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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

martedì 17 febbraio 2026

Bret Easton Ellis: American Psycho


Bret Easton Ellis: American Psycho

Titolo originale: American Psycho
Formato: Kindle (965 KB)
Pagine: 540
Editore: Einaudi (15 gennaio 2014)
ASIN: B00HWJK5NO
ISBN-13: 9788858412145

Data di acquisto: 11 febbraio 2026
Letto dal 12 al 17 febbraio 2026

▪️Sinossi
Patrick Bateman è giovane, bello, ricco. Vive a Manhattan, lavora a Wall Street, e con i colleghi Timothy Price, David Van Patten e Craig McDermott frequenta i locali più alla moda, le palestre più esclusive e le toilette dove gira la miglior cocaina della città, discutendo di nuovi ristoranti, cameriere corpoduro ed eleganza maschile. Secondo Evelyn Richards, la sua giovane, bella e ricca fidanzata, Patrick Bateman è «il ragazzo della porta accanto». Ma la vita del protagonista di American Psycho è scandita da altre ossessioni. Quando le tenebre scendono su New York, Patrick si trasforma in un torturatore omicida, freddo, metodico, spietato. Al punto da incarnare l'orrore. Con American Psycho Bret Easton Ellis ha scritto il libro che meglio di ogni altro racconta gli anni Ottanta. Un decennio che, ora lo sappiamo, non è stato semplicemente una parentesi, ma l'inizio di qualcosa. Così, questo viaggio senza ritorno nella follia e nella spersonalizzazione a base di immagini patinate e ultraviolenza non ci parla solo di un «eroe» e del suo tempo, ma finisce per rappresentare noi stessi e i nostri giorni. E anche quelli che verranno.

▪️L'incipit del libro
"Lasciate ogni speranza voi ch'entrate" sta scribacchiato a grandi lettere rosso sangue sul muro della Chemical Bank vicino all'angolo tra l'Undicesima e la Prima e la scritta è tanto grossa da saltare agli occhi dal sedile posteriore del taxi che strattona nel traffico proveniente da Wall Street e proprio mentre Timothy Price nota quelle parole sopraggiunge un autobus e la pubblicità di Les Misérables sulla fiancata va a coprirgli la visuale, ma Price che è alla Pierce & Pierce e ha ventisei anni, non sembra farci caso e dice al tassista che gli darà cinque dollari se alza il volume della radio, c'è Be My Baby sulla WYNN, e il conducente, un nero non americano, esegue.
- Sono un tipo pieno di risorse, - sta dicendo Price. - Creativo, giovane, senza scrupoli, supermotivato, superqualificato. In sostanza sto dicendo che questa società non può permettersi di perdermi. Sono una risorsa, io - . Price si calma, e attraverso il sudicio finestrino del taxi continua probabilmente a guardare la parola "Paura" tracciata a spray rosso sulla facciata di un McDonald's tra la Quarta e la Settima. - Voglio dire, il fatto è che non gliene frega un cazzo a nessuno del proprio lavoro, tutti odiano il loro lavoro, io odio il mio lavoro, e tu mi hai detto che odi il tuo. Che faccio? Torno a Los Angeles? Non è un'alternativa. Non mi sono mica trasferito dalla UCLA alla Stanford per rassegnarmi a questo. Voglio dire, sono forse il solo a pensare che non stiamo facendo abbastanza soldi? - Come in un film appare un altro autobus, un altro manifesto di Les Misérables sostituisce la parola - non è lo stesso autobus, perché qualcuno ha scritto "Lesbica" sulla faccia di Eponine. Tim sbotta: - Ho un appartamento, qui, io. E una casa agli Hamptons, Cristo!

▪️La mia (brevissima) recensione
"È molto più crudele (e più piacevole) togliere la vita a qualcuno nel fiore della sua esistenza, qualcuno che lasci qualcosa di prezioso, una moglie, degli amici, una carriera, in modo che la sua morte sconvolga un maggior numero di persone, gente in grado di provare un dolore illimitato rispetto a quello che provoca la scomparsa di un bambino, un dolore capace di rovinare molte più vite di quanto non farà la morte priva di senso di questo misero ragazzino".
American Psycho è un romanzo che, pur segnando un'epoca, resta abbastanza divisivo: pubblicato da Bret Easton Ellis ad inizio 1991 descrive gli assurdi ed inquietanti yuppie della finanza newyorkese negli anni '80 del secolo scorso. L'unico protagonista e voce narrante di tutto il libro è Patrick Bateman: ricchissimo (nonché cocainomane, viziato e razzista) consulente finanziario di giorno e perverso serial killer di notte. Voce narrante sì, ma anche completamente inattendibile: a conti fatti non si capisce se le sue elucubrazioni mentali siano reali o solo immaginate (io propendo per la seconda).
Tutto quanto, è facile capirlo, è una sorta di parodia degli eccessi del consumismo più esasperato: vedremo scorrere, alternati ad esplosioni di selvaggia violenza oltre ogni ragionevole limite, un lungo elenco di marchi, abiti, accessori, profumi e prodotti di bellezza, canzoni ed album musicali, ristoranti e locali notturni. In pratica, Easton Ellis lascia intendere che sei "ciò che possiedi"!
Inutile girarci intorno… Questo romanzo, già dalla prima pagina, non mi è piaciuto per niente: troppo ripetitivo, troppo noioso e troppo scioccante (le scene di violenza, specialmente contro le donne, non sono per tutti: troppo sanguinarie e troppo dettagliate!). E poi, diciamocelo chiaro e tondo: perché presentare le donne solo ed esclusivamente come oggetti sessuali?
📌 Voto: 🔵 (1 su 5)

