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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

martedì 24 marzo 2026

Perché questi 10 libri di Stephen King sono il modo migliore per scoprire (o riscoprire) il maestro dell'horror


Perché questi 10 libri di Stephen King sono il modo migliore per scoprire (o riscoprire) il maestro dell'horror
Ne ha scritti tanti, abbiamo scelto quelli da cui partire per adorarli tutti: una selezione curata dei nostri libri preferiti di Stephen King

👉 fonte: Wired

C'è un solo re dell'horror, e il suo nome è Stephen King. Un autore di romanzi così prolifico da avere firmato più di 67 libri nell'arco di oltre 50 anni di carriera. Capolavori divenuti classici del genere, ispiratori di innumerevoli film e trasposizioni in vari medium, in grado di imporsi nella cultura pop con immagini di clown assassini, mariti impazziti che brandiscono asce, influenze letali che spazzano via la civiltà.
Chi voglia avvicinarsi all'opera di King ha solo l'imbarazzo della scelta. Per aiutare a compiere i primi passi nell'universo kinghiano, abbiamo selezionato 10 tra i suoi migliori libri, avendo cura di spaziare dai primi, imperdibili capolavori che ne hanno definito la carriera, alle più recenti digressioni nel mondo dei thriller; includendo antologie e romanzi-fiume, ma anche un illuminante saggio autobiografico per scoprire il processo creativo e la vita dell'autore.
Una nota prima di lasciarvi alla lettura: i fan di lunga data noteranno subito una grande assenza, quella della saga della Torre Nera; ma sarebbe impossibile consigliare un singolo libro di quello che è un ciclo composto da 7 romanzi principali, vari racconti e spin-off a fumetti (per non parlare dei personaggi e delle easter egg che compaiono in quasi tutti gli altri romanzi di King).
Gli altri consigli per gli appassionati di lettura invece sono tutti nella nostra sezione dedicata: dai migliori saggi e libri degli ultimi giorni a quelli degli ultimi mesi e anni.

▪️IT
Cominciamo da qui: il romanzo-fiume di uno Stephen King nel pieno della sua forza creativa. Una storia che riunisce gli aspetti migliori della narrativa kinghiana e non li condensa, ma li espande su due linee temporali tra passato e presente: la storia di formazione, coraggio e amore dei ragazzini "perdenti" di Derry; la raffigurazione di una vita di periferia che nasconde al tempo stesso piccole meschinità e malvagità indicibili sotto un'apparenza sonnolenta; e ovviamente l'orrore puro che vive nelle fogne della città e assume, spesso e volentieri, l'aspetto del clown Pennywise. Continuando a terrorizzare generazioni di ragazzi… e di lettori.

L'ombra dello scorpione è un libro con due anime. La prima è una perfetta storia di fantascienza apocalittica, con tutto il gusto morboso della narrazione di un virus letale che sfugge al contenimento di un laboratorio, gli sforzi vani per contenerlo, e le vicende (e la morte) di un ampio cast di personaggi mentre la civiltà collassa. Non vi basta? Benissimo: mettiamoci la seconda anima, la storia di una battaglia tra le forze del bene, guidate dall'anziana e fragile Abagail Freemantle, e quelle del male, capitanate dal misterioso essere noto solo come Randall Flagg, l'uomo che cammina, che fa capolino in tanti altri libri di King.

▪️Misery
Ammettiamolo: Annie Wilkes è più terrificante di Pennywise. Perché, a differenza del clown assassino, la folle infermiera potrebbe esistere davvero. Ancor più oggi, in un mondo di fan e follower pronti a scagliarsi contro i propri autori preferiti al minimo passo falso. Paul Sheldon è l'autore di una fortunata serie di romanzi rosa che ha come protagonista l'eroina Misery. Un giorno resta coinvolto in un incidente automobilistico in cui troverebbe la morte se non fosse salvato proprio da Wilkes, la sua fan numero uno. L'infermiera si prende cura amorevolmente di Sheldon. Al passare dei giorni, però, quest'ultimo realizza di essere prigioniero di una donna instabile e pericolosa, pronta a torturarlo pur di leggere una nuova storia della sua eroina preferita. Quello che ne consegue è una discesa nella follia e nella disperazione, immortalata anche dall'eccelsa interpretazione di Kathy Bates nell'omonimo film degli anni '90.

Tra i tanti orrori scritti, ideati e sviscerati da Stephen King, quello descritto in Pet Semetary riesce a spiccare per crudeltà e assenza totale di qualsiasi speranza. Lo stesso King lo definisce come il libro che lo spaventa di più tra tutti quelli che ha scritto. Tutto ha inizio quando il gatto di famiglia di Louis Creed viene investito e ucciso da un camion. Sepolto in un vecchio cimitero indiano, il gatto ritorna in vita, ma c'è qualcosa che non va nel suo modo di comportarsi (e nel suo odore…). Mesi dopo, il figlio di due anni di Louis, Gage, resta vittima di un incidente simile. E la disperazione spinge Louis a prendere una decisione poco saggia.

Uno dei titoli più famosi di Stephen King deve in parte la sua fama al (giustamente) celebrato film di Stanley Kubrick. Nel romanzo, l'allora giovane King riesce a intrappolare tutti i propri demoni: la dipendenza dalle droghe, il terrore di perdere la ragione e di far male alla famiglia. Sono questi i demoni che infestano l'Overlook Hotel, portando alla follia il custode Jack Torrance durante un lungo e gelido inverno che non si concluderà prima di una splendida festa di morte.

