"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

sabato 12 settembre 2026

[RECENSIONE] Freida McFadden: The dinner party

Freida McFadden: The dinner party

Titolo originale: The dinner party
Formato: copertina flessibile
Pagine: 219
Editore: Newton Compton Editori (7 luglio 2026)
ISBN-13: 9791224207900

Data di acquisto: 13 agosto 2026
Letto dallì8 al 12 settembre 2026

Sinossi
Dall'autrice del bestseller Una di famiglia.
L'autrice più venduta al mondo: 50 milioni di copie vendute nel mondo e da oltre tre anni nella classifica dei bestseller
22 possibili finali. Il destino è nelle tue mani… e ogni scelta può essere fatale!
Sei al verde. Non hai modo di pagare l'affitto e stai per essere sfrattata. Per fortuna, una tua amica ti ha offerto un lavoro come cameriera a una cena… in una villa isolata, lassù su Peyton's Peak. Il compenso sarebbe sufficiente a coprire due mesi di affitto e a rimetterti in piedi. È un'occasione d’oro, che risolverebbe i tuoi problemi. Ma tutta la faccenda suona davvero sospetta. I soldi sono tanti, ma ci dev'essere per forza qualche terribile fregatura.
Probabilmente dovresti rifiutare… A quanto pare, la scelta spetta a te. Sei tu a decidere se andare alla cena o restare a casa a leggere un libro. Sei tu a decidere se dare un passaggio all'autostoppista malconcio sul ciglio della strada. Sei tu a scegliere se andare a sinistra o a destra al bivio. Per una volta, la decisione è completamente nelle tue mani. Allora… cosa farai?

L'incipit del libro
Sei al verde.
Non che prima navigassi nell'oro. Fare la cameriera in una tavola calda è un lavoro duro e mal pagato. Vivi alla giornata da anni, ma negli ultimi tempi la situazione è peggiorata. L'anno scorso hai avuto qualche problema con la legge e, anche se hai evitato il carcere, ora sei senza soldi e hai accumulato un sacco di debiti sulla carta di credito. Sei in ritardo di due settimane con il pagamento dell'affitto alla tua coinquilina, che non è certo un tipo gentile e indulgente e non la prenderà con filosofia.
Inoltre, non hai un ragazzo da diciannove mesi. Non che questo c'entri con il fatto che sei in bolletta, ma è un altro aspetto negativo della tua vita. A proposito, la tua coinquilina, Blair, invece ce l'ha un ragazzo, e i due sono piuttosto… rumorosi.

La mia recensione
"Puoi aprire la gabbia di una belva, ma non puoi costringerla a saltare fuori e sbranare tutti quelli che sono in casa".
Un gamebook che mi ha lasciato con una colossale delusione! L'autrice, la statunitense Freida McFadden, ha voluto fare un esperimento di racconto con più finali possibili (in questo caso sono ben 22), ma il risultato è stato un disastro: perché spacciare un libro per thriller se, in The dinner party, di thriller non ce n'è? È solo un mucchio di assurdità buttate a casaccio: a seconda del percorso che intraprenderete vi ritroverete, tanto per citarne qualcuno, faccia a faccia con un autostoppista assassino, lo yeti, un metalupo preistorico, dei commensali cannibali, un fantasma (che, per giunta, ha il timore che possano arrivare i Ghostbusters!) ed un licantropo miliardario…
Insomma, per farla breve, alla fine di ogni capitolo (son 73 e tutti brevissimi) saremo chiamati a scegliere come far proseguire la storia della protagonista Sloan, optando tra due diverse diramazioni (con ognuna di esse che fa avanzare la storia in un certo modo).
Diciamola tutta: come idea di fondo non è male, ma è come è stato impostato il tutto che non mi ha proprio convinto. A cominciare dalla trama: Sloan, alle prese con problemi economici e personali a più non posso, viene contattata da un'amica per un lavoro da cameriera per una sera in una lussuosa villa isolata e quasi nascosta tra le montagne di Peyton's Peak. Il compenso, per quella singola serata, è stratosferico. Dove sta la fregatura? E lei accetterà o rifiuterà l'incarico? Sta al lettore decidere, di volta in volta, quale direzione far prendere alla storia. E, sempre di volta in volta, le vicende della povera Sloan assumeranno connotati horror o, nella maggior parte dei casi, ridicoli!
Per il resto: niente thriller, niente colpi di scena e niente tensione.
Per il sottoscritto, che cerca thriller e gialli che lascino il segno, questa lettura è stata solo una perdita di tempo. La McFadden voleva divertirsi e far divertire anche noi? Si è divertita solo lei. Alle nostre spalle!
📌 Voto: ⭐ (1 su 5)

