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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

giovedì 19 febbraio 2026

Attenti a quei dodici decisi a eliminare i guru della Brexit, il romanzo di Enrico Franceschini


Attenti a quei dodici decisi a eliminare i guru della Brexit, il romanzo di Enrico Franceschini
Una commedia nera tra le macerie della rottura con l’Europa

👉 fonte: la Repubblica

Comincia come una barzelletta, di quelle politicamente scorrette che si raccontavano una volta: «Ci sono un italiano, un francese e uno spagnolo». Solo che qui i protagonisti non sono tre, bensì dodici. Una «sporca dozzina» di giornalisti, otto uomini e quattro donne, di nazionalità variabile, lo stesso si può dire per l'età: tutti corrispondenti da Londra per i maggiori quotidiani del "Continente", che periodicamente si danno appuntamento al Cinnamon Club, esclusivo ristorante a due passi da Downing Street e da Westminster, noto per le colazioni di lavoro con i potenti o power breakfast. È lì che si trovano infatti quando il sipario si alza su questa storia, colti nel momento in cui nella capitale britannica si consuma la dolorosa frattura della Brexit. E proprio "romanzo della Brexit" potrebbe essere il sottotitolo di Arrivederci Londra, l'ultimo libro di Enrico Franceschini, una dark comedy surreale come la pagina di storia che dieci anni fa ha diviso l'Europa.
Tra loro c'è anche Andrea Muratori, detto Mura, vecchia conoscenza per quanti hanno seguito Franceschini non solo come storico corrispondente estero di Repubblica (dagli inizi a New York, poi Washington, Mosca, Gerusalemme e infine Londra, dove tuttora vive) ma anche nella sua parabola di romanziere. Al personaggio di Mura, ex inviato di punta di un importante quotidiano e suo alter ego letterario, l'autore aveva già dedicato la trilogia noir ambientata in Romagna e composta da Bassa marea, Ferragosto e Un'estate a Borgomarina. Ora lo ritroviamo, in una sorta di prequel ideale, sempre nei panni del giornalista con «il blazer blu e i jeans in tutte le stagioni», ma con qualche anno di meno e l'incarico di corrispondente da Londra proprio per Repubblica. Un uomo che oltre al fascino del mestiere sembra subire molto quello delle sue colleghe donne. Insieme agli altri undici cronisti europei, escogiterà un piano per eliminare uno dopo l'altro i brexitiani di ferro della capitale inglese, colpevoli ai loro occhi di aver firmato un vero e proprio "tradimento".
Senza rivelare troppo, è pur sempre un giallo per quanto semiserio, possiamo dire che ci saranno morti e feriti. Ma le pagine più esilaranti restano quelle della caccia alle vittime designate, quartiere per quartiere, con gli atroci scherzi messi in atto, i pedinamenti in coppia e la rocambolesca fine che tocca a qualcuno dei malcapitati traditori. Del resto, l'ironia è uno strumento che Franceschini dimostra di saper maneggiare benissimo. A partire dalle primissime pagine, quando ci dipinge l'Unione Europea: «Chi non vorrebbe appartenere a una simile associazione di Paesi democratici? Non a caso la lista dei candidati a iscriversi è lunga, senonché uno dei membri ha deciso di andarsene, seppure non sia del tutto chiaro dove». Fino alle sferzate a Boris Johnson, ribattezzato BoJo dai tabloid, le cui opinioni sono «variabili come le condizioni meteorologiche in Inghilterra».
E altrettanto bene riesce a mescolare il passo del romanziere con i trucchi del giornalista che sa come tenere viva l'attenzione dei suoi lettori. Anche quando non si tratta di fantapolitica, come per il suo precedente thriller Le notti di Mosca, ma di avvenimenti e personaggi reali. Se la storia del complotto ai danni dei brexitiani infatti è di fantasia, tutto il resto è stato sotto i nostri occhi nel corso dell'ultimo decennio. Dal risultato del referendum, quel beffardo 51,9 contro 48,1 dei Remain, alle prime vittime di Covid con cui si chiude il romanzo. Insieme all'augurio che un giorno i sudditi di Sua Maestà rientrino nella Ue, «perché gli inglesi appartengono all'Europa». E parafrasando una vecchia freddura sul proverbiale euroscetticismo britannico, non dobbiamo permettere che la nebbia sulla Manica isoli per sempre la Gran Bretagna.