"Il dottor Živago": la storia editoriale di un capolavoro censurato e amato


"Il dottor Živago": la storia editoriale di un capolavoro censurato e amato
La storia della pubblicazione del romanzo di Borìs Pasternàk Il dottor Živago sembra un romanzo d'avventura dai risvolti drammatici; dopo la prima stesura, infatti, il futuro premio Nobel non riuscì a trovare un editore per pubblicarlo, in quanto l'opera non rispettava i dettami del realismo socialista. Fu solo in Italia che quel capolavoro iniziò a essere apprezzato e stampato

👉 fonte: Sololibri.net

La storia della pubblicazione del romanzo di Borìs Pasternàk intitolato Il dottor Živago sembra un romanzo d'avventura dai risvolti drammatici, a testimoniare la difficoltà, anche per uno scrittore del suo calibro, di trovare uno spazio di lettura nel proprio paese.
È accertato che il romanzo fosse stato completato già nel 1954 e che qualche passo (le poesie in esso contenute) fossero apparse sulla prestigiosa rivista letteraria Znamja. Fondata a Mosca nel 1931, vanta tra gli altri la pubblicazione di Anna Akhmatova, Mikhail Bulgakov e Joseph Brodsky.
Nel 1955, convinto della validità della sua opera, l'autore offrì il manoscritto a diversi editori moscoviti che lo rifiutarono perché non allineato all'ideologia ufficiale del realismo socialista e pertanto considerato decadente. In effetti i personaggi non rientrano nelle coordinate del realismo socialista, che in letteratura promuove storie edificanti con un linguaggio accessibile a tutti e illuminate dall'ottimismo di partito. In Russia l'arte è controllata dall'alto perché "gli scrittori sono ingegneri di anime".
Adulterio con Lara a parte, il nostro Živago è un uomo ripiegato su se stesso, deluso dalla violenza dei suoi simili e della Storia, che ha visto infranti i suoi ideali di giustizia. Insomma di trionfalismo Il dottor Živago ha ben poco. Niente a che vedere con La madre di Gor’kiǰ del 1907 (amico di Lenin, di Stalin, della rivoluzione bolscevica), che divenne la pietra miliare dell'estetica di Stato. Un'occhiata alla trama è sufficiente a capire il perché. Madre e figlio (operaio socialista) ospitano riunioni clandestine contro il regime zarista. All'arresto del figlio, essa continua la sua battaglia fino alla morte durante una sommossa popolare che fa di lei l'emblema di tutti i giovani idealisti e rivoluzionari.
Torniamo a Pasternàk. Attraverso canali clandestini il testo giunse in Italia dove Feltrinelli lo pubblicò in traduzione italiana, ottenendo un successo strepitoso. Tradotto in 20 lingue, lo scrittore sovietico divenne un caso mondiale, uno dei primi best seller della letteratura, e fu candidato per il premio Nobel. Ma non essendo possibile consegnare il premio esaminando l'opera in versione straniera, nel 1958 durante l'esposizione internazionale di Bruxelles il libro apparve in russo "alla macchia" in 1.600 esemplari.
Nel 1961 Feltrinelli pubblicò un'edizione in lingua originale che diede così al romanziere la possibilità di raggiungere i lettori della sua patria. Una possibilità postuma, perché Borìs Pasternàk si era spento il 30 maggio dell'anno precedente. Durissime le reazioni sovietiche. Il presidente dell'Unione degli scrittori sovietici tenta di bloccare il libro. Un linciaggio morale sui principali organi di stampa lo costringe a due passi umilianti: presentare un'autocritica a Kruscev e scusarsi in una lettera alla Pravda.
Nel frattempo lo scrittore fu confinato in una dacia fino agli ultimi giorni di vita. Il funerale, che avrebbe dovuto essere il simbolo della continuità della cultura delle avanguardie nella civiltà post rivoluzionaria, fu quasi clandestino. In compenso, Pasternàk rimaneva a suo modo intoccabile; a subire due volte i lavori forzati fu la sua amante e musa Olga Ivinskaja, al suo fianco durante la sofferta gestazione e pubblicazione del romanzo, che fece da modello per il personaggio di Lara.