▪️Carrie
La storia della giovane Carrie, repressa dalla madre ultra-religiosa e tormentata dalle compagne di classe, segna il primo passo nell'ascesa di King all'olimpo dell'horror statunitense. Il suo romanzo d'esordio resta uno dei migliori, il punto perfetto per iniziare a leggere e apprezzare l'universo e l'immaginario kinghiano, a cominciare dalla capacità di tratteggiare personaggi meschini che, nelle pieghe dei suburb americani, sfogano le proprie frustrazioni sui deboli e sugli innocenti. Sino a una clamorosa esplosione di revanche sovrannaturale.

▪️22/11/63
C'è chi ritiene che 11/22/63 sia l'ultimo vero capolavoro di King. Di certo questa storia di fantascienza basata su viaggi nel tempo ha un fascino innegabile fondato su due fattori principali: l'ambientazione di un'America di fine anni '50, e l'indulgente tentazione di cambiare la storia in meglio e chiedersi "cosa sarebbe successo se…?". Succede a Jake Epping, professore d'inglese che scopre, nel retrobottega di un piccolo ristorante, una porta che permette di viaggiare a ritroso nel tempo, sino al 1958. Una serie di tentativi di cambiare in meglio il presente lo spinge a prendere una decisione temeraria: cercherà di prevenire l'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, e tutto ciò che ne è derivato, dalla guerra in Vietnam alla morte di Martin Luther King. Ma cambiare il passato non è semplice, e non è detto che le conseguenze siano interamente prevedibili.

King ha spesso flirtato con i thriller, ma è con Mr. Mercedes che inizia la sua prima, vera serie crime con personaggi ricorrenti. Qui facciamo per la prima volta conoscenza con Holly Gibney, destinata a diventare una detective privata nei libri successivi della serie, ma per ora semplice parente di una vittima di un serial killer, presa sotto l'ala di mentore dell'anziano detective Bill Hodges. Insieme, i due danno la caccia al folle omicida che si firma lasciando un'emoticon sul luogo del delitto.

Per scoprire lo Stephen King autore non c'è libro migliore della sua autobiografia; un libro che è anche un saggio sulla scrittura, sul processo creativo e sul segreto per trasporre in parole gli orrori indicibili dell'animo umano. King si racconta e racconta la propria arte, dagli inizi della carriera sino all'incontro ravvicinato con la morte nell'incidente stradale che lo ha coinvolto nel 1999.

▪️Scheletri
A intervalli regolari lungo tutta la sua carriera, King ha coltivato il vizio di pubblicare raccolte di racconti che sono condensati delle sue idee più brillanti; spesso precursori di romanzi più lunghi dedicati a temi analoghi. Difficile scegliere la raccolta migliore; in Stagioni diverse, ad esempio, ci sono i racconti che hanno ispirato i film Le ali della libertà e Stand by me. Tuttavia, Scheletri si merita un posto in qualsiasi libreria degli appassionati di King per un motivo molto semplice. Tra i tanti piccoli gioielli di questa antologia (inclusa la storia breve La scimmia) c'è anche The Jaunt, Il viaggio, racconto di weird sci-fi che descrive un teletrasporto che va molto, molto male. Resterà impresso nella vostra memoria, nel bene o nel male.

"Gli anni in bianco e nero": dal 26 maggio il nuovo libro di Francesca Giannone


Gli anni in bianco e nero: dal 26 maggio il nuovo libro di Francesca Giannone
"Una storia di donne alla ricerca del proprio destino in un'Italia che guarda al futuro con occhi nuovi…". Quattro ragazze, quattro sorelle, nel Salento degli anni '60: in arrivo Gli anni in bianco e nero, il terzo libro di Francesca Giannone, dopo i bestseller dei romanzi La portalettere e Domani, domani. La trama e i particolari

👉 fonte: il Libraio

Autrice di bestseller come La portalettere e Domani, domani, Francesca Giannone il 26 maggio torna in libreria per Nord con il suo nuovo libro, il romanzo Gli anni in bianco e nero, edito come sempre da Nord e presentato come "una storia di donne alla ricerca del proprio destino in un'Italia che guarda al futuro con occhi nuovi", "una storia di sogni ostinati che, piano piano, accendono di colore le loro vite".
Parliamo di un'autrice da oltre 800mila copie (del resto, l'esordio di Giannone, La portalettere, tradotto in 44 Paesi, è stato il romanzo più venduto del 2023, e ha vinto il Premio Bancarella e il Premio Amo Questo Libro, mentre il successivo Domani, domani è stato tra i più letti nel 2024).
Al centro della trama di Gli anni in bianco e nero, libro che porta nel Salento degli anni '60, troviamo Maria, Giovanna, Ada e Mimì: quattro ragazze, quattro sorelle.
Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell'ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nella Puglia di quel periodo, come nel resto d'Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa.
Così, mentre tutt'intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto.
Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un'impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio "normale" eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. "Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori".
L'autrice salentina, laureata in Scienze della Comunicazione, ha studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. A Bologna ha curato la catalogazione dei trentamila volumi dell'Associazione Luigi Bernardi, frequentando il corso biennale di scrittura della Bottega di Narrazione Finzioni.
"Ho sentito dire che ogni storia è il racconto di qualcuno che arriva in un posto o di qualcuno che se ne allontana. Non so se è vero, o perlomeno se lo è sempre. Ho la sensazione che certi racconti comincino e finiscano con chi resta. Tutti gli avvenimenti che mi hanno portato qui, ora, al binario numero tre, narrano di una storia iniziata con quattro ragazze che erano sempre state lì, in un mondo in bianco e nero".

