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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

lunedì 13 aprile 2026

Piergiorgio Pulixi: perché amiamo noir, paura e mistero


Piergiorgio Pulixi: perché amiamo noir, paura e mistero
Piergiorgio Pulixi abita stabilmente le classifiche degli autori più venduti. Ha scritto cinque serie autoconclusive, cinque romanzi, diversi racconti in antologie e, subito dopo Il nido del corvo, è uscito con un libro per ragazzi. Sempre con storie di terribile paura. E con una certezza. Di ripartire, ogni volta, da zero

👉 fonte: Esquire.com

«Tutto inizia con la collezione di libri antichi di mio nonno, appassionato di esoterismo, magia e storia», racconta Piergiorgio Pulixi, poco più di quarant'anni e oggi tra i più importanti scrittori italiani di noir (e thriller), tradotto in venti Paesi. Pubblica quasi due libri l'anno, calmissimo, esatto, poco ego e molta osservazione, ambisce a trovare una scrittura capace di scomparire e lasciare visibile solo la storia che deve raccontare. Addestrato alla paura, al mistero, crede all'empatia alla gentilezza come antidoti al caos. Inizia a scrivere grazie al personaggio dei fumetti Dylan Dog e soprattutto a Stephen King, che con il suo On writing, metà autobiografia, metà una specie di manuale di scrittura creativa, «è diventato la mia divinità. In quel libro dava consigli di scrittura, e io da grande appassionato di lettura mi sono detto: andiamo a vedere cosa succede se provo a scrivere».