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Eccovi uno schema semplificato su come è organizzato il libro (e su come muoversi all'interno dei vari capitoli:
(il colore rosso indica la fine della storia)
- il capitolo 1, da cui parte tutto lo schema, porta a scegliere se leggere il capitolo 2 o il capitolo 4
- il capitolo 2 porta solo al capitolo 3
- il capitolo 4 porta a scegliere se leggere il capitolo 5 o il capitolo 7
- il capitolo 5 porta solo al capitolo 6
- il capitolo 7 porta a scegliere se leggere il capitolo 8 o il capitolo 9
- il capitolo 8 porta solo al capitolo 9
- il capitolo 9 porta a scegliere se leggere il capitolo 10 o il capitolo 14
- il capitolo 10 porta a scegliere se leggere il capitolo 11 o il capitolo 12
- il capitolo 12 porta a scegliere se tornare al capitolo 11 o proseguire al capitolo 13
- il capitolo 14 porta a scegliere se leggere il capitolo 15 o il capitolo 32
- il capitolo 15 porta a scegliere se leggere il capitolo 16 o il capitolo 17
- il capitolo 17 porta solo al capitolo 18
- il capitolo 18 porta a scegliere se leggere il capitolo 19 o il capitolo 20
- il capitolo 20 porta a scegliere se tornare al capitolo 19 o proseguire al capitolo 21
- il capitolo 21 porta a scegliere se leggere il capitolo 22 o il capitolo 23 (ed entrambi portano al capitolo 24)
- il capitolo 24 porta solo al capitolo 25
- il capitolo 25 porta a scegliere se leggere il capitolo 26 o il capitolo 29
- il capitolo 26 porta a scegliere se leggere il capitolo 27 o il capitolo 28
- il capitolo 29 porta a scegliere se leggere il capitolo 30 o il capitolo 31
- il capitolo 32 porta a scegliere tornare al capitolo 6 o proseguire al capitolo 33
- il capitolo 33 porta solo al capitolo 34
- il capitolo 34 porta a scegliere se leggere il capitolo 35 o il capitolo 36 (ed entrambi portano al capitolo 37)
- il capitolo 37 porta a scegliere se leggere il capitolo 38 o il capitolo 46
- il capitolo 38 porta a scegliere se leggere il capitolo 39 o il capitolo 40
- il capitolo 39 porta solo al capitolo 46
- il capitolo 40 porta a scegliere se leggere il capitolo 41 o il capitolo 42
- il capitolo 41 porta solo al capitolo 42
- il capitolo 42 porta a scegliere se leggere il capitolo 43 o il capitolo 46
- il capitolo 43 porta a scegliere se leggere il capitolo 44 o il capitolo 45
- il capitolo 45 porta solo al capitolo capitolo 46
- il capitolo 46 porta a scegliere se leggere il capitolo 47 o il capitolo 48
- il capitolo 48 porta solo al capitolo 49
- il capitolo 49 porta a scegliere se leggere il capitolo 50 o il capitolo 58
- il capitolo 50 porta solo al capitolo 51
- il capitolo 51 porta a scegliere se leggere il capitolo 52 o il capitolo 53 (ed entrambi portano al capitolo 54)
- il capitolo 54 porta a scegliere se leggere il capitolo 55 o il capitolo 56
- il capitolo 56 porta solo al capitolo 57
- il capitolo 57 porta solo all'epilogo
- il capitolo 58 porta a scegliere se leggere il capitolo 59 o il capitolo 60
- il capitolo 59 porta solo al capitolo 66
- il capitolo 60 porta a scegliere se leggere il capitolo 61 o il capitolo 64
- il capitolo 61 porta a scegliere se leggere il capitolo 62 o il capitolo 63
- il capitolo 64 porta a scegliere se leggere il capitolo 65 o il capitolo 67
- il capitolo 67 porta solo al capitolo 68
- il capitolo 68 porta a scegliere se leggere il capitolo 69 o il capitolo 71
- il capitolo 69 porta a scegliere se leggere il capitolo 70 o il capitolo 71
- il capitolo 71 porta a scegliere se leggere il capitolo 72 o il capitolo 73

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 31 agosto al 6 settembre 2026 (Fonte: Tuttolibri - La Stampa del 12 settembre 2026):

1. Felicia Kingsley - First Lady per caso
2. Alice Hemming - Il ladro di zucche. Ediz. a colori
3. Manuel Garand - Murdoku. 80 omicidi misteriosi da risolvere con la logica
4. Francesco Guccini - Calde le pere
5. Carrie Leighton - Unfair Play
6. Gianluca Gotto - Ci basterà mangiare il vento
7. Agnese Messina - L'eremo dei folli
8. Francesca Giannone - Gli anni in bianco e nero
9. Santina Cosetta - Soltanto il giorno
10. Michele Mari - I convitati di pietra. Premio Strega 2026

venerdì 11 settembre 2026

Nuovo romanzo per John Grisham: uscirà in contemporanea mondiale il 29 settembre 2026


