Racconti straordinari: la logica dell'incubo tra scienza, caso e follia
Edgar Allan Poe, maestro dell'horror, ci guida come autore e personaggio stesso della narrazione tra racconti che descrivono temi cupi a lui cari
Pubblicato in Francia a metà Ottocento grazie alla passione di
Charles Baudelaire,
Racconti straordinari di
Edgar Allan Poe è una raccolta che ha cambiato per sempre il modo di raccontare il mistero, la paura e la scienza. Non è un semplice libro di "storie dell'orrore": dentro troviamo investigazioni logiche raffinatissime, viaggi impossibili in mongolfiera o verso la luna, creature meccaniche che attraversano l'Atlantico, ipnosi e allucinazioni, vendette familiari e cavalli spettrali. In queste pagine Poe sperimenta generi diversi (dal giallo all'horror, dal racconto fantastico alla proto‑fantascienza) con uno stile preciso e inquietante. Per uno studente di oggi, leggere questi racconti significa entrare nel laboratorio di uno degli autori più influenti della modernità, capire come nasce il detective alla Sherlock Holmes, ma anche esplorare paure e desideri che, sotto la superficie ottocentesca, parlano ancora a noi.
La raccolta Racconti straordinari si apre, nell'edizione francese, con un saggio‑ritratto scritto da Charles Baudelaire: Edgar Poe, sa vie et ses oeuvres. Qui il poeta francese presenta Edgar Allan Poe come un genio segnato da un destino di sfortuna. Secondo Baudelaire, Poe porta sulla fronte il "marchio della sventura": la sua è una vita errante, segnata da povertà, incomprensioni, attacchi personali. Gli Stati Uniti, società materialista e provinciale, appaiono come una prigione per il suo spirito raffinato. I biografi americani, specialmente Rufus Griswold, lo descrivono solo come un ubriacone disordinato; Baudelaire reagisce con indignazione e ne difende la grandezza artistica, insistendo sull'idea di Poe come martire del genio, vittima dell'ipocrisia e dell'invidia del suo tempo.
Tra i racconti più celebri spicca Double assassinat dans la rue Morgue, l'incipit del futuro giallo moderno. Il narratore riflette sul potere dell'analisi razionale. L'analista, afferma, prova un piacere quasi fisico nel risolvere enigmi, come un atleta che allena i muscoli. Per spiegare questa idea, paragona vari giochi: le dame e il whist allenano l'attenzione e la capacità di leggere l'avversario molto più degli scacchi, dove la complessità distrae. Il vero analista osserva ogni minimo gesto, una parola sfuggita, l'ordine delle carte giocate, e ne ricava deduzioni inaspettate. L'autore distingue così tra semplice ingegno e autentica facoltà analitica, che combina immaginazione e metodo. Queste pagine teoriche preparano il lettore al caso poliziesco che seguirà, ambientato in una Parigi misteriosa, e creano un clima di attesa: ci viene promessa una storia "straordinaria" che metterà alla prova queste capacità.
Altre narrazioni coltivano invece la meraviglia scientifica. In Le canard au ballon viene annunciata la costruzione di un volatile meccanico, un'anatra artificiale creata dall'inventore M. Monck Masson. Straordinariamente, questo "canard" avrebbe attraversato l'Oceano Atlantico in soli tre giorni, atterrando sull'isola di Sullivan, vicino a Charleston. I giornali e il pubblico accolgono la notizia con entusiasmo, come la prova che la navigazione aerea è ormai possibile. Il racconto ha la forma di un breve articolo sensazionalistico: il protagonista è quasi la macchina stessa, simbolo dell'audacia tecnica e delle speranze riposte nel progresso. Per il lettore, però, rimane sempre il dubbio se si tratti di un fatto vero o di un "hoax", una burla letteraria costruita ad arte da Poe per riflettere sul rapporto fra scienza, stampa e credulità collettiva.
