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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

mercoledì 8 aprile 2026

Amazon blocca l'accesso al Kindle Store per tutti i Kindle usciti prima del 2013


Amazon blocca l'accesso al Kindle Store per tutti i Kindle usciti prima del 2013

👉 fonte: HD Blog

Se siete possessori di Kindle un po' più datati, pessime notizie per voi: dal mese prossimo, precisamente dal 20 maggio, perderete accesso al Kindle Store. L'ha annunciato Amazon nelle scorse ore. Il provvedimento riguarderà sostanzialmente tutti i Kindle e i Kindle Fire lanciati nel 2012 o prima; l'elenco completo è come segue:
Kindle originale (2007)
Kindle DX e DX Graphite (2009 e 2010)
Kindle Keyboard (2010)
Kindle 4 (2011)
Kindle Touch (2011)
Kindle 5 (2012)
Kindle Paperwhite 1° generazione (2012)
Kindle Fire 1° generazione (2011)
Kindle Fire 2° generazione (2012)
Kindle Fire HD 7 (2012)
Kindle Fire HD 8.9 (2012).
È importante precisare che i dispositivi continueranno a funzionare: sarà possibile continuare a leggere i libri già in memoria, e si potrà accedere alla propria libreria tramite l'app Kindle, il Web o dispositivi più recenti. Gli utenti non avranno tuttavia più accesso allo Store, quindi l'acquisto di nuovi libri e anche il loro caricamento sui dispositivi sarà un pochino più scomodo. Un problema verosimilmente più importante è che ogni reset o ripristino alle impostazioni di fabbrica isolerà di fatto i Kindle dall'ecosistema, visto che non sarà più possibile associarli al proprio account Amazon.
Amazon inizierà presto ad avvisare gli utenti interessati via email, chiarendo nel dettaglio quali funzioni resteranno disponibili. Per il momento la società non ha spiegato concretamente le ragioni dietro a questa scelta, che se non è una condanna a morte definitiva è comunque uno dei tanti esempi di quanto possa essere volatile la longevità di un dispositivo o un contenuto che richiede internet per funzionare. Se non altro, agli utenti coinvolti Amazon offre uno sconto speciale del 20% per l'acquisto di un nuovo modello.

Toni Morrison: Recitativo


Toni Morrison: Recitativo

Titolo originale: Recitatif
Formato: Kindle (1.0 MB)
Pagine: 117
Editore: Frassinelli - Sperling & Kupfer (11 ottobre 2022)
ASIN: B0BHMQR4QM
ISBN-13: 9788892743465

Data di acquisto: 11 marzo 2026
Letto dal 7 all'8 aprile 2026

▪️Sinossi
Twyla e Roberta si sono conosciute a otto anni, quando sono state affidate a un istituto per ragazzine sole (perché orfane o, come nel loro caso, figlie di genitori non in grado di prendersene cura). Per quattro mesi sono state compagne di stanza, pronte a difendersi dalle ragazze più grandi ma anche a condividere scherzi e segreti. Poi si sono perse di vista, ma la vita ha sempre fatto in modo di farle rincontrare nel corso del tempo, per caso: prima in un ristorante lungo l'autostrada, poi in un emporio, infine durante una manifestazione di protesta. Ogni volta ai lati opposti delle barricate, divise dal colore della pelle, dalla posizione sociale, dalle battaglie civili, persino da ricordi che non coincidono alla perfezione. Eppure, per sempre unite da un legame che affonda le radici nell'infanzia, in quel momento di abbandono in cui sono state una famiglia l'una per l'altra.
Finora inedito in Italia, Recitativo è l'unico racconto breve scritto da Toni Morrison nell'arco della sua carriera. Una storia senza tempo, su ciò che ci lega e ciò che ci separa, sulla questione razziale e sugli stereotipi e i pregiudizi che plasmano le relazioni umane. Ma anche un «esperimento», secondo la definizione della stessa autrice Premio Nobel: un gioco narrativo che coinvolge i lettori e la loro interpretazione, come ci mostra Zadie Smith nella illuminante postfazione che completa questa edizione.

