"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

giovedì 17 settembre 2026

[RECENSIONE] Agatha Christie: Avversario segreto


Agatha Christie: Avversario segreto. Tommy e Tuppence, vol. 1

Titolo originale: The Secret Adversary
Formato: Kindle (425 KB)
Pagine: 219
Editore: Mondadori (10 marzo 2015)
ISBN-13: 978-8852061622
ASIN: B00TRNHQCQ

Data di acquisto: 15 settembre 2026
Letto dal 15  al 17 settembre 2026

Sinossi
L'ex ufficiale Thomas "Tommy" Beresford e l'ex infermiera Prudence "Tuppence" Cowley, spiantati e bisognosi di un impiego, amano l'avventura e il rischio. Grazie a una conversazione ascoltata per caso, i due giovani avventurieri si ritrovano sulle tracce di un'americana, misteriosamente scomparsa dopo aver ricevuto alcuni documenti segreti. Ma dove si nasconde quella donna?

L'incipit del libro
Erano le due del pomeriggio del 7 maggio 1915. Il Lusitania, colpito da due siluri, stava affondando rapidamente, mentre le scialuppe venivano calate in mare a gran velocità. Le donne e i bambini erano stati allineati lungo il ponte superiore e aspettavano il loro turno. Alcune si avvinghiavano ai mariti e ai padri; altre stringevano i figli al petto, disperate. Una ragazza, sola, se ne stava appartata dagli altri passeggeri. Era molto giovane, certo sotto i diciotto anni. Non sembrava spaventata: il suo sguardo grave e imperturbabile fissava l'orizzonte lontano.
«Vogliate scusarmi…».
Una voce d'uomo accanto a lei la fece sussultare: si voltò e riconobbe un passeggero che già in precedenza aveva attirato la sua curiosità per un certo modo misterioso di comportarsi. Non parlava con nessuno. Evitava qualsiasi genere di rapporto. Ed era solito guardarsi sospettosamente alle spalle.
Ora, lei notò che era fortemente agitato. C'erano gocce di sudore sulla sua fronte. E la sua faccia esprimeva un'incontenibile paura. Eppure, non lo aveva giudicato un tipo che avrebbe temuto l'incontro con la morte.
«Sì?». Il suo sguardo interrogativo si fissò negli occhi dell'uomo.
Lui rimase a osservarla, con disperata incertezza.
"Devo fare così" mormorò fra sé. "Sì… è l'unica alternativa". Poi, a voce alta, le chiese: «Siete americana?».
«Sì».
«Amate la vostra patria?»
La ragazza arrossì.

La mia recensione
"Ricatto significa che tu spifferi qualcosa se non vieni pagato. E, nel caso in questione, io non ho niente da spifferare, perché non so niente".
Avversario segreto, scritto nel 1922, è il secondo romanzo di Agatha Christie, il primo con protagonisti Tommy e Tuppence. Un romanzo, quindi, scritto un quarto di secolo fa: un periodo in cui il "giallo" così come lo intendiamo noi ancora non esisteva. In quegli anni era ancora un genere "acerbo": meno oscuro e più avventura che indagine vera e propria.
E questo libro ne è una chiara dimostrazione. La giovane Tuppence ed il suo carissimo amico Tommy, entrambi alle prese con le ristrettezze economiche di quel periodo (siamo negli primissimi anni subito dopo la Prima guerra mondiale) decidono di pubblicare un annuncio sul giornale dichiarandosi disponibili come "Giovani Avventurieri"… Da subito, pur non avendo nessuna esperienza in materia, si ritrovano invischiati nella più classica delle spy-story: una giovane donna, Jane Finn, è scomparsa dopo che le sono stati affidati dei documenti segreti. Documenti che stanno cercando anche alcuni oscuri e misteriosi personaggi. Basta citarne uno per tutti: Mr. Brown, dall'identità sconosciuta e dotato di mente diabolica, è interessato a quei documenti per una congiura bolscevica.
Ecco, qui sta tutto il "cardine" del romanzo: non c'è un "cattivo" da acciuffare (anzi, da subito sappiamo che si tratta di Mr. Brown) ma, piuttosto, ci viene spontaneo chiederci "Di chi possiamo fidarci?".
Tuppence e Tommy, zero esperienza nello spionaggio ma armati di tanto coraggio e volontà di riuscire nell'impresa, in questa loro prima avventura avranno a che fare con false identità, doppiogiochisti, inseguimenti e sequestri.
Al giorno d'oggi riesce difficile credere che i servizi segreti si rivolgano a due squattrinati ed inesperti giovani; nel 1922, nei romanzi di Agatha Christie, evidentemente era possibile…
Tuppence e Tommy sono una bellissima coppia di investigatori amatoriali: lei, infermiera durante la guerra, molto curiosa e precipitosa (anche troppo); lui, ex ufficiale e due volte ferito in guerra, riflessivo e cauto. Due personalità che si completano a vicenda.
Ma veniamo al dunque.
Come avrete certamente capito, se vi aspettate una storia "alla Poirot" o "alla Miss Marple" rimarrete completamente spiazzati. In Avversario segreto, come ho detto poco fa, non c'è alcun delitto e non ci sono indizi da scovare. Qui c'è solo un mistero da risolvere ed una giovane donna da salvare prima che sia troppo tardi.
Però, ed è inevitabile, il romanzo risente moltissimo del trascorrere del tempo: storia parecchio credulona e quasi quasi grottesca, situazioni abbastanza sempliciotte (i servizi segreti affiderebbero mai una delicata missione a due giovani che non sono "del mestiere"?). Senza contare sul fatto che tutti i personaggi (comunque ottimamente caratterizzati, va detto) si comportano secondo copione: buoni da una parte e cattivi dall'altra. Unica eccezione: la sfuggente ed enigmatica figura di Mr. Brown… La sua identità, una volta smascherato, avrà veramente del clamoroso!
Avversario segreto, a conti fatti, si è rivelata una gradevole lettura (poco più di 200 pagine ma si leggono in un niente) in grado di farci immergere nelle atmosfere degli anni '20 del secolo scorso.
📌 Voto: ⭐⭐⭐ (3 su 5)

mercoledì 16 settembre 2026

Due thriller internazionali che trasformano il delitto in un gioco perverso con il lettore


Due thriller internazionali che trasformano il delitto in un gioco perverso con il lettore
Due thriller diversissimi costruiscono il mistero intorno a protagonisti che hanno qualcosa da nascondere. In Cara Debbie di Freida McFadden la rabbia di una donna diventa il motore di una vendetta imprevedibile, mentre ne Il crocevia di Edogawa Ranpo un assassinio apparentemente semplice precipita in un enigma che sembra impossibile da spiegare

