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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

lunedì 29 giugno 2026

[RECENSIONE] Jordan Harper: L'ultimo re di California


Jordan Harper: L'ultimo re di California

Titolo originale: The Last King of California
Formato: Kindle (1.3 MB)
Pagine: 288
Editore: Neri Pozza (17 ottobre 2025)
ASIN: B0FTMLJM9F
ISBN-13: 9788854533707

Data di acquisto: 26 giugno 2026
Letto dal 26 al 29 giugno 2026

Sinossi
Deserto californiano, oggi. Luke Crosswhite, diciannove anni, è scappato dal suo appartamento-caverna di Colorado Springs gettando vestiti, libri e pentole alla rinfusa nel bagagliaio e lasciandosi dietro l'università e due mesi di affitto da pagare. Un viaggio di sedici ore attraverso l'America per tornare a casa, e casa è Devore, uno scabro paese californiano annidato nei canyon del Cajon Pass da cui Luke manca da dodici anni. Un posto che brucia sempre, anche quando non c'è un incendio. Casa è anche il Combine, la gang criminale che è l'altra famiglia di suo padre Big Bobby, un uomo a cui basta sedersi su una sedia perché diventi un trono. Con un cuore di inchiostro tatuato sul cuore vero, e il motto Il sangue è amore, il Combine spadroneggia su quelle terre di rottami, violenza e droga. Eppure, nonostante Big Bobby sia il re, cosa che farebbe di suo figlio un principe, Luke a Devore è un fantasma. Dopo quello che è successo all'Arrowhead Lanes Bowling dodici anni prima, non c'è più posto per lui nella famiglia. Ma quando una gang rivale uccide un uomo nel deserto (il primo atto di una guerra per "rimettere ordine" nella California del Sud) Luke sente che quella è l'occasione di diventare chi avrebbe sempre dovuto essere. Come Amleto, si imbarca in un nuovo viaggio, di ferocia e di vendetta, alla ricerca di un'identità che forse non è mai stata sua. Mentre, sullo sfondo, la California in fiamme ricorda a tutti che i peccati si scontano. Sempre.

L'incipit del libro
Guardala, quella cicatrice di fumo che squarcia il ventre del cielo.
Seguila fino alla roulotte in fiamme sul terreno desertico. Il fumo che ribolle nero come il vuoto, untuoso di particelle, fuoriesce dalla presa d'aria che Troy Gullet ha praticato nel tetto in fibra di vetro alcuni anni fa, durante un fallito tentativo di cucinare cristalli di meta. Falene di braci grigio-arancio fluttuano sulle correnti di calore. Il fumo tossisce scintille che finiscono a terra, luccicando per un attimo nella boscaglia prima di spegnersi. È il breve e sempre più ridotto intervallo tra una stagione degli incendi e l'altra in California, e niente prende fuoco. Per ora.
Non si sente altro che il crepitio dell'incendio. Lo scricchiolio e lo schiocco dei suoi denti, che masticano lentamente.
Gli uomini osservano appoggiati al pick-up, abbastanza vicini da farsi lacrimare gli occhi per il calore. Continuano a guardare finché Beast è sicuro che il lavoro è fatto.
Beast Daniels è appena riemerso alla luce del sole dopo dieci anni chiuso in cella a Calipatria - è uscito così da poco che ha ancora in tasca i quattro soldi che ti danno al rilascio. Tutto in lui è brutale e rude, persino il suo addome è un roccioso rilievo che tende la T-shirt. Sul bicipite sinistro spiccano quattro fulmini azzurri tatuati. Un fulmine per ogni omicidio.
Quando ha la certezza che il lavoro è fatto, Beast indica la colonna di fumo.
«Non gli capiterà più a 'sto pezzo di merda di arrivare così vicino al paradiso».
Gli uomini ridono - meglio, fanno un rumore che somiglia a una risata. Negli occhi di qualcuno c'è tutt'altro, e sono contenti che Beast guardi il fuoco e non le loro facce. Mentre risalgono sul veicolo Beast si strofina il braccio nel punto dove andrà il quinto fulmine, non appena avrà tempo.


La mia recensione
"Il sangue è amore, mi ha detto. L'amore è il sangue che condividiamo. L'amore ci rende fratelli e il tuo sangue è il sangue di Bobby e per questo lui ti vuole bene, e il sangue che versiamo lo versiamo per amore dei nostri fratelli. Sta tutto qui, in queste quattro parole, Luke, le parole di tuo padre. Il sangue è amore. Mi segui?".
Mi sono appassionato a questo scrittore americano dopo aver letto, il mese scorso, Tutti sanno. E questo suo nuovo romanzo ha confermato quanto già pensassi di Jordan Harper.
L'ultimo re di California è un grandissimo noir incentrato sulla violenza, l'appartenenza, la famiglia ed il potere.
Il diciannovenne Luke Crosswhite di punta in bianco abbandona gli studi e fa ritorno a Devore, sua città d'origine (in pieno deserto californiano ed in balia del sole rovente e degli incendi implacabili), che non vedeva dalla sua infanzia (venne portato via da uno zio dopo che il padre si era macchiato di un efferato omicidio). Luke, alla ricerca di una sua "dimensione", crede di trovarla nel "Combine", la piccola gang del padre tuttora in prigione.
In questo romanzo si parla moltissimo di fedeltà e spirito di rivalsa. Jordan Harper scrive molto bene: sembra quasi di assistere ad un film con scene dal forte impatto e senza filtri (ci troveremo violenza esplicita come non mai), in grado di farci vedere la brutalità della lotta tra bande criminali. I personaggi son tutti ottimamente caratterizzati: tutti tormentati e tutti "magnificamente" crudeli.
E poi c'è lui: il deserto californiano. Che in questo libro è sempre presente: un deserto che si veste da personaggio principale… un deserto simbolo anche di assenza di valori e di sentimenti.
L'ultimo re di California, perciò, non è il classico thriller "all'americana"; è, soprattutto un saggio sulla sete di potere, sulla violenza, sulla famiglia e sul (tardivo) riscatto.
Mentre lo leggevo, mi son tornati in mente anche alcuni romanzi di altri grandi autori statunitensi: Don Winslow, Cormac McCarthy e S.A. Cosby su tutti. Winslow per come riesce a rappresentare la violenza ed il crimine (leggetevi il suo bellissimo Il potere del cane); McCarthy è il "pittore" della frontiera americana (procuratevi Non è un paese per vecchi); Cosby per come sa descrivere le comunità rurali permeate di razzismo (come non ricordare il suo magnifico Legittima vendetta).
Ecco, Jordan Harper con "L'ultimo re di California" è la perfetta somma di questi tre mostri sacri della letteratura americana: un romanzo che non cerca soluzioni, ma lascia direttamente al lettore il compito di trovare la spinta psicologica che porta a compiere l'atto violento.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