▪️L'incipit del libro
Mia madre ballava tutta la notte e quella di Roberta era malata. Ecco perché ci avevano portate al St. Bonny. Alla gente viene da abbracciarti quando racconti di essere stata in un istituto, ma in realtà non era male. Nessun camerone lunghissimo con cento letti come al Bellevue. Le stanze erano da quattro e nel periodo in cui arrivammo io e Roberta c'erano poche bambine in carico allo Stato, perciò noi eravamo le uniche assegnate alla 406 e potevamo passare da un letto all'altro, se volevamo farlo. E infatti lo facevamo. Cambiavamo letto ogni notte e per tutti i quattro mesi che passammo lì non ne scegliemmo mai uno in particolare come nostro.


▪️La mia recensione
"I piatti sbagliati vanno sempre alle persone sbagliate. Forse è per questo che in seguito diventai una cameriera: per abbinare alle persone giuste i piatti giusti".
Recitativo è un brevissimo racconto (l'unico di Toni Morrison) ma molto intenso e carico di significati morali. Si tratta di una storia-indovinello con, al centro, Twyla e Roberta: due bambine abbandonate dalle rispettive madri che, per un breve tempo, condividono la stessa cameretta di un istituto per bambine orfane o abbandonate. Da adulte, ogni tanto si reincontrano e ripensano al loro comune passato in istituto… ma i ricordi di entrambe non sempre collimano (specialmente quando rievocano uno strano episodio di prepotenza).
Voi direte: tutto qui?
E invece no, perché la scrittrice premio Nobel per la letteratura nel 1993, non lascia mai intuire chi, tra Twyla e Roberta, sia la bambina bianca e chi la bambina nera. Questa "genialata" della Morrison ci mette davanti ai nostri preconcetti… ed a quello che (proprio a causa di ciò) saremo tentati di associare alle due bambine (poi donne) in base ai dettagli dei loro dialoghi e dei loro comportamenti.
Recitativo, quindi, si trasforma in un autentico test politico in cui si concentrano memoria storica, discriminazioni razziali e rapporti personali.
E molto interessante ed istruttivo è anche il saggio finale a cura della scrittrice Zadie Smith.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

martedì 7 aprile 2026

Vittorio Bodini, Puglia oscura e lancinante, un film sull'anima del Salento


Vittorio Bodini, Puglia oscura e lancinante, un film sull'anima del Salento
Novecento italiano Nel 1959 l'ispanista Vittorio Bodini stese con Gustavo D'Arpe il soggetto per una pellicola (mai realizzata) ambientata vent'anni prima: col titolo «Vite barocche» lo pubblica Besa Muci edizioni

