"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

martedì 13 ottobre 2026

"Freddo come una macchina": un estratto dal nuovo libro di Colson Whitehead


Freddo come una macchina: un estratto dal nuovo libro di Colson Whitehead
Dopo il successo di La ferrovia sotterranea e I ragazzi della Nickel, con i quali ha vinto due volte il Premio Pulitzer, Colson Whitehead torna in libreria con l'ultimo capitolo della Trilogia di Harlem, Freddo come una macchina. Protagonista il ricettatore newyorkese Ray Carney, deciso a tentare un ultimo colpo e proteggere il proprio figlio dalle brutte compagnie

👉 fonte: il Libraio

Colson Whitehead è tornato. Lo scrittore statunitense classe 1969, due volte vincitore del Premio Pulitzer (nel 2017 e nel 2020), è in uscita con il romanzo Freddo come una macchina (Mondadori), terzo e ultimo capitolo della Trilogia di Harlem, iniziata nel 2021 con Il ritmo di Harlem e proseguita nel 2023 con Manifesto criminale (entrambi editi da Mondadori).
Dopo il debutto nel 1999, con L'intuizionista, Whitehead ottiene un notevole successo con il romanzo La ferrovia sotterranea (Sur) che racconta e rievoca la schiavitù del primo '800, nel sud degli Stati Uniti, e la fuga di Cora. Un'opera, diventata anche una serie TV, che si è aggiudicata il Pulitzer e il National Book Award per la narrativa.
Segue poi I ragazzi della Nickel (Mondadori), che rinnova la popolarità dell'autore newyorkese. Ambientato negli anni '60 del '900, il romanzo vincitore del Pulitzer narra la vicenda di Elwood, ragazzino cresciuto con il mito di Martin Luther King che finisce alla Nickel Academy, riformatorio dal lato oscuro, dopo aver accettato un passaggio su un'auto rubata…
E così, dopo i primi due capitoli dedicati alla figura di Ray Carney e alle sue avventure tra le strade di Harlem tra gli anni '60 e '70, Colson Whitehead riporta in scena il ricettatore newyorkese per un'ultima storia. Dopo il primo "dramma morale" nel quale si assiste ai conflitti interiori di Ray, e un secondo libro nel quale Harlem appare nelle sue contraddizioni (tra corruzione e ambizione, il sogno americano e il razzismo opprimente), Freddo come una macchina è pronto a descrivere gli anni '80: un decennio segnato dal capitalismo e dalla presidenza Reagan, con la costruzione di nuovi grattacieli mentre la violenza anima le strade meno illuminate.
Su questo sfondo Ray è deciso a tentare un ultimo colpo per aiutare l'attività della propria moglie, Elizabeth, ma anche a proteggere suo figlio dalle brutte compagnie che lui stesso conosce fin troppo bene…
🌎 CLICCA QUI per leggere un estratto dal libro

lunedì 12 ottobre 2026

[RECENSIONE] Pierre Boileau e Thomas Narcejac: La donna che visse due volte


Pierre Boileau e Thomas Narcejac: La donna che visse due volte

Titolo originale: D'entre les Morts
Formato: Kindle (1.0 MB)
Pagine: 196
Editore: Adelphi (1 settembre 2016)
ASIN: B01KV88M8M
ISBN-13: 9788845978272

Data di acquisto: 7 ottobre 2026
Letto dal 9 al 12 ottobre 2026

▪ Sinossi
Narra la leggenda che la premiata ditta del noir francese formata da Pierre Boileau e Thomas Narcejeac abbia scritto La donna che visse due volte con uno scopo ben preciso: quello di piacere ad Alfred Hitchcock. Una scommessa azzardata, indubbiamente (anche se i due non ignoravano che il regista avrebbe già voluto adattare per lo schermo I diabolici, che gli era stato soffiato da Henri-Georges Clouzot). Come tutti sanno, la scommessa fu vinta, e la storia della enigmatica Madeleine, che sembra tornare «dal regno dei morti», diventò quello che la critica ha definito il capolavoro filosofico di Alfred Hitchcock (e uno dei film più amati dai cinéphiles di tutto il mondo). Quando, molti anni dopo, François Truffaut gli chiederà che cosa esattamente gli interessasse nella storia di questa ossessione amorosa che ha la tracotanza di sconfiggere la morte, Hitchcock gli risponderà: «La volontà del protagonista di ricreare un'immagine sessuale impossibile; per dirlo in modo semplice, quest'uomo vuole andare a letto con una morta; è pura necrofilia». Attenzione però: se è vero che ci si accinge alla lettura del libro avendo davanti agli occhi la sagoma allampanata di James Stewart e il corpo di Kim Novak, a mano a mano che ci si inoltra nelle pagine del romanzo le immagini del film si dissolvono e si impone, invece, potentemente la dimensione onirica, angosciosa, conturbante di Boileau e Narcejac, che sanno invischiare il lettore negli stessi incubi ai quali i loro personaggi non riescono a sfuggire fino all'ultima pagina (e anche oltre).

