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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

sabato 28 marzo 2026

"L'inquilina": in arrivo il nuovo thriller di Freida McFadden


Il nuovo libro di Freida McFadden in uscita in Italia è L'inquilina, previsto per l'8 aprile 2026. Il romanzo segue Blake Porter, la cui vita viene sconvolta dopo aver affittato una stanza a una donna misteriosa, in una nuova storia ricca di segreti e suspense.

Dall'autrice del bestseller Una di famiglia
50 milioni di copie vendute nel mondo
L'autrice più venduta al mondo
Da oltre tre anni nella classifica dei bestseller
Nessun posto è come casa…
Blake Porter sta vivendo il momento migliore della sua vita: una brillante carriera, una recente promozione e un futuro tutto da costruire con la sua fidanzata, Krista. Finché, all'improvviso, tutto cambia. Accusato ingiustamente di aver danneggiato la sua azienda, Blake viene licenziato e si ritrova con una reputazione distrutta. E così, incapace di pagare il mutuo del nuovo appartamento dove vive con Krista, è costretto a trovare un modo per tirare avanti. Ed ecco che arriva Whitney. Bella, affascinante, alla mano, e in cerca di una stanza in affitto. Sembra la soluzione perfetta per Blake. O forse no. Perché qualcosa non torna. I vicini iniziano a comportarsi in modo strano. Un odore di decomposizione invade la casa, nonostante le pulizie. Rumori inquietanti lo svegliano nel cuore della notte. E Blake comincia a temere che qualcuno conosca i suoi segreti più oscuri… Il pericolo si nasconde tra le mura di casa, e quando se ne rende con-to è troppo tardi. La trappola è già scattata.

ASIN: B0GS43GTGJ
ISBN-13: 978-8822797629
Editore: Newton Compton Editori (8 aprile 2026)
Pagine: 352
Prezzo di copertina: 12,25 euro per la versione cartacea e 6,99 euro per quella digitale

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I libri più attesi di aprile 2026: 10 uscite da non perdere


I libri più attesi di aprile 2026: 10 uscite da non perdere
Dai romanzi più attesi ai thriller inquietanti, passando per storie intime e contemporanee: ecco 10 libri in uscita ad aprile 2026 da non perdere

👉 fonte: Libreriamo

Aprile è il mese in cui la narrativa torna a farsi plurale, stratificata, sorprendente. Le nuove uscite attraversano generi e sensibilità diverse, mettendo al centro storie che parlano di identità, trauma, desiderio, memoria e libertà. Accanto ai grandi ritorni della narrativa internazionale, si fanno spazio romanzi italiani intensi e necessari, capaci di raccontare il presente con uno sguardo lucido e profondamente umano.
Dalle atmosfere oscure dell'horror psicologico ai mondi del romantasy, fino alle riscritture storiche e ai romanzi di formazione, aprile 2026 si presenta come un mese ricco di letture che non si limitano a intrattenere, ma interrogano.
Le uscite di aprile dimostrano ancora una volta quanto la letteratura sia capace di attraversare il presente, restituendolo in forme diverse e spesso inattese. Dai romanzi più visionari a quelli più radicati nella realtà, ogni titolo di questa selezione offre uno sguardo unico sul mondo e sulle sue contraddizioni.
Sono storie che parlano di ciò che siamo, di ciò che abbiamo perso e di ciò che potremmo ancora diventare. E forse è proprio questo il senso più profondo della lettura: trovare nelle pagine qualcosa che ci riguarda, anche quando non ce ne accorgiamo subito.
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"Infinite": un libro abbandonato in un ostello è diventato un blockbuster con Mark Wahlberg


Infinite: un libro abbandonato in un ostello è diventato un blockbuster con Mark Wahlberg
Non capita tutti i giorni che un libro abbandonato in un ostello finisca per diventare un blockbuster sci-fi con un cast stellare. Ecco come il caso ha portato sullo schermo Infinite, diretto da Antoine Fuqua e con protagonista Mark Wahlberg

👉 fonte: Coming Soon

Il regista Antoine Fuqua, che prossimamente tornerà nelle sale con l'attesissimo biopic su Michael Jackson, è il regista di Infinite, action fantascientifico che mescola concetti soprannaturali, thriller e grandi sequenze spettacolari. Tratto dal romanzo The Reincarnationist Papers di D. Eric Maikranz, il film con protagonista Mark Wahlberg ha una storia produttiva incredibile, che ha inizio in un ostello in Nepal. E porta sullo schermo un'idea affascinante: se alcune persone potessero ricordare tutte le loro vite passate? Infinite gioca proprio su questo concetto, costruendo una storia che attraversa epoche diverse e mette in scena uno scontro tra chi vuole usare questo dono per salvare il mondo e chi, invece, desidera distruggerlo.
Tutto inizia nel 1985 a Città del Messico, con un uomo in fuga e un oggetto misterioso al centro di una caccia senza tregua. Da lì, la storia si sposta nella New York dei giorni nostri, dove conosciamo Evan McCauley (Wahlberg), un uomo tormentato da visioni e ricordi che non riesce a spiegare, tanto da essere considerato schizofrenico. La sua vita cambia quando scopre di essere un "Infinito", uno dei pochi individui in grado di reincarnarsi mantenendo memoria delle vite precedenti. Evan si ritrova così coinvolto in un conflitto secolare tra due fazioni: i Credenti, che vedono questo potere come un dono, e i Nichilisti, che lo considerano una maledizione da cancellare definitivamente.
Al centro dello scontro c'è un'arma potentissima, capace di distruggere tutta la vita sulla Terra, e proprio Evan potrebbe essere l'unico in grado di fermarla. Tra inseguimenti, combattimenti e ricordi che riaffiorano, il film costruisce un percorso in cui il protagonista deve capire chi è davvero… e chi è sempre stato. Il cast include Sophie Cookson, Chiwetel Ejiofor e Dylan O'Brien, che interpreta una versione passata del protagonista.


