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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

mercoledì 15 aprile 2026

Joyce Carol Oates: Il primo marito


Joyce Carol Oates: Il primo marito

Titolo originale: The First Husband
Formato: copertina flessibile
Pagine: 46
Editore: GEDI News Network S.p.A. (17 marzo 2026)

Data di acquisto: 17 marzo 2026
Letto il 14 aprile 2026

▪️Sinossi
Un avvocato scopre alcune vecchie foto del passato della moglie, innescando una storia cupa tra Manhattan e il Nevada.

▪️L'incipit del libro
Iniziò in maniera innocente: stava cercando il passaporto di sua moglie.
I Chase stavano pianificando il loro primo viaggio insieme in Italia. Per festeggiare il loro decimo anniversario.
Il consunto passaporto di Leonard si trovava dove lui lo teneva sempre, ma il meno utilizzato passaporto di Valerie sembrava non essere nello stesso posto, quindi Leonard si mise a cercare nei cassetti dedicati a lei, nella cassettiera, nei cassetti della scrivania, nel singolo cassetto basso del tavolo in legno di ciliegio che a volte Valerie usava come scrivania e lì, in una cartellina, trovò il passaporto assieme a un duplicato del suo certificato di nascita e altri documenti. E, stipato in fondo al cassetto, un pacchetto di fotografie tenute insieme da un elastico consunto.
Polaroid. A giudicare dai loro colori leggermente sbiaditi, si trattava di vecchie Polaroid.

▪️La mia (brevissima) recensione
"Di tutte le emozioni ignobili, la gelosia doveva essere la peggiore! Assieme all'invidia".
Ecco qui un brevissimo racconto (neanche una cinquantina di paginette) ma che mette ansia in abbondanza e, infine, lasciando anche un senso latente di tragicità. Il primo marito, un racconto (facente parte della raccolta del 2011 Dammi il tuo cuore) della scrittrice americana Joyce Carol Oates, analizza le fratture all'interno di una coppia quando il passato scava e si fa largo tra segreti e bugie. Ma è un racconto che indaga persino l'insicurezza, l'ossessione e l'invidia del maschio della coppia.
La trama è questa: Leonard Chase, un brillante avvocato, vorrebbe intraprendere un viaggio in Italia insieme a Valerie, sua moglie, per festeggiare il loro decimo anniversario di matrimonio. Per la preparazione del viaggio ha bisogno dei rispettivi passaporti: il suo lo trova subito, per quello della moglie deve cercare nei cassetti della scrivania della donna. Non l'avesse mai fatto… Insieme al passaporto trova anche alcuni vecchi scatti intimi di lei insieme al primo marito. E da qui in poi, parte tutta una serie di eventi che porteranno al drammatico finale.
In poche pagine, e con dialoghi brevi e diretti, la Oates riesce a mettere in scena tutto un sistema di dinamiche psicologiche basate su gelosia e paranoia. Assisteremo, perciò, alla lenta "caduta" mentale e professionale del protagonista mentre, via via, verrà intrappolato dai sospetti e di rimpianti del passato.
Il primo marito, quindi, è fortemente consigliato a chi preferisce le letture psicologiche sul "lato oscuro" della coppia.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

Il romanzo di oltre 500 pagine consigliato da "The Times" che ti catturerà dall'inizio alla fine


Il romanzo di oltre 500 pagine consigliato da The Times che ti catturerà dall'inizio alla fine
La cosa migliore? Non si limita a raccontare una storia d'amore, ma affronta anche altri temi che ti faranno riflettere

👉 fonte: Cosmopolitan

Quando i grandi media pubblicano una recensione positiva, difficilmente lo fanno alla leggera. E dopo la loro uscita, i lettori si fermano ad ascoltare con attenzione.
È il caso di una recente raccomandazione del prestigioso The Times, che ha segnalato un romance di oltre 500 pagine incentrato su un triangolo amoroso, definendolo "commovente, divertente e assolutamente coinvolgente".
Si tratta di un libro pubblicato in Italia da qualche mese, ma già capace di conquistare lettori in tutto il mondo.
E non è l'unico riconoscimento: testate come The Guardian, NPR, BBC e Lit Hub lo hanno inserito tra i migliori libri del 2025 e tra i titoli più attesi del 2026.
The New Yorker lo definisce "ambizioso, capace di esplorare come diamo senso alla nostra esistenza di fronte a perdite sempre più grandi", mentre il Boston Globe lo descrive come "fresco, saggio, divertente e compassionevole. Un vero trionfo narrativo".
The Guardian, infine, aggiunge: "Racconta la sua storia con tale intensità, calore e umorismo che solo dopo averlo finito si comprende davvero la portata e la brillantezza dell'opera".
Dietro questi elogi c'è Eric Puchner, autore dalla carriera solida che continua a distinguersi nella narrativa contemporanea grazie a una scrittura precisa ed emotiva. In questo romanzo porta il suo talento ancora più in là, costruendo una storia ambiziosa che si sviluppa nell'arco di circa 50 anni e che non si esaurisce quando il triangolo amoroso, apparentemente, trova una sua risoluzione.
Tutto inizia con Cece, una donna innamorata che arriva nella casa sul lago Salish, in Montana, dove si celebrerà il suo matrimonio con Charlie. La casa appartiene ai futuri suoceri, ed è qui che conosce Garrett, il migliore amico dello sposo. All'inizio tra i due non c'è sintonia, ma con il tempo il rapporto cambia, si evolve. e li porta a mettere in discussione ciò che vogliono davvero dal futuro.
La svolta? Le scelte dei protagonisti finiranno per influenzare anche le generazioni successive, dando vita a una storia che si estende ben oltre il classico triangolo amoroso. Il romanzo si intitola Stato di sogno (Fazi Editore), di Eric Puchner.
La particolarità di questo libro sta proprio nella sua capacità di raccontare un triangolo amoroso che evolve nel tempo, mostrando come gli anni plasmino le decisioni e le conseguenze che ne derivano.
Non è comune che un romanzo così lungo riesca a mantenere un equilibrio perfetto tra emozione e intrattenimento. Eppure, queste oltre 500 pagine scorrono senza mai perdere ritmo: una narrazione ricca di sfumature che va ben oltre il romance tradizionale e spinge il lettore a interrogarsi sulle scelte dei personaggi.
Insomma, se cerchi una lettura capace di coinvolgere e far riflettere, prendi nota: Stato di sogno.

