"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

giovedì 9 luglio 2026

[RECENSIONE] S.A. Cosby: Il re delle ceneri


S.A. Cosby: Il re delle ceneri

Titolo originale:  Kinf of ashes
Formato: Kindle (1.2 MB)
Pagine: 390
Editore: Rizzoli (2 giugno 2026)
ASIN: B0H13GKN3T
ISBN-13: 978-8831823081

Data di acquisto: 5 luglio 2026
Letto dal 6 al 9 luglio 2026

Sinossi
Dalle strade squallide di Jefferson Run ai superattici di Atlanta, Roman Carruthers ne ha fatta di strada. Oggi consulente finanziario, tiene a bada i capricci dei clienti e ne moltiplica prodigiosamente il denaro, frequenta rapper e modelle e se ne va in giro con la sua Porsche e un orologio da dodicimila dollari. Finché la telefonata della sorella Neveah intacca questo splendente equilibrio: il padre è in coma, vittima di un incidente d'auto che lascia più domande che risposte. Roman è allora costretto a tornare nella sua città natale, dove quel che resta della sua famiglia è decisamente allo sbando. Neveah ha rinunciato a farsi una vita per gestire il crematorio avviato dal padre tanti anni prima. Dante, il fratello minore, ha un problema di droga ed è indebitato fino al collo con la gang criminale che controlla Jefferson Run e dintorni. Quando capisce che l'incidente del padre è legato ai debiti di Dante, Roman prova a fare ciò che ha sempre fatto: usare il denaro per risolvere i problemi, comprare tempo, trovare una via d'uscita. Ma in questo ambiente le regole del gioco sono altre: qui non ci sono investitori da convincere ma criminali veri, pronti ad ammazzare per una parola sbagliata. Mentre Roman annaspa in un gorgo di sangue e violenza, Neveah tenta di ricucire una ferita aperta ormai da troppo tempo: la scomparsa della madre, sparita (uccisa, forse) quando i tre fratelli erano adolescenti.
Il re delle ceneri fonde il noir del sud degli Stati Uniti con la tragedia shakespeariana, regalandoci un antieroe indimenticabile che lotta per la salvezza dell'anima in una terra feroce e corrotta.

L'incipit del libro
Sogna la madre.
La sua pelle color mogano è ancora più scura e intensa, nel filtro color seppia del suo sogno. Gli occhi, grandi e profondi, brillano su di lui come lucciole. Anche i capelli, corti dietro e ricci sopra, sembrano brillare. Indossa il camice da infermiera con cui l'ha vista l’ultima volta, quel giorno. Sull'orlo del pantalone sinistro ci sono minuscole gocce di sangue, come un tatuaggio astratto all'henné.
Nel sogno allunga la mano, non la mano con l'orologio da dodicimila dollari, ma la mano di se stesso sedicenne, e prima che possa toccarla, lei svanisce come un'istantanea che si sviluppa al contrario.
E poi si sveglia con il nome di lei sulle labbra.
Il sapore della donna che gli giace accanto è in attesa, aspetta che la sua lingua e la sua vergogna lo esplorino. Lei si gira e posa una coscia bruna dai muscoli definiti sopra la sua e mormora il suo nome.
«Roman».

La mia recensione
"Roman usciì dal parcheggio nel ruggito del motore, un cavaliere su un destriero che non aveva mai conosciuto la sconfitta. Aveva perso molto nella vita, ma sapeva una cosa. Non era mai stato sconfitto".
Pur davanti a qualche "limite narrativo" questo noir di S.A. Cosby resterà tra le mie migliori letture del 2026. Ma andiamo con ordine…
Il re delle ceneri racconta la storia di Roman Carruthers, un ricco promotore finanziario di Atlanta che, di punto in bianco, è costretto a far ritorno a Jefferson Run, sua cittadina d'origine: l'anziano padre, proprietario di un forno crematorio, è in coma dopo uno strano incidente d'auto. Roman ritroverà tutto ciò che ha sempre cercato di dimenticare: una comunità alle prese con degrado, conflitti razziali, corruzione e criminalità. E, come se non bastasse, ecco aggiungersi sia i problemi della sua famiglia (un fratello alle prese con droga e debiti a non finire ed una sorella delusa dalla vita e ormai "sposata" con il forno crematorio del padre), che il terribile dolore che tutti loro si portano dietro: sul padre aleggia da sempre il sospetto di aver bruciato la moglie, misteriosamente sparita vent'anni prima.
S.A. Cosby ha messo in piedi un Sud degli Stati Uniti problematico ma assolutamente credibile. L'immaginaria cittadina di Jefferson Run (in Virginia) è il posto perfetto per rappresentare l'America di Trump: violenza e prepotenza senza limiti.
Ma Il re delle ceneri è anche il racconto di una saga familiare e del suo segreto impossibile da lasciarsi alle spalle. Capitoli brevissimi, dialoghi pungenti ma ridotti al minimo e ritmo bello alto ad ogni pagina: questo romanzo è degno di una sceneggiatura hollywoodiana. Chissà se in futuro…
Roman Carruthers è un ottimo protagonista: schiacciato dal peso del grande segreto familiare che è costretto a portare su di sé, ma mai domo… anche quando sarà costretto a prendere decisioni che andranno contro la sua etica. Tutti gli altri personaggi del romanzo (sia i principali che i secondari, sia i buoni che i cattivi… anche se non ci sono confini netti tra queste due categorie) sono assolutamente verosimili.
All'inizio di questa mia recensione parlavo di alcuni "limiti narrativi". Eccoli:
- Alcune scene o situazioni, come in ogni "crime" che si rispetti, son perfettamente prevedibili;
- Non viene chiarito il perché Keith Carruthers ha l'incidente d'auto proprio nel punto in cui, vent'anni prima, venne ritrovata la macchina della moglie scomparsa;
- Il finale lascia più domande che risposte.
S.A. Cosby, già autore dello spettacolare Legittima vendetta, ormai lo possiamo paragonare tranquillamente al grande Don Winslow: entrambi questi scrittori parlano di decadenza, violenza, identità, e rivalsa da un destino già segnato. Per farvi capire meglio di cosa si parla, leggetevi i tre libri della saga di Danny Ryan (Città in fiamme, Città di sogni e Città in rovine) e, soprattutto, il magistrale Il potere del cane.
Un romanzo inevitabilmente crudo, violento e senza filtri. Insomma, un noir che non inventa proprio nulla e non dà una scossa ai suoi generi di riferimento (il crime, il thriller ed il noir qui ci sono tutti), ma va dritto al punto; un noir non adatto a chi cerca solamente una lettura leggerina o "da spiaggia".
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

