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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

venerdì 8 maggio 2026

Chris Pavone: L'ultimo turno


Chris Pavone: L'ultimo turno

Titolo originale: The Doorman
Formato: Kindle (1.0 MB)
Pagine: 418
Editore: Feltrinelli Editore (3 marzo 2026)
ASIN: B0GMJF761Y 
ISBN-13: 978-8858865194

Data di acquisto: 27 aprile 2026
Letto dal 3 all'8 maggio 2026

▪️Sinossi
"Cinico, divertente, affilato". Stephen King
"Intreccio geniale, ambientazione irresistibile e personaggi indimenticabili". John Grisham
Chicky Diaz è il portiere più amato del Bohemia, il palazzo più prestigioso dell'Upper West Side, dimora di celebrità, finanzieri e dell'élite culturale di New York.
Nel suo lussuoso attico, l'appartamento 11C-D, Emily Longworth ha tutto quello che ha sempre desiderato. Peccato che odi profondamente suo marito, che detestava in silenzio già prima delle recenti rivelazioni sull'origine della sua immensa ricchezza. Ma il contratto prematrimoniale è inattaccabile e lei non ha ancora trovato la forza di lasciarlo.
Al piano inferiore, nell'appartamento 2A, Julian Sonnenberg (critico d'arte di successo e uomo che ha vissuto per cinquant'anni una vita piena e cosmopolita) riceve una telefonata devastante. Una notizia che non fa che confermare la sua sensazione: quella di essere ormai irrimediabilmente out.
Intanto, nei sotterranei del Bohemia, il personale del palazzo, quasi tutto afroamericano e ispanico, segue con inquietudine le notizie in TV: a pochi isolati di distanza, un nero è stato ucciso dalla polizia. La città sta esplodendo in proteste, scontri, violenze.
Mentre si prepara per il suo turno serale, Chicky infrange una regola sacra del mestiere: stasera porterà con sé una pistola. Perché lui sa che, proprio davanti all'ingresso sontuoso e all'apparenza inespugnabile del palazzo, si sta giocando qualcosa di più grande. Stanotte, nemici si scontreranno, lealtà verranno messe alla prova, segreti svelati e vite spezzate.
In un affresco inedito e feroce della New York di oggi, Chris Pavone scrive un giallo perfetto per i nostri tempi, dove suspense, critica sociale e ritmo narrativo si fondono senza soluzione di continuità. Un palazzo di lusso nel cuore di New York. Un omicidio che nasconde segreti e contraddizioni di un intero paese. Un giallo che esce dai confini del giallo e che racconta l'America divisa dell'epoca di Trump.

▪️L'incipit del libro
Porta d'ingresso
Chicky Diaz se ne sta sul suo pezzetto del pianeta, il marciapiede tranquillo e pulito di fronte al Bohemia Apartments, e pensa: ci sono proprio un sacco di ottimi posti per uccidere qualcuno in questa città.
Per esempio, le tentacolari zone industriali di Hunts Point e Maspeth. O i sottopassaggi di ponti e cavalcavia e le rampe stradali di accesso e di uscita, tutti quei vuoti rumorosi ed echeggianti, disseminati di furgoni abbandonati e di accampamenti di senzatetto e cumuli di rifiuti. Ci sono i canyon del Financial District, inquietanti a tarda notte, e le strade a gradini ancora più inquietanti di Washington Heights, le estremità delle stazioni della metropolitana sopraelevate e anche quelle sotterranee. Ci sono centinaia di chilometri di lungomare con massi grandi come automobili e moli fatiscenti che si gettano nelle correnti mortali di fiumi, canali e baie e nel possente Oceano Atlantico. C'è quella strana baraccopoli per la riparazione delle auto a Willets Point, un posto che a Chicky non ricorda tanto gli Stati Uniti, ma piuttosto quella volta che lui e i suoi amici sbagliarono svolta a Panama City. In realtà, un paio di svolte sbagliate.

