"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

venerdì 25 settembre 2026

"Il gioco della conta": il thriller irlandese sbarca in Italia


Il gioco della conta: il thriller irlandese sbarca in Italia

L'autrice irlandese Sinéad Nolan arriva in Italia con il suo romanzo d'esordio, il thriller psicologico Il gioco della conta (The Counting Game), pubblicato da Fazi Editore nella collana Darkside e in uscita il 29 settembre 2026.
In un piccolo villaggio sulla costa irlandese, Jack e Saoirse, fratello e sorella, hanno l'abitudine di giocare nella foresta poco distante dalla fattoria dove vivono. Una sera, però, soltanto Jack torna a casa. Della tredicenne Saoirse non c'è traccia. Nel giro di pochi giorni la notizia della scomparsa è sulla bocca di tutti e il panico attanaglia l'intera comunità: Saoirse non è la prima ragazza a sparire nella foresta, e la gente del posto mormora che questa sia infestata dai fantasmi. Il piccolo Jack, traumatizzato, si rifiuta di parlare; rivela soltanto che Saoirse è sparita durante il gioco della conta, un gioco ideato dalla madre per tenere lontane le influenze negative. Mentre la polizia locale inizia a perlustrare la zona, a supporto delle indagini viene chiamata Freya Hemmings, una psicoterapeuta alle prese con un grave lutto personale a cui è affidato il compito di rompere il silenzio di Jack. La corsa per ritrovare Saoirse si fa sempre più serrata: tutti sono sospettati, e più Freya, la polizia e Jack si avvicinano alla verità, più si trovano in pericolo.
Sinéad Nolan è un'autrice irlandese, cresciuta giocando nei boschi e sulle spiagge della verdeggiante contea di Dublino. Ha collaborato come giornalista freelance per il Sunday World e l'Irish Independent, e alcuni suoi racconti sono stati selezionati per i Momaya Press Awards e i Francis MacManus Awards di RTÉ Radio. Oltre a dedicarsi alla scrittura, esercita la professione di consulente psicologica accreditata presso la BACP nel suo studio privato a Londra. Il gioco della conta è il suo romanzo d'esordio.

Editore: Fazi Editore (29 settembre 2026)
Pagine: 392
ASIN: B0HCZVZCG9
ISBN-13: 979-1259679451
Prezzo di copertina: 18,05 euro per la versione cartaceo e 9,99 euro per la versione ebook

Indiana Jones incontra Jack Ryan nella nuova serie Netflix: arriva "The Secret of Secrets"


Indiana Jones incontra Jack Ryan nella nuova serie Netflix: arriva The Secret of Secrets

👉 fonte: Cinefilos

Netflix potrebbe aver trovato il proprio nuovo eroe d'avventura con Robert Langdon, il protagonista dei romanzi di Dan Brown che tornerà sullo schermo con The Secret of Secrets (L'ultimo segreto). La nuova serie, attualmente in produzione a Praga, porterà in televisione il sesto romanzo dedicato al professore di simbologia e lo affiderà a Morgan Spector, con Rebecca Hall nel ruolo di Katherine Solomon. L'operazione punta su un personaggio già conosciuto dal pubblico e su una storia che unisce mistero, storia, scienza e thriller.
Il paragone con Indiana Jones e Jack Ryan nasce dalla particolare natura di Langdon. Come il personaggio interpretato da Harrison Ford, è un accademico che si ritrova coinvolto in avventure internazionali legate ad antichi simboli, reperti e misteri storici. Allo stesso tempo, come Jack Ryan, viene trascinato dentro situazioni nelle quali la ricerca intellettuale si intreccia con complotti e minacce di portata molto più ampia. La nuova serie potrebbe quindi offrire a Netflix un protagonista destinato a sostenere una saga televisiva costruita attorno alla sua identità.
The Secret of Secrets è il sesto romanzo di Dan Brown dedicato a Robert Langdon e rappresenta uno dei capitoli più recenti e sperimentali della saga. La storia conduce il professore a Praga, dove arriva insieme a Katherine Solomon, scienziata noetica e sua storica amica, oltre che interesse sentimentale. La città diventa lo scenario di una vicenda nella quale la storia locale e il simbolismo religioso si intrecciano con interrogativi legati alla scienza e alla natura della mente umana.
Il romanzo amplia quindi il territorio abituale di Langdon. Il protagonista continua a muoversi attraverso enigmi e riferimenti storici, seguendo una serie di indizi che richiedono le sue competenze di simbologo, mentre la narrazione introduce questioni filosofiche legate all'intelligenza, alla coscienza condivisa e al futuro della specie umana.
La serie Netflix vedrà Morgan Spector, noto anche per The Gilded Age, interpretare Langdon e Rebecca Hall vestire i panni di Katherine Solomon. La produzione è attualmente in corso a Praga e coinvolge direttamente Dan Brown, affiancato dallo sceneggiatore e produttore Carlton Cuse, autore di serie come Lost, Bates Motel, Locke & Key e Jack Ryan.
L'identità di Langdon permette di comprendere perché il personaggio venga associato a due figure così riconoscibili. Indiana Jones ha dimostrato quanto possa funzionare sullo schermo la figura di un professore che lascia aule e biblioteche per affrontare avventure internazionali, inseguendo manufatti e misteri legati al passato. Langdon appartiene allo stesso archetipo, con la simbologia e la storia dell'arte al centro delle sue competenze.
Il collegamento con Jack Ryan riguarda invece la dimensione thriller delle sue avventure. Langdon viene coinvolto in complotti che superano progressivamente i confini della sua ricerca accademica, trovandosi costretto a utilizzare il proprio intelletto per sopravvivere e comprendere minacce più grandi di lui.
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Autunno con Rocco Schiavone: Repubblica regala sei storie del vicequestore


