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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

giovedì 2 aprile 2026

60 ebook in offerta per esplorare il genere giallo e thriller


60 ebook in offerta per esplorare il genere giallo e thriller
Per tutto il mese un'offerta dedicata al genere giallo: ben 60 ebook (tra noir e thriller) in sconto a partire dal 50%. Tra gli autori e le autrici bestseller presenti nella promozione, anche M.C. Beaton, Donato Carrisi, Wulf Dorn, James Rollins e Marco Vichi. I dettagli

👉 fonte: il Libraio

Per tutto il mese di aprile 2026, nei principali negozi online sono disponibili 60 ebook in offerta, con sconti a partire dal 50%, per esplorare il genere giallo (a proposito, non perdete il nostro speciale con 110 gialli classici "da leggere nella vita", e quello sulle migliori novità del 2025, con 125 libri consigliati). Un percorso di lettura interamente dedicato a noir e thriller, tra indagini, tensione e colpi di scena.
La selezione attraversa epoche e stili diversi: dai classici firmati da M.C. Beaton alle atmosfere più cupe del tedesco Wulf Dorn, fino ai romanzi italiani di Marco Vichi. Non mancano le trame ad alto ritmo di James Rollins e le costruzioni psicologiche di Donato Carrisi.
Un catalogo ricco e variegato, che unisce suspense e analisi dei lati più oscuri dell'animo umano, tutto in formato ebook e a prezzo ridotto.
Qui i particolari sull’offerta ebook: Amazon - Kobo - IBS - laFeltrinelli - LibreriaCoop.

Premio Strega 2026, ecco i 12 libri finalisti: in lizza Bianca Pitzorno, Teresa Ciabatti e Ermanno


Premio Strega 2026, ecco i 12 libri finalisti: in lizza Bianca Pitzorno, Teresa Ciabatti e Ermanno Cavazzoni, ma anche una giovane sorpresa letteraria
Da Teresa Ciabatti a Bianca Pitzorno, cinque donne e sette uomini in lizza per il più importante premio letterario italiano


Ciabatti, Cavazzoni, Raimo, Vichi, l'83enne scrittrice di libri per ragazzi e la 33enne romanziera e podcaster orginaria dello Sri Lanka. I dodici candidati al Premio Strega 2026 sono serviti. Saranno cinque scrittrici e sette scrittori a contendersi la cinquina finale del più importante premio letterario italiano. Nella dozzina tra i big ci sono tre romanzi targati Einaudi e due di La Nave di Teseo, mentre per la quota editori piccoli e medi fanno il loro ingresso trionfale Quodlibet e L'Orma. Tra questi segnaliamo la candidatura di Ermanno Cavazzoni il 79enne reggiano, docente di Estetica, sceneggiatore per Fellini, "autore di romanzi irregolari su figure eccentriche", romanziere visionario e ironico, autore di fantasticherie e invenzioni surreali che riecheggiano Zavattini e Celati. Prova ne è Storia di un'amicizia dove Cavazzoni riannoda i fili dell'amicizia proprio con Celati.
Altra signora della letteratura per bambini è l'83enne Bianca Pitzorno che con La sonnambula (Bompiani) propone una storia al femminile, lievemente intinta nella cosmogonia cavazzoniana, di una sonnambula sarda che mette a frutto il suo presunto contatto con l'aldilà andando in trance e vendendo vaticini per signore inquiete. Sempre dalle parti degli over è felice il rientro ai piani alti del 70enne Michele Mari che con Il convitato di pietra (Einaudi) offre un sottile e perfida rappresentazione dell'amicizia tra compagni di scuola in pieni anni settanta.
Giovane invece è Nadeesha Uyangoda, autrice di Acqua sporca (Einaudi), altro racconto al femminile che fa spola tra lo Sri Lanka (paese d'origine dell'autrice) e l'Italia (dove vive da cittadina oggi). Interessante anche l'inserimento in dozzina di un autore che vende molto ma per via di tanti divertenti e puntuti romanzi di genere (la saga gialla del commissario Bordelli) come Marco Vichi. Occhi di bambina (Guanda) è un romanzo per lui sui generis, incentrato sulla storia atipica di una bambina in pieni anni ottanta e sul suo rapporto con una non del tutto conosciuta mamma.
Un altro segreto di famiglia è quello attorno a cui Christian Raimo fonda l'autobiografico L’invenzione del colore (La Nave di Teseo), andando ad affiancare la sorella Veronica che nel 2022 finì in cinquina con Niente di vero. Teresa Ciabatti e Mauro Covacich sono gli altri due pesi massimi della dozzina che entreranno molto probabilmente in finale l'una con Donnaregina (Mondadori) e l'altro con Lina e il sasso (La Nave di Teseo).
Di seguito i dodici candidati: Maria Attanasio, La Rosa Inversa (Sellerio); Ermanno Cavazzoni, Storia di un'amicizia (Quodlibet); Teresa Ciabatti, Donnaregina (Mondadori); Mauro Covacich, Lina e il sasso (La nave di Teseo); Michele Mari, I convitati di pietra (Einaudi); Matteo Nucci, Platone. Una storia d'amore (Feltrinelli); Alcide Pierantozzi, Lo sbilico (Einaudi); Bianca Pitzorno, La sonnambula (Bompiani); Christian Raimo, L'invenzione del colore (La nave di Teseo); Elena Rui, Vedove di Camus (L'orma); Nadeesha Uyangoda, Acqua sporca (Einaudi); Marco Vichi, Occhi di bambina (Guanda).
La proclamazione della cinquina dei finalisti sarà il 3 giugno 2026, mentre la finale per l'assegnazione del Premio Strega sarà l'8 luglio per la prima volta al Campidoglio di Roma.

