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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

sabato 28 febbraio 2026

Libri letti a febbraio 2026… e quelli da leggere a marzo!


I libri che ho letto e recensito a febbraio:
[fumetto] Strangers in Paradise, vol. 4: It's a good life!
[fumetto] Strangers in Paradise, vol. 3: I Dream of You 2
Andrew Porter: La vita immaginata
[fumetto] Strangers in Paradise, vol. 2: I Dream of You 1
Harlan Coben: Fuga
[fumetto] Strangers in Paradise, vol. 1
Bret Easton Ellis: American Psycho
Wilbur Smith: La voce del tuono
Victor Hugo: Notre-Dame de Paris
Ernest Hemingway: Per chi suona la campana

Ed i libri in lettura per marzo (ma non necessariamente in quest'ordine… e non è neanche detto che siano questi):
Jeneva Rose: Un matrimonio perfetto [già in lettura] e Un divorzio perfetto
Don Winslow: L'ultimo colpo
Angela Marsons: Il silenzio dei colpevoli
Bill Clinton e James Patterson: La presidente
Francesca Giannone: La portalettere

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 16 al 22 febbraio 2026 (Fonte: TuttoLibri del 28 febbraio 2026):

1. Stefania S. - Cuori magnetici. Love me love me, vol. 1
2. Stefania Auci - L'alba dei Leoni
3. Stefano Vitelli e Giuseppe Legato - Il ragionevole dubbio di Garlasco. Un giudice nel labirinto del caso di cronaca più discusso d'Italia
4. Emily Brontë - Cime tempestose
5. Florence Knapp - Tre nomi
6. Lizzy Snow White - Wrecked. Siamo il disastro perfetto
7. Dario Ferrari - L'idiota di famiglia
8. Stefania S. - Anime elettriche. Love me love me, vol. 2
9. Gregg Dunnett - Piccoli fantasmi
10. Michela Murgia - Lezioni sull'odio

Cinque romanzi di M.R. Carey da leggere se ami il thriller che inquieta


Cinque romanzi di M.R. Carey da leggere se ami il thriller che inquieta
Storie che mettono alla prova l’identità, la morale, l’idea stessa di umanità

👉 fonte: Agenda Online

Nel panorama del thriller contemporaneo, pochi scrittori riescono a muoversi con la stessa naturalezza di M.R. Carey tra horror, fantascienza e tensione psicologica. Le sue storie partono spesso da scenari estremi (epidemie, carceri, mondi post-apocalittici, identità spezzate) ma ciò che davvero le rende inquietanti è il modo in cui mettono sotto pressione l'essere umano. Carey non cerca lo shock fine a sé stesso: costruisce una suspense lenta, morale, che nasce dalle scelte, dalla paura dell'altro, dalla perdita di controllo.
Dietro questo nome si nasconde Mike Carey, autore britannico con una lunga esperienza come sceneggiatore di fumetti per DC Comics e Marvel, un percorso che ha affinato il suo senso del ritmo e della costruzione narrativa. Nei romanzi, questa formazione si traduce in trame solide, personaggi credibili e una tensione che cresce senza mai urlare.
Ecco cinque titoli fondamentali, tutti tradotti in italiano e disponibili su Amazon, per capire davvero perché Carey sia oggi una delle voci più autorevoli della letteratura di genere.

▪️La ragazza che sapeva troppo (The Girl with All the Gifts)
Pubblicato nel 2014 con il titolo originale The Girl with All the Gifts, è il romanzo che ha consacrato M.R. Carey al pubblico internazionale. In un mondo devastato da un'infezione fungina che ha trasformato gran parte dell'umanità in creature fameliche, un gruppo di scienziati e militari studia alcuni bambini infetti che, a differenza degli altri, conservano coscienza e intelligenza. Tra loro c'è Melanie, brillante, sensibile, capace di affezionarsi e di fare domande scomode. Attorno a lei si muovono una docente che la vede come una bambina e una scienziata che la considera la chiave per la sopravvivenza della specie.
La tensione non nasce solo dalla minaccia esterna, ma dal conflitto morale: fino a che punto si può sacrificare un individuo per salvare l'umanità? Carey costruisce un thriller post-apocalittico che è soprattutto una riflessione sull'empatia, sull'educazione e sul futuro.

