"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

martedì 11 agosto 2026

Libri: dopo "Le schegge", tre thriller con narratori di cui non ci si può fidare


Libri: dopo "Le schegge", tre thriller con narratori di cui non ci si può fidare
Dalla manipolazione psicologica de La paziente silenziosa al magistrale inganno de L'assassinio di Roger Ackroyd, tre thriller in cui omissioni, ricordi e false confessioni trasformano il narratore nel più insospettabile degli enigmi.

👉 fonte: Panorama

In Le schegge, la serie tratta dal romanzo di Bret Easton Ellis e ora disponibile su Disney+, la voce narrante non si limita a raccontare la storia, ma ne diventa il primo mistero. Una pagina dopo l'altra, gelosia, desiderio, droghe e paura rendono però i suoi ricordi sempre più opachi. Bret vede davvero ciò che crede di vedere o sta trasformando le proprie ossessioni in indizi? È questo il potere del cosiddetto unreliable narrator, il narratore inaffidabile.

Chi è il narratore inaffidabile e qual è il suo ruolo
Una voce può accompagnare il lettore dentro una storia oppure condurlo esattamente dove desidera, scegliendo cosa mostrare, cosa nascondere e quale significato attribuire agli eventi. Su questa ambiguità si costruisce il fascino del narratore inaffidabile, figura centrale del thriller psicologico contemporaneo. Non mente necessariamente in modo esplicito. Talvolta omette, confonde ricordo e desiderio, interpreta la realtà attraverso un'ossessione oppure racconta se stesso in modo tanto convincente da rendere quasi impossibile riconoscere le crepe della sua versione.
Dopo Le schegge, questi tre thriller esplorano altrettante forme di narrazione inaffidabile, dalla confessione manipolatoria al racconto ossessivo, fino alla voce che tenta di trasformare la violenza in una storia d'amore.

L'assassinio di Roger Ackroyd di Agatha Christie
Nel tranquillo villaggio inglese di King's Abbot, la morte della ricca vedova Ferrars è seguita dall'assassinio di Roger Ackroyd, uomo facoltoso al quale la donna aveva confidato un segreto inquietante. A indagare è Hercule Poirot, ritiratosi apparentemente dalla professione per dedicarsi alla coltivazione delle zucche, affiancato dal medico del paese James Sheppard, che assume il ruolo tradizionalmente riservato al capitano Hastings.
È proprio il dottor Sheppard a raccontare la vicenda, registrando conversazioni, movimenti e indizi con il tono composto di un osservatore razionale. La sua scrittura appare precisa, quasi clinica, e sembra offrire al lettore tutto ciò che serve per partecipare all'indagine. Agatha Christie, tuttavia, trasforma questa apparente affidabilità in un sofisticato strumento di depistaggio. Sheppard non ha bisogno di costruire menzogne evidenti: gli basta scegliere le parole, interrompere un resoconto nel momento opportuno e lasciare che sia chi legge a completare cio che non e stato detto.
Pubblicato nel 1926, L'assassinio di Roger Ackroyd è diventato uno dei romanzi più celebri della scrittrice proprio per il modo in cui mette in discussione il patto tra autore, narratore e lettore.

La paziente silenziosa di Alex Michaelides
Alicia Berenson e una pittrice affermata, vive in una bella casa a Londra ed è sposata con Gabriel, fotografo di moda molto conosciuto. Una sera gli spara cinque volte al volto e, da quel momento, smette di parlare. Ricoverata in una struttura psichiatrica, diventa un enigma su cui medici, giornalisti e opinione pubblica proiettano spiegazioni differenti. L'unico indizio che sembra aver lasciato è un autoritratto intitolato Alcesti, come l'eroina della tragedia greca disposta a morire per il marito.
A raccontare la sua storia è Theo Faber, psicoterapeuta convinto di poter infrangere quel silenzio. Theo si presenta come un professionista sensibile, forse troppo coinvolto, animato non soltanto dalla curiosità clinica ma da una forma di riconoscimento personale. Mentre ricostruisce la vita di Alicia, racconta anche la propria: l'infanzia dolorosa, il matrimonio, le fragilità che sembrano renderlo particolarmente capace di comprendere la sofferenza altrui.
L'inaffidabilità nasce proprio dalla sua apparente trasparenza. Theo non sembra nascondersi, anzi, offre continuamente pensieri, paure e confessioni. Eppure, più la sua voce diventa intima, più il lettore dovrebbe domandarsi chi stia realmente interpretando chi.

Otto perfetti omicidi di Peter Swanson
Malcolm Kershaw lavora in una libreria specializzata in gialli e conduce una vita appartata, scandita dai libri e dalla neve di Boston. Anni prima ha pubblicato sul blog del negozio una lista dedicata agli otto delitti letterari che considera perfetti, scegliendo romanzi come L'ABC dei delitti di Agatha Christie, Sconosciuti in treno di Patricia Highsmith e La morte corre sul fiume di Davis Grubb.
Quando l'agente dell'FBI Gwen Mulvey gli rivela che qualcuno potrebbe stare riproducendo quei crimini nella realtà, Malcolm diventa contemporaneamente consulente, testimone e possibile sospettato. La sua conoscenza del genere dovrebbe aiutarlo a decifrare il disegno dell'assassino, ma lo rende anche pericolosamente consapevole dei meccanismi necessari a depistare un'indagine.
Il romanzo di Peter Swanson e il più apertamente metaletterario dei tre. Malcolm conosce le regole del giallo e sa che ogni narratore seleziona la propria versione dei fatti. Si rivolge al lettore con il tono tranquillo di un libraio che consiglia una storia, mentre dispone indizi, ricordi e omissioni con la precisione di chi ha trascorso la vita a studiare delitti immaginari. La domanda non riguarda soltanto l'identità dell'assassino, ma il momento esatto in cui abbiamo deciso di accordare fiducia a chi racconta.

lunedì 10 agosto 2026

[RECENSIONE] Mirko Zilahy: Il giardino delle ombre. Nemo Sperati, vol. 2


Mirko Zilahy: Il giardino delle ombre. Nemo Sperati, vol. 2

Formato: copertina rigida
Pagine: 288
Editore: Mondadori (16 giugno 2026)
ISBN-13: 9788804813682

Data di acquisto: prenotazione del 3 giugno 2026
Letto dal 4 al 10 agosto 2026

Sinossi
Torna Nemo Sperati, l'esperto d'arte capace di leggere la scena del crimine come un quadro d'autore.
Nel ventre del museo del Prado a Madrid, Tessa Vanetti, una giovane restauratrice specializzata nel Cinquecento olandese, sta ripulendo un'opera unica al mondo, il misterioso Trittico delle Delizie del pittore fiammingo Hieronymus Bosch. I suoi pannelli lignei rappresentano un'umanità vinta dal peccato, ibrida e deforme. Il lavoro procede spedito quando d'un tratto qualcosa la blocca: in corrispondenza di una delle figure più enigmatiche dell'opera (una lama tra due orecchie circondate da anime dannate) Tessa nota un'imperfezione. Un attimo dopo la pittura cede e sotto l'immagine dipinta da Bosch emerge un elemento inquietante.
A Roma, nel parco della Caffarella, l'ispettrice capo Miriam Tiberi si trova di fronte a uno scenario grottesco: il corpo di un uomo con una bizzarra maschera animalesca viene rinvenuto nella vasca di una piccola fattoria. Quando la foto della vittima compare sulla stampa, nella squadra d'indagine entra Nemo Sperati, docente delle Belle Arti e consulente della polizia per casi "speciali". L'unico in grado di sintonizzarsi con la scena del crimine e svelare simboli celati nell'opera dell'assassino.
Sulle tracce di un mistero antico cinque secoli, Miriam, Nemo e Tessa dovranno fare i conti con un killer che sta usando Roma come sfondo per le sue installazioni mortali. Per ritrovarsi di fronte alla più assurda delle domande: Hieronymus Bosch ha nascosto un oscuro messaggio tra le ombre del Giardino delle Delizie?

L'incipit del libro
Madrid, 11 maggio 2026, notte.
Nel ventre grigio e oscuro del museo, la pace somigliava a un gran sudario.
Il laboratorio di restauro del Prado era un cubo tagliato a metà da una lama invisibile. Sulla sinistra, la parte illuminata dai potenti led svelava le sagome di tre grossi PC e delle apparecchiature tecniche su cui riposavano le tele in attesa delle analisi. Sulla destra invece era notte fonda.
Ed era in quel buio perfetto che Tessa Vanetti - il caschetto nero sopra occhi felini cobalto - lavorava come un prudente animale sotterraneo. In cima allo sgabello telescopico, le mani nei sottili guanti di nitrile azzurro, le lenti digitali e la lampada a fibra ottica sulla fronte a illuminare una minuscola porzione dell'enorme dipinto.
Attorno, il nero assoluto.


