fonde­va in­torno un pro­fu­mo di vo­lut­tà, come quei fla­coni ori­en­tali che per quan­to ben chiusi, las­ciano us­cire il pro­fu­mo del liquore che rac­chi­udono".
Non essendo proprio il mio genere, partivo già consapevole di doverlo abbandonare… e così è stato: mi sono arreso intorno a pag. 100! Interessante la descrizione degli usi e costume della Parigi di metà 1800, ma tutto il resto è di una noia mortale.
▪ Voto: ⭐⭐ (2 su 5)

Terry Goodkind: La Spada della Verità, vol. 8

Terry Goodkind: La Spada della Verità, vol. 8

Titolo originale: Naked Empire
Formato: Kindle (1689 KB)
Pagine: 528
Editore: Fanucci Editore (18 giugno 2008)
ASIN: B00C3HI50A

Data di acquisto: 19 marzo 2016
Letto dall'11 al 18 maggio 2017

Sinossi
Richard Rahl è stato avvelenato. Il prezzo da pagare per ottenere l'antidoto è salvare dalla distruzione il misterioso regno di Bandakar. Sigillata tra impervie montagne da un antico incantesimo, questa terra è abitata da persone completamente prive del dono, la cui sola esistenza rischia di stravolgere l'assetto del mondo. Ma la Madre Depositaria ha involontariamente causato la temporanea sospensione della magia, mettendo così a nudo quest'impero e le sue genti. Genti che Jagang decide di schiavizzare e sfruttare per i suoi malefici piani di conquista. Sì, perché i Bandakariani hanno una peculiarità: sono del tutto immuni alla magia. E così, mentre l'ombra minacciosa dell'Ordine Imperiale si estende famelica sul Mondo Nuovo, a Richard resta pochissimo tempo da vivere…

La mia recensione
"Ci sono momenti in cui l'unica scelta è agire immediatamente, ma anche allora bisogna usare la ragione, ricorrendo all'esperienza e a tutto ciò che si sa".
Questo ottavo volume, che inizia nel punto esatto in cui finisce il settimo, è molto più crudo e violento dei precedenti… e forse è anche per questo se mi è sembrato un tantino migliore!
Tutto il libro ruota attorno alle vicende del popolo del Bandakar che, millenni prima, venne esiliato dal D'Hara perché immune alla magia. Da allora, i bandakariani hanno vissuto in un punto imprecisato del Vecchio Mondo (ma protetti da confini magici), isolati da tutto e da tutti e rifiutando il progresso e la violenza. Paradossalmente, una volta che il loro territorio è invaso dalle orde dell'Ordine Imperiale, i bandakariani decidono di lasciarsi schiavizzare (ed è inutile dire che le loro donne saranno tutte stuprate a sangue) pur di non ribellarsi e, di conseguenza, dover ricorrere alla violenza. Questa parte del libro mi ha ricordato, in un certo senso, quando Gibbis (un personaggio della serie TV "Doctor Who") descrive il suo popolo come il più codardo dell'universo… tanto che amano farsi invadere e schiavizzare da qualunque civiltà aliena si trovi a passare dal loro pianeta!
In questo nuovo capitolo della saga della Spada della Verità troviamo Jennsen al centro di tutta la storia: dopo aver vissuto in clandestinità per tutta la sua giovane vita, ora non esita a comportarsi da vera guerriera pur di difendere la sua vita, quella del fratellastro Richard e di tutti coloro che sono entrati a far parte della sua vita. Viceversa, Kahlan si rivela essere un vero disastro (e non si capisce il perché): tutto ciò che fa  e tutto quello che tocca provoca sempre qualcosa di sbagliato che, immancabilmente, si ritorce contro le persone che gli stanno più a cuore!
Voto: ⭐⭐⭐ (3 su 5)

Maria Luisa Minarelli: Sipario veneziano

Maria Luisa Minarelli: Sipario veneziano. Veneziano Series, vol. 3

Formato: Kindle (1415 KB)
Pagine: 284
Editore: Amazon Publishing (4 ottobre 2016)
ASIN: B01EJ8GEBM

Data di acquisto: 23 febbraio 2017
Letto dal 14 al 17 giugno 2017

Sinossi
La vigilia dell'Ascensione del 1753 il teatro San Giovanni Grisostomo di Venezia ospita la prima dell'opera del celebre compositore Matteo Velluti. A esibirsi saranno, tra gli altri, l'evirato cantore Lorenzo Baffo, detto il Muranello, e la bella Angela Fusetti. Dietro le quinte però c'è grande agitazione: Momo, il factotum gobbo del teatro, è scomparso. E quando Marco Pisani, che assiste allo spettacolo insieme all'amico dottor Valentini e a Daniele Zen, si reca a casa di Momo, lo trova a terra, esanime. Potrebbe essere morte naturale, ma qualcosa non convince l'avogadore e i suoi amici. Prima di tutto, Momo non era malformato come tutti credevano: la sua finta gobba, munita di cinghie, giace infatti su una sedia. Sarà l'autopsia a rivelare che l'ambiguo factotum è morto avvelenato. E non solo. Momo era anche castrato…
In una Venezia in piena festa della Sensa, tra palcoscenici e costumi fastosi, sedicenti maghi e alchimisti, donne di malaffare, soprani, sopranisti e musicisti, Marco Pisani si trova coinvolto in un'indagine complessa, in un rebus apparentemente senza soluzione, che dalla sua città bella e decadente lo porterà a cavalcare fino a Bologna, per una soluzione inaspettata che si trasformerà in un atto di giustizia.

