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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

mercoledì 20 maggio 2026

Questo lettore di ebook non è perfetto ma ha stravolto (in meglio) il mio modo di leggere


Questo lettore di ebook non è perfetto ma ha stravolto (in meglio) il mio modo di leggere
Viwoods Ai Paper Reader integra quello che leggi con l'intelligenza artificiale e sta tranquillo in tasca come uno smartphone, ma non costa poco

👉 fonte: Wired

Se in occidente la corsa dei produttori di ebook sembra essere quella a realizzare modelli sempre più grandi, dall'altra parte del mondo non mancano esemplari compatti che di quando in quando fanno capolino anche nel mercato nostrano. È il caso di Viwoods Ai Paper Reader: un lettore di ebook grande come uno smartphone e fortemente integrato con l'intelligenza artificiale. Ci ho passato qualche settimana, soprattutto per capire se e come potesse sostituire i modelli da 6 pollici, più comodi per leggere ma anche più impegnativi da trasportare.

Ti segue ovunque
Perché da una parte è vero che lettori come Kobo Clara o Kindle Paperwhite ormai sono perfetti per chi cerca equilibrio tra trasportabilità e leggibilità. D'altro canto però non sono comunque prodotti che puoi portare letteralmente in tasca come questo Viwoods Ai Paper Reader, che misura 80,27×159,39 mm ed è spesso appena 6,7 mm, con un peso che si ferma a 138 grammi.
Per portarlo in giro non ho avuto bisogno dello zaino, ma neanche di borsa o marsupio. E se ci sono giacche la cui tasca interna non è comunque sufficiente a contenere in larghezza un comune lettore di ebook, questo invece sparisce senza lasciare traccia perfino nei pantaloni. Ci sono andato in giro senza alcun peso ulteriore (138 grammi sono sostanzialmente impercettibili) il che vuol dire che me lo sono potuto portare dietro praticamente sempre, senza dover decidere se trascinarmi dietro accessori extra.
E questo è l'aspetto che è impossibile non notare prima ancora di accendere il dispositivo. Per il resto Ai Paper Reader è costruito bene, con un corpo in metallo purtroppo non impermeabile ma decisamente solido. Le cornici non fanno mistero di sé ma non danno fastidio, anzi sono funzionali a utilizzare il dispositivo per la lettura dando un confine ben definito al fluire delle parole. Nella confezione è presente una cover in plastica che aderisce bene al profilo del dispositivo, mentre il tasto per l'accensione contiene un sensore di impronte digitali, i tasti per il volume vengono utilizzati anche per voltare pagina nelle app di lettura e un pulsante dedicato attiva le funzioni legate all'AI.

Com'è questo schermo
All'interno di Viwoods Ai Paper Reader ci sono quasi tutte le componenti che troveresti in uno smartphone. L'eccezione di nota è costituita dal display, che non è classico pannello a colori bensì un E-ink Carta 1300, ovvero la stessa tipologia di schermo a inchiostro elettronico che si trova sui lettori di ebook più noti di fascia alta. In questo dispositivo arriva a una risoluzione di 824x1648 pixel su uno schermo da 6,13 pollici, e quindi una densità di 300 ppi, in linea con i migliori ebook reader e sufficiente a rendere il testo molto vicino alla resa tipografica su carta.
Il risultato si vede. Il contrasto del bianco sul nero è tra i migliori in circolazione, con una luminosità naturale che è solo di mezza tacca inferiore a quella di prodotti come Kobo Clara BW. Grazie a un buon rivestimento opaco antiriflesso all'aperto ci si legge a meraviglia sia con il sole che con le nuvole, ma anche al chiuso in stanze illuminate è raro dover attivare il sistema di illuminazione frontale.
Purtroppo, proprio l'illuminazione frontale è tra i pochi difetti del dispositivo: funziona come si deve, ma è disponibile in una sola tonalità piuttosto fredda là dove altri ebook reader ormai offrono da anni la possibilità di unire tonalità calde e fredde per creare una illuminazione personalizzata.

Com'è portarlo in giro
Leggibilità dei caratteri a parte, per un prodotto del genere c'è da prendere in considerazione anche l'ergonomia. Da una parte Ai Paper Reader si regge infinitamente meglio di un lettore di ebook: lo tieni saldamente in una mano sola e per scorrere le pagine puoi usare i pulsanti fisici a lato, posizionati comodamente per essere premuti con indice e medio della mano sinistra.
Dall'altra le dimensioni contenute lo rendono più adatto da consultare alla distanza di uno smartphone che a quella maggiore di un lettore di ebook: nei primi minuti occorre farci un po' l'abitudine ma in fin dei conti me lo sono posizionato anche sulle ginocchia in treno senza dover sforzare gli occhi. Nel caso i caratteri possono essere ingranditi tranquillamente dalle impostazioni delle varie app utilizzate, ma oltre a un certo punto ci si scontra con i limiti fisici del dispositivo che è pur sempre piccolino.
In effetti a dispetto delle mie preoccupazioni iniziali leggere in una "finestra" così stretta non mi ha distratto per niente; per chi ha problemi di vista e ha bisogno di caratteri più grandi però l'area di lettura messa a disposizione dal gadget potrebbe essere poca.

