"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]
Qual è il libro giusto da portarsi in vacanza? Domanda difficilissima, anche
perché la risposta è quasi sempre soggettiva. In questa lista abbiamo provato
a mettere insieme però dei libri che hanno qualcosa in comune e che potrebbero
fare al caso: storie forti e coinvolgenti, scenari esotici o comunque estivi,
libri che non sono soltanto un passatempo ma hanno tutte le potenzialità per
restare nelle letture preferite di sempre.
Tom Ripley è uno dei personaggi più affascinanti e inquietanti della
letteratura del Novecento. Ambizioso e privo di scrupoli, si muove nell'Italia
degli anni Cinquanta in questo romanzo che è il primo e forse unico thriller
Grand Tour, che parte dalla Costiera (nell'immaginario paese di Mongibello) e
si conclude a Venezia, passando per Roma, in scenari da cartolina ma ancora
non così overturistici. È probabile che abbiate visto il film di Minghella o
la serie Netflix con Andrew Scott, entrambi hanno i loro pregi, ma è il
romanzo di Patricia Highsmith la cosa più bella di tutte.
Considerato un erede di Patricia Highsmith, Christopher Bollen è diventato un
caso letterario in modo quasi silenzioso. Orient, il suo secondo e forse
migliore romanzo (per quanto sia difficile trovarne uno non riuscito nei sei
che ha scritto) è ambientato in una piccola comunità sulla punta estrema di
Long Island, frequentata da transfughi newyorkesi, soprattutto artisti. È un
mystery elegante, più incentrato sull'osservazione dei personaggi che sui
colpi di scena, e reso più affascinante dal paesaggio marino che fa da sfondo
all'intreccio.
Da questo breve romanzo ripubblicato di recente da Nottetempo è stato tratto
l'omonimo film di Nicolas Winding Refn, ma il libro ha una voce tutta sua,
oltre che alcune differenze di trama. Il protagonista è sempre uno stuntman
che occasionalmente lavora anche come autista per qualche "colpo", e che
ovviamente finisce invischiato in una storia più grande di lui. La scrittura
di Sallis, essenziale, con più vuoti che pieni, rende questo noir asciutto,
malinconico e profondamente losangelino.
Lawrence Osborne è lo scrittore perfetto da leggere in estate. I suoi romanzi
sono ambientati in luoghi esotici (Thailandia, Cambogia, Hong Kong) che
sembrano influenzare i destino dei personaggi. Succede anche in questo, che
racconta il viaggio di una coppia di mezza età in profonda crisi in Marocco
verso la festa di un ricco amico, tenutario di una specie di castello nel
deserto. Un viaggio che inizia malissimo, con un incidente automobilistico,
che cambia subito il corso della storia.
Parlando di grandi scrittori, DeLillo è uno dei più grandi americani viventi.
I nomi non è tra i suoi romanzi più noti, ma è
sicuramente uno dei più belli. Un thriller filosofico ambientato tra la
Grecia, il Medio Oriente, e l'India, con un inizio strepitoso che prende le
mosse proprio da Atene. Al centro c'è una misteriosa setta che attribuisce un
potere quasi sacro al linguaggio. Il protagonista è James Axton, che di
mestiere valuta il tasso di rischio geopolitico per conto di una compagnia di
assicurazione, un lavoro che più delilliano non si può.
Anche qui ci muoviamo in una zona che sta tra lo spionaggio, l'attivismo
politico e la riflessione filosofica. La protagonista si infiltra in una
comunità radicale francese, dando vita a una storia piena di tensione e
ambiguità morale. Un libro tra i più interessanti della narrativa americana
recente.
La Corsica non è uno scenario molto comune nei romanzi, ma Ferrari, apprezzato
scrittore francese nato genitori corsi, riempie questo vuoto con un libro che
mette in contrasto le radici quasi tribali del territorio con le storture del
turismo e che prende le mosse da un accoltellamento di un turista a opera di
un giovane del luogo. North Sentinel, a cui fa riferimento il titolo è l'isola
delle Andamane la cui tribù indigena rifiuta ogni contatto con la civiltà
esterna ricorrendo anche alla violenza.
