"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

domenica 12 luglio 2026

Chris Chibnall: Morte al White Hart


Dopo serie televisive di grande successo, tra cui Doctor Who e Broadchurch, con Morte al White Hart Chris Chibnall esordisce nel romanzo con una detective story dalla scrittura ritmata e ricca di tensione, dove tutti i personaggi potrebbero essere colpevoli, dove ciascuno ha i suoi motivi per aver voluto compiere un delitto e custodisce segreti e moventi insospettabili.


«Stratificato, umano, sorprendente e pieno di suspense: Chibnall sa come scrivere un vero poliziesco, senza dubbio». Lee Child
«I fan della serie tv Broadchurch ameranno Morte al White Hart. Con un'accattivante coppia di detective e un'atmosfera tesa e inquietante, vi sfido a smettere di leggere». Shari Lapena, autrice di Qui tutti mentono
«Contiene tutto quello che amo trovare in un romanzo crime». Jennie Godfrey, autrice di La lista delle cose sospette
«Dall'autore di Broadchurch non potevi aspettarti che un libro che ti cattura e non ti lascia più andare». Gillian McAllister, autrice di Solo un'altra persona scomparsa

Gli abitanti di Fleetcombe amano considerare il loro paese uno dei luoghi più belli e accoglienti della costa inglese. Eppure, adesso è diventato, a tutti gli effetti, una scena del crimine. Un uomo è stato trovato morto, legato a una sedia in mezzo alla strada, con delle corna di cervo legate alla testa. La scena raccapricciante sconvolge la cittadina, soprattutto quando si scopre che la vittima è Jim Tiernan, gestore del pub White Hart. Che cosa è successo? Che cosa significa questa messinscena? Il White Hart è al centro della vita del villaggio e Jim conosceva i segreti di tutti, si tratta dunque di una vendetta personale o di qualcosa di ancora più macabro?
Incaricata dell'indagine è la detective Nicole Bridge: nata a Fleetcombe, dopo una brillante carriera nella polizia di Liverpool, è tornata, per motivi personali, nel paese dove è cresciuta. La coadiuva l'agente Harry Ward, giovane e inesperto ma pieno di iniziativa. Insieme sono determinati a rompere la facciata da villaggio idilliaco e scoprire ciò che gli abitanti di Fleetcombe non vogliono rivelare.
Nel luogo che pensava di conoscere così bene, la detective Bridge comincia a fare domande, e subito si rende conto che tutti hanno qualcosa da nascondere. È pronta per ciò che sta per scoprire?

Titolo originale: Death at the White Hart
Editore: Bollati Boringhieri (26 maggio 2026)
Pagine: 340
ASIN: B0GX2XWBRS
ISBN-13: 978-8833945767
Prezzo di copertina: 18,05 euro per il cartaceo e 9,99 euro per l'ebook

Quanti libri leggono gli italiani nel tempo libero (e quali)


Quanti libri leggono gli italiani nel tempo libero (e quali)
Il 57,1% degli italiani dai sei anni in su dichiara di aver letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi, la percentuale è in calo nell'ultimo decennio