Un lettore diverso
Su Viwoods Ai Paper Reader gira il sistema operativo Android 16, ovvero l'ultima versione disponibile, che rende possibile caricarci a bordo tutte le app più note per la lettura. Per installare il Play Store di Google (e quindi scaricare con comodo tutte le app che normalmente troveresti sullo smartphone) occorre seguire passo passo una guida inclusa nel software del prodotto: non è impossibile ma non è neppure immediato.
Per fortuna anche appena fuori dalla scatola Ai Paper Reader contiene già la maggior parte di tutto quello che serve per goderselo. Fin dalla prima accensione si trovano a bordo le app di Kindle e Kobo, ma anche ReadEra per i libri di altri formati, Instapaper per contenuti salvati da internet, Chrome e Firefox per la navigazione, Google Drive per passare file di ogni formato anche utilizzando il cloud e lo store alternativo ApkPure per andare a caccia di altre app senza passare dai canali ufficiali di Google.

L'intelligenza artificiale integrata
Quel che differenzia questa proposta da avversari già sul mercato come i prodotti della famiglia Boox Palma è un'integrazione più centrale con gli llm più diffusi del momento. Uno dei tasti laterali apre infatti uno spazio di conversazione con l'AI basato su alcuni degli ultimi modelli di Chatgpt, Gemini, Deepseek e Qwen.
Questo spazio può essere utilizzato in modo classico (ad esempio interrogando i modelli sulle necessità del momento) oppure per approfondire l'esperienza di lettura in corso. Salvando la schermata la si può spedire in un tocco all'AI per chiederle un po' contesto, un riassunto, delucidazioni o approfondimenti su quel che stai leggendo: funziona per le notizie lette sul browser o su Instapaper, ma anche per i saggi, i romanzi o i fumetti. Ovviamente restano validi i limiti già noti di questi modelli (che possono tranquillamente allucinare mostrando la sicurezza di un esperto) ma per chi sa esercitare un po' di sana diffidenza è una funzione utile.
Tutto quello che viene salvato in questo modo può eventualmente essere spedito in una "base di conoscenza" che l'AI continuerà a tenere presente nel corso delle successive interazioni, per diventare un'assistente di lettura o di studio più accurato.

Smartphone o no
L'accesso all'AI è vincolato a un collegamento a internet funzionante, che può avvenire tramite rete wi-fi o attraverso la connettività 4G integrata. In effetti basta mettere una sim nel dispositivo e questo si comporta come uno smartphone, ma con qualche limitazione.
Intanto la scelta di rinunciare agli altoparlanti (probabilmente per risparmiare su peso, spazio e autonomia) rende impossibili le chiamate se non con un auricolare collegato. La mancanza della vibrazione fa sì che anche le notifiche siano impossibili da percepire se non a schermo acceso. Mappe e altri contenuti dinamici come video e giochi sono insostenibili da vedere al tasso di aggiornamento dello schermo a inchiostro elettronico, ma anche app fortemente visuali come Instagram semplicemente non sono fruibili. Le foto infine non si possono fare semplicemente perché non ci sono fotocamere a bordo.
Insomma: usare questo Viwoods Ai Paper Reader come uno smartphone è possibile solo per brevi lassi di tempo. Ci ho passato delle piacevoli giornate di disconnessione durante i weekend lasciando a casa il telefono, tenendomi le cuffie a portata d'orecchio per le chiamate di emergenza e badando a WhatsApp di quando in quando, ma in realtà nel quotidiano mi sono quasi sempre portato dietro entrambi i dispositivi senza troppi problemi.

Quanto ci puoi leggere?
Il discorso sull'autonomia va fatto alla fine dei conti proprio perché questo valore dipende molto da come viene utilizzato il prodotto. Il dato di partenza ovviamente non è quello dei lettori più classici, perché nonostante una batteria più grande (da 2580 mAh) c'è un processore octa core costantemente al lavoro su un sistema operativo complesso.
La durata di una carica intera dipende quindi molto dall'utilizzo del gadget: usandolo senza wi-fi, illuminazione e servizi collegati si arriva tranquillamente a una settimana con circa un'ora di lettura quotidiana e ricordando di spegnere il wi-fi o direttamente il dispositivo quando non è in uso. Con l'illuminazione frontale (che raramente sarà necessario portare oltre al 10-20%) il tempo a disposizione diminuisce. Usando il browser, tartassando l'AI di domande, installando app e messaggiando costantemente le tempistiche di utilizzo utile si avvicinano progressivamente a quelle di uno smartphone.

