"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

venerdì 3 luglio 2026

Questo fantasy ha ispirato "Game of Thrones" ma rischia di non diventare mai una serie TV


Questo fantasy ha ispirato Game of Thrones ma rischia di non diventare mai una serie TV

👉 fonte: Best Movie

Il successo di Game of Thrones ha cambiato radicalmente il rapporto tra televisione e fantasy. Dopo il debutto della serie HBO nel 2011, gli studios hanno iniziato una vera e propria corsa alla ricerca del "nuovo GoT", investendo miliardi di dollari nell'adattamento di grandi saghe letterarie. Da Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere a The Witcher, passando per La Ruota del Tempo, il fantasy è diventato uno dei generi più ambiti dell'industria dell'intrattenimento.
Eppure, in questa corsa alla prossima grande epopea fantasy, una delle opere che hanno contribuito a plasmare l'immaginario di George R.R. Martin è rimasta sorprendentemente ai margini. Si tratta di Memory, Sorrow, and Thorn, la celebre saga di Tad Williams pubblicata tra il 1988 e il 1993, considerata da molti appassionati e critici una delle opere più influenti del fantasy moderno.
Lo stesso Martin ha più volte riconosciuto il debito creativo nei confronti dello scrittore americano. In diverse interviste, l'autore delle Cronache del ghiaccio e del fuoco ha spiegato come la lettura di Memory, Sorrow, and Thorn gli abbia mostrato nuove possibilità narrative all'interno del fantasy, dimostrando che il genere poteva essere maturo, complesso e profondamente umano, senza rinunciare all'epica e alla mitologia.
La saga di Williams è ambientata nel continente di Osten Ard, un mondo nel quale la magia sembra ormai appartenere al passato. Tuttavia, una misteriosa minaccia proveniente dalle regioni settentrionali inizia a emergere, costringendo i regni degli uomini a confrontarsi con un pericolo molto più grande delle loro rivalità politiche. Al centro della vicenda troviamo Simon, un giovane di umili origini destinato a diventare una figura chiave nella lotta per il futuro del suo mondo.
Per i lettori di Martin, alcune analogie possono apparire immediatamente familiari. Le antiche creature che abitano il Nord, le tensioni dinastiche, le lotte per il potere, la presenza di razze misteriose e il ritorno di forze dimenticate sembrano anticipare alcuni degli elementi che avrebbero poi reso celebre Westeros. Anche il celebre Dragonbone Chair, il trono costruito con le ossa di un drago e simbolo del potere regale, richiama inevitabilmente altre iconiche sedute del fantasy contemporaneo.
Naturalmente, sarebbe scorretto parlare di semplice imitazione. Sia Tad Williams sia George R.R. Martin hanno attinto a un vastissimo patrimonio culturale fatto di miti, leggende e grandi opere fantasy precedenti, a partire dall'influenza fondamentale di J.R.R. Tolkien. Ciò che Martin ha sempre riconosciuto a Williams è piuttosto la capacità di reinterpretare questi archetipi attraverso personaggi complessi, moralmente sfaccettati e profondamente umani.
L'importanza di Memory, Sorrow, and Thorn nella storia del fantasy è testimoniata anche dalla sua longevità. Dopo aver concluso la saga originale, Tad Williams è tornato nel mondo di Osten Ard con il ciclo sequel The Last King of Osten Ard, pubblicato tra il 2017 e il 2024, dimostrando come questo universo narrativo continui ancora oggi a esercitare un forte fascino sui lettori.
Eppure, nonostante il successo letterario e l'influenza esercitata su un'intera generazione di autori, la saga non ha mai ricevuto un adattamento cinematografico o televisivo di grande respiro. Una circostanza che appare quasi paradossale, considerando quanto il pubblico contemporaneo abbia dimostrato di apprezzare le grandi epopee fantasy.
Può essere che proprio il suo straordinario legame con una delle saghe più popolari degli ultimi decenni abbia finito per trasformare Memory, Sorrow, and Thorn in uno dei più affascinanti "what if" della storia recente del fantasy. Un'opera che ha contribuito a cambiare il genere per sempre, ma che attende ancora il momento giusto per conquistare anche lo schermo.

"Racconti straordinari": la logica dell'incubo tra scienza, caso e follia


Racconti straordinari: la logica dell'incubo tra scienza, caso e follia
Edgar Allan Poe, maestro dell'horror, ci guida come autore e personaggio stesso della narrazione tra racconti che descrivono temi cupi a lui cari