👉 fonte: Virgilio Scuola

L'indagine I cittadini e il tempo libero ha analizzato quanti e quali libri leggono gli italiani. L'analisi è relativa al 2024 e ha fatto emergere che il 57,1% delle persone di sei anni e più hanno dichiarato di aver letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi, in lieve calo rispetto al 2015 quando si attestava al 59,4%. Tra i bambini fino a cinque anni, il 51,9% legge, colora o sfoglia libri e albi illustrati ogni giorno al di fuori dell'orario scolastico. Nel 2025, secondo l'indagine Aspetti della vita quotidiana, il 14,9% delle persone di sei anni e più è andata in biblioteca almeno una volta, dato stabile rispetto a 10 anni fa (15,1%).
Sempre lo studio I cittadini e il tempo libero di Istat ha evidenziato come la lettura sia particolarmente diffusa tra i ragazzi di 11-14 anni, fascia in cui si registra il valore più elevato del 78,9% mentre con l'avanzare dell'età tale abitudine tende progressivamente a diminuire arrivando al 37,5% tra gli individui di 75 anni e più.
La lettura di libri presenta anche una marcata differenza di genere con le donne che mostrano una maggiore propensione rispetto agli uomini: il 62,6% contro il 51,2%.
Ci sono poi forti disuguaglianze territoriali: nel Centro-Nord legge oltre il 60% della popolazione contro il 47% del Mezzogiorno.
Riguardo alla frequenza, il 37,4% dei lettori nel tempo libero legge generalmente con frequenza settimanale, il 42,4% con frequenza più sporadica (mensilmente o più raramente), mentre meno di due persone su 10 leggono tutti i giorni (17,4%).
La frequenza con cui si legge varia sensibilmente con l'età. Bambini e ragazzi, infatti, leggono prevalentemente una o più volte a settimana (tra i 6 e i 10 anni questa quota raggiunge il 47,0%) o con una frequenza più sporadica, mentre la lettura quotidiana aumenta progressivamente nelle età adulte e anziane, arrivando al 27,8% tra i 65-74enni e al 29,9% tra gli over 75enni, sebbene in questa fascia d'età, come già indicato, si riduca il numero di lettori.
Considerando il numero di libri letti nel tempo libero, emerge come la maggior parte dei lettori rientri nella categoria dei lettori deboli, ossia persone che leggono da uno a tre libri all'anno (42,8%). I lettori forti, che leggono tra 13 e 30 libri annui, rappresentano circa il 10% della popolazione, mentre i lettori fortissimi, che superano i 30 libri all'anno, sono soltanto il 3,2%.
Per quanto riguarda il tempo medio dedicato alla lettura, prevale la lettura compresa tra mezz'ora e un'ora (32,0%), soprattutto tra gli uomini (34,1% contro 30,4%). Una parte consistente dei lettori dichiara di dedicare più tempo alla lettura in particolari momenti della settimana o dell'anno, come nel fine settimana o durante le vacanze. Questa abitudine riguarda oltre la metà delle donne (55,1%) e quasi un uomo su due (48,5%), con valori particolarmente elevati nelle età adulte e centrali della vita.
I generi più scelti sono romanzi, racconti, poesie e testi teatrali di autori italiani (48,1%), seguiti dai romanzi e racconti di autori stranieri (37,0%), dai gialli/noir (30,6%), dai libri di scienze sociali, filosofia e politica (22,3%) e dai libri di fantasy e fantascienza (21,1%). Quote elevate si registrano anche per le guide turistiche, i libri per bambini e ragazzi (17,9%) e i romanzi e libri a fumetti (17,2%).
Le donne scelgono più frequentemente narrativa italiana (55,5% contro 37,9% degli uomini), narrativa straniera (42,5% contro 29,3%), libri rosa (20,1% contro 1,8%) e libri per la casa (19,3% contro 6,6%). Gli uomini si orientano invece maggiormente verso fantasy e fantascienza (28,2% contro 16,0%), romanzi e libri a fumetti (23,0% contro 13,1%), libri scientifici e tecnici (13,0% contro 4,5%) e libri di scienze sociali o umane (26,2% contro 19,4%).
Tra bambini e adolescenti prevalgono fantasy, fumetti e libri per ragazzi: tra i maschi di 6-10 anni i libri per bambini e ragazzi raggiungono l’80,8% e i romanzi e libri a fumetti il 55,2%, mentre tra le femmine della stessa età i libri per bambini e ragazzi arrivano al 78,4%. Tra le ragazze di 15-17 anni emerge inoltre una forte diffusione dei libri rosa (31,2%), mentre tra i coetanei maschi risultano particolarmente diffusi fantasy e fantascienza (48,6%) e fumetti (37,1%). Nelle età adulte aumentano soprattutto la narrativa (italiana e straniera), i gialli e i libri di attualità.
Tra le donne di 45-54 anni la narrativa italiana raggiunge il 57,6% e i gialli/noir il 33,2%, mentre tra gli uomini della stessa età i gialli/noir arrivano al 37,3%. Tra gli anziani si mantiene elevata la lettura di narrativa e libri per la casa, soprattutto tra le donne, che mantengono livelli elevati di lettura narrativa anche nelle età più avanzate.
Nel complesso, la ragione principale che spinge alla lettura è il piacere o la passione personale, indicata dal 66,3% dei lettori, seguita dal desiderio di rilassarsi o distrarsi (33,6%), il passare il tempo (28,9%) e il desiderio di imparare nuove cose o approfondire temi di interesse (26,0%).
Nonostante la diffusione del formato digitale, il cartaceo continua a battere la versione non sfogliabile. Nel 2025, secondo l'indagine AVQ, i lettori di libri cartacei sono stati oltre 20 milioni, pari al 36,9% della popolazione di 6 anni e più e all'88,7% dei lettori nel tempo libero.
Quasi 6 milioni di persone hanno invece letto e-book o libri online (10,7% della popolazione e 25,7% dei lettori), mentre gli audiolibri, pur in forte crescita rispetto al 2018, coinvolgono ancora una quota limitata: circa 1 milione 400mila persone, pari al 2,5% della popolazione.

sabato 11 luglio 2026

"Il problema finale", un giallo ambientato su un'isola remota


Il problema finale, un giallo ambientato su un'isola remota
José Coronado guida il cast dell'inquietante miniserie in arrivo su Netflix


Netflix ha annunciato la data di debutto de Il problema finale, nuova serie con protagonisti José Coronado, María Valverde, Martiño Rivas e Maribel Verdú. Basata sull'omonimo romanzo bestseller di Arturo Pérez-Reverte, Il problema finale debutterà su Netflix il 25 settembre. Il cast è completato da Gonzalo de Castro nel ruolo di Fonseca, un ambizioso regista cinematografico, e Cristina Kovani che interpreta una giovane e appassionata attrice.