A chi può interessare
Per chi punta proprio alla trasportabilità è un prodotto da tenere assolutamente in considerazione. Piccolo e leggero, arriva là dove nessun ebook reader classico potrebbe arrivare (ma senza pesare negativamente sull'esperienza di lettura come avviene con gadget come Xteink X4. Aggiunge alcune funzioni interessanti) dalle email al calendario, ma a patto di prendersi qualche minuto per attivare i servizi Google.
L'AI gli dà una marcia in più rispetto agli altri lettori di ebook, ma il prezzo costringe a pensarci due volte prima dell'acquisto. Le alternative più papabili a queste dimensioni per ora sono solo un paio. Da una parte c'è Boox Palma 2 che ha un'AI meno centrale e senza tasto dedicato ma può regolare la temperatura del colore; dall'altra c'è Moaan InkPalm Mini Plus 2 dalla Cina, che però in questo momento costa decisamente troppo rispetto al prezzo a cui è venduto in patria.

🟢 Perché sì
Puoi portarlo ovunque
A bordo c'è Android aggiornato
La sim dati apre scenari d'uso interessanti
Funzioni AI utili

🔴 Perché no
L'illuminazione è solo a tonalità fredda
Per accedere alle biblioteche servono passaggi in più
Mancano gli altoparlanti
Prezzo elevato

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Come cambia la narrativa nell'epoca contemporanea?


Come cambia la narrativa nell'epoca contemporanea?
In un panorama creativo sempre più dominato da virtualità e IA, chiedersi se la scrittura e il romanzo possano essere ancora attuali è più che legittimo. Andiamo alle radici di un processo in atto da diversi decenni

👉 fonte: Artribune

Con l'avvento delle piattaforme digitali e dell'intelligenza artificiale, la narrazione ha smesso di essere un prodotto finito per diventare un processo, il testo non è più il luogo centrale del racconto, ma uno dei suoi possibili stati.
Sto divorando le oltre cinquecento pagine di Letteratura italiana dal 1895 a oggi, a cura di Giuliana Benvenuti, docente di letteratura contemporanea all'Università di Bologna. Perché dal 1895? Perché è l'anno simbolico dell'invenzione del cinema. Il fatto che io lo stia leggendo con impegno non implica che lo condivida integralmente. Non capisco, ad esempio, come mai non venga nemmeno citato Il male oscuro di Giuseppe Berto, una delle opere centrali della letteratura degli Anni Sessanta, o Porci con le ali, libro discutibile ma fondamentale per comprendere la letteratura giovanile della fine degli Anni Settanta. La nostra pedagogia continua a confondere troppo spesso lo studio con la celebrazione.
Ciò detto, il lavoro è notevole: da un lato illumina un tratto di storia letteraria poco esplorato, dall'altro aiuta a comprendere come, in questi anni, la letteratura non possa più essere separata dall'immagine, dal cinema, dalla televisione e del digitale.
Quanto del successo de Il nome della rosa di Umberto Eco è dovuto al testo, e quanto al film di Jean-Jacques Annaud? E il caso Andrea Camilleri, che si sviluppa come una vera e propria partita a tennis tra scrittura e televisione? Si pensi alla traiettoria Simenon-Cervi-Camilleri-Montalbano, iniziando con il testo asciutto e intimista di Georges Simenon, che attraverso Camilleri si carica di barocchismo e centralità gastronomica, passando per l'interpretazione televisiva di Gino Cervi, per poi rispecchiarsi nei romanzi siciliani di Camilleri, fino al ritorno a una maggiore modernità con il Montalbano televisivo di Luca Zingaretti. Si tratta di un vero e proprio processo aperto e circolare di adattamento intermediale. Ogni nuovo medium non si limita a trasporre il precedente, ma lo rielabora attivamente, producendo nuove caratteristiche del personaggio. Un'idea che richiama, ampliandolo, il concetto di "opera aperta" di Eco e quello di "remediation" teorizzato da Jay David Bolter e Richard Grusin.
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Hermann Hesse: i libri da leggere dello scrittore Premio Nobel


