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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

sabato 18 aprile 2026

Percival Everett: Un po' di fede


Percival Everett: Un po' di fede

Titolo originale: Little Faith
Formato: copertina flessibile
Pagine: 46
Editore: GEDI News Network S.p.A. (18 marzo 2026)

Data di acquisto: 18 marzo 2026
Letto il 18 aprile 2026

▪️Sinossi
Un racconto breve, un veterinario che va alla ricerca di una bambina sorda scomparsa. L'America migliore, quella che si prende cura di chi è vulnerabile e delle minoranze: la bambina si ritrova circondata da decine di serpenti velenosi, simbolo forse delle difficoltà che le minoranze devono affrontare in un mondo che non le rispetta.

▪️L'incipit del libro
Il ranch era attraversato da un torrente che s'ingrossava in primavera, nutrendo una stretta striscia di salici ed erba verde anche nelle più torride settimane d'estate. Gli alci e i wapiti si fermavano a brucare sulle sponde, lasciando profonde impronte nel fango. Sam Innis era cresciuto lì insieme a sua madre. Suo padre era morto nella guerra del Vietnam. La donna si era aggrappata al sogno del marito, aveva preso in affitto un terreno a pascolo, allevava un pugno di vacche e dava lezioni di piano ai bambini di tutta la valle. Aveva respinto diversi pretendenti, sostenendo che anche il solo pensiero sarebbe stato un tradimento. L'amore per gli spazi aperti era penetrato dentro il ragazzo come un balsamo, una cortina che lo proteggeva da qualsiasi cosa, uno strato di pace. Sua madre se l'era tenuto accanto per non perdere quel poco di famiglia che le era rimasta, ma aveva lasciato che il ranch e la terra lo forgiassero. L'aveva lasciato libero di andar via a studiare, ed era morta mentre lui frequentava la scuola per veterinari. Lui l'aveva fatta cremare e ora le sue ceneri si mescolavano ai solchi polverosi, al fango e alle profonde impronte di vita di quel luogo. Al crepuscolo, quando i gufi e i pipistrelli cominciavano a sussurrare, Sam si sedeva in riva al torrente a osservare le trote che si spingevano in superficie per inghiottire qualche insetto.

▪️La mia (brevissima) recensione
"Sua madre l'aveva detto: puoi uccidere tutto, puoi farlo a pezzi e ricostruirlo da capo, puoi irrigarlo a dovere, ma il deserto è il deserto, sempre più deserto di giorno in giorno".
Un po' di fede è un racconto breve (compreso nella raccolta In un palmo d'acqua del 2015) di Percival Everett ed in cui il grande scrittore statunitense cerca di attribuire significato al mondo attuale tramite riti e piccole (e delicate) azioni.
Racconto flash che è quasi una potente fiaba triste in cui il protagonista (un giovane veterinario di colore nel classico selvaggio ovest americano) agisce tra illusione, fede e speranza. E questo fatto conferma Percival Everett come uno dei talenti più innovativi della letteratura americana dei giorni nostri: non a caso, la bambina sorda che si è persa ed il protagonista nero che, nel tentativo di ritrovarla, è più volte morso dai serpenti, sono l'innegabile personificazione degli attuali problemi delle minoranze (vedete un po' cosa sta accadendo negli USA, e nel mondo in generale, alle prese con il secondo mandato di Trump).
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

"Chiedi alla polvere", l'anti-romanzo di formazione che ha cambiato la storia della letteratura. Sia lode a John Fante


Chiedi alla polvere, l'anti-romanzo di formazione che ha cambiato la storia della letteratura.  Sia lode a John Fante