"Amazon Kindle Unlimited" in offerta: provalo gratis o sfrutta la promozione per ben due mesi


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Se vuoi recuperare alcune delle saghe più famose o sei alla ricerca di libri nerd, potrai provare Kindle Unlimited gratis per 30 giorni o usufruire di uno sconto per 2 mesi

👉 fonte: Multiplayer.it

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mercoledì 18 febbraio 2026

Umberto Eco a dieci anni dalla morte: parte la maratona web mondiale di 24 ore per ricordarlo


Umberto Eco a dieci anni dalla morte: parte la maratona web mondiale di 24 ore per ricordarlo
Si comincia il 18 febbraio dalle isole Fiji, dove andò mentre progettava L'isola del giorno prima e si torna in Italia attraversando il globo. A celebrare la sua eredità culturale saranno intellettuali, artisti scrittori, protagonisti della TV, da Roberto Saviano a Milo Manara, da Fabio Fazi a Eshkol Nevo

👉 fonte: la Repubblica

Sono passati dieci anni dalla morte di Umberto Eco, spentosi a Milano il 19 febbraio del 2016. Dieci anni non certo silenziosi, ma privi di iniziative ufficiali che lo celebrassero, per esplicita volontà del filosofo, semiologo e scrittore. Ora che si approssima il decennale dalla morte, invece, un coro di voci che idealmente abbraccia il pianeta intero si prepara a ricordarlo, con una staffetta virtuale che sarebbe piaciuta a Eco, mente curiosa di tutte le novità mediatiche e tecnologiche.


La famiglia Eco, la Fondazione Umberto Eco e la Fondazione Bottega Finzioni hanno infatti lanciato ECO ECO ECO. A World-Wide Talk for Umberto una maratona web globale di 24 ore su 24, accolta dal Ministero degli Affari Esteri italiano e promossa attraverso la rete di Istituti culturali italiani a livello mondiale.
Curata da Michele Cogo, Riccardo Fedriga, Maria Chiara Galbiati, Roberto Grandi e Francesca Tancini, con la supervisione dei figli di Eco, Carlotta e Stefano, la diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni Ets, avrà inizio il 18 febbraio, alle 12 ora italiana, per concludersi 12 ore dopo.
La maratona inizia simbolicamente sull'isola di Taveuni (dove Umberto Eco si recò durante la scrittura e l'ideazione del suo celebre romanzo L'isola del giorno prima) mentre il nuovo giorno sorge per la prima volta sull'arcipelago di Kiribati e sulle Fiji, e attraversa i fusi orari da Est a Ovest del globo, coinvolgendo lettori, studiosi e voci culturali di spicco da tutto il mondo per trasformare in conversazione collettiva l’eredità dello studioso.
Si tratterà di un giro del mondo: dalle isole Fiji dove Samantha Magick della libreria Baka Books leggerà le pagine del Professore al Senegal meridionale, dove il griot Diawne Diamankache Eco invitò a Bologna negli anni Ottanta per un progetto di antropologia anticoloniale, intona un canto in lingua Peul accompagnato dal suo strumento monocorde; da Sofia a Monte Cerignone, nelle Marche, dove lo scrittore trascorreva le sue vacanze e dove i cittadini si sono dati appuntamento al Bar dello Sport per ricordare "UE" (Umberto Eco).
Saranno molti gli intellettuali, scrittori e artisti che rievocheranno il professore e spiegheranno qual è stata l'eredità che ha lasciato a ciascuno di loro: da Eshkol Nevo a Roberto Saviano, da Luciano Canfora a Milo Manara, da Paolo Fresu a Vittorio Giardino, da Igort a Elena Kostjukovič, da Danko Singer a Fabio Fazio.
In contemporanea con la maratona web che coinvolgerà tutto il mondo, l'appuntamento per tutti i lettori, amici e allievi di Umberto Eco è fissato a Bologna, presso la biblioteca Salaborsa, il 18 febbraio. Dalle 17 alle 19, la Piazza Coperta (che porta il nome di Umberto Eco, unica piazza in Italia) ospiterà "Eco in pillole. Letture aperte e spontanee".
L'evento organizzato dalla Fondazione Bottega Finzioni vuole dare voce ai testi di Eco, spaziando dalle riflessioni umoristiche alle pagine narrative inedite o celebri. Ci saranno, tra gli altri, il sindaco Matteo Lepore e l'assessore alla cultura Daniele Del Pozzo, esponenti della cultura e dei media come Roberto Grandi, Michele Cogo, Vittorio Giardino, con letture dell'attore Stefano Pesce e un video del decano dei giallisti italiani, Loriano Macchiavelli. L'appuntamento è aperto a chiunque desideri intervenire con un ricordo personale o una breve lettura, trasformando la Salaborsa in una vera "Opera Aperta".

