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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

domenica 17 maggio 2026

È festa Inter per il 21° Scudetto


Il popolo nerazzurro abbraccia l'Inter campione d'Italia. La squadra di Cristian Chivu, che dopo lo Scudetto ha conquistato anche la Coppa Italia, saluta il pubblico del Meazza San Siro con un pareggio. Col Verona già retrocesso finisce 1-1 (vantaggio nerazzurro di Bonny al 47' e pareggio gialloblù di Bowie al 91').
Lo stadio ha tributato anche un commosso omaggio a Evaristo Beccalossi, leggenda nerazzurra scomparso lo scorso 6 maggio. La partita fa più da cornice alla festa che altro. La festa che prosegue con la sfilata della squadra in città… destinazione finale piazza Duomo.

▪️I 21 Scudetti dell'Inter:
1909/10; 1919/20; 1929/30; 1937/38; 1939/40; 1952/53; 1953/54; 1962/63; 1964/65; 1965/66 ⭐; 1970-1971; 1979/80; 1988/89; 2005/06; 2006/07; 2007/08; 2008/09; 2009/10; 2020/21; 2023/24 ⭐; 2025/26

▪️L'Albo d'Oro della Serie A (dal 2000):
1999/2000 Lazio; 2000/01 Roma; 2001/02 e 2002/03 Juventus; 2003/04 Milan; 2004/05 non assegnato; 2005/06, 2006/07, 2007/08, 2008/09 e 2009/10 Inter; 2010/11 Milan; 2011/12, 2012/13, 2013/14, 2014/15, 2015/16, 2016/17, 2017/18, 2018/19 e 2019/20 Juventus; 2020/21 Inter; 2021/22 Milan; 2022/23 Napoli; 2023/24 Inter; 2024/25 Napoli; 2025/26 Inter

sabato 16 maggio 2026

Hayley Gelfuso: Il libro delle ore perdute


Hayley Gelfuso: Il libro delle ore perdute

Titolo originale: The Book of Lost Hours
Formato: Kindle (944 KB)
Pagine: 420
Editore: Casa Editrice Nord (5 maggio 2026)
ASIN: B0DS1BFJND
ISBN-13: 978-8842938606

Data di acquisto: 11 maggio 2026
Letto dal 12 al 16 maggio 2026

▪️Sinossi
«Misteri, segreti e un amore capace di sfidare il tempo. Semplicemente meraviglioso». The Irish Independent
«L'esordio originalissimo di un'autrice dall'immaginazione e dal talento straordinari. Hayley Gelfuso è una nuova, grande voce della narrativa». Glenn Cooper
Esiste un luogo che custodisce i ricordi di tutte le vite vissute…
Per Lisavet, tutto comincia a Norimberga una drammatica notte del 1938, quando una folla inferocita a caccia di ebrei assalta la sua casa. Per salvarla, suo padre apre una porta invisibile tramite un orologio speciale e spinge la figlia oltre la soglia buia, con la promessa di tornare presto a riprenderla. Quella porta non si aprirà più. E così Lisavet si ritrova bloccata in un luogo che pensava esistesse solo nelle favole della buonanotte raccontate dal padre. Una biblioteca infinita, nascosta tra le pieghe del tempo, dove sono allineati innumerevoli volumi che custodiscono i ricordi di tutti coloro che sono vissuti nel corso dei secoli. Ma Lisavet si rende conto di non essere sola. Ci sono altri con un orologio come quello di suo padre, uomini che combattono una guerra clandestina per il controllo della Storia, bruciando i ricordi delle persone condannate a essere cancellate dalla memoria del mondo. Ombra tra le ombre, Lisavet trascorre anni tra quegli scaffali, imparando a viaggiare nei ricordi altrui e cercando di salvare i volumi dati alle fiamme. Fino al giorno in cui qualcuno non si accorge di lei…
Per Amelia, tutto comincia a Boston una fredda mattina del 1965, quando eredita dallo zio, morto in circostanze misteriose, uno strano orologio. Al funerale, una sconosciuta dallo sguardo enigmatico le si avvicina per raccontarle una verità che ha dell'incredibile e metterla di fronte a un destino ineluttabile: raccogliere il testimone dello zio come guardiano del tempo e lottare contro chi vuole manipolare il corso della Storia. Una missione che condurrà Amelia a una scoperta sconvolgente sulla sua famiglia e sulla sua stessa identità.
Tradotto in più di venti Paesi e salutato dai lettori come uno degli esordi più originali degli ultimi anni, questo romanzo vorticoso supera i confini tra i generi letterari e ci interroga sul valore inestimabile della memoria.