▪️La mia (brevissima) recensione
"Quando si scende a compromessi la prima volta non è difficile giustificare il fatto di farlo una seconda e una terza. Quando si è diventati colpevoli, non si può più essere innocenti. E non si sa mai quando quella colpa ci presenterà il conto".
L'ultimo turno dell'americano Chris Pavone mi ha lasciato un po' con l'amaro in bocca: è un noir con una buona dose di denuncia sociale (si parla tantissimo di razzismo, dei soprusi della polizia e del divario tra miliardari e chi non ha quasi nulla); ma, per essere un thriller, ha un ritmo decisamente troppo irregolare. Oltretutto, succede tutto (e di più) solo nelle ultimissime pagine: infatti, sino a tre quarti del libro (ma anche dopo) mi veniva spesso di pensare "Ma qui non succede niente?".
Ma andiamo con ordine.
La location è spettacolare. Chris Pavone, tramite i tanti personaggi che abitano, lavorano e transitano nel Bohemia, ci mostra una New York molto attuale: proteste, conflitti sociali, malavita…
I tre personaggi chiave (Chicky, Emily e Julian; con il primo un gradino sopra gli altri due) son molto realistici e ci consentono di osservare tutto ciò che accade da tre diversi punto di vista. Tutti gli altri personaggi, invece, mi son sembrati poco sviluppati o con poca intensità emotiva (quasi subalterni alla storia).
Di contro, come accennavo prima, la trama si scuote solo nel finale… Sino a tre quarti del romanzo è stato soltanto un preparare gli "incastri" per la drammatica conclusione.
Insomma, L'ultimo turno ha fatto leva più sulla critica sociale che sull'azione vera e propria. Una peculiarità che piacerà sicuramente a tutti quelli che amano le storie che si trascinano lentamente e con molte descrizioni (io invece, e lo sapete già, amo i thriller tesi e dal ritmo serrato).
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️ (3 su 5)

I migliori ebook reader del momento: quattro modelli per leggere ovunque


I migliori ebook reader del momento: quattro modelli per leggere ovunque
Classico, creativo, multi formato o più vicino a un tablet: qual è il tuo preferito?

👉 fonte: Men's Healt

Gli ebook reader non sono più soltanto dispositivi per portarsi dietro una biblioteca digitale. Negli ultimi anni sono diventati oggetti molto più sfumati, ognuno con un carattere preciso. C'è chi vuole soltanto leggere libri senza distrazioni, chi cerca uno schermo più grande per PDF e fumetti, chi vuole annotare, evidenziare a colori e interagire con una penna per brevi appunti, e chi invece desidera qualcosa di più vicino a uno smartphone, ma con la leggibilità di un display E-Ink.
Su questa base abbiamo selezionato quattro modelli che rispondono a tutte queste esigenze. Per cui, se con la bella stagione state pensando di acquistare un dispositivo nuovo di zecca o passare da un modello vecchio a uno più recente, ecco i migliori ebook reader in circolazione per ogni tipologia.

▪️Kindle Paperwhite 12ª generazione: il modello base per eccellenza
Il Kindle Paperwhite di 12ª generazione è il modello più immediato del gruppo. Il più recente design è pulito, sottile, senza dislivelli laterali e con una costruzione pensata per non farsi notare troppo ma sembrare comunque elegante in mano. Lo schermo da 7 pollici con tecnologia E-Ink è uno dei suoi punti forti. È nitido, antiriflesso, leggibile anche all'aperto e dotato di luce frontale regolabile, compresa la tonalità calda per la lettura serale. Non è un dettaglio secondario, perché molti usano l'e-reader proprio prima di dormire, quando lo schermo di un tablet può risultare troppo aggressivo e fastidioso. Fluido nel cambio pagina, veloce nell'apertura dei libri, una perfetta sincronizzazione con l'account Amazon e un'eccellente autonomia. Nello specifico, stiamo parlando di circa 40 ore di lettura con una luminosità del 50% e settimane di autonomia in modalità standby.
Altre caratteristiche sono i 16 GB di memoria interna (contengono circa 16.000 libri) e la resistenza all'acqua certificata IPX8 che significa che può stare immerso fino a 2 metri per 60 minuti senza guastarsi. La sua forza più evidente è l'ecosistema Kindle, comprensivo del Kindle Unlimited che a 9,99 euro al mese vi permette libri praticamente illimitati. Chi compra ebook su Amazon trova un percorso quasi automatico: si acquista, si scarica, si legge e stop. Anche l'invio di documenti personali è diventato più semplice negli anni, il limite, però, è lo stesso: chi possiede molti file in formati diversi o acquista libri da più store può trovare più versatili altri modelli. A livello di prezzo è il dispositivo più abbordabile: 169,99 euro.