La mia recensione
"Nel buio muto del soggiorno Tessa si ritrovò a pronunciare quelle parole ad alta voce: «Egli parlò e tutto fu finto; egli mentì e tutto fu creato». E una scossa elettrica l'attraversò come una bestemmia in chiesa".
Il giardino delle ombre, secondo capitolo incentrato su Nemo Sperati (esperto d'arte ed in grado di "vedere" la scena del crimine come se fosse un vero e proprio affresco da valutare) dimostra ancora una volta come Mirko Zilahy sia da annoverare tra i maestri più brillanti del nuovo thriller italiano. E questo suo recente lavoro è, appunto, un thriller in piena regola: molto "visivo", dalla tensione sempre bella alta ed infarcito di tanti personaggi geniali ma tormentati allo stesso tempo.
La trama può essere riassunta in questo modo: siamo ancora una volta a Roma e Nemo Sperati si presenta sul luogo di un barbaro delitto che, da subito, ha evidenti richiami con l'opera Trittico del Giardino delle delizie dell'artista olandese Hieronymus Bosch. Da qui in poi, Nemo ed il suo gruppo di comprimari (ma con l'ispettrice capo Miriam Tiberi che spicca su tutti), verranno trascinati in un vortice di puro orrore… sino all'incredibile colpo di scena finale. Personaggi tormentati ed inquieti, ma senza mai scadere nei cliché tipici del genere.
Il prof. Zilahy ha creato una impressionante sequela di descrizioni molto dettagliate e, in un certo senso, "pittoriche": il romanzo, più che scriverlo, lo ha incredibilmente dipinto come un quadro: ogni minimo dettaglio di una Roma malinconica e lontana dalle abituali rotte turistiche, qui diventa una pennellata ed un indizio per la risoluzione dell'enigma. Eppure, tutte queste descrizioni non gravano sulla storia ma, anzi, la rendono ricca e (scusate se mi ripeto) "visiva".
A chi ama i thriller investigativi e di alto livello, in Il giardino delle ombre troverà veramente pane per i suoi denti: ossia, con la tensione emotiva e psicologica che, a conti fatti, diventa un personaggio a tutti gli effetti ed in grado di farti compagnia ad ogni cambio di pagina.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

"L'ultimo giorno": Glenn Cooper riscrive il thriller scientifico sfidando il mistero della morte


L'ultimo giorno: Glenn Cooper riscrive il thriller scientifico sfidando il mistero della morte
Tra indagine, neuroscienze e dilemmi etici, l'autore americano costruisce un romanzo capace di fondere suspense e riflessione filosofica

👉 fonte: Latina News

Ci sono thriller che costruiscono la propria tensione sulla ricerca di un assassino, altri che fanno leva sulla cospirazione, sull'enigma storico o sull'adrenalina dell'azione. L'ultimo giorno (2012) appartiene invece a una categoria più rara: quella dei romanzi che trasformano una domanda universale in un meccanismo narrativo dirompente. Glenn Cooper parte infatti da un interrogativo che accompagna l'umanità fin dalle sue origini (cosa accade dopo la morte?) e lo sottrae al terreno della filosofia e della religione per affidarlo al linguaggio della scienza. È proprio in questo spostamento di prospettiva che risiede il fascino più autentico dell’opera.
L'autore statunitense costruisce un thriller che non cerca semplicemente di intrattenere, ma di mettere il lettore di fronte a un dilemma etico destinato a sopravvivere ben oltre l'ultima pagina. La morte, da evento inevitabile e insondabile, diventa una soglia apparentemente esplorabile. E quando il mistero sembra trasformarsi in una variabile scientifica, ogni certezza comincia lentamente a sgretolarsi. Il risultato è un romanzo che coniuga suspense, divulgazione e riflessione filosofica con un equilibrio raramente scontato.
La vicenda prende avvio da una serie di omicidi apparentemente scollegati, accomunati da un inquietante dettaglio che sfugge a qualsiasi spiegazione immediata. A indagare è l'agente dell’FBI Cyrus O'Malley, investigatore esperto e metodico che si trova rapidamente coinvolto in un caso molto più complesso di quanto lasciassero immaginare i primi elementi raccolti.
Parallelamente il lettore segue il percorso del brillante medico e ricercatore Alex Weller, segnato fin dall'adolescenza da una traumatica esperienza di pre-morte destinata a trasformarsi nell'ossessione che guiderà ogni scelta della sua esistenza. Le due vicende procedono inizialmente su binari differenti, fino a convergere in una narrazione che amplia progressivamente il proprio orizzonte, passando dal thriller investigativo alla riflessione scientifica e filosofica, senza mai rinunciare alla tensione e senza tradire le aspettative del lettore.
Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è la sua struttura. Cooper dimostra una notevole padronanza del ritmo alternando punti di vista, piani temporali e registri narrativi con grande naturalezza. Ogni capitolo aggiunge un tassello al mosaico senza svelare troppo, alimentando una suspense che non nasce soltanto dalla necessità di scoprire il colpevole, ma soprattutto dal desiderio di comprendere il significato di ciò che sta realmente accadendo.
L'autore adotta la struttura tipica del thriller contemporaneo, fatta di capitoli brevi, frequenti cambi di scena e continui rilanci narrativi. Tuttavia, dietro questa apparente semplicità si cela un'attenta costruzione architettonica. L'indagine iniziale rappresenta soltanto il punto di partenza di un racconto destinato ad allargarsi progressivamente fino ad assumere una dimensione quasi globale, nella quale le implicazioni della scoperta scientifica finiscono per travolgere non solo i protagonisti, ma l'intera società.
Cooper dosa le informazioni con intelligenza, evitando spiegazioni premature e distribuendo gli indizi con precisione chirurgica. Ogni rivelazione modifica la prospettiva del lettore, costringendolo a riconsiderare ciò che credeva di aver compreso. È una suspense costruita più sulla conoscenza che sull'azione, ed è proprio questo a distinguerla dalla maggior parte dei thriller contemporanei.
Il cuore del romanzo risiede nel confronto tra Alex Weller e Cyrus O'Malley, due protagonisti che incarnano filosofie diametralmente opposte. Alex è senza dubbio il personaggio più complesso dell'opera. Cooper evita di trasformarlo nel classico antagonista mosso esclusivamente dalla sete di potere. La sua ossessione nasce da un trauma personale e da un dolore mai realmente superato. La ricerca scientifica rappresenta per lui il tentativo di dare una spiegazione razionale a un'esperienza che ha sconvolto la sua vita, fino a diventare una missione totalizzante.
La sua evoluzione psicologica è costruita con gradualità. Non assiste a un'improvvisa trasformazione in un folle visionario, ma a un lento processo attraverso cui il desiderio di conoscere finisce per prevalere su qualsiasi principio etico. È proprio questa progressione a rendere il personaggio credibile e, allo stesso tempo, profondamente inquietante.
Sul fronte opposto si colloca Cyrus O'Malley. Investigatore pragmatico e determinato, rappresenta la razionalità, il senso del dovere e il valore della vita umana. Cooper lo caratterizza con efficacia, evitando l'immagine dell'eroe infallibile e restituendo invece un uomo che conserva dubbi, fragilità e una forte dimensione emotiva. Il contrasto con Alex non è soltanto narrativo, ma profondamente simbolico: da una parte la conoscenza perseguita senza limiti, dall'altra la convinzione che nessuna scoperta possa giustificare il sacrificio dell’essere umano.
Pur ruotando attorno ai due protagonisti, il romanzo si arricchisce di una serie di figure secondarie che contribuiscono a dare profondità alla narrazione. Medici, agenti federali, ricercatori e persone coinvolte negli eventi non sono semplici comparse, ma diventano tasselli indispensabili di una riflessione più ampia sulle conseguenze del progresso scientifico. Cooper non dedica a tutti lo stesso livello di approfondimento psicologico, ma riesce comunque a renderli funzionali alla storia e ai temi affrontati. Ognuno rappresenta una diversa reazione davanti all'ignoto: curiosità, paura, ambizione, disperazione o desiderio di controllo. Sono proprio queste differenti prospettive a rendere credibile il mondo costruito dall’autore.
Il vero protagonista dell'opera, tuttavia, non è un personaggio, ma un'idea. Cooper costruisce l'intero romanzo attorno a una domanda tanto semplice quanto sconvolgente: cosa accadrebbe se fosse possibile sperimentare la morte senza morire davvero?
Da questo interrogativo nasce una riflessione sorprendentemente articolata sul rapporto tra scienza ed etica. L'autore non demonizza il progresso né assume posizioni ideologiche. Al contrario, mostra come il problema non risieda nella ricerca scientifica, bensì nell'illusione che qualsiasi limite possa essere superato senza conseguenze.
L'ossessione rappresenta il filo conduttore dell'intera narrazione. Ogni personaggio è guidato da un desiderio assoluto: comprendere, ritrovare chi è stato perduto, vincere la paura della morte oppure controllare ciò che sfugge alla comprensione umana. Cooper suggerisce che proprio questa ricerca esasperata finisca inevitabilmente per deformare la realtà.
Accanto a questi temi emerge anche una riflessione sul dolore e sul lutto. La perdita diventa il motore invisibile delle scelte dei protagonisti, mostrando quanto l'essere umano sia disposto a mettere in discussione ogni convinzione pur di colmare il vuoto lasciato da chi non c'è più. In questo senso, L'ultimo giorno va oltre il thriller e si avvicina a una meditazione sul bisogno umano di trovare un significato all’esistenza.
Dal punto di vista stilistico Glenn Cooper conferma una scrittura estremamente efficace. La sua prosa è limpida, essenziale e fortemente cinematografica. Ogni capitolo è costruito per mantenere viva la tensione, senza inutili digressioni o descrizioni eccessivamente prolisse. I dialoghi risultano generalmente credibili e funzionali, mentre le spiegazioni scientifiche vengono inserite con equilibrio all'interno della narrazione. Pur affrontando argomenti complessi, Cooper riesce quasi sempre a renderli comprensibili senza appesantire il ritmo.
La suspense rappresenta probabilmente il suo punto di forza maggiore. I colpi di scena non appaiono mai fini a sé stessi, ma trovano una precisa collocazione all'interno della costruzione narrativa. Ogni rivelazione modifica il quadro generale senza compromettere la coerenza dell'intreccio, mantenendo costante la curiosità del lettore fino alle pagine finali.
Come ogni opera ambiziosa, anche L'ultimo giorno presenta alcune imperfezioni. Nella seconda parte il ritmo accelera sensibilmente e alcune implicazioni filosofiche della scoperta scientifica vengono affrontate con maggiore rapidità rispetto a quanto la forza dell'idea avrebbe probabilmente meritato.
Anche alcuni personaggi secondari rimangono più funzionali che realmente memorabili e talvolta sembrano esistere soprattutto per sostenere l'avanzamento della trama. Tuttavia, questi aspetti non compromettono la solidità complessiva dell'opera, che continua a distinguersi per originalità e capacità di coinvolgimento.
Più che offrire risposte, Glenn Cooper invita il lettore a convivere con il dubbio. L'ultimo giorno non è soltanto un thriller costruito con intelligenza, ma una riflessione sulle conseguenze della conoscenza quando questa supera i confini imposti dall'etica. L'autore dimostra come il desiderio di comprendere l'ignoto possa trasformarsi tanto in uno straordinario motore di progresso quanto in una pericolosa forma di ossessione.
È proprio questa ambiguità a rendere il romanzo una delle prove più interessanti dell'autore. Cooper riesce infatti a coniugare intrattenimento e riflessione senza sacrificare né il ritmo né la profondità dei temi affrontati. Il lettore chiude il libro con la soddisfazione di aver letto un thriller avvincente, ma anche con la sensazione che la vera domanda posta dall'autore non riguardi ciò che esiste oltre la morte. Riguarda piuttosto fino a dove l'uomo sia disposto a spingersi pur di scoprire ciò che, forse, dovrebbe rimanere per sempre un mistero.