👉 fonte: il Manifesto

Nel gennaio del 1959 al Théâtre Antoine di Parigi debutta Les Possédés, adattamento teatrale in tre parti del romanzo dostoevskiano I demòni, realizzato nientemeno che da Albert Camus.
Il Premio Nobel algerino non si era certo risparmiato: in quattro ore filate di pièce, all'appello c'erano trentatré attori e sette scenografie diverse, agilmente alternate da una piattaforma rotante. Risultato: un tour de force drammaturgico applaudito da pubblico e critica. Il testo fu stampato da Gallimard nello stesso anno.
Non è soltanto una paronomasia ma lo dice anche il proverbio che dall'aria frizzante parisienne a quella barisienne il passo è breve (e si pensi anche a Les barisiens di Daniele Maria Pegorari): sempre nel '59 Vittorio Bodini, allora docente di Lingua e letteratura spagnola all'università, e Gustavo D'Arpe, amico dell'adolescenza leccese, nonché redattore della Gazzetta del Mezzogiorno e attore, decidono di mettere su il soggetto per un film; I posseduti -guarda caso - è depositato alla SIAE in novembre. Da esso sguscia un treatment (più dettagliato, con qualche modifica, tra cui i nomi dei protagonisti) dal titolo Vite barocche.
Purtroppo, il film non fu mai realizzato. Conservati all'Archivio Bodini nella Biblioteca Centrale dell'Università del Salento, i dattiloscritti sono finalmente disponibili in un'edizione, provvista di appendice documentaria, che riannoda i momenti salienti della collaborazione tra Bodini e D'Arpe: dalla stesura dei Posseduti al trattamento vero e proprio, fino ad "Atmosfera e significati della storia", un saggio descrittivo che racconta gli «irti contorcimenti» degli ulivi, i motivi profondi di un «Sud finora inesplorato dalla narrazione cinematografica». Vite barocche. Trama per un film (a cura di Antonio Lucio Giannone, Besa Muci, pp. 136, € 15,00) restituisce quindi al lettore un'esperienza artistica singolare, frastagliata, basaltica. Osserva Giannone nel contributo prefatorio: «Non sappiamo come sia nata l'idea di scrivere insieme il soggetto per un film. Forse fu proprio D'Arpe, in contatto con gli ambienti cinematografici, a suggerire a Bodini questa idea. Per scrivere il soggetto, Bodini riutilizzò un suo romanzo giovanile rimasto inedito e incompiuto, pubblicato postumo col titolo Il fiore dell'amicizia, piegandolo però ad altre esigenze e ad altri scopi e facendone quindi qualcosa di radicalmente diverso». Il romanzo, probabilmente composto tra il '42 e il '46, metteva in campo le acrobazie autobiografiche di squattrinati pugliesi, vitelloni avant lettre: l'apporto di D'Arpe è da ravvisare probabilmente nel missaggio tecnico, cioè nel trasferimento formale della scrittura narrativa in storyline filmico.
Ecco '’incipit dei Posseduti (l'originale è costituito da undici pagine dattiloscritte e ambientato nel 1939): «Questa è una storia del Sud. Un Sud senza macchiette né gallismi. Un meridione che si svela nel paesaggio. Un paesaggio che entra nella storia dei suoi personaggi, come elemento vivo e realistico, allusivo e simbolico». Marcello, un cinico «Ulisse di provincia», deve lottare assieme ad altri giovani edonisti e tardo-dannunziani contro i signori, i contadini e la piccola borghesia di Lecce, quell'«anima del Salento» fatta di battisteri, gerani su «balconi spagnoleggianti», esoterismo diffuso. Questi maudits vogliono uscire dalla prigione dorata dei loro «sogni barocchi» in modo da guadagnare le blandizie della «classe alta»: serve un matrimonio - è l'idea di Alfredo, «rampollo degenere dell'aristocrazia» - con tanto di fuga e vestimenti fascisti «per entrare tra i "dominatori"». Il prescelto è appunto Marcello che «ha un'aria quasi da signore»; la promessa sposa è Margherita, cugina di Alfredo. Bodini e D'Arpe ci conducono tra poeti idealisti e riti tenebrosi, nel cuore moresco della volontà di potenza salentina.
Vite barocche consta invece di cinquantatré pagine dattiloscritte. Qui i personaggi principali sono Ernesto Agostini e Pia Sangermano, ma ancora «il vero protagonista è il paesaggio, il paesaggio assolato», la camusiana pensée de midi. Insomma, il setting è il prim'attore; il contenitore è il contenuto. Nei titoli di testa campeggiano abitazioni bianche di calce, squarci d'azzurro, le tormentose foglie di tabacco, fichi d'India, cariatidi. Vite barocche è una sceneggiatura a tutti gli effetti che tenta di penetrare le increspature di una Puglia oscura, lancinante. I «dritti» ora sono intenti a disquisire «di donne e di gioco», ora sono a teatro ad attendere le ballerine, ora fanno schioccare le stecche del biliardo. Professionisti del bighellonare, rasentano il paesaggio urbano fino a Santa Maria di Leuca.
Non è un caso che l'indagine socio-antropologica di Bodini si intrecci alla spedizione salentina di Ernesto de Martino nell'estate del 1959 (da cui verrà fuori, nel '61, La terra del rimorso. Contributo a una storia religiosa del Sud). «Consulente per i riti magici delle prefiche e dei tarantolati», de Martino additerà i segni nascosti del tarantismo (in particolare, la recrudescenza ciclica e l'apparizione di san Paolo che rivela la futura guarigione), la vita riarsa dei contadini e le leggi ferree della realtà meridionale nei «campi sotto un sole spietato». Atmosfera e significati della storia, composto da quattro pagine numerate, è un contributo che spiega il tentativo - destinato al fallimento, verghiano - di ascesa sociale di Ernesto (il Marcello dei Posseduti), còlto da una «febbre di possesso» che lo induce a sedurre una tabacchina, Ndata, «creatura semplice e primitiva», poi presa dal demone - dal blues, si direbbe - della taranta. Come sottolinea Giannone, nel finale di Vite barocche «compare un motivo centrale della riflessione bodiniana presente anche nelle raccolte poetiche degli anni cinquanta: la condizione di immobilismo del Sud, dove la storia non riesce a procedere e anzi sembra che vada all'indietro, proprio come il "cavallo sorcigno" che "camminerà a ritroso sulla pianura", di una lirica della Luna dei Borboni». Il barocco salentino è miscela di grazia e scaramanzia, voluttà visiva e terra aspra.