Hermann Hesse: i libri da leggere dello scrittore Premio Nobel
La vita e le opere di Hermann Hesse, tra i più importanti scrittori di lingua tedesca e vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1946, che ha raccontato il disagio dell'individuo moderno, il bisogno di libertà e la ricerca di sé. Dai Romanzi giovanili (e i primi racconti) ai grandi successi, come Siddhartha e Narciso e Boccadoro, passando per i resoconti di viaggio e le poesie, esploriamo alcuni temi ricorrenti e alcune caratteristiche della poetica di Hesse, convinto pacifista, viaggiatore atipico e figura tra le più celebri della letteratura del Novecento…

👉 fonte: il Libraio

Tra gli scrittori più letti e amati del Novecento, Hermann Hesse (2 luglio 1877 - 9 agosto 1962) ha raccontato il disagio dell'individuo moderno, il bisogno di libertà e la ricerca di sé.
Dai romanzi di formazione alle opere in versi, passando per le testimonianze dei viaggi, i suoi libri hanno segnato diverse generazioni e oggi sono riconosciuti come classici della letteratura, letti e riletti per comprendere il pensiero dell'autore, Premio Nobel nel 1946, ma anche il contesto europeo della prima metà del secolo scorso.
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martedì 19 maggio 2026

Freida McFadden: Nella casa dei segreti

Freida McFadden: Nella casa dei segreti. The Housemaid, vol. 2

Titolo originale: The Housemaid's Secret
Formato: Kindle (1.4 MB)
Pagine: 309
Editore: Newton Compton Editori (19 marzo 2024)
ASIN: B0CVDMPPW6
ISBN-13: 9788822777249

Data di acquisto: preso in prestito con Prime Reading il 16 maggio 2026
Letto dal 16 al 18 maggio 2026

▪️Sinossi
C'è una sola regola. Non guardare dietro le porte chiuse.
Il thriller di cui tutti parlano. Dall'autrice del bestseller Una di famiglia.
Dopo aver perso il precedente impiego, Millie ringrazia la sua buona stella quando viene assunta senza referenze da Douglas Garrick, un ricco specialista nel settore delle tecnologie, per tenere in ordine lo splendido attico con vista sulla città e preparare invitanti pasti in una modernissima cucina. C'è un'unica condizione: non deve interagire con Wendy, la moglie di Douglas, che è malata, risiede nella camera degli ospiti e non può essere disturbata per nessun motivo. Millie accetta ma ben presto capisce che qualcosa non va in quella casa e che non è tutto oro ciò che luccica: sente Wendy piangere e rinviene strane macchie di sangue sulle sue camicie da notte quando fa il bucato. E così un giorno non può fare a meno di bussare alla porta della stanza degli ospiti.
Quando si apre delicatamente, quello che vede all'interno cambia tutto…
Torna l'autrice che ha tenuto con il fiato sospeso milioni di lettori in tutto il mondo.
Non ci sono segreti che non possono essere svelati per Millie. Una nuova casa, una donna misteriosa e un'inquietante verità.

▪️L'incipit del libro
Questa notte verrò uccisa.
I fulmini squarciano il buio, illuminando il soggiorno del villino dove mi trovo. E dove presto la mia vita finirà bruscamente. Riesco a malapena a distinguere le assi del pavimento e, per una frazione di secondo, immagino il mio corpo disteso su quelle stesse assi sopra una pozza rossa che si allarga in un cerchio irregolare, filtrando nel legno. I miei occhi spalancati fissano il nulla. La mia bocca è leggermente socchiusa, un rivolo di sangue scorre lungo il mento.
No. No.
Non stanotte.
Nel villino cala di nuovo l'oscurità. Brancolo nel buio, abbandonando la comodità del divano. Il temporale è violento, ma non abbastanza da interrompere la corrente elettrica. No, il responsabile è qualcun altro. Qualcuno che stasera ha già ucciso. E io sarò la sua prossima vittima.
Tutto è iniziato con un semplice lavoro di pulizie. E adesso potrebbe concludersi con il mio sangue che viene ripulito dal pavimento del villino.

