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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

mercoledì 18 marzo 2026

Ashley Elston: La prima bugia vince


Ashley Elston: La prima bugia vince

Titolo originale: First Lie Wins
Formato: Kindle (1.0 MB)
Pagine: 353
Editore: Longanesi (3 settembre 2024)
ASIN: B0CZSKTK8R
ISBN-13: 9788830463042

Data di acquisto: 15 marzo 2026
Letto dal 15 al 17 marzo 2026

▪️Sinossi
Ci sono persone per cui mentire è facile, altre per cui è praticamente impossibile. Perché mentire è difficile, e una bugia non è mai isolata. Una ne richiama inevitabilmente un'altra, e poi un'altra ancora, e occorrono grande lucidità e freddezza per fare sì che lo scintillante ma fragile castello di carte che abbiamo eretto tra noi e gli altri non cada all'improvviso, rivelando una volta per tutte chi siamo. Poi ci sono persone per cui mentire è, semplicemente, un mestiere. E in questo Evie Porter è la migliore. Per questo Mr Smith, il suo misterioso datore di lavoro, fa ricorso alle sue doti quando la parte da recitare è quella di una ragazza dell'Alabama fidanzata di Ryan Sumner, il tipico ragazzo d'oro che chiunque vorrebbe sposare.
Peccato che sia la solita bugia e che Evie, come al solito, stia mentendo per carpire informazioni da un tutto sommato forse non così limpido Ryan. Peccato, perché la sua vittima questa volta è davvero carina e la vita che le promette è proprio il genere di esistenza che Evie ha solo potuto brevemente sognare di tanto in tanto leggendo qualche romanzo d'amore. In fondo si trova lì per fare il suo lavoro, in cui è così brava, e poi sparire.
Ma un giorno, durante una festa, le si avvicina la fidanzata di un amico di Ryan e sorridente le si presenta. Strano nome, il suo: Lucca.
Lucca Marino. Molto strano. Anche perché è il vero nome di Evie. Qualcuno almeno bravo quanto lei a mentire, improvvisamente, è sul terreno di gioco.
Ma il gioco, questa volta, qual è?

▪️L'incipit del libro
Si comincia con le piccole cose: uno spazzolino in più nel bicchiere sul lavandino, un cambio di biancheria nel cassetto più piccolo, i caricabatterie del telefono su entrambi i lati del letto… Poi queste piccole cose iniziano ad aumentare: un rasoio, una boccetta di collutorio, le pillole anticoncezionali che lottano per trovare spazio nella busta dei medicinali… Finché non si chiede più «Ti fermi a dormire?» ma «Cosa prepariamo per cena?».
Per quanto lo temessi, sembrava ormai un passo inevitabile.
Sarà anche la prima volta che vedo queste persone sedute al tavolo, gente che Ryan conosce da quando era piccolo, ma a nessuna di loro è sfuggito che sono già completamente entrata nella sua vita. Lo vedono da quegli impercettibili cambiamenti che una presenza femminile porta nella casa di un uomo, come un set di cuscini coordinati sul divano o il leggero profumo di gelsomino che emana il diffusore sulla libreria; quel genere di dettagli che ogni donna nota appena mette piede in una stanza.
Una voce parte dall'altro capo del tavolo, illuminato dalle candele, supera il centrotavola, definito da qualcuno «elegante ma audace», e rimane sospesa nell'aria davanti a me. «Evie… Che strano nome…».
Mi volto verso Beth, indecisa se rispondere a quella domanda che in realtà non lo è affatto.
«Sta per Evelyn. Era il nome di mia nonna».
Le altre ragazze si lanciano sguardi d'intesa, comunicando in silenzio all'altro capo del tavolo. Ogni mia risposta viene soppesata e valutata per essere discussa in seguito.
«Ah, bello!» squittisce Allison. «Anch'io ho preso il nome di mia nonna. Da dove hai detto che vieni?».
Non l’ho detto e lo sanno. Come uccelli da preda, continueranno a tormentarmi per tutta la sera finché non avranno le risposte che stanno cercando.