👉 fonte: Pangea News

Chiedi alla polvere (Ask the dust) di John Fante, edito nel 1939, secondo romanzo della cosiddetta Trilogia di Bandini e giudicato oggi il capolavoro dell'autore americano, è testo che, pur nella sua apparente linearità stilistica e narrativa, costruisce una delle più drastiche e ingegnose rappresentazioni della coscienza moderna nella letteratura americana del Novecento. Passato pressoché inosservato, al tempo, per lo stile crudo, cinico e diretto, non conforme ai gusti del pubblico coevo (il bestseller del 1939 fu Furore di John Steinbeck e i lettori cercavano storie che narrassero la crisi economica e le lotte sociali o tuttalpiù romanzi noir, robusti ma di intrattenimento, alla Chandler, o storici e romantici alla Via col vento), il romanzo fu comunque pubblicato da Stackpole Sons: poco dopo l'uscita la casa editrice fallì, interrompendo la promozione e la distribuzione del libro, che rimase sugli scaffali, dimenticato. Venne poi rivalutato negli anni Settanta grazie all'apprezzamento di Bukowski che fece dell'autore un proprio punto di riferimento e cavalcò il "realismo sporco" di cui Fante fu in qualche modo precursore.
La vicenda di Arturo Bandini, ganglio tematico del libro e coestensiva di tutti e tre i romanzi di questo ciclo, non va tradotta soltanto come la storia di un giovane aspirante scrittore nella Los Angeles della Grande Depressione, ma come un dispositivo narrativo che mette in scena la frattura tra desiderio e realtà, tra costruzione simbolica del sé e fallimento concreto di un'esistenza, in fondo invischiata come una mosca nel bicchiere.
La narrazione in prima persona, spesso eccessiva e melodrammatica, non è simulacro formale dell'identità del protagonista, ma l'espediente attraverso cui Fante produce un effetto di incertezza epistemologica: tutto ciò che il lettore conosce è setacciato dalla coscienza di Bandini, una coscienza ipertrofica, ridondante, inaffidabile, tale da descrivere un pendolo tra delirio di grandezza e autodissoluzione. Questa oscillazione non è un mera scialbatura formale, ma strutturale: Bandini vagheggia continuamente una versione eroica di sé (il grande scrittore destinato alla gloria) per poi demolirla attraverso comportamenti meschini, crudeli o autolesionistici. In questo senso, Fante non racconta semplicemente un fallimento, ma mette in luce come il fallimento sia intrinseco fin dall'inizio alla modalità con cui il soggetto si percepisce e narra sé.
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venerdì 17 aprile 2026

Cinque libri preferiti e consigliati da Philip Roth


Cinque libri preferiti e consigliati da Philip Roth
I libri amati da Philip Roth che hanno segnato la letteratura americana: romanzi di formazione, ribellione e identità da riscoprire

👉 fonte: Libreriamo

Philip Roth è stato uno degli scrittori più importanti del Novecento americano, capace di raccontare con lucidità e ironia le ossessioni, le contraddizioni e le tensioni dell'individuo moderno. Nei suoi romanzi ha indagato l'identità, il desiderio, la famiglia, il rapporto con la società, costruendo una voce riconoscibile e profondamente influente.
Ma Roth non è stato solo un autore. È stato anche un lettore attento, capace di riconoscere nella tradizione letteraria quelle opere che più di altre riuscivano a mettere in scena il conflitto tra individuo e mondo. I libri che amava non erano scelti per il loro prestigio, ma per la loro capacità di restituire la complessità dell'esperienza umana.
Questa selezione riflette proprio questo sguardo. Sono romanzi che parlano di crescita, di ribellione, di perdita e di scoperta. Storie che non cercano soluzioni semplici, ma attraversano la vita nella sua forma più autentica.

▪️Angelo, guarda il passato di Thomas Wolfe (Mattioli 1885)
Angelo, guarda il passato è un romanzo di formazione che segue la crescita di Eugene Gant, un giovane diviso tra il desiderio di partire e il legame profondo con la propria famiglia. Ambientato in una cittadina del Sud degli Stati Uniti, il libro racconta i primi vent'anni della sua vita, attraversati da tensioni familiari, lutti e scoperte.
Eugene osserva il mondo con uno sguardo inquieto e appassionato, cercando di capire quale sia il suo posto. La famiglia rappresenta allo stesso tempo un rifugio e un limite, un luogo da cui partire per costruire una propria identità. Il romanzo segue il suo percorso fino alla decisione di lasciare casa e intraprendere una strada autonoma.
Thomas Wolfe costruisce una narrazione intensa e stratificata, in cui esperienza personale e ritratto sociale si intrecciano. Il libro diventa così non solo una storia individuale, ma anche un affresco dell'America del primo Novecento, in bilico tra tradizione e cambiamento.

▪️Il giovane Holden di J.D. Salinger (Einaudi)
Il giovane Holden racconta pochi giorni nella vita di Holden Caulfield, un adolescente che abbandona il college e si ritrova a vagare per New York. La trama è essenziale, ma il cuore del romanzo sta nella voce del protagonista.
Holden osserva il mondo con un misto di rabbia e disillusione, incapace di accettare l'ipocrisia e il conformismo che percepisce intorno a sé. I suoi pensieri, spesso contraddittori, costruiscono un ritratto complesso di un giovane in crisi, alla ricerca di un senso che non riesce a trovare.
Il romanzo non segue una struttura tradizionale, ma si sviluppa come un flusso di coscienza, in cui ogni incontro diventa occasione per riflettere. Holden non trova risposte, ma continua a interrogarsi.
Il giovane Holden è diventato un classico proprio per questa capacità di dare voce a un'inquietudine universale, che attraversa generazioni diverse.

