La sera del 17 agosto 2023 aprivo per la prima volta le porte de La Stanza di Antonio, una stanza virtuale (ma vera allo stesso tempo!) nata dalla mia passione per i libri e dal desiderio di condividere letture e relative recensioni.
In questi tre anni, ma moltissimo nei primi mesi del 2026, la Stanza è cambiata insieme a me. È nata con un'impostazione quasi generalista, per poi trovare progressivamente la propria identità , concentrandosi sempre di più sui libri di genere giallo, thriller e noir. Una scelta maturata nel tempo, seguendo le mie letture e, soprattutto, ciò che sentivo di voler raccontare davvero.
Ma una stanza, per essere davvero viva, ha bisogno di persone che la abitino…
Per questo voglio ricordarvi che anche voi lettori potete partecipare attivamente alla vita del blog: se avete letto un giallo, un thriller o un noir (ma vanno bene anche altri generi) e avete voglia di raccontarlo, potete inviare la vostra recensione e condividerla con me e con gli altri lettori.
Questi romanzi offrono intrighi e colpi di scena intrecciati col mondo dell'arte, la storia e la cultura. Letture imperdibili che lasciano il lettore senza fiato dalla bellezza, e dal mistero
Ovviamente non vi diremo come vanno a finire: ci limitiamo a notare che il filone dei libri gialli ad argomento artistico continua a prosperare e che le opere d'arte attirano sempre ladri, assassini, investigatori, donne fatali, storici dell'arte più o meno pazzi. Come nell'Alleggerimento delle vernici di Paul Saint Bris dove tutto comincia con la nomina di una nuova e dinamica direttrice al Louvre che deve incrementare gli ingressi e lo farà partendo dal restauro della Gioconda offuscata da strati di vernici. Il direttore del dipartimento di pittura, costretto ad accettare l'incarico di seguire il restauro, intraprende un viaggio alla ricerca del restauratore ideale e lo trova in Toscana: un personaggio libero e imprevedibile, capace di confrontarsi senza timore con il genio di Leonardo. Quello che succede dopo è tutto da leggere, fra colpi di scena a ripetizione e soluzioni grottesche. Saint Bris orchestra con eleganza una narrazione in cui riflessione e tensione si fronteggiano tra colpi di scena ben calibrati, il romanzo smonta con arguzia l'idea stessa di autenticità , mostrando che nell'epoca dell'ipervisibilità anche i capolavori esposti a luce forte non sono altro che materiali da rimontare. Un libro che seduce gli amanti dell'arte e punge senza pietà chi ama smontare il presente, con una domanda finale: per tenere l'arte viva, dovremo forse stravolgerla?
Il secondo libro, I morti non mi sono mai piaciuti, romanzo d'esordio di Giuseppe Fusari, vincitore dell'ultima edizione del Premio Neri Pozza, ha per protagonista il commissario Alessandri, che deve indagare sulla morte del curatore della mostra «Trenta capolavori ritrovati», avvenuta al termine dell'inaugurazione. La lettura del testo evidenzia la pericolosità della curatela delle mostre. In un mondo dove gli storici dell'arte si odiano e volentieri si ammazzerebbero fra di loro, peggio che i gladiatori. In una tranche di società (quella degli intenditori e appassionati d'arte o che così si definiscono) che pratica la fuffa come supremo esercizio intellettuale, viene ritrovato ammazzato, un "pezzo grosso" del sistema mostre. Le indagini sono difficili. Cominciano a sgocciolare notizie, l'illustre professore defunto era tatuato da capo a piedi con la scritta "falso" che lo avvolgeva come un sudario, era avido di soldi come un vampiro, sputtanatore di colleghi, aveva anche un talentuoso alter ego che scriveva al posto suo (lui scriveva malissimo) e si limitava a firmare come sue cose altrui. Aveva il talento però di saper scovare quadri, anche molto importanti, inediti, destinati al mercato. A un certo punto cominciano a volare pallottole, si intrecciano omicidi, incendi e sbucano quadri falsi, venduti per veri. Poi la storia torna indietro, alla Seconda guerra mondiale, alle perquisizioni di opere d'arte fatte dai nazisti, e finisce con il coinvolgere il commissario molto di più di quello che lui avrebbe voluto. Finale sorprendente.