Nella primavera del 1959, tredici persone si ritrovano bloccate da una violenta tempesta su una piccola isola al largo della costa di Maiorca. Nessuno avrebbe potuto immaginare cosa stia per accadere nell'isolato hotel in cui alloggiano: Elisa Mander, una tranquilla turista inglese, viene trovata morta. Quello che inizialmente sembra un suicidio si rivela ben presto qualcosa di molto più inquietante: un omicidio.
Basil (Jose Coronado), un attore in pensione che un tempo ha interpretato Sherlock Holmes sul grande schermo, si ritrova inaspettatamente a vestire i panni dell'investigatore. Mentre il sospetto si diffonde tra gli ospiti, tra cui Adela Figueroa (María Valverde), una misteriosa giovane donna che viaggia con un'amica, l'uomo unisce le forze con Foxá (Martiño Rivas), un aspirante scrittore di thriller, per perquisire ogni angolo del lussuoso hotel in cerca di risposte, mettendo a dura prova la compostezza della signora Ausländer (Maribel Verdú), la direttrice dell'albergo.
In un luogo da cui nessuno può andarsene e dove nessuno può arrivare, ogni ospite e membro dello staff diventa un sospettato in un crime che si rivela molto più intricato e sfuggente di quanto chiunque avrebbe mai potuto immaginare. Il problema finale è un sofisticato adattamento di uno dei romanzi bestseller di Arturo Pérez-Reverte, un thriller d'epoca ricco di segreti, mistero e colpi di scena inaspettati.

Leggo, dunque sembro


Leggo, dunque sembro
Analisi di un'epoca in cui leggere è diventato cool, i libri sono diventati accessori e la cultura è diventata posa estetica

👉 fonte: Rolling Stone

Fino a ieri sembrava che leggere fosse un hobby da sfigati. Adesso ho l'impressione, peraltro piuttosto fondata, che sia diventato l'equivalente socio-culturale e cool di una membership a Soho House.
Ci rifletto da un po', e comunque ogni volta che vedo qualcuno seduto al tavolino di un bar con qualche saggio più o meno filosofico o qualche romanzo imprescindibile (magari russo) appoggiato accanto al cappuccino con latte di mandorla.
Non perché necessariamente quel libro non venga letto (sarebbe una conclusione tanto snob quanto impossibile da dimostrare, in effetti, anche se il sospetto mi stuzzica sempre), magari quella persona ha superato pagina 300, quell'opera sta davvero cambiando la sua vita e, francamente, sarebbe una splendida notizia. Ma c'è qualcosa che tutte le volte mi stride e continua a incuriosirmi.
Mi spiego. Fino a poco tempo fa leggere era una cosa che facevi. Adesso è una cosa che senti il bisogno di comunicare.
Basta aprire Instagram, d'altronde, per notare, non senza un pizzico di ilare stupore che si rinnova di volta in volta come fosse sempre la prima, almeno per me, che sembriamo entrati tutti e a capofitto nella nostra reading era. Libri impilati con una precisione che nemmeno negli appartamenti in vendita su Idealista. Copertine in favore millimetrico di obiettivo. Cappuccino. Candela. Evidenziatore color salvia. Gatto. Ecco, il gatto non manca praticamente mai e non ho ancora capito se faccia anche quello parte della posa da lettore consumato o se sia soltanto una premura nei confronti dell'algoritmo.
Poi magari il segnalibro è fermo a pagina ventisette da illo tempore, ma questo poco importa perché ciò che conta è aver dato l'impressione di essere una persona colta, profonda, irresistibile.
La cosa interessante è che, per una volta, i social non hanno reso desiderabile qualcosa di completamente inutile. Hanno reso attraente leggere, il che sarebbe meritevole se non fosse che lo hanno fatto come fanno sempre: trasformando e riducendo la lettura, attività profondamente intima, in un linguaggio più che pubblico, pubblicizzato. Perché oggi è finita che un libro non racconta soltanto la storia che contiene, ma contribuisce a raccontare la storia di chi lo tiene in mano. O di chi vorrebbe sembrare.
Un libro, ormai, precede nelle presentazioni. Dice che sei curioso, che hai una certa sensibilità, che frequenti mostre invece che centri commerciali, e che il sabato sera probabilmente preferisci un cinema d'essai a un privé. Insomma, costruisce un personaggio con una rapidità da ufficio stampa molto efficiente.
Ed è molto più esaustivo anche di una sneaker: le Adidas Samba possono suggerire che hai gusto, Simone de Beauvoir lascia intendere che hai anche una vita interiore. Che poi questo sia anche vero resta un dettaglio e i dettagli, si sa, sono sempre stati terribilmente sottovalutati.
Il mercato, naturalmente, a tutto questo ci è arrivato con voracità e buon tempismo. Ed ecco perché la letteratura non è più soltanto nelle librerie, ma è finita dove non avremmo potuto immaginare: nelle boutique, nelle campagne pubblicitarie, nei concept store, persino nei negozi di cosmetica.
Durante la Design Week, Miu Miu organizza un Literary Club dedicato a grandi autrici del Novecento, da Annie Ernaux a Fumiko Enchi (no, non sapevo chi fosse e anche di questo rendo merito alla signora Miuccia). È diventato uno degli appuntamenti più ambiti della settimana, e non vogliamo pensare che sia perché alla fine, insieme alla foto da postare, regalino anche un tote loggata. Jonathan Anderson, al suo debutto da Dior, ha trasformato le copertine di romanzi come Dracula, Madame Bovary, Bonjour Tristesse in borse in canvas ricamate e acquistabili sborsando dai 2 ai 3mila euro. Aesop, durante il Pride, ha svuotato gli scaffali di alcuni negozi e sostituito i detergenti con una selezione di libri di autori LGBTQIA+. Esistono persino, udite udite, i book stylist: persone pagate per decidere quale libro debba comparire tra le mani di una celeb durante un servizio fotografico. Un lavoro che, fino a qualche anno fa, sarebbe sembrato una barzelletta. O un episodio di Black Mirror.
Non credo che le maison abbiano improvvisamente scoperto il piacere della lettura. Credo che abbiano sagacemente capito una cosa molto più semplice: ovvero che oggi la cultura può essere uno degli status symbol più redditizi in circolazione.
Per anni abbiamo usato gli oggetti per raccontare quanto guadagnavamo. Adesso li usiamo anche per raccontare chi siamo o, più realisticamente, chi vorremmo essere.
È successo con il vino naturale, con il matcha, con i vinili, con il caffè filtro, con le maratone e con il pilates reformer. Era inevitabile che prima o poi succedesse anche con i libri, dunque.
E, a ben vedere, se proprio dobbiamo trasformare qualcosa in una moda, mi viene più spontaneo preferire Virginia Woolf ai semi di chia.
Continuo però a trovare curioso che, nell'epoca in cui facciamo sempre più fatica a concentrarci su qualsiasi cosa per più di 30 secondi, siamo riusciti a trasformare proprio la lettura nell'ultimo accessorio irrinunciabile del momento.
Del resto il mercato è bravissimo a fare questo: se non riesce a venderti l'intelligenza, ti vende almeno la sua estetica. Chiamalo scemo.
Poi magari mi sbaglio, magari stanno leggendo davvero tutti (e sarebbe bellissimo). Continuo però a sospettare che, più che vivere una reading era, stiamo vivendo un'epoca in cui la copertina è molto più importante del libro. Il che rende tutto, in effetti, molto meno faticoso. E anche molto più fotogenico.

