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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

giovedì 11 giugno 2026

Ian Fleming: Vivi e lascia morire


Ian Fleming: Vivi e lascia morire.  James Bond 007, vol. 2

Titolo originale: Live and Let Die
Formato: Kindle (1.1 MB)
Pagine: 231
Editore: Adelphi (16 luglio 2024)
ISBN-13: 9788845987557
ASIN: B0D96JWHXS

Data di acquisto: 8 giugno 2026
Letto dall'8 all'11 giugno 2026

Sinossi
A Ian Fleming viene universalmente attribuita l'invenzione di una figura letteraria prima di lui non esistente, la Bond Girl: e la Solitaire di Vivi e lascia morire, una veggente vudù con gli occhi quasi viola, i capelli quasi blu e un legittimo sospetto di verginità è una delle rappresentanti più autorevoli della categoria. Ma meno attenzione si presta, in genere, al secondo grande copyright di Fleming, il Bond Villain. Anche qui, Mr. Big (occhi gialli, pelle grigia, il corpo enorme sorretto a stento da un cuore malato, e il più che legittimo sospetto di essere, in realtà, lo zombie del sommo sacerdote vudù, Baron Samedi) ha pochi rivali. Si aggiungano, a piacere, una notte brava nei locali notturni di Harlem, la scoperta dell'America e della Giamaica, una strepitosa sequenza sottomarina, e sullo sfondo la caccia al tesoro di Morgan il Sanguinario. Gli ingredienti per l'avventura più leggera, crudele e incalzante di 007 insomma ci sono tutti: basta solo agitarli, una pagina dopo l'altra.

L'incipit del libro
Vi sono momenti di splendore nella vita di un agente segreto. Indagini, ad esempio, nel corso delle quali deve recitare la parte del milionario, occasioni che gli offrono la possibilità di godersi una vita piacevole, cancellando dalla memoria il ricordo del pericolo e l'ombra della morte; e tempi in cui, come quello presente, egli è semplicemente un ospite, nel territorio di un servizio segreto alleato. Dal momento in cui lo Stratocruiser della BOAC aveva decollato verso l'International Air Terminal di Idlewild, James Bond era stato trattato come un'altezza reale.
Lasciando l'apparecchio, con gli altri passeggeri, si era rassegnato a passare attraverso il famigerato purgatorio del macchinoso servizio burocratico americano, costituito dagli uffici di Sanità, Immigrazione e Dogana. Almeno un'ora, aveva pensato, di sosta in stanze dalle pareti surriscaldate, odoranti di tutti i sentori dell'anno precedente, di sudore stagnante dall'aura di colpa e di timore che aleggiano su tutte le frontiere, paura delle porte chiuse con la scritta "Privato" che nascondono uomini circospetti, schedari e telescriventi in continuo e pressante colloquio con Washington, l'Ufficio Narcotici, il Controspionaggio, il Ministero delle Finanze, la F.B.I.


La mia recensione
"Lentamente, dal tumulto, dal fumo e dal frastuono assordante dei tamburi (che per un momento avevano tenuta avvinta l'attenzione, senza però, con ciò, dissipare l'apprensione, calmare l'agitazione dello spirito) cominciarono ad emergere, a stagliarsi, i particolari…".
Al centro di questo secondo volume della serie dedicata alle imprese di James Bond c'è la magia nera e la superstizione. Con la trama ci spostiamo prima nell'enigmatica Harlem e poi nella paradisiaca Giamaica: l'agente segreto 007 dovrà vedersela con il pericoloso Mr. Big, un gangster al servizio dei sovietici e trafficante di antiche monete.
Anche questa volta il ritmo è alto e non mancano (nel puro Bond Style) intrighi, macchinazioni, inseguimenti, torture ed assassinii. Il libro (che risale al 1954) ha atmosfere quasi da genere horror, ma letto nel 2026 soffre moltissimo il clima razzista dell'epoca in cui venne ideato. La scrittura di Ian Fleming, pur essendo rapida e veloce, sembra quasi approssimativa (e la stessa trama non è particolarmente complessa ed intricata più di tanto). Non a caso, lo stesso James Bond è ancora un personaggio non ben caratterizzato (quasi "in costruzione"), anche se, piano piano, la sua "impronta" comincia a farsi vedere.
A proposito di 007: rispetto all'omonimo film del 1973 (il primo interpretato da Roger Moore) il personaggio di James Bond, pur avendo un carattere decisamente più duro e spietato (lo 007 interpretato da Roger Moore, invece, è molto ironico ed "umano"), appare molto fragile: si ha quasi l'impressione che senza l'aiuto dei colleghi da solo non riuscirebbe a fare niente.
Altre evidenti differenze tra libro e film sono:
- il romanzo è cupo, il film è ironico e "spettacolare";
- nel romanzo Mr. Big è un gangster che fa leva sulla magia nera per incutere terrore, nel film diventa un dittatore caraibico che traffica in droga;
- Il vudù nel romanzo è solo una componente psicologica, nel film diventa una componente altamente "spettacolare" (con scene di danze e rituali a volontà);
- la Bond girl nel romanzo è una giovane medium soggiogata da Mr. Big, nel film  è una mistica;
- nel romanzo Felix Leiter, l'agente segreto americano che aiuta James Bond, è ferito gravemente e mutilato ad un braccio. Questo evento nei film si verificherà solo molto più avanti (Vendetta privata, del 1989, l'ultimo della serie con Timothy Dalton).
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)

