"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

sabato 8 agosto 2026

Il nuovo romanzo di Stephen King è l'attesissimo nuovo capitolo de "La Torre Nera"


Il nuovo romanzo di Stephen King è l'attesissimo nuovo capitolo de La Torre Nera

👉 fonte: Everyeye.it

In attesa della nuova serie TV di Carrie, presto in arrivo su Prime Video, possiamo confermare ai fan di Stephen King l'arrivo di quello che è considerato uno dei suoi libri più attesi degli ultimi vent'anni: Other Worlds Than These.
Ma perché si tratta di un romanzo così entusiasmante per i fan? Semplice, perché oltre a concludere una mitica saga kinghiana rappresenterà anche il nuovo capitolo de La Torre Nera: in questo articolo, vi anticipiamo tutto ciò che dovete sapere su Other worlds than these
Il romanzo sarà il terzo capitolo della saga di Jack Sawyer, già protagonista di due tra i libri più amati di sempre di Stephen King, ovvero Il Talismano e La Casa del buio: tra il primo libro (1984) e il secondo (2001) passarono ben 17 anni, e adesso per questo capitolo conclusivo l'attesa è stata di ben 25 anni.
Ma non solo: la saga di Jack Sawyer è strettamente legata a La Torre Nera. Questo perché "i Territori", il mondo fantasy medievale che Sawyer è in grado di raggiungere, è stato narrativamente connesso alla Torre e a Mid-World, soprattutto durante gli eventi de La Casa del buio, e ora Other worlds than these promette di ricollegarsi all'opera magna di King: "Mid-World è sempre stato i Territori con un altro nome" ha detto l'autore, stuzzicando l'attesa dei fan.
Il romanzo sarà anche l'ultimo scritto in collaborazione con Peter Straub, co-autore de Il talismano e La Casa del buio, scomparso nel 2022.
Other worlds than these uscirà il 6 ottobre 2026 negli USA; nel frattempo, Stephen King sta lavorando anche al film di Desperation, che sarà prodotto da Sam Raimi.

venerdì 7 agosto 2026

I 50 migliori thriller del XXI secolo per il New York Times: nessun italiano in classifica


I 50 migliori thriller del XXI secolo per il New York Times: nessun italiano in classifica
La guida del New York Times ai 50 migliori thriller del XXI secolo, tra tendenze globali e l'assenza dei grandi nomi del genere italiani

👉 fonte: Libreriamo

Se chiedete a qualunque appassionato di letteratura dove stia andando il romanzo contemporaneo, raramente vi risponderà indicando la narrativa pura o la saggistica. È nel thriller che batte il cuore pulsante (e claustrofobico) della nostra epoca.
A dimostrarlo in modo definitivo è il New York Times Book Review, che ha deciso di ampliare la sua celebre mappa dei migliori libri del millennio interpellando 291 esperti del settore, tra cui colossi come Stephen King, John Grisham, Lee Child, Freida McFadden e Gillian Flynn. Il mandato era chiaro: classificare i 10 migliori thriller pubblicati dal 2000 ad oggi.
Il risultato è la classifica dei 50 Best Thrillers of the 21st Century, un'istantanea straordinaria che rivela non solo quali storie ci hanno tenuti svegli la notte, ma come la parola "suspense" abbia cambiato radicalmente significato negli ultimi venticinque anni. Ma c'è un dato che salta subito all'occhio del lettore europeo e nostrano: l'assoluta e rumorosa assenza dei grandi maestri della scuola italiana.
Com'è possibile che autori capaci di dominare le vendite a livello globale restino del tutto invisibili per la critica d'oltreoceano? Un interrogativo fondamentale su cui vale la pena soffermarsi prima di addentrarsi nella classifica.
Nel leggere la selezione curata dai 291 esperti del New York Times, balza all'occhio un'assenza rilevante per il lettore europeo: quella della narrativa crime di marca italiana. Non si tratta di una mancanza legata al riscontro di pubblico o ai volumi di vendita.
Autori come Donato Carrisi vantano oltre 5 milioni di copie vendute e traduzioni in più di 30 Paesi, Gianrico Carofiglio conta oltre 6 milioni di lettori e traduzioni in 28 lingue, mentre fenomeni di costume come Andrea Camilleri superano i 30 milioni di copie nel mondo, affiancati dal successo internazionale di firme come Maurizio de Giovanni, Antonio Manzini e Sandrone Dazieri.
Questa mancata inclusione nella rassegna statunitense rivela dinamiche editoriali e culturali ben precise. Da un lato emerge una chiara divergenza di genere: la scuola italiana predilige la tradizione del noir e del "giallo di costume", centrata sull'indagine sociale, la psicologia del territorio e l'umanità del detective.
Al contrario, la critica e il mercato anglosassone tendono a privilegiare i meccanismi ad alta tensione dell'high-concept e del domestic thriller psicologico. Dall'altro lato pesa la storica barriera delle traduzioni nel mercato anglo-americano, che riserva una quota ridottissima ai titoli esteri, fatta eccezione per il fenomeno consolidato del Nordic Noir.
L’assenza dall'elenco del New York Times non intacca quindi la statura dei maestri italiani, ma evidenzia come i confini del genere vengano spesso tracciati in base ai codici di lettura propri del mercato di riferimento.
L'evoluzione del thriller nel XXI secolo rappresenta uno dei fenomeni più affascinanti della letteratura contemporanea. Analizzando la recente rassegna del New York Times, emerge chiaramente come il genere si sia emancipato dalle formule rigide del passato per trasformarsi in uno specchio fedele delle nostre ansie moderne. Non si tratta più soltanto di scoprire l'assassino, ma di comprendere la fragilità della natura umana e le crepe della società.
Il punto di svolta fondamentale è rappresentato dal fenomeno Post-Gone Girl. La pubblicazione de L'amore bugiardo di Gillian Flynn nel 2012 ha tracciato una linea di demarcazione netta: c'è un prima e c'è un dopo.
Prima, la suspense si basava ampiamente sull'azione esterna, sull'indagine poliziesca o sul pericolo imminente orchestrato da minacce esterne. Flynn ha ribaltato questa dinamica portando il conflitto all'interno delle mura domestiche e distruggendo l'illusione della perfezione matrimoniale.
L'introduzione sistematica del narratore inaffidabile e la decostruzione dei ruoli di genere, celebre il passaggio sulla "Cool Girl", hanno dimostrato che la manipolazione psicologica e la pressione sociale possono generare una tensione persino più feroce del sangue versato. Da quel momento, il "domestic thriller" è diventato il terreno privilegiato per esplorare l'ambiguità morale, trasformando la casa da rifugio sicuro a trappola mortale.
Parallelamente, assistiamo al definitivo tramonto del "detective infallibile" a favore di uno spostamento radicale dalla geopolitica alla psiche. Se nel Novecento la letteratura di genere attingeva alle tensioni della Guerra Fredda, alla grande spionaggio internazionale e alla figura del risolutore imperturbabile in stile Sherlock Holmes o Poirot, il XXI secolo guarda dentro l'individuo.
La minaccia non arriva da complotti governativi lontani, ma dai vuoti di memoria, dal trauma infantile mai rielaborato e dalla fragilità mentale dei protagonisti stessi. In capolavori come Mystic River di Dennis Lehane o In the Woods (Nel bosco) di Tana French, l'investigazione sulla scena del crimine è inscindibile da un'analisi dolorosa del passato dell'investigatore o della comunità. Il mistero diventa una lente per analizzare il senso di colpa, l'elaborazione del lutto e l'impossibilità di ricucire le ferite dell’infanzia.
E in opere estreme come Room di Emma Donoghue, la suspense si restringe a uno spazio fisico claustrofobico, dove la percezione del mondo è filtrata dagli occhi innocenti di un bambino.
Infine, un'altra trasformazione cruciale è la consacrazione del Southern Noir, guidata da autori come S.A. Cosby. Questo subgenere ha dimostrato come il thriller sappia integrarsi perfettamente con la critica sociale più spietata. Cosby non si limita a raccontare inseguimenti a gran velocità, rapine finite male o storie di vendetta viscerale; contestualizza ogni proiettile all'interno delle spaccature dell'America rurale.
Titoli come Deserto d'asfalto (Blacktop Wasteland) e Legittima vendetta (Razorblade Tears) iniettano nel genere tematiche urgenti e viscerali: il razzismo sistemico, la povertà cronica, l'omofobia interiorizzata e il peso della maschilità tossica. I protagonisti del thriller contemporaneo non lottano solo contro i criminali, ma contro istituzioni storicamente ostili e contro i propri radicati pregiudizi, dimostrando che la vera suspense nasce dallo scontro tra la disperazione personale e la durezza del mondo reale.

📌 La Classifica dei 50 Migliori Thriller del XXI secondo il NY Times
Ecco la rassegna completa dei 50 romanzi selezionati dal New York Times, thriller letti in tutto il mondo, diventati anche serie TV o film per il cinema e che sono considerati la punta più avanza del genere da parte dei critici coinvolti in giuria.

Il Podio e i Capolavori Assoluti (Posizioni 1-10)
Dai vertici del domestic thriller alle atmosfere del noir d'autore e della cospirazione politica: dieci pietre miliari che hanno riscritto le regole della suspense contemporanea.