▪️Kobo Libra Colour: perfetto per chi cerca i colori e con accessori utili
Kobo Libra Colour è il modello più vivace, non solo perché ha uno schermo a colori, ma perché interpreta l'e-reader in modo meno rigido e soprattutto non costretto al bianco e nero. È un dispositivo per leggere, certo, ma anche per sottolineare, prendere appunti, consultare fumetti, guardare copertine a colori e usare accessori (non indispensabili) che cambiano un po' l'esperienza di lettura. Il design esterno è riconoscibile. Lo schermo da 7 pollici è affiancato da una cornice laterale più ampia con tasti fisici per cambiare pagina. Questa scelta lo rende comodo da tenere con una mano, soprattutto durante letture lunghe, mentre la forma asimmetrica può sembrare meno elegante di un rettangolo perfetto, ma nell'uso ha senso.
La tecnologia del display è E-Ink Kaleido 3. I colori non sono paragonabili a quelli di un tablet ovviamente, dato che sono più tenui, quasi pastello, ma non è un difetto se si comprende la natura del prodotto. L'hardware interno offre ben 32 GB di memoria, una quantità ampia per un e-reader (in alcuni casi anche troppa), ma lo spazio diventa prezioso se si caricano fumetti, PDF e audiolibri (necessarie le cuffie in questo caso). La parte più interessante, però, è il supporto alla Kobo Stylus 2, la penna che permette di scrivere note, sottolineare e lavorare sui testi in modo più attivo. Non è un blocco note professionale da ufficio, ma per chi studia, legge saggi o vuole segnare appunti, può diventare molto comodo. Oltre alla penna c'è anche il telecomando Kobo Remote Page Turner, pensato per cambiare pagina senza toccare l'e-reader. Sembra un accessorio superfluo, ma in alcune situazioni è sorprendentemente sensato: lettura a letto, dispositivo appoggiato su un supporto, mani sotto la coperta o rilassate in aereo. È quel tipo di gadget che non serve a tutti, ma che per alcuni diventa difficile da mollare. Anche lui impermeabile con certificazione IPX8. Prezzo: 236, 98 euro.

▪️BOOX Palma 2 Pro: il più versatile
BOOX Palma 2 Pro è il modello più particolare dei quattro. A prima vista sembra uno smartphone, per forma e dimensioni, ma in realtà è un dispositivo E-Ink a colori con sistema operativo Android. La sua natura è ibrida: non è un telefono tradizionale, non è un tablet e non è nemmeno un ebook reader classico, e proprio per questo può risultare molto interessante. Il design esterno è verticale, stretto e tascabile e ricorda chiaramente quello di uno smartphone, con uno schermo da circa 6,13 pollici. Utilizza un pannello E-Ink Kaleido 3 a colori, con risoluzione a 300 ppi in bianco e nero e 150 ppi per i contenuti a colori. La differenza vera, però, è il sistema operativo. BOOX Palma 2 Pro usa Android 15, e questo gli permette di installare applicazioni come su un dispositivo Android tradizionale. Sembra poco ma è un dettaglio enorme per chi arriva da Kindle o Kobo, dato che scaricando le relative app e accedendo agli account, si possono mantenere le proprie librerie digitali e continuare a leggere libri acquistati su ecosistemi diversi. In pratica, un solo dispositivo può ospitare app Kindle, Kobo, altre piattaforme dedicate ai libri e persino app per documenti e strumenti di produttività. Naturalmente lo schermo resta E-Ink, quindi è perfetto per leggere, consultare testi, prendere appunti leggeri e ridurre l'affaticamento visivo. Ma scordatevi di utilizzarlo come un qualsiasi tablet, perché ad esempio i video si possono anche aprire, ma verrebbero visualizzati in qualità E-ink.
Data la scarsità di frequenza di aggiornamento, i colori e la fluidità non sono pensati per Netflix, YouTube o per lo scrolling compulsivo dei social. Qui il vantaggio è un altro: avere Android senza l'aggressività visiva di un display LCD o OLED. BOOX Palma 2 Pro aggiunge anche il supporto alla penna e una fotocamera, anche in questo caso, però, serve essere realistici, perché ovviamente la fotocamera non ha la qualità di uno smartphone moderno e non nasce per foto ricordo o contenuti social. Nasce fondamentalmente per fotografare documenti, pagine, appunti o materiali da leggere, archiviare, modificare o consultare in seguito. La sua versatilità è arricchita anche dal fatto che come spazio di archiviazione è imbattibile: 128 GB. Essendo il più performante è ovviamente il più costoso: 399 euro.