Autunno con Rocco Schiavone: Repubblica regala sei storie del vicequestore
Tre uscite in due settimane: 28, 29, 30 settembre e 5,6, 7 ottobre. Gratis con il quotidiano le avventure del personaggio di Antonio Manzini

👉 fonte: la Repubblica

Gli appassionati ormai lo identificano con il volto dell'attore Marco Giallini. Certo è che Rocco Schiavone, così come i suoi predecessori illustri, vedi alla voce Montalbano, è ormai entrato nellìimmaginario collettivo.
Il personaggio dello scrittore Antonio Manzini è pronto ad accompagnare lettrici e lettori di Repubblica in questo principio di autunno. Dal 28 settembre 2026 in regalo con il nostro quotidiano sei racconti che hanno per protagonista il burbero, e affascinante, vicequestore. Sei uscite in due settimane: 28, 29 e 30 settembre e poi 5, 6 e 7 ottobre.
Antonio Manzini ha dedicato a Schiavone sei indagini che oltre a tracciare la psicologia del personaggio, ci portano da Aosta, dove il vicequestore è stato trasferito, a Roma, la sua città. Ma c'è spazio anche per treni e alta quota. Indagini su reati e, è il caso degli ultimi due racconti, storie un po' diverse da veri e propri casi polizieschi.
Si parte il 28 settembre con Senza fermate intermedie. Protagonista della prima storia in omaggio per i nostri lettori, è un topos letterario protagonista di tantissima letteratura: il treno. Schiavone viaggia verso Roma per evitare una cerimonia ad Aosta. Nei vagoni viene ritrovata senza vita una passeggera anziana, che ha subito una rapina. Il colpevole è ancora a bordo e si nasconde tra i passeggeri. Il caso va risolto prima che il convoglio termini la sua corsa.
Il 29 settembre ecco L'anello mancante. Cimitero di Aosta, durante la traslazione di un cadavere, necessaria per adempiere ad alcune disposizioni testamentarie, dalla tomba di una donna emerge una macabra sorpresa: su quella bara è disteso il cadavere di un uomo sconosciuto.
Il 30 settembre in edicola ci sarà La ruzzica de li porci: Schiavone deve scoprire la verità su un efferato delitto tra le strade di Roma. L'indagine si muove tra i rioni della Capitale incrociando storie di corruzione, invidie e tradimenti.
La settimana successiva c'è spazio per tre nuovi appuntamenti.
Il 5 ottobre, ad aspettare i nostri lettori in edicola c'è Quota 2.050 S.L.M. Rocco Schiavone si ritrova a indagare in alta quota sulle vite di tre giovani ricchi, annoiati e viziati che dovranno spiegare come mai uno di loro è stato trovato senza vita ai piedi di un costone roccioso. Il vicequestore è fuori dalla sua comfort zone: una baita extralusso con persone lontanissime dal suo modo di pensare e di vivere e per di più senza l'attrezzatura adatta ai duemila metri.
Il 6 ottobre esce …E palla al centro. Stavolta cuore della trama è la partita di calcio tra la squadra della polizia e quella dei magistrati, non esattamente l'appuntamento preferito di Schiavone. Nel doppio ruolo di allenatore e punta, il vicequestore cerca di organizzare al meglio il suo gruppo. Ma non smette di indagare: dietro l'incontro organizzato per beneficenza, si nasconde un giro di scommesse clandestine.
L'ultima uscita, il 7 ottobre, è Rocco va in vacanza: nell'ultima estate prima del trasferimento ad Aosta, Schiavone sceglie la Provenza per le ferie. Ma il suo volo non riesce a decollare: dietro all'inconveniente c'è un orrendo intrigo che rischia di provocare un grosso guaio.
Manzini con Schiavone scala le classifiche e rende omaggio ai suoi maestri con uno stile tutto suo: I tramezzini di Rocco Schiavone, l'ultima avventura in libreria, è un esplicito omaggio a Gli arancini di Montalbano. Con queste sei storie, gli appassionati potranno tornare nell'universo del vicequestore. L'autunno non è mai stato così giallo.