Una filastrocca che sarebbe meglio non sentire mai, bambini che scompaiono e
un caso che sembrava sepolto da anni. Robert De Niro torna a
confrontarsi con il lato più oscuro del crimine in
L'uomo dei sussurri (The Whisper Man), il thriller psicologico
disponibile dal 28 agosto 2026 su
Netflix.
Diretto da James Ashcroft e tratto dall'omonimo bestseller
di Alex North, il film riunisce un cast che comprende Adam Scott,
Michelle Monaghan, Michael Keaton, Hamish Linklater, Owen Teague,
Acston Luca Porto e Will Brill. Al centro della storia c'è il rapimento di un
bambino di otto anni e il filo inquietante che collega la sua scomparsa a un
serial killer arrestato molto tempo prima. Ma sotto il meccanismo del crime
pulsa anche una storia più intima, costruita su padri e figli, lutti e ferite
familiari che il tempo non è riuscito a cancellare.
Tom Kennedy, interpretato da Adam Scott, è uno scrittore di gialli rimasto
vedovo. Cerca di crescere da solo il figlio Jake, otto anni, mentre entrambi
provano ancora a trovare un equilibrio dopo la perdita che ha sconvolto la
loro famiglia. Poi Jake scompare.
Per Tom il crimine smette improvvisamente di appartenere alle pagine dei libri
e diventa qualcosa di terribilmente concreto. Gli indizi emersi dopo il
rapimento sembrano infatti collegare la sparizione del bambino a un vecchio
caso che aveva terrorizzato la comunità : quello di un serial killer conosciuto
come l'Uomo dei sussurri.
L'assassino era stato arrestato anni prima grazie all'indagine condotta da
Peter "Pete" Willis, ex detective della polizia interpretato da Robert De
Niro. Pete, però, è anche il padre di Tom.
I due non si vedono da tempo e il loro rapporto è segnato da una distanza che
non sembra soltanto geografica. Per tentare di salvare Jake, Tom è costretto
quindi a fare ciò che probabilmente avrebbe voluto evitare: tornare dal padre
e chiedergli aiuto.
È in questo punto che le due anime del film si sovrappongono. La ricerca di un
bambino rapito diventa anche il difficile riavvicinamento tra un padre e un
figlio incapaci di liberarsi completamente da ciò che è accaduto in passato.
A Robert De Niro spetta il ruolo di Pete Willis, detective ormai in pensione
che era riuscito a catturare l'Uomo dei sussurri.
L'uomo ha trascorso anni cercando di allontanarsi da un'indagine che ha
lasciato conseguenze profonde anche sulla sua vita privata. Quando nuovi
bambini cominciano a scomparire, però, le analogie con il passato lo
costringono nuovamente a confrontarsi con quel caso. E questa volta la posta
in gioco è ancora più personale: la vittima è suo nipote.
Il mistero nasce così da una domanda semplice e inquietante: se il serial
killer individuato anni prima è ancora in prigione, chi sta riproducendo oggi
il suo rituale?
Adam Scott, volto di Scissione, interpreta invece Tom Kennedy.
Non è una lettura sovrapposta a posteriori al film: James Ashcroft ha indicato
proprio la relazione fra padri e figli come uno degli elementi che più lo
hanno attratto nel romanzo e nella sceneggiatura, definendola il cuore emotivo
della vicenda.
Nel cast c'è anche Michelle Monaghan, che interpreta la detective Amanda Beck.
È lei a lavorare sui nuovi casi e a trovarsi davanti alle inquietanti
somiglianze con i rapimenti attribuiti all'Uomo dei sussurri. Per
comprendere che cosa stia accadendo deve inevitabilmente rivolgersi a Pete,
l'uomo che conosce meglio di chiunque altro la vecchia indagine.