martedì 14 aprile 2026

C'è differenza tra leggere un libro o ascoltarlo?


C'è differenza tra leggere un libro o ascoltarlo?
La percezione comune è che si tratti di due esperienze diverse. L'idea diffusa è che la lettura sia più impegnativa e forse anche per questo più consapevole e destinata a sedimentarsi meglio nella nostra memoria. Ma è così?

👉 fonte: la Repubblica

C'è chi è rimasto fedele ai libri di carta, chi ha scoperto il piacere degli audiolibri nei lunghi tragitti in macchina, chi alterna le esperienze a seconda delle circostanze o anche dei titoli. La percezione comune è che si tratti di due esperienze diverse. L'idea diffusa è che la lettura sia più impegnativa e forse anche per questo più consapevole e destinata a sedimentarsi meglio nella nostra memoria. Ma è così? Leggere un libro è meglio che ascoltarlo? Qual è la differenza per la comprensione, il coinvolgimento e l'apprendimento? Al di là delle nostre preferenze, che contano molto. L'ascolto arriva prima? La lettura va più in profondità? Abbiamo provato a fare chiarezza. Scoprendo che non esistono risposte semplici.
Si è posto il quesito (leggere un libro è meglio che ascoltarlo?) il neurologo e divulgatore Josh Turknett che in un post, commentatissimo, sul suo profilo Instagram, rimanda per la risposta a uno studio del 2019, il più completo finora, pubblicato su The Journal of Neuroscience.
I ricercatori hanno sottoposto nove adulti a una risonanza magnetica funzionale mentre ascoltavano oltre due ore di storie tratte da The Moth Radio Hour. In sessioni separate, gli stessi partecipanti hanno letto le trascrizioni parola per parola degli stessi racconti, con tempi sincronizzati in modo che ogni parola apparisse sullo schermo esattamente per la stessa durata con cui veniva pronunciata nell'audio. Quindi i ricercatori hanno elaborato mappe dettagliate della risposta delle diverse aree cerebrali al significato di ogni parola, in entrambe le condizioni. La conclusione? Le mappe semantiche del cervello per l'ascolto e la lettura sono risultate identiche: la comprensione del linguaggio attiva reti cerebrali ampiamente sovrapponibili. Non c'è differenza tra leggere e ascoltare un libro, riassume Josh Turknett, per quanto riguarda la comprensione.
La comprensione è la medesima ma il modo in cui le parole arrivano al cervello cambia. "In termini di elaborazione, lettura e ascolto condividono lo stesso obiettivo: costruire una rappresentazione del significato integrando le nuove informazioni con le conoscenze pregresse e ragionando sul significato finale della frase letta o ascoltata", dice Antonio Cerasa, neuroscienziato del Cnr. La differenza principale è che arrivano a quel significato passando da colli di bottiglia diversi: "nella lettura domina la decodifica dal segno scritto, nell'ascolto la segmentazione e il riconoscimento di parole dentro un segnale sonoro continuo” continua il neuroscienziato, che rimanda a un recente studio di Bronson Hui & Aline Godfroid.
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lunedì 13 aprile 2026

Iliana Xander: Love, mom


Iliana Xander: Love, mom. Vuoi sapere un segreto?

