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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

venerdì 10 aprile 2026

National Geographic Italia - aprile 2026


National Geographic Italia - aprile 2026
Vol. 57, n. 4
6,90 euro

In copertina: Una fibbia di cintura in oro decorata con pietre preziose e perle, parte del tesoro bizantino recuperato al largo dell'attuale Croazia e ora oggetto di studio degli storici.

In allegato il volume "Sea Beyond. Educare all'oceano", sviluppato per Prada, dedicato al progetto Sea Beyond. 96 pagine, in italiano e in inglese, dedicate all'impegno di Prada Re - Nylon nell'educare alla conservazione marina.

▪️Tesoro bizantino. La scoperta di manufatti in oro nel relitto di una nave che 1.300 anni fa fece naufragio al largo dell'odierna Croazia apre nuovi scenari sulla storia dell'Alto Medioevo.
▪️Plastica in circolo. Micro e nanoplastiche hanno invaso la natura e il nostro organismo, con effetti sulla salute ancora da comprendere
▪️Imparare a sentire la musica in Giappone. Nei kissa, gli storici jazz café giapponesi, una sottocultura di appassionati dei vecchi dischi in vinile continua a mantenere vivo il rito dell'ascolto collettivo con sofisticati impianti Hi-Fi, coltivando un tipo di esperienza  sensoriale profonda che il nostro mondo chiassoso e frettoloso sembra aver dimenticato.
▪️Nel regno degli ippocampi. Alla scoperta della laguna delle Bahamas con la più densa popolazione di cavallucci marini al mondo.
▪️Visioni romantiche. Tutta la meraviglia dell'autocromia, antico procedimento per la fotografia a colori, nelle immagini degli archivi di National Geographic.
▪️Quando la natura è capace di brillare. Il fotografo Javier Aznar González de Rueda usa una tecnica speciale per dare la caccia alle creature che si illuminano al buio.
▪️Esercitazioni virtuali per essere pronti al meteo estremo del futuro. La Protezione civile europea, su stimolo di quelle Trento, ha messo a punto un innovativo simulatore in 3D.
▪️Le origini di una star del web sono più profonde di quanto immaginiamo. Ben prima che i Chia Pet, i vasi di animale usati per coltivare la chia, diventassero popolari negli anni '80 ed invadessero poi i social media, erano usati nelle cerimonie religiose messicane.

Federico Buffa e Carlo Pizzigoni: "Storie mondiali" e "Nuove storie mondiali"

Federico Buffa e Carlo Pizzigoni: Storie mondiali. Un secolo di calcio in 10 avventure

"Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio": Federico Buffa e Carlo Pizzigoni hanno avuto ben presente la lezione di José Mourinho nello scrivere le dieci storie della serie andata in onda su Sky, mentre i tifosi aspettavano l'inizio del Mondiale 2014. Dieci avventure che in questo libro diventano un racconto inedito ed entusiasmante della vita, dello spettacolo e delle emozioni che ruotano attorno al pallone. Si comincia con la sconfitta più amara della storia calcistica, quella del Brasile contro l'Uruguay, al Maracanà, nel 1950, e si finisce con la più bella vittoria dell'Italia, quella del mundial spagnolo del 1982, con l'indimenticabile urlo di Tardelli e l'esultanza di Pertini nella tribuna d'onore. Tra le due, ritornano le veroniche di Cruijff e i colpi di testa di Zidane; il mitico rigore in movimento con cui Rivera, nel 1970, chiude 4 a 3 la partita con la Germania e i rigori sbagliati da Baresi e da Baggio contro il Brasile nel 1994; le notti magiche di Italia '90 e, naturalmente, la Mano de Dios di Maradona, che vendica l'orgoglio della sua Argentina ferito dagli inglesi nell'assurda guerra delle Malvinas. Azioni indimenticabili viste mille volte, ma mai vissute come in queste pagine che, rievocando le musiche, le atmosfere, gli eventi politici e i fatti di cronaca legati ai mondiali, celebrano l'incanto del gioco più bello del mondo.

Formato: copertina flessibile
Pagine: 301
Editore: Sperling & Kupfer (25 agosto 2015)
ISBN-13: 9788868362966

Data di acquisto: 25 novembre 2025
Letto dal 4 all'8 aprile 2026

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Federico Buffa e Carlo Pizzigoni: Nuove storie mondiali. Un secolo di calcio in 13 avventure

Federico Buffa e Carlo Pizzigoni hanno tenuto sottomano il consiglio di José Mourinho mentre scrivevano Storie mondiali, prima fortunata ed elogiata trasmissione su Sky e poi libro da leggere e conservare. Che oggi si arricchisce con tre capitoli totalmente inediti. La formula è però quella di sempre, perché il calcio non può essere ridotto a un pure interessante racconto di quello che è accaduto sul campo da gioco, ma deve incrociarsi con la storia, con la vita. Per meglio comprendere il calcio, e vedere sotto una luce differente la storia, inserendoci una visione nuova, diversa: i Mondiali infatti, come dicono gli autori, "hanno scandito i tempi della nostra vita". Si comincia osservando le anime differenti del Brasile nel Mineiraço del 2014 e del Maracanaço del 1950, e si finisce con la celebrazione del Mondiale che l'Italia vinse ottanta anni fa, un torneo controverso e affascinante, disputato in casa di chi questa straordinaria competizione, la Coppa del Mondo, l'ha inventata. Ed ha permesso a questo gioco, che però esclusivamente gioco non è, di diventare il più amato di sempre.