domenica 5 aprile 2026

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 23 al 29 marzo 2026 (Fonte: Robinson - la Repubblica del 5 aprile 2026):

1. Pera Toons - Il gioco delle risate
2. Niccolò Ammaniti - Il custode
3. Maurizio de Giovanni - Figli per i Bastardi di Pizzofalcone. I Bastardi di Pizzofalcone, vol. 13
4. A.V. - Kpop Demon Hunters. Per i fan! Libro ufficiale
5. Felicia Kingsley - Mezzanotte a Parigi
6. Stefania S. - Anime elettriche. Love me love me, vol. 2
7. Stefania Auci - L'alba dei Leoni
8. Rachel Reid - Heated Rivalry
9. Mel Robbins - La teoria di lasciare andare. The let them theory
10. Florence Knapp - Tre nomi

Nasce "Foglio edizioni", con una linea editoriale autonoma rispetto al quotidiano


Nasce Foglio edizioni, con una linea editoriale autonoma rispetto al quotidiano
Nasce una nuova casa editrice, Foglio edizioni, costola della società che già edita il quotidiano Il Foglio. A occuparsi del progetto, Riccardo Cavallero. La prima uscita è il libro-inchiesta Il filosofo nella Valley. Alex Karp, Palantir e l'ascesa dello Stato di sorveglianza di Michael Steinberger: "Ci interessano saggi che riescano ad aprire discussioni". Spazio anche a romanzi

👉 fonte: il Libraio

Nasce una nuova casa editrice, Foglio edizioni, costola della società che già edita il quotidiano Il Foglio.
A presentare il progetto, in un'intervista al Corriere della Sera, l'editore, Valter Mainetti, presidente della holding Sorgente Group, e Riccardo Cavallero (ex numero uno di Mondadori Libri ed ex co-fondatore di SEM), chiamato a occuparsi del progetto (Foglio edizioni è una società controllata da Musa Comunicazioni, parte del gruppo Tiberiade Holding, che fa capo a Mainetti, ndr).
La prima uscita, il 9 aprile, è il libro-inchiesta Il filosofo nella Valley. Alex Karp, Palantir e l'ascesa dello Stato di sorveglianza di Michael Steinberger (con la traduzione di Marta Salaroli e le illustrazioni di Giacomo Callo).
Mainetti (collezionista e bibliofilo) spiega: "Il Foglio Quotidiano è un giornale affermato e apprezzato per la qualità e per il taglio culturale, ma come tutti i quotidiani esaurisce la sua spinta nel volgere di poche ore. I libri hanno un'altra velocità e, a volte, profondità: sono fatti per durare nel tempo e stimolare il pensiero della società, rappresentando le trasformazioni e descrivendo l'attualità, che oggi è fortemente influenzata alla tecnologia".
Per Cavallero l'idea è quella di "costruire un marchio dedicato con una linea editoriale autonoma rispetto al quotidiano. Non intendiamo concentrarci sul current affair in senso stretto. Ci sono editori che già lo fanno molto bene. Ci interessano piuttosto saggi che riescano ad aprire discussioni e approfondire questioni importanti del presente".
Si punta a pubblicare 10-15 titoli l'anno, in brossura con alette ("saranno stampati in digitale, così da permettere ristampe rapide e contenute"): "Abbiamo fatto un budget estremamente conservativo, anche in considerazione dei numeri del mercato oggi", aggiunge Cavallero al Corriere.
Foglio edizioni pubblicherà romanzi e saggi, e guarderà "molto al mercato internazionale, non soltanto anglosassone, ma anche francese e tedesco".
Tra le prime uscite, a giugno, New Skin di Sarah Wang, autrice americana di origine taiwanese. Il 28 maggio, invece, sarà la volta di Privilegiati di Andrew Lownie, sull'ascesa e la caduta della Casa di York. Prima dell'estate è prevista poi la pubblicazione di Il direttore rompiscatole, in cui Vittorio Feltri ripercorre la sua carriera e la sua vita con il giornalista Alessandro Gnocchi.