👉 fonte: Virgilio - Scuola

Pubblicato in Francia a metà Ottocento grazie alla passione di Charles Baudelaire, Racconti straordinari di Edgar Allan Poe è una raccolta che ha cambiato per sempre il modo di raccontare il mistero, la paura e la scienza. Non è un semplice libro di "storie dell'orrore": dentro troviamo investigazioni logiche raffinatissime, viaggi impossibili in mongolfiera o verso la luna, creature meccaniche che attraversano l'Atlantico, ipnosi e allucinazioni, vendette familiari e cavalli spettrali. In queste pagine Poe sperimenta generi diversi (dal giallo all'horror, dal racconto fantastico alla proto‑fantascienza) con uno stile preciso e inquietante. Per uno studente di oggi, leggere questi racconti significa entrare nel laboratorio di uno degli autori più influenti della modernità, capire come nasce il detective alla Sherlock Holmes, ma anche esplorare paure e desideri che, sotto la superficie ottocentesca, parlano ancora a noi.
La raccolta Racconti straordinari si apre, nell'edizione francese, con un saggio‑ritratto scritto da Charles Baudelaire: Edgar Poe, sa vie et ses oeuvres. Qui il poeta francese presenta Edgar Allan Poe come un genio segnato da un destino di sfortuna. Secondo Baudelaire, Poe porta sulla fronte il "marchio della sventura": la sua è una vita errante, segnata da povertà, incomprensioni, attacchi personali. Gli Stati Uniti, società materialista e provinciale, appaiono come una prigione per il suo spirito raffinato. I biografi americani, specialmente Rufus Griswold, lo descrivono solo come un ubriacone disordinato; Baudelaire reagisce con indignazione e ne difende la grandezza artistica, insistendo sull'idea di Poe come martire del genio, vittima dell'ipocrisia e dell'invidia del suo tempo.
Tra i racconti più celebri spicca Double assassinat dans la rue Morgue, l'incipit del futuro giallo moderno. Il narratore riflette sul potere dell'analisi razionale. L'analista, afferma, prova un piacere quasi fisico nel risolvere enigmi, come un atleta che allena i muscoli. Per spiegare questa idea, paragona vari giochi: le dame e il whist allenano l'attenzione e la capacità di leggere l'avversario molto più degli scacchi, dove la complessità distrae. Il vero analista osserva ogni minimo gesto, una parola sfuggita, l'ordine delle carte giocate, e ne ricava deduzioni inaspettate. L'autore distingue così tra semplice ingegno e autentica facoltà analitica, che combina immaginazione e metodo. Queste pagine teoriche preparano il lettore al caso poliziesco che seguirà, ambientato in una Parigi misteriosa, e creano un clima di attesa: ci viene promessa una storia "straordinaria" che metterà alla prova queste capacità.
Altre narrazioni coltivano invece la meraviglia scientifica. In Le canard au ballon viene annunciata la costruzione di un volatile meccanico, un'anatra artificiale creata dall'inventore M. Monck Masson. Straordinariamente, questo "canard" avrebbe attraversato l'Oceano Atlantico in soli tre giorni, atterrando sull'isola di Sullivan, vicino a Charleston. I giornali e il pubblico accolgono la notizia con entusiasmo, come la prova che la navigazione aerea è ormai possibile. Il racconto ha la forma di un breve articolo sensazionalistico: il protagonista è quasi la macchina stessa, simbolo dell'audacia tecnica e delle speranze riposte nel progresso. Per il lettore, però, rimane sempre il dubbio se si tratti di un fatto vero o di un "hoax", una burla letteraria costruita ad arte da Poe per riflettere sul rapporto fra scienza, stampa e credulità collettiva.
Lo stesso meccanismo ritorna nel più ampio resoconto intitolato Mason, Robert Holland, Henson, Harrison Ainsworth, et de quatre autres. Qui si racconta la presunta prima traversata atlantica in dirigibile, compiuta da otto uomini a bordo del pallone Victoria in sessantacinque ore. L'articolo, attribuito al New‑York Sun, elenca i partecipanti (aeronauti, inventori, scrittori) e insiste sul carattere "perfettamente autentico" dei diari di bordo da cui il testo sarebbe tratto. Una lunga sezione descrive con precisione tecnica il dirigibile progettato da Monck Mason: si criticano i falliti esperimenti di Henson e George Cayley con le ali rotanti e si esalta la nuova soluzione basata sulla vite di Archimede applicata all'aria, una grande elica a spirale che spinge il pallone. Il risultato è un ibrido affascinante: da un lato divulgazione scientifica, dall'altro narrativa spettacolare, che sfrutta la fame di novità del pubblico e mette in scena i rischi di una fiducia cieca nella stampa.
Nel racconto Aventure sans pareille d'un certain Hans Pfaall, Poe spinge ancora oltre la fantasia scientifica. In una calda giornata d'estate, la tranquilla Rotterdam viene sconvolta dall'apparizione in cielo di un pallone grottesco, costruito con vecchi giornali sporchi e ornato come un cappello da buffone rovesciato, pieno di campanelli. Sospeso sotto la mongolfiera si trova un enorme cappello di castoro, subito riconosciuto come quello di Hans Pfaall, un artigiano scomparso cinque anni prima in circostanze misteriose. Il pallone scende lentamente e mostra un minuscolo aeronauta dall'aspetto bizzarro, probabilmente Hans stesso, che lancia una lettera ai piedi del borgomastro Superbus Von Underduk. L'episodio, mischiando umorismo, mistero e satira, rompe la calma borghese e lascia intuire rivelazioni sconvolgenti: la lettera conterrà infatti il racconto della straordinaria fuga di Hans… verso la luna.
In Les souvenirs de M. Auguste Bedloe il tono cambia: dal comico‑scientifico si passa al fantastico psicologico. Il narratore, che vive vicino a Charlottesville, conosce il misterioso M. Auguste Bedloe, figura quasi spettrale: altissimo, magrissimo, dalla pelle livida e dagli occhi enormi, felini, che cambiano espressione solo sotto forti emozioni. Non si sa nulla della sua origine, la sua età è indecifrabile, il suo volto segnato da ancien­ne crisi nervose. Da anni è seguito dal dottor Templeton, anziano medico che pratica il magnetismo, forma di ipnosi ispirata a Mesmer. Tra i due si è creato un legame magnetico potentissimo: Templeton può addormentare Bedloe con la sola volontà. Il giovane, ipersensibile e dipendente dall'oppio, ama perdersi nelle Ragged Mountains. Un giorno scompare più a lungo del solito e, al suo ritorno, racconta di aver scoperto una gola ignota, immersa in una foschia d'Indian summer: l'atmosfera nebulosa, potenziata dalla droga, rende tutto visionario e prepara una storia di identità sdoppiate, ricordi forse di vite passate e confini sfumati tra sogno, ipnosi e realtà.
Infine, in Metzengerstein, Poe costruisce un cupo racconto di orrore e metempsicosi sullo sfondo di un'Ungheria immaginaria. Due famiglie, i Metzengerstein e i Berlifitzing, sono legate da una faida secolare e da una profezia che annuncia la rovina di un grande nome. Il vecchio conte Wilhelm Berlifitzing, decrepito ma ancora feroce, odia i rivali e vive per la caccia. Dall'altra parte c'è il giovanissimo barone Frédérick Metzengerstein, erede di immensi possedimenti: crudele, dissoluto, temuto dai sudditi. Una notte un incendio devasta le scuderie dei Berlifitzing, e tutti sospettano Frédérick. Mentre le fiamme ardono, il barone si trova solo davanti a un antico arazzo che raffigura i suoi antenati: vi appare un enorme cavallo, dal colore innaturale, appartenente a un Berlifitzing ucciso da un Metzengerstein. Improvvisamente il giovane nota che la testa del cavallo ha cambiato posizione, il collo si tende verso di lui, gli occhi sembrano vivi. In un'atmosfera di crescente angoscia, il confine tra immagine e realtà si dissolve: è come se l'anima dell'odiato Berlifitzing si fosse reincarnata nel cavallo per vendicarsi, innescando una spirale di ossessione e rovina che travolgerà il barone.
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A Bologna apre la Biblioteca Eco: 32mila libri, nello stesso ordine in cui li aveva lasciati il professore