Il personaggio affianca così De Niro sul versante più propriamente
investigativo della storia, mentre la scomparsa di Jake trasforma la
riapertura di un cold case in una corsa contro il tempo.
Tra le presenze più interessanti di L'uomo dei sussurri c'è Michael
Keaton, nei panni di Frank Carter, l'uomo che Pete aveva fatto condannare per
i delitti attribuiti al serial killer.
Carter sta scontando l'ergastolo in un carcere di massima sicurezza. La sua
presenza permette al film di lavorare su uno dei meccanismi più classici del
thriller dedicato ai serial killer: il confronto fra l'investigatore e l'uomo
che credeva di avere definitivamente consegnato alla giustizia.
Keaton e De Niro avevano già partecipato entrambi a Jackie Brown di
Quentin Tarantino, ma senza condividere scene.
L'uomo dei sussurri offre quindi anche l'occasione di vedere
direttamente a confronto sullo schermo i due attori.
Nel cast figurano inoltre Hamish Linklater nel ruolo di Norman Collins, Owen
Teague, Will Brill nei panni del sergente John Dyson e il giovane Acston Luca
Porto, che interpreta Jake Kennedy.
L'uomo dei sussurri è tratto da
The Whisper Man, romanzo di Alex North pubblicato nel 2019 e diventato un bestseller del
New York Times.
Un vecchio racconto di Stephen King ambientato a Londra diventerà una miniserie per Prime Video. Il servizio streaming ha ordinato Crouch End, adattamento di sei episodi dell'omonima storia del 1980 ambientata nel quartiere situato nel nord della città che le dà il nome. Sarà la prima serie basata su un'opera del maestro dell'horror prodotta nel Regno Unito.
Crouch End ci porterà in una Londra che non dorme mai profondamente e i cui sogni sono inquieti. Quando Doris Freeman, una star del cinema di fama mondiale, irrompe in una stazione di polizia della città affermando che strani fenomeni si celano dietro la scomparsa di suo marito, l'ispettore Ted Vetter deve indagare per capire se sta dicendo la verità , se potrebbe essere un'assassina o se c'è qualcosa di ancora più agghiacciante in gioco.
Il racconto, considerato un omaggio allo scrittore H.P. Lovecraft, è stato adattato da Paul Tomalin (Bodies), mentre Tom Shankland (Berlin Noir) si occuperà della regia. "Stephen King è uno dei narratori più influenti del nostro tempo e siamo entusiasti di portare la sua storia lovecraftiana a Londra con Crouch End - ha dichiarato la vicepresidente degli originali internazionali di Prime Video e Amazon MGM Studios Nicole Clemens -. Paul Tomalin apporta alla serie una visione unica e incentrata sui personaggi e, insieme a Tom Shankland alla regia e ai team di produzione di prim'ordine a Mammoth Screen e Fifth Season, questo show catturerà il pubblico di tutto il mondo con il suo thriller poliziesco viscerale e il mistero soprannaturale".
Tomalin ha aggiunto: "Dopo aver letto Crouch End alcuni anni fa, la vivida prosa di Stephen King ha perseguitato i miei incubi da allora. Avere l'onore di adattarlo con gli incredibili team a Mammoth, Fifth Season e Amazon insieme al regista Tom Shankland è un sogno diventato realtà . Non potrei essere più entusiasta di portare questa storia emozionante sullo schermo".
Dopo 25 anni di attesa, il regista di Donnie Darko ha finalmente pronto il sequel, solo che non è un film ma un romanzo epistolare di 800 pagine sui viaggi nel tempo
Richard Kelly ci ha messo venticinque anni a scrivere il sequel del suo film Donnie Darko. L'unico problema (ma magari scopriremo che non è un problema, magari dovremo ammettere che è meglio così) è che il risultato di questi vent'anni di lavoro matto e disperatissimo non è un film ma un romanzo epistolare, ambientato nel 1988, lungo più di 800 pagine e intitolato The Philosophy of Time Travel.