▪️La mia recensione
"Un vecchio proverbio dice: La prima bugia vince. Non si riferisce a quelle piccole bugie bianche che si possono magari dire sovrappensiero, ma alla bugia più importante; quella che cambia tutto, quella che si dice di proposito, che imposta tutto ciò che viene dopo. Quella a cui tutti credono. La prima bugia dev'essere la più grande, la più importante. Quella che non si può non dire".
Devo dire che questo romanzo mi ha un po' deluso (o forse ero io che son partito con altre aspettative?): La prima bugia vince è un thriller decisamente leggerino e senza il… thriller!
Il romanzo di debutto dell'americana Ashley Elston affronta il tema delle false identità, delle manipolazioni psicologiche e dei segreti individuali e familiari. Evie Porter, che lavora per conto del misterioso Mr. Smith, entra (letteralmente) nelle vite degli altri con lo scopo di reperire informazioni… per poi sparire nel nulla, assumere una nuova identità e ricominciare una muova missione da qualche altra parte. Niente di nuovo, quindi: di libri e film con questa trama ce ne sono a bizzeffe!
In questo caso, però, la novità è proprio la figura della protagonista: Evie oltre che essere uno strumento al soldo di Mr. Smith, lotta anche per proteggere la sua vera identità e la sua stessa vita.
La prima bugia vince, costruito su due piani temporali (il passato recente ed il presente della protagonista), ha momenti di calma apparente e momenti in cui il ritmo si alza di botto e succede di tutto. Ma, andando con ordine, vi dico subito cosa mi è piaciuto di questo libro:
- Evie Porter è una donna che la vita ha reso fragile e facilmente manipolabile; eppure, una volta messa alle strette, riesce a trasformarsi in scaltra cacciatrice e manipolatrice a sua volta;
- I capitoli brevi ma intensi riescono a non far perdere il filo della trama tra i continui salti temporali;
- Molto bello il "balletto" delle diverse identità della protagonista: sino alla fine ti resta sempre il dubbio su chi lei sia realmente (lei stessa, quando parla di sé, mischia costantemente fatti personali reali con episodi inventati sul momento).
E quindi, cosa non mi ha convinto? Ecco qui:
- Come ho detto all'inizio non è un thriller vero e proprio;
- Il modo di agire di Eve (osservare e studiare le sue "vittime", infiltrarsi nelle loro vite e carpirgli le informazioni richieste da Mr. Smith) alla lunga diventa una costante prevedibile e ripetitiva;
- Personaggi tutti stereotipati;
- Personaggi secondari o di contorno che, ad un certo punto, "entrano" nella storia e poi "escono" senza alcun motivo o spiegazione valida;
- La vera identità del fantomatico Mr. Smith non è poi così difficile da svelare (ragionandoci su e cogliendo gli indizi presenti ci si arriva);
- Alcuni rapporti tra i personaggi son un po' troppo forzati: tenuto conto del tema del libro (l'inganno), possibile che alcuni ripongano subito la loro fiducia in una giovane donna che neanche conoscono?
Insomma, La prima bugia vince si legge con rapidità (2-3 giorni al massimo) ma, come dico sempre io in questi casi, non è un romanzo memorabile e non rinnova il genere. Però, e lo riconosco, Ashley Elston ha tutte le potenzialità per fare bene…
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️ (3 su 5)

Il libro definitivo per gli amanti del cinema: "Cose spiegate bene: cinemino?"


Il libro definitivo per gli amanti del cinema
Cose spiegate bene. Cinemino? racconta il mondo del cinema tra curiosità, mestieri e cambiamenti dell'industria cinematografica. Un libro perfetto per chi ama davvero il grande schermo

👉 fonte: Libreriamo

E se vi dicessi che esiste un libro sul cinema per gli appassionati? Per coloro che vogliono conoscerlo nel profondo? Il cinema è una delle arti più amate del nostro tempo. Da oltre un secolo accompagna la vita delle persone, costruisce immaginari collettivi e racconta storie che diventano parte della memoria culturale di intere generazioni. Eppure, nonostante la familiarità che abbiamo con i film, il funzionamento del cinema resta spesso avvolto da un certo mistero.
Come nasce davvero un film? Chi lavora dietro le quinte di una produzione cinematografica? In che modo sono cambiati i film nel passaggio dalle sale alle piattaforme di streaming? E cosa sta succedendo oggi all'industria cinematografica, tra festival, premi, blockbuster e produzioni indipendenti?
A queste domande cerca di rispondere Cose spiegate bene. Cinemino?, un volume pubblicato da Iperborea e curato dalla redazione del Post insieme a Nicola Sofri. Il libro appartiene alla collana Cose spiegate bene, un progetto editoriale nato con l'obiettivo di raccontare in modo chiaro e approfondito fenomeni complessi della cultura contemporanea.
Attraverso saggi, articoli e contributi di diversi autori, il volume offre uno sguardo curioso e informato sul mondo del cinema, svelando meccanismi, professioni e trasformazioni di un'industria che continua a cambiare.
Cose spiegate bene. Cinemino?, pubblicato da Iperborea, è un libro che si rivolge a chi ama il cinema non solo come spettatore, ma anche come fenomeno culturale da comprendere e approfondire. Il volume raccoglie contributi di diversi autori, tra cui Arianna Cavallo, Francesca d'Aloja, Pietro Grossi e Gabriele Niola, insieme alla redazione del Post.
L'idea alla base del libro è semplice ma efficace. Tutti abbiamo sentito parlare della "magia del cinema", quell'esperienza quasi rituale che si compie seduti nel buio di una sala davanti a uno schermo luminoso. Oggi però quella magia si vive sempre più spesso anche sul divano di casa, attraverso le piattaforme digitali.
Il libro parte proprio da questo cambiamento. Il cinema non è più soltanto la sala cinematografica tradizionale, ma un universo molto più ampio che comprende streaming, festival internazionali, distribuzione digitale e nuove modalità di produzione.
Uno dei punti di forza del volume è la capacità di spiegare in modo chiaro aspetti che spesso restano invisibili allo spettatore. Si parla ad esempio di come funziona la gestione delle sale cinematografiche, del lavoro dei doppiatori e delle complessità della traduzione dei film per il pubblico internazionale.
Il libro affronta anche il tema delle professioni del cinema. Dietro ogni film esiste una rete di mestieri e competenze che contribuiscono alla realizzazione dell'opera: registi, sceneggiatori, montatori, tecnici del suono, direttori della fotografia e molti altri professionisti.
Un altro elemento interessante è l'attenzione rivolta ai cambiamenti estetici e tecnici del cinema contemporaneo. Il volume racconta ad esempio il ritorno del piano sequenza, una tecnica cinematografica che consiste nel girare una scena senza tagli, oppure l'introduzione della figura dell'intimacy coordinator, un professionista incaricato di supervisionare le scene intime nei film e nelle serie televisive.
Accanto agli aspetti tecnici, il libro esplora anche fenomeni più popolari della cultura cinematografica. Si parla dei grandi festival internazionali, degli Oscar, dei film diventati veri e propri classici e persino di generi particolarmente amati dal pubblico italiano, come i cinepanettoni.
Il volume non dimentica neppure gli aspetti più curiosi della storia del cinema. Tra i temi trattati troviamo il flop cinematografico più famoso di sempre, l'urlo più celebre della storia del cinema e molti altri episodi che contribuiscono a rendere il libro ricco di aneddoti e scoperte.
Uno degli elementi più riusciti di Cose spiegate bene. Cinemino? è proprio l'equilibrio tra divulgazione e approfondimento. Il linguaggio è chiaro e accessibile, ma allo stesso tempo il libro offre informazioni precise e ben documentate.
Questo approccio rende il volume adatto sia agli appassionati di cinema sia a chi desidera semplicemente capire meglio come funziona un'industria culturale che continua a influenzare profondamente il nostro modo di vedere il mondo.
Anche dal punto di vista grafico il libro è particolarmente curato. Le illustrazioni di Stefano Summo accompagnano i testi con uno stile visivo originale che contribuisce a rendere la lettura ancora più piacevole.
Il risultato è un libro che riesce a trasformare la curiosità per il cinema in un viaggio attraverso i suoi meccanismi più nascosti. Leggendolo si scopre che dietro ogni film esiste un universo di storie, tecniche e professioni che raramente arrivano fino allo spettatore.
Per chi ama il cinema, questo volume rappresenta quindi una porta d'ingresso privilegiata nel dietro le quinte della settima arte.