Don DeLillo: L'angelo Esmeralda


Don DeLillo: L'angelo Esmeralda

Titolo originale: The Angel Esmeralda
Formato: cartaceo
Pagine: 216
Editore: GEDI News Network S.p.A. (10 marzo 2026)

Data di acquisto: 10 marzo 2026
Letto dal 19 marzo al 1° aprile 2026

▪️Sinossi
Un miracolo nel cuore perduto del Bronx: sul muro della metropolitana, al di sotto di un cartellone pubblicitario, sembra apparire il volto di Esmeralda, una bambina senzatetto assassinata poco tempo prima. Ma è un vero miracolo o un'illusione creata dal nostro bisogno di consolazione? Un'apparizione del divino o un fantasma del rimorso di suor Edgar che, nonostante il suo impegno per i bisognosi del quartiere, non è riuscita a salvare Esmeralda?
Spesso per definire la grandezza di uno scrittore si dice cha ha saputo raccontare un'epoca. Per DeLillo è come se fosse il contrario: è come se la nostra epoca, a un certo punto, avesse deciso di essere come i racconti e i romanzi di Don DeLillo l'avevano immaginata. La scrittura dell'autore di Underworld ha proprio questa qualità, quella di raccontare il presente, ciò che stiamo vivendo, ciò che siamo ora, con una tale precisione, una tale concentrazione dello sguardo, da dare l'impressione di prevedere il futuro. Non è un caso che l'aggettivo più spesso accostato a DeLillo sia «profetico»: gli attentati dell'11 settembre, l'ascesa del terrorismo internazionale, la crisi finanziaria, erano già nei suoi libri molti anni prima che succedessero. Ecco perché, quando tutto ciò è avvenuto, i suoi libri sono sembrati le guide più sicure a cui rivolgersi, il codice per decifrare quell'enigma che chiamiamo realtà.
Abbiamo fatto come i protagonisti dei racconti contenuti nell'Angelo Esmeralda: uomini e donne bloccati in qualche specie di limbo, figure inquiete che tentano di imporre teorie e desideri a un mondo caotico, privo di senso. Nello spazio breve di questi racconti faranno tutti, in un modo o nell'altro, esperienza di quanto il legame tra le parole e le cose, tra le decisioni e le azioni, sia arbitrario, fragile. Ma è proprio questa fragilità che dà accesso a quella zona luminosa e imprevedibile in cui le cose accadono.

▪️La mia (brevissima) recensione
L'angelo Esmeralda, pubblicato a fine 2011, è la prima (e per ora unica) antologia di nove racconti di Don DeLillo scritti per varie riviste tra il 1979 e il 2011. Sono disposti in ordine cronologico (perciò possiamo osservare anche l'evoluzione dello stile dell'autore statunitense) e divisi in tre sezioni ben distinte.
Questi i miei voti ai singoli racconti:
- Prima parte: Creazione (del 1979) 5; Momenti di umanità nella terza guerra mondiale (1983) 2;
- Seconda parte: Il corridore (del 1988) 5; L'acrobata d'avorio (del 1988) 2; L'angelo Esmeralda (del 1994) 4
- Terza parte: Baader-Meinhof (del 2002) 2; La mezzanotte in Dostoevskij (del 2009) 3; Falce e martello (del 2010) 3; La Denutrita (del 2011) 4
Media voti: 3.
Questa antologia affronta diversi temi, su tutti spiccano la paranoia, la tecnologia, la violenza e l'alienazione. I primi racconti sono molto descrittivi, i più recenti tendono moltissimo alla riflessione intimista.
Osservando i voti che ho dato ai racconti potete capire che questa raccolta non mi ha convinto del tutto. E ve lo spiego in poche parole:
- Essendo un'antologia che ripercorre 32 anni della carriera di DeLillo, è inevitabile riscontrare una certa differenza di stile (essenzialità nei primissimi racconti, simbolismo estremo negli ultimi);
- Nessun "filo conduttore" tra i racconti;
- Non ho avvertito nessuna "sintonia" con i personaggi (dal punto di vista emotivo non mi hanno coinvolto più di tanto);
- Alcuni racconti mi son sembrati incentrati più sullo stile che sulla storia vera e propria (e con i dialoghi ridotti all'osso).
Insomma, questo libro mi ha dato l'idea di essere più che altro un compendio delle opere "minori" di DeLillo.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️ (3 su 5)

mercoledì 1 aprile 2026

Agatha Christie, la scrittrice gourmet (ed esperta di veleni) che usava il cibo anche per uccidere