L'amore bugiardo (Gone Girl) - Gillian Flynn (2012)
Nel giorno del loro quinto anniversario di matrimonio, la bella e brillante Amy Elliott scompare improvvisamente dalla sua casa in Missouri. La scena del crimine presenta evidenti segni di colluttazione e tracce di sangue mal ripulite. Suo marito Nick Dunne, un ex giornalista rimasto disoccupato e visibilmente distaccato, si professa innocente, ma il ritrovamento del diario segreto di Amy ne svela i lati oscuri e violenti. Tra la pressione dei media e la caccia all'uomo orchestrata dalla polizia, la narrazione si divide a metà: da un lato la disperata ricerca di Nick, dall'altro una scioccante manipolazione premeditata che smonta il mito della coppia perfetta per rivelare una spietata guerra psicologica senza esclusione di colpi.

Mystic River - Dennis Lehane (2001)
Nella periferia operaia di Boston degli anni '70, la vita di tre ragazzini (Jimmy, Sean e Dave) viene segnata per sempre quando uno di loro (Dave) viene caricato su un'auto da due sconosciuti e sottoposto a tremendi abusi prima di riuscire a scappare. Venticinque anni dopo, le loro strade si incrociano nuovamente per un incubo speculare: Katie, la figlia diciannovenne di Jimmy, ormai un temuto criminale locale, viene brutalmente assassinata. Sean, diventato detective della Polizia di Stato, si occupa delle indagini ufficiali, mentre Jimmy scatena la sua giustizia privata paralitica. I sospetti ricadono proprio su Dave, uomo spezzato e schivo, tornato a casa la notte del delitto con le mani insanguinate e una storia che non convince nessuno.

Nel bosco (In the Woods) - Tana French (2007)
Nell'estate del 1984, tre bambini entrano in un bosco nei pressi di Knocknaree, vicino a Dublino, per giocare, ma solo uno di loro viene ritrovato: Adam, avvinghiato a un albero con le scarpe piene di sangue e nessun ricordo di quanto accaduto. Più di vent'anni dopo, Adam ha cambiato nome in Rob Ryan ed è diventato un detective della Squadra Omicidi. Quando il corpo di una ragazzina di dodici anni, Katy Devlin, viene rinvenuto nello stesso bosco sopra un altare sacrificale di uno scavo archeologico, Rob accetta il caso insieme alla collega Cassie Maddox. Costretto a nascondere il proprio passato, il detective scava in un'indagine speculare che riapre le sue ferite rimaste senza risposta.

Uomini che odiano le donne - Stieg Larsson (2008)
Mikael Blomkvist, un autorevole giornalista d’inchiesta finito alla gogna mediatica per una condanna di diffamazione, viene ingaggiato dal vecchio industriale Henrik Vanger. L'incarico è insolito: fare luce sulla scomparsa della nipote Harriet, svanita nel nulla quarant'anni prima dall'isola di Hedeby durante un raduno di famiglia. Per districarsi tra l'archivio Vanger e i segreti di una dinastia macchiata dal nazismo, Blomkvist viene affiancata da Lisbeth Salander, una hacker ventiquattrenne socialmente inadattabile, tatuata e geniale. Insieme scoprono una scia di efferati omicidi a sfondo religioso commessi ai danni di donne, collegati alle attività nascoste della famiglia.

Non è un paese per vecchi - Cormac McCarthy (2005)
Mentre caccia antilopi nei pressi del Rio Grande, il saldatore e reduce dal Vietnam Llewelyn Moss sbatte contro la scena di una transazione di droga andata a finire in un massacro. Tra le auto abbandonate scopre diversi cadaveri, un carico di eroina e una valigetta contenente oltre due milioni di dollari in contanti. Deciso a tenersi il bottino, Moss mette in fuga la sua famiglia, scatenando la caccia spietata di Anton Chigurh, uno spietato assassino psicopatico che decide il destino delle sue vittime affidandosi al lancio di una moneta. Sulle tracce di entrambi si muove l'anziano sceriffo Ed Tom Bell, un uomo deluso e sopraffatto da una violenza moderna che non riesce più a comprendere né a contenere.

Korede è un'infermiera metodica, perfezionista e riservata che vive a Lagos, mentre sua sorella minore Ayoola è una ragazza meravigliosa, egocentrica e pericolosa. Ayoola ha un piccolo difetto: tende a uccidere i propri fidanzati. Ogni volta che la ragazza invoca la "legittima difesa", Korede interviene prontamente con guanti di gomma, candeggina e un bagagliaio capiente per smaltire i cadaveri e ripulire le scene del crimine. L'equilibrio morbosamente protettivo tra le due crolla quando Ayoola posa gli occhi su Tade, un medico affascinante e gentile dell'ospedale in cui lavora Korede, della quale quest'ultima è segretamente innamorata da anni. Korede dovrà scegliere se proteggere il suo amore o coprire ancora una volta la sorella sociopatica.

Nell'estate del 1975, ad Adirondacks, la tredicenne Barbara Van Laar scompare dalla sua cameretta nel campo estivo di proprietà della sua ricca e potente famiglia. Il caso scuote l'intera comunità, anche perché quattordici anni prima, nel 1961, lo stesso bosco inghiottì il fratello maggiore di Barbara, Bear, senza lasciare mai alcuna traccia. Le indagini della polizia locale e dei federali mettono a nudo i forti squilibri di classe tra i proprietari del campo, lo staff di lavoratori e gli abitanti del luogo, rivelando una ragnatela di risentimenti, alcolismo, segreti matrimoniali e il ritratto di una madre devastata dal dolore, mentre il tempo per ritrovare la ragazza viva corre inesorabile.

Ike Randolph è un uomo nero che ha pagato il suo debito con la giustizia ed è diventato un imprenditore rispettato. Buddy Lee è un uomo bianco, povero, con problemi di alcolismo e anni di prigione alle spalle. L'unica cosa che li unisce è il dolore di aver perso i propri figli, Isiah e Derek (sposati tra loro e padri di una bimba), massacrati a colpi di pistola da un commando di sicari. Entrambi i padri non avevano mai accettato l'omosessualità dei figli, ma sopraffatti dal senso di colpa e dalla lentezza delle indagini ufficiali, uniscono le forze. Armati fino ai denti, intraprendono una brutale spedizione punitiva nelle campagne della Virginia per scovare i mandanti del duplice omicidio.

Un covo di bastardi (Slow Horses) - Mick Herron (2010)
Slough House è il purgatorio del servizio segreto britannico (MI5), dove gli agenti che hanno commesso errori imperdonabili (chiamati "ronzini") vengono confinati a svolgere noiosi compiti burocratici nell'attesa che si dimettano. A capo di questa manica di falliti c'è Jackson Lamb, un veterano della Guerra Fredda rozzo, cinico e trasandato. Quando un giovane ragazzo musulmano viene rapito da un gruppo estremista di destra che minaccia di decapitarlo in diretta streaming, il ronzino River Cartwright intravede l'opportunità di riscattarsi. Ma ciò che sembra un tragico atto d'odio si rivela in realtà una macchinazione ad altissimo livello orchestrata dai vertici di Regents Park per coprire un proprio disastro operativo.

Texas Blues (Bluebird, Bluebird) - Attica Locke (2017)
Darren Mathews è un Texas Ranger di colore cresciuto nelle contee orientali dello stato, lacerato dal contrasto tra l'amore per la sua terra e la radicata violenza razziale del posto. Sospeso dal servizio per aver aiutato un vecchio amico in un caso ambiguo, Darren si reca nella cittadina rurale di Lark lungo la Highway 59.

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Francesco Guccini, l'ultimo dono è il romanzo "Calde le pere": di cosa parla e quando uscirà


Francesco Guccini, l'ultimo dono è il romanzo "Calde le pere": di cosa parla e quando uscirà
È nato da un brogliaccio ed è un omaggio alle parole del dialetto e ai luoghi dell'Appennino

