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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

mercoledì 22 aprile 2026

Alcide Pierantozzi vince il Premio Wondy di letteratura resiliente 2026

Alcide Pierantozzi vince il Premio Wondy di letteratura resiliente 2026
A vincere il Premio Wondy di letteratura resiliente 2026 è Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi). L'autore abruzzese, fresco vincitore anche del Premio letterario Valle d'Aosta, come abbiamo raccontato è anche il nome più in ascesa all'80ª edizione dello Strega

👉 fonte: il Libraio

A vincere il Premio Wondy di letteratura resiliente è Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi).
Pierantozzi, fresco vincitore anche del Premio letterario Valle d'Aosta, come abbiamo raccontato è anche il nome più in ascesa in vista della finale dello Strega…
E veniamo alla nona edizione del Premio Wondy. La Giuria tecnica, presieduta da Gaia Tortora e composta da Gianni Turchetta, Luca Dini, Francesca Giannone, Chiara Moscardelli, Emanuele Nenna, Silvia Nucini, Dario Voltolini, si è così espressa nella motivazione:
Raccontando dall'interno, con spietata lucidità, la sofferenza psichica dell'autore, Lo sbilico mette in gioco la consistenza di tutto il reale. Pierantozzi sottopone il linguaggio a una tensione costante, mettendo in scena un mondo sovraccarico di percezioni, di odori, di presenze vitali e conturbanti. Forse la letteratura è l'unica resilienza possibile, perché solo le parole possono dare forma al dolore, permettendoci di vivere.
Il nome del vincitore è stato annunciato ieri sera a Milano, al Teatro Manzoni, durante la serata finale condotta da Francesca Barra, accompagnata da Alessandra Tedesco, giornalista di Radio 24.
La serata di cultura e spettacolo ha avuto ospite Arisa, che ha portato sul palco una piccola esibizione che ha messo insieme successi del passato e canzoni del disco appena uscito. Le letture di Marina Rocco e Gioele Dix hanno fatto entrare il pubblico nelle atmosfere dei romanzi finalisti.
A Pegah Moshir Pour, scrittrice e attivista iraniana per i diritti umani, è stata affidata una riflessione sulla situazione internazionale, mentre don Claudio Burgio e i ragazzi della Comunità Kayros  hanno raccontato i progetti dell'associazione che lavora sul disagio giovanile. Alcuni dei ragazzi della Comunità si sono esibiti anche con brani musicali in apertura di serata.
È stata inoltre assegnata una menzione speciale a Enzo Fileno Carabba per il libro L'arca di Noè (Ponte alle Grazie).
L'opera premiata ha ricevuto 5mila euro e una tela dell'artista Luca Tridente, le cui opere donate nelle precedenti edizioni sono state inserite nel Catalogo dell'Arte Moderna (Editoriale Giorgio Mondadori).
Le altre opere finaliste della IX edizione del Premio erano Da solo di Novita Amadei (Neri Pozza), L'alba della nostra libertà di Barbara Cagni (Fazi Editore), Donnaregina di Teresa Ciabatti (Mondadori), Casa, dolce casa di Andrea Kerbaker (Guanda) e Cartagloria di Rosa Matteucci (Adelphi).
Nel corso della premiazione il Gruppo Il Sole 24 Ore ha annunciato il nuovo premio letterario Parole nuove - Il libro nel cassetto in collaborazione con l'associazione Wondy Sono Io che debutterà nella 10esima edizione del Premio Wondy di letteratura resiliente.
Ideato per scoprire e valorizzare opere narrative inedite dedicate al tema della resilienza, "il premio si rivolge ad autrici e autori italiani e stranieri, esordienti e non, invitandoli a dare voce a storie di caduta e rinascita, trasformazione e speranza, capaci di offrire sguardi nuovi sulle fragilità individuali e collettive del nostro tempo". In dialogo ideale con il Premio Wondy, riservato a libri già editi, Parole nuove - Il libro nel cassetto "nasce per portare alla luce racconti rimasti a lungo nel cassetto e accompagnarli verso il grande pubblico": l'opera vincitrice sarà pubblicata da Il Sole 24 Ore.
Il Premio Wondy di letteratura resiliente è promosso dall'associazione Wondy Sono Io, nata con l'obiettivo di diffondere la cultura della resilienza in tutte le sue forme: "dall'attraversamento del dolore o delle difficoltà personali, fino a esperienze collettive legate alla storia e ai grandi eventi globali".
È realizzato con il sostegno di Banco BPM, main sponsor, Gruppo Lavazza e Masi Agricola. Gruppo Il Sole 24 Ore e la rivista F sono media partner. Gruppo Il Sole 24 Ore collabora con l'Associazione per la promozione dell'evento e per diffondere la cultura della resilienza attraverso la letteratura.

