Victor Hugo: Notre-Dame de Paris
Titolo originale: Notre-Dame de Paris
Formato: Kindle (79.8 MB)
Pagine: 836
Editore: Mondadori (25 febbraio 2020)
ASIN: B0848DCMT7
ISBN-13: 9788835700234
Data di acquisto: 7 gennaio 2026
Letto dal 1° al 10 febbraio 2026
▪️Sinossi
Tutti gli occhi si erano alzati verso il sommo della chiesa. Ciò che vedevano era straordinario. In cima alla galleria più elevata, più in alto del rosone centrale, c'era una grande fiamma che montava tra i due campanili con turbini di scintille, una grande fiamma disordinata e furiosa di cui il vento a tratti portava via un lembo nel fumo.
▪️L'incipit del libro
Sono passati oggi trecentoquarantotto anni, sei mesi e diciannove giorni da quando i parigini si svegliarono al frastuono di tutte le campane che sonavano a distesa nella triplice cinta della Cité, dell'Université e della Ville.
Eppure il 6 gennaio 1482 non è un giorno di cui la storia abbia conservato il ricordo. L'avvenimento che a quel modo metteva in moto, di prima mattina, le campane e i borghesi di Parigi non aveva nulla che fosse degno di nota. Non era un assalto di piccardi o di borgognoni, né un reliquiario portato in processione, né una rivolta di studenti nella vigna di Laas né un ingresso del nostro assai temuto signore messere il Re, e neppure una bella impiccagione di ladroni e di ladrone sulla piazza della Justice di Parigi. E neppure l'arrivo improvviso, così frequente nel quindicesimo secolo, di qualche ambasceria gallonata e impennacchiata. Erano appena due giorni che l'ultima cavalcata di questo genere, quella degli ambasciatori fiamminghi incaricati di concludere il matrimonio tra il delfino e Margherita di Fiandra, era entrata a Parigi con grande fastidio del signor cardinale di Borbone il quale, per compiacenza verso il re, aveva dovuto fare buon viso a tutta quella baraonda di borgomastri fiamminghi e fare loro omaggio, nel suo palazzo di Borbone, di una molto bella moralità, satira e farsa mentre una pioggia a scroscio inondava i magnifici arazzi del suo portone.
▪️La mia (brevissima) recensione
"Sarai impiccato. È semplicissimo, signori onesti borghesi! Come voi trattate i nostri da voi, noi trattiamo i vostri da noi. La legge che voi applicate con i malviventi, i malviventi la applicano con voi. Se è cattiva, la colpa è vostra. Ogni tanto bisogna pure che si veda la smorfia di un brav'uomo sopra il collare di canapa, questo rende onorevole la cosa".
Ecco qui un libro che ha una intensità emotiva incredibile. Una trama che intreccia alla perfezione le tragicità di Quasimodo, Esmeralda e Frollo nella Parigi del 1482. Con la cattedrale di Notre-Dame che diventa una vera e propria protagonista (ci imbatteremo in intere pagine incentrate unicamente sulla sua architettura) e collante di tutte le vicende.
In Notre-Dame de Paris, Victor Hugo riesce ad unire Storia, romanticismo e critica sociale. E quel che è davvero impressionante è che dopo quasi 200 anni (il libro, infatti, è stato pubblicato nel 1831) la sua trama è ancora attuale. Anzi, è più attuale che mai…
Tutto ruota intorno alla zingara Esmeralda (vittima dei soliti pregiudizi), chiodo fisso del campanaro deforme Quasimodo, dell'arcidiacono Claude Frollo (in perenne tormento tra fede religiosa e desiderio sessuale) ed il superficiale capitano Phoebus de Châteaupers.
Un libro abbastanza lungo ed impegnativo (alcune divagazioni ne rallentano un po' il ritmo) ma che ripaga a suon di emozioni.
A fine lettura, inoltre, è impossibile porsi la fatidica domanda su chi sarebbero oggi Quasimodo, Esmeralda e Frollo… Ebbene la risposta che mi son dato è questa:
- Quasimodo sarebbe un individuo emarginato ed "additato" per la sua diversità da una società che fatica ad integrarlo;
- Esmeralda sarebbe la classica artista di strada ma anche, e perché no?, una creator che usa i social per esprimersi;
- Frollo sarebbe un alto dirigente, colto e rispettato ma, dentro di sé, perennemente combattuto tra dominio e brama di potere.
📌 Voto: 🔵🔵🔵🔵 (4 su 5)















