▶ Questo blog è facilmente raggiungibile anche da www.lastanzadiantonio.com
"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

giovedì 9 aprile 2026

Otto libri che compiono mezzo secolo nel 2026


Otto libri che compiono mezzo secolo nel 2026
Se cercate qualcosa da leggere, forse sarebbe bene dare un'occhiata ai libri pubblicati… cinquant'anni fa! Dalla classifica delle vendite del 1976 emergono infatti titoli intramontabili e piccoli tesori tutti da riscoprire. E da inserire nella lista delle letture dei prossimi mesi.

👉 fonte: SoloLibri.net

Quali libri compiono 50 anni nel 2026? Facendo un salto indietro nel tempo e consultando la lista dei best seller del 1976 si scoprono titoli amati e opere famose. Molte fanno parte dei grandi classici, presenti nelle librerie e nei ricordi di tanti lettori, altre sono piacevoli riscoperte. Ne risulta un elenco un po' nostalgico, a metà tra fotografia dell'evoluzione sociale e viaggio letterario, da inserire tra i suggerimenti dei libri da leggere o rileggere per i mesi in arrivo.
A sorpresa, ma neppure tanto, c'è Agatha Christie. In fondo è pur sempre una delle scrittrici più prolifiche di sempre. Il 1976 coincide purtroppo con la sua scomparsa: viene quindi pubblicato postumo l'ultimo romanzo della serie di Miss Marple, dal titolo Addio Miss Marple (titolo originale Sleeping Murder: Miss Marple's last case), edito nella collana Il giallo Mondadori per la traduzione di Diana Fonticoli. L'investigatrice aiuta la novella sposa Gwenda Reed, appena giunta in Inghilterra, a dissipare misteri e dubbi sul suo passato e sugli strani fenomeni che animano la casa appena acquistata. Ma la regina del giallo compare in classifica anche con La mia vita, autobiografia postuma (da noi con Mondadori, tradotta da Maria Giulia Castagnone).
Altro classico intramontabile di ben altro genere dello stesso anno sono le Lettere da Babbo Natale di J.R.R. Tolkien, scritte e illustrate dall'autore tra il 1920 e il 1943 per i figli e pubblicate nel terzo anniversario della sua morte. In Italia arrivano solo nel 1980, oggi in libreria con Bompiani (2017).
Tra i romanzi troviamo anche Intervista con il vampiro di Anne Rice (in Italia nel 1977, edito da Tea libri nel 2014, con la traduzione di Margherita Bignardi) celebre racconto, poi film, di Neil Jordan e serie televisiva, che influenza profondamente la successiva narrazione di genere.
E poi Ken Follett con Lo scandalo Modigliani (Mondadori, 2016), pubblicato con lo pseudonimo di Zachary Stone, un giallo ambientato nel mondo dell'arte sulle tracce di una presunta opera del celebre pittore.
Un'incursione nel genere fantasy è possibile grazie a Marion Zimmer Bradley e al suo La catena spezzata, racconto della saga di Darkover dedicata alle libere Amazzoni, pubblicato in Italia da Tea nel 2003.
Tra gli italiani merita ricordare l'esordio di Stefano Benni con il celebre Bar Sport, pubblicato da Mondadori: attualissima descrizione surreale e umoristica delle realtà di provincia. E Un borghese piccolo piccolo (edito da Garzanti e successivamente da Mondadori), impietosa fotografia della società contemporanea e delle sue dinamiche realizzate da Vincenzo Cerami.
Nella stessa linea si collocano Le lettere di Fantozzi (Rizzoli), terzo libro scritto da Paolo Villaggio e dedicato alle avventure semi serie del suo ragioniere alle prese con la triste realtà della società moderna.

Libri "mattoni" da leggere: romanzi con tante pagine in cui immergersi


Libri "mattoni" da leggere: romanzi con tante pagine in cui immergersi
Composti da (almeno…) cinquecento pagine, i libri mattoni sono romanzi impegnativi e coinvolgenti, capaci di proporre trame complesse, personaggi affascinanti e ambientazioni intriganti. Da Don Chisciotte di Miguel de Cervantes e Jane Eyre di Charlotte Brontë a Infinite Jest di David Foster Wallace e Patria di Fernando Aramburu: sono numerosi i romanzi (di ieri e di oggi) con tante pagine presenti nella letteratura classica e contemporanea. In questo articolo vi proponiamo un viaggio tra alcuni dei libri più lunghi (e famosi) di sempre, tra epoche, temi e generi differenti. Un'esperienza di lettura immersiva, difficile da dimenticare…