La mia recensione
"Davanti agli occhi di Marco si dispiegava il teatro vero, quello della vita di tutti i giorni, i cui protagonisti girovagavano per il grande palcoscenico della città chiusi nel loro mistero".
Ultimo capitolo (purtroppo!) della bellissima trilogia che vede protagonisti l'avogadore veneziano Marco Pisani e la sua "colorita", ma ben amalgamata, schiera di comprimari. Anche questo terzo libro, così come gli altri, è molto descrittivo sin nei minimi particolari: è ambientato nella Venezia del 1753 e vede la Serenissima rivestire la parte di crogiolo di differenti comunità, popoli ed etnie varie (non mi piace usare il termine razze) provenienti da un po' tutta Europa.
Ma al centro del libro, oltre al mistero da risolvere, ci sono anche i tanti contrasti presenti: ecco allora la Venezia degli sfarzi, della nobiltà e del carnevale "perpetuo" in opposizione alla Venezia decadente per aver perso il dominio del mare e del commercio; ed ecco anche la medicina moderna (con i suoi dottori che non hanno più paura, letteralmente, di sporcarsi le mani) in opposizione alle antiche pratiche mediche rimaste ancorate alla "teoria degli umori" del secolo precedente.
Il mistero al centro delle indagini di Marco Pisani è molto più complesso ed elaborato rispetto ai volumi precedenti ma, stando ben attenti, si possono individuare tutti gli indizi utili (sono sparsi ben bene all'interno di tutto il libro) alla soluzione del mistero. Vabbè, lo ammetto: ci sono riuscito solo in parte!
Infine, come non apprezzare il lavoro dell'autrice della trilogia: è evidentissimo che siamo davanti ad una "certosina" e paziente opera di ricerca e studio preliminare. Questo sembrerebbe essere il capitolo finale delle avventure dell'avogadore Marco Pisani… ma chissà che, prima o poi, la dottoressa Maria Luisa Minarelli non decida di riprendere il personaggio? Io ci spero.
Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

Stephen King: Dolores Claiborne

Stephen King: Dolores Claiborne

Titolo originale: Dolores Claiborne
Formato: Kindle (967 KB)
Pagine: 288
Editore: Sperling & Kupfer (5 agosto 2014)
ASIN: B00M7IIW4E

Data di acquisto: 8 agosto 2014
Letto dal 9 al 14 giugno 2017

Sinossi
Dolores Claiborne è un'anziana rompiscatole yankee che adesso si trova a doversi discolpare, davanti alla polizia, per la fine misteriosa di Vera Donovan, la ricca invalida di cui era la governante. Ma a Little Tall Island molti si chiedono ancora cosa sia realmente successo in quel giorno spettrale di trent'anni prima (che coincise con un'eclissi totale) in cui morì suo marito. Per difendersi, Dolores si lancia in un racconto trascinante, un avvincente monologo in cui ripercorrere la sua tormentata e terribile esistenza…

La mia recensione
"Aveva inchiodato gli occhi ai miei e per un attimo le ombre si sono separate e ho potuto vedere bene dentro le sue pupille. Quello che ho visto mi ha fatto girare precipitosamente la testa da un'altra parte. Fuori, ti sembrava fredda come una statua di ghiaccio, ma dentro la temperatura era tutta diversa, era più vicina a come deve essere al centro di un incendio in una foresta, direi. Un calore troppo intenso perché una come me poteva stare a guardarlo troppo a lungo, poco ma sicuro".
Cominciamo col dire che in questo romanzo non c'è alcuna traccia di horror, mostri o fantasmi come nei precedenti lavori di Stephen King; tuttavia, scorrendo le sue pagine, si avverte comunque un certo "alone" di mistero.
Dolores Claiborne, scritto senza alcuna interruzione logica di paragrafi o capitoli, è un unico e lungo discorso intimista della protagonista (Dolores Claiborne, appunto): è lei stessa infatti, dopo essere stata fermata per il presunto omicidio dell'anziana donna presso cui lavora come governante e confidente, che racconta la sua tribolata e sfortunata vita, fornendo anche dettagli (e, di conseguenza, ammettendo di esserne responsabile) sulla morte del marito avvenuta trent'anni prima… Trama, quindi, che non offre né originalità (si tratta, come avrete certamente capito, di un'indiziata di omicidio che cerca di difendersi facendo leva sulla pietà), né momenti di tensione (tranne, forse, quando Dolores descrive l'uccisione del marito); c'è sì qualche spunto di riflessione (uno su tutti: fin dove si può spingere la pazienza di una donna maltrattata dal marito), ma è troppo poco per amare un libro che scorre noioso, impietoso e senza pause.
Voto: (2 su 5)

Donna Tartt: Il cardellino

Donna Tartt: Il cardellino

Titolo originale: The Goldfinch
Formato: copertina rigida
Pagine: 892 pagine
Editore: Rizzoli (12 marzo 2014)
ISBN-13: 978-8817072380

Data di acquisto: prestato il 27 maggio 2017
Letto dal 29 maggio al 9 giugno 2017

Sinossi
Theo Decker sopravvive, appena tredicenne, all'attentato terroristico che in un istante manda in pezzi la sua vita. Solo, a New York, viene accolto dalla ricca famiglia di un compagno di scuola. Ma nella nuova casa di Park Avenue si sente a disagio, e la nostalgia per la madre lo tormenta. L'unica cosa che riesce a consolarlo è un piccolo quadro dal fascino singolare. Da lì, il suo futuro diventa una rocambolesca girandola di salotti chic, amori e criminalità, in balìa di una pulsione autodistruttiva impossibile da controllare. Premio Pilitzer 2014.

La mia recensione
"Com'era possibile sentire la mancanza di qualcuno come io sentivo quella di mia madre? Avrei voluto morire, da quanto mi mancava: era un bisogno terribile e fisico, come quello d'ossigeno sott'acqua. Sdraiato senza riuscire a prendere sonno, cercavo di ritrovare i ricordi più belli che avevo di lei - di imprimermela nella memoria, per non dimenticarla -, ma al posto dei compleanni e dei momenti felici continuavano a tornarmi in mente scene banali come quella in cui, pochi giorni prima che morisse, mi aveva fermato appena fuori dalla porta di casa per togliermi un filo dalla giacca della divisa della scuola".
Pur essendo un libro di quasi 900 pagine scorre via che è un piacere. Purtroppo, però, devo dire che le note positive finiscono qui! Per il resto: descrizioni molto ma molto prolisse, personaggi prevedibili che non son riusciti a farsi amare e, dulcin in fundo (si fa per dire!) l'inutile pippone finale. Unica consolazione: essendo un libro prestatomi dal mio medico di famiglia, ho risparmiato l'acquisto di un libro che, visto che non mi è piaciuto, non leggerò mai più!
Voto: ⭐⭐ (2 su 5)

sabato 28 ottobre 2023

Vito Maselli: Falliti. Storie di ordinaria quotidianità

Vito Maselli: Falliti. Storie di ordinaria quotidianità

Formato: copertina flessibile
Pagine: 164
Editore: Les Flâneurs Edizioni (10 maggio 2017)
ISBN-13: 9788899500610

Data di acquisto: 9 maggio 2017
Letto dal 18 al 19 maggio 2017

Sinossi
I falliti sono quelli che non ce la fanno, coloro i quali cercano di rimanere a galla durante la risacca e di resistere alle intemperie della vita, ma vanno a fondo. Alcuni provano a risalire in superficie, altri non ci pensano neanche. Gli ordinari falliti di questo libro si lasciano vincere dalla vita che, a volte, è talmente imprevedibile da avvolgerli in trame dalle tinte fosche, inimmaginabili nei loro risvolti.