Agatha Christie, la scrittrice gourmet (ed esperta di veleni) che usava il cibo anche per uccidere
La giallista inglese, della quale ricorrono i 50 anni dalla morte, amava il porridge e il rito del tè. E nei romanzi usava le pietanze per delineare la personalità di figure chiave come Poirot e Miss Marple, oltre che per decretare la morte di altri personaggi


Ad Agatha Christie il cibo piaceva. Da morire. Al di là dei giochi di parole il 12 gennaio ricorrono i cinquant'anni dalla morte della grande scrittrice e giallista. E per questo forse vale la pena ricordare che la cucina, per la scrittrice inglese, non era solo un piacere, ma un potente strumento narrativo: serviva infatti a introdurre i personaggi in modo interessante, coinvolgendo il lettore nelle loro personalità. Molti dei suoi enigmi più celebri si svolgono, infatti, attorno a una tavola, nelle sale da pranzo di dimore private o nei paludati vagoni ristorante dei treni. Qui, tra ambientazioni a luci soffuse e sguardi rubati, si celava spesso un retrogusto ingannevole che poteva risultare fatale. D'altronde, grazie all'esperienza maturata come infermiera durante la Grande Guerra, Christie conosceva bene i veleni e sapeva che lo zucchero era il modo migliore per mascherarne tutto l'inevitabile amaro.
Nata nel Devon il 15 settembre del 1890, cresciuta a Torquay in una famiglia borghese dell'Inghilterra vittoriana, Christie ha sempre avuto nel porridge il suo comfort food per eccellenza al quale si è poi aggiunto (scelta scontata, va detto) il classico tè delle cinque in età adulta. In questo rito tipicamente britannico, Christie non cercava la raffinatezza, ma la sostanza: amava la clotted cream (panna molto densa, quasi solida) tipica della zona, servita con scones e marmellata; come bevanda il tè nero dell'Assam, importato dall'omonima regione indiana, robusto e scuro. Fu anche una grande appassionata di piatti a base di pesce ancora oggi serviti nel pub locale, l'Offshore, dove si può sfogliare un menù a lei ispirato: bocconcini di sgombro con patate, salmone affumicato e mousse di granchio tra gli antipasti, accompagnati da pane al malto e aioli, una maionese a base di aglio; aragosta intera cotta al forno con grattugiata di Parmigiano e aglio, arricchita da burro chiarificato come portata principale, servita con insalata e patatine fritte al rosmarino; per dessert crema gelato, sempre con panna del Devon, e frutti di bosco. E tantissimo cibo e passione per la gastronomia sono presenti nei suoi famosissimi gialli. Nel menu di Assassinio sull'Orient Express, i piatti riflettono quasi sempre la cucina classica francese dell'epoca. Si parte con una vellutata di asparagi, seguita da sogliola preparata con burro e limone o costolette d'agnello servite con piccoli legumi. Il vino servito era quasi sempre lo Champagne, spesso citato nei romanzi come simbolo di un lusso che precede la tragedia. La cucina francese è protagonista anche nelle abitudini di uno dei suoi personaggi più noti, Hercule Poirot. L'investigatore belga, che non nascondeva il suo disprezzo per la cucina inglese che considerava sciapa e priva di qualsiasi gusto, era solito ordinare delle omelette che chiedeva soffici e tecnicamente impeccabili nella loro forma geometrica. Nonostante fosse di base a Londra, disdegnava la cucina inglese che definiva "bollita e senza gusto".
Alla vita romanzata nella capitale inglese si affiancava quella reale, fatta di feste eleganti al Ritz o al Savoy Hotel, dove Agatha Christie era spesso ospite. Occasioni mondane che diventavano anche piccoli rituali di piacere, come le abbondanti scorpacciate di finger sandwiches al cetriolo o al salmone, tanto amate da finire citate tra le pagine di alcuni suoi racconti, come Il segreto di Chimneys. Gli stessi sandwich che non mancavano mai nei suoi afternoon tea. Tantissimi spunti culinari le arrivarono anche dai suoi viaggi. Nel Medio Oriente, ad esempio, andò per accompagnare il secondo marito, l'archeologo Max Mallowan. Qui la dieta cambia radicalmente: niente più burro e panna, ma olio d'oliva, melograno e carni speziate. Un piatto descrittivo di questa fase è il montone con riso allo zafferano e mandorle tostate, accompagnato da una bevanda fresca, l'ayran, a base di yogurt, acqua e sale, utile per contrastare il calore del deserto. Nei momenti di relax dopo il lavoro di scavo, si beveva il caffè arabo, servito in piccole tazze e aromatizzato al cardamomo. Una bevanda che la regina del crimine imparò ad apprezzare e che inserì come dettaglio d'atmosfera in romanzi come C'era una volta o Assassinio in Mesopotamia.
Infine, anche un suo altro personaggio iconico, miss Marple, l'investigatrice dilettante dell'Oxfordshire alla quale si è ispirato il personaggio televisivo della Signora in giallo, Jessica Fletcher, era una buongustaia e una grande sostenitrice della cucina britannica. Il suo mondo era il tè delle cinque, infatti, circondata da pasticcini, torte alla frutta e gelees. Atri piatti tipici erano la torta di carne e rognone o il pasticcio di pollo e funghi, e per dolce una calda apple pie che Agata Christie aveva imparato a preparare utilizzando soltanto le mele coltivate nel frutteto della sua casa a Winterbrook, dove trascorse gli ultimi anni prima di morire il 12 gennaio del 1976. In queste zone, il vino è spesso casalingo, e gli ingredienti adoperati sono sambuco o ribes. Un vino che le signore offrono di solito agli ospiti che le vanno a trovare e che conservano in bottiglie anni 20 smerigliate. Queste bevande, che potrebbero sembrare del tutto innocue, figurano spesso nei libri della Christie come luoghi ideali in cui nascondere veleni mortali. Perché in fondo la tavola, per lei, era nient'altro che lo specchio della vita: un posto dove nulla è, mai, come sembra.