Titolo originale: Love, Mom
Formato: Kindle (799 KB)
Pagine: 347
Editore: Longanesi (3 marzo 2026)
ASIN: B0GHP22T5S
ISBN-13: 978-8830465398

Data di acquisto: 9 aprile 2026
Letto dal 10 al 13 aprile 2026

▪️Sinossi
Mackenzie Casper non è stata una figlia felice. Eppure sua madre era Elizabeth Casper, una scrittrice capace di stregare milioni di lettori in tutto il mondo. Per la ragazza, tuttavia, Elizabeth era semplicemente una madre distante e fredda fino alla crudeltà. È per questo che Mackenzie accoglie la notizia della sua morte, avvenuta in circostanze non del tutto chiare, con un'indifferenza quasi priva di sensi di colpa. Per lei è morta un'estranea.
Al funerale, Mackenzie sta per fuggire dagli sguardi invadenti e curiosi dei partecipanti quando trova sul sedile della sua auto una busta. L'intestazione recita «Dalla tua fan numero 1». Dentro la busta un foglio scritto nella grafia della madre: «Vuoi sapere un segreto?» e in calce la chiusa, sorprendente e dolorosa: «Love, Mom». Con amore, Mamma.
Ma quale amore? E quale segreto?
Da quel momento tutto cambia nella vita di Mackenzie: altre lettere arriveranno e nuovi tasselli si aggiungeranno a mostrare un passato che si rivela sempre più colmo di vuoti, di silenzi, di reticenze. E, appunto, di segreti. Chi era davvero sua madre? Chi sta cercando di farglielo scoprire? E chi vuole nasconderglielo a qualunque costo?
Ma soprattutto chi è lei, per davvero?
Un romanzo magistrale, intenso e implacabile, un gioco di specchi in cui nulla è come sembra, una scrittura che, indagando tra le pieghe del mistero, esplora con coraggio il lato più oscuro del rapporto tra madre e figlia e scava nelle relazioni familiari e nei segreti che sempre nascondono.

▪️L'incipit del libro
Non ho mai fatto male a nessuno. In questo momento, però, vorrei prendere a pugni la faccia che mi fissa dalla prima pagina di un quotidiano nazionale. Una fotografia di lei, con il suo inconfondibile rossetto rosso e i capelli corvini. La bella faccia di un mostro.
AUTRICE DI BESTSELLER TROVATA MORTA
Elizabeth Casper, 43 anni, nota in tutto il mondo con lo pseudonimo di E.V. Renge, autrice di thriller spietati, è stata trovata morta in seguito a quello che è parso «uno strano incidente».
Lascia l'amato marito Ben Casper e la figlia ventunenne Mackenzie Casper.
Il mondo è scioccato dalla fine tragica e precoce di una scrittrice di enorme talento. Ovunque i fan stanno tributando omaggi alla regina della narrativa.
Quante bugie…
Il suo sorriso freddo mi sfida dal giornale che sto guardando. Mi tremano le mani e sento il bisogno impellente di strappare tutto e di cancellarla dalla memoria.
Se l'è cercata.
Meritava di morire.
Avrei solo voluto che succedesse prima.


▪️La mia recensione
"Finché non lo senti infrangersi, non sai che il vetro è rotto. Anche se lo vedi rotto, la tua mente non lo accetta completamente. Quando però ne calpesti le schegge, allora sì che ti rendi conto. Solo allora prendi atto della verità. La realtà si fa conoscere attraverso le sensazioni fisiche. Il dolore è la manifestazione più chiara".
Love, Mom, opera prima di Iliana Xander, è uno di quei libri sui segreti familiari che non fa neanche in tempo ad uscire, che diviene subito un successo internazionale… pur senza convincere tutti i lettori!
Perciò, ecco il mio pensiero:
- Partiamo dalla stessa scrittrice: Iliana Xander è solo uno pseudonimo! Non si conosce la vera identità di questa misteriosa autrice che scrive una storia scritta da un'altra autrice misteriosa e sotto pseudonimo. Insomma: mistero su mistero;
- In questo enigma psicologico mi è molto piaciuta sia l'atmosfera soffocante che impregna tutta la storia, che i rapporti madre-figlia e padre-figlia: il romanzo, da subito, riesce a farci entrare nel clima di sofferenza e disagio della giovane Mackenzie (il cuore pulsante della storia sta tutto nel suo difficile rapporto, in realtà quasi nullo, con la madre). Ma si parla anche di sacrifici, ossessioni e ricatti;
- Tutta la trama è costruita partendo dalle lettere ricevute da Mackenzie e scritte da sua madre ormai morta. Una scelta narrativa spettacolare e mai vista prima. Siamo di fronte alla classica storia in cui niente è ciò che sembra e in cui alcuni ruoli si invertono;
- Il ritmo è sempre alto e la storia scorre velocemente: come si dice in questi casi, la trama ti tiene incollato.
E cosa non mi ha convinto?
- Alcuni colpi di scena sono stati talmente prevedibili che mi son sembrati esser stati messi lì giusto per "allungare il brodo";
- Qualche personaggio secondario non ha avuto uno "spessore" tutto suo ma è servito solo per far avanzare la storia;
- Finale leggermente frettoloso: i misteri più importanti dell'intera storia vengono svelati troppo velocemente ed in maniera quasi drastica.
Love, mom, in conclusione, è un bel romanzo che, pur in presenza di questo finale sbrigativo, consiglio a chi predilige le storie riflessive.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)

