Carrie, lo sguardo di Satana torna a ottobre. Dal cult di Stephen King una nuova serie TV
Un nuovo adattamento del romanzo d'esordio del maestro dell'orrore. A cinquant'anni dal film di Brian De Palma con Sissy Spacek, otto episodi firmati da Mike Flanagan (Doctor Sleep e The exorcist)
👉 fonte: la Repubblica
Carrie è il primo romanzo di Stephen King. L'idea di base era semplice: una ragazza con poteri di telecinesi che all'arrivo delle mestruazioni diventa lo zimbello delle compagne finché decide di ribellarsi. E che ribellione. King non era convinto della trama, ma fu sua moglie Tabitha a incoraggiarlo, lo scrittore aveva pensato di farne un racconto ma poi la storia gli prese la mano e diventò il suo primo romanzo. Pubblicato nel 1974 quando arrivò in edizione economica vendette un milione di copie.
Due anni dopo il regista Brian De Palma, che aveva raggiunto a 34 anni il successo internazionale grazie a Il fantasma del palcoscenico, prese in mano il romanzo di King e lo trasformò in un horror considerato ancora oggi tra i migliori della storia del cinema. Protagonista era la giovane Sissy Spacek nel ruolo di Carrie White. Che solo qualche anno fa ci confidava: "Non avrei mai immaginato che sarei stata in giro così a lungo e che quel film sarebbe sopravvissuto fino ad oggi. Credo che la ragione sia che i ragazzini ancora oggi, alle medie o al liceo, si sentono tormentati, bullizzati, torturati… è qualcosa che in misura diversa abbiamo vissuto tutti quando eravamo giovani e magari anche dopo. Credo che il potere del film derivi da quello e ogni anno ci sono nuovi ragazzi che fanno questa esperienza per la prima volta".
Non stupisce quindi che a più di cinquant'anni dal romanzo e dal film, Carrie torni in un nuovo adattamento, questa volta seriale, sotto la guida del regista Mike Flanagan (Doctor Sleep, The exorcist). Arriva su Prime Video il 7 ottobre. Carrie White (la ventiduenne Summer Howell, qualche horror alle spalle scelta in un casting di migliaia di ragazze), un'adolescente emarginata, ha trascorso tutta la sua vita rinchiusa tra le mura di casa insieme alla madre Margaret (Samantha Sloyan), estremamente protettiva nei suoi confronti. Dopo la morte improvvisa e prematura del padre, Carrie viene catapultata nello spietato ecosistema di un liceo pubblico, dove è costretta ad affrontare lo scalpore mediatico provocato da un atto di bullismo che sconvolge la sua comunità , la pressione costante e la crudeltà indiscriminata dell'era dei social media, nonché il risveglio di misteriosi poteri telecinetici che si manifestano nel corso della sua adolescenza. La trama è in soldoni quella che abbiamo già letto e visto, ma nell'adattamento contemporaneo il bullismo è declinato attraverso i social media e molto spazio è stato dato al tema della salute mentale.
La struttura in 8 episodi, garantisce Flanagan che ha curato anche la sceneggiatura ed è produttore esecutivo, permette alla storia di King di approfondire nuove tematiche. "Carrie è stata scritta mezzo secolo fa ed è stata adattata in modo spettacolare da Brian De Palma. È un'opera iconica. È intoccabile. Non c'è alcun motivo per cercare di seguire quelle orme o di percorrere quella strada. Tuttavia, il mondo è cambiato parecchio" ha detto il regista. Per quanto quindi la storia di Carrie rimanga attuale e il mondo intorno a lei ad aver subito una profonda trasformazione. Secondo la produzione la serie aggiunge spessore ai personaggi e alle loro dinamiche, e segue le loro scelte quotidiane che li condurranno a un'unica, sconvolgente notte, in una storia avvincente e profondamente umana sul conflitto tra gentilezza e crudeltà , e che porterà lo spettatore a chiedersi se stia assistendo alla nascita di un'eroina, di un mostro o di qualcosa di molto più complesso. Flanagan ha chiesto a un gruppo di adolescenti di partecipare alla fase di scrittura aprendosi sui loro traumi reali per poter rendere la sceneggiatura più reale e più efficace.