La mia recensione
"Condividere è sempre piacevole, noi esseri umani siamo diventati così aridi che non abbiamo più voglia di fare neanche un'amabile chiacchierata con un nostro compagno di viaggio".
Piccola antologia di racconti scoperta per puro caso su Twitter… e devo dire che è stata una piacevole scoperta! Il suo titolo è Falliti, tuttavia io ci avrei tranquillamente aggiunto "Ma pieni di speranza". Sì, perché anche se si tratta di racconti con personaggi a cui non ne va bene neanche una, leggeremo anche che alcuni di questi personaggi non hanno alcuna intenzione di arrendersi alle avversità ed ai problemi della vita.
Libro davvero superbo e con una scrittura moderna e frizzante che si lascia leggere che è un piacere. Unico neo (che, comunque, non sminuisce il mio giudizio sul libro) è dato dal fatto che un paio di questi racconti sono risultati molto brevi, mentre avrebbero meritato un po' più di spazio; un esempio su tutti è "Pagina bianca", il racconto con cui si apre il libro e che ha tutte le potenzialità per essere sviluppato in un libro vero e proprio.
Il mio voto finale al lavoro di Vito Maselli (4 stelle su 5) è dato dalla media dei voti dei singoli racconti:
- Pagina bianca (5): uno scrittore che sta attraversando una fase di "stallo creativo", si innamora di una donna che… non esiste
- L'ultima decisione (4): il cinema e la letteratura sono pieni zeppi di killer dalle straordinarie abilità… ma uno così io non lo avevo ancora incontrato!
- L'irritante gentiluomo (5): surreale colloquio tra una suicida ed il medico che ha cercato di salvarla
- Nido di vespa (3): una donna, vittima di una spietata stalker, è salvata dal tempestivo intervento delle forze dell'ordine
- L'uomo con la cravatta (5): un automobilista che ha smarrito la strada (non solo quella di asfalto) ha un incontro davvero "diabolico"
- 269 (3): un turista in visita a Parigi si imbatte in un serial killer e, di conseguenza, scampa all'attentato al Bataclan.
Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

Terry Goodkind: La Spada della Verità, vol. 7

Terry Goodkind: La Spada della Verità, vol. 7

Titolo originale: Pillars of Creation
Formato: Kindle (3391 KB)
Pagine: 528
Editore: Fanucci Editore (18 giugno 2008)
ASIN: B00C3HI4ZG

Data di acquisto: 30 gennaio 2016
Letto dall'11 al 18 maggio 2017

Sinossi
Jennsen è una ragazza che fugge dal giorno in cui è nata. Fugge con la madre dal demone che l'ha messa al mondo e che vuole vederla morta a tutti i costi: un demone dall'aspetto bellissimo, ma diabolico, Darken Rahl.
Nemmeno la morte del sovrano del D'Hara, però, le porta sollievo: Darken Rahl infatti è stato ucciso dal suo stesso figlio, Richard, un uomo ancor più spietato e potente del padre, che ha sposato una donna altrettanto crudele, la Madre Depositaria. Riuscirà Jennsen a sfuggire alla presa di quel nuovo demone, quando sembra impossibile sfuggire al richiamo del suo stesso sangue?

La mia recensione
"Il passato può insegnare attraverso l'esperienza come fare le cose in futuro, portarci conforto con i bei ricordi ed insegnarci le fondamenta di quanto è stato già fatto. Ma solo il futuro è la vita. Vivere nel passato vuol dire abbracciare ciò che è morto. Vivere la vita a pieno ogni giorno significa creare qualcosa di nuovo ogni giorno. Siamo esseri raziocinanti, dobbiamo usare il nostro intelletto e non la cieca devozione".
Non so perché mi ostini ad andare avanti con questa saga che, ormai è chiaro a tutti, non mi sta appassionando per nulla. E come se ciò non bastasse, ogni volume è peggio degli altri… e questo settimo capitolo che non fa alcuna eccezione!
Addirittura ora abbiamo il paradosso che Richard e Kahlan, i due protagonisti dell'intera saga della Spada della Verità, questa volta vengono "degradati" al rango di semplici ed inutili comparse, a scapito di due nuovi personaggi: Oba, fratellastro di Richard e votato al "lato oscuro" e malvagio dei Rahl, e Jennsen, sorellastra di Richard e ragazza semplice e un po' ingenua, da sempre in fuga da Darken Rahl.
Mi fermo qui. Non ho altro da aggiungere, a parte segnalare la storia banale e senza scatti di azione degni di nota.
Voto: ⭐ (1 su 5)

Guillaume Musso: La ragazza e la notte

Guillaume Musso: La ragazza e la notte

Titolo originale: La Jeune fille et la nuit
Formato: copertina flessibile
Pagine: 368
Editore: La nave di Teseo (22 agosto 2023)
ISBN-13: 9788834614891

Data di acquisto: prestato il 19 ottobre 2023
Letto dal 21 al 28 ottobre 2023

Sinossi
Costa Azzurra, inverno del 1992. In una notte glaciale, mentre il campus del suo liceo è paralizzato da una tempesta di neve, Vinca Rockwell, diciannove anni, una delle studentesse più brillanti dell'ultimo anno, fugge insieme al suo professore di filosofia, con il quale aveva una relazione segreta. Per la ragazza "l'amore è tutto o niente". Nessuno la rivedrà mai più.
Costa Azzurra, primavera del 2017. Fino alla fine del liceo erano inseparabili, ma da allora Fanny, Thomas e Maxime, i migliori amici di Vinca, non si sono più rivolti la parola. Si ritrovano ora a una riunione di ex alunni. Venticinque anni prima, in terribili circostanze, hanno tutti e tre commesso un omicidio, murando un cadavere nella palestra della scuola. Proprio la palestra che oggi deve essere demolita per fare spazio a un altro edificio. D'ora in poi, niente potrà più impedire che la verità sul caso di Vinca venga a galla. Sconvolgente, dolorosa, demoniaca.