▪ L'incipit del libro
«Senti,» disse Gévigne «vorrei che pedinassi mia moglie».
«E perché? Ti tradisce?».
«No».
«E allora?».
«Non è facile da spiegare. Si comporta in modo strano… Sono preoccupato per lei».
«Di che cosa hai paura esattamente?».
Gévigne non si decideva a rispondere. Guardava Flavières, e Flavières intuiva il motivo della sua esitazione: il suo amico non si fidava. Era rimasto identico a quando lo aveva conosciuto, quindici anni prima, alla facoltà di Legge: cordiale, espansivo, ma in fondo ansioso, timido e infelice. Poco prima, per esempio, è vero che gli era andato incontro a braccia aperte esclamando: «Roger, carissimo… Non sai quanto sono contento di rivederti!», eppure in quel gesto Flavières aveva notato subito, d'istinto, un che di innaturale, di leggermente troppo affettato e rigido. Il suo amico gesticolava un po' troppo, rideva un po' troppo. Non riusciva a nascondere i quindici anni trascorsi, che li avevano fisicamente cambiati entrambi. Gévigne era ormai quasi calvo. Il mento gli si era appesantito. Le sopracciglia adesso tendevano al rossiccio, e intorno al naso gli erano spuntate delle lentiggini. Neanche Flavières era più lo stesso. Sapeva di essere diventato più magro, di essersi lievemente ingobbito dopo quello che gli era successo, e sudava freddo al pensiero che l'altro potesse chiedergli come mai lui, che aveva studiato legge con l'idea di entrare in polizia, alla fine si era messo a fare l'avvocato.
«Non è che ho veramente paura di qualcosa» rispose Gévigne.
Allungò verso Flavières un costoso portasigari. Anche la cravatta era costosa, e l'abito di popeline di taglio impeccabile. Con le dita luccicanti di anelli staccò un fiammifero rosa da una bustina su cui spiccava il nome di un ristorante di lusso. Aspirò incavando le guance e poi soffiò fuori lentamente un po' di fumo azzurrino.
«È più una sensazione» aggiunse.

▪ La mia recensione
"Ci sono verità su cui la nostra mente non può soffermarsi senza che veniamo travolti da una sorta di vertigine dell'anima, cento volte più orribile delle vertigini del corpo. Ed era toccato proprio a lui, fra tutti gli uomini del mondo, essere scelto per custodire quel segreto. Un segreto che non dava nessuna gioia, che anzi acuiva l'angoscia di vivere".
La donna che visse due volte, piccolo romanzo pubblicato nel 1954 dai francesi Pierre Boileau e Thomas Narcejac (e, in paio d'anni dopo magistralmente portato al cinema da Alfred Hitchcock) è un noir che esce fuori da tutti gli schemi.
Siamo nella Francia degli anni '40 del secolo scorso: mentre si assiste all'avanzata dei Nazisti, Roger Flavières, un ex poliziotto accetta l'incarico di seguire Madeleine, moglie di un suo amico dei tempi dell'università. C'è solo un piccolo particolare: Madeleine si considera la reincarnazione della bisnonna suicida e non a caso, ad un certo punto, anche lei compie l'estremo gesto ma riappare quasi subito. Tuttavia, il povero Flavières, nel frattempo innamoratosi della donna, si ritroverà invischiato in un tremendo vortice di paura, fissazioni e falsità.
La storia è bellissima: la suspense è tutta immersa in un contesto tetro ed in cui il sottile confine tra realtà e finzione cade del tutto. Molto delicati i temi che vengono affrontati: la manipolazione psicologica, l'amore ossessivo (soprattutto nel voler "dar forma" alla donna amata secondo la propria fantasia) ed il rifiuto dell'elaborazione del lutto.
A distanza di oltre 70 anni, quindi, La donna che visse due volte è un romanzo che si dimostra tremendamente attuale: ci parla dell'amore "malato" e possessivo. Un romanzo che, a conti fatti, ha fatto da apripista a tanti thriller dei giorni nostri (e penso subito ai vari Joël Dicker, Paula Hawkins ed al nostro Donato Carrisi).
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐(5 su 5)