Formato: copertina flessibili
Pagine: 358
Editore: Sperling & Kupfer (22 maggio 2018)
ISBN-13: 9788820065140

Data di acquisto: 7 aprile 2026
Letto dall'8 al 9 aprile 2026

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▪️La mia (brevissima) recensione
"Palla a Maradona, lo marcano in due, tiene palla Maradona, parte sulla destra il genio del calcio mondiale, può servire Burruchaga, sempre Maradona… Genio, genio, genio, dai, dai, dai, dai, dai… Goool, goool!".
Dal momento che questi due libri son strettamente collegati (il secondo è l'espansione naturale del primo) ho deciso di farne un'unica recensione.
I due autori, i grandi giornalisti sportivi Federico Buffa e Carlo Pizzigoni, hanno saputo costruire un "viaggio nel tempo" nello sport più popolare in Italia e nel mondo. Viaggio che diventa anche una spettacolare immersione nella Storia (sì, proprio quella con la S maiuscola) e nel patrimonio culturale. Uomini (oltre che calciatori), eroi, epoche, tensioni sociali, guerre… in questi due libri c'è tutta la storia del XX secolo (e l'inizio del XXI) vista attraverso la "cadenza quadriennale" dei Mondiali di calcio. Federico Buffa, in particolar modo, non si limita a parlarci o a ricordarci le grandi partite dei Mondiali ma, come solo lui sa fare, riesce ad intrecciarle con le vicende degli stessi protagonisti: calciatori noti o dimenticati, allenatori vincenti o caduti in disgrazia, arbitri, ecc. E mamma mia quanti dettagli… Un esempio su tutti: molto bello il racconto del Maracanazo, l'inaspettata (e traumatica per un intero popolo) sconfitta del Brasile ad opera dell'Uruguay nei Mondiali del 1950.
Insomma, se ancora ce ne fosse bisogno, questi due libri ci ricordano che il calcio non è solo sport ma, molto spesso (e più di quanto possiamo immaginare) veicolo di "universalità" e linguaggio comprensibile in ogni parte del mondo.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

Una biblioteca di Chicago cerca persone che sappiano leggere il corsivo per trascrivere dei testi antichi ma fatica a trovarle perché sempre meno persone sanno leggere il corsivo


Una biblioteca di Chicago cerca persone che sappiano leggere il corsivo per trascrivere dei testi antichi ma fatica a trovarle perché sempre meno persone sanno leggere il corsivo

👉 fonte: Rivista Studio

Dall'avvento della macchina da scrivere e successivamente dei computer, sempre più persone hanno disimparato a leggere e scrivere in corsivo. Quello che un tempo era considerato come il tratto in grado di dare armonia, forma e ordine alla parola scritta è progressivamente sparito in favore dei caratteri delle tastiere. Questa sparizione del corsivo, però, ci sta mettendo di fronte all'impossibilità di leggere e tradurre carte "antiche". Per cercare di rimediare, la Newberry Library di Chicago ha iniziato a cercare trascrittori dal corsivo per rendere accessibile la sua collezione di documenti più e meno antichi scritti a mano.
In realtà, dal 2013 la Newberry Library ha iniziato a reclutare quelle che definisce «Stele di Rosetta viventi», il primo progetto è stato la trascrizione di una serie di lettere scritte durante la Guerra Civile americana, progetto che è poi proseguito, ampliandosi sempre di più: l'obiettivo adesso è tradurre tutti gli scritti in corsivo conservati nel suo immenso archivio. Se durante la pandemia il progetto ha vissuto un'accelerazione (spinto dal desiderio collettivo di impiegare il tempo in attività che avessero senso, che fossero importanti, che dessero un contributo al bene del mondo), oggi la sfida si è fatta più complessa e, per certi versi, esistenziale. Con l'eliminazione del corsivo dai programmi scolastici americani, la capacità di decifrare un manoscritto sta diventando una competenza d'élite. Come avvertito dalla storica Drew Gilpin Faust, rischiamo di scivolare in una forma di dipendenza culturale da una ristrettissima cerchia di esperti.
Come scrive Literary Hub, il patrimonio da salvare a Chicago è un labirinto di storie che partono dal XVII secolo per arrivare alle vette del modernismo. Negli scaffali della biblioteca riposano le grafie tormentate di intellettuali come Nelson Algren e Sherwood Anderson, quest'ultimo celebre per una calligrafia quasi illeggibile, accanto ai resoconti di prima mano del Grande Incendio del 1871 o ai diari dell'Esposizione Universale del 1893. C'è persino spazio per l'occulto, con un libro di incantesimi seicentesco che attende solo occhi capaci di leggerne le formule. Il progetto Newberry Transcribe ha visto passare migliaia di collaboratori, ma l'appello resta aperto a chiunque sia disposto a rispolverare la memoria di quelle lettere a ricciolo imparate sui banchi e ormai troppo dimenticate.

giovedì 9 aprile 2026

Otto libri che compiono mezzo secolo nel 2026


Otto libri che compiono mezzo secolo nel 2026
Se cercate qualcosa da leggere, forse sarebbe bene dare un'occhiata ai libri pubblicati… cinquant'anni fa! Dalla classifica delle vendite del 1976 emergono infatti titoli intramontabili e piccoli tesori tutti da riscoprire. E da inserire nella lista delle letture dei prossimi mesi.