- E cosa è successo? I primi tentativi sono stati fallimentari, però mi piaceva giocare e lavorare con le parole. La scrittura è diventata poi una professione quando sono entrato nella scuola del mio maestro, Massimo Carlotto.
- Giallo, noir psicologico, cozy crime, thriller… qual è il suo? Queste sono etichette, io sono legato a una letteratura di intrattenimento, mi piace lavorare su cose diverse. Chi fa il mio mestiere, cioè chi deve intrattenere, deve essere in grado di utilizzare ogni registro, metto il mio talento al servizio dei lettori. Un genere è solo un modo per arrivare a un'idea.
- Ha sempre scritto letteratura di genere? Sì, sempre, ha a che fare con l'oscurità, il limite, la psicologia umana, per questo racconta molto l'anima. Il giallo, il noir, l'horror sono generi che mettono a nudo l'anima umana, quando c'è una tragedia tutte le maschere pirandelliane cadono ed esce fuori la reale indole dei personaggi.
- Pubblica tantissimo. Ormai porto a termine più di due libri l'anno, perché lavoro anche mentre sono in tour. Scriverei sempre, è la mia passione. Mi è difficile non farlo. Mi accorgo che la mia personalità fa rima con la scrittura. Se tolgo quell'elemento dalla mia vita avverto un disagio.
- Dove trova le storie? Ci sono due tipi di autori: chi trova le storie dentro di sé, chi le cerca anche fuori di sé. Io faccio parte della seconda categoria. Ho uno sguardo narrativo sulla realtà, cerco intorno a me, così posso raccontare un'infinità di vicende, tante quante sono le persone che incontro.
- Usa anche la cronaca? C'è solo un mio romanzo, La donna nel pozzo, basato su un omicidio reale. È l'unica volta che ho attinto nel reale. Studio la cronaca per capire la dinamica, come sta cambiando la percezione della paura dei lettori quando affrontano la criminalità, che sia spicciola o organizzata. Informarmi è un modo per tenermi aggiornato, anche sulle modalità seguite dalla polizia. Niente di più.
- Il rapporto con il pubblico. Molto stretto, da tanti anni faccio lunghi tour proprio per amore del confronto con i lettori: è così che capisci se stai facendo bene il tuo mestiere, se puoi migliorare, dove migliorare. Ti sintonizzi con i gusti dei lettori, con le loro esigenze.
- Perché piacciono tanto i libri di paura? È un fenomeno globale, ci sono diversi livelli di risposta. Nel romanzo giallo il lettore trova consolazione perché c'è sempre questa tripartizione: crimine, indagine e soluzione. Sai dalla prima pagina che al mistero verrà trovata una soluzione. È un genere che offre speranza: attraverso il raziocinio umano puoi mettere ordine nel caos rappresentato dal delitto. I personaggi diventano quasi degli amici, si crea affezione. C'è anche un altro aspetto, legato al desiderio di spiare una situazione di tensione, di violenza, dalla serratura: si sperimenta mantenendo il controllo, perché quando vuoi puoi chiudere il libro. È una forma di paura controllata che ti dà la possibilità di vedere il male molto da vicino, ma ci sono le sbarre che impediscono che il leone ti mangi.
- Cos'è il male secondo lei? Non credo in un'idea di male assoluto, credo nasca spesso da altro male, quindi ne sia una conseguenza. Reitera sé stesso, è una grammatica che utilizzi per elaborare il male che ti è stato inflitto.
- E la malvagità? Tutti abbiamo pensieri negativi, distruttivi, malvagi, però per etica, per morale, per educazione, talvolta per religione, abbiamo dei freni inibitori che ci impediscono di tradurre in azioni quei pensieri. Ma rimaniamo molto affascinati da chi quei freni non li ha.
- Successo e fallimento. Il successo è l'unica volta che non ho fallito. È frutto di una sequenza di errori che ti insegnano, come diceva Beckett, a sbagliare meglio. Un successo che nasce dall'oggi al domani è volatile, effimero. Un successo costruito nella lentezza, con costanza, è più sicuro. Per me è ogni libro è sempre il primo. Se ti fai circuire dai numeri, dalla paura di non avere più quello status, implode tutto. Quindi riporto sempre tutto a zero, non penso alle vendite e ai premi, ma solo a scrivere come se fosse l'ultimo libro che mi è concesso. La parte più insidiosa è quella che il pubblico non conosce: e cioè, le dinamiche economiche, sapere che dalla performance di un titolo dipendono altre carriere, oltre alla tua.
- L'ego. Ce n'è poco nel modo in cui lavoro. La mia personalità ha pochissimo a che fare con le storie che racconto. Sono un medium tra la vicenda che voglio raccontare e il romanzo finale. Se raccontassi sempre di me e di ciò che so, sarebbe solo la solita solfa.
- La letteratura. Dovrebbe essere uno specchio, ma un po' deformante, che ti permette di vederti per quello che sei, che potresti essere, che potevi essere, che non hai avuto il coraggio di essere, o la fortuna di essere. Uno specchio che svela il tuo panico interiore.
- In generale, cos'è che ci terrorizza? Dipende. In questo mio ultimo libro, Il nido del corvo, il protagonista non teme tanto per l'esito delle sue indagini, ma per un fatto privato: il peso, e lo sgomento, che si prova quando si diventa genitori dei propri genitori. Il ruolo invertito, che capita a tutti, prima o poi. Se allargo lo sguardo, vedo che di questi tempi ci spaventa non essere rilevanti. Ed essere soli. Senza considerare che la solitudine non è sempre emarginazione: può anche essere salvifica, vitale.
- L'empatia. È l'unica chiave che ho per portare il lettore nella storia. È tutto.
- Il rapporto con la morte. Giocandoci, la si esorcizza. Reificare l'ansia della fine, renderla prossima sulla pagina, ne restringe il potere, perché mediato dalla pagina scritta. Ci credo come scrittore, ma anche come lettore.
- Quindi lei non ha paura? Non ho paura della mia morte, ma di quella dei miei cari.
- La sua voce. La accordo in base alla partitura del momento e allo strumento che voglio utilizzare. La scrittura perfetta è quella invisibile, dove il lettore vede direttamente la storia.
- Il mistero. La mente umana lo ama nella misura in cui vuole risolverlo. Piace la sfida: la mente umana non si accontenta del dogma, vuole penetrare la verità, è una questione neurologica. Il mistero non può essere irrisolto, vogliamo avere l'ultima parola. È un modo per mettere ordine nel caos dell'esistenza e addestrare il pensiero a trovare un ordine.

domenica 12 aprile 2026

Libri per comunicare l'incomunicabile: nasce Controversi Edizioni


Libri per comunicare l'incomunicabile: nasce Controversi Edizioni
"Pubblicare libri che raccontino il sentimento di incomunicabilità che viviamo quotidianamente". Controversi Edizioni dal 4 maggio proporrà testi dimenticati del passato (come Padri e figli di Ivan Sergeevič Turgenev) e narrativa contemporanea "capace di interrogare il presente e aprire spazi di confronto critico"