sabato 4 aprile 2026

Graham Greene: Brighton Rock


Graham Greene: Brighton Rock

Titolo originale: Brighton Rock
Formato: Kindle (3.8 MB)
Pagine: 363
Editore: Sellerio Editore (13 giugno 2023)
ASIN: B0C7HC3WD2
ISBN-13: 9788838945540

Data di acquisto: 29 marzo 2026
Letto dal 29 marzo al 4 aprile 2026

▪️Sinossi
Brighton, anni Trenta. Una lotta tra bande criminali infuria nell'oscuro mondo sotterraneo della cittadina, tra corse di cavalli, racket, sesso e povertà. Un omicidio spietato, un gangster da incastrare, una detective inconsueta e una testimone da proteggere in un thriller avvincente con una trama doppia e nerissima che racconta un mondo di solitudine e paura, di una vita vissuta sul «bordo pericoloso delle cose».

▪️L'incipit del libro
Hale sapeva, a meno di tre ore dal suo arrivo a Brighton, che volevano ucciderlo. Con quelle dita macchiate d'inchiostro e le unghie rosicchiate, con quei modi cinici e nervosi, chiunque avrebbe capito subito che era fuori posto: fuori posto nel precoce sole estivo, nel fresco vento di mare della Pentecoste, nella folla festiva. Arrivavano in treno ogni cinque minuti da Victoria Station, caracollavano giù per Queen's Road appollaiati sui piccoli tram locali, si sparpagliavano in gruppetti estasiati nell'aria limpida e frizzantina. L'argento della vernice fresca scintillava sui moli, le case color crema si perdevano verso occidente come in un pallido acquerello vittoriano; una pista per automobili in miniatura, una banda che suonava, un giardino in piena fioritura giù sul lungomare, un aeroplano che pubblicizzava un qualche prodotto medicinale per mezzo di pallide nuvolette evanescenti alte nel cielo.
A Hale era sembrato molto facile far perdere le sue tracce a Brighton. A parte lui, cinquantamila persone erano venute a passare lì la giornata, e per un po' si era lasciato andare al giorno di festa, bevendo gin and tonic dovunque il suo programma glielo permettesse. C'era infatti un programma da cui non doveva deviare: dalle dieci alle undici Queen's Road e Castle Square, dalle undici a mezzogiorno l'Aquarium e il Palace Pier, da mezzogiorno all'una il lungomare tra la Old Ship e il West Pier, poi pranzo tra l'una e le due in un qualsiasi ristorante a sua scelta nei pressi di Castle Square, dopo di che doveva rifare tutta la strada dal vialone al West Pier, e da lì raggiungere la stazione passando per Hove. Queste le regole del suo percorso di ronda, assurdo e molto strombazzato.
Strombazzato su tutti i manifesti del «Messenger»: «Oggi Kolley Kibber sarà a Brighton». In tasca aveva un pacchetto di cartoncini da distribuire in luoghi segreti lungo il suo percorso. Chi li avesse trovati avrebbe ricevuto dieci scellini dal «Messenger», ma il premio grosso era riservato a chiunque si fosse rivolto a Hale con le parole giuste e con una copia del «Messenger» tra le mani: «Lei è Mr. Kolley Kibber. Ho diritto al premio del "Messenger"».
Era questo il mestiere di Hale, un percorso di ronda nelle varie cittadine di mare fino a quando un concorrente non lo liberasse: ieri Southend, oggi Brighton, domani…