👉 fonte: SoloLibri.net

Quali libri compiono 50 anni nel 2026? Facendo un salto indietro nel tempo e consultando la lista dei best seller del 1976 si scoprono titoli amati e opere famose. Molte fanno parte dei grandi classici, presenti nelle librerie e nei ricordi di tanti lettori, altre sono piacevoli riscoperte. Ne risulta un elenco un po' nostalgico, a metà tra fotografia dell'evoluzione sociale e viaggio letterario, da inserire tra i suggerimenti dei libri da leggere o rileggere per i mesi in arrivo.
A sorpresa, ma neppure tanto, c'è Agatha Christie. In fondo è pur sempre una delle scrittrici più prolifiche di sempre. Il 1976 coincide purtroppo con la sua scomparsa: viene quindi pubblicato postumo l'ultimo romanzo della serie di Miss Marple, dal titolo Addio Miss Marple (titolo originale Sleeping Murder: Miss Marple's last case), edito nella collana Il giallo Mondadori per la traduzione di Diana Fonticoli. L'investigatrice aiuta la novella sposa Gwenda Reed, appena giunta in Inghilterra, a dissipare misteri e dubbi sul suo passato e sugli strani fenomeni che animano la casa appena acquistata. Ma la regina del giallo compare in classifica anche con La mia vita, autobiografia postuma (da noi con Mondadori, tradotta da Maria Giulia Castagnone).
Altro classico intramontabile di ben altro genere dello stesso anno sono le Lettere da Babbo Natale di J.R.R. Tolkien, scritte e illustrate dall'autore tra il 1920 e il 1943 per i figli e pubblicate nel terzo anniversario della sua morte. In Italia arrivano solo nel 1980, oggi in libreria con Bompiani (2017).
Tra i romanzi troviamo anche Intervista con il vampiro di Anne Rice (in Italia nel 1977, edito da Tea libri nel 2014, con la traduzione di Margherita Bignardi) celebre racconto, poi film, di Neil Jordan e serie televisiva, che influenza profondamente la successiva narrazione di genere.
E poi Ken Follett con Lo scandalo Modigliani (Mondadori, 2016), pubblicato con lo pseudonimo di Zachary Stone, un giallo ambientato nel mondo dell'arte sulle tracce di una presunta opera del celebre pittore.
Un'incursione nel genere fantasy è possibile grazie a Marion Zimmer Bradley e al suo La catena spezzata, racconto della saga di Darkover dedicata alle libere Amazzoni, pubblicato in Italia da Tea nel 2003.
Tra gli italiani merita ricordare l'esordio di Stefano Benni con il celebre Bar Sport, pubblicato da Mondadori: attualissima descrizione surreale e umoristica delle realtà di provincia. E Un borghese piccolo piccolo (edito da Garzanti e successivamente da Mondadori), impietosa fotografia della società contemporanea e delle sue dinamiche realizzate da Vincenzo Cerami.
Nella stessa linea si collocano Le lettere di Fantozzi (Rizzoli), terzo libro scritto da Paolo Villaggio e dedicato alle avventure semi serie del suo ragioniere alle prese con la triste realtà della società moderna.

Libri "mattoni" da leggere: romanzi con tante pagine in cui immergersi


Libri "mattoni" da leggere: romanzi con tante pagine in cui immergersi
Composti da (almeno…) cinquecento pagine, i libri mattoni sono romanzi impegnativi e coinvolgenti, capaci di proporre trame complesse, personaggi affascinanti e ambientazioni intriganti. Da Don Chisciotte di Miguel de Cervantes e Jane Eyre di Charlotte Brontë a Infinite Jest di David Foster Wallace e Patria di Fernando Aramburu: sono numerosi i romanzi (di ieri e di oggi) con tante pagine presenti nella letteratura classica e contemporanea. In questo articolo vi proponiamo un viaggio tra alcuni dei libri più lunghi (e famosi) di sempre, tra epoche, temi e generi differenti. Un'esperienza di lettura immersiva, difficile da dimenticare…