▪️PocketBook InkPad 4: per chi vuole uno schermo grande
PocketBook InkPad 4 è il modello da scegliere quando la priorità è leggere con più spazio di testo. Il suo display da 7,8 pollici lo rende più grande della media e questa differenza si sente subito. Il design è sobrio, quasi professionale e punta su praticità e leggibilità. Lo schermo più ampio lo rende meno tascabile rispetto agli altri modelli, però l'esperienza di lettura è più rilassata, dato che permette di voltare pagina meno frequentemente. Nei PDF e nei testi tecnici offre un po' più di margine, anche se i documenti pensati per l'A4 restano comunque più comodi su schermi ancora più grandi, lo stesso dicasi per manga e fumetti in bianco e nero.
Sul piano hardware, PocketBook InkPad 4 punta su uno schermo E-Ink Carta 1440 x 1872 pixel, 32 GB di memoria interna e supporto di numerosi formati di file. Quest'ultimo è uno dei suoi grandi punti di forza e sarà molto apprezzato da chi non vuole restare legato a un solo negozio digitale e preferisce caricare file EPUB, PDF, CBR, CBZ e altri formati senza troppe conversioni. La tecnologia SMARTlight consente di regolare intensità e temperatura della luce frontale, dove di giorno si può usare una luce più neutra, mentre la sera una tonalità più calda rende la lettura meno affaticante. PocketBook InkPad 4 supporta anche l'audio via Bluetooth (utile per ascoltare audiolibri o usare alcune funzioni vocali): questo non lo rende un dispositivo multimediale, ma amplia le possibilità d'uso rispetto a un lettore puramente testuale. Prezzo: 256,26 euro.

giovedì 7 maggio 2026

Ricevo... ed inoltro!


Tramite Whatsapp ho ricevuto un invito a scaricare un libro di un giovane scrittore di Taranto. Vi giro il testo del messaggio ed il link per acquistare l'ebook:
Buongiorno a tuttə! Piacere di conoscervi sono Andrea, un autore emergente che ha scritto un romanzo distopico. Il suo ebook è gratuito fino a domenica. Se vi va potete darci un'occhiata, eventualmente buona lettura 😊

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Andrea Giuliano: Dannata 2030. Il complotto della Grande Vittoria
Dannata, pianeta Antracite. 2030. Dieci anni dopo la caduta del vecchio governo, una nuova era regna sulla città: la Grande Vittoria. L’attuale governo è avvolto da un inquietante complotto, ed uno scienziato comincia a scrivere un libro che possa smascherarlo, ma viene fatto prigioniero da uomini misteriosi. Intanto, nella tavola calda più famosa della città, un seguace del Cristalismo esegue uno dei più spietati attacchi terroristici della storia. Tra i sopravvissuti c’è un’impulsiva detective, che decide di dare la caccia all’ignoto carnefice.
I protagonisti saranno costretti ad una costante lotta tra la vita e la morte, tra il potere e la schiavitù. Ad un turbine di azione, colpi di scena e drammi… che non accetterà un epilogo.
Questo è un romanzo distopico, con tematiche LGBTQIA+, d’azione e d’avventura. Personaggi, fatti e luoghi sono inventati dall’autore. Qualsiasi analogia con personaggi, fatti e luoghi, è puramente casuale.

ASIN: B0B87RBBB8
ISBN-13: 9798837411526
Data di pubblicazione: 1 agosto 2022
Dimensioni file: 1.9 MB
Pagine: 545 pagine

mercoledì 6 maggio 2026

National Geographic Italia - maggio 2026


National Geographic Italia - maggio 2026
Vol. 57, n. 5
6,90 euro

In copertina: La stele dalla Madonna della Lettera svetta dal 1934 sul porto di Messina. Sullo sfondo la costa calabrese, a poco più di tre chilometri di distanza.