martedì 17 marzo 2026

Sette libri per una settimana: il fascino indiscreto dei segreti di famiglia


Sette libri per una settimana: il fascino indiscreto dei segreti di famiglia
Un thriller, un horror, un romanzo di formazione, una satira, un'indagine psicologica che esplora la complessità dei legami di sangue. E non sempre ogni mistero è rivelato

👉 fonte: Elle

Custoditi in traumatici silenzi, diari sepolti nei cassetti, lettere ingiallite dal tempo, botole sul soffitto o scantinati dalle ripide scale cigolanti, i segreti di famiglia sono un formidabile motore narrativo per romanzi che alimentano la suspense tra colpi di scena e rivelazioni, o affondano il bisturi dell'introspezione psicologica. Eccone sette freschi di stampa.

▪️Il custode di Niccolò Ammaniti
Mostruoso. L'ultimo romanzo di Niccolò Ammaniti, Il custode, Einaudi (pp. 176) ci porta in un paesino della Sicilia malavitosa e arcaica, dove una famiglia che commercia in marmo custodisce un millenario, mortale segreto nel bagno del seminterrato dove vive. L'arrivo di una giovane donna con la figlia spezzerà antiche consuetudini e porterà il rampollo adolescente di casa a vedere le cose da un punto di vista differente. Una favola nera che con lo stile crudo, grottesco e incalzante di Ammaniti, appena colorato di dialetto, invita a cercare la luce anche nel buio più profondo.

▪️La vecchia di Georges Simenon
Claustrofobico. Uscito nel 1959 e riproposto ora da Adelphi, La vecchia di Georges Simenon (trad. Simona Mambrini, pp. 167) è un magistrale gioco al massacro che si consuma in un appartamento di Parigi. Qui Sophie, la padrona di casa, campionessa di paracadutismo e frequentatrice di locali notturni, accoglie sua nonna Juillette, a seguito di uno sfratto. Coinquiline per causa di forza maggiore, le due si fronteggiano con le proprie personalità e opposti stili di vita in una tensione crescente, fatta di crudeltà e segreti, mentre altre presenze incupiscono l'atmosfera, la giovane amante di Sophie e la cameriera. I parenti non sono mai stati così serpenti.

▪️Il Segnale di Maxime Chattam
Inospitale. Una famiglia newyorchese in cerca di nuovi inizi, una fattoria isolata, strani rumori notturni, vecchi quaderni nel solaio e alcuni morti inspiegabili sono gli ingredienti de Il segnale di Maxime Chattam, Salani (trad. Guido Calza, pp. 800), thriller con risonanze paranormali che vuole farsi leggere d'un fiato, scritto da un autore francese di successo.

▪️Quello che resta di Jess Walter
Resistente. Nell'America di Trump le derive complottiste avvelenano anche i rapporti di famiglia, ed è in questo scenario che l'ex giornalista ambientale Rhys, antieroe di Quello che resta di Jess Walter, Nutrimenti (trad. di S. Ristori e B. Messineo, pp. 304), si muove. Isolato in una baita tra i boschi per sfuggire a un mondo che disprezza, tornerà alla "civiltà" per salvare i nipoti dal genero Maga e da un manipolo di miliziani nazionalisti. Ironia e ritmo in un romanzo crudo e attuale.