Nuovo romanzo per John Grisham: uscirà in contemporanea mondiale il 29 settembre 2026
Si intitola L'inganno francese. Il re del legal thriller cambia paradigma e sonda il terreno delle spy story

👉 fonte: Today.it

Uscirà in contemporanea mondiale, martedì 29 settembre 2026, la prima spy story nata dalla penna del maestro del legal thriller, John Grisham. Un cambio di paradigma per lo scrittore statunitense, che giunge dopo oltre 50 romanzi scritti e 300 milioni di copie vendute. Il titolo? L'inganno francese.
Si parte con l'attesa e romantica luna di miele a Parigi di Paul e Chelsea Tanner, dopo un matrimonio da favola. Chelsea non perde occasione di documentare ogni singolo momento nella capitale francese pubblicando innumerevoli post sui social finché improvvisamente il flusso di foto e aggiornamenti a familiari e amici si interrompe. Silenzio totale.
Qualcosa di grave e inaspettato è successo e il loro viaggio da sogno di colpo si trasforma in un incubo. I due sposi vengono rapiti durante una gita in Normandia e si perdono le loro tracce. Quello che sembra un tipico sequestro con richiesta di riscatto si delinea come qualcosa di molto più minaccioso e ben organizzato. In breve tempo il campo delle indagini si allarga coinvolgendo, oltre all'Intelligence francese, l’Fbi e la Cia.
John Grisham è autore di oltre quaranta romanzi, due saggi, una raccolta di racconti e sette romanzi per ragazzi, tutti bestseller editi da Mondadori. Le sue opere sono tradotte in cinquanta lingue. Quando non scrive, partecipa alle attività di organizzazioni dedite alla scarcerazione delle vittime di ingiuste condanne. Spesso i suoi romanzi esplorano i problemi radicati nella giustizia americana. L'autore vive in Virginia.

mercoledì 9 settembre 2026

"Tutti i colori del buio" di Chris Whitaker, il romanzo che ci insegna ad affrontare le ombre dell'anima



Tutti i colori del buio di Chris Whitaker, il romanzo che ci insegna ad affrontare le ombre dell'anima
Tra thriller e romanzo di formazione, Tutti i colori del buio racconta un'intensa amicizia trentennale capace di illuminare i traumi del passato

👉 fonte: il Libraio

Se siete alla ricerca di un romanzo che vi tenga incollati alle pagine ma che, al tempo stesso, vi scavi nell'anima costringendovi a riflettere sui legami umani, allora c'è un titolo che non potete assolutamente lasciarvi sfuggire. Stiamo parlando di Tutti i colori del buio, l'acclamato capolavoro di Chris Whitaker, pubblicato di recente in Italia da Einaudi, all'interno della collana Stile Libero.
Già consacrato come un successo internazionale assoluto da oltre tre milioni di copie vendute (nominato libro dell'anno per testate prestigiose come il Washington Post e osannato da autrici del calibro di Gillian Flynn e Patricia Cornwell) questo libro va ben oltre i confini del classico thriller. È un'epopea umana lunga trent'anni, un romanzo di formazione straziante e luminoso che abbraccia vite spezzate e ricostruite.
Scopriamo questa opera straordinaria, esplorando le pieghe della sua trama avvincente ed i profondi insegnamenti che possiamo trarne.
La storia prende le mosse in una cittadina di provincia: Monta Clare, nel Missouri. È una mattina del 1975 quando un adolescente tredicenne, Joseph Macauley (da tutti soprannominato "Patch"), scompare nel nulla. Questo evento drammatico segna l'inizio di un incubo e, parallelamente, di un viaggio lungo tre decenni.
Patch viene rapito e tenuto prigioniero in uno scantinato per quasi un anno intero. In questo buio totale e opprimente, la sua unica speranza, il suo unico appiglio alla sanità mentale e alla vita, è la voce di una ragazza di nome Grace, che di tanto in tanto gli fa visita nascondendosi nell'oscurità. Mentre il mondo esterno sembra andare avanti, la sua compagna di scorribande, Saint Brown, non si arrende.
La determinazione di Saint nel riportare a casa Patch è assoluta e inarrestabile. Ma cosa succede quando l'incubo finisce e inizia la vera sopravvivenza? Quando Patch riemerge dal buio, è un sopravvissuto ossessionato dall'idea di scoprire la verità. Mentre i mesi si trasformano in anni, Saint continua a seguirlo e a proteggerlo muovendosi nell'ombra, anche se questa spasmodica ricerca potrebbe significare perdersi per sempre.
Perché leggerlo, dunque? Innanzitutto perché Chris Whitaker compie una magia narrativa rarissima: prende l'impianto teso e ricco di suspense del thriller (con un'affascinante declinazione verso i meandri del noir e del serial killer) e lo fonde in maniera sublime con i sentimenti e le dinamiche del romanzo di formazione. Leggerlo significa immergersi in una prosa che cattura e commuove.
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martedì 8 settembre 2026