martedì 21 aprile 2026

Puglia ultima in Italia per acquisti di libri online, legge anche poco ed è terzultima


Puglia ultima in Italia per acquisti di libri online, legge anche poco ed è terzultima
Ultima per acquisto libri online e 18ª nel Book Lover Index 2026 di Casinos.com, con il punteggio di 35,7 su 100, sedicesima per quota di lettori Istat

👉 fonte: Foggia Today

La Puglia è ultima per acquisto libri online, ma 18ª in Italia per passione alla lettura. Lo stabilisce, in occasione della Giornata Mondiale del Libro, il Book Lover Index 2026 di Casinos.com che assegna alla Puglia il 18° posto, con un punteggio di 35,7 su 100, 16ª per quota di lettori Istat.
È quanto emerge dal Book Lover Index (BLI) 2026, l'indice elaborato da Casinos.com in occasione della Giornata Mondiale del Libro del 23 aprile, che misura la passione per la lettura nelle 20 regioni italiane combinando dati Istat e tre indicatori Google basati sul volume di ricerche online: "libri da leggere", "libreria online" e "audiolibri".
Con il 28,6% dei residenti che ha letto almeno un libro nel tempo libero nell'ultimo anno, la Puglia è sedicesima in Italia per quota di lettori secondo l'Istat, a pari merito con la Basilicata. Nel BLI scende al diciottesimo posto con un punteggio di 35,7 su 100, penalizzata da valori bassi su tutte e tre le query Google. 
Il dato più critico della Puglia riguarda la query "libreria online": con 57/100, è ultima in Italia. Nessuna regione acquista libri online meno della Puglia. Un risultato che si somma a un tasso di lettura Istat tra i più bassi del Paese e a punteggi contenuti anche su "libri da leggere" (74/100) e "audiolibri" (42/100). Non c'è un angolo digitale che compensa, come accade invece in Calabria o Basilicata: la Puglia è in difficoltà su tutti i fronti. 
La Puglia presenta il profilo di lettore più omogeneo nella parte bassa della classifica: legge poco, cerca poco online e acquista ancora meno. Una regione che secondo l'AIE ha il 30% di librerie in meno rispetto alla media nazionale, e che nei comportamenti digitali non mostra i segnali di recupero che si vedono in altre regioni del Sud. Un quadro che richiede interventi strutturali sul fronte delle infrastrutture culturali prima ancora che digitali.
Il Book Lover Index (BLI) 2026 è un indice composito elaborato da Casinos.com Italia su dati pubblici. Combina la percentuale regionale di lettori rilevata dall'ISTAT nell'indagine "Aspetti della vita quotidiana" (peso 50%), normalizzata su scala 0-100 rispetto al range min-max nazionale, con tre indicatori Google Trends riferiti agli ultimi cinque anni per sottoregione Italia: "libri da leggere" (peso 20%), "libreria online" (peso 15%) e "audiolibri" (peso 15%). Il punteggio finale è espresso su scala 0-100.

Ecco perché Tolkien abbandonò il vero sequel de "Il Signore degli Anelli"


