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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

lunedì 15 giugno 2026

Va' dove ti porta un libro. Il successo dei book club


Va' dove ti porta un libro. Il successo dei book club
Incontrare sconosciuti, sulla base di un amore comune: quello per saggi e romanzi. È così che questi spazi si stanno diffondendo in Italia. Siamo andati a vedere come funzionano

👉 fonte: d Repubblica

Una domenica di fine maggio, al parco della Casa del Jazz di Roma, l'unico suono che si sente è lo sfogliare delle pagine dei libri. Poco prima un ragazzo, amplificato da una piccola cassa audio, ha detto: "Mi chiamo Simone D'Ercole e sono un divulgatore letterario. La mia missione è condividere l'amore che ho per la lettura e far sì che più gente possibile se n'innamori. Leggere è prendere un respiro da un mondo che corre troppo. Oggi ci fermeremo. Buona lettura". D'Ercole ha 28 anni e una pagina Instagram da mezzo milione di follower, @side_book. Con Fondazione Musica per Roma ha organizzato questo Silent Book Party: ci s'incontra in un dato luogo e si legge in un silenzio moltiplicato, alla fine chi vuole condivide la sua lettura.
Il 17 giugno, sempre a Roma, lo farà anche Alessandro Baricco con La tempesta silenziosa, una lettura integrale de Le notti bianche di Dostoevskij in luoghi storici della città, ma gruppi simili esistono in tutta Italia. Il libro è, letteralmente, luogo d'incontro? Spiega D'Ercole: "Durante il Covid molti giovani dai 16 ai 20 anni hanno iniziato a fare video su TikTok ridando uno slancio fortissimo alla lettura. S'incontravano online per leggere in silenzio e chiacchierare del libro. È il paradosso dei social: il momento solitario per eccellenza, vissuto dalle persone solitarie per eccellenza, crea una comunità. Io ho iniziato chiedendo ai ragazzi in università che libro volessero vivere o che libro volessero dimenticare per rileggerlo. Era bello uscire dallo schermo per incontrare persone dal vivo".
Larissa lavora al dipartimento di Tutela ambientale ed è all'incontro per conoscere persone e perché "mi ritrovo a leggere da sola in bus, sul balcone, ma qui sono nel verde, che è il mio campo di lavoro". Una bibliotecaria della Sapienza trova il silenzio che non ha in facoltà. Un gruppo di amici condivide lo stesso plaid: "L'idea di unirsi per fare una cosa silenziosa è già atipica. Volevamo provarci a casa, ma lì parliamo. Se la organizzassimo noi sarebbe fallimentare, ci vorrebbe un ente sovrintendente al silenzio". Molti dicono che a casa il telefono, la lavatrice, il frigo, sono dispositivi della distrazione. Qui invece si ritrovano tutti nello stesso momento, ma altrove: nella baleniera Pequod di Moby Dick, in tre camere a Manhattan di Georges Simenon, nella taverna di mezzanotte di Yarō Abe, nella casa di riposo dove non riposa l'ex spia dei servizi segreti de L'uomo che morì due volte, nell'universo della Marvel, nella capanna di Tom Sawyer, in una cripta con i monaci de Il nome della Rosa. Una ragazza legge le ultime parole de L'odore della notte di Camilleri: "Meno male che è qua". Alza lo sguardo e sono ancora tutti qua. "Leggere è sempre stato abitare un posto. Qui si parte dalla messa a terra, sull'erba, dei titoli ambientati in epoche diverse, con personaggi diversi. Ciò che hai intorno scompare", racconta Vanessa, impiegata nel ramo assicurazioni.
Voltiamo pagina: Libraccio, Saronno. Dodici persone sedute in cerchio a parlare di Una questione di famiglia, romanzo di Claire Lynch, con la psicologa Chiara Maroso del centro Interapia. Siamo a un incontro di Biblioterapia, la lettura di un libro seguendone la trama psicologica. Sentir parlare di questa famiglia è come origliare di fatti non propri. "Dawn accetta che non fa per lei avere un marito e scopre di amare una donna in una società che non glielo permette", dice la psicologa. Sembra un racconto ma è realtà la storia di Alice De Angeli, su Instagram @libriconali: dieci ragazze, dal nord al sud, si conoscono online grazie alla comune passione per la letteratura asiatica. Decidono di affittare periodicamente un casolare sperduto per un ritiro di lettura, interrotto solo dalla realizzazione di contenuti social. "I libri - dice - fanno emergere momenti privati e siamo talmente a nostro agio che non si ha paura di piangere e raccontarseli". Spesso le persone non sanno con chi parlare di libri, conferma Martina Cotichella, fondatrice dell'Urban Book Club Roma. Dopo nove anni a Londra torna in Italia e, con i cinque amici che le rimangono, organizza un piccolo gruppo di lettura che oggi ha mille utenti su Telegram. Di recente, si sono dati appuntamento all'orto botanico con I miei stupidi intenti di Bernardo Zannoni. "Ci siamo sentiti parte della natura, come la faina protagonista, e abbiamo avuto più contezza del tempo naturale delle stagioni che non coincide con il tempo umano, ma con il qui e ora". Solo sette minuti a testa: il tempo a disposizione per raccontare un qualsiasi libro della vita, reportage o altro al gruppo lettrici (tutte over 50) della Libreria Baravaj di Milano. Federico Valera, libraio, vede nei book club un'idea performativa della lettura dove "comprare tutti lo stesso libro e vedere chi ne sa parlare meglio". Poi racconta di una signora del suo gruppo: "Aveva 7 minuti, ha letto una frase da Il passeggero di Cormac McCarthy: "La sofferenza fa parte della condizione umana e bisogna sopportarla. Ma l'infelicità è una scelta". Era appena morto mio padre e ci siamo trovati a parlare tanto". Ilenia Caito con il collettivo Bandelle è stata la prima a portare un Silent Reading Party in Italia, sui tetti di Bari Vecchia. Ha invitato le persone a leggere in un negozio di trapunte e piumoni, in pigiama. "Per me è una questione politica e civile: far sì che la lettura sia visibile è un messaggio potente. Leggere è un atto individuale, renderlo collettivo significa dargli un'identità nuova, prismatica e comunitaria. Una rivoluzione".