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 29 giugno al 5 luglio 2026 (Fonte: TuttoLibri dell'11 luglio 2026):

1. Gianluca Gotto - Ci basterà mangiare il vento
2. Manuel Garand - Murdoku. 80 omicidi misteriosi da risolvere con la logica
3. Chris Whitaker - Tutti i colori del buio
4. Francesca Giannone - Gli anni in bianco e nero
5. Ilaria Tuti - Ed è un poco la notte e un poco l'alba
6. Matteo Bussola - Il sole nelle pozzanghere
7. Antonio Manzini - I tramezzini di Rocco Schiavone. Rocco Schiavone, vol. 23
8. Santina Cosetta - Soltanto il giorno
9. Leone XIV - Magnifica humanitas. Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale
10. Elle Kennedy - Il tradimento. The Campus, vol. 3

[RECENSIONE] Uketsu: Strani disegni


Uketsu: Strani disegni

Titolo originale: 変な絵
Formato: Kindle (9.0 MB)
Pagine: 234
Editore: Einaudi (24 giugno 2025)
ASIN: B0F9XF5Y7P
ISBN-13: 9788858448786

Data di acquisto: 7 luglio 2026
Letto dal 9 all'11 luglio 2026

Sinossi
Tradotto in tutto il mondo, scritto da un autore che cela il proprio volto dietro una maschera bianca, Strani disegni ha rinnovato il crime contemporaneo e ridefinito i confini dell'inquietudine. In Giappone ha venduto oltre 1,6 milioni di copie. Cosa lega un blog le cui illustrazioni nascondono una scena spaventosa, lo scarabocchio di un bambino che contiene un oscuro messaggio e uno schizzo fatto dalla vittima di un omicidio nei suoi ultimi istanti di vita?
Un romanzo con una trama inquietante, unica, dove solo una serie di immagini, da comporre e interpretare, permette di scoprire l'identità di un assassino.
«Con le sue immagini impressionanti, Strani disegni è un'esperienza di lettura immersiva, mai vista prima». Tokyo Shimbun
«Strani disegni ha conquistato il mondo dell'editoria». Sponichi
«Inquietante e pieno di suspense. Un fenomeno editoriale». The Times
«Ingegnoso, innovativo, appassionante». The Guardian
«Un libro che ha tutti gli ingredienti per terrorizzare». El Mundo