👉 fonte: La Nuova Sardegna

Francesco Guccini ha lavorato fino agli ultimi giorni a un nuovo libro che ora uscirà postumo agli inizi di settembre, come anticipa l'Adnkrons: si intitolerà Calde le pere. Storia di un fiume e di una integerrima fanciulla e sarà pubblicato ancora una volta, come la gran parte dei suoi romanzi, dall'editore Giunti.
Il cantautore e scrittore, in una dichiarazione contraddistinta da una chiusa struggente e poetica, raccolta da Paolo Iacuzzi, l'editor che lo ha accompagnato nell'ultima avventura letteraria, presentava così l'opera il 23 luglio scorso: «Calde le pere è nato da un brogliaccio di cui mi ha parlato un mio amico, che ne ricavò anche uno spettacolo di cabaret. Le due storie che mi ha raccontato, quella della ragazza in bicicletta e quella della fanciulla illibata che rimane incinta facendo il bagno nel Reno, mi hanno molto affascinato. Casalecchio sul Reno era allora il Lido di Bologna, con oltre diecimila presenze al giorno d'estate, tanto che dagli anni Trenta ai Cinquanta venivano stampate delle cartoline dove si vede che la chiusa sul Reno che aveva creato un ampio bacino balneabile».
Il libro parte come partiva Vola Golondrina, l'ultimo giallo che Guccini ha scritto con Loriano Macchiavelli: «Lì c'era il passaggio di un motociclista misterioso che distribuiva dei volantini; qui invece c'è una ragazza in bicicletta, evidentemente una prostituta, figura speculare a quella della maîtresse che alla fine di questo libro veste i panni di una ginecologa ante litteram. Ho sempre amato lo scaturire della narrazione da un evento scatenante, o dall'irruzione di un deus ex machina, quasi un colpo di teatro. Come in diversi altri miei romanzi ho poi suddiviso il libro in quadri, dando loro un titolo e una didascalia ironica come avrebbero fatto alcuni dei miei autori più amati, da Sterne a Jerome».
«Nel racconto c'è anche un omaggio a Pavana, quando mi abbandono all'immaginazione poetica della brezza che dalla sorgente del Reno sull'Appennino pistoiese spira attraverso boschi e prati: lì ho voluto nominare erbe, fiori e frutti con gli stessi termini pavanesi che si ritrovano nelle Cròniche epafàniche e in Tralummescuro, perché le parole sono importanti e il loro suono è quello con cui abbiamo imparato ad amare le cose. È importante per me conservare le parole del dialetto, salvare tutti quei nomi - ha dichiarato Guccini nella sua ultima dichiarazione dettata per il libro postumo -. Il Reno, poi, è il fiume della mia vita, che ho fatto protagonista di tante mie canzoni, ma che in realtà come il Danubio di Claudio Magris nasce dallo sgocciolare di un rubinetto sull'Appennino. In queste pagine ho voluto ricordare anche le sue vicende epiche, domandarmi se sia mai esistita una marineria del Reno… Se ci penso, è l'altro asse che incrocia quello della Via Emilia: forse, disteso in quel fiume, con la testa tra i prati di Pavana, i piedi verso Modena e Bologna, le braccia ad abbracciare i boschi, ci sono anche io».
Fino all'ultimo intento alla sua opera con la passione, il sarcasmo e uno sguardo sul mondo disincantato ma non cinico Francesco Guccini - nelle parole dell'editore Giunti -, "era scrittore vero, in grado di raccontare figure meravigliose di oggi come di ieri, capace di spaziare tra i generi, un intellettuale che ha saputo osservare e cantare la mutazione del Paese dagli anni del Dopoguerra a oggi. Leggerlo, ascoltarlo è sempre stato come entrare nelle stanze più riposte della memoria, ritrovare un senso di collettività e di appartenenza per poi affrontare il presente. La sua voce capace di unire spunti autobiografici, cronaca, grande e piccola storia, nelle canzoni e nei suoi libri, ha accompagnato generazioni".

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giovedì 6 agosto 2026

Sette libri per una settimana: noir agghiaccianti a effetto rinfrescante


Sette libri per una settimana: noir agghiaccianti a effetto rinfrescante
Trame raggelanti per un'estate da brividi

👉 fonte: Elle

Per la nota legge per cui gli opposti si attraggono, non c'è nulla di più piacevole che approfittare del confortevole relax delle vacanze per vivere deliziosi momenti di puro terrore. Tutto ciò che serve è un thriller che ci catturi nello spazio sicuro delle sue pagine. Non un thriller qualsiasi, ma tendente decisamente al noir: storie nere e inquietanti, capaci di regalarci i brividi di cui abbiamo bisogno per rinfrescarci dalle ennesime ondate di calore.

Tutti i colori del buio di Chris Whitaker
Un ragazzino nato con un occhio solo con una passione per i pirati che lo salva dal bullismo, viene rapito da un misterioso individuo. Resterà prigioniero per mesi, ma quel trauma lo segnerà per sempre, spingendolo alla ricerca della verità. Tutti i colori del buio di Chris Whitaker è un noir di grande spessore, intenso e poetico, ambientato in una cittadina tra i boschi del Missouri, che parla di trauma, ossessioni, immaginazione e amicizia.

Miami purity di Vicki Hendricks
La protagonista di Miami Purity di Vicki Hendricks, Blackie, è una femme fatale indimenticabile: ex spogliarellista dal passato violento, ha deciso di rifarsi una vita trovando lavoro in una lavanderia, ma qui l'aspetta un incontro fatale, ad alto tasso di erotismo. Scritto nel 1995, è il romanzo d'esordio di un'autrice considerata erede di James M. Cain di Il postino suona sempre due volte, che reinterpreta il noir più torbido e audace. E se ancora non bastasse, James Ellroy ha definito questo libro un capolavoro.

Non ballare con il diavolo di Ace Atkins
Il pericolo peggiore, a volte, è proprio accanto a noi: lo scopre a sue spese Addison, personaggio principale di Non ballare con il diavolo di Ace Atkins, la cui vita perfetta nella buona società di Menphis si spezza alla scomparsa del marito, un uomo che non è affatto chi credeva di conoscere. Un noir disincantato in salsa sudista, tra loschi affari, misteri e complotti.

Cemento e sangue di Carlo Calabrò
A San Paolo, motore economico del Brasile, un giornalista scopre per caso il cadavere di un suo amico ambientalista nelle acque fetide del Rio Pinheiros. Nell'indifferenza della polizia, spetterà a lui cercare il colpevole, tra altre morti sospette. Inizia così Cemento e sangue di Carlo Calabrò, un noir sociale che indaga sulle connessioni tra potere, denaro e violenza in un Paese che fa fatica a cambiare. L'autore ha vissuto in Brasile, dove ambienta i suoi thriller raccontandone le contraddizioni.

Solak di Caroline Hinault
Con uno stile crudo e potente Caroline Hinault in Solak, Gallucci ci porta oltre il Circolo polare artico, in una base scientifica che è anche una sorta di colonia penale, dove tre uomini cercano di sopravvivere al gelo, agli orsi e alla solitudine. L'arrivo di un nuovo ospite, un ragazzino gracile e muto, scatenerà gli istinti peggiori. Un notevole esordio pieno di raggelante tensione.

Il silenzio di Atalanta di Kirsten Sundberg Lunstrum
Anche in Il silenzio di Atalanta di Kirsten Sundberg Lunstrum ambientato nei dintorni di Seattle nel 1951, c'è un personaggio che non parla, una ragazzina selvaggia e misteriosa, trovata nei boschi che circondano una prigione che sorge su un'isola. A occuparsene viene chiamata un'esperta in apprendimento del linguaggio abituata a farsi largo in un mondo di uomini. Aiutando la bambina, forse, aiuterà anche se stessa.

In attesa della nuova stagione di Slow Horses, ecco l'ultimo capitolo di Le indagini di Jackson Lamb, il ciclo di spy story tinte di nero di Mick Herron, da cui è tratta la serie prodotta da Apple TV. In Joe Country ritroviamo l'eccentrico agente in disgrazia, eppure geniale, e la sua squadra di "brocchi", ciascuno con i propri demoni e gli incompresi talenti, che dallo scalcinato quartier generale della Casa del pantano dovranno affrontare un'ennesima resa dei conti.

Sono ben 12 le miniserie di Harlan Coben da vedere su Netflix: ecco quali sono e cosa raccontano


Sono ben 12 le miniserie di Harlan Coben da vedere su Netflix: ecco quali sono e cosa raccontano
Prima del recente successo di Ovunque tu sia, Netflix ha portato in tv altri 11 romanzi di Harlan Coben. Ecco tutte le miniserie da vedere e cosa raccontano

👉 fonte: Coming Soon

Che bella l'estate, quando si ha un po' di tempo libero in più. Se questo è il vostro caso, un buon modo per passare un po' di quel tempo è guardando un'appassionante miniserie tratta da un romanzo dell'affermato Harlan Coben. Il formato è perfetto per il periodo: pochi episodi per una storia che ha sempre un inizio e una fine, da gustarsi in uno o due pomeriggi, passati preferibilmente al fresco e sempre con il fiato sospeso. Perché lo scrittore americano è un maestro nella costruzione della suspense, che eccelle nei colpi di scena ben orchestrati e nella gestione del ritmo. I suoi libri, diventati nel tempo 12 miniserie di Netflix, parlano di misteri che nascono nel passato, di persone comuni in situazioni straordinarie e di segreti familiari e identità nascoste. Che siate o meno tra coloro che hanno contribuito al successo della recente Ovunque tu sia, diventata la nuova serie più vista del 2026 sulla piattaforma, ecco tutti gli adattamenti dei thriller di Coben disponibili su Netflix.

The Stranger (2020)
Adam Price (Richard Armitage) è un avvocato e padre di famiglia che conduce una vita apparentemente perfetta con la moglie Corinne e i loro due figli. Tutto cambia quando, durante una partita di calcio, una sconosciuta gli rivela un segreto sconvolgente su sua moglie: una verità che mette in discussione il loro matrimonio e lo spinge a cercare risposte. Mentre Adam indaga, Corinne scompare improvvisamente senza lasciare tracce. La sua ricerca si intreccia con una serie di altri misteri che coinvolgono gli abitanti della cittadina: ricatti, identità nascoste, omicidi e segreti sepolti da anni. Parallelamente, la detective Johanna Griffin (Siobhan Finneran) conduce un'indagine su un caso apparentemente scollegato, che finisce col connettersi agli eventi principali.

Estate di morte (2020)
Nel 1994, durante un campeggio estivo, quattro adolescenti si inoltrano in un bosco: due vengono trovati assassinati, mentre Kamila, sorella di Paweł Kopiński, e il suo amico Artur scompaiono senza lasciare tracce. Venticinque anni dopo, Paweł, ormai procuratore, è chiamato a identificare il corpo di un uomo che sembra essere proprio Artur. La scoperta riaccende la speranza che Kamila possa essere ancora viva e lo spinge a riaprire il caso. Tra indagini, ricordi e continui salti temporali tra passato e presente, emergono segreti di famiglia, vecchi rancori e verità rimaste sepolte per decenni, fino a ricostruire ciò che accadde davvero in quella tragica notte nel bosco.