Infinite ha avuto una distribuzione particolare: a causa della pandemia è arrivato direttamente su Paramount+, saltando l'uscita tradizionale in sala. Una scelta che ha segnato il destino di molti blockbuster di quegli anni. Il film, si diceva, è tratto da un romanzo, ma la sua storia produttiva è quasi più interessante della trama stessa. L'autore D. Eric Maikranz, infatti, non riuscendo a trovare un agente, ha inserito nel libro una promessa di ricompensa per chiunque fosse riuscito a portarlo a Hollywood. Dopo un lungo percorso, il romanzo è stato scoperto da un assistente alla regia in un ostello in Nepal e, nel 2017, Paramount ne ha acquisito i diritti.
Tra le curiosità, alcune scene sono state girate a Highclere Castle, celebre location della serie Downton Abbey, mentre il ruolo principale era stato inizialmente pensato per Chris Evans, poi costretto a rinunciare. Wahlberg e Dylan O'Brien, invece, avevano già condiviso il set in Deepwater Horizon. Non mancano piccoli dettagli per gli appassionati: nella colonna sonora si può cogliere un effetto sonoro familiare della saga Transformers, di cui Wahlberg è stato protagonista, mentre la particolare locandina del film utilizza un intrigante effetto visivo chiamato "moiré".
Dal punto di vista critico, Infinite ha ricevuto un'accoglienza piuttosto tiepida: se le scene d'azione sono state apprezzate per spettacolarità e ritmo, molti hanno sottolineato una certa mancanza di originalità nella costruzione narrativa. Non a caso, il film ha ottenuto diverse nomination ai Razzie Awards, tra cui Peggior Film e Peggior Attore per Wahlberg. Resta comunque un titolo curioso, perfetto per un'ora e mezzo di puro intrattenimento con lo stile diretto e adrenalinico tipico del regista di Training Day.

Cinque romanzi thriller internazionali da leggere in primavera

Cinque romanzi thriller internazionali da leggere in primavera

👉 fonte: Agenda Online

La primavera è la stagione ideale per riscoprire il piacere della lettura, sfruttando la luce naturale che illumina la stanza o il crepuscolo che contribuisce a creare la giusta atmosfera per leggere un bel romanzo thriller. Di quelli carichi di tensione e colpi di scena sempre dietro l'angolo.
Negli ultimi anni alcuni autori internazionali hanno dominato le classifiche con romanzi diventati veri fenomeni editoriali, spesso discussi sui social e nelle community di lettori.
Da Stephen King a Dan Brown, passando per Freida McFadden e Gillian Flynn, pagine avvincenti che dimostrano quanto il genere thriller continui a evolversi, mescolando mistero, psicologia e intrigo.
Ecco cinque romanzi thriller imperdibili da leggere in primavera.

▪️Never Flinch. La lotteria degli innocenti di Stephen King
Stephen King continua a reinventare il thriller contemporaneo con Never Flinch. La lotteria degli innocenti, uno dei suoi romanzi più recenti, pubblicato nel 2025. Il libro riporta al centro della scena Holly Gibney, uno dei personaggi più amati creati dallo scrittore americano negli ultimi anni.
La storia prende avvio quando un misterioso individuo invia una lettera alla polizia minacciando una serie di omicidi: l'assassino promette di uccidere tredici innocenti e un colpevole, come vendetta per la morte di un uomo in carcere che ritiene vittima di un'ingiustizia. Parallelamente Holly accetta un incarico come guardia del corpo di una celebre attivista femminista minacciata da uno stalker fanatico. Le due vicende sembrano inizialmente separate, ma con il passare delle pagine si intrecciano in un puzzle inquietante.
King costruisce un thriller che alterna suspense e riflessioni sociali, esplorando temi come la radicalizzazione ideologica e la vendetta personale. L'autore dimostra ancora una volta la sua capacità di creare personaggi complessi e situazioni cariche di tensione. Holly Gibney era inizialmente un personaggio secondario nella trilogia di Mr. Mercedes, ma il successo tra i lettori ha spinto King a trasformarla in protagonista di diversi romanzi successivi.

▪️L'ultimo segreto di Dan Brown
Dopo otto anni di attesa dal precedente romanzo della saga, Dan Brown è tornato con L'ultimo segreto, pubblicato nel 2025 e ambientato nella suggestiva città di Praga. Il libro segna il ritorno del celebre professore di simbologia Robert Langdon, protagonista di thriller che hanno venduto milioni di copie nel mondo.
La storia comincia quando Langdon si trova nella capitale ceca insieme alla compagna Katherine Solomon, studiosa di scienze noetiche. Il viaggio, inizialmente pensato come una pausa tranquilla, si trasforma improvvisamente in un incubo quando la donna scompare misteriosamente dalla loro stanza d'albergo. Mentre le autorità cercano di bloccarlo, Langdon inizia una corsa contro il tempo tra castelli, passaggi sotterranei e simboli antichi, scoprendo una trama che coinvolge servizi segreti e ricerche scientifiche sulla coscienza umana.
Il romanzo mantiene tutti gli elementi che hanno reso celebre Dan Brown: enigmi da decifrare, ambientazioni storiche e un ritmo narrativo incalzante. Praga, con il suo fascino esoterico e i suoi labirinti medievali, diventa quasi un personaggio della storia.