A Bologna apre la Biblioteca Eco: 32mila libri, nello stesso ordine in cui li aveva lasciati il professore

👉 fonte: Zero.eu

"Nessuno può aver letto o leggere tutte le opere che contano", diceva Umberto Eco. E se lo diceva lui, bisogna crederci. La sua biblioteca casalinga contava più di 32mila volumi, "non solo un luogo in cui si raccolgono libri - sosteneva -, anche un luogo che li legge per conto nostro".
Dopo una lunga disputa burocratica, la maggior parte di quei libri sono stati affidati in comodato d'uso all'Alma Mater di Bologna per 90 anni. Tranne i volumi più antichi (venduti dalla famiglia per 2 milioni di euro), che sono andati alla Biblioteca Braidense di Milano, tutti gli altri (donati allo Stato) dall'1 luglio 2026 si potranno trovare nella nuova Biblioteca Eco, nell'ala novecentesca di Palazzo Poggi, con ingresso da piazza Puntoni 2.
Il trasferimento rappresenta anche un ritorno simbolico: a Bologna Eco ha, infatti, insegnato dal 1971 al 2007, formando generazioni di studiosi e contribuendo a fare dell'Alma Mater uno dei principali centri internazionali di ricerca nel campo della semiotica e delle scienze della comunicazione.
La particolarità del progetto è che non si è limitato a spostare una collezione di libri da un edificio all'altro. Prima del trasloco ogni scaffale è stato rilevato e documentato, registrando la posizione dei volumi, le sequenze tematiche e gli accostamenti tra autori e discipline. Il risultato è che la disposizione originaria è stata ricostruita quasi integralmente, mantenendo il principio del "buon vicino" teorizzato dallo storico dell'arte Aby Warburg e fatto proprio da Eco: libri apparentemente lontani tra loro finiscono per dialogare, suggerire collegamenti, aprire nuove piste di ricerca.
Tra gli scaffali convivono filosofia medievale e cultura pop, semiotica e letterature europee, gialli, fantascienza, fumetti, cabala, occultismo e feuilleton. C'è anche un'importante raccolta dedicata allo stesso Eco: oltre duemila edizioni delle sue opere tradotte in decine di lingue, centinaia di studi sul suo lavoro, tesi di laurea e di dottorato, copie annotate dei suoi romanzi e sezioni dedicate ad autori fondamentali per il suo immaginario, come James Joyce, Jorge Luis Borges e Gérard de Nerval.
"Una biblioteca non è una somma di libri - raccontava Eco nella sua lectio magistralis alla Fiera internazionale del Libro di Torino nel 2007 -; è un organismo vivente con una vita autonoma… La biblioteca non è solo il luogo della tua memoria, dove conservi quel che hai letto, ma il luogo della memoria universale, un repositorio dove al limite tutto si confonde e genera una vertigine, un cocktail della memoria dotta".
La Biblioteca Eco è accessibile per la consultazione e per visite guidate su prenotazione, scrivendo a bibliotecaeco@unibo.it.

mercoledì 1 luglio 2026

[RECENSIONE] Richard Matheson: Tre millimetri al giorno


Richard Matheson: Tre millimetri al giorno

Titolo originale: The Shrinking Man
Formato: Kindle (1.1 MB)
Pagine: 320
Editore: Mondadori (7 settembre 2021)
ASIN: B09B8XTF9B
ISBN-13: 978-8835712138

Data di acquisto: 29 giugno 2026
Letto dal 29 giugno al 1° luglio 2026

Sinossi
Durante una gita in barca, Scott Carey, un uomo come tanti, marito e padre, viene a contatto con una misteriosa sostanza radioattiva e dopo qualche settimana inizia a notare dei cambiamenti. Sta perdendo peso, ma sta anche diventando più basso. Gli esami medici confermano l'incredibile quanto innegabile verità: Scott sta rimpicciolendo, con ritmo costante e inesorabile. Tre millimetri al giorno, per la precisione. E non sembrano esserci vie di scampo. La moglie e la figlia diventano giganti irraggiungibili, il gatto di casa un minaccioso mostro carnivoro.
Persa ogni speranza di tornare a una vita normale, Carey si trova a lottare per sopravvivere in un mondo sempre più ostile e minaccioso. Ed è solo l'inizio del suo viaggio verso l'ignoto. Rimasto presto solo, terrorizzato, deve affrontare i limiti estremi dell'esistenza: cosa succederà infatti quando arriverà a misurare zero millimetri? Ma soprattutto, cosa c'è oltre lo zero? Capolavoro del genere fantascientifico e horror, Tre millimetri al giorno alterna con crescente suspense scene drammatiche e d'azione e le riflessioni solitarie del protagonista sul destino che lo aspetta. Una potente metafora del ridimensionamento del ruolo del maschio americano nel secondo dopoguerra, ma anche un avvertimento contro i rischi del pericolo nucleare in piena Guerra Fredda e contro il folle e autodistruttivo atteggiamento dell'uomo verso il pianeta.