👉 fonte: il Libraio

Non è un momento facile per il settore librario, e le difficoltà riguardano principalmente le case editrici più piccole. Eppure, nuove realtà editoriali si affacciano sul mercato. Tra queste, Controversi Edizioni, marchio indipendente fondato legalmente a Roma lo scorso anno, ma i cui primi 8 titoli usciranno il 4 maggio, £che si propone di esplorare le zone d'ombra della comunicazione£. La casa editrice sarà protagonista al Salone del libro di Torino e in un mini-tour in alcune librerie romane, tra cui Mercurio, Altroquando e Panisperna.
Spiegano dalla casa editrice: "Pubblicare, per noi, significa cercare le crepe: le parole che non arrivano, i dialoghi che si interrompono, i gesti che restano sospesi. Le nostre scelte editoriali ruotano attorno all'incomunicabilità, all'incomprensione tra generazioni e allo spaesamento come esperienze universali, attraverso cui la narrativa diventa strumento di riconoscimento e di interrogazione".
Il progetto, a cura di Rita Rassu e Riccardo Piazza, si articola in due collane, Sommersi e Dispersi, "che funzionano come due traiettorie complementari".
Da una parte, Sommersi lavora sui classici: "Non semplici riproposte, ma testi scelti perché ancora capaci di mettere in crisi le lettrici e i lettori contemporanei". Non a caso, uno dei titoli centrali è Padri e figli di Ivan Sergeevič Turgenev, proposto in una nuova traduzione di Natalie Malinin, docente di slavistica all'Università di Cassino e del Lazio Meridionale: un romanzo che già nell'800 raccontava il conflitto generazionale e la nascita di una visione nichilista del mondo, "e che oggi torna a essere sorprendentemente attuale".
Accanto a questo, la collana recupera opere meno canoniche, come Un martirio di Regina di Luanto, con la prefazione di Ilaria Gaspari, che affronta il matrimonio come esperienza di sopraffazione, anticipando temi che oggi riconosciamo come centrali nel dibattito contemporaneo.
Oppure testi come Amok di Stefan Zweig, nella traduzione di Enrico Rocca; e La moglie di Villon dello scrittore giapponese Dazai Osamu, in una nuova traduzione di Maria Cristina Gasperini. Opere che esplorano, rispettivamente, l'ossessione e la ricerca di un'identità disintegrata.
Quanto alla collana Dispersi, si concentra sul presente. Qui il catalogo si muove tra registri diversi: ad esempio, Bright I Burn di Molly Aitken (tradotto da Teresa Gallicchio) è un romanzo che affonda nella storia della prima donna accusata di stregoneria in Irlanda, Alice Kyteler, "per costruire un personaggio contemporaneo, attraversato da desiderio carnale e violenza"; Us, After di Rachel Zimmerman si muove invece "su un terreno intimo e doloroso, raccontando il lutto e la ricostruzione dopo il suicidio del marito della giornalista".
Accanto a questi, titoli italiani come Cassandra Borealis di Luca Pegoraro (una distopia ambientata nel nord dell'Islanda in cui la fine della tecnologia si intreccia a una dimensione quasi mitologica)  e La divisione gioia di Alfonso Francia, romanzo di formazione ambientato durante la Seconda guerra mondiale, dove "la guerra resta sullo sfondo, e ciò che emerge sono i rapporti umani, i compromessi, le ambiguità". Libri sì "diversi tra loro, ma accomunati da una stessa urgenza, ovvero, raccontare ciò che resta ai margini, ciò che non viene detto".

Raymond Carver: Febbre


Raymond Carver: Febbre

Titolo originale: Fever
Formato: copertina flessibile
Pagine: 50
Editore: GEDI News Network S.p.A. (16 marzo 2026)

Data di acquisto: 16 marzo 2026
Letto l'11 aprile 2026

▪️Sinossi
Carlyle, un insegnante la cui moglie Eileen lo ha abbandonato, è costretto ad affrontare il dolore della separazione, la gestione dei figli piccoli e la necessità di accettare una nuova realtà.

▪️L'incipit del libro
Carlyle era in un bel pasticcio. Era stato in quel pasticcio tutta l'estate, anzi, fin dai primi di giugno, quando la moglie l'aveva piantato. Ma fino a poco tempo prima, solo a pochi giorni dall'inizio dei suoi corsi al liceo, Carlyle non aveva avuto bisogno di una baby-sitter. Aveva fatto tutto da solo. Ogni giorno e ogni notte era stato dietro ai bambini. La mamma, aveva detto loro, era partita per un lungo viaggio.