martedì 17 febbraio 2026

"Dear Debbie", il ritorno della regina del thriller Freida McFadden che sta spopolando in America


Dear Debbie, il ritorno della regina del thriller Freida McFadden che sta spopolando in America
Mentre in Italia cresce l'attesa, oltreoceano non si parla d'altro di Dear Debbie di Freida McFadden. Scopriamo la trama in anteprima e l'accoglienza che il libro ha ricevuto all'estero

👉 fonte: LibreriAmo

Dear Debbie è già un caso editoriale. C'è un nome che negli ultimi anni è diventato sinonimo di notti insonni e colpi di scena impossibili. Non è quello di un classico del mistero, ma di una dottoressa specializzata in lesioni cerebrali che ha deciso di applicare la sua precisione clinica alla trama dei suoi romanzi. Parliamo di Freida McFadden, la mente dietro il fenomeno globale The Housemaid (che presto diventerà un film), che sta mandando in tilt le classifiche americane con il suo ultimo lavoro: Dear Debbie.
Mentre in Italia cresce l'attesa, oltreoceano non si parla d'altro che dell'ultimo bestseller di Freida McFadden, uscito proprio in queste settimane negli Stati Uniti e già costantemente sul podio della New York Times Bestseller List. Scopriamo la trama in anteprima e l'accoglienza che il libro ha ricevuto all'estero.
La trama ruota attorno a un concept tanto quotidiano quanto inquietante: una rubrica di consigli. La protagonista si ritrova a gestire una storica colonna giornalistica, ricevendo lettere da lettori in cerca di aiuto. Ma l'atmosfera cambia drasticamente quando tra le missive ne appare una che non chiede consigli, ma confessa un omicidio, dimostrando di conoscere segreti che la protagonista credeva sepolti per sempre.
Uscito negli Stati Uniti il 27 gennaio 2026, Dear Debbie ha scalato le classifiche con una velocità impressionante, confermando che il "marchio" McFadden è ormai una garanzia di successo globale.
Il libro ha debuttato direttamente al n° 1 della New York Times Bestseller List nella categoria Combined Print & E-Book Fiction nella prima settimana di febbraio 2026. È rimasto sul podio per tutto il mese, scendendo solo leggermente al n° 3 nell'ultima rilevazione di metà febbraio, superato solo da giganti del calibro di J.D. Robb. Il libro è un fenomeno anche in Europa: è stato per due settimane consecutive al n. 1 della Official UK Top 50, superando qualsiasi altro genere letterario.
Sulle piattaforme di vendita online principali, il successo è ancora più evidente: su Amazon US il libro è stabilmente nella Top 5 della narrativa thriller. Quello che impressiona è l'accoglienza del pubblico: ha già accumulato oltre 130.000 valutazioni su Goodreads con una media altissima, segno di un "consumo" bulimico da parte dei fan.
Su Barnes & Noble, Dear Debbie è tra i titoli più venduti dell'anno finora, spesso presente come scelta numero uno nella sezione Best Sellers e Trending Titles.
Un libro che sta mettendo d'accordo tutti: pubblico ed esperti del settore. Negli USA il libro è già un cult. La critica lo descrive come un "giro sulle montagne russe" dove la McFadden mette alla prova la sua "arma segreta": suo marito e sua madre, i primi lettori a cui sottopone le bozze per testare l'efficacia dei suoi leggendari colpi di scena.
Altri critici americani (come Kirkus Reviews) ha definito Debbie Mullen, la protagonista, come una "antieroina per i posteri". Il motivo del successo risiede nel tema della female rage (rabbia femminile): l'idea di una consulente di rubriche per cuori infranti che decide di farsi giustizia da sola contro i mariti violenti o prepotenti ha toccato un nervo scoperto, rendendo il libro non solo un thriller, ma un vero e proprio manifesto della vendetta gratificante.
Il successo di Freida McFadden è un caso editoriale unico. Medico praticante per anni, ha recentemente confessato in una recente intervista a Geo News quanto sia stato complesso bilanciare la carriera in ospedale con la crescita di due figli e la scrittura di thriller mozzafiato.
"Quando ho lasciato il mio lavoro in ospedale, ero in preda al panico - ha rivelato l'autrice -. Mi sono iscritta a mille corsi perché temevo di annoiarmi. Sono felice solo quando faccio cinque cose contemporaneamente". Questa energia si riflette nella sua produzione frenetica: la McFadden è nota per scrivere le prime bozze in tempi record, immergendosi totalmente nella storia finché non è finita, per poi passare mesi a rifinire i dettagli con una cura quasi chirurgica.
Perché i suoi libri creano dipendenza? La McFadden spiega che il suo obiettivo è mantenere il processo "sempre divertente". Nonostante il successo, continua a scrivere con l'approccio di chi vuole sorprendere prima di tutto se stesso. "Ogni volta cerco di spingermi un po' più in là", ha dichiarato, sottolineando come la sua abilità nel multitasking, affinata in anni di medicina d'urgenza, sia la chiave per gestire più progetti contemporaneamente senza perdere il filo della suspense.
Il mercato italiano è ormai terra di conquista per l'autrice. Grazie al successo di titoli come Una di famiglia e The Inmate, l'arrivo di Dear Debbie è considerato uno degli eventi editoriali più attesi dei prossimi mesi.
In attesa di poter sfogliare le pagine di questo nuovo thriller, i fan italiani sanno già cosa aspettarsi: un ritmo incessante, capitoli brevi che si leggono da soli e un finale che, come da tradizione McFadden, lascerà tutti a bocca aperta.