👉 fonte: il Libraio

Pesanti, sì, ma solo nell'aspetto: i cosiddetti libri mattoni sono romanzi composti da almeno cinquecento pagine che, però, portano con sé storie indimenticabili e coinvolgenti.
Certo, i libri lunghi possono far paura per via della loro mole ma, una volta superato il timore iniziale, rivelano trame complesse, personaggi affascinanti, ambientazioni intriganti. Senza nulla togliere ai libri brevi, perfetti per essere letti tutti d'un fiato, leggere un "mattone" è un'esperienza unica (quasi d'altri tempi, in questi anni segnati dalle continue distrazioni, digitali e non, e dalla rapidità dei social): permette di abitare per un po' di tempo dentro a un mondo diverso dal proprio, camminando al fianco del protagonista e dei personaggi che lo circondano.
Esistono diversi tipi di libri mattoni: possono essere classici della letteratura, spesso noti ai posteri proprio per via della loro lunghezza (pensiamo al Don Chisciotte di Miguel de Cervantes o al titanico Guerra e pace di Lev Tolstoj), oppure ancora libri investigativi, romanzi di formazione e opere di fantascienza.
Il fantasy è sicuramente uno dei generi che più ha contribuito alla nascita di libri con tante pagine: pensiamo al romanzo cardine di questo genere, Il signore degli anelli di John R.R. Tolkien (pubblicato in originale nel 1954-55 e oggi edito da Bompiani, con la traduzione di Ottavio Fatica). Concepito dall'autore britannico come un'opera unitaria, il libro è stato poi suddiviso in tre volumi per rendere più agile la stampa e la lettura. Attraverso le mille (e più) pagine di Il signore degli anelli Tolkien non ha costruito solo una storia, ma un intero mondo, con le sue regole, i suoi miti, le sue tradizioni e le sue lingue.
Similmente, anche altre celebri saghe a tema fantastico, come Il Trono di Spade di George R.R. Martin, il Ciclo dell'Eredità di Christopher Paolini e il Ciclo di Dune di Frank Herbert, sono composte da volumi ricchi di dettagli e di eventi, e anche per questo provvisti di molte pagine.
Ma ci sono ancora numerosi altri  libri mattoni nella storia della letteratura: consapevoli che la lista potrebbe essere ancora molto lunga, vi proponiamo un viaggio tra generi e ambientazioni differenti, alla scoperta di alcuni dei libri più lunghi (e famosi) di sempre, dalla letteratura classica fino ai classici contemporanei.
🌎 CLICCA QUI per continuare a leggere

Barbara Berckhan: Piccolo manuale di autodifesa verbale


Barbara Berckhan: Piccolo manuale di autodifesa verbale

Capita a tutti di rimanere senza parole quando qualcuno si rivolge in modo villano. I commenti personali e le osservazioni arroganti possono provocare ferite profonde che spesso restano inespresse, e quindi fanno ancora più male, oppure, al contrario, possono scatenare reazioni rabbiose, alla fine altrettanto dannose. Barbara Berckhan, autrice molto nota in Germania per i suoi numerosi libri dedicati alla comunicazione interpersonale, spiega come agire in queste situazioni, illustrando tecniche di autodifesa verbale che permettono di mettere al tappeto qualsiasi avversario in modo elegante e inoffensivo. L'autrice suggerisce metodi pratici per controbattere agli attacchi verbali (aggressioni, insulti, osservazioni assurde, prese in giro), traendo ispirazione dalle arti marziali.

Formato: copertina flessibile
Pagine: 160
Editore: Feltrinelli (8 gennaio 2014)
ISBN-13: 9788807883613

Rushdie, Giannone, Zadie Smith e poi? I 10 libri più attesi della primavera 2026 e quando escono


Rushdie, Giannone, Zadie Smith e poi? I 10 libri più attesi della primavera 2026 e quando escono
Romanzi e raccolte di racconti, italiani e internazionali (Emmanuel Carrère), saggi, biografie: ecco i magnifici 10 che segneranno i prossimi mesi della nostra vita di lettori. In attesa del Salone del libro di Torino