▪️La mia recensione
"Un giorno, pensava: è solo da un giorno che se n'è andato, e mi viene da dire che ora non c'è anima viva che pensi a lui a parte me, una che aveva rimorchiato per un bicchiere e un po' di affetto, e di nuovo la semplice commozione toccò il suo cuore espansivo da donna del popolo".
Dico subito che questo noir ha un incipit tra i più semplici e più belli di sempre: "Hale sapeva, a meno di tre ore dal suo arrivo a Brighton, che volevano ucciderlo". Spettacolo puro!
Brighton Rock, scritto da Graham Greene nel 1938, rientra tra i testi pubblicati dal grande scrittore britannico durante il suo periodo definito "cattolico". La storia ha al centro lo scontro tra il "Ragazzo" Pinkie Brown, un disadattato teenager cattolico e promettente criminale di Brighton, nella sua discesa  verso un mondo fatto di violenza, omicidi, intimidazioni e manipolazioni, e Ida Arnold, una donna "in carne", molto generosa e intenzionata a scoprire la verità sull'omicidio con cui si apre il romanzo. A fare da ponte tra queste due figure, ecco la giovanissima ed ingenua cameriera Rose, testimone chiave dell'accaduto.
Graham Greene riesce a mescolare molto bene giallo e considerazioni etiche e religiose. La scrittura è molto cupa ed opprimente; la cittadina di Brighton, divisa tra turismo e criminalità, diventa il simbolo dello scontro tra il Bene (rappresentato da Ida e dal suo essere altruista) ed il Male (con Pinkie emblema del peccato e della paura).
Un lentissimo noir, quindi, decisamente anomalo, in cui le azioni ed il comportamento dei protagonisti devono essere valutati attraverso la lente della religione. Il finale è molto "divisivo", anche a causa del forte senso di insoluto.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)

giovedì 2 aprile 2026

Il nuovo Kindle scende di prezzo a 85€ e lo paghi anche a rate

Il nuovo Kindle scende di prezzo a 85€ e lo paghi anche a rate
L'ultimo modello di Amazon Kindle è sceso di prezzo con uno sconto molto interessante. La versione più leggera e compatta, con schermo antiriflesso, è disponibile a 84,99 euro invece di 109,99 con la possibilità di attivare un pagamento rateizzato da 17 euro al mese per 5 mesi

👉 fonte: HD Blog

Come detto in apertura, stiamo parlando dell'incarnazione più leggera e compatta della famiglia Kindle: l'entry-level che ti permette di risparmiare sul prezzo, avere una presa comoda anche con una sola mano e senza rinunciare a tutte le fantastiche qualità di questo eReader.
Lo schermo è infatti un 6 pollici con tecnologia antiriflesso che restituisce un feeling visivo vicino a quello della carta stampata con un contrasto più elevato per testi ancora più nitidi. Non manca un sistema di illuminazione frontale regolabile che ti aiuterà a leggere facilmente anche in condizioni di scarsa luminosità con tanto di modalità scura per non affaticare gli occhi.
Lo spazio di archiviazione è di 16GB ed è più che sufficiente per portare con te una intera libreria personale di libri, fumetti e riviste digitali. L'autonomia assicura una durata fino a 6 settimane con una singola ricarica e, come da prassi Kindle, offre un ambiente di utilizzo totalmente privo di distrazioni, senza messaggi, e-mail né tantomeno social network.
La variante con pubblicità, che mostra salvaschermi sponsorizzati solo quando il dispositivo è in standby, ti aspetta su Amazon a soli 84,99 euro invece di 109,99.

60 ebook in offerta per esplorare il genere giallo e thriller


60 ebook in offerta per esplorare il genere giallo e thriller
Per tutto il mese un'offerta dedicata al genere giallo: ben 60 ebook (tra noir e thriller) in sconto a partire dal 50%. Tra gli autori e le autrici bestseller presenti nella promozione, anche M.C. Beaton, Donato Carrisi, Wulf Dorn, James Rollins e Marco Vichi. I dettagli

👉 fonte: il Libraio

Per tutto il mese di aprile 2026, nei principali negozi online sono disponibili 60 ebook in offerta, con sconti a partire dal 50%, per esplorare il genere giallo (a proposito, non perdete il nostro speciale con 110 gialli classici "da leggere nella vita", e quello sulle migliori novità del 2025, con 125 libri consigliati). Un percorso di lettura interamente dedicato a noir e thriller, tra indagini, tensione e colpi di scena.
La selezione attraversa epoche e stili diversi: dai classici firmati da M.C. Beaton alle atmosfere più cupe del tedesco Wulf Dorn, fino ai romanzi italiani di Marco Vichi. Non mancano le trame ad alto ritmo di James Rollins e le costruzioni psicologiche di Donato Carrisi.
Un catalogo ricco e variegato, che unisce suspense e analisi dei lati più oscuri dell'animo umano, tutto in formato ebook e a prezzo ridotto.
Qui i particolari sull’offerta ebook: Amazon - Kobo - IBS - laFeltrinelli - LibreriaCoop.