👉 fonte: il Libraio

Pesanti, sì, ma solo nell'aspetto: i cosiddetti libri mattoni sono romanzi composti da almeno cinquecento pagine che, però, portano con sé storie indimenticabili e coinvolgenti.
Certo, i libri lunghi possono far paura per via della loro mole ma, una volta superato il timore iniziale, rivelano trame complesse, personaggi affascinanti, ambientazioni intriganti. Senza nulla togliere ai libri brevi, perfetti per essere letti tutti d'un fiato, leggere un "mattone" è un'esperienza unica (quasi d'altri tempi, in questi anni segnati dalle continue distrazioni, digitali e non, e dalla rapidità dei social): permette di abitare per un po' di tempo dentro a un mondo diverso dal proprio, camminando al fianco del protagonista e dei personaggi che lo circondano.
Esistono diversi tipi di libri mattoni: possono essere classici della letteratura, spesso noti ai posteri proprio per via della loro lunghezza (pensiamo al Don Chisciotte di Miguel de Cervantes o al titanico Guerra e pace di Lev Tolstoj), oppure ancora libri investigativi, romanzi di formazione e opere di fantascienza.
Il fantasy è sicuramente uno dei generi che più ha contribuito alla nascita di libri con tante pagine: pensiamo al romanzo cardine di questo genere, Il signore degli anelli di John R.R. Tolkien (pubblicato in originale nel 1954-55 e oggi edito da Bompiani, con la traduzione di Ottavio Fatica). Concepito dall'autore britannico come un'opera unitaria, il libro è stato poi suddiviso in tre volumi per rendere più agile la stampa e la lettura. Attraverso le mille (e più) pagine di Il signore degli anelli Tolkien non ha costruito solo una storia, ma un intero mondo, con le sue regole, i suoi miti, le sue tradizioni e le sue lingue.
Similmente, anche altre celebri saghe a tema fantastico, come Il Trono di Spade di George R.R. Martin, il Ciclo dell'Eredità di Christopher Paolini e il Ciclo di Dune di Frank Herbert, sono composte da volumi ricchi di dettagli e di eventi, e anche per questo provvisti di molte pagine.
Ma ci sono ancora numerosi altri  libri mattoni nella storia della letteratura: consapevoli che la lista potrebbe essere ancora molto lunga, vi proponiamo un viaggio tra generi e ambientazioni differenti, alla scoperta di alcuni dei libri più lunghi (e famosi) di sempre, dalla letteratura classica fino ai classici contemporanei.
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Barbara Berckhan: Piccolo manuale di autodifesa verbale


Barbara Berckhan: Piccolo manuale di autodifesa verbale

Capita a tutti di rimanere senza parole quando qualcuno si rivolge in modo villano. I commenti personali e le osservazioni arroganti possono provocare ferite profonde che spesso restano inespresse, e quindi fanno ancora più male, oppure, al contrario, possono scatenare reazioni rabbiose, alla fine altrettanto dannose. Barbara Berckhan, autrice molto nota in Germania per i suoi numerosi libri dedicati alla comunicazione interpersonale, spiega come agire in queste situazioni, illustrando tecniche di autodifesa verbale che permettono di mettere al tappeto qualsiasi avversario in modo elegante e inoffensivo. L'autrice suggerisce metodi pratici per controbattere agli attacchi verbali (aggressioni, insulti, osservazioni assurde, prese in giro), traendo ispirazione dalle arti marziali.

Formato: copertina flessibile
Pagine: 160
Editore: Feltrinelli (8 gennaio 2014)
ISBN-13: 9788807883613

Rushdie, Giannone, Zadie Smith e poi? I 10 libri più attesi della primavera 2026 e quando escono


Rushdie, Giannone, Zadie Smith e poi? I 10 libri più attesi della primavera 2026 e quando escono
Romanzi e raccolte di racconti, italiani e internazionali (Emmanuel Carrère), saggi, biografie: ecco i magnifici 10 che segneranno i prossimi mesi della nostra vita di lettori. In attesa del Salone del libro di Torino