Il borgo con la strada di libri in Italia: qui ci sono 2 residenti e 3mila romanzi in pieno centro


Il borgo con la strada di libri in Italia: qui ci sono 2 residenti e 3mila romanzi in pieno centro
Un'iniziativa culturale che richiama l'attenzione di centinaia di persone

👉 fonte: Men's Healt

Chi l'ha detto che la lettura nel nostro Paese non è più un valore è perché non ha mai visitato questo paesino, dove l'amore per questa forma d'arte non solo è intatto, ma porta anche a organizzare un evento decisamente originale e apprezzabile. Le statistiche dicono che non siamo un popolo particolarmente propenso a leggere, la sempre più invadente presenza dei telefonini poi rischia di rubare ancor di più quel poco tempo libero che abbiamo per un hobby invece così fondamentale per la crescita dei giovani e delle persone in generale. Ma pare ci sia un posto dove questa "crisi" sia combattuta efficacemente. Stiamo parlando del borgo con la strada di libri in Italia.
Le iniziative culturali, non solamente nelle grandi città, ma anche nei piccoli paesi di provincia spesso si moltiplicano anche se non hanno l'eco che meriterebbero. Sempre più Comuni organizzano festival letterari che possono durare una sera, come un weekend e talvolta anche settimane. In mezzo a questi eventi apprezzati e meritevoli di riconoscimenti ce n'è uno che spicca per la sua originalità. Il posto dove viene allestito si trova vicino a Bergamo, precisamente in Val Serina, si chiama Tagliata e da qualche tempo molti lo identificano come il borgo con la strada di libri in Italia.
Qui, infatti, lo scorso agosto si è tenuta un'iniziativa che ha riscosso un successo tale che si è deciso di riproporla con la speranza che possa diventare un appuntamento fisso. E a quanto pare potrebbe essere così visto che si è già pronti a replicare anche quest'anno, ancora una volta il 6 agosto. Non resta che svelare di cosa si tratta. Quel giorno, sempre che il brutto tempo non si metta di traverso, la strada centrale di Tagliata sarà ricoperta di 3mila libri, tutte donazioni ricevute in questi dodici mesi. Un primo test, non aperto al pubblico, è stato compiuto a giugno e adesso non resta che attendere un paio di mesi per vedere una via lastricata di libri. Davvero un'immagine suggestiva.
E così Tagliata, ufficialmente abitato da due persone, anche se nei mesi estivi si popola di persone che hanno qui la casa e vengono a trascorrere qualche giorno di ferie, si appresta a diventare nuovamente il borgo con la strada ricoperta di libri in Italia. Il merito è tutto di Giovanni Cortinovis, residente a Busto Arsizio, in provincia di Varese, che nel piccolo paesino bergamasco torna nei mesi caldi dove c'è la casa di famiglia (sua madre è originaria proprio di Tagliata) che qualche anno fa aveva apposto in strada un mobiletto con una cinquantina di libri suoi e una scritta "Biblioteca estiva del borgo di Tagliata".
Mai avrebbe pensato che la sua idea potesse avere un seguito tale, fatto sta che anche altre persone hanno iniziato a donare dei libri e il mobiletto molto presto non riusciva più a contenere la mole di romanzi che erano arrivati. Prima si è costruita una struttura più grande, poi si è deciso per una sera di appoggiarli per terra. E così ecco che è nata la strada dei libri, pronta a ripetersi il prossimo 6 agosto. Al termine della serata i tesserati al club dei libri "Tagliati per la lettura" potranno prenderne cinque a testa, mentre gli altri solamente due. Ma c'è da essere quasi sicuri che ne andranno via parecchi, lo scorso anno furono circa 900, raccolti da persone che avevano raggiunto il borgo, venuti a sapere dell'iniziativa.