Il libro, in uscita alla fine dell'anno (una data ufficiale ancora non è stata annunciata), racconta i quattordici mesi successivi alla tragica morte di Donnie. Attraverso lettere, diari e documenti, il romanzo segue i genitori Rose ed Eddie Darko mentre intraprendono ognuno la sua indagine sulla morte del figlio, per capire cosa sia davvero successo a Donnie e cosa fosse quell'universo tangente in cui era scivolato, quella realtà parallela, instabile e temporanea, generata da una frattura nello spaziotempo, in cui Donnie aveva vissuto i suoi ultimi 28 giorni di vita evitando il collasso del mondo primario.
Nelle intenzioni di Kelly, il libro è soltanto la prima tessera di un mosaico più ampio. Prima un adattamento in motion-capture della prima parte del romanzo, poi un salto temporale di ventotto anni nel futuro e un sequel in live-action. L'obiettivo finale è quello di riunire il cast originale, dice «Adoro il mio cast. Mi piacerebbe molto ritrovare tutti questi attori meravigliosi. Ora la decisione spetta in un certo senso al mercato, un mercato che comprende una fanbase globale, il nostro splendido cast e una serie di nuovi personaggi oltre a tutta quella tecnologia straordinaria che anni fa non esisteva». Resta da capire se nella Hollywood odierna ci sia ancora spazio per i sogni e ai deliri di Richard Kelly.
Guy e Rosemary Woodhouse sono una giovane coppia di sposi. Lui è un attore, in attesa della sua grande occasione; lei sogna una normalità borghese fatta di sicurezza economica, una bella casa, tanti figli. Dopo lunghe ricerche hanno trovato un appartamento nel Bramford (un antico palazzo nel cuore di Manhattan, circondato da un alone di prestigio sociale ma anche da sinistre leggende) e di lì a poco la loro vita sembra arrivare a una svolta: Guy ottiene una parte in un'importante commedia e Rosemary resta finalmente incinta del primo figlio. Ma non tutto è destinato ad andare per il verso giusto. La gravidanza di Rosemary viene turbata da premonizioni e incubi notturni, da inspiegabili dolori addominali e strani incontri, e soprattutto dall'invadenza di due vicini, troppo premurosi per non risultare sospetti…
Pubblicato per la prima volta nel 1967 e portato sul grande schermo da Roman Polanski, con un'indimenticabile Mia Farrow nel ruolo della protagonista, Rosemary's Baby è una delle grandi storie di mistero della nostra epoca, ma anche una godibilissima commedia che, dopo aver fatto entrare il Male nelle nostre case, ci aiuta a esorcizzarlo con la grazia di un semplice sorriso.
▪ L'incipit del libro
Rosemary e Guy Woodhouse avevano già firmato il contratto d'affitto per un appartamento di cinque locali in un palazzone tutto bianco sulla First Avenue quando, da una certa signora Cortez, appresero che nel Bramford era libero un appartamento di quattro locali. Il Bramford, un vecchio edificio nero e imponente, è un agglomerato di appartamenti coi soffitti alti, ricercatissimi per via dei camini e dei particolari vittoriani. Rosemary e Guy si erano messi in lista sin dal giorno in cui s'erano sposati, ma alla fine avevano dovuto arrendersi.
Guy le riferì la notizia premendosi il microfono contro il petto; Rosemary mandò un gemito: «Oh, noo!» e per poco, parve, non scoppiò in lacrime.
«Ormai è troppo tardi» , disse Guy, parlando nel microfono. «Abbiamo firmato il contratto proprio ieri». Rosemary gli afferrò un braccio. «Non potremmo disdirlo?» gli chiese. «Trovare una scusa?»
«Scusi un attimo, signora Cortez». Guy tappò di nuovo il microfono. «Che scusa?» chiese.
Lei spalancò e levò le braccia al cielo, agitata. «Non so. Possiamo dirgli la verità . Che ci è capitata l'occasione di un appartamento al Bramford».