▪️Il ragazzo sul ponte (The Boy on the Bridge)
Uscito nel 2017, ambientato nello stesso universo narrativo del romanzo precedente, Il ragazzo sul ponte racconta una missione scientifica in un'Inghilterra ormai irriconoscibile. Un convoglio militare attraversa territori infestati per cercare una cura definitiva all'epidemia. A bordo c'è un bambino geniale, Stephen, la cui mente brillante potrebbe rappresentare l'ultima speranza.
Il viaggio diventa progressivamente una discesa nell'incertezza: la scienza si scontra con la paura, la disciplina militare con il dubbio morale. Non è un semplice sequel, ma un'espansione dello stesso mondo, che ne esplora le crepe etiche e politiche. Carey amplia lo scenario e mette in discussione l'idea stessa di controllo, mostrando quanto fragile sia la linea tra sopravvivenza e disumanizzazione.

▪️Fellside. La prigioniera (Fellside)
Pubblicato nel 2016, Fellside segna una svolta più cupa e claustrofobica. La protagonista, Jess Moulson, si risveglia in ospedale dopo un incendio in cui è morto un bambino. Condannata per omicidio, viene rinchiusa nel carcere femminile di massima sicurezza di Fellside, un luogo dove la violenza è silenziosa e sistemica. Tra le mura della prigione, Jess inizia a sentire la voce del bambino morto, un'eco che potrebbe essere senso di colpa, follia o qualcosa di più oscuro.
Carey intreccia thriller carcerario e suggestioni soprannaturali, ma il vero fulcro resta la colpa e la possibilità di redenzione. La tensione cresce lentamente, in un ambiente chiuso che amplifica ogni sospetto e ogni segreto.

Pubblicato nel 2018, è un thriller psicologico che rilegge in chiave contemporanea il mito del doppio. Liz Kendall è una madre devota, apparentemente incapace di fare del male. Ma esiste un'altra Liz, oscura, determinata, pronta a tutto pur di ottenere ciò che vuole. La frattura tra le due identità si allarga fino a incrinare la percezione stessa della realtà.
Carey costruisce una narrazione tesa e ambigua, dove il lettore è costretto a dubitare della protagonista e di ciò che vede. Non è solo una storia di alter ego: è un romanzo che interroga il concetto di identità, responsabilità e libero arbitrio, spingendo il thriller psicologico verso territori più inquietanti e imprevedibili.

Pubblicato nel 2020 come primo capitolo della Rampart Trilogy, The Book of Koli ci porta in un futuro remoto in cui la natura è diventata ostile e la tecnologia è un potere misterioso custodito da pochi. Koli vive in un piccolo villaggio dove il sapere è controllato e la conoscenza può essere una minaccia. Quando entra in contatto con un antico dispositivo tecnologico, la sua visione del mondo cambia per sempre. Inizia così un percorso di crescita e scoperta che unisce fantascienza e tensione narrativa.
Carey costruisce un universo coerente e affascinante, dove il vero conflitto non è solo contro l'ambiente esterno, ma contro l'ignoranza e la manipolazione della verità.

Questi cinque romanzi raccontano perfettamente l'identità di M.R. Carey: uno scrittore capace di usare il genere per parlare del presente, delle nostre paure e delle nostre scelte. Thriller da leggere con attenzione, perché sotto la suspense si nasconde sempre qualcosa di molto più profondo.

venerdì 27 febbraio 2026

Cinque libri per chi si sente incompreso: storie che spazzano via la solitudine


Cinque libri per chi si sente incompreso: storie che spazzano via la solitudine
Cinque libri che parlano a chi si sente fuori posto, invisibile o inascoltato. Libri intensi, profondi e necessari che trasformano la solitudine in consapevolezza e resistenza emotiva