«Un Anello per domarli tutti». È probabilmente uno dei versi più riconoscibili della letteratura fantasy,
eppure quando comincia
Il Signore degli Anelli
l'oggetto attorno al quale ruota l'intera vicenda possiede già una storia
millenaria. Tolkien ne racconta il passato attraverso frammenti,
cronologie, genealogie e testi che allargano progressivamente i confini della
Terra di Mezzo. La terza stagione di
Gli Anelli del Potere arriverà su
Prime Video
l'11 novembre 2026 e si avvicinerà finalmente al momento in cui
quell'Anello viene creato.
La serie ideata da J.D. Payne e Patrick McKay continua quindi il proprio
viaggio nella Seconda Era, migliaia di anni prima delle vicende narrate ne
Lo Hobbit
e ne
Il Signore degli Anelli, affrontando una fase della mitologia tolkieniana che il cinema aveva
mostrato soprattutto attraverso il passato evocato dai personaggi.
Dopo due stagioni dedicate al ritorno di Sauron, alla creazione degli Anelli e
alla progressiva trasformazione politica della Terra di Mezzo, la terza cambia
inevitabilmente dimensione. La minaccia non deve più essere scoperta: Sauron è
tornato, il suo progetto ha preso forma e la guerra è ormai cominciata.
Quando si parla della serie è facile pensare a un adattamento diretto de
Il Signore degli Anelli, ma il rapporto con l'opera di Tolkien è più
complesso.
Gli Anelli del Potere racconta eventi appartenenti alla Seconda Era,
ricostruendoli a partire dal materiale tolkieniano relativo a questo periodo e
trasformando una materia narrativa spesso organizzata come storia, leggenda e
cronologia in un racconto televisivo continuativo. Nel mondo letterario di
Tolkien, la Seconda Era comprende infatti alcuni degli avvenimenti
fondamentali per comprendere ciò che accadrà millenni dopo: l'ascesa di Sauron
dopo la sconfitta di Morgoth, la creazione degli Anelli del Potere, la storia
di Númenor, l'origine dei Nazgûl e, infine, la guerra dell'Ultima Alleanza.
La serie opera inevitabilmente una compressione temporale, perché Tolkien
distribuisce questi eventi lungo migliaia di anni. La televisione ha bisogno
invece che personaggi e conflitti possano incontrarsi all'interno della stessa
narrazione.
Ed è proprio questa scelta ad aver reso Gli Anelli del Potere uno degli
adattamenti fantasy più discussi degli ultimi anni: non vuole semplicemente
visualizzare una storia già raccontata in forma romanzesca, ma costruire una
narrazione partendo dalla mitologia storica della Terra di Mezzo.
Le prime due stagioni hanno costruito progressivamente il ritorno dell'Oscuro
Signore. La seconda, soprattutto, ha portato al centro il rapporto tra Sauron
e Celebrimbor e la manipolazione che conduce alla forgiatura degli Anelli.
A questo punto la storia può cambiare prospettiva.
La sinossi ufficiale della terza stagione anticipa infatti un salto temporale
di diversi anni rispetto agli eventi precedenti. Quando ritroveremo la Terra
di Mezzo, la guerra tra gli Elfi e Sauron sarà ormai nel pieno del
conflitto.
Non assisteremo quindi semplicemente alle conseguenze immediate del finale
della seconda stagione. Entreremo in una Terra di Mezzo già trasformata dalla
guerra, nella quale il potere di Sauron è diventato una realtà politica e
militare. La domanda centrale non sarà più chi sia il nemico, ma come sia possibile
fermarlo.
È soprattutto un elemento della sinossi ufficiale a rendere la terza stagione
decisiva per il rapporto tra serie e libri: Sauron vuole forgiare l'Unico
Anello.