lunedì 23 marzo 2026

Hachette ha cancellato l'uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l'autrice l'ha scritto usando l'AI


Hachette ha cancellato l'uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l'autrice l'ha scritto usando l'AI

👉 fonte: Rivista Studio

Una delle più importanti case editrici degli Stati Uniti, l'Hachette Book Group, è stata costretta a ritirare Shy Girl, un romanzo horror molto atteso a causa di numerose accuse circolate online secondo cui l'autrice lo avrebbe scritto facendo ampio uso dell'AI. L'autrice Mia Ballard si è subito difesa sostenendo che effettivamente l'AI è stata usata nella stesura del manoscritto, ma non da lei: il furbetto sarebbe un suo conoscente, da lei ingaggiato per revisionare la versione autopubblicata (nel 2025) del romanzo in vista della pubblicazione con il nuovo editore (Hachette, appunto).
Nonostante la difesa dell'autrice, la casa editrice Hachette ha dichiarato al New York Times che la collana Orbit (di proprietà del gruppo) ha deciso di non pubblicare Shy Girl, che sarebbe dovuto uscire negli Stati Uniti questa primavera, dopo aver condotto una revisione approfondita del testo. Hachette ha affermato che interromperà la vendita del libro anche nel Regno Unito, dove è stato pubblicato lo scorso autunno e ha venduto 1.800 copie cartacee. La prima versione di Shy Girl è uscita (autopubblicata) su internet a febbraio 2025. Il romanzo ha subito ricevuto recensioni entusiastiche, ottenendo più di 4.900 valutazioni su Goodreads, con una media di 3,5 stelle (a questo punto viene spontaneo chiedersi quante di queste fossero state scritte da bot). Tuttavia, la situazione è cambiata quando un numero crescente di lettori ha iniziato a segnalare come il romanzo sembrasse in tutto e per tutto il prodotto di un prompt immesso in una AI nemmeno tanto brava a scrivere fiction, criticando aspramente il libro per le metafore generiche, i periodi confusi e le frasi ripetitive. C'è stato anche chi ha notato come la copertina stessa sembri una versione rimasticata dall'AI di un'altra copertina, operazione nella quale, ovviamente, all'autore dell'illustrazione originale non è stato chiesto nessun consenso né gli è stato dato alcun compenso.
Sebbene Hachette abbia mantenuto la linea dura contro i testi e le immagini generati dall'intelligenza artificiale, richiedendo agli autori di provare l'originalità delle loro opere al momento della firma del contratto con l'editore, il caso Shy Girl mette tutti gli addetti ai lavori, ancora una volta, davanti alla necessità sempre più pressante di trovare una soluzione a un problema che, se non affrontato dall'industria e dai governi, non farà altro che aggravarsi.

Cinque libri da leggere quando non sai che genere scegliere


Cinque libri da leggere quando non sai che genere scegliere
Cinque libri per cinque generi diversi: dal romanzo di formazione al gotico, passando per la saga familiare e il weird. La guida perfetta per trovare la tua prossima lettura

👉 fonte: Libreriamo

A volte scegliere cosa leggere diventa più difficile del previsto. Non perché manchino i libri, ma perché ce ne sono troppi. E soprattutto perché non si ha voglia di restare dentro un solo genere.
Capita di voler cambiare atmosfera, di passare da una storia intensa e realistica a qualcosa di più visionario, oppure di cercare un romanzo che sorprenda proprio perché diverso da ciò che leggiamo di solito. In questi casi la soluzione non è restringere la scelta, ma fare il contrario. Aprirsi.
La letteratura offre una possibilità straordinaria: attraversare mondi completamente diversi tra loro, senza doversi fermare a una sola etichetta. Dal romanzo storico alla narrativa contemporanea, dal fantastico al weird, ogni genere ha qualcosa da dire e soprattutto ha un modo diverso di raccontare l’essere umano.
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venerdì 20 marzo 2026

"Colpevolezza" di Bruce Holsinger, il romanzo dell'inganno tecnologico è una diagnosi del presente travestita da thriller familiare


Colpevolezza di Bruce Holsinger, il romanzo dell'inganno tecnologico è una diagnosi del presente travestita da thriller familiare
Quando un'automobile a guida autonoma causa un incidente mortale, chi è responsabile? L'autore americano trasforma questa domanda in una vertigine narrativa che attraversa algoritmi, conflitti etici e false promesse tecnologiche