👉 fonte: LibreriAmo

Sentirsi incompresi non è solo una fase emotiva, è spesso una condizione esistenziale. Ci si sente fuori asse rispetto agli altri, al linguaggio comune, alle aspettative sociali. La letteratura, quando è autentica, non consola in modo facile ma offre qualcosa di più prezioso: riconoscimento. Questi cinque libri parlano di marginalità, silenzi, identità negate, desideri repressi, legami che resistono anche quando il mondo sembra voltare le spalle. Sono storie che non addolciscono il dolore ma lo attraversano, restituendogli dignità. Libri che non spiegano tutto ma fanno sentire meno soli.
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giovedì 26 febbraio 2026

Si torna a parlare di acquisti dei libri a rate: il progetto di Utopia rivolto a lettrici e lettori under 35


Si torna a parlare di acquisti dei libri a rate: il progetto di Utopia rivolto a lettrici e lettori under 35
La casa editrice indipendente Utopia annuncia "A-uto-rata": un progetto di rateizzazione pensato per giovani lettrici e lettori. Ecco come funziona

👉 fonte: il Libraio

A gennaio 2025 la casa editrice Einaudi aveva annunciato la fine del servizio che dava la possibilità di rateizzare l'acquisto dei titoli (per singole lettrici e lettori, giovani in particolare, ma anche enti e biblioteche). Oltre un anno dopo, è un marchio indipendente a rilanciare questa modalità: parliamo di Utopia, che presenta un nuovo progetto pensato per un pubblico di under 35. Si torna dunque a parlare di acquisti dei libri a rate.
L'iniziativa si chiama A-uto-rata ed è rivolta a lettrici e lettori interessati ai titoli del catalogo Utopia (che comprende, tra gli altri, opere di Massimo Bontempelli, Anne Carson, e Can Xue). Funziona così: è possibile scegliere tra 10 e 15 libri, lasciare i propri contatti e concordare successivamente una rateizzazione del pagamento, a interessi zero, con scadenza entro febbraio 2027. Un esperimento che riapre la riflessione sulle modalità di accesso ai libri e sulle strategie per avvicinare nuovi lettori.

"I girasoli di Shaah-Mall-A" di Maddalena Antonini


I girasoli di Shaah-Mall-A di Maddalena Antonini
Una brillante storia di fantascienza permeata di umorismo, che è soprattutto una satira rivolta contro il mondo delle aziende e il militarismo USA

👉 fonte: sololibri.net

Pianeta Terra, futuro prossimo: questa l'ambientazione del romanzo di Maddalena Antonini I girasoli di Shaah-Mall-A (Tabula Fati, 2025). Linda ha abbondantemente superato i quarant'anni anni e, pertanto, la direzione del negozio dove lavora l'ha spostata dal settore musicale heavy metal al reparto libri cartacei, un luogo frequentato da pochissimi clienti perché l'evoluzione tecnologica ha reso questo supporto materiale obsoleto. Le sue proteste non sortiscono alcun effetto e, tornata a casa depressa, cade addormentata nel suo letto.
Ma quello che per lei è un sonno profondo è in realtà l'inizio di una avventura perché quando si risveglia scopre di essere stata rapita degli alieni. Gix, una creatura extraterrestre che assomiglia a una lumaca, le spiega che è stata trasportata su una base orbitante e hanno scelto lei perché la vision aziendale prevede il prelievo di terrestri single. In realtà non è sola, perché assieme a Linda hanno preso un altro terreste, Stefano, un tombeur de femme dal carattere scontroso, che risponde alle medesime caratteristiche.
I lumaconi provengono dal pianeta di Shaah-Mall-A, che si trova nel braccio di Orione, e li hanno rapiti per una missione di tipo scientifico. Inizia per i due terrestri un viaggio alla scoperta della civiltà Shamalliana e dei suoi molti aspetti insoliti, come la passione per la cucina toscana e i batteristi rock. A complicare la loro straordinaria avventura ci pensano proprio gli Americani, i quali, grazie alla Cia e a un ragazzino molto dotato, hanno scoperto l'esistenza degli Shamalliani e grazie a un elirazzo, un veicolo in grado di uscire dall'atmosfera, stanno organizzando una spedizione per raggiungerli.
I girasoli di Shaah-Mall-A è una storia effervescente, permeata di umorismo e di una satira rivolta contro le aziende e le loro regole assurde nonché il militarismo USA. È, inoltre, caratterizzata dalla descrizione di gustosi piatti e piacevoli vini toscani e accompagnata da una colonna sonora composta prevalentemente da brani rock e heavy metal che arricchiscono di significato i passaggi più importanti del testo.
Opera corale, la narrazione si focalizza alternativamente sui diversi punti di vista dei protagonisti, volendo l'autrice in questo modo comunicare al lettore i differenti modi di pensare e interpretare la realtà da parte di popolazioni molto diverse fra loro e svelare quanto la poca conoscenza degli altri possa causare pericolose incomprensioni.
E a conclusione del libro la Postfazione scritta dall'autrice assieme a tutti i protagonisti, umani e alieni, che fino all'ultima riga hanno voluto dire la loro. D'altra parte, l'Universo è grande e c'è abbastanza spazio per tutti i punti di vista.

