Antonio Manzini: L'anello mancante. Un caso di Rocco Schiavone. Autunno con
Rocco Schiavone, vol. 2
Formato: copertina flessibile
Pagine: 51
Editore: Edizione speciale per GEDI News Network S.p.A. (28 settembre 2026)
Data di acquisto: 29 settembre 2026
Letto il 3 ottobre 2026
▪ Sinossi
Cimitero di Aosta, durante la traslazione di un cadavere, necessaria per
adempiere ad alcune disposizioni testamentarie, dalla tomba di una donna
emerge una macabra sorpresa: su quella bara è disteso il cadavere di un uomo
sconosciuto…
▪ L'incipit del racconto
Aprì lo sportello della credenzina di alluminio dove si conservavano le chiavi
delle cappelle private. Gli impiegati che lo avevano preceduto negli anni
avevano suddiviso il cimitero in zone. Zona A, alla quale corrispondeva il
mazzo di chiavi numero 1. Zona B numero 2, e così via, fino alla zona F, la
più antica del cimitero, dove ci si sarebbe aspettata la chiave numero 6, e
invece la chiave era segnata con il numero 7. Il perché non ci fosse il numero
6 restava oscuro ad Alfonso Cibruscola, guardiano in forze dal 1994. Ci aveva
riflettuto sopra nelle lunghe giornate grigie e noiose in compagnia di
sepolture e nuvole basse, ed era arrivato alla conclusione che non si trattava
di una semplice dimenticanza, ma di una forma di scaramanzia verso il numero 6
che ripetuto per tre volte avrebbe forse regalato alle chiavi un potere magico
e sinistro, quello di aprire non le porte delle cappelle ma della sostanza
malefica del mondo.
▪ La mia (brevissima) recensione
"Gustavo la voleva accanto a sé per il resto dei suoi giorni. È morto un
mese fa e così oggi avrebbe concluso il suo viaggio d'amore con quel
puttanone di mia madre. Chissà cosa starà facendo l'ingegnere adesso che
l'avete trovata nella tomba con un altro!".
Con questo secondo racconto
distribuito da La Repubblica
Rocco Schiavone verrà catapultato in una indagine che sfiora il genere horror:
durante la traslazione di una bara di una donna, operazione necessaria per
adempiere ad una disposizione testamentaria, nel loculo viene rinvenuto anche
il cadavere di un uomo adagiato sulla bara da spostare. Al vicequestore Rocco
Schiavone, giunto ad Aosta da pochi mesi, l'onere di scoprire l'identità
dell'uomo, il suo rapporto con la donna nella bara e, soprattutto, come l'uomo
stesso ci sia finito in quella tomba. L'unica pista possibile parte da un
anello nuziale che non si trova…
In questo racconto (comparso nelle raccolte La crisi in giallo
del 2015 e L'anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone
del 2018), che possiamo vedere anche come una sorta di prequel di tutta la
serie del vicequestore, Antonio Manzini sfrutta la situazione del mistero da
risolvere per "presentarci" il personaggio principale: un uomo svogliato
e scorbutico ed un poliziotto insofferente alla disciplina (ne avete mai visto uno che fuma spinelli in Questura?), eppure tremendamente bravo nel
capire l'animo umano e nell'intuire i particolari e le anomalie presenti sulle
scene del crimine (anche se in questo caso una scena del crimine vera e propria
non c'è).
Il racconto (che, come nel primo volume, siamo a poco meno di una cinquantina
di pagine) è bellissimo e particolare: Manzini ha saputo miscelare
perfettamente la parte horror con il sarcasmo derivante dagli atteggiamenti (e
dalle immancabili battute) di Rocco Schiavone.
Tuttavia, giunti alla fine del racconto, il vero colpo di scena non è tanto la rivelazione del
nome dell'uomo misterioso ma… Rocco Schiavone che, per una volta, mostra un
suo lato emotivo ed "umano" (evito di fare spoiler: non vi dico la sua
decisione finale).
Ecco, per tutti coloro che vogliono approcciarsi ai libri su Rocco Schiavone
questo racconto è giusto giusto la base da cui partire.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)