👉 fonte: Style Magazine

Grandi nomi, titoli attesissimi. Sono i romanzi e saggi che ci aspettano questa primavera, da leggere prima del Salone del Libro di Torino (15-19 maggio). Alcuni sono ora in libreria, per gli altri dovete aspettare un po'. Ma prendete nota.
- L'undicesima ora di Salman Rushdie, Mondadori. Cinque racconti un filo rosso che li unisce: la fine della vita. Di sicuro l'aggressione subita nel 2022 e raccontata in Coltello (2024) ha cambiato la vita allo scrittore nato a Mumbai nel 1947 e oggi residente nel Regno Unito. E forse l'ha portato a riflessioni su quella linea che separa la vita e la morte. Così Salman Rushdie in questo libro la affronta sotto diversi angoli: con la storia di due anziani litigiosi, con la vendetta di una donna "magica", con l'ossessione di un fantasma. La sparizione di un mentore, con un vecchio in una piazza che ci fa pensare alla nostra lingua e all'uso che ne facciamo. L'undicesima ora è la tarda sera della vita. Quella che vivono i due anziani Junior e Senior nel primo racconto: "Se la vecchiaia può essere paragonata alla sera, che termina nell'oblio della mezzanotte, per loro erano abbondantemente passate le undici”. Già in libreria.
- Kolchoz di Emmanuel Carrère, Adelphi. Esce il 5 maggio il nuovo romanzo di Emmanuel Carrère. Si intitola Kolchoz ed è dedicato a sua madre, scritto dopo la sua morte. "Da piccolo ho amato mia madre come non ho amato e non amerò mai nessuno in vita mia", scrive lo scrittore francese. La madre, di origini georgiane e russe, è stata la più influente storica francese dell'URSS prima e della Russia poi, fino a essere eletta segretaria perpetua dell'Académie française. Carrère ne ricostruisce la vita tormentata, ne racconta luci e ombre, aneddoti, ricordi. Il risultato è un grande romanzo familiare che in Francia è diventato già un successo. Scrive Le Nouvel Observateur: "È un libro magistrale. Il libro di un narratore virtuoso al culmine della propria arte. Capace di destreggiarsi, divagare e dissertare con magnetica naturalezza per dare al suo racconto l'andamento di una sinfonia in cui i diversi movimenti si rispondono, si completano, si prolungano senza fine".  Il libro è attesissimo, come del resto lui al Salone del libro di Torino.
- Vivi e morti. Incontri, riflessioni, ritratti di Zadie Smith, Sur. Arriva anche lei in Italia. Sarà infatti la madrina del prossimo Salone del Libro di Torino Zadie Smith che, dopo il romanzo L'impostore (2023) esce a maggio con un nuovo saggio. Che contiene una selezione di articoli, recensioni, discorsi e interventi scritti fra il 2019 e oggi. Riflessioni sulla contemporaneità, col suo stile intelligente, mai scontato, brillante. Ogni volta è una sorpresa (lo avevamo già visto con l'altro saggio pubblicato sempre da Sur sei anni fa, Questa strana e incontenibile stagione) e qui parla di multiculturalismo, misoginia, conflitto generazionale. E strapotere degli algoritmi. Cita le sue scrittrici ispiratrici. Scrive The New York Times Book Review: "È un piacere osservare una scrittrice abituata a vedere le cose contemporaneamente da tutti i lati fare i conti con la mutevolezza della propria stessa soggettività. Quello che affascina è lo sforzo di tirar fuori da sé la posizione più onesta possibile".
- Gli anni in bianco e nero di Francesca Giannone, Nord. Esce il 26 maggio il nuovo romanzo di Francesca Giannone, scrittrice best seller diventata famosa col suo libro d'esordio, La portalettere. E poi confermata con Domani domani, uno dei romanzi più letti nel 2024. Giannone ama le storie passate che raccontano l'Italia. E qui siamo in Salento negli anni Sessanta, gli anni del boom economico, delle lotte operaie, dei primi movimenti femministi, delle occupazioni studentesche e del grande cinema italiano di Visconti e Fellini. Protagoniste quattro sorelle che lavorano nella sartoria di famiglia sotto l'ombra del padre che impone loro numerosi divieti. Ma Mimì, la più giovane, vedendo i film scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa.
- Golden Child di Claire Adam, 66thand2nd. È appena uscito invece il bel romanzo di questa scrittrice originaria del Trinidad, laureata in Fisica negli Usa e che ora vive a Londra. Un ragazzo, 13 anni, è scomparso. È andato giù al fiume dice il fratello gemello. Ma è buio, lui non è rientrato e il padre gira la campagna per trovarlo, dai vicini, in paese. Siamo a Trinidad, dove il caldo è insopportabile, la natura è presente, negli uccelli, gli alberi, i cani da guardia. Cosa è successo di quel ragazzo strano, lento e taciturno che chiamano Tarzan per via dei suoi capelli lunghi? Claire Adam ci racconta l'angoscia del padre, i sensi di colpa, i ricordi di quando i figli erano piccoli. Li alterna con la vita di Paul, il ragazzo. È la ricerca di un figlio disperso, in difficoltà, il tentativo di ricostruire un rapporto e scelte che non si vorrebbe fare.
- La notte nel cuore di Nathacha Appanah, Einaudi. Arriva in libreria il 21 aprile il libro duro e doloroso di Nathacha Appanah che parla di femminicidi, di uomini violenti, di due casi veri. Della giovane Chahinez Daoud, uccisa nel 2021 a Mérignac, nei pressi di Bordeaux dall'ex marito. E quello della cugina Emma uccisa anche lei dal marito a Mauritius nel 2000. C'è poi la sua esperienza con un uomo geloso e possessivo. Analizza i discorsi che hanno circondato questi episodi, come sono state abbindolate e asservite, le dinamiche delle relazioni tossiche e malate. E ci regala un libro importante, contro l'oblio.
- Corpi e confini di Sarah Aziza, Feltrinelli Gramma. Sarah Azizi, scrittrice e giornalista per il New York Times e il Washington Post, vive tra gli Usa e il Medio Oriente. È figlia e nipote di rifugiati di Gaza e nell'ottobre del 2019 viene ricoverata in ospedale per un disturbo alimentare. I medici le salvano la vita ma non l'anima. Il memoir racconta la sua lotta all'anoressia, la difficoltà a definire sé stessa e il proprio mondo mentre sugli schermi compaiono le immagini della guerra e delle persone denutrite a Gaza. E lo fa non solo raccontando di sé ma anche la storia della sua famiglia. Il libro è finalista al Palestine Book Award e arriva il 28 aprile nelle nostre librerie.
- Devozione di Charlotte Wood, Fazi. Finalista al Booker Prize, tra i migliori dieci libri dell'anno per The New York Times e The Washington Post. È un libro strano, calmo, che ci porta subito in un'altra atmosfera: quella di un convento in Australia. Qui si è rifugiata la protagonista, voce narrante, lasciando tutto alle spalle. Fa questo viaggio per comprendere cosa significa pace, devozione e ascolto di sé. Tra i canti che scandiscono il tempo, i pensieri quotidiani, le piccole commissioni, i piccoli lavori e i ricordi della vita di prima ci sono però momenti "stranianti". Come l'invasione di topi e il ritrovamento di una sorella uccisa. Dal 14 aprile.
- Persone come noi di Jason Mott, NNE. Con Che razza di libro! (2022) Jason Mott ha vinto il National Book Award 2021 ed il Sir Walter Raleigh Prize for Fiction. Ed è stato selezionato in diversi premi letterari, tra cui il Carnegie Medals for Excellence in Fiction, l'Aspen Words Literary Prize e il Joyce Carol Oates Prize. Per dire: è uno scrittore che lascia il segno. Qui ancora una volta parla dell'America di oggi, tra razzismo, contraddizioni, violenza, armi. Dell'essere visti. E questa rabbia e dolore li trasforma in letteratura avvincente che varca i confini e il tempo.
- Il volo dei cigni selvatici di Jung Chang, Longanesi. 35 anni fa, con Cigni selvatici, Jung Chang, nata a Yibin nella provincia cinese del Sichuan nel 1952 e poi trasferitasi in Gran Bretagna, ha raccontato la Cina prima e dopo di Mao attraverso tre generazioni di donne. Sua nonna, sua madre e lei. Censurato in Cina è stato però tradotto in 40 lingue e ha venduto più di 15 milioni di copie. Ma Jung Chang non è più potuta tornare in patria, nemmeno quando la madre si è ammalata. Per questo ha voluto continuare la sua storia e riprendere il filo del discorso iniziato nel 1991. Il nuovo capitolo/seguito parla ancora di sua madre ma anche della Cina moderna, di come è cambiata. E di come è cambiato il suo rapporto con le sue origini. Esce a fine aprile. Per capire (anche) come un Paese povero e isolato è diventato una potenza mondiale capace di sfidare gli Stati Uniti.