👉 fonte: Wired

Se un romanzo dovesse cercare di dare forma a questo momento storico-politico, a quali temi farebbe riferimento? Dovendo spaziare tra violenza sempre più cruenta e sistemica, ritorno dell'autoritarismo e ascesa degli estremismi di destra, nuove forme di colonialismo, esclusione, crisi climatica e potere tecnologico senza apparenti freni, uno dei collanti tematici potrebbe essere quello della responsabilità. Le ragioni e le responsabilità di questi fenomeni sono, infatti, spesso di non immediata identificazione. Sono intricate, intersezionali e connesse in una matassa di complicanze politiche e ideologiche che si autoalimentano. Colpevolezza, l'ultimo romanzo dell'autore americano Bruce Holsinger (tradotto in italiano da Dario Diofebi, edito da E/O), sembra tentare un'operazione di questo tipo, facendo gravitare attorno all'idea di colpa (o di responsabilità) tutto il tessuto narrativo e ideologico del libro. La storia al centro del libro è sfaccettata e tocca diversi piani fondamentali del contemporaneo, mischiandoli volutamente e rendendoli motore delle vicende private, ma espressamente pubbliche, di una borghesissima famiglia statunitense in un anno che ricorda molto da vicino questo fin qui assurdo 2026.
La famiglia Cassidy-Shaw è la protagonista del libro. Durante un viaggio in auto, il loro minivan prodotto dall'azienda fittizia SensTrek (che ricorda tanto Tesla) viene lasciato in modalità pilota automatico, e, una volta affidato alle scelte degli algoritmi, sembra causare direttamente un incidente in cui muoiono due persone. Le circostanze, così come le responsabilità, non sono immediatamente chiare. È stata l'AI a prendere le scelte sbagliate? Il pilota automatico era davvero attivo? Toccava al padre vigilare sul figlio seduto al posto di guida? Dallo schianto in poi, il romanzo diventa un vortice di eventi: indagini, cause legali, crisi relazionali, segreti e rapporti che si frantumano, come quello tra i coniugi Noah e Lorelei, lui avvocato di discreto successo con un background working class, lei accademica di fama internazionale ed esperta di etica dell'IA ben vista da governi e aziende tech. Quando il figlio Charlie, che era seduto al posto di guida al momento dello schianto, finisce nel mirino delle indagini della polizia, i Cassidy-Shaw si concedono una vacanza nel Maryland in cerca di tregua. Qui scoprono che il loro vicino è diventato Daniel Monet: il tech-bro miliardario e CEO di SensTrek (una sorta di versione liberal di Elon Musk) che nel frattempo ha preso possesso della baia, militarizzandola e facendo della sua proprietà un fortino in pieno stile lungoterminista.
Al cuore di Colpevolezza risiede una domanda che la filosofia della tecnologia, come l'etica dell'AI, e le cronache, pongono da decenni: quando è una macchina ad agire, chi deve essere considerato responsabile delle sue azioni, e delle loro possibili conseguenze drammatiche o dei suoi errori? Quando qualcosa va storto, come nel caso dell'incidente che innesca la narrazione del romanzo, e in circostanze non immediatamente chiare, come si distribuisce la colpa tra macchina e umani? Il minivan di SensTrek, lasciato in modalità autonoma, toglie la vita a due persone e trasforma così i suoi passeggeri quindi trasforma i suoi passeggeri in soggetti eticamente ambigui, né del tutto agenti né del tutto innocenti o semplici vittime di scelte puramente algoritmiche. Holsinger sembra dialogare con la letteratura critica sull'accountability gap algoritmico, quel vuoto di responsabilità che si apre ogni volta che una decisione viene delegata a un sistema opaco che non può rispondere delle proprie azioni: chi è responsabile delle conseguenze?
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giovedì 19 marzo 2026

David Foster Wallace: Da una parte e dall'altra


David Foster Wallace: Da una parte e dall'altra

Titolo originale: Here and There
Formato: cartaceo
Pagine: 52
Editore: GEDI News Network S.p.A. (9 marzo 2026)

Data di acquisto: 9 marzo 2026
Letto dal 18 al 19 marzo 2026

▪️Sinossi
Trovare un'etichetta per definire il lavoro di David Foster Wallace non è un'impresa facile. Di fatto, Wallace è diventato, ancora giovanissimo, un autore di culto nonostante l'innegabile complessità della sua opera. Il racconto qui proposto, Here and There, incluso nella raccolta Girl with Curious Hair (1989), è un testo dalla forte componente autobiografica, ma pienamente consonante per temi e stile con le opere maggiori.
La tecnica narrativa è decisamente innovativa, in quanto il testo si presenta come un dialogo continuo tra il neolaureato Bruce, la sua ex fidanzata e un anonimo terapista, in una sorta di esercizio di metafiction da cui emergono alcuni temi fondamentali per l'autore: la difficoltà di comunicazione tra le persone, l'inefficacia del linguaggio, la tendenza a erigere una barriera per proteggersi dai rapporti umani, il gap tra la fredda logica della scienza e l'elusività dell'interiorità e delle emozioni.
Wallace mostra in Here and There quanto spesso le relazioni tra le persone non funzionano, quanto spesso tutto finisce nel vuoto e nel fallimento, e il fatto che il protagonista del racconto, Bruce, condivida tante caratteristiche con l'autore non è privo di significato.