"Il discepolo" di Giovanni Ferrero, un libro da leggere per riscoprire il potere salvifico dell'arte


Il discepolo di Giovanni Ferrero, un libro da leggere per riscoprire il potere salvifico dell'arte
Tra i segreti del Vaticano e il mistero di Caravaggio, Il discepolo di Giovanni Ferrero è un thriller colto che indaga con rara maestria le ombre dell'arte e dell'anima

👉fonte: Libreriamo

Immaginate una sera romana, di quelle in cui il sole cede lentamente il passo al blu intenso del crepuscolo e le note malinconiche di un violoncello accarezzano i giardini di Villa Medici. È proprio in questa atmosfera intrisa di bellezza, sospesa nel tempo, che si aprono le porte de Il discepolo, il romanzo di Giovanni Ferrero edito da Salani.
Conosciuto globalmente come uno dei capitani d'industria più illuminati e di successo, Ferrero sveste i panni del manager per indossare quelli, altrettanto congeniali, dello scrittore raffinato. Giunto alla sua ottava prova narrativa, l'autore ci dimostra come una mente abituata a guardare il mondo con il pragmatismo delle grandi strategie possa custodire un'anima profondamente poetica, capace di modulare le parole come un maestro del Seicento faceva con i pigmenti sulla tela.
Al centro della narrazione ritroviamo una vecchia conoscenza per i lettori di Ferrero: Ernest Hamilton, un pittore che sembra aver finalmente trovato la pace e l'equilibrio nella quiete del suo atelier romano. Questa apparente serenità, tuttavia, è destinata a incrinarsi quando il suo sguardo incrocia quello di Tatiana, una gallerista dell'Est Europa, esperta di icone e arte sacra. Una bellezza spiazzante, un portafoglio smarrito, poche frasi sussurrate e uno sguardo trattenuto più del dovuto strappano Ernest dal suo isolamento, mettendo in discussione ogni sua singola certezza.
Parallelamente, al di là delle mura dello Stato Vaticano, si consuma un dramma silenzioso e febbrile. Un influente prelato è impegnato a organizzare, per diretta volontà del Papa, una maestosa mostra dedicata a Caravaggio. L'obiettivo è ambizioso: utilizzare la potenza ultraterrena dell'arte per intercettare l'interesse del pubblico e ridare vigore a una Chiesa in crisi di vocazioni e consensi.
I piani, però, saltano bruscamente quando dal passato riemerge una tela sconosciuta, una primizia attribuibile proprio al genio tormentato di Michelangelo Merisi. Quest'opera si rivela immediatamente un "oggetto incandescente", capace di scatenare appetiti pericolosi e di far tremare le fondamenta del Vaticano. Tra minacce della criminalità organizzata, un misterioso omicidio tra le mura leonine e il sospetto che l'ombra di un abile falsario si allunghi sui capolavori esposti, la traiettoria di Ernest e quella del dipinto si fonderanno in un unico, cupo disegno.
Eppure continuavo a ragionare in termini di creazione, di caduta, di redenzione, come se il vocabolario di Dio fosse rimasto l'unico in grado di nominare certi abissi.
Questa riflessione, che emerge dalle pagine del libro, racchiude l'essenza stessa dell'insegnamento di Giovanni Ferrero. Il discepolo non è un semplice thriller, ma un percorso sapienziale che offre al lettore diversi spunti di meditazione. Il primo riguarda la fragilità delle nostre fortezze mentali: Ernest Hamilton credeva di aver trovato il proprio baricentro nell'arte e nell'isolamento. Il romanzo ci insegna che nessuno è davvero un'isola e che la vita, attraverso l'amore o l'imprevisto, trova sempre il modo di scardinare le nostre difese per costringerci a evolvere.
Attraverso il costante richiamo al tenebrismo caravaggesco, l'autore ci mostra che l'oscurità non è l'opposto della luce, bensì la condizione necessaria affinché la luce possa splendere in tutta la sua verità. Sprofondare nei propri abissi personali è spesso l'unico modo per dare inizio a una vera redenzione.
Dietro la facciata dorata delle istituzioni (siano esse spirituali, artistiche o economiche) si celano spesso logiche di potere spietate. Il libro ci spinge a chiederci fino a che punto siamo disposti a scendere a compromessi con la nostra coscienza per proteggere ciò che riteniamo sacro.
Se siete amanti della buona letteratura che fa riflettere senza rinunciare al piacere di una trama avvincente, ecco perché Il discepolo merita un posto d'onore nella vostra libreria. Ferrero si muove con straordinaria disinvoltura tra il giallo vaticano, il romanzo psicologico e il thriller storico-artistico. La suspense è gestita magistralmente, ma c'è sempre spazio per l'introspezione e la poesia dei sentimenti.
La prosa dell'autore è straordinariamente visiva. Le descrizioni di Roma, i dettagli tecnici sulla stesura del colore e il contrasto tra il blu della sera e i toni cupi del potere curiale trasformano la lettura in un'esperienza sinestetica. Sembra quasi di avvertire l'odore di acquaragia e olio di lino.
Lungi dall'essere un mero espediente narrativo, la figura di Caravaggio diventa un vero e proprio personaggio invisibile. Il suo stile, la sua vita tormentata e le sue tele specchiano i tormenti dei protagonisti, offrendo una chiave di lettura colta e mai banale.
Sapere che questo romanzo è stato concepito nelle prime ore del mattino, strappando il tempo agli impegni della quotidianità aziendale, aggiunge un valore romantico all'opera. Dimostra che la passione per le storie e per i libri può superare qualsiasi barriera temporale.