Ecco perché Tolkien abbandonò il vero sequel de Il Signore degli Anelli

👉 fonte: Every Eye

Nelle scorse settimane Warner Bros e Peter Jackson hanno annunciato il film sequel de Il signore degli Anelli, intitolato Il signore degli Anelli - L'ombra del passato e ambientato 14 anni dopo la morte di Frodo Baggins ma incentrato soprattutto sui primi capitoli de La compagnia dell'anello.
Chiamiamolo dunque una sorta di prequel/sequel alla maniera de Il Padrino - Parte 2 o Heat 2 di Michael Mann, per quanto il succo della narrazione sarà rappresentato soprattutto da eventi passati come l'incontro degli Hobbit con Tom Bombadil e lo scontro con gli Spettri dei Tumuli. Tuttavia, non tutti sanno che effettivamente JRR Tolkien aveva iniziato a lavorare ad un sequel vero e proprio de Il signore degli Anelli, solo per poi interromperne la stesura… e il nuovo film di Warner Bros sembra voler omaggiare quest'ora rimasta incompiuta almeno con il titolo.
Il nuovo film infatti come detto si intitolerà Il signore degli anelli - L'ombra del passato, mentre il sequel iniziato da Tolkien era intitolato La Nuova Ombra. La storia è ambientata 100 anni dopo la Guerra dell'Anello, e una copia incompleta del romanzo fu pubblicata da suo figlio Christopher nel 1996 nel libro I Popoli della Terra di Mezzo. La storia è lunga solo 13 pagine, e introduce due nuovi protagonisti di nome Saelon e Borlas.
In una lettera del 1964, Tolkien riassunse la questione in modo efficace: "Avevo iniziato a scrivere una storia ambientata circa cento anni dopo la Caduta di Sauron, ma si rivelò sinistra e deprimente. Trattandosi di Uomini, è inevitabile che ci si debba preoccupare dell'aspetto più deplorevole della loro natura: la loro rapida sazietà di bene. Così, il popolo di Gondor, in tempi di pace, giustizia e prosperità, sarebbe diventato scontento e irrequieto, mentre i discendenti di Aragorn si sarebbero trasformati in re e governatori ingiusti, come Denethor o peggio. Scoprii che già in quell'epoca si manifestavano complotti rivoluzionari, incentrati su un centro di una setta satanica segreta; mentre i ragazzi di Gondor giocavano a fare gli Orchi e andavano in giro a seminare il caos. Avrei potuto scrivere un thriller su una congiura, la sua scoperta e come sarebbe stata sventata, ma sarebbe stato solo questo. Non ne valeva la pena."
In definitiva, Tolkien considerò questa storia "non degna di essere raccontata". Evidentemente cambiò idea, poiché la menzionò in un'altra lettera scritta nel 1972: "Poi, naturalmente, scoprii che La pace del Re non avrebbe contenuto storie degne di essere narrate. Le sue guerre avrebbero scarso interesse dopo la sconfitta di Sauron; ma quasi certamente in quel periodo si manifesterebbe un certo malcontento, dovuto all'inevitabile noia degli Uomini nei confronti del bene: nascerebbero società segrete dedite a culti oscuri e "culti degli orchi" tra gli adolescenti".
A proposito del re di Gondor, ricordiamo che Viggo Mortensen non tornerà per Il signore degli Anelli: La caccia a Gollum: il ruolo di Aragorn sarà riassegnato ad un attore più giovane che sarà annunciato presto…

Aldo Cazzullo: Francesco. Il primo italiano


Aldo Cazzullo: Francesco. Il primo italiano

Formato: Kindle (744 KB)
Pagine: 267
Editore: HarperCollins Italia (16 settembre 2025)
ASIN: B0F7L6HQJ4
ISBN-13: 9788830595873

Data di acquisto: 15 aprile 2026
Letto dal 17 al 20 aprile 2026

▪️Sinossi
"Di uomini così, ne nasce uno ogni mille anni. Duemila anni fa abbiamo avuto Gesù. Nel millennio precedente avevamo avuto Buddha. Nel millennio successivo abbiamo avuto san Francesco. Vedremo cosa ci attende ora, in questo millennio appena cominciato. Che, se non daremo retta a san Francesco, per l'umanità potrebbe essere l'ultimo.”
Comincia così il nuovo libro di Aldo Cazzullo: Francesco. Il primo italiano.
Dopo lo straordinario successo del libro sulla Bibbia, l'autore affronta un altro tema religioso, inquadrandolo nella contemporaneità. Francesco è il primo italiano perché è fondamentale nel costruire l'identità italiana. Perché scrive la prima, splendida poesia in italiano: il Cantico delle Creature. Perché percorre l'Italia, dalle grandi città alla campagna, e inventa il presepe. E perché esprime il meglio (l'amore per il prossimo, il rispetto per tutte le creature, la cortesia, il buon umore) dell'animo degli italiani.
Cazzullo racconta la vita straordinaria di Francesco, la giovinezza piena di ideali cavallereschi, la rottura con il padre, la spoliazione, l'incontro con il Papa, fino al grande mistero: le stimmate. Miracolo che fa di lui il nuovo Gesù? O un modo inventato dalla Chiesa per relegarlo nel cielo e allontanarlo dalla terra? Lavorando direttamente sulle fonti medievali (a cominciare dalla prima biografia del santo, quella di Tommaso da Celano, condannata al rogo) e sugli studi più recenti di Jacques Le Goff e Chiara Frugoni, l'autore traccia anche la storia del francescanesimo attraverso i personaggi ispirati dal santo (sant'Antonio, Giotto, Dante, Cristoforo Colombo, padre Pio) fino al primo Papa chiamato Francesco.