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Leggi anche:

"Gran galà con delitto" di Simone Tempia


Gran galà con delitto di Simone Tempia
Ricorrono anche in questo giallo british style alla Agatha Christie i dialoghi con il maggiordomo immaginario Lloyd, protagonista dal 2014 dei libri dello scrittore lombardo e di una seguita pagina Facebook

👉 fonte: Studenti.it

È gradito l'abito scuro. Un appuntamento indubbiamente prestigioso, la cena elegante organizzata dalla contessa Franca Mazzucco, nella dimora estiva in Toscana, il 19 novembre 1964. Stona il tono perentorio dell'invito, tuttavia è nel carattere della nobildonna, anche duchessa di Montefalco. È fatta così, tanto a modo suo, proprio come l'autore che l'ha creata, nel romanzo Gran galà con delitto (Garzanti, aprile 2026). Pensate che Simone Tempia sostiene di vivere con un maggiordomo immaginario e di "trovarsi molto bene". Aggiunge anche che i suoi baffi démodé, a punte allungate, noti a chi lo intercetta sui canali televisivi, "sono un valzer, una sfida… antenne per i segnali interstellari".
Nato a Borgosesia nel 1983, risiede a Bergamo, è un giornalista e autore che scrive da quand'era quattordicenne ed è tutto quello che desidera fare nella vita. Ha collaborato con Vogue, Wired, GQ, Missoni, con l'attore Marco Paolini, il disegnatore Bruno Bozzetto e i fumetti di Topolino. Si considera di professione copywriter, "ma può capitare di vederlo in TV come esperto di parole". Nel 2014 ha lanciato una pagina Facebook, Vita con Lloyd, interessando presto oltre centomila lettori e trasferendo domestico e burattini nei suoi libri. Ben cinque romanzi hanno per protagonisti Lloyd e Sir. Il secondo è il padrone di casa (alter ego dell'autore), il primo un maggiordomo immaginario, saggio e rassicurante, che interagisce col datore di lavoro e allo stesso tempo suo psico-paziente di fatto, regalandogli brevi ragionamenti filosofici, sagge considerazioni, consigli istantanei su come affrontare la varia quotidianità.
Retti dalla sempre pronta assennatezza di Lloyd e surreali ma non troppo (intelligenti e più centrati di quanto possano sembrare a prima lettura), i dialoghi ricorrono anche in questo romanzo, fluidamente e classicamente giallo, british style. Non a vanvera, una collega nel genere di Tempia, Alice Basso, ha accostato le atmosfere narrative di Simone a quelle di Agatha Christie. Lo leggiamo sulla fascetta, gialla manco a dirlo, che asseconda il lancio del romanzo, presentando "un autore da 250mila copie: siete tutti inviati, ma attenzione, tra gli ospiti si nasconde un assassino".
Scavando su Facebook, risulta che il nostro bergamasco ha impiegato otto anni per trasformare in un libro in brossura l'idea balenata una sera. A lungo non si è sentito abbastanza pronto, capace.
In compenso, è soddisfatto del risultato: "Accoglietelo con serenità, è un mondo in cui vi troverete bene".
Ma torniamo alla cena dalla Mazzucco, dama dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Anticipa nell'invito che sarà un incontro tra persone vicine alla famiglia, oltre all'occasione per renderle partecipi di un fatto che di certo non mancherà di suscitare la loro attenzione. Ogni ospite potrà farsi accompagnare da un componente della servitù o da altra figura di servizio (classismo smaccato, non sembra?). La contessa sarà lieta di dare ospitalità presso la villa e offrire la prima colazione il giorno successivo.
Un distico dell'autore introduce il romanzo: Quattro inviti. Otto partecipanti. Uno è immaginario. Un altro è un assassino.
I partecipanti? Un editore in bolletta, il commendatore Savoldi, con giovane e scaltra segretaria al seguito. L'uomo non fa che rivolgere espressioni quasi irripetibili all'indirizzo della contessa, ma Imma lo induce ad ingoiare il malanimo e accettare l'invito, chissà che non si possa ricavare qualcosa di concreto dalla serata. Anche il principe Augusto Alighiero Savino (quattro lune nel blasone, fisico asciutto, capelli corti biondicci) avrebbe ignorato il cartoncino della madrina, convinto che più che qualcosa da dire la duchessa abbia molto da minacciare. E questo in aggiunta alla minaccia paterna di diseredare il figliolo tutt'altro che prodigo, che pende come una spada di Damocle. A miti consigli lo induce al solito l'assistente "molto affezionato" e sua buona coscienza: Marco, nato Marco e nient'altro che Marco, alto, postura perfetta, spalle e torace allineati, abile e arruolabile, gambe dritte, mascella leggermente squadrata. Niente occhi, solo sguardo. Lei e lei sono Violetta Mazzucco, caschetto biondo, e la psicologa Irina. La paziente si sottrarrebbe all'appuntamento indesiderato, in quella casa della zia ci si è sempre trovata male, tanto nel soggiornarvi che al ritorno. Ogni volta il padre e la sorella litigavano di brutto, per via del caratteraccio della contessa ("è maligna, non fa mai nulla per cortesia"). Però, tornare in quella villa ora potrebbe rivelarsi terapeutico.
Il giornalista Martinet non sa spiegarsi affatto il perché dell'invito nella dimora della ricchissima e pessima nobile nel Mugello. Cosa avrà mai a che fare con quella gente è un quesito senza risposta. Ma la saggezza del maggiordomo immaginario con cui si accompagna continuamente lo rimette in carreggiata. Nessuno sa che volto abbia Lloyd, nemmeno il suo accudito interlocutore. Chi è poi quel giovane sfigurato, il volto ridotto a una cicatrice orrenda, dopo l'incidente che ha distrutto la sua famiglia? E il guardaspalle che lo accompagna?
Come nella splendida villa di Nigger Island del romanzo Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, il giallo si profila subito, pressoché esangue, in una ridda di situazioni e capovolgimenti di prospettiva.