▪️L'incipit del libro
«La sua foto per me ha un sapore amaro. Alzino la mano quelli che sono disposti a credere che io bacio la sua foto. Lei non ci crederebbe, oppure la cosa la intristirebbe, anzi la farebbe arrabbiare, e direbbe non mi hai mai baciato nel modo in cui baci la mia foto dell'ultimo anno delle superiori amara di sostanze chimiche, i motivi per cui baci la mia foto dipendono tutti da te, non c'entrano con me».
«Non gli piaceva veramente baciarmi».
«Sul retro della foto, sotto i resti dello scotch biadesivo che avevo usato per attaccarla con cura alla parete della mia stanza quando andavo a scuola, sono scritte le parole: Ricevuta il 3 febbraio 1983; da quella data conservata gelosamente».
«Non gli piaceva baciarmi. Lo sentivo».

▪️La mia (brevissima) recensione
"Non posso contestare l'accusa che baciare una ragazza vivente in carne e ossa non sia la mia attività preferita nell'ambito dei rapporti maschio-femmina. Non è questione di essere schifiltosi, non c'entra niente col fatto, già notato da qualcuno, che baciare una persona significa in fondo succhiare un lungo tubo l'altra estremità del quale è piena di escrementi. Per me è una questione di stupidità. Mi sento stupido".
Questo racconto breve, compreso nella raccolta La ragazza dai capelli strani, fa vedere già alcune peculiarità dello stile di David Foster Wallace. La trama è incentrata su una coppia di studenti universitari intenti a dialogare, con un non meglio identificato psicanalista, sulla loro rottura come coppia. Ma lo fanno tramite un flusso continuo di frasi e contesti frammentati. Tutto quello che dicono i due protagonisti (Bruce e la sua ex ragazza) rimane quasi sospeso a mezz'aria e pronto a qualunque interpretazione. Ciò rende Da una parte e dall'altra, pur nella sua brevità, un flusso emotivo lungo e (volutamente) noioso.
📌 Voto: 🏅🏅🏅 (3 su 5)

"El hombre": Guillermo Arriaga indaga le origini della frontiera americana


El hombre: Guillermo Arriaga indaga le origini della frontiera americana
Uno dei più apprezzati scrittori e sceneggiatori contemporanei firma un romanzo storico dedicato alle radici del capitalismo statunitense. E durante Incipit, il programma di libri di Sky TG24, ne racconta la genesi, soffermandosi su tutti gli aspetti del potere: la violenza, ma anche la seduzione, la durata e il controllo sulla lingua e il corpo

👉 fonte: Sky TG25

Sa aspettare e osserva più di quanto parli: uccide, ma non è impulsivo e non si considera crudele. Quest'uomo è il protagonista del nuovo romanzo di Guillermo Arriaga, scrittore, sceneggiatore e regista messicano tra i più apprezzati, con romanzi tradotti in più di venti lingue e con film premiati con numerosi riconoscimenti, tra cui la Palma d'Oro a Cannes. El Hombre (è questo il titolo del romanzo che la casa editrice Bompiani ha ora portato nelle librerie italiane nella traduzione di Pino Cacucci) racconta la storia di Harry Lloyd, ma in realtà non è una biografia romanzata. È un grande romanzo storico che attraversa due secoli tra il Messico e gli Stati Uniti, indagando le origini del capitalismo. Nella nuova puntata di Incipit, il programma di libri di Sky TG24, Arriaga ne racconta la genesi, soffermandosi su tutti gli aspetti del potere: la violenza certo, ma anche la seduzione, la durata e il controllo sulla lingua e i corpi.

mercoledì 18 marzo 2026

Ashley Elston: La prima bugia vince


Ashley Elston: La prima bugia vince

Titolo originale: First Lie Wins
Formato: Kindle (1.0 MB)
Pagine: 353
Editore: Longanesi (3 settembre 2024)
ASIN: B0CZSKTK8R
ISBN-13: 9788830463042

Data di acquisto: 15 marzo 2026
Letto dal 15 al 17 marzo 2026

▪️Sinossi
Ci sono persone per cui mentire è facile, altre per cui è praticamente impossibile. Perché mentire è difficile, e una bugia non è mai isolata. Una ne richiama inevitabilmente un'altra, e poi un'altra ancora, e occorrono grande lucidità e freddezza per fare sì che lo scintillante ma fragile castello di carte che abbiamo eretto tra noi e gli altri non cada all'improvviso, rivelando una volta per tutte chi siamo. Poi ci sono persone per cui mentire è, semplicemente, un mestiere. E in questo Evie Porter è la migliore. Per questo Mr Smith, il suo misterioso datore di lavoro, fa ricorso alle sue doti quando la parte da recitare è quella di una ragazza dell'Alabama fidanzata di Ryan Sumner, il tipico ragazzo d'oro che chiunque vorrebbe sposare.
Peccato che sia la solita bugia e che Evie, come al solito, stia mentendo per carpire informazioni da un tutto sommato forse non così limpido Ryan. Peccato, perché la sua vittima questa volta è davvero carina e la vita che le promette è proprio il genere di esistenza che Evie ha solo potuto brevemente sognare di tanto in tanto leggendo qualche romanzo d'amore. In fondo si trova lì per fare il suo lavoro, in cui è così brava, e poi sparire.
Ma un giorno, durante una festa, le si avvicina la fidanzata di un amico di Ryan e sorridente le si presenta. Strano nome, il suo: Lucca.
Lucca Marino. Molto strano. Anche perché è il vero nome di Evie. Qualcuno almeno bravo quanto lei a mentire, improvvisamente, è sul terreno di gioco.
Ma il gioco, questa volta, qual è?