Nella mitologia di Tolkien questo momento modifica per sempre gli equilibri
della Terra di Mezzo. Gli altri Anelli sono stati creati, ma Sauron intende
realizzare uno strumento capace di dominarli e, attraverso di essi,
assoggettare chi li possiede.
Prime Video descrive un Sauron ormai insediato nella sua nuova torre di
Barad-dûr, ossessionato dalla creazione del potere che potrebbe permettergli
di piegare definitivamente gli ultimi avversari rimasti. Khazad-dûm è isolata
nelle profondità della montagna, mentre Lindon e Gran Burrone resistono anche
grazie ai Tre Anelli degli Elfi. È il momento verso cui, in un certo
senso, la serie si dirigeva fin dal titolo.
Gli Anelli del Potere sta per raccontare la nascita dell'oggetto che secoli
dopo arriverà a Isildur, Gollum, Bilbo e infine a Frodo. E sapere già dove finirà quell'Anello rende la storia ancora più tragica: lo
spettatore conosce il futuro, mentre i personaggi stanno ancora vivendo il
momento in cui quel futuro diventa possibile.
Se i Tre appartengono agli Elfi e i Sette sono legati ai Nani, rimane uno dei
passaggi più oscuri della storia degli Anelli: i Nove destinati agli Uomini
mortali. La terza stagione sembra destinata ad avvicinarsi proprio a questo segmento
della mitologia e tra i nuovi personaggi compare un nome che i lettori di
Tolkien riconosceranno immediatamente: Khamûl, interpretato da Zubin Varla.
Prime Video lo identifica come l'Easterling di Rhûn.
Khamûl diventerà uno dei Nazgûl e, dopo il Re Stregone di Angmar, uno dei più
importanti tra i nove Spettri dell'Anello.
È un passaggio interessante perché Tolkien racconta molto poco delle identità
originarie dei Nove. Una serie televisiva può quindi provare a trasformare
quelle figure leggendarie in esseri umani prima della corruzione, mostrando
cosa possa spingere qualcuno ad accettare un potere capace di promettere
grandezza e, lentamente, cancellarne l'identità.
Qui il fantasy di Tolkien incontra uno dei suoi temi più profondi: il male
raramente conquista offrendo il male. Offre ciò che desideriamo e ci convince
che il prezzo possa essere pagato più tardi.
Un altro ingresso importante riguarda Celeborn, interpretato da Jamie Campbell
Bower. Il marito di Galadriel, assente dalle prime due stagioni e creduto
perduto, entra finalmente nella storia. La sua comparsa apre inevitabilmente nuove possibilità per Galadriel, che fin
dall'inizio della serie è stata uno dei personaggi maggiormente reinterpretati
rispetto all'immagine che molti spettatori conoscono dalla trilogia
cinematografica.
La Galadriel della Seconda Era deve ancora attraversare secoli di storia prima
di diventare la Signora di Lórien incontrata dalla Compagnia dell'Anello.
Ritrovare Celeborn potrebbe quindi rappresentare un ulteriore passaggio nella
costruzione di quella figura.
Tra le altre novità troviamo anche Simon Pegg come voce del Balrog, mentre
tornano Morfydd Clark, Charlie Vickers, Robert Aramayo, Cynthia Addai-Robinson
e numerosi protagonisti delle stagioni precedenti.
Ridurre la storia degli Anelli a una battaglia tra bene e male significa
perdere una parte essenziale del pensiero di Tolkien. Il problema non è
soltanto che Sauron possieda un potere enorme. Il problema è che cosa accade
quando qualcuno crede di poter utilizzare il potere assoluto per raggiungere
un obiettivo considerato giusto. È per questo che l'Anello corrompe.
Boromir vorrebbe usarlo per salvare Gondor. Galadriel immagina per un momento
ciò che potrebbe diventare possedendolo. Gandalf lo teme proprio perché sa che
potrebbe desiderare di servirsene per fare del bene. L'Anello non ha bisogno
di convincere tutti a diventare Sauron: gli basta suggerire che, nelle mani
giuste, il dominio potrebbe essere utile.