Bret Easton Ellis: American Psycho


Bret Easton Ellis: American Psycho

Titolo originale: American Psycho
Formato: Kindle (965 KB)
Pagine: 540
Editore: Einaudi (15 gennaio 2014)
ASIN: B00HWJK5NO
ISBN-13: 9788858412145

Data di acquisto: 11 febbraio 2026
Letto dal 12 al 17 febbraio 2026

▪️Sinossi
Patrick Bateman è giovane, bello, ricco. Vive a Manhattan, lavora a Wall Street, e con i colleghi Timothy Price, David Van Patten e Craig McDermott frequenta i locali più alla moda, le palestre più esclusive e le toilette dove gira la miglior cocaina della città, discutendo di nuovi ristoranti, cameriere corpoduro ed eleganza maschile. Secondo Evelyn Richards, la sua giovane, bella e ricca fidanzata, Patrick Bateman è «il ragazzo della porta accanto». Ma la vita del protagonista di American Psycho è scandita da altre ossessioni. Quando le tenebre scendono su New York, Patrick si trasforma in un torturatore omicida, freddo, metodico, spietato. Al punto da incarnare l'orrore. Con American Psycho Bret Easton Ellis ha scritto il libro che meglio di ogni altro racconta gli anni Ottanta. Un decennio che, ora lo sappiamo, non è stato semplicemente una parentesi, ma l'inizio di qualcosa. Così, questo viaggio senza ritorno nella follia e nella spersonalizzazione a base di immagini patinate e ultraviolenza non ci parla solo di un «eroe» e del suo tempo, ma finisce per rappresentare noi stessi e i nostri giorni. E anche quelli che verranno.

▪️L'incipit del libro
"Lasciate ogni speranza voi ch'entrate" sta scribacchiato a grandi lettere rosso sangue sul muro della Chemical Bank vicino all'angolo tra l'Undicesima e la Prima e la scritta è tanto grossa da saltare agli occhi dal sedile posteriore del taxi che strattona nel traffico proveniente da Wall Street e proprio mentre Timothy Price nota quelle parole sopraggiunge un autobus e la pubblicità di Les Misérables sulla fiancata va a coprirgli la visuale, ma Price che è alla Pierce & Pierce e ha ventisei anni, non sembra farci caso e dice al tassista che gli darà cinque dollari se alza il volume della radio, c'è Be My Baby sulla WYNN, e il conducente, un nero non americano, esegue.
- Sono un tipo pieno di risorse, - sta dicendo Price. - Creativo, giovane, senza scrupoli, supermotivato, superqualificato. In sostanza sto dicendo che questa società non può permettersi di perdermi. Sono una risorsa, io - . Price si calma, e attraverso il sudicio finestrino del taxi continua probabilmente a guardare la parola "Paura" tracciata a spray rosso sulla facciata di un McDonald's tra la Quarta e la Settima. - Voglio dire, il fatto è che non gliene frega un cazzo a nessuno del proprio lavoro, tutti odiano il loro lavoro, io odio il mio lavoro, e tu mi hai detto che odi il tuo. Che faccio? Torno a Los Angeles? Non è un'alternativa. Non mi sono mica trasferito dalla UCLA alla Stanford per rassegnarmi a questo. Voglio dire, sono forse il solo a pensare che non stiamo facendo abbastanza soldi? - Come in un film appare un altro autobus, un altro manifesto di Les Misérables sostituisce la parola - non è lo stesso autobus, perché qualcuno ha scritto "Lesbica" sulla faccia di Eponine. Tim sbotta: - Ho un appartamento, qui, io. E una casa agli Hamptons, Cristo!