Il ritorno dei club del libro: perché Millennials e Gen Z stanno riscoprendo la lettura condivisa


Il ritorno dei club del libro: perché Millennials e Gen Z stanno riscoprendo la lettura condivisa
Da TikTok alle librerie indipendenti, i gruppi di lettura diventano antidoti alla solitudine digitale e nuovi spazi di socialità culturale. Un fenomeno che racconta il bisogno delle nuove generazioni di rallentare e costruire relazioni autentiche

👉 fonte: Grazia

C'è qualcosa di sorprendentemente contemporaneo in un gesto antico: sedersi insieme per parlare di un libro. Negli ultimi anni, i club del libro sono usciti dall'immaginario tradizionale che li voleva riservati a circoli culturali o gruppi di lettori abituali e sono diventati uno dei fenomeni lifestyle più interessanti tra Millennials e Gen Z.
Si tratta sia di una scoperta della lettura, ma anche di un nuovo modo di vivere il tempo libero, le relazioni e persino la propria identità.
A spingere questa rinascita è un intreccio di fattori culturali, sociali e tecnologici.
Paradossalmente, sono proprio i social network ad aver riacceso l'interesse per i libri. Comunità digitali come BookTok, Bookstagram e BookTube hanno trasformato la lettura in un'esperienza condivisa, visibile e partecipativa.
I libri non vengono più infatti consumati individualmente, ma diventano occasioni di dialogo e scoperta.
La differenza rispetto al passato è che oggi il club del libro nasce spesso online e si trasferisce offline. Ci si incontra in libreria, in un caffè, in uno spazio coworking o persino in un parco, dopo aver scoperto il gruppo attraverso Instagram, Telegram o TikTok. La dimensione digitale non sostituisce quella fisica ma la rende possibile.
Dietro il successo dei gruppi di lettura c'è però una motivazione più profonda. Millennials e Gen Z sono le generazioni che hanno sperimentato in modo più intenso la connessione permanente, ma anche i suoi effetti collaterali: sovraccarico informativo, frammentazione dell'attenzione e crescente senso di isolamento. In questo scenario, leggere insieme rappresenta una forma di resistenza gentile alla logica della velocità.
Partecipare a un club del libro significa dunque dedicare tempo a un'attività lenta, esercitare l'ascolto e confrontarsi con punti di vista diversi dal proprio. In un ecosistema digitale costruito sugli algoritmi, che tendono a rafforzare gusti e opinioni già esistenti, il gruppo di lettura offre un'esperienza opposta: espone alla complessità e soprattutto all'imprevisto.
Non è un caso che molti giovani descrivano questi incontri come spazi di benessere emotivo. Senza la pressione delle performance tipica dei social, il libro diventa un pretesto per parlare di sé, condividere esperienze e costruire legami autentici. La conversazione non ruota solo attorno alla trama, ma alle emozioni, ai valori e alle domande che il testo suscita.
Attenzione però: anche il concetto stesso di lettura sta cambiando. Per le nuove generazioni, leggere non è più necessariamente un'attività solitaria e silenziosa. È un'esperienza ibrida che può includere annotazioni condivise, podcast di approfondimento, chat dedicate e incontri dal vivo. Il valore non risiede soltanto nel numero di pagine lette, ma nella qualità delle conversazioni che ne nascono.
A intercettare questo bisogno sono state soprattutto le librerie indipendenti, che sempre più spesso organizzano gruppi tematici dedicati alla narrativa contemporanea, ai saggi, ai classici o alla letteratura femminista. Anche le biblioteche stanno vivendo una nuova stagione, trasformandosi in luoghi di aggregazione culturale e sociale.
Il successo dei club del libro racconta, in fondo, una tensione più ampia che attraversa Millennials e Gen Z: il desiderio di recuperare esperienze significative in un mondo dominato dall'accelerazione. E allora, se il lusso contemporaneo è il tempo di qualità, leggere insieme è diventato uno dei modi più accessibili per riconquistarlo.

Cinque libri perfetti per iniziare un club del libro
- Domani, domani di Gabrielle Zevin: un romanzo sull'amicizia, la creatività e il rapporto tra tecnologia e relazioni umane. Offre molti spunti di discussione intergenerazionali;
- L'età fragile di Donatella Di Pietrantonio: una riflessione intensa sui legami familiari, la memoria e il peso delle eredità emotive;
- La vegetariana di Han Kang: breve, sorprendente e ricco di interpretazioni, ideale per stimolare un confronto acceso;
- Persone normali di Sally Rooney: un ritratto generazionale che affronta temi come identità, classe sociale e comunicazione nell'era digitale;
- Il canto di Achille di Madeline Miller: una rilettura del mito capace di unire lettori abituali e nuovi appassionati.