▪️Vivere sullo Stretto. Da decenni convivono con lo spettro di un ponte che forse non verrà mai costruito, ma che cosa accomuna davvero gli abitanti dello Stretto di Messina?
▪️Sotto lo Stretto. Un tratto di mare unico, ricco di biodiversità, ma ancora poco studiato.
▪️I segreti delle api. Sapevamo che aiutano a nutrire il pianeta, ma ora scopriamo che sono anche molto più abili, e intelligenti, di quanto pensassimo.
▪️Mohenjo-daro. Questa metropoli di 5.000 anni fa sulle sponde dell'Indo, in Pakistan, non smette di stupire gli archeologi.
▪️Sei milioni in marcia. La più grande migrazione di mammiferi al mondo è stata documentata dopo decenni nel Sud Sudan. Siamo in tempo per preservarla?
▪️Il nuovo lago d'Aral. Simbolo dei disastri ambientali, oggi è un banco di prova per la resilienza umana.
▪️La libertà corre su due ruote. Il fotografo Brian Finke  ha seguito un gruppo di ciclisti fuori dagli schemi deciso a riprendersi le strade di New York.
▪️Perché il fondo dell'Oceano Meridionale è come una macchina del tempo. Per studiare gli antichi ecosistemi marini, Cristian Lagger esplora alcuni dei luoghi più freddi ed inaccessibili del pianeta.
▪️I palazzi del futuro hanno radici che affondano nei boschi. Il legno, sostenibile e rinnovabile, è sempre più affidabile anche per costruire grandi edifici.

14 libri Premio Pulitzer da leggere subito, aspettando "Angel Down"


14 libri Premio Pulitzer da leggere subito, aspettando Angel Down
Il romanzo vincitore del Premio Pulitzer 2026 per la Narrativa, Angel Down di Daniel Kraus, sarà tradotto in italiano questa estate. Nell'attesa, ecco 14 romanzi premiati da leggere subito

👉 fonte: Io Donna

Il Premio Pulitzer per la narrativa 2026 è stato appena assegnato a Angel Down di Daniel Kraus. Un romanzo che il New York Times aveva già inserito tra i 10 migliori libri del 2025.
Angel Down segue un gruppo di soldati della Prima Guerra Mondiale, che incontrano un angelo caduto sul campo di battaglia. La particolarità del libro è che è scritto in un'unica frase. Senza un punto.
Lo scrittore Ben H. Winters l'ha definito "una fragorosa galoppata di un romanzo di guerra", concludendo: "Non sono sicuro che un libro che termina con una virgola anziché con un punto possa essere considerato davvero concluso".
In attesa che Angel Down venga tradotto in italiano ecco 14 romanzi vincitori del Premio Pulitzer tradotti in italiano, che possiamo leggere subito:

1. James di Percival Everett, Pulitzer 2025
2. Demon Copperhead di Barbara Kingsolver (Pulitzer 2023 ex aequo)
3. Trust di Hernan Diaz (Pulitzer 2023 ex aequo)
4. I Netanyahu di Joshua Cohen, Pulitzer 2022
5. Il guardiano notturno di Louise Erdrich, Pulitzer 2021
6. I ragazzi della Nickel di Colson Whitehead, Pulitzer 2020
7. Il sussurro del mondo di Richard Powers, Pulitzer 2019
8. Less di Andrew Sean Greer, Pulitzer 2018
9. La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead, Pulitzer 2017
10. Il simpatizzante di Viet Thanh Nguyen, Pulitzer 2016
11. Tutta la luce che non vediamo di Anthony Doerr, Pulitzer 2015
12. Il cardellino di Donna Tartt, Pulitzer 2014
13. Il signore degli orfani di Adam Johnson, Pulitzer 2013
14. Il tempo è un bastardo di Jennifer Egan, Pulitzer 2011

martedì 5 maggio 2026

Premi Pulitzer 2026: nella "Fiction" si impone Daniel Kraus


Premi Pulitzer 2026: nella "Fiction" si impone Daniel Kraus
Sono stati assegnati i premi Pulitzer 2026, tra i più prestigiosi riconoscimenti statunitensi in ambito giornalistico e letterario. Ecco i vincitori nelle diverse categorie