👉 fonte: Libreriamo

Libri thriller come: Cara Debbie di Freida McFadden e Il crocevia di Edogawa Ranpo appartengono, in modi profondamente differenti, ma sono allo stesso modo avvincenti.
Il primo utilizza gli strumenti del thriller psicologico contemporaneo per trasformare una donna apparentemente ordinaria in una protagonista sempre più imprevedibile; il secondo parte addirittura da un assassinio di cui conosciamo immediatamente autore e circostanze, per poi introdurre un elemento inspiegabile capace di mandare in frantumi ogni certezza.
Due libri lontanissimi per epoca, cultura e costruzione narrativa, accomunati dalla stessa tentazione: portare il lettore dentro il crimine invece di lasciarlo tranquillamente fuori a osservarlo.
Il thriller funziona spesso grazie a una promessa molto semplice: alla fine sapremo chi è stato. McFadden e Ranpo complicano questa regola perché ciò che conta non è soltanto arrivare a una soluzione, ma osservare cosa succede quando la normalità comincia lentamente a deformarsi. In entrambi i romanzi il crimine nasce all'interno di relazioni intime, tra matrimoni, tradimenti, risentimenti e verità nascoste, ma prende poi due direzioni opposte. McFadden guarda alla famiglia contemporanea e trasforma il risentimento in una miscela di ironia nera e suspense psicologica; Ranpo costruisce invece un meccanismo criminale che porta il lettore nel territorio dell'impossibile. Ed è proprio questa distanza a rendere i due libri interessanti da leggere insieme.

▪​ Cara Debbie di Freida McFadden
Debbie Mullen conosce molto bene i problemi degli altri. Per anni ha risposto alle lettere delle donne del New England attraverso la rubrica "Cara Debbie", ascoltando mogli trascurate, sminuite e maltrattate e cercando di offrire loro quella lucidità che spesso è difficile trovare quando si è intrappolati dentro una relazione. È una posizione privilegiata e insieme paradossale: Debbie sa riconoscere perfettamente le crepe nelle vite altrui, mentre quelle della propria stanno diventando sempre più profonde.
Una misteriosa lettera minaccia infatti di riportare alla luce un passato che vorrebbe dimenticare, perde il lavoro, le figlie adolescenti cominciano a comportarsi in maniera insolita e anche il marito sembra custodire qualcosa che lei non conosce. A quel punto la donna abituata a suggerire prudenza agli altri smette progressivamente di applicarla a se stessa. La stessa casa editrice presenta il romanzo come un thriller in cui Debbie passa dai consigli all'azione, facendo della vendetta uno degli elementi centrali della storia.
È qui che Cara Debbie trova il suo elemento più interessante. Freida McFadden prende una figura rassicurante, la dispensatrice di consigli capace di rimettere ordine nelle esistenze altrui, e la colloca dentro una situazione nella quale quell'ordine non sembra più possibile. Debbie diventa così un'antieroina la cui rabbia mette continuamente in discussione il confine tra reazione comprensibile e comportamento pericoloso.
Il thriller domestico diventa il luogo ideale per farlo perché dietro la normalità della famiglia, del matrimonio e del lavoro possono nascondersi forme di controllo, risentimento e frustrazione accumulate per anni. McFadden gioca inoltre con una domanda scomoda: cosa accade quando una donna che ha sempre saputo cosa sarebbe stato ragionevole fare decide che essere ragionevole non le interessa più? È una premessa che permette alla suspense di nascere non soltanto dai segreti che Debbie cerca di scoprire, ma dalla stessa protagonista, perché diventa sempre più difficile prevedere quanto lontano sia disposta ad arrivare.
Pubblicato in Italia da Newton Compton l'8 settembre, Cara Debbie arriva dopo il successo internazionale ottenuto dall'autrice nel thriller psicologico. La casa editrice indica per McFadden oltre 56 milioni di copie vendute nel mondo e traduzioni in più di 45 lingue, un fenomeno editoriale costruito proprio sulla capacità di utilizzare ambienti apparentemente familiari come spazi nei quali far esplodere segreti e ossessioni.
Anche in questo caso la forza della storia sembra nascere dallo scarto tra ciò che dovrebbe essere rassicurante e ciò che progressivamente smette di esserlo: una rubrica di consigli, una famiglia, un matrimonio e una donna che ha trascorso anni a spiegare agli altri come rimettere ordine nella propria vita.

▪​ Il crocevia di Edogawa Ranpo
Con Il crocevia il gioco cambia completamente, perché Edogawa Ranpo consegna quasi immediatamente al lettore ciò che molti gialli conserverebbero per le ultime pagine. Ise Shōgo, presidente di un'azienda, detesta la moglie Tomoko ed è coinvolto in una relazione con la giovane segretaria Oki Harumi.
Quando Tomoko sorprende i due nell'appartamento dell'amante, Ise la strangola. Non dobbiamo quindi scoprire chi abbia commesso il delitto: lo sappiamo. Il problema diventa liberarsi del corpo. Ise decide di trasportarlo nella propria Cadillac fino a un pozzo abbandonato nei pressi della diga di Fujise, ma durante il viaggio rimane coinvolto in un incidente a un incrocio sotto un cavalcavia di Shinjuku. Ed è a questo punto che Ranpo introduce l'elemento capace di trasformare un omicidio quasi lineare in qualcosa di molto più perturbante: nell'automobile compare il cadavere di un'altra persona.
Il lettore viene così trascinato dentro un enigma che sembra violare la logica stessa della situazione. Il primo cadavere ha una provenienza precisa, un assassino e un movente; il secondo rompe improvvisamente il sistema. Ranpo può quindi spostare l'attenzione dal tradizionale "chi è stato?" verso una domanda forse ancora più irresistibile: "come è possibile?".
È uno dei meccanismi più affascinanti del mystery, perché trasforma il lettore in qualcuno che deve ricostruire non soltanto le responsabilità, ma la realtà materiale degli eventi. Ogni particolare acquista importanza, ogni movimento può nascondere qualcosa e ciò che sembrava certo qualche pagina prima deve essere nuovamente sottoposto a verifica. L'incrocio evocato dal titolo assume allora anche una forza simbolica: è il luogo nel quale traiettorie diverse si sovrappongono e una storia criminale apparentemente comprensibile devia verso qualcosa di molto più difficile da decifrare.
Dietro lo pseudonimo Edogawa Ranpo si trova Hirai Tarō, nato nel 1894, che costruì il proprio nome d'arte richiamando foneticamente Edgar Allan Poe. La sua importanza nella storia del giallo giapponese va ben oltre il singolo romanzo: la sua opera ha contribuito in maniera decisiva allo sviluppo del mystery e del noir in Giappone, tanto che dal 1955 esiste un premio letterario che porta il suo nome.
Il crocevia, pubblicato in Italia da Atmosphere Libri nella collana Asiasphere e tradotto da Luca Domenichini, è indicato in uscita il 18 settembre 2026. È quindi anche un'occasione per avvicinarsi a uno degli autori fondamentali del mistero giapponese attraverso una storia che mostra quanto un delitto possa diventare inquietante proprio quando crediamo di aver già capito tutto.