Richard Ford e la complessità delle cose semplici


Richard Ford e la complessità delle cose semplici
Un saggio, un'autobiografia intellettuale, straordinaria come il suo autore. "'La profonda incertezza dell'esistenza" è il " mio tema" ripete come un mantra Richard Ford in questo straordinario libro che è "Con parole semplici"

👉 fonte: Ansa

RICHARD FORD - CON PAROLE SEMPLICI (FELTRINELLI, PAG. 112, EURO 17,10)

Si domanda, ed è questo il nodo intorno al quale si sviluppa il piccola saggio, se e per quale motivo la sua scrittura sia stata considerata "politica", anche perché a suo avviso "non avrei saputo dire in che modo il fatto di essere considerati politici avrebbe reso migliori i miei racconti". Era il 1989 e sarebbe caduto dopo pochi giorni il muro di Berlino quando un giovane tedesco, si alzò durante un incontro ad Amburgo per chiedere a Ford se il suo Ottimisti potesse essere considerato un esempio di realismo socialista. A questa domanda oggi il grande autore si è sentito pronto a rispondere, dopo quasi quarant'anni. Lo fa in questo bellissimo saggio che è la biografia artistica di un autore, uno scrittore che, come raramente accade, viviseziona lo sviluppo della sua ispirazione per capire il senso più profondo della sua opera.
Lo fa partendo dall'inizio, da una citazione di Stendhal: "La politica in un'opera letteraria è come un colpo di pistola sparato nel bel mezzo di un concerto, qualcosa di forte e volgare, a cui è impossibile non prestare attenzione". La sceglie per dire che lui quello sparo non l'ha mai avvertito, mai capito e tantomeno ha mai avuto intenzione di spararlo. Sono stati i lettori a chiederglielo ma lui non l'ha mai avuta questa intenzione in modo chiaro. E quei racconta, scavando in profondità, quali erano le sue intenzioni dalla prima volta che gli è venuta l'idea di scrivere un romanzo per raccontare la sua terra, il Mississipi che ai tempi della sua gioventù, nei tardi anni quaranta e gli anni cinquanta, non era certo un luogo facile. Eppure scrisse il romanzo d'esordio, A Piece of My Heart pensando che erano solo gli esseri umani nella loro complessità che voleva mettere al centro della sua descrizione del mondo. E così lo stesso nel romanzo messicano, L'estrema fortuna, tutto ambientato ad Oaxaca, anche perché, spiega : "quello che sapevo dei romanzi politici era vago, perlopiù astratto'". Né tantomeno accettava l'idea che fosse poi il lettore a decidere il vero contenuto del libro, con quel meccanismo che Marchel Duchamp descrive dicendo: "Lo spettatore crea l'immagine".
"Ma rinunciare al mio libro per lasciarlo rimodellare dall'esperienza privata di un lettore era una concessione che non mi era mai stata congeniale". Era lui che voleva dettare la sua linea al lettore e, ne era convinto, questa linea non era politica pure in quel groviglio estetico ed intellettuale che è sempre un romanzo. E spiegando come questa sua, oserei dire, inconsapevolezza interiore, si è evoluta, parla della sua vita, delle scelte e delle casualità che lo hanno portato ad essere uno dei maggiori scrittori americani del Novecento.
Ma anche le letture, le passioni. Almeno fino a Sportswriter quando tutto diventa più chiaro. "Sappiamo per esperienza che l'effetto della vita è quello di essere imprevedibile, esigente, sorprendente, ampliando spesso ciò che diciamo, pensiamo, comprendiamo. Lo stesso vale per la finzione narrativa".

domenica 14 giugno 2026

Le condanne in Francia per dei clamorosi furti di libri rari


Le condanne in Francia per dei clamorosi furti di libri rari
Sei cittadini georgiani sono stati incarcerati per aver rubato dalle biblioteche volumi russi da centinaia di migliaia di euro, mai più trovati