▪️La legge di Yellowstone di Callan Wink
Selvaggio. La legge di Yellowstone di Callan Wink, Neri Pozza (trad. Ada Arduini, pp. 224) racconta la dura lotta di sopravvivenza di due fratelli segnati dalla morte del padre: la segheria di famiglia è piena di debiti e non resta che darsi al bracconaggio. Ogni giorno si misurano con la natura spietata, i propri limiti e silenzi, finché non arriverà una proposta allettante. Epico romanzo di frontiera e legami di sangue. Wink vive in Montana dove lavora come guida di pesca sul fiume Yellowstone.

▪️La vita giovane di Mattia Insolia
Formativo. Il protagonista di La vita giovane del trentenne Mattia Insolia, Mondadori (pp. 384) è un 28enne che da Milano dove lavora da alcuni anni, si reca nel paese natìo, un luogo immaginario nel cuore della provincia italiana, per il matrimonio di una coppia di amici. Un ritorno che è anche occasione di un viaggio interiore, per fare pace con se stesso e scoprire dove sono finiti i sogni di chi si sente già sfuggire la giovinezza. Un sentito racconto generazionale che fa i conti con i traumi dell'infanzia e la nostalgia per le amicizie che si sono disintegrate in un passato ormai alle spalle.

▪️Sorelle d'ombra di Betsy Lerner
Profondo. Ancora un legame di sangue protagonista di un romanzo delicato e profondo. Sorelle d'ombra di Betsy Lerner, Astoria (trad. Chiara Libero, pp. 320) è la storia di Olivia, bella, estroversa e ammirata da tutti, e Amy, la minore in ogni senso: discreta e silenziosa. Quando la vitalità di Olivia deflagra in un disturbo bipolare, gli equilibri famigliari si rompono. Ma la sorellanza, pur piena di contraddizioni, è indistruttibile. Un romanzo che ha conquistato Patti Smith.

Un nuovo spazio per chi ama i libri…

In questo mio angolo dedicato ai libri, alle recensioni ed alle idee che nascono tra una pagina e l'altra, c'è una piccola novità che non vedevo l'ora di condividere…
Ho aperto un canale WhatsApp, pensato per chi desidera restare aggiornato sulle nuove pubblicazioni del blog, ricevere spunti di lettura, segnalazioni, dietro le quinte dei grandi autori e qualche riflessione che non sempre trova spazio negli post.
Perché unirsi al canale:
- per avere contenuti brevi, curati e immediati;
- per non perdere gli aggiornamenti più interessanti;
- per partecipare più da vicino alla vita del blog;
- per scoprire letture, autori e idee che magari non conoscevi.
È un modo semplice per restare in contatto e continuare a coltivare insieme la nostra passione per le storie.
Ti va di unirti? Basta seguire il link qui sotto.
Ci vediamo anche lì, tra parole, trame e nuove scintille narrative.

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Perché i libri non letti sono un tesoro e non un fallimento


Perché i libri non letti sono un tesoro e non un fallimento
Da Eco all'arte giapponese dello Tsundoku, scopri come la tua "antilibrary" sia un segno di curiosità intellettuale e un orizzonte di infinite scoperte

👉 fonte: RSI.ch

Entrare in una biblioteca domestica significa spesso addentrarsi nella biografia segreta di una persona. Gli scaffali non raccontano solo ciò che è stato letto, ma anche ciò che si è desiderato, ciò che si è inseguito, ciò che si è mancato. E, soprattutto, ciò che si potrebbe ancora diventare. È in questo spazio sospeso che Umberto Eco aveva costruito la sua idea di biblioteca: non un mausoleo della lettura compiuta, ma un laboratorio del possibile. Quando gli chiedevano se avesse letto tutti i suoi cinquantamila volumi, sorrideva. La domanda, per lui, era ingenua. La sua biblioteca era un archivio dell'ignoranza feconda, non della conoscenza già acquisita.
Eco lo spiegava con una chiarezza disarmante. In De Bibliotheca ricordava che «la funzione della biblioteca non è quella di mostrare ciò che sappiamo, ma ciò che potremmo sapere». E in più occasioni ribadiva che i libri non letti sono strumenti, come medicine: non si usano tutte insieme, ma si tengono pronte per il momento in cui serviranno.
Questa intuizione ha trovato eco (è il caso di dirlo) in molti altri pensatori. Nassim Nicholas Taleb, nel suo Il cigno nero, ha reso celebre il concetto di antilibrary, ispirato proprio alla biblioteca di Eco. Taleb scrive che «la nostra biblioteca dovrebbe contenere tanto ciò che sappiamo quanto, soprattutto, ciò che non sappiamo ancora». I libri non letti diventano così un capitale cognitivo: la misura della nostra apertura al mondo, non del nostro completamento.
Alberto Manguel, in Una storia della lettura, descrive la biblioteca come un organismo vivente, fatto di «libri letti, libri da leggere, libri che non leggeremo mai, ma che ci accompagnano come possibilità». Per Manguel, il lettore non è un consumatore, ma un abitante di un territorio in continua espansione. Ogni libro non letto è una porta socchiusa.
Anche Italo Calvino, nelle Lezioni americane, suggeriva che la leggerezza non è superficialità, ma capacità di «planare sulle cose dall'alto». Una biblioteca piena di libri non letti è proprio questo: un invito a non irrigidirsi, a non credere che il sapere sia un blocco monolitico. È un esercizio di leggerezza intellettuale, un modo per ricordarsi che il mondo è sempre più grande di noi.
In Giappone, il termine tsundoku, l'arte di accumulare libri senza leggerli, non ha la connotazione colpevole che spesso gli attribuiamo in Occidente. Non è un vizio, ma una pratica culturale: un modo per circondarsi di possibilità. Lo scrittore Motoori Norinaga, già nel XVIII secolo, annotava che «i libri non letti sono come amici che attendono il momento giusto per parlare».
Persino Borges, il più grande bibliotecario della letteratura, aveva intuito questa tensione infinita. Nel racconto La biblioteca di Babele immaginava un universo fatto di libri che nessuno avrebbe mai potuto leggere tutti. Eppure, era proprio questa impossibilità a dare senso alla ricerca. In un'altra pagina, in Altre inquisizioni, scriveva: «Sempre immagineremo che nella biblioteca ci sia un libro che ci attende». Non dice «che abbiamo letto», ma «che ci attende».
I libri non letti, dunque, non sono un fallimento. Sono un orizzonte. Sono la prova che la curiosità non si è spenta, che continuiamo a credere nella possibilità di cambiare idea, di scoprire, di crescere. Una biblioteca completamente letta sarebbe un museo; una biblioteca piena di libri ancora da aprire è un organismo vivo.
Kafka, in una delle sue lettere, ricordava che «un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato dentro di noi». Ma nessuno ha mai detto che dobbiamo brandire tutte le asce nello stesso momento. Alcune possono attendere anni, decenni, una vita intera. E va bene così.