L'incipit del libro
Sulle prime Scott la credette un'ondata. Poi si accorse che lasciava intravedere il cielo e l'oceano: era una barriera di spuma che si avventava contro l'imbarcazione.
Stava prendendo il sole sul tetto della cabina: era pura coincidenza se si era sollevato sul gomito e l'aveva vista arrivare.
«Marty!» gridò.
Nessuno rispose. Attraversò di corsa le tavole roventi e si lasciò scivolare sul ponte. «Ehi, Marty!»
La spuma non aveva un aspetto minaccioso, ma istintivamente Scott preferiva evitarla. Girò di corsa attorno alla cabina, saltellando sul legno infuocato. Era una gara contro l'onda.
Fu lui a perdere. Un istante prima era in pieno sole, un attimo dopo si trovò avvolto dalla calda spuma scintillante.
Poi l'onda passò. Lui rimase a guardarla scivolare sulla superficie del mare. D'un tratto si esaminò, a disagio. Era tutto coperto di goccioline lucenti, e sentiva sulla pelle un curioso bruciore.
Prese un asciugamano e se lo passò sul corpo. Avvertiva un pizzicore non doloroso, anzi quasi gradevole, come di dopobarba sulle guance appena rasate.
Ormai era asciutto, e il bruciore era quasi scomparso. Andò di sotto, svegliò suo fratello, gli raccontò del velo di spruzzi che aveva investito la barca.
La storia era cominciata così.

La mia recensione
"Gli sembrava che non fosse lui a diventare piccolo, ma il mondo a ingrandirsi, e che gli oggetti fossero quello che erano soltanto se li pensavano così le persone normali".
Perfetto connubio tra horror, thriller e fantascienza, Tre millimetri al giorno, pubblicato nel 1956 da Richard Matheson, racconta l'odissea di Scott Carey che dopo essere stato esposto accidentalmente ad un insetticida spruzzato da un'autocisterna e, poco dopo, colpito in pieno da una nube radioattiva (ma non si capisce provocata o scaturita da cosa), comincia a rimpicciolire di tre millimetri al giorno (badate bene: rimpicciolisce sia come altezza che come dimensioni e massa corporea). Il romanzo, perciò, ci mostra come cambia la sua concezione del quotidiano mentre lui rimpicciolisce sempre di più e come cambiano i rapporti e le relazioni interpersonali tra lui e le persone che lo circondano (moglie, figlia, medici e società in generale). E vedremo anche come Scott affronterà i problemi e le insidie che, via via, si troverà ad affrontare: il gatto domestico che lo vede come una potenziale "preda", un ragno in cantina che è pronto a farne un sol boccone…
Lo scrittore americano, già autore dei famosi Io sono leggenda (avete presente il film con Will Smith?) e Io sono Helen Driscoll, partendo da una situazione assurda (una sfortunata doppia esposizione ad elementi nocivi) ci catapulta in un mini-mondo fatto di spilli giganti, singole gocce d'acqua che possiamo usare per bere ma anche farci annegare, briciole di pane in grado di sfamarci per settimane, scalini invalicabili…
Il tema centrale del romanzo è l'identità: Scott prima perde il lavoro ed ogni contatto con il mondo esterno e, una volta arrivato ad essere più basso della sua bambina, è inesorabilmente privato anche del suo ruolo di marito e padre.
La scrittura di Matheson è veloce e diretta: si va dritti al punto, non serve tergiversare o dilungarsi in lunghe descrizioni. Nella parte finale del romanzo, inoltre, con il protagonista bloccato in cantina e costretto a darsi da fare per poter sopravvivere, la prosa diventa molto asfissiante e tremendamente claustrofobica. La lotta tra lui ed il ragno è degna di una scenografia hollywoodiana!
Il contraltare, purtroppo, è dato dalla prima parte: soffermandosi principalmente sui crescenti problemi familiari la narrazione è molto ripetitiva e lentissima fino all'eccesso. Inoltre, visto che la storia si svolge negli anni '50 del secolo scorso, situazioni e dialoghi son fortemente datati.
Il finale è aperto: Scott Carey, arrivato alla fatidica ed inquietante altezza di "zero millimetri" non muore o svanisce, ma…
Insomma, un romanzo non facile da capire (datato sì, ma tremendamente attuale quando si parla di pericolo nucleare) e certamente non adatto a tutti.
📌Voto: ★★★★☆ (4 su 5)

Le nuove uscite…


Emanuela Cocco: Come ama il buio
I corpi sono quattro, crollati sotto i colpi di arma da fuoco in punti diversi di un appartamento piccolo borghese alla periferia ovest di Roma. Lì il ragioniere in pensione Maurizio Girola e sua moglie Elvira Toscano hanno trascorso la loro vita tra solidi mobili in stile arte povera e la carta da parati che il tempo ha scolorito. Solo alcune ore prima, i giovani vicini Alice Rosso e Samuel Galla, che hanno da poco traslocato nella palazzina, sono andati a trovarli: le due coppie hanno condiviso un caffè, qualche chiacchiera e gli ultimi attimi cruenti delle loro esistenze. Nel soffocante agosto cittadino Toni Montixi, commissario della Mobile, si ritrova catapultata in mezzo all'aria immobile e densa di quella casa, un'aria che sa "di ferro, di fuoco, di polvere e ossa". La detective è sopravvissuta da bambina a un trauma che l'ha segnata nel profondo e che la risucchia a volte in una strana dimensione febbrile, in cui la sua mente si distacca dalla realtà sulla spinta di un'immaginazione compulsiva. Ma questa sorta di seconda vista è anche ciò che le permette di penetrare a fondo nelle cose… In compagnia della sua squadra investigativa, che la ammira e teme al tempo stesso, Toni cerca di dare un senso a una storia che sembra un classico tentativo di rapina finito male, ma si espande poi sui terreni ingannevoli e malsani del narcisismo patologico, della dipendenza affettiva e dell'abuso sessuale. Emanuela Cocco ha scritto un thriller contemporaneo che racconta la violenza del desiderio e il buio nascosto nelle relazioni umane, in una Roma assediata dall'afa e dalla brutalità, tra sobborghi degradati e quartieri eleganti che celano segreti crudeli.
Editore: Nottetempo (19 giugno 2026)
Pagine: 335
ISBN-13: 979-1254802762
ASIN: B0H5VXFJX8
Prezzo di copertina: 18,05 euro per il libro cartaceo e 12,99 euro per il formato eBook