"Murdoku" è il bestseller del 2026 finora (e il 13 ottobre arriva il secondo capitolo)


Murdoku è il bestseller del 2026 finora (e il 13 ottobre arriva il secondo capitolo)
"Sono libri di nuova generazione che mescolano gioco, narrazione e logica". È stata senza dubbio l'estate di Murdoku. 80 omicidi misteriosi da risolvere con la logica, bestseller che tiene insieme crime, ingegno e sudoku. Con 160mila copie vendute, è stato il libro più venduto in Italia finora nel 2026. E il 13 ottobre sarà in libreria Murdoku 2. Killer a spasso nel tempo, il secondo volume della serie di Manuel Garand. I particolari

👉 fonte: il Libraio

Lo avevamo anticipato a inizio luglio: in libreria (e in spiaggia, e non solo) è stata l'estate di Murdoku. 80 omicidi misteriosi da risolvere con la logica, bestseller proposto da Magazzini Salani, che tiene insieme tra crime, logica e sudoku.
Un vero caso editoriale, che sta mettendo alla prova amanti di gialli e thriller e appassionate e appassionati di enigmistica di tutto il mondo.
Ad oggi Murdoku è stato il libro più venduto in Italia nell'intero 2026, con 160mila copie vendute e 11 ristampe. "Questo risultato conferma la dimensione di un fenomeno capace, in pochi mesi, di uscire dai confini tradizionali del libro di enigmistica e conquistare un pubblico trasversale. Il successo è alimentato anche dalla forte partecipazione sui social, dove lettori e creator condividono casi, sfide e tentativi di soluzione, rendendo la lettura un'esperienza collettiv"“, si legge nella nota della casa editrice del gruppo GeMS.
La serie ha raggiunto il primo posto assoluto in classifica anche in diversi altri paesi, tra cui Germania e Spagna.
"Murdoku ha consacrato in tutto il mondo un genere editoriale che, come i manga e il new romance, si sta ritagliando uno spazio stabile in libreria. Sono libri di nuova generazione che mescolano gioco, narrazione e logica, invitando il lettore a riscoprire il piacere di spegnere il telefono e mettersi alla prova”, sottolinea Marco Figini, Direttore Editoriale di Magazzini Salani.


Il 13 ottobre, tra l'altro, sarà in libreria Murdoku 2. Killer a spasso nel tempo, il secondo volume della serie di Manuel Garand.
Se Murdoku "ha trasformato la logica del sudoku in un gioco investigativo", con Murdoku 2" la sfida si amplia: 80 nuovi casi, cinque epoche (Medioevo, Far West, Età dei pirati, Preistoria e Antico Egitto) che accompagnano il lettore in una serie di indagini dalla difficoltà progressiva, adatte anche ai principianti".
Del resto, ancor più degli anni scorsi, quest'estate libri-enigma ed escape-book, che uniscono intrattenimento e sfida, sono arrivati in massa nelle librerie: si tratta di un filone editoriale che accoglie lettrici e lettori di ogni età, accomunati dalla passione per la lettura e dalla voglia di mettersi alla prova.
Tornando a Murdoku, a firmare il volume è Manuel Garand, autore originario di Montréal, in Canada. Parliamo di un noto ideatore di rompicapi, i cui lavori sono apparsi sul Financial Times. Quando non sta inventando nuovi giochi di logica, Garand ama trascorrere il tempo con i suoi due complici preferiti, i suoi figli, e con sua moglie Cindy. "Lei è stata la prima ad appassionarsi ai rompicapi di Manuel e ancora oggi rimane la risolutrice di enigmi più entusiasta (e competitiva) che lui conosca", si legge nella biografia dell'autore.
Come abbiamo spiegato, Murdoku si compone di 80 casi da risolvere, seguendo logica e ingegno: ogni pagina presenta un caso con gli indiziati e la vittima, a cui segue una griglia da completare, avvalendosi di tutti gli elementi presentati: personaggi, stanze, mobili, animali, oggetti… Ovviamente, nulla è da trascurare: ogni dettaglio potrebbe rivelarsi fondamentale per le indagini!

giovedì 24 settembre 2026

"Il corpo nella grotta": il romanzo giallo con cui per la prima volta arriva in Italia J.R. Ellis