Piergiorgio Pulixi: perché amiamo noir, paura e mistero


Piergiorgio Pulixi: perché amiamo noir, paura e mistero
Piergiorgio Pulixi abita stabilmente le classifiche degli autori più venduti. Ha scritto cinque serie autoconclusive, cinque romanzi, diversi racconti in antologie e, subito dopo Il nido del corvo, è uscito con un libro per ragazzi. Sempre con storie di terribile paura. E con una certezza. Di ripartire, ogni volta, da zero

👉 fonte: Esquire.com

«Tutto inizia con la collezione di libri antichi di mio nonno, appassionato di esoterismo, magia e storia», racconta Piergiorgio Pulixi, poco più di quarant'anni e oggi tra i più importanti scrittori italiani di noir (e thriller), tradotto in venti Paesi. Pubblica quasi due libri l'anno, calmissimo, esatto, poco ego e molta osservazione, ambisce a trovare una scrittura capace di scomparire e lasciare visibile solo la storia che deve raccontare. Addestrato alla paura, al mistero, crede all'empatia alla gentilezza come antidoti al caos. Inizia a scrivere grazie al personaggio dei fumetti Dylan Dog e soprattutto a Stephen King, che con il suo On writing, metà autobiografia, metà una specie di manuale di scrittura creativa, «è diventato la mia divinità. In quel libro dava consigli di scrittura, e io da grande appassionato di lettura mi sono detto: andiamo a vedere cosa succede se provo a scrivere».

- E cosa è successo? I primi tentativi sono stati fallimentari, però mi piaceva giocare e lavorare con le parole. La scrittura è diventata poi una professione quando sono entrato nella scuola del mio maestro, Massimo Carlotto.
- Giallo, noir psicologico, cozy crime, thriller… qual è il suo? Queste sono etichette, io sono legato a una letteratura di intrattenimento, mi piace lavorare su cose diverse. Chi fa il mio mestiere, cioè chi deve intrattenere, deve essere in grado di utilizzare ogni registro, metto il mio talento al servizio dei lettori. Un genere è solo un modo per arrivare a un'idea.
- Ha sempre scritto letteratura di genere? Sì, sempre, ha a che fare con l'oscurità, il limite, la psicologia umana, per questo racconta molto l'anima. Il giallo, il noir, l'horror sono generi che mettono a nudo l'anima umana, quando c'è una tragedia tutte le maschere pirandelliane cadono ed esce fuori la reale indole dei personaggi.
- Pubblica tantissimo. Ormai porto a termine più di due libri l'anno, perché lavoro anche mentre sono in tour. Scriverei sempre, è la mia passione. Mi è difficile non farlo. Mi accorgo che la mia personalità fa rima con la scrittura. Se tolgo quell'elemento dalla mia vita avverto un disagio.
- Dove trova le storie? Ci sono due tipi di autori: chi trova le storie dentro di sé, chi le cerca anche fuori di sé. Io faccio parte della seconda categoria. Ho uno sguardo narrativo sulla realtà, cerco intorno a me, così posso raccontare un'infinità di vicende, tante quante sono le persone che incontro.
- Usa anche la cronaca? C'è solo un mio romanzo, La donna nel pozzo, basato su un omicidio reale. È l'unica volta che ho attinto nel reale. Studio la cronaca per capire la dinamica, come sta cambiando la percezione della paura dei lettori quando affrontano la criminalità, che sia spicciola o organizzata. Informarmi è un modo per tenermi aggiornato, anche sulle modalità seguite dalla polizia. Niente di più.
- Il rapporto con il pubblico. Molto stretto, da tanti anni faccio lunghi tour proprio per amore del confronto con i lettori: è così che capisci se stai facendo bene il tuo mestiere, se puoi migliorare, dove migliorare. Ti sintonizzi con i gusti dei lettori, con le loro esigenze.
- Perché piacciono tanto i libri di paura? È un fenomeno globale, ci sono diversi livelli di risposta. Nel romanzo giallo il lettore trova consolazione perché c'è sempre questa tripartizione: crimine, indagine e soluzione. Sai dalla prima pagina che al mistero verrà trovata una soluzione. È un genere che offre speranza: attraverso il raziocinio umano puoi mettere ordine nel caos rappresentato dal delitto. I personaggi diventano quasi degli amici, si crea affezione. C'è anche un altro aspetto, legato al desiderio di spiare una situazione di tensione, di violenza, dalla serratura: si sperimenta mantenendo il controllo, perché quando vuoi puoi chiudere il libro. È una forma di paura controllata che ti dà la possibilità di vedere il male molto da vicino, ma ci sono le sbarre che impediscono che il leone ti mangi.
- Cos'è il male secondo lei? Non credo in un'idea di male assoluto, credo nasca spesso da altro male, quindi ne sia una conseguenza. Reitera sé stesso, è una grammatica che utilizzi per elaborare il male che ti è stato inflitto.
- E la malvagità? Tutti abbiamo pensieri negativi, distruttivi, malvagi, però per etica, per morale, per educazione, talvolta per religione, abbiamo dei freni inibitori che ci impediscono di tradurre in azioni quei pensieri. Ma rimaniamo molto affascinati da chi quei freni non li ha.
- Successo e fallimento. Il successo è l'unica volta che non ho fallito. È frutto di una sequenza di errori che ti insegnano, come diceva Beckett, a sbagliare meglio. Un successo che nasce dall'oggi al domani è volatile, effimero. Un successo costruito nella lentezza, con costanza, è più sicuro. Per me è ogni libro è sempre il primo. Se ti fai circuire dai numeri, dalla paura di non avere più quello status, implode tutto. Quindi riporto sempre tutto a zero, non penso alle vendite e ai premi, ma solo a scrivere come se fosse l'ultimo libro che mi è concesso. La parte più insidiosa è quella che il pubblico non conosce: e cioè, le dinamiche economiche, sapere che dalla performance di un titolo dipendono altre carriere, oltre alla tua.
- L'ego. Ce n'è poco nel modo in cui lavoro. La mia personalità ha pochissimo a che fare con le storie che racconto. Sono un medium tra la vicenda che voglio raccontare e il romanzo finale. Se raccontassi sempre di me e di ciò che so, sarebbe solo la solita solfa.
- La letteratura. Dovrebbe essere uno specchio, ma un po' deformante, che ti permette di vederti per quello che sei, che potresti essere, che potevi essere, che non hai avuto il coraggio di essere, o la fortuna di essere. Uno specchio che svela il tuo panico interiore.
- In generale, cos'è che ci terrorizza? Dipende. In questo mio ultimo libro, Il nido del corvo, il protagonista non teme tanto per l'esito delle sue indagini, ma per un fatto privato: il peso, e lo sgomento, che si prova quando si diventa genitori dei propri genitori. Il ruolo invertito, che capita a tutti, prima o poi. Se allargo lo sguardo, vedo che di questi tempi ci spaventa non essere rilevanti. Ed essere soli. Senza considerare che la solitudine non è sempre emarginazione: può anche essere salvifica, vitale.
- L'empatia. È l'unica chiave che ho per portare il lettore nella storia. È tutto.
- Il rapporto con la morte. Giocandoci, la si esorcizza. Reificare l'ansia della fine, renderla prossima sulla pagina, ne restringe il potere, perché mediato dalla pagina scritta. Ci credo come scrittore, ma anche come lettore.
- Quindi lei non ha paura? Non ho paura della mia morte, ma di quella dei miei cari.
- La sua voce. La accordo in base alla partitura del momento e allo strumento che voglio utilizzare. La scrittura perfetta è quella invisibile, dove il lettore vede direttamente la storia.
- Il mistero. La mente umana lo ama nella misura in cui vuole risolverlo. Piace la sfida: la mente umana non si accontenta del dogma, vuole penetrare la verità, è una questione neurologica. Il mistero non può essere irrisolto, vogliamo avere l'ultima parola. È un modo per mettere ordine nel caos dell'esistenza e addestrare il pensiero a trovare un ordine.