Premio Strega 2026, ecco i 12 libri finalisti: in lizza Bianca Pitzorno, Teresa Ciabatti e Ermanno


Premio Strega 2026, ecco i 12 libri finalisti: in lizza Bianca Pitzorno, Teresa Ciabatti e Ermanno Cavazzoni, ma anche una giovane sorpresa letteraria
Da Teresa Ciabatti a Bianca Pitzorno, cinque donne e sette uomini in lizza per il più importante premio letterario italiano


Ciabatti, Cavazzoni, Raimo, Vichi, l'83enne scrittrice di libri per ragazzi e la 33enne romanziera e podcaster orginaria dello Sri Lanka. I dodici candidati al Premio Strega 2026 sono serviti. Saranno cinque scrittrici e sette scrittori a contendersi la cinquina finale del più importante premio letterario italiano. Nella dozzina tra i big ci sono tre romanzi targati Einaudi e due di La Nave di Teseo, mentre per la quota editori piccoli e medi fanno il loro ingresso trionfale Quodlibet e L'Orma. Tra questi segnaliamo la candidatura di Ermanno Cavazzoni il 79enne reggiano, docente di Estetica, sceneggiatore per Fellini, "autore di romanzi irregolari su figure eccentriche", romanziere visionario e ironico, autore di fantasticherie e invenzioni surreali che riecheggiano Zavattini e Celati. Prova ne è Storia di un'amicizia dove Cavazzoni riannoda i fili dell'amicizia proprio con Celati.
Altra signora della letteratura per bambini è l'83enne Bianca Pitzorno che con La sonnambula (Bompiani) propone una storia al femminile, lievemente intinta nella cosmogonia cavazzoniana, di una sonnambula sarda che mette a frutto il suo presunto contatto con l'aldilà andando in trance e vendendo vaticini per signore inquiete. Sempre dalle parti degli over è felice il rientro ai piani alti del 70enne Michele Mari che con Il convitato di pietra (Einaudi) offre un sottile e perfida rappresentazione dell'amicizia tra compagni di scuola in pieni anni settanta.
Giovane invece è Nadeesha Uyangoda, autrice di Acqua sporca (Einaudi), altro racconto al femminile che fa spola tra lo Sri Lanka (paese d'origine dell'autrice) e l'Italia (dove vive da cittadina oggi). Interessante anche l'inserimento in dozzina di un autore che vende molto ma per via di tanti divertenti e puntuti romanzi di genere (la saga gialla del commissario Bordelli) come Marco Vichi. Occhi di bambina (Guanda) è un romanzo per lui sui generis, incentrato sulla storia atipica di una bambina in pieni anni ottanta e sul suo rapporto con una non del tutto conosciuta mamma.
Un altro segreto di famiglia è quello attorno a cui Christian Raimo fonda l'autobiografico L’invenzione del colore (La Nave di Teseo), andando ad affiancare la sorella Veronica che nel 2022 finì in cinquina con Niente di vero. Teresa Ciabatti e Mauro Covacich sono gli altri due pesi massimi della dozzina che entreranno molto probabilmente in finale l'una con Donnaregina (Mondadori) e l'altro con Lina e il sasso (La Nave di Teseo).
Di seguito i dodici candidati: Maria Attanasio, La Rosa Inversa (Sellerio); Ermanno Cavazzoni, Storia di un'amicizia (Quodlibet); Teresa Ciabatti, Donnaregina (Mondadori); Mauro Covacich, Lina e il sasso (La nave di Teseo); Michele Mari, I convitati di pietra (Einaudi); Matteo Nucci, Platone. Una storia d'amore (Feltrinelli); Alcide Pierantozzi, Lo sbilico (Einaudi); Bianca Pitzorno, La sonnambula (Bompiani); Christian Raimo, L'invenzione del colore (La nave di Teseo); Elena Rui, Vedove di Camus (L'orma); Nadeesha Uyangoda, Acqua sporca (Einaudi); Marco Vichi, Occhi di bambina (Guanda).
La proclamazione della cinquina dei finalisti sarà il 3 giugno 2026, mentre la finale per l'assegnazione del Premio Strega sarà l'8 luglio per la prima volta al Campidoglio di Roma.