Michele Mari vince il Premio Strega 2026


Michele Mari vince il Premio Strega 2026 con il romanzo I convitati di pietra (Einaudi) che ha avuto 190 voti.
Il caso Murgia, perciò, non scalfisce i pronostici e premia il favorito della vigilia. Al secondo posto Matteo Nucci con Platone. Una storia d'amore (Feltrinelli), con 152 voti e al terzo Bianca Pitzorno con La sonnambula (Bompiani) 84 voti. Al quarto posto Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi), 78 voti. Quinta Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori), 75 voti e sesta Elena Rui, con Vedove di Camus (L'Orma), 64 voti.

Albo d'Oro (dal 2015) del Premio Strega:
2015 Nicola Lagioia, La ferocia
2016 Edoardo Albinati, La scuola cattolica
2017 Paolo Cognetti, Le otto montagne
2018 Helena Janeczek, La ragazza con la Leica
2019 Antonio Scurati, M. Il figlio del secolo
2020 Sandro Veronesi, Il colibrì
2021 Emanuele Trevi, Due vite
2022 Mario Desiati, Spatriati
2023 Ada d'Adamo, Come d’aria (postumo)
2024 Donatella Di Pietrantonio, L'età fragile
2025 Andrea Bajani, L'anniversario
2026 Michele Mari, I convitati di pietra

mercoledì 8 luglio 2026

È il romanzo straniero più venduto in Italia nel 2026: il ritorno di un autore famosissimo


È il romanzo straniero più venduto in Italia nel 2026: il ritorno di un autore famosissimo
Dalla classifica delle vendite nei primi sei mesi del 2026 secondo NIQ BookData

👉 foto: Esquire.com

In Italia leggiamo soprattutto autori italiani. Per il momento, il 2026 non sembra fare eccezione. Quasi tutta la classifica dei dieci libri più venduti nei primi sei mesi dell'anno è occupata da italiani. Viene da chiedersi cosa ci sia oltre la Top Ten, cioè quale sia il primo autore straniero che si incontra scorrendo le posizioni verso il basso fino al primo romanzo tradotto.
Secondo La lettura, l'inserto letterario domenicale del Corriere della Sera, che si basa su elaborazioni NIQ BookData, il libro più venduto nella categoria dedicata alla narrativa straniera è L'ultimo segreto.
Se il nome del protagonista, Robert Langdon, vi suona familiare, sarà perché avrete letto una delle altre avventure di cui è il protagonista. La più famosa è Il Codice Da Vinci. L'autore è lo stesso de L'ultimo segreto: Dan Brown. L'ultimo segreto è infatti il ritorno del professore di simbologia, già protagonista di Angeli e Demoni, Il simbolo perduto, Inferno e Origin.
Brown lo ha definito il suo romanzo più ambizioso: Secret of Secrets, questo il titolo internazionale, è ambientato in Repubblica Ceca. Si legge nella sinossi dell'editore italiano, Rizzoli: "Mentre si trova a Praga con Katherine Solomon, studiosa di scienze noetiche e sua compagna, Robert Langdon si ritrova all'improvviso in un incubo: Katherine è sparita dalla camera d'albergo senza lasciare traccia. E non si tratta di un banale rapimento: forze occulte, attive dall'alba della storia, sono responsabili della scomparsa".
L'ultimo libro di Brown non è stato amato dalla critica, ma non è certo una novità. Come non stupisce nessuno il fatto che abbia venduto tantissimo nonostante le stroncature: uscito l'anno scorso a settembre, è diventato (entro dicembre) il libro più venduto in Italia nel 2025 (212.608 copie), prolungando il suo successo anche nell'anno in corso. Ha staccato Kolchoz di Emmanuel Carrère (Adelphi), in seconda posizione, e Tre Nomi di Florence Knapp (Garzanti), in terza posizione.
Se avessimo voluto considerare anche la categoria dei libri per ragazzi, allora Brown sarebbe stato superato dal libro ufficiale di KPop Demon Hunters, al secondo posto della classifica dei ragazzi e in decima posizione nella top ten generale, quella che include i romanzieri italiani, la saggistica, i fumetti, ecc. È ispirato all'omonimo film animato di inaspettato successo su Netflix, divenuto il contenuto più visto sulla piattaforma, l'inizio di una serie di successi tra cui si annovera la vittoria di un Oscar per il miglior film animato.

Sette libri gialli per l'estate, i più letti su Rakuten Kobo


Sette libri gialli per l'estate, i più letti su Rakuten Kobo
L'estate ama i gialli, perfetti per portare un brivido nelle giornate più calde dell'anno. Ma quali scegliere? Ecco i sette più letti finora su Rakuten Kobo