👉 fonte: Style Magazine

Grandi nomi, titoli attesissimi. Sono i romanzi e saggi che ci aspettano questa primavera, da leggere prima del Salone del Libro di Torino (15-19 maggio). Alcuni sono ora in libreria, per gli altri dovete aspettare un po'. Ma prendete nota.
- L'undicesima ora di Salman Rushdie, Mondadori. Cinque racconti un filo rosso che li unisce: la fine della vita. Di sicuro l'aggressione subita nel 2022 e raccontata in Coltello (2024) ha cambiato la vita allo scrittore nato a Mumbai nel 1947 e oggi residente nel Regno Unito. E forse l'ha portato a riflessioni su quella linea che separa la vita e la morte. Così Salman Rushdie in questo libro la affronta sotto diversi angoli: con la storia di due anziani litigiosi, con la vendetta di una donna "magica", con l'ossessione di un fantasma. La sparizione di un mentore, con un vecchio in una piazza che ci fa pensare alla nostra lingua e all'uso che ne facciamo. L'undicesima ora è la tarda sera della vita. Quella che vivono i due anziani Junior e Senior nel primo racconto: "Se la vecchiaia può essere paragonata alla sera, che termina nell'oblio della mezzanotte, per loro erano abbondantemente passate le undici”. Già in libreria.
- Kolchoz di Emmanuel Carrère, Adelphi. Esce il 5 maggio il nuovo romanzo di Emmanuel Carrère. Si intitola Kolchoz ed è dedicato a sua madre, scritto dopo la sua morte. "Da piccolo ho amato mia madre come non ho amato e non amerò mai nessuno in vita mia", scrive lo scrittore francese. La madre, di origini georgiane e russe, è stata la più influente storica francese dell'URSS prima e della Russia poi, fino a essere eletta segretaria perpetua dell'Académie française. Carrère ne ricostruisce la vita tormentata, ne racconta luci e ombre, aneddoti, ricordi. Il risultato è un grande romanzo familiare che in Francia è diventato già un successo. Scrive Le Nouvel Observateur: "È un libro magistrale. Il libro di un narratore virtuoso al culmine della propria arte. Capace di destreggiarsi, divagare e dissertare con magnetica naturalezza per dare al suo racconto l'andamento di una sinfonia in cui i diversi movimenti si rispondono, si completano, si prolungano senza fine".  Il libro è attesissimo, come del resto lui al Salone del libro di Torino.
- Vivi e morti. Incontri, riflessioni, ritratti di Zadie Smith, Sur. Arriva anche lei in Italia. Sarà infatti la madrina del prossimo Salone del Libro di Torino Zadie Smith che, dopo il romanzo L'impostore (2023) esce a maggio con un nuovo saggio. Che contiene una selezione di articoli, recensioni, discorsi e interventi scritti fra il 2019 e oggi. Riflessioni sulla contemporaneità, col suo stile intelligente, mai scontato, brillante. Ogni volta è una sorpresa (lo avevamo già visto con l'altro saggio pubblicato sempre da Sur sei anni fa, Questa strana e incontenibile stagione) e qui parla di multiculturalismo, misoginia, conflitto generazionale. E strapotere degli algoritmi. Cita le sue scrittrici ispiratrici. Scrive The New York Times Book Review: "È un piacere osservare una scrittrice abituata a vedere le cose contemporaneamente da tutti i lati fare i conti con la mutevolezza della propria stessa soggettività. Quello che affascina è lo sforzo di tirar fuori da sé la posizione più onesta possibile".
- Gli anni in bianco e nero di Francesca Giannone, Nord. Esce il 26 maggio il nuovo romanzo di Francesca Giannone, scrittrice best seller diventata famosa col suo libro d'esordio, La portalettere. E poi confermata con Domani domani, uno dei romanzi più letti nel 2024. Giannone ama le storie passate che raccontano l'Italia. E qui siamo in Salento negli anni Sessanta, gli anni del boom economico, delle lotte operaie, dei primi movimenti femministi, delle occupazioni studentesche e del grande cinema italiano di Visconti e Fellini. Protagoniste quattro sorelle che lavorano nella sartoria di famiglia sotto l'ombra del padre che impone loro numerosi divieti. Ma Mimì, la più giovane, vedendo i film scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa.
- Golden Child di Claire Adam, 66thand2nd. È appena uscito invece il bel romanzo di questa scrittrice originaria del Trinidad, laureata in Fisica negli Usa e che ora vive a Londra. Un ragazzo, 13 anni, è scomparso. È andato giù al fiume dice il fratello gemello. Ma è buio, lui non è rientrato e il padre gira la campagna per trovarlo, dai vicini, in paese. Siamo a Trinidad, dove il caldo è insopportabile, la natura è presente, negli uccelli, gli alberi, i cani da guardia. Cosa è successo di quel ragazzo strano, lento e taciturno che chiamano Tarzan per via dei suoi capelli lunghi? Claire Adam ci racconta l'angoscia del padre, i sensi di colpa, i ricordi di quando i figli erano piccoli. Li alterna con la vita di Paul, il ragazzo. È la ricerca di un figlio disperso, in difficoltà, il tentativo di ricostruire un rapporto e scelte che non si vorrebbe fare.
- La notte nel cuore di Nathacha Appanah, Einaudi. Arriva in libreria il 21 aprile il libro duro e doloroso di Nathacha Appanah che parla di femminicidi, di uomini violenti, di due casi veri. Della giovane Chahinez Daoud, uccisa nel 2021 a Mérignac, nei pressi di Bordeaux dall'ex marito. E quello della cugina Emma uccisa anche lei dal marito a Mauritius nel 2000. C'è poi la sua esperienza con un uomo geloso e possessivo. Analizza i discorsi che hanno circondato questi episodi, come sono state abbindolate e asservite, le dinamiche delle relazioni tossiche e malate. E ci regala un libro importante, contro l'oblio.
- Corpi e confini di Sarah Aziza, Feltrinelli Gramma. Sarah Azizi, scrittrice e giornalista per il New York Times e il Washington Post, vive tra gli Usa e il Medio Oriente. È figlia e nipote di rifugiati di Gaza e nell'ottobre del 2019 viene ricoverata in ospedale per un disturbo alimentare. I medici le salvano la vita ma non l'anima. Il memoir racconta la sua lotta all'anoressia, la difficoltà a definire sé stessa e il proprio mondo mentre sugli schermi compaiono le immagini della guerra e delle persone denutrite a Gaza. E lo fa non solo raccontando di sé ma anche la storia della sua famiglia. Il libro è finalista al Palestine Book Award e arriva il 28 aprile nelle nostre librerie.
- Devozione di Charlotte Wood, Fazi. Finalista al Booker Prize, tra i migliori dieci libri dell'anno per The New York Times e The Washington Post. È un libro strano, calmo, che ci porta subito in un'altra atmosfera: quella di un convento in Australia. Qui si è rifugiata la protagonista, voce narrante, lasciando tutto alle spalle. Fa questo viaggio per comprendere cosa significa pace, devozione e ascolto di sé. Tra i canti che scandiscono il tempo, i pensieri quotidiani, le piccole commissioni, i piccoli lavori e i ricordi della vita di prima ci sono però momenti "stranianti". Come l'invasione di topi e il ritrovamento di una sorella uccisa. Dal 14 aprile.
- Persone come noi di Jason Mott, NNE. Con Che razza di libro! (2022) Jason Mott ha vinto il National Book Award 2021 ed il Sir Walter Raleigh Prize for Fiction. Ed è stato selezionato in diversi premi letterari, tra cui il Carnegie Medals for Excellence in Fiction, l'Aspen Words Literary Prize e il Joyce Carol Oates Prize. Per dire: è uno scrittore che lascia il segno. Qui ancora una volta parla dell'America di oggi, tra razzismo, contraddizioni, violenza, armi. Dell'essere visti. E questa rabbia e dolore li trasforma in letteratura avvincente che varca i confini e il tempo.
- Il volo dei cigni selvatici di Jung Chang, Longanesi. 35 anni fa, con Cigni selvatici, Jung Chang, nata a Yibin nella provincia cinese del Sichuan nel 1952 e poi trasferitasi in Gran Bretagna, ha raccontato la Cina prima e dopo di Mao attraverso tre generazioni di donne. Sua nonna, sua madre e lei. Censurato in Cina è stato però tradotto in 40 lingue e ha venduto più di 15 milioni di copie. Ma Jung Chang non è più potuta tornare in patria, nemmeno quando la madre si è ammalata. Per questo ha voluto continuare la sua storia e riprendere il filo del discorso iniziato nel 1991. Il nuovo capitolo/seguito parla ancora di sua madre ma anche della Cina moderna, di come è cambiata. E di come è cambiato il suo rapporto con le sue origini. Esce a fine aprile. Per capire (anche) come un Paese povero e isolato è diventato una potenza mondiale capace di sfidare gli Stati Uniti.

