"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]
La regina del giallo britannico da 6 milioni di copie vendute.
Martedì 30 giugno 2026 esce in libreria Il tempo degli innocenti di Angela Marsons, volume n. 15 sulle indagini della detective Kim Stone.
Due bambine rapite a venticinque anni di distanza, un uomo che sembra tirare i fili come un crudele burattinaio, un atto finale tutto ancora da scrivere. Uno spietato gioco al gatto col topo aspetta la detective Kim Stone.
«Capacità di tessere la storia e arguzia tagliente nell'architettare i crimini; Angela Marsons come Dorothy Salisbury Davis e Elizabeth Linington». Corriere della Sera - La Lettura
«Voto dieci alla Marsons per aver creato un personaggio che non dimostra alcuna stanchezza». La Stampa - Tuttolibri
Un pomeriggio d'agosto, la piccola Grace Lennard entra nel giardino dell'asilo e svanisce nel nulla. Quando la detective Kim Stone arriva sul posto, trova un indizio inquietante: un braccialetto inciso, appartenuto a Melody Jones, una bambina rapita 25 anni fa. Poche ore prima, Steven Harte si era presentato alla stazione di polizia confessando di avere informazioni su Melody. Ma aveva anche avvertito Kim che un nuovo caso urgente stava per travolgerla. Per salvare Grace, Kim è costretta a partecipare al gioco perverso di Steven, cercando di decifrare ogni parola e gesto durante un interrogatorio serrato di 24 ore. Le indagini rivelano un inquietante schema: Steven è collegato al rapimento di diverse ragazzine vulnerabili, alcune delle quali furono rilasciate dopo un anno. Ma di Melody e delle altre non c'è traccia. Quando nel parco locale vengono ritrovate delle ossa, Kim teme il peggio. Mentre il caso si complica, emerge una verità ancora più sconvolgente: Steven non è l'unico a nascondere qualcosa. La dottoressa Alex Thorne, nemesi di Kim, è pronta a rivelare un segreto che colpirà la detective nel suo punto più fragile. Kim dovrà affrontare i propri demoni per salvare Grace e le altre prima che sia troppo tardi.
Editore: Newton Compton Editori (30 giugno 2026)
Pagine: 411
ASIN: B0H34Z1FLW
ISBN-13: 9791224202769
Prezzo di copertina:12,25 euro per il cartaceo e 6,99 euro per la versione Kindle
È da 22 settimane consecutive sul podio del New York Times nella sezione Hardcover Nonfiction, facendo discutere da inizio anno critici letterari e club di lettori. Parliamo di Strangers. A Memoir of Marriage, l'opera d'esordio di Belle Burden che sta dominando le classifiche americane.
Partito come un breve e toccante saggio nella celebre rubrica Modern Love del New York Times, il racconto si è trasformato in un libro ipnotico, diventando in pochissimo tempo un vero e proprio caso editoriale globale. Pubblicato in Italia da Rizzoli col titolo Estranei. Storia di un matrimonio, lopera d'esordio di Belle Burden rappresenta un'indagine filosofica e psicologica sulla natura stessa dell'intimità.
Il successo di Strangers è stata un'esplosione verticale. Il libro ha debuttato direttamente al numero uno nella classifica dei Bestseller del New York Times, rimanendo stabilmente in vetta per ben sette settimane.
Il motivo di questo exploit risiede nell'incipit folgorante e drammaticamente reale della storia. Marzo 2020: mentre il mondo entra nel primo, surreale lockdown della pandemia da COVID-19, Belle Burden si trova nella sua casa di Martha's Vineyard insieme al marito James (uno stimato gestore di hedge fund) e ai loro tre figli. Tra sere passate davanti al camino e cene in famiglia, la vita sembra idilliaca.
Poi, all'improvviso, un messaggio da parte di uno sconosciuto fa crollare tutto: "Mia moglie ha una relazione con tuo marito". Da quel momento, James non solo ammette il tradimento, ma abbandona la famiglia svestendo i panni del partner premuroso come un attore che si toglie un costume di scena, dichiarando persino di non volere la custodia dei figli. La classifica del NYT ha premiato la capacità della Burden di trasformare un trauma personale in una tensione narrativa degna del miglior thriller.