Cara Debbie e Il crocevia sembrano quasi due estremi dello stesso genere. McFadden costruisce la tensione entrando nella vita quotidiana e facendo progressivamente vacillare tutto ciò che dovrebbe renderla stabile: lavoro, matrimonio, figli, fiducia. Ranpo procede nella direzione opposta, parte da un fatto criminale mostrato apertamente e introduce un'impossibilità che costringe a ricominciare l'indagine da capo.
Da una parte c'è una donna che per anni ha saputo suggerire agli altri quale fosse la scelta giusta e che improvvisamente decide di smettere di comportarsi secondo le regole; dall'altra un assassino convinto di sapere esattamente cosa sia accaduto che si ritrova davanti a qualcosa che neppure lui riesce immediatamente a comprendere.
Ed è forse questo il vero punto di contatto tra i due romanzi. Il thriller diventa più interessante quando non ci chiede soltanto di trovare un colpevole, ma incrina la posizione sicura dalla quale osserviamo la storia.
Debbie può farci comprendere la sua rabbia proprio mentre cominciamo a temere ciò che potrebbe farne; Ranpo ci rende testimoni di un omicidio e subito dopo ci dimostra che essere testimoni non significa necessariamente avere capito la verità. Due strade diverse per arrivare allo stesso luogo: quello in cui il lettore scopre che nel mistero la cosa più pericolosa non è ciò che ignora, ma ciò che era convinto di sapere.

Chi è il commissario Maigret: lo stile di Georges Simenon, i libri e la scheda del romanzo poliziesco


Chi è il commissario Maigret: lo stile di Georges Simenon, i libri e la scheda del romanzo poliziesco
Dallo stile essenziale di Georges Simenon alle abitudini del commissario Maigret: una guida completa per capire il giallo psicologico e fare la scheda libro

👉 fonte: studenti.it

Il commissario Maigret è una delle figure più iconiche e affascinanti della letteratura poliziesca. Creato dalla penna dello scrittore belga Georges Simenon, questo investigatore burbero ma empatico ha rivoluzionato il genere giallo, allontanandosi dai classici cliché deduttivi per abbracciare un'indagine profondamente umana e psicologica.
Esplorare l'universo di Jules Maigret significa immergersi nello stile inconfondibile di Simenon, scoprendo una produzione letteraria imponente e abitudini entrate nel mito, dalla fedele pipa alla passione per la buona cucina parigina.
I suoi romanzi rappresentano anche un modello perfetto per la preparazione di una scheda libro scolastica sul genere giallo. Analizzare una delle sue opere permette di comprendere come la descrizione delle atmosfere, lo scavo psicologico dei personaggi e la ricostruzione dell'ambiente sociale prevalgano sul semplice enigma della trama, offrendo spunti di rielaborazione ideali per gli studenti e per gli appassionati del Novecento.
Georges Simenon, nato a Liegi nel 1903 e scomparso nel 1989, è considerato non solo uno dei padri fondatori del noir europeo, ma anche uno degli scrittori più prolifici e tradotti del Ventesimo secolo. La sua incredibile produzione letteraria vanta centinaia di romanzi e racconti, nei quali l'autore ha saputo mescolare l'intrigo poliziesco a un'analisi sociale di straordinaria lucidità. Quando parliamo dei libri di Georges Simenon, facciamo riferimento a un patrimonio culturale immenso, capace di affascinare intere generazioni di lettori. Il suo approccio alla scrittura era tanto rigoroso quanto originale: Simenon lavorava con un vocabolario volutamente ristretto, di circa duemila parole, eliminando ogni aggettivo o avverbio superfluo per restituire una prosa scarna, essenziale e diretta. Questa scelta stilistica si traduceva in atmosfere dense e palpabili, dove la pioggia parigina, l'odore dei bistrot e la malinconia dei personaggi emergevano con una potenza evocativa senza eguali.
Lo stile di Simenon non si basava sull'azione sfrenata o sui colpi di scena spettacolari, bensì sull'osservazione minuziosa dei dettagli quotidiani e delle debolezze umane. Nei suoi testi, la vera suspense non risiede tanto nello scoprire chi sia l'assassino, quanto nel comprendere le motivazioni profonde e i drammi interiori che hanno spinto una persona comune oltre il limite della legalità. Questa peculiare attenzione alla psicologia dei personaggi ha permesso allo scrittore di traghettare il racconto d'indagine verso orizzonti letterari più alti, trasformando il crimine in un pretesto per esplorare le fragilità della società borghese e proletaria dell'epoca. Non a caso, grandi intellettuali e romanzieri contemporanei hanno spesso elogiato la capacità di Simenon di raccontare l'essenza dell'animo umano con una prosa tagliente e priva di fronzoli, capace di scavare fino alla radice dei sentimenti più oscuri.
Jules Maigret è un uomo dalle origini provinciali, nato intorno al 1887 a Saint-Fiacre, un immaginario villaggio dell'Allier. Suo padre era l'amministratore del castello locale, un dettaglio che ha forgiato il carattere del futuro poliziotto, educandolo fin da piccolo al rispetto delle gerarchie e fornendogli una solida base di buon senso contadino. Fisicamente, il commissario Maigret è un uomo imponente, dalle spalle larghe e dalla corporatura massiccia, che incute rispetto e riverenza al solo apparire.
A differenza degli agili eroi d'azione, si muove con passo greve e riflessivo, vestito quasi sempre con un cappotto dal bavero rialzato e una bombetta, avvolto dalla perenne nuvola di fumo della sua inseparabile pipa. La sua figura è rassicurante, pacata e profondamente umana, lontana mille miglia dagli stereotipi degli investigatori algidi o dotati di superpoteri logici.
Nella vita privata, Maigret è un abitudinario, un piccolo borghese che ama i piaceri semplici della vita. Un elemento fondamentale del suo microcosmo è la figura della signora Maigret, una moglie affettuosa, devota e dotata di un'infinita pazienza, che lo attende a casa con pietanze succulente e una comprensione silenziosa. La buona cucina francese e l'amore per il bere, in particolare per la birra fresca, il vino bianco e l'immancabile bicchierino di Calvados, non sono semplici vizi del protagonista, ma veri e propri strumenti che lo aiutano a rilassarsi e a sintonizzarsi con il mondo che lo circonda. Maigret non è un solitario tormentato come molti detective della tradizione hard-boiled americana, ma un uomo solido, integrato nelle istituzioni poliziesche del celebre Quai des Orfèvres, che tuttavia non rinuncia mai a esercitare la propria libertà di pensiero e il proprio personalissimo codice morale.
Ciò che ha reso il personaggio di Simenon una vera pietra miliare del romanzo poliziesco è il suo rivoluzionario metodo di indagine. Mentre investigatori classici come Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle o Hercule Poirot di Agatha Christie si affidavano principalmente alla deduzione logica, all'analisi scientifica degli indizi e a brillanti colpi di genio intellettuale, Maigret segue una strada del tutto diversa. Il suo approccio è fatto di immersioni lente e faticose nell'ambiente in cui si è consumato il delitto. Egli non cerca impronte digitali o mozziconi di sigaretta, ma annusa l'aria, ascolta i pettegolezzi dei portinai, frequenta i bar del quartiere e cerca di assorbire l'atmosfera dei luoghi in cui la vittima e i sospettati vivevano le loro vite ordinarie.
Il fulcro del metodo maigrettiano è l'immedesimazione. Il commissario cerca instancabilmente di mettersi nei panni degli altri, tentando di comprendere fino in fondo le ragioni sociali, umane ed emotive che hanno innescato la tragedia. Egli non giudica a priori, non divide il mondo in buoni e cattivi in modo netto, ma osserva il crimine come il risultato inevitabile di una pressione psicologica insopportabile. Questa profonda empatia lo porta a volte a provare una genuina pietà per gli assassini, tanto da cercare di proteggere, quando possibile, la dignità di chi ha sbagliato. L'intuito, piuttosto che la logica fredda, è il suo faro guida: Maigret aspetta con pazienza che la verità affiori da sola, emergendo dai silenzi, dalle contraddizioni e dalle confessioni liberatorie dei personaggi coinvolti.
La storia editoriale dei testi dedicati al celebre funzionario di polizia è vastissima e copre diversi decenni. In totale, Georges Simenon ha scritto ben settantacinque romanzi e ventotto racconti che vedono come protagonista assoluto il suo investigatore per eccellenza. La prima apparizione ufficiale avviene con la pubblicazione di Pietro il Lettone nel 1931, anche se la stesura originale risale all'anno precedente.
Da quel momento, il successo fu inarrestabile e attraversò i confini francesi per conquistare i lettori di tutto il mondo. In Italia, la diffusione di questi capolavori è legata a marchi editoriali storici: inizialmente introdotti da Mondadori negli anni Trenta, i testi hanno trovato una nuova, prestigiosa casa a partire dagli anni Novanta grazie all'imponente lavoro di recupero e ritraduzione promosso da Adelphi.
Leggere i libri di Georges Simenon significa intraprendere un viaggio affascinante attraverso la Francia della prima metà del Novecento, tra nebbiosi canali di provincia, locali fumosi di Montmartre, pensioni di terz'ordine e lussuosi palazzi aristocratici. Tra i capisaldi assoluti della serie, ideali per chi vuole avvicinarsi per la prima volta a questo universo, spiccano titoli indimenticabili come Il cane giallo, L'ombra cinese, La pazienza di Maigret e Maigret e la casa del giudice. Ognuno di questi volumi offre un'esperienza di lettura breve ma incredibilmente densa, in cui il mistero da risolvere fa da cornice a ritratti umani di rara potenza. La scrittura fluida e ipnotica fa sì che questi volumi scorrano velocemente, rendendoli perfetti anche per gli studenti che si trovano ad affrontare l'analisi narrativa durante il percorso scolastico.
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martedì 15 settembre 2026