"Il corpo nella grotta": il romanzo giallo con cui per la prima volta arriva in Italia J.R. Ellis

👉 fonte: O.P. Magazine

Con Il corpo nella grotta Indomitus Publishing ha portato per la prima volta in Italia J.R. Ellis, voce ormai consolidata del giallo britannico contemporaneo e autore della serie Misteri e omicidi nello Yorkshire (Yorkshire Murder Mysteries), che dal 2017 ha conquistato lettori in tutto il mondo con oltre due milioni di copie vendute e tredici volumi.
In questo primo capitolo della serie un cadavere affiora dal buio di una grotta labirintica nelle Dales dello Yorkshire: un delitto impossibile che sfida ogni logica.
A capo delle indagini, l'ispettore Jim Oldroyd (veterano delle brume britanniche) e il detective Carter, appena sbarcato dalla caotica Londra. La vittima? Dave Atkins: un uomo che il villaggio conosceva bene e amava poco. I sospettati abbondano, ma il mistero su come il corpo sia finito in quell'anfratto inaccessibile resta fitto.
Quando un testimone chiave viene messo a tacere per sempre, l'assassino rivela la sua spietatezza: è disposto a tutto per seppellire la verità. Nella comunità chiusa dello Yorkshire, segreti sepolti riaffiorano e menzogne si intrecciano come stalattiti. Ma Oldroyd sa che la chiave è proprio laggiù, in un abisso più nero della grotta stessa.
"Non è soltanto l'arrivo di un bestseller inglese: è l'ingresso di un universo narrativo riconoscibile, radicato in un territorio preciso e costruito con la pazienza di chi conosce davvero i luoghi di cui scrive - ha commentato l’editore Davide Radice -. John R. Ellis ha passato gran parte della vita nello Yorkshire. Ha camminato le sue colline, ascoltato le storie dei suoi villaggi e, dopo una lunga carriera nell'insegnamento, ha trasformato quella conoscenza in romanzi unendo la struttura elegante del giallo classico (il "come è stato fatto" tanto quanto il "chi è stato", nella tradizione che va da Agatha Christie a John Dickson Carr e Jonathan Creek) a un procedural sobrio e a un'ambientazione ricercata nei dettagli: campagna, comunità chiuse, speleologia, dialetto, storia locale. Per Indomitus questo lancio ha, quindi, un valore strategico. Portiamo in Italia una serie già lunga, già amata, già tradotta in altre lingue, con un protagonista ricorrente e un territorio (lo Yorkshire, "God's Own Country") che oggi intercetta lo stesso gusto dei lettori di Ann Cleeves, dei village mystery e dei procedural televisivi britannici. Il corpo nella grotta non è un titolo isolato: è la porta di ingresso a un catalogo di tredici indagini. L'uscita italiana del 17 settembre 2026 è l'occasione per presentare non solo un romanzo, ma un autore da costruire nel tempo, con una voce autentica, una geografia forte e una fedeltà rara al patto col lettore: un enigma onesto, un luogo che si può quasi toccare, e personaggi che si ha voglia di tornare a seguire volume dopo volume".
I lettori di lingua inglese lodano il ritmo calibrato, i colpi di scena, i personaggi che sanno di gente vera (lavoratori, vicini, provinciali senza caricatura) e uno stile che tiene insieme prosa limpida e capacità evocativa, senza indulgere nel gore.
Per questo il libro parla a più pubblici insieme: a chi ama i cozy mysteries e l'atmosfera dei villaggi inglesi; a chi cerca un poliziesco metodico, fatto di indizi e lavoro di squadra; a chi vuole enigmi alla Christie, con un cadavere in un luogo inaccessibile e una spiegazione che deve essere all'altezza del mistero; a chi preferisce le serie incentrate sui personaggi e vuole seguire Oldroyd e Carter libro dopo libro. È giallo britannico di piacere, non di brutale violenza: intelligente, radicato, accogliente eppure capace di scurirsi quando la comunità inizia a cedere i propri segreti.

Dal New York Times al Premio Pulitzer: arriva in Italia il caso editoriale dell'autunno


Dal New York Times al Premio Pulitzer: arriva in Italia il caso editoriale dell'autunno
Angel Down di Daniel Kraus, caso New York Times e Premio Pulitzer 2026, arriva in Italia in autunno: un'opera visionaria tra guerra e miracolo