L'incipit del libro
- Molto bene, adesso vi mostrerò un disegno.
Sulla lavagna dell'aula universitaria venne appesa un'immagine. La psicologa Hagio Tomiko iniziò il racconto puntando il dito verso il disegno.
- Adesso mi trovo qui, davanti a voi studenti, pronta a tenere una lezione, ma dovete sapere che fino a qualche tempo fa ero consulente psicologica. Il disegno che vedete qui appeso è una copia di quello fatto da una bambina che ho assistito agli inizi della mia carriera. In questa sede, la chiameremo A. Ecco, all'età di undici anni, A ha ucciso la madre ed è stata affidata a un percorso di rieducazione.
A quelle parole, gli studenti in aula cominciarono a mostrare segni di inquietudine.


La mia (brevissima) recensione
"Ogni volta che si era resa protagonista di un crimine, l'aveva fatto per proteggere qualcuno. Alla stessa maniera di mamma orsa che sbrana chi potrebbe rappresentare un pericolo per i cuccioli, ***** aveva ucciso per amore e giustizia".
Il libro si chiama Strani disegni… come "strano" è tutto il romanzo al suo interno!
Ve lo dico subito: non mi è piaciuto per niente! Le premesse sarebbero anche accattivanti (una serie di omicidi da risolvere, strada facendo, tramite lo studio di alcuni insoliti e misteriosi disegni e grafici). Ma, purtroppo, la storia (in realtà sono più racconti messi in sequenza che, lo si intuisce da subito, si rivelano essere un unico arco narrativo) perde subito di mordente: personaggi inverosimili, piatti e parecchio antipatici (tutti, nessuno escluso), giustificazioni e movente dell'assassin* che non stanno né in cielo né in terra e, quel che è peggio, zero colpi di scena... In realtà ci sarebbero, ma arrivano solo per confermare quello che si era già intuito o ipotizzato. Il finale poi… vabbè, lasciamo stare.
Salvo solo due cose: la potenza di alcuni disegni e il candore dell'infanzia che fa da contraltare all'amore possessivo. Ma è davvero troppo poco per promuovere questo libro.
E, a questo punto, non capisco come abbia fatto ad avere tutto questo clamore e successo internazionale (a parte la singolarità del suo autore). Boh…!
📌 Voto: ⭐ (1 su 5)

venerdì 10 luglio 2026

"Il sussurro del fuoco": perché leggere il nuovo thriller di Javier Castillo tra i segreti di Tenerife


Il sussurro del fuoco: perché leggere il nuovo thriller di Javier Castillo tra i segreti di Tenerife
Il maestro del thriller spagnolo torna in libreria con un un romanzo mozzafiato dove la natura selvaggia delle Canarie diventa lo scenario di una spietata corsa contro il tempo

👉 fonte: il Libraio

Esistono luoghi capaci di guarire l'anima, angoli di mondo in cui la natura si manifesta con una forza tale da far dimenticare ogni dolore. Ma cosa accade quando il paradiso si trasforma improvvisamente nell'inferno più primordiale? Javier Castillo, l'indiscusso re del thriller spagnolo contemporaneo, torna a sconvolgere i lettori con Il sussurro del fuoco (Salani Editore), un romanzo magnetico e febbrile in cui il tempo scorre veloce come la lava e ogni certezza si dissolve sotto la cenere.
La storia si apre a Tenerife nel 2019. I gemelli Mario e Laura Ardoz sbarcano per la prima volta sulle Isole Canarie portando con sé un bagaglio pesante, fatto di sofferenza e speranza. Mario ha appena terminato la sua ultima, estenuante seduta di chemioterapia. Un traguardo immenso, una rinascita che merita di essere celebrata. Laura, mossa da un affetto profondo e protettivo, ha organizzato questo viaggio convinta che l'aria dell'oceano e la bellezza selvaggia dell'isola siano il modo migliore per voltare pagina, per ricominciare finalmente a respirare.
Il destino, tuttavia, ha in serbo un piano differente e spietato. Appena arrivati, Mario subisce una ricaduta improvvisa, un crollo fisico che spegne bruscamente l'entusiasmo della vacanza e lo costringe a un ricovero d'urgenza in ospedale per un paio di giorni. Quello che sembrava solo un brutto contrattempo medico si rivela però l'anticamera di un mistero ben più fitto e spaventoso.
Quando viene dimesso e si prepara a riabbracciare la sorella, Mario si scontra con una realtà agghiacciante: Laura è scomparsa. Il suo cellulare non risponde, le tracce sono nulle, e l'unica pista tangibile arriva dalla geolocalizzazione dello smartphone, che segnala una posizione impossibile: un luogo completamente sepolto e devastato dalla lava. Da quel momento, per Mario inizia una lotta disperata contro il tempo e contro gli elementi, una caccia alla verità in cui ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte.
La grande forza de Il sussurro del fuoco risiede soprattutto nella straordinaria caratterizzazione dello scenario. Tenerife e le Canarie rappresentano un vero e proprio personaggio, vivo, pulsante e minaccioso. Castillo descrive una natura selvaggia e indomabile, governata da forze ancestrali che l'uomo non può controllare.