▪ La mia recensione
"Satana è Suo Padre, non Guy rispose Roman -, Satana è Suo Padre. Salì dall'Inferno e generò un Figlio con una donna mortale! Per vendicare le vessazioni e le iniquità subite dai Suoi fedeli seguaci a opera degli adoratori di Dio".
Pubblicato ad inizio del 1967 Rosemary's Baby vede i giovani Guy e Rosemary Woodhouse traslocare nel Bramford, un elegante ed antico palazzo di Manhattan ma ammantato da sinistri accadimenti (morti sospette e suicidi su tutti). Guy è un attore ancora in cerca dell'occasione giusta per emergere nel mondo della recitazione, Rosemary è impaziente di avere un primo figlio: i loro desideri, di punto in bianco, sembrano realizzarsi in contemporanea a strani e misteriosi eventi che solo Rosemary sembra notare. Inoltre, la presenza della misteriosa coppia di anziani che abita accanto al loro appartamento ed irrompe come un tornato nella vita dei due giovani, diventa via via sempre più opprimente.
Pur essendo un romanzo abbastanza datato in alcuni passaggi, l'ho trovato assolutamente ben scritto: la tensione, all'inizio appena appena percepibile, diventa sempre più inquietante e, alla fine, si tramuta in horror puro. Ira Levin ha saputo mostrarci semplici istanti di vita quotidiana alternandoli con episodi incerti ed oscuri. E questo fatto mette il lettore davanti ad un dilemma: cosa è davvero reale e cosa è frutto della mente, della fobia e delle fissazioni di una sempre più isolata Rosemary.
Perfetta la contrapposizione, presente in tutto il libro, tra la tranquillità dell'appartamento di Rosemary ed il pericolo che si intuisce essere proprio al di là della porta d'ingresso. E perfetto è anche il finale ambiguo. Due elementi che, dopo quasi sessant'anni dalla pubblicazione del libro, fanno ancora da canone ai tanti romanzi, film e serie TV che si sono succeduti nel corso degli anni (un esempio su tutti: It di Stephen King).
Rosemary's Baby, a conti fatti, è un horror che, pur non mostrando palese e cruda violenza, piacerà senz'altro agli amanti del genere.
Emilio Salgari: Le Tigri di Mompracem. I pirati della Malesia, vol. 1
Formato: Kindle (1.4 MB)
Pagine: 344
Editore: Feltrinelli Editore (7 ottobre 2025)
ASIN: B0FRFJD8K1
ISBN-13: 978-8858864036
Data di acquisto: 20 luglio 2026
Letto dall'11 al 25 agosto 2026
▪ Sinossi
Pubblicato nel 1900, Le Tigri di Mompracem è il primo libro in cui compare Sandokan, la "Tigre della Malesia". Principe spodestato del Borneo, è diventato il temuto capo dei pirati di Mompracem, un'isola selvaggia nel Mare della Malesia. Tra l'amore per l'affascinante lady Marianna, gli assalti dei suoi coraggiosi "tigrotti" e i colpi della sua celebre scimitarra, insieme al fedele amico Yanez, Sandokan combatte gli inglesi per vendicare la sua famiglia e riconquistare la libertà .
Un ribelle capace di far tremare l'impero più potente del mondo. Un avventuriero che vi trascinerà fin nella giungla e per mari in burrasca. Un mito della letteratura e del cinema.
▪ L'incipit del libro
La notte del 20 dicembre 1849 un uragano violentissimo imperversava sopra Mompracem, isola selvaggia, di fama sinistra, covo di formidabili pirati, situata nel mare della Malesia, a poche centinaia di miglia dalle coste occidentali del Borneo.
Pel cielo, spinte da un vento irresistibile, correvano come cavalli sbrigliati, e mescolandosi confusamente, nere masse di vapori, le quali, di quando in quando, lasciavano cadere sulle cupe foreste dell'isola furiosi acquazzoni; sul mare, pure sollevato dal vento, s'urtavano disordinatamente e s'infrangevano furiosamente enormi ondate, confondendo i loro muggiti cogli scoppi ora brevi e secchi ed ora interminabili delle folgori.