Oltreoceano l'eco mediatica è gigantesca. Testate come il The New York Times (che lo ha inserito tra gli Editors' Choice) lo hanno descritto come un mix perfetto tra "una storia d'amore, una storia dell'orrore e, in una sezione da brivido, un thriller finanziario". L'autrice, cresciuta in una storica e ricchissima famiglia dell'alta borghesia newyorkese (la cosiddetta old money), analizza infatti con spietata lucidità l'errore di aver abbandonato la sua carriera da avvocato per affidare la gestione totale delle sue finanze al marito, co-intestandogli persino le proprietà ereditate.
Proprio questa sfumatura ha spinto media come CNBC e il Wall Street Journal a definire Strangers un vero e proprio "racconto ammonitore" (cautionary tale) per le donne di oggi, un manifesto che esorta a non perdere mai la propria indipendenza economica, nemmeno nei matrimoni apparentemente più solidi. Il fenomeno è diventato talmente pervasivo che Netflix si è aggiudicata i diritti televisivi dopo una feroce asta editoriale: il memoir diventerà una serie TV prodotta e interpretata da Gwyneth Paltrow.
Al di là del gossip e del voyeurismo dell'alta società, Strangers merita di essere letto per la sua straordinaria caratura letteraria. La scrittrice Joyce Carol Oates lo ha definito "un elogio meravigliosamente scritto per la perdita di una relazione". Il libro non cerca vendetta, ma comprensione. Cerca di rispondere alla domanda più difficile di tutte: come può una persona amorevole trasformarsi, dall'oggi al domani, in un essere freddo e irriconoscibile?
Belle Burden scava nel proprio passato per capire perché per anni è stata soprannominata "Belle la Buona", accettando in silenzio i compromessi di un matrimonio tradizionale. Il libro è la storia della sua metamorfosi in una donna che finalmente usa la propria voce.
Strangers è anche una lezione di resilienza: Nonostante il dolore acuto della separazione, la narrazione non scivola mai nel nichilismo, ma si trasforma in un inno alla rinascita e alla riscoperta della gioia personale.
A differenza di molti casi editoriali d'oltreoceano che impiegano anni ad arrivare da noi, i lettori italiani sono stati fortunati. Rizzoli ha intercettato immediatamente il valore e la potenza di questo memoir, portandolo nelle nostre librerie con il titolo Estranei. Storia di un matrimonio.
La traduzione italiana permette finalmente al nostro pubblico di immergersi in questa prosa affilata e senza sconti. Il libro è già disponibile in tutte le librerie fisiche e negli store online, pronto a diventare uno dei titoli più discussi e consigliati nei club del libro e nelle community di lettura anche in Italia. Una lettura che invita a riflettere su quanto conosciamo davvero le persone che abbiamo accanto.
Dopo La gita a Tindari, Andrea Camilleri dà voce a Salvo Montalbano e agli altri personaggi della saga con L'odore della notte. Si tratta di un romanzo ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto e raccontato dal suo amico giornalista Francesco "Ciccio" La Licata. Lo fa sapere lo stesso autore attraverso una nota a conclusione del racconto.
Anche in questo caso è diventato celebre grazie a un adattamento per la televisione, con protagonista Luca Zingaretti che interpreta Il commissario Montalbano. Le vicissitudini si svolgono sempre nella cornice di Vigata, un paesino dal nome immaginario che esiste davvero: in realtà, è Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, ed è la città natale dell'autore.
Protagonista de L'odore della notte è un finanziere che truffa una serie di persone ingenue e che scappa con il bottino. Ed è incontrando le vittime del raggiro che il commissario Montalbano inizia le sue indagini. L'unica voce fuori dal coro, che difende il sospettato Emanuele Gargano, è Mariastella Cosentino: la sua segretaria, innamorata e convinta della sua innocenza.
Con il finanziere sparisce anche il suo tuttofare, Giacomo Pellegrino. Un uomo che, pur condividendo questioni di denaro e di cuore con Gargano, non ha motivo di fuggire, anzi: sta costruendo una villa in campagna che il commissario conosce molto bene. La maggior parte pensa che dietro la scomparsa del truffatore ci sia la mafia, forse anch'essa vittima del raggiro, ma Montalbano non è della stessa opinione.
In questo contesto si inserisce il fidato collega e amico Mimì Augello, disperato per la paura del matrimonio con Beatrice, detta Beba, una donna che ha conosciuto proprio grazie a Montalbano e che gli fa pensare di essere entrato in una nuova, spaventosa fase: la vecchiaia.