Suburbia Killer (2021)
Nove anni dopo aver ucciso accidentalmente un uomo durante una rissa, Mateo Vidal (Mario Casas) ha finalmente ricostruito la propria vita insieme alla moglie Olivia. Proprio quando il loro futuro sembra sereno, una telefonata e un inquietante video provenienti dal numero di Olivia fanno riemergere il passato e danno inizio a un incubo. Mentre Mateo cerca disperatamente di scoprire la verità, l'ispettrice Lorena Ortiz indaga sulla morte sospetta di una suora, un caso destinato a intrecciarsi con la sua vicenda. Tra identità nascoste, ricatti, corruzione e segreti sepolti, ogni rivelazione cambia la prospettiva sugli eventi, conducendo a un finale che ricompone un intricato mosaico di colpi di scena.

Svaniti nel nulla (2021)
Dieci anni dopo la morte del fratello Fred e dell'ex fidanzata Sonia in una tragica notte mai del tutto chiarita, Guillaume Lucchesi cerca di rifarsi una vita con Judith. Quando però anche Judith scompare improvvisamente, Guillaume avvia un'indagine personale che lo conduce tra segreti di famiglia, vecchi tradimenti e verità rimaste nascoste per anni. Ogni scoperta mette in discussione ciò che credeva di sapere sul passato e sulle persone a lui più vicine, fino a svelare il legame tra la tragedia di 10 anni prima e la nuova sparizione.

Stay Close (2021)
Quando Carlton Flynn scompare, esattamente 17 anni dopo un altro misterioso caso irrisolto, le vite di tre persone si intrecciano: Megan (Cush Jumbo), una madre che nasconde un'identità passata; Ray (Armitage), un fotografo tormentato dai rimpianti; e il detective Broome (James Nesbitt), ancora ossessionato dalla vecchia indagine. Mentre emergono nuove prove, segreti sepolti, bugie e vecchi crimini riaffiorano, costringendo tutti a confrontarsi con eventi che credevano di essersi lasciati alle spalle. La ricerca della verità porta a una serie di colpi di scena fino a rivelare cosa accadde davvero molti anni prima.

Fidati di me (2022)
In un quartiere esclusivo di Varsavia, la vita di Anna e Michał viene sconvolta dalla morte improvvisa del giovane Igor, amico del loro figlio Adam. Poco dopo, Adam scompare misteriosamente, spingendo i genitori a cercarlo disperatamente mentre la polizia avvia un'indagine sempre più complessa. Nel tentativo di scoprire cosa sia accaduto, emergono segreti nascosti, bugie e relazioni mai rivelate che coinvolgono diverse famiglie della comunità. Man mano che le indagini avanzano, il caso si intreccia con misteri più profondi legati ai giovani, agli adulti che li circondano e a un passato che torna a chiedere il conto, fino a rivelare una rete di verità inquietanti e inaspettate.

Dopo aver visto il marito Joe assassinato, Maya Stern (Michelle Keegan) cerca di ricostruire la verità su quella notte, ma poco dopo scopre qualcosa di sconvolgente: una telecamera nascosta in casa le mostra Joe (Armitage) ancora vivo. Sconvolta e determinata a capire cosa stia accadendo, Maya inizia un'indagine che la porta a scavare nel passato del marito e della propria famiglia. Tra segreti, sospetti e vecchie ferite mai rimarginate, emerge una rete di bugie che coinvolge persone insospettabili. La ricerca della verità la costringe ad affrontare ricordi dolorosi e a mettere in dubbio tutto ciò che credeva di sapere.

Missing You (2025)
Undici anni dopo la scomparsa del suo fidanzato Josh, la detective Kat Donovan (Rosalind Eleazar) si è costruita una nuova vita, ma non ha mai smesso di cercare risposte. Quando, su un sito di incontri, vede il volto di Josh (Ashley Walters) tra i profili disponibili, il passato torna improvvisamente a galla. Decisa a scoprire perché sia ricomparso dopo tanto tempo, Kat inizia un'indagine che la conduce verso segreti familiari, vecchi crimini e verità dolorose. La ricerca si intreccia con il caso dell'omicidio di suo padre, un evento che ha segnato profondamente la sua vita e che potrebbe essere collegato ai misteri che sta cercando di svelare. Tra identità nascoste, inganni e rivelazioni inattese, Kat deve affrontare il passato per scoprire cosa sia realmente accaduto a Josh e alla sua stessa famiglia.

Un solo sguardo (2025)
La vita di Greta sembra perfetta finché una misteriosa fotografia, comparsa tra alcune immagini appena sviluppate, non mette tutto in discussione: nello scatto c'è suo marito Jacek insieme a persone che lei non ha mai visto e che appartengono a un passato oscuro. Quando Greta cerca spiegazioni, Jacek nega di essere l'uomo nella foto e poco dopo scompare nel nulla. Determinata a ritrovarlo, Greta inizia a indagare, scoprendo segreti sepolti, identità nascoste e collegamenti con un evento traumatico che ha segnato la sua vita anni prima. La ricerca della verità la trascina in una rete di misteri e pericoli in cui nulla è come sembra.

Atrapados - In trappola (2025)
La giornalista investigativa Ema Garay è conosciuta per le sue inchieste contro criminali e persone sfuggite alla giustizia. Quando una ragazza adolescente scompare a Bariloche, Ema decide di occuparsi del caso e punta l'attenzione su Leo Mercer, un assistente sociale apparentemente rispettato ma presto diventato il principale sospettato. Mentre cerca di scoprire cosa sia realmente accaduto, Ema si trova coinvolta in un'indagine che mette alla prova il suo intuito, la sua reputazione e i suoi rapporti personali. Tra accuse, sospetti e rivelazioni, la giornalista deve distinguere le apparenze dalla realtà per arrivare alla verità sulla scomparsa della giovane.

Fuga (2026)
Simon Greene (Nesbitt) conduce una vita apparentemente stabile, ma tutto cambia quando la figlia adolescente Paige (Ellie de Lange) scappa da casa. Dopo averla ritrovata in circostanze drammatiche, Simon viene trascinato in una vicenda molto più complessa, che coinvolge un omicidio e un mondo criminale nascosto dietro la quotidianità della sua famiglia. Nel tentativo di riportare Paige al sicuro, l'uomo si trova costretto a mettere in discussione le persone di cui si fidava e a confrontarsi con verità scomode sul passato dei suoi cari. Parallelamente, l'investigatrice Elena Ravenscroft segue una pista legata a un'altra scomparsa, scoprendo collegamenti inattesi tra i diversi casi.

Ovunque tu sia (2026)
David Burroughs (Sam Worthington) sta scontando l'ergastolo per l'omicidio del figlio Matthew, un crimine che continua a sostenere di non aver commesso. La sua vita in carcere cambia quando la cognata Rachel (Britt Lower), giornalista investigativa, gli mostra una fotografia che sembra rivelare una possibilità sconvolgente: il bambino potrebbe essere ancora vivo. Convinto che dietro la tragedia si nasconda una verità diversa da quella emersa durante il processo, David decide di rischiare tutto per scoprire cosa sia realmente accaduto. La sua ricerca lo conduce attraverso una rete di segreti, inganni e vecchi legami familiari, mentre deve sfuggire a chi vuole impedirgli di arrivare alla verità.

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mercoledì 5 agosto 2026

Donato Carrisi: «Il male è il vero motore di ogni racconto». Guida a tutti i suoi libri, dal primo al prossimo


Donato Carrisi: «Il male è il vero motore di ogni racconto». Guida a tutti i suoi libri, dal primo al prossimo

👉 fonte: Style Magazine

«È il male il vero motore della storia». La frase, attribuita al filosofo Georg Wilhelm Friedrich Hegel, viene pronunciata dal professor Loris Martini (Alessio Boni) davanti ai suoi studenti in La ragazza nella nebbia. È il film che Donato Carrisi ha diretto nel 2017, tratto dal suo omonimo bestseller. E con cui, l'anno successivo, ha conquistato il David di Donatello come miglior regista esordiente.
Nel romanzo, però, la battuta è leggermente diversa: «È il male il vero motore di ogni racconto». Un'affermazione che sintetizza perfettamente la poetica di Carrisi e che lo scrittore ama ripetere anche nelle interviste. «Il male il più delle volte è inspiegabile. Ci illudiamo che leggendo i thriller, i noir o ascoltando le storie di true crime sapremo riconoscerlo nella vita reale. Ma quasi mai accade, perché la caratteristica principale del male è proprio la sua capacità di mutare e di continuare a sorprenderci», mi raccontò qualche tempo fa durante una conversazione.
Il male è l'ossessione di Donato Carrisi. Il filo rosso che attraversa la sua produzione: 17 libri (uno per bambini), 16 romanzi, tutti di successo, tutti pubblicati da Longanesi, la sua casa editrice. In totale, oltre 20 milioni di copie vendute anche all'estero. L'ultimo, La bugia dell'orchidea, uscito l'11 novembre 2025 è stato il libro più richiesto durante il periodo natalizio. Ancora sosta stabile tra i 50 libri di narrativa più letti nell'anno e tra i bestseller di categoria nelle piattaforme digitali. Nella mia biblioteca ci sono 50 copie e 150 persone in lista d'attesa per leggerlo mentre sto scrivendo questo articolo. Mentre su Audible è sempre tra gli ascolti più popolari.
L'ultimo romanzo di Donato Carrisi è La bugia dell'orchidea. Si apre con una strage familiare in un casale di campagna. Il padre confessa di avere ucciso la moglie e i figli. Dieci anni dopo una scrittrice di thriller che vuole rimanere anonima e appartata riceve un plico con un ritaglio sul caso. Incuriosita, decide di indagare. "Questo libro ha un segreto. Chi l’ha scritto ha un segreto. Chi lo legge avrà un segreto. E nessuno sarà più lo stesso", scrive Donato Carrisi nelle prime pagine del libro.
È un libro nel libro: sfilando la sovra-copertina si scopre un altro titolo, Labia sericea, e un altro autore: Victoria Anthon. È la voce narrante. La scrittrice di thriller. L'atmosfera è al solito cupa e claustrofobica, e il mistero prevale.