Ricordate sempre: perché un club del libro funzioni davvero, la scelta del primo titolo è fondamentale: meglio privilegiare opere accessibili ma stratificate, capaci di generare domande più che offrire risposte definitive. È proprio nel confronto tra interpretazioni diverse che risiede il valore di questa pratica antica e, oggi più che mai, profondamente contemporanea.

domenica 28 giugno 2026

"Il tempo degli innocenti": torna Angela Marsons

La regina del giallo britannico da 6 milioni di copie vendute.
Martedì 30 giugno 2026 esce in libreria Il tempo degli innocenti di Angela Marsons, volume n. 15 sulle indagini della detective Kim Stone.

Due bambine rapite a venticinque anni di distanza, un uomo che sembra tirare i fili come un crudele burattinaio, un atto finale tutto ancora da scrivere. Uno spietato gioco al gatto col topo aspetta la detective Kim Stone.

«Capacità di tessere la storia e arguzia tagliente nell'architettare i crimini; Angela Marsons come Dorothy Salisbury Davis e Elizabeth Linington». Corriere della Sera - La Lettura
«Voto dieci alla Marsons per aver creato un personaggio che non dimostra alcuna stanchezza». La Stampa - Tuttolibri

Un pomeriggio d'agosto, la piccola Grace Lennard entra nel giardino dell'asilo e svanisce nel nulla. Quando la detective Kim Stone arriva sul posto, trova un indizio inquietante: un braccialetto inciso, appartenuto a Melody Jones, una bambina rapita 25 anni fa. Poche ore prima, Steven Harte si era presentato alla stazione di polizia confessando di avere informazioni su Melody. Ma aveva anche avvertito Kim che un nuovo caso urgente stava per travolgerla. Per salvare Grace, Kim è costretta a partecipare al gioco perverso di Steven, cercando di decifrare ogni parola e gesto durante un interrogatorio serrato di 24 ore. Le indagini rivelano un inquietante schema: Steven è collegato al rapimento di diverse ragazzine vulnerabili, alcune delle quali furono rilasciate dopo un anno. Ma di Melody e delle altre non c'è traccia. Quando nel parco locale vengono ritrovate delle ossa, Kim teme il peggio. Mentre il caso si complica, emerge una verità ancora più sconvolgente: Steven non è l'unico a nascondere qualcosa. La dottoressa Alex Thorne, nemesi di Kim, è pronta a rivelare un segreto che colpirà la detective nel suo punto più fragile. Kim dovrà affrontare i propri demoni per salvare Grace e le altre prima che sia troppo tardi.

Editore: Newton Compton Editori (30 giugno 2026)
Pagine: 411
ASIN: B0H34Z1FLW
ISBN-13: 9791224202769
Prezzo di copertina: 12,25 euro per il cartaceo e 6,99 euro per la versione Kindle

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 15 al 21 giugno 2026 (Fonte: TuttoLibri del 27 giugno 2026):

1. Ilaria Tuti - Ed è un poco la notte e un poco l'alba
2. Antonio Manzini - I tramezzini di Rocco Schiavone. Rocco Schiavone, vol. 23
3. Leone XIV - Magnifica humanitas. Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale
4. Francesca Giannone - Gli anni in bianco e nero
5. Hazel Riley - Game of Olympus. Catarsi. Game of Gods, vol. 6
6. Elle Kennedy - Il tradimento. The Campus, vol. 3
7. Elle Kennedy - Lo sbaglio. The Campus, vol. 2
8. Santina Cosetta - Soltanto il giorno
9. Luciana Littizzetto - Il tempo del la la la
10. Cristina Cassar Scalia - Le terme dell'Indirizzo. Vicequestore Vanina Guarrasi, vol. 10

sabato 27 giugno 2026

"Strangers" di Belle Burden: perché tutti parlano del memoir che ha conquistato il New York Times


Strangers di Belle Burden: perché tutti parlano del memoir che ha conquistato il New York Times