▪️La mia (brevissima) recensione
"Hanno bisogno di qualcuno, capisce. Abbiamo bisogno di qualcuno su cui poter contare. Mi sa che il nostro problema è tutto lì".
Febbre, compreso nella raccolta Cattedrale e pubblicata nel 1983 da Raymond Carvel, narra le peripezie di Carlyle, un insegnante fresco di abbandono della moglie (fuggita con un amico e collega di Carlyle stesso) che si vede costretto a dover gestire tutto da solo la casa, i figli piccoli e una febbre improvvisa.
Il breve racconto indaga quel senso di solitudine e fragilità in seguito alla fine di un matrimonio. La febbre, perciò, deve essere intesa come l'apice del tormento dell'anima, ma anche (o soprattutto?) come il primo stadio del riscatto dal trauma post abbandono. La cura, veramente prodigiosa, è l'arrivo della signora Webster, un'anziana governante e babysitter "tuttofare".
Una storia molto realistica e descritta sin nei minimi dettagli. I dialoghi, sia durante le poche telefonate con l'ex moglie che con le due babysitter che incontreremo in Febbre (la prima completamente inaffidabile, la seconda… miracolosa) son quasi ridotti all'osso per lasciare ampio spazio essenzialmente alle parole non dette. Il finale è molto emozionante e ci fa capire come anche il dolore può diventare la classica "luce in fondo al tunnel".
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

sabato 11 aprile 2026

Il tradimento di Kindle (e il vantaggio tecnologico dei libri di carta)


Il tradimento di Kindle (e il vantaggio tecnologico dei libri di carta)
Dal 20 maggio 2 milioni di vecchi Kindle non potranno più acquistare, prendere in prestito o scaricare nuovi contenuti dallo store di Amazon. Potranno leggere ciò che è già stato scaricato, sì; le librerie resteranno accessibili sulle app per smartphone e desktop


La "truffa" sarà consumata a partire da una data, il 20 maggio 2026. E riguarda i possessori di un elenco di modelli che hanno accompagnato l'ingresso della lettura nell'era digitale: Kindle di prima generazione (2007), DX e DX Graphite, Keyboard, Kindle 4 e Touch, Kindle 5, il primo Paperwhite. E poi i primi Fire: 2011, 2012, le versioni HD. Da quel giorno, tutti questi dispositivi non potranno più acquistare, prendere in prestito o scaricare nuovi contenuti dallo store di Amazon. Potranno leggere ciò che è già stato scaricato, sì; le librerie resteranno accessibili sulle app per smartphone e desktop. Ma il canale da cui sono nati, la bottega dei libri nel cloud, si chiude per loro.
La decisione arriva dopo 14, in alcuni casi 18 anni di supporto, argomenta Amazon: la tecnologia è andata avanti, quelle macchine nascevano per un'altra epoca e non sono attrezzate per servizi e funzioni più pesanti di oggi. Il ragionamento è familiare nel mondo dell'elettronica di consumo: aggiornamenti di sicurezza, compatibilità, costi di manutenzione. Eppure, dietro l'inevitabile c'è il rumore sordo di due milioni di e-reader che, stando alle stime, potrebbero restare tagliati fuori. Un gesto che molti utenti hanno vissuto come un tradimento: dispositivi ancora funzionanti che da alleati di lettura diventano soprammobili. Nei commenti sui siti specializzati la frustrazione si è tradotta in un'accusa precisa: spreco su larga scala.
Ugo Vallauri, cofondatore del Restart Project di Brixton, organizzazione che promuove la riparazione e l'estensione della vita degli apparecchi elettronici, lo dice senza giri di parole: promettere prestazioni migliori con nuovi dispositivi non è una buona ragione per soft-brickare milioni di prodotti che ancora funzionano. Se anche l'impatto riguardasse solo il 3% degli utenti, sottolinea, il totale stimato conta: fino a 2 milioni di dispositivi resi obsoleti potrebbero significare oltre 624 tonnellate di rifiuti elettronici. In un settore che produce montagne di scarti, la scelta pesa.
Dall'altra parte, gli analisti ricordano che c'è anche la sicurezza. Paolo Pescatore la definisce una decisione comprensibile dal punto di vista degli aggiornamenti e del supporto: componenti vecchi, hardware che invecchia, difficoltà a far girare servizi più onerosi in termini di dati. È la logica del ciclo di vita: la curva sale, si appiattisce, poi declina. E intanto Amazon offre sconti agli utenti attivi per traghettarli verso modelli più recenti, con l'avvertenza che un ripristino alle impostazioni di fabbrica renderebbe i vecchi Kindle inutilizzabili. Un paradosso: per salvare, non toccare.
È qui che la storia dei Kindle incrocia quella dei libri di carta. Non per nostalgia, ma per differenza di regime. Un romanzo rilegato non perde l'accesso alla libreria da cui è uscito, non ha bisogno di aggiornamenti di sicurezza né di un account per continuare a essere letto. Se il digitale ha moltiplicato le possibilità (archivi portatili, dizionari a bordo, caratteri adattabili) ha anche introdotto una dipendenza strutturale: dall'infrastruttura, dal fornitore, dall'ecosistema. Quando la piattaforma decide che è finita, la fine arriva. La carta, al contrario, ha un vantaggio tecnologico essenziale: la compatibilità all'indietro è totale.