mercoledì 8 aprile 2026

Amazon blocca l'accesso al Kindle Store per tutti i Kindle usciti prima del 2013


Amazon blocca l'accesso al Kindle Store per tutti i Kindle usciti prima del 2013

👉 fonte: HD Blog

Se siete possessori di Kindle un po' più datati, pessime notizie per voi: dal mese prossimo, precisamente dal 20 maggio, perderete accesso al Kindle Store. L'ha annunciato Amazon nelle scorse ore. Il provvedimento riguarderà sostanzialmente tutti i Kindle e i Kindle Fire lanciati nel 2012 o prima; l'elenco completo è come segue:
Kindle originale (2007)
Kindle DX e DX Graphite (2009 e 2010)
Kindle Keyboard (2010)
Kindle 4 (2011)
Kindle Touch (2011)
Kindle 5 (2012)
Kindle Paperwhite 1° generazione (2012)
Kindle Fire 1° generazione (2011)
Kindle Fire 2° generazione (2012)
Kindle Fire HD 7 (2012)
Kindle Fire HD 8.9 (2012).
È importante precisare che i dispositivi continueranno a funzionare: sarà possibile continuare a leggere i libri già in memoria, e si potrà accedere alla propria libreria tramite l'app Kindle, il Web o dispositivi più recenti. Gli utenti non avranno tuttavia più accesso allo Store, quindi l'acquisto di nuovi libri e anche il loro caricamento sui dispositivi sarà un pochino più scomodo. Un problema verosimilmente più importante è che ogni reset o ripristino alle impostazioni di fabbrica isolerà di fatto i Kindle dall'ecosistema, visto che non sarà più possibile associarli al proprio account Amazon.
Amazon inizierà presto ad avvisare gli utenti interessati via email, chiarendo nel dettaglio quali funzioni resteranno disponibili. Per il momento la società non ha spiegato concretamente le ragioni dietro a questa scelta, che se non è una condanna a morte definitiva è comunque uno dei tanti esempi di quanto possa essere volatile la longevità di un dispositivo o un contenuto che richiede internet per funzionare. Se non altro, agli utenti coinvolti Amazon offre uno sconto speciale del 20% per l'acquisto di un nuovo modello.