----------
Leggi anche:

sabato 10 ottobre 2026

[RECENSIONE] Antonio Manzini: Quota 2.050 S.L.M.


Antonio Manzini: Quota 2.050 S.L.M. Un caso di Rocco Schiavone. Autunno con Rocco Schiavone, vol. 4

Formato: copertina flessibile
Pagine: 51
Editore: Edizione speciale per GEDI News Network S.p.A. (28 settembre 2026)

Data di acquisto: 5 ottobre 2026
Letto il 10 ottobre 2026

▪ Sinossi
Rocco Schiavone si ritrova a indagare in alta quota sulle vite di tre giovani ricchi, annoiati e viziati che dovranno spiegare come mai uno di loro è stato trovato senza vita ai piedi di un costone roccioso. Il vicequestore è fuori dalla sua comfort zone: una baita extralusso con persone lontanissime dal suo modo di pensare e di vivere e per di più senza l'attrezzatura adatta ai duemila metri.

▪ L'incipit del racconto
Cosa c'è da fare a fine febbraio ad Aosta se non ti piace sciare e odi il freddo? Restare attaccato a qualsiasi fonte di calore possibile, sia essa un termosifone, un camino, un gatto o una coperta di lana. Così Rocco passava dalla pompa dell'aria calda dell'ufficio a quella del corridoio, come nel gioco dei 4 cantoni, perché oltre al freddo doveva combattere la madre di tutti i nemici: la noia. Non perché non gli piacesse annoiarsi, fin da piccolo durante le ore di niente, soprattutto la controra estiva, fascia oraria che da Bologna in giù scatta alle 14 e si chiude oltre le 16, con punte attorno alle 17 sotto Salerno, e in certi luoghi della Sicilia centrale la si prolunga col calare del sole, ebbene durante quelle ore di niente Rocco fantasticava e creava storie e immagini che sviluppavano il suo mondo fantastico. Cresciuto, avrebbe poi sostenuto la noia della controra con la marijuana. Il risultato era più o meno lo stesso.

▪ La mia (brevissima) recensione
"Sapete qual è l'errore più grande nella vita? Sottovalutare gli altri".
Quota 2.050 S.L.M., inserito in Una notte in giallo (una raccolta del 2022 che ospita sia questo racconto breve di Antonio Manzini, che quelli di Marco Malvaldi, Alessandro Robecchi ed altri autori), ci mostra un intirizzito Rocco Schiavone alle prese con un caso insolito: in piena notte, e al freddo di Aosta, un giovane viene trovato morto ai piedi di una parete rocciosa; tutto lascia ipotizzare ad una sua rovinosa caduta… finché proprio il vicequestore, chi altri se non lui?, nota un piccolo particolare che, invece, si rivelerà determinante.
Anche questo racconto, così come gli altri pubblicati da Repubblica che lo hanno preceduto, presenta un Rocco Schiavone rude e scontroso, ma questa volta lo vedremo aggirarsi in un "mondo" che lui mal sopporta: deve vedersela, infatti, con gente ricca oltre ogni misura e viziata.
A differenza dei precedenti racconti, questo è il più deludente: dura troppo poco per poter sottolineare appieno la contrapposizione tra la "comodità" dei soldi (ed i suoi privilegi) e l'assenza di valori che ne deriva. Non c'è azione e non c'è tensione. Oltretutto, il caso viene risolto senza alcun colpo di scena: a Rocco Schiavone è bastato guardare una foto sul display del cellulare trovato addosso alla vittima per capire cosa è realmente accaduto e chi è il colpevole. Tutto qui!
Insomma, un racconto breve che non aggiunge nulla di nuovo alla caratterizzazione del burbero vicequestore.
📌 Voto: ⭐⭐ (2 su 5)