I classici che vale la pena leggere (o rileggere) in ferie


I classici che vale la pena leggere (o rileggere) in ferie

👉 fonte: Virgilio

Ci sono di momenti dell'anno che sono particolarmente indicati per leggere, sono quelli in cui il tempo a nostra disposizione si dilata e possiamo occuparlo con ciò che amiamo di più. Come la lettura, magari non dell'ultimo bestseller approdato in libreria, ma di un grande classico, uno di quelli che si ha sullo scaffale della libreria da un po', oppure che avremmo sempre desiderato leggere "ma non è ancora il suo momento".
Se invece non sappiamo proprio da dove partire e abbiamo bisogno di qualche consiglio libresco, possiamo provare con uno dei romanzi di questa lista di classici da leggere in estate.

Cent'anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez
Un'epopea familiare, quelle atmosfere un po' magiche che la scrittura sudamericana ci regala con esempi magnifici e immortali, un romanzo che scava nei nostri animi e ci restituisce uno affresco sull'umanità. Cent'anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez è un capolavoro, un libro ricco, che ci porta a Macondo e ci fa immergere nelle storie e nelle peripezie della famiglia Buendía. Il tutto senza attimi di pausa, con una narrazione che incanta e al tempo stesso necessita di essere assaporata. Un esempio perfetto di realismo magico.

L'isola di Arturo di Elsa Morante
Procida è un'isola autentica, che accoglie con casette colorate, scorci da cartoline e un carattere che resta addosso. Ed è l'ambientazione di L'isola di Arturo, capolavoro di Elsa Morante con cui l'autrice ha vinto il Premio Strega 1957. Protagonista è Arturo, un ragazzo solo che vive nel mito del padre. Almeno fino a quando qualcosa non sconvolgerà la sua esistenza. Da leggere, magari proprio passeggiando per le stradine di questa piccola isola del Golfo di Napoli.