👉 fonte: io Donna

Osservando classifica dei libri più letti di giugno 2026 su Rakuten Kobo, confrontata con quella dell'estate 2025, salta subito all'attenzione una tendenza ormai consolidata: nei mesi più caldi dell'anno i lettori italiani scelgono soprattutto romanzi capaci di catturare fin dalle prime pagine. Gialli, noir, thriller e crime continuano a dominare le preferenze, confermandosi i compagni di lettura ideali per le vacanze.
La classifica di giugno 2026 lo dimostra con chiarezza. Quasi la metà dei titoli appartiene all'universo del giallo e del crime, guidato da autori amatissimi come Gavino Zucca, Antonio Manzini, Cristina Cassar Scalia, Georges Simenon, Satu Rämö, Maurizio de Giovanni e Daniel Silva. Più che cercare letture "leggere", il pubblico sembra desiderare storie coinvolgenti, ricche di suspense, con indagini serrate e protagonisti in cui ritrovarsi libro dopo libro.
La classifica di Rakuten Kobo sui libri più letti sinora, rispetto al 2025, giugno 2026 nasconde una sorpresa. Accanto ai gialli emergono prepotentemente i libri romance/new adult, soprattutto i titoli di Elle Kennedy della serie Off-Campus.
Il romance è un genere che sta conquistando i lettori più giovani che lo preferiscono ai classici gialli e polizieschi. Abbiamo quindi da un lato il piacere dell'indagine e della suspense, dall'altro il comfort reading romantico, seriale e molto riconoscibile.
Un'altra differenza che salta agli occhi, confrontando le letture di anno in anno, è la maggiore presenza nel 2026 di classici, narrativa letteraria e saggistica/non fiction. In classifica compaiono titoli come L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera, 2666 di Roberto Bolaño, Zia Mame di Patrick Dennis, Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi, L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks e La scomparsa di Majorana di Leonardo Sciascia.
L'estate 2026 si sta profilando non solo come un momento di letture rilassanti "da ombrellone", ma anche l'occasione per recuperare long seller e titoli più profondi, volumi che abbiamo finalmente il tempo di affrontare in pace.
Ma se il giallo resta la vostra passione eccone sette perfetti per le prossime serate estive:

Giallo a Valle delle Magnolie di Gavino Zucca. Luglio 1963. In sole ventiquattro ore, la quiete di Valle delle Magnolie viene spezzata da due eventi inquietanti: Donato, un ragazzo di quattordici anni, ospite del vicino Istituto San Gabriele per la cura dell'infanzia, scompare nel nulla; poco dopo Filippo Tilocca, un uomo trasferitosi da alcuni giorni nella valle, viene ritrovato morto nella propria abitazione. Due fatti apparentemente scollegati, in grado di dare sin da subito filo da torcere al capitano Roversi. Ma mentre scava nel passato di Donato e di Tilocca in cerca di piste da seguire, l'ufficiale comincia a intuire che quei casi forse non sono slegati come pensava. La chiave per risolvere questo doppio mistero sembra risiedere in un cold case risalente a cinque anni prima: un tentato sequestro finito in tragedia, nel quale una coppia perse la vita insieme a uno dei rapitori.
I tramezzini di Rocco Schiavone di Antonio Manzini. «Sono scintille, ricordi, lacerti della vita di Rocco». Racconti che compongono un quadro unico, uno scambio di affetti tra Rocco e il suo passato, tra l'autore e il suo personaggio e il suo maestro. Soprattutto ricordi, e ogni ricordo acceso, come le famose madeleine, dal sapore di un tramezzino.
Le terme dell'Indirizzo di Cristina Cassar Scalia. Non fosse per i problemi che angosciano i suoi amici più cari, Vanina starebbe attraversando un buon periodo; persino la relazione con il pm Paolo Malfitano pare aver raggiunto il giusto equilibrio. È proprio mentre si sta godendo qualche giorno di riposo con lui che, fra le rovine delle terme dell'Indirizzo, un complesso di età imperiale nel centro del capoluogo etneo, viene ritrovato il cadavere semicarbonizzato di un uomo cui hanno sparato un colpo alla testa. I suoi effetti personali sono andati distrutti, solo il viso, miracolosamente scampato alle fiamme, permette alla polizia di riconoscerlo: è un senzatetto che tempo addietro era stato aggredito dagli scagnozzi di un potente clan mafioso. La direzione delle indagini sembra segnata, ma la Guarrasi non è tipo da fermarsi alla prima ipotesi. Con l'aiuto della sua squadra, per l’occasione rinforzata, e dell'immancabile ex commissario Biagio Patanè, comincia a esplorare nuove piste, che si intrecciano a episodi mai del tutto chiariti, fino a ricostruire una storia sorprendente.
La camera azzurra di Georges Simenon. «Sei così bello - gli aveva detto un giorno Andrée -, che mi piacerebbe fare l'amore con te davanti a tutti, in mezzo alla piazza della stazione…». Quella volta Tony aveva accennato un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei , «un piacere assoluto, animalesco, senza secondi fini, e mai seguito da disgusto, disagio o stanchezza». Del resto, era stata lei a tirarsi su la gonna e a invitarlo con la sua voce roca, la prima volta, a prenderla in mezzo all'erba e alle ortiche che costeggiavano la provinciale: dopo, lui aveva colto nei suoi occhi un'espressione di trionfo. E anche quel 2 agosto, quando lei gli aveva chiesto (avevano appena fatto l'amore, nella camera dell'Hôtel des Voyageurs che da un anno accoglieva i loro incontri clandestini): «Se io mi ritrovassi libera… faresti in modo di renderti libero anche tu?», lui non aveva dato peso a quelle parole, quasi non le aveva udite. Solo più tardi avrebbe compreso l'oscura minaccia che nascondevano. Ancora una volta, nel suo stile asciutto, rapido, implacabile, Simenon ci racconta la storia di una passione vorace e devastante, che non arretra davanti a nulla. Nemmeno davanti a un doppio delitto. Terminato a Noland nel giugno del 1963, La chambre bleue apparve a stampa l'anno seguente.
Morte nei fiordi di Satu Rämö. Tutti fanno del loro meglio per sopravvivere tra i gelidi fiordi della remota Islanda. Hildur Rúnarsdóttir non è da meno e si dedica al surf nelle glaciali acque dell'Atlantico per cercare di dimenticare la sua infanzia traumatica e il peso dei casi che occupano la sua mente come capo dell'Unità bambini scomparsi della polizia di Ísafjörður. Quando Jakob Johanson, un apprendista poliziotto finlandese con l'hobby del lavoro a maglia, arriva in Islanda per affiancare Hild e cercare di sfuggire alla sua complicata vita in patria, si rende conto che i pittoreschi fiordi nascondono anche lati oscuri tra gli emarginati, gli sfruttati e gli assetati di potere che li abitano. Hildur e Jakob si trovano a indagare su uno strano groviglio di crimini, mentre la nebbia che offusca segreti rimasti nell'ombra per decenni comincia gradualmente a sollevarsi. La vendetta può essere dolce in teoria, ma alla fine risolverà qualcosa?
Il tempo dell'orologiaio di Maurizio de Giovanni. Carlo Malavasi, nome di battaglia "Sergio", è stato per oltre quarant'anni una primula rossa della lotta armata: latitante imprendibile, custode di segreti che nessuno dovrebbe conoscere. Mago degli esplosivi, signore dei congegni, ha costruito meccanismi perfetti, capaci di fermare il tempo nel punto esatto in cui la vita si spezza. A strapparlo alla copertura anonima dietro cui si è nascosto a Brest, in Francia, sono Andrea Malchiodi e Vera Coen.
Il capolavoro rubato di Daniel Silva. Gabriel Allon ha da poco iniziato a lavorare al restauro di un prezioso Tiziano conservato a Venezia, quando scopre il corpo di una donna misteriosa che galleggia nelle acque della Laguna… e si ritrova coinvolto in una disperata corsa per recuperare un capolavoro perduto che potrebbe essere nientemeno che di Leonardo da Vinci.