Donato Carrisi: quale sarà il suo prossimo libro
Ancora non si sa quando arriverà. Ma lo sta scrivendo, come ha detto a Candida Morvillo sul Corriere della Sera: «Io scrivo sempre. Scrivo nella mia testa anche quando non scrivo con le mani. Se smettessi morirei in pochissimo tempo».

▪ Tutti libri di Donato Carrisi in ordine cronologico, compresa la trilogia di Marcus
Il primo libro di Donato Carrisi pubblicato da Longanesi nel 2009 è Il suggeritore, con il quale ha vinto il Premio Bancarella. È l'indagine sulla scomparsa di sei bambine rapite da un serial killer. La squadra speciale che investiga svela poi una rete criminale e una mente manipolatrice a capo di tutto. Un romanzo dalla forte tensione che è stato accolto molto bene dalla critica.
Il tribunale delle anime (2011) è ambientato a Roma. Due indagini parallele che finiscono per intrecciarsi: un misterioso cacciatore che cerca una ragazza scomparsa e un'agente della Scientifica che indaga sulla morte del marito.
Nel 2012 pubblica La donna dei fiori di carta, ambientato durante la Prima Guerra Mondiale. Protagonisti un medico militare e un prigioniero italiano che sta per essere giustiziato. E un racconto che ha a che fare con un amore ossessivo e a un certo punto si parla anche del Titanic.
L'ipotesi del male del 2013, è considerato da Carrisi il romanzo gemello di Il suggeritore. Protagonista è ancora Mila Vasquez.
Nel 2014 esce Il cacciatore del buio, sequel de Il tribunale delle anime e prequel de Il maestro delle ombre. Protagonista della trilogia è Marcus, il cacciatore che è in realtà un prete senza memoria che indaga sul male. Con lui c'è Sandra, agente della Scientifica. Uniscono le forze per dare la caccia a un serial killer che terrorizza le coppie.
È del 2015 La ragazza nella nebbia, il suo più grande successo, grazie anche al film. La storia della scomparsa di Anna Lou, del circo mediatico, del professor Martini e dello psicanalista ha venduto oltre un milione e mezzo di copie.
Nel 2016 scrive Il maestro delle ombre, dove ritroviamo gli stessi personaggi de Il tribunale delle anime.
In L'uomo del labirinto (2017) torna l'investigatrice di polizia specializzata in persone scomparse Mila Vasquez. Un rapitore seriale e un'ondata di caldo anomala che costringe le persone a vivere solo di notte.
Nel 2018 pubblica Il gioco del suggeritore che è il quarto del ciclo di Mila Vasquez dopo Il suggeritore, L'ipotesi del male e L'uomo del labirinto.
La casa delle voci (2019) inaugura una serie con un nuovo personaggio: lo psicologo Pietro Gerber. È specializzato in ipnosi per la cura dei bambini. Conosciuto a Firenze come "l'addormentatore di bambini", lavora a Firenze. Protagonista è una donna convinta di avere commesso un crimine durante la sua infanzia.
Del 2020 è Io sono l'abisso, anche questo un successo, anche questo un film e un serial killer che fa davvero paura. Insieme a lui ci sono però un'adolescente ferita e una donna che ha subito un trauma.
Nel 2021 pubblica La casa senza ricordi e nel 2022 La casa delle luci. Entrambi sequel de La casa delle voci con protagonista Pietro Gerber.
L'educazione delle farfalle (2023): anche qui scompare una bambina e c'è una madre disperata che cerca la verità e indaga anche su di sé.
La casa dei silenzi del 2024 fa parte del ciclo con protagonista Pietro Gerber.
L'ultimo libro, pubblicato a novembre 2025 è La bugia dell'orchidea: un thriller strano, un gioco di specchi. Donato Carrisi finge che sia stato scritto da un'autrice solitaria e tormentata che riceve una lettera e si mette a indagare su una strage familiare in un casale di campagna.

▪ Da quale libro iniziare a leggere Donato Carrisi?
Risposta impossibile. I romanzi di Donato Carrisi piacciono perché sono avvincenti, hanno una scrittura che tiene col fiato sospeso. Ed è capace di fare immergere il lettore nella psicologia dei personaggi. Anche perché affrontano tematiche che fanno parte della natura umana. L'ambiguità del bene e del male, le paure ancestrali, le nostre ossessioni, il labile confine tra realtà e inganno. C'è sempre una zona grigia, uomini fragili, isolati o incompresi che compiono gesti estremi. C'è sempre un gioco di specchi, dubbi che nascono nel lettore, elementi che lo confondono.
Verità che sviano, trappole emotive. C'è il passato che domina le esistenze dei suoi personaggi e influisce sulle scelte che fanno. Il disagio generato anche dalle condizioni atmosferiche (nebbia, pioggia, neve…). E poi il senso di spaesamento, le menzogne e i segreti. E l'infanzia: «Le mie paure si riflettono un po' in quello che scrivo. Sono le paure dell'infanzia, la paura del buio, di tutto ciò che è sconosciuto fino a quelle più contingenti, più presenti», ha detto.
- Il suggeritore (2009). Con questo esordio Donato Carrisi ha ridefinito il genere. Ci ha portati dentro alle zone più oscure del male e della mente e ha fatto capire a tutti cosa è capace di fare. Si apre con la macabra scoperta di sei braccia mozzate ed è una estenuante caccia all'uomo. Ma ogni volta la soluzione sembra sempre più lontana, la trama si infittisce, nuovi elementi e personaggi saltano fuori. La verità è molto più complessa e il mistero si infittisce quando la squadra speciale guidata dal criminologo Goran Gavila e dall'esperta Mila Vasquez scopre che l'assassino agisce come un suggeritore. E spinge altri a commettere i crimini.
- Il tribunale delle anime (2011). A Roma una studentessa viene rapita da uno spietato serial killer. Entra in gioco Marcus, un uomo che appartiene a un ordine segreto legato alla Chiesa ma che è tormentato perché ha appena perso la memoria in un incidente. È però addestrato a scovare il male e a interpretare anomalie. È un cacciatore del buio. Parallelamente seguiamo la vicenda di Sandra. È una foto-rilevatrice della Scientifica, fotografa i luoghi dove sono avvenuti fatti di sangue ed è addestrata per cercare indizi e colpevoli. Quando le strade di Marcus e Sandra si incontrano verranno fuori segreti terribili e un mondo parallelo malvagio.
- La ragazza nella nebbia (2015). Anna Lou, una ragazzina dai capelli rossi, scompare una sera avvolta dalla nebbia mentre si sta recando alla confraternita in un paesino in montagna. L'indagine è affidata all'ispettore Vogel, abituato a manipolare i media per attirare l'attenzione su di sé e sul caso. Un uomo privo di scrupoli che, pur di trovare un colpevole, accusa il professore del liceo del paese. Ma il caso è molto più intricato di così. Del resto, Donato Carrisi ci ha insegnato che la verità non è mai così evidente.
- La casa delle voci (2019). Pietro Gerber è un ipnotista fiorentino specializzato in traumi infantili. Viene contattato da una collega australiana per una paziente che è tormentata dal ricordo di un omicidio nella casa d'infanzia in Toscana. Si chiama Hanna Hall e Pietro decide di prenderla in cura anche se è già un'adulta. Ma il suo passato è complesso e per lui affascinante. Un'infanzia dove cambiava spesso nome. Genitori che le vietavano di parlare con gli estranei. L'obbedienza cieca a una voce. Con l'ipnosi ricostruisce il suo passato. Hanna è convinta di essere stata testimone, o addirittura autrice, di un omicidio, quando aveva 10 anni. Ma andando avanti con l'ipnosi Hanna rivela delle cose del passato di Pietro che lui non ha mai rivelato a nessuno… L'indagine si fa inquietante.
- Io sono l'abisso (2020). Tre personaggi le cui vicende si intrecciano. C'è un netturbino con gravi traumi infantili, convinto a commettere omicidi da una voce nella sua testa. Un'adolescente di buona famiglia, che ha un rapporto conflittuale coi genitori e che è stata manipolata da un ragazzo più grande, che tenta il suicidio e viene salvata dal netturbino. Una donna psicologicamente ferita ed emarginata dagli altri abitanti del paese che indaga sui fatti di violenza sulle donne. Il destino li farà incontrare fino a un epilogo che non ti aspetti.