Chris Whitaker: Tutti i colori del buio
Un successo internazionale da oltre tre milioni di copie vendute. Libro dell'anno per il Washington Post, Amazon, Waterstones, Audible, Apple Books, Google Play e finalista del GoodReads Choice Award.
Nel bosco di Monta Clare, Missouri, una mattina del 1975 un adolescente scompare. È l'inizio di un'epopea lunga trent'anni. La storia di un legame che nessun buio riuscirà a spegnere.
Quando il tredicenne Joseph «Patch» Macauley viene rapito, Saint Brown, la sua compagna di scorribande, è determinata a riportarlo a casa. Ma Patch rimane prigioniero in uno scantinato per quasi un anno. Solo una ragazza di nome Grace gli fa visita di tanto in tanto e parla con lui, nascosta dall'oscurità. Tornato libero, Patch è ossessionato dall'idea di ritrovarla, e di dare la caccia all'uomo che gli ha rovinato l'esistenza. Mentre i mesi si trasformano in anni e la speranza diventa disperazione, Saint, nell'ombra, lo segue e lo protegge nella sua ricerca. Anche se scoprire la verità può significare perdersi per sempre.
«Incredibile. Inquietante. Indimenticabile». Patricia Cornwell
«Un tour de force ambizioso ed emozionante». The Guardian
Editore: Einaudi (30 giugno 2026)
Pagine: 726
ISBN-13: 978-8858451670
ASIN: B0H3Y8RDQY
Prezzo di copertina: 21,37 euro per il libro cartaceo e 12,99 euro per il formato eBook

Jane Harper: Nessuno è per sempre
Tre case abbandonate. Una miniera che divora la campagna. Un ragazzo scomparso. Cinque anni dopo, nessuna verità. E una madre che la pretende.
Carralon era aperta campagna, pascoli, fattorie, grandi spazi per una piccola comunità molto unita. Ora è campi incolti, recinzioni e il basso continuo dalla miniera Lentzer che offusca l'aria con la sua polvere e inquina il silenzio con un costante brusio. A Carralon, a casa, era tornato Sam cinque anni fa per festeggiare il compleanno con gli amici e avviare una ricerca sull'impatto della miniera sulla vita della gente. Di chi è rimasto: perché molti hanno venduto alla Lentzer case e terra, attratti dai facili guadagni, e se ne sono andati; chi ha detto di no ha perso la sua occasione e ora è costretto a svendere o a restare suo malgrado in un paese ormai quasi fantasma.
La sera del suo compleanno Sam è scomparso, e la sua famiglia, attraversata dal dolore, si è sfaldata. Resta il rito di ritrovarsi una volta l'anno insieme nella vecchia casa a ricordarlo: il padre Griff, che per la miniera ora lavora, la madre Ro, che è andata a fare il medico in città, e Della, la sorella che a sua volta ha scelto una vita altrove. Ma quest'anno nella malinconia s'insinua il sospetto, e il desiderio di poter porre la parola fine al mistero induce Ro a riaprire una sua indagine fondata sulla nostalgia, sull'amore e sulla convinzione che qualche traccia di Sam debba essere rimasta. E ognuno dei vicini ha qualcosa da nascondere: chi vorrebbe liberarsi del passato, chi ancora crede nel sogno di una vita semplice, i giovanissimi annoiati, le donne rimaste sole a coltivare la fiducia nel futuro. In lontananza i profili di tre case diverse, già abbandonate da tempo, che con i loro occhi ciechi guardano la valle e custodiscono i loro segreti dietro le assi che sbarrano le porte.
Ancora una volta Jane Harper intreccia le atmosfere tese del thriller con il suo fine scavo nella mente e nel cuore dei personaggi, portando alla luce le ragioni inconfessabili e irragionevoli che possono fare di un essere umano un assassino.
Editore: Bompiani (1 luglio 2026)
Pagine: 377
ISBN-13: 979-1221708868
ASIN: B0H72D9Z3H
Prezzo di copertina: 19 euro per il libro cartaceo e 11,99 euro per il formato eBook

15 libri di fantascienza da leggere almeno una volta: i migliori di sempre


15 libri di fantascienza da leggere almeno una volta: i migliori di sempre
Da La guerra dei mondi a 1984, tutte le sfumature della fantascienza

👉 fonte: io Donna

Se l'estate diventa il momento giusto per i libri di fantascienza da leggere sotto l'ombrellone, la science fiction è lontana dall'essere relegata a puro svago. Lo dimostra l'aspra e unanime reazione al recente intervento di Mauro Covacich: lo scrittore sostiene che la fantascienza abbia tradito i lettori perché il futuro immaginato non si è trasformato in realtà. Forse ha dimenticato che il fine ultimo della fantascienza non nasce per prevedere il domani ma per interpretare, con l'immaginazione, il presente.
Considerata una letteratura del futuro, in realtà si occupa davvero del mondo di oggi. Lo fa attraverso un incrocio di visioni immaginifiche, riflessioni sull'universo, solide teorie scientifiche nonché critiche feroci sugli errori storici e sociali dell'umanità. Dopo oltre 150 anni, la fantascienza non si è ancora esaurita perché attinge a temi universali, lontani da ogni legame con fantasy.
Isaac Asimov è ancora più chiaro: «La fantascienza è il ramo della letteratura che si occupa della risposta umana ai cambiamenti della scienza e della tecnologia». Nell'affermazione dello scrittore, si possono rintracciare tutte le tematiche e i filoni con cui ogni epoca ha esorcizzato le proprie paure o illuminato altrettante speranze. Nella seconda metà dell'Ottocento, il genere accomuna autori classici come Jules Verne e H.G. Wells ma il loro sguardo è decisamente opposto.
Verne è un inguaribile ottimista. In Viaggio al centro della terra, unisce la gioia dell'avventura con l'entusiasmo della scoperta. Wells invece, con La guerra dei mondi ha una prospettiva profondamente pessimista riguardo al progresso tecnologico. Con Ray Bradbury la precisione scientifica passa in secondo piano per riflessioni di carattere filosofico. In Cronache marziane, nostalgia e fragilità dell'uomo sono campi speculativi sul futuro della civiltà.
Stanisław Lem non è così lontano da queste riflessioni e con Solaris si discute dell'identità dell'uomo e del suo rapporto con un'entità superiore. I maestri del genere Arthur C. Clarke (2001: Odissea nello spazio) e Isaac Asimov (Fondazione), credono in modo fervente nella razionalità e nella scienza, tanto da regalare agli umani infinite capacità evolutive e nuovi linguaggi.
Negli anni Sessanta e Settanta la fantascienza si concentra sul legame tra uomo, macchina e ambiente. Philip K. Dick (Ma gli androidi sognano pecore elettriche?) si interroga sul ruolo dell'empatia nel mondo tecnologico mentre J.G. Ballard (Il mondo sommerso) anticipa l'emergenza climatica. Con Dune, Frank Herbert mette sullo stesso piano la lotta per il potere e il controllo delle scarse risorse naturali del pianeta.
L'innesto con il filone distopico mette a fuoco una realtà futura terrificante e oppressiva, da cui fuggire o combattere. Il mondo nuovo di Aldous Huxley, 1984 di George Orwell e Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood raccontano tre visioni in cui il domani ha origine da un agghiacciante presente. Dalla manipolazione della verità al controllo di un Grande Fratello fino alla religione come dominio sul corpo femminile, ogni pericolo è già intorno a noi.
Non mancano felici contaminazioni con altri generi letterari. Con Nicolas Eymerich, inquisitore, Valerio Evangelisti mescola romanzo storico, horror e complessa fantascienza. Guida Galattica per autostoppisti di Douglas Adams è soprattutto una brillante satira sull'assurdità dell'esistenza, mentre Il robot selvatico di Peter Brown si distingue per il linguaggio adatto ai ragazzi e un senso di speranza nel legame tra tecnologia, uomo e natura.