▪️L'insegnante di Freida McFadden
Tra i thriller psicologici più discussi degli ultimi anni c'è senza dubbio L'insegnante, romanzo di Freida McFadden che ha conquistato rapidamente le classifiche internazionali. L'autrice statunitense, ormai considerata una delle nuove regine del thriller contemporaneo, costruisce ancora una volta una storia ricca di tensione, segreti e improvvisi colpi di scena.
La vicenda è ambientata in una tranquilla scuola superiore, dove Eve Bennett, insegnante di matematica apparentemente irreprensibile, conduce una vita ordinaria accanto al marito Nate, anch'egli docente nello stesso istituto. Tuttavia, dietro la facciata di normalità si nasconde una rete di tensioni e segreti. Quando una studentessa, Addie, comincia a comportarsi in modo ambiguo e a insinuare sospetti su Nate, l'equilibrio dell'ambiente scolastico si incrina rapidamente. Le voci si diffondono, le accuse diventano sempre più inquietanti e la verità sembra sfuggire continuamente.
McFadden costruisce il romanzo alternando diversi punti di vista narrativi, un espediente che permette al lettore di entrare nella mente dei personaggi e di dubitare costantemente delle loro versioni dei fatti. Il risultato è un thriller psicologico teso e imprevedibile, in cui ogni capitolo aggiunge nuovi elementi alla vicenda fino a un finale sorprendente.

▪️L'amore bugiardo di Gillian Flynn
Quando si parla di thriller psicologico contemporaneo, è impossibile non citare Gillian Flynn. Il suo romanzo L'amore bugiardo è diventato un caso editoriale internazionale e continua a essere uno dei libri più letti e discussi del genere.
La storia è incentrata su Nick e Amy, una coppia apparentemente perfetta che si conosce a una festa e si innamora immediatamente. Dopo il matrimonio si trasferiscono nel Missouri, ma la loro relazione comincia lentamente a incrinarsi. Il giorno del quinto anniversario di nozze, Amy scompare misteriosamente e tutti gli indizi sembrano puntare proprio su Nick.
Il romanzo alterna due punti di vista narrativi, creando una tensione psicologica crescente e un gioco continuo tra verità e menzogna. Flynn esplora i lati più oscuri delle relazioni di coppia, mostrando come l'immagine pubblica di un matrimonio possa nascondere manipolazioni e segreti profondi.
Il libro è stato adattato in un film di grande successo L'amore bugiardo - Gone Girl diretto da David Fincher interpretato da Ben Affleck e Rosamund Pike, contribuendo a consolidare il fenomeno mondiale del romanzo.

▪️Il collezionista di James Patterson
James Patterson è uno degli autori più prolifici e letti nel panorama del thriller internazionale. Tra le sue opere più celebri ci sono i romanzi dedicati al detective Alex Cross, protagonista di indagini serrate e ad alto tasso di suspense.
Il collezionista è uno dei titoli più noti della serie e racconta una storia che mescola poliziesco e thriller psicologico. Quando una serie di rapimenti sconvolge prima la costa orientale degli Stati Uniti e poi anche Los Angeles, il detective Cross si trova ad affrontare un criminale particolarmente intelligente e ossessionato dal controllo sulle proprie vittime. L'assassino, soprannominato "il collezionista", rapisce donne giovani e brillanti, tenendole prigioniere come se fossero oggetti preziosi.
L'indagine diventa una corsa contro il tempo per salvare le vittime e smascherare un killer capace di manipolare chiunque gli stia intorno. Patterson utilizza uno stile rapido e cinematografico, fatto di capitoli brevi e continui cliffhanger, che rendono il romanzo estremamente scorrevole.
James Patterson è considerato uno degli autori più venduti al mondo e ha scritto decine di thriller con protagonisti diversi, molti dei quali sono stati adattati per il cinema e la televisione.

venerdì 27 marzo 2026

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 15 al 22 marzo 2026 (Fonte: TuttoLibri del 27 marzo 2026):

1. Maurizio de Giovanni - Figli per i Bastardi di Pizzofalcone. I Bastardi di Pizzofalcone, vol. 13
2. Niccolò Ammaniti - Il custode
3. Rachel Reid - Heated Rivalry
4. Pera Toons - Il gioco delle risate
5. Felicia Kingsley - Mezzanotte a Parigi
6. A.V. - Kpop Demon Hunters. Per i fan! Libro ufficiale
7. Stefania Auci - L'alba dei Leoni
8. Giovanna Mantegazza e Donata Montanari - Io e il mio papà. Ediz. a colori
9. Luca Bianchini - Le ragazze di Tunisi
10. Marco Malvaldi - L'uomo vestito di arancione. Sei casi al BarLume

Un altro possibile: 100 anni di fantascienza


Un altro possibile: 100 anni di fantascienza
Nel marzo del 1926 usciva il primo numero di Amazing Stories e veniva coniato il termine "sciencefiction". Che, tra letteratura e cinema, sarebbe diventato un viaggio bellissimo