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Leggi anche:

Arthur Schnitzler: Doppio sogno


Arthur Schnitzler: Doppio sogno (edizione integrale)

Titolo originale: Traumnovelle
Formato: Kindle (1.2 MB)
Pagine: 97
Editore: Crescere Edizioni (18 gennaio 2023)
ASIN: B0BSMVCWJ5
ISBN-13: 9791254540114

Data di acquisto: 10 febbraio 2026
Letto dal 9 al 10 aprile 2026

▪️Sinossi
Vienna non è mai stata più misteriosa e conturbante come in Doppio Sogno, romanzo breve di Arthur Schnitzler pubblicato nel 1926. Una sola notte sconvolge la vita borghese di Fridolin, medico rispettato, e di sua moglie Albertine. Dopo una confessione avvenuta nell'ovattata intimità di casa, iniziano le avventure notturne di Fridolin. La strada del dottore incrocerà figure misteriose e pericolose, ma soprattutto quella di quattro donne, bellissime, e alcune molto giovani, che si offriranno a lui invano. L'ultima di esse è la più complessa e impenetrabile, incontrata ad una festa segreta cui decide di partecipare senza invito. Il viaggio sarà reale e a tratti onirico, sempre più all'interno della sua parte più intima, dove desiderio e ragione si troveranno in profondo conflitto. Una storia che analizza la psicologia dell'essere umano, tanto che Freud gli riconobbe grandi capacità di indagatore della psiche.
Da questo libro, Stanley Kubrick prenderà ispirazione per il suo ultimo e controverso film del 1999, Eyes Wide Shut.

▪️L'incipit del libro
«Ventiquattro schiavi neri spingevano remando la fastosa galera che doveva condurre il principe Amgiad al palazzo del califfo. Il principe, invece, avvolto nel suo mantello di porpora, giaceva da solo in coperta, sopra di lui l'azzurro e cupo cielo notturno tempestato di stelle, mentre il suo sguardo…».
La piccola aveva letto ad alta voce fino a questo punto, poi, quasi improvvisamente, le si chiusero gli occhi. I genitori si scambiarono uno sguardo e sorrisero; Fridolin si curvò su di lei, la baciò sui capelli biondi e chiuse il libro che si trovava sulla tavola non ancora sparecchiata. La bimba alzò gli occhi sul padre come sorpresa.

▪️La mia (brevissima) recensione
"Fridolin era come ebbro, non soltanto di lei, del suo corpo profumato, della sua bocca di fiamma, non soltanto dell'atmosfera che regnava in quella sala, degli enigmi carichi di sensualità che lo circondavano… era inebriato e al tempo stesso per niente soddisfatto di tutte le avventure di quella notte, nessuna delle quali era giunta a una conclusione; inebriato di se stesso, della sua audacia, del mutamento che percepiva dentro di sé. E allora sfiorò con le mani il velo che avvolgeva la testa della donna, quasi volesse abbassarlo".
Questo romanzo breve, pubblicato nel 1926 da Arthur Schnitzler (successivamente, nel 1999, Stanley Kubrick lo prenderà come riferimento per il suo ultimo film Eyes Wide Shut) cerca di condurci nel lato oscuro del desiderio, della fantasia e della passione umana.
Il dottor Fridolin e sua moglie Albertine, si confessano vicendevolmente i loro sogni fatti esclusivamente di fantasie sessuali. Il loro matrimonio non sarà più lo stesso! L'uomo, per giunta, si ritroverà al centro di una strana avventura notturna (non si capisce se reale, sognata o solo immaginata) con prostitute, feste in maschere, donne nude, strani riti e (forse) un omicidio…
Libro breve che parla di questioni private e che, volutamente, termina con parecchie domande senza risposte! Ed infatti mi ha lasciato completamente deluso.
Spiego brevemente:
- Mi ha ricordato, e non poco, La chiave (altro romanzo breve di Junichiro Tanizaki): in Doppio sogno la crisi di coppia scaturisce dopo che i coniugi si son confessati i loro sogni, in La chiave dalla reciproca lettura dei loro diari;
- Fridolin in una sola notte passa da un'avventura all'altra e da un incontro all'altro, senza mai osare o andare oltre la semplice fantasia erotica;
- La tensione emotiva tra Fridolin e Albertine non raggiunge mai il suo culmine, ma resta incastrata tra gelosie e minacce che non portano a niente.
📌 Voto: 🎖️🎖️ (2 su 5)

L'autrice del best seller "The Housemaid" ha rivelato la sua vera identità perché era stanca di chi sosteneva che fosse un maschio