Dal libro allo schermo: "L'uomo nell’alto castello" di Philip K. Dick

Dal libro allo schermo: L'uomo nell'alto castello di Philip K. Dick
Dal libro di Philip K. Dick alla serie TV di successo: L'uomo nell'alto castello immagina un mondo in cui l'Asse ha vinto la Seconda guerra mondiale e riflette su potere, storia e libertà

👉 fonte: Libreriamo

Quando nel 1962 Philip K. Dick pubblicò L'uomo nell'alto castello (noto anche in Italia con il titolo La svastica sul sole), propose una delle ucronie più celebri della letteratura contemporanea: un mondo alternativo in cui le potenze dell'Asse hanno vinto la Seconda guerra mondiale. Il romanzo immagina un pianeta dominato dal Reich nazista e dall'Impero giapponese, con gli Stati Uniti divisi tra le due potenze e una zona neutrale nelle Montagne Rocciose.
L'opera, vincitrice del Premio Hugo nel 1963, non è soltanto un esercizio di fantasia politica. Dick usa l'idea della storia alternativa per interrogarsi su temi profondi: il rapporto tra realtà e percezione, il potere delle narrazioni storiche e la fragilità delle libertà politiche.
Nel libro la vicenda si svolge nel 1962, in una California occupata dall'Impero giapponese mentre la costa orientale degli Stati Uniti è controllata dalla Germania nazista. I personaggi principali vivono in un mondo dove la cultura americana è diventata un oggetto esotico o un ricordo del passato.
Tra le figure più importanti troviamo: Nobusuke Tagomi, alto funzionario giapponese impegnato a evitare una guerra tra nazisti e giapponesi. Robert Childan, commerciante di oggetti dell'America prebellica. Frank Frink e Juliana, personaggi legati alla resistenza e alla ricerca della verità.
Un elemento centrale della storia è il misterioso romanzo La cavalletta non si alzerà più, scritto da Hawthorne Abendsen,  "l'uomo nell'alto castello". In quel libro si racconta un mondo alternativo in cui gli Alleati hanno vinto la guerra. Questa idea crea un affascinante gioco di specchi: dentro la realtà distopica del romanzo esiste un'altra realtà possibile.
Il libro utilizza inoltre l'I Ching, antico testo cinese di divinazione, che molti personaggi consultano per prendere decisioni. Lo stesso Dick dichiarò di aver usato questo oracolo durante la scrittura del romanzo.