▪️L'incipit del libro
1938, Norimberga, Germania
Nel 1938, nella città di Norimberga, un uomo raccontava alla figlia una favola della buonanotte. L'uomo era un orologiaio, discendente da una lunga stirpe di orologiai, e risiedeva nel quartiere ebraico della città. Misurava il tempo, come i suoi predecessori avevano fatto per due secoli.
«È ora di dormire, Lisavet. Hai già sentito abbastanza storie per stasera», disse l'orologiaio dopo che la figlia gli ebbe chiesto, per la terza volta, di raccontarle un'altra favola.
Fuori dalla finestra, il vento gelido di novembre spazzava le strade buie. L'orologiaio pensava al lavoro che lo attendeva al piano di sotto, nella bottega. Più precisamente, alla lettera che si trovava sulla sua scrivania, arrivata dall'America quella mattina.
«Non sono stanca. Voglio restare sveglia fino a quando non torna Klaus», disse Lisavet, imbronciata.
«Tuo fratello farà troppo tardi per aspettarlo alzata». L'uomo sorrise, vanificando il tentativo di farsi obbedire. Le accarezzò la testa, sapendo già che avrebbe ceduto. Con i capelli d'oro e gli occhi color caramello, sua figlia era la copia perfetta della defunta moglie.
Quando lei era viva, scherzava spesso sul fatto che avessero messo al mondo due versioni in miniatura di sé stessi: il figlio era tale e quale a lui, mentre la figlia era lei. Fisicamente era senz'altro vero ma, al di là dell'aspetto, Ezekiel Levy e suo figlio Klaus non avrebbero potuto essere più diversi. Klaus si muoveva a proprio agio nell'alta società e sognava di andare a scuola nella capitale, come sua madre. A somigliare davvero a Ezekiel era Lisavet. Era lei che passava le ore nel laboratorio del padre, a osservarlo incastrare con pazienza gli ingranaggi e le molle nei vecchi orologi rotti finché non riprendevano vita. Era lei che ogni mattina caricava gli orologi all'ingresso del negozio e contemplava in rispettoso silenzio quei capolavori di legno e metallo che cantavano al ritmo del tempo. E sarebbe stata lei, un giorno, a ereditare la bottega di famiglia e i segreti che custodiva.

▪️La mia recensione
"Il passato è il nostro specchio. Ci mostra chi siamo stati e che cosa siamo diventati. Ci sono persone che non sopportano il proprio riflesso e così lo cambiano, cancellando alcuni ricordi dalla faccia della Terra".
Ecco qui un debutto letterario degno di nota ed in grado di fondere insieme Storia reale (si parte dalla tragica "Kristallnacht" del 1938) e racconto fantasy, intrecciandoli attorno ad una sorta di magica biblioteca dei ricordi passati, accessibile tramite alcuni strani orologi (anche se, ad essere sinceri, non viene minimamente  spiegato come sia stato possibile idearli e realizzarli). Il libro delle ore perdute, in sintesi, analizza le reminiscenze di un singolo individuo (e le scelte che esso compie) e come queste si ripercuotono sulla collettività.
Una vera e propria favola moderna (ma la scena d'apertura è parecchio terribile) dal ritmo incalzante e, allo stesso tempo, emozionante e lievemente nostalgico. Una storia che parla di memoria e ricordi, passato da preservare, valori universali, perdita e tenacia.
Allo stesso tempo, tuttavia, ho avvertito un certo senso di "già visto" da qualche altra parte: non a caso, mentre leggevo questo libro ho ripetutamente pensato (ricordi e memoria… appunto!) al romanzo Il libro del destino di Grégory Samak ed alla bellissima saga de La biblioteca dei morti di Glenn Cooper.
Inoltre, scordatevi una trama lineare: in questo romanzo assisteremo ad una infinita sequela di salti e varchi temporali che, a volte, faranno perdere il filo della narrazione (vi perderete, letteralmente, nella storia).
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 4 al 10 maggio 2026 (Fonte: TuttoLibri del 16 maggio 2026):