1. La guerra dei mondi, Herbert George Welles (1897)
2. Cronache marziane, Ray Bradbury (1950)
3. Solaris, Stanislaw Lem (1961)
4. Il mondo sommerso, James G. Ballard (1962)
5. 2001: Odissea nello spazio, Arthur C. Clarke (1968)
6. Ma gli androidi sognano pecore elettriche?,Philip K. …
7. Dune, Frank Herbert (1964)
8. Fondazione, Isaac Asimov (1951)
9. Il robot selvatico, Peter Brown (2016)
10. Viaggio al centro della terra, Jules Verne (1874)
11. Il mondo nuovo, Aldous Huxley (1932)
12. 1984, George Orwell (1949)
13. Il racconto dell'ancella, Margaret Atwood (1985)
14. Nicolas Eymerich, inquisitore, di Valerio Evangelisti …
15. Guida Galattica per autostoppisti, Douglas Adams (1979)

martedì 30 giugno 2026

Libri letti a giugno 2026… e quelli da leggere a luglio!


I libri (ed i fumetti) che ho letto e recensito a giugno:
Zagor, albo n. 782 (Zenith n. 731): Zagor 65 anni. Il passato ritorna
Lucinda Berry:  La gemella silenziosa
Francesca Giannone: Domani, domani
Christopher Buehlman: Tra due fuochi
Jordan Harper: Il re di California
Zagor Più, albo n. 20 (febbraio 2026): La condanna di Trampy

Ed i libri in lettura per luglio (ma non necessariamente in quest'ordine… e non è neanche detto che siano questi):
Richard Matheson: Tre millimetri al giorno [già in lettura]
Andrea Camilleri: La mossa del cavallo
S.A. Cosby: Il re delle ceneri
Uketsu: Strani disegni
Freida McFadden: L'inquilina
Ellery Queen: Un paio di scarpe. Ellery Queen, vol. 3
Stephen King: Colorado Kid
Guillaume Musso: Il crimine del paradiso
Georges Simenon: Domenica
M.R. Carey: Il ragazzo sul ponte

Il nuovo Kindle Scribe è più di un e-reader


Il nuovo Kindle Scribe è più di un e-reader
La nuova gamma si distingue per la precisione della penna digitale

👉 fonte: Il Sole 24 Ore

Il nuovo Kindle Scribe non è un e-reader classico, non è nemmeno un tablet, anzi per certi versi è in antitesi. Da pochi giorni è disponibile in Italia ed è un ingresso di peso nel mondo dei quaderni digitali, quell'ibrido tra foglio bianco e tavola digitale pensato più per la produttività e lettura che per il consumo di contenuti. Arriva in tre versioni: con luce frontale, con luce frontale e colori, oppure senza luce. Il modello a colori è la vera novità perché è un debutto nel mondo Scribe, è stato lanciato lo scorso autunno a New York ma per arrivare in Italia ci ha messo qualche mese in più.
La nuova gamma si distingue per la precisione della penna digitale, che garantisce una esperienza che si avvicina molto a quella della scrittura a penna sul foglio bianco come attrito e feedback. L'organizzazione dello spazio di lavoro dalla home è funzionale: si trova direttamente un foglio per appuntare idee o appunti e a fianco i libri di Kindle. Il Kindle Scribe unisce essenzialmente due funzioni: da un lato è uno strumento per scrivere come su carta, con penna, note a mano, schemi e annotazioni dirette su PDF e libri, senza distrazioni; dall'altro è un e-reader da 11 pollici, quindi molto più grande dei Kindle tradizionali, che permette di leggere documenti e testi tecnici senza zoom.
Una funzione utile è Active Canvas, che permette di scrivere e annotare appunti direttamente a margine dei libri digitali. Quando si scrive, il testo si adatta automaticamente, spostandosi per fare spazio alle note, mantenendo sempre il collegamento tra appunti e contenuto anche se si cambia la dimensione del carattere.
Il modello Colorsoft aggiunge il colore: i libri illustrati restituiscono una esperienza più completa, anche se lo schermo e-ink non ha la brillantezza di un tablet. Il colore però ha anche una valenza funzionale: si può sottolineare con gli evidenziatori a colori e prendere appunti in maniera più strutturata. Arriva anche il collegamento diretto con Google Drive e Microsoft OneDrive, che semplifica importazione ed esportazione dei documenti. E per leggere un libro? Per i romanzi un formato più piccolo è ideale, e a un prezzo più contenuto (Scribe parte da 450, 520 e 650 euro in base ai modelli). Per l'utente che lavora con PDF, studio e annotazioni lo Scribe è il Kindle giusto.