mercoledì 25 febbraio 2026

Andrew Porter: La vita immaginata


Andrew Porter: La vita immaginata

Titolo originale: The Imagined Life
Formato: Kindle (800 KB)
Pagine: 253
Editore: Feltrinelli Editore (24 giugno 2025)
ASIN: B0F9WQJZZQ
ISBN-13: 9788858863558

Data di acquisto: 21 febbraio 2026
Letto dal 21 al 25 febbraio 2026

▪️Sinossi
Steven Mills è arrivato a un bivio. Sua moglie e suo figlio se ne sono andati, forse per sempre. Ma nella vita di Steven c'è stato un altro abbandono, anni prima, quando il padre, brillante e carismatico professore universitario, scompare dopo uno scandalo mai chiarito completamente. Steven allora si mette sulle sue tracce, forse come unico appiglio a una realtà che gli sta sfuggendo di mano. Mentre guida lungo la costa della California, alla ricerca degli amici, dei familiari e degli ex colleghi del padre, l'infanzia e l'adolescenza di Steven prendono forma: le leggendarie feste in piscina dei genitori, i film in bianco e nero sul proiettore del cortile, i segreti condivisi con l'amico più caro. Ogni conversazione nel presente rivela un altro strato del passato di suo padre, un'altra intuizione sulla sua assenza. Eppure, a ogni rivelazione, quell'uomo che per un attimo sembra apparirgli finalmente davanti agli occhi, l'attimo successivo scompare di nuovo, costringendo il figlio ad affrontare la verità sulla propria vita.

▪️L'incipit del libro
Alcuni anni fa, quando mi imbarcai in questo progetto - in una, per così dire, ricerca della verità su quanto era accaduto a mio padre -, mia moglie Alison mi avvertì del pericolo che correvo avvicinandomi troppo a qualcosa che forse non volevo veramente sapere. E mi ricordò cos'era successo a lei quando aveva letto i diari di sua madre, morta da poco. Metà delle cose che ci aveva trovato dentro era stata felice di venirle a sapere, ma l'altra metà no. Alla fine aveva avuto la sensazione che l'immagine di sua madre, o almeno quella che aveva sempre avuto, ne uscisse sminuita, cambiata. Credo intendesse che le era sembrata più umana, e suppongo che a volte, nonostante le nostre migliori intenzioni, non sia proprio questo che desideriamo.

