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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

venerdì 19 giugno 2026

Gabriella Bianchi debutta con "Zolfo", un intenso romanzo noir ambientato nel Sud degli anni '80


Gabriella Bianchi debutta con Zolfo, un intenso romanzo noir ambientato nel Sud degli anni '80
Zolfo è un sorprendente noir che conduce il lettore nell'entroterra irpino post terremoto del 1980, tra tensione e atmosfere cupe alla ricerca della verità nascosta

👉 fonte: Agenda Online

È uno sguardo sugli anni Ottanta cha va oltre il nostalgico quello che contraddistingue la storia raccontata da Gabriella Bianchi nel suo brillante romanzo d'esordio. Non i lustrini della moda di quel periodo anticonformista, non il fermento musicale della sperimentazione, non il neon e i colori fluo.
Non gli anni da rimpiangere, insomma, quelli dove "tutto era più semplice e spensierato". Ma quelli talvolta meno raccontati perché meno "romantici", quelli più cupi e intrisi di dinamiche sociali ricche di contraddizioni. Zolfo è un noir che porta già nel nome tutta l'essenza della storia che vuole narrare.
Un testo che nasce da una penna esperta del genere. Gabriella Bianchi è infatti giornalista attualmente in forza all'AGI Agenzia Giornalistica Italia, ma che per tanti anni si è occupata sul campo di cronaca nera e giudiziaria. Anche per questo la genesi di un giallo intenso come quello scaturito dalla sua penna si è rivelata molto più semplice di quanto lei stessa avesse potuto immaginare.

"Questa è la mia prima esperienza di scrittura che andasse oltre articoli e cronaca giornalistica – ci spiega Gabriella – e devo ammettere che non credevo fosse semplice scrivere un libro. Si tratta di un tipo di scrittura completamente diverso, di strutturare da zero una storia che portasse con sé significati e dettagli narrativi coerenti e collegati. Poi c'è stato il periodo della chiusura dovuta al Covid e lì, nel tempo libero forzatamente ottenuto, ho iniziato a buttar giù qualcosa. Un'idea, un protagonista, un periodo storico. La trama ha iniziato a prendere forma, sostenuta dalla mia naturale propensione al racconto noir. E ha preso vita Zolfo nel corso di circa un anno di lavoro".
Ti sei ispirata a qualche penna in particolare o a un personaggio letterario che ha colpito il tuo immaginario? Nasco cronista di nero e giudiziaria, per cui naturalmente sono approdata al genere e devo dire non ho avuto dei riferimenti specifici nel momento dell'ideazione e dello sviluppo. Leggo tantissimo e di tutto, ma devo ammettere che adoro autori come Gadda, Sciascia, Camilleri e Lucarelli.
Con il tuo romanzo, pubblicato da Bookabook ad aprile 2026, ci conduci nei primi anni Ottanta, in un Sud Italia che fatica a stare al passo con i tempi che avanzano senza chiedere sconti. Si tratta di un decennio quasi sempre ricordato con una non troppo celata nostalgia, rievocata dalla nota formula del "Noi che…" e via dicendo con ricordi bellissimi che mai più potranno tornare in una società attuale estremamente digitalizzata, culturalmente e socialmente diversa. Tu però ne parli in maniera diversa e qui viene l'interessante. Quelli sono gli anni della mia prima adolescenza, dei quali dunque conservo ricordi nitidi e molto concreti. Ho raccontato un periodo storico che conosco bene, ma privandolo di quel velo romantico. Ho smontato alcuni concetti, in quanto è stato il momento nel quale hanno iniziato a prendere forma e sostanza alcune problematiche come la migrazione, anche e soprattutto intellettuale, con tanti compagni che si allontanavano dal Sud in circa di occasioni migliori. Poi c'è stato il terremoto del 1980 che non ha portato i cambiamenti attesi. Un'occasione drammatica che si è poi rivelata anche sprecata. Quindi, oltre alle luci al neon e alla vivacità dei colori, io racconto qualcosa di diverso, intriso di tinte cupe e di significati pesanti da digerire.
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Oltre 600 ebook in offerta: la (doppia) promozione per l'inizio dell'estate


Oltre 600 ebook in offerta: la (doppia) promozione per l'inizio dell'estate
Dalla narrativa alla saggistica, dalle storie d'avventura e quelle d'amore, tra novità e longseller: dal 19 al 25 giugno ben 600 ebook in promozione. E c'è anche un'offerta speciale solo per il 21 giugno. I particolari sui titoli in sconto