▪️Le avventure di Augie March di Saul Bellow (Mondadori)
Le avventure di Augie March è un romanzo che segue il protagonista attraverso una serie di esperienze che lo portano a confrontarsi con il mondo in tutta la sua complessità. Augie cresce ai margini della società, costretto a reinventarsi continuamente. La storia si sviluppa come un viaggio, fatto di incontri, lavori diversi e situazioni imprevedibili. Ogni episodio contribuisce a costruire la sua identità, senza mai definirla completamente. Augie non cerca una destinazione precisa, ma vive nel movimento.
Saul Bellow utilizza una scrittura ricca e dinamica, capace di restituire il ritmo della vita urbana e la varietà dei personaggi. Chicago diventa uno spazio vivo, attraversato da storie e possibilità.
Il romanzo riflette sul tema della libertà, mostrando quanto sia difficile costruire un percorso personale in un mondo che spinge continuamente a conformarsi.

▪️Addio alle armi di Ernest Hemingway (Mondadori)
Addio alle armi racconta la storia di Frederic Henry, un ufficiale americano che partecipa alla Prima guerra mondiale in Italia. Il romanzo si sviluppa tra il fronte e la relazione con Catherine Barkley, infermiera inglese. La guerra non è solo uno sfondo, ma una presenza costante che influenza ogni scelta. Il protagonista si muove tra disillusione e desiderio di fuga, cercando di trovare un senso in una realtà dominata dal caos.
Hemingway utilizza uno stile essenziale, fatto di frasi brevi e dialoghi diretti. Questa semplicità apparente nasconde una grande profondità emotiva. Ogni gesto, ogni silenzio ha un peso. La storia d'amore tra Frederic e Catherine rappresenta un tentativo di costruire uno spazio di autenticità dentro un mondo distrutto. Ma proprio questa fragilità rende il romanzo così intenso.
Addio alle armi è un libro che riflette sulla perdita, sull'amore e sulla difficoltà di restare umani in situazioni estreme.

▪️Le botteghe color cannella di Bruno Schulz (Einaudi)
Le botteghe color cannella è un libro che sfugge a ogni definizione semplice. Non è un romanzo nel senso tradizionale, ma una raccolta di racconti che si muovono tra memoria, sogno e deformazione della realtà. Il protagonista osserva il mondo dell'infanzia come un territorio instabile, in cui gli oggetti si animano e le figure adulte assumono tratti quasi irreali. Il padre, venditore di stoffe, diventa il centro di questo universo, trasformandosi continuamente, oscillando tra eccentricità e follia.
Schulz costruisce una scrittura ricchissima, piena di immagini, metafore e dettagli che si accumulano fino a creare un effetto quasi ipnotico. La realtà non viene raccontata, ma reinventata, come se ogni ricordo fosse già una trasformazione. Le botteghe, con i loro odori e le loro merci, diventano uno spazio simbolico, un luogo in cui il passato prende forma e si mescola con l'immaginazione. L'infanzia non è nostalgia, ma un archivio di possibilità, un punto da cui tutto può ancora nascere.
Il libro restituisce un mondo fragile, attraversato da una bellezza inquieta. È una lettura che richiede attenzione, ma che lascia una traccia profonda, proprio perché riesce a rendere visibile ciò che normalmente resta nascosto.

George R.R. Martin: Il Cavaliere dei Sette Regni


George R.R. Martin: Il Cavaliere dei Sette Regni. Edizione illustrata

Titolo originale: A Knight of the Seven Kingdoms
Formato: Kindle (40.7 MB)
Pagine: 502
Editore: Mondadori (18 ottobre 2016)
ASIN: B01LX6UECZ
ISBN-13: 9788852076688