L'autrice del best seller The Housemaid ha rivelato la sua vera identità perché era stanca di chi sosteneva che fosse un maschio

👉 fonte: Rivista Studio

«Sono stanca che la gente discuta se esisto davvero o se i miei libri sono stati scritti da tre uomini. Sono una persona vera, ho un'identità reale e non ho nulla da nascondere»: sono state le tante ipotesi relative alla sua identità a spingere Sara Cohen a uscire allo scoperto. Dopo aver avviato una carriera di grande successo internazionale con lo pseudonimo di Freida McFadden, la neurologa statunitense autrice della saga di The Housemaid ha deciso di rivelare il suo vero nome in un'intervista esclusiva a USA Today.
Per anni la scrittrice ha condotto una doppia vita: in una di queste vite andava in giro con parrucca e occhiali da sole, nel tentativo di rendersi irriconoscibile mentre partecipava ai tanti eventi ufficiali ai quali la sua fama letteraria e il suo successo commerciale la costringono a partecipare. Lavorando in un ospedale, inizialmente Cohen ha preferito non raccontare a nessuno il fatto che i suoi libri venissero pubblicati e che vendessero così tanto. In parte era anche una questione di "reputazione", aveva il timore che le persone attorno a lei, familiari, amici, conoscenti e pazienti, cambiassero idea su di lei scoprendo le storie che raccontava. I libri che Cohen scrive, infatti, appartengono a un sottogenere del thriller in cui crimini efferati avvengono in contesti familiari, in luoghi che dovrebbero essere protetti e sicuri e che invece si rivelano pieni di segreti inconfessabili.
Dal 2013 ad oggi, con lo pseudonimo di Freida McFadden (che ha deciso di continuare a usare anche dopo aver rivelato il suo nome di battesimo), Cohen ha pubblicato una trentina di romanzi, ma il suo successo maggiore è la serie The Housemaid, che racconta di una domestica che scopre i terribili segreti della ricchissima famiglia per cui lavora. Dal primo libro della saga, nel 2025 è stato tratto anche un film di successo con protagoniste Sydney Sweeney e Amanda Seyfried. Cohen ha mantenuto le sue identità, quella medica e quella letteraria, separate fino ad oggi perché aspettava di essere sicura di riuscire a guadagnare abbastanza con i libri da potersi permettere di lasciare il lavoro in ospedale, cosa che alla fine ha fatto: adesso lavora come medico solo part time, esercita la professione privatamente e solo una o due volte al mese, ha detto nell'intervista a Usa Today. Ha anche svelato che dei colleghi di lavoro avevano scoperto il suo side job ma le avevano promesso di tenere il segreto.

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Leggi anche:

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 30 marzo al 5 aprile 2026 (Fonte: Tuttolibri dell'11 aprile 2026):

1. Pera Toons - Il gioco delle risate
2. Niccolò Ammaniti - Il custode
3. Maurizio de Giovanni - Figli per i Bastardi di Pizzofalcone. I Bastardi di Pizzofalcone, vol. 13
4. Moon Hye-jung - Il caffè dei tarocchi per i giorni felici
5. A.V. - Kpop Demon Hunters. Per i fan! Libro ufficiale
6. A.V. - KPop Demon Hunters. Deluxe
7. Felicia Kingsley - Mezzanotte a Parigi
8. Stefania S. - Anime elettriche. Love me love me, vol. 2
9. Gio Evan - La gioia è un duro lavoro. Un romanzo, un saggio spirituale
10. Stefania Auci - L'alba dei Leoni

venerdì 10 aprile 2026

National Geographic Italia - aprile 2026


National Geographic Italia - aprile 2026
Vol. 57, n. 4
6,90 euro

In copertina: Una fibbia di cintura in oro decorata con pietre preziose e perle, parte del tesoro bizantino recuperato al largo dell'attuale Croazia e ora oggetto di studio degli storici.

In allegato il volume "Sea Beyond. Educare all'oceano", sviluppato per Prada, dedicato al progetto Sea Beyond. 96 pagine, in italiano e in inglese, dedicate all'impegno di Prada Re - Nylon nell'educare alla conservazione marina.