👉 fonte: Libreriamo

D'estate, sì sa, c'è più tempo da dedicare alla passione per la lettura. Ecco perché non va mancato l'appuntamento con l'offerta ebook in programma nei principali negozi online dal 19 al 25 giugno.
Una settimana intera in cui fare scorta di letture per le vacanze scegliendo tra ben 600 titoli (da 0,99 a 2,99 €), per tutti i gusti e l'età. In promozione, infatti, lettrici e lettori troveranno libri (in versione digitale), che spaziano dalla narrativa alla saggistica, dalle storie d'avventura e quelle d'amore, tra novità ai longseller.
Tra le autrici e gli autori protagonisti, nomi di oggi e di ieri, tra cui André Aciman, Federica Bosco, Lee Child, Albert Einstein, Enrico Galiano, Elizabeth George, Edgar Morin, George Orwell, Pier Paolo Pasolini, James Patterson, Daniel Pennac e Marco Vichi.
Ecco i particolari sulla promozione ebook del momento: Amazon - Ibs - Kobo - laFeltrinelli - LibrerieCoop.
Non solo: solo, il 21 giugno, in offerta ci sarà anche una selezione speciale di 30 ebook, in offerta a partire da 1,99 €: Amazon - Ibs - Kobo - laFeltrinelli - LibrerieCoop.

giovedì 18 giugno 2026

Perché "The Other Mothers" di Katherine Faulkner è il thriller psicologico di cui abbiamo bisogno

Perché The Other Mothers di Katherine Faulkner è il thriller psicologico di cui abbiamo bisogno
The Other Mothers è il thriller psicologico del momento: una satira spietata sulla maternità borghese e i segreti nascosti dietro la facciata della perfezione

👉 fonte: Libreriamo

Ha già conquistato i primi posti nella classifica del Sunday Times nel Regno Unito ed è destinata con la sua seconda opera a lanciare un nuovo caso editoriale internazionale. Parliamo di Katherine Faulkner: l'autrice che, dopo lo straordinario debutto con Greenwich Park, torna in libreria con il secondo romanzo The Other Mothers (Le madri bugiarde).
Definito dalla critica anglosassone come l'erede naturale di Big Little Lies di Liane Moriarty e delle atmosfere ciniche di The White Lotus, il libro della Faulkner rappresenta una spietata e lucidissima dissezione della maternità borghese, delle barriere di classe e del prezzo altissimo che si paga quando si decide di barattare la propria identità pur di appartenere a un gruppo d'élite.
La storia si sviluppa attorno a Tash, una giornalista freelance che ha lasciato il lavoro stabile in redazione per occuparsi del figlio piccolo, Finn. Tash vive intrappolata in quella tipica palude post-parto fatta di isolamento, scadenze mancate, bollette che si accumulano e un matrimonio che comincia a scricchiolare sotto il peso della routine. Quando iscrive il figlio a un esclusivo gruppo di gioco in un quartiere elegante di Londra, il suo cammino incrocia quello delle "altre madri": un trio di donne impeccabili, ricche, affascinanti, che vivono in case gigantesche e sembrano avere il controllo totale sulle proprie esistenze.
Contro ogni aspettativa, Tash viene accolta a braccia aperte nel loro circolo esclusivo. Tra colazioni costose, calici di vino e pomeriggi idilliaci, sperimenta finalmente la sensazione di avercela fatta, di essere "una di loro". Ma questo sogno dorato si scontra presto con una realtà inquietante. Una giovane tata del quartiere, Sophie, viene trovata morta in circostanze misteriose. Tash, spinta dal mai sopito istinto giornalistico e dalle suppliche della madre della vittima, inizia a indagare. Più scava a fondo, più si rende conto che la morte della ragazza è strettamente legata al passato e ai segreti inconfessabili delle sue nuove e "perfette" amiche.
La stampa britannica e i grandi nomi del thriller psicologico internazionale hanno accolto The Other Mothers come un perfetto e spietato ritratto di costume, consacrandolo a punto di riferimento del cosiddetto Mum Noir. India Knight, sul Sunday Times Magazine, lo ha descritto come "un thriller brillantemente orchestrato e magnificamente osservato", ironizzando su come la lettura metta quasi un senso di sollievo in chi non deve più frequentare i cancelli delle scuole.
L'autrice bestseller Abigail Dean lo ha paragonato a un incrocio magnetico tra The Undoing e Big Little Lies, definendolo "una sferzante e decadente parodia della maternità dell'alta borghesia", capace di sollevare la carta da parati di lusso delle case londinesi per metterne a nudo i segreti più torbidi.
Ed è proprio questa l'arma segreta del romanzo secondo la critica: la capacità della Faulkner di unire i meccanismi del giallo classico (con colpi di scena definiti da Publishers Weekly come "sismici") a una satira sociale affilata, dove la minaccia più grande non si nasconde nei vicoli bui, ma dietro i sorrisi impeccabili di un gruppo di madri fin troppo perfette per essere innocenti.
Il segreto del successo della Faulkner risiede nella sua capacità di fare del Classism-Noir (il noir incentrato sulle differenze di classe). L'autrice non costruisce la suspense attraverso mostri nell'ombra o serial killer stereotipati; la paura, in questo romanzo, nasce nei salotti bene, dietro i sorrisi di circostanza, nell'ostentazione della ricchezza e nei messaggi passivo-aggressivi sulle chat di gruppo delle mamme.
Attraverso una struttura a doppia narrazione alternata (il presente di Tash e il passato di Sophie, la tata deceduta) la Faulkner costruisce una tensione psicologica asfissiante. Il lettore si trova immerso in un labirinto di specchi dove nessuno è davvero innocente e dove l'ossessione per lo status sociale giustifica qualsiasi bassezza.
Al di là della trama investigativa magnetica, The Other Mothers si rivela una lettura formativa per la profondità dei temi trattati. Ci insegna, prima di tutto, il pericolo dell'idealizzazione. Viviamo in un'epoca dominata da feed di Instagram e TikTok saturi di "maternità estetiche", dove la vita quotidiana viene filtrata per apparire priva di sforzo, pulita, lussuosa. Il romanzo demolisce questa facciata, ricordandoci che dietro la perfezione ostentata spesso si nascondono compromessi morali, solitudini immense e dinamiche tossiche di controllo.
In secondo luogo, il libro offre una riflessione amarissima sulla solitudine della maternità moderna. Tash si lascia trascinare in una spirale di bugie, debiti e pericoli non per stupidità, ma per un disperato bisogno di convalida e connessione sociale. La Faulkner esplora magistralmente quel senso di inadeguatezza e di "invisibilità" che molte donne provano dopo la nascita di un figlio, quando smettono di essere considerate individui per diventare, appunto, solo "la madre di qualcun altro".
Infine, c'è una lezione potente sul prezzo del silenzio e della complicità. Quando il privilegio economico si unisce alla necessità di proteggere la reputazione della propria famiglia, la solidarietà femminile si azzera, trasformando una comunità apparentemente accogliente in un branco spietato pronto a sacrificare chiunque si trovi un gradino più in basso nella scala sociale.
The Other Mothers merita un posto d'onore nelle letture dei prossimi mesi perché riesce nel miracolo più difficile della narrativa contemporanea: intrattenere con un ritmo serratissimo e, allo stesso tempo, far riflettere sulla società in cui viviamo. È un romanzo magnetico che cattura il lettore dalla prima pagina, costringendolo a guardarsi allo specchio e a chiedersi: fino a dove sarei disposto a spingermi per proteggere la mia fragile idea di felicità? Un caso editoriale meritato, che conferma Katherine Faulkner come una delle voci più intelligenti e affilate del thriller psicologico moderno.