▪️L'incipit del libro
Si comincia con le piccole cose: uno spazzolino in più nel bicchiere sul lavandino, un cambio di biancheria nel cassetto più piccolo, i caricabatterie del telefono su entrambi i lati del letto… Poi queste piccole cose iniziano ad aumentare: un rasoio, una boccetta di collutorio, le pillole anticoncezionali che lottano per trovare spazio nella busta dei medicinali… Finché non si chiede più «Ti fermi a dormire?» ma «Cosa prepariamo per cena?».
Per quanto lo temessi, sembrava ormai un passo inevitabile.
Sarà anche la prima volta che vedo queste persone sedute al tavolo, gente che Ryan conosce da quando era piccolo, ma a nessuna di loro è sfuggito che sono già completamente entrata nella sua vita. Lo vedono da quegli impercettibili cambiamenti che una presenza femminile porta nella casa di un uomo, come un set di cuscini coordinati sul divano o il leggero profumo di gelsomino che emana il diffusore sulla libreria; quel genere di dettagli che ogni donna nota appena mette piede in una stanza.
Una voce parte dall'altro capo del tavolo, illuminato dalle candele, supera il centrotavola, definito da qualcuno «elegante ma audace», e rimane sospesa nell'aria davanti a me. «Evie… Che strano nome…».
Mi volto verso Beth, indecisa se rispondere a quella domanda che in realtà non lo è affatto.
«Sta per Evelyn. Era il nome di mia nonna».
Le altre ragazze si lanciano sguardi d'intesa, comunicando in silenzio all'altro capo del tavolo. Ogni mia risposta viene soppesata e valutata per essere discussa in seguito.
«Ah, bello!» squittisce Allison. «Anch'io ho preso il nome di mia nonna. Da dove hai detto che vieni?».
Non l’ho detto e lo sanno. Come uccelli da preda, continueranno a tormentarmi per tutta la sera finché non avranno le risposte che stanno cercando.

▪️La mia recensione
"Un vecchio proverbio dice: La prima bugia vince. Non si riferisce a quelle piccole bugie bianche che si possono magari dire sovrappensiero, ma alla bugia più importante; quella che cambia tutto, quella che si dice di proposito, che imposta tutto ciò che viene dopo. Quella a cui tutti credono. La prima bugia dev'essere la più grande, la più importante. Quella che non si può non dire".
Devo dire che questo romanzo mi ha un po' deluso (o forse ero io che son partito con altre aspettative?): La prima bugia vince è un thriller decisamente leggerino e senza il… thriller!
Il romanzo di debutto dell'americana Ashley Elston affronta il tema delle false identità, delle manipolazioni psicologiche e dei segreti individuali e familiari. Evie Porter, che lavora per conto del misterioso Mr. Smith, entra (letteralmente) nelle vite degli altri con lo scopo di reperire informazioni… per poi sparire nel nulla, assumere una nuova identità e ricominciare una muova missione da qualche altra parte. Niente di nuovo, quindi: di libri e film con questa trama ce ne sono a bizzeffe!
In questo caso, però, la novità è proprio la figura della protagonista: Evie oltre che essere uno strumento al soldo di Mr. Smith, lotta anche per proteggere la sua vera identità e la sua stessa vita.
La prima bugia vince, costruito su due piani temporali (il passato recente ed il presente della protagonista), ha momenti di calma apparente e momenti in cui il ritmo si alza di botto e succede di tutto. Ma, andando con ordine, vi dico subito cosa mi è piaciuto di questo libro:
- Evie Porter è una donna che la vita ha reso fragile e facilmente manipolabile; eppure, una volta messa alle strette, riesce a trasformarsi in scaltra cacciatrice e manipolatrice a sua volta;
- I capitoli brevi ma intensi riescono a non far perdere il filo della trama tra i continui salti temporali;
- Molto bello il "balletto" delle diverse identità della protagonista: sino alla fine ti resta sempre il dubbio su chi lei sia realmente (lei stessa, quando parla di sé, mischia costantemente fatti personali reali con episodi inventati sul momento).
E quindi, cosa non mi ha convinto? Ecco qui:
- Come ho detto all'inizio non è un thriller vero e proprio;
- Il modo di agire di Eve (osservare e studiare le sue "vittime", infiltrarsi nelle loro vite e carpirgli le informazioni richieste da Mr. Smith) alla lunga diventa una costante prevedibile e ripetitiva;
- Personaggi tutti stereotipati;
- Personaggi secondari o di contorno che, ad un certo punto, "entrano" nella storia e poi "escono" senza alcun motivo o spiegazione valida;
- La vera identità del fantomatico Mr. Smith non è poi così difficile da svelare (ragionandoci su e cogliendo gli indizi presenti ci si arriva);
- Alcuni rapporti tra i personaggi son un po' troppo forzati: tenuto conto del tema del libro (l'inganno), possibile che alcuni ripongano subito la loro fiducia in una giovane donna che neanche conoscono?
Insomma, La prima bugia vince si legge con rapidità (2-3 giorni al massimo) ma, come dico sempre io in questi casi, non è un romanzo memorabile e non rinnova il genere. Però, e lo riconosco, Ashley Elston ha tutte le potenzialità per fare bene…
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️ (3 su 5)

Il libro definitivo per gli amanti del cinema: "Cose spiegate bene: cinemino?"