domenica 12 aprile 2026

Libri per comunicare l'incomunicabile: nasce Controversi Edizioni


Libri per comunicare l'incomunicabile: nasce Controversi Edizioni
"Pubblicare libri che raccontino il sentimento di incomunicabilità che viviamo quotidianamente". Controversi Edizioni dal 4 maggio proporrà testi dimenticati del passato (come Padri e figli di Ivan Sergeevič Turgenev) e narrativa contemporanea "capace di interrogare il presente e aprire spazi di confronto critico"

👉 fonte: il Libraio

Non è un momento facile per il settore librario, e le difficoltà riguardano principalmente le case editrici più piccole. Eppure, nuove realtà editoriali si affacciano sul mercato. Tra queste, Controversi Edizioni, marchio indipendente fondato legalmente a Roma lo scorso anno, ma i cui primi 8 titoli usciranno il 4 maggio, £che si propone di esplorare le zone d'ombra della comunicazione£. La casa editrice sarà protagonista al Salone del libro di Torino e in un mini-tour in alcune librerie romane, tra cui Mercurio, Altroquando e Panisperna.
Spiegano dalla casa editrice: "Pubblicare, per noi, significa cercare le crepe: le parole che non arrivano, i dialoghi che si interrompono, i gesti che restano sospesi. Le nostre scelte editoriali ruotano attorno all'incomunicabilità, all'incomprensione tra generazioni e allo spaesamento come esperienze universali, attraverso cui la narrativa diventa strumento di riconoscimento e di interrogazione".
Il progetto, a cura di Rita Rassu e Riccardo Piazza, si articola in due collane, Sommersi e Dispersi, "che funzionano come due traiettorie complementari".
Da una parte, Sommersi lavora sui classici: "Non semplici riproposte, ma testi scelti perché ancora capaci di mettere in crisi le lettrici e i lettori contemporanei". Non a caso, uno dei titoli centrali è Padri e figli di Ivan Sergeevič Turgenev, proposto in una nuova traduzione di Natalie Malinin, docente di slavistica all'Università di Cassino e del Lazio Meridionale: un romanzo che già nell'800 raccontava il conflitto generazionale e la nascita di una visione nichilista del mondo, "e che oggi torna a essere sorprendentemente attuale".
Accanto a questo, la collana recupera opere meno canoniche, come Un martirio di Regina di Luanto, con la prefazione di Ilaria Gaspari, che affronta il matrimonio come esperienza di sopraffazione, anticipando temi che oggi riconosciamo come centrali nel dibattito contemporaneo.
Oppure testi come Amok di Stefan Zweig, nella traduzione di Enrico Rocca; e La moglie di Villon dello scrittore giapponese Dazai Osamu, in una nuova traduzione di Maria Cristina Gasperini. Opere che esplorano, rispettivamente, l'ossessione e la ricerca di un'identità disintegrata.
Quanto alla collana Dispersi, si concentra sul presente. Qui il catalogo si muove tra registri diversi: ad esempio, Bright I Burn di Molly Aitken (tradotto da Teresa Gallicchio) è un romanzo che affonda nella storia della prima donna accusata di stregoneria in Irlanda, Alice Kyteler, "per costruire un personaggio contemporaneo, attraversato da desiderio carnale e violenza"; Us, After di Rachel Zimmerman si muove invece "su un terreno intimo e doloroso, raccontando il lutto e la ricostruzione dopo il suicidio del marito della giornalista".
Accanto a questi, titoli italiani come Cassandra Borealis di Luca Pegoraro (una distopia ambientata nel nord dell'Islanda in cui la fine della tecnologia si intreccia a una dimensione quasi mitologica)  e La divisione gioia di Alfonso Francia, romanzo di formazione ambientato durante la Seconda guerra mondiale, dove "la guerra resta sullo sfondo, e ciò che emerge sono i rapporti umani, i compromessi, le ambiguità". Libri sì "diversi tra loro, ma accomunati da una stessa urgenza, ovvero, raccontare ciò che resta ai margini, ciò che non viene detto".