👉 fonte: Rolling Stone

Per Boris Vian era la resurrezione della poesia epica, la vera mistica del nostro tempo. Philip K. Dick ne parlava come fosse una bugia: «Mi spiace, noi scrittori di fantascienza non possiamo parlare di scienza, le nostre conoscenze sono limitate e non ufficiali, e di solito la nostra finzione è terribile». O forse la vera bugia era parlarne come se lo fosse. Lei, la sci-fi, onesta oppure no porta il suo secolo d'età con disinvoltura, e per vantare questa salute deve in ogni caso aver trovato il modo perfetto di stare al mondo. Ai mondi.
Usciva cento anni fa il primo numero della rivista Amazing Stories: fondata a marzo del 1926, e nelle edicole americane ai primi di aprile. Il termine scientifiction si deve al suo editore, Hugo Gernsback: un neologismo dalla fortuna evidentemente immediata. Quella di un secolo fa come nascita della fantascienza moderna è una data convenzionale, si è detto spesso, anche a ragione. Non è esattamente così, non del tutto. È piuttosto la linea di demarcazione dopo la quale la sci-fi si è data un'appartenenza, una e infinite identità, un implicito statuto. Un nome. E quando sei fatto di aria e di spazi, di sogni, fantasia e paura, della forma attendibile di una bugia, quando insomma devi farti credere, la presentazione è tutto. E il nome ancora di più.
La storia secolare della fantascienza moderna è la storia di un altro possibile. Spesso inquietante. Certamente simbolico, probabilmente probabile, in ogni caso plausibile. Dopo una guerra mondiale combattuta a baionette e mitragliatrici, ancora di lì a venire un'altra finita in quel modo lì, nel 1926 la stessa idea di bomba atomica doveva sembrare fantascienza. In seguito l'olocausto nucleare ha rappresentato, e continua a rappresentare, un filone sci-fi fondamentale tra letteratura e cinema. Fantascienza pure quella. Ça va sans dire.
Oh, le innumerevoli volte che l'uomo ha detto che la fantascienza lo aveva detto. Perché se è sempre stata una bugia, è stata una bugia ben fatta. E come tutte quelle ben fatte, frutto maturo dello spirito di osservazione e di giuste dosi di fantasia e realtà. Del genio, fondamentalmente. E del genio a questo mondo non esiste definizione più pertinente di quella data dal vecchio Rambaldo Melandri, e sempre valida: «Fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione». Meglio se velocità della luce.
A proposito di luce e velocità: l'ultima volta che la fantascienza ce l'aveva detto, è stata avantieri. Era l'aprile del 2019, gli scienziati dell'Event Horizon Telescope avevano reso nota la prima immagine di un buco nero supermassivo, al centro della galassia Messier 87, cinquantacinque milioni di anni luce da noi. E il suo orizzonte degli eventi appariva pressoché identico a come era stato rappresentato cinque anni prima dal "visionario" Interstellar. Una pietra miliare, fin da subito, del fondamento scientifico applicato alla fantascienza. Della scienza di Interstellar (sotto la consulenza del fisico teorico Kip Thorne, premio Nobel tre anni dopo) si è detto e scritto moltissimo, e molto meglio di quanto potremmo farlo qui.
Era una nuova primavera del genere sci-fi al cinema, con esiti superlativi e di un'eleganza e spessore dimenticati: un anno prima Gravity, un anno dopo Arrival, nel mezzo il capolavoro di Christopher Nolan che per molti osava sfidare il primato inarrivabile di 2001: Odissea nello spazio. In quel caso il 2001 è arrivato da un pezzo, e ci ha deluso non poco. Siamo stati nel 2019 di Blade Runner, non abbiamo visto gli androidi e le pecore elettriche che diceva Philip K. Dick. Una pandemia planetaria, quella sì. Oggi siamo esattamente dentro il 2026 della Metropolis di Fritz Lang, e staremo un po' a vedere. In ogni caso non l'abbiamo persa, la voglia di stare a vedere, di sognare, lasciarci (tele)trasportare e magari esorcizzare un po' di paure.
Quanto alle affinità elettive con la poesia, anche Coleridge parlò del sense of wonder della sci-fi e di quella stessa «volontaria e momentanea sospensione dell'incredulità che costituisce la fede poetica». E poi la politica, la spiritualità, il piglio esplorativo delle space opera, la finezza semiotica delle ucronie così familiari e così capaci di parlare la stessa lingua dei nostri tempi: per lei non c'è un numero finito per le dimensioni conosciute. Per un secolo, la fantascienza moderna è stata il genere dei generi, lo sconfinato spettro di una tavolozza multiforme: l'ironia di Kurt Vonnegut e Douglas Adams, l'acume sociologico e trasversale di Ray Bradbury, le relazioni complicate con la robotica e l'AI di Arthur C. Clarke e Isaac Asimov, i terrori post-apocalittici di Richard Matheson e Cormac McCarthy. Esattamente come le stelle, riferimenti per andare oltre: tra l'uno e l'altro, una galassia di mezzo di sfumature, influenze e contaminazioni che continuano a fare della fantascienza l'infinito genere dell’infinito.
Un inganno verissimo, in fin dei conti: il trucco più plausibile e più spettacolare di tutti, il gioco dell'infinità per tornare in fondo al punto di partenza. Storie amazing, ma la meraviglia è sempre stata l'uomo: oggetto di studio di una scientifiction "inventata" nel 1926, ma anche prima di allora connaturata da sempre alla creatura di Dio e della materia. Andata così lontana da noi per tornare a noi, e parlarci fondamentalmente di noi. Non dei mondi, ma di chi abita questo. Non gli universi ma l'essere umano: tutte le sue forme fisiche e, tutte le declinazioni (im)possibili, le vite parallele e le realtà anche. C'è un'altra frase di Philip K. Dick. L'aveva pronunciata in una conferenza a Metz, ed è diventata l'intestazione della sua biografia-romanzo, Io sono vivo, voi siete morti di Emmanuel Carrère: «Molti sostengono di ricordare una vita passata. Io sostengo di ricordare un'altra, diversissima, vita presente».

giovedì 26 marzo 2026

Benvenuti nell'oscurità…


Ogni spazio narrativo evolve, e anche La Stanza di Antonio sente il bisogno di seguire la propria natura più autentica. Dopo mesi di letture, recensioni e riflessioni, ho deciso di imboccare una strada più definita, più affilata, più… da brividi!
Da oggi, perciò, questo blog darà quasi esclusivamente spazio a thriller, horror, noir e gialli: i generi che più mi appassionano, che (letteralmente) mi tengono sveglio la notte, che (metaforicamente parlando) mi fanno voltare pagina con il cuore in gola. Saranno loro il centro della mia attenzione, il cuore pulsante dei contenuti futuri.
Sia chiaro: gli altri generi letterari non scompariranno del tutto, ma avranno un ruolo più contenuto. Continuerò sia ad informarvi sulle novità editoriali, che a parlarne quando una storia saprà sorprendermi davvero o… quando un autore meriterà un riflettore speciale. Ma la direzione principale è questa: chiara e dichiarata!