👉 fonte: Libreriamo

È da 22 settimane consecutive sul podio del New York Times nella sezione Hardcover Nonfiction, facendo discutere da inizio anno critici letterari e club di lettori. Parliamo di Strangers. A Memoir of Marriage, l'opera d'esordio di Belle Burden che sta dominando le classifiche americane.
Partito come un breve e toccante saggio nella celebre rubrica Modern Love del New York Times, il racconto si è trasformato in un libro ipnotico, diventando in pochissimo tempo un vero e proprio caso editoriale globale. Pubblicato in Italia da Rizzoli col titolo Estranei. Storia di un matrimonio, lopera d'esordio di Belle Burden rappresenta un'indagine filosofica e psicologica sulla natura stessa dell'intimità.
Il successo di Strangers è stata un'esplosione verticale. Il libro ha debuttato direttamente al numero uno nella classifica dei Bestseller del New York Times, rimanendo stabilmente in vetta per ben sette settimane.
Il motivo di questo exploit risiede nell'incipit folgorante e drammaticamente reale della storia. Marzo 2020: mentre il mondo entra nel primo, surreale lockdown della pandemia da COVID-19, Belle Burden si trova nella sua casa di Martha's Vineyard insieme al marito James (uno stimato gestore di hedge fund) e ai loro tre figli. Tra sere passate davanti al camino e cene in famiglia, la vita sembra idilliaca.
Poi, all'improvviso, un messaggio da parte di uno sconosciuto fa crollare tutto: "Mia moglie ha una relazione con tuo marito". Da quel momento, James non solo ammette il tradimento, ma abbandona la famiglia svestendo i panni del partner premuroso come un attore che si toglie un costume di scena, dichiarando persino di non volere la custodia dei figli. La classifica del NYT ha premiato la capacità della Burden di trasformare un trauma personale in una tensione narrativa degna del miglior thriller.
Oltreoceano l'eco mediatica è gigantesca. Testate come il The New York Times (che lo ha inserito tra gli Editors' Choice) lo hanno descritto come un mix perfetto tra "una storia d'amore, una storia dell'orrore e, in una sezione da brivido, un thriller finanziario". L'autrice, cresciuta in una storica e ricchissima famiglia dell'alta borghesia newyorkese (la cosiddetta old money), analizza infatti con spietata lucidità l'errore di aver abbandonato la sua carriera da avvocato per affidare la gestione totale delle sue finanze al marito, co-intestandogli persino le proprietà ereditate.
Proprio questa sfumatura ha spinto media come CNBC e il Wall Street Journal a definire Strangers un vero e proprio "racconto ammonitore" (cautionary tale) per le donne di oggi, un manifesto che esorta a non perdere mai la propria indipendenza economica, nemmeno nei matrimoni apparentemente più solidi. Il fenomeno è diventato talmente pervasivo che Netflix si è aggiudicata i diritti televisivi dopo una feroce asta editoriale: il memoir diventerà una serie TV prodotta e interpretata da Gwyneth Paltrow.
Al di là del gossip e del voyeurismo dell'alta società, Strangers merita di essere letto per la sua straordinaria caratura letteraria. La scrittrice Joyce Carol Oates lo ha definito "un elogio meravigliosamente scritto per la perdita di una relazione". Il libro non cerca vendetta, ma comprensione. Cerca di rispondere alla domanda più difficile di tutte: come può una persona amorevole trasformarsi, dall'oggi al domani, in un essere freddo e irriconoscibile?
Belle Burden scava nel proprio passato per capire perché per anni è stata soprannominata "Belle la Buona", accettando in silenzio i compromessi di un matrimonio tradizionale. Il libro è la storia della sua metamorfosi in una donna che finalmente usa la propria voce.
Strangers è anche una lezione di resilienza: Nonostante il dolore acuto della separazione, la narrazione non scivola mai nel nichilismo, ma si trasforma in un inno alla rinascita e alla riscoperta della gioia personale.
A differenza di molti casi editoriali d'oltreoceano che impiegano anni ad arrivare da noi, i lettori italiani sono stati fortunati. Rizzoli ha intercettato immediatamente il valore e la potenza di questo memoir, portandolo nelle nostre librerie con il titolo Estranei. Storia di un matrimonio.
La traduzione italiana permette finalmente al nostro pubblico di immergersi in questa prosa affilata e senza sconti. Il libro è già disponibile in tutte le librerie fisiche e negli store online, pronto a diventare uno dei titoli più discussi e consigliati nei club del libro e nelle community di lettura anche in Italia. Una lettura che invita a riflettere su quanto conosciamo davvero le persone che abbiamo accanto.

"L'odore della notte": la spietata truffa che ha messo in crisi il Commissario Montalbano


L'odore della notte: la spietata truffa che ha messo in crisi il Commissario Montalbano

👉 fonte: Studenti.it

Dopo La gita a Tindari, Andrea Camilleri dà voce a Salvo Montalbano e agli altri personaggi della saga con L'odore della notte. Si tratta di un romanzo ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto e raccontato dal suo amico giornalista Francesco "Ciccio" La Licata. Lo fa sapere lo stesso autore attraverso una nota a conclusione del racconto.
Anche in questo caso è diventato celebre grazie a un adattamento per la televisione, con protagonista Luca Zingaretti che interpreta Il commissario Montalbano. Le vicissitudini si svolgono sempre nella cornice di Vigata, un paesino dal nome immaginario che esiste davvero: in realtà, è Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, ed è la città natale dell'autore.
Protagonista de L'odore della notte è un finanziere che truffa una serie di persone ingenue e che scappa con il bottino. Ed è incontrando le vittime del raggiro che il commissario Montalbano inizia le sue indagini. L'unica voce fuori dal coro, che difende il sospettato Emanuele Gargano, è Mariastella Cosentino: la sua segretaria, innamorata e convinta della sua innocenza.
Con il finanziere sparisce anche il suo tuttofare, Giacomo Pellegrino. Un uomo che, pur condividendo questioni di denaro e di cuore con Gargano, non ha motivo di fuggire, anzi: sta costruendo una villa in campagna che il commissario conosce molto bene. La maggior parte pensa che dietro la scomparsa del truffatore ci sia la mafia, forse anch'essa vittima del raggiro, ma Montalbano non è della stessa opinione.
In questo contesto si inserisce il fidato collega e amico Mimì Augello, disperato per la paura del matrimonio con Beatrice, detta Beba, una donna che ha conosciuto proprio grazie a Montalbano e che gli fa pensare di essere entrato in una nuova, spaventosa fase: la vecchiaia.
Camilleri dimostra di essere anche un regista teatrale e un insegnante fuori dal comune. Ha portato sul palcoscenico la trasposizione di opere senza tempo di Luigi Pirandello, Samuel Beckett, Eugène Ionesco e Arthur Adamov: esponenti del teatro dell'assurdo. È docente sia nei licei che nelle università, compresi il Centro di Cinematografia e l'Accademia Nazionale di Arti Drammatiche. Muore nel 2019, a 93 anni, lasciando ai posteri un patrimonio letterario inestimabile.
I temi principali che vengono trattati ne L'odore della notte sono due: uno più evidente e uno più nascosto. Se da un lato appare chiaro come sia cara a Camilleri la lotta alla criminalità organizzata, in generale, e a Cosa Nostra nel dettaglio; dall'altro si scorge la tematica del tempo che passa e la paura di crescere. La scomparsa del protagonista in circostanze misteriose fa emergere un collegamento con la mafia, ma altrettanto significativo, in questo racconto, è il ruolo di Mimì Augello. Abile investigatore, ma pessimo futuro marito.