Dieci nuovi e bellissimi libri per un lungo viaggio di Pasqua


Dieci nuovi e bellissimi libri per un lungo viaggio di Pasqua

👉 fonte: Milano Today

Questa nostra rubrica, che si ispira all'esordio letterario di Edoardo Nesi, Fughe da fermo, vuole essere uno stimolo per ritrovare il piacere di leggere. Dunque, una volta al mese, insieme a Martina Fasola, vi suggeriamo 10 libri selezionati per i lettori di MilanoToday. Perché la magia di un romanzo è anche quella di accompagnarti in altri mondi, di farti entrare in empatia con i suoi protagonisti. Di prenderti per mano e riconsegnarti altrove con la sensazione di aver vissuto un'esperienza nuova da conservare nel tempo. E allora buon viaggio tra le pagine di queste storie. Ovunque vi portino, anche a marzo.

- Angelo, guarda il passato di Thomas Wolfe (Mattioli). L'opera è insieme ritratto dell'America del primo Novecento, affresco della famiglia borghese in trasformazione e bildungsroman sul difficile passaggio dall'adolescenza all'età adulta.
- Il lago della creazione di Rachel Kushner (Einaudi). Ispirato ad alcune vicende reali di infiltrazione poliziesca e persecuzione giudiziaria contro l'attivismo ecologista, l'ultimo romanzo di Rachel Kushner, da sempre interessata alla storia della controcultura e dell'antagonismo politico, ci regala una prospettiva inedita da cui contemplare i conflitti del nostro tempo: lo sguardo algido e malinconico, alienato eppure struggente, di una nemica, e ci spinge a domandarci: e se fosse il nostro stesso sguardo?
- La mano mozza di Blaise Cendrars (Einaudi). Nella versione di Giorgio Caproni, uno dei romanzi più potenti ed estremi sulla Grande guerra, da accostare ai capolavori di Hemingway, Céline, Comisso e Remarque.
- Il libro di Möbius di Catherine Lacey (Sur). In queste pagine non si parla solo di rapporti di coppia, ma di amicizia, fede religiosa, salute fisica e mentale, relazioni coi genitori: nodi esistenziali a cui Lacey gira intorno con passione e intelligenza, senza mai pretendere di scioglierli del tutto.
- Il custode di Niccolò Ammaniti (Einaudi). Niccolò Ammaniti scrive il suo romanzo d'amore più pauroso, scavando nei desideri nascosti di un adolescente, Nilo Vasciaveo, che con la sua famiglia custodisce un segreto antico e letale.
- Abitavo a Penny Lane di Riccardo Bertoncelli (Feltrinelli). Un libro per chi c'era e per chi avrebbe voluto esserci. E per chi ancora oggi cerca nei dischi, o nei libri, qualcosa che somigli a una promessa di libertà. La musica come passione, identità, rivoluzione: il memoir di una vita vissuta a tempo di rock. Un viaggio ironico e affettuoso nella colonna sonora di una generazione.
- Una strada senza nome di Kapka Kassabova (Crocetti). Una riflessione profonda sul "Socialismo dal Volto Umano", sull'esilio, sul senso dei confini e, soprattutto, sull'identità individuale e collettiva in un mondo in movimento.
- La vita sempre di Elena Varvello (Guanda). La vita sempre è la storia della vita che tenta di resistere alla Storia. E che dovunque e sempre alza la sua canzone al cielo, una canzone d'amore.
- Microfictions di Régis Jauffret (Mondadori). Un viaggio nella memoria di una generazione che ha trovato nella musica rock la propria voce, la propria libertà e il proprio modo di stare al mondo.
- I volti di Tove Ditlevsen (Mondadori). Dopo la Trilogia di Copenaghen continua la riscoperta di Tove Ditlevsen: I volti è un romanzo sconvolgente che racconta la storia di una donna sull'orlo del baratro, ritratta con tutta la vividezza dell'esperienza vissuta. Con una scrittura ammaliante, Ditlevsen mette a punto un'acuta esplorazione del matrimonio e del divorzio, dell'amore e della follia, della paura e del male.

…E sono tre: niente Mondiali per l'Italia!