▪️Tesoro bizantino. La scoperta di manufatti in oro nel relitto di una nave che 1.300 anni fa fece naufragio al largo dell'odierna Croazia apre nuovi scenari sulla storia dell'Alto Medioevo.
▪️Plastica in circolo. Micro e nanoplastiche hanno invaso la natura e il nostro organismo, con effetti sulla salute ancora da comprendere
▪️Imparare a sentire la musica in Giappone. Nei kissa, gli storici jazz café giapponesi, una sottocultura di appassionati dei vecchi dischi in vinile continua a mantenere vivo il rito dell'ascolto collettivo con sofisticati impianti Hi-Fi, coltivando un tipo di esperienza  sensoriale profonda che il nostro mondo chiassoso e frettoloso sembra aver dimenticato.
▪️Nel regno degli ippocampi. Alla scoperta della laguna delle Bahamas con la più densa popolazione di cavallucci marini al mondo.
▪️Visioni romantiche. Tutta la meraviglia dell'autocromia, antico procedimento per la fotografia a colori, nelle immagini degli archivi di National Geographic.
▪️Quando la natura è capace di brillare. Il fotografo Javier Aznar González de Rueda usa una tecnica speciale per dare la caccia alle creature che si illuminano al buio.
▪️Esercitazioni virtuali per essere pronti al meteo estremo del futuro. La Protezione civile europea, su stimolo di quelle Trento, ha messo a punto un innovativo simulatore in 3D.
▪️Le origini di una star del web sono più profonde di quanto immaginiamo. Ben prima che i Chia Pet, i vasi di animale usati per coltivare la chia, diventassero popolari negli anni '80 ed invadessero poi i social media, erano usati nelle cerimonie religiose messicane.

Federico Buffa e Carlo Pizzigoni: "Storie mondiali" e "Nuove storie mondiali"

Federico Buffa e Carlo Pizzigoni: Storie mondiali. Un secolo di calcio in 10 avventure

"Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio": Federico Buffa e Carlo Pizzigoni hanno avuto ben presente la lezione di José Mourinho nello scrivere le dieci storie della serie andata in onda su Sky, mentre i tifosi aspettavano l'inizio del Mondiale 2014. Dieci avventure che in questo libro diventano un racconto inedito ed entusiasmante della vita, dello spettacolo e delle emozioni che ruotano attorno al pallone. Si comincia con la sconfitta più amara della storia calcistica, quella del Brasile contro l'Uruguay, al Maracanà, nel 1950, e si finisce con la più bella vittoria dell'Italia, quella del mundial spagnolo del 1982, con l'indimenticabile urlo di Tardelli e l'esultanza di Pertini nella tribuna d'onore. Tra le due, ritornano le veroniche di Cruijff e i colpi di testa di Zidane; il mitico rigore in movimento con cui Rivera, nel 1970, chiude 4 a 3 la partita con la Germania e i rigori sbagliati da Baresi e da Baggio contro il Brasile nel 1994; le notti magiche di Italia '90 e, naturalmente, la Mano de Dios di Maradona, che vendica l'orgoglio della sua Argentina ferito dagli inglesi nell'assurda guerra delle Malvinas. Azioni indimenticabili viste mille volte, ma mai vissute come in queste pagine che, rievocando le musiche, le atmosfere, gli eventi politici e i fatti di cronaca legati ai mondiali, celebrano l'incanto del gioco più bello del mondo.

Formato: copertina flessibile
Pagine: 301
Editore: Sperling & Kupfer (25 agosto 2015)
ISBN-13: 9788868362966

Data di acquisto: 25 novembre 2025
Letto dal 4 all'8 aprile 2026

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Federico Buffa e Carlo Pizzigoni: Nuove storie mondiali. Un secolo di calcio in 13 avventure

Federico Buffa e Carlo Pizzigoni hanno tenuto sottomano il consiglio di José Mourinho mentre scrivevano Storie mondiali, prima fortunata ed elogiata trasmissione su Sky e poi libro da leggere e conservare. Che oggi si arricchisce con tre capitoli totalmente inediti. La formula è però quella di sempre, perché il calcio non può essere ridotto a un pure interessante racconto di quello che è accaduto sul campo da gioco, ma deve incrociarsi con la storia, con la vita. Per meglio comprendere il calcio, e vedere sotto una luce differente la storia, inserendoci una visione nuova, diversa: i Mondiali infatti, come dicono gli autori, "hanno scandito i tempi della nostra vita". Si comincia osservando le anime differenti del Brasile nel Mineiraço del 2014 e del Maracanaço del 1950, e si finisce con la celebrazione del Mondiale che l'Italia vinse ottanta anni fa, un torneo controverso e affascinante, disputato in casa di chi questa straordinaria competizione, la Coppa del Mondo, l'ha inventata. Ed ha permesso a questo gioco, che però esclusivamente gioco non è, di diventare il più amato di sempre.