Altri libri che puoi leggere se ti piace L'odore della notte
Come non citare La gita a Tindari, uno dei romanzi più amati della saga. In un condominio di Vigata avvengono due eventi apparentemente scollegati fra loro. L'omicidio di un pornografo e fimminaro e la scomparsa dei signori Griffo, due anziani che decidono di partire per una di quelle vacanze All Inclusive, destinazione Tindari.
La forma dell'acqua è il primo romanzo della serie del commissario Montalbano. Il titolo fa riferimento al primo omicidio letterario in terra di mafia della seconda repubblica che, per l'appunto, ha la forma dell'acqua perché si adatta al recipiente che lo contiene. La vittima è l'ingegnere Luparello e fa parte di uno dei massimi esempi di racconto poliziesco.
Chi ama il genere non può perdersi uno dei romanzi che maggiormente rappresentano lo stile di Andrea Camilleri. Il ladro di merendine inizia con un omicidio. Durante la notte, un peschereccio di Mazara del Vallo, il Santopadre, viene intercettato e colpito da una motovedetta tunisina. Durante l'agguato muore un marinaio tunisino a bordo della barca siciliana. Un assassinio che presto viene collegato a quello dell'ex commerciante Aurelio Lapecora, accoltellato in un ascensore. Scompare anche Karima Moussa, una donna delle pulizie molto bella e, anche lei, di nazionalità tunisina. È la madre di Francois, quello che viene additato come il ladro di merendine.
Se L'odore della notte è un romanzo che appassiona e incuriosisce, non è da meno La voce del violino. Il commissario Montalbano ha un incidente con un'auto parcheggiata per evitare di uccidere una gallina per la strada, lascia un biglietto, ma, di ritorno dall'ospedale per alcuni accertamenti al collega che era in auto con lui, scopre che nessuno lo ha ancora ritirato.
È l'incipit di uno dei racconti di Camilleri più avvincenti e amati dai suoi lettori.

Quattro libri gialli da leggere d'estate


Quattro libri gialli da leggere d'estate
Leggere un giallo significa accettare una sfida. Lo scrittore sparge indizi  e costruisce una struttura logica che il nostro cervello tenta tutto di decifrare prima del detective di turno. Ecco quattro libri gialli da leggere sotto l'ombrellone

👉 fonte: Io Donna

È strano: per rilassarci e staccare dagli impegni, spesso scegliamo storie di omicidi. Il perché è semplice: i libri gialli piacciono perché soddisfano un bisogno molto umano: dare un ordine al caos. Di fronte a un delitto, a un mistero o a un enigma, si viene coinvolti in una ricerca di senso, si raccolgono indizi, formulano ipotesi per cercare di arrivare alla verità prima del detective.
Inoltre, i romanzi gialli ci permettono di confrontarci con temi inquietanti,  il crimine, il male, la morte, in uno spazio protetto:  alla fine, nella maggior parte dei casi, arriva una spiegazione e tutto rientra. Secondo i report sull'editoria (AIE - Associazione Italiana Editori) e i sondaggi sulle abitudini di lettura, la narrativa di genere (gialli, thriller e noir) rappresenta stabilmente oltre il 40% della narrativa complessiva acquistata in Italia.
Leggere un giallo significa anche stimolare curiosità e immaginazione. Non è un caso che personaggi come Sherlock Holmes o Hercule Poirot continuino a conquistare generazioni di lettori. Il giallo è, inoltre, anche uno strumento per esplorare la società. Dai classici di Agatha Christie ai noir contemporanei, il delitto diventa spesso un pretesto per raccontare conflitti sociali, ingiustizie, segreti familiari e le zone d'ombra dell'animo umano. Risultato: i gialli ci piacciono perché ci inquietano e rassicurano allo stesso tempo, ci mostrano che il male esiste, ma ci fanno anche credere che, con pazienza e intelligenza, la verità possa essere scoperta.
l giallo è, infine, il genere più trasversale in assoluto: se tra i giovani dominano fantasy e fumetti, i dati dimostrano che, superati i 45-55 anni, quasi un lettore su due (46%) dichiara di preferire storie di crimini e misteri. I gialli popolano costantemente le classifiche dei libri più venduti in ogni stagione dell'anno. Ecco, allora, quattro romanzi imperdibili che affrontano il genere da prospettive completamente diverse.

La colpevole (B.A. Paris)
È il classico libro "da notte in bianco": la Paris manipola la psicologia dei personaggi costringendo il lettore a dubitare di chiunque, perfino della voce narrante.

North Sentinel (Jérôme Ferrari)
Ferrari, premio Goncourt nel 2012, usa il pretesto del mistero per esplorare l'animo umano e l'ossessione del controllo. Il titolo evoca l'omonima isola dell'Oceano Indiano, famosa per essere uno dei luoghi più isolati e inaccessibili del pianeta.

Il purgatorio degli innocenti (Karine Giebel)
Una rapina finita male si trasforma in un incubo claustrofobico di sequestro e sopravvivenza.