[RECENSIONE] Daniele Mencarelli: Quattro presunti familiari


Daniele Mencarelli: Quattro presunti familiari

Formato: Kindle (1.3 MB)
Pagine: 286
Editore: Sellerio Editore (13 gennaio 2026)
ISBN-13: 978-8838949470
ASIN: B0G727NF68

Data di acquisto: 8 settembre 2026
Letto dal 9 al 15 settembre 2026

Sinossi
Il maresciallo Damasi e l'appuntato Circosta sono alle prese con il rinvenimento di uno scheletro nei boschi attorno al paese di Norma, in provincia di Latina. Il nuovo romanzo di Daniele Mencarelli. Un enigma che svela un mondo nero, intriso di desiderio e nostalgia del potere, di forza e violenza, in cui si aggirano personaggi macchiati dalla colpa, intossicati da errori e sogni. In loro si annida la luce di un riscatto.

L'incipit del libro
Il maresciallo Damasi a guardarlo sembra un sessantenne, uno di quei sessantenni risparmiati dal sovrappeso.
Non ricordo dove fossimo diretti, l'alba gelata rendeva la campagna industriale di Latina un deserto d'extra-comunitari e lampioni ancora accesi.
«Circosta, come trova un bar aperto si fermi che le offro cappuccino e cornetto. Oggi compio quarantanove anni».
Accennai, almeno così ricordo, un sorriso.
«Auguri».
Non tenni per me quella sorpresa, ne parlai per primo col brigadiere Liberati.
«Cazzo!». E rise come un pazzo, un pazzo che prova un piacere estremo per le disgrazie altrui. In meno di due ore tutta la caserma sapeva.
Liberati decise di fare scempio di quella sorpresa, trasformandola in materia per battute anche divertenti, sempre o quasi sempre a sfondo sessuale, ne sfornava a ciclo continuo.
Il maresciallo Damasi alla fine lo venne a sapere, fu un pranzo in mensa a dargli la prova materiale del mio tradimento.
Eravamo almeno una decina, intorno a Liberati che quel giorno sembrava essere in uno stato di grazia, a forza di ridere molti di noi avevano i crampi allo stomaco. «Ma vi rendete conto? C'ha quarantanove anni! Quarantanove! Quello pure il pisello c'avrà invecchiato, ce l'avrà incartapecorito». Poi piegò l'indice ad uncino: «Ecco il pisello del maresciallo in erezione». Un collega cadde dalla sedia.
Nessuno s'accorse dell'arrivo di Damasi, fermo sulla porta a guardarci. Molti si alzarono, altri fecero finta di niente.
Nessuno, però, riuscì a togliersi dalla bocca il sorriso.