[RECENSIONE] Chris Chibnall: Morte al White Hart


Chris Chibnall: Morte al White Hart. Detective Nicole Bridge, vol. 1

Titolo originale: Death at the White Hart
Formato: Kindle (1.4 MB)
Pagine: 340
Editore: Bollati Boringhieri (26 maggio 2026)
ASIN: B0GX2XWBRS
ISBN-13: 9788833945767

Data di acquisto: 4 settembre 2026
Letto dal 4 all'8 settembre 2026

Sinossi
«Stratificato, umano, sorprendente e pieno di suspense: Chibnall sa come scrivere un vero poliziesco, senza dubbio». Lee Child
«I fan della serie tv Broadchurch ameranno Morte al White Hart. Con un'accattivante coppia di detective e un'atmosfera tesa e inquietante, vi sfido a smettere di leggere». Shari Lapena
«Contiene tutto quello che amo trovare in un romanzo crime». Jennie Godfrey
«Dall'autore di Broadchurch non potevi aspettarti che un libro che ti cattura e non ti lascia più andare». Gillian McAllister
Gli abitanti di Fleetcombe amano considerare il loro paese uno dei luoghi più belli e accoglienti della costa inglese. Eppure, adesso è diventato, a tutti gli effetti, una scena del crimine. Un uomo è stato trovato morto, legato a una sedia in mezzo alla strada, con delle corna di cervo legate alla testa. La scena raccapricciante sconvolge la cittadina, soprattutto quando si scopre che la vittima è Jim Tiernan, gestore del pub White Hart. Che cosa è successo? Che cosa significa questa messinscena? Il White Hart è al centro della vita del villaggio e Jim conosceva i segreti di tutti, si tratta dunque di una vendetta personale o di qualcosa di ancora più macabro?
Incaricata dell'indagine è la detective Nicole Bridge: nata a Fleetcombe, dopo una brillante carriera nella polizia di Liverpool, è tornata, per motivi personali, nel paese dove è cresciuta. La coadiuva l'agente Harry Ward, giovane e inesperto ma pieno di iniziativa. Insieme sono determinati a rompere la facciata da villaggio idilliaco e scoprire ciò che gli abitanti di Fleetcombe non vogliono rivelare.
Nel luogo che pensava di conoscere così bene, la detective Bridge comincia a fare domande, e subito si rende conto che tutti hanno qualcosa da nascondere. È pronta per ciò che sta per scoprire?
Dopo serie televisive di grande successo, tra cui Doctor Who e Broadchurch, con Morte al White Hart Chris Chibnall esordisce nel romanzo con una detective story dalla scrittura ritmata e ricca di tensione, dove tutti i personaggi potrebbero essere colpevoli, dove ciascuno ha i suoi motivi per aver voluto compiere un delitto e custodisce segreti e moventi insospettabili.

L'incipit del libro
Era buio, quando Ewan prese la strada del ritorno.
Alla vista del cartello stradale con le indicazioni per il Dorset provò una familiare sensazione di sollievo. Ewan e il Devon non erano mai andati d'accordo. Mentre la macchina borbottava lungo la strada deserta illuminata dalla luna, cercò di concentrarsi su quello che aveva davanti, anziché che su dov'era appena stato.
Pensa a cose belle, si disse. Con un po' di fortuna, avrebbe trovato ancora in frigo gli avanzi di una passabile lasagna. E magari anche una bottiglia di sidro freddo. Un delizioso spuntino delle 2 del mattino.
Per quanto cercasse di concentrarsi sulla strada, Ewan continuava a ripensare a com'era stata divertente, sorprendente, sua madre nel fiore degli anni, quando piroettava in cucina e lo faceva ridacchiare davanti a un piatto di bastoncini di pesce mezzi mangiucchiati. La donna che era appena andato a trovare ne era una lontanissima eco. Un involucro dipendente dalle cure altrui. Ewan si grattò la barba, cercando di liberarsi del senso di colpa che lo trafiggeva.
Fai come il cane, si disse. Il cane vive nel presente; nel momento. Ecco la soluzione. (Il pomeriggio successivo, a casa, Ewan condivise quel pensiero con la moglie, che gli rispose, «Il cane caca in giardino. Intendi farlo anche tu?» per poi tornare a concentrarsi su eBay).
Quando l'auto arrivò in cima alla collina, Ewan lanciò un'occhiata alla costa scintillante. Era la parte migliore del tragitto, di giorno come di notte. Ora, in quella serata settembrina, il mondo era solo suo.
Espirò come aveva imparato a fare da un'app di mindfulness da tempo cancellata, godendosi la vista dell'acqua nera come inchiostro punteggiata di diamanti di luce lunare. Alla sua destra, la baia curvava.
Tornò a guardare la strada, e un'improvvisa fitta di panico… c'è qualcosa in mezzo alla strada, ci stai andando a sbattere contro!
Sterzò.
Perse il controllo della macchina.
Inchiodò.
Schianto. Colpo. Stop.
Respira.