Data di acquisto: 13 aprile 2026
Letto dal 13 al 17 aprile 2026

▪️Sinossi
Nuova edizione illustrata con 160 tavole originali di Gary Gianni.
Westeros, novant'anni prima degli avvenimenti narrati nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Qui si muovono due nuovi grandi personaggi del pantheon di George R.R. Martin: Dunk, noto anche come ser Duncan l'Alto, cavaliere errante poco avvezzo agli intrighi di corte ma abile nella lotta e nobile di cuore, e il suo giovane scudiero Egg, un soprannome dietro cui si nasconde, all'insaputa del mondo, Aegon Targaryen, principe della Casa dei Draghi e destinato un giorno a sedersi sul Trono di Spade.
Alla morte del cavaliere di cui era scudiero, Dunk decide di prenderne le insegne e partecipare a un grande torneo che si svolgerà al Campo di Ashford. Sulla strada, in una locanda, incontra un ragazzino che afferma di essere orfano. Dopo un primo rifiuto, Dunk accetta di farne il suo scudiero: è il primo momento del sodalizio di una straordinaria coppia di eroi. Dal Giudizio dei Sette (una competizione in cui due gruppi di sette cavalieri si sfidano senza esclusione di colpi), passando per una storia di intrighi e tradimenti sull'Altopiano, fino alla misteriosa sparizione di un uovo di drago, Dunk ed Egg affrontano incredibili avventure attraversando i Sette Regni di Westeros dall'uno all'altro dei punti cardinali.
Le loro gesta hanno luogo in un mondo più sereno rispetto a quello descritto nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, un mondo sfarzoso fatto di tornei, donne e cavalieri, in cui non mancano complotti e macchinazioni ma in cui c'è posto anche per un innocente eroismo. Eppure dietro lo splendore si mettono già in moto gli eventi che porteranno alla guerra e alla distruzione.
Il Cavaliere dei Sette Regni è un libro che si legge indipendentemente dalla saga, ma che al tempo stesso è a lei indissolubilmente legato, come un imperdibile prequel. Gli appassionati non mancheranno di trovare numerosi riferimenti (tra cui un cameo dell'infido Walder Frey bambino) che illumineranno le pagine già note delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Un nuovo meraviglioso tassello nel grandissimo affresco epico costruito da George R.R. Martin, maestro indiscusso del fantasy contemporaneo.

▪️L'incipit del libro
Le piogge primaverili avevano ammorbidito il terreno e Dunk non ebbe problemi a scavare la fossa. Scelse un punto sul versante occidentale della collina, per il vecchio che aveva sempre amato i tramonti. «Un altro giorno se n'è andato» diceva di solito con un sospiro «e chissà che cosa ci riserverà il domani, eh, Dunk?».
Be', un domani aveva portato loro la pioggia che li aveva inzuppati fino alle ossa, il giorno successivo raffiche di vento umido e quello dopo ancora un brusco abbassamento della temperatura. Il quarto giorno il vecchio era troppo debole per montare in sella. E ora se n'era andato. Solo pochi giorni prima, mentre cavalcavano, aveva intonato la vecchia canzone del cavaliere che va a Città del Gabbiano per vedere una bella fanciulla, però cambiando il nome della città. «Vado ad Ashford per vedere la bella pulzella, ehi-oh, ehi-oh.» Quel verso risuonava tristemente nella testa di Dunk mentre scavava.


▪️La mia recensione
"Tra tutti, l'unico vero cavaliere è quello errante, Dunk - gli aveva detto il vecchio, molto tempo prima -. Gli altri servono i lord che li mantengono o dai quali hanno ricevuto la terra, invece noi scegliamo i signori da servire, uomini nelle cui cause crediamo. Tutti i cavalieri prestano giuramento di protezione verso il debole e l'innocente, ma noi siamo forse quelli che mantengono meglio quel voto".
Per chi ha amato Le Cronache del ghiaccio e del fuoco (Il Trono di Spade o Game of Thrones, chiamatelo come preferite) questa lettura è quasi una tappa obbligata per meglio comprendere quegli avvenimenti.
Il cavaliere dei Sette Regni, infatti, è una raccolta di tre racconti che si collocano pressappoco novant'anni prima degli eventi delle Cronache. Inoltre, ha un tono più leggerino (in alcuni punti è anche divertente) ma, per quanto mi riguarda, è decisamente più movimentato.
I due protagonisti (il cavaliere errante Ser Duncan l'Alto ed Egg il suo piccolo scudiero… ma scopriremo ben presto chi si cela dietro questo nomignolo) costituiscono l'elemento che da forza a tutto il libro. Il loro rapporto, fatto di reciproca fedeltà e correttezza, ed il loro sarcasmo (vera e propria satira contro il potere) spiccano in un mondo fatto di politica esasperata, tornei, alleanze effimere, cospirazioni e tradimenti a più non posso.
I tre racconti son storie indipendenti ma, allo stesso tempo, interconnesse le une alle altre. Se volete leggere questo libro, non c'è alcun bisogno di aver letto le Cronache; allo stesso tempo, è innegabile che la lettura di questo libro-prequel  arricchisce di molto quella delle Cronache: nelle Cronache non mancano i riferimenti al Cavaliere; viceversa, nel Cavaliere, si gettano già i primi semi per tutto ciò che avverrà nelle Cronache. Piccola nota a margine: qui fa la sua prima apparizione un infante (ma già antipatico!) Walder Frey.
Perciò, chi vorrebbe ritrovare lo stesso tono epico delle Cronache, questa volta potrebbe restare un po' deluso: qui, come detto, è tutto più semplice e meno ambizioso (non ci sono grandi battaglie, draghi, magia, Estranei, giganti, ecc.). Tutt'al più, attraverso le peripezie di Egg avremo la possibilità di approfondire la politica dei Targaryen, le prime crepe all'interno di questa grande casata ed i rancori mai sopiti dei Blackfyre verso di loro.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)