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 28 settembre al 4 ottobre 2026 (Fonte: Tuttolibri - La Stampa del 10 ottobre 2026):

1. Rebecca Yarros - Threshing day. Ediz. italiana
2. Aldo Cazzullo - Quando l'Italia rinacque. Il nostro Rinascimento
3. Charles Spencer - Canto del cigno. Diana, mia sorella
4. Chiara Gamberale - Liberi tutti
5. Alice Hemming - Il ladro di zucche. Ediz. a colori
6. Manuel Garand - Murdoku. 80 omicidi misteriosi da risolvere con la logica
7. Julia Donaldson ed Axel Scheffler  - Nonna Gruffalò. Ediz. a colori
8. John Grisham - L'inganno francese
9. Piergiorgio Pulixi - Il fattore gatto
10. Natalia e Corrado Augias - L'uomo che inventò la politica. Inchiesta su Machiavelli

venerdì 9 ottobre 2026

[RECENSIONE] Agnese Messina: L'eremo dei folli


Agnese Messina: L'eremo dei folli. June McFlynn, vol. 1

Formato: Kindle (1.2 MB)
Pagine: 320
Editore: Garzanti (25 agosto 2026)
ASIN: B0H713ZRMS
ISBN-13: 978-8811024378

Data di acquisto: 5 ottobre 2026
Letto dal 5 al 9 ottobre 2026

▪ Sinossi
Mi chiamo June McFlynn e sono un'entomologa forense. La scienza non è soltanto il mio lavoro: è il mio modo di stare al mondo. Garantisce ordine e giustizia, tutto ciò che la vita intorno a me non possiede. Lo studio delle cose piccole mi permette di tenere a bada un mondo troppo grande per me, a cominciare dalla Sicilia assolata e tormentata che mi circonda, dove ancora mi chiamano «l'americana», come se non fossi nata e cresciuta qui.
Nel mio lavoro non ho paura di sporcarmi le mani: ho imparato fin da bambina che il nostro destino non si decide nelle grandi imprese, ma nei dettagli. E so che la natura nasconde le risposte che cerco: terriccio, insetti, foglie, frammenti di vita che si fanno prove. Essere una donna in questo campo non è semplice. Ogni giorno devo dimostrare di meritare il ruolo di consulente del tribunale di Catania, espormi in prima persona, sfidare i pregiudizi.
Ho sempre creduto che la scienza bastasse a tenermi al sicuro. Ma questa indagine è diversa da tutte le altre. Una madre e sua figlia scomparse nel nulla. Nessuna traccia, soltanto lo sgomento dell'assenza. E in quest'assenza riconosco qualcosa che credevo sepolto e che mi riempie d'angoscia.
Io sono June McFlynn. Sono una donna di scienza e per me la verità è tutto.
Eppure, ho un segreto inconfessabile. E dovrò affrontarlo.
Agnese Messina ha iniziato a fantasticare su June McFlynn, l'indimenticabile protagonista di questo esordio, mentre studiava entomologia forense. Un personaggio capace di vedere i dettagli minimi, quasi trascurabili, che non sempre riusciamo ad afferrare, ma che decidono la nostra vita. È così che arriva alla verità e alla giustizia. Forse questa è anche la strada della sua salvezza.

▪ L'incipit del libro
È difficile amarsi, quando si è lo strappo sulla tela. Il difetto visibile. Si può diventare arte, ma ci vuole il coraggio di non ricucirsi. Lo capisco per la prima volta a dieci anni.
Me lo insegna mio padre. Senza volerlo, credo. Appena rientra dall'ennesima missione annuncia: «È tempo che June visiti la capitale. Vi porto a Washington».
Non vedo l'ora di tornare negli Stati Uniti. «Il paese in cui ognuno può realizzare i propri desideri», come sottolinea sempre mio padre con orgoglio. Io non sogno in grande, in realtà. Durante il viaggio la mia unica ambizione sarebbe quella di inseguire gli scoiattoli nei parchi, tra le foglie. Proprio come i protagonisti dei cartoni animati che guardo in televisione, sotto le coperte, quando piove e mamma mi permette di saltare la scuola senza dirlo a suo marito.