▪️La mia recensione
"Ho sempre avuto il desiderio di aiutare le persone che si trovano nei guai. Purtroppo, questo mio lato finisce a volte col mettere nei guai me. Se solo fossi così tenera come Brock crede che sia. Ma lui non ha idea…".
Nella casa dei segreti di Freida McFadden è la prosecuzione naturale del precedente Una di famiglia. Anche questo nuovo capitolo della vita di Millie Calloway è un thriller psicologico ed ha ancora una forte atmosfera claustrofobica ed opprimente. Quindi, a conti fatti, Nella casa dei segreti è un copia-incolla di Una di famiglia?
E invece no, perché questa volta abbiamo, finalmente, una trama molto più contorta ed impegnativa e, soprattutto, vedremo il drammatico passato di Millie pesare come un macigno sulle scelte che dovrà compiere.
Millie, che ritroviamo a quattro anni dai fatti accaduti in Una di famiglia, pur essendo in ristrettezze economiche e senza un curriculum vitae degno di nota (e sappiamo il motivo, vero?), viene assunta come donna delle pulizie e cuoca dal ricchissimo ed ambiguo (poi capiremo perché) Douglas Garrick. Sembra tutto perfetto, ma c'è una sola regola da rispettare assolutamente: non deve mai e poi mai parlare o relazionarsi con sua moglie Wendy, una donna molto malata e sempre (rin)chiusa in camera da letto…
La scrittura è molto fluida e leggera (anche troppo); i capitoli brevi ed i (tanti) colpi di scena riescono a tenerti incollato alle pagine. I personaggi son ben caratterizzati: la protagonista Millie, in particolare, appare molto più decisa e coraggiosa nelle scelte da fare rispetto a prima.
Come ho detto in apertura di recensione Nella casa dei segreti, almeno in apparenza, potrebbe sembrare simile a Una di famiglia. Perciò, vi metto qui sotto le due principali differenze degne di nota:
- Il ruolo di Millie: come ho già accennato, nel primo volume  era una ragazza sensibile ed indifesa; in questo secondo è più preparata e scaltra;
- Pur basandosi su dinamiche e schemi già presenti nel primo volume (c'è sempre una enigmatica porta chiusa!), questa volta lo sviluppo della storia è veramente inaspettato e clamoroso: nella prima parte la voce narrante di Millie ci porterà al centro del mistero; nella seconda la palla passa a Wendy e… niente sarà come avevamo ipotizzato o sospettato!
L'unico neo del romanzo, però, è sempre lo stesso: la trama riesce ad andare aventi solo grazie a situazioni (e alcune volte anche con i comportamenti dei personaggi) veramente innaturali e forzate.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)

Gli scrittori hanno appena eletto il più grande romanzo di tutti i tempi


Gli scrittori hanno appena eletto il più grande romanzo di tutti i tempi
La classifica curata da The Guardian

👉 fonte: Esquire.com

Non soltanto scrittori, anche critici e accademici. 172 addetti ai lavori in tutto per scegliere i 100 romanzi più grandi della storia della letteratura pubblicati in inglese, ordinati in una classifica fino al numero uno. È l'operazione titanica dello stimato quotidiano britannico Guardian, appena giunta a compimento, realizzata attraverso un sondaggio che ha coinvolto personalità da tutto il mondo. A ciascuna è stato chiesto di indicare i propri dieci romanzi preferiti in ordine di preferenza: i titoli sono stati poi ponderati in base alla frequenza delle citazioni e al peso attribuito alla posizione in classifica, producendo una graduatoria finale che spazia attraverso i secoli, fino alla narrativa contemporanea.
Tra i votanti figurano alcuni dei nomi più importanti della letteratura mondiale contemporanea: Salman Rushdie, Ian McEwan, Anne Enright, Colm Tóibín, Bernardine Evaristo, Maggie O'Farrell, Stephen King, Lorrie Moore, Jennifer Egan, Michael Chabon, Elif Shafak e tanti altri.

Il miglior romanzo di sempre, scelto dagli autori. Si tratta di Middlemarch, pubblicato a puntate tra il 1871 e il 1872 da George Eliot.
"Il sesto romanzo di Eliot è ampiamente riconosciuto come il suo capolavoro - si legge sul sito di The Guardian -. Sebbene avesse inizialmente pianificato di scrivere due libri separati, Eliot li unì per creare un'epopea dalla trama complessa che esplora il lavoro e il matrimonio, l'ambizione e la creatività, l'egoismo e lo spirito di comunità, sullo sfondo di cambiamenti politici, sociali e tecnologici". Un bestseller capace di "plasmare la letteratura in lingua inglese".
Quella del Guardian non è un'iniziativa isolata. Anche il New York Times e la rivista di cinema Sight & Sound hanno costruito le proprie classifiche con un metodo simile: un sondaggio tra esperti a cui viene chiesto di indicare i propri titoli preferiti. I voti vengono poi aggregati per produrre una graduatoria finale. L'approccio aiuta a trasformare il gusto collettivo di una comunità di esperti in qualcosa di misurabile, pur restando consapevolmente soggettivo.