▪️L'incipit del libro
Di uomini così, ne nasce uno ogni mille anni.
Duemila anni fa abbiamo avuto Gesù. Nel millennio precedente avevamo avuto Buddha. Nel millennio successivo abbiamo avuto san Francesco.
Vedremo cosa ci attende ora, in questo millennio appena cominciato. Che, se non daremo retta a san Francesco, se non seguiremo il suo amore per la natura e il suo rispetto per la dignità umana, potrebbe essere l'ultimo.
La storia di Gesù è nota. La raccontano i Vangeli, peraltro non così letti come crediamo che siano.
La storia di Buddha è stata narrata in molti testi e scolpita nella pietra di Borobudur, sull'isola di Giava. Borobudur è un tempio alto come una montagna: forse il luogo che più mi ha colpito al mondo, insieme con gli splendidi affreschi di Cimabue e del suo allievo Giotto nella basilica di San Francesco ad Assisi. La grande differenza è che ad Assisi c'è il vero volto di Francesco, il ritratto che vedete sulla copertina di questo libro. E c'è il suo corpo: nascosto, ritrovato, venerato. A Borobudur non c'è il corpo di Buddha, che fu arso sulla pira funebre. E vengono raccontate non una, ma molte storie: perché Buddha non è uno solo, così come il nostro tempo, il nostro mondo non è l'unico. Secondo il buddhismo, molti mondi si sono succeduti e si succederanno; e ognuno ha avuto il proprio Buddha.
Il Buddha "storico", quello del nostro tempo, era un principe. Si chiamava Siddharta Gautama, era figlio di un sovrano che regnava sull'attuale Nepal, alle pendici dell'Himalaya. E la sua storia ha sorprendenti punti di contatto - oltre a ovvie differenze - con quella di Francesco.

▪️La mia (brevissima) recensione
"La Chiesa, fino a Francesco, aveva insegnato agli uomini a essere umili perché si rendessero conto di quanto fossero cattivi. Francesco fu il primo, dopo Gesù, a insegnare agli uomini a essere umili perché potessero accorgersi di quanto fossero buoni. La povertà, l'amore, il rispetto degli altri, la sintonia con il creato, il considerare ogni creatura come sorella non sono atti contrari alla nostra natura; al contrario, le appartengono. Sono cose umane".
Parto subito da un presupposto: dopo averli letti entrambi, si può benissimo affermare che questo saggio di Aldo Cazzullo è decisamente più "abbordabile" rispetto all'analogo saggio di Alessandro Barbero. E più avanti vi spiego perché…
In Francesco. Il primo italiano, Aldo Cazzullo ha saputo miscelare molto bene la biografia del santo (immergendola anche nel contesto storico dell'epoca) con il lato mistico-religioso e la cultura "francescana". Alla fine, quindi, ecco emergere sia la guida spirituale, che il primo personaggio in grado di dare voce alla nascente idea di "Italia": San Francesco, giusto per fare un esempio, ha scritto il suo Cantico delle Creature in volgare e non, come era consuetudine in quel periodo, in latino; in questo modo ha piantato i primi semi della nostra cultura letteraria.
Altro punto di forza del libro è il fatto che, pur trattando di un uomo vissuto 800 anni fa, riesce a far emergere un ideale etico-sociale assolutamente attuabile nell'assurdo periodo storico che stiamo attraversando. Ecco, perciò, un Francesco giovane ribelle verso il padre e le consuetudini del tempo, che sceglie la povertà come libertà e che, fattore non secondario, riesce a parlare con semplicità con i potenti del suo tempo (il Papa ed il Sultano su tutti).
Un libro, quindi, profondo e coinvolgente per ritrovare la nostra identità tramite la bellezza del Creato.
Ah, dicevo delle differenze tra il libro di Barbero e questo di Cazzullo. Ebbene:
- Barbero ha fatto più che altro una sorta di revisione storico-critica (molto approfondita lo ammetto ma, alla lunga, abbastante spossante), Cazzullo si è limitato a "celebrare" il Santo ed a immergerlo nella cultura italiana (Giotto, Dante, ecc.);
- Barbero ci ha "presentato" un Francesco incoerente e duro; Cazzullo lo ha mostrato come… italiano;
- Barbero ha usato un taglio storico ed accademico; Cazzullo un taglio quasi tutto narrativo e divulgativo.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

I fan di "Divergent" si troveranno di fronte a una nuova scelta, sono in arrivo due nuovi libri ambientati in una dimensione alternativa


I fan di Divergent si troveranno di fronte a una nuova scelta, sono in arrivo due nuovi libri ambientati in una dimensione alternativa
La scrittrice Veronica Roth ha annunciato di aver scritto una duologia: "Non un prequel, non un sequel, non uno spin-off e nemmeno un diverso punto di vista"