▪️La mia (brevissima) recensione
"È molto più crudele (e più piacevole) togliere la vita a qualcuno nel fiore della sua esistenza, qualcuno che lasci qualcosa di prezioso, una moglie, degli amici, una carriera, in modo che la sua morte sconvolga un maggior numero di persone, gente in grado di provare un dolore illimitato rispetto a quello che provoca la scomparsa di un bambino, un dolore capace di rovinare molte più vite di quanto non farà la morte priva di senso di questo misero ragazzino".
American Psycho è un romanzo che, pur segnando un'epoca, resta abbastanza divisivo: pubblicato da Bret Easton Ellis ad inizio 1991 descrive gli assurdi ed inquietanti yuppie della finanza newyorkese negli anni '80 del secolo scorso. L'unico protagonista e voce narrante di tutto il libro è Patrick Bateman: ricchissimo (nonché cocainomane, viziato e razzista) consulente finanziario di giorno e perverso serial killer di notte. Voce narrante sì, ma anche completamente inattendibile: a conti fatti non si capisce se le sue elucubrazioni mentali siano reali o solo immaginate (io propendo per la seconda).
Tutto quanto, è facile capirlo, è una sorta di parodia degli eccessi del consumismo più esasperato: vedremo scorrere, alternati ad esplosioni di selvaggia violenza oltre ogni ragionevole limite, un lungo elenco di marchi, abiti, accessori, profumi e prodotti di bellezza, canzoni ed album musicali, ristoranti e locali notturni. In pratica, Easton Ellis lascia intendere che sei "ciò che possiedi"!
Inutile girarci intorno… Questo romanzo, già dalla prima pagina, non mi è piaciuto per niente: troppo ripetitivo, troppo noioso e troppo scioccante (le scene di violenza, specialmente contro le donne, non sono per tutti: troppo sanguinarie e troppo dettagliate!). E poi, diciamocelo chiaro e tondo: perché presentare le donne solo ed esclusivamente come oggetti sessuali?
📌 Voto: 🔵 (1 su 5)

"Il dottor Živago": la storia editoriale di un capolavoro censurato e amato


"Il dottor Živago": la storia editoriale di un capolavoro censurato e amato
La storia della pubblicazione del romanzo di Borìs Pasternàk Il dottor Živago sembra un romanzo d'avventura dai risvolti drammatici; dopo la prima stesura, infatti, il futuro premio Nobel non riuscì a trovare un editore per pubblicarlo, in quanto l'opera non rispettava i dettami del realismo socialista. Fu solo in Italia che quel capolavoro iniziò a essere apprezzato e stampato