Il libro definitivo per gli amanti del cinema
Cose spiegate bene. Cinemino? racconta il mondo del cinema tra curiosità, mestieri e cambiamenti dell'industria cinematografica. Un libro perfetto per chi ama davvero il grande schermo

👉 fonte: Libreriamo

E se vi dicessi che esiste un libro sul cinema per gli appassionati? Per coloro che vogliono conoscerlo nel profondo? Il cinema è una delle arti più amate del nostro tempo. Da oltre un secolo accompagna la vita delle persone, costruisce immaginari collettivi e racconta storie che diventano parte della memoria culturale di intere generazioni. Eppure, nonostante la familiarità che abbiamo con i film, il funzionamento del cinema resta spesso avvolto da un certo mistero.
Come nasce davvero un film? Chi lavora dietro le quinte di una produzione cinematografica? In che modo sono cambiati i film nel passaggio dalle sale alle piattaforme di streaming? E cosa sta succedendo oggi all'industria cinematografica, tra festival, premi, blockbuster e produzioni indipendenti?
A queste domande cerca di rispondere Cose spiegate bene. Cinemino?, un volume pubblicato da Iperborea e curato dalla redazione del Post insieme a Nicola Sofri. Il libro appartiene alla collana Cose spiegate bene, un progetto editoriale nato con l'obiettivo di raccontare in modo chiaro e approfondito fenomeni complessi della cultura contemporanea.
Attraverso saggi, articoli e contributi di diversi autori, il volume offre uno sguardo curioso e informato sul mondo del cinema, svelando meccanismi, professioni e trasformazioni di un'industria che continua a cambiare.
Cose spiegate bene. Cinemino?, pubblicato da Iperborea, è un libro che si rivolge a chi ama il cinema non solo come spettatore, ma anche come fenomeno culturale da comprendere e approfondire. Il volume raccoglie contributi di diversi autori, tra cui Arianna Cavallo, Francesca d'Aloja, Pietro Grossi e Gabriele Niola, insieme alla redazione del Post.
L'idea alla base del libro è semplice ma efficace. Tutti abbiamo sentito parlare della "magia del cinema", quell'esperienza quasi rituale che si compie seduti nel buio di una sala davanti a uno schermo luminoso. Oggi però quella magia si vive sempre più spesso anche sul divano di casa, attraverso le piattaforme digitali.
Il libro parte proprio da questo cambiamento. Il cinema non è più soltanto la sala cinematografica tradizionale, ma un universo molto più ampio che comprende streaming, festival internazionali, distribuzione digitale e nuove modalità di produzione.
Uno dei punti di forza del volume è la capacità di spiegare in modo chiaro aspetti che spesso restano invisibili allo spettatore. Si parla ad esempio di come funziona la gestione delle sale cinematografiche, del lavoro dei doppiatori e delle complessità della traduzione dei film per il pubblico internazionale.
Il libro affronta anche il tema delle professioni del cinema. Dietro ogni film esiste una rete di mestieri e competenze che contribuiscono alla realizzazione dell'opera: registi, sceneggiatori, montatori, tecnici del suono, direttori della fotografia e molti altri professionisti.
Un altro elemento interessante è l'attenzione rivolta ai cambiamenti estetici e tecnici del cinema contemporaneo. Il volume racconta ad esempio il ritorno del piano sequenza, una tecnica cinematografica che consiste nel girare una scena senza tagli, oppure l'introduzione della figura dell'intimacy coordinator, un professionista incaricato di supervisionare le scene intime nei film e nelle serie televisive.
Accanto agli aspetti tecnici, il libro esplora anche fenomeni più popolari della cultura cinematografica. Si parla dei grandi festival internazionali, degli Oscar, dei film diventati veri e propri classici e persino di generi particolarmente amati dal pubblico italiano, come i cinepanettoni.
Il volume non dimentica neppure gli aspetti più curiosi della storia del cinema. Tra i temi trattati troviamo il flop cinematografico più famoso di sempre, l'urlo più celebre della storia del cinema e molti altri episodi che contribuiscono a rendere il libro ricco di aneddoti e scoperte.
Uno degli elementi più riusciti di Cose spiegate bene. Cinemino? è proprio l'equilibrio tra divulgazione e approfondimento. Il linguaggio è chiaro e accessibile, ma allo stesso tempo il libro offre informazioni precise e ben documentate.
Questo approccio rende il volume adatto sia agli appassionati di cinema sia a chi desidera semplicemente capire meglio come funziona un'industria culturale che continua a influenzare profondamente il nostro modo di vedere il mondo.
Anche dal punto di vista grafico il libro è particolarmente curato. Le illustrazioni di Stefano Summo accompagnano i testi con uno stile visivo originale che contribuisce a rendere la lettura ancora più piacevole.
Il risultato è un libro che riesce a trasformare la curiosità per il cinema in un viaggio attraverso i suoi meccanismi più nascosti. Leggendolo si scopre che dietro ogni film esiste un universo di storie, tecniche e professioni che raramente arrivano fino allo spettatore.
Per chi ama il cinema, questo volume rappresenta quindi una porta d'ingresso privilegiata nel dietro le quinte della settima arte.