👉 fonte: il Libraio

Il premio giornalistico più rilevante quest'anno se lo è aggiudicato il Washington Post, per una serie di inchieste legate all'amministrazione di Donald Trump (a firmare la maggior parte degli articoli premiati è stata la giornalista Hannah Natanson), e anche il New York Times ha ottenuto tre Pulizter.
Nella "Fiction a vincere il Pulitzer 2026 è stato Angel Down di Daniel Kraus (Atria Books), già autore di Whalefall. Nella balena, uscito in Italia per Ne/On.
La casa editrice Ne/On ha da poco annunciato che il libro arriverà in libreria dopo l'estate 2026.
Il premio per la critica è stato ottenuto da Mark Lamster del Dallas Morning News, mentre nella categoria "opinioni" ha vinto Masha Gessen del New York Times.
Nella categoria "Drama" ha trionfato Liberation di Bess Wohl, e in quella "Storia" We the People. A History of the U.S. Constitution di Jill Lepore (Liveright); e ancora, nella categoria "Biography" il premio è andato a Pride and Pleasure. The Schuyler Sisters in an Age of Revolution di Amanda Vaill (Farrar, Straus and Giroux) e nella categoria "Memoir or Autobiography" la vittoria è andata a Things in Nature Merely Grow di Yiyun Li (Farrar, Straus and Giroux).
Nella poesia si è imposta la raccolta Ars Poeticas di Juliana Spahr (Wesleyan University Press), e nella "General Nonfiction" la vittoria è andata a There Is No Place for Us. Working and Homeless in America di Brian Goldstone (Crown).
Istituita nel 1917, l'onorificenza venne su lascito del giornalista Joseph Pulitzer, ed è gestita dalla Columbia University di New York. L'associazione conferisce ogni anno 22 premi annuali, e i vincitori e le vincitrici di ogni categoria ricevono anche un premio in denaro pari a 15mila dollari.

Parte con il segno + il 2026 del libro grazie agli acquisti delle biblioteche


Parte con il segno + il 2026 del libro grazie agli acquisti delle biblioteche
Mercato trade +2,5% a copie e +3,8% a valore. Cipolletta: "Pesano inflazione e incertezza"

👉 fonte: Ansa

Parte con il segno + il 2026 del libro in Italia: nei primi quattro mesi dell'anno l'editoria di varia nei canali trade, ovvero narrativa e saggistica a stampa venduta nelle librerie fisiche e online e nella grande distribuzione, è cresciuta rispetto ai primi quattro mesi del 2025 del 2,5% a copie e del 3,8% a valore, con un incremento di 740mila copie acquistate, pari a una maggior spesa di 16,4 milioni di euro.
"Gli acquisti delle biblioteche, grazie al fondo da 60 milioni di euro del ministro della Cultura Alessandro Giuli, trainano questo avvio di anno e sono per noi una boccata d'ossigeno - spiega il presidente dell'Associazione Italiana Editori (Aie) Innocenzo Cipolletta -. Ma sui consumi delle famiglie pesano inflazione e incertezza sul futuro: nonostante questi quattro mesi positivi, prevediamo un anno complesso".
I dati sull'editoria di varia nel 2025-2026 rielaborati dall'ufficio studi di Aie su rilevazione di NielsenIQ BookData e quelli relativi all'editoria scolastica e universitaria nel 2025 saranno al centro dell'incontro organizzato dall'Associazione editori al Salone Internazionale del Libro di Torino, il 15 maggio in sala Rossa dalle 10.30 alle 12.30, "Dove sta andando il mercato del libro nel 2026? - Come cambiano i consumi e la domanda del pubblico".
Con la moderazione di Sabina Minardi (L'Espresso) e introdotti da un intervento di Cipolletta, illustreranno l'andamento dei rispettivi settori i presidenti dei Gruppi di Aie Lorenzo Armando (Piccoli editori), Renata Gorgani (Editoria di varia), Maurizio Messina (Accademico Professionale) e Giorgio Riva (Educativo). A seguire l'approfondimento sulle sfide del mercato e l'andamento dei generi con Alessandra Carra (Gruppo Feltrinelli), Andrea Giunti (Gruppo Giunti), Filippo Guglielmone (Gruppo Mondadori), Agnese Manni (Manni Editori), Giovanni Mattioli (Sergio Bonelli Editore), Stefano Mauri (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) e Maria Teresa Panini (Franco Cosimo Panini).

"Gli eroi", dopo George R.R.Martin arriva Joe Abercrombie a riscrivere il Grimdark fantasy


Gli eroi, dopo George R.R.Martin arriva Joe Abercrombie a riscrivere il grimdark fantasy
Per anni il fantasy ci ha insegnato a credere negli eroi. Guerrieri valorosi, battaglie epiche, destini scritti. Poi qualcosa è cambiato. E se c'è un nome che ha contribuito a incrinare quell'immaginario è quello di George R.R. Martin. Ma dopo di lui, qualcuno ha portato questa rivoluzione ancora più in là…