La Seconda Era permette di osservare questo principio quando ancora non è
diventato memoria. Elfi, Nani e Uomini ricevono strumenti capaci di
amplificare ciò che desiderano conservare, ottenere o controllare. La tragedia nasce dal fatto che dietro quella promessa esiste il progetto di
qualcuno che vuole trasformare ogni desiderio in una catena.
Dopo due stagioni dedicate soprattutto alla costruzione del mondo e dei suoi
conflitti, la terza arriva a un punto in cui molti percorsi iniziano a
convergere.
Sauron sta costruendo il proprio dominio. Gli Elfi devono resistere. Númenor
attraversa una trasformazione politica destinata ad avere conseguenze enormi.
Khazad-dûm deve fare i conti con ciò che si è risvegliato sotto la montagna. I
Nove entrano progressivamente nell'orizzonte della storia e l'Unico Anello sta
per essere forgiato.
Anche la distribuzione scelta da Prime Video suggerisce una stagione pensata
come un grande evento: quattro episodi arriveranno l'11 novembre, il quinto e
il sesto il 18 novembre e gli ultimi due il 25 novembre.
La serie torna quindi l’11 novembre 2026 in esclusiva su Prime Video,
portando finalmente il suo titolo al centro della storia. Perché dopo aver raccontato gli Anelli del Potere, arriva il momento di
raccontare l'Anello destinato a dominarli tutti.
Dopo Teddy e Il matrimonio, il 13 ottobre 2026 lo statunitense Jason Rekulak torna nelle librerie con L'intruso.
Quando la fumettista Penny Padgett perde il suo amato gatto Popcorn durante una violenta tempesta di neve, con lui svanisce anche la sua scintilla creativa. Tormentata dal dolore, ha perso la voglia di fare qualsiasi cosa, anche quella di finire il suo quarto libro. Qualche settimana dopo, durante uno sfarzoso cocktail party, si accoccola in un posto tranquillo con il gatto di casa, un enorme micio di nome Godfrey. Il felino sembra avere un debole per lei e, per questo motivo, le viene chiesto di prendersi cura di lui mentre la proprietaria è in vacanza. All'inizio, Penny accoglie con favore questa distrazione. Ma Godfrey, con il suo sguardo inquietante, sembra avere un piano in mente: segue ogni suo movimento, anche quelli più intimi, e la osserva mentre lavora. Notte dopo notte, i suoi schizzi diventano sempre più cupi e strani e il confine tra la sua immaginazione e la realtà si assottiglia. E quando torna in sé non riconosce ciò che ha disegnato. Finché comincia a chiedersi se Godfrey sia davvero solo un animale domestico, perché è come se un diabolico essere soprannaturale stia cercando di impossessarsi della sua anima…
Editore: Giunti (13 ottobre 2026)
ISBN-13: 979-1223234686
ASIN: B0H98F9569
Prezzo di copertina:20,90 euro per il libro cartaceo e 11,99 euro per la versione eBook
Sono passati dieci anni da quando un'epidemia ha trasformato la maggior parte
degli abitanti del pianeta in mostri privi di raziocinio e assetati di sangue.
Ciò che resta dell'umanità è allo stremo, asserragliata in fortezze
invalicabili. Stephen Greaves, un ragazzino di quindici anni estremamente
brillante, lavora nella squadra scientifica per cercare un antidoto e
garantire al genere umano una speranza. Ma Stephen non è un ragazzino
qualunque: fatica a relazionarsi con le altre persone, rifuggendo
ossessivamente il contatto umano. Nonostante questo, la scienziata Samrina
Khan decide di includerlo nel programma che porterà una spedizione a bordo del
laboratorio mobile Rosalind Franklin, in un viaggio pericolosissimo verso
l'ignoto. Scopo della missione è cercare di analizzare il fungo più da vicino
e sintetizzare una cura per gli umani infetti. Ed è così che la storia ha
inizio…
L'attesissimo ritorno nel mondo di
La ragazza che sapeva troppo, un bestseller da un milione di copie diventato un grande film
«Questo libro ha la straordinaria effervescenza di Stephen King».