▪ La mia recensione
"Quello era il suo momento preferito. L'istante in cui l'arroganza veniva zittita dai dati e le congetture cedevano il passo ai numeri. La scienza non ammetteva repliche né opinioni. Era il credo a cui si era votata. Era divenuta la sacerdotessa di una disciplina che in pochi conoscevano, ma che lei venerava sopra ogni altra cosa: dove gli altri vedevano orrore e disgusto, lei constatava dati misurabili, prove schiaccianti che non potevano lasciare spazio al dubbio. La scienza era certa. Inattaccabile. Ed era tutto ciò che le era rimasto".
Agnese Messina debutta nel thriller psicologico con una storia che abbraccia tante, tantissime, delicate questioni sociali.
L'entomologa forense June McFlynn, nata in Italia da madre italiana e padre americano (è un generale e, perciò, a casa lo si è visto con il contagocce), studia gli insetti sui cadaveri per cercare di ricostruire ciò che è successo prima e dopo la morte. Nel suo lavoro è tremendamente brava, ma la scomparsa nel nulla di una madre e della sua bambina la obbligheranno a fare i conti con il proprio recente passato. Un recente passato che risponde al nome della piccola Elide…
La scrittura della catanese Agnese Messina è meravigliosa: lo stile è scorrevole e la lettura avanza velocissima, grazie anche a capitoli relativamente brevi. Molto bella e poetica la descrizione della Sicilia e delle sue caratteristiche "strappa-sorrisi" (dialetto e maldicenze in primis): ecco queste descrizioni, buttate lì ogni tanto, rallentano il ritmo della trama senza mai spezzarla del tutto, anche perché è già divisa sia tra l'indagine relativa alla scomparsa della madre e della bambina, che il percorso personale ed intimo della protagonista.
Ed è proprio questa parte, ossia il passato di June McFlynn, che permette di concentrarsi sui temi di cui accennavo all'inizio: spazio, quindi, al senso di colpa, alla violenza psicologica sulle donne ed ai pregiudizi. Tutte questioni che, se da un lato hanno permesso a June di concentrarsi ed eccellere nel suo importante campo lavorativo, allo stesso tempo hanno fatto sì che diventasse una donna fragile e molto sensibile.
Ecco, giusto per fare il pignolo, questo passo è un piccolo neo nella storia (ed è solo per questa cosa che tolgo una stella dal mio giudizio): la parte relativa alla sfera emotiva prevale nettamente sull'indagine vera e propria. Se la vena romantica fosse stata un po' più corta, il libro sarebbe stato un thriller scientifico in piena regola e, tanto per citare i più noti, sicuramente avrebbe dato del filo da torcere a Il terzo gemello di Ken Follett e alla serie su Kay Scarpetta di Patricia Cornwell.
Insomma, una "prima volta" non esente da difetti ma che promette bene. June McFlynn già ti aspetto...
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

----------
Leggi anche:

giovedì 8 ottobre 2026

Premio Nobel per la letteratura 2026 alla canadese Carson


Il premio Nobel per la letteratura 2026 è stato assegnato alla canadese Anne Carson.
Nella motivazione, l'Accademia mette in evidenza "la sua opera audace e creativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha dato vita a ;nuove forme per la letteratura contemporanea". Carson è la 19esima donna premiata, su un totale di 123 onorificenze assegnate nella storia del Nobel.
Poetessa, saggista e traduttrice, la 76 enne Anne Carson e autrice di opere sperimentali in cui vengono mischiati poesia, prosa e teatro. Professoressa di lettere classiche è esperta in particolare di Saffo ed Euripide. Ha vinto due Griffin Poetry Prize e il Premio Pricipessa delle Asturie nel 2020. Tra le opere più note della neo premio Nobel figurano Eros il dolceamaro (un'indagine sull'eros nell'antica Grecia), La bellezza del marito, Decreazione e La norma sbagliata.