👉 fonte: Libreriamo

Per anni il fantasy ci ha insegnato a credere negli eroi. Guerrieri valorosi, battaglie epiche, destini scritti. Poi qualcosa è cambiato. E se c'è un nome che ha contribuito a incrinare quell'immaginario è quello di George R.R. Martin. Ma dopo di lui, qualcuno ha portato questa rivoluzione ancora più in là. Quel qualcuno è Joe Abercrombie.
Gli eroi è il romanzo che segna un punto preciso. Non è solo una storia di guerra. È una demolizione sistematica dell'idea stessa di eroismo. Qui non ci sono figure idealizzate. Non ci sono imprese nobili. C'è la guerra. Nuda, sporca, imprevedibile.
Abercrombie prende il fantasy e lo riporta a terra. Lo sporca di fango, lo riempie di sangue, lo priva di ogni retorica. E proprio per questo lo rende più vero.
Il grimdark fantasy è una delle evoluzioni più radicali del genere fantasy contemporaneo. Se il fantasy classico si fonda su eroi, missioni epiche e una distinzione chiara tra bene e male, il grimdark nasce per mettere tutto questo in discussione. Nel grimdark non esistono veri eroi. I personaggi sono ambigui, contraddittori, spesso moralmente discutibili. Le loro scelte non sono guidate da ideali puri, ma da necessità, paura, ambizione o istinto di sopravvivenza. Il mondo in cui si muovono è violento, sporco, realistico. Non c'è spazio per illusioni.
La guerra, in questo tipo di narrativa, non è mai glorificata. È caos, brutalità, perdita. Le battaglie non sono momenti eroici, ma esperienze traumatiche. Il dolore non viene nascosto, la morte non è spettacolare, ma improvvisa e spesso priva di senso. Il termine stesso "grimdark" deriva dall'espressione "grim and dark", cupo e oscuro. E descrive perfettamente l'atmosfera di questi romanzi. Un mondo in cui la speranza è fragile, in cui il potere corrompe e in cui la giustizia è spesso un'illusione.
Joe Abercrombie è considerato uno dei principali esponenti di questo filone. Con romanzi come Gli eroi, ha contribuito a definire un nuovo modo di raccontare il fantasy. Più crudo, più umano, più vicino alla realtà.
Ed è proprio qui che il grimdark trova la sua forza. Non nel raccontare mondi lontani, ma nel riflettere, in modo spesso spietato, le contraddizioni del nostro.
"In guerra non c'è posto per gli eroi. Soprattutto in questa guerra". Questa frase potrebbe bastare per definire il romanzo. Ma sarebbe riduttivo. Perché Gli eroi è molto di più.
La storia si svolge nell'arco di tre giorni. Tre giorni di battaglia. Un tempo ristretto, quasi claustrofobico, che però riesce a contenere una quantità enorme di eventi, prospettive, emozioni. Non c'è una trama lineare. C'è un campo di battaglia. E dentro, uomini che cercano di sopravvivere.
Il contesto è quello del Nord. Il Re dell'Unione marcia contro Dow il Nero, figura leggendaria e brutale. Gli eserciti si affrontano in un luogo apparentemente insignificante. Una collina chiamata Gli Eroi. Un nome che promette grandezza. Ma che diventa, pagina dopo pagina, sempre più ironico.
Abercrombie costruisce il romanzo attraverso una molteplicità di punti di vista. Tra i personaggi principali troviamo Bremer dan Gorst, maestro di spada caduto in disgrazia, ossessionato dall'onore e dal desiderio di redenzione. Il Principe Calder, astuto e manipolatore, più interessato al potere che al combattimento. E Curden lo Strozzato, veterano stanco, forse l'ultimo a credere ancora in una forma di giustizia. Nessuno di loro è un eroe nel senso tradizionale. Ognuno è contraddittorio, imperfetto, umano. E proprio in questa umanità sta la forza del romanzo.
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Emmanuel Carrére: "Nel mio libro racconto la storia verticale della mia famiglia"

In occasione dell'uscita del suo nuovo libro Kolchoz, ecco l'intervista completa a Emmanuel Carrére nella puntata di Che tempo che fa del 3 maggio 2026:

Il 2026 ha ucciso anche le storie distopiche?

Il 2026 ha ucciso anche le storie distopiche?
Hunger Games e Divergent dominavano il mainstream solo pochi anni fa. Oggi il genere fantascientifico-distopico non tira più: c'è ancora spazio per queste fantasie, nel mondo regressivo in cui viviamo?