✒️ Volete contribuire?
Se amate leggere e volete condividere le vostre recensioni (che siano thriller, horror, gialli o anche di altri generi), potete inviarle seguendo questo link. Troveranno spazio tra le mie pagine.
Questo cambiamento non è una chiusura, ma un modo per essere più sinceri, più riconoscibili, più appassionati. Chi resta, lo fa perché ama le storie che graffiano. Ed io non vedo l'ora di raccontarle…
Ah, e non dimenticate di iscrivervi al mio canale Whatsapp.

Emmanuel Carrère: I baffi


Emmanuel Carrère: I baffi

Titolo originale: La moustache
Formato: Kindle (1.1 MB)
Pagine: 141
Editore: Adelphi (27 febbraio 2020)
ASIN: B084ZR84KC
ISBN-13: 9788845982217

Data di acquisto: 6 settembre 2024
Letto dal 25 al 26 marzo 2026

▪️Sinossi
È quasi un capriccio, uno scherzo, quello di tagliarsi i baffi, da parte del protagonista di questo inquietante romanzo. Ma ci sono scherzi (Milan Kundera insegna) che possono avere conseguenze anche molto gravi. Il nostro non più baffuto eroe si troverà infatti proiettato di colpo, lui che voleva solo fare una sorpresa alla moglie, in un universo da incubo: perché tutti quelli che lo conoscono da anni, e la mo­glie per prima, affermano di non averli mai visti, quei baffi, e che dunque nella sua faccia niente è cambiato. Il mondo co­mincia allora ad apparirgli «fuor di squa­dra», e il confine tra la realtà e la sua immaginazione sempre più sfumato. Del­le due l'una: o è pazzo, o è vittima di un mostruoso complotto, ordito dalla moglie con la complicità di amici e colleghi, per convincerlo che è pazzo. Non gli resta che fuggire, il più lontano possibile. Ma ser­virà? O non è altro, la fuga stessa, che il punto di non ritorno? Per nessun lettore sarà facile ripensare a questo libro (in cui ritroviamo le atmosfere visionarie e paranoiche di quel Philip K. Dick sul quale Emmanuel Carrère ha scritto con illuminante finezza) senza un brivido di turba­mento.

▪️L'incipit del libro
«Che ne diresti se mi tagliassi i baffi?».
Agnès, che sfogliava una rivista sul divano, diede in una risata leggera, poi rispose: «Sarebbe una buona idea».
Lui sorrise. Sulla superficie dell'acqua, nella vasca dove indugiava, galleggiavano isolotti di schiuma disseminati di peletti neri. La barba gli cresceva ispida, costringendolo, se non voleva, la sera, ritrovarsi con il mento blu, a radersi due volte al giorno. Al risveglio sbrigava l'incombenza davanti allo specchio del lavandino, prima di farsi la doccia, ed era una semplice sequenza di gesti meccanici, priva di qualunque solennità. La sera, invece, quella corvée diventava un momento di relax che organizzava con cura, premurandosi di riempire la vasca incassata con il telefono della doccia perché il vapore non appannasse gli specchi che la circondavano, posando un bicchiere a portata di mano, quindi spalmandosi lungamente la schiuma sul mento, passando e ripassando il rasoio, attento a non toccare i baffi che dopo pareggiava con le forbici. Che dovesse o meno uscire e fare bella impressione, quel rito vespertino aveva il suo posto nell'equilibro della giornata, così come l'unica sigaretta che, da quando aveva smesso di fumare, si concedeva dopo pranzo. Il tranquillo piacere che ne ricavava era rimasto invariato dalla fine della sua adolescenza, la vita professionale l'aveva persino accresciuto e quando Agnès canzonava affettuosamente la sacralità di quelle sedute di rasatura lui ribatteva che in effetti era il suo esercizio zen, l'unico spazio di meditazione destinato alla conoscenza di sé e del mondo spirituale che gli lasciavano le sue futili ma impegnative attività di giovane quadro dinamico. Performante, lo correggeva Agnès, con ironica tenerezza.
Adesso aveva finito. Con gli occhi semichiusi, tutti i muscoli a riposo, si studiava la faccia allo specchio, divertendosi a esagerarne l'espressione di umida beatitudine e poi, cambiando a vista, di efficiente e determinata virilità. Un resto di schiuma gli era rimasto appiccicato all'angolo dei baffi. Aveva accennato all'ipotesi di raderli solo per scherzare, come a volte accennava a quella di tagliarsi i capelli cortissimi - li portava di media lunghezza, buttati all'indietro. «Cortissimi? Che orrore» protestava immancabilmente Agnès. «Con i baffi e il giubbotto di cuoio avresti l'aria di un finocchio».
«Potrei tagliarmi anche i baffi».
«A me con i baffi mi piaci» concludeva lei. A dire il vero, non l'aveva mai visto senza. Erano sposati da cinque anni.