👉 fonte: Wired

Prima o poi ritornano sempre. Parliamo delle grandi saghe sci-fi come Divergent, di cui sono stati appena annunciati dei nuovi capitoli. La saga letteraria, inaugurata da Veronica Roth nel 2011, ha dato vita a una trilogia (completata da Insurgent e Allegiant) e da un quarto volume di racconti, ed è stata poi trasposta al cinema con tre adattamenti filmici tra il 2014 e il 2016 con protagonista Shailene Woodley (Big Little Lies, Paradise), arrivando a generare oltre 765 milioni di dollari al botteghino di tutto il mondo. Dopo essersi presa una grande pausa rispetto a questo universo narrativo, la stessa Roth ha annunciato di aver scritto una duologia, quindi altri due libri legati a queste vicende: "Non un prequel, non un sequel, non uno spin-off e nemmeno un diverso punto di vista, ma un universo alternativo di Divergent in cui Tris sceglie una diversa fazione - ha detto la scrittrice -. Penso che la questione 'chi è Tris senza gli Intrepidi' è molto interessante".
Per chi non avesse seguito questa saga, Divergent immagina un mondo distopico in cui la società è divisa in cinque caste impermeabili tra loro (i Candidi, i Pacifici, gli Eruditi, gli Abneganti e gli Intrepidi), a cui si accede tramite dei test e una Cerimonia della scelta; la protagonista Beatrice, conosciuta come Tris, scopre di essere una Divergente, ovvero una persona dalle capacità che la rendono adatta a più categorie, cosa considerata molto pericolosa, e sceglie poi la categoria degli Intrepidi, venendo poi a conoscenza di un grande complotto. Nella nuova storia, Tris durante la Cerimonia della Scelta non sceglie gli Intrepidi ma, in seguito a un incidente, finisce tra le fila dei ribelli, venendo a conoscenza di un ragazzo misterioso chiamato Tobias Four Eaton, il suo amato dei libri originali.
Dunque il primo dei due nuovi libri, intitolato The Sixth Faction e in arrivo il prossimo ottobre, racconterà una differente scelta di Tris, che la porterà su un percorso totalmente diverso. Anche se potrà essere letto come un libro a sé stante, di sicuro attirerà anche la curiosità degli appassionati della prima ora. "Per i fan esistenti sono emozionata di vedere come il nuovo e il vecchio si fonderanno - ha detto sempre Roth -. Pensereste che certe cose non succedono perché lei sceglie una fazione diversa, ma trova comunque il modo di incontrare le stesse persone. Vedere come questo succede è la parte più divertente". E chissà che anche questa versione alternativa non finisca a sua volta al cinema.

lunedì 20 aprile 2026

L'estinzione delle librerie domestiche e il dubbio su cosa le sostituirà


L'estinzione delle librerie domestiche e il dubbio su cosa le sostituirà

👉 fonte: Io Donna

Questo è un requiem per le librerie. Perché, per quanto ce ne facciamo ancora vanto, mettendole come sfondo nelle video-chiamate, e per quanto siano belle da morire, tutte, anche le più sgarrupate, nelle nostre case sono destinate a estinguersi nel giro di un ventennio, massimo un trentennio.
Tempo che le generazioni nate nel '900 si estinguano, e gli ultimi residui di queste pareti parlanti saranno accantonati. Non ho ancora capito cosa potrà sostituirle. Non nel senso fisico, perché qualsiasi mobile ne prenderà il posto (anche nessuno) una cosa è chiara: la casa se ne avvantaggerà in termini di ordine e quantità di polvere accumulata. Ma cosa potrà occupare lo spazio di quel luogo d'ispirazione che è una libreria?
Ce l'avete in mente quel senso di vertigine che vi prende quando, passandole davanti, scorgete un titolo? Che sia un libro intonso che avevate dimenticato, e che ora esercita su di voi il suo giusto ricatto psicologico, o che si tratti di una lettura che vi ha rapiti in passato, sfido chiunque a rimanere indifferenti davanti a tanta offerta. Una vibrazione che non provoca la visione di qualsiasi altro oggetto di arredamento, a meno che non ci ricordi qualcuno. Ma quel qualcuno non sarà mai la moltitudine di personaggi che si sbracciano dagli scaffali, portatori di una storia già definita rispetto alla nostra che non sappiamo dove approderà.
Un mio caro amico aveva accumulato così tanti volumi che le librerie non gli bastavano più. I suoi libri avevano cominciato a comporre pile, e le pile intere pareti senza supporto, fino a creare un labirinto precario in ogni stanza, attraverso cui si doveva passare. Dovendo traslocare, chiamò gli amici a depredarlo di quanto necessitassero per alleggerirlo dell'onere di dover scegliere che cosa portarsi dietro.
È vero, non tutti i libri meritano davvero di restare sui nostri scaffali, ma come per gli amici che ci hanno un po' deluso, fatichiamo a disfarcene, perché sono comunque pezzi di noi. E sì che avremmo bisogno di spazio per le novità. Per questo io ho iniziato a creare la mia audiolibreria. Ma non è la stessa cosa: se non puoi guardarla e toccarla… godi solo a metà.