E poi non rimase nessuno di Agatha Christie
Conosciuto come Dieci piccoli indiani, E poi non rimase nessuno di Agatha Christie rappresenta la perfetta definizione di giallo classico. Omicidi senza un colpevole, un'isola misteriosa e quel talento nel tenere il lettore con il fiato sospeso fino alla parola fine. Prima dei thriller e dei noir che troviamo oggi sugli scaffali delle libreria, c'è sicuramente l'esempio di questo classico del genere. Intramontabile.

Le relazioni pericolose di Pierre Choderlos de Laclos
Per chi ama gli intrighi e le storie ricche di passione, Le relazioni pericolose di Pierre Choderlos de Laclos è un romanzo imperdibile. Tralasciando il film (bellissimo) del 1988 con un cast incredibile composto da attori del calibro di Glenn Close, Michelle Pfeiffer e John Malkovich, ci concentriamo sul libro che ci porta nella Parigi del Settecento, tra batticuori, amori, passioni sfrenate e sotterfugi. Strepitoso.

Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare
Shakespeare va letto, magari con tanto di testo a fronte e conosciuto. E perché non farlo partendo a una delle sue commedie più celebri? Come Sogno di una notte di mezza estate: la compagnia perfetta per chi apprezza le storie d'amore, l'ambientazione nel passato più remoto e un pizzico di magia.

Gita al Faro di Virginia Woolf
Un grande romanzo di Virginia Woolf deve essere presente in questa lista. L'idea perfetta per l'estate è Gita al Faro, che ci porta per mano nel 1914 a conoscere i signori Ramsay, i figli e gli amici con cui si trovano sull'isola di Sky. Tra di loro c'è James che sogna di raggiungere il faro grazie a una gita. Gita che avverrà dici anni dopo. Un romanzo familiare e al tempo stesso un libro che va a scandagliare l'animo umano, scritto dalla penna inconfondibile di Virginia Woolf.

Cent'anni di Route 66, lo scrittore Claudio Castellacci: «Vi racconto come questa strada è diventata una categoria dello spirito»


Cent'anni di Route 66, lo scrittore Claudio Castellacci: «Vi racconto come questa strada è diventata una categoria dello spirito»
Dalla nascita della Mother Road durante la Grande Depressione ai motel nel deserto del Mojave, passando per cinema, letteratura e città fantasma: viaggio nel mito americano della strada più famosa del mondo, che oggi sopravvive soprattutto come immaginario

👉 fonte: Vanity Fair

«Non vorrei deluderla, però io non l’ho fatta tutta la Route 66», mi dice come prima cosa al telefono Claudio Castellacci quando lo chiamo all'ora concordata per la nostra intervista. Ed è comprensibile, anche per chi negli anni ha vissuto e lavorato, come ha fatto lui, come reporter negli Stati Uniti. La strada più famosa d'America, e forse del mondo, che nel 2026 compie cent'anni, copre infatti una distanza pari a quella tra Lisbona e Mosca.
Percorrerla tutta richiede tempo, ma non è solo questo il punto. Perché, come racconta Castellacci, che ha appena pubblicato il libro Route 66. Cent'anni on the road, edito da Odoya, se da un lato esiste una Route 66 che corrisponde perfettamente al nostro immaginario (deserti, motel, diner, pompe di benzina nel nulla) dall'altro la maggior parte della Mother Road sopravvissuta in frammenti sparsi lungo gli Stati Uniti, è molto meno affascinante di come la immaginiamo. Quella che tutti, o quasi, sogniamo comincia a ovest delle Montagne Rocciose, tra New Mexico, Arizona e California.
Giornalista, scrittore e grande conoscitore degli Stati Uniti, dove ha vissuto a lungo seguendo da vicino la cultura americana e i suoi paesaggi, Claudio Castellacci ha scritto un libro ricco di aneddoti, storia e curiosità poco note, che non può mancare nella libreria degli amanti del sogno americano e dei viaggi on the road.
Nel libro emerge spesso l'idea di una strada che sopravvive più come immaginario che come vera infrastruttura. È così? «Della storica Route 66 non esiste più un tracciato unico e continuo: oggi sopravvive soltanto a tratti (l'80% circa). La 66 è stata ufficialmente dismessa e sostituita dal sistema autostradale delle interstate negli anni Ottanta e molti dei segmenti rimasti sono segnalati con cartelli marroni con la dicitura Historic Route 66. Io ho percorso alcuni tratti in California, Arizona e New Mexico, che è senz'altro la parte più affascinante, quella che risponde maggiormente al mito».
Nel suo libro racconta come e perché è nata la Route 66. Prima di essere leggenda, fu una strada molto pratica. «La Route 66 nacque nel 1926 come asse stradale per collegare Chicago a Los Angeles. Non era una strada romantica o turistica, ma un'infrastruttura pratica: serviva a collegare aree agricole, cittadine isolate e territori ancora poco sviluppati del Sud-Ovest americano. All'epoca molte strade americane erano ancora sterrate o poco affidabili e la 66 diventò una delle prime grandi arterie moderne del Paese. Con il tempo finì anche per rappresentare il viaggio verso Ovest: Steinbeck, in Furore, la chiamò Mother Road proprio perché era la strada della migrazione, della speranza e anche della sopravvivenza».
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mercoledì 10 giugno 2026