Il fuoco e la lava diventano simboli ambivalenti: sono agenti di distruzione totale, capaci di cancellare la memoria e nascondere segreti inconfessabili sotto una coltre di roccia lavica nera, ma rappresentano anche la purificazione e la rinascita, un parallelismo poetico con la battaglia che Mario ha appena vissuto contro la malattia. Il paesaggio è meraviglioso ma letale, una terra impossibile da domare ma, allo stesso tempo, troppo densa di maestosa bellezza per poter essere odiata. Il lettore si trova immerso in un'atmosfera soffocante, quasi claustrofobica nonostante gli ampi spazi aperti, percependo il calore della terra e la polvere della cenere che si deposita su ogni pagina.
Con questa nuova prova letteraria, Javier Castillo conferma il suo status di fuoriclasse della suspense. Cresciuto a Malaga e con un solido background in Economia aziendale, Castillo ha saputo applicare una precisione quasi geometrica alla struttura dei suoi romanzi, senza mai sacrificare l'empatia e la profondità psicologica dei personaggi.
Tradotto in più di sessanta Paesi e con oltre due milioni e mezzo di copie vendute nel mondo, l'autore spagnolo ha già conquistato il pubblico italiano grazie a bestseller straordinari come La ragazza di neve e Il gioco dell'anima (diventati un vero e proprio fenomeno globale anche grazie all'adattamento seriale di grande successo su Netflix), seguiti da opere altrettanto potenti come La crepa del silenzio, Il cuculo di cristallo e Tutto quel che è successo con Miranda Huff.
Ne Il sussurro del fuoco si ritrova intatta quella cifra stilistica che ha reso celebre l'autore: una scrittura dal ritmo incalzante, capitoli brevi che si chiudono costantemente su interrogativi sospesi e un'abilità magistrale nell'esplorare i legami familiari. Il legame tra Mario e Laura è il vero motore emotivo del libro; la disperazione di un fratello che ha appena guardato in faccia la morte e che ora è disposto a tutto pur di salvare la persona che gli ha ridato la speranza tocca corde profonde e universali.
Il sussurro del fuoco è un libro consigliato, oltre che agli amanti del thriller più classico, a chiunque cerchi una storia potente sull'amore fraterno, sulla resilienza e sul mistero dell'animo umano. Javier Castillo costruisce un meccanismo narrativo perfetto che tiene incollati alla sedia fino all'ultima riga, sussurrando verità scomode e brucianti che rimangono impresse nella mente del lettore anche molto tempo dopo aver chiuso il libro. Un romanzo imperdibile per questa stagione letteraria, che conferma Castillo come una delle voci più lucide, incisive e avvincenti della narrativa contemporanea.

Gialli, thriller e saghe: ecco gli audiolibri più ascoltati nelle ultime 10 estati


Gialli, thriller e saghe: ecco gli audiolibri più ascoltati nelle ultime 10 estati
Stefania Auci, Gianrico Carofiglio, Donato Carrisi, Elena Ferrante, Ken Follett, Francesca Giannone e Sandro Veronesi tra le autrici e gli autori più ascoltati in estate dalle appassionate e dagli appassionati di audiolibri. Ecco le classifiche di Audible relative alle ultime 10 estati