👉 fonte: Libreriamo

Ha scalato le classifiche dei bestseller negli Stati Uniti, è entrato nella prestigiosa selezione dei dieci libri più importanti dell'anno del New York Times e ha coronato la sua corsa trionfale aggiudicandosi il Premio Pulitzer 2026 per la narrativa. Ora, Angel Down di Daniel Kraus, già coautore de La forma dell'acqua insieme a Guillermo del Toro, fa il suo atteso ingresso nelle librerie italiane nella traduzione di Andrea Cassini.
Definito dalla giuria del Pulitzer come un "tour de force stilistico capace di fondere allegoria, realismo magico e dramma storico in un insieme perfettamente coerente", il romanzo si attesta come uno degli eventi letterari più importanti della stagione autunnale.
Siamo nell'ottobre del 1918. L'Europa è devastata dagli ultimi battiti della Prima Guerra Mondiale. Nel fango sanguinoso della "Terra di Nessuno", sul fronte francese, cinque soldati americani vengono inviati in una pericolosa missione di recupero: porre fine alle sofferenze di un commilitone rimasto gravemente ferito.
Quando la squadra riesce a raggiungere il punto d'impatto tra il fuoco dei mortai, non trova un soldato ad attenderli. Immersa nelle macerie giace una creatura alata: un angelo caduto dal cielo, apparentemente abbattuto dall'artiglieria. La vista dell'essere divino scatena reazioni opposte e viscerali nei cinque soldati. È un segno di speranza? La chiave per fermare l'immane carneficina della guerra? O una tentazione pronta a rivelare la parte più oscura dell'animo umano?
Divisi da avidità, paranoia, segreti e desideri personali, i soldati dovranno trasportare la creatura attraverso l'inferno del campo di battaglia, trasformando la missione in una discesa psicologica e morale.
Se la premessa narrativa si dimostra potente e visionaria, a rendere Angel Down un fenomeno letterario unico nel suo genere è l'incredibile architettura formale su cui poggia l'intera impalcatura del romanzo. L'opera, infatti, è interamente scritta come un'unica, lunghissima e ininterrotta frase. Nel testo non vi sono punti finali a porre un freno alla corsa della lettura; le uniche interruzioni concesse al lettore sono scandite unicamente dai capoversi. Questa scelta ardita dona alla narrazione un ritmo incessante, drammatico e denso di urgenza.
La nota testata Publishers Weekly ha evidenziato come l'autore riesca a costruire un livello magistrale di tensione proprio attraverso questa scelta di scrittura, veicolando una costante sensazione di movimento. Nonostante la velocità incalzante e l'assenza di rassicuranti confini grammaticali, la prosa mantiene intatta una spiccata qualità poetica e passaggi fortemente lirici.
Allo stesso modo, Kirkus Reviews ha lodato questa gigantesca singola frase sprovvista di punto finale, sottolineando come sappia trasmettere l'esatta concitazione claustrofobica dei soldati. Di grandissimo spessore è anche la recensione a firma di Ben H. Winters apparsa sul New York Times, in cui l'opera viene definita un eccezionale modello di "stile additivo". Winters fa notare come il romanzo non solo inizi in medias res nel mezzo di una frase e di una cruenta battaglia, ma giunga alla sua conclusione chiudendosi semplicemente con una virgola.
Questo geniale espediente suggerisce che la storia, il conflitto umano e l'orrore non posseggano in fondo alcuna vera conclusione, ma solo un'infinita prosecuzione. Accumulando fatti, immagini e idee attraverso associazioni spontanee, Kraus riflette linguisticamente l'incertezza caotica dell'esistenza e la perenne difficoltà umana di rintracciare un vero e rassicurante significato dietro i traumi, tanto nella vita quanto nella pagina scritta.
Lodato e descritto dalla giuria del Premio Pulitzer come "un romanzo mozzafiato sulla Prima guerra mondiale, un tour-de-force stilistico che fonde allegoria, realismo magico e fantascienza in un insieme perfettamente coerente", Angel Down supera la narrativa di guerra per imporsi come pura riflessione filosofica. Si trasforma, riga dopo riga, in una dolorosa indagine sull'avidità umana, sul trauma collettivo generato dai conflitti e sull'ossessivo bisogno del miracoloso in una realtà ormai profanata e senza speranza.
Per i club del libro, per i lettori di narrativa di alto livello capaci di apprezzare sfide stilistiche rivoluzionarie e per tutti coloro che desiderano un volume in grado di occupare per intere settimane i loro pensieri, l'appuntamento in libreria è segnato.