Le scrittrici italiane del giallo da leggere tra indagini, noir e misteri


Le scrittrici italiane del giallo da leggere tra indagini, noir e misteri

👉 fonte: Agenda Online

Un delitto può aprire una porta sulla parte più oscura di una comunità, ma anche rivelare fragilità, paure e contraddizioni che nessuna indagine riesce a cancellare del tutto. Nei romanzi gialli italiani il mistero non vive soltanto nell'identità dell'assassino: si nasconde nei paesaggi, nei legami familiari, nella memoria e nelle ferite dei personaggi.
Ilaria Tuti, Alessia Gazzola, Gabriella Genisi, Gabriella Bianchi e Cristina Cassar Scalia hanno costruito protagonisti molto riconoscibili, capaci di muoversi tra omicidi, segreti e intuizioni senza rinunciare alla propria umanità. Cinque modi differenti di raccontare il giallo italiano contemporaneo, dal thriller psicologico al poliziesco più ironico e mediterraneo.

Ilaria Tuti e il buio nascosto tra le montagne
Con Ilaria Tuti il giallo assume spesso le tonalità del noir psicologico. La scrittrice friulana, pubblicata da Longanesi, ha raggiunto il grande pubblico con Fiori sopra l'inferno, primo romanzo della serie dedicata al commissario Teresa Battaglia.
Teresa è una profiler esperta e intuitiva, ma deve affrontare una malattia che minaccia progressivamente la sua memoria. Le indagini diventano così una corsa contro il tempo, condotta tra paesi isolati, boschi, antiche violenze e comunità che proteggono i propri silenzi. Tra i libri più letti figurano Ninfa dormiente, Figlia della cenere e Madre d'ossa, mentre opere come Fiore di roccia mostrano la capacità dell'autrice di attraversare anche il romanzo storico.

Alessia Gazzola tra medicina legale e ironia
Nei romanzi di Alessia Gazzola il mistero convive con la leggerezza, le relazioni sentimentali e gli imprevisti della vita quotidiana. Anche lei pubblicata da Longanesi, è diventata celebre con L'allieva, il libro che introduce Alice Allevi, giovane specializzanda in medicina legale dotata di intuito investigativo e di una naturale capacità di finire nei guai.
La serie alterna autopsie, omicidi e casi da risolvere a sentimenti, insicurezze e difficoltà professionali. Tra i titoli più conosciuti compaiono Un segreto non è per sempre, Le ossa della principessa e La ragazza del collegio.
Con i romanzi dedicati a Costanza Macallè e alla nuova serie di Miss Bee, l'autrice ha ampliato il proprio universo narrativo senza perdere il tono brillante che la distingue.

Gabriella Genisi e il poliziesco mediterraneo
Con Gabriella Genisi il giallo si sposta a Bari, tra profumi, cucina, contraddizioni sociali e una città raccontata con affetto ma senza indulgenza. Lautrice pubblica con Sonzogno la serie dedicata a Lolita Lobosco, vicequestore ironica, determinata e poco incline a rispettare le aspettative degli altri.
La saga comincia con La circonferenza delle arance e prosegue con titoli come Giallo ciliegia, Uva noir e Spaghetti all'Assassina. Le indagini si intrecciano alla vita privata della protagonista, alle amicizie e a una Puglia che non è semplice sfondo, ma parte integrante del racconto.
Nei suoi libri il delitto convive con l'ironia e con uno sguardo attento sui cambiamenti della società meridionale. Il successo della serie televisiva tratta dai romanzi ha reso Lolita Lobosco una delle investigatrici più popolari della narrativa italiana recente.

Gabriella Bianchi e il noir di provincia che scava nel passato
Con Gabriella Bianchi il noir entra nella provincia del Sud degli anni Ottanta, tra cronaca, silenzi collettivi e verità che sembrano destinate a rimanere sepolte. Giornalista con una lunga esperienza nella cronaca nera e giudiziaria, l'autrice porta nel suo romanzo d'esordio uno sguardo costruito sul campo, attento ai dettagli delle indagini ma soprattutto alle reazioni di una comunità davanti a un delitto.
Il suo primo libro, Zolfo, prende avvio dalla morte di un ragazzo in una zona mineraria del Mezzogiorno. Quello che potrebbe apparire come un caso circoscritto diventa progressivamente un viaggio dentro un'epoca segnata da disuguaglianze, pregiudizi e rapporti di potere.
Al centro dell'indagine c'è un personaggio che osserva la realtà senza accontentarsi delle spiegazioni più comode. Intorno a lui si muove una provincia nella quale tutti sembrano conoscere qualcosa, ma pochi sono disposti a esporsi. La ricerca della verità finisce così per coinvolgere famiglie, istituzioni e persone considerate rispettabili, mostrando quanto possa essere fragile il confine tra reputazione e responsabilità.
Bianchi utilizza il noir non soltanto per costruire suspense, ma per raccontare un Sud lontano dalla nostalgia degli anni Ottanta. Dietro i colori, la musica e l'ottimismo di quel periodo emergono lavoro precario, emarginazione e un sistema sociale nel quale anche entrare in un tribunale può trasformarsi in un marchio.

Cristina Cassar Scalia e i misteri sotto l'Etna
Il percorso si completa con Cristina Cassar Scalia, pubblicata da Einaudi e creatrice del vicequestore Vanina Guarrasi. La sua serie ha preso avvio con Sabbia nera, romanzo ambientato a Catania e vincitore del Premio Sciascia Racalmare.
Vanina è palermitana, ha lavorato a Milano ed è tornata in Sicilia portando con sé un passato segnato dalla mafia. Le sue indagini attraversano ville abbandonate, porti, quartieri cittadini, gelaterie e paesi ai piedi dell'Etna, restituendo una Sicilia viva, contraddittoria e mai ridotta a scenario pittoresco.
Tra i titoli più letti ci sono La logica della lampara, La Salita dei Saponari, L'uomo del porto e Il Re del gelato.

sabato 8 agosto 2026

Il nuovo romanzo di Stephen King è l'attesissimo nuovo capitolo de "La Torre Nera"