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Quando è uscito, "Operazione Shylock" era "solo" un romanzo che parlava di Philip Roth. Adesso è un romanzo che parla del nostro mondo


Quando è uscito, Operazione Shylock era "solo" un romanzo che parlava di Philip Roth. Adesso è un romanzo che parla del nostro mondo
Adelphi ha appena ripubblicato (con la bellissima traduzione di Ottavio Fatica) il romanzo del 1993. Rileggerlo oggi è come scoprire un intero mondo che Roth aveva previsto e spiegato già all'epoca

👉 fonte: Rivista Studio

Nell'introduzione alla quarta giornata del Decameron, per la prima e unica volta in tutta la raccolta, prende la parola Boccaccio. È lui che vuole raccontare direttamente una novella, la novella delle papere. Lo fa per rispondere alle critiche di chi, in quel momento, lo accusa di essere volgare, osceno, scandaloso per i lettori dell'epoca.
In breve, un padre e un figlio, fiorentini entrambi, perdono rispettivamente la moglie e la madre, che muore prematuramente. Il padre, allora, disperato, "tanto sconsolato", dice Boccaccio, decide di isolarsi con il figlio in una specie di cella sul Monte Senario per condurre una vita di sacrifici e di rinunce, di dedicarsi interamente a Dio, lontano dalle tentazioni della città. Quando il figlio cresce, però, per aiutare il padre che ormai si è fatto vecchio, gli propone di accompagnarlo a Firenze, per fare alcuni servizi e incontrare altri devoti. Il padre accetta, ed è lì che il figlio scopre la meraviglia. Per la prima volta nella sua vita, incontra le ragazze. Chiede al padre cosa siano, il padre gli risponde di non guardare, che quelle sono "mala cosa". Come si chiamano?, domanda il figlio. «Elle si chiamano papere», risponde il padre. Il figlio confessa di non aver mai visto niente di più bello, e dice al padre che vorrebbe conoscere una di quelle papere, che «io le darò beccare».
Ecco, Operazione Shylock. Una confessione, uscito nel 1993 e appena ripubblicato da Adelphi (nella bellissima traduzione di Ottavio Fatica) è la novella delle papere di Philip Roth. Come sottolinea Carrère nella prefazione, anche in questo romanzo, che è un misto di autofiction, giallo, satira, thriller paranoico e simili, viene fuori la "potenza comica" di Roth. Il comico, in effetti, come aveva confessato l'autore in un saggio, gli ha sempre permesso di immaginare meglio quello che già sapeva. Se qualcuno chiedesse di cosa parla Operazione Shylock, la risposta potrebbe essere: c'è Philip Roth, a Manhattan, che scopre, grazie ad alcuni amici, l'esistenza di un altro Philip Roth a Gerusalemme, cioè di uno che si spaccia per lui. Uno che predica il "diasporismo", una sorta di "anti-Mosè" che vorrebbe portare gli ebrei fuori da Israele, per farli tornare in Europa, per recuperare quella vita ebraica-europea cancellata da Hitler.
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400 ebook in offerta dal 19 al 23 aprile 2026


400 ebook in offerta dal 19 al 23 aprile 2026
Dal 19 al 23 aprile in offerta 400 libri in versione digitale, suddivisi in 8 percorsi: tra romance, romanzi d'avventura, saghe familiari e manuali a tema benessere e lavoro

👉 fonte: il Libraio

Una promozione ebook speciale, in programma nei principali negozi online: dal 19 al 23 aprile sono infatti in offerta (scontati di oltre il 60%) 400 libri in versione digitale, suddivisi in 8 percorsi: spazio, ad esempio, a opere, sia classiche sia recenti, da cui sono state tratte film o serie tv; e ancora, a saghe familiari e a romanzi storici.
L'offerta in questione si rivolge a pubblici molto diversi: in sconto, non a caso, anche romacom spicy e libri cozy, oltre a una selezione di romance e feel good; tra i 400 ebook protagonisti dell'offerta troviamo poi tante novità degli ultimi mesi, e una selezione di opere provenienti dall'Oriente, sia contemporanee sia del passato.
Non è finita: in promozione ci sono pure page turner d'azione e avventura, oltre a saggi e manuali e manuali dedicati al tema del lavoro e del benessere personale.
Tra le autrici e gli autori protagonisti, nomi italiani e internazionali come André Aciman, Alice Basso, Dario Bressanini, Cristina Caboni, Lee Child, Michael Crichton, Ildefonso Falcones, Alessia Gazzola, James Patterson, Emanuele Trevi e Hans Tuzzi (solo per citarne alcuni).
Qui i particolari sull’offerta ebook: Amazon - IBS - Kobo - laFeltrinelli - LibrerieCoop.