Don DeLillo: L'angelo Esmeralda


Don DeLillo: L'angelo Esmeralda

Titolo originale: The Angel Esmeralda
Formato: cartaceo
Pagine: 216
Editore: GEDI News Network S.p.A. (10 marzo 2026)

Data di acquisto: 10 marzo 2026
Letto dal 19 marzo al 1° aprile 2026

▪️Sinossi
Un miracolo nel cuore perduto del Bronx: sul muro della metropolitana, al di sotto di un cartellone pubblicitario, sembra apparire il volto di Esmeralda, una bambina senzatetto assassinata poco tempo prima. Ma è un vero miracolo o un'illusione creata dal nostro bisogno di consolazione? Un'apparizione del divino o un fantasma del rimorso di suor Edgar che, nonostante il suo impegno per i bisognosi del quartiere, non è riuscita a salvare Esmeralda?
Spesso per definire la grandezza di uno scrittore si dice cha ha saputo raccontare un'epoca. Per DeLillo è come se fosse il contrario: è come se la nostra epoca, a un certo punto, avesse deciso di essere come i racconti e i romanzi di Don DeLillo l'avevano immaginata. La scrittura dell'autore di Underworld ha proprio questa qualità, quella di raccontare il presente, ciò che stiamo vivendo, ciò che siamo ora, con una tale precisione, una tale concentrazione dello sguardo, da dare l'impressione di prevedere il futuro. Non è un caso che l'aggettivo più spesso accostato a DeLillo sia «profetico»: gli attentati dell'11 settembre, l'ascesa del terrorismo internazionale, la crisi finanziaria, erano già nei suoi libri molti anni prima che succedessero. Ecco perché, quando tutto ciò è avvenuto, i suoi libri sono sembrati le guide più sicure a cui rivolgersi, il codice per decifrare quell'enigma che chiamiamo realtà.
Abbiamo fatto come i protagonisti dei racconti contenuti nell'Angelo Esmeralda: uomini e donne bloccati in qualche specie di limbo, figure inquiete che tentano di imporre teorie e desideri a un mondo caotico, privo di senso. Nello spazio breve di questi racconti faranno tutti, in un modo o nell'altro, esperienza di quanto il legame tra le parole e le cose, tra le decisioni e le azioni, sia arbitrario, fragile. Ma è proprio questa fragilità che dà accesso a quella zona luminosa e imprevedibile in cui le cose accadono.

▪️La mia (brevissima) recensione
L'angelo Esmeralda, pubblicato a fine 2011, è la prima (e per ora unica) antologia di nove racconti di Don DeLillo scritti per varie riviste tra il 1979 e il 2011. Sono disposti in ordine cronologico (perciò possiamo osservare anche l'evoluzione dello stile dell'autore statunitense) e divisi in tre sezioni ben distinte.
Questi i miei voti ai singoli racconti:
- Prima parte: Creazione (del 1979) 5; Momenti di umanità nella terza guerra mondiale (1983) 2;
- Seconda parte: Il corridore (del 1988) 5; L'acrobata d'avorio (del 1988) 2; L'angelo Esmeralda (del 1994) 4
- Terza parte: Baader-Meinhof (del 2002) 2; La mezzanotte in Dostoevskij (del 2009) 3; Falce e martello (del 2010) 3; La Denutrita (del 2011) 4
Media voti: 3.
Questa antologia affronta diversi temi, su tutti spiccano la paranoia, la tecnologia, la violenza e l'alienazione. I primi racconti sono molto descrittivi, i più recenti tendono moltissimo alla riflessione intimista.
Osservando i voti che ho dato ai racconti potete capire che questa raccolta non mi ha convinto del tutto. E ve lo spiego in poche parole:
- Essendo un'antologia che ripercorre 32 anni della carriera di DeLillo, è inevitabile riscontrare una certa differenza di stile (essenzialità nei primissimi racconti, simbolismo estremo negli ultimi);
- Nessun "filo conduttore" tra i racconti;
- Non ho avvertito nessuna "sintonia" con i personaggi (dal punto di vista emotivo non mi hanno coinvolto più di tanto);
- Alcuni racconti mi son sembrati incentrati più sullo stile che sulla storia vera e propria (e con i dialoghi ridotti all'osso).
Insomma, questo libro mi ha dato l'idea di essere più che altro un compendio delle opere "minori" di DeLillo.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️ (3 su 5)