Daily Mail
«Un romanzo incredibile, terrificante ed emozionante, che esplora le
profondità dell'essere umano». Kirkus Reviews
▪ L'incipit del libro
Infiniti discorsi, un sacco di chiacchiere. Tutte le questioni sono state
sviscerate. Alla fine, dopo un centinaio di false partenze, la Rosalind
Franklin inizia il suo viaggio verso nord: da Beacon, sulla costa meridionale
dell'Inghilterra, fino alle selvagge Highlands scozzesi. Non sono molti coloro
che credono che possa fare tutta quella strada, ma la salutano comunque con
bande musicali e ghirlande. Festeggiano anche solo le poche speranze che ha.
Rosie è una bella bestia, un leviatano terrestre, ma non è assolutamente il
mezzo più grosso che abbia mai circolato in strada. Negli anni precedenti alla
Catastrofe, le motorhome classe A, le più lussuose, con motore diesel, erano
lunghe diciassette metri. Rosie è più piccola: deve esserlo per forza, perché
la sua carrozzeria è estremamente spessa e c'è un limite al peso che i cingoli
possono sopportare. Un gruppo di dodici persone deve rinunciare ad alcune
comodità. Ci sono una doccia e un'unica latrina, con una tabella di turni da
rispettare rigorosamente. L'unico spazio privato sono le cuccette, disposte su
tre livelli come in un hotel a capsule di Tokyo.
▪ La mia recensione
"Una volta il mondo aveva una parvenza di senso e di stabilità. Ma la razza
umana ha dimenticato quel mondo, se l'è lasciato alle spalle e nessuno è in
grado di ritrovarlo o ricostruirlo".
Il bellissimo prequel, e per certi versi quasi "hollywoodiano", Il ragazzo sul ponte ci riporta nel mondo distopico che abbiamo già visto nello spettacolare La ragazza che sapeva troppo: stesse atmosfere e stessa catastrofe (una virus, un vero e proprio fungo-parassita, chiamato "Cordyceps", che dieci anni prima ha quasi sterminato la razza umana e plasmato un mondo post-apocalittico).
Questa volta, però, Il ragazzo (che si svolge una decina di anni prima dei fatti narrati in La ragazza) si concentra quasi esclusivamente sull'analisi scientifica e psicologica. C'è anche un po' di azione, ma passa quasi in secondo piano rispetto alle tante riflessioni filosofiche presenti lungo tutta la trama.
La trama, appunto: in Il ragazzo sul ponte seguiremo le peripezie di una spedizione scientifica e militare lungo il sud dell'Inghilterra (anche se sarebbe più appropriato dire "di quel che resta dell'Inghilterra") alla ricerca disperata di una cura dal virus. Tutto ruota attorno al personaggio di Stephen Greaves, un ragazzo autistico e problematico ma in grado di ragionare "fuori dagli schemi": sarà proprio lui, ergendosi suo malgrado ad eroe-antieroe, il punto di contatto tra la mentalità scientifica (ricerca, studio ed analisi del virus) e quella militare (punta e spara agli infetti).
M.R. Carey ha saputo dar vita ad un mondo che, seppur decimato dal virus, è assolutamente credibile (dai, ci siamo passati durante la pandemia del Covid-19): città svuotate ed in balia della natura che si riprende i suoi spazi.
In tutto il libro si respira un'atmosfera claustrofobica: la trama si svolge prevalentemente all'interno di una sorta di carro armato modificato, una specie di veicolo "extra-large", corazzato, cingolato e dotato di armi e torretta lanciafiamme, ma anche di ambienti scientifici, alloggi e servizi igienici.
