Agnese Messina: L'eremo dei folli. June McFlynn, vol. 1
Formato: Kindle (1.2 MB)
Pagine: 320
Editore: Garzanti (25 agosto 2026)
ASIN: B0H713ZRMS
ISBN-13: 978-8811024378
Data di acquisto: 5 ottobre 2026
Letto dal 5 al 9 ottobre 2026
▪ Sinossi
Mi chiamo June McFlynn e sono un'entomologa forense. La scienza non è soltanto
il mio lavoro: è il mio modo di stare al mondo. Garantisce ordine e giustizia,
tutto ciò che la vita intorno a me non possiede. Lo studio delle cose piccole
mi permette di tenere a bada un mondo troppo grande per me, a cominciare dalla
Sicilia assolata e tormentata che mi circonda, dove ancora mi chiamano
«l'americana», come se non fossi nata e cresciuta qui.
Nel mio lavoro non ho paura di sporcarmi le mani: ho imparato fin da bambina
che il nostro destino non si decide nelle grandi imprese, ma nei dettagli. E
so che la natura nasconde le risposte che cerco: terriccio, insetti, foglie,
frammenti di vita che si fanno prove. Essere una donna in questo campo non è
semplice. Ogni giorno devo dimostrare di meritare il ruolo di consulente del
tribunale di Catania, espormi in prima persona, sfidare i pregiudizi.
Ho sempre creduto che la scienza bastasse a tenermi al sicuro. Ma questa
indagine è diversa da tutte le altre. Una madre e sua figlia scomparse nel
nulla. Nessuna traccia, soltanto lo sgomento dell'assenza. E in quest'assenza
riconosco qualcosa che credevo sepolto e che mi riempie d'angoscia.
Io sono June McFlynn. Sono una donna di scienza e per me la verità è tutto.
Eppure, ho un segreto inconfessabile. E dovrò affrontarlo.
Agnese Messina ha iniziato a fantasticare su June McFlynn, l'indimenticabile
protagonista di questo esordio, mentre studiava entomologia forense. Un
personaggio capace di vedere i dettagli minimi, quasi trascurabili, che non
sempre riusciamo ad afferrare, ma che decidono la nostra vita. È così che
arriva alla verità e alla giustizia. Forse questa è anche la strada della sua
salvezza.
▪ L'incipit del libro
È difficile amarsi, quando si è lo strappo sulla tela. Il difetto visibile. Si
può diventare arte, ma ci vuole il coraggio di non ricucirsi. Lo capisco per
la prima volta a dieci anni.
Me lo insegna mio padre. Senza volerlo, credo. Appena rientra dall'ennesima
missione annuncia: «È tempo che June visiti la capitale. Vi porto a
Washington».
Non vedo l'ora di tornare negli Stati Uniti. «Il paese in cui ognuno può
realizzare i propri desideri», come sottolinea sempre mio padre con orgoglio.
Io non sogno in grande, in realtà. Durante il viaggio la mia unica ambizione
sarebbe quella di inseguire gli scoiattoli nei parchi, tra le foglie. Proprio
come i protagonisti dei cartoni animati che guardo in televisione, sotto le
coperte, quando piove e mamma mi permette di saltare la scuola senza dirlo a
suo marito.
▪ La mia recensione
"Quello era il suo momento preferito. L'istante in cui l'arroganza veniva
zittita dai dati e le congetture cedevano il passo ai numeri. La scienza non
ammetteva repliche né opinioni. Era il credo a cui si era votata. Era divenuta
la sacerdotessa di una disciplina che in pochi conoscevano, ma che lei
venerava sopra ogni altra cosa: dove gli altri vedevano orrore e disgusto, lei
constatava dati misurabili, prove schiaccianti che non potevano lasciare
spazio al dubbio. La scienza era certa. Inattaccabile. Ed era tutto ciò che le
era rimasto".
Agnese Messina debutta nel thriller psicologico con una storia che abbraccia
tante, tantissime, delicate questioni sociali.
L'entomologa forense June McFlynn, nata in Italia da madre italiana e padre
americano (è un generale e, perciò, a casa lo si è visto con il contagocce),
studia gli insetti sui cadaveri per cercare di ricostruire ciò che è successo
prima e dopo la morte. Nel suo lavoro è tremendamente brava, ma la scomparsa
nel nulla di una madre e della sua bambina la obbligheranno a fare i conti con
il proprio recente passato. Un recente passato che risponde al nome della
piccola Elide…
La scrittura della catanese Agnese Messina è meravigliosa: lo stile è
scorrevole e la lettura avanza velocissima, grazie anche a capitoli
relativamente brevi. Molto bella e poetica la descrizione della Sicilia e
delle sue caratteristiche "strappa-sorrisi" (dialetto e maldicenze in primis):
ecco queste descrizioni, buttate lì ogni tanto, rallentano il ritmo della
trama senza mai spezzarla del tutto, anche perché è già divisa sia tra
l'indagine relativa alla scomparsa della madre e della bambina, che il
percorso personale ed intimo della protagonista.
Ed è proprio questa parte, ossia il passato di June McFlynn, che permette di
concentrarsi sui temi di cui accennavo all'inizio: spazio, quindi, al senso di
colpa, alla violenza psicologica sulle donne ed ai pregiudizi. Tutte questioni
che, se da un lato hanno permesso a June di concentrarsi ed eccellere nel suo
importante campo lavorativo, allo stesso tempo hanno fatto sì che diventasse
una donna fragile e molto sensibile.
Ecco, giusto per fare il pignolo, questo passo è un piccolo neo nella storia
(ed è solo per questa cosa che tolgo una stella dal mio giudizio): la parte
relativa alla sfera emotiva prevale nettamente sull'indagine vera e propria.
Se la vena romantica fosse stata un po' più corta, il libro sarebbe stato un
thriller scientifico in piena regola e, tanto per citare i più noti,
sicuramente avrebbe dato del filo da torcere a Il terzo gemello di Ken
Follett e alla serie su Kay Scarpetta di Patricia Cornwell.
Insomma, una "prima volta" non esente da difetti ma che promette bene. June
McFlynn già ti aspetto...
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)
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