giovedì 16 aprile 2026

"La scatola delle lacrime" di Han Kang, il libro che che aiuta a non aver paura del dolore


La scatola delle lacrime di Han Kang, il libro che che aiuta a non aver paura del dolore
Arriva in libreria il nuovo libro di Han Kang: ci insegna che il pianto non è debolezza. La scatola delle lacrime è una favola poetica che aiuta ad accettare il dolore e trasforma la fragilità in un dono.

👉 fonte: Libreriamo

Han Kang, Premio Nobel per la Letteratura, torna a incantare i lettori italiani con La scatola delle lacrime (traduzione di Lia Iovenitti, illustrazioni di Bomroya), una favola moderna che ha il sapore di un rito di guarigione. Dopo il successo internazionale de La vegetariana e L'ora di greco, l'autrice sudcoreana ci conduce in un territorio dove il realismo magico incontra la fragilità dell'anima, ricordandoci che ogni pianto, anche il più silenzioso, possiede un valore inestimabile.
C'era una volta una bambina che viveva in un villaggio remoto fra le montagne. Come "due ciottoli sott'acqua", i suoi grandi occhi scuri erano sempre bagnati di pianto: bastava un'ombra, il soffio umido del vento poco prima della pioggia, un piccolo gesto o una melodia lontana a farle versare lacrime.
Poi, un giorno, giunse al villaggio un uomo vestito di nero, con un grande cappello, una borsa scura e un minuscolo uccellino blu dalle piume lucenti. Un uomo dal sorriso malizioso e dallo sguardo triste, con un uccellino color pesca dalle ali blu surreale che spunta da una manica, e una domanda che scuote le fondamenta della logica: si possono collezionare le lacrime?
"Io sono un collezionista di lacrime. Le rivendo anche, se qualcuno ne ha bisogno".
In questa premessa risiede il cuore pulsante del libro. Han Kang ci presenta una figura quasi mitologica, un mercante di emozioni che non cerca oro o pietre preziose, ma l'essenza stessa dell'umanità. Con La scatola delle lacrime, l'autrice compie un atto rivoluzionario: restituisce dignità al dolore.
Incuriosita dalle storie di quell'uomo misterioso e ammaliata dalla "forza strana" dell'uccellino blu, la bambina decise di unirsi al loro viaggio. E durante il cammino (come narra Han Kang in questo racconto delicato e visionario, che ricorda una fiaba di Miyazaki) il mondo intero iniziò a mutare dentro e fuori di lei.
Chi conosce lo stile della Nobel sa che la sua scrittura è come un bisturi avvolto nella seta: precisa, a tratti cruda, ma profondamente empatica. Nel libro la prosa si fa più rarefatta, quasi eterea, assecondando la natura favolistica del racconto. Eppure, sotto la superficie di questa delicatezza, scorrono i temi cari all'autrice: la solitudine, il peso dei ricordi e la ricerca di un contatto autentico con l'altro.
Le lacrime, in questa narrazione, sono tracce di vita vissuta, testimonianze di momenti che ci hanno segnato. Il collezionista non le accumula per egoismo, ma per rimetterle in circolo. Perché, come suggerisce Han Kang, a volte abbiamo bisogno delle lacrime degli altri per imparare a versare le nostre, o per capire che non siamo soli nel nostro naufragio.
Ad arricchire questa edizione sono le illustrazioni di Bomroya, che non si limitano a decorare il testo, ma instaurano un vero e proprio dialogo visivo con le parole della Kang. Le immagini catturano perfettamente quell'atmosfera sospesa, quel contrasto tra il "tetro" dell'abbigliamento dell'uomo e il "blu surreale" delle ali dell'uccellino.
Il libro diventa così un oggetto prezioso, una piccola "scatola" da sfogliare con cura, dove l'arte visiva e quella letteraria si fondono per creare un'esperienza sensoriale completa. È un'opera che parla ai bambini che siamo stati e agli adulti che cercano ancora risposte nel buio.
La scatola delle lacrime è un invito alla sosta. Ci dice che va bene fermarsi, va bene essere tristi, va bene custodire le proprie ferite. La "vendita" delle lacrime di cui parla il protagonista è una metafora potentissima della condivisione: solo quando accettiamo di mostrare la nostra parte più fragile diventiamo veramente liberi.
Leggere Han Kang significa accettare di guardarsi dentro. Con questo libro, l'autrice ci regala una bussola per orientarci nel labirinto delle nostre emozioni, trasformando il pianto da debolezza a dono.