👉 fonte: il Libraio

Nei mesi scorsi abbiamo raccontato che in Italia ascoltatrici e ascoltatori di audiolibri nell'ultimo anno hanno apprezzato in particolare fantascienza e fantasy. Ora, però, siamo nel pieno di una bollente estate. La stagione, si sa, in cui il tempo rallenta e cambia il ritmo delle giornate: e tra viaggi, passeggiate e lunghe ore sotto l'ombrellone, gli audiolibri si confermano compagni fedeli.
Che sia al mare o in montagna, all'estero o sulle spiagge nostrane, la stagione estiva è infatti il momento ideale per ritagliarsi del tempo per sé e immergersi nelle storie. L'ascolto di audiolibri, in particolare, come conferma la ricerca NielsenIQ aiuta a rilassarsi (45%), a combattere la noia (47%) e a "leggere" senza affaticare gli occhi (58%).
Osservando le preferenze di ascolto su Audible nei mesi estivi (giugno, luglio e agosto) dal 2016 al 2025, "emerge una predilezione per storie capaci di tenere con il fiato sospeso e grandi romanzi in cui immergersi per ore".
Le classifiche raccontano inoltre un interesse sempre più marcato per le autrici e gli autori italiani contemporanei, che dal 2020 dominano quasi incontrastati le top 3 estive di Audible, accanto al successo di molte autrici italiane e internazionali, da Elena Ferrante a Francesca Giannone, da Roberta Recchia a Valérie Perrin. Non manca poi la passione per gli audiolibri di lunga durata e le grandi saghe, compagni ideali dei viaggi e delle vacanze.
Thriller, noir e gialli si confermano i generi narrativi più ascoltati anche "sotto l'ombrellone". Il ritmo serrato, i continui colpi di scena e la capacità di accompagnare gli ascoltatori per molte ore rendono il crime il protagonista delle estati italiane. A dominare le classifiche di ascolto è Donato Carrisi, presente sul podio estivo per ben cinque anni, di cui tre consecutivi, dal 2022 al 2024, con L'uomo del labirinto, La casa senza ricordi, La casa delle luci e L'educazione delle farfalle, letti da Alberto Angrisano e, per quest'ultimo titolo, anche da Angela Brusa.
Tra le firme italiane spiccano anche Gianrico Carofiglio, presente nel 2017 con L'estate fredda, a cui presta lui stesso la voce, e nel 2025 con Rancore, e Cristina Cassar Scalia, in classifica nel 2022 con La carrozza della santa, letto da Chiara Anicito, e nel 2025 con Delitto di benvenuto, letto da Rocco Tedeschi.
Tra gli autori internazionali emergono invece Ken Follett, ai vertici sia nel 2018 con La colonna di fuoco, capitolo della serie Kingsbridge, letto da Riccardo Mei, sia nel 2019 con Il terzo gemello, letto da Michele Maggiore, Joël Dicker con La scomparsa di Stephanie Mailer, letto da Paolo Buglioni, Marco Mete, Chiara Colizzi, Bruno Alessandro, Vittorio Guerrieri e Anna Ammirati, e Paula Hawkins con La ragazza del treno, letto da Carolina Crescentini.
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giovedì 9 luglio 2026

[RECENSIONE] S.A. Cosby: Il re delle ceneri


S.A. Cosby: Il re delle ceneri

Titolo originale:  King of ashes
Formato: Kindle (1.2 MB)
Pagine: 390
Editore: Rizzoli (2 giugno 2026)
ASIN: B0H13GKN3T
ISBN-13: 978-8831823081

Data di acquisto: 5 luglio 2026
Letto dal 6 al 9 luglio 2026

Sinossi
Dalle strade squallide di Jefferson Run ai superattici di Atlanta, Roman Carruthers ne ha fatta di strada. Oggi consulente finanziario, tiene a bada i capricci dei clienti e ne moltiplica prodigiosamente il denaro, frequenta rapper e modelle e se ne va in giro con la sua Porsche e un orologio da dodicimila dollari. Finché la telefonata della sorella Neveah intacca questo splendente equilibrio: il padre è in coma, vittima di un incidente d'auto che lascia più domande che risposte. Roman è allora costretto a tornare nella sua città natale, dove quel che resta della sua famiglia è decisamente allo sbando. Neveah ha rinunciato a farsi una vita per gestire il crematorio avviato dal padre tanti anni prima. Dante, il fratello minore, ha un problema di droga ed è indebitato fino al collo con la gang criminale che controlla Jefferson Run e dintorni. Quando capisce che l'incidente del padre è legato ai debiti di Dante, Roman prova a fare ciò che ha sempre fatto: usare il denaro per risolvere i problemi, comprare tempo, trovare una via d'uscita. Ma in questo ambiente le regole del gioco sono altre: qui non ci sono investitori da convincere ma criminali veri, pronti ad ammazzare per una parola sbagliata. Mentre Roman annaspa in un gorgo di sangue e violenza, Neveah tenta di ricucire una ferita aperta ormai da troppo tempo: la scomparsa della madre, sparita (uccisa, forse) quando i tre fratelli erano adolescenti.
Il re delle ceneri fonde il noir del sud degli Stati Uniti con la tragedia shakespeariana, regalandoci un antieroe indimenticabile che lotta per la salvezza dell'anima in una terra feroce e corrotta.

L'incipit del libro
Sogna la madre.
La sua pelle color mogano è ancora più scura e intensa, nel filtro color seppia del suo sogno. Gli occhi, grandi e profondi, brillano su di lui come lucciole. Anche i capelli, corti dietro e ricci sopra, sembrano brillare. Indossa il camice da infermiera con cui l'ha vista l’ultima volta, quel giorno. Sull'orlo del pantalone sinistro ci sono minuscole gocce di sangue, come un tatuaggio astratto all'henné.
Nel sogno allunga la mano, non la mano con l'orologio da dodicimila dollari, ma la mano di se stesso sedicenne, e prima che possa toccarla, lei svanisce come un'istantanea che si sviluppa al contrario.
E poi si sveglia con il nome di lei sulle labbra.
Il sapore della donna che gli giace accanto è in attesa, aspetta che la sua lingua e la sua vergogna lo esplorino. Lei si gira e posa una coscia bruna dai muscoli definiti sopra la sua e mormora il suo nome.
«Roman».

