Francesca Giannone: Domani, domani
Formato: copertina flessibile
Pagine: 384
Editore: Tea Superpocket (17 giugno 2025)
ISBN-13: 9788869800719
Data di acquisto: 27 marzo 2026
Letto dal 14 al 17 giugno 2026
▪ Sinossi
Dopo lo strepitoso successo de La portalettere il nuovo romanzo di un'autrice da oltre 800.000 copie.
Un fratello e una sorella legati da un sogno, divisi da una scelta.
Salento, 1959. Lorenzo e Agnese hanno perso tutto. E lo capiscono quando, con gli occhi tristi che si porta dietro da una vita, il padre annuncia di aver venduto il saponificio di famiglia, un'eredità che lui ha vissuto come una condanna. Per Lorenzo e Agnese, invece, quella fabbrica che il nonno ha creato dal nulla, che profuma di talco, di essenze floreali e di oli vegetali, e che occupa ogni loro pensiero, era la certezza di un presente sereno e la promessa di un futuro da tracciare insieme, uniti. Quindi l'idea di rimanere lì come semplici operai sotto un nuovo, arrogante padrone è devastante per entrambi. Lorenzo, orgoglioso e impulsivo, se ne va sbattendo la porta, col cuore colmo di rabbia e con un solo obiettivo: trovare i soldi necessari per riprendersi quello che è suo. Ma Agnese non lo segue: tanto risoluta se si tratta di formulare saponi quanto insicura quando le tocca abitare il mondo al di fuori del saponificio, dichiara: «Io resto dov'è casa mia». È una crepa profonda, apparentemente insanabile, quella che si apre tra fratello e sorella e li spingerà su strade opposte e imprevedibili. Perché vogliono la stessa cosa, Lorenzo e Agnese, almeno finché l'amore non li porterà di nuovo a un bivio. Ognuno dei due farà una scelta, tracciando un altro domani…
▪ L'incipit del libro
Cinque anni prima
Quel giorno che v'aspettava
22 settembre 1953
La prima volta, il telefono squillò a vuoto.
«Ma cosa gliel'ho comprato a fare, se non rispondono mai», borbottò Renato, riagganciando.
«Dai, c'è gente che aspetta», disse sua moglie Marianna, lanciando uno sguardo alla coda che si era formata nel retro del negozio di alimentari.
«E chi se ne importa. Tutti mo' devono telefonare?»
«Ma li vedremo più tardi… Che fretta c'è?»
Renato si accigliò, riprese la cornetta in mano e compose di nuovo il numero. «Continuo finché non alzano le chiappe e vengono a rispondere. È ora di pranzo, dove vuoi che siano, se non in casa?»
Attese sei squilli, poi finalmente sentì: «Pronto?»
«Si può sapere perché non rispondevate?»
«Papà, stavamo mangiando…» disse Giuseppe.
«In fabbrica tutto bene?»
«Siete via da soli quattro giorni, cosa può andar male?»
«Con te non si sa mai», ribatté Renato.
La moglie lo guardò di traverso e gli fece un gesto come a dire: Su, lascialo stare.
«Passami i miei nipoti, va'», continuò lui.
«Mo' te li chiamo», mormorò Giuseppe.
▪ La mia recensione
"La vista del mare e il chiasso del porto lo fecero sentire subito a casa, strappandogli un sorriso; pensò che era difficile, per chi era cresciuto lontano dal mare, capire quanta malinconia poteva generare la sua mancanza: come l’amore, il mare cura, lenisce le ferite, ti fa sentire che appartieni a qualcosa".
Secondo romanzo della mia conterranea Francesca Giannone e… secondo centro!
Domani, domani analizza il complesso tema dell'appartenenza (sia alla propria famiglia che ad un territorio): ad Araglie, un immaginario paesino del Salento ("disegnato" dalla scrittrice sulla falsariga della Gallipoli di fine anni '50 del XX secolo), due fratelli, Agnese e Lorenzo Rizzo, assistono increduli alla vendita del saponificio di famiglia, un luogo da loro sempre ritenuto "casa".
Il romanzo è fluido e con un'aura quasi da poesia d'altri tempi ed in grado di rievocare (e lo dico io che ci vivo) i tanti profumi del Salento: gli ulivi, il mare, i piccoli borghi. Per cui, anche se è scontato dirlo, non aspettatevi un romanzo a tutto ritmo; qui si va piano e con una cadenza fortemente in bilico tra tradizione e progresso.
Molto ben caratterizzati i due personaggi principali: Agnese è quella fedele "alla causa", Lorenzo il ribelle per l'amor proprio calpestato. Ma assolutamente ben delineati tutti gli altri personaggi (non solo quelli secondari, ma anche quelli di contorno). Piacevole la brevissima comparsata della "portalettere".
Con Domani, domani, insomma, c'è di che riflettere sugli obiettivi che si vuol portare avanti, sul rancore e sulle scelte spinose che si compiono nella vita.
L'unica nota stonata (ma che non influisce sul mio giudizio più che positivo) mi è sembrato essere il finale troppo sbrigativo… Oppure, e la butto lì, la Giannone ha lasciato aperta una finestra per un eventuale seguito?
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)