Fra cinema, fumetti e libri a Lecce la prima edizione di "Fandango Live"


Fra cinema, fumetti e libri a Lecce la prima edizione di Fandango Live
Da domani a domenica la manifestazione diffusa nei luoghi iconici della città

👉 fonte: Ansa

Cinema, libri, fumetto, musica, podcast, informazione, formazione, comicità e racconto civile.
Sono questi gli ingredienti della prima edizione di Fandango Live, la manifestazione diffusa che dall'11 al 14 giugno animerà alcuni luoghi simbolici di Lecce, dal convitto Palmieri al chiostro dei Teatini, dal castello Carlo V al Cinelab Giuseppe Bertolucci, dal complesso degli Agostiniani a Tagliatelle stazione Ninfeo.
La manifestazione, organizzata da Fandango Factory, progetto sostenuto da Fondazione Cdp (ente non profit del gruppo Cassa depositi e prestiti), e sostenuta da Apulia Film Commission e Regione Puglia, è stata presentata questa mattina dal presidente e fondatore, Domenico Procacci.
Tanti gli ospiti attesi in città, fra i quali Benedetta Argentieri, Luca Barbarossa, Alessandro Baricco, Amélie Bonnin, Anna Castiglia, Oscar Iarussi, Francesca Mannocchi, Adriano Panatta, Sergio Rubini, Kasia Smutniak, Valeria Solarino e Giovanni Veronesi.
Il ricco programma prevede proiezioni, anteprime, reading, presentazioni, spettacoli, rassegne stampa, workshop e percorsi dedicati ai mestieri dell'industria culturale e audiovisiva. Si parte domani (ore 19 nel teatrino del convitto Palmieri) con l'inaugurazione ufficiale della manifestazione alla presenza, fra gli altri, della sindaca di Lecce Adriana Poli Bortone e di Domenico Procacci. A seguire il vernissage della mostra di fumetti "Al di là del mare. Palestina Italia" di Safaa Odah e Pat Carra, a cura di Fandango, Erbacce e Un ponte per, allestita fino al 12 settembre nella sala lettura della Biblioteca Bernardini. La chiusura domenica (ore 21.30) con l'anteprima italiana di I swear di Kirk Jones, a cura di Fandango Distribuzione.

Ecco il libro vincitore del Premio Calvino 2026


Ecco il libro vincitore del Premio Calvino 2026
Filippo Canoro è il vincitore del Premio Italo Calvino 2026 (dedicato alle opere d'esordio) con il romanzo Il sogno di un altro. Una prima menzione speciale della Giuria va a Niccolò Lepori, e due ulteriori menzioni vanno a Giorgia Testa e Annalisa Maniscalco