Chi mai vegliava in quell'ora e con simile bufera, nell'isola dei sanguinari pirati?
▪ La mia (brevissima) recensione
"Vi è un uomo che impera su questo mare, che bagna le coste delle isole malesi, un uomo che è il flagello dei naviganti, che fa tremare le popolazioni, e il cui nome suona come una campana funebre. Hai tu udito parlare di Sandokan, soprannominato la Tigre della Malesia? Guardami in viso. La Tigre sono io…".
Ecco qui un classico (nel vero senso della parola) dell'avventura e che ha reso intramontabile il mito di Sandokan (che per me, "bambino" negli anni '70 del secolo scorso, ha ed avrà sempre il volto di Kabir Bedi).
Emilio Salgari ha saputo costruire un gran bel romanzo fatto di azione, combattimenti, colpi di scena ed Amore (sì, proprio quello con la A maiuscola)… ed il tutto, senza che l'autore italiano abbia mai visitato quei luoghi! Il protagonista, il coraggioso ed indomito principe-pirata Sandokan, è un eroe carismatico e con un alto senso dell'onore e del rispetto. Idealmente trasportato ai giorni nostri, io lo vedrei benissimo nei panni di leader ribelle ed autorevole allo stesso tempo, sempre in prima linea per i diritti della sua gente.
Certo, essendo un romanzo pubblicato per la prima volta sul finire del 1800, letto oggi ha risentito parecchio del trascorrere del tempo, specialmente nella descrizione dei vari popoli e delle loro culture.
Ma cuore pulsante del libro sono anche le spettacolari location: il Mare di Malesia (nord del Borneo), le spiagge e la giungla della leggendaria isola di Mompracen, non si limitano solo a fare da sfondo alle imprese dei "tigrotti" ma si ergono a vere e proprie protagoniste dell'intera storia.
Un romanzo, perciò che parla di coraggio, amicizia, valori, libertà ed amore. Insomma, un libro per tutti.
Quasi 600 ebook in sconto a fine agosto: la doppia offerta
Fino al 31 agosto, nei principali negozi online sono disponibili in sconto 450 titoli digitali, suddivisi in 11 playlist (dal rock all'elettronica, dal jazz alla musica classica). Non solo: in offerta altri 125 ebook, tra romance, narrativa, saggistica, mystery, fantasy e fantascienza
A fine agosto c'è una doppia promozione per lettrici e lettori che amano leggere anche in ebook.
Da un lato, fino al 31 agosto, nei principali negozi online sono disponibili in sconto 450 titoli digitali, suddivisi in 11 playlist: dal rock, con gialli e thriller, al revival, con una selezione di libri cult che hanno segnato intere generazioni; spazio poi al pop, come pure per la musica classica (con numerosi classici della letteratura); e poi ancora tante love songs (e molti romance) e jazz (all'insegna dei noir metropolitani, dalle atmosfere cupe e malinconiche); non è finita: in offerta narrativa d'azione (nella playlist elettronica) e libri da cui sono stati tratti film o serie TV (nella playlist colonne sonore); infine, musica da camera , swing (narrativa umoristica e graphic novel) e baby dance (con testi per bambine e bambini, ragazze e ragazzi). Insomma, ce n'è davvero per tutti i gusti (anche musicali…).
Non solo: dal 28 al 31 agosto spazio inoltre a 5 altri percorsi di lettura (da 25 titoli ciascuno), al 60% di sconto: tra romance, narrativa, saggistica, mystery, fantasy e fantascienza.
Da martedì 25 agosto a sabato 29 agosto cinque serate consecutive per il Salento Book Festival, con tappe a Tricase, Galatone, San Cesario di Lecce, Spongano e Seclì
Da domani, martedì 25 agosto, a sabato 29 agosto, cinque serate consecutive per il Salento Book Festival, con tappe a Tricase, Galatone, San Cesario di Lecce, Spongano e Seclì. Ospiti: Beppe Convertini, don Cosimo Schena, Federico Mello, Valentina Petrini, Gino Cecchettin, Silvio Maria Cantoro, Anita Bozzo.