Toni Morrison: Recitativo


Toni Morrison: Recitativo

Titolo originale: Recitatif
Formato: Kindle (1.0 MB)
Pagine: 117
Editore: Frassinelli - Sperling & Kupfer (11 ottobre 2022)
ASIN: B0BHMQR4QM
ISBN-13: 9788892743465

Data di acquisto: 11 marzo 2026
Letto dal 7 all'8 aprile 2026

▪️Sinossi
Twyla e Roberta si sono conosciute a otto anni, quando sono state affidate a un istituto per ragazzine sole (perché orfane o, come nel loro caso, figlie di genitori non in grado di prendersene cura). Per quattro mesi sono state compagne di stanza, pronte a difendersi dalle ragazze più grandi ma anche a condividere scherzi e segreti. Poi si sono perse di vista, ma la vita ha sempre fatto in modo di farle rincontrare nel corso del tempo, per caso: prima in un ristorante lungo l'autostrada, poi in un emporio, infine durante una manifestazione di protesta. Ogni volta ai lati opposti delle barricate, divise dal colore della pelle, dalla posizione sociale, dalle battaglie civili, persino da ricordi che non coincidono alla perfezione. Eppure, per sempre unite da un legame che affonda le radici nell'infanzia, in quel momento di abbandono in cui sono state una famiglia l'una per l'altra.
Finora inedito in Italia, Recitativo è l'unico racconto breve scritto da Toni Morrison nell'arco della sua carriera. Una storia senza tempo, su ciò che ci lega e ciò che ci separa, sulla questione razziale e sugli stereotipi e i pregiudizi che plasmano le relazioni umane. Ma anche un «esperimento», secondo la definizione della stessa autrice Premio Nobel: un gioco narrativo che coinvolge i lettori e la loro interpretazione, come ci mostra Zadie Smith nella illuminante postfazione che completa questa edizione.

▪️L'incipit del libro
Mia madre ballava tutta la notte e quella di Roberta era malata. Ecco perché ci avevano portate al St. Bonny. Alla gente viene da abbracciarti quando racconti di essere stata in un istituto, ma in realtà non era male. Nessun camerone lunghissimo con cento letti come al Bellevue. Le stanze erano da quattro e nel periodo in cui arrivammo io e Roberta c'erano poche bambine in carico allo Stato, perciò noi eravamo le uniche assegnate alla 406 e potevamo passare da un letto all'altro, se volevamo farlo. E infatti lo facevamo. Cambiavamo letto ogni notte e per tutti i quattro mesi che passammo lì non ne scegliemmo mai uno in particolare come nostro.


▪️La mia recensione
"I piatti sbagliati vanno sempre alle persone sbagliate. Forse è per questo che in seguito diventai una cameriera: per abbinare alle persone giuste i piatti giusti".
Recitativo è un brevissimo racconto (l'unico di Toni Morrison) ma molto intenso e carico di significati morali. Si tratta di una storia-indovinello con, al centro, Twyla e Roberta: due bambine abbandonate dalle rispettive madri che, per un breve tempo, condividono la stessa cameretta di un istituto per bambine orfane o abbandonate. Da adulte, ogni tanto si reincontrano e ripensano al loro comune passato in istituto… ma i ricordi di entrambe non sempre collimano (specialmente quando rievocano uno strano episodio di prepotenza).
Voi direte: tutto qui?
E invece no, perché la scrittrice premio Nobel per la letteratura nel 1993, non lascia mai intuire chi, tra Twyla e Roberta, sia la bambina bianca e chi la bambina nera. Questa "genialata" della Morrison ci mette davanti ai nostri preconcetti… ed a quello che (proprio a causa di ciò) saremo tentati di associare alle due bambine (poi donne) in base ai dettagli dei loro dialoghi e dei loro comportamenti.
Recitativo, quindi, si trasforma in un autentico test politico in cui si concentrano memoria storica, discriminazioni razziali e rapporti personali.
E molto interessante ed istruttivo è anche il saggio finale a cura della scrittrice Zadie Smith.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

martedì 7 aprile 2026

Vittorio Bodini, Puglia oscura e lancinante, un film sull'anima del Salento


Vittorio Bodini, Puglia oscura e lancinante, un film sull'anima del Salento
Novecento italiano Nel 1959 l'ispanista Vittorio Bodini stese con Gustavo D'Arpe il soggetto per una pellicola (mai realizzata) ambientata vent'anni prima: col titolo «Vite barocche» lo pubblica Besa Muci edizioni