martedì 7 luglio 2026

"Lucky - La ladra", il thriller di Marissa Stapley diventa una serie TV con Anya Taylor-Joy


Lucky - La ladra, il thriller di Marissa Stapley diventa una serie TV con Anya Taylor-Joy
Il 15 luglio debutta su Apple TV+ Lucky, adattamento dell'omonimo romanzo di Marissa Stapley. Protagonista Anya Taylor-Joy nei panni di una truffatrice in fuga tra segreti, identità false e un biglietto vincente che potrebbe cambiarle la vita

👉 fonte: il Libraio

Tra i titoli più attesi dell'estate televisiva c'è senza dubbio Lucky, la nuova serie thriller che debutterà su Apple TV+ il 15 luglio. A portare sullo schermo la storia sarà Anya Taylor-Joy, affiancata da un cast che comprende anche Annette Bening, Timothy Olyphant e Drew Starkey.
Dietro il progetto c'è Reese Witherspoon, che figura tra i produttori esecutivi attraverso la sua casa di produzione Hello Sunshine. Non è un caso: nel 2021 l'attrice (e da qualche tempo scrittrice, con il thriller Senza dire addio, edito da Longanesi e scritto insieme a Harlan Coben) aveva scelto il romanzo della giornalista e autrice canadese Marissa Stapley per il celebre Reese's Book Club, contribuendo a far conoscere la storia a un pubblico ancora più vasto e aprendo la strada al suo adattamento televisivo.
La serie, infatti, è tratta dall'omonimo bestseller della scrittrice canadese, pubblicato in Italia da Tre60 (traduzione di Maria Carla Dallavalle) con il titolo Lucky - La ladra, un romanzo che mescola thriller, fuga, suspense e ricerca di una nuova identità.
Al centro della vicenda c'è Lucky Armstrong, una ragazza cresciuta in un mondo fatto di truffe, inganni e vite sotto copertura. Fin da bambina è stata trascinata dal padre nell'universo delle frodi, imparando sin da giovanissima a manipolare gli altri. Quando lui finisce in prigione, però, Lucky resta sola, tra imbroglioni e opportunisti. E senza fortuna…
Poi però arriva l'occasione del riscatto. Insieme a Cary, il compagno con cui condivide segreti, desideri e ambizioni, mette a segno una truffa milionaria. Le cose non vanno secondo i piani e la loro fuga ai Caraibi si trasforma nel tentativo di non essere catturati… Mentre i loro volti compaiono su ogni telegiornale.
Ancora una volta sola, Lucky è spalle al muro ma il biglietto della lotteria che ha appena acquistato è quello vincente. 390 milioni di dollari sono suoi… se solo potesse andare a ritirarli. Non resta altra soluzione che tornare al proprio passato, dal padre che le ha insegnato il "mestiere" e dalla madre che l'ha abbandonata.
Per interpretare Lucky Armstrong è stata scelta Anya Taylor-Joy, una delle attrici più apprezzate della sua generazione. Il grande pubblico la conosce soprattutto per il ruolo di Beth Harmon nella miniserie La regina degli scacchi, che le ha regalato fama internazionale e numerosi riconoscimenti.
Nel corso degli anni ha costruito una filmografia molto varia, passando da Glass (2019) all'adattamento del romanzo di Jane Austen Emma (2020), fino a The Menu (2022) e Furiosa - A Mad Max Saga (2024), nel quale ha raccolto l'eredità di uno dei personaggi più iconici della saga Mad Max.
La serie, creata da Jonathan Tropper con Cassie Pappas, si compone di sette episodi, due dei quali subito disponibili a metà luglio. I restanti, invece, saranno distribuiti settimanalmente.