La mia recensione
"A cosa servivano i pub, oggi? Perché la gente li frequentava ancora? Erano un luogo di ritrovo, un punto chiave, soprattutto per l'alcol. Ma c'era di più: un pub era anche una sorta di chiesa, un circolo, una valvola di sfogo. Un posto dove parlare e riflettere e socializzare e discutere e confessarsi e ballare e cantare e urlare e ridere fino alle lacrime. E ogni pub era diverso: ogni pub era un'idea, un'identità".
Ci sono luoghi che, visti da fuori, sembrano tranquilli: borghi, paesi, villaggi dove tutti si conoscono e dove tutti sanno di tutti. Nella contea di Dorset (sud dell'Inghilterra), la piccola cittadina Fleetcombe, con i suoi tetti ancora di paglia, è proprio uno di quei luoghi: giorni che si rincorrono sempre tutti uguali e con il pub che diventa il cardine della vita dei suoi pochi abitanti. Ed è proprio qui, dove non è mai successo niente di niente (a parte una serie di omicidi avvenuti cent'anni prima 😲) che si verifica un omicidio che farà crollare tutta questa apparente e imperturbabile normalità di facciata…
Morte al White Hart segna il debutto nella letteratura di Chris Chibnall, autore della serie TV Broadchurch e del bellissimo Doctor Who.
Su una stradina di periferia di Fleetcombe viene trovato ucciso Jim Tiernan, gestore del White Hart, uno dei due pub della cittadina: il corpo è nudo, legato ad una sedia e con un paio di corna di cervo incollate in testa. Una scena che sembra ricalcare passo passo proprio gli omicidi di un secolo prima. Ad indagare è la detective Nicole Bridge, originaria proprio di Fleetcombe ma con una brillante carriera a Liverpool, coadiuvata dal giovane agente Harry Ward.
La trama di Morte al White Hart è tutta qui e, come potete intuire, si tratta di un giallo vecchio stampo ma perfettamente riveduto in chiave moderna. Non a caso, appena partono le indagini ecco cadere il velo che celava il vero volto di Fleetcombe: tradimenti, falsità a non finire, abusi e attività illegali.
Chris Chibnall ha fatto un'ottima operazione di taglio e cucito: ha preso i soliti cliché del genere (un posto tranquillo solo in apparenza, un omicidio fuori dall'ordinario, segreti che diventano indizi e, giusto per non farci mancare nulla, una sequela infinita di sospettati) e gli ha mescolati ben bene sino a scoperchiare il vaso di Pandora di una comunità felice solo nell'aspetto esteriore. Altro punto a favore di Chibnall: la sua scrittura è molto descrittiva, oserei dire quasi da serie TV (e chissà se in futuro…).
Molto bella la descrizione del paesaggio del Devon (si respira davvero aria di Inghilterra del Sud) e molto ben caratterizzati, anche dal punto di vista psicologico, tutti i personaggi (sia principali che secondari).
A proposito di personaggi: a spiccare su tutti è proprio la protagonista principale. Nicola Bridge non è per niente la detective che ci si aspetterebbe, ma anzi… Non è impeccabile, brilla per "insicurezza" ed è alle prese con una vita privata alla deriva (ed è proprio per cercare di salvare il suo matrimonio e la sua famiglia che ha deciso di far ritorno a Fleetcombe). E menzione speciale anche per la piccola Shannon, testimone involontaria dell'omicidio e costretta a passare le sue giornate rintanata sullo scivolo del parco pur di star lontana dagli abusi che subisce in casa. La sua storia spezza il cuore e fa molto riflettere.
Un romanzo, e concludo, che piacerà sicuramente agli appassionati dei gialli classici, dei gialli corali e dei romanzi ambientati in comunità alle prese con risentimenti e segreti.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

lunedì 7 settembre 2026

Ad ottobre torna Glenn Cooper...


La porta dei destini, il nuovo romanzo di Glenn Cooper uscirà in Italia il 13 ottobre.