lunedì 29 giugno 2026

Il fenomeno Uketsu torna con "Strane case" ed è già un successo


Il fenomeno Uketsu torna con Strane case ed è già un successo

👉 fonte: Libreriamo

Esistono libri che trasformano l'atto stesso della lettura in un'esperienza interattiva, quasi ossessiva. È il caso dell'enigmatico autore giapponese Uketsu, che dopo aver conquistato i lettori di tutto il mondo con Strani disegni, torna in libreria (grazie a Einaudi Stile Libero) con un nuovo e altrettanto ipnotico romanzo-gioco: Strane case. Un'opera che si è imposta immediatamente come un vero e proprio caso editoriale, scalando le classifiche e infiammando le community di lettori sulle piattaforme digitali, dal BookTok ai forum dedicati al mystery e al J-Horror.
Ma cosa si nasconde dietro questa febbrile attenzione? E in che modo una semplice piantina immobiliare può trasformarsi nel peggiore dei vostri incubi?
Per comprendere appieno la portata del fenomeno, bisogna partire dal suo artefice. Uketsu non è un romanziere tradizionale: è una figura nata sul web, uno YouTuber e creatore di contenuti che si presenta al pubblico indossando una maschera bianca e una tuta aderente nera. Questo totale anonimato visivo, unito a una voce alterata digitalmente, ha creato attorno alla sua figura un alone di mistero impenetrabile che si sposa perfettamente con le atmosfere delle sue storie.
Uketsu incarna la nuova generazione di narratori transmediali, capaci di fondere la letteratura d'appendice e il classico giallo a enigma alla Edogawa Ranpo o Agatha Christie con i linguaggi frammentati, visivi e interattivi dell'era digitale. Con Strane case, l'autore dimostra come la suspense non abbia bisogno di fiumi di parole descrittive o di dettagli splatter, ma possa nascere dal vuoto, dalle geometrie e dal non detto.
La premessa di Strane case è disarmantemente quotidiana. Siamo a Tokyo. Una giovane coppia in attesa del primo figlio è alla ricerca della casa perfetta: un nido luminoso, ben servito, situato in una zona tranquilla vicino a un bosco e alla stazione. L'annuncio sembra l'occasione della vita, ma esaminando con attenzione la planimetria dell'immobile, i due notano qualcosa di bizzarro. C'è uno spazio vuoto, un'intercapedine cieca tra due pareti che non possiede porte, né finestre. Un non-luogo all'interno delle mura domestiche.
Perché costruire una stanza del genere? Per trovare una risposta, la coppia si rivolge a un giornalista esperto di occulto (l'alter ego dell'autore) che, con l'aiuto di un eccentrico architetto di nome Kurihara, comincia a decostruire geometricamente la casa. Quella che inizialmente sembrava una semplice bizzarria architettonica si rivela una trappola strutturale studiata nei minimi dettagli.
Doppie porte, flussi di passaggio asimmetrici e finestre posizionate in modo illogico svelano una verità agghiacciante: la casa non è stata progettata per essere abitata, ma per nascondere segreti orribili e, forse, per consumare crimini efferati nell'assoluto anonimato. Quando i protagonisti decidono di indagare sui precedenti inquilini, misteriosamente svaniti nel nulla, aprono un vaso di Pandora fatto di maledizioni familiari e rituali sepolti dal tempo.
Il segreto del successo straordinario di Uketsu risiede nella struttura stessa del libro. Strane case non si subisce passivamente: si gioca. Il volume è arricchito da piantine, planimetrie e schemi grafici che il lettore è chiamato a osservare e analizzare insieme ai protagonisti. Come ha giustamente sottolineato Roberto Saviano descrivendo l'opera: «L'horror di Uketsu è atto artistico, il cui scopo non è semplicemente intrattenere, ma inquietare e muovere un pensiero».
Mentre giriamo le pagine, diventiamo noi stessi detective. Confrontiamo i muri, cerchiamo le discrepanze geometriche, cerchiamo di capire come ci si possa muovere all'interno di quelle stanze asfissianti. È un ritorno al giallo deduttivo più puro, ma calato in un'atmosfera perturbante (quello che i tedeschi chiamano Unheimliche, il "sinistro" o l'inquietante domestico"), dove il luogo che per eccellenza dovrebbe garantire sicurezza (la casa) diventa il fulcro del terrore.
In una società dominata da stimoli visivi rapidi e continui, Uketsu ha trovato la formula magica per catturare l'attenzione dei giovani lettori e dei fidi appassionati del thriller psicologico. Le sue storie si leggono d'un fiato (il libro si assesta sulle 170 pagine), hanno un ritmo serratissimo dominato da dialoghi taglienti ed esami tecnici che non annoiano mai, ma stringono il lettore in una morsa di costante curiosità.
Strane case ci ricorda che la paura più profonda non deriva necessariamente da mostri millenari o spettri urlanti, ma dalle contraddizioni della nostra normalità. Dietro le facciate pulite dei quartieri residenziali di Tokyo, così come nelle nostre città, si celano segreti insospettabili. Uketsu ci ha fornito le piantine per trovarli, starà a noi avere il coraggio di guardare dentro quelle stanze buie. Se cercate una lettura magnetica, originale e capace di tenervi incollati alla sedia per tutta la sera, l'enigma della planimetria di Uketsu è esattamente ciò che fa per voi.