L'incipit del libro
2017 Punta Sud di Cap d'Antibes, 13 maggio.
La poliziotta comunale Manon Agostini parcheggio l'auto di servizio in cima allo chemin de la Garoupe e sbatte la portiera della vecchia Kangoo, maledicendo tra sé il concorso di circostanze che l'aveva portata lì.
Verso le ventuno, il custode di uno dei residence più lussuosi di Cap d'Antibes aveva telefonato al commissariato per segnalare l'esplosione di un petardo o uno sparo - comunque un rumore anomalo - lungo il sentiero roccioso che costeggiava il parco. Il commissariato non aveva dato molto peso alla chiamata e si era limitato a passarla agli uffici della polizia municipale, la quale non aveva trovato di meglio da fare che contattare lei, che aveva già terminato il servizio.
Quando il superiore l'aveva interpellata per chiederle di andare a dare un'occhiata al sentiero del litorale, Manon era già in abito da sera, pronta per uscire. Avrebbe voluto mandarlo a quel paese, ma non poteva rifiutarsi. Quella stessa mattina il collega le aveva permesso di tenere la Kangoo anche dopo il lavoro. La vettura personale di Manon stava ormai dando gli ultimi segni di vita, e quel sabato sera lei aveva assolutamente bisogno di un'auto per presentarsi a un appuntamento che le stava a cuore. 

La mia recensione
"A mia memoria, mi ero sempre sentito solo, vagamente estraneo al mondo, al suo chiasso, alla sua mediocrità, capaci d'infettarti come una malattia contagiosa. Per un breve periodo mi convinsi che i libri avrebbero potuto guarirmi da quel senso di abbandono e di apatia, ma non bisogna chiedere troppo ai libri. Ti raccontano delle storie, ti fanno vivere frammenti di esistenze altrui, ma non ti prenderanno mai tra le braccia per consolarti quando hai paura"
.
Classico libro giallo in cui niente è ciò che sembra ed il confine tra colpevoli ed innocenti è talmente labile che, quasi quasi, sei tenuto a ritenerli tutti comunque colpevoli di qualcosa. E in effetti…
In questo bel romanzo, il francese Guillaume Musso parte con una trama ben definita e, strada facendo, la fa intrecciare con altre due-tre sottotrame e, tutte insieme, ti conducono all'incredibile finale… per nulla scontato, anzi!
La storia, infatti, parte con la scomparsa di Vinca Rockwell, una ricca studentessa di un campus universitario francese, e del suo giovane insegnante di filosofia. Tutto fa pensare ad una tresca amorosa con successiva fuga nottetempo… Niente di più sbagliato! Dopo venticinque anni, toccherà a Thomas (all'epoca dei fatti studente ed innamorato di Vinca, ora affermato scrittore) far luce sulla vicenda e scoperchiare segreti e misteri che tali dovevano restare… e tutto prima che la sua vita e quella dei suoi amici Fanny e Maxime venga distrutta da un altro segreto.
Il libro parte subito in quarta ed il ritmo è tutto un crescendo. La scrittura di Musso è perfetta e descrive magnificamente gli scenari e le situazioni che, di volta in volta, ci troviamo ad incontrare; i personaggi (ed in questo romanzo ne troveremo veramente tanti) sono ottimamente caratterizzati. L'unico appunto che mi sento di fare riguarda la "voce narrante": tutto il libro è visto dal punto di vista di Thomas, come se fosse una sorta di diario personale; però, durante gli ultimissimi capitoli, entrano in scena i cambi di prospettiva, per cui la narrazione è presa in mano da altri protagonisti della storia (tra cui anche la madre di Thomas). Ecco, questa cosa qui non mi è proprio piaciuta.
Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

venerdì 27 ottobre 2023

Stephen King: Il gioco di Gerald

Stephen King: Il gioco di Gerald

Tutolo originale: Gerald's Game
Formato: Kindle (1163 KB)
Pagine: 221
Editore: Sperling & Kupfer (24 febbraio 2014)
ASIN: B00IJLRHNU

Data di acquisto: 7 agosto 2014
Letto dal 2 al 6 maggio 2017

Sinossi
In una casa isolata su un lago, Jessie si piega all'ennesima fantasia sessuale del marito Gerald, che l'ammanetta al massiccio letto in legno. Ma quando lei lo allontana umiliata con un calcio, l'uomo si affloscia inerte, stroncato da un infarto. Il tempo passa e Jessie, immobilizzata e dolorante, sembra destinata a una morte lenta, resa ancora più atroce dalla comparsa di un affamato cane randagio e da un'ombra misteriosa e irreale che fa capolino nella stanza…

La mia recensione
"Quasi sempre alla luce del giorno la gente è al sicuro da spettri e mostri e morti viventi e ne è normalmente al sicuro di notte, quando si è in compagnia di altre persone, ma quando si è soli nel buio, non c'è più niente da fare. Uomini e donne soli nel buio sono come porte aperte, Jessie, e se gridano o invocano aiuto, chi sa quali orribili creature risponderanno? Chi sa che cosa hanno visto certi uomini e certe donne nell'ora della loro morte solitaria? Ãˆ così difficile credere che alcuni di loro siano morti di paura, quali che siano le parole scritte sui loro certificati di decesso?".
Raramente boccio del tutto i libri che leggo… e questo, purtroppo, è uno di quelli! Noioso e stancante sino all'inverosimile, vede protagonista soltanto una donna ammanettata per due lunghi giorni alla spalliera del letto (il marito giace a terra, morto per "infarto copulatorio"), con un cane randagio ed una non meglio identificata "oscura" presenza come unici personaggi secondari.
Oltretutto, non ho ancora capito sotto quale "genere letterario" poterlo classificare: non è un thriller perché non ci sono serial killer, non è un horror perché non ci sono mostri, fantasmi o spettri vari (e non penso che vi spaventiate per un cane randagio che si "ciba" di un uomo morto!!!) e non è un giallo perché qui nessuno muore ammazzato.
Boh? Troppo poco per poter amare questo libro di 370 pagine che, per dirla proprio tutta, ne sarebbero bastate anche meno di un centinaio: le "divagazioni oniriche" della donna ammanettata sono state, ed è inutile nasconderlo, soltanto un espediente per poter allungare il libro.
Voto: ⭐ (1 su 5)