"Assassinio a Venezia": le principali differenze tra il romanzo di Agatha Christie e il terzo capitolo della saga su Poirot


Assassinio a Venezia: le principali differenze tra il romanzo di Agatha Christie e il terzo capitolo della saga su Poirot
Assassinio a Venezia, diretto da Kenneth Branagh, è il terzo capitolo della saga cinematografica dedicata alle indagini del celebre investigatore Hercule Poirot ed è basato sul romanzo Poirot e la strage degli innocenti di Agatha Christie

👉 fonte: Coming Soon

Con il film Assassinio a Venezia, terzo capitolo della saga cinematografica dedicata alle indagini del celebre investigatore Poirot, ci troviamo a Venezia del secondo Dopoguerra, precisamente alla vigilia di Ognissanti. In questo scenario, durante una festa in un palazzo, a cui è presente anche Hercule Poirot, viene commesso un delitto.
Hercule Poirot (Kenneth Branagh), nel secondo Dopoguerra, è ormai in pensione e si è ritirato a Venezia. Un giorno, viene invitato a prendere parte ad una seduta spiritica in un palazzo antico e apparentemente infestato. Ma quando uno degli ospiti viene ucciso, Poirot si mette all'opera e con il suo metodo infallibile, inizia ad indagare alla scoperta della verità…
Sul finale del film, Hercule Poirot riesce a risolvere il caso e scoprire chi è l'assassino. Si tratta di Rowena Drake, la madre della ragazza Alicia scomparsa tempo prima. La donna aveva avvelenato la figlia con il "miele delle allucinazioni" per evitare che si sposasse e quindi, che si allontanasse da lei. La governante, non sapendo nulla, aveva dato ad Alicia una dose consistente del miele che ne aveva causato l'arresto cardiaco; la madre l'aveva poi gettata dalla finestra simulandone il suicidio.
Quella sera, invece, durante la festa, Rowena ha ucciso la sensitiva Joyce Reynolds e il dottor Ferrier perché entrambi avevano capito che si era trattato di un omicidio. Rowena cerca di avvelenare anche lo stesso Poirot mettendogli il miele nella camomilla ma sulle ultime battute del film, la donna viene smascherata dall'investigatore e lei, sul tetto del palazzo, scivola e precipita nel canale. Alla fine, però, Poirot scopre che i ricatti a Rowena erano stati orchestrati dal piccolo Leopold, il figlio del dottore, ma decide di non denunciarlo.
Assassinio a Venezia è il terzo capitolo della saga cinematografica dedicata alle indagini del celebre investigatore Poirot dopo Assassinio sull'Orient Express (2017) e Assassinio sul Nilo (2022) ed è basato sul romanzo di Agatha Christie Poirot e la strage degli innocenti, anche se ne discosta per alcuni aspetti.
Il libro è ambientato nella classica campagna inglese, nella fittizia cittadina di Woodleigh Common, e ruota attorno all'omicidio di una ragazzina di tredici anni, Joyce Reynolds, morta annegata in un secchio per le mele dopo aver detto di aver assistito ad un omicidio; mentre il film è ambientato a Venezia e qui Joyce Reynolds è adulta ed è una sensitiva che perde la vita per mano di Rowena. I colpevoli nel romanzo sono Rowena Drake e il suo amante, il giardiniere Michael Garfield; mentre nel film, come sappiamo, è la donna ad agire da sola. Infine, Hercule Poirot nel libro è ancora in attività, cosa che invece nel film viene modificata.