▪️Vincitori del premio Nobel per la letteratura (dal 2000)
2000: Gao Xingjian (Cina/Francia)
2001: Vidiadhar Surajprasad Naipaul (Regno Unito)
2002: Imre Kertész (Ungheria)
2003: John Maxwell Coetzee (Sudafrica)
2004: Elfriede Jelinek (Austria)
2005: Harold Pinter (Regno Unito)
2006: Orhan Pamuk (Turchia)
2007: Doris Lessing (Regno Unito)
2008: Jean-Marie Gustave Le Clézio (Francia/Mauritius)
2009: Herta Müller (Germania)
2010: Mario Vargas Llosa (Perù/Spagna)
2011: Tomas Tranströmer (Svezia)
2012: Mo Yan (Cina)
2013: Alice Munro (Canada)
2014: Patrick Modiano (Francia)
2015: Svjatlana Aleksievič (Bielorussia)
2016: Bob Dylan (Stati Uniti)
2017: Kazuo Ishiguro (Regno Unito)
2018 (assegnato l'anno successivo): Olga Tokarczuk (Polonia)
2019: Peter Handke (Austria)
2020: Louise Glück (Stati Uniti)
2021: Abdulrazak Gurnah (Tanzania/Regno Unito)
2022: Annie Ernaux (Francia)
2023: Jon Fosse (Norvegia)
2024: Han Kang (Corea del Sud)
2025: László Krasznahorkai (Ungheria)
2026: Anne Carson (Canada)

▪️Italiani vincitori del premio Nobel per la letteratura
1906: Giosuè Carducci
1926: Grazia Deledda
1934: Luigi Pirandello
1959: Salvatore Quasimodo
1975: Eugenio Montale
1997: Dario Fo

Su Spotify arrivano gli audiolibri in italiano



Su Spotify arrivano gli audiolibri in italiano
Gli utenti italiani di Spotify potranno accedere a un catalogo di oltre 350mila titoli, disponibili in più di 120 lingue, che include oltre 14mila opere in italiano

👉 fonte: il Libraio

Alla Fiera del Libro in corso a Francoforte, Spotify annuncia l'ampliamento della propria offerta audio: anche in Italia arriveranno gli audiolibri.
Gli utenti del nostro Paese potranno accedere così a un catalogo di oltre 350mila titoli, disponibili in più di 120 lingue, che include oltre 14mila opere in italiano (un pacchetto di 12 ore di ascolto mensili sarà incluso in alcuni abbonamenti Premium, ma sono anche previste formule aggiuntive, come per esempio l'acquisto diretto di un singolo titolo o Audiobooks+, un abbonamento integrativo per chi desidera ore di ascolto supplementari oltre al piano base).
Entro la fine dell'anno l'accesso agli audiolibri verrà dunque esteso dagli attuali 22 mercati a oltre 180 paesi: "Un'espansione straordinaria che permetterà a più di 750 milioni di persone in tutto il mondo di scoprire, ascoltare in streaming o acquistare audiolibri su Spotify. La crescita della piattaforma porta con sé un catalogo di oltre 350mila titoli che include importanti novità in italiano, spagnolo, portoghese, polacco e molte altre lingue, arrivando a coprirne oltre 120", spiegano da Spotify.
Sempre stando alla piattaforma, tra settembre 2025 e settembre 2026 il numero di ascoltatori mensili di audiolibri è aumentato di quasi il 40%.
A oggi Spotify ha stretto accordi (non esclusivi), tra gli altri, con il Gruppo Mondadori, Giunti Editore, Emons Audio, Il Narratore Audiolibri, Fazi Editore e altri editori, tra cui L'Orma, Marcos y Marcos, Area51 Publishing e Giuntina. "Una rete destinata ad ampliarsi ulteriormente", sottolineano dalla piattaforma.
Tra le novità annunciate a Francoforte, la funzionalità Trova la pagina, che facilita il passaggio dalla lettura all'ascolto, attraverso la sincronizzazione di un libro cartaceo o digitale con il punto corrispondente dell'audiolibro attraverso la fotocamera dello smartphone.

mercoledì 7 ottobre 2026

Il libro in cui Philip Roth affronta Philip Roth


Il libro in cui Philip Roth affronta Philip Roth
L'autore sfida il suo doppio in un romanzo, un po' autofiction, un po' thriller e anche spy-story