Mirko Zilahy: La forma del buio

Mirko Zilahy: La forma del buio. Enrico Mancini, vol. 2

Formato: copertina rigida
Pagine: 480
Editore: Longanesi (18 aprile 2017)
ISBN-13: 978-8830442016

Data di acquisto: prenotazione del 7 aprile 2017
Letto dal 22 al 27 aprile 2017

Sinossi
Roma è nelle mani di un assassino, un mostro capace di dare forma al buio. Una tenebra fatta di follia e terrore, che prende vita nel rito dell'uccisione. Le sue visioni si tramutano in realtà nei luoghi più sconosciuti ma pieni di bellezza della città, perché è una strana forma di arte plastica quella che il killer insegue. Lui si trasforma, e trasfigura le sue vittime in opere ispirate alla mitologia classica: il Laocoonte, la Sirena, il Minotauro… Sono però soltanto indizi senza un senso apparente, se non si è in grado di interpretarli. Di analizzare la scena del crimine. E tracciare un profilo.
Ma il miglior profiler di Roma, il commissario Enrico Mancini, è lontano dall'essere l'uomo brillante e deciso di un tempo. E la squadra che lo ha sempre affiancato non sa come aiutarlo a riemergere dall'abisso.
Mentre nuove "opere" di quello che la stampa ha già ribattezzato "Lo Scultore" appaiono sui palcoscenici più disparati, dalla Galleria Borghese all'oscura, incantata Casina delle Civette a Villa Torlonia, dallo zoo abbandonato all'intrico dell'antica rete fognaria romana, Mancini viene richiamato in servizio e messo di fronte a quella che si dimostra ben presto la sfida più terribile e complicata della sua carriera. O forse della sua stessa vita.

La mia recensione
"Enrico aveva bisogno di calpestare la terra, annusare l'aria sulla scena del crimine, di toccarla. Era quello il suo primo contatto con l'assassino. Un tramite indiretto che gli serviva per sintonizzarsi, ascoltare la voce del delitto, percepire i passi del killer, finché la presenza fantomatica non si manifestava nella sua mente. Un'immagine".
La forma del buio è, per sommi capi, la continuazione naturale di È così che si uccide, la prima fatica letterale di Mirko Zilahy. Se il primo mi era piaciuto, questo secondo volume mi ha stregato! Merito del ritmo frenetico che non permette cali di concentrazione, della trama davvero ben costruita, del leitmotiv (i miti greci) che unisce tutti i massacri da parte del serial killer di turno e, soprattutto, della figura di Enrico Mancini che, lottando con i fantasmi del suo passato, ci permette di essere visto non come un "eroe carismatico" (di cui la letteratura e il cinema ne sono intasati) ma come un comune mortale, in cui ognuno di noi, perché no?, può anche immedesimarsi.
Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

Sandro Chirizzi: Terre. A sud del tempo

Sandro Chirizzi: Terre. A sud del tempo

Formato: brossura
Pagine: 160
Editore: Ofelia Editrice (dicembre 2016)
ISBN: 9788899820046

Data di acquisto: 26 aprile 2017
Letto dal 5 al 7 maggio 2017

Sinossi
Terre. A sud del tempo è una raccolta di versi plurale, sia per il significato duale dell'opera, sia per la varietà delle tematiche trattate. Due sono, infatti, le terre a cui il titolo fa riferimento: la prima, fisica, reale, con i paesaggi, le atmosfere, le nature e gli elementi visionari; la seconda, metafisica, ideale, quasi onirica, con le reminiscenze, le suggestioni, le nostalgie e la propensione dell'io verso tutto ciò che è ormai perduto.
Entrambe si collocano, come esplicitato dal sottotitolo, "a sud del tempo", ovvero in una dimensione spazio-temporale lontana dal centro e dal presente. La terra fisica, difatti, è un estremo lembo di meridione (come si evince dal componimento che porta lo stesso titolo della raccolta) che si colloca ai margini del tempo e che persiste nella sua staticità e inviolabilità. Al contrario, la terra metafisica altro non è che una proiezione del passato che, sebbene lontano, si contraddistingue per la sua dinamicità e per il suo ricorrere quasi ossessivo.

La mia recensione
Libro (e prima fatica letteraria dell'autore) che è un bellissimo spaccato del Salento del nostro tempo. Si tratta di una raccolta di poesie molto evocative che richiamano la natura ed i suoi elementi tipici del territorio salentino (tramonto, vento, scirocco, sole, ecc.). Quello che si nota, più di ogni altra cosa, è che l'autore si illude di ritrovare il bambino di un tempo pur sapendo che, comunque (e purtroppo), non potrà più tornare. Perciò, in tutto il libro, per dirla con parole semplici, si respira il profumo di tempi andati e dell'innocenza perduta.
Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

Wilbur Smith: L'ultimo Faraone

Wilbur Smith: L'ultimo Faraone, Il ciclo egizio, vol. 6

Titolo originale: Pharaoh
Formato: copertina flessibile
Pagine: 450
Editore: Longanesi (3 aprile 2017)
ISBN-13: 978-8830438736

Data di acquisto: prenotazione del 24 marzo 2017
Letto dal 6 all'11 aprile 2017)

Sinossi
Il Faraone Tamose giace ferito a morte. L'antica città di Luxor è circondata. Tutto sembra perduto. Taita, ex schiavo ora generale delle armate di Tamose si prepara per l'ultima, fatale mossa dei nemici, gli hyksos. Ma il tempestivo arrivo di un vecchio alleato, Hurotas, re di Sparta, volge le sorti della battaglia in favore dell'armata egizia costringendo gli invasori a ritirarsi. Tornato vittorioso a Luxor, Taita viene tuttavia accusato di alto tradimento e destinato alla pena capitale. Tamose nel frattempo è morto e una nuova era di intrighi e veleni sorge e si instaura alla corte del nuovo Faraone Utteric.
Utteric è giovane, crudele, debole e soprattutto pazzo di gelosia per l'influenza e il credito di cui Taita gode presso il fratello minore Ramses. Con la reclusione di Taita, Ramses è costretto a fare una scelta: aiutare Taita nella fuga e tradire il fratello, o rimanere in silenzio e rendersi complice della folle tirannia di Utteric.
Per un uomo retto e onesto come Ramses la scelta non è poi così difficile: Taita deve essere liberato, Utteric deve essere fermato e l'Egitto deve essere recuperato. È l'inizio di un'avventura fatta di sangue, gloria e misteri dove l'azione si arricchisce di continui colpi di scena...