È stato definito l'incipit di un libro di fantascienza migliore di sempre


È stato definito l'incipit di un libro di fantascienza migliore di sempre
Migliore dell'incipit di Neuromante, Dune, I reietti dell'altro pianeta e Hyperion

👉 fonte: Esquire

"Era un piacere bruciare tutto". Settantatré anni dopo l'uscita di Fahrenheit 451, la frase che apre il romanzo di Ray Bradbury è ancora potentissima. Secondo Ryan Epps, che ne ha recentemente parato su Polygon, nessun'altra prima frase del genere "fantascienza" è altrettanto toccante, brutale e autentica.
Il confronto è con aperture celebri: il cielo "del colore della televisione sintonizzata su un canale morto" di Neuromante, il capolavoro della fantascienza cyberpunk scritto da William Gibson; le quattro parole con cui Ursula K. Le Guin introduce I reietti dell'altro pianeta ("C'era un muro"), fino agli inizi più romanzeschi di Dune di Frank Herbert e Hyperion di Dan Simmons. Per l'autore, però, Bradbury fa meglio con appena sei parole nell'originale inglese.
La forza della frase, sostiene l'articolo, sta nella sua semplicità quasi comica, che ne rende il significato ancora più inquietante. Bradbury non spiega perché i libri siano proibiti. Ci porta direttamente nella testa di Guy Montag, un pompiere il cui lavoro è bruciarli, e che prova un piacere autentico nel farlo. Quel piacere però non dura: l'incontro con la giovane vicina Clarisse e la scelta di un'anziana di morire tra le fiamme insieme ai suoi libri spingono Montag a dubitare, fino alla fuga e all'incontro con un gruppo di esuli che imparano a memoria le opere letterarie per salvarle.
Pubblicato nel 1953, negli anni successivi della Seconda guerra mondiale, del maccartismo e della diffusione della televisione, il romanzo non voleva essere un avvertimento sulla censura di Stato. Lo stesso Bradbury lo descrisse come un monito contro la televisione, il declino dell'istruzione e la rinuncia volontaria alla lettura.
Proprio qui, secondo l'autore dell'articolo, Bradbury avrebbe previsto il presente. A sostegno cita i dati del National Endowment for the Arts: gli adulti statunitensi che hanno letto almeno un libro sono scesi dal 54,6% del 2012 al 48,5% del 2022. L'articolo richiama anche il caso di Anthropic, che secondo il Washington Post ha acquistato milioni di libri cartacei, li ha scansionati per addestrare l'intelligenza artificiale e poi ne ha distrutto la carta.

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mercoledì 23 settembre 2026

[NON RECENSIONE] Angelica Grivel Serra - L'anello debole


Eh sì, a volte succede! Non tutti i libri sono fatti per conquistare il lettore e, quando capita, è meglio riconoscerlo e fermarsi.
È proprio quello che mi è successo con L'anello debole di Angelica Grivel Serra: son bastate le prime pagine per farmi capire che la storia non sarebbe riuscita ad "accalappiarmi" e che non avrei trovato quella sintonia che cerco in un romanzo.
Ho quindi scelto di abbandonarlo, senza forzarmi a proseguire: la lettura, per come la intendo io, è un piacere e non un dovere. E anche decidere di non finire un libro fa parte del gioco…
Ma non è un bocciatura definitiva… Forse è solo il momento sbagliato. Lascio il libro caricato sul Kindle, magari tornerà "a chiamarmi" più avanti. Per ora, spazio al prossimo della mia lista infinita.
E voi? Vi capita di abbandonare un romanzo quando capite che non fa per voi?

L'ironia del nuovo Maigret (Denis Podalydès), un eroe che sfida la modernità


L'ironia del nuovo Maigret (Denis Podalydès), un eroe che sfida la modernità
Il commissario creato da Simenon in una storia ambientata ai giorni nostri