Il nuovo romanzo di Stephen King è l'attesissimo nuovo capitolo de La Torre Nera

👉 fonte: Everyeye.it

In attesa della nuova serie TV di Carrie, presto in arrivo su Prime Video, possiamo confermare ai fan di Stephen King l'arrivo di quello che è considerato uno dei suoi libri più attesi degli ultimi vent'anni: Other Worlds Than These.
Ma perché si tratta di un romanzo così entusiasmante per i fan? Semplice, perché oltre a concludere una mitica saga kinghiana rappresenterà anche il nuovo capitolo de La Torre Nera: in questo articolo, vi anticipiamo tutto ciò che dovete sapere su Other worlds than these
Il romanzo sarà il terzo capitolo della saga di Jack Sawyer, già protagonista di due tra i libri più amati di sempre di Stephen King, ovvero Il Talismano e La Casa del buio: tra il primo libro (1984) e il secondo (2001) passarono ben 17 anni, e adesso per questo capitolo conclusivo l'attesa è stata di ben 25 anni.
Ma non solo: la saga di Jack Sawyer è strettamente legata a La Torre Nera. Questo perché "i Territori", il mondo fantasy medievale che Sawyer è in grado di raggiungere, è stato narrativamente connesso alla Torre e a Mid-World, soprattutto durante gli eventi de La Casa del buio, e ora Other worlds than these promette di ricollegarsi all'opera magna di King: "Mid-World è sempre stato i Territori con un altro nome" ha detto l'autore, stuzzicando l'attesa dei fan.
Il romanzo sarà anche l'ultimo scritto in collaborazione con Peter Straub, co-autore de Il talismano e La Casa del buio, scomparso nel 2022.
Other worlds than these uscirà il 6 ottobre 2026 negli USA; nel frattempo, Stephen King sta lavorando anche al film di Desperation, che sarà prodotto da Sam Raimi.

venerdì 7 agosto 2026

I 50 migliori thriller del XXI secolo per il New York Times: nessun italiano in classifica


I 50 migliori thriller del XXI secolo per il New York Times: nessun italiano in classifica
La guida del New York Times ai 50 migliori thriller del XXI secolo, tra tendenze globali e l'assenza dei grandi nomi del genere italiani

👉 fonte: Libreriamo

Se chiedete a qualunque appassionato di letteratura dove stia andando il romanzo contemporaneo, raramente vi risponderà indicando la narrativa pura o la saggistica. È nel thriller che batte il cuore pulsante (e claustrofobico) della nostra epoca.
A dimostrarlo in modo definitivo è il New York Times Book Review, che ha deciso di ampliare la sua celebre mappa dei migliori libri del millennio interpellando 291 esperti del settore, tra cui colossi come Stephen King, John Grisham, Lee Child, Freida McFadden e Gillian Flynn. Il mandato era chiaro: classificare i 10 migliori thriller pubblicati dal 2000 ad oggi.
Il risultato è la classifica dei 50 Best Thrillers of the 21st Century, un'istantanea straordinaria che rivela non solo quali storie ci hanno tenuti svegli la notte, ma come la parola "suspense" abbia cambiato radicalmente significato negli ultimi venticinque anni. Ma c'è un dato che salta subito all'occhio del lettore europeo e nostrano: l'assoluta e rumorosa assenza dei grandi maestri della scuola italiana.
Com'è possibile che autori capaci di dominare le vendite a livello globale restino del tutto invisibili per la critica d'oltreoceano? Un interrogativo fondamentale su cui vale la pena soffermarsi prima di addentrarsi nella classifica.
Nel leggere la selezione curata dai 291 esperti del New York Times, balza all'occhio un'assenza rilevante per il lettore europeo: quella della narrativa crime di marca italiana. Non si tratta di una mancanza legata al riscontro di pubblico o ai volumi di vendita.
Autori come Donato Carrisi vantano oltre 5 milioni di copie vendute e traduzioni in più di 30 Paesi, Gianrico Carofiglio conta oltre 6 milioni di lettori e traduzioni in 28 lingue, mentre fenomeni di costume come Andrea Camilleri superano i 30 milioni di copie nel mondo, affiancati dal successo internazionale di firme come Maurizio de Giovanni, Antonio Manzini e Sandrone Dazieri.
Questa mancata inclusione nella rassegna statunitense rivela dinamiche editoriali e culturali ben precise. Da un lato emerge una chiara divergenza di genere: la scuola italiana predilige la tradizione del noir e del "giallo di costume", centrata sull'indagine sociale, la psicologia del territorio e l'umanità del detective.
Al contrario, la critica e il mercato anglosassone tendono a privilegiare i meccanismi ad alta tensione dell'high-concept e del domestic thriller psicologico. Dall'altro lato pesa la storica barriera delle traduzioni nel mercato anglo-americano, che riserva una quota ridottissima ai titoli esteri, fatta eccezione per il fenomeno consolidato del Nordic Noir.
L’assenza dall'elenco del New York Times non intacca quindi la statura dei maestri italiani, ma evidenzia come i confini del genere vengano spesso tracciati in base ai codici di lettura propri del mercato di riferimento.
L'evoluzione del thriller nel XXI secolo rappresenta uno dei fenomeni più affascinanti della letteratura contemporanea. Analizzando la recente rassegna del New York Times, emerge chiaramente come il genere si sia emancipato dalle formule rigide del passato per trasformarsi in uno specchio fedele delle nostre ansie moderne. Non si tratta più soltanto di scoprire l'assassino, ma di comprendere la fragilità della natura umana e le crepe della società.
Il punto di svolta fondamentale è rappresentato dal fenomeno Post-Gone Girl. La pubblicazione de L'amore bugiardo di Gillian Flynn nel 2012 ha tracciato una linea di demarcazione netta: c'è un prima e c'è un dopo.
Prima, la suspense si basava ampiamente sull'azione esterna, sull'indagine poliziesca o sul pericolo imminente orchestrato da minacce esterne. Flynn ha ribaltato questa dinamica portando il conflitto all'interno delle mura domestiche e distruggendo l'illusione della perfezione matrimoniale.
L'introduzione sistematica del narratore inaffidabile e la decostruzione dei ruoli di genere, celebre il passaggio sulla "Cool Girl", hanno dimostrato che la manipolazione psicologica e la pressione sociale possono generare una tensione persino più feroce del sangue versato. Da quel momento, il "domestic thriller" è diventato il terreno privilegiato per esplorare l'ambiguità morale, trasformando la casa da rifugio sicuro a trappola mortale.
Parallelamente, assistiamo al definitivo tramonto del "detective infallibile" a favore di uno spostamento radicale dalla geopolitica alla psiche. Se nel Novecento la letteratura di genere attingeva alle tensioni della Guerra Fredda, alla grande spionaggio internazionale e alla figura del risolutore imperturbabile in stile Sherlock Holmes o Poirot, il XXI secolo guarda dentro l'individuo.
La minaccia non arriva da complotti governativi lontani, ma dai vuoti di memoria, dal trauma infantile mai rielaborato e dalla fragilità mentale dei protagonisti stessi. In capolavori come Mystic River di Dennis Lehane o In the Woods (Nel bosco) di Tana French, l'investigazione sulla scena del crimine è inscindibile da un'analisi dolorosa del passato dell'investigatore o della comunità. Il mistero diventa una lente per analizzare il senso di colpa, l'elaborazione del lutto e l'impossibilità di ricucire le ferite dell’infanzia.
E in opere estreme come Room di Emma Donoghue, la suspense si restringe a uno spazio fisico claustrofobico, dove la percezione del mondo è filtrata dagli occhi innocenti di un bambino.
Infine, un'altra trasformazione cruciale è la consacrazione del Southern Noir, guidata da autori come S.A. Cosby. Questo subgenere ha dimostrato come il thriller sappia integrarsi perfettamente con la critica sociale più spietata. Cosby non si limita a raccontare inseguimenti a gran velocità, rapine finite male o storie di vendetta viscerale; contestualizza ogni proiettile all'interno delle spaccature dell'America rurale.
Titoli come Deserto d'asfalto (Blacktop Wasteland) e Legittima vendetta (Razorblade Tears) iniettano nel genere tematiche urgenti e viscerali: il razzismo sistemico, la povertà cronica, l'omofobia interiorizzata e il peso della maschilità tossica. I protagonisti del thriller contemporaneo non lottano solo contro i criminali, ma contro istituzioni storicamente ostili e contro i propri radicati pregiudizi, dimostrando che la vera suspense nasce dallo scontro tra la disperazione personale e la durezza del mondo reale.

📌 La Classifica dei 50 Migliori Thriller del XXI secondo il NY Times
Ecco la rassegna completa dei 50 romanzi selezionati dal New York Times, thriller letti in tutto il mondo, diventati anche serie TV o film per il cinema e che sono considerati la punta più avanza del genere da parte dei critici coinvolti in giuria.

Il Podio e i Capolavori Assoluti (Posizioni 1-10)
Dai vertici del domestic thriller alle atmosfere del noir d'autore e della cospirazione politica: dieci pietre miliari che hanno riscritto le regole della suspense contemporanea.

L'amore bugiardo (Gone Girl) - Gillian Flynn (2012)
Nel giorno del loro quinto anniversario di matrimonio, la bella e brillante Amy Elliott scompare improvvisamente dalla sua casa in Missouri. La scena del crimine presenta evidenti segni di colluttazione e tracce di sangue mal ripulite. Suo marito Nick Dunne, un ex giornalista rimasto disoccupato e visibilmente distaccato, si professa innocente, ma il ritrovamento del diario segreto di Amy ne svela i lati oscuri e violenti. Tra la pressione dei media e la caccia all'uomo orchestrata dalla polizia, la narrazione si divide a metà: da un lato la disperata ricerca di Nick, dall'altro una scioccante manipolazione premeditata che smonta il mito della coppia perfetta per rivelare una spietata guerra psicologica senza esclusione di colpi.