La mia recensione
"Il ristorante-pensione della signora Garvan sembrava esser diventato un ricovero di malati di vario tipo, dai malati di mente ai malati per droga, ai malati per rimorsi e sensi di colpa e paure incontrollabili. In quest'ultima categoria di malati mi ci sentivo anch'io".
Non avendo mai letto altri suoi libri, non ho un metro di paragone vero e proprio per dare un giudizio sulla scrittura di Daniele Mencarelli. E forse è anche meglio: così non ho modo di essere condizionato.
Partiamo dalla trama di questo Quattro presunti familiari. In un bosco dalle parti di Latina viene rinvenuto uno scheletro: è perfettamente conservato ma non ha vestiti, oggetti o altri segni di riconoscimento. Ai carabinieri di Latina (ed in particolar modo al maresciallo Damasi ed al giovane appuntato Circosta) il compito di dare un nome a quei poveri resti che, da subito, si intuisce essere ossa di giovane donna. Vengono convocati quattro presunti familiari di tre donne scomparse negli ultimi vent'anni e, nei giorni che precedono la rivelazione finale del nome, toccherà proprio all'appuntato Circosta prendersi cura (letteralmente) di loro. Sulla carta un compito che si annuncia facile… Invece ne succederanno di tutti i colori!
Il protagonista, l'appuntato Circosta, è il classico antieroe per eccellenza: timido, maldestro con le donne, si sente un pesce fuor d'acqua in mezzo ai suoi colleghi carabinieri. Ma è maledettamente determinato a far bene il suo lavoro ed a diventare un uomo ed un carabiniere migliore di quello che lui stesso crede di essere.
Menzione speciale anche per il buon maresciallo Damasi (il solo a credere nelle potenzialità dell'appuntato Circosta) e per i quattro presunti familiari dello scheletro senza nome (un fratello, una sorella ed una coppia di genitori) che, mentre aspettano di sapere chi è il vincitore della "lotteria" del DNA, si trasformeranno in un coacervo di problemi, insoddisfazioni interiori, rabbia repressa, manie e patologie a non finire.
E poi c'è lei: Latina. La cittadina laziale non si limita a fare da semplice sfondo per lo scorrere degli eventi, ma diventa un vero e proprio personaggio e manifestazione di nostalgia fascista, potere e rancore.
Un noir atipico, molto descrittivo e dal ritmo quasi sempre lento: non c'è alcuna indagine, non c'è un caso da risolvere e non c'è un "cattivo" da acciuffare. E, diciamolo pure, molte domande non troveranno una risposta. Al centro di tutto c'è solo la mente umana. E c'è l'attesa: dei quattro presunti familiari, una volta appresa l'identità dello scheletro, solo uno avrà finalmente la pace che aspetta da vent'anni, gli altri continueranno a struggersi nella incertezza di non sapere che fine ha fatto la loro congiunta scomparsa.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

domenica 13 settembre 2026

"L'eremo dei folli": a caccia della verità con l'entomologia forense di Agnese Messina


"L'eremo dei folli": a caccia della verità con l'entomologia forense di Agnese Messina

👉 fonte: il Libraio

Fin da bambini impariamo a dar peso ai grandi eventi. Alle manifestazioni eclatanti, alle occasioni speciali. Il compleanno, il primo giorno di scuola, gli esami di stato. E se fosse un errore? O meglio, se il peso maggiore nelle nostre vite l'avessero eventi che consideriamo marginali? A volte sono i dettagli a fare la differenza. Le cose piccole, quasi invisibili. È quello che June McFlynn, la protagonista di L'eremo dei folli, impara grazie all'Entomologia forense. Studiando questa materia, scopre l'importanza di avere uno sguardo sul mondo che salta il macroscopico e si focalizza sul microscopico.
Ma cos'è l'Entomologia forense?
Quando sentiamo parlare di un'indagine, immaginiamo impronte digitali, tracce di DNA, telecamere di sorveglianza. Raramente pensiamo a una mosca. Eppure, proprio gli insetti possono custodire alcune delle informazioni più preziose sulla scena di un crimine. Non mentono, non dimenticano, non si lasciano suggestionare. Seguono soltanto le leggi della natura. È proprio su queste leggi che si fonda l'Entomologia forense, la disciplina che utilizza lo studio degli insetti per ricostruire eventi di interesse giudiziario, aiutando gli investigatori a rispondere a domande fondamentali: quando è morta una persona? Il corpo è sempre rimasto nello stesso luogo? Cosa è accaduto nelle ore successive al decesso?
Gli insetti possono aiutare a scoprire tutto questo, se interrogati nel modo corretto. E lo fanno con dati misurabili: lo stadio di sviluppo in cui vengono rinvenuti, le specie ritrovate, la distribuzione… Questi dati vanno, però, non solo collezionati, ma interpretati. È proprio lì che entra in gioco l'entomologo.
June ha imparato a osservare le minuscole differenze che possono far slittare la data della morte di una o più settimane, a distinguere due animali apparentemente identici grazie a un'ornamentazione sul torace visibile solo al microscopio, a notare delle discrepanze nella presenza o meno di un particolare insetto sul luogo di un crimine. Grazie a questi dettagli, l'entomologia forense offre soluzioni. E ci ricorda che i piccoli gesti sono spesso quelli che tradiscono, che rivelano bugie e mistificazioni. È semplice ripulire un luogo da prove evidenti come le impronte digitali. Ma lì, da qualche parte, c'è una piccola creatura che può svelare la verità.
Fantascienza? Potrebbe apparire così, ma l'Entomologia è una branca delle scienze forensi che esiste da secoli, per quanto sia ancora poco conosciuta in Italia.
Una delle prime testimonianze documentate dell'impiego degli insetti in un'indagine di omicidio risale al XIII secolo in Cina. Altre cronache narrano di un'indagine svoltasi a Parigi, nella seconda metà del 1800, in cui due coniugi accusati di aver nascosto il corpo di un bambino nelle pareti di casa sono stati assolti anche grazie alle prove entomologiche che datavano il fatto a due anni prima, quando l'immobile aveva altri proprietari. Anche oggi l'entomologia forense è utilizzata per risolvere casi reali, anche di importanza mediatica, e ricercatori e ricercatrici di ogni parte del mondo lavorano per affinare le conoscenze che permettono di esplorare nuove prospettive, ogni giorno più precise.
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Cinque thriller per un autunno da brividi


Cinque thriller per un autunno da brividi
I libri thriller perfetti da leggere in autunno: tensione alla stelle, colpi di scena e storie che non lasciano scampo

👉 fonte: Virgilio

Inquietanti, capaci di mettere alla prova la mente dei lettori, ma anche adrenalinici e con finali sorprendenti. I libri di genere giallo sono la lettura perfetta per chi è alla ricerca di romanzi forti, di tensione narrativa, di indagini e misteri. Quindi ecco la lista ideale da cui trarre spunti di lettura per questo periodo:

Cara Debbie di Freida McFadden
Debbie Mullen è la protagonista dell'ultimo romanzo di Freida McFadden, autrice bestseller di thriller al cardiopalma, ricchi di colpi di scena e anche diventati film di successo. Autrice di una rubrica di consigli, un giorno riceve una lettera che mette tutto in discussione e rischia di portare alla luce il passato. Ed è così che si scatenano una serie di eventi per cui perde il lavoro, le figlie sono strane e il marito cela qualcosa… Intrigante e sorprendente come ogni giallo di questa autrice.