👉 fonte: Sololibri.net

La storia della pubblicazione del romanzo di Borìs Pasternàk intitolato Il dottor Živago sembra un romanzo d'avventura dai risvolti drammatici, a testimoniare la difficoltà, anche per uno scrittore del suo calibro, di trovare uno spazio di lettura nel proprio paese.
È accertato che il romanzo fosse stato completato già nel 1954 e che qualche passo (le poesie in esso contenute) fossero apparse sulla prestigiosa rivista letteraria Znamja. Fondata a Mosca nel 1931, vanta tra gli altri la pubblicazione di Anna Akhmatova, Mikhail Bulgakov e Joseph Brodsky.
Nel 1955, convinto della validità della sua opera, l'autore offrì il manoscritto a diversi editori moscoviti che lo rifiutarono perché non allineato all'ideologia ufficiale del realismo socialista e pertanto considerato decadente. In effetti i personaggi non rientrano nelle coordinate del realismo socialista, che in letteratura promuove storie edificanti con un linguaggio accessibile a tutti e illuminate dall'ottimismo di partito. In Russia l'arte è controllata dall'alto perché "gli scrittori sono ingegneri di anime".
Adulterio con Lara a parte, il nostro Živago è un uomo ripiegato su se stesso, deluso dalla violenza dei suoi simili e della Storia, che ha visto infranti i suoi ideali di giustizia. Insomma di trionfalismo Il dottor Živago ha ben poco. Niente a che vedere con La madre di Gor’kiǰ del 1907 (amico di Lenin, di Stalin, della rivoluzione bolscevica), che divenne la pietra miliare dell'estetica di Stato. Un'occhiata alla trama è sufficiente a capire il perché. Madre e figlio (operaio socialista) ospitano riunioni clandestine contro il regime zarista. All'arresto del figlio, essa continua la sua battaglia fino alla morte durante una sommossa popolare che fa di lei l'emblema di tutti i giovani idealisti e rivoluzionari.
Torniamo a Pasternàk. Attraverso canali clandestini il testo giunse in Italia dove Feltrinelli lo pubblicò in traduzione italiana, ottenendo un successo strepitoso. Tradotto in 20 lingue, lo scrittore sovietico divenne un caso mondiale, uno dei primi best seller della letteratura, e fu candidato per il premio Nobel. Ma non essendo possibile consegnare il premio esaminando l'opera in versione straniera, nel 1958 durante l'esposizione internazionale di Bruxelles il libro apparve in russo "alla macchia" in 1.600 esemplari.
Nel 1961 Feltrinelli pubblicò un'edizione in lingua originale che diede così al romanziere la possibilità di raggiungere i lettori della sua patria. Una possibilità postuma, perché Borìs Pasternàk si era spento il 30 maggio dell'anno precedente. Durissime le reazioni sovietiche. Il presidente dell'Unione degli scrittori sovietici tenta di bloccare il libro. Un linciaggio morale sui principali organi di stampa lo costringe a due passi umilianti: presentare un'autocritica a Kruscev e scusarsi in una lettera alla Pravda.
Nel frattempo lo scrittore fu confinato in una dacia fino agli ultimi giorni di vita. Il funerale, che avrebbe dovuto essere il simbolo della continuità della cultura delle avanguardie nella civiltà post rivoluzionaria, fu quasi clandestino. In compenso, Pasternàk rimaneva a suo modo intoccabile; a subire due volte i lavori forzati fu la sua amante e musa Olga Ivinskaja, al suo fianco durante la sofferta gestazione e pubblicazione del romanzo, che fece da modello per il personaggio di Lara.

sabato 14 febbraio 2026

3 libri fantasy standalone perfetti per una serie TV


3 libri fantasy standalone perfetti per una serie TV

👉 fonte: Everyeye.it

Ognuno di questi tre libri rigorosamente fantasy sarebbe perfetto per la trasposizione sul piccolo schermo. Tre storie complesse, ma anche complete e uniche, ideali quindi per essere tradotte in modo coerente per il mondo delle serie TV.
Partiamo da una avventura epica, ideale per chi ha amato la saga di Harry Potter con la quale condivide il tema della magia, nonché l'ambientazione tipicamente inglese. Ci troviamo infatti nel Regno Unito durante il XIX secolo. Due maghi molto diversi fra loro riscrivono insieme il destino del mondo magico. In quest'opera troverete intrighi, personaggi memorabili e riconoscibili. Elementi che ci spingono ad urlare che Jonathan Strange & Mr. Norrell di Susanna Clarke sarebbe un candidato ideale per una serie TV, grazie alla sua atmosfera e alla profondità narrativa che l'autrice ci ha regalato nella sua opera. Va sottolineato che qualche anno fa fu girata una mini-serie tv BBC ispirata al tomo, e quindi perché non riprendere in mano questa IP per produrre qualcosa di ancora più ambizioso?
Sempre in ambito magico, non possiamo che consigliarvi la lettura di The Night Circus di Erin Morgenstern. Dopo averlo letto ci siamo chiesti più volte quanto sarebbe bella una serie TV basata su questo racconto, dove la magia, l'amore ed il mistero fanno da padroni assoluti di una storia ambientata in un circo incantato che appare solo ed esclusivamente durante le ore notturne. La componente visiva nonché il ricco cast di personaggi regalerebbero un valore aggiunto non indifferente ad una papabile serie TV basata su questo fantasy standalone.
Infine, il terzo libro che si presterebbe alla grande per una trasposizione sul piccolo schermo è Stardust di Neil Gaiman. Questo romanzo datato 1999 è una fiaba moderna, ma arricchita da un cuore classico che batte all'impazzata. L'epica storia con al centro il giovane Tristan Thorn, porta l'abitante di Wall a recuperare una stella caduta con l'obiettivo di conquistare la ragazza della quale si è innamorato. Tuttavia, molto presto la stella rivelerà quella che è la sua vera natura: una donna di nome Yvaine che trascinerà il protagonista in un mondo fatto di streghe immortali, creature magiche e principi in lotta per la conquista del trono.