Italia ancora senza Mondiali. Il Play-off di ieri sera a Zenica lo vince la Bosnia ai rigori, 5-2 dopo l'1-1 dei supplementari. Il gol di Kean (nell'azione partita dall'errore di Vasjli) sembra spianare la strada. La Bosnia però preme e al 41' la fuga di Memic è fermata dal fallo di Bastoni: rosso. Anche in dieci, ottime occasioni per gli Azzurri (Kean, Esposito, Dimarco). E grandi parate di Donnarumma (Bajraktarevic, Demirovic). Il tap-in di Tabakovic (79') porta ai Supplementari. Cala la pressione bosniaca, chance per Esposito.
Queste le parole dei protagonisti:
- Gennaro Gattuso: "Chiedo personalmente scusa per non avercela fatta, ma i ragazzi mi hanno impressionato. Una mazzata così è difficile da digerire. Non voglio parlare di arbitri, non voglio parlare di niente. È ingiusto, ma il calcio è questo. Sono orgoglioso dei ragazzi. Fa male perché serviva a noi, alle nostre famiglie e al movimento. Il mio futuro? Ora non è importante, era importante andare ai Mondiali".
- Gabriele Gravina: "Devo fare i complimenti a Gattuso, credo che sia stato un grande allenatore. Gli ho chiesto di rimanere alla guida tecnica di questi ragazzi, così come l'ho chiesto a Buffon. C'è stato un momento di sintonia nello spogliatoio con questi ragazzi. Loro sono stati eroici. La parte tecnica è da salvaguardare al 100%, per quanto riguarda la parte politica c'è una sede, abbiamo convocato un Consiglio federale la prossima settimana. Capisco l'esercizio della richiesta di dimissioni a piè sospinto, ma sono valutazioni che spettano al Consiglio".

TUTTI I PIAZZAMENTI DELLA NAZIONALE ITALIANA AI MONDIALI
- 1930 (in Uruguay): non partecipa
- 1934 (in Italia): CAMPIONE DEL MONDO
- 1938 (in Francia): CAMPIONE DEL MONDO
- 1950 (in Brasile): eliminata al Primo turno
- 1954 (in Svizzera): eliminata al Primo turno
- 1958 (in Svezia): non qualificata
- 1962 (in Cile): eliminata al Primo turno
- 1966 (in Inghilterra): eliminata al Primo turno
- 1970 (in Messico): Seconda
- 1974 (in Germania Ovest): eliminata al Primo turno
- 1978 (in Argentina): Quarto posto
- 1982 (in Spagna): CAMPIONE DEL MONDO
- 1986 (in Messico): eliminata agli Ottavi di Finale
- 1990 (in Italia): Terza
- 1994 (in Usa): Seconda
- 1998 (in Francia): eliminata a Quarti di Finale
- 2002 (in Corea del Sud e Giappone): eliminata agli Ottavi di Finale
- 2006 (in Germania): CAMPIONE DEL MONDO
- 2010 (in Sudafrica): eliminata al Primo turno
- 2014 (in Brasile): eliminata al Primo turno
- 2018 (in Russia): non qualificata
- 2022 (in Qatar): non qualificata
- 2026 (in Usa, Canada e Messico): non qualificata
- 2030 (in Marocco, Spagna e Portogallo)
- 2034 (in Arabia saudita)

Dieci thriller agghiaccianti di Donato Carrisi da leggere per scoprire il meglio del maestro italiano del brivido

Dieci thriller agghiaccianti di Donato Carrisi da leggere per scoprire il meglio del maestro italiano del brivido
Abbiamo messo insieme le opere migliori per scoprire, o riscoprire, uno dei più apprezzati giallisti italiani contemporanei

👉 fonte: il Libraio

Tra gli autori italiani di thriller più apprezzati degli ultimi 15 anni c'è senz'altro Donato Carrisi: scrittore e sceneggiatore, nonché apprezzato regista di film tratti dalle proprie opere. Il più celebre è senz'altro La ragazza nella nebbia, con Toni Sorvillo, che è valso a Carrisi un meritato David di Donatello per l'esordio alla regia.
Qui a seguire abbiamo scelto 10 tra i migliori romanzi di Carrisi, quelli scelti dalla redazione tra l'intera produzione dell'autore. Sono rivolti a tutti i lettori che non hanno paura di immergersi in atmosfere inquietanti o di risolvere, al fianco di detective tormentati e psicologi straordinari, omicidi sanguinari e misteriose sparizioni. Romanzi che spaziano dai piccoli paesini dell'Italia del Nord alle vie affollate ma ricche di segreti di Roma capitale.
Nella selezione trovano spazio i titoli che hanno reso famosi alcuni dei protagonisti ricorrenti più apprezzati nell'opera di Donato Carrisi: l'investigatrice Mila Vasquez, specializzata in persone scomparse; la coppia composta dall'amnesiaco detective Marcus e dalla formidabile addetta della scientifica Sandra; e lo psicologo infantile Pietro Gerber, specialista in ipnosi. Tutti titoli godibili anche come casi a sé stanti, o perfetti per aprire le porte ai romanzi successivi dei vari cicli. Non mancano, ovviamente, i titoli autonomi come il più recente La bugia dell'orchidea, o la fiaba illustrata Eva e la sedia vuota. Un intero universo di storie dark per chi ama il brivido del thriller.