La scala di seta di Marco Malvaldi e di Samantha Bruzzone
Un giallo scritto a quattro mani in cui si vedono indagare due protagoniste a dir poco eccezionali: Serena Martini, chimica di professione e Corinna Stelea, sovrintendente di polizia. Le due si ritrovano a cercare il colpevole della morte di Chiara, una donna investita sulle strisce pedonali che lavorava in uno studio di architettura. Tra sospetti e un palazzo del Trecento, le due si metteranno sulle tracce della verità.

Il Purgatorio degli Innocenti di Karine Giebel
Tensione alle stelle per una storia gialla che non lascia scampo ai lettori. Tre uomini e una donna hanno fatto un colpo in una gioielleria portandosi via un bottino da trenta milioni, ma non tutto è andato come doveva e ora li sta inseguendo la polizia. In auto con loro c'è un ferito, motivo per cui entrano nella casa di una donna, la prendono in ostaggio e le fanno curare l'uomo. Cosa accadrà in una situazione così piena di pericoli?

Love, mom di Iliana Xander
Dopo il funerale della madre, scrittrice di bestseller, ma mamma fredda e distante, Mackenzie Casper trova nella sua auto una lettera con intestazione "Dalla tua fan numero uno" e firmata "Con amore, mamma". Ed è solo la prima di una serie di missive che le rivelano piano piano un passato sconosciuto e una serie di sconvolgenti segreti. Oltre che di misteri. Love, mom di Iliana Xander è un romanzo incalzante e che non lascia scampo.

Ultime parole famose di Gillian McAllister
Camilla è pronta a tornare al lavoro proprio oggi: il congedo per la maternità si è concluso e sua figlia è pronta per andare all'asilo. Ma la sua vita prende una svolta inaspettata e terribile quando il TG passa una notizia: a Londra sono stati sequestrati alcuni ostaggi e il sequestratore è suo marito, Luke. Lo stesso uomo che lei considera un padre affettuoso e un eterno ottimista… Cosa accadrà ora?

Perché il Nordic Noir piace così tanto: da Netflix ai romanzi, il fascino oscuro del Nord Europa


Perché il Nordic Noir piace così tanto: da Netflix ai romanzi, il fascino oscuro del Nord Europa

👉 fonte: Agenda Online

Ci sono thriller che ti conquistano con una sparatoria, un inseguimento o un colpo di scena piazzato nei primi dieci minuti. Il Nordic Noir spesso fa esattamente il contrario. Ti porta in una cittadina dove apparentemente non succede nulla, lascia che tu osservi una strada vuota, una casa isolata, il mare d'inverno o un bosco nel quale la luce sembra arrivare con fatica. Poi qualcosa rompe quell'ordine. Una persona scompare, viene ritrovato un corpo, emerge un segreto rimasto nascosto per anni.
Ed è probabilmente qui che nasce una buona parte del suo fascino. Le serie Nordic Noir hanno trasformato Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda in uno degli scenari più riconoscibili del crime contemporaneo, prima attraverso i romanzi e successivamente grazie alla televisione e allo streaming. Netflix dedica ormai al Nordic Noir persino una sezione specifica del proprio catalogo internazionale, dove convivono produzioni come Detective Hole, Gli omicidi di Åre, L'uomo delle castagne, Deadwind e The Glass Dome.
Ma ridurre tutto alla neve, ai colori desaturati e a qualche investigatore depresso sarebbe un errore. Il successo del genere racconta qualcosa di più interessante: ci piace entrare in mondi che sembrano funzionare perfettamente e scoprire ciò che hanno cercato di nascondere.
Uno degli elementi più seducenti del crime scandinavo nasce proprio da una contraddizione. Nell'immaginario internazionale i Paesi nordici vengono associati a sicurezza, benessere, servizi efficienti, uguaglianza e qualità della vita. Il Nordic Noir entra in quella fotografia ordinata e comincia a incrinarla.
Dietro una famiglia rispettabile può esserci una violenza mai raccontata. Una comunità tranquilla può proteggere un segreto. La fiducia nelle istituzioni può nascondere corruzione, solitudine, differenze sociali e rapporti di potere. Gli studiosi del genere indicano proprio la critica al welfare e alle contraddizioni delle società nordiche tra gli elementi che ne hanno favorito l'attrazione internazionale.
Lo si vede bene in Quicksand, miniserie svedese del 2019 tratta dal romanzo di Malin Persson Giolito. Una sparatoria in una scuola esclusiva diventa il punto di partenza per osservare adolescenti privilegiati, famiglie benestanti, violenza e responsabilità. Il mistero interessa, naturalmente, ma ciò che resta è tutto quello che emerge intorno al crimine.
Poi c'è il Nord. E sarebbe ipocrita sostenere che non faccia parte del piacere della visione.
Il paesaggio nel Nordic Noir raramente è una semplice cartolina. Una distesa innevata può dare una sensazione di libertà e, pochi secondi dopo, diventare un luogo dal quale sembra impossibile fuggire. Un piccolo paese può apparire rassicurante finché non capisci che tutti conoscono tutti. Le giornate corte, la luce fredda, le strade vuote e le case isolate producono qualcosa che una sceneggiatura ambientata altrove difficilmente potrebbe replicare allo stesso modo.
La malinconia visiva viene considerata una delle caratteristiche riconoscibili del genere: ambienti urbani e rurali freddi, silenziosi, bellissimi ma spesso solitari, accompagnati da tonalità visive spente.
In Gli omicidi di Åre, produzione svedese del 2025 tratta dai romanzi di Viveca Sten, la neve della celebre località turistica non è una decorazione: isola i personaggi, nasconde, rallenta e rende ancora più evidente la distanza fra ciò che il paese mostra e quello che custodisce.
C'è anche un'altra ragione per cui torniamo verso queste storie: i loro investigatori sono raramente rassicuranti.
Bevono troppo, dormono poco, hanno matrimoni falliti, figli con cui non riescono a parlare, colleghi che non sopportano. A volte prendono decisioni discutibili. Il fascino sta proprio nella distanza dal poliziotto infallibile capace di entrare sulla scena del crimine e capire immediatamente tutto.
Jo Nesbø ha costruito su questa fragilità uno dei personaggi simbolo del noir norvegese. In Detective Hole, arrivata su Netflix nel 2026 e ispirata al romanzo La stella del diavolo, Harry Hole è brillante ma autodistruttivo, segnato dalle dipendenze e da una visione della giustizia che continuamente si scontra con le proprie debolezze.
Anche Dani, l'investigatrice di Synden, non arriva sul luogo del delitto con una vita perfettamente ordinata. Torna invece dentro una comunità legata al proprio passato, portandosi dietro una carriera in difficoltà e un rapporto spezzato con il figlio. Il caso da risolvere e quello personale finiscono inevitabilmente per contaminarsi.
Siamo abituati a piattaforme che cercano di convincerci a non cambiare titolo nei primi minuti. Il Nordic Noir conserva invece una strana fiducia nello spettatore. Può aspettare.
Lascia sedimentare un sospetto, concede spazio a una conversazione apparentemente secondaria, permette a un silenzio di durare qualche secondo in più. La tensione non dipende necessariamente dalla quantità degli eventi, ma dalla sensazione che qualcosa non sia al posto giusto.
Naturalmente il genere si è trasformato e contaminato. Non esiste un regolamento che stabilisca cosa possa chiamarsi Nordic Noir: gli studi accademici stessi sottolineano quanto l'etichetta sia diventata ampia e persino una sorta di marchio internazionale.
Eppure riconosciamo quasi immediatamente certe storie. Forse perché ci hanno insegnato a diffidare della tranquillità.
Prima che Netflix portasse il genere nelle nostre case con una quantità impressionante di produzioni, c'erano i libri. Henning Mankell, Stieg Larsson, Jo Nesbø, Camilla Läckberg, Jussi Adler-Olsen e molti altri autori hanno costruito un immaginario che il cinema e la televisione hanno successivamente amplificato.
La studiosa Kerstin Bergman individua proprio nel successo internazionale di Millennium di Stieg Larsson uno dei fattori decisivi nell'esplosione mondiale del fenomeno, insieme ai paesaggi nordici, alla critica sociale e alla presenza di personaggi femminili forti.