Dal romanzo è stata tratta la serie televisiva The Man in the High Castle, prodotta da Amazon Studios con Ridley Scott tra i produttori esecutivi. Il pilot è stato distribuito nel 2015 e la serie è proseguita per quattro stagioni fino al 2019.
La serie mantiene la stessa premessa narrativa del romanzo: un mondo dominato da nazisti e giapponesi dopo la vittoria dell'Asse. Gli Stati Uniti risultano divisi in tre territori principali: la costa orientale sotto il Grande Reich nazista, la costa occidentale controllata dall'Impero giapponese, una zona neutrale nelle Montagne Rocciose.
La trama televisiva segue diversi personaggi che entrano in contatto con misteriose pellicole cinematografiche in cui appare una realtà diversa, dove gli Alleati hanno vinto la guerra.
Pur partendo dallo stesso universo narrativo, il romanzo e la serie divergono in diversi aspetti importanti. Nel libro di Dick la storia è molto più filosofica e concentrata sulla percezione della realtà e sul ruolo del caso. L'uso dell'I Ching è centrale e influenza profondamente il comportamento dei personaggi.
La serie televisiva invece amplia la trama trasformandola in un racconto più epico e politico. Alcuni personaggi assumono un ruolo molto più importante, come Juliana Crain, che diventa la protagonista principale, mentre nel romanzo è solo uno dei personaggi tra molti.
Un'altra differenza riguarda il misterioso testo dell'uomo nell'alto castello. Nel romanzo è un libro, mentre nella serie diventa una serie di filmati che mostrano realtà alternative. Questa scelta rende visivamente più potente il contrasto tra i mondi possibili.
Anche l'universo narrativo viene ampliato. La serie introduce più azione, intrighi politici e un conflitto diretto tra resistenza e regime nazista, mentre il romanzo resta più ambiguo e riflessivo.
Nonostante le differenze, la serie mantiene lo spirito dell'opera di Dick: l'idea che la storia non sia una linea inevitabile ma un fragile equilibrio di possibilità.
L'uomo nell'alto castello continua a essere una delle ucronie più influenti della letteratura moderna e la serie televisiva ha contribuito a riportare l'attenzione su questo romanzo, mostrando quanto le domande sollevate da Dick, sul potere, sulla verità e sulla libertà, restino sorprendentemente attuali.

lunedì 16 marzo 2026

Non copia i libri: così "Scarpetta" funziona in TV


Non copia i libri: così Scarpetta funziona in TV
Otto episodi su Prime danno vita all’immaginario dell’anatomopatologa Kay Scarpetta. La serie tv funziona perché prende solo il meglio della saga, creando un nuovo immaginario

👉 fonte: Domani

Appena Nicole Kidman risponde al telefono e pronuncia «Scarpetta», chiunque abbia passato gli ultimi trentasei anni a leggere i romanzi di Patricia Cornwell sa che la serie televisiva tratta dalla saga di thriller di maggior successo nel mondo funzionerà. Certo funziona molto meglio degli ultimi romanzi (l'ultimo uscito nel 2025, in concomitanza con il Natale) che continuano sempre più stancamente a raccontare storie simili a sé stesse, eppure seguite fedelmente dai fan. 
Dei libri, la serie ruba l'argenteria e lascia la chincaglieria che a mano a mano si è accumulata negli anni: tiene i personaggi, lascia i moralismi di cui Cornwell li ha imbevuti negli ultimi capitoli della saga. Tiene la Virginia dove tutto è cominciato, lascia le basi segrete e i laboratori futuristici. Soprattutto rimette insieme la linea temporale che i lettori conoscono, ma lo fa stravolgendola per renderla chiara a chi i libri non ha letto.
La trama di un thriller non si anticipa, basti sapere che ci sono tutti i meccanismi necessari: il serial killer; gli omicidi efferati; l'arco narrativo della protagonista e di chi la circonda, giocato tra un passato che ritorna e un presente difficile. Per i lettori, la serie galleggia tra gli anni Novanta, l'inizio della saga e l'ineguagliato Postmortem e il presente del 2021, con Autopsia. Per gli spettatori, si oscilla tra il passato e il presente di Kay Scarpetta, che comincia la sua carriera da anatomopatologa a Richmond e qui ritorna, molti anni dopo, per riannodare i fili di una serie di omicidi seriali, con l'aiuto del detective Pete Marino e dell'agente Fbi Benton Wesley, mentre deve gestire i problemi familiari con la nipote Lucy e la sorella Dorothy.
Non era facile accontentare gli appassionati di una saga la cui trasposizione in video è stata per anni mitologia, ma il tempo costato ha pagato. Perfetta la scelta del cast, su tutti Nicole Kidman ormai a suo agio nelle serie televisive e soprattutto in questa. Perfetta anche la sceneggiatura, che non ha paura di toccare, modificando e reinventando, l'originale letterario: cambia leggermente il passato dei personaggi, cambiano anche alcuni tratti caratteriali per adattarli al nuovo arco narrativo.


Sembra un azzardo, invece funziona perché adatta l'universo di Cornwell a un diverso linguaggio e lo fa con il placet dell'autrice, che lo ha subito chiarito: nella serie non ci sarà Postmortem ma ci sarà Kay Scarpetta, e in fondo è ciò che ogni lettore vuole vedere, con il volto e l'ambientazione giuste.
Il risultato è una serie solida, in otto puntate, che Prime video ha lanciato come uno dei prodotti di punta dell'anno ben sapendo di andare a solleticare una base di fan già solida per quanto difficile da accontentare, ma lo ha fatto con una squadra e dei produttori (tra cui Kidman e Cornwell) amanti dei romanzi quanto i fan. I vecchi e i nuovi, visto che, per come è costruita, la serie aprirà all'immaginario di Cornwell una giovane generazione che non era nata quando è uscito Postmortem.
Tutto perfetto, o quasi. Fatto il binge watching e in attesa della seconda stagione già commissionata, è irresistibile la tentazione di riprendere dallo scaffale alto della libreria la versione economica Oscar Mondadori del primo romanzo con la sua copertina giallo sgargiante, per confermare quel luogo comune per cui «bellissima la serie, ma il libro…». 