sabato 14 febbraio 2026

3 libri fantasy standalone perfetti per una serie TV


3 libri fantasy standalone perfetti per una serie TV

👉 fonte: Everyeye.it

Ognuno di questi tre libri rigorosamente fantasy sarebbe perfetto per la trasposizione sul piccolo schermo. Tre storie complesse, ma anche complete e uniche, ideali quindi per essere tradotte in modo coerente per il mondo delle serie TV.
Partiamo da una avventura epica, ideale per chi ha amato la saga di Harry Potter con la quale condivide il tema della magia, nonché l'ambientazione tipicamente inglese. Ci troviamo infatti nel Regno Unito durante il XIX secolo. Due maghi molto diversi fra loro riscrivono insieme il destino del mondo magico. In quest'opera troverete intrighi, personaggi memorabili e riconoscibili. Elementi che ci spingono ad urlare che Jonathan Strange & Mr. Norrell di Susanna Clarke sarebbe un candidato ideale per una serie TV, grazie alla sua atmosfera e alla profondità narrativa che l'autrice ci ha regalato nella sua opera. Va sottolineato che qualche anno fa fu girata una mini-serie tv BBC ispirata al tomo, e quindi perché non riprendere in mano questa IP per produrre qualcosa di ancora più ambizioso?
Sempre in ambito magico, non possiamo che consigliarvi la lettura di The Night Circus di Erin Morgenstern. Dopo averlo letto ci siamo chiesti più volte quanto sarebbe bella una serie TV basata su questo racconto, dove la magia, l'amore ed il mistero fanno da padroni assoluti di una storia ambientata in un circo incantato che appare solo ed esclusivamente durante le ore notturne. La componente visiva nonché il ricco cast di personaggi regalerebbero un valore aggiunto non indifferente ad una papabile serie TV basata su questo fantasy standalone.
Infine, il terzo libro che si presterebbe alla grande per una trasposizione sul piccolo schermo è Stardust di Neil Gaiman. Questo romanzo datato 1999 è una fiaba moderna, ma arricchita da un cuore classico che batte all'impazzata. L'epica storia con al centro il giovane Tristan Thorn, porta l'abitante di Wall a recuperare una stella caduta con l'obiettivo di conquistare la ragazza della quale si è innamorato. Tuttavia, molto presto la stella rivelerà quella che è la sua vera natura: una donna di nome Yvaine che trascinerà il protagonista in un mondo fatto di streghe immortali, creature magiche e principi in lotta per la conquista del trono.

5 grandi libri sulla storia per un viaggio indietro nel tempo


5 grandi libri sulla storia per un viaggio indietro nel tempo
I libri da leggere adesso per chi ama la storia sono questi cinque titoli imperdibili ambientati in epoche diverse

👉 fonte: Virgilio.it

Uno dei poteri dei libri e della lettura è quello di permetterci di viaggiare semplicemente aprendo le loro pagine: una storia si dipana innanzi ai nostri occhi e ci trasporta ovunque, anche in un viaggio indietro nel tempo.
I romanzi storici, infatti, sono frutto di attente analisi e di studio e, grazie al talento dei loro autori, ci trascinano indietro nel tempo, alla scoperta di luoghi ed epoche diversi dalla nostra, facendoci assaporare storie e vite a noi lontane.
Ma quali leggere? Nell'ultimo periodo sono usciti alcuni libri interessanti che attraversano periodi storici differenti: da quelli più remoti e antichi, inseguendo le gesta di un grande condottiero, sino agli eventi più vicini a noi. Cinque romanzi storici da leggere adesso.

▪️Cesare. La conquista dell'eternità di Alberto Angela
Divulgatore appassionante e appassionato, Alberto Angela riesce in ogni contesto a catturare l'attenzione e ad accompagnarci con la mente a vivere straordinari viaggi nel tempo in luoghi memorabili. In questo volume ci fa conoscere meglio uno dei grandi condottieri romani, un uomo geniale, carismatico e instancabile, per utilizzare le parole della trama del libro. Stiamo ovviamente parlando di Giulio Cesare e di un volume che prende spunto dal De bello Gallico e ci permette di conoscere il condottiero e l'uomo. Il titolo è Cesare. La conquista dell'eternità, pubblicato da Mondadori. La lettura ideale per chi non si perde un'uscita sulla storia romana.

▪️Francesco. Il primo italiano di Aldo Cazzullo
Aldo Cazzullo ci restituisce il ritratto di San Francesco, patrono d'Italia, in Francesco. Il primo italiano, pubblicato da HarperCollins. Questo volume ci racconta la sua vita attraversandone tutte le fasi. E lo fa utilizzando le fonti medievali, compresa la prima biografia condannata al rogo, sino ad arrivare a opere più recenti. Per chi desidera scoprire la vita di un grande personaggio, un simbolo religioso ma anche un uomo che ha fatto la storia.