Prezzo di copertina: 22 euro per il formato cartaceo
Pagine: 384
Editore: Casa Editrice Nord (13 ottobre 2026)
ISBN-13: 978-8842937883

[seguiranno aggiornamenti]

domenica 6 settembre 2026

Andrea Camilleri: gli inizi come regista teatrale, l'invenzione di Vigata, l'amata moglie Rosetta


Andrea Camilleri: gli inizi come regista teatrale, l'invenzione di Vigata, l'amata moglie Rosetta
Aneddoti e curiosità poco note sullo scrittore, inventore del commissario Montalbano, che nasceva a Porto Empedocle il 6 settembre 1925

👉 fonte: Corriere.it

L'invenzione di Vigata
Il 6 settembre 1925 nasceva a Porto Empedocle Andrea Camilleri. In occasione dell'anniversario di nascita dello scrittore abbiamo raccolto una serie di curiosità su di lui. Partiamo dal luogo natale, che ha ispirato il comune di Vigata, principale ambientazione delle vicende del commissario Montalbano. ​In un'intervista Camilleri ha raccontato di aver preso ispirazione per il nome del comune immaginario da Licata: «Vigata in realtà è Porto Empedocle. Ora, Porto Empedocle è un posto di diciottomila abitanti che non può sostenere un numero eccessivo di delitti, manco fosse Chicago ai tempi del proibizionismo: non è che siano santi, ma neanche sono a questi livelli. Allora, tanto valeva mettere un nome di fantasia: c'è Licata vicino, e così ho pensato: Vigata. Ma Vigata non è neanche lontanamente Licata. È un luogo ideale, questo lo vorrei chiarire una volta per tutte».

Regista teatrale
Prima che scrittore Andrea Camilleri è stato regista teatrale (ha anche insegnato al Centro sperimentale di cinematografia e all'Accademia nazionale d'arte drammatica). Negli anni Sessanta ha lavorato in Rai come delegato alla produzione di sceneggiati e fiction.

L'esordio come scrittore
Nel 1978 Andrea Camilleri ha esordito come scrittore con Il corso delle cose (romanzo scritto tra il 1967 e il 1968). Nel 1980 ha pubblicato il primo di una serie di romanzi ambientati a Vigata tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento: Un filo di fumo.

Il successo di Montalbano
Andrea Camilleri ha raggiunto la popolarità alla fine degli anni Novanta, quando dai suoi romanzi è stata tratta la serie di successo «Il commissario Montalbano» con Luca Zingaretti (i primi episodi, Il ladro di merendine e La voce del violino, tratti dai romanzi omonimi, sono usciti nel 1999). Le opere dello scrittore sono state tradotte in almeno trenta lingue, e i diritti de «Il commissario Montalbano» sono stati venduti all'estero (la serie è stata tradotta in più di 15 lingue e trasmessa con successo in numerosi Paesi del mondo, dall'Est Europa agli Stati Uniti fino al Sudamerica).

La perdita della vista
Negli ultimi anni della sua vita Andrea Camilleri ha perso completamente la vista a causa di un glaucoma. «Da quando ho perso la vista vedo più chiaramente», diceva nel 2018 presentando il suo spettacolo teatrale Conversazione su Tiresia.

Vita privata
«Non c'è rigo che io abbia pubblicato che non sia stato prima letto da lei». Oltre sessant'anni d'amore hanno unito Andrea Camilleri e sua moglie Rosetta Dello Siesto (morta nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio 2025 a 97 anni). Dal matrimonio, celebrato nel 1957, sono nate le figlie Andreina, Mariolina ed Elisabetta.

L'addio nel 2019
Andrea Camilleri è morto a Roma il 17 luglio 2019, all'età di 93 anni. Il 17 giugno era stato colto da arresto cardiaco. Il 15 luglio avrebbe dovuto portare in scena alle Terme di Caracalla lo spettacolo Autodifesa di Caino.

sabato 5 settembre 2026

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 24 al 30 agosto 2026 (Fonte: Tuttolibri - La Stampa del 5 settembre 2026):

1. Felicia Kingsley - First Lady per caso
2. Manuel Garand - Murdoku. 80 omicidi misteriosi da risolvere con la logica
3. Gianluca Gotto - Ci basterà mangiare il vento
4. Michele Mari - I convitati di pietra. Premio Strega 2026
5. Francesca Giannone - Gli anni in bianco e nero
6. Thrity Umrigar - Il linguaggio segreto delle carezze
7. Santina Cosetta - Soltanto il giorno
8. Chris Whitaker - Tutti i colori del buio
9. Agnese Messina - L'eremo dei folli
10. Benjamin Stevenson - Tutti in questa banca sono ladri. Ernest Cunningham, vol. 3

Silenzio, parla l'autore più letto del mondo



Silenzio, parla l'autore più letto del mondo
Su Robinson dal 6 settembre in edicola l'intervista a James Patterson: "Salviamo insieme i libri"