▪️La mia recensione
"In un certo senso - disse a un tratto, rilassandosi sulla sedia -, c'è da ammirarlo, non trovi? Parlo sul serio. In un certo senso c'è da ammirarlo perché non si è mai arreso, Steven, non ha mai fatto un passo indietro. Forse ha preso delle decisioni sbagliate, ha commesso qualche errore di valutazione, ma non si è mai lasciato intimidire. E per questo c'è da ammirarlo".
La vita immaginata, dell'americano Andrew Porter è un romanzo-saggio molto emozionante che fa riflettere sul rapporto padre-figlio.
La trama è abbastanza semplice: Steven, in un periodo di crisi lavorativa e familiare, molla tutto e parte alla ricerca del padre, carismatico docente universitario, allontanatosi da casa quarant'anni prima dopo che la sua stessa facoltà lo ha praticamente messo alla porta… Ecco, allora, che Steven (e noi insieme a lui!) intraprende sia un viaggio nel passato del padre, che all'interno dei suoi stessi ricordi di ragazzino nella California degli anni '80. Tra telefonate, visite e domande agli ex colleghi del padre, ecco emergere la figura di un uomo paranoico, pieno di segreti, schiacciato dalla delusione professionale e dai rapporti tesi con la moglie.
La scrittura di Porter è molto riflessiva (quasi "malinconicamente" poetica) e con la narrazione che si sviluppa tra presente e flashback dello Steven fanciullo… Rievocazioni che invece di dare risposte certe, introducono nuove domande e nuovi misteri. Eppure è proprio questo costante salto tra passato e presente che permette al protagonista di scindere la vita reale da quella divinizzata del padre, ma anche (o soprattutto?) la difficoltà a capire appieno i propri genitori ed i loro turbamenti.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)

Tre nuovi e bellissimi libri per salvarsi dallo tsunami Sanremo


Tre nuovi e bellissimi libri per salvarsi dallo tsunami Sanremo

👉 fonte: Qui Como

Fughe da fermo, il cui titolo si ispira all'esordio letterario di Edoardo Nesi, vuole essere uno stimolo a conservare il piacere di leggere. Dunque, ogni settimana, insieme a Martina Fasola del Libraccio di Como, che già collabora alla rassegna culturale Strade Blu Live. La magia di un libro è anche quella di accompagnarci in altri mondi, di farci entrare in empatia con i suoi protagonisti. Di prenderci per mano e riconsegnarci altrove, con la sensazione di avere vissuto un'esperienza nuova da conservare nel tempo. E allora ecco un altro viaggio da vivere tra le pagine di queste nuove storie, ovunque ci conducano anche durante la "terribile" settimana del Festival di Sanremo.

▪️Teglie di rabbia di Henrik Johansson. Un racconto dall'ultima generazione della letteratura working class svedese, un filone che ha una genealogia alle spalle enorme e un vivace scenario contemporaneo, che finalmente arriva al pubblico italiano.
▪️Valanga di Raphaël Haroche. Con Valanga, Raphaël Haroche ci consegna un romanzo che mette insieme Salinger e Palahniuk, un racconto vivo e autentico, punteggiato di nostalgia e di tenerezza, scritto con una lingua affilata e pieno di verità.
▪️L'invenzione di Tristan di Adrien Bosc. Mescolando le testimonianze di chi gli era stato vicino, documenti, memorie e articoli di giornale, Adrien Bosc compone un ritratto dove tutto è vero ma tutto è romanzo, un'indagine sull'identità e sulla scrittura che ripercorre la parabola di un autore dimenticato troppo presto.

"Tre nomi" di Florence Knapp, arriva in Italia il romanzo dell'anno per il New York Times


Tre nomi di Florence Knapp, arriva in Italia il romanzo dell'anno per il New York Times
Già caso editoriale all'estero e libro dell'anno per il New York Times, arriva in Italia il debutto folgorante di Florence Knapp. Una storia che ci interroga sul peso del destino e sulla forza dei legami che ci definiscono