La saga di Stefania Auci ha tenuto incollati alle pagine tantissimi lettori, regalando emozioni, restituendoci una storia avvincente e capace di portarci nel sud Italia a partire dalla metà del 1700. L'ultimo volume uscito è L'alba dei leoni. La saga dei Florio, il prequel dei due che sono stati pubblicati in precedenza (che trovate QUI e QUI). Ambientato nel 1772 ci accompagna prima a Bagnara Calabra e poi a Palermo, in Sicilia, nel 1799 con Paolo e Ignazio. Per chi vuole scoprire di più sull'epoca e ha divorato i libri precedenti. Pubblicato da Casa Editrice Nord.

▪️La vita segreta dei girasoli di Marta Molnar
Ambientato tra passato e presente, La vita segreta dei girasoli di Marta Molnar ci fa immergere nella Parigi della fine Ottocento insieme a Johanna, vedova e sola con un bambino piccolo. L'unica cosa che possiede sono i dipinti del cognato Vincent, proprio quel van Gogh che ci ha lasciato opere immortali. Il libro ci fa viaggiare anche in avanti nel tempo, a un secolo dopo, portandoci a New York dove conosciamo Emsley in un momento complicato della sua vita. Questo romanzo è indicato per chi ha voglia di immergersi in una storia al femminile. Pubblicato da Libreria Pienogiorno.

▪️Polvere. Atto Primo di Carmen Laterza
Siamo, invece, nel 1976 con Polvere. Atto Primo di Carmen Laterza. Ci troviamo catapultati di cinquant'anni indietro nel tempo, in Friuli il 6 maggio di quell'anno, quando la terra trema e la vita di coloro che vivono tra Gemona e i paesi della zona alta della regione cambia per sempre. In questo libro l'autrice ci racconta i giorni dell'emergenza, fatti di dolore ma anche di mani che si tendono per aiutare e di tanta forza. La lettura indicata per chi vuole conoscere meglio la storia più recente. Pubblicato da Libroza.

È la biblioteca più antica del mondo ancora in attività: si trova in Italia


È la biblioteca più antica del mondo ancora in attività: si trova in Italia
Ha una storia incredibile, custodisce un patrimonio inestimabile

👉 fonte: Esquire.com

A vedersi dall'esterno, l'edificio della Biblioteca Capitolare è piuttosto ordinario. Un ignaro turista difficilmente sospetterebbe che in quelle pareti è custodito un patrimonio librario inestimabile, risalente a secoli e secoli fa. Non saprebbe neanche immaginare una storia rocambolesca, di salvataggi in extremis e clamorosi ritrovamenti, eppure è tutto vero, documentato. Vale anche per il primato: la Biblioteca Capitolare, ospitata nel complesso architettonico della Cattedrale di Verona, è la più antica al mondo ancora in attività, sopravvissuta a pestilenze, guerre e catastrofi naturali lungo 1500 anni di storia.
Nasce nel V secolo come un polo del sapere al quale possono attingere i sacerdoti nel corso della loro formazione. È il Codice di Ursicino, dell'agosto 517, il documento che ne certifica la continuità. Ma attenzione: la presenza del De Civitate Dei di Agostino o l'unico esemplare esistente delle Institutiones di Gaio, reperti ancora più antichi del Codice, provano che la biblioteca è ancora più antica del primo documento ufficiale.
Furono ospiti della Biblioteca Capitolare Dante Alighieri, che vi tenne la sua celebre orazione latina Quaestio de aqua et terra; Francesco Petrarca, che vi trovò le lettere di Cicerone ad Attico, Quinto e Bruto, facendo la storia della filologia.
La storia della Capitolare di Verona è piena di colpi di scena alla Dan Brown. Nel VII secolo, il bibliotecario Agostino Rezzani nascose il patrimonio librario per proteggerlo, ma morì senza aver rivelato a nessuno dove si trovasse. I libri furono trovati soltanto nel secolo successivo, scatenando un'ondata di entusiasmo tra gli intellettuali europei. La biblioteca fu a rischio almeno altre due volte: durante l'inondazione dell'Adige, del 1882, e nel tragico bombardamento degli Alleati del 4 gennaio del 1945. La scampò per un pelo: il bibliotecario Giuseppe Turrini riuscì a portare in salvo i manoscritti prima della distruzione dell'aula maggiore. Nel '48 la biblioteca era già aperta di nuovo.
La Biblioteca Capitolare custodisce oltre 70.000 monografie, 1.280 manoscritti e 11.000 pergamene. Famoso l'Indovinello Veronese, rappresenterebbe la prima traccia di volgare italiano.

venerdì 13 febbraio 2026

"La Stanza di Antonio" apre le porte ai lettori: unitevi al blog con le vostre recensioni