5 grandi libri sulla storia per un viaggio indietro nel tempo


5 grandi libri sulla storia per un viaggio indietro nel tempo
I libri da leggere adesso per chi ama la storia sono questi cinque titoli imperdibili ambientati in epoche diverse

👉 fonte: Virgilio.it

Uno dei poteri dei libri e della lettura è quello di permetterci di viaggiare semplicemente aprendo le loro pagine: una storia si dipana innanzi ai nostri occhi e ci trasporta ovunque, anche in un viaggio indietro nel tempo.
I romanzi storici, infatti, sono frutto di attente analisi e di studio e, grazie al talento dei loro autori, ci trascinano indietro nel tempo, alla scoperta di luoghi ed epoche diversi dalla nostra, facendoci assaporare storie e vite a noi lontane.
Ma quali leggere? Nell'ultimo periodo sono usciti alcuni libri interessanti che attraversano periodi storici differenti: da quelli più remoti e antichi, inseguendo le gesta di un grande condottiero, sino agli eventi più vicini a noi. Cinque romanzi storici da leggere adesso.

▪️Cesare. La conquista dell'eternità di Alberto Angela
Divulgatore appassionante e appassionato, Alberto Angela riesce in ogni contesto a catturare l'attenzione e ad accompagnarci con la mente a vivere straordinari viaggi nel tempo in luoghi memorabili. In questo volume ci fa conoscere meglio uno dei grandi condottieri romani, un uomo geniale, carismatico e instancabile, per utilizzare le parole della trama del libro. Stiamo ovviamente parlando di Giulio Cesare e di un volume che prende spunto dal De bello Gallico e ci permette di conoscere il condottiero e l'uomo. Il titolo è Cesare. La conquista dell'eternità, pubblicato da Mondadori. La lettura ideale per chi non si perde un'uscita sulla storia romana.

▪️Francesco. Il primo italiano di Aldo Cazzullo
Aldo Cazzullo ci restituisce il ritratto di San Francesco, patrono d'Italia, in Francesco. Il primo italiano, pubblicato da HarperCollins. Questo volume ci racconta la sua vita attraversandone tutte le fasi. E lo fa utilizzando le fonti medievali, compresa la prima biografia condannata al rogo, sino ad arrivare a opere più recenti. Per chi desidera scoprire la vita di un grande personaggio, un simbolo religioso ma anche un uomo che ha fatto la storia.

La saga di Stefania Auci ha tenuto incollati alle pagine tantissimi lettori, regalando emozioni, restituendoci una storia avvincente e capace di portarci nel sud Italia a partire dalla metà del 1700. L'ultimo volume uscito è L'alba dei leoni. La saga dei Florio, il prequel dei due che sono stati pubblicati in precedenza (che trovate QUI e QUI). Ambientato nel 1772 ci accompagna prima a Bagnara Calabra e poi a Palermo, in Sicilia, nel 1799 con Paolo e Ignazio. Per chi vuole scoprire di più sull'epoca e ha divorato i libri precedenti. Pubblicato da Casa Editrice Nord.

▪️La vita segreta dei girasoli di Marta Molnar
Ambientato tra passato e presente, La vita segreta dei girasoli di Marta Molnar ci fa immergere nella Parigi della fine Ottocento insieme a Johanna, vedova e sola con un bambino piccolo. L'unica cosa che possiede sono i dipinti del cognato Vincent, proprio quel van Gogh che ci ha lasciato opere immortali. Il libro ci fa viaggiare anche in avanti nel tempo, a un secolo dopo, portandoci a New York dove conosciamo Emsley in un momento complicato della sua vita. Questo romanzo è indicato per chi ha voglia di immergersi in una storia al femminile. Pubblicato da Libreria Pienogiorno.

▪️Polvere. Atto Primo di Carmen Laterza
Siamo, invece, nel 1976 con Polvere. Atto Primo di Carmen Laterza. Ci troviamo catapultati di cinquant'anni indietro nel tempo, in Friuli il 6 maggio di quell'anno, quando la terra trema e la vita di coloro che vivono tra Gemona e i paesi della zona alta della regione cambia per sempre. In questo libro l'autrice ci racconta i giorni dell'emergenza, fatti di dolore ma anche di mani che si tendono per aiutare e di tanta forza. La lettura indicata per chi vuole conoscere meglio la storia più recente. Pubblicato da Libroza.