Nel regno dell'irripetibile. Il favoloso mondo delle fascette dei libri


Nel regno dell'irripetibile. Il favoloso mondo delle fascette dei libri
Il loro scopo è unico: quello di vendere. Come le code dei pavoni, per attirare gli sguardi dei lettori occasionali. Anche quando nessuno ci crede davvero, quel tono resta lì, ostinato, a metà tra la televendita, il proclama e la formula liturgica. Vanno odiate per il gesto, ma amate per la tenacia

👉 fonte: Huffington Post

Se davvero si potesse impiegare tutta la potenza tecnologica delle intelligenze artificiali per capire se le fascette sui libri siano utili o meno, forse resteremmo sorpresi. Non serve tirare in ballo lo spreco della carta. A volte bastano le nostre sensazioni. E molto spesso queste sensazioni sono negative, quando leggiamo alcune di queste fascette. A dar retta a loro praticamente ogni libro in commercio dotato di questa fascetta è un capolavoro, o quantomeno è irripetibile. Si va dal libro più atteso dell'anno, a quello più terrorizzante, per passare da quello più romantico a quello che, senza mezzi termini, ci insegnerà a vivere, una volta per tutte.
A pensarci, è strano vedere come si sia passati dal tramandare il pensiero in forma orale nell'antichità, fino a oggi, in cui si cerca di sfruttare un elemento esterno alla copertina ma ancora strettamente legato al libro. Una soglia peritestuale, per citare, come tutti fanno quando si parla di fascette, Gerard Genette.
Nei paesi anglosassoni sono chiamate belly band o blurb - anche se sono due cose leggermente diverse. Molti lettori le utilizzano come segnalibri, moltissimi altri le gettano appena fuori dalla libreria. L'uso di queste brevi frasi promozionali sembra nascere negli Stati Uniti. Una delle prime occorrenze note di quello che oggi chiameremmo blurb risale al 1856, quando Walt Whitman fece stampare sulla seconda edizione di Leaves of Grass una frase tratta da una lettera di Ralph Waldo Emerson: I greet you at the beginning of a great career. Il termine blurb, però, sarebbe stato coniato solo più tardi, nel 1907, dallo scrittore umoristico statunitense Gelett Burgess.
In Italia questa usanza arrivò più tardi, intorno agli anni Settanta, quando l'editore olandese Dirk de Graaf introdusse la striscia nei tascabili per chiarire che si trattava di edizioni complete; negli anni successivi quasi tutti gli editori italiani la adottarono.
Il loro scopo è unico: quello di vendere. Come le code dei pavoni si fanno notare attraverso i colori più sgargianti, per attirare gli sguardi dei lettori occasionali. Nessuno, credo, al mondo, ha mai comprato un libro attirato da una fascetta, quando sapeva già per quale titolo era stato attirato in libreria. Però il marketing gioca da sempre moltissimo su questo, sull'indecisione, sul momento di noia o pausa. E se perlopiù hanno attecchito su libri di intrattenimento (è quasi impossibile non trovarle su romanzi rosa, gialli commerciali o instant book), è sempre più frequente trovarle ad abbigliare anche rigorosi testi filosofici: magari per informare su nuove traduzioni o sul perché da tale libro si sia innestato un discorso sull'attualità.
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Inseguendo Maigret


Inseguendo Maigret
Luoghi e destino di Georges Simenon, uno scrittore che non ha mai finito di incantarci tra Francia popolare e capacità di abitare il genere con sobrietà