Lo stesso meccanismo ritorna nel più ampio resoconto intitolato Mason, Robert Holland, Henson, Harrison Ainsworth, et de quatre autres. Qui si racconta la presunta prima traversata atlantica in dirigibile, compiuta da otto uomini a bordo del pallone Victoria in sessantacinque ore. L'articolo, attribuito al New‑York Sun, elenca i partecipanti (aeronauti, inventori, scrittori) e insiste sul carattere "perfettamente autentico" dei diari di bordo da cui il testo sarebbe tratto. Una lunga sezione descrive con precisione tecnica il dirigibile progettato da Monck Mason: si criticano i falliti esperimenti di Henson e George Cayley con le ali rotanti e si esalta la nuova soluzione basata sulla vite di Archimede applicata all'aria, una grande elica a spirale che spinge il pallone. Il risultato è un ibrido affascinante: da un lato divulgazione scientifica, dall'altro narrativa spettacolare, che sfrutta la fame di novità del pubblico e mette in scena i rischi di una fiducia cieca nella stampa.
Nel racconto Aventure sans pareille d'un certain Hans Pfaall, Poe spinge ancora oltre la fantasia scientifica. In una calda giornata d'estate, la tranquilla Rotterdam viene sconvolta dall'apparizione in cielo di un pallone grottesco, costruito con vecchi giornali sporchi e ornato come un cappello da buffone rovesciato, pieno di campanelli. Sospeso sotto la mongolfiera si trova un enorme cappello di castoro, subito riconosciuto come quello di Hans Pfaall, un artigiano scomparso cinque anni prima in circostanze misteriose. Il pallone scende lentamente e mostra un minuscolo aeronauta dall'aspetto bizzarro, probabilmente Hans stesso, che lancia una lettera ai piedi del borgomastro Superbus Von Underduk. L'episodio, mischiando umorismo, mistero e satira, rompe la calma borghese e lascia intuire rivelazioni sconvolgenti: la lettera conterrà infatti il racconto della straordinaria fuga di Hans… verso la luna.
In Les souvenirs de M. Auguste Bedloe il tono cambia: dal comico‑scientifico si passa al fantastico psicologico. Il narratore, che vive vicino a Charlottesville, conosce il misterioso M. Auguste Bedloe, figura quasi spettrale: altissimo, magrissimo, dalla pelle livida e dagli occhi enormi, felini, che cambiano espressione solo sotto forti emozioni. Non si sa nulla della sua origine, la sua età è indecifrabile, il suo volto segnato da ancienne crisi nervose. Da anni è seguito dal dottor Templeton, anziano medico che pratica il magnetismo, forma di ipnosi ispirata a Mesmer. Tra i due si è creato un legame magnetico potentissimo: Templeton può addormentare Bedloe con la sola volontà. Il giovane, ipersensibile e dipendente dall'oppio, ama perdersi nelle Ragged Mountains. Un giorno scompare più a lungo del solito e, al suo ritorno, racconta di aver scoperto una gola ignota, immersa in una foschia d'Indian summer: l'atmosfera nebulosa, potenziata dalla droga, rende tutto visionario e prepara una storia di identità sdoppiate, ricordi forse di vite passate e confini sfumati tra sogno, ipnosi e realtà.
Infine, in Metzengerstein, Poe costruisce un cupo racconto di orrore e metempsicosi sullo sfondo di un'Ungheria immaginaria. Due famiglie, i Metzengerstein e i Berlifitzing, sono legate da una faida secolare e da una profezia che annuncia la rovina di un grande nome. Il vecchio conte Wilhelm Berlifitzing, decrepito ma ancora feroce, odia i rivali e vive per la caccia. Dall'altra parte c'è il giovanissimo barone Frédérick Metzengerstein, erede di immensi possedimenti: crudele, dissoluto, temuto dai sudditi. Una notte un incendio devasta le scuderie dei Berlifitzing, e tutti sospettano Frédérick. Mentre le fiamme ardono, il barone si trova solo davanti a un antico arazzo che raffigura i suoi antenati: vi appare un enorme cavallo, dal colore innaturale, appartenente a un Berlifitzing ucciso da un Metzengerstein. Improvvisamente il giovane nota che la testa del cavallo ha cambiato posizione, il collo si tende verso di lui, gli occhi sembrano vivi. In un'atmosfera di crescente angoscia, il confine tra immagine e realtà si dissolve: è come se l'anima dell'odiato Berlifitzing si fosse reincarnata nel cavallo per vendicarsi, innescando una spirale di ossessione e rovina che travolgerà il barone.