mercoledì 17 giugno 2026

[RECENSIONE] Francesca Giannone: Domani, domani

Francesca Giannone: Domani, domani

Formato: copertina flessibile
Pagine: 384
Editore: Tea Superpocket (17 giugno 2025)
ISBN-13: 9788869800719

Data di acquisto: 27 marzo 2026
Letto dal 14 al 17 giugno 2026

Sinossi
Dopo lo strepitoso successo de La portalettere il nuovo romanzo di un'autrice da oltre 800.000 copie.
Un fratello e una sorella legati da un sogno, divisi da una scelta.
Salento, 1959. Lorenzo e Agnese hanno perso tutto. E lo capiscono quando, con gli occhi tristi che si porta dietro da una vita, il padre annuncia di aver venduto il saponificio di famiglia, un'eredità che lui ha vissuto come una condanna. Per Lorenzo e Agnese, invece, quella fabbrica che il nonno ha creato dal nulla, che profuma di talco, di essenze floreali e di oli vegetali, e che occupa ogni loro pensiero, era la certezza di un presente sereno e la promessa di un futuro da tracciare insieme, uniti. Quindi l'idea di rimanere lì come semplici operai sotto un nuovo, arrogante padrone è devastante per entrambi. Lorenzo, orgoglioso e impulsivo, se ne va sbattendo la porta, col cuore colmo di rabbia e con un solo obiettivo: trovare i soldi necessari per riprendersi quello che è suo. Ma Agnese non lo segue: tanto risoluta se si tratta di formulare saponi quanto insicura quando le tocca abitare il mondo al di fuori del saponificio, dichiara: «Io resto dov'è casa mia». È una crepa profonda, apparentemente insanabile, quella che si apre tra fratello e sorella e li spingerà su strade opposte e imprevedibili. Perché vogliono la stessa cosa, Lorenzo e Agnese, almeno finché l'amore non li porterà di nuovo a un bivio. Ognuno dei due farà una scelta, tracciando un altro domani…

L'incipit del libro
Cinque anni prima
Quel giorno che v'aspettava
22 settembre 1953
La prima volta, il telefono squillò a vuoto.
«Ma cosa gliel'ho comprato a fare, se non rispondono mai», borbottò Renato, riagganciando.
«Dai, c'è gente che aspetta», disse sua moglie Marianna, lanciando uno sguardo alla coda che si era formata nel retro del negozio di alimentari.
«E chi se ne importa. Tutti mo' devono telefonare?»
«Ma li vedremo più tardi… Che fretta c'è?»
Renato si accigliò, riprese la cornetta in mano e compose di nuovo il numero. «Continuo finché non alzano le chiappe e vengono a rispondere. È ora di pranzo, dove vuoi che siano, se non in casa?»
Attese sei squilli, poi finalmente sentì: «Pronto?»
«Si può sapere perché non rispondevate?»
«Papà, stavamo mangiando…» disse Giuseppe.
«In fabbrica tutto bene?»
«Siete via da soli quattro giorni, cosa può andar male?»
«Con te non si sa mai», ribatté Renato.
La moglie lo guardò di traverso e gli fece un gesto come a dire: Su, lascialo stare.
«Passami i miei nipoti, va'», continuò lui.
«Mo' te li chiamo», mormorò Giuseppe.