domenica 15 marzo 2026

Libri che raccontano il cinema: 50 saggi sulla settima arte


Libri che raccontano il cinema: 50 saggi sulla settima arte
Che cos'è il cinema, come nasce un film e in che modo le immagini sullo schermo riescono a raccontare il mondo? Nel corso del tempo critici, registi e studiosi hanno provato a rispondere a queste domande, dando vita a una ricca tradizione di libri dedicati alla settima arte. Tra manuali, saggi teorici, studi storici e testimonianze dei suoi protagonisti, ecco una selezione dei volumi che non possono mancare nella libreria dei cinefili di ogni età

👉 fonte: il Libraio

Letteratura e settima arte intrattengono da sempre un rapporto molto stretto e si influenzano profondamente a vicenda. Da un lato, sceneggiatori e registi trovano nei libri una fonte inesauribile di ispirazione (non sorprende che i film tratti da libri siano numerosissimi), dall'altro, il cinema è diventato fonte di riflessione e narrazione, generando una vasta produzione di libri dedicati al cinema (in particolare saggi e biografie).
Raccontare il cinema, un'arte fatta di immagini, di movimento, di tempo, frutto di un lavoro di gruppo che è al contempo tecnico e artistico, e che richiede grande precisione così come grande fantasia, non è semplice.
Dalla nascita di questa arte, alla fine dell'800, e durante il suo sviluppo, molte e molti hanno provato a descrivere questa complessità a parole, nel tentativo di interpretarla e trovarle un senso, costruendo così riflessioni e teorie che a loro volta hanno dato forma al cinema che ne è seguito.
In questo percorso di lettura (che non ha la pretesa di essere esaustivo), abbiamo quindi provato a esplorare una parte di questo vasto angolo del mondo saggistico e letterario dedicato al cinema.
Si tratta di un settore che esprime molta varietà: dai libri che raccontano come scrivere e costruire una storia per lo schermo, a quelli che analizzano il linguaggio cinematografico, fino ai saggi che ne riassumono la storia e le sue trasformazioni nel tempo. Accanto a critici e studiosi poi, non mancano le voci degli stessi protagonisti della storia del cinema che raccontano questo mondo dal loro punto di vista, del tutto unico.
Ecco quindi un percorso di lettura dedicato ai libri che parlano di cinema, da esplorare con la lettura ma anche da accompagnare con la visione dei film che l'hanno ispirato.
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Bill Clinton e James Patterson: La presidente


Bill Clinton e James Patterson: La presidente

Titolo originale: The First Gentleman
Formato: Kindle (850 KB)
Pagine: 421
Editore: Longanesi (25 novembre 2025)
ASIN: B0DTQCGL11
ISBN-13: 9788830464872

Data di acquisto: 28 febbraio 2026
Letto dall'11 al 15 marzo 2026

▪️Sinossi
Brentwood, New Hampshire. Una Chevrolet Suburban blindata avanza tra la folla che urla e sventola cartelloni. All'interno della vettura, una donna e un uomo, seduti una accanto all'altro, studiano la situazione, chiedendosi come finirà quella giornata che cambierà il futuro di entrambi. Lei si chiama Madeline Parson Wright ed è la presidente degli Stati Uniti d'America. Lui è Cole Wright, suo marito. Presunto omicida.
Tutti si stanno chiedendo la stessa cosa: davvero il first gentleman è un assassino? Davvero ha ucciso una ragazza? C'è chi non ha alcun dubbio ed è convinto di conoscere la verità. Una verità che macchierebbe in modo indelebile la carriera, ma soprattutto la vita della donna più potente e influente del mondo. Per quella folla urlante l'uomo è colpevole, e deve pagare per aver commesso il più orribile dei crimini.
E poi ci sono due giornalisti che non hanno paura di scavare a fondo e di immergersi in un gorgo fatto di ombre, di intrighi e di politica spregiudicata…

▪️L'incipit del libro
Brentwood, New Hampshire
Cole Wright è sul sedile posteriore di una Chevrolet Suburban nera blindata, una delle tre di un convoglio che sfreccia lungo la Route 125, nella regione costiera del New Hampshire.
Due volanti verde scuro della polizia di Stato, con i lampeggianti accesi, guidano il corteo, che per l'occasione è di dimensioni ridotte. La limousine presidenziale - the Beast - è rimasta all'aeroporto, insieme alla squadra del Secret Service, al personale di supporto, ai furgoni delle televisioni e a un'ambulanza completamente attrezzata.
A tre anni dalle elezioni, Cole si emoziona ancora nel vedere il traffico aprirsi come per magia, pur sapendo che è per la comodità e la sicurezza della donna seduta accanto a lui: sua moglie, Madeline Parson Wright, la presidente degli Stati Uniti.
Lui è solo il first gentleman.
La pioggia leggera schizza sui finestrini antiproiettile. L'agente accelera sulla strada a due corsie.
«Due minuti» dice Burton Pearce, capo di gabinetto della presidente. Se ne sta su un sedile ribaltabile di fronte alla coppia presidenziale. È pallido e serio, e indossa uno dei suoi tanti completi grigi identici. Il Fantasma Grigio, così lo chiamano gli altri membri dello staff. La presidente annuisce senza alzare lo sguardo.