Doppio appuntamento nell'atrio di Palazzo Gallone. Alle ore 20 Beppe Convertini presenta il libro Il Paese delle tradizioni (Rai Libri), diario di incontri e racconti attraversando l'Italia più autentica, quella dei piccoli borghi, in cui i rituali sono tramandati di generazione in generazione, i mestieri di un tempo vengono preservati come tesori e le comunità si stringono ancora intorno ai simboli identitari. Dalle processioni con le grandi macchine a spalla (Patrimonio immateriale dell'umanità dell'Unesco) alle feste che celebrano i prodotti del territorio, dalle antiche usanze del Carnevale di Romeno in Val di Non alla spettacolare 'Ndocciata di Agnone in Molise, Convertini ascolta, osserva, raccoglie e restituisce un affresco vivente del Paese che resiste. Il racconto è arricchito da fotografie originali e testimonianze dirette di chi si impegna per valorizzare la memoria e le tradizioni. Come Antonino La Spina (presidente dell'Unione Nazionale Pro Loco d'Italia) che accompagna l'autore in questo itinerario, e come i tanti volontari che organizzano e animano le sagre, portando entusiasmo, passione e gioia nella condivisione. Un libro che è un invito a guardare al futuro senza dimenticare la bellezza del passato. Incontra l'autore Valeria De Vitis.
A seguire, alle ore 21, don Cosimo Schena presenta L'eresia di Francesco (Elledici). Sei cresciuto anche tu con l'immagine di un San Francesco impeccabile, già santo, già "altro" rispetto a noi. Poi cresci, e scopri che la santità non è una scorciatoia, ma una fatica che passa dalla carne, dalle contraddizioni, dalle domande senza risposta. Ed è esattamente da lì che passa anche la storia di Francesco. Questo libro prova a restituire Francesco alla sua umanità , liberandolo da una santità levigata e irraggiungibile. Non il santo da calendario o da citazione motivazionale, ma un uomo vero, ferito, inquieto, affamato di senso, di amore, di riconoscimento. Un uomo che non nasce santo, ma che impara lentamente a stare dentro la propria vita, senza sconti. Ne scaturisce il ritratto di un Francesco credibile e vicino, in cui ogni lettore può rispecchiarsi profondamente. Incontra l’autore Francesco Schiavano.
Nel Chiostro dei Domenicani, alle ore 20.30, Federico Mello presenta il libro Elogio della bocciatura (StreetLib). Giugno. Il tuo nome sul tabellone, quelle due parole accanto: Non ammesso. Il mondo che ti crolla addosso: i compagni che vanno avanti, i genitori da affrontare, l'estate che sa già di sconfitta. Ma cosa succederebbe se quella bocciatura non fosse la fine della storia, ma l'inizio di una diversa? Federico Mello, giornalista e scrittore, è stato bocciato in terza superiore. Da quella mattina di giugno (il motorino parcheggiato, il sorriso congelato, quelle due parole sul vetro) ha impiegato anni a capire che il fallimento non era una sentenza. Era un punto di partenza. In questo libro, scritto per chi ha appena perso un anno e non sa cosa farne, Mello raccoglie le voci di psicologi, presidi, insegnanti e ragazzi che ci sono passati. E costruisce qualcosa di raro: un libro che non ti dice di studiare di più, non ti fa la morale, non ti promette che andrà tutto bene. Ti dice solo una cosa vera: che non sei la tua bocciatura. E che il tuo daimon, la tua direzione profonda, ti aspetta da qualche parte. Devi solo andare a cercarlo. Incontra l'autore Valeria Blanco.
In Piazza Bacile, alle ore 20.30, Silvio Maria Cantoro presenta il libro Storie di musica e intagli di parole (Youcanprint). Incontra l'autore Daniela Palma, con la partecipazione di Sergio Blasi.
A seguire, alle ore 21.30, torna Gino Cecchettin con Cara Giulia (Rizzoli). Incontra l'autore Lorenzo Tosa, con la partecipazione di Alessandra Caiulo.