👉 fonte: il Libraio

Filippo Canoro è il vincitore del Premio Italo Calvino 2026 con il romanzo Il sogno di un altro.
Canoro è nato a Pesaro nel 1995 e risiede a Parigi. Ha studiato letteratura cinese medievale. È appassionato di computer e lavora come ricercatore nell'intersezione tra informatica e letteratura per un'università americana. Ha vissuto nel Regno Unito, in Cina e negli Stati Uniti. Ha pubblicato racconti su svariate riviste: Nazione Indiana (Homo faber e Kjara), TerraNullius (La storia della Generalessa, Polpetta), Enne2 (Il conte e l'Ermelina) e Malgrado le mosche (Primo foraneo, 2025), molti dei quali sono confluiti ne Il sogno di un altro, il suo primo romanzo.
Una prima menzione speciale della Giuria viene assegnata a Niccolò Lepori per Perla, e due ulteriori menzioni vanno a Giorgia Testa per Keiro e ad Annalisa Maniscalco per Il notturnista.
Il vincitore e le menzioni speciali sono stati proclamati dai giurati Maria Grazia Calandrone, Sebastiano Mondadori, Francesco Pacifico, Piergiorgio Paterlini, Nicoletta Verna durante la cerimonia di premiazione che si è svolta a Torino al Circolo dei lettori e delle lettrici.
Questa la motivazione della Giuria per l'opera vincitrice:

La Giuria, preso atto dell'ampio ventaglio di scritture e narrazioni pervenute, decide di assegnare il Premio a Il sogno di un altro di Filippo Canoro, un testo che recupera virtuosamente, aggiornandoli, l'assetto del romanzo picaresco e, insieme, del conte philosophique. In scena un diciassettenne spuntato dal nulla che come una meteora solca un Veneto trasfigurato: il quadro che ne scaturisce appare grottesco e irredimibile. Una lingua caleidoscopica dall'ampia tastiera stilistica, mai convenzionale, è la qualità che più sorprende dell'opera.

Queste le motivazioni per le menzioni speciali: Una prima menzione speciale della Giuria va a Perla di Niccolò Lepori. Un romanzo struggente, ambientato in un'inedita Livorno popolare, che con grande sensibilità psicologica affonda lo sguardo in una sghemba costellazione famigliare dei nostri tempi (una madre, un figlio, una sorella) e nelle dinamiche morbose che la attraversano. Due ulteriori menzioni speciali vanno a Keiro di Giorgia Testa e a Il notturnista di Annalisa Maniscalco. Testa, in un ordito swiftiano di ammirevole inventiva lessicale, dà voce, tra ironia e strazio, all'indicibile sofferenza del vivente negli allevamenti intensivi. Maniscalco, sul fondale di una comunità di recupero, mette in scena un personaggio oscuro a sé stesso, facendo sottilmente parlare il linguaggio del corpo.
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martedì 9 giugno 2026

Se ancora non l'avete fatto, dovete assolutamente leggere questo libro (che presto diventerà un film con Anne Hathaway)


Se ancora non l'avete fatto, dovete assolutamente leggere questo libro (che presto diventerà un film con Anne Hathaway)
Prima dell'arrivo del film con Anne Hathaway, vi spieghiamo perché Yesteryear è diventato uno dei libri più discussi del momento