lunedì 18 maggio 2026

Perché scrivere con una penna elegante ti fa sentire meglio


Perché scrivere con una penna elegante ti fa sentire meglio


Scrivere con una penna elegante non è solo un gesto estetico, ma un'esperienza multisensoriale che attiva circuiti di piacere nel cervello. In un mondo dominato da tastiere e schermi, riscoprire il flusso fluido di una penna stilografica o di un modello di lusso riporta a sensazioni dimenticate di controllo, bellezza e connessione profonda con i pensieri. Questo articolo approfondisce i motivi scientifici e pratici per cui la scrittura manuale con strumenti raffinati migliora l'umore, riduce l'ansia e potenzia la creatività.
Penna elegante e sinonimi come strumento di scrittura di lusso, fountain pen raffinata o calligrafia premium diventeranno i fili conduttori, distribuiti strategicamente per ottimizzare la SEO nel settore del benessere e della scrittura analogica.
Nel corpo centrale analizzeremo i benefici neurologici, il ruolo della sensorialità, l'impatto sulla produttività e casi reali. Scrivere con una penna elegante trasforma un compito ordinario in un rituale di cura personale.
Scrivere con una penna elegante attiva il sistema di ricompensa cerebrale rilasciando dopamina. Il gesto fluido della nib che scorre sulla carta crea un feedback tattile gratificante, diverso dalla resistenza di una biro comune. Studi dimostrano che attività manuali come questa riducono cortisolo e promuovono rilassamento simile alla meditazione.
Ogni paragrafo mantiene un tono informativo, coinvolgente per appassionati di scrittura manuale e benessere.
La penna stilografica elegante richiede attenzione calibrata: inclinazione, pressione leggera, flusso d'inchiostro. Questa mindfulness naturale distoglie la mente da pensieri negativi, favorendo uno stato di flusso. Molti utenti riportano maggiore chiarezza mentale dopo sessioni di journaling con strumenti premium.
La scrittura con penna di lusso impegna aree cerebrali motorie, sensoriali e cognitive simultaneamente. A differenza della digitazione, che limita l'engagement, il movimento della mano rafforza connessioni neurali legate a memoria e apprendimento.
Il piacere deriva anche dalla qualità dei materiali. Una penna elegante in resina, ottone o cellulosa offre peso bilanciato e finiture lisce che trasformano la scrittura in esperienza sensoriale. Il suono leggero del nib, l'odore dell'inchiostro, la vista dell'inchiostro che impregna la fibra di carta: tutto contribuisce al benessere.
Scrivere con uno strumento raffinato riduce sforzo fisico rispetto a penne economiche. Il flusso continuo permette sessioni più lunghe senza affaticamento, ideale per lettere personali o appunti creativi.
Variando sinonimi come strumento calligrafico premium, fountain pen di design o penna da scrittura lussuosa, l'articolo mantiene freschezza.
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È pugliese la "Libreria straordinaria" d'Italia: l'Idrusa un presidio di cultura e umanità


È pugliese la "Libreria straordinaria" d'Italia: l'Idrusa un presidio di cultura e umanità
Si trova ad Alessano (LE) ed ha ricevuto il riconoscimento al Salone del libro di Torino

👉 fonte: la Repubblica

La Libreria straordinaria d'Italia si trova in Puglia ad Alessano, in provincia di Lecce. È la Libreria Idrusa, che Michela Santoro fondò nel 2004, appena laureata in Lettere, nel paesino del Capo di Leuca. A Torino, nell'ambito del Salone internazionale del libro, Santoro ha ricevuto il premio dal presidente dell'Associazione librai italiani, Paolo Ambrosini. "Siamo felicissimi perché questo è il premio di un'intera comunità - racconta la libraia -. E la gioia è doppia anche perché siamo stati votati sia dai lettori, che ci hanno sostenuto in maniera quasi commovente, sia dalla giuria di qualità dell'associazione di categoria. Ci siamo messi in gioco e a vincere è stata sicuramente la vocazione sociale della nostra libreria, considerando che il tema del premio è proprio valutare l'impatto delle librerie sul territorio".
La motivazione del premio: "Per avere reso la libreria un luogo vivo, capace di accogliere, ispirare e unire le persone. Un presidio di cultura e umanità, dove ogni giorno nascono idee, relazioni e comunità. Questo riconoscimento nasce dalla voce dei lettori, che hanno scelto di premiare non soltanto uno spazio, ma un'anima: fatta di passione, cura e dedizione. Perché una libreria così non è soltanto un luogo da visitare, ma un luogo a cui appartenere. Idrusa negli anni ha saputo conquistarsi la fiducia della sua comunità di lettori, divenendo anche un laboratorio che ha dato vita a tante importanti iniziative".
"Abbiamo realizzato 20 progetti di promozione della lettura nelle scuole, nelle biblioteche e nei luoghi dove i libri non girano", continua Santoro che è stata tra i promotori del Patto locale per la lettura fra i comuni del Capo di Leuca (Alessano, Corsano, Castrignano del Capo, Patù, Specchia, Montesano Salentino, Presicce-Acquarica, Salve), che ha portato alla costituzione del Sistema bibliotecario del Capo di Leuca quando le biblioteche erano praticamente scomparse dalla zona. E i progetti non sono finiti. "Ora con l'assessorato regionale alla Cultura stiamo lavorando al Patto regionale per la lettura - continua Santoro - i cui lavori terranno durante il prossimo Festival Armonia, che organizziamo da 12 anni, e abbiamo appena consegnato il dossier per candidare il Capo di Leuca a Capitale italiana del libro per il 2027".
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domenica 17 maggio 2026