lunedì 6 luglio 2026

"La colpevole" di B.A. Paris


La colpevole di B.A. Paris

👉 fonte: Thriller Cafè

B.A. Paris, vero nome Bernadette MacDougall, autrice franco-britannica, torna in libreria con un nuovo, avvincente thriller psicologico, La colpevole.
Nell Masters è convinta di essersi lasciata il passato alle spalle. Per anni ha tenuto un profilo da invisibile, senza amici, senza una relazione, vivendo tra lavoro, casa e solitudine. Poi, il bisogno di avere un contatto con gli altri le ha fatto allentare le redini della sua vita super controllata: amici, un amore e adesso ne è certa, ha anche uno stalker. E da dove arriva questo stalker? La risposta è semplice, dal suo passato, dove aveva un nome diverso e ha fatto una cosa terribile che ha rovinato la vita a diverse persone. Del passato non ci si libera, soprattutto se non si riesce a perdonare sé stessi. Nell pensa quasi di meritare quello che le sta capitando, deve espiare, pure con la morte, ma adesso ha tanti motivi per vivere e se il suo stalker non venisse dal passato? Di chi può davvero fidarsi? Un magistrale thriller che scava nel senso di colpa, nella redenzione e nelle ossessioni, su come possono iniziare e in cosa si possono trasformare, fino alle conseguenze più estreme.
B.A. Paris ha fatto capire dal suo primo romanzo che il thriller psicologico era la sua cifra. Il suo romanzo d'esordio, La coppia perfetta, è stato tradotto in quaranta lingue ottenendo milioni di lettori in tutto il mondo e da allora, era il 2016, non si è più fermata. Sono seguiti La moglie imperfetta, Non dimenticare, Il dilemma, La psicologa, La reclusa, L'amica e ora La colpevole, tutte opere indipendenti che vivono di vita propria e non hanno necessità di una lettura in ordine di pubblicazione.
La scrittura del romanzo è incalzante, per una tensione che cresce come la marea, per gradi, tra dubbi, domande e certezze che si sgretolano. La colpevole, nella prima parte, è un libro contraddistinto da un doppia time line, tra il presente di Nell e il suo passato, lontano quattordici anni, dove per gradi il lettore viene a conoscenza di quale colpa si è macchiata e perché.
L'autrice scava così nella psicologia della sua protagonista, mostrando come una cosa semplice, un gesto addirittura meritevole, si possa trasformare in un'ossessione sorda a qualunque ragione. Un'idea diviene un pensiero fisso che fa tralasciare tutto, lavoro, relazioni, amici e niente sembra riportare la vita di chi entra in questa spirale nei giusti binari. Si ammette che nel proprio comportamento c'è qualcosa che non va, ma la colpa viene data a persone o elementi esterni, ci si autoconvince che basterebbe una cosa per essere soddisfatti, ma quando questa non si manifesta, sopraggiunge la frustrazione, la rabbia, una volontà di continuare nell'errore che ha il sapore della follia lucida. Questo è successo a Nell, questo forse sta succedendo al suo stalker.
Non ci sono molti personaggi nel romanzo, e il ventaglio ristretto di colpevoli da un lato offre la certezza al lettore di capire subito tutto, ma ben presto ci si dibatte nel labirinto di sospetti, inquietudini, domande. Anche il comportamento più innocente di un personaggio viene visto come losco, spaventoso.
Nell è la protagonista assoluta del romanzo, le figure che gli orbitano attorno per più o meno tempo si dividono tra spalle, comparse e coprotagonisti con diversi gradi di importanza, eppure l'autrice li rende tutti tridimensionali, all'apparenza conoscibili, ma in realtà sono pieni di lati nascosti in piena vista. Proprio questo fatto che dietro un sorriso, una frase, un abbraccio ci sia altro, rende la lettura imperdibile, mentre la tensione sale e la lettura diventa un appuntamento irrinunciabile e vorace. Qui e lì tra i capitoli su Nell, nel passato e nel presente, compaiono degli stralci presi dai quaderni del colpevole. Magari all'inizio li si legge con curiosità, ma quasi di sfuggita, poi, quando la voglia di capire di più si fa più forte, ogni riga viene analizzata per scovare indizi che portino a puntare il dito verso una persona precisa. L'autrice è bravissima a mascherare ogni punto importante, solo alla fine si potrà dire la fatidica espressione: era ovvio che fosse così.
Se cercate un thriller psicologico di classe, La colpevole è il romanzo che fa per voi.

"Il ladro di merendine": il capolavoro di Camilleri che ha anticipato la storia (e che oggi commuove ancora)

Il ladro di merendine: il capolavoro di Camilleri che ha anticipato la storia (e che oggi commuove ancora)

👉 fonte: Studenti.it

Luca Zingaretti e la Rai hanno contribuito a rendere leggendari i romanzi di Andrea Camilleri con protagonista il commissario Montalbano. Nello specifico, Il ladro di merendine è il terzo della serie edita da Sellerio. A rendere la trama ancora più avvincente e affascinante è la location. Vigata è una città immaginaria, che però corrisponde a Porto Empedocle, un borgo marinaro siciliano dall'atmosfera unica.
Il ladro di merendine di Andrea Camilleri si apre con un omicidio. Durante la notte, un peschereccio di Mazara del Vallo, vicino a Trapani, il Santopadre, viene intercettato e colpito da una motovedetta che fa capo alla Tunisia. Durante l'agguato perde la vita un marinaio tunisino a bordo della barca siciliana.
Ma non è finita qui: il commissario Montalbano viene a sapere di un'altra uccisione sospetta, quella dell'ex commerciante Aurelio Lapecora, accoltellato in un ascensore. Come se non bastasse, poi, scompare anche Karima Moussa, una donna delle pulizie molto bella e, anche lei, di nazionalità tunisina.
Salvo Montalbano scopre che fra la ragazza e il commerciante c'è un collegamento. I due lavoravano insieme ed erano amanti. Inoltre la donna aveva anche un figlio, pure lui scomparso. Grazie a una conoscente della donna, Aisha, il commissario trova un libretto di risparmio con 300 milioni di lire, troppi per un'immigrata con un lavoro umile.
Tornando in commissariato, Montalbano si accorge della presenza di un gruppo di mamme che si lamenta di un furto di merendine davanti alla scuola. Le donne accusano un extracomunitario di nome François, il figlio di Karima. Dopo un appostamento riesce a individuarlo: il ragazzino si era nascosto in una casa abbandonata.
Livia, la fidanzata del commissario che aveva partecipato al ritrovamento, sente un forte istinto materno e il desiderio di adottare un bambino insieme all'uomo che ama. A complicare la trama sono i servizi segreti e il colonnello Lohengrin Pera, un uomo poco limpido. Durante i giorni di indagine, alla storia principale si intreccia una che riguarda la famiglia di Salvo Montalbano. Anche lui, come François, ha perso la madre da piccolo e adesso dovrà fare i conti con la malattia terminale del padre.
Ne Il ladro di merendine, Salvo Montalbano indaga su omicidi che, in apparenza, sembrano scollegati. Durante le indagini, si scopre invece che le morti sono collegate e che probabilmente hanno a che fare con un piano terroristico internazionale.
A questa vicenda si intreccia la relazione extraconiugale tra due delle tre vittime e il mistero aumenta quando si scopre che il ladro di merendine è François, il figlio di una giovane donna scomparsa, l'amante di un ex commerciante ucciso. Alcuni dettagli delle vite dei protagonisti sono simili a esperienze vissute dal commissario, che dovrà ricordare la morte prematura della madre e affrontare la malattia del padre.
Ne Il ladro di merendine di Andrea Camilleri viene trattato il tema dell'inclusione sociale. Il sospetto nei confronti di François, accusato di essere il responsabile dei furti nella scuola ne è il segnale più evidente, ma non è l'unico.
Inoltre, c'è un parallelismo tra quello che accade ai protagonisti del racconto con gli eventi che segnano la vita del commissario Montalbano. La sofferenza per la perdita delle persone amate e la difficoltà nel mantenere i legami con quelli esistenti è un altro aspetto che emerge fra le righe sapientemente scritte da Camilleri.
Se Il ladro di merendine è un romanzo che appassiona e incuriosisce, non è da meno La voce del violino. In questo caso, il commissario Montalbano deve fare i conti con un evento poco piacevole, un funerale, e una giornata di maltempo. In questo scenario il suo autista fa un incidente per evitare di uccidere una gallina. Il commissario lascia un biglietto, ma (di ritorno dall'ospedale per alcuni accertamenti al collega che era in auto con lui) scopre che nessuno ha ancora ritirato il biglietto. È l'inizio di uno dei racconti di Camilleri, una garanzia in termini letterari.
Fra le vicende più famose affrontate da Salvo Montalbano ci sono quelle narrate in La gita a Tindari. Anche in questo caso, un triplice omicidio impegna uno dei personaggi più celebri nati dalla penna di Andrea Camilleri. Si tratta di un giovane dongiovanni che sperperava il denaro e di due pensionati che decidono di uscire dalla sicurezza delle mura domestiche per visitare Tindari.