Raymond Carver: Febbre


Raymond Carver: Febbre

Titolo originale: Fever
Formato: copertina flessibile
Pagine: 50
Editore: GEDI News Network S.p.A. (16 marzo 2026)

Data di acquisto: 16 marzo 2026
Letto l'11 aprile 2026

▪️Sinossi
Carlyle, un insegnante la cui moglie Eileen lo ha abbandonato, è costretto ad affrontare il dolore della separazione, la gestione dei figli piccoli e la necessità di accettare una nuova realtà.

▪️L'incipit del libro
Carlyle era in un bel pasticcio. Era stato in quel pasticcio tutta l'estate, anzi, fin dai primi di giugno, quando la moglie l'aveva piantato. Ma fino a poco tempo prima, solo a pochi giorni dall'inizio dei suoi corsi al liceo, Carlyle non aveva avuto bisogno di una baby-sitter. Aveva fatto tutto da solo. Ogni giorno e ogni notte era stato dietro ai bambini. La mamma, aveva detto loro, era partita per un lungo viaggio.

▪️La mia (brevissima) recensione
"Hanno bisogno di qualcuno, capisce. Abbiamo bisogno di qualcuno su cui poter contare. Mi sa che il nostro problema è tutto lì".
Febbre, compreso nella raccolta Cattedrale e pubblicata nel 1983 da Raymond Carvel, narra le peripezie di Carlyle, un insegnante fresco di abbandono della moglie (fuggita con un amico e collega di Carlyle stesso) che si vede costretto a dover gestire tutto da solo la casa, i figli piccoli e una febbre improvvisa.
Il breve racconto indaga quel senso di solitudine e fragilità in seguito alla fine di un matrimonio. La febbre, perciò, deve essere intesa come l'apice del tormento dell'anima, ma anche (o soprattutto?) come il primo stadio del riscatto dal trauma post abbandono. La cura, veramente prodigiosa, è l'arrivo della signora Webster, un'anziana governante e babysitter "tuttofare".
Una storia molto realistica e descritta sin nei minimi dettagli. I dialoghi, sia durante le poche telefonate con l'ex moglie che con le due babysitter che incontreremo in Febbre (la prima completamente inaffidabile, la seconda… miracolosa) son quasi ridotti all'osso per lasciare ampio spazio essenzialmente alle parole non dette. Il finale è molto emozionante e ci fa capire come anche il dolore può diventare la classica "luce in fondo al tunnel".
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

sabato 11 aprile 2026

Il tradimento di Kindle (e il vantaggio tecnologico dei libri di carta)


Il tradimento di Kindle (e il vantaggio tecnologico dei libri di carta)
Dal 20 maggio 2 milioni di vecchi Kindle non potranno più acquistare, prendere in prestito o scaricare nuovi contenuti dallo store di Amazon. Potranno leggere ciò che è già stato scaricato, sì; le librerie resteranno accessibili sulle app per smartphone e desktop