▪️La mia recensione
"Lei disse che a prima vista tutto ciò sembrava impossibile, però forse capitava, a volte. Ma a chi? A nessuno, non conoscevano nessuno, non avevano sentito parlare di nessuno a cui fosse accaduto di credere di avere i baffi e non averli. Oppure, corresse, di credere che l'uomo che amiamo non li abbia quando invece li ha. No, non ne avevano mai sentito parlare. Ma non era follia, non erano pazzi, probabilmente si trattava di uno stato passeggero, una specie di allucinazione, forse l'inizio di un esaurimento nervoso".
In questo breve romanzo datato 1986, quasi un racconto lungo, Emmanuel Carrère prende un particolare quasi insignificante e ne fa una lenta discesa nella fragilità della mente umana. In poche pagine, infatti, il grande scrittore francese riesce a scrivere un horror in piena regola: pur non essendoci violenza, killer vari o colpi di scena finali, qui è tutto un crescendo di tensione psicologica sino all'assurdo gran finale. Il protagonista, appunto, dopo aver tagliato i baffi che ha portato per una decina d'anni, si aspetterebbe che l'adorata moglie, gli amici, i colleghi ed il mondo che lo circonda notino la differenza tra il prima ed il dopo la "pogonotomia", invece… niente! E quando lui chiede spiegazioni, si sente rispondere che lui non ha mai avuto i baffi! Da qui in poi parte tutto un vortice di situazioni assurde e disturbanti (una su tutte: tutte le foto che ha in casa lo ritraggono con i baffi) e dubbi esistenziali del protagonista su come lo vede la società che lo circonda e, in seconda battuta, su come lui ora percepisce il mondo: arriverà a chiedersi se quel che gli sta succedendo stia avvenendo realmente o e lui che sta diventando pazzo...
Carrère non dà spiegazioni (naturali o paranormali che siano) e non prende una posizione netta, ma lascia libero il lettore di farsi una sua idea. La sua scrittura è chiara, sintetica e molto "pirandelliana"; ogni volta che giri la pagina ti avvicini sempre di più al punto in cui il rito quotidiano della rasatura diventa una inquietante paranoia. Con l'irrazionale finale che, da solo, vale il prezzo del biglietto.
Un romanzo, perciò, adatto a chi ama le atmosfere thriller ed horror (anche se, come detto, questo libro è un'anomalia in questi due generi letterali).
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

martedì 24 marzo 2026

Francesca Giannone: La portalettere


Francesca Giannone: La portalettere

Formato: copertina flessibile
Pagine: 416
Editore: Casa Editrice Nord (10 gennaio 2023)
ISBN-13: 9788842934844

Data di acquisto: 17 marzo 2026
Letto dal 18 al 24 marzo 2026

▪️Sinossi
Italia, anni '30.
Un paesino del Sud. Una donna del Nord.
Un incontro che cambierà entrambi.
Salento, giugno 1934. A Lizzanello, un paesino di poche migliaia di anime, una corriera si ferma nella piazza principale. Ne scende una coppia: lui, Carlo, è un figlio del Sud, ed è felice di essere tornato a casa; lei, Anna, sua moglie, è bella come una statua greca, ma triste e preoccupata: quale vita la attende in quella terra sconosciuta? Persino a trent'anni da quel giorno, Anna rimarrà per tutti «la forestiera», quella venuta dal Nord, quella diversa, che non va in chiesa, che dice sempre quello che pensa. E Anna, fiera e spigolosa, non si piegherà mai alle leggi non scritte che imprigionano le donne del Sud. Ci riuscirà anche grazie all'amore che la lega al marito, un amore la cui forza sarà dolorosamente chiara al fratello maggiore di Carlo, Antonio, che si è innamorato di Anna nell'istante in cui l'ha vista. Poi, nel 1935, Anna fa qualcosa di davvero rivoluzionario: si presenta a un concorso delle Poste, lo vince e diventa la prima portalettere di Lizzanello. La notizia fa storcere il naso alle donne e suscita risatine di scherno negli uomini. «Non durerà», maligna qualcuno. E invece, per oltre vent'anni, Anna diventerà il filo invisibile che unisce gli abitanti del paese. Prima a piedi e poi in bicicletta, consegnerà le lettere dei ragazzi al fronte, le cartoline degli emigranti, le missive degli amanti segreti. Senza volerlo, ma soprattutto senza che il paese lo voglia, la portalettere cambierà molte cose, a Lizzanello. Quella di Anna è la storia di una donna che ha voluto vivere la propria vita senza condizionamenti, ma è anche la storia della famiglia Greco e di Lizzanello, dagli anni '30 fino agli anni '50, passando per una guerra mondiale e per le istanze femministe. Ed è la storia di due fratelli inseparabili, destinati ad amare la stessa donna.

▪️L'incipit del libro
Lizzanello (Lecce)
«È morta la portalettere»!
La notizia si diffuse come un lampo lungo ogni strada e vicolo del paese.
«Figurati se quella è schiattata davvero», commentò donna Carmela, facendo capolino dalla porta con aria assonnata. L'alone nerastro del mascara del giorno prima le si era tutto addensato nelle pieghe sotto gli occhi.
«Pace all'anima sua», replicò la dirimpettaia in vestaglia, e si fece il segno della croce.
«Lo dicevano, che non stava bene», s'intromise un'altra dal balcone. «Non la si vedeva in giro da un pezzo».
«I bronchi, ho sentito», puntualizzò un donnone che stava spazzando l'uscio di casa.
«C'aveva la malattia dei portalettere», spiegò quella dal balcone. «Ferruccio, vi ricordate? Pure lui morì giovane».
Donna Carmela fece una smorfia. «Vado a stirare il vestito delle feste», disse. E rientrò.
In una casa non troppo distante, dove finiva il centro abitato e cominciava la distesa di ulivi, Giovanna se ne stava seduta al tavolo della cucina e versava lacrime su una cartolina datata 22 maggio 1936. La piegò in due, la infilò nell'incavo dei seni e uscì.