Quanti sono i Maigret che conosciamo? Jean Gabin, Gino Cervi, Michel Simon, Gérard Depardieu sono i primi che tornano alla mente. Beh, da oggi bisogna aggiungere anche Denis Podalydès, e non in una posizione secondaria. La sua interpretazione del commissario parigino in Maigret, l'amore e la morte è di quelle che non si dimenticano, anche perché è ambientato ai giorni nostri.
Georges Simenon scrisse il delizioso Maigret e i vecchi signori nel 1960 (Adelphi) ambientandolo in quell'epoca senza tempo in cui si muoveva il suo personaggio più famoso, con un occhio rivolto «al suo lontano passato, agli anni vissuti all'ombra di un castello in cui suo padre era l'intendente» e dove i nobili proprietari «gli erano apparsi esseri di un'essenza sublime». 
Questa volta deve indagare sulla morte di un anziano diplomatico, ma lo «strano» amore che ha legato per cinquant'anni il morto, Armand Berthier-Lagès, alla principessa Isabelle de Vuynes (Dominique Reymond) evidentemente gli fa riaffiorare quei vecchi ricordi. Che Pascal Bonitzer, regista e sceneggiatore del film, apparentemente elimina (nessun riferimento al passato di Maigret) ma che poi lascia intuire nell'atteggiamento guardingo e diffidente con cui raccoglie testimonianze e indizi.
Anche se ambienta il film oggi, con le pressioni del Potere che vorrebbe la minor pubblicità possibile per la strana morte di quell'apprezzato diplomatico, Bonitzer si diverte a sottolineare l'incongruenza o meglio la resistenza del suo eroe alle tentazioni della modernità: «No, non ho ancora un cellulare - dice al procuratore -. Ha i suoi inconvenienti ma anche i suoi vantaggi». E subito aggiunge «E neppure guido», come per offrire il quadro completo della sua alterità. Perché Maigret non è incasellabile in nessuna categoria: è un poliziotto ma è diverso da tutti i poliziotti, è un investigatore ma non gli attribuiresti nessun metodo d'indagine riconoscibile. È fondamentalmente un profondo conoscitore dell'animo umano, un indagatore dei segreti più nascosti: «Maigret non si considera un superuomo, non si crede infallibile. Anzi, comincia sempre le sue inchieste, anche le più semplici con una certa umiltà…
Si sforzava pazientemente di capire, ben sapendo che i veri moventi vanno ricercati in motivazioni profonde».
Raccontando i gialli si rischia sempre di svelare qualche indizio. Diciamo allora che il confronto più duro è con Jacqueline Larrieu, detta Jocotte (Anne Alvaro), l'impenetrabile domestica dell'ambasciatore con cui Maigret inizierà un «assedio» fatto di allusioni, di accenni, di piccoli affondi, di finte ritirate e soprattutto di tanta ironia. E con lei farà i conti anche con quel mondo di nobili più o meno altezzosi che sembrano sempre sul punto di rivelare qualcosa e poi si fermano sul più bello. Senza per altro farsi ingannare, perché «diffidava delle apparenze, dei giudizi sbrigativi».
E proprio l'ironia, non così presente nelle interpretazioni pur ottime del passato, è forse la caratteristica più significativa di questo Maigret versione Bonitzer, oltre a un finale che regala quale dubbio in più del romanzo: questo Maigret sa ridere, naturalmente alla sua maniera, senza essere mai scomposto e tanto meno sguaiato. Perché è un Maigret che sa prendere le distanze dal mondo (il dialogo con il suo superiore a proposito delle forme che i nobili vogliono salvare) ma che conosce talmente bene come vanno le cose da non potersi esimere da qualche battuta, da qualche punzecchiatura.
A tenere insieme tutto, oltre a una scrittura praticamente perfetta, è anche una regia «invisibile» (e per questo ancora più grande) che si prende il tempo di osservare il suo protagonista camminare da solo per strada, mettere e togliere il cappello, pulire il fornelletto della pipa, appoggiarsi con delicatezza alla presenza di sua moglie (Irène Jacob, quasi una presenza kieślowskiana), che concede al suo ispettore il tempo dei dubbi e delle esitazioni, ma proprio per questo lo stampa per sempre nella nostra memoria.

martedì 22 settembre 2026

[RECENSIONE] Freida McFadden: La donna della porta accanto


Freida McFadden: La donna della porta accanto. The Housemaid, vol. 3

Titolo originale: The Housemaid is Watching
Formato: Kindle (1.6 MB)
Pagine: 365
Editore: Newton Compton Editori (4 giugno 2025)
ASIN: B0F6WFTNSQ
ISBN-13: 9788822791566

Data di acquisto: 19 settembre 2026
Letto dal 20 al 22 settembre 2026

▪ Sinossi
Dall'autrice del bestseller Una di famiglia. Il thriller di cui tutti parlano.
Una volta pulivo gli appartamenti degli altri, ora non posso credere che questa casa sia davvero mia. L'incantevole cucina, il tranquillo vicolo sul quale si affaccia, il giardino dove i bambini possono giocare. Io e mio marito abbiamo risparmiato anni per dare ai nostri figli la vita che meritano. Anche se sono diffidente nei confronti della nostra nuova vicina, la signora Lowell, quando ci invita a cena è la nostra occasione per fare amicizia. La domestica ci apre la porta indossando un grembiule bianco, i capelli raccolti in una crocchia stretta. So esattamente cosa vuol dire essere nei suoi panni. Ma il suo sguardo freddo mi fa venire i brividi… La domestica dei Lowell non è l'unica stranezza: sono sicura di vedere una figura che ci osserva minacciosa dalla finestra. Mio marito, inoltre, comincia a uscire la sera sempre più tardi. Quando incontro una donna che abita dall'altra parte della strada, le sue parole mi gelano il sangue: «Fai attenzione ai tuoi vicini».
Ho commesso un terribile errore trasferendomi qui con la mia famiglia? Pensavo di essermi lasciata alle spalle i segreti più oscuri. Ma questo quartiere tranquillo potrebbe rivelarsi il luogo più pericoloso di tutti…
Oltre 2 milioni di copie vendute. N. 1 in tutto il mondo. L'autrice più letta degli ultimi anni. Un fenomeno internazionale.
«Suspense psicologica e plot twist sono la specialità di questa scrittrice». Tuttolibri
«Freida McFadden è il nuovo fenomeno della narrativa americana. Sta scalando le classifiche USA e vendendo più copie di mostri sacri come James Patterson, John Grisham o Stephen King». Il Messaggero