Però, come ho accennato prima, il ritmo narrativo anche se coinvolgente è abbastanza lento: questa caratteristica del libro, lo riconosco, potrebbe non piacere a chi predilige l'azione pura ed i ritmi alti. L'azione è concentrata tutta nelle ultimissime pagine, dove succederà di tutto e di più… e dove verranno gettate le basi per quello che sarà l'inizio de La ragazza che sapeva troppo: mi riferisco, in modo particolare, agli esperimenti effettuati sui bambini infetti di seconda generazione (bambini contagiati dal virus nati subito dopo la sua propagazione ma, in un certo qual modo, ancora dotati di coscienza).
La forza dirompente del libro è tutta nelle tematiche che affronta: la sopravvivenza del genere umano, il rapporto uomo-natura, la responsabilità delle scelte, i limiti etici della scienza (fin dove si può spingere prima che essa stessa diventi qualcosa di spaventoso e disumano?). A conti fatti, Il ragazzo pur non raggiungendo le vette emotive de La ragazza, riesce allo stesso modo a farci riflettere sul futuro della razza umana e sulla sua resilienza in situazioni estreme di sopravvivenza.
Se ami Harlan Coben, non devi perdere questa nuova serie Netflix appena entrata in produzione
Dopo i successi degli ultimi adattamenti, Netflix porta sullo schermo uno dei personaggi più iconici nati dalla penna di Harlan Coben, Myron Bolitar. Le riprese della nuova serie thriller sono appena iniziate: tutto quello che c'è da sapere.
Gli appassionati dei thriller di Harlan Coben hanno un nuovo motivo per attendere con curiosità il prossimo grande progetto Netflix. La piattaforma ha infatti dato il via alla produzione di Myron Bolitar, la serie che porterà sullo schermo uno dei personaggi più amati e personali dello scrittore americano. Le riprese sono appena iniziate a New York e segnano un nuovo capitolo della prolifica collaborazione tra Netflix e Harlan Coben, dopo il successo degli adattamenti tratti dai suoi romanzi come Un inganno di troppo, Missing You e altri titoli diventati popolari sulla piattaforma. Qui sotto potete vedere la prima foto scattata sul set, con lo scrittore accanto al cast principale della serie. Ecco tutto quello che c'è da sapere su questo nuovo thriller che promette di tenerci incollati al divano.
Questa volta al centro della storia ci sarà Myron Bolitar, un protagonista molto diverso dai classici investigatori: un ex talento del basket che, dopo aver visto sfumare il sogno di giocare in NBA, decide di ricostruire la propria vita diventando un agente sportivo. La serie racconta la trasformazione di Myron Bolitar da promessa del basket a fondatore della sua agenzia, la MB Sports, nata con l'obiettivo di aiutare atleti spesso ignorati dai grandi circuiti. Ma il suo nuovo lavoro lo porterà presto molto oltre le semplici trattative sportive. Tra il mondo degli agenti, degli atleti e degli interessi nascosti dietro lo sport, Myron si ritroverà coinvolto in situazioni sempre più rischiose, tra misteri, ricatti e indagini. Il personaggio è apparso per la prima volta nel romanzo Deal Breaker del 1995 ed è diventato protagonista di ben 12 libri di Harlan Coben, conquistando nel tempo un posto speciale tra le creazioni più amate dello scrittore.