C'è una bellissima citazione di Umberto Eco che amo particolarmente: "Chi legge vive mille vite". Io, nel mio piccolo, ci aggiungo che "vivere mille vite è ancora più bello se poi ci si ritrova tutti insieme a raccontarsele"…
In questo mio piccolo angolo dedicato ai libri, alle storie e alle parole che cambiano il mondo, è arrivato il momento di fare un passo in più. La lettura è sì un'esperienza intima ma diventa davvero viva quando viene condivisa. Per questo ho deciso di invitare altri lettori (sì, proprio voi che state leggendo) a raccontare qui le loro impressioni sui libri che hanno amato, detestato o semplicemente vissuto.
Che si tratti di un romanzo che vi ha tenuti svegli fino a tardi, di un saggio che vi ha aperto una prospettiva nuova o di una storia che non siete riusciti a finire, la vostra voce può arricchire questo spazio e, magari, trasformarlo in un dialogo continuo.
Se vi va di partecipare, inviate la vostra recensione: breve o lunga, tecnica o emotiva, rigorosa o scritta di getto. L'importante è che sia autentica, come ogni lettura merita. Quindi, ben vengano:
- Punti di vista inediti su grandi classici;
- Scoperte di nicchia che meritano più luce;
- Emozioni nude e crude, senza filtri.
Le pagine più belle, dopotutto, sono quelle che si leggono insieme.

Per partecipare, basta inviare una mail a
ucciorosato @ gmail .com

"The Mist," il racconto di Stephen King torna al cinema con un nuovo film diretto da Mike Flanagan


The Mist, il racconto di Stephen King torna al cinema con un nuovo film diretto da Mike Flanagan
Dopo un primo film ed una serie tv, The Mist sta per tornare al cinema con un nuovo adattamento scritto e diretto da Mike Flanagan. La storia è tratta ancora una volta dal racconto di Stephen King

👉 fonte: Ccoming Soon

Le storie di Stephen King continuano a catturare l'interesse di Hollywood. Soltanto negli ultimi anni, molti dei suoi romanzi e racconti hanno raggiunto grande e piccolo schermo e, grazie a Mike Flanagan, tra non molto una storia già nota al pubblico apparirà al cinema. Il progetto in cantiere è The Mist, tratto dal racconto horror La nebbia contenuto nella raccolta Scheletri.
Dopo The Life of Chuck, Mike Flanagan tornerà ad occuparsi di una storia nata dalla penna di Stephen King. Si tratta, in realtà, di una storia già adattata in precedenza sia per il grande che per il piccolo schermo. Nel 2007 The Mist ha raggiunto le sale, mentre nel 2017, dieci anni dopo, è diventata una Serie TV. A distanza di altri dieci anni, la stessa storia tornerà al cinema con la regia e la sceneggiatura di Mike Flanagan, che figurerà nel progetto anche come produttore.
Il racconto La Nebbia è ambientato in una cittadina del Maine avvolta da una fitta e misteriosa nebbia da cui emergono oscure creature che iniziano ad attaccare gli abitanti che tentano di oltrepassarla. Un gruppo di sopravvissuti trova riparo in alcuni edifici della città come un supermercato, ma la quiete non è contemplata. Tra di loro emergono rapidamente divergenze personali che rendono la convivenza particolarmente difficile, ma quello che li attende all'esterno non è così allettante. Riusciranno a trovare un modo per andare d'accordo o dovranno affrontare ciò che si nasconde nella nebbia?
Mike Flanagan è un regista molto impegnato, che in passato ha già collaborato con le opere di Stephen King (basti pensare a The Life of Chuck e Doctor Sleep). Al momento è al lavoro su una miniserie dedicata a Carrie, tratto sempre dal romanzo di Stephen King e in arrivo su Prime Video, così come sta lavorando ad un nuovo adattamento del franchise de L'Esorcista. Diversi sono i progetti per cinema e TV che negli ultimi anni hanno raggiunto il pubblico. Oltre al già menzionato The Life of Chuck, al cinema nel 2025 sono stati proposti diversi adattamenti come The Monkey tratto dal racconto La scimmia, The Long Walk tratto dal romanzo La lunga marcia, The Running Man tornato con un reboot con protagonista Glen Powell e tratto a sua volta dal romanzo L'uomo in fuga e la serie tv L’Istituto tratto dall’omonimo romanzo. Come riporta Deadline, The Mist è attualmente nelle prime fasi di sviluppo e non ha ancora rivelato una data d'uscita o chi prenderà parte al cast.

giovedì 12 febbraio 2026

Dal libro allo schermo "Ovunque tu sia" il thriller di Harlan Coben diventa una serie

Dal libro allo schermo Ovunque tu sia il thriller di Harlan Coben diventa una serie
Dal romanzo di Harlan Coben Ovunque tu sia alla miniserie Netflix I Will Find You: un thriller sul dolore, la colpa e l'ossessione della verità, dove l'amore di un padre sfida la giustizia e il tempo