▪ L'incipit del libro
C'è sangue dappertutto. Non ne ho mai visto così tanto. Ha inzuppato il tappeto color crema, infiltrandosi tra le assi del pavimento e chiazzando di rosso le gambe del tavolino di rovere. Gocce perfettamente ovali si susseguono fino al divano di pelle chiara e grossi rivoli colano lungo la parete di alabastro.
Se guardassi con attenzione, troverei macchie di sangue anche nell'auto in garage? Sui fili d'erba del prato? Nel supermercato dall'altra parte della città?
Ma peggio ancora, le mie mani ne sono ricoperte.
Che disastro! Anche se non ho molto tempo, muoio dalla voglia di pulire tutto. Quando c'è una macchia, soprattutto su un tappeto, mi hanno insegnato che bisogna levarla subito, prima che si secchi. Se la si lascia asciugare, diventerà permanente.
Purtroppo, per quanto strofini con forza, per il corpo che giace in mezzo a una pozza di sangue non cambierà nulla.

▪ La mia recensione
"Mi ha nascosto troppe cose del suo passato e non riesco a credere di averci messo tanto per scoprirle. Ha avuto molte occasioni per dirmi la verità. E sa tutto del mio passato, che non è stato proprio idilliaco. Ho molti scheletri nell'armadio. Avrebbe potuto essere sincero. Avrebbe potuto dirmi tutto. Ma ha scelto di non farlo".
La donna della porta accanto, che chiude la trilogia (che diventa una tetralogia se consideriamo anche il racconto breve Finché morte non ci separi) di The Housemaid, è il miglior libro della serie.
In questo romanzo, che si colloca dieci anni dopo quel racconto breve, ritroviamo Millie Calloway, ora signora Accardi, che ha finalmente coronato il suo sogno di avere una famiglia felice (Enzo, il marito italiano esperto di giardini, e due splendidi bambini: Ada la grande e Nico il piccolo) ed una casa spaziosa a Long Island, lontana dal Bronx che lei tanto detestava. Eppure, neanche il tempo di ultimare il  trasloco nella nuova casa che il passato torna a far crollare tutte le sue speranze di un futuro sereno e tranquillo. E per Millie sarà un nuovo viaggio nella paura… Complici, questa volta, una coppia di vicini troppo perfettini per essere veri, una governante costantemente scontrosa ed una anziana signora alquanto impicciona.
Come per le volte precedenti, anche questo romanzo parte in sordina e, piano piano, si trasforma in un grande corollario di misteri, sospetti, bugie e sangue. Mai una volta che la povera Millie possa stare tranquilla; ed ora deve vedersela anche con gli strani comportamenti di marito e figli. La sua bellissima famiglia cosa nasconde?
Quindi, siamo di fronte ad una storia piena zeppa di indizi e segnali di quello che sta realmente accadendo. Eppure, ogni volta che ci sembra di aver sistemato un nuovo pezzo del puzzle, ecco che la McFadden riesce a smontare il tutto fornendoci una nuova tessera. E il gioco riparte!
Altra caratteristica del libro (forse la più interessante) è come la protagonista sia cresciuta e maturata dal punto di vista caratteriale nel corso della saga: nel primo, Millie Calloway era una ragazza alle prese con un passato tragico; adesso, dopo ben 15 anni, la ritroviamo moglie felice e madre apprensiva, sicura di sé e con un lavoro che ama moltissimo. Ma quel che è successo nel suo passato (ed in quello di Enzo) non si può certamente ignorare.
E cosa non mi è piaciuto? Incredibile a dirsi, è proprio la "parte thriller" che mi ha leggermente deluso (altrimenti avrei dato il massimo dei voti all'intero romanzo): arriva relativamente tardi e un po' troppo condensata perché l'intera prima parte, ed oltre, è troppo allungata anche se, è inevitabile, serve a presentare il nuovo ambiente ed i nuovi personaggi in cui si svolgerà la storia. Ah, e tra questi personaggi c'è anche un gradito (e per certi versi sorprendente) ritorno…
Insomma, questo quarto ed ultimo volume della serie chiude il cerchio su Millie Calloway e fornisce tutte le risposte lasciate in sospeso nei precedenti libri. Una degna conclusione, quindi.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

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I precedenti libri della la serie "The Housemaid":