I conti senza l'oste (Filippo Venturi)
Ambientato in una Bologna pulsante e profumata di buona cucina, il libro vede muoversi l'oste-detective della via d’Azeglio

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venerdì 26 giugno 2026

[RECENSIONE] Søren Sveistrup: L'uomo delle castagne


Søren Sveistrup: L'uomo delle castagne. Naia Thulin, vol. 1

Titolo originale: Kastanjemanden
Formato: KIndle (1.1 MB)
Pagine: 535
Editore: Rizzoli (22 gennaio 2019)
ASIN: B07L9LGGXX
ISBN-13: 9788858695630

Data di acquisto: 22 giugno 2026
Letto dal 22 al 26 giugno 2026

Sinossi
Troppe cornacchie dietro il trattore. Saltellano freneticamente intorno a qualcosa di bianco, pallido e informe. Un maiale. Gli occhi spenti, il corpo che freme e si agita, come se provasse a spaventare le cornacchie, appollaiate a mangiare da un grosso foro di arma da fuoco sulla sua nuca.
Un navigato agente di polizia, a una settimana dalla pensione, si ferma davanti alla fattoria di un vecchio conoscente, nei dintorni di Copenaghen. Qualcosa non va. Un maiale morto lasciato lì. Non si fa così, in campagna. Apre la porta d'ingresso, socchiusa, con due dita, come nei film. Per vedere una cosa che non avrebbe mai voluto vedere: sangue, un cadavere mutilato, altri corpi da scavalcare. Cammina fino all'ultima stanza, dove centinaia di omini fatti di castagne e fiammiferi (infantili, incompleti, deformi) lo guardano ciechi. Stravolto, si chiude la porta alle spalle, senza sapere che l'assassino lo sta fissando.
Così si annuncia, spaventosa, la storia de L'uomo delle castagne, un thriller di grande livello, il primo romanzo di Søren Sveistrup, autore della serie TV The Killing (il cult mondiale che ha appassionato milioni di spettatori) e sceneggiatore de L'uomo di neve, il film tratto dal romanzo di Jo Nesbø. Un'invenzione narrativa complessa, un assassino disumano che si muove nel fondo di questo libro con una cupezza senza eguali, un'indagine condotta con angosciata bravura da due detective (uomo e donna, lui e lei) costretti a scendere mille gradini per comprendere come un'ossessione perfetta può deviare la mente di un individuo. Nemmeno Hitchcock. Perché poi un grande thriller nasce soltanto da un magnete, un chiavistello del male che attira, che vi attira inesorabilmente là, nella stanza degli omini che dondolano. Un capitolo vi lascerà il gusto di essere su una pista possibile e il seguente vi dirà di cambiare strada. Perché l'uomo delle castagne ha pensato a tutto e ricorda ogni cosa.
Gli altri, finti innocenti, hanno dimenticato…

L'incipit del libro
Le foglie rosse e gialle planano attraversando la luce del sole e sull'asfalto bagnato che taglia il bosco come un fiume scuro e lucido. Al passaggio dell'auto di servizio bianca vorticano a mezz'aria per un istante, poi si posano sui mucchi che aderiscono al ciglio della strada.
Marius Larsen alza il piede dall'acceleratore e rallenta in curva, ricordando a se stesso che deve dire al servizio stradale del comune di passare a spazzare con le macchine. Le foglie che rimangono a terra troppo a lungo pregiudicano l'aderenza delle gomme e sono potenzialmente letali. L'ha già detto tante volte: fa l'agente da quarantuno anni, negli ultimi diciassette è stato a capo della stazione di polizia e ogni autunno deve tornare a far presente il problema. Ma non oggi, perché oggi parlerà con sua moglie. Le farà «il discorso».
Scorre nervosamente tra le frequenze dell'autoradio, ma non riesce a trovare ciò che cerca. Solo notizie su Gorbačëv e Reagan e congetture sulla caduta del muro di Berlino. È imminente, dicono. Può essere l'inizio di una nuova epoca.
Lo sapeva da tempo che prima o poi avrebbe dovuto affrontarla, e ancora non se la sente. Ma ormai manca solo una settimana al giorno in cui sua moglie crede che lo manderanno in pensione, perciò è arrivato il momento di dirle la verità. Che non può fare a meno del suo lavoro. Che ha sistemato le cose pratiche e deciso di rimandare. Che comunque non è pronto a stare a casa, a guardare la Ruota della fortuna seduto sul divano, a raccogliere le foglie in giardino e giocare a nascondino con i nipotini.


La mia recensione
"In genere è in questo che è brava Thulin: a notare le piccole cose che possono avere importanza. Perché un tempo c'era abituata anche lei. A tornare a casa, chiudere a chiave la porta e notare i segni che stabilivano se sarebbe stata una giornata buona o cattiva".
L'uomo delle castagne, il romanzo di debutto del danese Søren Sveistrup è un ottimo thriller psicologico che, mai come in questo caso, ha saputo "catturarmi" sin dalla prima pagina (la scena iniziale vale da sola il prezzo del biglietto).
La trama è pressappoco questa: a Copenaghen la detective Naia Thulin e l'agente di collegamento con l'Europol Mark Hess, per nulla affiatati, si ritrovano costretti ad indagare su alcuni efferati omicidi di madri in giovane età. Uccisioni tutte accomunate da un insolito particolare: sulla scena del crimine viene lasciato un pupazzetto (fatto con castagne e fiammiferi) con le impronte digitali di una bambina scomparsa (e creduta morta) un anno prima. La soluzione finale, scaturita da una indagine molto accurata e meticolosa da parte dei due protagonisti, avrà dell'incredibile…
In questo romanzo c'è tutto quello che io voglio trovare in un thriller: personaggi complessi (e complessati), mistero, tensione, ritmo sempre alto, vendetta, traumi e riflessioni sulle motivazioni che hanno portato il cattivo di turno ad agire in quel modo.
La scrittura, pur essendo "soffocante" e molto cruda (i macabri dettagli non vengono risparmiati), è abbastanza scorrevole e perfettamente "visiva". Sveistrup ha saputo trascinarmi, letteralmente, nella storia mettendomi davanti a colpi di scena a ripetizione, a personaggi certamente non facili (i due personaggi hanno problemi, anche caratteriali, a più non posso) e ad una denuncia sociale che non lascia indifferenti (in questo romanzo viene affrontato il delicato tema degli abusi durante l'infanzia); anche se, come capita in moltissimi thriller nordici, situazioni e personaggi sono ammantati dai soliti cliché.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