La mia recensione
"Roman usciì dal parcheggio nel ruggito del motore, un cavaliere su un destriero che non aveva mai conosciuto la sconfitta. Aveva perso molto nella vita, ma sapeva una cosa. Non era mai stato sconfitto".
Pur davanti a qualche "limite narrativo" questo noir di S.A. Cosby resterà tra le mie migliori letture del 2026. Ma andiamo con ordine…
Il re delle ceneri racconta la storia di Roman Carruthers, un ricco promotore finanziario di Atlanta che, di punto in bianco, è costretto a far ritorno a Jefferson Run, sua cittadina d'origine: l'anziano padre, proprietario di un forno crematorio, è in coma dopo uno strano incidente d'auto. Roman ritroverà tutto ciò che ha sempre cercato di dimenticare: una comunità alle prese con degrado, conflitti razziali, corruzione e criminalità. E, come se non bastasse, ecco aggiungersi sia i problemi della sua famiglia (un fratello alle prese con droga e debiti a non finire ed una sorella delusa dalla vita e ormai "sposata" con il forno crematorio del padre), che il terribile dolore che tutti loro si portano dietro: sul padre aleggia da sempre il sospetto di aver bruciato la moglie, misteriosamente sparita vent'anni prima.
S.A. Cosby ha messo in piedi un Sud degli Stati Uniti problematico ma assolutamente credibile. L'immaginaria cittadina di Jefferson Run (in Virginia) è il posto perfetto per rappresentare l'America di Trump: violenza e prepotenza senza limiti.
Ma Il re delle ceneri è anche il racconto di una saga familiare e del suo segreto impossibile da lasciarsi alle spalle. Capitoli brevissimi, dialoghi pungenti ma ridotti al minimo e ritmo bello alto ad ogni pagina: questo romanzo è degno di una sceneggiatura hollywoodiana. Chissà se in futuro…
Roman Carruthers è un ottimo protagonista: schiacciato dal peso del grande segreto familiare che è costretto a portare su di sé, ma mai domo… anche quando sarà costretto a prendere decisioni che andranno contro la sua etica. Tutti gli altri personaggi del romanzo (sia i principali che i secondari, sia i buoni che i cattivi… anche se non ci sono confini netti tra queste due categorie) sono assolutamente verosimili.
All'inizio di questa mia recensione parlavo di alcuni "limiti narrativi". Eccoli:
- Alcune scene o situazioni, come in ogni "crime" che si rispetti, son perfettamente prevedibili;
- Non viene chiarito il perché Keith Carruthers ha l'incidente d'auto proprio nel punto in cui, vent'anni prima, venne ritrovata la macchina della moglie scomparsa;
- Il finale lascia più domande che risposte.
S.A. Cosby, già autore dello spettacolare Legittima vendetta, ormai lo possiamo paragonare tranquillamente al grande Don Winslow: entrambi questi scrittori parlano di decadenza, violenza, identità, e rivalsa da un destino già segnato. Per farvi capire meglio di cosa si parla, leggetevi i tre libri della saga di Danny Ryan (Città in fiamme, Città di sogni e Città in rovine) e, soprattutto, il magistrale Il potere del cane.
Un romanzo inevitabilmente crudo, violento e senza filtri. Insomma, un noir che non inventa proprio nulla e non dà una scossa ai suoi generi di riferimento (il crime, il thriller ed il noir qui ci sono tutti), ma va dritto al punto; un noir non adatto a chi cerca solamente una lettura leggerina o "da spiaggia".
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

Michele Mari vince il Premio Strega 2026


Michele Mari vince il Premio Strega 2026 con il romanzo I convitati di pietra (Einaudi) che ha avuto 190 voti.
Il caso Murgia, perciò, non scalfisce i pronostici e premia il favorito della vigilia. Al secondo posto Matteo Nucci con Platone. Una storia d'amore (Feltrinelli), con 152 voti e al terzo Bianca Pitzorno con La sonnambula (Bompiani) 84 voti. Al quarto posto Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi), 78 voti. Quinta Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori), 75 voti e sesta Elena Rui, con Vedove di Camus (L'Orma), 64 voti.

Albo d'Oro (dal 2015) del Premio Strega:
2015 Nicola Lagioia, La ferocia
2016 Edoardo Albinati, La scuola cattolica
2017 Paolo Cognetti, Le otto montagne
2018 Helena Janeczek, La ragazza con la Leica
2019 Antonio Scurati, M. Il figlio del secolo
2020 Sandro Veronesi, Il colibrì
2021 Emanuele Trevi, Due vite
2022 Mario Desiati, Spatriati
2023 Ada d'Adamo, Come d’aria (postumo)
2024 Donatella Di Pietrantonio, L'età fragile
2025 Andrea Bajani, L'anniversario
2026 Michele Mari, I convitati di pietra