1. Emmanuel Carrère - Kolchoz
2. Luciana Littizzetto - Il tempo del la la la
3. Karim B. - Tears on my pen drive
4. Csaba dalla Zorza - Io sono Adele
5. Walter Veltroni - Il bar di Cinecittà
6. Concita De Gregorio - La cura
7. Pera Toons - Il gioco delle risate
8. Niccolò Ammaniti - Il custode
9. Stefania Andreoli - Un'ottima famiglia
10. Tomaso Montanari - La continuità del male. Perché la destra italiana è ancora fascista

"Fahrenheit 451": Bradbury ci insegna che leggere è l'unico modo per salvare la nostra mente

Fahrenheit 451: Bradbury ci insegna che leggere è l'unico modo per salvare la nostra mente

👉 fonte: Libreriamo

In un'epoca che ci spinge a consumare pillole di conoscenza istantanea e a delegare il pensiero ad algoritmi e artifici digitali, stiamo smarrendo una capacità vitale: quella di abitare la complessità. Il rischio non è solo l'ignoranza, ma una forma di analfabetismo emotivo e civile che ci rende incapaci di distinguere ciò che è autentico da ciò che è pura finzione costruita per rassicurarci.
Ray Bradbury, nella sua spaventosa profezia sociologica immortalata in Fahrenheit 451, non temeva tanto il fuoco che incenerisce la carta, quanto il gelo di un'indifferenza che spegne la mente. Ci aveva avvertito che una società che baratta la fatica di leggere con la comodità di un intrattenimento perenne è una società che ha rinunciato alla propria anima, preferendo la superficie levigata dell'artificio alla "sana" e ruvida realtà dell'esperienza umana.
I libri, nel romanzo di Bradbury, sono pericolosi proprio perché disturbano questa finta quiete. Sono lo specchio che restituisce al mondo le sue rughe e le sue verità taciute.
Quindi, ora vede perché i libri sono odiati e temuti? Perché mostrano i pori sulla faccia della vita. La gente adattata vuole facce simili a lune di cera, senza pori e senza peli, dunque senza espressione.
Scritto per la prima volta nel 1953 (in Italia nel 1956 come Gli anni della fenice), in un clima dominato dal maccartismo e dal trauma dei roghi nazisti, Fahrenheit 451 è molto più di una distopia fantascientifica: è l'autopsia di una società che ha rinunciato a pensare.
Il libro prende il titolo dalla temperatura a cui la carta prende fuoco, appunto Fahrenheit 451 (circa 233 °C). Fahrenheit si riferisce principalmente alla scala di temperatura ideata da Daniel Gabriel Fahrenheit, utilizzata principalmente negli Stati Uniti.
In un futuro dove i pompieri incendiano i libri per garantire una stabilità fatta di ignoranza e divertimento forzato, seguiamo la trasformazione di Guy Montag da fedele esecutore a ribelle della coscienza. La sua crisi nasce dall'urto con due realtà opposte. Da un lato la moglie Mildred, simbolo di un'umanità anestetizzata da cuffie perenni e pareti-televisori che riempiono il vuoto interiore con rumore incessante. Dall'altro la figura di Clarisse e il sacrificio di un'anziana donna che preferisce bruciare con i propri volumi piuttosto che vivere senza.
Attraverso il cinico Capitano Beatty, un censore che cita i classici solo per dimostrarne l'inutilità, Bradbury ci svela la verità più amara: non è stato il governo a bandire i libri, ma i cittadini stessi, che hanno preferito la comodità di un'informazione rapida e priva di spigoli alla fatica della riflessione.
La fuga di Montag verso gli "uomini-libro", che tramandano la cultura a memoria tra le rovine di un mondo sull'orlo del collasso nucleare, diventa così l'ultima speranza di una civiltà che può rinascere dalle proprie ceneri solo se decide di recuperare la propria memoria storica.
Il vero cuore del problema identificato da Bradbury non risiede in una censura imposta con la forza da un tiranno, ma in una scelta collettiva e silenziosa: la rinuncia alla complessità per paura del conflitto. La società di Fahrenheit 451 ha trasformato il concetto di uguaglianza in un livellamento verso il basso, dove la cultura è vista come un elemento di disturbo che crea dislivelli intellettuali e, di conseguenza, infelicità. Il problema sociologico è la nascita di una società che rifiuta il dolore e il dubbio, preferendo l'anestesia di una bugia confortevole alla fatica di una verità articolata. Abbiamo costruito una prigione di vetro fatta di intrattenimento perenne, dove l'artificio ci protegge dall'ansia di pensare, ma ci priva della nostra capacità di restare umani.
In questo scenario, il libro diventa il nemico pubblico numero uno perché è l'unico oggetto capace di ricordarci che il mondo non è piatto, ma profondo e spesso doloroso.
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Novità in libreria: quattro romanzi imperdibili tra suspense e grandi sogni