👉 fonte: LibreriAmo

Da mesi ai vertici delle classifiche inglesi, ha conquistato la critica più autorevole, i librai che l'hanno scelto come libro dell'anno, e soprattutto i lettori, che lo hanno amato scatenando un passaparola inarrestabile. Parliamo di Tre nomi, il romanzo d'esordio di Florence Knapp. Uscito in Inghilterra nella primavera 2025 e attualmente tra i titoli più venduti in Uk, il libro è in corso di pubblicazione in oltre 24 Paesi.
Dopo aver dominato nel Regno Unito e negli Stati Uniti, il libro sta scalando le classifiche mondiali e si appresta a diventare il nuovo fenomeno letterario anche nel nostro Paese. Ma cosa rende questo libro così speciale?
Mentre fuori il vento spezza i rami degli alberi, il pianto di un neonato riempie di vita la stanza. È nato il figlio di Cora e lei, finalmente, può cullarlo. Ma non è solo una notte di nascita e tempesta. È una notte di decisioni. Il bambino ha bisogno di un nome, ma Cora esita. La scelta più semplice sarebbe chiamarlo Gordon. Il nome del padre, e di tutti i maschi della famiglia. Il nome che il marito vorrebbe imporle. Eppure, Cora sente che non è la decisione giusta.
Potrebbe chiamarlo Julian, un nome che le è sempre piaciuto per il suo significato: Padre del cielo. O accontentare la primogenita Maia che le ha suggerito Bear. Il mattino dopo, la bufera è passata. Cora, invece, sente ancora infuriare dentro di sé lo stesso vento che ha messo sottosopra la città. Mentre va all'anagrafe, ferma il passeggino sotto una quercia e stringe forte la mano di Maia. Gordon, Julian, Bear. Cora deve decidere se assecondare la volontà di suo marito o ribellarsi.
In tre scenari alternati, la madre dà al figlio un nome diverso. Una scelta che comporta tre vite differenti. Una decisione che innesca infinite possibilità. Perché un nome non è mai soltanto un nome. Può essere dono, eredità, promessa; oppure trasformarsi in vincolo, marchio, condanna. Può proteggere o ferire. Può esprimere amore o potere. E può cambiare un'intera esistenza.
Non capita spesso che un'opera prima riesca a mettere d'accordo critica e pubblico con tale forza. All'estero, il romanzo (pubblicato con il titolo The Names) è diventato un cult istantaneo. Non è stato solo il "più venduto" nei grandi store online, ma è stato il preferito dai librai indipendenti, coloro che il libro lo leggono con il cuore prima che con i numeri.
Dalle pagine del The New York Times alle recensioni appassionate del The Guardian, la stampa internazionale ha celebrato la Knapp come una nuova voce capace di unire la profondità psicologica di Anne Tyler alla struttura narrativa brillante di un classico contemporaneo.
Tre nomi è una profonda meditazione sulla natura umana. La Knapp scrive con una grazia che incanta, alternando momenti di pura gioia a passaggi di una malinconia devastante. La sua scrittura ci ricorda che, sebbene il destino possa darci un nome, siamo noi a dovergli dare un significato.
All'estero, il successo del libro è stato alimentato anche dalla capacità dell'autrice di non offrire risposte facili. Non esiste una "vita perfetta" tra le tre opzioni. Ognuna ha le sue ferite, ognuna ha i suoi tramonti. Questo realismo magico, inteso non come genere letterario ma come capacità di rendere magica la realtà quotidiana, è ciò che ha fatto innamorare i lettori di ogni cultura.
Con una valutazione media che sfiora l'eccellenza (oltre 4 stelle su 5) e migliaia di recensioni appassionate, la comunità di Goodreads ha incoronato Tre nomi come uno dei debutti più potenti del 2025. I lettori lo descrivono come un romanzo "che si insedia nel cuore per non lasciarlo più", lodando soprattutto la struttura a bivi che ricorda il celebre film Sliding Doors.
Molti utenti sottolineano come, oltre al fascino delle "vite parallele", il libro colpisca duro per la sua onestà brutale nel raccontare le dinamiche familiari: "Non è solo una storia sui nomi, è un'indagine devastante e bellissima su come il coraggio di una madre possa cambiare il corso delle generazioni", scrive una lettrice in una delle recensioni più votate.
Tra i commenti emerge un monito comune: preparate i fazzoletti. Sebbene alcuni lettori l'abbiano trovato "emotivamente faticoso" per i temi trattati, la maggior parte concorda nel definire la prosa di Florence Knapp "precisa, poetica e incredibilmente matura", rendendolo un libro da divorare tutto d'un fiato ma su cui riflettere per settimane.
In un'epoca in cui siamo ossessionati dalla performance e dalla scelta giusta, Tre nomi rappresenta un libro necessario per riflettere: ci dice che siamo la somma delle nostre scelte, ma anche della nostra capacità di rimediare agli errori. Questo libro ci invita a guardare alle persone che amiamo non per ciò che potrebbero essere state, ma per ciò che hanno scelto di diventare. Non è un caso che sia il libro più venduto all'estero: è un romanzo che parla la lingua universale dell'anima.