Camilleri dimostra di essere anche un regista teatrale e un insegnante fuori dal comune. Ha portato sul palcoscenico la trasposizione di opere senza tempo di Luigi Pirandello, Samuel Beckett, Eugène Ionesco e Arthur Adamov: esponenti del teatro dell'assurdo. È docente sia nei licei che nelle università, compresi il Centro di Cinematografia e l'Accademia Nazionale di Arti Drammatiche. Muore nel 2019, a 93 anni, lasciando ai posteri un patrimonio letterario inestimabile.
I temi principali che vengono trattati ne L'odore della notte sono due: uno più evidente e uno più nascosto. Se da un lato appare chiaro come sia cara a Camilleri la lotta alla criminalità organizzata, in generale, e a Cosa Nostra nel dettaglio; dall'altro si scorge la tematica del tempo che passa e la paura di crescere. La scomparsa del protagonista in circostanze misteriose fa emergere un collegamento con la mafia, ma altrettanto significativo, in questo racconto, è il ruolo di Mimì Augello. Abile investigatore, ma pessimo futuro marito.
▪ Altri libri che puoi leggere se ti piace L'odore della notte
Come non citare La gita a Tindari, uno dei romanzi più amati della saga. In un condominio di Vigata avvengono due eventi apparentemente scollegati fra loro. L'omicidio di un pornografo e fimminaro e la scomparsa dei signori Griffo, due anziani che decidono di partire per una di quelle vacanze All Inclusive, destinazione Tindari.
La forma dell'acqua è il primo romanzo della serie del commissario Montalbano. Il titolo fa riferimento al primo omicidio letterario in terra di mafia della seconda repubblica che, per l'appunto, ha la forma dell'acqua perché si adatta al recipiente che lo contiene. La vittima è l'ingegnere Luparello e fa parte di uno dei massimi esempi di racconto poliziesco.
Chi ama il genere non può perdersi uno dei romanzi che maggiormente rappresentano lo stile di Andrea Camilleri. Il ladro di merendine inizia con un omicidio. Durante la notte, un peschereccio di Mazara del Vallo, il Santopadre, viene intercettato e colpito da una motovedetta tunisina. Durante l'agguato muore un marinaio tunisino a bordo della barca siciliana. Un assassinio che presto viene collegato a quello dell'ex commerciante Aurelio Lapecora, accoltellato in un ascensore. Scompare anche Karima Moussa, una donna delle pulizie molto bella e, anche lei, di nazionalità tunisina. È la madre di Francois, quello che viene additato come il ladro di merendine.
Se L'odore della notte è un romanzo che appassiona e incuriosisce, non è da meno La voce del violino. Il commissario Montalbano ha un incidente con un'auto parcheggiata per evitare di uccidere una gallina per la strada, lascia un biglietto, ma, di ritorno dall'ospedale per alcuni accertamenti al collega che era in auto con lui, scopre che nessuno lo ha ancora ritirato.
È l'incipit di uno dei racconti di Camilleri più avvincenti e amati dai suoi lettori.
Leggere un giallo significa accettare una sfida. Lo scrittore sparge indizi e costruisce una struttura logica che il nostro cervello tenta tutto di decifrare prima del detective di turno. Ecco quattro libri gialli da leggere sotto l'ombrellone
È strano: per rilassarci e staccare dagli impegni, spesso scegliamo storie di omicidi. Il perché è semplice: i libri gialli piacciono perché soddisfano un bisogno molto umano: dare un ordine al caos. Di fronte a un delitto, a un mistero o a un enigma, si viene coinvolti in una ricerca di senso, si raccolgono indizi, formulano ipotesi per cercare di arrivare alla verità prima del detective.
Inoltre, i romanzi gialli ci permettono di confrontarci con temi inquietanti, il crimine, il male, la morte, in uno spazio protetto: alla fine, nella maggior parte dei casi, arriva una spiegazione e tutto rientra. Secondo i report sull'editoria (AIE - Associazione Italiana Editori) e i sondaggi sulle abitudini di lettura, la narrativa di genere (gialli, thriller e noir) rappresenta stabilmente oltre il 40% della narrativa complessiva acquistata in Italia.