sabato 12 settembre 2026

[RECENSIONE] Freida McFadden: The dinner party

Freida McFadden: The dinner party

Titolo originale: The dinner party
Formato: copertina flessibile
Pagine: 219
Editore: Newton Compton Editori (7 luglio 2026)
ISBN-13: 9791224207900

Data di acquisto: 13 agosto 2026
Letto dallì8 al 12 settembre 2026

Sinossi
Dall'autrice del bestseller Una di famiglia.
L'autrice più venduta al mondo: 50 milioni di copie vendute nel mondo e da oltre tre anni nella classifica dei bestseller
22 possibili finali. Il destino è nelle tue mani… e ogni scelta può essere fatale!
Sei al verde. Non hai modo di pagare l'affitto e stai per essere sfrattata. Per fortuna, una tua amica ti ha offerto un lavoro come cameriera a una cena… in una villa isolata, lassù su Peyton's Peak. Il compenso sarebbe sufficiente a coprire due mesi di affitto e a rimetterti in piedi. È un'occasione d’oro, che risolverebbe i tuoi problemi. Ma tutta la faccenda suona davvero sospetta. I soldi sono tanti, ma ci dev'essere per forza qualche terribile fregatura.
Probabilmente dovresti rifiutare… A quanto pare, la scelta spetta a te. Sei tu a decidere se andare alla cena o restare a casa a leggere un libro. Sei tu a decidere se dare un passaggio all'autostoppista malconcio sul ciglio della strada. Sei tu a scegliere se andare a sinistra o a destra al bivio. Per una volta, la decisione è completamente nelle tue mani. Allora… cosa farai?

L'incipit del libro
Sei al verde.
Non che prima navigassi nell'oro. Fare la cameriera in una tavola calda è un lavoro duro e mal pagato. Vivi alla giornata da anni, ma negli ultimi tempi la situazione è peggiorata. L'anno scorso hai avuto qualche problema con la legge e, anche se hai evitato il carcere, ora sei senza soldi e hai accumulato un sacco di debiti sulla carta di credito. Sei in ritardo di due settimane con il pagamento dell'affitto alla tua coinquilina, che non è certo un tipo gentile e indulgente e non la prenderà con filosofia.
Inoltre, non hai un ragazzo da diciannove mesi. Non che questo c'entri con il fatto che sei in bolletta, ma è un altro aspetto negativo della tua vita. A proposito, la tua coinquilina, Blair, invece ce l'ha un ragazzo, e i due sono piuttosto… rumorosi.

La mia recensione
"Puoi aprire la gabbia di una belva, ma non puoi costringerla a saltare fuori e sbranare tutti quelli che sono in casa".
Un gamebook che mi ha lasciato con una colossale delusione! L'autrice, la statunitense Freida McFadden, ha voluto fare un esperimento di racconto con più finali possibili (in questo caso sono ben 22), ma il risultato è stato un disastro: perché spacciare un libro per thriller se, in The dinner party, di thriller non ce n'è? È solo un mucchio di assurdità buttate a casaccio: a seconda del percorso che intraprenderete vi ritroverete, tanto per citarne qualcuno, faccia a faccia con un autostoppista assassino, lo yeti, un metalupo preistorico, dei commensali cannibali, un fantasma (che, per giunta, ha il timore che possano arrivare i Ghostbusters!) ed un licantropo miliardario…
Insomma, per farla breve, alla fine di ogni capitolo (son 73 e tutti brevissimi) saremo chiamati a scegliere come far proseguire la storia della protagonista Sloan, optando tra due diverse diramazioni (con ognuna di esse che fa avanzare la storia in un certo modo).
Diciamola tutta: come idea di fondo non è male, ma è come è stato impostato il tutto che non mi ha proprio convinto. A cominciare dalla trama: Sloan, alle prese con problemi economici e personali a più non posso, viene contattata da un'amica per un lavoro da cameriera per una sera in una lussuosa villa isolata e quasi nascosta tra le montagne di Peyton's Peak. Il compenso, per quella singola serata, è stratosferico. Dove sta la fregatura? E lei accetterà o rifiuterà l'incarico? Sta al lettore decidere, di volta in volta, quale direzione far prendere alla storia. E, sempre di volta in volta, le vicende della povera Sloan assumeranno connotati horror o, nella maggior parte dei casi, ridicoli!
Per il resto: niente thriller, niente colpi di scena e niente tensione.
Per il sottoscritto, che cerca thriller e gialli che lascino il segno, questa lettura è stata solo una perdita di tempo. La McFadden voleva divertirsi e far divertire anche noi? Si è divertita solo lei. Alle nostre spalle!
📌 Voto: ⭐ (1 su 5)