martedì 24 febbraio 2026

"A Knight of the Seven Kingdoms", perché si chiamano sette regni se sono nove? Egg dà la spiegazione


"A Knight of the Seven Kingdoms", perché si chiamano sette regni se sono nove? Egg dà la spiegazione
Tra mappe, dinastie e titoli che pesano quanto una spada valyriana, A Knight of the Seven Kingdoms si prende il lusso di chiarire una delle ambiguità più longeve di Westeros

👉 fonte: MoviePlayer.it

La serie di A Knight of the Seven Kingdoms riaccende una vecchia domanda del mondo di Il trono di spade: perché si parla di Sette Regni se le regioni di Westeros sono nove? La risposta affonda nella storia, nella politica e nella tradizione, così come dichiarato nel corso della serie stessa.
Nel finale della prima stagione di A Knight of the Seven Kingdoms, un breve scambio tra Dunk ed Egg mette il dito nella piaga: i Regni non sono sette, bensì nove. Una rivelazione che spiazza una parte del pubblico, ma che apre una finestra preziosa sulla genealogia politica di WesteroIl termine "Sette Regni" nasce prima della Conquista di Aegon Targaryen, avvenuta circa due secoli prima degli eventi della serie. In quell'epoca, il continente era frammentato in numerosi domini indipendenti, il cui numero variava continuamente: conquiste, alleanze e annessioni ridisegnavano la mappa con una frequenza quasi ossessiva. Quando Aegon sbarcò a Westeros, però, esistevano sette grandi regni riconosciuti, ciascuno governato da un sovrano: il Nord degli Stark, la Valle degli Arryn, le Isole e Fiumi degli Hoare, l'Altopiano dei Gardener, la Roccia dei Lannister, le Terre della Tempesta dei Durrandon e Dorne dei Martell.
Aegon riuscì a piegare tutti, tranne Dorne, che rimase indipendente fino al 161 AC. Eppure, il titolo assunto dal nuovo re fu comunque quello di Lord dei Sette Regni. Non si trattò di un errore, ma di una scelta politica e simbolica: il numero sette aveva (e ha) un peso enorme nella cultura di Westeros, soprattutto per la Fede dei Sette, alla quale Aegon decise di legarsi. Inoltre, separando le Isole di Ferro e le Terre dei Fiumi in due domini distinti, il conteggio rimaneva "magicamente" coerente.
Con il passare degli anni, la realtà territoriale di Westeros è cambiata, ma l'etichetta no. Alla struttura originale si sono aggiunti due elementi chiave: Dorne, infine integrata nel regno, e le Terre della Corona, nate attorno a Approdo del Re, la città fondata da Aegon nel punto esatto del suo sbarco. Il risultato? Nove regioni distinte, ciascuna affidata a una grande casata.
Durante gli eventi di A Knight of the Seven Kingdoms, la mappa politica è ormai stabile: Stark al Nord, Arryn nella Valle, Greyjoy sulle Isole di Ferro, Tully nei Fiumi, Tyrell nell'Altopiano, Baratheon nelle Terre della Tempesta, Lannister nell'Ovest, Targaryen sulle Terre della Corona e Martell a Dorne. Egg ha quindi perfettamente ragione dal punto di vista geografico.
La serie gioca brillantemente con questo paradosso, arrivando persino a mostrare un titolo scherzoso che ribattezza lo show A Knight of the Nine Kingdoms. Un guizzo ironico che difficilmente avrà seguito ufficiale, ma che centra il punto: i nomi, in Westeros, contano quanto le spade. Cambiarli significa riscrivere la Storia, e la Storia, soprattutto quella raccontata dal potere, non ama le revisioni.
Non sorprende, allora, che A Knight of the Seven Kingdoms scelga di soffermarsi su un dettaglio simile: è proprio in queste pieghe (tra nomi sbagliati ma tramandati, e numeri che non tornano) che Westeros continua a raccontare se stessa. E a rendersi, ancora una volta, incredibilmente credibile.