Leggere un giallo significa anche stimolare curiosità e immaginazione. Non è un caso che personaggi come Sherlock Holmes o Hercule Poirot continuino a conquistare generazioni di lettori. Il giallo è, inoltre, anche uno strumento per esplorare la società. Dai classici di Agatha Christie ai noir contemporanei, il delitto diventa spesso un pretesto per raccontare conflitti sociali, ingiustizie, segreti familiari e le zone d'ombra dell'animo umano. Risultato: i gialli ci piacciono perché ci inquietano e rassicurano allo stesso tempo, ci mostrano che il male esiste, ma ci fanno anche credere che, con pazienza e intelligenza, la verità possa essere scoperta.
l giallo è, infine, il genere più trasversale in assoluto: se tra i giovani dominano fantasy e fumetti, i dati dimostrano che, superati i 45-55 anni, quasi un lettore su due (46%) dichiara di preferire storie di crimini e misteri. I gialli popolano costantemente le classifiche dei libri più venduti in ogni stagione dell'anno. Ecco, allora, quattro romanzi imperdibili che affrontano il genere da prospettive completamente diverse.
È il classico libro "da notte in bianco": la Paris manipola la psicologia dei personaggi costringendo il lettore a dubitare di chiunque, perfino della voce narrante.
Ferrari, premio Goncourt nel 2012, usa il pretesto del mistero per esplorare l'animo umano e l'ossessione del controllo. Il titolo evoca l'omonima isola dell'Oceano Indiano, famosa per essere uno dei luoghi più isolati e inaccessibili del pianeta.
Søren Sveistrup: L'uomo delle castagne. Naia Thulin, vol. 1
Titolo originale: Kastanjemanden
Formato: KIndle (1.1 MB)
Pagine: 535
Editore: Rizzoli (22 gennaio 2019)
ASIN: B07L9LGGXX
ISBN-13: 9788858695630
Data di acquisto: 22 giugno 2026
Letto dal 22 al 26 giugno 2026
▪ Sinossi
Troppe cornacchie dietro il trattore. Saltellano freneticamente intorno a qualcosa di bianco, pallido e informe. Un maiale. Gli occhi spenti, il corpo che freme e si agita, come se provasse a spaventare le cornacchie, appollaiate a mangiare da un grosso foro di arma da fuoco sulla sua nuca.
Un navigato agente di polizia, a una settimana dalla pensione, si ferma davanti alla fattoria di un vecchio conoscente, nei dintorni di Copenaghen. Qualcosa non va. Un maiale morto lasciato lì. Non si fa così, in campagna. Apre la porta d'ingresso, socchiusa, con due dita, come nei film. Per vedere una cosa che non avrebbe mai voluto vedere: sangue, un cadavere mutilato, altri corpi da scavalcare. Cammina fino all'ultima stanza, dove centinaia di omini fatti di castagne e fiammiferi (infantili, incompleti, deformi) lo guardano ciechi. Stravolto, si chiude la porta alle spalle, senza sapere che l'assassino lo sta fissando.
Così si annuncia, spaventosa, la storia de L'uomo delle castagne, un thriller di grande livello, il primo romanzo di Søren Sveistrup, autore della serie TV The Killing (il cult mondiale che ha appassionato milioni di spettatori) e sceneggiatore de L'uomo di neve, il film tratto dal romanzo di Jo Nesbø. Un'invenzione narrativa complessa, un assassino disumano che si muove nel fondo di questo libro con una cupezza senza eguali, un'indagine condotta con angosciata bravura da due detective (uomo e donna, lui e lei) costretti a scendere mille gradini per comprendere come un'ossessione perfetta può deviare la mente di un individuo. Nemmeno Hitchcock. Perché poi un grande thriller nasce soltanto da un magnete, un chiavistello del male che attira, che vi attira inesorabilmente là, nella stanza degli omini che dondolano. Un capitolo vi lascerà il gusto di essere su una pista possibile e il seguente vi dirà di cambiare strada. Perché l'uomo delle castagne ha pensato a tutto e ricorda ogni cosa.
Gli altri, finti innocenti, hanno dimenticato…
▪ L'incipit del libro
Le foglie rosse e gialle planano attraversando la luce del sole e sull'asfalto bagnato che taglia il bosco come un fiume scuro e lucido. Al passaggio dell'auto di servizio bianca vorticano a mezz'aria per un istante, poi si posano sui mucchi che aderiscono al ciglio della strada.