La mia recensione
"La vista del mare e il chiasso del porto lo fecero sentire subito a casa, strappandogli un sorriso; pensò che era difficile, per chi era cresciuto lontano dal mare, capire quanta malinconia poteva generare la sua mancanza: come l’amore, il mare cura, lenisce le ferite, ti fa sentire che appartieni a qualcosa".
Secondo romanzo della mia conterranea Francesca Giannone e… secondo centro!
Domani, domani analizza il complesso tema dell'appartenenza (sia alla propria famiglia che ad un territorio): ad Araglie, un immaginario paesino del Salento ("disegnato" dalla scrittrice sulla falsariga della Gallipoli di fine anni '50 del XX secolo), due fratelli, Agnese e Lorenzo Rizzo, assistono increduli alla vendita del saponificio di famiglia, un luogo da loro sempre ritenuto "casa".
Il romanzo è fluido e con un'aura quasi da poesia d'altri tempi ed in grado di rievocare (e lo dico io che ci vivo) i tanti profumi del Salento: gli ulivi, il mare, i piccoli borghi. Per cui, anche se è scontato dirlo, non aspettatevi un romanzo a tutto ritmo; qui si va piano e con una cadenza fortemente in bilico tra tradizione e progresso.
Molto ben caratterizzati i due personaggi principali: Agnese è quella fedele "alla causa", Lorenzo il ribelle per l'amor proprio calpestato. Ma assolutamente ben delineati tutti gli altri personaggi (non solo quelli secondari, ma anche quelli di contorno). Piacevole la brevissima comparsata della "portalettere".
Con Domani, domani, insomma, c'è di che riflettere sugli obiettivi che si vuol portare avanti, sul rancore e sulle scelte spinose che si compiono nella vita.
L'unica nota stonata (ma che non influisce sul mio giudizio più che positivo) mi è sembrato essere il finale troppo sbrigativo… Oppure, e la butto lì, la Giannone ha lasciato aperta una finestra per un eventuale seguito?
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

lunedì 15 giugno 2026

Va' dove ti porta un libro. Il successo dei book club


Va' dove ti porta un libro. Il successo dei book club
Incontrare sconosciuti, sulla base di un amore comune: quello per saggi e romanzi. È così che questi spazi si stanno diffondendo in Italia. Siamo andati a vedere come funzionano

👉 fonte: d Repubblica

Una domenica di fine maggio, al parco della Casa del Jazz di Roma, l'unico suono che si sente è lo sfogliare delle pagine dei libri. Poco prima un ragazzo, amplificato da una piccola cassa audio, ha detto: "Mi chiamo Simone D'Ercole e sono un divulgatore letterario. La mia missione è condividere l'amore che ho per la lettura e far sì che più gente possibile se n'innamori. Leggere è prendere un respiro da un mondo che corre troppo. Oggi ci fermeremo. Buona lettura". D'Ercole ha 28 anni e una pagina Instagram da mezzo milione di follower, @side_book. Con Fondazione Musica per Roma ha organizzato questo Silent Book Party: ci s'incontra in un dato luogo e si legge in un silenzio moltiplicato, alla fine chi vuole condivide la sua lettura.
Il 17 giugno, sempre a Roma, lo farà anche Alessandro Baricco con La tempesta silenziosa, una lettura integrale de Le notti bianche di Dostoevskij in luoghi storici della città, ma gruppi simili esistono in tutta Italia. Il libro è, letteralmente, luogo d'incontro? Spiega D'Ercole: "Durante il Covid molti giovani dai 16 ai 20 anni hanno iniziato a fare video su TikTok ridando uno slancio fortissimo alla lettura. S'incontravano online per leggere in silenzio e chiacchierare del libro. È il paradosso dei social: il momento solitario per eccellenza, vissuto dalle persone solitarie per eccellenza, crea una comunità. Io ho iniziato chiedendo ai ragazzi in università che libro volessero vivere o che libro volessero dimenticare per rileggerlo. Era bello uscire dallo schermo per incontrare persone dal vivo".
Larissa lavora al dipartimento di Tutela ambientale ed è all'incontro per conoscere persone e perché "mi ritrovo a leggere da sola in bus, sul balcone, ma qui sono nel verde, che è il mio campo di lavoro". Una bibliotecaria della Sapienza trova il silenzio che non ha in facoltà. Un gruppo di amici condivide lo stesso plaid: "L'idea di unirsi per fare una cosa silenziosa è già atipica. Volevamo provarci a casa, ma lì parliamo. Se la organizzassimo noi sarebbe fallimentare, ci vorrebbe un ente sovrintendente al silenzio". Molti dicono che a casa il telefono, la lavatrice, il frigo, sono dispositivi della distrazione. Qui invece si ritrovano tutti nello stesso momento, ma altrove: nella baleniera Pequod di Moby Dick, in tre camere a Manhattan di Georges Simenon, nella taverna di mezzanotte di Yarō Abe, nella casa di riposo dove non riposa l'ex spia dei servizi segreti de L'uomo che morì due volte, nell'universo della Marvel, nella capanna di Tom Sawyer, in una cripta con i monaci de Il nome della Rosa. Una ragazza legge le ultime parole de L'odore della notte di Camilleri: "Meno male che è qua". Alza lo sguardo e sono ancora tutti qua. "Leggere è sempre stato abitare un posto. Qui si parte dalla messa a terra, sull'erba, dei titoli ambientati in epoche diverse, con personaggi diversi. Ciò che hai intorno scompare", racconta Vanessa, impiegata nel ramo assicurazioni.
Voltiamo pagina: Libraccio, Saronno. Dodici persone sedute in cerchio a parlare di Una questione di famiglia, romanzo di Claire Lynch, con la psicologa Chiara Maroso del centro Interapia. Siamo a un incontro di Biblioterapia, la lettura di un libro seguendone la trama psicologica. Sentir parlare di questa famiglia è come origliare di fatti non propri. "Dawn accetta che non fa per lei avere un marito e scopre di amare una donna in una società che non glielo permette", dice la psicologa. Sembra un racconto ma è realtà la storia di Alice De Angeli, su Instagram @libriconali: dieci ragazze, dal nord al sud, si conoscono online grazie alla comune passione per la letteratura asiatica. Decidono di affittare periodicamente un casolare sperduto per un ritiro di lettura, interrotto solo dalla realizzazione di contenuti social. "I libri - dice - fanno emergere momenti privati e siamo talmente a nostro agio che non si ha paura di piangere e raccontarseli". Spesso le persone non sanno con chi parlare di libri, conferma Martina Cotichella, fondatrice dell'Urban Book Club Roma. Dopo nove anni a Londra torna in Italia e, con i cinque amici che le rimangono, organizza un piccolo gruppo di lettura che oggi ha mille utenti su Telegram. Di recente, si sono dati appuntamento all'orto botanico con I miei stupidi intenti di Bernardo Zannoni. "Ci siamo sentiti parte della natura, come la faina protagonista, e abbiamo avuto più contezza del tempo naturale delle stagioni che non coincide con il tempo umano, ma con il qui e ora". Solo sette minuti a testa: il tempo a disposizione per raccontare un qualsiasi libro della vita, reportage o altro al gruppo lettrici (tutte over 50) della Libreria Baravaj di Milano. Federico Valera, libraio, vede nei book club un'idea performativa della lettura dove "comprare tutti lo stesso libro e vedere chi ne sa parlare meglio". Poi racconta di una signora del suo gruppo: "Aveva 7 minuti, ha letto una frase da Il passeggero di Cormac McCarthy: "La sofferenza fa parte della condizione umana e bisogna sopportarla. Ma l'infelicità è una scelta". Era appena morto mio padre e ci siamo trovati a parlare tanto". Ilenia Caito con il collettivo Bandelle è stata la prima a portare un Silent Reading Party in Italia, sui tetti di Bari Vecchia. Ha invitato le persone a leggere in un negozio di trapunte e piumoni, in pigiama. "Per me è una questione politica e civile: far sì che la lettura sia visibile è un messaggio potente. Leggere è un atto individuale, renderlo collettivo significa dargli un'identità nuova, prismatica e comunitaria. Una rivoluzione".