👉 fonte: la Repubblica

Lo scrittore più letto al mondo racconta, sulla copertina del nuovo Robinson in edicola da oggi con Repubblica, la sua battaglia per difendere i libri. James Patterson svela a Sara Scarafia, in una lunga intervista, come possono andare d'accordo il successo e l'impegno. Forte di 400 milioni di copie vendute, l'autore statunitense - che ha appena pubblicato il thriller The Most Dangerous Games. Gioca o muori (HarperCollins), scritto a quattro mani con lo youtuber MrBeast, continua ad essere in prima linea per difendere l'editoria dall'intelligenza artificiale: «L'IA agisce da sola, visita altri siti, può fare paura. Ed è velocissima. Ma il punto è: come usiamo le cose?». Per la sua missione Patterson aveva contattato Stephen King. Non andò molto bene, ora ci riprova. E sull'America di oggi dice: «Non stiamo tassando le persone benestanti. Ci sono anche io tra loro e dovrei pagare di più. Chi non ha soldi dovrebbe stare meglio». Nelle pagine seguenti, come sempre, le recensioni d'autore alle novità in libreria.

venerdì 4 settembre 2026

"La vampira ossia La vergine d'Ungheria" di Étienne-Léon de Lamothe-Langon


"La vampira ossia La vergine d'Ungheria" di Étienne-Léon de Lamothe-Langon
Il romanzo dimenticato che anticipò il mito della vampira, un'opera che appartiene a una fase ancora sperimentale del genere e permette di osservare la nascita di molti elementi destinati a diventare fondamentali nell'immaginario gotico europeo

👉 fonte: sololibri.net

Quando si parla delle origini della letteratura vampiresca, si pensa subito all'opera Dracula di Bram Stoker, pubblicata nel 1897, oppure, per quanto riguarda la figura della vampira, alla meno celebre ma non meno perturbante Carmilla di Sheridan Le Fanu, risalente al 1872. Eppure, la storia del genere horror vampiresco è molto più ricca, sorprendente e antica. Tra le opere che meritano di essere riscoperte figura, senza dubbio, La vampira ossia La vergine d'Ungheria di Étienne-Léon de Lamothe-Langon, pubblicata per la prima volta nel 1825 e oggi finalmente disponibile in una pregevole traduzione italiana a cura di Enrico De Luca per Oblivium Edizioni, un nuovo marchio di Caravaggio editore dedicato al gotico e al weird.
Questa pubblicazione rappresenta il recupero filologico di un testo quasi sconosciuto ai lettori italiani, ma di straordinario interesse per chiunque voglia comprendere l'evoluzione del mito del vampiro nella narrativa europea. L'accurato lavoro editoriale non si limita infatti alla traduzione integrale del romanzo, ma è impreziosito da una ricca introduzione storica e critica che contestualizza l'opera all'interno della nascente letteratura gotica e ne evidenzia il ruolo pionieristico.
Come sottolinea il curatore, La vampira è probabilmente il più antico romanzo francese giunto fino a noi con una protagonista femminile vampiresca, pubblicato prima di Dracula e ancor prima di Carmilla. Si tratta di un prodotto letterario nato dell'enorme successo che Il Vampiro di John Polidori, all'epoca considerata erroneamente una delle migliori opere di Byron, riscosse in Francia, dove fu tradotto nel 1819.
Il romanzo si apre nel difficile clima della Restaurazione francese. Nel 1815, dopo il ritorno sul trono di Luigi XVIII, il colonnello Edouard Delmont, segnato da eventi politici e da misteriose inquietudini personali, decide di abbandonare Parigi insieme alla moglie Hélène e ai figli per rifugiarsi in una dimora isolata nei pressi di Tolosa. Li seguono in questo autoesilio
un vecchio sergente del reggimento di Delmont, chiamato Raoul, valoroso militare, che doveva la vita al colonnello, e che, tornato al par di lui alla vita civile, aveva voluto condividere il suo destino, servendolo meno come domestico che come uomo interamente devoto alla sua fortuna. Una cuoca, presa a Tolosa, e una seconda cameriera completavano la servitù dei Delmont.
Nonostante una vita ritirata e dai ritmi rilassati, già dalle prime pagine emerge un'atmosfera di sottile inquietudine: il protagonista sembra fuggire non soltanto dalle difficoltà economiche e dal caos della capitale, ma soprattutto da un passato che continua a perseguitarlo. Quindici mesi dopo il loro arrivo nel castello, giunge una donna che acquista una casetta situata in mezzo ai boschi: Alinska.
L'autore costruisce con pazienza una tensione narrativa che cresce lentamente, secondo i canoni del romanzo gotico ottocentesco. Il lettore non viene immediatamente catapultato nell'orrore soprannaturale, ma è accompagnato attraverso descrizioni accurate dei paesaggi, dei castelli decadenti e delle inquietudini psicologiche dei protagonisti. Il maniero di R***, nel cuore di una delle contrade più fertili del Languedoc, diventa un autentico personaggio della vicenda: un luogo sospeso tra rovina e memoria, perfetto teatro per l'irruzione dell’elemento fantastico.