Formato: copertina flessibili
Pagine: 358
Editore: Sperling & Kupfer (22 maggio 2018)
ISBN-13: 9788820065140

Data di acquisto: 7 aprile 2026
Letto dall'8 al 9 aprile 2026

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▪️La mia (brevissima) recensione
"Palla a Maradona, lo marcano in due, tiene palla Maradona, parte sulla destra il genio del calcio mondiale, può servire Burruchaga, sempre Maradona… Genio, genio, genio, dai, dai, dai, dai, dai… Goool, goool!".
Dal momento che questi due libri son strettamente collegati (il secondo è l'espansione naturale del primo) ho deciso di farne un'unica recensione.
I due autori, i grandi giornalisti sportivi Federico Buffa e Carlo Pizzigoni, hanno saputo costruire un "viaggio nel tempo" nello sport più popolare in Italia e nel mondo. Viaggio che diventa anche una spettacolare immersione nella Storia (sì, proprio quella con la S maiuscola) e nel patrimonio culturale. Uomini (oltre che calciatori), eroi, epoche, tensioni sociali, guerre… in questi due libri c'è tutta la storia del XX secolo (e l'inizio del XXI) vista attraverso la "cadenza quadriennale" dei Mondiali di calcio. Federico Buffa, in particolar modo, non si limita a parlarci o a ricordarci le grandi partite dei Mondiali ma, come solo lui sa fare, riesce ad intrecciarle con le vicende degli stessi protagonisti: calciatori noti o dimenticati, allenatori vincenti o caduti in disgrazia, arbitri, ecc. E mamma mia quanti dettagli… Un esempio su tutti: molto bello il racconto del Maracanazo, l'inaspettata (e traumatica per un intero popolo) sconfitta del Brasile ad opera dell'Uruguay nei Mondiali del 1950.
Insomma, se ancora ce ne fosse bisogno, questi due libri ci ricordano che il calcio non è solo sport ma, molto spesso (e più di quanto possiamo immaginare) veicolo di "universalità" e linguaggio comprensibile in ogni parte del mondo.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

Una biblioteca di Chicago cerca persone che sappiano leggere il corsivo per trascrivere dei testi antichi ma fatica a trovarle perché sempre meno persone sanno leggere il corsivo


Una biblioteca di Chicago cerca persone che sappiano leggere il corsivo per trascrivere dei testi antichi ma fatica a trovarle perché sempre meno persone sanno leggere il corsivo

👉 fonte: Rivista Studio

Dall'avvento della macchina da scrivere e successivamente dei computer, sempre più persone hanno disimparato a leggere e scrivere in corsivo. Quello che un tempo era considerato come il tratto in grado di dare armonia, forma e ordine alla parola scritta è progressivamente sparito in favore dei caratteri delle tastiere. Questa sparizione del corsivo, però, ci sta mettendo di fronte all'impossibilità di leggere e tradurre carte "antiche". Per cercare di rimediare, la Newberry Library di Chicago ha iniziato a cercare trascrittori dal corsivo per rendere accessibile la sua collezione di documenti più e meno antichi scritti a mano.
In realtà, dal 2013 la Newberry Library ha iniziato a reclutare quelle che definisce «Stele di Rosetta viventi», il primo progetto è stato la trascrizione di una serie di lettere scritte durante la Guerra Civile americana, progetto che è poi proseguito, ampliandosi sempre di più: l'obiettivo adesso è tradurre tutti gli scritti in corsivo conservati nel suo immenso archivio. Se durante la pandemia il progetto ha vissuto un'accelerazione (spinto dal desiderio collettivo di impiegare il tempo in attività che avessero senso, che fossero importanti, che dessero un contributo al bene del mondo), oggi la sfida si è fatta più complessa e, per certi versi, esistenziale. Con l'eliminazione del corsivo dai programmi scolastici americani, la capacità di decifrare un manoscritto sta diventando una competenza d'élite. Come avvertito dalla storica Drew Gilpin Faust, rischiamo di scivolare in una forma di dipendenza culturale da una ristrettissima cerchia di esperti.
Come scrive Literary Hub, il patrimonio da salvare a Chicago è un labirinto di storie che partono dal XVII secolo per arrivare alle vette del modernismo. Negli scaffali della biblioteca riposano le grafie tormentate di intellettuali come Nelson Algren e Sherwood Anderson, quest'ultimo celebre per una calligrafia quasi illeggibile, accanto ai resoconti di prima mano del Grande Incendio del 1871 o ai diari dell'Esposizione Universale del 1893. C'è persino spazio per l'occulto, con un libro di incantesimi seicentesco che attende solo occhi capaci di leggerne le formule. Il progetto Newberry Transcribe ha visto passare migliaia di collaboratori, ma l'appello resta aperto a chiunque sia disposto a rispolverare la memoria di quelle lettere a ricciolo imparate sui banchi e ormai troppo dimenticate.