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Eccovi uno schema semplificato su come è organizzato il libro (e su come muoversi all'interno dei vari capitoli:
(il colore rosso indica la fine della storia)
- il capitolo 1, da cui parte tutto lo schema, porta a scegliere se leggere il capitolo 2 o il capitolo 4
- il capitolo 2 porta solo al capitolo 3
- il capitolo 4 porta a scegliere se leggere il capitolo 5 o il capitolo 7
- il capitolo 5 porta solo al capitolo 6
- il capitolo 7 porta a scegliere se leggere il capitolo 8 o il capitolo 9
- il capitolo 8 porta solo al capitolo 9
- il capitolo 9 porta a scegliere se leggere il capitolo 10 o il capitolo 14
- il capitolo 10 porta a scegliere se leggere il capitolo 11 o il capitolo 12
- il capitolo 12 porta a scegliere se tornare al capitolo 11 o proseguire al capitolo 13
- il capitolo 14 porta a scegliere se leggere il capitolo 15 o il capitolo 32
- il capitolo 15 porta a scegliere se leggere il capitolo 16 o il capitolo 17
- il capitolo 17 porta solo al capitolo 18
- il capitolo 18 porta a scegliere se leggere il capitolo 19 o il capitolo 20
- il capitolo 20 porta a scegliere se tornare al capitolo 19 o proseguire al capitolo 21
- il capitolo 21 porta a scegliere se leggere il capitolo 22 o il capitolo 23 (ed entrambi portano al capitolo 24)
- il capitolo 24 porta solo al capitolo 25
- il capitolo 25 porta a scegliere se leggere il capitolo 26 o il capitolo 29
- il capitolo 26 porta a scegliere se leggere il capitolo 27 o il capitolo 28
- il capitolo 29 porta a scegliere se leggere il capitolo 30 o il capitolo 31
- il capitolo 32 porta a scegliere tornare al capitolo 6 o proseguire al capitolo 33
- il capitolo 33 porta solo al capitolo 34
- il capitolo 34 porta a scegliere se leggere il capitolo 35 o il capitolo 36 (ed entrambi portano al capitolo 37)
- il capitolo 37 porta a scegliere se leggere il capitolo 38 o il capitolo 46
- il capitolo 38 porta a scegliere se leggere il capitolo 39 o il capitolo 40
- il capitolo 39 porta solo al capitolo 46
- il capitolo 40 porta a scegliere se leggere il capitolo 41 o il capitolo 42
- il capitolo 41 porta solo al capitolo 42
- il capitolo 42 porta a scegliere se leggere il capitolo 43 o il capitolo 46
- il capitolo 43 porta a scegliere se leggere il capitolo 44 o il capitolo 45
- il capitolo 45 porta solo al capitolo capitolo 46
- il capitolo 46 porta a scegliere se leggere il capitolo 47 o il capitolo 48
- il capitolo 48 porta solo al capitolo 49
- il capitolo 49 porta a scegliere se leggere il capitolo 50 o il capitolo 58
- il capitolo 50 porta solo al capitolo 51
- il capitolo 51 porta a scegliere se leggere il capitolo 52 o il capitolo 53 (ed entrambi portano al capitolo 54)
- il capitolo 54 porta a scegliere se leggere il capitolo 55 o il capitolo 56
- il capitolo 56 porta solo al capitolo 57
- il capitolo 57 porta solo all'epilogo
- il capitolo 58 porta a scegliere se leggere il capitolo 59 o il capitolo 60
- il capitolo 59 porta solo al capitolo 66
- il capitolo 60 porta a scegliere se leggere il capitolo 61 o il capitolo 64
- il capitolo 61 porta a scegliere se leggere il capitolo 62 o il capitolo 63
- il capitolo 64 porta a scegliere se leggere il capitolo 65 o il capitolo 67
- il capitolo 67 porta solo al capitolo 68
- il capitolo 68 porta a scegliere se leggere il capitolo 69 o il capitolo 71
- il capitolo 69 porta a scegliere se leggere il capitolo 70 o il capitolo 71
- il capitolo 71 porta a scegliere se leggere il capitolo 72 o il capitolo 73

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 31 agosto al 6 settembre 2026 (Fonte: Tuttolibri - La Stampa del 12 settembre 2026):

1. Felicia Kingsley - First Lady per caso
2. Alice Hemming - Il ladro di zucche. Ediz. a colori
3. Manuel Garand - Murdoku. 80 omicidi misteriosi da risolvere con la logica
4. Francesco Guccini - Calde le pere
5. Carrie Leighton - Unfair Play
6. Gianluca Gotto - Ci basterà mangiare il vento
7. Agnese Messina - L'eremo dei folli
8. Francesca Giannone - Gli anni in bianco e nero
9. Santina Cosetta - Soltanto il giorno
10. Michele Mari - I convitati di pietra. Premio Strega 2026

venerdì 11 settembre 2026

Nuovo romanzo per John Grisham: uscirà in contemporanea mondiale il 29 settembre 2026


Nuovo romanzo per John Grisham: uscirà in contemporanea mondiale il 29 settembre 2026
Si intitola L'inganno francese. Il re del legal thriller cambia paradigma e sonda il terreno delle spy story

👉 fonte: Today.it

Uscirà in contemporanea mondiale, martedì 29 settembre 2026, la prima spy story nata dalla penna del maestro del legal thriller, John Grisham. Un cambio di paradigma per lo scrittore statunitense, che giunge dopo oltre 50 romanzi scritti e 300 milioni di copie vendute. Il titolo? L'inganno francese.
Si parte con l'attesa e romantica luna di miele a Parigi di Paul e Chelsea Tanner, dopo un matrimonio da favola. Chelsea non perde occasione di documentare ogni singolo momento nella capitale francese pubblicando innumerevoli post sui social finché improvvisamente il flusso di foto e aggiornamenti a familiari e amici si interrompe. Silenzio totale.
Qualcosa di grave e inaspettato è successo e il loro viaggio da sogno di colpo si trasforma in un incubo. I due sposi vengono rapiti durante una gita in Normandia e si perdono le loro tracce. Quello che sembra un tipico sequestro con richiesta di riscatto si delinea come qualcosa di molto più minaccioso e ben organizzato. In breve tempo il campo delle indagini si allarga coinvolgendo, oltre all'Intelligence francese, l’Fbi e la Cia.
John Grisham è autore di oltre quaranta romanzi, due saggi, una raccolta di racconti e sette romanzi per ragazzi, tutti bestseller editi da Mondadori. Le sue opere sono tradotte in cinquanta lingue. Quando non scrive, partecipa alle attività di organizzazioni dedite alla scarcerazione delle vittime di ingiuste condanne. Spesso i suoi romanzi esplorano i problemi radicati nella giustizia americana. L'autore vive in Virginia.