▪️La mia recensione
"Qualcuno potrebbe cercare di sabotarti. Qualcuno a cui non dispiacerebbe se il tuo primo mandato fosse anche l'ultimo".
La presidente, terzo romanzo scritto dalla collaudatissima coppia formata dall'ex presidente Bill Clinton e dal maestro dei thriller James Patterson, è un thriller politico-giudiziario con tutti i cliché del genere: alta tensione, ritmo, intrigo e ricerca della verità. In più, e qui si vede l'apporto dato dall'ex presidente, c'è una totale e credibilissima descrizione degli ingranaggi della politica statunitense.
La trama, vicinissima ai precedenti Il presidente è scomparso e La figlia del presidente, è sostanzialmente questa: il marito della presidente degli Stati Uniti, prima donna a ricoprire questa carica, è accusato di un efferato omicidio avvenuto moltissimi anni prima. Nel frattempo, con la presidente già impegnata con il programma elettorale da portare avanti, qualcuno trama nell'ombra perché si vuole che il verdetto che uscirà da quel processo abbia pesanti ripercussioni proprio sul prosieguo del mandato presidenziale…
Iniziamo col dire che non c'è una sola location ma tante. Su tutte spiccano la Casa Bianca ed il New Hampshire (dove si svolge il processo), creando un bel contrasto tra il trambusto del "circo" politico-mediatico del primo e la relativa calma piatta del secondo.
Inoltre, il personaggio di Madeline Parson Wright (la Presidente del titolo) è decisamente lontano da quello che ci si aspetterebbe: fiera e coraggiosa presidente sì, ma anche donna piena di dubbi e, a volte, insicurezze.
I temi principali del romanzo sono:
- la precarietà del potere: emblematica la figura della presidente costantemente obbligata a destreggiarsi tra alleati non sempre affidabili, opposizione ed accordi da portare a casa a qualunque costo;
- sovraesposizione mediatica: innanzitutto vedremo come la notorietà e la vita privata del "first gentleman" saranno travolte, manipolate e distorte in pochissimo tempo e, in seconda battuta, assisteremo anche alla immancabile "trasmutazione" dello scandalo in questione politica.
La presidente è il classico romanzo per gli appassionati di gialli politici e giudiziari. È una storia piena zeppa di suspense e che si regge sull'incertezza e sulla dinamica dei giochi di potere. L'unico aspetto che mi ha un po' deluso riguarda il finale: troppo sbrigativo! Succede tutto (letteralmente) solo nelle ultimissime pagine.
La "mano" di James Patterson si nota nei capitoli brevi ma intensi, nei colpi di scena a ripetizione e nei dialoghi molto scarni ma funzionali all'andamento della storia. L'apporto dell'ex presidente, invece, si vede molto nella descrizione e nei particolari della "macchina politica". La somma di queste due firme "a stelle e strisce" ci regala un thriller che si legge molto rapidamente e, soprattutto, che invita a riflettere. E non poco.
Non è un libro verità, non è un libro che stravolge il genere ma, forse proprio per questo, si lascia leggere perfettamente (in realtà sembra quasi di assistere ad un film).
📌 Voto: 🏅🏅🏅🏅 (4 su 5)

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sabato 14 marzo 2026

Tiziano Sclavi: Zardo


Tiziano Sclavi: Zardo

Autore: Tiziano Sclavi
Disegni e copertina: Emiliano Mammucari
Colori: Luca Saponti

Formato: cartonato a colori (22x29,7 cm)
Pagine: 64
Editore: Sergio Bonelli Editore (11 giugno 2020)
ISBN: 9788869614842

Data di acquisto: 13 marzo 2026
Letto il 14 marzo 2026

▪️Sinossi
Un omicidio, un corpo da occultare, una notte senza fine, per un racconto fulminante, affilato come una lama, magistralmente illustrato da Emiliano Mammucari. Una storia cupa e senza via d'uscita, adattata da Tiziano Sclavi a partire dal suo romanzo Nero..
Chi è Zardo? Una domanda semplice, che annega inesorabilmente nella complessità dell'incubo. Federico, lasciandosi convincere dalla sua nuova compagna Francesca, si reca a casa dell'ex ragazzo di lei. Lo trova morto, certamente ammazzato e, sospettando che possa essere stata Francesca, decide di far sparire il cadavere. Ma un investigatore privato ha visto tutto. È l'inizio di una serie di fughe, ricatti e rivelazioni…


▪️La mia (brevissima) recensione
Zardo è il classico noir "alla Sclavi": un fumetto decisamente particolare, ironico, illogico ed avvincente allo stesso tempo. Tutto ruota attorno ad Federico, un giovane disilluso e perdutamente innamorato della sua nuova compagna Francesca Mai che, di punto in bianco (siamo sicuri…?) si ritrova invischiato in una storia assurda e fuori da ogni regola: scambi di persona, cadaveri che spariscono e poi ricompaiono, investigatori privati che si comportano da criminali, la dolce Francesca che, sotto sotto, non è mica tanto dolce. Insomma, cose così… Non è Dylan Dog ma le atmosfere sono quelle.
Le tavole di Mammucari son spettacolari, i colori Saponti donano un senso di alterazione della realtà.
📌 Voto: 🏅🏅🏅🏅🏅 (5 su 5)