👉 fonte: Grazia

Ogni tanto arriva un libro che riesce a fare qualcosa di raro: intrattenere, far riflettere e lasciare addosso una sensazione di inquietudine che continua anche dopo aver voltato l'ultima pagina. È esattamente quello che sta succedendo con Yesteryear, il romanzo firmato da Caro Claire Burke che, dopo aver conquistato i lettori e acceso il dibattito online, si prepara a fare il salto sul grande schermo con un adattamento che vedrà protagonista Anne Hathaway.
Tra thriller psicologico, fantascienza e critica sociale, Yesteryear è uno di quei libri impossibili da incasellare in un solo genere. E forse è proprio questo il segreto del suo successo. Perché dietro la trama avvincente si nasconde una riflessione sorprendentemente attuale sul ruolo delle donne, sulle aspettative sociali e sull'idea stessa di libertà.
Se ancora non l'avete scoperto, questo potrebbe essere il momento giusto per farlo.
La protagonista del romanzo è Natalie, una donna brillante che vive in un futuro non troppo lontano. Ha una carriera, una vita apparentemente soddisfacente e tutte le opportunità che la società contemporanea può offrire. Eppure si sente costantemente sopraffatta e insoddisfatta.
Quando le viene offerta la possibilità di partecipare a un programma sperimentale che permette di viaggiare nel tempo, Natalie accetta senza pensarci troppo. La destinazione è il 1952, un'epoca che, attraverso i social e una certa narrativa nostalgica, viene spesso raccontata come un'età dell'oro della femminilità domestica.
All'inizio l'esperienza sembra quasi idilliaca. Una casa perfetta, ritmi più lenti, una comunità accogliente e la possibilità di vivere come una perfetta casalinga degli anni Cinquanta. Ma ben presto la realtà si rivela molto diversa dall'immagine romantica che Natalie aveva immaginato.
È qui che Yesteryear mostra tutta la sua forza narrativa. Quello che potrebbe sembrare un semplice esperimento nostalgico si trasforma in un thriller sempre più teso, capace di mettere in discussione molte delle fantasie contemporanee legate al passato.
Come hanno sottolineato diversi critici internazionali, il romanzo riesce a esplorare con intelligenza il fenomeno delle cosiddette "tradwife", le donne che sui social celebrano uno stile di vita tradizionale basato sulla dedizione alla casa e alla famiglia.
Negli ultimi anni Hollywood ha dimostrato di avere un debole per i thriller psicologici guidati da protagoniste femminili complesse. E Yesteryear sembra possedere tutti gli ingredienti giusti.
Non sorprende quindi che Anne Hathaway abbia deciso di legare il proprio nome al progetto cinematografico tratto dal libro. L'attrice, che negli ultimi anni ha scelto ruoli sempre più sfaccettati e lontani dagli stereotipi, appare perfetta per interpretare una protagonista costretta a confrontarsi con le contraddizioni del proprio tempo.
Al momento i dettagli sul film sono ancora limitati, ma l'annuncio dell'adattamento ha già contribuito ad accendere ulteriormente l'interesse attorno al romanzo. Del resto, Yesteryear affronta temi che oggi risultano particolarmente rilevanti: il burnout, la pressione sociale, la ricerca di equilibrio tra vita privata e professionale e la tentazione di idealizzare epoche che, in realtà, erano molto meno semplici di quanto immaginiamo.
È proprio questa capacità di parlare del presente attraverso il passato a rendere Yesteryear una delle letture più interessanti del momento. E se il film riuscirà a catturare anche solo una parte della tensione e delle domande che il libro lascia aperte, potrebbe diventare uno degli adattamenti più discussi dei prossimi anni.

Giornate Kindle: ecco gli e-book in sconto da leggere quest'estate


Giornate Kindle: ecco gli e-book in sconto da leggere quest'estate
Sconti Kindle: il modo più smart per comprare libri a meno di un euro e leggere ovunque, anche da smartphone

👉 fonte: Elle

C'è qualcosa che cambia quando arriva l'estate: non sono solo le giornate più lunghe o il calore che si posa sulla città, è un ritmo diverso, un modo più lento di vivere il tempo. Leggere in questo periodo diventa un modo per godersi al meglio l'atmosfera.
La lettura estiva accompagna, non chiede nulla. È il romanzo letto con il rumore delle onde come colonna sonora, il thriller che tiene sveglia quando il mare è già silenzioso, il romance che fa sorridere mentre il sole tinge il cielo di arancione. È il piacere di perdere tempo in qualcosa che invece riempie, di regalarsi quel tempo che raramente si concede.
Ed è qui che gli eBook Kindle diventano perfetti per l'estate. Sono leggeri, centinaia di libri in un dispositivo grande come un taccuino, facilmente nella borsa da spiaggia o in valigia senza peso né ingombro. Non si bagnano, non si strappano, non occupano spazio. È possibile regolare la luce per leggere sotto il sole accecante o di sera senza disturbare chi dorme. E soprattutto, è possibile scegliere al momento: si compra e si inizia a leggere in pochi secondi, proprio quando si decide «oggi leggo».


Con le Giornate dei Kindle, dall'8 al 14 giugno, il risparmio diventa ancora più concreto: centinaia di eBook disponibili a partire da soli 0,99 €. È un'opportunità rara per riempire la libreria digitale con romanzi, thriller e romance che accompagneranno tutta l'estate, spendendo meno di un caffè per ogni storia. Se si è già abbonati a Kindle Unlimited, molti titoli sono inclusi gratuitamente nell'abbonamento. Per tutti gli altri, è un'opportunità rara, quasi un regalo: scoprire nuovi autori, recuperare classici che erano stati dimenticati, o semplicemente riempire la libreria digitale con storie che accompagneranno tutta l'estate.