👉 fonte: rsi.ch

Cory Doctorow è autore, fra gli altri, di X (o Little Brother, a seconda dell'edizione), uno dei più meravigliosi romanzi fantapolitico-distopici per ragazzi dell'ultimo quarto di secolo. Dalle nostre parti, non credo siano moltissimi gli adolescenti che l'hanno letto, e oggi è uno dei tanti libri che abbiamo perso nel gorgo editoriale contemporaneo. Nel mondo anglosassone, è un testo di culto per chiunque si (pre)occupi del futuro della nostra civiltà tecnologica: nel documentario Citizenfour di Laura Poitras, si vede Edward Snowden con una copia del secondo libro della serie. Giusto per sottolineare che Doctorow è uno che possiede una certa capacità di intuire le traiettorie più inquietanti del presente e del futuro, ecco.
Pochi anni fa, ai tempi della pandemia, Doctorow ha scritto un articolo per la rivista Slate in cui raccontava le enormi file che vedeva ogni giorno davanti alle vetrine dei negozi di armi, nel sobborgo di Los Angeles in cui si era da poco trasferito. Decine di persone in attesa di comprare pistole e fucili, perché convinte che, a causa del Covid, l'ordine sociale sarebbe presto collassato, e quindi tanto valeva essere pronti a una situazione alla Ken il guerriero / The Walking Dead / The Last of Us (scegliete il riferimento più adatto alla vostra generazione).
"Guerra tra bande in un mondo distrutto" è effettivamente uno degli scenari più amati dalla fantascienza distopica e post-apocalittica, che mette insieme due generi narrativi spesso sovrapposti e particolarmente amati nella prima parte del ventunesimo secolo. Doctorow spiegava nell'articolo i motivi per cui aveva deciso di cambiare il suo approccio alla narrativa, andando oltre le semplici descrizioni di un mondo in cui homo homini lupus. Soprattutto, concludeva nel frattempo che la fiction non è solo intrattenimento, ma possiede la capacità di plasmare il comportamento umano: «Le storie inventate, anche quelle che raccontano cose impossibili, ci permettono di sperimentare mentalmente le nostre reazioni a diverse situazioni».
È questo uno dei motivi per cui il genere distopico colpisce in modo particolarmente efficace lettori e spettatori di tutte le età, da almeno un secolo a questa parte (vero, le origini risalgono al genio mai troppo celebrato di Mary Shelley e al suo L'ultimo uomo, ma è con l'avvento dei totalitarismi del Novecento che il genere prende davvero il volo).
Di tutte le età, ma in particolare giovani: si dice che sia perché gli adolescenti già vivono la loro personale, devastante distopia, ogni volta che varcano la soglia di un istituto scolastico, e sono di conseguenza più sensibili a quel tipo di narrazione. E ancora più in particolare, giovani che vivono nell'epoca e nella zona di mondo più incredibilmente comoda della storia umana. Facile capire che, se hai veri problemi di cui occuparti ogni giorno (tipo non morire di fame, o non essere ucciso) difficilmente ti appassionerai a problemi finzionali come quelli raccontati dalle narrazioni distopiche.
Come dice Ted Chiang (che un pochino di fantascienza se ne intende, visto che ha sul caminetto 4 premi Hugo) storie di questo tipo sono indiscutibilmente progressiste, nel senso che presentano un problema che cambia il mondo, e a cui bisogna adattarsi, al contrario delle storie in cui il problema viene risolto, e il mondo torna quello che era prima. Ma allora, viene da chiedersi, possibile che sia questo il motivo per cui negli ultimi anni il genere distopico e quello apocalittico sembrano aver perso attrattiva? Alle viste, in effetti, non c'è nella cultura pop un fenomeno paragonabile ai vari Hunger Games, Divergent o Maze Runner. Non basta un'ottima stagione di Black Mirror per invertire la tendenza.
Le narrazioni intrinsecamente progressiste non possono funzionare, in un mondo in cui tutto sembra regredire: la comunicazione politica procede per contrapposizioni manichee, i testi delle canzoni pop tornano di una semplicità infantile, si favoleggia delle meraviglie del passato. Soprattutto, tornano tutte le sfumature di guerra che avevamo per un breve periodo accantonato: quella fredda, quella nucleare, quella mondiale. Il problema è che perfino il progresso appare regressivo, quando la tecnologia sembra riportare indietro di un secolo la nostra capacità di ragionamento e pensiero.
Il che non significa che le narrazioni distopiche siano alla frutta, ma solo che vivono un momento di appannamento. Speriamo solo che, la prossima volta che torneranno al centro dell'industria culturale, non sia con un'ondata di saggistica, documentari e non fiction.