Novità in libreria: quattro romanzi imperdibili tra suspense e grandi sogni

👉 fonte: L'altro femminile

Cosa ci riserva la primavera per arricchire il nostro spirito e guardare, come sempre, oltre il consueto? L'Altro Femminile ha selezionato per voi quattro storie nate dal talento di autrici che sanno indagare l'animo umano con profondità. Le novità in libreria spaziano dalla narrativa di formazione al thriller psicologico, offrendo riflessioni sull'accettazione di sé e sui legami che intrecciano le nostre vite.
Il viaggio comincia con Catherine Ryan Hyde, che torna in Italia grazie a Indomitus Publishing con il romanzo Le cicatrici del cuore. La storia segue Michael Woodbine, un giovane segnato fisicamente ed emotivamente da un trauma infantile, che attraverso un progetto cinematografico impara a mostrare le proprie ferite senza vergogna. È un invito potente a riconoscere che nessuno è solo nelle proprie imperfezioni.
Per chi cerca emozioni forti, segnaliamo il ritorno in libreria della regina del domestic thriller Teresa Driscoll. Edito da Indomitus Publishing, Cosa ho fatto? ci trascina in un incubo che inizia con un semplice gesto di gentilezza in un hotel di Parigi. Una madre si ritrova sospettata di un crimine gravissimo, lottando per salvare la sua famiglia e scoprire una verità che tiene con il fiato sospeso fino all'ultima pagina.
L'atmosfera si sposta, poi, nel Texas di Carolyn Brown con Il baule della speranza, pubblicato da Indomitus Publishing. Tre cugini si ritrovano per onorare l'eredità della nonna: completare un quilt incompiuto. Filo dopo filo, tra le mura di una casa avvolta dal profumo di pini, i protagonisti ricuciono i pezzi delle loro vite ferite, riscoprendo il calore della famiglia e la possibilità di una rinascita.
Infine, il panorama delle novità in libreria si arricchisce con il giallo di P.M. Mucciolo, Come l'orso nel presepe, edito da StreetLib. Ritroviamo il personaggio di Oscar Durango, un medico di famiglia che inciampa in un possibile delitto casalingo. Tra scartoffie e pazienti esigenti, Durango dovrà improvvisare una caccia alla verità, affrontando al contempo i frammenti del proprio passato.
Quattro autrici, quattro stili diversi, ma un unico obiettivo: emozionare.

venerdì 15 maggio 2026

Buonvino: tutti i libri ispiratori e chi è l'inventore del commissario della serie TV


Buonvino: tutti i libri ispiratori e chi è l'inventore del commissario della serie TV