[RECENSIONE] Jordan Harper: L'ultimo re di California


Jordan Harper: L'ultimo re di California

Titolo originale: The Last King of California
Formato: Kindle (1.3 MB)
Pagine: 288
Editore: Neri Pozza (17 ottobre 2025)
ASIN: B0FTMLJM9F
ISBN-13: 9788854533707

Data di acquisto: 26 giugno 2026
Letto dal 26 al 29 giugno 2026

Sinossi
Deserto californiano, oggi. Luke Crosswhite, diciannove anni, è scappato dal suo appartamento-caverna di Colorado Springs gettando vestiti, libri e pentole alla rinfusa nel bagagliaio e lasciandosi dietro l'università e due mesi di affitto da pagare. Un viaggio di sedici ore attraverso l'America per tornare a casa, e casa è Devore, uno scabro paese californiano annidato nei canyon del Cajon Pass da cui Luke manca da dodici anni. Un posto che brucia sempre, anche quando non c'è un incendio. Casa è anche il Combine, la gang criminale che è l'altra famiglia di suo padre Big Bobby, un uomo a cui basta sedersi su una sedia perché diventi un trono. Con un cuore di inchiostro tatuato sul cuore vero, e il motto Il sangue è amore, il Combine spadroneggia su quelle terre di rottami, violenza e droga. Eppure, nonostante Big Bobby sia il re, cosa che farebbe di suo figlio un principe, Luke a Devore è un fantasma. Dopo quello che è successo all'Arrowhead Lanes Bowling dodici anni prima, non c'è più posto per lui nella famiglia. Ma quando una gang rivale uccide un uomo nel deserto (il primo atto di una guerra per "rimettere ordine" nella California del Sud) Luke sente che quella è l'occasione di diventare chi avrebbe sempre dovuto essere. Come Amleto, si imbarca in un nuovo viaggio, di ferocia e di vendetta, alla ricerca di un'identità che forse non è mai stata sua. Mentre, sullo sfondo, la California in fiamme ricorda a tutti che i peccati si scontano. Sempre.

L'incipit del libro
Guardala, quella cicatrice di fumo che squarcia il ventre del cielo.
Seguila fino alla roulotte in fiamme sul terreno desertico. Il fumo che ribolle nero come il vuoto, untuoso di particelle, fuoriesce dalla presa d'aria che Troy Gullet ha praticato nel tetto in fibra di vetro alcuni anni fa, durante un fallito tentativo di cucinare cristalli di meta. Falene di braci grigio-arancio fluttuano sulle correnti di calore. Il fumo tossisce scintille che finiscono a terra, luccicando per un attimo nella boscaglia prima di spegnersi. È il breve e sempre più ridotto intervallo tra una stagione degli incendi e l'altra in California, e niente prende fuoco. Per ora.
Non si sente altro che il crepitio dell'incendio. Lo scricchiolio e lo schiocco dei suoi denti, che masticano lentamente.
Gli uomini osservano appoggiati al pick-up, abbastanza vicini da farsi lacrimare gli occhi per il calore. Continuano a guardare finché Beast è sicuro che il lavoro è fatto.
Beast Daniels è appena riemerso alla luce del sole dopo dieci anni chiuso in cella a Calipatria - è uscito così da poco che ha ancora in tasca i quattro soldi che ti danno al rilascio. Tutto in lui è brutale e rude, persino il suo addome è un roccioso rilievo che tende la T-shirt. Sul bicipite sinistro spiccano quattro fulmini azzurri tatuati. Un fulmine per ogni omicidio.
Quando ha la certezza che il lavoro è fatto, Beast indica la colonna di fumo.
«Non gli capiterà più a 'sto pezzo di merda di arrivare così vicino al paradiso».
Gli uomini ridono - meglio, fanno un rumore che somiglia a una risata. Negli occhi di qualcuno c'è tutt'altro, e sono contenti che Beast guardi il fuoco e non le loro facce. Mentre risalgono sul veicolo Beast si strofina il braccio nel punto dove andrà il quinto fulmine, non appena avrà tempo.


La mia recensione
"Il sangue è amore, mi ha detto. L'amore è il sangue che condividiamo. L'amore ci rende fratelli e il tuo sangue è il sangue di Bobby e per questo lui ti vuole bene, e il sangue che versiamo lo versiamo per amore dei nostri fratelli. Sta tutto qui, in queste quattro parole, Luke, le parole di tuo padre. Il sangue è amore. Mi segui?".
Mi sono appassionato a questo scrittore americano dopo aver letto, il mese scorso, Tutti sanno. E questo suo nuovo romanzo ha confermato quanto già pensassi di Jordan Harper.
L'ultimo re di California è un grandissimo noir incentrato sulla violenza, l'appartenenza, la famiglia ed il potere.
Il diciannovenne Luke Crosswhite di punta in bianco abbandona gli studi e fa ritorno a Devore, sua città d'origine (in pieno deserto californiano ed in balia del sole rovente e degli incendi implacabili), che non vedeva dalla sua infanzia (venne portato via da uno zio dopo che il padre si era macchiato di un efferato omicidio). Luke, alla ricerca di una sua "dimensione", crede di trovarla nel "Combine", la piccola gang del padre tuttora in prigione.
In questo romanzo si parla moltissimo di fedeltà e spirito di rivalsa. Jordan Harper scrive molto bene: sembra quasi di assistere ad un film con scene dal forte impatto e senza filtri (ci troveremo violenza esplicita come non mai), in grado di farci vedere la brutalità della lotta tra bande criminali. I personaggi son tutti ottimamente caratterizzati: tutti tormentati e tutti "magnificamente" crudeli.
E poi c'è lui: il deserto californiano. Che in questo libro è sempre presente: un deserto che si veste da personaggio principale… un deserto simbolo anche di assenza di valori e di sentimenti.
L'ultimo re di California, perciò, non è il classico thriller "all'americana"; è, soprattutto un saggio sulla sete di potere, sulla violenza, sulla famiglia e sul (tardivo) riscatto.
Mentre lo leggevo, mi son tornati in mente anche alcuni romanzi di altri grandi autori statunitensi: Don Winslow, Cormac McCarthy e S.A. Cosby su tutti. Winslow per come riesce a rappresentare la violenza ed il crimine (leggetevi il suo bellissimo Il potere del cane); McCarthy è il "pittore" della frontiera americana (procuratevi Non è un paese per vecchi); Cosby per come sa descrivere le comunità rurali permeate di razzismo (come non ricordare il suo magnifico Legittima vendetta).
Ecco, Jordan Harper con "L'ultimo re di California" è la perfetta somma di questi tre mostri sacri della letteratura americana: un romanzo che non cerca soluzioni, ma lascia direttamente al lettore il compito di trovare la spinta psicologica che porta a compiere l'atto violento.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

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