Mystic River - Dennis Lehane (2001)
Nella periferia operaia di Boston degli anni '70, la vita di tre ragazzini (Jimmy, Sean e Dave) viene segnata per sempre quando uno di loro (Dave) viene caricato su un'auto da due sconosciuti e sottoposto a tremendi abusi prima di riuscire a scappare. Venticinque anni dopo, le loro strade si incrociano nuovamente per un incubo speculare: Katie, la figlia diciannovenne di Jimmy, ormai un temuto criminale locale, viene brutalmente assassinata. Sean, diventato detective della Polizia di Stato, si occupa delle indagini ufficiali, mentre Jimmy scatena la sua giustizia privata paralitica. I sospetti ricadono proprio su Dave, uomo spezzato e schivo, tornato a casa la notte del delitto con le mani insanguinate e una storia che non convince nessuno.

Nel bosco (In the Woods) - Tana French (2007)
Nell'estate del 1984, tre bambini entrano in un bosco nei pressi di Knocknaree, vicino a Dublino, per giocare, ma solo uno di loro viene ritrovato: Adam, avvinghiato a un albero con le scarpe piene di sangue e nessun ricordo di quanto accaduto. Più di vent'anni dopo, Adam ha cambiato nome in Rob Ryan ed è diventato un detective della Squadra Omicidi. Quando il corpo di una ragazzina di dodici anni, Katy Devlin, viene rinvenuto nello stesso bosco sopra un altare sacrificale di uno scavo archeologico, Rob accetta il caso insieme alla collega Cassie Maddox. Costretto a nascondere il proprio passato, il detective scava in un'indagine speculare che riapre le sue ferite rimaste senza risposta.

Uomini che odiano le donne - Stieg Larsson (2008)
Mikael Blomkvist, un autorevole giornalista d’inchiesta finito alla gogna mediatica per una condanna di diffamazione, viene ingaggiato dal vecchio industriale Henrik Vanger. L'incarico è insolito: fare luce sulla scomparsa della nipote Harriet, svanita nel nulla quarant'anni prima dall'isola di Hedeby durante un raduno di famiglia. Per districarsi tra l'archivio Vanger e i segreti di una dinastia macchiata dal nazismo, Blomkvist viene affiancata da Lisbeth Salander, una hacker ventiquattrenne socialmente inadattabile, tatuata e geniale. Insieme scoprono una scia di efferati omicidi a sfondo religioso commessi ai danni di donne, collegati alle attività nascoste della famiglia.

Non è un paese per vecchi - Cormac McCarthy (2005)
Mentre caccia antilopi nei pressi del Rio Grande, il saldatore e reduce dal Vietnam Llewelyn Moss sbatte contro la scena di una transazione di droga andata a finire in un massacro. Tra le auto abbandonate scopre diversi cadaveri, un carico di eroina e una valigetta contenente oltre due milioni di dollari in contanti. Deciso a tenersi il bottino, Moss mette in fuga la sua famiglia, scatenando la caccia spietata di Anton Chigurh, uno spietato assassino psicopatico che decide il destino delle sue vittime affidandosi al lancio di una moneta. Sulle tracce di entrambi si muove l'anziano sceriffo Ed Tom Bell, un uomo deluso e sopraffatto da una violenza moderna che non riesce più a comprendere né a contenere.

Korede è un'infermiera metodica, perfezionista e riservata che vive a Lagos, mentre sua sorella minore Ayoola è una ragazza meravigliosa, egocentrica e pericolosa. Ayoola ha un piccolo difetto: tende a uccidere i propri fidanzati. Ogni volta che la ragazza invoca la "legittima difesa", Korede interviene prontamente con guanti di gomma, candeggina e un bagagliaio capiente per smaltire i cadaveri e ripulire le scene del crimine. L'equilibrio morbosamente protettivo tra le due crolla quando Ayoola posa gli occhi su Tade, un medico affascinante e gentile dell'ospedale in cui lavora Korede, della quale quest'ultima è segretamente innamorata da anni. Korede dovrà scegliere se proteggere il suo amore o coprire ancora una volta la sorella sociopatica.

Nell'estate del 1975, ad Adirondacks, la tredicenne Barbara Van Laar scompare dalla sua cameretta nel campo estivo di proprietà della sua ricca e potente famiglia. Il caso scuote l'intera comunità, anche perché quattordici anni prima, nel 1961, lo stesso bosco inghiottì il fratello maggiore di Barbara, Bear, senza lasciare mai alcuna traccia. Le indagini della polizia locale e dei federali mettono a nudo i forti squilibri di classe tra i proprietari del campo, lo staff di lavoratori e gli abitanti del luogo, rivelando una ragnatela di risentimenti, alcolismo, segreti matrimoniali e il ritratto di una madre devastata dal dolore, mentre il tempo per ritrovare la ragazza viva corre inesorabile.

Ike Randolph è un uomo nero che ha pagato il suo debito con la giustizia ed è diventato un imprenditore rispettato. Buddy Lee è un uomo bianco, povero, con problemi di alcolismo e anni di prigione alle spalle. L'unica cosa che li unisce è il dolore di aver perso i propri figli, Isiah e Derek (sposati tra loro e padri di una bimba), massacrati a colpi di pistola da un commando di sicari. Entrambi i padri non avevano mai accettato l'omosessualità dei figli, ma sopraffatti dal senso di colpa e dalla lentezza delle indagini ufficiali, uniscono le forze. Armati fino ai denti, intraprendono una brutale spedizione punitiva nelle campagne della Virginia per scovare i mandanti del duplice omicidio.

Un covo di bastardi (Slow Horses) - Mick Herron (2010)
Slough House è il purgatorio del servizio segreto britannico (MI5), dove gli agenti che hanno commesso errori imperdonabili (chiamati "ronzini") vengono confinati a svolgere noiosi compiti burocratici nell'attesa che si dimettano. A capo di questa manica di falliti c'è Jackson Lamb, un veterano della Guerra Fredda rozzo, cinico e trasandato. Quando un giovane ragazzo musulmano viene rapito da un gruppo estremista di destra che minaccia di decapitarlo in diretta streaming, il ronzino River Cartwright intravede l'opportunità di riscattarsi. Ma ciò che sembra un tragico atto d'odio si rivela in realtà una macchinazione ad altissimo livello orchestrata dai vertici di Regents Park per coprire un proprio disastro operativo.

Texas Blues (Bluebird, Bluebird) - Attica Locke (2017)
Darren Mathews è un Texas Ranger di colore cresciuto nelle contee orientali dello stato, lacerato dal contrasto tra l'amore per la sua terra e la radicata violenza razziale del posto. Sospeso dal servizio per aver aiutato un vecchio amico in un caso ambiguo, Darren si reca nella cittadina rurale di Lark lungo la Highway 59.

🌎 CLICCA QUI per continuare a leggere

Francesco Guccini, l'ultimo dono è il romanzo "Calde le pere": di cosa parla e quando uscirà


Francesco Guccini, l'ultimo dono è il romanzo "Calde le pere": di cosa parla e quando uscirà
È nato da un brogliaccio ed è un omaggio alle parole del dialetto e ai luoghi dell'Appennino

👉 fonte: La Nuova Sardegna

Francesco Guccini ha lavorato fino agli ultimi giorni a un nuovo libro che ora uscirà postumo agli inizi di settembre, come anticipa l'Adnkrons: si intitolerà Calde le pere. Storia di un fiume e di una integerrima fanciulla e sarà pubblicato ancora una volta, come la gran parte dei suoi romanzi, dall'editore Giunti.
Il cantautore e scrittore, in una dichiarazione contraddistinta da una chiusa struggente e poetica, raccolta da Paolo Iacuzzi, l'editor che lo ha accompagnato nell'ultima avventura letteraria, presentava così l'opera il 23 luglio scorso: «Calde le pere è nato da un brogliaccio di cui mi ha parlato un mio amico, che ne ricavò anche uno spettacolo di cabaret. Le due storie che mi ha raccontato, quella della ragazza in bicicletta e quella della fanciulla illibata che rimane incinta facendo il bagno nel Reno, mi hanno molto affascinato. Casalecchio sul Reno era allora il Lido di Bologna, con oltre diecimila presenze al giorno d'estate, tanto che dagli anni Trenta ai Cinquanta venivano stampate delle cartoline dove si vede che la chiusa sul Reno che aveva creato un ampio bacino balneabile».
Il libro parte come partiva Vola Golondrina, l'ultimo giallo che Guccini ha scritto con Loriano Macchiavelli: «Lì c'era il passaggio di un motociclista misterioso che distribuiva dei volantini; qui invece c'è una ragazza in bicicletta, evidentemente una prostituta, figura speculare a quella della maîtresse che alla fine di questo libro veste i panni di una ginecologa ante litteram. Ho sempre amato lo scaturire della narrazione da un evento scatenante, o dall'irruzione di un deus ex machina, quasi un colpo di teatro. Come in diversi altri miei romanzi ho poi suddiviso il libro in quadri, dando loro un titolo e una didascalia ironica come avrebbero fatto alcuni dei miei autori più amati, da Sterne a Jerome».
«Nel racconto c'è anche un omaggio a Pavana, quando mi abbandono all'immaginazione poetica della brezza che dalla sorgente del Reno sull'Appennino pistoiese spira attraverso boschi e prati: lì ho voluto nominare erbe, fiori e frutti con gli stessi termini pavanesi che si ritrovano nelle Cròniche epafàniche e in Tralummescuro, perché le parole sono importanti e il loro suono è quello con cui abbiamo imparato ad amare le cose. È importante per me conservare le parole del dialetto, salvare tutti quei nomi - ha dichiarato Guccini nella sua ultima dichiarazione dettata per il libro postumo -. Il Reno, poi, è il fiume della mia vita, che ho fatto protagonista di tante mie canzoni, ma che in realtà come il Danubio di Claudio Magris nasce dallo sgocciolare di un rubinetto sull'Appennino. In queste pagine ho voluto ricordare anche le sue vicende epiche, domandarmi se sia mai esistita una marineria del Reno… Se ci penso, è l'altro asse che incrocia quello della Via Emilia: forse, disteso in quel fiume, con la testa tra i prati di Pavana, i piedi verso Modena e Bologna, le braccia ad abbracciare i boschi, ci sono anche io».
Fino all'ultimo intento alla sua opera con la passione, il sarcasmo e uno sguardo sul mondo disincantato ma non cinico Francesco Guccini - nelle parole dell'editore Giunti -, "era scrittore vero, in grado di raccontare figure meravigliose di oggi come di ieri, capace di spaziare tra i generi, un intellettuale che ha saputo osservare e cantare la mutazione del Paese dagli anni del Dopoguerra a oggi. Leggerlo, ascoltarlo è sempre stato come entrare nelle stanze più riposte della memoria, ritrovare un senso di collettività e di appartenenza per poi affrontare il presente. La sua voce capace di unire spunti autobiografici, cronaca, grande e piccola storia, nelle canzoni e nei suoi libri, ha accompagnato generazioni".