"Yesteryear": perché tutti parlano di un libro che non è ancora uscito


Yesteryear: perché tutti parlano di un libro che non è ancora uscito
Prima ancora di arrivare nelle librerie del nostro Paese, il romanzo più chiacchierato dell'anno è già un caso editoriale e culturale: una storia di tradwives, nostalgia e identità femminile

👉 fonte: D - la Repubblica

Non capita spesso, ma alcune storie hanno il potere di diventare un caso ancora prima di essere raccontate. Yesteryear, il romanzo d'esordio di Caro Claire Burke, appartiene a questa rara categoria: negli Stati Uniti se ne parlava mesi prima dell'uscita in libreria, mentre in Italia, ancora prima che fosse disponibile in traduzione, era già finito nelle newsletter editoriali, nei video di BookTok e nelle discussioni online. Con somma gioia dei lettori e delle lettrici, la casa editrice Neri Pozza ha annunciato la pubblicazione per l'inizio del 2027, salvo poi anticiparla a novembre 2026, cavalcando l'entusiasmo generale. Nel frattempo, Anne Hathaway ne ha acquistato i diritti, diventando protagonista e produttrice di quello che sarà il riadattamento cinematografico, e sui social già circolano immagini generate con l'intelligenza artificiale che la ritraggono nei panni della protagonista di questa storia. Il suo immaginario è già ovunque, grazie a una trama potente e alla sua perfetta sincronizzazione con alcune delle tematiche contemporanee più calde.
Pubblicato negli Stati Uniti lo scorso aprile, il romanzo è diventato rapidamente un fenomeno editoriale. È stato scelto dal Good Morning America Book Club, l'autrice, pur essendo alla sua opera prima, è stata ospite del Late Night with Seth Meyers, è rimasto per settimane nella classifica dei bestseller del New York Times, ha raggiunto il primo posto nella classifica BookTok ed è diventato uno dei titoli più discussi nei gruppi di lettura e sui social. Come mai? Le recensioni insistono tutte su un punto: Yesteryear usa il thriller, la commedia nera e il viaggio nel tempo per parlare di questioni profondamente attuali.
Senza troppi spoiler, quello che sappiamo di Yesteryear è che la protagonista, Natalie Mills, è una delle più celebri influencer tradwife americane. Milioni di follower la osservano mentre impasta, cresce i figli, cucina tutto from scratch, vive in una idilliaca fattoria accanto ad un amorevole marito cowboy. Un'esistenza quasi fuori dal tempo, architettata alla perfezione per essere raccontata sui social grazie ad uno stuolo di collaboratori, tate, assistenti, e un attento lavoro di regia, illuminazione e montaggio. Un giorno accade qualcosa di inspiegabile: Natalie si risveglia davvero nel 1855, e scopre che essere una donna nel contesto rurale di quasi due secoli fa non ha nulla a che vedere con la fantasia che vende online. Scopre suo malgrado che quello che spaccia come idillio è in realtà una vita di fatiche, privazioni, subordinazione e sopravvivenza. Un incubo a cui la protagonista deve trovare un modo di fuggire.
Yesteryear è arrivato nel momento in cui il dibattito sui ruoli di genere e sul mito del ritorno ai "valori tradizionali" è più acceso che mai. E se c'è un fenomeno che sui social ha saputo trasformare questa discussione in aesthetic è proprio quello delle tradwives. Sono donne che raccontano una vita dedicata alla casa, ai figli, al marito, spesso intrecciando valori religiosi conservatori e un'estetica impeccabile. Per alcuni rappresentano un'alternativa al modello della donna contemporanea, costretta ad essere sempre produttiva e performante; per altri sono la versione patinata di un progetto culturale regressivo.
A renderle così controverse non è soltanto il modello di femminilità che propongono, ma anche il fatto che quella "spontaneità" è una costruzione accuratamente progettata. Dietro ai video di pane appena sfornato e i vestiti in lino si nasconde un intenso lavoro di produzione, contratti pubblicitari, strategie di marketing e ore e ore di montaggio. Altro che "come una volta": la semplicità per le tradwives è un prodotto, e un prodotto che genera molti introiti, almeno a giudicare dal successo di creator celebri come Nara Smith o di Hannah Neeleman, fondatrice di Ballerina Farm (il cui fatturato annuo si stima intorno ai 70 milioni di dollari).
Negli ultimi anni la nostalgia per il passato è diventata un terreno di battaglia culturale dentro un ecosistema che comprende la manosfera, i movimenti redpill, una parte della destra conservatrice, ambienti complottisti e tutti quei gruppi che guardano con sospetto ai cambiamenti degli ultimi decenni, dall'emancipazione femminile ai diritti civili, fino alla fiducia nella scienza e nelle istituzioni. In questo racconto la modernità avrebbe distrutto la famiglia, confuso i ruoli di genere, allontanato uomini e donne dalla loro presunta natura, per cui la risposta più adeguata sarebbe tornare indietro.
Le tradwives rappresentano il volto più instagrammabile di questa nostalgia. Non condividono necessariamente il linguaggio degli incel o della manosfera, ma finiscono per alimentare lo stesso immaginario ordinato e binario, nel quale uomini e donne hanno ruoli definiti e la felicità coincide con l'accettazione del proprio posto nel mondo. È proprio questo immaginario che Yesteryear mette alla prova: vi piace tanto il passato? Provate a viverci davvero.
Sono in molti a definirlo "geniale", il libro dell'anno, il romanzo che tutti devono leggere. C'è invece chi accusa Burke di aver tratteggiato una donna cristiana troppo piatta e stereotipata, e chi sostiene che un'idea narrativa brillante finisca per disperdersi nello sviluppo della trama. Le recensioni, insomma, non sono unanimi. Tuttavia, come accadde con Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood, il dibattito va oltre i meriti letterari del romanzo, perché a infiammare lettori e lettrici è soprattutto il suo nucleo tematico: i diritti delle donne, i ruoli di genere, il rapporto tra emancipazione e tradizione. Yesteryear non è un romanzo contro la nostalgia in sé, ma contro la nostalgia che diventa ideologia.
Burke prende quell'idea idealizzata del passato e la porta fino alle sue estreme conseguenze. Ma, in fondo, non sono le tradwives il suo bersaglio: è l'idea, sempre più diffusa, che basti guardare indietro per trovare risposte semplici a problemi complessi.
C'è, infine, un altro tema importante di cui Yesteryear si fa veicolo. Il romanzo riflette sul modo in cui costruiamo il presente, tra realtà manipolate, identità progettate e immagini studiate al millimetro. Burke intercetta una delle ossessioni più profonde del nostro tempo, ovvero il desiderio di apparire autentici e, allo stesso tempo, perfetti, impeccabili. E si chiede che cosa resti quando la messinscena finisce. Anche senza averlo ancora letto si intuisce dunque perché Yesteryear sia diventato un caso: al di là del suo valore letterario, il romanzo ha toccato diversi nervi scoperti del nostro tempo.

Un libro che va letto senza se e senza ma


Un libro che va letto senza se e senza ma

👉 fonte: La Nazione

Parliamoci chiaro. Togliamoci ogni velo di supponenza (chi ce l'ha, io no) e diciamolo ad alta voce: Il Codice Da Vinci è uno di quei libri che bisogna aver letto almeno una volta nella vita. E questo non vale solo se si amano i thriller. Vale a prescindere. Se si ama il romanzo storico, se si è curiosi di simbolismi e di religione, o se si è curiosi tout court. Basta avere la consapevolezza di non star leggendo un saggio (perché in quel caso c'è l'obbligo dell'autore di dire sempre la verità) ma un romanzo, un bellissimo romanzo che alla fine, dopo un turbinìo di eventi che si susseguono pagina dopo pagina, fa al meglio quello che un bel romanzo deve lasciare dietro di sé: fa fare un sacco di domande al lettore, che viene spinto ad andare oltre le pagine alla caccia di elementi legati al libro appena letto.
Dan Brown è stato davvero geniale in quest'opera, non solo per la creazione di un personaggio riuscitissimo come il professor Robert Langdon (che per tutti noi avrà sempre il volto di Tom Hanks a causa della fortunata trasposizione cinematografica del libro) ma anche per la fusione tra mistero, arte e simbolismo in una trama avvincente, in cui vengono sapientemente mescolati enigmi, segreti religiosi e rivelazioni sorprendenti. Al di là di quello che si possa pensare, si tratta di un'opera che ha segnato la cultura pop contemporanea e che continua a far discutere e appassionare. A mio modesto avviso, Il Codice Da Vinci svolge perfettamente la sua funzione primaria, che non è quella di informare, di essere un saggio storico o religioso (chi avanza al libro tale accusa non ha proprio capito cosa ha di fronte), ma quella di intrattenere, di regalare emozioni anche forzando la mano alla Storia con la esse maiuscola.
Temi complessi sviscerati con un linguaggio semplice, comprensibile a tutti, quello che peraltro dovrebbe fare sempre la Cultura, quella vera, cioè allargare gli orizzonti e uscire dai propri steccati, smettendo di fare l'errore che molti scrittori (e giornalisti) fanno: scrivere difficile per far vedere che sanno, loro, senza curarsi minimamente del lettore. Ecco, Il Codice Da Vinci è un libro bellissimo senza se e senza ma. Per quanto mi riguarda, è uno dei pochissimi libri che potrei leggere una seconda volta. Anche perché il film, ormai, lo so a memoria.

martedì 4 agosto 2026

I sette scrittori americani da leggere per scoprire thriller, misteri e storie costruite per tenere alta la tensione


I sette scrittori americani da leggere per scoprire thriller, misteri e storie costruite per tenere alta la tensione

👉 fonte: Agenda Online

Il delitto è spesso soltanto il punto di partenza. Nei migliori romanzi thriller americani, dietro un omicidio, una scomparsa o una cospirazione si nasconde quasi sempre qualcosa di più profondo: una città che protegge i propri segreti, una famiglia segnata dal passato, un sistema giudiziario imperfetto, un potere disposto a tutto pur di non essere smascherato.
È questa capacità di unire suspense e racconto della società ad aver reso alcuni scrittori americani punti di riferimento per generazioni di lettori. I loro libri thriller attraversano tribunali, quartieri popolari, basi militari, laboratori segreti e piccoli centri apparentemente tranquilli, mostrando un'America molto diversa da quella delle cartoline.
Leggerli significa entrare in storie costruite per tenere alta la tensione, ma anche incontrare personaggi costretti a scegliere tra legge e giustizia, verità e convenienza, paura e responsabilità. Da Michael Connelly a John Grisham, da Dennis Lehane a Stephen King, ogni autore ha trovato un modo personale di trasformare il mistero in letteratura.