La mia recensione
"È questa la maledizione del vivere molto a lungo: sopravvivi a tutte le persone che ami".
Una sola parola: spettacolare! Non è mai stato un mistero che questa saga è la mia preferita di Wilbur Smith (libri tutti bellissimi… tranne uno: Alle fonti del Nilo, il 4° della serie) e, visto che con questo 6° volume le vicende di Taita sembrano giunte all'epilogo finale, quasi quasi, ora che ho finito di leggerlo, mi sento come se avessi appena perso qualcuno o qualcosa a cui ero affezionato.
Ancora una volta, anzi per l'ennesima volta, il libro ti cattura per la bellissima trama (infarcita ben bene ed in egual misura di intrighi politici, tradimenti ed amore), per l'ottima caratterizzazione dei personaggi e per la straordinaria descrizione dei paesaggi.
Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

giovedì 26 ottobre 2023

Robert Ludlum: The Bourne Identity. Un nome senza volto

Robert Ludlum: The Bourne Identity. Un nome senza volto. Jason Bourne, vol. 1

Titolo originale: The Bourne Identity
Formato: Kindle (1441 KB)
Pagine: 496
Editore: BUR (1 giugno 2008)
ASIN: B0067E950Y

Data di acquisto: 15 luglio 2015
Letto dal 30 marzo al 6 aprile 2017

Sinossi
Un thriller di straordinaria tenuta narrativa. Chi è l'uomo senza nome, senza memoria, con il volto dai lineamenti ricostruiti, che alcuni pescatori di Marsiglia hanno salvato dopo un naufragio? A che cosa si riferiscono le visioni confuse e le immagini di violenza e di pericolo che di tanto in tanto gli affiorano nelle memoria? Perché qualcuno ha tentato, e sta ancora tentando, di eliminarlo con ogni mezzo? La storia di un incubo, di un'angoscia: quella di essere un ingranaggio di una macchina che non si sa a che cosa serva e dove porti…

La mia recensione
"Quanti ce ne sono qui che ti guardano, mein Herr? E che cosa farebbero? Non c'è bisogno che ti risponda; non si fermano davanti a niente: uccidere una moglie e un bambino per loro non è niente".
Forse più che per il libro, il ciclo di Jason Bourne è famoso per la serie di film a lui dedicati (e magistralmente interpretati da Matt Damon). Io non avevo mai letto nessun libro di Roberth Ludlum, questo è il primo… e mi ha conquistato!
Si tratta di uno spettacolare thriller datato 1980, dal ritmo serrato e con la trama (davvero ben costruita) che è tutta un gioco ad incastri e, soprattutto, con le distanze tra il bene ed il male non definite… ed anzi, i loro ruoli spesso si scambiano di posto o si sovrappongono del tutto. Bello vedere, in primo luogo, come a quei tempi lo spionaggio internazionale ed i pedinamenti si effettuavano ancora "sul campo" ed in prima persona, quindi senza l'ausilio di tutti i più moderni ritrovati tecnologici.
Segnalo solo che, nella versione digitale di questo romanzo, ho riscontrato numerosi refusi.
Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

Wilbur Smith: Stirpe di uomini

Wilbur Smith: Stirpe di uomini. Il ciclo dei Ballantyne, vol. 2

Titolo originale: Men of Men
Formato: Kindle (1947 KB)
Pagine: 600
Editore: Longanesi; 4 edizione (21 giugno 2012)
ASIN: B008BRXH72

Data di acquisto: 9 settembre 2013
Letto dal 21 al 30 marzo 2017

Sinossi
A quell'epoca, le miniere di diamanti di Kimberley erano un unico buco circolare, largo poco più di mille metri e profondo sessanta, dove bianchi e negri lavoravano dal mattino alla sera avvolti da una perenne nube di polvere rossa… Tutti scavavano: pochi facevano fortuna, molti morivano. Qualcuno diventava uomo, come Ralph Ballantyne, tra le braccia mercenarie della bella Lil; altri come Jordan, lui pure figlio di Zouga Ballantyne, s'accingevano a prendere strade differenti che non ne avrebbero fatto davvero dei campioni di virilità, pur rendendoli potenti sotto altri punti di vista, magari grazie all'amicizia affettuosa di un Cecil Rhodes…
Non tutti i diamanti trovati, però, andavano ad arricchire i titolari delle concessioni: molte pietre, sottratte dai lavoranti negri, finivano nelle mani del re dei matabele, l'enorme, gottoso, saggio ma superstizioso e crudele Lobengula, che li scambiava contro fucili e munizioni per arginare lo strapotere di Rhodes. E, mentre si prepara una guerra sanguinosa, altre passioni non meno violente s'accendono tra uomini e donne; altre bramosie inducono alla competizione, al tradimento, al delitto…