Marius Larsen alza il piede dall'acceleratore e rallenta in curva, ricordando a se stesso che deve dire al servizio stradale del comune di passare a spazzare con le macchine. Le foglie che rimangono a terra troppo a lungo pregiudicano l'aderenza delle gomme e sono potenzialmente letali. L'ha già detto tante volte: fa l'agente da quarantuno anni, negli ultimi diciassette è stato a capo della stazione di polizia e ogni autunno deve tornare a far presente il problema. Ma non oggi, perché oggi parlerà con sua moglie. Le farà «il discorso».
Scorre nervosamente tra le frequenze dell'autoradio, ma non riesce a trovare ciò che cerca. Solo notizie su Gorbačëv e Reagan e congetture sulla caduta del muro di Berlino. È imminente, dicono. Può essere l'inizio di una nuova epoca.
Lo sapeva da tempo che prima o poi avrebbe dovuto affrontarla, e ancora non se la sente. Ma ormai manca solo una settimana al giorno in cui sua moglie crede che lo manderanno in pensione, perciò è arrivato il momento di dirle la verità. Che non può fare a meno del suo lavoro. Che ha sistemato le cose pratiche e deciso di rimandare. Che comunque non è pronto a stare a casa, a guardare la Ruota della fortuna seduto sul divano, a raccogliere le foglie in giardino e giocare a nascondino con i nipotini.
▪ La mia recensione
"In genere è in questo che è brava Thulin: a notare le piccole cose che possono avere importanza. Perché un tempo c'era abituata anche lei. A tornare a casa, chiudere a chiave la porta e notare i segni che stabilivano se sarebbe stata una giornata buona o cattiva".
L'uomo delle castagne, il romanzo di debutto del danese Søren Sveistrup è un ottimo thriller psicologico che, mai come in questo caso, ha saputo "catturarmi" sin dalla prima pagina (la scena iniziale vale da sola il prezzo del biglietto).
La trama è pressappoco questa: a Copenaghen la detective Naia Thulin e l'agente di collegamento con l'Europol Mark Hess, per nulla affiatati, si ritrovano costretti ad indagare su alcuni efferati omicidi di madri in giovane età. Uccisioni tutte accomunate da un insolito particolare: sulla scena del crimine viene lasciato un pupazzetto (fatto con castagne e fiammiferi) con le impronte digitali di una bambina scomparsa (e creduta morta) un anno prima. La soluzione finale, scaturita da una indagine molto accurata e meticolosa da parte dei due protagonisti, avrà dell'incredibile…
In questo romanzo c'è tutto quello che io voglio trovare in un thriller: personaggi complessi (e complessati), mistero, tensione, ritmo sempre alto, vendetta, traumi e riflessioni sulle motivazioni che hanno portato il cattivo di turno ad agire in quel modo.
La scrittura, pur essendo "soffocante" e molto cruda (i macabri dettagli non vengono risparmiati), è abbastanza scorrevole e perfettamente "visiva". Sveistrup ha saputo trascinarmi, letteralmente, nella storia mettendomi davanti a colpi di scena a ripetizione, a personaggi certamente non facili (i due personaggi hanno problemi, anche caratteriali, a più non posso) e ad una denuncia sociale che non lascia indifferenti (in questo romanzo viene affrontato il delicato tema degli abusi durante l'infanzia); anche se, come capita in moltissimi thriller nordici, situazioni e personaggi sono ammantati dai soliti cliché.
Intenso Noir: non c'è estate senza i brividi di un thriller
Joël Dicker inaugura la nuova collana dedicata ai maestri del genere. Enigmi, indagini, emozioni e colpi di scena fino all'ultima pagina. Con Cassar Scalia, De Cataldo, Läckberg, Markaris e altri maestri
Il primo titolo è di quelli che prendono il lettore e non lo lasciano fino all'ultima pagina. Un tipico romanzo alla Joël Dicker verrebbe da dire. È infatti è proprio lo scrittore svizzero bestseller divenuto un caso editoriale in tutto il mondo (tradotto in 40 lingue, oltre 20 milioni di copie vendute, amatissimo nel nostro Paese da un pubblico di lettori trasversale, compresi tanti giovani) ad aprire la nuova collana di noir in edicola con Repubblica.