È festa Inter per il 21° Scudetto


Il popolo nerazzurro abbraccia l'Inter campione d'Italia. La squadra di Cristian Chivu, che dopo lo Scudetto ha conquistato anche la Coppa Italia, saluta il pubblico del Meazza San Siro con un pareggio. Col Verona già retrocesso finisce 1-1 (vantaggio nerazzurro di Bonny al 47' e pareggio gialloblù di Bowie al 91').
Lo stadio ha tributato anche un commosso omaggio a Evaristo Beccalossi, leggenda nerazzurra scomparso lo scorso 6 maggio. La partita fa più da cornice alla festa che altro. La festa che prosegue con la sfilata della squadra in città… destinazione finale piazza Duomo.

▪️I 21 Scudetti dell'Inter:
1909/10; 1919/20; 1929/30; 1937/38; 1939/40; 1952/53; 1953/54; 1962/63; 1964/65; 1965/66 ⭐; 1970-1971; 1979/80; 1988/89; 2005/06; 2006/07; 2007/08; 2008/09; 2009/10; 2020/21; 2023/24 ⭐; 2025/26

▪️L'Albo d'Oro della Serie A (dal 2000):
1999/2000 Lazio; 2000/01 Roma; 2001/02 e 2002/03 Juventus; 2003/04 Milan; 2004/05 non assegnato; 2005/06, 2006/07, 2007/08, 2008/09 e 2009/10 Inter; 2010/11 Milan; 2011/12, 2012/13, 2013/14, 2014/15, 2015/16, 2016/17, 2017/18, 2018/19 e 2019/20 Juventus; 2020/21 Inter; 2021/22 Milan; 2022/23 Napoli; 2023/24 Inter; 2024/25 Napoli; 2025/26 Inter

sabato 16 maggio 2026

Hayley Gelfuso: Il libro delle ore perdute


Hayley Gelfuso: Il libro delle ore perdute

Titolo originale: The Book of Lost Hours
Formato: Kindle (944 KB)
Pagine: 420
Editore: Casa Editrice Nord (5 maggio 2026)
ASIN: B0DS1BFJND
ISBN-13: 978-8842938606

Data di acquisto: 11 maggio 2026
Letto dal 12 al 16 maggio 2026

▪️Sinossi
«Misteri, segreti e un amore capace di sfidare il tempo. Semplicemente meraviglioso». The Irish Independent
«L'esordio originalissimo di un'autrice dall'immaginazione e dal talento straordinari. Hayley Gelfuso è una nuova, grande voce della narrativa». Glenn Cooper
Esiste un luogo che custodisce i ricordi di tutte le vite vissute…
Per Lisavet, tutto comincia a Norimberga una drammatica notte del 1938, quando una folla inferocita a caccia di ebrei assalta la sua casa. Per salvarla, suo padre apre una porta invisibile tramite un orologio speciale e spinge la figlia oltre la soglia buia, con la promessa di tornare presto a riprenderla. Quella porta non si aprirà più. E così Lisavet si ritrova bloccata in un luogo che pensava esistesse solo nelle favole della buonanotte raccontate dal padre. Una biblioteca infinita, nascosta tra le pieghe del tempo, dove sono allineati innumerevoli volumi che custodiscono i ricordi di tutti coloro che sono vissuti nel corso dei secoli. Ma Lisavet si rende conto di non essere sola. Ci sono altri con un orologio come quello di suo padre, uomini che combattono una guerra clandestina per il controllo della Storia, bruciando i ricordi delle persone condannate a essere cancellate dalla memoria del mondo. Ombra tra le ombre, Lisavet trascorre anni tra quegli scaffali, imparando a viaggiare nei ricordi altrui e cercando di salvare i volumi dati alle fiamme. Fino al giorno in cui qualcuno non si accorge di lei…
Per Amelia, tutto comincia a Boston una fredda mattina del 1965, quando eredita dallo zio, morto in circostanze misteriose, uno strano orologio. Al funerale, una sconosciuta dallo sguardo enigmatico le si avvicina per raccontarle una verità che ha dell'incredibile e metterla di fronte a un destino ineluttabile: raccogliere il testimone dello zio come guardiano del tempo e lottare contro chi vuole manipolare il corso della Storia. Una missione che condurrà Amelia a una scoperta sconvolgente sulla sua famiglia e sulla sua stessa identità.
Tradotto in più di venti Paesi e salutato dai lettori come uno degli esordi più originali degli ultimi anni, questo romanzo vorticoso supera i confini tra i generi letterari e ci interroga sul valore inestimabile della memoria.