▪️La mia recensione
"Era convinta che l'amore non avesse bisogno di troppe stanze né di camere da chiudere a chiave: i primi anni di matrimonio li avevano trascorsi in un appartamento di tre locali e coi soffitti bassi, eppure erano stati felici, oh, se lo erano stati. Lo spazio fisico, quand'è troppo, aumenta anche la distanza tra i cuori: 'quando mai le principesse vivono felici nei castelli?' pensò".
Non è il mio genere, eppure La portalettere mi ha letteralmente rapito fin da subito. Si tratta di un romanzo storico e saga familiare che affronta i temi della memoria, dell'emancipazione femminile e della società del Sud Italia (nella fattispecie, del Salento) tra gli anni '30 ed i primissimi '60 del secolo scorso. Molto bello e toccante il breve cameo del mio paese (Salice Salentino) durante il bombardamento nel giorno della Fiera del 1943.
Fulcro del libro è Anna Allavena, genovese di nascita che, una volta arrivata a Lizzanello (in provincia di Lecce) al seguito del marito, sfida le norme sociali, culturali e l'arretratezza del profondo Sud dell'epoca. Per tutti sarà sempre "la forestiera" ma, allo stesso tempo, tra tensioni, segreti familiari e straordinari gesti di altruismo, diventerà il punto di riferimento, per la sua famiglia e per il paese intero.
"La forestiera", quindi, non si piegherà e non si adeguerà mai alle leggi non scritte del potere patriarcale tipico del Meridione: dirà sempre ciò che pensa e farà sempre ciò che vuole.
Molto belle le descrizioni della provincia leccese di quegli anni: la campagna salentina, insieme ai suoi simboli per eccellenza (olio e vino), non si limita a fare da sfondo alla storia di Anna, ma diventa quasi il cuore pulsante del libro stesso.
La scrittura di Francesca Giannone è molto scorrevole ed emozionante, il ritmo è sempre alto ed i dialoghi molto realistici. La spettacolare figura di Anna (una donna realmente esistita) è descritta con un carattere molto forte, determinato, dalla mente aperta e molto "avanti" per il suo tempo.
📌 Voto: 🏅🏅🏅🏅🏅 (5 su 5)

Perché questi 10 libri di Stephen King sono il modo migliore per scoprire (o riscoprire) il maestro dell'horror


Perché questi 10 libri di Stephen King sono il modo migliore per scoprire (o riscoprire) il maestro dell'horror
Ne ha scritti tanti, abbiamo scelto quelli da cui partire per adorarli tutti: una selezione curata dei nostri libri preferiti di Stephen King

👉 fonte: Wired

C'è un solo re dell'horror, e il suo nome è Stephen King. Un autore di romanzi così prolifico da avere firmato più di 67 libri nell'arco di oltre 50 anni di carriera. Capolavori divenuti classici del genere, ispiratori di innumerevoli film e trasposizioni in vari medium, in grado di imporsi nella cultura pop con immagini di clown assassini, mariti impazziti che brandiscono asce, influenze letali che spazzano via la civiltà.
Chi voglia avvicinarsi all'opera di King ha solo l'imbarazzo della scelta. Per aiutare a compiere i primi passi nell'universo kinghiano, abbiamo selezionato 10 tra i suoi migliori libri, avendo cura di spaziare dai primi, imperdibili capolavori che ne hanno definito la carriera, alle più recenti digressioni nel mondo dei thriller; includendo antologie e romanzi-fiume, ma anche un illuminante saggio autobiografico per scoprire il processo creativo e la vita dell'autore.
Una nota prima di lasciarvi alla lettura: i fan di lunga data noteranno subito una grande assenza, quella della saga della Torre Nera; ma sarebbe impossibile consigliare un singolo libro di quello che è un ciclo composto da 7 romanzi principali, vari racconti e spin-off a fumetti (per non parlare dei personaggi e delle easter egg che compaiono in quasi tutti gli altri romanzi di King).
Gli altri consigli per gli appassionati di lettura invece sono tutti nella nostra sezione dedicata: dai migliori saggi e libri degli ultimi giorni a quelli degli ultimi mesi e anni.

▪️IT
Cominciamo da qui: il romanzo-fiume di uno Stephen King nel pieno della sua forza creativa. Una storia che riunisce gli aspetti migliori della narrativa kinghiana e non li condensa, ma li espande su due linee temporali tra passato e presente: la storia di formazione, coraggio e amore dei ragazzini "perdenti" di Derry; la raffigurazione di una vita di periferia che nasconde al tempo stesso piccole meschinità e malvagità indicibili sotto un'apparenza sonnolenta; e ovviamente l'orrore puro che vive nelle fogne della città e assume, spesso e volentieri, l'aspetto del clown Pennywise. Continuando a terrorizzare generazioni di ragazzi… e di lettori.

L'ombra dello scorpione è un libro con due anime. La prima è una perfetta storia di fantascienza apocalittica, con tutto il gusto morboso della narrazione di un virus letale che sfugge al contenimento di un laboratorio, gli sforzi vani per contenerlo, e le vicende (e la morte) di un ampio cast di personaggi mentre la civiltà collassa. Non vi basta? Benissimo: mettiamoci la seconda anima, la storia di una battaglia tra le forze del bene, guidate dall'anziana e fragile Abagail Freemantle, e quelle del male, capitanate dal misterioso essere noto solo come Randall Flagg, l'uomo che cammina, che fa capolino in tanti altri libri di King.