"Intenso Noir": non c’è estate senza i brividi di un thriller


Intenso Noir: non c'è estate senza i brividi di un thriller
Joël Dicker inaugura la nuova collana dedicata ai maestri del genere. Enigmi, indagini, emozioni e colpi di scena fino all'ultima pagina. Con Cassar Scalia, De Cataldo, Läckberg, Markaris e altri maestri

👉 fonte: la Repubblica

Il primo titolo è di quelli che prendono il lettore e non lo lasciano fino all'ultima pagina. Un tipico romanzo alla Joël Dicker verrebbe da dire. È infatti è proprio lo scrittore svizzero bestseller divenuto un caso editoriale in tutto il mondo (tradotto in 40 lingue, oltre 20 milioni di copie vendute, amatissimo nel nostro Paese da un pubblico di lettori trasversale, compresi tanti giovani) ad aprire la nuova collana di noir in edicola con Repubblica.
Il romanzo di Dicker che vi proponiamo è L'enigma della camera 622, thriller di oltre seicento pagine congegnato con diabolica perfezione, pieno di colpi di scena, personaggi dalla doppia o tripla identità, giochi di potere, segreti di famiglia, inganni e tradimenti come nella migliore tradizione del genere. Che lo scrittore ha dedicato all'editore francese da cui fu scoperto, Bernard de Fallois, scomparso da poco quando il libro uscì nel 2020 come lo stesso Dicker ha raccontato.
Ma questo non è solo uno straordinario thriller sentimentale, costruito con l'abilità eccezionale di cui lo scrittore svizzero, classe 1985 (che è anche editore della casa editrice Rosie & Wolfe da lui fondata) ha dato prova libro dopo libro, da La verità sul caso Harry Quebert a Un animale selvaggio, al più recente La catastrofica visita allo zoo. Ciò che emerge da L'enigma della camera 622, ambientato tra passato e presente in un lussuoso hotel sulle Alpi svizzere dove si è consumato un delitto irrisolto, è anche una riflessione sull'essere scrittori, e sul rapporto tra scrittore e editore.
Sempre a proposito di questo libro, Dicker raccontando a Repubblica il suo processo creativo disse che durante la prima stesura del manoscritto ignorava non solo chi fosse l'assassino ma anche il nome della vittima: «A un certo punto mi pongo la domanda di chi deve morire. Non è facile decidere perché spesso mi affeziono ai personaggi. Diventa un gioco mentale», le sue parole. Tra i trucchi del mestiere di questo maestro del thriller europeo c'è infatti quello di iniziare a scrivere ogni libro senza sapere come andrà a finire. Dicker è uno che non prende appunti, non segue schemi prestabiliti, niente mappe sulle pareti per orientarsi, tutto è nella sua testa. E a giudicare dal successo che incontrano i suoi libri è un metodo che paga. Sin da quando, nemmeno ventenne, scrisse il racconto breve La tigre, dove nell'affrontare la ferocia di una belva punta invece il dito contro la malvagità dell'uomo.
Del resto, gli animali e la natura (in questo caso le placide montagne svizzere che fanno da sfondo e contrastano con la tensione del thriller) sono una delle costanti ricorrenti nei libri di Joël Dicker. Che proprio attraverso l'amore per l'ambiente ha mosso i primi passi nella scrittura pubblicando giovanissimo, tra i 10 e i 17 anni un mensile, La Gazette des Animaux, stampato in casa e poi inviato per posta agli abbonati.
Ed è sempre un hotel esclusivo a fare da teatro all'indagine del commissario Gamache, iconico personaggio della bravissima Louise Penny, autrice canadese che ha fatto del giallo classico senza effetti speciali, ma con una capacità straordinaria di scavare nella psiche dei personaggi, il suo marchio di fabbrica. In questa collana ritroviamo Armand Gamache, ispettore capo della Omicidi del Québec, coinvolto in un'indagine pericolosa mentre sta festeggiando il suo anniversario di matrimonio. E in un'alternanza continua tra grandi autori internazionali e giallisti italiani (è il caso di Giancarlo De Cataldo, Antonio Manzini, Massimo Carlotto, Cristina Cassar Scalia giusto per nominarne alcuni che firmano le prime uscite di questa raccolta) si prosegue di settimana in settimana. Proprio Manzini, che in questi giorni è ai vertici delle classifiche dei più letti dagli italiani con il suo ultimo lavoro, compare qui con Gli ultimi giorni di quiete, thriller psicologico tratto da una storia vera di dolore e di vendetta, con al centro una famiglia a cui è stata strappata per sempre la serenità.
A inquietarci, deliziandoci, con le gelide atmosfere scandinave ci pensano invece due autrici del calibro di Anne Holt, norvegese, e Camilla Läckberg, svedese. Nelle cui storie crisi personali si mescolano abilmente a efferati delitti. Scorrendo rapidamente gli altri titoli di questa corposa collana (sono 40 in tutto i volumi che comprende) segnaliamo qualche altro nome da appuntare, dal greco Petros Markaris all'inglese Simon Mason al canadese Alan Bradley (celebre per la serie di gialli dedicati a Flavia De Luce, detective adolescente, della quale troviamo qui Le trecce d'oro dei defunti), scomparso di recente. Un motivo in più per riscoprirlo.

La collana
Si intitola Intenso Noir la nuova collana in edicola da oggi ogni venerdì con Repubblica a 9,90 euro oltre al prezzo del giornale. Una corposa raccolta di 40 volumi in cui si alternano autori italiani e stranieri, scrittori bestseller e firme meno note, gelide atmosfere nordiche e più calde ambientazioni mediterranee.