👉 fonte: Huffington Post

"Sono proprio io che ho deciso di vivere a Parigi? Me lo sono chiesto molte volte e ora penso di no". È Georges Simenon a dettare i suoi ricordi al magnetofono poi confluiti in Un uomo come un altro, uscito nel 1975 e tradotto da Mondadori nel gennaio 1981, dopo la malinconica rievocazione del suo approdo a Parigi lasciata una Liegi che gli sta stretta, una ragazza che dice di non amare un lavoro da cronista tuttofare a cui vorrebbe sostituire la carriera di scrittore. Lo cita Riccardo De Gennaro nel suo In Francia con Georges Simenon (Perrone editore), un colto viaggio non solo parigino sulle tracce del padre di Maigret.
Eppure è la stessa persona che in Le passage de la ligne (1961, tradotto da noi con La linea della fortuna): dichiara Parigi "il posto del mondo in cui l'uomo soffre meno, anche senza famiglia né amici, della propria solitudine. La solitudine è più opprimente in provincia". E anche qui citiamo da una recente uscita dal catalogo Solferino: Tiziano Fratus, L'affaire Simenon.
Che strano destino quello di George Simenon, per anni un minore consapevole, poi un maggiore di diritto. Ci parla dal Catalogo Adelphi con la cura salvifica di un editore che può farsi beffe della tradizione da gialletto Oscar Mondadori con 75 volumi di copertine acquarellate Ferenc Pintér che mi ricordano tutte le mie estati di letture e montagne disincarnate.
Che Simenon non sia l'alter ego di Maigret ormai lo sappiamo come abbiamo imparato che non serve più il magistero Adelphi alla riabilitazione dei generi.
Quindi con Fratus, alberologo non riducibile in nulla, e De Gennaro, rigoroso giornalista-scrittore ci affrettiamo a immaginare un viaggio in terra transalpina.
Informatissimo e rigoroso, il libro-guida di De Gennaro ci conduce prima in una ville lumière carica di fascino e echi letterari tra indirizzi di case abitate dallo scrittore poi lungo fiume. "Con Ginette fu amore a prima vista - scrive De Gennaro -. No, Ginette non è una delle diecimila donne (ottomila le prostitute) che Simenon dirà di aver avuto dall'età di tredici anni in un'intervista all'amico Federico Fellini apparsa su L'Express nel febbraio 1977, ma il nome della sua prima barca". La Francia viaggiata su Ginette è stata raccontata anche in un bel libriccino fotografato, reportage fluviale uscito due anni fa per Adelphi, Una Francia sconosciuta, che consiglio.
Ma non è meno vero che, se non mancano nella storia dello scrittore belga una permanenza negli States, Canada e Cuba tutte da approfondire, "nella geografia simenoniana la provincia francese occupa un posto rilevantissimo, sia per l'aspetto biografico che per l'ambientazione narrativa" oltre che aggiungiamo per l'incontro col "provinciale" in quanto categoria e Maigret ne è l'adelfo in senso letterale. Lo sa anche Fratus che sa sbozzare la grande pietra da cui Simenon ha tratto la storia unica del suo Commissario, pescando tra la gente comune. Per citare Georges: "Non abbiamo nulla da guadagnare, noi scrittori, a frequentare altri scrittori, noi dobbiamo frequentare gente qualunque". Lo scrittore sapeva che si è grandi senza urlarlo ai viventi (da qui la ritrosia ai salotti e alle frequentazioni intellettuali della Francia tutta Camus e Sartre dell'epoca) ma sussurrandolo ai posteri come un raffinato ma semplice narratore per lettori universali.
L'affaire di Fratus oltre che ricco di appendici è esso stesso un appendice di se stesso e l'autore non si perdona di non sapere tutto su Simenon, le case persino delle stesure dei libri e la ricostruzione compulsiva dei luoghi vissuti: perfino le abitazioni vengono catalogate per anni come in un atto notarile e danno l'idea di come un apparente scrittore seriale fosse capace di altrettanta serialità in vita immobiliare (forse parallela a quella da amatore?).
In fondo, per concludere con Fratus "La vita degli altri, lo sappiamo, ha un fascino magistrale, in positivo quanto in negativo. Oggi siamo diventati per lo più spioni seriali (...) e Simenon è maestro riconosciuto, mi pare di poter dire, dell'osservatore che c'è dentro ciascuno di noi".

domenica 19 aprile 2026

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 6 al 12 aprile 2026 (Fonte: Tuttolibri dell'18 aprile 2026):

1. Alessandro Robecchi - Omicidi Srl
2. Niccolò Ammaniti - Il custode
3. Pera Toons - Il gioco delle risate
4. Moon Hye-jung - Il caffè dei tarocchi per i giorni felici
5. Freida McFadden - L’inquilina
6. Maurizio de Giovanni - Figli per i Bastardi di Pizzofalcone. I Bastardi di Pizzofalcone, vol. 13
7. A.V. - Kpop Demon Hunters. Per i fan! Libro ufficiale
8. Gianrico Carofiglio - Accendere i fuochi. Manuale di lotta e gentilezza
9. Philip Roth - Operazione Shylock. Una confessione
10. A.V. - KPop Demon Hunters. Deluxe

Cinque libri preferiti e consigliati da Isabel Allende

Cinque libri preferiti e consigliati da Isabel Allende
Tra realismo magico, distopia e classici immortali, le letture che hanno formato il suo immaginario

👉 fonte: Libreriamo

Isabel Allende è una delle voci più importanti della narrativa contemporanea, capace di raccontare l'intimità, la storia e il destino con uno stile che unisce realtà e magia. Nei suoi romanzi ha esplorato il tema della memoria, delle radici e della trasformazione, costruendo un immaginario riconoscibile e potente.
Prima di diventare una scrittrice di fama mondiale, Allende è stata una lettrice instancabile. I libri che ha amato hanno contribuito a definire il suo sguardo sul mondo e il suo modo di raccontare. Non si tratta di una lista casuale, ma di opere che condividono una qualità precisa. La capacità di attraversare la realtà e di mostrarne le contraddizioni più profonde. Dalle narrazioni mitiche alle distopie contemporanee, passando per il romanzo gotico e quello esistenziale, queste letture raccontano anche il percorso di una scrittrice che ha sempre cercato nella letteratura una forma di verità.