È la biblioteca più antica del mondo ancora in attività: si trova in Italia


È la biblioteca più antica del mondo ancora in attività: si trova in Italia
Ha una storia incredibile, custodisce un patrimonio inestimabile

👉 fonte: Esquire.com

A vedersi dall'esterno, l'edificio della Biblioteca Capitolare è piuttosto ordinario. Un ignaro turista difficilmente sospetterebbe che in quelle pareti è custodito un patrimonio librario inestimabile, risalente a secoli e secoli fa. Non saprebbe neanche immaginare una storia rocambolesca, di salvataggi in extremis e clamorosi ritrovamenti, eppure è tutto vero, documentato. Vale anche per il primato: la Biblioteca Capitolare, ospitata nel complesso architettonico della Cattedrale di Verona, è la più antica al mondo ancora in attività, sopravvissuta a pestilenze, guerre e catastrofi naturali lungo 1500 anni di storia.
Nasce nel V secolo come un polo del sapere al quale possono attingere i sacerdoti nel corso della loro formazione. È il Codice di Ursicino, dell'agosto 517, il documento che ne certifica la continuità. Ma attenzione: la presenza del De Civitate Dei di Agostino o l'unico esemplare esistente delle Institutiones di Gaio, reperti ancora più antichi del Codice, provano che la biblioteca è ancora più antica del primo documento ufficiale.
Furono ospiti della Biblioteca Capitolare Dante Alighieri, che vi tenne la sua celebre orazione latina Quaestio de aqua et terra; Francesco Petrarca, che vi trovò le lettere di Cicerone ad Attico, Quinto e Bruto, facendo la storia della filologia.
La storia della Capitolare di Verona è piena di colpi di scena alla Dan Brown. Nel VII secolo, il bibliotecario Agostino Rezzani nascose il patrimonio librario per proteggerlo, ma morì senza aver rivelato a nessuno dove si trovasse. I libri furono trovati soltanto nel secolo successivo, scatenando un'ondata di entusiasmo tra gli intellettuali europei. La biblioteca fu a rischio almeno altre due volte: durante l'inondazione dell'Adige, del 1882, e nel tragico bombardamento degli Alleati del 4 gennaio del 1945. La scampò per un pelo: il bibliotecario Giuseppe Turrini riuscì a portare in salvo i manoscritti prima della distruzione dell'aula maggiore. Nel '48 la biblioteca era già aperta di nuovo.
La Biblioteca Capitolare custodisce oltre 70.000 monografie, 1.280 manoscritti e 11.000 pergamene. Famoso l'Indovinello Veronese, rappresenterebbe la prima traccia di volgare italiano.

venerdì 13 febbraio 2026

"La Stanza di Antonio" apre le porte ai lettori: unitevi al blog con le vostre recensioni


C'è una bellissima citazione di Umberto Eco che amo particolarmente: "Chi legge vive mille vite". Io, nel mio piccolo, ci aggiungo che "vivere mille vite è ancora più bello se poi ci si ritrova tutti insieme a raccontarsele"…
In questo mio piccolo angolo dedicato ai libri, alle storie e alle parole che cambiano il mondo, è arrivato il momento di fare un passo in più. La lettura è sì un'esperienza intima ma diventa davvero viva quando viene condivisa. Per questo ho deciso di invitare altri lettori (sì, proprio voi che state leggendo) a raccontare qui le loro impressioni sui libri che hanno amato, detestato o semplicemente vissuto.
Che si tratti di un romanzo che vi ha tenuti svegli fino a tardi, di un saggio che vi ha aperto una prospettiva nuova o di una storia che non siete riusciti a finire, la vostra voce può arricchire questo spazio e, magari, trasformarlo in un dialogo continuo.
Se vi va di partecipare, inviate la vostra recensione: breve o lunga, tecnica o emotiva, rigorosa o scritta di getto. L'importante è che sia autentica, come ogni lettura merita. Quindi, ben vengano:
- Punti di vista inediti su grandi classici;
- Scoperte di nicchia che meritano più luce;
- Emozioni nude e crude, senza filtri.
Le pagine più belle, dopotutto, sono quelle che si leggono insieme.

Per partecipare, basta inviare una mail a
ucciorosato @ gmail .com