▪️Misery
Ammettiamolo: Annie Wilkes è più terrificante di Pennywise. Perché, a differenza del clown assassino, la folle infermiera potrebbe esistere davvero. Ancor più oggi, in un mondo di fan e follower pronti a scagliarsi contro i propri autori preferiti al minimo passo falso. Paul Sheldon è l'autore di una fortunata serie di romanzi rosa che ha come protagonista l'eroina Misery. Un giorno resta coinvolto in un incidente automobilistico in cui troverebbe la morte se non fosse salvato proprio da Wilkes, la sua fan numero uno. L'infermiera si prende cura amorevolmente di Sheldon. Al passare dei giorni, però, quest'ultimo realizza di essere prigioniero di una donna instabile e pericolosa, pronta a torturarlo pur di leggere una nuova storia della sua eroina preferita. Quello che ne consegue è una discesa nella follia e nella disperazione, immortalata anche dall'eccelsa interpretazione di Kathy Bates nell'omonimo film degli anni '90.

Tra i tanti orrori scritti, ideati e sviscerati da Stephen King, quello descritto in Pet Semetary riesce a spiccare per crudeltà e assenza totale di qualsiasi speranza. Lo stesso King lo definisce come il libro che lo spaventa di più tra tutti quelli che ha scritto. Tutto ha inizio quando il gatto di famiglia di Louis Creed viene investito e ucciso da un camion. Sepolto in un vecchio cimitero indiano, il gatto ritorna in vita, ma c'è qualcosa che non va nel suo modo di comportarsi (e nel suo odore…). Mesi dopo, il figlio di due anni di Louis, Gage, resta vittima di un incidente simile. E la disperazione spinge Louis a prendere una decisione poco saggia.

Uno dei titoli più famosi di Stephen King deve in parte la sua fama al (giustamente) celebrato film di Stanley Kubrick. Nel romanzo, l'allora giovane King riesce a intrappolare tutti i propri demoni: la dipendenza dalle droghe, il terrore di perdere la ragione e di far male alla famiglia. Sono questi i demoni che infestano l'Overlook Hotel, portando alla follia il custode Jack Torrance durante un lungo e gelido inverno che non si concluderà prima di una splendida festa di morte.

▪️Carrie
La storia della giovane Carrie, repressa dalla madre ultra-religiosa e tormentata dalle compagne di classe, segna il primo passo nell'ascesa di King all'olimpo dell'horror statunitense. Il suo romanzo d'esordio resta uno dei migliori, il punto perfetto per iniziare a leggere e apprezzare l'universo e l'immaginario kinghiano, a cominciare dalla capacità di tratteggiare personaggi meschini che, nelle pieghe dei suburb americani, sfogano le proprie frustrazioni sui deboli e sugli innocenti. Sino a una clamorosa esplosione di revanche sovrannaturale.

▪️22/11/63
C'è chi ritiene che 11/22/63 sia l'ultimo vero capolavoro di King. Di certo questa storia di fantascienza basata su viaggi nel tempo ha un fascino innegabile fondato su due fattori principali: l'ambientazione di un'America di fine anni '50, e l'indulgente tentazione di cambiare la storia in meglio e chiedersi "cosa sarebbe successo se…?". Succede a Jake Epping, professore d'inglese che scopre, nel retrobottega di un piccolo ristorante, una porta che permette di viaggiare a ritroso nel tempo, sino al 1958. Una serie di tentativi di cambiare in meglio il presente lo spinge a prendere una decisione temeraria: cercherà di prevenire l'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, e tutto ciò che ne è derivato, dalla guerra in Vietnam alla morte di Martin Luther King. Ma cambiare il passato non è semplice, e non è detto che le conseguenze siano interamente prevedibili.

King ha spesso flirtato con i thriller, ma è con Mr. Mercedes che inizia la sua prima, vera serie crime con personaggi ricorrenti. Qui facciamo per la prima volta conoscenza con Holly Gibney, destinata a diventare una detective privata nei libri successivi della serie, ma per ora semplice parente di una vittima di un serial killer, presa sotto l'ala di mentore dell'anziano detective Bill Hodges. Insieme, i due danno la caccia al folle omicida che si firma lasciando un'emoticon sul luogo del delitto.

Per scoprire lo Stephen King autore non c'è libro migliore della sua autobiografia; un libro che è anche un saggio sulla scrittura, sul processo creativo e sul segreto per trasporre in parole gli orrori indicibili dell'animo umano. King si racconta e racconta la propria arte, dagli inizi della carriera sino all'incontro ravvicinato con la morte nell'incidente stradale che lo ha coinvolto nel 1999.

▪️Scheletri
A intervalli regolari lungo tutta la sua carriera, King ha coltivato il vizio di pubblicare raccolte di racconti che sono condensati delle sue idee più brillanti; spesso precursori di romanzi più lunghi dedicati a temi analoghi. Difficile scegliere la raccolta migliore; in Stagioni diverse, ad esempio, ci sono i racconti che hanno ispirato i film Le ali della libertà e Stand by me. Tuttavia, Scheletri si merita un posto in qualsiasi libreria degli appassionati di King per un motivo molto semplice. Tra i tanti piccoli gioielli di questa antologia (inclusa la storia breve La scimmia) c'è anche The Jaunt, Il viaggio, racconto di weird sci-fi che descrive un teletrasporto che va molto, molto male. Resterà impresso nella vostra memoria, nel bene o nel male.