👉 fonte: Esquire

C’è un aspetto che si sottolinea poco quando si scrive dei romanzi (o si commentano in incontri pubblici) di Philip Roth: sono divertenti. Sì, Roth, fa ridere, anche nelle situazioni più drammatiche, controverse. Anche laddove si dovrebbe piangere, perfino nel punto in cui il dolore è più evidente, ogni tanto sorridiamo, e i motivi sono diversi. Intanto pensiamo allo sguardo. Il modo in cui Roth osserva i suoi personaggi, li disegna, li segue e, prima ancora, li immagina, tiene sempre presente il ridicolo, che continuamente ci attraversa. Per Roth la tragedia esiste solo in una sottocartella della commedia, la grande commedia umana densa di miseria che attraversiamo.
L'orrore spesso viene da qualcosa che risulta stupido, ridicolo se lo osserviamo da un diverso punto di vista. E pensiamo ai fatti, alle numerose storie che l'autore americano ha scritto, che si tratti di religione, di sesso, di razzismo, di complotti, di guerre, di amori che cominciano o che finiscono, di tradimenti, di sport, di famiglia, Roth inquadra sempre un punto in cui ci rendiamo conto del comico, del grottesco, ovvero dell'anticamera o della conseguenza dell'assurdo. Uno dei romanzi, in questo senso, tra i più divertenti di Philip Roth è Operazione Shylock, uscito per Adelphi con la nuova, bellissima, traduzione di Ottavio Fatica, e con una prefazione di Emmanuel Carrère.
In questo romanzo uscito nel 1993, Roth parla di Philip Roth e poi del suo doppio, un altro Roth che si aggira tra le pagine. Ciò che accade in sintesi.
Philip Roth, in Operazione Shylock, si scatena in una delle più formidabili performance narrative, tra le sue, inserire un altro Roth, come l'opposto, come il suo avversario per poter dire, fare, scrivere tutto ciò che gli pare. Benissimo. Solo il nomignolo Moishe Pipik distingue il suo opposto da sé. Il tema del doppio qui viene usato con un talento che non ha quasi eguali, l'unica prova di pari livello, altrettanto ironica, forse un tantino superiore, è L'uomo duplicato (Feltrinelli) di José Saramago. Roth si cattura, si morde, si disfa, si prende in giro, ma nel farlo costruisce un libro che è molte cose. Romanzo, autofiction, thriller, spy story, itinerario processuale, questioni religiose tra le più complesse. Solo Roth poteva mettere insieme il Mossad, il processo al mostro di Treblinka, il recupero dopo un crollo psichico da Halcion, l'incontro-scontro con ebrei e palestinesi in una Gerusalemme controllata dall'esercito israeliano, il faccia a faccia terribile con il suo doppio: un mitomane che si propone di salvare gli ebrei ashkenaziti da un probabile prossimo sterminio; promuovendo nei fatti una nuova diaspora, un incredibile controesodo verso i paesi europei, come a ristabilire un ordine e un certo tipo di vita.
🌎 CLICCA QUI per continuare a leggere

[RECENSIONE] Antonio Manzini: La ruzzica de li porci


Antonio Manzini: La ruzzica de li porci. Un caso di Rocco Schiavone. Autunno con Rocco Schiavone, vol. 3

Formato: copertina flessibile
Pagine: 51
Editore: Edizione speciale per GEDI News Network S.p.A. (28 settembre 2026)

Data di acquisto: 30 settembre 2026
Letto il 7 ottobre 2026

▪ Sinossi
Schiavone deve scoprire la verità su un efferato delitto tra le strade di Roma. L'indagine si muove tra i rioni della Capitale incrociando storie di corruzione, invidie e tradimenti.