Ciò che rende particolarmente interessante l'opera è proprio la figura di Alinska, descritta in modo da suscitare insieme attrazione e repulsione:
era d'una ricca statura: le sue forme, al contempo aggraziate, avevano solo la floridezza necessaria ad assicurare la loro beltà; il taglio del suo viso tracciava un ovale perfetto; la sua bocca era piccola, il naso diritto, gli occhi grandi; sopra una fronte aperta si ergeva una superba chioma, il cui ebano luccicava sotto la rete d'oro che tratteneva una moltitudine di ricci; alcuni, sfuggiti, ricadevano con grazia sulle spalle. In breve, Alinska era bella, e tuttavia non erano le sue malie a cagionare la più viva impressione; v'era in tutti i suoi tratti qualcosa di incomprensibile, dei rapporti indefinibili, che non si poteva smettere d'esaminare senza mai riuscire a rendersi conto se procurassero piacere, o un terrore del tutto straordinario. Il candore della sua pelle era estremo, vividi colori la abbellivano: nondimeno, c'erano in quel miscuglio delle sfumature terrose, dei toni verdastri che talvolta ne distruggevano tutta l'armonia.
Alinska è una protagonista tragica che rompe gli schemi tradizionali del mostro assetato di sangue. Più che semplice creatura malvagia, la vampira diventa incarnazione del dolore, della promessa tradita e della vendetta. Il suo ritorno dalla morte nasce, infatti, dalla violazione di un giuramento d'amore sancito con il sangue, un elemento che conferisce alla vicenda una forte componente romantica e sentimentale. La vampira di Lamothe-Langon non è soltanto un predatore soprannaturale: è una vittima che continua a soffrire anche oltre la morte, costretta da un destino inesorabile a compiere una missione che nemmeno desidera fino in fondo.
In questa prospettiva il romanzo anticipa molti aspetti che diventeranno centrali nella narrativa gotica successiva. Il vampirismo non è semplicemente una maledizione fisica, ma assume un valore simbolico: rappresenta il ritorno del passato, il peso della colpa, l'impossibilità di cancellare le promesse infrante e le responsabilità morali.
Il romanzo rispecchia fedelmente lo stile della sua epoca: il ritmo è spesso lento, le descrizioni abbondanti, i dialoghi ricchi di enfasi sentimentale e le riflessioni morali occupano uno spazio considerevole. I lettori dei thriller moderni potrebbero inizialmente percepire una certa lentezza narrativa, ma è proprio questa costruzione graduale dell'atmosfera a costituire uno dei principali punti di forza del romanzo, che preferisce insinuare il dubbio e l'inquietudine piuttosto che ricorrere a effetti spettacolari.
Anche la traduzione di Enrico De Luca merita una menzione particolare. Il curatore ha operato una scelta filologica coraggiosa che restituisce al lettore l'autenticità del testo senza comprometterne la leggibilità, ovvero "mantenere sia la sintassi sia alcuni termini dell'epoca presenti nel testo francese, che oggi potrebbero essere percepiti come desueti, tuttavia, ho preferito questo modo di procedere alle più facili banalizzazioni e ad ammodernamenti che mal si sposano con un prodotto letterario di due secoli fa". Molto interessante è anche la lunga prefazione originale dell'autore, conservata integralmente in questa edizione. Prima ancora che inizi la vicenda narrativa, Lamothe-Langon offre un'ampia riflessione sulle credenze popolari relative ai vampiri, richiamando fonti storiche, racconti folklorici e testimonianze tratte dal celebre Trattato delle Apparizioni e dei Ritornanti che angosciano l'Ungheria di Dom Calmet. La prefazione assume così il valore di un piccolo saggio sul vampirismo europeo, dimostrando quanto il confine tra superstizione, folklore e letteratura fosse ancora estremamente labile nella prima metà del XIX secolo.
Dal punto di vista editoriale, Oblivium Edizioni propone un volume di grande pregio. Oltre alla traduzione integrale, l'edizione è arricchita dalle tavole illustrate di Massimiliano Modica ispirate alle incisioni originali, dalle numerose note esplicative e da un apparato critico che valorizza ulteriormente un testo quasi dimenticato. Si tratta di un lavoro editoriale che dimostra una sincera attenzione verso il recupero della narrativa fantastica ottocentesca meno conosciuta.
La vampira ossia La vergine d'Ungheria non è soltanto una curiosità bibliografica destinata agli studiosi, ma un'opera che appartiene a una fase ancora sperimentale del genere e permette di osservare la nascita di molti elementi destinati a diventare fondamentali nell'immaginario vampiresco europeo.