- La ragazza nella nebbia. La cittadina di Avechot, tra le Alpi, è scossa dalla sparizione di Anna Lou, una ragazza sedicenne del posto, proveniente da una famiglia molto religiosa. Il cinico poliziotto Vogel, caduto in disgrazia per aver manomesso delle prove in un caso precedente, si trova a indagare sul caso, e capisce subito come manipolare i media per massimizzare la propria visibilità personale. Un giallo che è anche una riflessione sull'effetto delle incessanti coperture mediatiche dei fatti di cronaca, da cui è stato tratto l'omonimo film con Toni Servillo e vincitore del David di Donatello.
- Il suggeritore. Il romanzo d'esordio di Carrisi è un thriller fulminante sulle forme del male. Una squadra speciale, guidata dal criminologo Goran Gavila e dall'investigatrice Mila Vasquez, indaga sulla sparizione di sei bambine. Sempre un passo dinanzi a loro c'è un inafferrabile serial killer che riesce a coprire le proprie tracce nascondendosi dietro ad altri presunti colpevoli. O, forse, è semplicemente in grado di stimolare il male che si nasconde dietro alcuni uomini, suggerendo loro azioni orribili da compiere in sua vece.
- L'uomo del labirinto. Dopo il successo de La ragazza nella nebbia, ecco un altro romanzo da cui è stato tratto un film con Toni Sorvillo. Sedici anni fa, una ragazza di nome Samantha è stata rapita. L'investigatore privato Genko non è stato in grado di risolvere il caso. Quando la ragazza, ormai donna, ricompare altrettanto misteriosamente dal nulla, per Genko, in fin di vita a causa di una incurabile condizione cardiaca, si presenta una seconda opportunità di dare la caccia al maniaco che indossa una maschera da coniglio. Ad aiutarlo nelle indagini ritorna Milla Vasquez; e ci saranno anche il Dottor Green, incaricato di far riaffiorare in Samantha i ricordi soppressi degli anni perduti, e l'amica transessuale Linda, a sua volta in pericolo di vita.
- La casa delle voci. Il primo libro della serie di casi che vede come protagonista Pietro Gerber, "l'addormentatore di bambini". No, non uno pseudonimo da serial killer, ma da psicologo specializzato in minori coinvolti in eventi traumatici e ricordi soppressi. Gerber sta per rifiutare un caso, quello che gli è raccomandato da una collega australiana, perché la possibile paziente, Hannah, è un'adulta. Ma Hannah ha assistito a un omicidio, forse quando era bambina. E c'è una memoria da recuperare. Quella legata alla misteriosa casa delle voci, luogo felice in cui Hannah ricorda di aver vissuto durante l'infanzia con la famiglia, ma che sembra troppo bello per essere vero.
- Il tribunale delle anime. Un'altra serie con due protagonisti ricorrenti: Marcus e Sandra. Il primo, formidabile investigatore che non ricorda nulla del proprio passato. La seconda, una foto-rilevatrice della scientifica in grado di identificare qualsiasi dettaglio fuori posto sulla scena del crimine. In questo primo caso, ispirato a una vera storia di cronaca, i due devono indagare sulla scomparsa della studentessa Lara, mistero che potrebbe ruotare intorno alle pieghe più oscure di Roma.
- La bugia dell'orchidea. La tormentata scrittrice Victoria Anthon riceve una lettera anonima. Dentro, un ritaglio di giornale relativo a un omicidio multiplo che ha distrutto una famiglia, in una torrida estate di dieci anni prima. Anthon decide di partire alla volta di Nazareth, il piccolo paese in cui si è consumata la tragedia, per parlare con il giornalista autore dell'articolo. L'ultimo libro di Carrisi è un thriller immerso nel misticismo, il cui punto di forza sta senz'altro nelle evocative e inquietanti atmosfere del fittizio paese in cui è ambientato.
- Io sono l'abisso. Tre personaggi senza nome si muovono sulle rive del lago di Como, forse insieme alla minaccia non vista di un serial killer. Il primo è "l'uomo che pulisce", un netturbino con un'infanzia di abusi alle spalle; la seconda è "la ragazzina con il ciuffo viola", figlia di genitori ricchi, vittima di ricatti mostruosi da parte di un ragazzo di cui si fidava; la terza è "la cacciatrice di mosche", che cerca di salvare quante più donne possibili a rischio di violenza e soprusi. Le loro storie si intrecciano con quelle di un male che sembra emergere dalle profondità oscure del lago.
- Eva e la sedia vuota. "Nella grande casa spenta in cima alla collina viveva tutta sola una bambina…". Inizia così il libro più insolito di Carrisi: non un thriller ma una favola illustrata per bambini; una favola dark, certo, che parla di una bambina che vive da sola in una grande villa, e giura di poter sentire la voce di un bambino risponderle quando parla a una sedia vuota…
- L'educazione delle farfalle. Sandra è una fredda ed efficiente broker milanese, nota come lo "squalo biondo". Ha una figlia di sei anni, non desiderata, ma tollerata. Quando però questa resta coinvolta in un incendio, la sua apparente morte sconvolge la vita di Sandra. Un anno dopo, nuovi indizi sembrano rivelare che la bambina possa essere ancora viva, da qualche parte. E Sandra si scopre disposta a tutto pur di salvare sua figlia.
- La donna dei fiori di carta. Il terzo libro di Carrisi è un caso unico nella sua produzione letteraria, deviando dal thriller per virare verso il romanzo storico. Le vicende hanno infatti inizio nel 1916, durante la Prima Guerra Mondiale, al confine italo-austriaco. Qui il medico Jacob Roumann deve interrogare uno dei prigionieri italiani per capire se sia un ufficiale o un soldato semplice. L'italiano racconterà a Roumann la storia della propria vita, dal suo servizio come aiutante di un'anziana alpinista ungherese all'amore per la bellissima figlia dell'ambasciatore spagnolo a Parigi. Un romanzo di grande atmosfera, dal sapore romantico.