▪️L'incipit del libro
1938, Norimberga, Germania
Nel 1938, nella città di Norimberga, un uomo raccontava alla figlia una favola della buonanotte. L'uomo era un orologiaio, discendente da una lunga stirpe di orologiai, e risiedeva nel quartiere ebraico della città. Misurava il tempo, come i suoi predecessori avevano fatto per due secoli.
«È ora di dormire, Lisavet. Hai già sentito abbastanza storie per stasera», disse l'orologiaio dopo che la figlia gli ebbe chiesto, per la terza volta, di raccontarle un'altra favola.
Fuori dalla finestra, il vento gelido di novembre spazzava le strade buie. L'orologiaio pensava al lavoro che lo attendeva al piano di sotto, nella bottega. Più precisamente, alla lettera che si trovava sulla sua scrivania, arrivata dall'America quella mattina.
«Non sono stanca. Voglio restare sveglia fino a quando non torna Klaus», disse Lisavet, imbronciata.
«Tuo fratello farà troppo tardi per aspettarlo alzata». L'uomo sorrise, vanificando il tentativo di farsi obbedire. Le accarezzò la testa, sapendo già che avrebbe ceduto. Con i capelli d'oro e gli occhi color caramello, sua figlia era la copia perfetta della defunta moglie.
Quando lei era viva, scherzava spesso sul fatto che avessero messo al mondo due versioni in miniatura di sé stessi: il figlio era tale e quale a lui, mentre la figlia era lei. Fisicamente era senz'altro vero ma, al di là dell'aspetto, Ezekiel Levy e suo figlio Klaus non avrebbero potuto essere più diversi. Klaus si muoveva a proprio agio nell'alta società e sognava di andare a scuola nella capitale, come sua madre. A somigliare davvero a Ezekiel era Lisavet. Era lei che passava le ore nel laboratorio del padre, a osservarlo incastrare con pazienza gli ingranaggi e le molle nei vecchi orologi rotti finché non riprendevano vita. Era lei che ogni mattina caricava gli orologi all'ingresso del negozio e contemplava in rispettoso silenzio quei capolavori di legno e metallo che cantavano al ritmo del tempo. E sarebbe stata lei, un giorno, a ereditare la bottega di famiglia e i segreti che custodiva.

▪️La mia recensione
"Il passato è il nostro specchio. Ci mostra chi siamo stati e che cosa siamo diventati. Ci sono persone che non sopportano il proprio riflesso e così lo cambiano, cancellando alcuni ricordi dalla faccia della Terra".
Ecco qui un debutto letterario degno di nota ed in grado di fondere insieme Storia reale (si parte dalla tragica "Kristallnacht" del 1938) e racconto fantasy, intrecciandoli attorno ad una sorta di magica biblioteca dei ricordi passati, accessibile tramite alcuni strani orologi (anche se, ad essere sinceri, non viene minimamente  spiegato come sia stato possibile idearli e realizzarli). Il libro delle ore perdute, in sintesi, analizza le reminiscenze di un singolo individuo (e le scelte che esso compie) e come queste si ripercuotono sulla collettività.
Una vera e propria favola moderna (ma la scena d'apertura è parecchio terribile) dal ritmo incalzante e, allo stesso tempo, emozionante e lievemente nostalgico. Una storia che parla di memoria e ricordi, passato da preservare, valori universali, perdita e tenacia.
Allo stesso tempo, tuttavia, ho avvertito un certo senso di "già visto" da qualche altra parte: non a caso, mentre leggevo questo libro ho ripetutamente pensato (ricordi e memoria… appunto!) al romanzo Il libro del destino di Grégory Samak ed alla bellissima saga de La biblioteca dei morti di Glenn Cooper.
Inoltre, scordatevi una trama lineare: in questo romanzo assisteremo ad una infinita sequela di salti e varchi temporali che, a volte, faranno perdere il filo della narrazione (vi perderete, letteralmente, nella storia).
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)

La classifica dei libri più venduti


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