In Puglia la prima book town d'Italia


In Puglia la prima book town d'Italia
A Bisceglie il primo esperimento gratuito di turismo letterario con l'iniziativa 10mila libri al borgo, per leggere, scambiare o prendere in prestito il libro del cuore

👉 fonte: il Messaggero

È in Puglia la prima Book Town d'Italia, in un borgo di pescatori che affaccia sul mare e che, al buon pesce, l'acqua trasparente e la vita che va più lenta, aggiunge il piacere della lettura dando il via a un nuovo percorso di turismo letterario tutto italiano. Si tratta di Bisceglie che, grazie all'Associazione Borgo Antico, ha dato il via a 10mila libro al borgo, prima edizione del progetto culturale innovativo che andrà avanti per tutta l'estate fino al prossimo 20 settembre, con dedica diretta agli amanti della lettura. Un'intera stagione per leggere tutto quello che non si riesce a leggere in quei periodi dell'anno in cui le giornate non bastano mai. E così, la cittadina a nord di Bari, si profila come una delle mete da non perdere per le vacanze in arrivo, un'originale destinazione turistica già nota tra i vacanzieri per i suoi luoghi iconici come le coste, cartoline reali di bellezza ancora incontaminata, o la qualità del cibo che in Puglia non tradisce mai le aspettative. A questo, i biscegliesi hanno aggiunto quel quid in più, un accento culturale e anche romantico, dall'odore inconfondibile come quello che ha un libro sfogliato. Ancor più bello, se fatto circondati da storia e natura, salsedine e sapori antichi.
Di ispirazione sono state altre esperienze internazionali di successo, come Hay-on Wye nel Galles oppure Óbidos in Portogallo. Così, con lo sguardo rivolto oltreconfine, l'associazione biscegliese ha raggruppato diecimila libri da poter leggere, scambiare e prendere in prestito gratuitamente, distribuiti nelle dieci librerie che sono state aperte appositamente tra vicoli e piazze della città vecchia. I luoghi sono stati tutti ricavati in antichi locali del paese, così come nelle botteghe degli artigiani che nel centro storico realizzano e vendono le loro creazioni, oltre a farsi nicchie letterarie per l'occasione. "Sviluppare il turismo letterario significa intercettare una domanda culturale in costante crescita: viaggiatori che scelgono le destinazioni non solo per il patrimonio artistico o paesaggistico, ma per l'esperienza culturale che possono vivere - spiega Alessandra Di Pierro, presidente dell'associazione organizzatrice -. La città di Bisceglie diventa una meta unica in Italia, capace di attrarre lettori, scuole e comunità di appassionati provenienti da tutta Italia, generando presenze di qualità.
Ogni libreria allestita è dedicata a generi letterari differenti, creando così un percorso tematico che invita gli avventori ad esplorare la città vecchia seguendo le proprie passioni di lettura, alla ricerca del volume da portarsi sotto l'ombrellone. Le Book Town nel mondo non sono certo una novità, ma uno degli elementi distintivi per Bisceglie è la totale gratuità del progetto. Nessuno paga e nessuno guadagna dalla circolazione dei libri, che potranno soltanto essere presi in prestito oppure scambiati, seguendo una logica semplice e inclusiva che mette al centro la condivisione della cultura.
"Quello delle Book Town è un fenomeno di portata internazionale, con diverse località in tutto il mondo che hanno puntato sul libro e sulla lettura generando un nuovo tipo di turismo", aggiunge Sergio Silvestris, fondatore del festival letterario Libri nel Borgo Antico, che si svolge sempre a Bisceglie ormai da diciassette anni, accogliendo ogni stagione i protagonisti della società civile, politica e culturale italiana. "Grazie a questo progetto il libro diventa strumento per creare connessioni, confronto e partecipazione attiva e Bisceglie un punto di riferimento nazionale per il turismo letterario. Un luogo dove la cultura circola liberamente e gratuitamente".
E così, ciascun visitatore potrà scegliere liberamente un libro da leggere in spiaggia o in una delle piazzette del centro storico, da riconsegnare al termine della lettura o scambiare con un proprio libro già letto. Tra gli scaffali si ritroveranno anche molti volumi ormai fuori catalogo, dalle edizioni storiche ai libri antichi, passando per le pubblicazioni introvabili. In questo modo l'esperienza si trasforma in una sorta di grande caccia al tesoro a cielo aperto, conservando la meraviglia della scoperta di zone mai viste, mentre si va alla ricerca del libro del cuore. In barba agli algoritmi, agli acquisti online e all'epoca della digitalizzazione e dell'intelligenza artificiale. Meglio incontrarsi per strada e sfogliare insieme un buon libro.