La mia recensione
"Dai un po' a ogni uomo bianco e dovrai dare la stessa cosa a ognuno di loro. Così ogni bianco diventa nemico dell'altro. Metti un cane contro l'altro, per non aver contro l'intero branco".
Stirpe di uomini è il secondo libro di Wilbur Smith dedicato al ciclo dei Ballantyne… eppure, anche se come il sottoscritto non avete ancora letto il precedente volume (Quando vola il falco), con questo non avrete molte difficoltà a capire i suoi tanti riferimenti qui presenti. La storia è incentrata prevalentemente sulle vicende della famiglia Ballantyne (Zouga, i suoi figli Ralph e Jordan e sua sorella Robyn); tuttavia, tra alterne fortune, le loro gesta fanno solo da sfondo alla trama vera e propria… e qui entra in scena tutta la bravura di Wilbur Smith nel saper ottimamente miscelare finzione e storia reale: mi riferisco, in particolare, alla prima guerra matabele ed allo sfruttamento delle miniere di diamanti da parte dell'uomo bianco.
E detto ciò si capisce che questo romanzo è in puro "stile Smith": avventura a tutto spiano ed ampia descrizione dei personaggi, dei paesaggi africani e delle tradizioni del popolo matabele.
Notevole la forte contrapposizione tra uomini bianchi (descritti tutti come degli sfruttatori ed avidi conquistatori) ed i neri locali (oppressi, sfruttati ed ingannati). E notevole anche la contrapposizione tra donne bianche e donne nere. Se le seconde sono viste come fedelissime al marito e pronte a tutto pur di proteggere la loro famiglia e la loro casa, le prime sono rappresentate come delle macchine di sesso e pronte a saltare da un letto all'altro. Metafora di tutto ciò è il comportamento di Robyn Ballantyne: nella prima parte del libro riveste il ruolo di paladina dei diritti civili delle popolazioni africane, nonché medico nella missione cattolica del marito… ma appena questi muore non esita un solo istante a farsi mettere incinta dall'uomo che proprio lei stessa ha sempre odiato per tutta la vita (un venditore di schiavi che, in passato, aveva violentato una giovanissima Robyn).
Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

Stephen King: Terre desolate. La Torre Nera, vol. 3

Stephen King: Terre desolate. La Torre Nera, vol. 3

Titolo originale: The Waste Lands
Formato: Kindle (1991 KB)
Pagine: 371
Editore: Sperlink & Kupfer (12 maggio 2015)
ASIN: B00XDI0SP8

Data di acquisto: 7 agosto 2015
Letto dal 25 febbraio al 6 marzo 2017

Sinossi
Nel terzo volume della saga ritroviamo Roland di Gilead, il Prigioniero e la Signora delle Ombre impegnati ad acquisire le doti indispensabili per proseguire la ricerca della Torre Nera. Grazie alla guida tenace e imperturbabile dell'ultimo cavaliere, Eddie e Susannah (la nuova donna nata dalla fusione di Detta e Odetta) stanno infatti sviluppando insospettabili abilità: Susannah si rivela una pistolera provetta e Eddie riscopre la capacità di sentire la voce nascosta delle cose. Ma soprattutto i tre stanno imparando a fidarsi l'uno dell'altro, sempre più consapevoli che la loro diversità è la loro forza: la forza del ka-tet, cui però manca ancora un elemento. Cioè il piccolo Jake, che per un paradosso temporale è di nuovo a New York, e soprattutto è di nuovo vivo e in procinto di raggiungerli. Attraversando terre desolate e città devastate, fra terrificanti avventure ed esperienze visionarie, il pellegrinaggio verso la Torre continua…

La mia recensione
"La ruota su cui girano le nostre vite non ha rimorsi; torna sempre allo stesso punto".
Il pistolero Roland continua la sua ricerca della Torre Nera… ed io continuo a non appassionarmi a questa saga. Già la trama è a fasi alterne, con scene (tante, troppe) in cui regna sovrana la noia mortale ed altre (pochissime) in cui succede di tutto di più; ma se ci mettiamo anche che la stessa storia è tronca, nel senso che non è autoconclusiva ma continua di volume in volume, la frittata è davvero fatta!
Qualche sussulto di orgoglio lo troviamo soltanto nelle scene d'horror puro (alla Stephen King, insomma): bellissime, in particolare, la parte della casa stregata che prende vita e diventa un mostro e quella in cui un altro mostro ha un rapporto sessuale con Susannah (e lei, quasi quasi, ci trova pure gusto). Ma è davvero poca cosa per cercare di amare questo libro e questa saga.
Boh, a questo punto mi chiedo che senso ha, almeno per il sottoscritto, continuare a leggere gli altri volumi della Torre Nera…
Voto: ⭐ (1 su 5)

J.K. Rowling: Animali fantastici e dove trovarli. Screenplay originale

J.K. Rowling: Animali fantastici e dove trovarli. Screenplay originale. Animali fantastici, vol. 1

Titolo originale: Fantastic Beasts and Where to Find Them: The Original Screenplay
Formato: copertina rigida
Pagine: 320 pagine
Editore: Salani (16 gennaio 2017)
ISBN-13: 978-8869189845

Data di acquisto: 29 gennaio 2017
Letto dall'8 al 10 febbraio 2017

Sinossi
Siamo nell'anno 1926 nella città di New York: un tempo e un luogo in cui le vicende di un manipolo di persone (e creature) determineranno il destino di molti. Tra questi spiccano: Newt Scamander, il primo e forse unico Magizoologo, la cui lotta per la protezione delle creature magiche del mondo prende una piega preoccupante quando alcuni tra i più, potremmo dire, spaventevoli animali da lui accuditi scappano in città. Tina Goldstein, una giovane ex Auror americana, impiegata al Ministero della Magia degli USA, che vuole disperatamente riscattarsi da un incidente dovuto a uno scatto d'ira, e sicura che il movimento puritano antimagia Second Salem sia covo non solo di pregiudizi, ma del Male stesso. Queenie Goldstein, la bella e impertinente sorella di Tina, capace di leggere nel pensiero. E Jacob Kowalski, un veterano (e No-Mag), che vuole solo aprire una pasticceria per poter vendere i suoi amati babà.

La mia recensione
"Dovunque ci sia luce c'è anche l'ombra".
Non mi ha convinto! Ma andiamo con ordine.
Partiamo dalla copertina. Bella e spettacolare, ma sembra oleosa… e, non a caso, si macchia già al minimo tocco!
Passiamo alla storia. Ho letto il romanzo senza aver visto il film (e non mi interessa vederlo); per la verità, quello contenuto in questo libro non è un romanzo vero e proprio ma, come già avvenuto per il precedente Harry Potter e la maledizione dell'erede, è soltanto la stesura della sceneggiatura e dei dialoghi dell'omonimo film (con Eddie Redmayne e Colin Farrell come protagonisti). Perciò, seguendo i dialoghi dei personaggi ed aiutandoci con la nostra immaginazione, il romanzo è tutto da costruire nella nostra testa! Ma, come ho detto in apertura di recensione, il libro non mi ha convinto: primo per la storia molto ma molto banale, secondo perché già da subito si capisce cosa sta per succedere e come dovrà agire il protagonista.
Libro che non può mancare nella libreria dei fan di Harry Potter… io, invece, potendo tornare indietro non lo ricomprerei più!
Voto: ⭐ (1 su 5)