Il romanzo di Dicker che vi proponiamo è L'enigma della camera 622, thriller di oltre seicento pagine congegnato con diabolica perfezione, pieno di colpi di scena, personaggi dalla doppia o tripla identità, giochi di potere, segreti di famiglia, inganni e tradimenti come nella migliore tradizione del genere. Che lo scrittore ha dedicato all'editore francese da cui fu scoperto, Bernard de Fallois, scomparso da poco quando il libro uscì nel 2020 come lo stesso Dicker ha raccontato.
Ma questo non è solo uno straordinario thriller sentimentale, costruito con l'abilità eccezionale di cui lo scrittore svizzero, classe 1985 (che è anche editore della casa editrice Rosie & Wolfe da lui fondata) ha dato prova libro dopo libro, da La verità sul caso Harry Quebert a Un animale selvaggio, al più recente La catastrofica visita allo zoo. Ciò che emerge da L'enigma della camera 622, ambientato tra passato e presente in un lussuoso hotel sulle Alpi svizzere dove si è consumato un delitto irrisolto, è anche una riflessione sull'essere scrittori, e sul rapporto tra scrittore e editore.
Sempre a proposito di questo libro, Dicker raccontando a Repubblica il suo processo creativo disse che durante la prima stesura del manoscritto ignorava non solo chi fosse l'assassino ma anche il nome della vittima: «A un certo punto mi pongo la domanda di chi deve morire. Non è facile decidere perché spesso mi affeziono ai personaggi. Diventa un gioco mentale», le sue parole. Tra i trucchi del mestiere di questo maestro del thriller europeo c'è infatti quello di iniziare a scrivere ogni libro senza sapere come andrà a finire. Dicker è uno che non prende appunti, non segue schemi prestabiliti, niente mappe sulle pareti per orientarsi, tutto è nella sua testa. E a giudicare dal successo che incontrano i suoi libri è un metodo che paga. Sin da quando, nemmeno ventenne, scrisse il racconto breve La tigre, dove nell'affrontare la ferocia di una belva punta invece il dito contro la malvagità dell'uomo.
Del resto, gli animali e la natura (in questo caso le placide montagne svizzere che fanno da sfondo e contrastano con la tensione del thriller) sono una delle costanti ricorrenti nei libri di Joël Dicker. Che proprio attraverso l'amore per l'ambiente ha mosso i primi passi nella scrittura pubblicando giovanissimo, tra i 10 e i 17 anni un mensile, La Gazette des Animaux, stampato in casa e poi inviato per posta agli abbonati.
Ed è sempre un hotel esclusivo a fare da teatro all'indagine del commissario Gamache, iconico personaggio della bravissima Louise Penny, autrice canadese che ha fatto del giallo classico senza effetti speciali, ma con una capacità straordinaria di scavare nella psiche dei personaggi, il suo marchio di fabbrica. In questa collana ritroviamo Armand Gamache, ispettore capo della Omicidi del Québec, coinvolto in un'indagine pericolosa mentre sta festeggiando il suo anniversario di matrimonio. E in un'alternanza continua tra grandi autori internazionali e giallisti italiani (è il caso di Giancarlo De Cataldo, Antonio Manzini, Massimo Carlotto, Cristina Cassar Scalia giusto per nominarne alcuni che firmano le prime uscite di questa raccolta) si prosegue di settimana in settimana. Proprio Manzini, che in questi giorni è ai vertici delle classifiche dei più letti dagli italiani con il suo ultimo lavoro, compare qui con Gli ultimi giorni di quiete, thriller psicologico tratto da una storia vera di dolore e di vendetta, con al centro una famiglia a cui è stata strappata per sempre la serenità.
A inquietarci, deliziandoci, con le gelide atmosfere scandinave ci pensano invece due autrici del calibro di Anne Holt, norvegese, e Camilla Läckberg, svedese. Nelle cui storie crisi personali si mescolano abilmente a efferati delitti. Scorrendo rapidamente gli altri titoli di questa corposa collana (sono 40 in tutto i volumi che comprende) segnaliamo qualche altro nome da appuntare, dal greco Petros Markaris all'inglese Simon Mason al canadese Alan Bradley (celebre per la serie di gialli dedicati a Flavia De Luce, detective adolescente, della quale troviamo qui Le trecce d'oro dei defunti), scomparso di recente. Un motivo in più per riscoprirlo.