👉 fonte: il Post

In Francia un tribunale ha condannato sei cittadini georgiani a pene fino a sette anni di carcere per aver rubato libri russi rari e costosi da varie biblioteche a Parigi e a Lione, tra il 2022 e il 2023. Tra questi ci sono edizioni di opere di Aleksandr Puškin, Nikolaj Gogol’ e Michail Lermontov dal valore di centinaia di migliaia di euro, che i ladri hanno rimpiazzato con copie false. Nessuno dei libri rubati è più stato trovato.
I sei cittadini georgiani, cinque uomini e una donna, fanno parte di un gruppo criminale diventato noto per aver compiuto una serie di furti eclatanti di libri russi in vari paesi europei, tra cui appunto la Francia. Lì sono avvenuti alla Bibliothèque Nationale de France e alla Biblioteca Universitaria di Lingue e Civiltà, entrambe a Parigi, e alla Biblioteca Diderot dell’Ecole Normale Supérieure a Lione.
L'uomo che ha ricevuto la condanna più severa, 7 anni di carcere, si chiama Mikheil Zamtaradze, ha 50 anni ed è ritenuto uno degli ideatori dei furti. Nel 2025 era già stato condannato in Lituania a tre anni e 4 mesi di carcere sempre per un furto di libri russi dell'Ottocento che complessivamente valgono oltre 600mila euro.
La storia di questi furti è stata ricostruita nei dettagli un anno fa dall'Economist, e racconta gli espedienti quasi da film messi in atto dai ladri, che hanno usato identità false e tecniche di contraffazione sofisticate. Riassumendola molto, è questa: i ladri andavano nelle biblioteche dove c'erano le edizioni preziose, che sono consultabili ma non si possono prendere in prestito; le fotografavano e le misuravano per poterne fare delle copie molto attendibili; e poi tornavano in seguito a rubare quelle vere e sostituirle.
Ciascuno aveva un compito: alcuni componenti del gruppo si occupavano di procurare i documenti contraffatti con cui registrarsi nelle biblioteche; altri facevano ricerche sui libri. C'erano poi falsari specializzati nel creare le copie dei libri, nel giro di due-tre settimane, utilizzando anche materiale d'epoca. Secondo quanto ricostruito, tra marzo e ottobre del 2023 Zamtaradze aveva visitato la BNF una quarantina di volte, sostenendo di stare conducendo una ricerca. A novembre la biblioteca si accorse che nove opere erano state sostituite da copie: la perdita è stimata sui 650mila euro.
A giugno del 2024 la casa d'aste russa Litfond ha inserito nel suo catalogo un'edizione del Prigioniero del Caucaso di Puškin corrispondente a quella rubata alla BNF. Ha poi sostenuto di avere tutti i documenti che dimostravano l'acquisto legittimo dal precedente proprietario, dieci anni prima.
Il movente del gruppo era prevalentemente economico, cioè fare soldi vendendo libri rari, ma secondo l'accusa le ragioni non si esaurivano lì. I criminali avrebbero agito su commissione. L'ipotesi è che il gruppo volesse riportare i libri in Russia, in un momento in cui le relazioni tra il paese e il resto dell'Unione Europea si erano fortemente deteriorate a causa dell'invasione russa su larga scala dell'Ucraina, iniziata a febbraio del 2022.

Lucinda Berry: La gemella silenziosa


Lucinda Berry: La gemella silenziosa

Titolo originale: Phantom Limb
Formato: Kindle (1.7 MB)
Pagine: 271
Editore: Newton Compton Editori (5 maggio 2026)
ASIN: B0GHZMQWG6
ISBN-13: 9791224204701

Data di acquisto: 11 giugno 2026
Letto dall'11 al 14 giugno 2026

Sinossi
Bestseller n. 1 negli Stati Uniti. È arrivato finalmente in Italia il thriller di cui tutti parlano.
Due gemelle segnate da un'infanzia difficile. Una speranza di rinascita. Una morte che riapre vecchie ferite.
«Un thriller intenso e inquietante, con un finale sorprendente che lascia senza fiato».
«Lucinda Berry costruisce un romanzo che esplora i traumi dell'infanzia e le loro conseguenze devastanti. Una storia che non si dimentica facilmente».
«Potente, con un finale inimmaginabile».
Emily ed Elizabeth hanno trascorso l'infanzia chiuse in una stanza, terrorizzate da una madre che beveva troppo e spariva per giorni. Il destino delle due gemelle, identiche in tutto e per tutto, sembra cambiare quando vengono salvate da una famiglia decisa a diventare il loro porto sicuro. Ma ci sono orrori che neanche l'amore può cancellare… Elizabeth si risveglia in ospedale, immobilizzata a letto e incapace di muoversi o parlare. L'ultima immagine che ricorda è il corpo della gemella nel bagno. Indagando sul mistero della morte di Emily, Elizabeth scopre segreti sconvolgenti, mentre i vuoti di memoria la costringono a ricordare ciò che aveva cercato di dimenticare: le percosse, il sangue, gli "amici speciali" della madre. La sua vita precipita a una velocità spaventosa mentre tenta disperatamente di ricomporre il puzzle psicologico del suo passato, prima che sia troppo tardi.