----------
Leggi anche:

giovedì 6 agosto 2026

Sette libri per una settimana: noir agghiaccianti a effetto rinfrescante


Sette libri per una settimana: noir agghiaccianti a effetto rinfrescante
Trame raggelanti per un'estate da brividi

👉 fonte: Elle

Per la nota legge per cui gli opposti si attraggono, non c'è nulla di più piacevole che approfittare del confortevole relax delle vacanze per vivere deliziosi momenti di puro terrore. Tutto ciò che serve è un thriller che ci catturi nello spazio sicuro delle sue pagine. Non un thriller qualsiasi, ma tendente decisamente al noir: storie nere e inquietanti, capaci di regalarci i brividi di cui abbiamo bisogno per rinfrescarci dalle ennesime ondate di calore.

Tutti i colori del buio di Chris Whitaker
Un ragazzino nato con un occhio solo con una passione per i pirati che lo salva dal bullismo, viene rapito da un misterioso individuo. Resterà prigioniero per mesi, ma quel trauma lo segnerà per sempre, spingendolo alla ricerca della verità. Tutti i colori del buio di Chris Whitaker è un noir di grande spessore, intenso e poetico, ambientato in una cittadina tra i boschi del Missouri, che parla di trauma, ossessioni, immaginazione e amicizia.

Miami purity di Vicki Hendricks
La protagonista di Miami Purity di Vicki Hendricks, Blackie, è una femme fatale indimenticabile: ex spogliarellista dal passato violento, ha deciso di rifarsi una vita trovando lavoro in una lavanderia, ma qui l'aspetta un incontro fatale, ad alto tasso di erotismo. Scritto nel 1995, è il romanzo d'esordio di un'autrice considerata erede di James M. Cain di Il postino suona sempre due volte, che reinterpreta il noir più torbido e audace. E se ancora non bastasse, James Ellroy ha definito questo libro un capolavoro.

Non ballare con il diavolo di Ace Atkins
Il pericolo peggiore, a volte, è proprio accanto a noi: lo scopre a sue spese Addison, personaggio principale di Non ballare con il diavolo di Ace Atkins, la cui vita perfetta nella buona società di Menphis si spezza alla scomparsa del marito, un uomo che non è affatto chi credeva di conoscere. Un noir disincantato in salsa sudista, tra loschi affari, misteri e complotti.

Cemento e sangue di Carlo Calabrò
A San Paolo, motore economico del Brasile, un giornalista scopre per caso il cadavere di un suo amico ambientalista nelle acque fetide del Rio Pinheiros. Nell'indifferenza della polizia, spetterà a lui cercare il colpevole, tra altre morti sospette. Inizia così Cemento e sangue di Carlo Calabrò, un noir sociale che indaga sulle connessioni tra potere, denaro e violenza in un Paese che fa fatica a cambiare. L'autore ha vissuto in Brasile, dove ambienta i suoi thriller raccontandone le contraddizioni.

Solak di Caroline Hinault
Con uno stile crudo e potente Caroline Hinault in Solak, Gallucci ci porta oltre il Circolo polare artico, in una base scientifica che è anche una sorta di colonia penale, dove tre uomini cercano di sopravvivere al gelo, agli orsi e alla solitudine. L'arrivo di un nuovo ospite, un ragazzino gracile e muto, scatenerà gli istinti peggiori. Un notevole esordio pieno di raggelante tensione.

Il silenzio di Atalanta di Kirsten Sundberg Lunstrum
Anche in Il silenzio di Atalanta di Kirsten Sundberg Lunstrum ambientato nei dintorni di Seattle nel 1951, c'è un personaggio che non parla, una ragazzina selvaggia e misteriosa, trovata nei boschi che circondano una prigione che sorge su un'isola. A occuparsene viene chiamata un'esperta in apprendimento del linguaggio abituata a farsi largo in un mondo di uomini. Aiutando la bambina, forse, aiuterà anche se stessa.

In attesa della nuova stagione di Slow Horses, ecco l'ultimo capitolo di Le indagini di Jackson Lamb, il ciclo di spy story tinte di nero di Mick Herron, da cui è tratta la serie prodotta da Apple TV. In Joe Country ritroviamo l'eccentrico agente in disgrazia, eppure geniale, e la sua squadra di "brocchi", ciascuno con i propri demoni e gli incompresi talenti, che dallo scalcinato quartier generale della Casa del pantano dovranno affrontare un'ennesima resa dei conti.

Sono ben 12 le miniserie di Harlan Coben da vedere su Netflix: ecco quali sono e cosa raccontano


Sono ben 12 le miniserie di Harlan Coben da vedere su Netflix: ecco quali sono e cosa raccontano
Prima del recente successo di Ovunque tu sia, Netflix ha portato in tv altri 11 romanzi di Harlan Coben. Ecco tutte le miniserie da vedere e cosa raccontano

👉 fonte: Coming Soon

Che bella l'estate, quando si ha un po' di tempo libero in più. Se questo è il vostro caso, un buon modo per passare un po' di quel tempo è guardando un'appassionante miniserie tratta da un romanzo dell'affermato Harlan Coben. Il formato è perfetto per il periodo: pochi episodi per una storia che ha sempre un inizio e una fine, da gustarsi in uno o due pomeriggi, passati preferibilmente al fresco e sempre con il fiato sospeso. Perché lo scrittore americano è un maestro nella costruzione della suspense, che eccelle nei colpi di scena ben orchestrati e nella gestione del ritmo. I suoi libri, diventati nel tempo 12 miniserie di Netflix, parlano di misteri che nascono nel passato, di persone comuni in situazioni straordinarie e di segreti familiari e identità nascoste. Che siate o meno tra coloro che hanno contribuito al successo della recente Ovunque tu sia, diventata la nuova serie più vista del 2026 sulla piattaforma, ecco tutti gli adattamenti dei thriller di Coben disponibili su Netflix.

The Stranger (2020)
Adam Price (Richard Armitage) è un avvocato e padre di famiglia che conduce una vita apparentemente perfetta con la moglie Corinne e i loro due figli. Tutto cambia quando, durante una partita di calcio, una sconosciuta gli rivela un segreto sconvolgente su sua moglie: una verità che mette in discussione il loro matrimonio e lo spinge a cercare risposte. Mentre Adam indaga, Corinne scompare improvvisamente senza lasciare tracce. La sua ricerca si intreccia con una serie di altri misteri che coinvolgono gli abitanti della cittadina: ricatti, identità nascoste, omicidi e segreti sepolti da anni. Parallelamente, la detective Johanna Griffin (Siobhan Finneran) conduce un'indagine su un caso apparentemente scollegato, che finisce col connettersi agli eventi principali.

Estate di morte (2020)
Nel 1994, durante un campeggio estivo, quattro adolescenti si inoltrano in un bosco: due vengono trovati assassinati, mentre Kamila, sorella di Paweł Kopiński, e il suo amico Artur scompaiono senza lasciare tracce. Venticinque anni dopo, Paweł, ormai procuratore, è chiamato a identificare il corpo di un uomo che sembra essere proprio Artur. La scoperta riaccende la speranza che Kamila possa essere ancora viva e lo spinge a riaprire il caso. Tra indagini, ricordi e continui salti temporali tra passato e presente, emergono segreti di famiglia, vecchi rancori e verità rimaste sepolte per decenni, fino a ricostruire ciò che accadde davvero in quella tragica notte nel bosco.