▪ L'incipit del racconto
Era la mattina di giovedì 3 marzo, e per Pippo Megara stava per iniziare il lungo weekend di Carnevale, i giorni più pesanti dell'anno. Da giovedì a martedì grasso il suo locale, il «Mykonos», aveva tutte le serate prenotate. Sei feste private scalmanate. Sei giorni di lavoro senza soste. Già si vedeva a chiamare ambulanze, a sedare risse, a tornare a casa all'alba con le orecchie massacrate dalle casse dell'amplificazione e dalle urla. E se da un lato Pippo avrebbe dato un dito di una mano per essere già nella Quaresima, dall'altro sapeva perfettamente che in quei giorni il suo locale alle pendici del Monte dei Cocci avrebbe fruttato decine di migliaia di euro.
E a 35 anni con una figlia in arrivo non poteva rinunciare a tutto quel ben di dio. Al momento quella che lo preoccupava di più era la serata del sabato. Il «Mykonos» era stato prenotato per una festa café y leche, caffè e latte. Ma il nome non doveva trarre in inganno. Non si trattava di un party a base di cappuccino, bensì una serata trans, dove per caffè e latte doveva intendersi il colore della pelle dei partecipanti. Brasile, Sud America, Nord Africa. Già lo sapeva. Sarebbe cominciata come un'allegra festa con samba, mambo e Brigitte Bardot-Bardot, e sarebbe finita a coltellate fra gruppi di naziskin imbucati, finti trans padri di famiglia ubriachi e pieni di testosterone e l'immancabile gruppo lesbo sulle Harley.

▪ La mia (brevissima) recensione
"Secondo me in Italia è un Carnevale continuo. Solo che è finto, perché in realtà stiamo in Quaresima da parecchi anni".
La ruzzica de li porci, incluso nella raccolta Cinque indagini romane per Rocco Schiavone e in questi giorni distribuito singolarmente anche con il quotidiano La Repubblica, è un racconto breve e dal taglio umoristico che, a parte il giallo da risolvere, mette in evidenza il modo di essere (e di fare) del vicequestore creato da Antonio Manzini: scontroso, svogliato, quasi insensibile e, paradossalmente, sarcastico. Eppure, tra i tanti colleghi e superiori che quotidianamente fanno parte del suo mondo lavorativo, è l'unico che sa "vedere" e comprendere la persona che si è macchiata del reato.
Ma è anche il racconto che ci fa capire, una volta per tutte, perché Schiavone viene trasferito da Roma ad Aosta (evito di fare spoiler).
L'anziano proprietario di un negozio compro oro viene ritrovato ucciso, evirato e reso quasi irriconoscibile dai tanti colpi inferti al volto ed al corpo. Rocco Schiavone, mentre si prepara a partire per Aosta, deve risolvere il caso districandosi tra mercato nero, loschi figuri e colleghi dalla dubbia reputazione. Il titolo del racconto richiama un'antica tradizione romana: durante il periodo del carnevale i maiali venivano lanciati e fatti rotolare dal Testaccio mentre la folla li aspettava con i coltelli sguainati.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

Nuove uscite: Franck Thilliez - Il libro maledetto. Romanzo dell'Avvento


24 giorni per trovare Leo. 24 giorni per restare vivo. Taglia le pagine e leggi un capitolo al giorno…
Martedì 27 ottobre arriva il nuovo libro di Franck Thilliez dal titolo Il libro maledetto. Romanzo dell'Avvento. La sua particolarità risiede proprio nel fatto che bisogna tagliare le pagine per poter leggere un capitolo al giorno.
La trama: Un giorno Naël trova un diario davanti a casa sua. È di Leo, scomparso esattamente un anno prima. Da quel momento, i loro destini si intrecciano. E da quel momento, Naël resta intrappolato in un'unica giornata, destinata a ripetersi ancora e ancora. Un giorno per avvicinarsi alla verità. Un giorno per scoprire chi è davvero Leo. Un giorno per capire come salvarsi. Perché ogni volta che il giorno ricomincia, una cosa diventa sempre più chiara: in questo ciclo si nasconde un segreto oscuro. E per Naël, questo giorno potrebbe essere l'ultimo.
Tutto questo prende forma in un formato unico e interattivo: un libro i cui capitoli sono sigillati e vanno tagliati fisicamente, giorno dopo giorno, per svelare il mistero. Il romanzo maledetto non è solo una lettura, ma un rituale noir che trasforma l'attesa del Natale in un viaggio psicologico ad altissima tensione.

Editore: Fabbri (27 ottobre 2026)
Pagine: 388
ASIN: B0GHC93QZK
ISBN-13: 9791223401996
Prezzo di copertina (nel momento in cui sto scrivendo): 18,90 euro