L'incipit del libro
Era sempre la stessa telefonata. Sempre le stesse suppliche disperate.
«Non dire una parola», implorava.
E a chi l'avrei detto? Ne avevo mai parlato con qualcuno? Era da anni che custodivo i suoi segreti.
Posteggiai nel mio spazio riservato e sollevai lo sguardo verso il terzo piano del nostro palazzo, ultima finestra a sinistra. Le tapparelle erano chiuse. Lo erano da giorni. Scesi dall'auto e mi incamminai verso l'ingresso, incrociando la signora Jasberson davanti alle cassette delle lettere. Controllava la posta almeno cinque volte al giorno per interagire con qualcuno che non esistesse soltanto sullo schermo del suo televisore.
«Salve, Elizabeth», mi disse quando mi vide. «Com'è andata al lavoro oggi?»
«Benissimo», risposi senza voltarmi. Non c'era bisogno di raccontarle che ancora una volta me n'ero andata tre ore prima della fine del turno.
«Di’ a tua sorella che dovrebbe stare di più al sole».
Mi voltai e le sorrisi aspettando l'ascensore. «Certo».


La mia recensione
"Volevo ricordare qualcosa. Qualsiasi cosa che avrebbe potuto aiutarmi a capire cosa stava succedendo, ma era come scavare nelle sabbie mobili. Ogni volta che nella mia memoria si apriva un piccolo spiraglio, veniva subito inghiottito da una sensazione di panico".
Bel thriller psicologico con piccole punte di horror… ma dal finale abbastanza prevedibile (già poco prima di metà libro si capisce come siano realmente andati i fatti).
La trama, senza portarla per le lunghe, è questa: due gemelle identiche, traumatizzate durante i primi anni della loro vita, trovano serenità e "calore umano" in una famiglia adottiva. Ma, dopo qualche anno, una muore per un incidente d'auto e l'altra prima smette di parlare e poi si risveglia in ospedale alle prese con un forte "vuoto di memoria". L'unica in grado di sbrogliare il bandolo della matassa sembra essere la loro psichiatra infantile che, sebbene le due gemelle siano ormai adulte, non ha mai smesso di stargli vicino. Eppure, nulla è ciò che sembra: le due gemelle, Emily ed Elizabeth, pur identiche nell'aspetto fisico, sono completamente differenti… una ha un carattere forte, l'altra è docile, arrendevole e piena di sensi di colpa.
I temi del romanzo di Lucinda Berry son veramente tanti, ma tutti molto delicati: infanzia negata, pedofilia, traumi, violenza, sensi di colpa e disturbi mentali.
La scrittrice americana (che nella realtà è davvero una psicologa) ha saputo creare una storia molto cruda, dalla tensione sempre continua e con personaggi perfettamente credibili; i colpi di scena son piazzati nei punti giusti anche se, come ho detto all'inizio, si capisce quasi subito come siano andate veramente le cose (ed è solo per questo fatto che non ho dato il voto massimo). Mi fermo qui per non fare spoiler più del dovuto…
Altro aspetto che non mi ha convinto del tutto: nella seconda parte del romanzo ci sono un bel po' di "spiegoni" a sfondo psichiatrico per chiarire il trauma subìto dalla gemella ricoverata… Tuttavia, lo riconosco: tutti questi "sermoni" erano necessari per "costruire" il gran finale.
Un romanzo scioccante, perciò, che può interessare a chi ama leggere quei thriller sui "giochi" della mente e sulle ferite dell'anima.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dall'1 al 7 giugno 2026 (Fonte: TuttoLibri del 13 giugno 2026):

1. Leone XIV - Magnifica humanitas. Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale
2. Antonio Manzini - I tramezzini di Rocco Schiavone. Rocco Schiavone, vol. 23
3. Santina Cosetta - Soltanto il giorno
4. Francesca Giannone - Gli anni in bianco e nero
5. Cristina Cassar Scalia - Le terme dell'Indirizzo. Vicequestore Vanina Guarrasi, vol. 10
6. Elle Kennedy - Il tradimento. The Campus, vol. 3
7. Elle Kennedy - Lo sbaglio. The Campus, vol. 2
8. Eiichiro Oda - One piece, vol. 113
9. A.V. - Snack Club. Operazione K
10. Luciana Littizzetto - Il tempo del la la la

sabato 13 giugno 2026

Zagor: gli albi del 1967


Zagor, albo n. 19: Territorio indiano
Uscita: gennaio 1967
Soggetto e sceneggiatura: Guido Nolitta
Disegni e copertina: Gallieno Ferri
Zagor aiuta il giovane Freddie Duncan, che si è messo nei guai profanando un collina sacra agli indiani, nella ricerca di un antico tesoro. Subito dopo, lo Spirito con la Scure si trova di fronte, però, un problema ancora più grave. Il mercante d'armi Black Jordan vuol far scendere sul sentiero di guerra Scure Gialla, capo dei Naskapi, per rifornirlo di fucili. Così, gli fa credere che i soldati hanno violato il trattato di pace. Il sakem, però, vuole parlare con il colonnello Clark. Zagor si impegna a portare l'ufficiale dai Naskapi, ma il viaggio è irto di pericoli…
In questo numero: a pag. 52 si conclude l'avventura precedente da pag. 52 "Territorio indiano".