Spotify inizia ufficialmente a vendere libri cartacei


Spotify inizia ufficialmente a vendere libri cartacei

👉 fonte: HD Blog

Spotify sta ampliando la sua offerta di contenuti espandendosi sempre di più verso il mondo dell'editoria. Dopo l'introduzione degli audiolibri, sulla piattaforma arrivano i… libri veri e propri. In pratica, grazie alla nuova partnership con Bookshop.org, sarà possibile acquistare volumi cartacei direttamente dall'app almeno dagli Stati Uniti e dal Regno Unito (in questa prima fase di lancio).
L'obiettivo di Spotify è integrare meglio audiolibri e lettura fisica. Molti utenti, infatti, intendono già gli audiolibri come "integrativi" rispetto al libro cartaceo, e passano spesso e volentieri dall'uno all'altro. Tra le novità principali c'è appunto Page Match, che usa la fotocamera per sincronizzare il punto tra libro e audio; e poi ancora il riepilogo automatico degli audiolibri tramite AI, l'espansione delle classifiche e delle lingue supportate… Tutto approntato per rendere l'esperienza di lettura più fluida, continua e accessibile.
La partnership con Bookshop.org è stata annunciata a febbraio, con il fondatore e CEO Andy Hunter che si è mostrato particolarmente entusiasta, in quanto Spotify sta "portando più lettori".
Da Spotify, Owen Smith, responsabile globale degli audiolibri, ha dichiarato: "Che si tratti di scoprire un libro come faresti con una canzone o un podcast su Spotify, di ascoltare l’audiolibro durante il tragitto, di usare Page Match per passare a una copia cartacea a casa, o di riprendere da dove avevi lasciato con un riepilogo, stiamo rendendo più semplice per le persone interagire con i libri, sostenendo allo stesso tempo la crescita di autori ed editori".
Page Match sarà presto disponibile per gli utenti di più di 30 lingue, tra cui francese, tedesco e svedese (tra quelle citate da Spotify nella nota stampa). I riassunti AI, invece, sono in arrivo su Android dopo essere già stati lanciati su iOS a novembre.
Infine, per quanto riguarda le classifiche degli audiolibri, queste fanno il loro debutto in Germania, mostrando quali libri sono di tendenza sulla piattaforma. E un nuovo grafico dedicato agli audiolibri per bambini è stato appena lanciato negli USA e in UK.

mercoledì 15 aprile 2026

Joyce Carol Oates: Il primo marito


Joyce Carol Oates: Il primo marito

Titolo originale: The First Husband
Formato: copertina flessibile
Pagine: 46
Editore: GEDI News Network S.p.A. (17 marzo 2026)

Data di acquisto: 17 marzo 2026
Letto il 14 aprile 2026

▪️Sinossi
Un avvocato scopre alcune vecchie foto del passato della moglie, innescando una storia cupa tra Manhattan e il Nevada.

▪️L'incipit del libro
Iniziò in maniera innocente: stava cercando il passaporto di sua moglie.
I Chase stavano pianificando il loro primo viaggio insieme in Italia. Per festeggiare il loro decimo anniversario.
Il consunto passaporto di Leonard si trovava dove lui lo teneva sempre, ma il meno utilizzato passaporto di Valerie sembrava non essere nello stesso posto, quindi Leonard si mise a cercare nei cassetti dedicati a lei, nella cassettiera, nei cassetti della scrivania, nel singolo cassetto basso del tavolo in legno di ciliegio che a volte Valerie usava come scrivania e lì, in una cartellina, trovò il passaporto assieme a un duplicato del suo certificato di nascita e altri documenti. E, stipato in fondo al cassetto, un pacchetto di fotografie tenute insieme da un elastico consunto.
Polaroid. A giudicare dai loro colori leggermente sbiaditi, si trattava di vecchie Polaroid.