mercoledì 8 aprile 2026

Amazon blocca l'accesso al Kindle Store per tutti i Kindle usciti prima del 2013


Amazon blocca l'accesso al Kindle Store per tutti i Kindle usciti prima del 2013

👉 fonte: HD Blog

Se siete possessori di Kindle un po' più datati, pessime notizie per voi: dal mese prossimo, precisamente dal 20 maggio, perderete accesso al Kindle Store. L'ha annunciato Amazon nelle scorse ore. Il provvedimento riguarderà sostanzialmente tutti i Kindle e i Kindle Fire lanciati nel 2012 o prima; l'elenco completo è come segue:
Kindle originale (2007)
Kindle DX e DX Graphite (2009 e 2010)
Kindle Keyboard (2010)
Kindle 4 (2011)
Kindle Touch (2011)
Kindle 5 (2012)
Kindle Paperwhite 1° generazione (2012)
Kindle Fire 1° generazione (2011)
Kindle Fire 2° generazione (2012)
Kindle Fire HD 7 (2012)
Kindle Fire HD 8.9 (2012).
È importante precisare che i dispositivi continueranno a funzionare: sarà possibile continuare a leggere i libri già in memoria, e si potrà accedere alla propria libreria tramite l'app Kindle, il Web o dispositivi più recenti. Gli utenti non avranno tuttavia più accesso allo Store, quindi l'acquisto di nuovi libri e anche il loro caricamento sui dispositivi sarà un pochino più scomodo. Un problema verosimilmente più importante è che ogni reset o ripristino alle impostazioni di fabbrica isolerà di fatto i Kindle dall'ecosistema, visto che non sarà più possibile associarli al proprio account Amazon.
Amazon inizierà presto ad avvisare gli utenti interessati via email, chiarendo nel dettaglio quali funzioni resteranno disponibili. Per il momento la società non ha spiegato concretamente le ragioni dietro a questa scelta, che se non è una condanna a morte definitiva è comunque uno dei tanti esempi di quanto possa essere volatile la longevità di un dispositivo o un contenuto che richiede internet per funzionare. Se non altro, agli utenti coinvolti Amazon offre uno sconto speciale del 20% per l'acquisto di un nuovo modello.