domenica 14 giugno 2026

Lucinda Berry: La gemella silenziosa

Lucinda Berry: La gemella silenziosa

Titolo originale: Phantom Limb
Formato: Kindle (1.7 MB)
Pagine: 271
Editore: Newton Compton Editori (5 maggio 2026)
ASIN: B0GHZMQWG6
ISBN-13: 9791224204701

Data di acquisto: 11 giugno 2026
Letto dall'11 al 14 giugno 2026

Sinossi
Bestseller n. 1 negli Stati Uniti. È arrivato finalmente in Italia il thriller di cui tutti parlano.
Due gemelle segnate da un'infanzia difficile. Una speranza di rinascita. Una morte che riapre vecchie ferite.
«Un thriller intenso e inquietante, con un finale sorprendente che lascia senza fiato».
«Lucinda Berry costruisce un romanzo che esplora i traumi dell'infanzia e le loro conseguenze devastanti. Una storia che non si dimentica facilmente».
«Potente, con un finale inimmaginabile».
Emily ed Elizabeth hanno trascorso l'infanzia chiuse in una stanza, terrorizzate da una madre che beveva troppo e spariva per giorni. Il destino delle due gemelle, identiche in tutto e per tutto, sembra cambiare quando vengono salvate da una famiglia decisa a diventare il loro porto sicuro. Ma ci sono orrori che neanche l'amore può cancellare… Elizabeth si risveglia in ospedale, immobilizzata a letto e incapace di muoversi o parlare. L'ultima immagine che ricorda è il corpo della gemella nel bagno. Indagando sul mistero della morte di Emily, Elizabeth scopre segreti sconvolgenti, mentre i vuoti di memoria la costringono a ricordare ciò che aveva cercato di dimenticare: le percosse, il sangue, gli "amici speciali" della madre. La sua vita precipita a una velocità spaventosa mentre tenta disperatamente di ricomporre il puzzle psicologico del suo passato, prima che sia troppo tardi.

L'incipit del libro
Era sempre la stessa telefonata. Sempre le stesse suppliche disperate.
«Non dire una parola», implorava.
E a chi l'avrei detto? Ne avevo mai parlato con qualcuno? Era da anni che custodivo i suoi segreti.
Posteggiai nel mio spazio riservato e sollevai lo sguardo verso il terzo piano del nostro palazzo, ultima finestra a sinistra. Le tapparelle erano chiuse. Lo erano da giorni. Scesi dall'auto e mi incamminai verso l'ingresso, incrociando la signora Jasberson davanti alle cassette delle lettere. Controllava la posta almeno cinque volte al giorno per interagire con qualcuno che non esistesse soltanto sullo schermo del suo televisore.
«Salve, Elizabeth», mi disse quando mi vide. «Com'è andata al lavoro oggi?»
«Benissimo», risposi senza voltarmi. Non c'era bisogno di raccontarle che ancora una volta me n'ero andata tre ore prima della fine del turno.
«Di’ a tua sorella che dovrebbe stare di più al sole».
Mi voltai e le sorrisi aspettando l'ascensore. «Certo».