martedì 17 marzo 2026

Sette libri per una settimana: il fascino indiscreto dei segreti di famiglia


Sette libri per una settimana: il fascino indiscreto dei segreti di famiglia
Un thriller, un horror, un romanzo di formazione, una satira, un'indagine psicologica che esplora la complessità dei legami di sangue. E non sempre ogni mistero è rivelato

👉 fonte: Elle

Custoditi in traumatici silenzi, diari sepolti nei cassetti, lettere ingiallite dal tempo, botole sul soffitto o scantinati dalle ripide scale cigolanti, i segreti di famiglia sono un formidabile motore narrativo per romanzi che alimentano la suspense tra colpi di scena e rivelazioni, o affondano il bisturi dell'introspezione psicologica. Eccone sette freschi di stampa.

▪️Il custode di Niccolò Ammaniti
Mostruoso. L'ultimo romanzo di Niccolò Ammaniti, Il custode, Einaudi (pp. 176) ci porta in un paesino della Sicilia malavitosa e arcaica, dove una famiglia che commercia in marmo custodisce un millenario, mortale segreto nel bagno del seminterrato dove vive. L'arrivo di una giovane donna con la figlia spezzerà antiche consuetudini e porterà il rampollo adolescente di casa a vedere le cose da un punto di vista differente. Una favola nera che con lo stile crudo, grottesco e incalzante di Ammaniti, appena colorato di dialetto, invita a cercare la luce anche nel buio più profondo.

▪️La vecchia di Georges Simenon
Claustrofobico. Uscito nel 1959 e riproposto ora da Adelphi, La vecchia di Georges Simenon (trad. Simona Mambrini, pp. 167) è un magistrale gioco al massacro che si consuma in un appartamento di Parigi. Qui Sophie, la padrona di casa, campionessa di paracadutismo e frequentatrice di locali notturni, accoglie sua nonna Juillette, a seguito di uno sfratto. Coinquiline per causa di forza maggiore, le due si fronteggiano con le proprie personalità e opposti stili di vita in una tensione crescente, fatta di crudeltà e segreti, mentre altre presenze incupiscono l'atmosfera, la giovane amante di Sophie e la cameriera. I parenti non sono mai stati così serpenti.

▪️Il Segnale di Maxime Chattam
Inospitale. Una famiglia newyorchese in cerca di nuovi inizi, una fattoria isolata, strani rumori notturni, vecchi quaderni nel solaio e alcuni morti inspiegabili sono gli ingredienti de Il segnale di Maxime Chattam, Salani (trad. Guido Calza, pp. 800), thriller con risonanze paranormali che vuole farsi leggere d'un fiato, scritto da un autore francese di successo.

▪️Quello che resta di Jess Walter
Resistente. Nell'America di Trump le derive complottiste avvelenano anche i rapporti di famiglia, ed è in questo scenario che l'ex giornalista ambientale Rhys, antieroe di Quello che resta di Jess Walter, Nutrimenti (trad. di S. Ristori e B. Messineo, pp. 304), si muove. Isolato in una baita tra i boschi per sfuggire a un mondo che disprezza, tornerà alla "civiltà" per salvare i nipoti dal genero Maga e da un manipolo di miliziani nazionalisti. Ironia e ritmo in un romanzo crudo e attuale.

▪️La legge di Yellowstone di Callan Wink
Selvaggio. La legge di Yellowstone di Callan Wink, Neri Pozza (trad. Ada Arduini, pp. 224) racconta la dura lotta di sopravvivenza di due fratelli segnati dalla morte del padre: la segheria di famiglia è piena di debiti e non resta che darsi al bracconaggio. Ogni giorno si misurano con la natura spietata, i propri limiti e silenzi, finché non arriverà una proposta allettante. Epico romanzo di frontiera e legami di sangue. Wink vive in Montana dove lavora come guida di pesca sul fiume Yellowstone.

▪️La vita giovane di Mattia Insolia
Formativo. Il protagonista di La vita giovane del trentenne Mattia Insolia, Mondadori (pp. 384) è un 28enne che da Milano dove lavora da alcuni anni, si reca nel paese natìo, un luogo immaginario nel cuore della provincia italiana, per il matrimonio di una coppia di amici. Un ritorno che è anche occasione di un viaggio interiore, per fare pace con se stesso e scoprire dove sono finiti i sogni di chi si sente già sfuggire la giovinezza. Un sentito racconto generazionale che fa i conti con i traumi dell'infanzia e la nostalgia per le amicizie che si sono disintegrate in un passato ormai alle spalle.

▪️Sorelle d'ombra di Betsy Lerner
Profondo. Ancora un legame di sangue protagonista di un romanzo delicato e profondo. Sorelle d'ombra di Betsy Lerner, Astoria (trad. Chiara Libero, pp. 320) è la storia di Olivia, bella, estroversa e ammirata da tutti, e Amy, la minore in ogni senso: discreta e silenziosa. Quando la vitalità di Olivia deflagra in un disturbo bipolare, gli equilibri famigliari si rompono. Ma la sorellanza, pur piena di contraddizioni, è indistruttibile. Un romanzo che ha conquistato Patti Smith.