▪ La collana
Si intitola Intenso Noir la nuova collana in edicola da oggi ogni venerdì con Repubblica a 9,90 euro oltre al prezzo del giornale. Una corposa raccolta di 40 volumi in cui si alternano autori italiani e stranieri, scrittori bestseller e firme meno note, gelide atmosfere nordiche e più calde ambientazioni mediterranee.
Chi ama i libri thriller lo sa: ogni anno arrivano nuove indagini da seguire, nuovi detective da scoprire e nuove ossessioni narrative capaci di tenere svegli fino all'ultima pagina. Dai noir più cupi ai thriller psicologici, passando per il mystery classico, l'horror e il cozy crime, il panorama crime attuale continua a trasformarsi e ad allargare i propri confini.
Come negli anni precedenti, in questo speciale, in costante aggiornamento, abbiamo raccolto alcune delle novità thriller e gialle più interessanti del 2026: romanzi italiani e internazionali, grandi firme del genere e nuove voci da tenere d'occhio, tra delitti irrisolti, segreti di famiglia, sparizioni, serial killer e casi destinati a riemergere dal passato.
Accanto alle investigatrici e agli investigatori più celebri trovano spazio personaggi inattesi, ambientazioni insolite e storie che mescolano tensione, atmosfera e attenzione psicologica. Perché oggi il thriller non è più soltanto un gioco di suspense e colpi di scena, ma anche un modo per raccontare paure contemporanee, rapporti umani e zone oscure della società.
Di seguito trovate una guida ai migliori libri thriller e gialli del 2026, pensata per chi è in cerca di nuove opere capaci di sorprendere, inquietare e lasciare il segno…
Che cosa vedere dopo Ovunque tu sia: altre cinque serie TV thriller basate sui libri di Harlan Coben
Se Ovunque tu sia ti ha tenuto incollato allo schermo, eccoti una piccola lista di altre serie TV basate sui best sellers di Harlan Coben che non puoi perderti
Questa è la storia di un padre che ha ucciso suo figlio. O meglio, questo è ciò che si pensa sia accaduto. David Burroghus è un professore di diritto, e contro di lui ci sono delle prove schiaccianti: ha ammazzato a colpi di mazza da baseball Matthew, il figlioletto di tre anni. David finisce dietro le sbarre, condannato all'ergastolo, ma continua a professarsi innocente. D'altra parte, l'uomo è tormentato dai sensi di colpa, poiché convinto di non aver fatto quanto in suo potere per salvare la vita al bambino. Dopo cinque anni di detenzione, David riceve l'inattesa visita dell'ex cognata, l'integerrima giornalista Rachel Mills, che ha qualcosa da mostrargli: una foto recente di un ragazzino che sembra proprio Matthew. Il protagonista si confida con il direttore della prigione, suo vecchio amico, che, compresa la situazione, organizza la sua evasione. David si dà alla fuga per dare avvio alle sue indagini che riporteranno via via a galla sconvolgenti segreti, e che dimostreranno che cosa sia disposto a fare un padre per il proprio figlio. Ovunque tu sia è una serie di soli 8 episodi dove il thriller si mescola all'azione in un crescendo di tensione a cui è impossibile resistere. Ma non c'è da stupirsi, visto che ci ritroviamo per l'ennesima volta tra le mani un adattamento di un libro di Harlan Coben. Quest'ultimo è un celebre scrittore di gialli pluripremiato che, nel 2018, ha firmato un contratto di quindici anni e multimilionario con Netflix: ben quattordici dei suoi romanzi diventeranno film o serie TV Netflix, e per giunta lui sarà il produttore esecutivo. Tra le varie serie, non solo targate Netflix, basate sui best sellers di Coben, eccone una piccola lista che, se ti è piaciuto Ovunque tu sia, potrebbe fare al caso tuo:
▪ Safe
Tom Delaney è un chirurgo rimasto vedovo. Dopo la tragica morte della moglie, Tom si prende cura da solo delle sue due figlie, ma un giorno, la maggiore, Jenny, scompare. Così, lui, da sempre convinto di poter tenere le sue ragazze al sicuro, inizia a sperimentare una terribile sensazione, quella dell'impotenza. Non accettando di restare con le mani in mano mentre Jenny è là fuori chissà dove (e con chi), Tom dà avvio alle sue indagini, che lo porteranno a scavare a fondo nelle vite di vicini, conoscenti, amici e famigliari, fino a scovare delle verità a dir poco agghiaccianti. Safe è una miniserie thriller di una sola stagione e 8 episodi disponibili su Netflix con il famoso Dexter, Michael C. Hall, nei panni del protagonista.