International Booker Prize 2026: ecco i 6 libri finalisti


International Booker Prize 2026: ecco i 6 libri finalisti
In shortlist Shida Bazyar, Rene Karabash, Ana Paula Maia, Daniel Kehlmann, Marie NDiaye e Yáng Shuāng-zǐ. Fuori dalla corsa per l'International Booker Prize 2026 Il duca dellitaliano Melchiorre. I particolari

👉 fonte: il Libraio

Con l'annuncio della shortlist, entra nel vivo l'International Booker Prize 2026, premio che può contare sul supporto di Bukhman Philanthropies.
Quest'anno, il riconoscimento (tra i principali al mondo tra quelli riservati alla narrativa in traduzione) giunge alla decima edizione e celebra le migliori opere di narrativa (o raccolte di racconti) tradotte in inglese e pubblicate nel Regno Unito e/o in Irlanda tra il primo maggio 2025 e il 30 aprile 2026.
La shortlist è stata selezionata dalla giuria presieduta dall'autrice Natasha Brown.
Ecco i 6 libri finalisti:
- The Nights Are Quiet in Tehran di Shida Bazyar (tradotto dal tedesco da Ruth Martin), pubblicato in Italia da Fandango con il titolo Di notte tutto è silenzio a Teheran.
- She Who Remains della scrittrice bulgara Rene Karabash (tradotto da Izidora Angel), in Italia per Bottega Errante con il titolo Colei che resta;
- On Earth As It Is Beneath dell'autrice portoghese Ana Paula Maia (tradotto da Padma Viswanathan);
- The Witch di Marie NDiaye (tradotto dal francese da Jordan Stump), pubblicato da Prehistorica come La strega;
- Taiwan Travelogue dell'autore vietnamita Yáng Shuāng-zǐ (tradotto dal cinese-mandarino da Lin King);
- The Director di Daniel Kehlmann (tradotto dal tedesco da Ross Benjamin), edito da Feltrinelli con il titolo Il regista.
Dai 6 finalisti resta fuori Matteo Melchiorre, con Il duca (Einaudi). Oltre a Melchiorre, non entrano in finale Olga Ravn (The Wax Child, tradotto dal danese da Martin Aitken) e la scrittrice iraniana Shahrnush Parsipur (il suo Women Without Men è tradotto dal persiano da Faridoun Farrokh, e in Italia è pubblicato da Tulemond con il titolo Donne senza uomini). Il libro era già uscito nel nostro Paese nel 2009, con Aiep editore e Tranchida).
Fuori dalla shortlist, poi, Small Comfort di Ia Genberg (tradotto dallo svedese da Kira Josefsson - I dettagli per Iperborea); The Deserters del francese Mathias Énard (tradotto da Charlotte Mandell, in Italia con e/o); The Remembered Soldier della scrittrice olandese Anjet Daanje (tradotto da David McKay) e We Are Green and Trembling dell'argentina Gabriela Cabezón Cámara (tradotto da Robin Myers).
Martedì 19 maggio sarà proclamata l'opera vincitrice (previsto anche un premio alla migliore traduzione).

martedì 31 marzo 2026

Baruch Spinoza: Trattato dei tre impostori. Mosè, Gesù, Maometto



Baruch Spinoza: Trattato dei tre impostori. Mosè, Gesù, Maometto

Titolo originale: De tribus impostoribus
Formato: copertina flessibile
Pagine: 121
Editore: Piano B edizioni (gennaio 2009)
ISBN: 9788890320545

Data di acquisto: 26 marzo 2026
Letto dal 27 al 31 marzo 2026 [precedente lettura: 16 dicembre 2023]