👉 fonte: Style Magazine del 14 maggio 2026

Conquistati dal comissario "alternativo" Giovanni Buonvino, interpretato nella miniserie Rai da Giorgio Marchesi? La serie, mix di crime e commedia social/romantica all'italiana, si conclude stasera con il secondo dei due episodi di questa prima stagione.
Più uomo che poliziotto. Più preso da dubbi e problemi che dai casi giudiziari. Giovanni Buonvino è un commissario "alternativo". Non è Rocco Schiavone. Ma neppure Coliandro o Vasco Benassi (il recente Uno sbirro in Appennino). In comunue con loro ha l'origine letteraria. Qui poi c'è qualcosa, nella sua potenziale e non realizzata brillante carriera in Polizia, che lo ricollega a certi personaggi pigri e umanissimi della commedia all'italiana cinematografica. Non a caso, nella prima puntata, lui stesso faceva riferimento a Brancaleone e alla sua pasticciona e pasticciata armata, dei due film interpretati da Vittorio Gassmann.
La vita l'ha portato altrove. Un errore, l'ufficio relazioni con il pubblico come punizione, quindi la nomina a commissario di Villa Borghese. Il Buonvino di Giorgio Marchesi è un mix di intuito, disciplina, rigore. Ma anche empatia e umanità, capacità di spronare chi gli sta accanto.
Così l'ha disegnato, letteralmente Walter Veltroni. Il giornalista/scrittore/ex sindaco di Roma (innamorato del cinema e anche regista), ha fatto da consulente alla serie TV di Michela Cocuzza dopo aver creato il suo commissario e la sua squadra. Ispirazioni, il cinema italiano e, dichiarata, la saga Rocco Schiavone di Antonio Manzini. Ma anche quella di I bastardi di Pizzolfalcone di Maurizio di Giovanni. Antieroi che reggono la scena e in cui il confine tra casi professionali e dubbi privati coesistono incrociandosi.
Buonvino non è Schiavone. Villa Borghese non è la napoletana Pizzofalcone. Eppure qualcosa in comune ce l'hanno ed è l'essere nati come esempi del nuovo crime letterario italiano. Con ambientazioni, caratteri e anche storie a cui siamo abituati, sono un'immersione nella nostra quotidiana realtà. Ci rispecchiamo in loro e ci ritroviamo nelle strade, anche metaforiche, in cui si muovono.
Veltroni il primo libro l'ha pubblicato nel 2019: Assassinio a Villa Borghese. Sono seguiti Buonvino e il caso del bambino scomparso (2020), C'è un cadavere al Bioparco (2021),  Buonvino tra amore e morte (2023), Buonvino e il cerchio insanguinato (2024), Buonvino e l'omicidio dei ragazzi (2026). Tutti li trovate in libreria, editi da Marsilio. I due episodi di questa prima stagione della serie TV, sono tratti da Il caso del bambino scomparso e C'è un cadavere al Bioparco.
Da dove viene il nome/titolo? È stato lo stesso Walter Veltroni a rivelarlo: «L'ho chiamato così perché sono astemio. Per quanto riguarda le somiglianze, dopo tanti anni di "convivenza" è inevitabile che le vite si intreccino. Ci accomuna il carattere, perché è una persona che ama usare il cervello e non la pistola. Ama fare squadra. Si diverte con i suoi agenti e non è un solista».
Tolti i due ispiratori di questa prima stagione, restano altri 4 romanzi della saga. La direttrice Rai Fiction Maria Pia Ammirati, alla presentazione della serie disse: «Se dovesse andare bene faremo di corsa nuove puntate». La prima puntata, una settimana fa, ha centrato la missione: regina del prime time, con  3.355.000 spettatori e il 20.3% di share. Stasera la sfida è più ardua: su Rai 2 c'è la seconda semifinale di Eurovision 2026. Ma gli oltre 3 milioni di spettatori sono già motivanti: aspettiamo l'annuncio di una seconda stagione…

Barbero: "Non è il numero dei libri letti a fare un buon narratore: pensate a Omero"


Barbero: "Non è il numero dei libri letti a fare un buon narratore: pensate a Omero"

👉 fonte: la Stampa

Alessandro Barbero e Giuseppe Laterza dialogano con Francesca Schianchi allo stand La Stampa del Salone del libro di Torino. Qui Barbero racconta il suo rapporto con i libri e la lettura, ricordando come da ragazzo leggesse anche un libro al giorno e fosse costretto a rileggere più volte gli stessi volumi. "I miei genitori, in fondo, non potevano comprarmi un libro al giorno", spiega. Tra i suoi desideri di lettura e immaginazione cita il fascino di incontrare figure storiche come Carlo Magno, ma anche persone comuni del suo tempo. Ripercorrendo la propria formazione, sottolinea come alcuni autori, come Salgari, siano stati riletti decine o centinaia di volte, dentro un universo di letture vastissimo e sempre in espansione. "Ma non mi è mai piaciuto fare classifiche".