👉 fonte: il Manifesto

Nel gennaio del 1959 al Théâtre Antoine di Parigi debutta Les Possédés, adattamento teatrale in tre parti del romanzo dostoevskiano I demòni, realizzato nientemeno che da Albert Camus.
Il Premio Nobel algerino non si era certo risparmiato: in quattro ore filate di pièce, all'appello c'erano trentatré attori e sette scenografie diverse, agilmente alternate da una piattaforma rotante. Risultato: un tour de force drammaturgico applaudito da pubblico e critica. Il testo fu stampato da Gallimard nello stesso anno.
Non è soltanto una paronomasia ma lo dice anche il proverbio che dall'aria frizzante parisienne a quella barisienne il passo è breve (e si pensi anche a Les barisiens di Daniele Maria Pegorari): sempre nel '59 Vittorio Bodini, allora docente di Lingua e letteratura spagnola all'università, e Gustavo D'Arpe, amico dell'adolescenza leccese, nonché redattore della Gazzetta del Mezzogiorno e attore, decidono di mettere su il soggetto per un film; I posseduti -guarda caso - è depositato alla SIAE in novembre. Da esso sguscia un treatment (più dettagliato, con qualche modifica, tra cui i nomi dei protagonisti) dal titolo Vite barocche.
Purtroppo, il film non fu mai realizzato. Conservati all'Archivio Bodini nella Biblioteca Centrale dell'Università del Salento, i dattiloscritti sono finalmente disponibili in un'edizione, provvista di appendice documentaria, che riannoda i momenti salienti della collaborazione tra Bodini e D'Arpe: dalla stesura dei Posseduti al trattamento vero e proprio, fino ad "Atmosfera e significati della storia", un saggio descrittivo che racconta gli «irti contorcimenti» degli ulivi, i motivi profondi di un «Sud finora inesplorato dalla narrazione cinematografica». Vite barocche. Trama per un film (a cura di Antonio Lucio Giannone, Besa Muci, pp. 136, € 15,00) restituisce quindi al lettore un'esperienza artistica singolare, frastagliata, basaltica. Osserva Giannone nel contributo prefatorio: «Non sappiamo come sia nata l'idea di scrivere insieme il soggetto per un film. Forse fu proprio D'Arpe, in contatto con gli ambienti cinematografici, a suggerire a Bodini questa idea. Per scrivere il soggetto, Bodini riutilizzò un suo romanzo giovanile rimasto inedito e incompiuto, pubblicato postumo col titolo Il fiore dell'amicizia, piegandolo però ad altre esigenze e ad altri scopi e facendone quindi qualcosa di radicalmente diverso». Il romanzo, probabilmente composto tra il '42 e il '46, metteva in campo le acrobazie autobiografiche di squattrinati pugliesi, vitelloni avant lettre: l'apporto di D'Arpe è da ravvisare probabilmente nel missaggio tecnico, cioè nel trasferimento formale della scrittura narrativa in storyline filmico.
Ecco '’incipit dei Posseduti (l'originale è costituito da undici pagine dattiloscritte e ambientato nel 1939): «Questa è una storia del Sud. Un Sud senza macchiette né gallismi. Un meridione che si svela nel paesaggio. Un paesaggio che entra nella storia dei suoi personaggi, come elemento vivo e realistico, allusivo e simbolico». Marcello, un cinico «Ulisse di provincia», deve lottare assieme ad altri giovani edonisti e tardo-dannunziani contro i signori, i contadini e la piccola borghesia di Lecce, quell'«anima del Salento» fatta di battisteri, gerani su «balconi spagnoleggianti», esoterismo diffuso. Questi maudits vogliono uscire dalla prigione dorata dei loro «sogni barocchi» in modo da guadagnare le blandizie della «classe alta»: serve un matrimonio - è l'idea di Alfredo, «rampollo degenere dell'aristocrazia» - con tanto di fuga e vestimenti fascisti «per entrare tra i "dominatori"». Il prescelto è appunto Marcello che «ha un'aria quasi da signore»; la promessa sposa è Margherita, cugina di Alfredo. Bodini e D'Arpe ci conducono tra poeti idealisti e riti tenebrosi, nel cuore moresco della volontà di potenza salentina.
Vite barocche consta invece di cinquantatré pagine dattiloscritte. Qui i personaggi principali sono Ernesto Agostini e Pia Sangermano, ma ancora «il vero protagonista è il paesaggio, il paesaggio assolato», la camusiana pensée de midi. Insomma, il setting è il prim'attore; il contenitore è il contenuto. Nei titoli di testa campeggiano abitazioni bianche di calce, squarci d'azzurro, le tormentose foglie di tabacco, fichi d'India, cariatidi. Vite barocche è una sceneggiatura a tutti gli effetti che tenta di penetrare le increspature di una Puglia oscura, lancinante. I «dritti» ora sono intenti a disquisire «di donne e di gioco», ora sono a teatro ad attendere le ballerine, ora fanno schioccare le stecche del biliardo. Professionisti del bighellonare, rasentano il paesaggio urbano fino a Santa Maria di Leuca.
Non è un caso che l'indagine socio-antropologica di Bodini si intrecci alla spedizione salentina di Ernesto de Martino nell'estate del 1959 (da cui verrà fuori, nel '61, La terra del rimorso. Contributo a una storia religiosa del Sud). «Consulente per i riti magici delle prefiche e dei tarantolati», de Martino additerà i segni nascosti del tarantismo (in particolare, la recrudescenza ciclica e l'apparizione di san Paolo che rivela la futura guarigione), la vita riarsa dei contadini e le leggi ferree della realtà meridionale nei «campi sotto un sole spietato». Atmosfera e significati della storia, composto da quattro pagine numerate, è un contributo che spiega il tentativo - destinato al fallimento, verghiano - di ascesa sociale di Ernesto (il Marcello dei Posseduti), còlto da una «febbre di possesso» che lo induce a sedurre una tabacchina, Ndata, «creatura semplice e primitiva», poi presa dal demone - dal blues, si direbbe - della taranta. Come sottolinea Giannone, nel finale di Vite barocche «compare un motivo centrale della riflessione bodiniana presente anche nelle raccolte poetiche degli anni cinquanta: la condizione di immobilismo del Sud, dove la storia non riesce a procedere e anzi sembra che vada all'indietro, proprio come il "cavallo sorcigno" che "camminerà a ritroso sulla pianura", di una lirica della Luna dei Borboni». Il barocco salentino è miscela di grazia e scaramanzia, voluttà visiva e terra aspra.