Toni Morrison: Recitativo


Toni Morrison: Recitativo

Titolo originale: Recitatif
Formato: Kindle (1.0 MB)
Pagine: 117
Editore: Frassinelli - Sperling & Kupfer (11 ottobre 2022)
ASIN: B0BHMQR4QM
ISBN-13: 9788892743465

Data di acquisto: 11 marzo 2026
Letto dal 7 all'8 aprile 2026

▪️Sinossi
Twyla e Roberta si sono conosciute a otto anni, quando sono state affidate a un istituto per ragazzine sole (perché orfane o, come nel loro caso, figlie di genitori non in grado di prendersene cura). Per quattro mesi sono state compagne di stanza, pronte a difendersi dalle ragazze più grandi ma anche a condividere scherzi e segreti. Poi si sono perse di vista, ma la vita ha sempre fatto in modo di farle rincontrare nel corso del tempo, per caso: prima in un ristorante lungo l'autostrada, poi in un emporio, infine durante una manifestazione di protesta. Ogni volta ai lati opposti delle barricate, divise dal colore della pelle, dalla posizione sociale, dalle battaglie civili, persino da ricordi che non coincidono alla perfezione. Eppure, per sempre unite da un legame che affonda le radici nell'infanzia, in quel momento di abbandono in cui sono state una famiglia l'una per l'altra.
Finora inedito in Italia, Recitativo è l'unico racconto breve scritto da Toni Morrison nell'arco della sua carriera. Una storia senza tempo, su ciò che ci lega e ciò che ci separa, sulla questione razziale e sugli stereotipi e i pregiudizi che plasmano le relazioni umane. Ma anche un «esperimento», secondo la definizione della stessa autrice Premio Nobel: un gioco narrativo che coinvolge i lettori e la loro interpretazione, come ci mostra Zadie Smith nella illuminante postfazione che completa questa edizione.

▪️L'incipit del libro
Mia madre ballava tutta la notte e quella di Roberta era malata. Ecco perché ci avevano portate al St. Bonny. Alla gente viene da abbracciarti quando racconti di essere stata in un istituto, ma in realtà non era male. Nessun camerone lunghissimo con cento letti come al Bellevue. Le stanze erano da quattro e nel periodo in cui arrivammo io e Roberta c'erano poche bambine in carico allo Stato, perciò noi eravamo le uniche assegnate alla 406 e potevamo passare da un letto all'altro, se volevamo farlo. E infatti lo facevamo. Cambiavamo letto ogni notte e per tutti i quattro mesi che passammo lì non ne scegliemmo mai uno in particolare come nostro.


▪️La mia recensione
"I piatti sbagliati vanno sempre alle persone sbagliate. Forse è per questo che in seguito diventai una cameriera: per abbinare alle persone giuste i piatti giusti".
Recitativo è un brevissimo racconto (l'unico di Toni Morrison) ma molto intenso e carico di significati morali. Si tratta di una storia-indovinello con, al centro, Twyla e Roberta: due bambine abbandonate dalle rispettive madri che, per un breve tempo, condividono la stessa cameretta di un istituto per bambine orfane o abbandonate. Da adulte, ogni tanto si reincontrano e ripensano al loro comune passato in istituto… ma i ricordi di entrambe non sempre collimano (specialmente quando rievocano uno strano episodio di prepotenza).
Voi direte: tutto qui?
E invece no, perché la scrittrice premio Nobel per la letteratura nel 1993, non lascia mai intuire chi, tra Twyla e Roberta, sia la bambina bianca e chi la bambina nera. Questa "genialata" della Morrison ci mette davanti ai nostri preconcetti… ed a quello che (proprio a causa di ciò) saremo tentati di associare alle due bambine (poi donne) in base ai dettagli dei loro dialoghi e dei loro comportamenti.
Recitativo, quindi, si trasforma in un autentico test politico in cui si concentrano memoria storica, discriminazioni razziali e rapporti personali.
E molto interessante ed istruttivo è anche il saggio finale a cura della scrittrice Zadie Smith.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

martedì 7 aprile 2026

Vittorio Bodini, Puglia oscura e lancinante, un film sull'anima del Salento


Vittorio Bodini, Puglia oscura e lancinante, un film sull'anima del Salento
Novecento italiano Nel 1959 l'ispanista Vittorio Bodini stese con Gustavo D'Arpe il soggetto per una pellicola (mai realizzata) ambientata vent'anni prima: col titolo «Vite barocche» lo pubblica Besa Muci edizioni