▪️La mia (brevissima) recensione
"Di tutte le emozioni ignobili, la gelosia doveva essere la peggiore! Assieme all'invidia".
Ecco qui un brevissimo racconto (neanche una cinquantina di paginette) ma che mette ansia in abbondanza e, infine, lasciando anche un senso latente di tragicità. Il primo marito, un racconto (facente parte della raccolta del 2011 Dammi il tuo cuore) della scrittrice americana Joyce Carol Oates, analizza le fratture all'interno di una coppia quando il passato scava e si fa largo tra segreti e bugie. Ma è un racconto che indaga persino l'insicurezza, l'ossessione e l'invidia del maschio della coppia.
La trama è questa: Leonard Chase, un brillante avvocato, vorrebbe intraprendere un viaggio in Italia insieme a Valerie, sua moglie, per festeggiare il loro decimo anniversario di matrimonio. Per la preparazione del viaggio ha bisogno dei rispettivi passaporti: il suo lo trova subito, per quello della moglie deve cercare nei cassetti della scrivania della donna. Non l'avesse mai fatto… Insieme al passaporto trova anche alcuni vecchi scatti intimi di lei insieme al primo marito. E da qui in poi, parte tutta una serie di eventi che porteranno al drammatico finale.
In poche pagine, e con dialoghi brevi e diretti, la Oates riesce a mettere in scena tutto un sistema di dinamiche psicologiche basate su gelosia e paranoia. Assisteremo, perciò, alla lenta "caduta" mentale e professionale del protagonista mentre, via via, verrà intrappolato dai sospetti e di rimpianti del passato.
Il primo marito, quindi, è fortemente consigliato a chi preferisce le letture psicologiche sul "lato oscuro" della coppia.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

Il romanzo di oltre 500 pagine consigliato da "The Times" che ti catturerà dall'inizio alla fine


Il romanzo di oltre 500 pagine consigliato da The Times che ti catturerà dall'inizio alla fine
La cosa migliore? Non si limita a raccontare una storia d'amore, ma affronta anche altri temi che ti faranno riflettere

👉 fonte: Cosmopolitan

Quando i grandi media pubblicano una recensione positiva, difficilmente lo fanno alla leggera. E dopo la loro uscita, i lettori si fermano ad ascoltare con attenzione.
È il caso di una recente raccomandazione del prestigioso The Times, che ha segnalato un romance di oltre 500 pagine incentrato su un triangolo amoroso, definendolo "commovente, divertente e assolutamente coinvolgente".
Si tratta di un libro pubblicato in Italia da qualche mese, ma già capace di conquistare lettori in tutto il mondo.
E non è l'unico riconoscimento: testate come The Guardian, NPR, BBC e Lit Hub lo hanno inserito tra i migliori libri del 2025 e tra i titoli più attesi del 2026.
The New Yorker lo definisce "ambizioso, capace di esplorare come diamo senso alla nostra esistenza di fronte a perdite sempre più grandi", mentre il Boston Globe lo descrive come "fresco, saggio, divertente e compassionevole. Un vero trionfo narrativo".
The Guardian, infine, aggiunge: "Racconta la sua storia con tale intensità, calore e umorismo che solo dopo averlo finito si comprende davvero la portata e la brillantezza dell'opera".
Dietro questi elogi c'è Eric Puchner, autore dalla carriera solida che continua a distinguersi nella narrativa contemporanea grazie a una scrittura precisa ed emotiva. In questo romanzo porta il suo talento ancora più in là, costruendo una storia ambiziosa che si sviluppa nell'arco di circa 50 anni e che non si esaurisce quando il triangolo amoroso, apparentemente, trova una sua risoluzione.
Tutto inizia con Cece, una donna innamorata che arriva nella casa sul lago Salish, in Montana, dove si celebrerà il suo matrimonio con Charlie. La casa appartiene ai futuri suoceri, ed è qui che conosce Garrett, il migliore amico dello sposo. All'inizio tra i due non c'è sintonia, ma con il tempo il rapporto cambia, si evolve. e li porta a mettere in discussione ciò che vogliono davvero dal futuro.
La svolta? Le scelte dei protagonisti finiranno per influenzare anche le generazioni successive, dando vita a una storia che si estende ben oltre il classico triangolo amoroso. Il romanzo si intitola Stato di sogno (Fazi Editore), di Eric Puchner.
La particolarità di questo libro sta proprio nella sua capacità di raccontare un triangolo amoroso che evolve nel tempo, mostrando come gli anni plasmino le decisioni e le conseguenze che ne derivano.
Non è comune che un romanzo così lungo riesca a mantenere un equilibrio perfetto tra emozione e intrattenimento. Eppure, queste oltre 500 pagine scorrono senza mai perdere ritmo: una narrazione ricca di sfumature che va ben oltre il romance tradizionale e spinge il lettore a interrogarsi sulle scelte dei personaggi.
Insomma, se cerchi una lettura capace di coinvolgere e far riflettere, prendi nota: Stato di sogno.