L'attore scelto per il ruolo del protagonista è Colin Woodell, già conosciuto per The Continental e Pulse. La serie mostrerà un personaggio intelligente, determinato e dotato dello stesso spirito competitivo che aveva portato sul campo da basket prima che un infortunio interrompesse la sua carriera sportiva. Accanto a lui ci sarà KJ Apa (Riverdale) nel ruolo di Win Lockwood, il migliore amico di Myron e il suo alleato più fidato nelle situazioni più complicate. Diane Guerrero (Orange is the New Black) interpreterà invece Esperanza Diaz, ex wrestler e figura fondamentale all'interno della MB Sports, l'agenzia fondata dal protagonista. Nel cast ci sarà anche Jabari Banks nei panni di Dwayne Richmond, giovane promessa del tennis destinata a diventare una delle stelle più importanti dello sport. Chloe Fineman interpreterà Parker Quinn, una giornalista sportiva con una grande passione per il mondo dell'atletica, mentre Jamie McShane vestirà i panni del detective Ray Dimonte, coinvolto nelle vicende investigative della serie. Ma sono tanti anche gli attori che ricopriranno ruoli ricorrenti: tra questi Ben McKenzie, Melissa Benoist, Bebe Neuwirth, Griffin Dunne, Amanda Warren e Jamie Hector.
Carrie, lo sguardo di Satana torna a ottobre. Dal cult di Stephen King una nuova serie TV
Un nuovo adattamento del romanzo d'esordio del maestro dell'orrore. A cinquant'anni dal film di Brian De Palma con Sissy Spacek, otto episodi firmati da Mike Flanagan (Doctor Sleep e The exorcist)
Carrie è il primo romanzo di Stephen King. L'idea di base era semplice: una ragazza con poteri di telecinesi che all'arrivo delle mestruazioni diventa lo zimbello delle compagne finché decide di ribellarsi. E che ribellione. King non era convinto della trama, ma fu sua moglie Tabitha a incoraggiarlo, lo scrittore aveva pensato di farne un racconto ma poi la storia gli prese la mano e diventò il suo primo romanzo. Pubblicato nel 1974 quando arrivò in edizione economica vendette un milione di copie.
Due anni dopo il regista Brian De Palma, che aveva raggiunto a 34 anni il successo internazionale grazie a Il fantasma del palcoscenico, prese in mano il romanzo di King e lo trasformò in un horror considerato ancora oggi tra i migliori della storia del cinema. Protagonista era la giovane Sissy Spacek nel ruolo di Carrie White. Che solo qualche anno fa ci confidava: "Non avrei mai immaginato che sarei stata in giro così a lungo e che quel film sarebbe sopravvissuto fino ad oggi. Credo che la ragione sia che i ragazzini ancora oggi, alle medie o al liceo, si sentono tormentati, bullizzati, torturati… è qualcosa che in misura diversa abbiamo vissuto tutti quando eravamo giovani e magari anche dopo. Credo che il potere del film derivi da quello e ogni anno ci sono nuovi ragazzi che fanno questa esperienza per la prima volta".
Non stupisce quindi che a più di cinquant'anni dal romanzo e dal film, Carrie torni in un nuovo adattamento, questa volta seriale, sotto la guida del regista Mike Flanagan (Doctor Sleep, The exorcist). Arriva su Prime Video il 7 ottobre. Carrie White (la ventiduenne Summer Howell, qualche horror alle spalle scelta in un casting di migliaia di ragazze), un'adolescente emarginata, ha trascorso tutta la sua vita rinchiusa tra le mura di casa insieme alla madre Margaret (Samantha Sloyan), estremamente protettiva nei suoi confronti. Dopo la morte improvvisa e prematura del padre, Carrie viene catapultata nello spietato ecosistema di un liceo pubblico, dove è costretta ad affrontare lo scalpore mediatico provocato da un atto di bullismo che sconvolge la sua comunità, la pressione costante e la crudeltà indiscriminata dell'era dei social media, nonché il risveglio di misteriosi poteri telecinetici che si manifestano nel corso della sua adolescenza. La trama è in soldoni quella che abbiamo già letto e visto, ma nell'adattamento contemporaneo il bullismo è declinato attraverso i social media e molto spazio è stato dato al tema della salute mentale.