La "truffa" sarà consumata a partire da una data, il 20 maggio 2026. E riguarda i possessori di un elenco di modelli che hanno accompagnato l'ingresso della lettura nell'era digitale: Kindle di prima generazione (2007), DX e DX Graphite, Keyboard, Kindle 4 e Touch, Kindle 5, il primo Paperwhite. E poi i primi Fire: 2011, 2012, le versioni HD. Da quel giorno, tutti questi dispositivi non potranno più acquistare, prendere in prestito o scaricare nuovi contenuti dallo store di Amazon. Potranno leggere ciò che è già stato scaricato, sì; le librerie resteranno accessibili sulle app per smartphone e desktop. Ma il canale da cui sono nati, la bottega dei libri nel cloud, si chiude per loro.
La decisione arriva dopo 14, in alcuni casi 18 anni di supporto, argomenta Amazon: la tecnologia è andata avanti, quelle macchine nascevano per un'altra epoca e non sono attrezzate per servizi e funzioni più pesanti di oggi. Il ragionamento è familiare nel mondo dell'elettronica di consumo: aggiornamenti di sicurezza, compatibilità, costi di manutenzione. Eppure, dietro l'inevitabile c'è il rumore sordo di due milioni di e-reader che, stando alle stime, potrebbero restare tagliati fuori. Un gesto che molti utenti hanno vissuto come un tradimento: dispositivi ancora funzionanti che da alleati di lettura diventano soprammobili. Nei commenti sui siti specializzati la frustrazione si è tradotta in un'accusa precisa: spreco su larga scala.
Ugo Vallauri, cofondatore del Restart Project di Brixton, organizzazione che promuove la riparazione e l'estensione della vita degli apparecchi elettronici, lo dice senza giri di parole: promettere prestazioni migliori con nuovi dispositivi non è una buona ragione per soft-brickare milioni di prodotti che ancora funzionano. Se anche l'impatto riguardasse solo il 3% degli utenti, sottolinea, il totale stimato conta: fino a 2 milioni di dispositivi resi obsoleti potrebbero significare oltre 624 tonnellate di rifiuti elettronici. In un settore che produce montagne di scarti, la scelta pesa.
Dall'altra parte, gli analisti ricordano che c'è anche la sicurezza. Paolo Pescatore la definisce una decisione comprensibile dal punto di vista degli aggiornamenti e del supporto: componenti vecchi, hardware che invecchia, difficoltà a far girare servizi più onerosi in termini di dati. È la logica del ciclo di vita: la curva sale, si appiattisce, poi declina. E intanto Amazon offre sconti agli utenti attivi per traghettarli verso modelli più recenti, con l'avvertenza che un ripristino alle impostazioni di fabbrica renderebbe i vecchi Kindle inutilizzabili. Un paradosso: per salvare, non toccare.
È qui che la storia dei Kindle incrocia quella dei libri di carta. Non per nostalgia, ma per differenza di regime. Un romanzo rilegato non perde l'accesso alla libreria da cui è uscito, non ha bisogno di aggiornamenti di sicurezza né di un account per continuare a essere letto. Se il digitale ha moltiplicato le possibilità (archivi portatili, dizionari a bordo, caratteri adattabili) ha anche introdotto una dipendenza strutturale: dall'infrastruttura, dal fornitore, dall'ecosistema. Quando la piattaforma decide che è finita, la fine arriva. La carta, al contrario, ha un vantaggio tecnologico essenziale: la compatibilità all'indietro è totale.

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Leggi anche:

Arthur Schnitzler: Doppio sogno


Arthur Schnitzler: Doppio sogno (edizione integrale)

Titolo originale: Traumnovelle
Formato: Kindle (1.2 MB)
Pagine: 97
Editore: Crescere Edizioni (18 gennaio 2023)
ASIN: B0BSMVCWJ5
ISBN-13: 9791254540114

Data di acquisto: 10 febbraio 2026
Letto dal 9 al 10 aprile 2026

▪️Sinossi
Vienna non è mai stata più misteriosa e conturbante come in Doppio Sogno, romanzo breve di Arthur Schnitzler pubblicato nel 1926. Una sola notte sconvolge la vita borghese di Fridolin, medico rispettato, e di sua moglie Albertine. Dopo una confessione avvenuta nell'ovattata intimità di casa, iniziano le avventure notturne di Fridolin. La strada del dottore incrocerà figure misteriose e pericolose, ma soprattutto quella di quattro donne, bellissime, e alcune molto giovani, che si offriranno a lui invano. L'ultima di esse è la più complessa e impenetrabile, incontrata ad una festa segreta cui decide di partecipare senza invito. Il viaggio sarà reale e a tratti onirico, sempre più all'interno della sua parte più intima, dove desiderio e ragione si troveranno in profondo conflitto. Una storia che analizza la psicologia dell'essere umano, tanto che Freud gli riconobbe grandi capacità di indagatore della psiche.
Da questo libro, Stanley Kubrick prenderà ispirazione per il suo ultimo e controverso film del 1999, Eyes Wide Shut.

▪️L'incipit del libro
«Ventiquattro schiavi neri spingevano remando la fastosa galera che doveva condurre il principe Amgiad al palazzo del califfo. Il principe, invece, avvolto nel suo mantello di porpora, giaceva da solo in coperta, sopra di lui l'azzurro e cupo cielo notturno tempestato di stelle, mentre il suo sguardo…».
La piccola aveva letto ad alta voce fino a questo punto, poi, quasi improvvisamente, le si chiusero gli occhi. I genitori si scambiarono uno sguardo e sorrisero; Fridolin si curvò su di lei, la baciò sui capelli biondi e chiuse il libro che si trovava sulla tavola non ancora sparecchiata. La bimba alzò gli occhi sul padre come sorpresa.