Zagor, albo n. 20: L'inferno dei vivi
Uscita: febbraio 1967
Soggetto e sceneggiatura: Guido Nolitta
Disegni e copertina: Gallieno Ferri
Lo Spirito con la Scure deve fare da scorta per il trasporto di una grossa somma di denaro. Ma il convoglio è vittima di un agguato: i militari che Zagor accompagnava vengono uccisi e il nostro eroe rimane ferito gravemente. Soccorso da Tawar, uno stregone che ha lasciato la sua tribù, viene accusato di aver rubato il denaro e condannato ai lavori forzati a vita.
In questo numero: a pag. 19 si conclude l'avventura precedente; da pag. 19 "Una tragica missione".


Zagor, albo n. 21: La furia di Zagor
Uscita: marzo 1967
Soggetto e sceneggiatura: Guido Nolitta
Disegni e copertina: Gallieno Ferri
Riuscito a riconquistare la libertà, Zagor scopre chi è la mente diabolica dietro al complotto che gli è costato la prigionia. Ma deve anche saldare il debito con Tawar, che gli ha salvato la vita. Lo stregone, infatti, è prigioniero del capo dei Tunican, Mister-Mister, che vuole imitare i lati peggiori dei bianchi. Una volta aiutato l'amico, lo Spirito con la Scure deve vedersela con antiche mummie egiziane che riprendono vita…
In questo numero: a pag. 12 si conclude l'avventura precedente; da pag. 12 "Lo stregone scomparso"; da pag. 84 "L'agguato".

Zagor, albo n. 22: L'Avvoltoio
Uscita: aprile 1967
Soggetto e sceneggiatura: Guido Nolitta
Disegni e copertina: Gallieno Ferri
L'incontro con il professor Oldbones porta Zagor e Cico nella villa-museo di un suo collega egittologo, vittima di inspiegabili furti di cimeli archeologici. Il buffo detective Bat Batterton, assolutamente incapace di portare a termine un'indagine, brancola nel buio. Lo Spirito con la Scure segue però le tracce dei ladri fin nel deserto… dove il folle Krebs, un archeologo impazzito, ha ricreato un angolo di antico Egitto e sta costruendo una gigantesca piramide sfruttando il lavoro di pellerossa ridotti in schiavitù.
In questo numero: a pag. 63 si conclude l'avventura precedente; da pag. 64 "Smiling Joe"; da pag. 76 "Il colle dei gufi"; da pag. 126 "L'Avvoltoio".


Zagor, albo n. 23: La lunga notte
Uscita: maggio 1967
Soggetto e sceneggiatura: Guido Nolitta
Disegni e copertina: Gallieno Ferri
Il più sanguinario degli spiriti malvagi si aggira per i boschi, seminando la morte fra gli Honiasont. Uccide donne e bambini: lo chiamano l'Avvoltoio! Zagor indaga e scopre che si tratta di un uomo che nasconde un orribile segreto…
In questo numero: a pag. 70 si conclude l'avventura precedente; da pag. 71 "Il ricatto"; da pag. 95 "Allarme a Darkwood".

Zagor, albo n. 24: Le jene del mare
Uscita: giugno 1967
Soggetto e sceneggiatura: Guido Nolitta
Disegni e copertina: Gallieno Ferri
Jeff Nicols, un amico di Zagor, è disperato: suo fratello Teddy è stato ingiustamente incriminato e l'unico testimone che lo può scagionare è uno strambo cercatore di tesori, Digging Bill, che, intimidito dal vero colpevole, è fuggito alla ricerca del tesoro di Capitan Kidd. Nel tentativo di ritrovarlo, lo Spirito con la Scure si trova a dover affrontare anche una banda di diabolici naufragatori.

[post in allestimento]

Chi è Edward Bluemel, Poirot nella nuova serie tv tratta da Agatha Christie


Chi è Edward Bluemel, Poirot nella nuova serie tv tratta da Agatha Christie
Anche il terzo millennio avrà il suo investigatore: con o senza i baffetti (mustache) dei precedenti?