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"Lupi nella notte", di Michael Farris Smith


Lupi nella notte, di Michael Farris Smith


Davvero sorprendente questo romanzo che sfugge alle definizioni. È thriller, road novel, noir e racconto quasi mistico allo stesso tempo. Ma soprattutto è un viaggio dentro la parte più oscura dell'animo umano, dove la violenza convive con il bisogno disperato di essere salvati.
La storia segue Burdean e Keal, due uomini che vivono ai margini della società svolgendo incarichi per conto di persone di cui conoscono poco e sulle quali preferiscono non fare domande. Quando ricevono l'ordine di recuperare qualcosa di estremamente prezioso, si ritrovano coinvolti in una vicenda sempre più inquietante che li porta a incontrare Cara, un'assistente sociale segnata da un passato doloroso, e una misteriosa bambina muta dotata di un dono che sembra trascendere ogni spiegazione razionale.
Michael Farris Smith costruisce un'America lontana dagli stereotipi: motel decadenti, strade deserte, chiese abbandonate, case fatiscenti e cieli gravidi di tempesta diventano lo scenario di una narrazione sospesa tra realtà e dimensione simbolica. È un mondo in cui il bene e il male non sono mai nettamente separati, dove anche i personaggi più duri portano dentro di sé ferite profonde e un disperato bisogno di redenzione.
Il tema dominante è la solitudine. Tutti i protagonisti sono persone spezzate, accomunate da traumi, abbandoni e perdite. Eppure, proprio nella fragilità nasce la possibilità di un legame. Il rapporto che si sviluppa tra Cara e Keal, così come quello con la bambina, rappresenta un fragile tentativo di opporsi a un destino che sembra già scritto. Non si tratta di un amore romantico, ma di un riconoscersi nelle ferite dell'altro, nella consapevolezza che a volte basta una mano tesa per continuare a vivere.
La bambina assume un valore quasi allegorico. Il suo dono, mai completamente spiegato, introduce nel romanzo una dimensione spirituale che non offre certezze ma apre interrogativi: esiste ancora una forma di grazia in un mondo dominato dalla violenza? Può il miracolo manifestarsi anche negli angoli più bui dell'esistenza? Farris Smith non fornisce risposte definitive, preferendo lasciare il lettore immerso nell'ambiguità.
Lo stile dell'autore è essenziale ma profondamente evocativo. Ogni pagina alterna momenti di tensione narrativa a passaggi di intensa poesia. Le descrizioni dei paesaggi, dei silenzi e dei piccoli gesti quotidiani riescono a trasmettere una malinconia persistente, quasi musicale. È una scrittura che non cerca l'effetto spettacolare, ma lavora sulle emozioni sottili, facendo emergere una bellezza dolorosa anche nelle situazioni più disperate.
Questo libro è anche una riflessione sul destino e sulle possibilità di scelta. I personaggi sembrano trascinati dagli eventi, vittime di circostanze che li hanno segnati fin dall'infanzia. Tuttavia il romanzo suggerisce che, persino quando il margine di libertà è minimo, resta possibile scegliere la compassione invece della crudeltà, la protezione invece dell'indifferenza.

domenica 5 luglio 2026

Due commissari, due romanzi: Markaris e Musso a confronto


Due commissari, due romanzi: Markaris e Musso a confronto
Petros Markaris e Guillaume Musso pubblicano due romanzi polizieschi molto diversi che ruotano intorno alle figure di due ancor più diversi investigatori: li accomuna, però, la capacità di andare oltre la contingenza e interpretare cose e persone con una straordinaria profondità