👉 fonte: il Manifesto

Nel gennaio del 1959 al Théâtre Antoine di Parigi debutta Les Possédés, adattamento teatrale in tre parti del romanzo dostoevskiano I demòni, realizzato nientemeno che da Albert Camus.
Il Premio Nobel algerino non si era certo risparmiato: in quattro ore filate di pièce, all'appello c'erano trentatré attori e sette scenografie diverse, agilmente alternate da una piattaforma rotante. Risultato: un tour de force drammaturgico applaudito da pubblico e critica. Il testo fu stampato da Gallimard nello stesso anno.
Non è soltanto una paronomasia ma lo dice anche il proverbio che dall'aria frizzante parisienne a quella barisienne il passo è breve (e si pensi anche a Les barisiens di Daniele Maria Pegorari): sempre nel '59 Vittorio Bodini, allora docente di Lingua e letteratura spagnola all'università, e Gustavo D'Arpe, amico dell'adolescenza leccese, nonché redattore della Gazzetta del Mezzogiorno e attore, decidono di mettere su il soggetto per un film; I posseduti -guarda caso - è depositato alla SIAE in novembre. Da esso sguscia un treatment (più dettagliato, con qualche modifica, tra cui i nomi dei protagonisti) dal titolo Vite barocche.
Purtroppo, il film non fu mai realizzato. Conservati all'Archivio Bodini nella Biblioteca Centrale dell'Università del Salento, i dattiloscritti sono finalmente disponibili in un'edizione, provvista di appendice documentaria, che riannoda i momenti salienti della collaborazione tra Bodini e D'Arpe: dalla stesura dei Posseduti al trattamento vero e proprio, fino ad "Atmosfera e significati della storia", un saggio descrittivo che racconta gli «irti contorcimenti» degli ulivi, i motivi profondi di un «Sud finora inesplorato dalla narrazione cinematografica». Vite barocche. Trama per un film (a cura di Antonio Lucio Giannone, Besa Muci, pp. 136, € 15,00) restituisce quindi al lettore un'esperienza artistica singolare, frastagliata, basaltica. Osserva Giannone nel contributo prefatorio: «Non sappiamo come sia nata l'idea di scrivere insieme il soggetto per un film. Forse fu proprio D'Arpe, in contatto con gli ambienti cinematografici, a suggerire a Bodini questa idea. Per scrivere il soggetto, Bodini riutilizzò un suo romanzo giovanile rimasto inedito e incompiuto, pubblicato postumo col titolo Il fiore dell'amicizia, piegandolo però ad altre esigenze e ad altri scopi e facendone quindi qualcosa di radicalmente diverso». Il romanzo, probabilmente composto tra il '42 e il '46, metteva in campo le acrobazie autobiografiche di squattrinati pugliesi, vitelloni avant lettre: l'apporto di D'Arpe è da ravvisare probabilmente nel missaggio tecnico, cioè nel trasferimento formale della scrittura narrativa in storyline filmico.
Ecco '’incipit dei Posseduti (l'originale è costituito da undici pagine dattiloscritte e ambientato nel 1939): «Questa è una storia del Sud. Un Sud senza macchiette né gallismi. Un meridione che si svela nel paesaggio. Un paesaggio che entra nella storia dei suoi personaggi, come elemento vivo e realistico, allusivo e simbolico». Marcello, un cinico «Ulisse di provincia», deve lottare assieme ad altri giovani edonisti e tardo-dannunziani contro i signori, i contadini e la piccola borghesia di Lecce, quell'«anima del Salento» fatta di battisteri, gerani su «balconi spagnoleggianti», esoterismo diffuso. Questi maudits vogliono uscire dalla prigione dorata dei loro «sogni barocchi» in modo da guadagnare le blandizie della «classe alta»: serve un matrimonio - è l'idea di Alfredo, «rampollo degenere dell'aristocrazia» - con tanto di fuga e vestimenti fascisti «per entrare tra i "dominatori"». Il prescelto è appunto Marcello che «ha un'aria quasi da signore»; la promessa sposa è Margherita, cugina di Alfredo. Bodini e D'Arpe ci conducono tra poeti idealisti e riti tenebrosi, nel cuore moresco della volontà di potenza salentina.
Vite barocche consta invece di cinquantatré pagine dattiloscritte. Qui i personaggi principali sono Ernesto Agostini e Pia Sangermano, ma ancora «il vero protagonista è il paesaggio, il paesaggio assolato», la camusiana pensée de midi. Insomma, il setting è il prim'attore; il contenitore è il contenuto. Nei titoli di testa campeggiano abitazioni bianche di calce, squarci d'azzurro, le tormentose foglie di tabacco, fichi d'India, cariatidi. Vite barocche è una sceneggiatura a tutti gli effetti che tenta di penetrare le increspature di una Puglia oscura, lancinante. I «dritti» ora sono intenti a disquisire «di donne e di gioco», ora sono a teatro ad attendere le ballerine, ora fanno schioccare le stecche del biliardo. Professionisti del bighellonare, rasentano il paesaggio urbano fino a Santa Maria di Leuca.
Non è un caso che l'indagine socio-antropologica di Bodini si intrecci alla spedizione salentina di Ernesto de Martino nell'estate del 1959 (da cui verrà fuori, nel '61, La terra del rimorso. Contributo a una storia religiosa del Sud). «Consulente per i riti magici delle prefiche e dei tarantolati», de Martino additerà i segni nascosti del tarantismo (in particolare, la recrudescenza ciclica e l'apparizione di san Paolo che rivela la futura guarigione), la vita riarsa dei contadini e le leggi ferree della realtà meridionale nei «campi sotto un sole spietato». Atmosfera e significati della storia, composto da quattro pagine numerate, è un contributo che spiega il tentativo - destinato al fallimento, verghiano - di ascesa sociale di Ernesto (il Marcello dei Posseduti), còlto da una «febbre di possesso» che lo induce a sedurre una tabacchina, Ndata, «creatura semplice e primitiva», poi presa dal demone - dal blues, si direbbe - della taranta. Come sottolinea Giannone, nel finale di Vite barocche «compare un motivo centrale della riflessione bodiniana presente anche nelle raccolte poetiche degli anni cinquanta: la condizione di immobilismo del Sud, dove la storia non riesce a procedere e anzi sembra che vada all'indietro, proprio come il "cavallo sorcigno" che "camminerà a ritroso sulla pianura", di una lirica della Luna dei Borboni». Il barocco salentino è miscela di grazia e scaramanzia, voluttà visiva e terra aspra.