👉 fonte: Style Magazine

Anche il terzo millennio avrà il suo Poirot. La BBC ha annunciato una nuova serie tv con protagonista il detective più amato di sempre, che produrrà con l'appoggio della Agatha Christie LDT. Creato dalla regina del giallo classico Agatha Christie (1890-1976), il detective belga apparve per la prima volta nel romanzo poliziesco Poirot a Styles Court (1916). Il primo film è del 1931 (Alibi).
Il nuovo Hercule Poirot è Edward Bluemel: inglese, nato nel 1993, figlio di insegnanti. Ha debuttato nel 2017 a teatro e in tv. Da allora l'abbiamo visto nelle serie A Discovery of Witches, Sex Education, Killing Eve, Belgravia, My Lady Jane e nella versione inglese di Call My Agent (Ten Percent). Lindsay Salt, direttrice di BBC Drama, ha detto: «L'abbiamo scelto al primo provino: sarà il perfetto Poirot del terzo Millennio, unendo allo spirito del personaggio la sua modernità».
Per l'attore, la nuova serie Poirot (inizio riprese: quest'estate) sarà la seconda esperienza nel mondo di Agatha Christie, dopo I sette quadranti di Agatha Christie. Nella miniserie su Netflix, interpreta Jimmy Thesiger, uno dei ragazzi coinvolti nel complotto che ruota intorno alla scoperta di un cadavere nella villa in campagna da parte di Lady Eileen "Bundle" Brent.
La nuova serie su Poirot, dice il comunicato ufficiale, "sarà il ritratto intimo di un uomo nel periodo tra le due guerre mondiali". La mission di Edward Bluemel è impegnativa: viene dopo l'amatissimo David Suchet, interprete del detective dal 1989 al 2014 in una delle serie tv inglesi (e in alcuni film) più vendute nel mondo e tuttora in onda anche in Italia (TopCrime).
David Suchet è stato Poirot per 25 anni. Prima della serie e di alcuni film per la tv a lei contemporanei e prodotti sempre dall'inglese ITV, l'attore inglese nel 1985 aveva esordito nel mondo di Agatha Christie nel film Agatha Christie: 13 a tavola in cui interpretava non il detective, ma l'ispettore Japp. La serie Poirot è composta in tutto da 70 episodi. Lo stesso attore ha dichiarato di aver avuto l'approvazione della figlia della Christie. Il nipote della scrittrice ha aggiunto: «Personalmente, mi dispiace molto che lei non abbia mai visto David Suchet. Penso che visivamente sia di gran lunga il più convincente». Ma chi sono stati gli altri Poirot dello schermo? Eccoli.
I baffi esagerati (esattamente come li descrive Agatha Christie) caratterizzano l'investigatore di Kenneth Branagh, sua ultima incarnazione cinematografica. Nel 2017 uscì il primo film, diretto e interpretato dall'inglese: è il corale Assassinio sull'Orient Express, che con ben 352.794.081 di dollari incassati nel mondo (in Italia fu subito campione d'incassi) si garantì ben due sequel. Che, se non ci fosse stata la pandemia, avrebbero sicuramente replicato il successo: Assassinio sul Nilo (2022) e Assassinio a Venezia (2023, girato in laguna e con attori italiani come Riccardo Scamarcio).
Nel 2018, John Malkovich ha interpretato il suo primo e unico Poirot nella serie Agatha Christie: la serie infernale. Il detective deve vedersela con un serie killer che lascia come sua firma/unico indizio una copia della Guida Ferroviaria A.B.C.
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Sei saggi per comprendere il presente, i libri di attualità per la maturità e le letture per il colloquio orale


Sei saggi per comprendere il presente, i libri di attualità per la maturità e le letture per il colloquio orale
Una selezione di saggi imperdibili per la Maturità: libri di attualità per sviluppare il pensiero critico, arricchire il tema e stupire la commissione

👉 fonte: Studenti.it

L'Esame di Stato rappresenta uno snodo cruciale nel percorso formativo degli studenti, un momento in cui viene richiesta non solo la conoscenza delle materie scolastiche, ma anche una profonda consapevolezza del mondo che ci circonda. Orientarsi tra le sfide della contemporaneità è fondamentale, soprattutto per affrontare con successo la Tipologia C della prima prova scritta (il tanto temuto tema di attualità) e per costruire collegamenti multidisciplinari brillanti davanti alla commissione. In questo articolo esploreremo sei saggi per comprendere il presente, selezionati con cura per offrire spunti di riflessione critici e originali. Scopriremo i migliori libri di attualità e le più stimolanti letture per il colloquio orale, affrontando temi che spaziano dall'intelligenza artificiale ai cambiamenti climatici, passando per la questione di genere, la crisi del mondo del lavoro e la pressione psicologica della modernità. Una guida completa che fornisce preziosi consigli di lettura per gli studenti per eccellere all'esame e, soprattutto, per diventare cittadini più consapevoli.
Quando si parla di preparazione per la maturità, spesso ci si concentra esclusivamente sui manuali scolastici e sulle antologie letterarie. Tuttavia, per spiccare davvero e dimostrare una maturità intellettuale autonoma, la lettura della saggistica contemporanea è uno strumento insostituibile. I saggi permettono di decodificare la realtà attraverso lenti interpretative inedite, lontane dalle semplificazioni dei social media e dei talk show televisivi. Leggere opere di divulgazione e analisi sociale aiuta a sviluppare un pensiero critico strutturato, essenziale per argomentare le proprie tesi durante la redazione di un tema.
Affrontare la traccia di attualità alla prima prova richiede infatti la capacità di citare fonti autorevoli, dati concreti e riflessioni filosofiche o sociologiche. Allo stesso modo, le letture per il colloquio orale si rivelano una risorsa strategica: presentare alla commissione un argomento partendo da un saggio recente permette di creare percorsi interdisciplinari originali, collegando l'educazione civica alla storia, alla scienza o alla letteratura. I libri di attualità non sono quindi solo un "compito extra", ma una vera e propria cassetta degli attrezzi per interpretare la complessità del nostro tempo e dimostrare di avere una visione aperta e documentata sul mondo.
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Gramsci oltre il mito, i nuovi "Quaderni" svelano il pensatore inedito