▪ The Stranger
Adam Price è un uomo appagato dalla sua quotidianità, fatta di cose semplici. Adam ha due figli ed è sposato da tempo, e non desidera altro. Un giorno, però, come un fulmine a ciel sereno, una sconosciuta entra a gamba tesa nella sua vita per scuotere i suoi equilibri. La donna, infatti, gli rivela uno sconcertante segreto su sua moglie Corinne. Lui, sotto shock, non pensa più ad altro, tanto che, per scoprire se quella appena appresa sia la verità, si mette a investigare, facendo venire alla luce tante bugie e imbattendosi in numerosi pericoli. The Stranger è una miniserie britannica composta da una stagione e 8 episodi e che ci spinge a riflettere, con una punta di angoscia, su quanto poco possiamo conoscere davvero qualcuno, anche se questo qualcuno è colui che crediamo di conoscere meglio.
▪ Stay Close
Megan Pierce-Shaw ha tutto ciò che ha sempre desiderato: una vita normale. Moglie impeccabile di un marito che adora e madre impeccabile di tre figli che adora, Megan resta di stucco quando si rende conto che il suo oscuro passato, che credeva di aver sepolto a dovere, è tornato a bussare alla sua porta e minaccia di rovinarle sia il presente che il futuro. Infatti, quando in un locale notturno scompare il figlio di un uomo ricchissimo, così come esattamente diciassette anni prima era svanita nel nulla un'altra persona, terribili ricordi e inquietanti segreti riaffiorano uno a uno. Stay Close, una miniserie thriller di una stagione e 8 episodi da vedere tutti d'un fiato su Netflix.
▪ Un inganno di troppo
Maya Stern è un'ex soldatessa che sta ancora cercando di superare una grave perdita, quella dell'amato marito Joe, brutalmente assassinato. Un giorno, però, guardando il filmato del baby monitor che utilizza per tenere d'occhio la figlioletta, Lily, Maya vede un uomo insieme a lei: non ha alcun dubbio, è il consorte creduto morto. La donna è determinata a rintracciarlo e scoprire la verità, anche a costo di rimanere scottata da essa. Nel mentre, i suoi nipoti, Abby e Daniel, indagano sulla morte della loro madre, Claire, nonché sorella di Maya, con il sospetto che tra i due misteriosi casi di scomparsa possa esservi un collegamento. Un inganno di troppo è una miniserie ricca di suspense composta da una stagione e 8 episodi che puoi trovare su Netflix. Sarà divertente provare a far combaciare tutte le tessere del puzzle.
▪ Missing You
Kat Donovan è una detective a cui viene dato un consiglio: farebbe meglio ad andare avanti, e lasciarsi alle spalle una verità che non troverebbe mai, e che se mai dovesse trovare, non le piacerebbe. Lei, però, è determinata a investigare, perché questo è il suo lavoro e perché il passato è segnato da due eventi traumatici, l'omicidio del padre e la scomparsa del fidanzato. Quando, dopo undici anni, s'imbatte nel profilo di quest'ultimo su un'app d'incontri, Kat si rende conto che è giunto il momento di fare l'esatto opposto di ciò che le è stato caldamente suggerito: è pronta a tutto, addirittura a patire le pene dell'inferno, pur di trovare le risposte alle sue domande. Missing You, una miniserie di soli 5 episodi disponibili su Netflix, ma sufficienti per far battere il cuore all'impazzata.
▪ Fuga
Simon Greene è un banchiere che si ritiene soddisfatto della sua vita, e che è convinto che anche i membri della sua famiglia lo siano. Tuttavia, questa certezza gli si sgretola sotto agli occhi nel momento in cui la figlia maggiore, Paige, scappa via di casa. Per fortuna, il padre riesce a ritrovarla, ma la giovane è drogata e in compagnia; Simon reagisce male, e questo lo porta a perderla nuovamente. L'uomo si rimette sulle tracce di Paige, facendo riemergere in superficie menzogne e segreti che minacciano di distruggere definitivamente l'intera famiglia. Simon, però, farà il possibile per impedirlo. Fuga è una miniserie TV di 8 episodi targati Netflix che puntano i riflettori sullo straordinario coraggio di chi ha qualcosa da salvaguardare.