La mia recensione
"Volevo ricordare qualcosa. Qualsiasi cosa che avrebbe potuto aiutarmi a capire cosa stava succedendo, ma era come scavare nelle sabbie mobili. Ogni volta che nella mia memoria si apriva un piccolo spiraglio, veniva subito inghiottito da una sensazione di panico".
Bel thriller psicologico con piccole punte di horror… ma dal finale abbastanza prevedibile (già poco prima di metà libro si capisce come siano realmente andati i fatti).
La trama, senza portarla per le lunghe, è questa: due gemelle identiche, traumatizzate durante i primi anni della loro vita, trovano serenità e "calore umano" in una famiglia adottiva. Ma, dopo qualche anno, una muore per un incidente d'auto e l'altra prima smette di parlare e poi si risveglia in ospedale alle prese con un forte "vuoto di memoria". L'unica in grado di sbrogliare il bandolo della matassa sembra essere la loro psichiatra infantile che, sebbene le due gemelle siano ormai adulte, non ha mai smesso di stargli vicino. Eppure, nulla è ciò che sembra: le due gemelle, Emily ed Elizabeth, pur identiche nell'aspetto fisico, sono completamente differenti… una ha un carattere forte, l'altra è docile, arrendevole e piena di sensi di colpa.
I temi del romanzo di Lucinda Berry son veramente tanti, ma tutti molto delicati: infanzia negata, pedofilia, traumi, violenza, sensi di colpa e disturbi mentali.
La scrittrice americana (che nella realtà è davvero una psicologa) ha saputo creare una storia molto cruda, dalla tensione sempre continua e con personaggi perfettamente credibili; i colpi di scena son piazzati nei punti giusti anche se, come ho detto all'inizio, si capisce quasi subito come siano andate veramente le cose (ed è solo per questo fatto che non ho dato il voto massimo). Mi fermo qui per non fare spoiler più del dovuto…
Altro aspetto che non mi ha convinto del tutto: nella seconda parte del romanzo ci sono un bel po' di "spiegoni" a sfondo psichiatrico per chiarire il trauma subìto dalla gemella ricoverata… Tuttavia, lo riconosco: tutti questi "sermoni" erano necessari per "costruire" il gran finale.
Un romanzo scioccante, perciò, che può interessare a chi ama leggere quei thriller sui "giochi" della mente e sulle ferite dell'anima.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dall'1 al 7 giugno 2026 (Fonte: TuttoLibri del 13 giugno 2026):

1. Leone XIV - Magnifica humanitas. Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale
2. Antonio Manzini - I tramezzini di Rocco Schiavone. Rocco Schiavone, vol. 23
3. Santina Cosetta - Soltanto il giorno
4. Francesca Giannone - Gli anni in bianco e nero
5. Cristina Cassar Scalia - Le terme dell'Indirizzo. Vicequestore Vanina Guarrasi, vol. 10
6. Elle Kennedy - Il tradimento. The Campus, vol. 3
7. Elle Kennedy - Lo sbaglio. The Campus, vol. 2
8. Eiichiro Oda - One piece, vol. 113
9. A.V. - Snack Club. Operazione K
10. Luciana Littizzetto - Il tempo del la la la

sabato 13 giugno 2026

Chi è Edward Bluemel, Poirot nella nuova serie tv tratta da Agatha Christie


Chi è Edward Bluemel, Poirot nella nuova serie tv tratta da Agatha Christie
Anche il terzo millennio avrà il suo investigatore: con o senza i baffetti (mustache) dei precedenti?