domenica 5 aprile 2026

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 23 al 29 marzo 2026 (Fonte: Robinson - la Repubblica del 5 aprile 2026):

1. Pera Toons - Il gioco delle risate
2. Niccolò Ammaniti - Il custode
3. Maurizio de Giovanni - Figli per i Bastardi di Pizzofalcone. I Bastardi di Pizzofalcone, vol. 13
4. A.V. - Kpop Demon Hunters. Per i fan! Libro ufficiale
5. Felicia Kingsley - Mezzanotte a Parigi
6. Stefania S. - Anime elettriche. Love me love me, vol. 2
7. Stefania Auci - L'alba dei Leoni
8. Rachel Reid - Heated Rivalry
9. Mel Robbins - La teoria di lasciare andare. The let them theory
10. Florence Knapp - Tre nomi

Nasce "Foglio edizioni", con una linea editoriale autonoma rispetto al quotidiano


Nasce Foglio edizioni, con una linea editoriale autonoma rispetto al quotidiano
Nasce una nuova casa editrice, Foglio edizioni, costola della società che già edita il quotidiano Il Foglio. A occuparsi del progetto, Riccardo Cavallero. La prima uscita è il libro-inchiesta Il filosofo nella Valley. Alex Karp, Palantir e l'ascesa dello Stato di sorveglianza di Michael Steinberger: "Ci interessano saggi che riescano ad aprire discussioni". Spazio anche a romanzi

👉 fonte: il Libraio

Nasce una nuova casa editrice, Foglio edizioni, costola della società che già edita il quotidiano Il Foglio.
A presentare il progetto, in un'intervista al Corriere della Sera, l'editore, Valter Mainetti, presidente della holding Sorgente Group, e Riccardo Cavallero (ex numero uno di Mondadori Libri ed ex co-fondatore di SEM), chiamato a occuparsi del progetto (Foglio edizioni è una società controllata da Musa Comunicazioni, parte del gruppo Tiberiade Holding, che fa capo a Mainetti, ndr).
La prima uscita, il 9 aprile, è il libro-inchiesta Il filosofo nella Valley. Alex Karp, Palantir e l'ascesa dello Stato di sorveglianza di Michael Steinberger (con la traduzione di Marta Salaroli e le illustrazioni di Giacomo Callo).
Mainetti (collezionista e bibliofilo) spiega: "Il Foglio Quotidiano è un giornale affermato e apprezzato per la qualità e per il taglio culturale, ma come tutti i quotidiani esaurisce la sua spinta nel volgere di poche ore. I libri hanno un'altra velocità e, a volte, profondità: sono fatti per durare nel tempo e stimolare il pensiero della società, rappresentando le trasformazioni e descrivendo l'attualità, che oggi è fortemente influenzata alla tecnologia".
Per Cavallero l'idea è quella di "costruire un marchio dedicato con una linea editoriale autonoma rispetto al quotidiano. Non intendiamo concentrarci sul current affair in senso stretto. Ci sono editori che già lo fanno molto bene. Ci interessano piuttosto saggi che riescano ad aprire discussioni e approfondire questioni importanti del presente".
Si punta a pubblicare 10-15 titoli l'anno, in brossura con alette ("saranno stampati in digitale, così da permettere ristampe rapide e contenute"): "Abbiamo fatto un budget estremamente conservativo, anche in considerazione dei numeri del mercato oggi", aggiunge Cavallero al Corriere.
Foglio edizioni pubblicherà romanzi e saggi, e guarderà "molto al mercato internazionale, non soltanto anglosassone, ma anche francese e tedesco".
Tra le prime uscite, a giugno, New Skin di Sarah Wang, autrice americana di origine taiwanese. Il 28 maggio, invece, sarà la volta di Privilegiati di Andrew Lownie, sull'ascesa e la caduta della Casa di York. Prima dell'estate è prevista poi la pubblicazione di Il direttore rompiscatole, in cui Vittorio Feltri ripercorre la sua carriera e la sua vita con il giornalista Alessandro Gnocchi.

sabato 4 aprile 2026

Graham Greene: Brighton Rock


Graham Greene: Brighton Rock

Titolo originale: Brighton Rock
Formato: Kindle (3.8 MB)
Pagine: 363
Editore: Sellerio Editore (13 giugno 2023)
ASIN: B0C7HC3WD2
ISBN-13: 9788838945540

Data di acquisto: 29 marzo 2026
Letto dal 29 marzo al 4 aprile 2026

▪️Sinossi
Brighton, anni Trenta. Una lotta tra bande criminali infuria nell'oscuro mondo sotterraneo della cittadina, tra corse di cavalli, racket, sesso e povertà. Un omicidio spietato, un gangster da incastrare, una detective inconsueta e una testimone da proteggere in un thriller avvincente con una trama doppia e nerissima che racconta un mondo di solitudine e paura, di una vita vissuta sul «bordo pericoloso delle cose».