National Geographic Italia: le copertine del 2009


▪ National Geographic Italia - gennaio 2009
Vol. 23, n. 1
€ 4,10
In copertina: Una maschera di bellezza d'oro del valore di circa 250 euro viene applicata ad una modella.

▪ National Geographic Italia - febbraio 2009
Vol. 23, n. 2
€ 4,10
In copertina: Le nubi si addensano sulla basilica di Pompei, distrutta dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.


▪ National Geographic Italia - marzo 2009
Vol. 23, n. 3
€ 4,50
In copertina: Grazie ad una macchina fotografica che rivela lo spettro dell'infrarosso, si possono individuare le perdite di calore (in rosso e giallo) in una casa del 1910.

▪ National Geographic Italia - aprile 2009
Vol. 23, n. 4
€ 4,50
In copertina: Sorriso di donna, barba da faraone: così veniva ritratta Hatshepsut, la donna che volle farsi re. Grazie all'identificazione della sua mummia oggi è possibile riscrivere la storia.


▪ National Geographic Italia - maggio 2009
Vol. 23, n. 5
€ 4,50
In copertina: Tra i molti angeli che popolano Roma, la statua del fiammingo Peter Anton von Verschaffelt svetta dalla terrazza di Castel Sant'Angelo.
In allegato: Mar Glaciale Artico, la nuova frontiera (lato A); Il declino dell'Impero di ghiaccio (lato B).

▪ National Geographic Italia - giugno 2009
Vol. 23, n. 6
€ 4,50
In copertina: In Egitto, la folla assalta un chiosco che vende pane sovvenzionato dal governo.


▪ National Geographic Italia - luglio 2009
Vol. 24, n. 1
€ 4,50
In copertina: Un monaco si affaccia tra le rovine di Ta Prohm, maestoso complesso di templi all'interno dell'antica città di Angkor.
In allegato: Sud-Est asiatico, terra del monsone (lato A); Impero Khmer (lato B).

▪ National Geographic Italia - agosto 2009
Vol. 24, n. 2
€ 4,50
In copertina: Il passaggio di una nave da crociera solleva un nugolo di piccioni sulla Piazzetta San Marco a Venezia. Le colonne di S. Marco e S. Teodoro un tempo segnalavano l'ingresso principale alla città.


▪ National Geographic Italia - settembre 2009
Vol. 24, n. 3
€ 4,50
In copertina: Su un tetto di Los Angeles, il ricercatore Larry Kazmerski sfoggia l'ultimo ritrovato nel campo del solare: pannelli fotovoltaici flessibili a pellicola sottile, installabili quasi ovunque.

▪ National Geographic Italia - ottobre 2009
Vol. 24, n. 4
€ 4,50
In copertina: Questo "ritratto" di una sequoia californiana alta 92 metri è stato realizzato grazie a tre macchine fotografiche fatte scorrere su una fune. Il risultato è un fotomosaico di 84 foto.


▪ National Geographic Italia - novembre 2009
Vol. 24, n. 5
€ 4,50
In copertina: In questa ricostruzione, un Deinosuchus di 80milioni di anni fa, che cacciava con una tecnica simile a quella del suo discendente moderno, l'alligatore americano.

▪ National Geographic Italia - dicembre 2009
Vol. 24, n. 6
€ 4,50
In copertina: Il volto senza tempo di una bambina hadza.

Questo nuovo romanzo horror merita assolutamente un film: che aspettiamo?


Questo nuovo romanzo horror merita assolutamente un film: che aspettiamo?