▪️Le mille e una notte
Le mille e una notte è una raccolta di racconti che si sviluppa attraverso la voce di Shahrazad, figura simbolica della narrazione stessa. Per salvarsi la vita, racconta ogni notte una storia al re Shahriyar, rimandando continuamente la conclusione.
Le storie si intrecciano, si aprono una dentro l'altra, creando un universo narrativo vastissimo. Si passa dalle avventure di Sindbad agli incantesimi di Aladino, dalle sfide tra uomini e spiriti a vicende d'amore e inganno. Il libro costruisce un mondo in cui realtà e magia convivono senza separazione. Ogni racconto è autonomo, ma allo stesso tempo parte di un disegno più ampio. La narrazione diventa così uno strumento di sopravvivenza, ma anche di conoscenza.
Le mille e una notte resta un'opera fondamentale perché mostra il potere delle storie. Non solo intrattenere, ma trasformare chi ascolta.

▪️Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez
Cent'anni di solitudine racconta la storia della famiglia Buendía attraverso diverse generazioni, nel villaggio immaginario di Macondo. Il tempo si muove in modo circolare, e gli eventi si ripetono, trasformandosi. I personaggi vivono amori, perdite e ossessioni, inseguendo un destino che sembra già scritto. Il romanzo mescola elementi realistici e fantastici, creando un universo in cui l'impossibile diventa naturale.
Macondo non è solo un luogo, ma un simbolo. Rappresenta l'America Latina, ma anche la condizione umana. Solitudine, memoria e identità si intrecciano continuamente. La scrittura è ricca, immaginifica, capace di costruire immagini che restano impresse. Il romanzo ha rivoluzionato il modo di raccontare, aprendo la strada al realismo magico.
Cent'anni di solitudine è un libro che mostra come la realtà possa essere reinventata senza perdere verità.

▪️La strada di Cormac McCarthy
La strada segue il viaggio di un uomo e di suo figlio in un mondo distrutto da una catastrofe. Non ci sono nomi, non ci sono certezze, solo una strada da percorrere. Padre e figlio cercano di sopravvivere tra macerie e pericoli, spingendo un carrello con ciò che resta delle loro vite. Il loro legame è l'unico punto stabile in una realtà che ha perso ogni riferimento.
Il romanzo si sviluppa come un percorso essenziale, fatto di incontri sporadici e momenti di tensione. Il paesaggio è desolato, ma attraversato da una fragile forma di speranza. McCarthy utilizza una scrittura ridotta all'essenziale, priva di orpelli. Questo rende la narrazione ancora più intensa, perché ogni parola acquista peso.
La strada è una riflessione sulla sopravvivenza, sull’amore e sulla possibilità di restare umani anche quando tutto sembra perduto.

▪️Dracula di Bram Stoker
Dracula racconta la storia del conte transilvano che si trasferisce a Londra, portando con sé una minaccia oscura. Jonathan Harker, inviato per concludere un affare immobiliare, scopre presto la natura del suo ospite.
Il romanzo si sviluppa attraverso lettere, diari e testimonianze, costruendo una narrazione frammentata ma efficace. La figura di Dracula diventa il centro di una tensione che attraversa tutto il libro. Oltre all'elemento gotico, il romanzo riflette su temi più profondi. Il conflitto tra razionalità e istinto, tra controllo e desiderio, tra modernità e paura dell’ignoto.
Dracula non è solo un mostro, ma una figura simbolica che incarna paure collettive. Il romanzo costruisce così una storia che va oltre il genere, diventando un classico.

▪️Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood
Il racconto dell'ancella è ambientato in una società totalitaria in cui le donne hanno perso ogni diritto. Offred, la protagonista, vive in un sistema che controlla il suo corpo e la sua identità. La sua funzione è quella di generare figli per l'élite dominante. La narrazione segue i suoi pensieri, i suoi ricordi e il suo tentativo di mantenere una forma di autonomia.
Il romanzo costruisce un mondo distopico, ma profondamente legato alla realtà. Le dinamiche di potere, il controllo dei corpi e la repressione emergono con forza. La scrittura è precisa, tesa, capace di creare un'atmosfera di costante inquietudine. Offred non è un'eroina nel senso tradizionale, ma una figura che resiste attraverso la memoria.
Il racconto dell'ancella è un libro che interroga il presente, mostrando quanto sia fragile il confine tra libertà e controllo.