▪️Sinossi
Chi erano Mosè, Gesù e Maometto? Quali erano le vere intenzioni di questi tre uomini che hanno cambiato per sempre il corso dei secoli? Questo breve saggio, il libro clandestino più temuto e desiderato dell'Europa moderna, tenta di rispondere a queste semplici domande. Un pamphlet pungente, che vuol dimostrare la natura prettamente politica dei tre grandi monoteismi, e dei tre profeti che fondarono le religioni, qui considerati come veri e propri impostori dediti alla gloria personale e al controllo dei popoli. Senza scadere nella blasfemia, viene dichiarata l'avversione ai profittatori della religione e all'uso politico che è sempre stato fatto di essa. La prefazione al volume di Piergiorgio Odifreddi arricchisce con ulteriori contenuti e spunti di riflessione le teorie esposte, con una sintetica e incisiva storia del libro, della sua recezione e del suo ruolo nelle tappe della storia dell'ateismo. Il Trattato dei tre impostori, conobbe un immenso successo nell'Europa del 1700, quando fu ricercato e letto segretamente da re e principi, prima di essere messo all'indice per il suo carattere sovversivo. Il volume, giunto alla seconda edizione viene riproposto, dopo il grande successo di pubblico e di critica avuto in Francia.

▪️L'incipit del libro
Tutti desiderano conoscere la verità, e tuttavia pochissimi la conoscono, perché i più si credono incapaci di cercarla da soli o preferiscono non darsene la pena. Non c'è quindi da stupirsi se il mondo è pieno di opinioni ridicole e vane: per sostenerle, infatti, non c'è niente di meglio che l'ignoranza. È l'ignoranza l'unica fonte delle false idee che si hanno della divinità, dell'anima, degli spiriti e di tutti gli errori che ne derivano. Ed è una consuetudine ormai prevalsa quella di accontentarsi dei pregiudizi avuti fin dalla nascita, di affidarsi per ogni cosa a persone pagate per sostenere le opinioni tradizionalmente accettate, e quindi interessate a persuadere il popolo, che siano esse vere o false.

▪️La mia (brevissima) recensione
"Tutti gli uomini nascono profondamente ignari delle cause delle cose, e tutto quel che sanno è che una loro inclinazione naturale li porta a ricercare ciò che è loro utile e vantaggioso, e ad evitare ciò che ritengono dannoso".
Avevo già letto questo interessante libro sul Kindle; qualche giorno fa, avendolo visto esposto in una libreria, non ho esitato ad acquistarne anche la versione "cartacea".
Il Trattato dei tre impostori rappresenta il classico esempio di libro conosciuto più per l'alone di mistero che lo circonda che per il suo contenuto. Non solo smentisce le fondamenta delle tre grandi religioni monoteiste (Cristianesimo, Ebraismo ed Islam) ma, addirittura, provocatoriamente accusa i loro "esponenti" di spicco (Gesù, Mosè e Maometto) di aver edificato una vera e propria egemonia di potere a scapito della "verità".
La leggenda di questo libro imputato a Spinoza (ma non c'è certezza su questo fatto), ruota tutta attorno al suo essere un testo che circolava clandestinamente nell'Europa illuminista del 1700 e che, come si è visto, è un vero e proprio manifesto ironico di estrema ribellione.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)

"Crime 101": il thriller con Hemsworth e Berry arriva su Prime Video

Crime 101: il thriller con Hemsworth e Berry arriva su Prime Video

👉 fonte: HD Blog

Un'altra produzione di grande impatto è in arrivo su Prime Video, che dall'1° aprile vedrà l'arrivo del film intitolato Crime 101 - La strada del crimine. Parliamo di un thriller ambientato a Los Angeles, che annovera un cast di primissimo livello. Qualche nome? Chris Hemsworth e Halle Berry.
In questo film Chris Hemsworth sarà il protagonista e ricoprirà il ruolo di un ladro esperto, che proverà quello che spesso viene definito come "il colpo della vita". Maggiori dettagli nella sinossi ufficiale:
Sullo sfondo di una torrida Los Angeles sbiadita dal sole, Crime 101 - La strada del crimine racconta la storia di un abile ladro di gioielli (Chris Hemsworth) che semina il panico tra le forze dell'ordine con una serie di rapine lungo l'autostrada 101. Quando gli si presenta l'occasione di mettere a segno il colpo più importante della sua vita, la sua strada incrocia quella di una disillusa agente assicurativa (Halle Berry), arrivata a un bivio personale. Convinto di aver individuato uno schema ricorrente nelle rapine, un detective implacabile (Mark Ruffalo) gli sta dando la caccia, alzando ulteriormente la posta in gioco. A mano a mano che il giorno del colpo si avvicina, il confine tra cacciatore e preda comincia a farsi sempre più labile, e tutti e tre si trovano di fronte a scelte decisive per la loro vita, e alla consapevolezza che ormai non si può più tornare indietro.


Tratto dall'omonimo romanzo breve di Don Winslow, Crime 101 - La strada del crimine è stato scritto e diretto da Bart Layton, già noto per American Animals e L'impostore - The Imposter. Come anticipato, il cast sarà di primissimo livello e accanto a Berry e Hemsworth ci sarà anche Mark Ruffalo nei panni del detective. Ma non è tutto, poiché il cast comprende anche Barry Keoghan, Monica Barbaro, Corey Hawkins, Jennifer Jason Leigh e Nick Nolte.
La produzione porta la firma di Amazon MGM Studios.