Georges Simenon: Domenica
Titolo originale: Dimanche
Formato: Kindle (1.2 MB)
Pagine: 145
Editore: Adelphi (9 giugno 2026)
ASIN: B0GX2N9LJQ
ISBN-13: 9788845989957
Data di acquisto: 21 giugno 2026
Letto dal 22 al 24 luglio 2026
▪ Sinossi
È una bella domenica di maggio in Costa Azzurra: l'aria è mite, l'alta stagione è alle porte, e alla Bastide, una tipica locanda a conduzione familiare ai piedi del massiccio dell'Estérel, tutti si muovono come dietro le quinte di un teatro, in attesa della consueta invasione all'ora di pranzo. Ma per Émile, che è arrivato dalla Vandea quando era solo un ragazzo e ha risollevato le sorti dell'attività con i suoi manicaretti sopraffini, questa domenica, iniziata come tante altre, è in realtà una giornata decisiva, destinata a chiudere una partita che va avanti ormai da anni. Non saprebbe neanche dire com'è cominciata: quando ha sposato Berthe, la figlia del vecchio titolare? Quando lei ha rifiutato di stipulare un accordo prematrimoniale, non per amore ma per la consapevolezza di essersi comprata il marito? Quando ha cominciato a prendersi delle amanti, quasi per rivalsa contro quella moglie fredda e occhiuta che gli nega anche i piaceri più semplici e gli impedisce di vivere da uomo? O forse quando è arrivata Ada, la strana «piccola selvaggia» assunta come domestica con cui ben presto Émile ha intrecciato una relazione viscerale e ferina? In Domenica, una volta di più, Simenon dimostra di saper scavare mirabilmente nella psiche dei suoi personaggi per mettere in scena un dramma impietoso come il sole della Provenza nel primo pomeriggio. E il lettore non potrà far altro che restare a guardare, avvinto alle pagine, fino allo spiazzante, magistrale epilogo.
▪ L'incipit del libro
Non aveva mai avuto bisogno della sveglia e già da un po', senza aprire gli occhi, era cosciente del sole che si infilava tra le due sottili fessure delle persiane quando finalmente sentì un trillo soffocato provenire dalla stanza di sopra.
Era un'angusta mansarda, proprio sulla sua testa. Ne conosceva ogni angolo, il letto di ferro con la coperta rosso scuro, la bacinella su un treppiede di legno tornito e la brocca di smalto per terra, il lembo di tappeto marrone che non stava mai a posto, e avrebbe potuto tracciare il contorno delle macchie sulle pareti imbiancate a calce, la stretta cornice nera tutta sbilenca che racchiudeva una Vergine vestita di azzurro cielo.
Conosceva anche l'odore un po' selvatico, speziato, di Ada, che ci metteva sempre parecchio per strapparsi al sonno, e ancora non si muoveva. La sveglia continuava a suonare ed Émile iniziava a spazientirsi. Doveva sentirla anche sua moglie, immobile accanto a lui nel grande letto di noce, ma non avrebbe detto niente, non avrebbe alzato un dito, faceva parte della sua strategia.
▪ La mia recensione
"Émile stava difendendo ciò che possedeva di più prezioso, poco importava che si chiamasse orgoglio, amor proprio o dignità, e lui sapeva di non essere orgoglioso, pretendeva soltanto che lo si lasciasse vivere da uomo".
Domenica, pubblicato per la prima volta nel 1959, non è il solito romanzo ("solito" si fa per dire) di Georges Simenon con il commissario Maigret. Anzi, scordatevi del tutto il commissario: qui non c'è proprio…
Questo romanzo, che rientra nella produzione dello scrittore belga cosiddetta dei "romanzi duri" (intesi non come romanzi violenti o incentrati sul crimine, ma come romanzi seriosi), ha la trama incentrata tutta su una singola giornata di maggio (la domenica del titolo) ed in una singola location (la locanda La Bastide). Siamo in Costa Azzurra ed Émile, un cuoco taciturno e scrupoloso ma demoralizzato da una vita segnata da infinite e costanti incomprensioni, rancori, tradimenti (anche alla luce del sole) e maltrattamenti psicologici da parte di sua moglie Berthe, inizia a pianificare e, successivamente, a mettere in atto quello che lui ritiene essere l'omicidio perfetto. Senonché…
Georges Simenon ha scritto uno straordinario noir dalla caratteristica più unica che rara: non c'è un omicidio su cui indagare e non ci sono scene cruenti. Ma la violenza (anche se intesa solo dal punto di vista psicologico) c'è tutta e, a conti fatti, è la grande protagonista: ad ogni pagina si percepisce un'atmosfera fatta di delusioni, aspettative tradite, sospetti e sfiducia.
Il romanzo è davvero breve (siamo a poco meno di 150 paginette) ma carico ben bene di importanti tematiche: il legame di coppia (partendo già dal fidanzamento lampo e dal matrimonio, molto probabilmente, orchestrato a tavolino) che diventa sia una gabbia che, quando la misura è colma, terreno di scontro; il rifiuto comunicativo che diventa vero e proprio astio; la responsabilità e le conseguenze delle proprie scelte.
La storia contenuta in Domenica si sviluppa tramite un scrittura "miminal" ed un ritmo malinconico e lento (in alcuni punti anche troppo). Tutti i personaggi (comprese le occasionali comparse) son magistralmente caratterizzati e credibili dal punto di vista psicologico. L'unico limite che potrebbe far storcere il naso ai puristi del noir, è dato dall'assoluta mancanza di azione: tutto il romanzo verte sulle frustrazioni di Émile, sul controllo psicologico da parte di Berthe e sulla sua conseguente pianificazione per sbarazzarsi una volta per tutte della moglie autoritaria.
Domenica nella sua brevità, quindi, è un noir impietoso incentrato sulla solitudine dell'uomo e sulle scelte "senza ritorno". Un romanzo davvero interessante e particolare: già dalla prima pagina sai cosa sta per succedere (e perché) e sai già chi sono il "colpevole" e la vittima (se così possono essere definiti).
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)