Michael Connelly e la giustizia imperfetta di Los Angeles
Tra le strade di Los Angeles, Michael Connelly ha costruito uno degli universi narrativi più riconoscibili del crime contemporaneo. Prima di diventare romanziere ha lavorato come giornalista di cronaca nera, un'esperienza che si avverte nella precisione delle indagini, nella credibilità dei dialoghi e nell'attenzione riservata alle procedure della polizia e dei tribunali.
Il detective Harry Bosch, l'avvocato Mickey Haller e l'investigatrice Renée Ballard appartengono a storie differenti, ma condividono la stessa ostinazione. Non cercano soltanto un colpevole: tentano di correggere errori, riaprire casi dimenticati e restituire un nome a chi è stato cancellato troppo in fretta.
Nei romanzi di Connelly la giustizia non appare mai come un meccanismo perfetto. È fragile, esposta ai compromessi e affidata spesso alla coscienza di singoli individui. Il fascino delle sue storie nasce proprio da questa tensione continua tra ciò che dovrebbe accadere e ciò che realmente accade dentro un sistema attraversato da interessi, ambizioni e fallimenti.
Chi cerca indagini realistiche e personaggi destinati a evolversi libro dopo libro può partire dagli ultimi romanzi di Michael Connelly, nei quali il crime incontra questioni molto attuali, dall'uso dei dati personali alle responsabilità dell'intelligenza artificiale: La prova - Nessuna via d'uscita - L'attesa - Il giorno dell'innocenza - La stella del deserto - Le ore più buie - La legge dell'innocenza - La morte è il mio mestiere - La fiamma nel buio.

John Grisham e la tensione nascosta nelle aule di tribunale
Con John Grisham il thriller entra nelle aule giudiziarie, negli studi degli avvocati e nei luoghi in cui il confine tra legalità e giustizia diventa più difficile da riconoscere. Prima di dedicarsi alla scrittura, l'autore ha esercitato la professione forense: una conoscenza diretta che gli ha permesso di raccontare dall'interno procedure, pressioni, interessi economici e fragilità del sistema giudiziario americano.
Nei suoi romanzi la suspense non dipende soltanto dalla ricerca di un assassino. Può nascere da un testimone che conosce una verità pericolosa, da una giuria sottoposta a pressioni, da un giovane avvocato costretto a sfidare uno studio molto più potente o da una grande azienda pronta a difendere i propri interessi con qualsiasi mezzo.
In Il socio un brillante neolaureato scopre che il prestigioso studio legale nel quale è stato assunto nasconde legami criminali; Il cliente mette un ragazzo al centro di un caso troppo grande per lui; Il rapporto Pelican trasforma una ricerca giuridica in una minaccia capace di raggiungere i vertici del potere; Il momento di uccidere affronta invece il conflitto lacerante tra vendetta, coscienza e applicazione della legge.
Grisham costruisce i suoi thriller partendo da persone comuni che si trovano improvvisamente davanti a organizzazioni, istituzioni e interessi enormemente più forti. Il tribunale diventa così un campo di battaglia nel quale non contano soltanto le prove, ma anche il denaro, la capacità di influenzare l'opinione pubblica e il coraggio di sostenere una verità scomoda.
La selezione dedicata ai libri di John Grisham da leggere permette di entrare nella narrativa dell'autore che più di ogni altro ha reso il legal thriller americano un fenomeno editoriale internazionale: Il socio - Il cliente - La giuria - L'allenatore - La lista del giudice.

Dennis Lehane e le ferite nascoste dietro il crimine
Se Connelly osserva le crepe delle istituzioni, Dennis Lehane guarda soprattutto quelle lasciate nelle persone. La sua Boston non è un semplice sfondo, ma una presenza viva: quartieri operai, famiglie divise, amicizie deformate dal tempo e comunità nelle quali tutti sembrano conoscere qualcosa che preferiscono non raccontare.
Nei suoi romanzi il crimine porta quasi sempre alla luce una ferita precedente. Accade in Mystic River, dove l'omicidio di una ragazza riapre un trauma mai superato, e in Gone Baby Gone, costruito intorno a una domanda tanto semplice quanto dolorosa: rispettare la legge significa sempre compiere la scelta giusta?
Lehane non si limita a costruire un mistero. Mette i personaggi davanti alle conseguenze delle loro decisioni, mostrando quanto il passato continui a esercitare il proprio peso anche quando sembra ormai sepolto. Le sue storie procedono attraverso sospetti, silenzi e legami spezzati, fino a raggiungere verità che raramente offrono conforto.
È anche per questa densità morale che i romanzi di Dennis Lehane funzionano così bene al cinema. Registi come Clint Eastwood, Martin Scorsese e Ben Affleck hanno trovato nelle sue pagine non soltanto trame avvincenti, ma personaggi già carichi di conflitti, silenzi e colpe difficili da cancellare: Mystic River (La morte non dimentica) - Shutter Island - La casa buia (Gone baby, gone) - Un drink prima di uccidere - La legge della notte

James Patterson e il ritmo che non concede pause
Con James Patterson il ritmo cambia. I capitoli diventano brevi, le svolte narrative arrivano rapidamente e ogni finale sembra pensato per impedire al lettore di chiudere il libro. È una scrittura immediata, costruita sull'azione e sulla continua alternanza dei punti di vista.
Il personaggio più celebre è Alex Cross, psicologo e detective capace di entrare nella mente degli assassini senza rinunciare alla propria dimensione familiare. Accanto a lui Patterson ha creato numerose serie, come quella del Women's Murder Club e le indagini dell'agenzia Private, sviluppando una produzione vastissima che attraversa crime, azione e thriller psicologico.
Il suo successo dipende anche dalla capacità di rendere accessibili intrecci complessi, alternando indagini, minacce personali e colpi di scena. Nei suoi romanzi la tensione non cresce lentamente: irrompe fin dalle prime pagine e continua a cambiare direzione, trascinando il lettore dentro una corsa che raramente concede tregua.
La selezione dedicata ai libri di James Patterson da leggere rappresenta un buon ingresso nella sua narrativa per chi ama serial killer, investigatori ricorrenti e storie capaci di agganciare fin dall'inizio: Il collezionista - Primo a morire - Domeniche da Tiffany - Private - Maximum Ride. L'esperimento Angel.

Tom Clancy tra spionaggio, tecnologia e crisi internazionali
Con Tom Clancy il pericolo si sposta sullo scacchiere internazionale. I suoi romanzi hanno contribuito alla diffusione del techno-thriller, un genere nel quale spionaggio, geopolitica, intelligence e tecnologia militare diventano parti dello stesso meccanismo narrativo.
Il suo personaggio simbolo è Jack Ryan, analista della CIA chiamato a interpretare crisi che potrebbero modificare gli equilibri mondiali. In La grande fuga dell'Ottobre Rosso la tensione nasce dalla possibile diserzione di un sottomarino sovietico, mentre in altre opere terrorismo, cartelli della droga e conflitti politici trasformano le decisioni individuali in questioni di sicurezza nazionale.
Clancy costruisce storie dense di informazioni, strategie e dettagli tecnici. Dietro la complessità delle operazioni militari, però, rimane sempre centrale il ruolo degli uomini chiamati a interpretare segnali incompleti, assumersi responsabilità e decidere quando il confine tra prudenza e intervento è ormai stato superato.
I romanzi più conosciuti di Tom Clancy richiedono attenzione per la quantità di personaggi e scenari coinvolti, ma restituiscono al lettore la sensazione di entrare nelle stanze dove vengono prese decisioni invisibili al resto del mondo: La grande fuga dell'Ottobre Rosso - Attentato alla Corte d'Inghilterra - Pericolo imminente - Senza rimorso - I denti della tigre.