▪️L'incipit del libro
Hale sapeva, a meno di tre ore dal suo arrivo a Brighton, che volevano ucciderlo. Con quelle dita macchiate d'inchiostro e le unghie rosicchiate, con quei modi cinici e nervosi, chiunque avrebbe capito subito che era fuori posto: fuori posto nel precoce sole estivo, nel fresco vento di mare della Pentecoste, nella folla festiva. Arrivavano in treno ogni cinque minuti da Victoria Station, caracollavano giù per Queen's Road appollaiati sui piccoli tram locali, si sparpagliavano in gruppetti estasiati nell'aria limpida e frizzantina. L'argento della vernice fresca scintillava sui moli, le case color crema si perdevano verso occidente come in un pallido acquerello vittoriano; una pista per automobili in miniatura, una banda che suonava, un giardino in piena fioritura giù sul lungomare, un aeroplano che pubblicizzava un qualche prodotto medicinale per mezzo di pallide nuvolette evanescenti alte nel cielo.
A Hale era sembrato molto facile far perdere le sue tracce a Brighton. A parte lui, cinquantamila persone erano venute a passare lì la giornata, e per un po' si era lasciato andare al giorno di festa, bevendo gin and tonic dovunque il suo programma glielo permettesse. C'era infatti un programma da cui non doveva deviare: dalle dieci alle undici Queen's Road e Castle Square, dalle undici a mezzogiorno l'Aquarium e il Palace Pier, da mezzogiorno all'una il lungomare tra la Old Ship e il West Pier, poi pranzo tra l'una e le due in un qualsiasi ristorante a sua scelta nei pressi di Castle Square, dopo di che doveva rifare tutta la strada dal vialone al West Pier, e da lì raggiungere la stazione passando per Hove. Queste le regole del suo percorso di ronda, assurdo e molto strombazzato.
Strombazzato su tutti i manifesti del «Messenger»: «Oggi Kolley Kibber sarà a Brighton». In tasca aveva un pacchetto di cartoncini da distribuire in luoghi segreti lungo il suo percorso. Chi li avesse trovati avrebbe ricevuto dieci scellini dal «Messenger», ma il premio grosso era riservato a chiunque si fosse rivolto a Hale con le parole giuste e con una copia del «Messenger» tra le mani: «Lei è Mr. Kolley Kibber. Ho diritto al premio del "Messenger"».
Era questo il mestiere di Hale, un percorso di ronda nelle varie cittadine di mare fino a quando un concorrente non lo liberasse: ieri Southend, oggi Brighton, domani…

▪️La mia recensione
"Un giorno, pensava: è solo da un giorno che se n'è andato, e mi viene da dire che ora non c'è anima viva che pensi a lui a parte me, una che aveva rimorchiato per un bicchiere e un po' di affetto, e di nuovo la semplice commozione toccò il suo cuore espansivo da donna del popolo".
Dico subito che questo noir ha un incipit tra i più semplici e più belli di sempre: "Hale sapeva, a meno di tre ore dal suo arrivo a Brighton, che volevano ucciderlo". Spettacolo puro!
Brighton Rock, scritto da Graham Greene nel 1938, rientra tra i testi pubblicati dal grande scrittore britannico durante il suo periodo definito "cattolico". La storia ha al centro lo scontro tra il "Ragazzo" Pinkie Brown, un disadattato teenager cattolico e promettente criminale di Brighton, nella sua discesa  verso un mondo fatto di violenza, omicidi, intimidazioni e manipolazioni, e Ida Arnold, una donna "in carne", molto generosa e intenzionata a scoprire la verità sull'omicidio con cui si apre il romanzo. A fare da ponte tra queste due figure, ecco la giovanissima ed ingenua cameriera Rose, testimone chiave dell'accaduto.
Graham Greene riesce a mescolare molto bene giallo e considerazioni etiche e religiose. La scrittura è molto cupa ed opprimente; la cittadina di Brighton, divisa tra turismo e criminalità, diventa il simbolo dello scontro tra il Bene (rappresentato da Ida e dal suo essere altruista) ed il Male (con Pinkie emblema del peccato e della paura).
Un lentissimo noir, quindi, decisamente anomalo, in cui le azioni ed il comportamento dei protagonisti devono essere valutati attraverso la lente della religione. Il finale è molto "divisivo", anche a causa del forte senso di insoluto.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)