Suburbia Killer (2021)
Nove anni dopo aver ucciso accidentalmente un uomo durante una rissa, Mateo Vidal (Mario Casas) ha finalmente ricostruito la propria vita insieme alla moglie Olivia. Proprio quando il loro futuro sembra sereno, una telefonata e un inquietante video provenienti dal numero di Olivia fanno riemergere il passato e danno inizio a un incubo. Mentre Mateo cerca disperatamente di scoprire la verità, l'ispettrice Lorena Ortiz indaga sulla morte sospetta di una suora, un caso destinato a intrecciarsi con la sua vicenda. Tra identità nascoste, ricatti, corruzione e segreti sepolti, ogni rivelazione cambia la prospettiva sugli eventi, conducendo a un finale che ricompone un intricato mosaico di colpi di scena.

Svaniti nel nulla (2021)
Dieci anni dopo la morte del fratello Fred e dell'ex fidanzata Sonia in una tragica notte mai del tutto chiarita, Guillaume Lucchesi cerca di rifarsi una vita con Judith. Quando però anche Judith scompare improvvisamente, Guillaume avvia un'indagine personale che lo conduce tra segreti di famiglia, vecchi tradimenti e verità rimaste nascoste per anni. Ogni scoperta mette in discussione ciò che credeva di sapere sul passato e sulle persone a lui più vicine, fino a svelare il legame tra la tragedia di 10 anni prima e la nuova sparizione.

Stay Close (2021)
Quando Carlton Flynn scompare, esattamente 17 anni dopo un altro misterioso caso irrisolto, le vite di tre persone si intrecciano: Megan (Cush Jumbo), una madre che nasconde un'identità passata; Ray (Armitage), un fotografo tormentato dai rimpianti; e il detective Broome (James Nesbitt), ancora ossessionato dalla vecchia indagine. Mentre emergono nuove prove, segreti sepolti, bugie e vecchi crimini riaffiorano, costringendo tutti a confrontarsi con eventi che credevano di essersi lasciati alle spalle. La ricerca della verità porta a una serie di colpi di scena fino a rivelare cosa accadde davvero molti anni prima.

Fidati di me (2022)
In un quartiere esclusivo di Varsavia, la vita di Anna e Michał viene sconvolta dalla morte improvvisa del giovane Igor, amico del loro figlio Adam. Poco dopo, Adam scompare misteriosamente, spingendo i genitori a cercarlo disperatamente mentre la polizia avvia un'indagine sempre più complessa. Nel tentativo di scoprire cosa sia accaduto, emergono segreti nascosti, bugie e relazioni mai rivelate che coinvolgono diverse famiglie della comunità. Man mano che le indagini avanzano, il caso si intreccia con misteri più profondi legati ai giovani, agli adulti che li circondano e a un passato che torna a chiedere il conto, fino a rivelare una rete di verità inquietanti e inaspettate.

Dopo aver visto il marito Joe assassinato, Maya Stern (Michelle Keegan) cerca di ricostruire la verità su quella notte, ma poco dopo scopre qualcosa di sconvolgente: una telecamera nascosta in casa le mostra Joe (Armitage) ancora vivo. Sconvolta e determinata a capire cosa stia accadendo, Maya inizia un'indagine che la porta a scavare nel passato del marito e della propria famiglia. Tra segreti, sospetti e vecchie ferite mai rimarginate, emerge una rete di bugie che coinvolge persone insospettabili. La ricerca della verità la costringe ad affrontare ricordi dolorosi e a mettere in dubbio tutto ciò che credeva di sapere.

Missing You (2025)
Undici anni dopo la scomparsa del suo fidanzato Josh, la detective Kat Donovan (Rosalind Eleazar) si è costruita una nuova vita, ma non ha mai smesso di cercare risposte. Quando, su un sito di incontri, vede il volto di Josh (Ashley Walters) tra i profili disponibili, il passato torna improvvisamente a galla. Decisa a scoprire perché sia ricomparso dopo tanto tempo, Kat inizia un'indagine che la conduce verso segreti familiari, vecchi crimini e verità dolorose. La ricerca si intreccia con il caso dell'omicidio di suo padre, un evento che ha segnato profondamente la sua vita e che potrebbe essere collegato ai misteri che sta cercando di svelare. Tra identità nascoste, inganni e rivelazioni inattese, Kat deve affrontare il passato per scoprire cosa sia realmente accaduto a Josh e alla sua stessa famiglia.

Un solo sguardo (2025)
La vita di Greta sembra perfetta finché una misteriosa fotografia, comparsa tra alcune immagini appena sviluppate, non mette tutto in discussione: nello scatto c'è suo marito Jacek insieme a persone che lei non ha mai visto e che appartengono a un passato oscuro. Quando Greta cerca spiegazioni, Jacek nega di essere l'uomo nella foto e poco dopo scompare nel nulla. Determinata a ritrovarlo, Greta inizia a indagare, scoprendo segreti sepolti, identità nascoste e collegamenti con un evento traumatico che ha segnato la sua vita anni prima. La ricerca della verità la trascina in una rete di misteri e pericoli in cui nulla è come sembra.

Atrapados - In trappola (2025)
La giornalista investigativa Ema Garay è conosciuta per le sue inchieste contro criminali e persone sfuggite alla giustizia. Quando una ragazza adolescente scompare a Bariloche, Ema decide di occuparsi del caso e punta l'attenzione su Leo Mercer, un assistente sociale apparentemente rispettato ma presto diventato il principale sospettato. Mentre cerca di scoprire cosa sia realmente accaduto, Ema si trova coinvolta in un'indagine che mette alla prova il suo intuito, la sua reputazione e i suoi rapporti personali. Tra accuse, sospetti e rivelazioni, la giornalista deve distinguere le apparenze dalla realtà per arrivare alla verità sulla scomparsa della giovane.

Fuga (2026)
Simon Greene (Nesbitt) conduce una vita apparentemente stabile, ma tutto cambia quando la figlia adolescente Paige (Ellie de Lange) scappa da casa. Dopo averla ritrovata in circostanze drammatiche, Simon viene trascinato in una vicenda molto più complessa, che coinvolge un omicidio e un mondo criminale nascosto dietro la quotidianità della sua famiglia. Nel tentativo di riportare Paige al sicuro, l'uomo si trova costretto a mettere in discussione le persone di cui si fidava e a confrontarsi con verità scomode sul passato dei suoi cari. Parallelamente, l'investigatrice Elena Ravenscroft segue una pista legata a un'altra scomparsa, scoprendo collegamenti inattesi tra i diversi casi.

Ovunque tu sia (2026)
David Burroughs (Sam Worthington) sta scontando l'ergastolo per l'omicidio del figlio Matthew, un crimine che continua a sostenere di non aver commesso. La sua vita in carcere cambia quando la cognata Rachel (Britt Lower), giornalista investigativa, gli mostra una fotografia che sembra rivelare una possibilità sconvolgente: il bambino potrebbe essere ancora vivo. Convinto che dietro la tragedia si nasconda una verità diversa da quella emersa durante il processo, David decide di rischiare tutto per scoprire cosa sia realmente accaduto. La sua ricerca lo conduce attraverso una rete di segreti, inganni e vecchi legami familiari, mentre deve sfuggire a chi vuole impedirgli di arrivare alla verità.

----------
Leggi anche:

mercoledì 5 agosto 2026

Donato Carrisi: «Il male è il vero motore di ogni racconto». Guida a tutti i suoi libri, dal primo al prossimo


Donato Carrisi: «Il male è il vero motore di ogni racconto». Guida a tutti i suoi libri, dal primo al prossimo

👉 fonte: Style Magazine

«Ãˆ il male il vero motore della storia». La frase, attribuita al filosofo Georg Wilhelm Friedrich Hegel, viene pronunciata dal professor Loris Martini (Alessio Boni) davanti ai suoi studenti in La ragazza nella nebbia. È il film che Donato Carrisi ha diretto nel 2017, tratto dal suo omonimo bestseller. E con cui, l'anno successivo, ha conquistato il David di Donatello come miglior regista esordiente.
Nel romanzo, però, la battuta è leggermente diversa: «Ãˆ il male il vero motore di ogni racconto». Un'affermazione che sintetizza perfettamente la poetica di Carrisi e che lo scrittore ama ripetere anche nelle interviste. «Il male il più delle volte è inspiegabile. Ci illudiamo che leggendo i thriller, i noir o ascoltando le storie di true crime sapremo riconoscerlo nella vita reale. Ma quasi mai accade, perché la caratteristica principale del male è proprio la sua capacità di mutare e di continuare a sorprenderci», mi raccontò qualche tempo fa durante una conversazione.
Il male è l'ossessione di Donato Carrisi. Il filo rosso che attraversa la sua produzione: 17 libri (uno per bambini), 16 romanzi, tutti di successo, tutti pubblicati da Longanesi, la sua casa editrice. In totale, oltre 20 milioni di copie vendute anche all'estero. L'ultimo, La bugia dell'orchidea, uscito l'11 novembre 2025 è stato il libro più richiesto durante il periodo natalizio. Ancora sosta stabile tra i 50 libri di narrativa più letti nell'anno e tra i bestseller di categoria nelle piattaforme digitali. Nella mia biblioteca ci sono 50 copie e 150 persone in lista d'attesa per leggerlo mentre sto scrivendo questo articolo. Mentre su Audible è sempre tra gli ascolti più popolari.
L'ultimo romanzo di Donato Carrisi è La bugia dell'orchidea. Si apre con una strage familiare in un casale di campagna. Il padre confessa di avere ucciso la moglie e i figli. Dieci anni dopo una scrittrice di thriller che vuole rimanere anonima e appartata riceve un plico con un ritaglio sul caso. Incuriosita, decide di indagare. "Questo libro ha un segreto. Chi l’ha scritto ha un segreto. Chi lo legge avrà un segreto. E nessuno sarà più lo stesso", scrive Donato Carrisi nelle prime pagine del libro.
È un libro nel libro: sfilando la sovra-copertina si scopre un altro titolo, Labia sericea, e un altro autore: Victoria Anthon. È la voce narrante. La scrittrice di thriller. L'atmosfera è al solito cupa e claustrofobica, e il mistero prevale.