▪️La mia (brevissima) recensione
"Fridolin era come ebbro, non soltanto di lei, del suo corpo profumato, della sua bocca di fiamma, non soltanto dell'atmosfera che regnava in quella sala, degli enigmi carichi di sensualità che lo circondavano… era inebriato e al tempo stesso per niente soddisfatto di tutte le avventure di quella notte, nessuna delle quali era giunta a una conclusione; inebriato di se stesso, della sua audacia, del mutamento che percepiva dentro di sé. E allora sfiorò con le mani il velo che avvolgeva la testa della donna, quasi volesse abbassarlo".
Questo romanzo breve, pubblicato nel 1926 da Arthur Schnitzler (successivamente, nel 1999, Stanley Kubrick lo prenderà come riferimento per il suo ultimo film Eyes Wide Shut) cerca di condurci nel lato oscuro del desiderio, della fantasia e della passione umana.
Il dottor Fridolin e sua moglie Albertine, si confessano vicendevolmente i loro sogni fatti esclusivamente di fantasie sessuali. Il loro matrimonio non sarà più lo stesso! L'uomo, per giunta, si ritroverà al centro di una strana avventura notturna (non si capisce se reale, sognata o solo immaginata) con prostitute, feste in maschere, donne nude, strani riti e (forse) un omicidio…
Libro breve che parla di questioni private e che, volutamente, termina con parecchie domande senza risposte! Ed infatti mi ha lasciato completamente deluso.
Spiego brevemente:
- Mi ha ricordato, e non poco, La chiave (altro romanzo breve di Junichiro Tanizaki): in Doppio sogno la crisi di coppia scaturisce dopo che i coniugi si son confessati i loro sogni, in La chiave dalla reciproca lettura dei loro diari;
- Fridolin in una sola notte passa da un'avventura all'altra e da un incontro all'altro, senza mai osare o andare oltre la semplice fantasia erotica;
- La tensione emotiva tra Fridolin e Albertine non raggiunge mai il suo culmine, ma resta incastrata tra gelosie e minacce che non portano a niente.
📌 Voto: 🎖️🎖️ (2 su 5)

L'autrice del best seller "The Housemaid" ha rivelato la sua vera identità perché era stanca di chi sosteneva che fosse un maschio


L'autrice del best seller The Housemaid ha rivelato la sua vera identità perché era stanca di chi sosteneva che fosse un maschio

👉 fonte: Rivista Studio

«Sono stanca che la gente discuta se esisto davvero o se i miei libri sono stati scritti da tre uomini. Sono una persona vera, ho un'identità reale e non ho nulla da nascondere»: sono state le tante ipotesi relative alla sua identità a spingere Sara Cohen a uscire allo scoperto. Dopo aver avviato una carriera di grande successo internazionale con lo pseudonimo di Freida McFadden, la neurologa statunitense autrice della saga di The Housemaid ha deciso di rivelare il suo vero nome in un'intervista esclusiva a USA Today.
Per anni la scrittrice ha condotto una doppia vita: in una di queste vite andava in giro con parrucca e occhiali da sole, nel tentativo di rendersi irriconoscibile mentre partecipava ai tanti eventi ufficiali ai quali la sua fama letteraria e il suo successo commerciale la costringono a partecipare. Lavorando in un ospedale, inizialmente Cohen ha preferito non raccontare a nessuno il fatto che i suoi libri venissero pubblicati e che vendessero così tanto. In parte era anche una questione di "reputazione", aveva il timore che le persone attorno a lei, familiari, amici, conoscenti e pazienti, cambiassero idea su di lei scoprendo le storie che raccontava. I libri che Cohen scrive, infatti, appartengono a un sottogenere del thriller in cui crimini efferati avvengono in contesti familiari, in luoghi che dovrebbero essere protetti e sicuri e che invece si rivelano pieni di segreti inconfessabili.
Dal 2013 ad oggi, con lo pseudonimo di Freida McFadden (che ha deciso di continuare a usare anche dopo aver rivelato il suo nome di battesimo), Cohen ha pubblicato una trentina di romanzi, ma il suo successo maggiore è la serie The Housemaid, che racconta di una domestica che scopre i terribili segreti della ricchissima famiglia per cui lavora. Dal primo libro della saga, nel 2025 è stato tratto anche un film di successo con protagoniste Sydney Sweeney e Amanda Seyfried. Cohen ha mantenuto le sue identità, quella medica e quella letteraria, separate fino ad oggi perché aspettava di essere sicura di riuscire a guadagnare abbastanza con i libri da potersi permettere di lasciare il lavoro in ospedale, cosa che alla fine ha fatto: adesso lavora come medico solo part time, esercita la professione privatamente e solo una o due volte al mese, ha detto nell'intervista a Usa Today. Ha anche svelato che dei colleghi di lavoro avevano scoperto il suo side job ma le avevano promesso di tenere il segreto.

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