Gramsci oltre il mito, i nuovi "Quaderni" svelano il pensatore inedito
Un’edizione critica rivede la lettura del filosofo, politico e giornalista, liberandolo dalle strumentalizzazioni e mostrandone la complessa modernità

👉 fonte: RSI

Tornare ad Antonio Gramsci (1891-1937), ancora una volta. Tornare al filosofo, politico e giornalista italiano, intellettuale del Novecento. Fondatore del Partito Comunista d'Italia (1921), tenace oppositore del fascismo. Tornarvi per comprendere meglio, al di là delle personali appartenenze politiche, il peso del suo pensiero. Tornarvi, ancora, grazie a una nuova edizione dei suoi Quaderni del carcere, un'edizione che facendo emergere tutta la sua personalità porta a guardarlo oltre la strumentalizzazione politica. Dopo i due volumi con le traduzioni stese dallo stesso Gramsci in carcere e il volume coi primi quaderni di note teoriche, il nuovo volume (Istituto della Enciclopedia Italiana) comprende i quaderni gramsciani 5-8 ed è curato da Giuseppe Cospito, Gianni Francioni e Fabio Frosini.
Gramsci inizia la stesura dei Quaderni nel carcere di Turi, l'8 febbraio 1929, esattamente due anni e tre mesi dopo l'arresto (8 novembre 1926). Come ricorda Valentino Gerratana, che ha curato nel 2014 un'edizione dei Quaderni per Einaudi, «la lentezza di questa gestazione dipende solo in parte da condizioni esterne. Prigioniero di quel regime in cui il marxismo è diventato un reato, egli sa di dover essere preparato a tutto: anche a "sparire come un sasso nell’oceano" (è questa la prima impressione che riceve quando nel carcere romano di Regina Coeli apprende, erroneamente, di essere destinato alla deportazione in Somalia). Nell'incertezza della sorte che l'attende, anche quando sembra aprirsi lo spiraglio di una prospettiva meno pessimistica, il problema dello studio gli si presenta inizialmente come un sistema di autodifesa contro il pericolo di abbrutimento da cui si sente minacciato».
Per decenni, Gramsci è stato oggetto di una canonizzazione selettiva. Il dirigente comunista, il martire dell'antifascismo, il teorico dell'egemonia. Sono caricature indubbiamente vere, seppure non riescano a descrivere del tutto la sua personalità. E infatti sono i Quaderni a testimoniare una sua poliedricità difficilmente sintetizzabile. Anche perché il suo pensiero, come ha notato Giuseppe Vacca, «trascende l'orizzonte storico-politico del suo tempo e, quanto più passano gli anni e le sue opere si diffondono in contesti culturali lontani da quello in cui furono originariamente concepite, tanto più la sua ricerca si afferma come un "crocevia" delle maggiori "questioni" del nostro tempo: i dilemmi della modernità, la soggettività dei popoli, le prospettive dell'industrialismo, la crisi dello Stato-nazione, il fondamento morale della politica».
Del resto, fu lo stesso Gramsci a scrivere nei Quaderni che «la mia vita trascorre sempre ugualmente monotona» e, insieme, che la sua esistenza era spesa in una continua ricerca. Scrive: «Anche lo studiare è molto più difficile di quanto non sembrerebbe. Ho ricevuto qualche libro e in verità leggo molto (più di un volume al giorno, oltre i giornali), ma non è a questo che mi riferisco; intendo altro. Sono assillato (è questo fenomeno proprio di carcerati, penso) da questa idea: che bisognerebbe far qualcosa "für ewig"… Insomma, vorrei, secondo un piano prestabilito, occuparmi intensamente e sistematicamente di qualche soggetto che mi assorbisse e centralizzasse la mia vita interiore. Ho pensato a quattro soggetti finora… e cioè: Una ricerca sulla formazione dello spirito pubblico in Italia nel secolo scorso… Uno studio di linguistica comparata! Niente meno. Ma che cosa potrebbe essere più "disinteressato" e für ewig di ciò?… Uno studio sul teatro di Pirandello e sulla trasformazione del gusto teatrale italiano… Un saggio sui romanzi d'appendice e il gusto popolare in letteratura».
Sono parole che testimoniano quanto sia importante entrare a fondo nei Quaderni. Perché aiutano a leggere Gramsci "in autonomia", sottraendolo per quanto possibile dalle stratificazioni ideologiche, senza ovviamente avere la pretesa di depoliticizzarlo. I Quaderni tendono a mostrare così che il "vero" Gramsci non è una figura monolitica. È un uomo che attraversa un campo di tensioni. Un uomo, insomma, complesso.

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