I titoli da non perdere
▪ Non mentire di Freida McFadden è un thriller psicologico con ritmo veloce e colpi di scena che tengono incollati anche sotto l'ombrellone, quando si dovrebbe rilassarsi e invece non si può smettere di leggere.
▪ Wild Love di Elsie Silver è un romance contemporaneo con emozioni intense e una protagonista forte. Ideale per leggere al tramonto, quando il cielo si tinge di colori e ci si sente parte di quella bellezza.
▪ Le sette morti di Evelyn Hardcastle di Stuart Turton è un thriller con mistero, un enigma complesso che tiene impegnata, con atmosfera da villa estiva che porta lontano.
▪ Il mistero di Tavolara di Paolo Pinna Parpaglia è un thriller italiano con ambientazione mediterranea e mistero locale. Porta in posti che si conoscono o che si vorrebbero conoscere, con storie che sembrano vicine.
▪ Uomini e topi di John Steinbeck è un capolavoro che racconta la storia di dolci braccianti americani George e Lennie, un gigante buono con disturbi psicomotori di cui George si prende cura, mentre cercano di realizzare il sogno di acquistare una propria terra.

Torna la rivista "Il Libraio": scarica la guida gratuita ai libri per l'estate 2026


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Leggi l'editoriale, dal titolo Il confortante potere della gentilezza, e scarica gratuitamente il nuovo numero della rivista Il Libraio (in copertina l'atteso Theo da Golden e la ricerca della felicità di Allen Levi). All'interno, quattro inviti alla lettura in anteprima e l'inserto dedicato al alcuni dei libri più amati da lettrici e lettori nella prima metà di questo 2026…

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Torna "Salice comunità che legge": tra gli ospiti Cecchi Paone e Dacia Maraini


Torna "Salice comunità che legge": tra gli ospiti Cecchi Paone e Dacia Maraini
La quinta edizione della rassegna culturale prevede una prima parte con una serie di quattro incontri e una seconda che proseguirà dopo l'estate

👉 fonte: Lecce Prima

Alessandro Cecchi Paone e Dacia Maraini a Salice Salentino (LE) per la rassegna culturale Salice comunità che legge, che torna con la quinta edizione e un programma di incontri che animerà l'estate tra libri, autori e momenti di confronto aperti alla cittadinanza.
Gli appuntamenti si svolgeranno presso il chiostro del Convento Madonna della Visitazione / Biblioteca di Comunità di Salice Salentino, confermando uno dei luoghi simbolo della vita culturale del territorio.
Il calendario della prima parte della rassegna prevede:

- 19 giugno, ore 20.30: Alessandro Cecchi Paone - AI per tutti (Tecniche Nuove Editore)
- 21 giugno, ore 20.30: Valeria Cagnazzo - Il pesce lampada (La Vita Felice)
- 6 luglio, ore 20.30: Dacia Maraini - Scritture segrete. Le donne che hanno cambiato il mondo con la parola (Rizzoli)
- 23 luglio, ore 20.30: Valentina Cagnazzo - La traduttrice del silenzio (IoScrittore).

La rassegna proseguirà inoltre con una seconda parte prevista dopo l'estate, con nuovi appuntamenti e ulteriori ospiti.
"L'iniziativa - spiega il sindaco Mimino Leuzzi - è diventata negli anni un appuntamento identitario per la nostra comunità. Investire sulla cultura significa investire sulle persone, sulla crescita civile e sulla capacità di costruire dialogo. Portare autori di rilievo nazionale e internazionale a Salice è motivo di orgoglio e rappresenta un'opportunità di grande valore per tutti i cittadini". Gli fa eco l'assessore alla Cultura, Luigi Palazzo: "Questa quinta edizione conferma un percorso culturale solido e partecipato. La Biblioteca di Comunità e il Chiostro del Convento diventano spazi vivi di incontro e condivisione. Il nostro obiettivo è rendere la lettura sempre più accessibile e centrale nella vita della comunità, creando occasioni di crescita e partecipazione attiva".

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