Donato Carrisi: quale sarà il suo prossimo libro
Ancora non si sa quando arriverà. Ma lo sta scrivendo, come ha detto a Candida Morvillo sul Corriere della Sera: «Io scrivo sempre. Scrivo nella mia testa anche quando non scrivo con le mani. Se smettessi morirei in pochissimo tempo».

▪ Tutti libri di Donato Carrisi in ordine cronologico, compresa la trilogia di Marcus
Il primo libro di Donato Carrisi pubblicato da Longanesi nel 2009 è Il suggeritore, con il quale ha vinto il Premio Bancarella. È l'indagine sulla scomparsa di sei bambine rapite da un serial killer. La squadra speciale che investiga svela poi una rete criminale e una mente manipolatrice a capo di tutto. Un romanzo dalla forte tensione che è stato accolto molto bene dalla critica.
Il tribunale delle anime (2011) è ambientato a Roma. Due indagini parallele che finiscono per intrecciarsi: un misterioso cacciatore che cerca una ragazza scomparsa e un'agente della Scientifica che indaga sulla morte del marito.
Nel 2012 pubblica La donna dei fiori di carta, ambientato durante la Prima Guerra Mondiale. Protagonisti un medico militare e un prigioniero italiano che sta per essere giustiziato. E un racconto che ha a che fare con un amore ossessivo e a un certo punto si parla anche del Titanic.
L'ipotesi del male del 2013, è considerato da Carrisi il romanzo gemello di Il suggeritore. Protagonista è ancora Mila Vasquez.
Nel 2014 esce Il cacciatore del buio, sequel de Il tribunale delle anime e prequel de Il maestro delle ombre. Protagonista della trilogia è Marcus, il cacciatore che è in realtà un prete senza memoria che indaga sul male. Con lui c'è Sandra, agente della Scientifica. Uniscono le forze per dare la caccia a un serial killer che terrorizza le coppie.
È del 2015 La ragazza nella nebbia, il suo più grande successo, grazie anche al film. La storia della scomparsa di Anna Lou, del circo mediatico, del professor Martini e dello psicanalista ha venduto oltre un milione e mezzo di copie.
Nel 2016 scrive Il maestro delle ombre, dove ritroviamo gli stessi personaggi de Il tribunale delle anime.
In L'uomo del labirinto (2017) torna l'investigatrice di polizia specializzata in persone scomparse Mila Vasquez. Un rapitore seriale e un'ondata di caldo anomala che costringe le persone a vivere solo di notte.
Nel 2018 pubblica Il gioco del suggeritore che è il quarto del ciclo di Mila Vasquez dopo Il suggeritore, L'ipotesi del male e L'uomo del labirinto.
La casa delle voci (2019) inaugura una serie con un nuovo personaggio: lo psicologo Pietro Gerber. È specializzato in ipnosi per la cura dei bambini. Conosciuto a Firenze come "l'addormentatore di bambini", lavora a Firenze. Protagonista è una donna convinta di avere commesso un crimine durante la sua infanzia.
Del 2020 è Io sono l'abisso, anche questo un successo, anche questo un film e un serial killer che fa davvero paura. Insieme a lui ci sono però un'adolescente ferita e una donna che ha subito un trauma.
Nel 2021 pubblica La casa senza ricordi e nel 2022 La casa delle luci. Entrambi sequel de La casa delle voci con protagonista Pietro Gerber.
L'educazione delle farfalle (2023): anche qui scompare una bambina e c'è una madre disperata che cerca la verità e indaga anche su di sé.
La casa dei silenzi del 2024 fa parte del ciclo con protagonista Pietro Gerber.
L'ultimo libro, pubblicato a novembre 2025 è La bugia dell'orchidea: un thriller strano, un gioco di specchi. Donato Carrisi finge che sia stato scritto da un'autrice solitaria e tormentata che riceve una lettera e si mette a indagare su una strage familiare in un casale di campagna.

▪ Da quale libro iniziare a leggere Donato Carrisi?
Risposta impossibile. I romanzi di Donato Carrisi piacciono perché sono avvincenti, hanno una scrittura che tiene col fiato sospeso. Ed è capace di fare immergere il lettore nella psicologia dei personaggi. Anche perché affrontano tematiche che fanno parte della natura umana. L'ambiguità del bene e del male, le paure ancestrali, le nostre ossessioni, il labile confine tra realtà e inganno. C'è sempre una zona grigia, uomini fragili, isolati o incompresi che compiono gesti estremi. C'è sempre un gioco di specchi, dubbi che nascono nel lettore, elementi che lo confondono.
Verità che sviano, trappole emotive. C'è il passato che domina le esistenze dei suoi personaggi e influisce sulle scelte che fanno. Il disagio generato anche dalle condizioni atmosferiche (nebbia, pioggia, neve…). E poi il senso di spaesamento, le menzogne e i segreti. E l'infanzia: «Le mie paure si riflettono un po' in quello che scrivo. Sono le paure dell'infanzia, la paura del buio, di tutto ciò che è sconosciuto fino a quelle più contingenti, più presenti», ha detto.
- Il suggeritore (2009). Con questo esordio Donato Carrisi ha ridefinito il genere. Ci ha portati dentro alle zone più oscure del male e della mente e ha fatto capire a tutti cosa è capace di fare. Si apre con la macabra scoperta di sei braccia mozzate ed è una estenuante caccia all'uomo. Ma ogni volta la soluzione sembra sempre più lontana, la trama si infittisce, nuovi elementi e personaggi saltano fuori. La verità è molto più complessa e il mistero si infittisce quando la squadra speciale guidata dal criminologo Goran Gavila e dall'esperta Mila Vasquez scopre che l'assassino agisce come un suggeritore. E spinge altri a commettere i crimini.
- Il tribunale delle anime (2011). A Roma una studentessa viene rapita da uno spietato serial killer. Entra in gioco Marcus, un uomo che appartiene a un ordine segreto legato alla Chiesa ma che è tormentato perché ha appena perso la memoria in un incidente. È però addestrato a scovare il male e a interpretare anomalie. È un cacciatore del buio. Parallelamente seguiamo la vicenda di Sandra. È una foto-rilevatrice della Scientifica, fotografa i luoghi dove sono avvenuti fatti di sangue ed è addestrata per cercare indizi e colpevoli. Quando le strade di Marcus e Sandra si incontrano verranno fuori segreti terribili e un mondo parallelo malvagio.
- La ragazza nella nebbia (2015). Anna Lou, una ragazzina dai capelli rossi, scompare una sera avvolta dalla nebbia mentre si sta recando alla confraternita in un paesino in montagna. L'indagine è affidata all'ispettore Vogel, abituato a manipolare i media per attirare l'attenzione su di sé e sul caso. Un uomo privo di scrupoli che, pur di trovare un colpevole, accusa il professore del liceo del paese. Ma il caso è molto più intricato di così. Del resto, Donato Carrisi ci ha insegnato che la verità non è mai così evidente.
- La casa delle voci (2019). Pietro Gerber è un ipnotista fiorentino specializzato in traumi infantili. Viene contattato da una collega australiana per una paziente che è tormentata dal ricordo di un omicidio nella casa d'infanzia in Toscana. Si chiama Hanna Hall e Pietro decide di prenderla in cura anche se è già un'adulta. Ma il suo passato è complesso e per lui affascinante. Un'infanzia dove cambiava spesso nome. Genitori che le vietavano di parlare con gli estranei. L'obbedienza cieca a una voce. Con l'ipnosi ricostruisce il suo passato. Hanna è convinta di essere stata testimone, o addirittura autrice, di un omicidio, quando aveva 10 anni. Ma andando avanti con l'ipnosi Hanna rivela delle cose del passato di Pietro che lui non ha mai rivelato a nessuno… L'indagine si fa inquietante.
- Io sono l'abisso (2020). Tre personaggi le cui vicende si intrecciano. C'è un netturbino con gravi traumi infantili, convinto a commettere omicidi da una voce nella sua testa. Un'adolescente di buona famiglia, che ha un rapporto conflittuale coi genitori e che è stata manipolata da un ragazzo più grande, che tenta il suicidio e viene salvata dal netturbino. Una donna psicologicamente ferita ed emarginata dagli altri abitanti del paese che indaga sui fatti di violenza sulle donne. Il destino li farà incontrare fino a un epilogo che non ti aspetti.