👉 fonte: LibreriAmo

Ovunque tu sia pubblicato in Italia da Longanesi, il romanzo è uno dei thriller più emotivamente duri di Harlan Coben, maestro assoluto del suspense contemporaneo e autore che più di ogni altro ha saputo trasformare il dolore familiare in una macchina narrativa perfetta.
Non sorprende, quindi, che Netflix abbia deciso di adattarlo in una miniserie evento, intitolata I Will Find You, con Sam Worthington come protagonista. Un passaggio dal libro allo schermo che conferma ancora una volta come l'universo narrativo di Coben sia costruito per vivere, e colpire, anche attraverso le immagini.
Ovunque tu sia e I Will Find You sono due facce della stessa ossessione: quella per la verità quando diventa l'unica forma possibile di sopravvivenza. Harlan Coben firma una delle sue storie più emotive, mentre Netflix ne raccoglie l'eredità trasformandola in una serie tesa, cupa e profondamente umana.
Perché, in fondo, il vero thriller non è scoprire chi ha ucciso chi, ma capire cosa siamo disposti a fare quando l'amore ci costringe a non smettere di cercare. Anche quando tutto, e tutti, ci dicono che è inutile.
Con oltre 80milioni di copie vendute nel mondo, Harlan Coben non è soltanto un autore di bestseller: è un costruttore di dilemmi morali. Nei suoi romanzi il mistero non è mai fine a se stesso, ma nasce sempre da una frattura affettiva, da un errore umano, da una scelta che continua a produrre conseguenze.
Ovunque tu sia porta questa poetica all'estremo. Qui non c'è soltanto un crimine da risolvere, ma un sistema intero, giustizia, famiglia, opinione pubblica, che si chiude contro un uomo già distrutto. Coben non chiede al lettore di indovinare il colpevole, ma di interrogarsi su quanto siamo disposti a credere alla verità quando questa diventa scomoda.
David Burroughs aveva una vita perfetta. Un lavoro stabile, una famiglia, un figlio amato. Poi, in una sola notte, tutto crolla. David si sveglia e trova suo figlio Matthew assassinato. Le prove sono schiaccianti, il contesto lo inchioda, persino la sua famiglia inizia a dubitare di lui. Il sistema giudiziario fa il resto: David viene condannato all'ergastolo per l'omicidio del figlio.
Cinque anni di carcere passano come una lenta erosione dell'identità. David non combatte più. Accetta la colpa che non gli appartiene, come se il dolore fosse già una condanna sufficiente. Finché un giorno riceve una visita inaspettata: la cognata gli mostra una fotografia scattata di recente in un parco. Sullo sfondo, quasi invisibile, c'è un bambino. Quel bambino è Matthew.
Da quel momento, Ovunque tu sia cambia ritmo. Non è più solo un thriller giudiziario, ma un romanzo sulla resurrezione dell'istinto paterno. David non ha prove, non ha appoggi, non ha più nulla da perdere. Ha soltanto una certezza: suo figlio potrebbe essere vivo.
Coben costruisce una tensione implacabile seguendo la fuga disperata di un uomo che evade dal carcere non per salvarsi, ma per scoprire la verità. Ogni passo lo trascina in un mondo oscuro fatto di traffici, violenza e segreti sepolti, dove nessuno è davvero innocente e ogni alleanza può diventare una trappola.
Il romanzo lavora magistralmente sul tema della colpa percepita: David è colpevole agli occhi del mondo, ma anche prigioniero di una colpa emotiva più profonda, quella di non aver protetto suo figlio. Ed è proprio questo conflitto a rendere Ovunque tu sia uno dei libri più intensi di Coben, capace di trasformare la suspense in una riflessione sulla paternità, sulla fede e sul bisogno di verità.



L'adattamento televisivo di Ovunque tu sia prende il titolo internazionale I Will Find You e arriva su Netflix come miniserie evento, confermando il sodalizio sempre più stretto tra la piattaforma e Harlan Coben, già autore di alcuni dei titoli più visti degli ultimi anni.
Nel ruolo di David Burroughs troviamo Sam Worthington, attore capace di restituire fisicità e tormento interiore a un personaggio che vive costantemente sul limite tra disperazione e determinazione. La serie amplia il respiro del romanzo, concedendo più spazio ai personaggi secondari, alle dinamiche dell'indagine e al sistema che ha condannato David.
Visivamente, I Will Find You accentua l'elemento claustrofobico: il carcere, le periferie, i non-luoghi urbani diventano spazi mentali prima ancora che fisici. Il ritmo è calibrato per mantenere alta la tensione, ma senza rinunciare ai silenzi, agli sguardi, ai momenti di sospensione che raccontano il peso della perdita.
La serie lavora anche sul tema della percezione pubblica: il mostro mediatico, l'uomo che tutti credono colpevole, diventa una figura tragica osservata e giudicata da una società pronta a chiudere il caso pur di sentirsi al sicuro.
Nel passaggio da Ovunque tu sia a I Will Find You, il cuore della storia rimane intatto: l'amore di un padre come forza destabilizzante dell'ordine costituito.
Se il romanzo affonda maggiormente nella dimensione interiore di David, la serie espande l'universo narrativo, rendendo più visibili le connessioni criminali e le zone d'ombra del sistema. Entrambe le versioni condividono però una domanda centrale: fino a che punto siamo disposti a mettere in discussione una verità ufficiale quando questa ci rassicura?