👉 fonte: Style Magazine

Anche il terzo millennio avrà il suo Poirot. La BBC ha annunciato una nuova serie tv con protagonista il detective più amato di sempre, che produrrà con l'appoggio della Agatha Christie LDT. Creato dalla regina del giallo classico Agatha Christie (1890-1976), il detective belga apparve per la prima volta nel romanzo poliziesco Poirot a Styles Court (1916). Il primo film è del 1931 (Alibi).
Il nuovo Hercule Poirot è Edward Bluemel: inglese, nato nel 1993, figlio di insegnanti. Ha debuttato nel 2017 a teatro e in tv. Da allora l'abbiamo visto nelle serie A Discovery of Witches, Sex Education, Killing Eve, Belgravia, My Lady Jane e nella versione inglese di Call My Agent (Ten Percent). Lindsay Salt, direttrice di BBC Drama, ha detto: «L'abbiamo scelto al primo provino: sarà il perfetto Poirot del terzo Millennio, unendo allo spirito del personaggio la sua modernità».
Per l'attore, la nuova serie Poirot (inizio riprese: quest'estate) sarà la seconda esperienza nel mondo di Agatha Christie, dopo I sette quadranti di Agatha Christie. Nella miniserie su Netflix, interpreta Jimmy Thesiger, uno dei ragazzi coinvolti nel complotto che ruota intorno alla scoperta di un cadavere nella villa in campagna da parte di Lady Eileen "Bundle" Brent.
La nuova serie su Poirot, dice il comunicato ufficiale, "sarà il ritratto intimo di un uomo nel periodo tra le due guerre mondiali". La mission di Edward Bluemel è impegnativa: viene dopo l'amatissimo David Suchet, interprete del detective dal 1989 al 2014 in una delle serie tv inglesi (e in alcuni film) più vendute nel mondo e tuttora in onda anche in Italia (TopCrime).
David Suchet è stato Poirot per 25 anni. Prima della serie e di alcuni film per la tv a lei contemporanei e prodotti sempre dall'inglese ITV, l'attore inglese nel 1985 aveva esordito nel mondo di Agatha Christie nel film Agatha Christie: 13 a tavola in cui interpretava non il detective, ma l'ispettore Japp. La serie Poirot è composta in tutto da 70 episodi. Lo stesso attore ha dichiarato di aver avuto l'approvazione della figlia della Christie. Il nipote della scrittrice ha aggiunto: «Personalmente, mi dispiace molto che lei non abbia mai visto David Suchet. Penso che visivamente sia di gran lunga il più convincente». Ma chi sono stati gli altri Poirot dello schermo? Eccoli.
I baffi esagerati (esattamente come li descrive Agatha Christie) caratterizzano l'investigatore di Kenneth Branagh, sua ultima incarnazione cinematografica. Nel 2017 uscì il primo film, diretto e interpretato dall'inglese: è il corale Assassinio sull'Orient Express, che con ben 352.794.081 di dollari incassati nel mondo (in Italia fu subito campione d'incassi) si garantì ben due sequel. Che, se non ci fosse stata la pandemia, avrebbero sicuramente replicato il successo: Assassinio sul Nilo (2022) e Assassinio a Venezia (2023, girato in laguna e con attori italiani come Riccardo Scamarcio).
Nel 2018, John Malkovich ha interpretato il suo primo e unico Poirot nella serie Agatha Christie: la serie infernale. Il detective deve vedersela con un serie killer che lascia come sua firma/unico indizio una copia della Guida Ferroviaria A.B.C.
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venerdì 12 giugno 2026

"The dinner party": il ritorno in Italia di Freida McFadden

The dinner party di Freida McFadden è un progetto molto ambizioso e particolare. Questo libro si discosta moltissimo dai romanzi psicologici o thriller a cui l'autrice ci ha ormai abituati (come la serie The Housemaid), ma è un vero e proprio progetto interattivo e satirico, organizzato come i classici libri game.
Sei tu, perciò, a scegliere come far avanzare la storia… La protagonista è Sloan, una cameriera al verde che accetta un lavoro stranamente ben pagato (ma decisamente poco chiaro) in una villa isolata. Ecco l'interessante novità del libro: giunto in fondo ad ogni capitolo, è direttamente il lettore che deve fare la sua scelta (tra due o più opzioni) che, per poter proseguire, indirizza ad una pagina ben specifica.
The dinner party include ben 22 finali alternativi: alcuni causano morti violente e strampalate, altri portano a conseguenze comiche ed impreviste.
Insomma, non resta che aspettare martedì 7 luglio 2026

Freida McFadden: The dinner party
Dall'autrice del bestseller Una di famiglia.
L'autrice più venduta al mondo e da oltre tre anni nella classifica dei bestseller.
Sei al verde. Non hai modo di pagare l'affitto e stai per essere sfrattata. Per fortuna, una tua amica ti ha offerto un lavoro come cameriera a una cena… in una villa isolata, lassù su Peyton's Peak. Il compenso sarebbe sufficiente a coprire due mesi di affitto e a rimetterti in piedi. È un'occasione d'oro, che risolverebbe i tuoi problemi. Ma tutta la faccenda suona davvero sospetta. I soldi sono tanti, ma ci dev'essere per forza qualche terribile fregatura. Probabilmente dovresti rifiutare…
A quanto pare, la scelta spetta a te. Sei tu a decidere se andare alla cena o restare a casa a leggere un libro. Sei tu a decidere se dare un passaggio all'autostoppista malconcio sul ciglio della strada. Sei tu a scegliere se andare a sinistra o a destra al bivio. Per una volta, la decisione è completamente nelle tue mani. Allora… cosa farai?

Pagine: 224
Editore: Newton Compton Editori (7 luglio 2026)
ASIN: B0H4NRGLVL
ISBN-13: 9791224207917
Prezzo di copertina: 5,90 euro per il cartaceo e 4,99 euro per il Kindle