Matteo Strukul: I Medici. Una dinastia al potere

Matteo Strukul: I Medici. Una dinastia al potere

Formato: copertina rigida
Pagine: 382
Editore: Newton Compton (13 ottobre 2016)
ISBN-13: 978-8854194793

Data di acquisto: 16 gennaio 2017
Letto dal 3 all'8 febbraio 2017

Sinossi
Firenze, 1429. Alla morte del patriarca Giovanni de' Medici, i figli Cosimo e Lorenzo si trovano a capo di un autentico impero finanziario, ma, al tempo stesso, accerchiati da nemici giurati come Rinaldo degli Albizzi e Palla Strozzi, esponenti delle più potenti famiglie fiorentine. In modo intelligente e spregiudicato i due fratelli conquistano il potere politico, bilanciando uno spietato senso degli affari con l'amore per l'arte e la cultura. Mentre i lavori per la realizzazione della cupola di Santa Maria del Fiore procedono sotto la direzione di Filippo Brunelleschi, gli avversari di sempre continuano a tessere le loro trame. Fra loro c'è anche una donna d'infinita bellezza, ma dal fascino maledetto, capace di ghermire il cuore di un uomo. Nell'arco di quattro anni, dopo essere sfuggito a una serie di cospirazioni, alla peste e alla guerra contro Lucca, Cosimo finirà in prigione, rischiando la condanna a morte.
Fra omicidi, tradimenti e giochi di palazzo, questo romanzo narra la saga della famiglia più potente del Rinascimento, l'inizio della sua ascesa alla Signoria fiorentina, in una ridda di intrighi e colpi di scena che vedono come protagonisti capitani di ventura senza scrupoli, fatali avvelenatrici, mercenari svizzeri sanguinari…

La mia recensione
Romanzo abbastanza scorrevole ma che non mi ha appassionato più di tanto. Comunque, riconosco che è fatto davvero bene: ha il giusto mix tra Storia e finzione; anzi, visto che ne hanno pure fatto un film per la TV, tra Storia e fiction. Si denota anche l'ottima conoscenza della materia e l'imponente opera di ricerca d'archivio da parte dell'autore. Ma come ho detto prima, forse perché sono abituato a tutt'altro genere, questo libro non mi ha entusiasmato.
Questo romanzo è il primo di una trilogia incentrata tutta sulla casata dei Medici: in questo primo lavoro il personaggio chiave è Cosimo con la scalata al potere della sua famiglia e come essa ha plasmato la storia rinascimentale, il secondo è incentrato su Lorenzo il Magnifico ed il terzo su Caterina de' Medici. Li comprerò? Certamente sì.
Voto: ⭐⭐⭐ (3 su 5)

Zecharia Sitchin: Il pianeta degli dei

Zecharia Sitchin: Il pianeta degli dei. Le cronache terrestri, vol. 1

Titolo originale: The 12th Planet
Formato: copertina flessibile
Pagine: 413 pagine
Editore: Piemme (2006)
ISBN-10: 8838479410

Data di acquisto: prestato
Letto dal 24 gennaio al 3 febbraio 2017

Sinossi
Se gli antichi Egizi ereditarono il loro sapere dai Sumeri, questi ultimi da chi avevano appreso quelle scienze? La tesi del professor Sitchin è che ciò che chiamiamo mitologia non è creazione fantastica, ma confusa memoria di fatti realmente avvenuti. Come confermano recentissime scoperte, c'è un altro pianeta nel sistema solare, un pianeta con un'orbita ellittica che transita tra Marte e Giove ogni 3.600 anni. I suoi abitanti, che i Sumeri chiamavano Anunnaki e la Bibbia Nefihim, iniziarono a visitare la Terra mezzo milione di anni or sono e le loro gesta possono essere lette nell'Antico Testamento come nel libro di Gilgamesh.

La mia recensione
"Possiamo ancora avere dei dubbi sul fatto che quando i popoli antichi parlavano dei loro dèi del cielo e della Terra intendevano riferirsi letteralmente a individui in carne ed ossa, che erano scesi sulla Terra dal cielo? Persino gli antichi compilatori dell'Antico Testamento, che dedicarono la Bibbia a un unico Dio, ritennero necessario ammettere la presenza sulla Terra, in tempi antichissimi, di entità divine".
Dopo aver letto La Bibbia non è un libro sacro di Mauro Biglino, su consiglio di un amico ho provato anche con Il pianeta degli dei che, in un certo senso, ne è una sorta di naturale anticipazione. Ma, mentre nel libro del prof. Biglino si parla moltissimo del Dio della Bibbia, in questo di Sitchin la Bibbia viene trattata solo marginalmente, giusto giusto il tempo di tracciare le similitudini tra le teorie dello stesso autore e l'Antico Testamento.
E da qui si capisce che questo lavoro va preso per quello che è: la teoria di Zecharia Sitchin riguardo alla comparsa dell'uomo sulla terra ed il suo rapportarsi con Dio (ma sarebbe meglio dire Dèi, al plurale) e le tante analogie tra le religioni dei primi grandi popoli del passato: greci, ariani, ittiti, hurriti, cananei, egiziani e anorriti; tutti, comunque, riconducibili ad un'unica grande sorgente: il popolo dei Sumeri.
Lungi da me il voler contestare le affermazioni/teorie di Sitchin (ognuno, dopo aver letto il libro, si può fare le sue idee in materia di religione); tuttavia, l'attenta lettura (e scusate la modestia) di questo lavoro mi hanno portato ad una sola conclusione: per come la vedo io, gli antichi dèi che nel libro si dice siano venuti dal cielo, potevano essere (e molto probabilmente lo erano) solo degli uomini provvisti di macchine volanti e/o astronavi. E forse, dico forse, gli uomini che nell'Antico Testamento si dice siano "saliti al cielo", lo hanno fatto perché gli antichi dèi li hanno accolti (o permesso di salire) a bordo delle loro astronavi? Giusto per curiosità, tra questi uomini "saliti al cielo" citati nella Bibbia, troviamo Enoch (il primo, nonché il preferito degli Dèi), Elia ed un non meglio precisato re di Tiro.
Voto: ⭐⭐⭐ (3 su 5)