👉 fonte: Everyeye.it

Il rapporto tra letteratura e cinema è sempre stato profondissimo, con alcuni dei più grandi capolavori della storia del grande schermo, dopotutto, sono nati proprio dalle pagine di un romanzo, e ancora oggi Hollywood continua a cercare storie capaci di trasformarsi in esperienze cinematografiche memorabili.
Eppure esiste un libro horror fantasy che, nonostante il crescente successo ottenuto negli ultimi anni, non ha ancora ricevuto l'adattamento che meriterebbe davvero. Si tratta di Between Two Fires, conosciuto in Italia come Tra due fuochi, un'opera che mescola horror religioso, dark fantasy medievale e apocalisse demoniaca in modo semplicemente straordinario che può ricordare per gli amanti dei manga, un po' Berserk di Kentaro Miura.
L'horror ambientato nel Medioevo, infatti, è un territorio ancora sorprendentemente poco esplorato dal cinema moderno, nonostante abbia tutte le caratteristiche perfette per ospitare racconti disturbanti e immersivi. Superstizione, malattie, villaggi isolati, guerre, fanatismo religioso e la costante paura della morte rendevano quell'epoca un contesto ideale per storie oscure e inquietanti. Ed è proprio su queste atmosfere che Christopher Buehlman costruisce il suo romanzo, trasformando la Francia Medievale devastata dalla peste nera in un vero incubo popolato da demoni, visioni e orrori ultraterreni.
Ambientato nel 1348, Between Two Fires segue Thomas, un cavaliere caduto in disgrazia che ormai sopravvive come brigante, lontano dall'onore e dalla fede che un tempo guidavano la sua vita, ma il suo destino cambia quando incontra Delphine, una misteriosa bambina che sostiene di ricevere visioni divine. Thomas inizialmente non sa se considerarla una santa, una folle o addirittura una strega, ma decide comunque di accompagnarla verso Avignone, sede del Papa, intraprendendo un viaggio che si trasforma rapidamente in una terrificante discesa nell'orrore.
Pubblicato originariamente nel 2012, il romanzo ha impiegato anni prima di ottenere il riconoscimento che meritava, ma col tempo, però, il passaparola tra lettori e appassionati di dark fantasy lo ha trasformato in un autentico cult moderno, fino ad arrivare alla nuova edizione celebrativa pubblicata nel 2026.
Ma la vera forza di Between Two Fires va ben oltre il semplice parallelismo con le pandemie moderne, la scrittura di Buehlman riesce infatti a essere incredibilmente evocativa, alternando momenti di puro terrore a descrizioni quasi poetiche. Il suo stile è ricco di dettagli, immersivo e capace di trasportare il lettore in un mondo sporco, malato e devastato, dove il confine tra fede e follia diventa sempre più sottile.
Uno degli elementi più affascinanti del romanzo è proprio il modo in cui reinterpreta la peste nera in chiave soprannaturale. Storicamente sappiamo che la malattia fu causata dai batteri trasportati dai ratti, ma per le persone del XIV secolo la tragedia appariva come una punizione divina o una maledizione demoniaca. Ed è esattamente questo il concetto che il libro porta con se, infatti nel mondo di Between Two Fires la peste è realmente il risultato di una guerra tra Paradiso e Inferno, con i demoni che infestano il mondo mortale mentre il cielo sembra aver abbandonato l'umanità.
Durante il viaggio verso Avignone, Thomas e Delphine si trovano ad affrontare creature sempre più inquietanti. Alcune sono mostri brutali, come la creatura simile a un'anguilla che si nasconde nelle acque di un villaggio contaminato, mentre altre assumono forme molto più disturbanti e surreali.
L'atmosfera generale richiama inevitabilmente Berserk, capolavoro dark fantasy di Kentaro Miura che molti considerano ancora oggi il punto più alto del fantasy dark e uno dei migliori manga in assoluto. Thomas, con il suo passato traumatico, il cinismo e la lenta riscoperta dell'umanità, ricorda per certi versi proprio Guts, il tormentato protagonista del manga.
Pur seguendo un'impostazione classica da viaggio fantasy, il romanzo si sviluppa quasi come una raccolta di racconti horror medievali collegati tra loro. Ogni tappa del viaggio introduce nuove creature, leggende e incubi che potrebbero tranquillamente sostenere un intero film a sé.
E se davvero Hollywood decidesse di adattare Between Two Fires, c'è un nome che molti fan considerano perfetto per dirigere il progetto, ovvero Robert Eggers. Regista di The Witch, The Lighthouse, The Northman e Nosferatu, Eggers ha dimostrato più volte di saper trasformare il folklore, le superstizioni e le paure storiche in esperienze cinematografiche autenticamente disturbanti.