Stephen King e la paura nascosta nella vita quotidiana
È impossibile attraversare la narrativa americana della tensione senza incontrare Stephen King. Definirlo soltanto uno scrittore horror significa trascurare la parte più interessante del suo lavoro. Il soprannaturale, nei suoi libri, diventa spesso il mezzo attraverso cui raccontare paure molto concrete: il bullismo, la violenza familiare, la dipendenza, l'emarginazione e la perdita dell'innocenza.
Le cittadine del Maine create da King sembrano luoghi ordinari, ma sotto la loro normalità si muovono rancori, segreti e presenze che aspettano il momento giusto per emergere. Carrie racconta la solitudine di un'adolescente perseguitata dai compagni e oppressa dalla madre; Shining trasforma lìisolamento in una discesa nella follia; It riporta un gruppo di adulti davanti al terrore che aveva segnato la loro infanzia.
La forza di King sta nella capacità di rendere credibili anche gli eventi più inquietanti. Prima di mostrare il mostro, costruisce le relazioni, i luoghi, le debolezze e i piccoli gesti della vita quotidiana. È proprio questa familiarità a rendere la paura più intensa, perché ciò che accade sembra poter irrompere in qualsiasi casa, strada o comunità.
I romanzi di Stephen King da leggere fanno paura non soltanto per ciò che appare nel buio, ma perché mostrano quanto il male possa crescere anche nei luoghi considerati più sicuri: Carrie - Shining - It - Il miglio verde - Notte buia, niente stelle

Dan Brown e i misteri custoditi dalla storia
Il mistero assume ancora un'altra forma nei libri di Dan Brown, dove opere d'arte, antichi simboli, codici e documenti nascosti diventano le tessere di grandi cospirazioni. Il professore Robert Langdon attraversa musei, chiese e città storiche inseguendo enigmi che collegano il presente a vicende rimaste sepolte per secoli.
Romanzi come Angeli e demoni e Il codice da Vinci hanno reso popolare una formula basata su capitoli brevi, rivelazioni continue e una corsa contro il tempo. La ricostruzione storica viene piegata alle esigenze della fiction, ma proprio questa combinazione ha avvicinato milioni di lettori a temi legati all'arte, alla religione e alle società segrete.
Brown costruisce il thriller come una successione di porte da aprire. Ogni indizio sembra condurre a una risposta, ma finisce per rivelare una domanda ancora più grande. La tensione nasce così non soltanto dal pericolo fisico, ma dalla sensazione che dietro la versione ufficiale della storia possa esistere un livello nascosto, accessibile soltanto a chi sa interpretarne i segni.
La guida ai libri di Dan Brown da leggere permette di seguire l'evoluzione di un autore che ha trasformato la ricerca di un indizio in un viaggio attraverso alcuni dei luoghi più celebri della cultura occidentale: Crypto - Angeli e Demoni - La verità del ghiaccio - Il Codice Da Vinci - Inferno.

[RECENSIONE] Clare Mackintosh: Le case che sogni


Clare Mackintosh: Le case che sogni

Titolo originale: Other people's houses
Formato: Kindle (2.3 MB)
Pagine: 438
Editore: Libreria Pienogiorno (15 luglio 2026)
ASIN: B0GXGF7TPS
ISBN-13: 979-1282435192

Data di acquisto: 30 luglio 2026
Letto dal 30 luglio al 4 agosto 2026

Sinossi
«Incalzante come Joël Dicker». Goodreads
Tre milioni di copie vendute.
«Da non perdere. Leggerlo è una festa». Patricia Cornwell
Persino il Paradiso ha i suoi segreti…
Esclusiva, prestigiosa, bellissima: così è la casa che molti sognano. Per i privilegiati che vivono nel complesso residenziale di The Hill, nel Cheshire, invece questa è semplicemente la realtà: un paradiso sulla terra, talmente perfetto da sembrare irreale. Ma il problema con il paradiso è che chi ne è escluso a volte è pronto a tutto pur di averne anche solo un pezzo, e chi ne fa parte spesso cela segreti indicibili, che vanno custoditi a ogni costo, se non si vuole perdere il proprio posto al sole.
Quando qualcuno (come Allie, che farebbe carte false per essere accettata dall'élite, come Natasha, un'agente immobiliare che delle case dei sogni è attenta conoscitrice, o come il ladro che sta violando un'abitazione dopo l'altra) incrina l'impenetrabile sicurezza del luogo, le acque si agitano ogni giorno di più: perché l'idillio ha un prezzo, e chi lo infrange lo fa a suo rischio e pericolo.
Ben presto, mentre le effrazioni si susseguono ininterrotte, dallo splendore delle case comincia a emergere il coacervo oscuro di bugie che si annida dietro quelle porte chiuse. Ma cosa sta cercando chi si sta introducendo nelle case degli altri a una a una? O chi sta cercando?
«Inarrivabile». Paula Hawkins
«Un talento unico». Lee Child
«Non ha rivali». The New York Times
Clare Mackintosh è un'autrice da oltre 3 milioni di copie vendute, celebrata dai lettori e ammirata da critici e colleghi. I suoi romanzi pluripremiati sono successi tradotti in più di 40 lingue e regolarmente in cima alle più autorevoli classifiche di vendita. Le case che sogni, in corso di adattamento per una serie TV, è un bestseller del New York Times e n. 1 del Sunday Times.

L'incipit del libro
Domenica
Quella notte il tempo si era guastato, con la pioggia che tamburellava sulla terra riarsa e mulinava lungo le strade. Poche persone erano sveglie per poter assistere al diluvio, e al mattino era già tornata l'estate. Adesso il sole è alto e picchia, nonostante sia presto. L'acqua è defluita nei canali di scolo ed è stata assorbita dal terreno screpolato, e tutto ciò che resta del temporale notturno sono una piacevole frescura nell'aria e le acque gonfie dell'Awen. Il fiume si getta impetuoso verso il lago, scorrendo sopra sassi e radici in un torrente di schiuma bianca. Di tanto in tanto, la forza dell'acqua stacca un rametto o una manciata di muschio dalla sponda e li scaglia a valle, troppo velocemente perché l'occhio riesca a seguirli.
Ed Clough, quindici anni, cammina lungo la sponda meridionale, lontano dalle rapide. L'hanno mandato a cercare un kayak sparito, e se la sta prendendo con calma. Stamattina è di turno in cucina, ma ha passato la sera precedente alla festa degli Young Farmers e il pensiero di padelle unte di bacon gli rivolta lo stomaco. Aspira grandi boccate d'aria fresca e si chiede quanto possa tirarla per le lunghe.

La mia recensione
"Siamo un bersaglio facile per voialtri, non è così? Le donne delle pulizie, le governanti, gli autisti… Soprattutto quando abbiamo qualche precedente. Ma datemi retta, quelli che stanno nelle case di lusso non sono meglio. Anzi, sono molto peggio".
Le case che sogni, il thriller della pluripremiata scrittrice britannica Clare Mackintosh, ci insegna che lo sfarzo, molto spesso, è solo la maschera dietro cui nascondere le fissazioni ed i segreti più profondi.
La trama, quasi una storia corale, parte in sordina, dissemina gli indizi lungo tutto il libro ed esplode nel finale, pur non mancando di qualche ovvietà tipica del genere. Tutto si svolge nel lussuoso quartiere di The Hill (nel nord dell'Inghilterra): un quartiere per gente ricca ed abbiente, che preferisce vivere quasi isolata dal resto della comunità che non può permettersi lo sfarzo imposto dal loro standard. Un quartiere esclusivo… Perciò, chi ci vive è disposto a tutto per non perdere il suo status di privilegiato, chi non ci vive è disposto a tutto per di avere un angolino di quel mondo dorato. È questo, a conti fatti, lo scenario che si troveranno di fronte la detective Ffion Morgan e l'investigatore Leo Brady (colleghi di lavoro e compagni nella vita) quando dovranno far luce sull'omicidio di una giovane agente immobiliare, su una serie di strani furti e su un duplice omicidio avvenuto anni prima ma ancora sulla bocca di tutti. E, come se non bastasse, dovranno fare i conti anche con le ambizioni di Allie, l'ex moglie di Leo e gelosa della relazione di lui con Ffion.
Si tratta quasi di un romanzo corale eppure, tra i tanti personaggi ricorrenti, anche il quartiere di The Hill vive di vita propria: un posto che fa da calamita alle brame ed alle fissazioni dei suoi residenti ed a chi ci ruota attorno.
La storia di Le case che sogni si sviluppa tramite diversi punti di vista (oltre a quello dei tre protagonisti c'è anche quello di un podcast): ciò permette di "guardare" all'interno di The Hill da più angolazioni, soprattutto per quanto riguarda la finta aria da snob dei suoi abitanti. Allo stesso tempo, ci mette in grado sia di scorgere il tema principale del libro (l'ambizione e l'ego smisurato delle classi più abbienti) che di porci la fatidica domanda: cosa saremmo disposti a fare per avere anche noi un pezzo di paradiso…?
Ma, come accennavo all'inizio, in Le case che sogni non mancano alcuni punti deboli (per carità, niente di così eclatante). Eccone qualcuno:
- La relazione tra Ffion e Leo, quasi una storia nella storia, ruba troppo spazio alla trama principale (vabbè lo dico: i tentennamenti di Ffion son quasi irritanti);
- I cliché di genere ci son quasi tutti: segreti che (a qualunque costo) devono restare tali, apparenze di facciata, contrasti di classe, rivalità in amore;
- Personaggi ingabbiati nel solito schema: l'arrampicatrice sociale, i ricchi ossessionati dal proprio status, chi deve nascondere il proprio turbolento passato.
Un thriller ben costruito ma decisamente anomalo: non tratta di violenza pura ma, anzi, mette in secondo piano l'azione per concentrarsi molto sulla conflittualità sociale. Un romanzo che, pur non stravolgendo il genere letterario, è in grado comunque di dargli uno scossone niente male.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)