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Leggi anche:

Wilbur Smith: La voce del tuono


Wilbur Smith: La voce del tuono. Il ciclo dei Courtney, vol. 2

Titolo originale: The sound of thunder
Formato: brossura
Pagine: 446
Editore: TEA (24 gennaio 2019)
ISBN-13: 9788850253517

Data di acquisto: 18 gennaio 2026
Letto dal 3 al 12 febbraio 2026

▪️Sinossi
Sean Courteney sta lasciando la foresta dopo quattro anni di caccia agli elefanti; ha con sé un carico d'avorio, tante incertezze e suo figlio Dirk, cresciuto alla scuola della savana. In città, Sean trova la guerra, tra Inglesi e Boeri, ma ritrova anche l'adorazione della madre e il rancore del fratello, antiche amicizie e odi implacabili, denaro, successo e il difficile amore di Ruth. Sean deve combattere su tutti i fronti per difendere la sua vita, i suoi sentimenti e i suoi averi, sul campo di battaglia come nell'ambiente degli affari, dalle insidie di un mondo avverso, troppo stretto per un grande cacciatore libero e solitario.

▪️L'incipit del libro
Quattro anni di viaggio nella foresta, lontano da ogni strada, avevano ridotto i carri a malpartito. Molti raggi e timoni erano stati rifatti con legno dei bushveld; i teloni di copertura avevano tante toppe che la stoffa originale era appena visibile; decimati dai predatori e dalle malattie, i tiri erano ridotti da diciotto a dieci buoi per carro. Tuttavia quella piccola ed esausta carovana trasportava le zanne di cinquecento elefanti: dieci tonnellate d'avorio, il frutto della carabina di Sean Courteney; avorio che, appena arrivato a Pretoria, egli avrebbe convertito in circa quindicimila sterline d'oro.
Sean era di nuovo un uomo ricco. I suoi indumenti erano sformati, coperti di macchie e tenuti insieme da rozzi rammendi; gli stivali dalle tomaie terribilmente logore erano risuolati con pelle di bufalo non conciata; una lunga barba incolta gli copriva metà dei petto, e i capelli neri gli scendevano sul collo, dove erano stati tagliati, all'altezza del bavero della giubba, con un paio di forbici che non dovevano essere troppo affilate. Ma, a dispetto delle apparenze, Sean era ricco d'avorio, oltre che dell'oro depositato nei sotterranei della Volkskaas Bank di Pretoria.

▪️La mia recensione
"Per la bellezza del mattino, per la terra che ancora gocciolava nella grande, verde coppa del Natal e per la donna che gli stava al fianco, Sean era felice. Per la prospettiva della fine di quel viaggio e dell'inizio di un altro con Ruth come compagna, Sean era felice".
La voce del tuono, secondo volume sull'epopea dedicata alla famiglia Courtney, è molto probabilmente uno dei passaggi più rocamboleschi dell'intera saga. E testimonia la bravura di Wlbur Smith nel saper abilmente intrecciare eroicità, saga familiare e Storia reale… Tutti elementi concatenati da un ritmo narrativo ed avventuroso davvero travolgente.
Siamo nel Sudafrica di fine 1800 e primi del 1900 e, riprendendo un po' la fine del volume precedente, seguiremo le peripezie di un Sean Courtney diventato adulto, più ponderato nelle sue decisioni, ma inevitabilmente accerchiato da guerre, tensioni, passioni e rivalità.
Attorno a Sean si muove tutta una serie di coprotagonisti (con le figure del gemello Garrik, Dirk, Michael e Ruth che spiccato su tutti), nonché l'immancabile natura selvaggia del Natal sudafricano… Selvaggia la natura e selvaggia la tempesta che attraverseranno tutti questi personaggi.
Le scene d'azione (ce ne sono tantissime) sono spettacolari e da cinema hollywoodiano (strano che nessuno abbia ancora pensato di farne un film); i rapporti umani (con tradimenti, ambizioni e riappacificazioni a non finire) danno intensità emotiva al tutto. L'unico neo che mi sento di segnalare (ma che non intacca il mio giudizio finale) è dato dalla prevedibilità di alcuni punti di svolta sentimentali.
I temi trattati sono facilmente identificabili: ambizione, voglia di potere, la brutalità del colonialismo (alcune scene son davvero crude) ed i rapporti familiari. Temi delicati che, pur in presenza di una trama che scorre molto velocemente, ci permettono di riflettere per un bel po'.
Un libro, perciò, adatto a chi ama l'avventura, l'azione e le saghe familiari.
📌 Voto: 🔵🔵🔵🔵🔵 (5 su 5)