I grafomani, maniaci della scrittura


I grafomani, maniaci della scrittura
Da Proust a Agatha Christie, Antonio Castronuovo racconta nel suo Dizionario del grafomane tic, manie e rituali di narratori giganteschi e misconosciuti. Fino a dimostrare che c'è qualcosa di psicotico in chi non può fare a meno di scrivere, o di leggere

👉 fonte: RSI.ch

Il Dizionario del grafomane inizia con una citazione dello scrittore russo Vasilij Romanov: «Che cos'è uno scrittore? Bambini abbandonati, una moglie dimenticata. E vanità, vanità».
Il grafomane è in effetti colui che rinuncia a quasi tutto, o almeno a gran parte della vita, per scrivere. Che sia una passione, una fobia o tutte le cose che stanno nel mezzo. Il grafomane non ne può fare a meno, a prescindere dai risultati.
La frase di Romanov racconta chi trascura i propri doveri familiari, in un eccesso di vanità. Gli scrittori devono in qualche modo essere egocentrici: anche se parlano per interposta persona attraverso dei personaggi, qualcosa che riguarda l'affermazione e la testimonianza dell'Io, dentro i loro scritti, c'è sempre. Il grafomane, in ogni caso e quale ne sia il motivo profondo, è qualcuno che non può evitare di scrivere, come se fosse per lui quasi una funzione psicofisica: respirare, passeggiare, mangiare.
Antonio Castronuovo racconta la stranezza dei grafomani, le loro idiosincrasie, i tic, i rituali attraverso i quali arrivano a scrivere: ognuno ha il proprio, e tutti in un certo senso si assomigliano, perché organizzano le cose della vita in funzione delle ore, dei giorni e degli anni passati a scrivere.
Di fatto, Il Dizionario è una raccolta di aneddoti che riguardano alcuni tra i personaggi più noti della letteratura, da T.S. Eliot a Agatha Christie, ai classici latini, ai grandi dell'Ottocento, fino a Marcel Proust. Ma ci sono anche scrittori sconosciuti, e si attraversano diversi generi, il giallo, il fantasy.
Anche l'autore è decisamente originale, non solo il libro: Antonio Castronuovo è un esperto di storia del libro, di letterature minori, di scienze anomale, astrofisica e patafisica, ovvero la cosiddetta scienza delle soluzioni immaginarie. Aveva già mandato in stampa il Dizionario del bibliomane, e questo saggio nasce sulla falsariga dell'altro, pieno di amore e passione per le curiosità che girano intorno al mondo della letteratura, alla vita degli scrittori. Castronuovo è un lettore e uno scrittore trasversale, interessato alle procedure della scrittura, ma anche agli ambiti conoscitivi, alla società in cui si sviluppano le vite di questi grandi narratori.
Gli aneddoti che racconta sono piccoli spaccati, che però dicono molto a noialtri che spesso conosciamo bene le opere degli scrittori, e male la vita che c'è dietro, di officina e di cantiere. Attraverso voci in genere abbastanza brevi, al massimo 2 o 3 paginette, si illuminano molte cose della scrittura di autori arcinoti; o anche misconosciuti, magari, ma capaci di scrivere romanzi di genere che hanno venduto milioni di copie nel tempo.
Antonio Castronuovo stesso, nella pagina di introduzione al libro, parla di sé stesso come di un lettore inguaribile: ecco, anche il lettore, a sua volta, è un maniaco. Almeno il lettore vero, il lettore appassionato, quello che non può fare a meno di leggere. Per i lettori inguaribili, consultare il Dizionario del grafomane è l'occasione di scoprire le loro, di manie, quelle che hanno consentito agli scrittori di mettere sotto i nostri occhi le loro opere; e quindi rende chiaro che il rapporto tra chi scrive e chi legge è un rapporto tra maniaci. Sono due passioni intimamente correlate: non sono identiche, ma si assomigliano davvero tanto.