La struttura in 8 episodi, garantisce Flanagan che ha curato anche la sceneggiatura ed è produttore esecutivo, permette alla storia di King di approfondire nuove tematiche. "Carrie è stata scritta mezzo secolo fa ed è stata adattata in modo spettacolare da Brian De Palma. È un'opera iconica. È intoccabile. Non c'è alcun motivo per cercare di seguire quelle orme o di percorrere quella strada. Tuttavia, il mondo è cambiato parecchio" ha detto il regista. Per quanto quindi la storia di Carrie rimanga attuale e il mondo intorno a lei ad aver subito una profonda trasformazione. Secondo la produzione la serie aggiunge spessore ai personaggi e alle loro dinamiche, e segue le loro scelte quotidiane che li condurranno a un'unica, sconvolgente notte, in una storia avvincente e profondamente umana sul conflitto tra gentilezza e crudeltà, e che porterà lo spettatore a chiedersi se stia assistendo alla nascita di un'eroina, di un mostro o di qualcosa di molto più complesso. Flanagan ha chiesto a un gruppo di adolescenti di partecipare alla fase di scrittura aprendosi sui loro traumi reali per poter rendere la sceneggiatura più reale e più efficace.
È lo scrittore pugliese, originario di Martina Franca, Donato Carrisi l'autore più ascoltato nei mesi estivi (giugno, luglio e agosto) dal 2016 al 2025 su Audible.
Lo rivela la ricerca di NielsenIQ per Audible, società Amazon che opera nel settore della produzione e distribuzione di audio entertainment di qualità (audiolibri, podcast e serie audio).
Dalle classifiche, viene evidenziato in una nota di Audible, "si delinea una chiara predilezione per le storie capaci di tenere con il fiato sospeso e per i grandi romanzi in cui immergersi per ore". Thriller, noir e gialli si confermano "il genere più ascoltato anche sotto l'ombrellone, complici il ritmo serrato e i continui colpi di scena, che rendono il crime il protagonista delle estati italiane".
Dalla ricerca di NielsenIQ emerge che "l'ascolto di audiolibri aiuta a rilassarsi (45%), a combattere la noia (47%) e a "leggere" senza affaticare gli occhi (58%)".
Fuoco, sangue e cenere. L'epopea definitiva della dinastia Targaryen
Da Aegon il Conquistatore alla tragica caduta di Daenerys, un viaggio in quattro atti attraverso trecento anni di storia, guerre e magia. Scopriamo come una singola famiglia di esuli valyriani abbia forgiato, dominato e infine incenerito il Continente Occidentale: questa è l'epopea della Casata dei Targaryen
Per orientarsi nel vasto e spietato universo partorito dalla mente di George R.R. Martin, non basta tracciare confini sulle vecchie pergamene o contare le spade dei vari lord. C'è un unico, vero filo rosso che lega inesorabilmente ogni singola era del Continente Occidentale: la Casa Targaryen. Che li si ami come salvatori o li si disprezzi come tiranni, i Signori dei Draghi sono il vero cuore pulsante e il collante indissolubile di tutta la storia conosciuta di Westeros. Prima del loro approdo, esistevano solo sette piccoli regni frammentati, gretti e perennemente in guerra, con il loro arrivo è nato un impero, è stato forgiato l'iconico Trono di Spade e l'ombra della vera magia è tornata a danzare nei cieli.
In questo approfondimento andremo a ricreare una vera e propria cronistoria narrativa di Westeros, mettendoci esattamente dalla prospettiva di chi quel mondo lo ha plasmato. Ripercorreremo, in rigoroso ordine cronologico, le tappe fondamentali, nell'arco di oltre trecento anni, di questa dinastia leggendaria, intrecciando e contestualizzando gli eventi monumentali che fanno da sfondo alle tre grandi opere televisive del franchise: i fasti e l'autodistruzione di House of the Dragon, il delicato periodo di transizione de Il Cavaliere dei Sette Regni, fino ad arrivare alla rovinosa caduta raccontata in Game of Thrones.
Preparatevi a scoprire come l'impero valyriano, nato dalle fiamme di una conquista inarrestabile, fosse destinato fin dal suo principio a trasformarsi in cenere.