Perché i romanzi di Dennis Lehane funzionano così bene al cinema


Perché i romanzi di Dennis Lehane funzionano così bene al cinema

👉 fonte: Agenda Online

Nel thriller contemporaneo pochi scrittori hanno instaurato un rapporto così naturale con il cinema come Dennis Lehane. I suoi romanzi sembrano nati per essere tradotti in immagine: storie compatte, personaggi lacerati, conflitti morali che esplodono lentamente fino a diventare inevitabili.
Nei suoi libri il crimine non è mai un gioco di ingranaggi narrativi, ma una ferita che attraversa individui e comunità. Ed è proprio questa densità emotiva a renderlo uno degli autori più adattati di sempre.
Nato a Boston nel 1965, Lehane ha trasformato la sua città in un territorio letterario riconoscibile, fatto di quartieri popolari, memorie traumatiche e relazioni spezzate. Il suo thriller non cerca la spettacolarizzazione della violenza: lavora sulle conseguenze, sul dolore che resta, sul peso delle scelte. Un approccio che ha trovato nel cinema un alleato naturale, attirando registi come Clint Eastwood, Martin Scorsese e Ben Affleck.

▪️La morte non dimentica (Mystic River)
Pubblicato nel 2001 da William Morrow e arrivato in Italia con Piemme, è uno dei romanzi più intensi di Dennis Lehane. La storia segue tre amici d'infanzia cresciuti nello stesso quartiere operaio di Boston, segnati da un evento traumatico che li ha divisi per sempre. Anni dopo, l'omicidio brutale di una giovane donna riporta a galla quel passato rimosso.
L'indagine procede lentamente, intrecciandosi con sospetti, rancori e sensi di colpa mai elaborati. Lehane non costruisce un semplice giallo: racconta come il dolore infantile possa deformare l'identità adulta.
Da questo romanzo nasce il film Mystic River, diretto da Clint Eastwood, una trasposizione che amplifica la tragedia morale già presente sulla pagina.

Pubblicato nel 2003 e tradotto in Italia come L'isola della paura da Piemme, è un thriller psicologico costruito come un lento smarrimento. Due agenti federali arrivano su un'isola remota per indagare sulla scomparsa di una paziente rinchiusa in un ospedale psichiatrico per criminali. Man mano che l'indagine avanza, l'ambiente diventa sempre più opprimente e la percezione della realtà inizia a incrinarsi. Sogni, ricordi e allucinazioni si mescolano, mentre il passato del protagonista riaffiora con violenza.
Il film Shutter Island, diretto da Martin Scorsese, ha reso iconica questa discesa nella mente, dimostrando quanto la scrittura di Lehane sia naturalmente visiva.

▪️Gone Baby Gone (La casa buia)
Romanzo del 1998, pubblicato in Italia da Piemme, ruota attorno alla scomparsa di una bambina in un quartiere degradato di Boston. I detective privati Patrick Kenzie e Angela Gennaro vengono coinvolti in un'indagine che li porta a confrontarsi con famiglie distrutte, istituzioni ambigue e scelte impossibili.
La tensione cresce non tanto per l'azione, quanto per il dilemma centrale: cosa è davvero giusto fare quando la verità entra in conflitto con la legge? Lehane costruisce una trama asciutta ma emotivamente devastante.
Il film Gone Baby Gone, diretto da Ben Affleck, mantiene intatto questo conflitto morale, rendendolo ancora più lacerante.

▪️Un drink prima di uccidere
Romanzo d’esordio del 1994, pubblicato in Italia da Piemme, introduce Patrick Kenzie e Angela Gennaro, investigatori privati immersi nella Boston più dura. La trama prende avvio da un furto apparentemente semplice, che si trasforma presto in una spirale di violenza e tradimenti.
Lehane costruisce un noir classico nella struttura, ma già moderno nello sguardo: ogni scelta ha conseguenze, ogni alleanza è fragile. Pur non essendo stato adattato per il cinema, questo romanzo contiene già tutti gli elementi che renderanno Lehane irresistibile per Hollywood: dialoghi secchi, personaggi feriti, tensione morale costante.

▪️Live by Night (La legge della notte)
Pubblicato nel 2012 da William Morrow e tradotto in Italia da Piemme, è ambientato durante il proibizionismo americano. La storia segue Joe Coughlin, figlio di un poliziotto, che sceglie la strada del crimine organizzato per affermare la propria indipendenza. L'ascesa criminale del protagonista è raccontata come una lenta erosione della coscienza: potere, lealtà e ambizione entrano in conflitto continuo. Il romanzo diventa così un grande affresco noir, da cui nasce il film Live by Night, ancora diretto da Ben Affleck.