👉 fonte: La Ricerca

Chi scrive ha un affettuoso ricordo del vecchio aeroporto ateniese Ellinikòn, situato a sud della città, soppiantato dal 2001 dal più moderno scalo Eleftherios Venizelos. Questo ex-aeroporto, infatti, è associato ai miei primi viaggi in Grecia in aereo, che rappresentavano un signorile upgrade rispetto ai precedenti tragitti, interminabili e avventurosi, che vedevano me e i miei amici partire in treno (senza a/c) da Milano fino ad Ancona o Brindisi e raggiungere l'Ellade a bordo di improbabili traghetti…
Mi sono dunque dispiaciuto che questa immensa area (si parla di 6 milioni di metri quadri) dopo un parziale utilizzo come villaggio durante le Olimpiadi del 2004, sia rimasta a lungo inutilizzata e le sue strutture si siano irrimediabilmente ammalorate. E mi sono altrettanto dispiaciuto (per ragioni ovviamente diverse) nel vedervi accampati negli anni disperati o profughi d'ogni genere, su tutti quelli che scappavano dalla terribile guerra civile siriana, scoppiata nel 2011 e forse non ancora del tutto finita.
Pertanto, ho appreso con favore l'idea di una rigenerazione di quest'area, anche se davanti al progetto virtuale e alla realtà dei fatti (l'opera è infatti in fase avanzata di realizzazione), l'impressione è che l'esito finale sarà una sorta di "Dubai mediterranea", con parchi, edifici residenziali, hotel di lusso, negozi, servizi di ogni genere; il tutto (si dice) con grande attenzione all'impatto ambientale.
Ma se è vero che l'edilizia porta posti di lavoro, è altrettanto vero che un progetto abitativo del genere guarda ai ceti elevati, e non può certo essere una soluzione ai problemi di quelli medio-bassi, che (ad Atene come in tutte le grandi città) sono "soffocati" dai costi sempre più alti degli affitti.
È questo il contesto nel quale si ambienta l'ultimo romanzo di Petros Markaris, La ricchezza che uccide, La nave di Teseo, Milano 2026. Il commissario Kostas Charitos e i suoi uomini, infatti, sono impegnati in una difficile indagine relativa sia a un omicidio sia a un'esplosione mortale, dovendo muoversi tra palazzinari senza scrupoli, ateniesi che protestano per il nuovo complesso residenziale, migranti sgombrati dai loro centri di accoglienza, anarchici con intenti sovversivi, e (come al solito) ministri preoccupati solo di non perdere la faccia, che delegano dunque alla polizia ogni forma di lavoro sporco. Kostas indaga con la consueta umanità, senza dimenticarsi del ruolo di marito, padre, nonno affettuoso, e per di più gravato dalla preoccupazione per la salute del suo storico amico Lambros Zisis, omonimo del vivace nipotino.
Ovviamente non posso rivelare molto di più, ma il titolo (che in greco era addirittura Il carro funebre dello sviluppo) è già un indizio per capire perché si originino queste forme di violenza, che ruotano bene o male intorno al progetto dell'Ellinikòn; e a spiegarcelo è proprio Lambros, quasi in chiusura del libro, quando afferma: «In televisione nessuno racconta che il progresso e lo sviluppo sono accompagnati ogni giorno da sofferenze, disuguaglianze e drammi simili». Sembra un'ovvietà, una banalità, così come sembrano a prima vista ovvi e banali il traffico di Atene o l'amore del commissario per i ghemistà (pomodori ripieni) cucinati dalla moglie Adriana: di tutto ciò già abbiamo parlato anche in passate recensioni.
Eppure in questa affermazione il vecchio Zisis, ex oppositore dei colonnelli, diventa una sorta di portavoce del narratore, ormai ultra-ottuagenario, che con la saggezza che si addice all'età ha saputo leggere nei suoi romanzi le contraddizioni di una Grecia che è stata sì salvata dal default degli aiuti europei, ma a prezzo di durissime ripercussioni economico-sociali; ripercussioni che hanno riguardato (direttamente o indirettamente) scuola, sanità, beni culturali, aziende pubbliche e private, e ora anche l'edilizia abitativa.
Insomma, è come se al commissario (ora direttore) Kostas Charitos oltre a cercare colpevoli fosse dato mandato di indagare nel profondo dell'animo di chi ha commesso i reati; non per giustificarli, ma per comprendere le motivazioni, che sono nei polizieschi di Markaris più spesso ideologiche che contingenti.
In tutt'altro ambito (la Costa Azzurra) e in tutt'altro periodo (1928) è ambientato un secondo recente romanzo poliziesco (dal ritmo decisamente più giallo) del quale, al pari del precedente, consiglio caldamente la lettura: si tratta di Guillaume Musso, Il crimine del paradiso, La Nave di Teseo, Milano 2026.
Se il libro si configura come un omaggio ad Agatha Christie (la scrittrice inglese Agatha Harding, personaggio del romanzo, ne è una sorta di alter ego), sono numerosi i richiami più o meno evidenti ad altre esperienze artistico-letterarie (Scott Fitzgerald, Simenon, Picasso, Hitchcock etc.) che rendono l'opera complessa e molto ben riuscita: addirittura, nel finale, fa capolino, con un coraggioso sbalzo temporale, lo stesso Guillaume Musso come personaggio, in un raffinato gioco di autofiction.
Gli eventi si svolgono per lo più nella lussuosa Villa Starlight a Cap d'Antibes, di proprietà dei ricchi coniugi americani Florence e Julian Livingstone, ai quali viene misteriosamente rapito nella notte il figlio di tre anni, Oscar. L'indagine viene affidata al commissario Joseph Lèques e al giovane agente Charlie Langlois: i due si trovano a dover scavare tra i segreti, le bugie e le ipocrisie degli illustri ospiti della villa, nonché degli stessi padroni di casa e del loro personale di servizio.
In questo caso, ancor più che nel precedente, chi scrive non può anticipare nulla. Possiamo però spendere due parole sul commissario Lèques, le sue angosce, le sue depressioni, la sua consuetudine con la bottiglia; ciò perché «la guerra era terminata da dieci anni, ma per lui non era mai finita», e le immagini degli orrori che aveva visto durante il primo conflitto mondiale lo avevano collocato «in un circolo vizioso di idee suicide e allucinazioni».
Lèques non ha certo la bonomia di Kostas Charitos, e a prima vista ci appare come un misantropo, eppure pagina dopo pagina il lettore sviluppa empatia nei suoi confronti e apprezza il suo ruolo quasi paterno nei confronti di Charlie; ma soprattutto comprende che la dolorosa condizione del commissario è forse una delle chiavi per giungere alla soluzione del caso. Perché solo chi ha avuto esperienze così drammatiche sa che "il passato non passa" mai davvero, e dunque non è solo nel presente che è bene indagare. E qui mi fermo, come promesso.
Mi permetto soltanto, per cominciare a introdurre i (miei) lettori nel clima del romanzo, di anticipare l'inizio della descrizione della splendida e innovativa, per quei tempi, villa dei Livingstone, della quale Musso allega anche disegno e piantina: «Non era una casa, era una nave. Un'enorme imbarcazione bianca e scintillante che aveva gettato l'ancora in mezzo alla campagna di Antibes. All'inizio Joseph credette a un abbaglio e mise la mano a visiera per proteggersi dal sole. Villa Starlight non aveva nulla a che vedere con le grandi dimore che aveva visitato in precedenza. Nessuna modanatura, niente colonnati o frontoni sovraccarichi come nelle abitazioni ispirate al Rinascimento o al mondo classico. E nulla a che vedere nemmeno con una costruzione tradizionale. Era una cosa diversa. Una villa d'avanguardia in calcestruzzo, sviluppata su tre livelli che sposavano le imperfezioni del terreno assecondandone la disposizione a terrazze».
Per saperne di più su come è fatta all'interno (aspetto non secondario nell'indagine) e su chi vi risiede in forma stabile o saltuaria (aspetto ancor più rilevante) è però necessario andare in libreria.