Ognuno di questi tre libri rigorosamente fantasy sarebbe perfetto per la trasposizione sul piccolo schermo. Tre storie complesse, ma anche complete e uniche, ideali quindi per essere tradotte in modo coerente per il mondo delle serie TV.
Infine, il terzo libro che si presterebbe alla grande per una trasposizione sul piccolo schermo è Stardust di Neil Gaiman. Questo romanzo datato 1999 è una fiaba moderna, ma arricchita da un cuore classico che batte all'impazzata. L'epica storia con al centro il giovane Tristan Thorn, porta l'abitante di Wall a recuperare una stella caduta con l'obiettivo di conquistare la ragazza della quale si è innamorato. Tuttavia, molto presto la stella rivelerà quella che è la sua vera natura: una donna di nome Yvaine che trascinerà il protagonista in un mondo fatto di streghe immortali, creature magiche e principi in lotta per la conquista del trono.
Uno dei poteri dei libri e della lettura è quello di permetterci di viaggiare semplicemente aprendo le loro pagine: una storia si dipana innanzi ai nostri occhi e ci trasporta ovunque, anche in un viaggio indietro nel tempo.
I romanzi storici, infatti, sono frutto di attente analisi e di studio e, grazie al talento dei loro autori, ci trascinano indietro nel tempo, alla scoperta di luoghi ed epoche diversi dalla nostra, facendoci assaporare storie e vite a noi lontane.
Ma quali leggere? Nell'ultimo periodo sono usciti alcuni libri interessanti che attraversano periodi storici differenti: da quelli più remoti e antichi, inseguendo le gesta di un grande condottiero, sino agli eventi più vicini a noi. Cinque romanzi storici da leggere adesso.
Divulgatore appassionante e appassionato, Alberto Angela riesce in ogni contesto a catturare l'attenzione e ad accompagnarci con la mente a vivere straordinari viaggi nel tempo in luoghi memorabili. In questo volume ci fa conoscere meglio uno dei grandi condottieri romani, un uomo geniale, carismatico e instancabile, per utilizzare le parole della trama del libro. Stiamo ovviamente parlando di Giulio Cesare e di un volume che prende spunto dal De bello Gallico e ci permette di conoscere il condottiero e l'uomo. Il titolo è Cesare. La conquista dell'eternità , pubblicato da Mondadori. La lettura ideale per chi non si perde un'uscita sulla storia romana.
Aldo Cazzullo ci restituisce il ritratto di San Francesco, patrono d'Italia, in Francesco. Il primo italiano, pubblicato da HarperCollins. Questo volume ci racconta la sua vita attraversandone tutte le fasi. E lo fa utilizzando le fonti medievali, compresa la prima biografia condannata al rogo, sino ad arrivare a opere più recenti. Per chi desidera scoprire la vita di un grande personaggio, un simbolo religioso ma anche un uomo che ha fatto la storia.
La saga di Stefania Auci ha tenuto incollati alle pagine tantissimi lettori, regalando emozioni, restituendoci una storia avvincente e capace di portarci nel sud Italia a partire dalla metà del 1700. L'ultimo volume uscito è L'alba dei leoni. La saga dei Florio, il prequel dei due che sono stati pubblicati in precedenza (che trovate QUI e QUI). Ambientato nel 1772 ci accompagna prima a Bagnara Calabra e poi a Palermo, in Sicilia, nel 1799 con Paolo e Ignazio. Per chi vuole scoprire di più sull'epoca e ha divorato i libri precedenti. Pubblicato da Casa Editrice Nord.
Ambientato tra passato e presente, La vita segreta dei girasoli di Marta Molnar ci fa immergere nella Parigi della fine Ottocento insieme a Johanna, vedova e sola con un bambino piccolo. L'unica cosa che possiede sono i dipinti del cognato Vincent, proprio quel van Gogh che ci ha lasciato opere immortali. Il libro ci fa viaggiare anche in avanti nel tempo, a un secolo dopo, portandoci a New York dove conosciamo Emsley in un momento complicato della sua vita. Questo romanzo è indicato per chi ha voglia di immergersi in una storia al femminile. Pubblicato da Libreria Pienogiorno.
Siamo, invece, nel 1976 con Polvere. Atto Primo di Carmen Laterza. Ci troviamo catapultati di cinquant'anni indietro nel tempo, in Friuli il 6 maggio di quell'anno, quando la terra trema e la vita di coloro che vivono tra Gemona e i paesi della zona alta della regione cambia per sempre. In questo libro l'autrice ci racconta i giorni dell'emergenza, fatti di dolore ma anche di mani che si tendono per aiutare e di tanta forza. La lettura indicata per chi vuole conoscere meglio la storia più recente. Pubblicato da Libroza.
A vedersi dall'esterno, l'edificio della Biblioteca Capitolare è piuttosto
ordinario. Un ignaro turista difficilmente sospetterebbe che in quelle pareti
è custodito un patrimonio librario inestimabile, risalente a secoli e secoli
fa. Non saprebbe neanche immaginare una storia rocambolesca, di salvataggi in
extremis e clamorosi ritrovamenti, eppure è tutto vero, documentato. Vale
anche per il primato: la Biblioteca Capitolare, ospitata nel complesso
architettonico della Cattedrale di Verona, è la più antica al mondo ancora in
attività , sopravvissuta a pestilenze, guerre e catastrofi naturali lungo 1500
anni di storia.
Nasce nel V secolo come un polo del sapere al quale possono attingere i
sacerdoti nel corso della loro formazione. È il Codice di Ursicino,
dell'agosto 517, il documento che ne certifica la continuità . Ma attenzione:
la presenza del De Civitate Dei di Agostino o l'unico esemplare esistente
delle Institutiones di Gaio, reperti ancora più antichi del Codice, provano
che la biblioteca è ancora più antica del primo documento ufficiale.
Furono ospiti della Biblioteca Capitolare Dante Alighieri, che vi tenne la sua
celebre orazione latina Quaestio de aqua et terra; Francesco Petrarca, che vi
trovò le lettere di Cicerone ad Attico, Quinto e Bruto, facendo la storia
della filologia.
La storia della Capitolare di Verona è piena di colpi di scena alla Dan Brown.
Nel VII secolo, il bibliotecario Agostino Rezzani nascose il patrimonio
librario per proteggerlo, ma morì senza aver rivelato a nessuno dove si
trovasse. I libri furono trovati soltanto nel secolo successivo, scatenando
un'ondata di entusiasmo tra gli intellettuali europei. La biblioteca fu a
rischio almeno altre due volte: durante l'inondazione dell'Adige, del 1882, e
nel tragico bombardamento degli Alleati del 4 gennaio del 1945. La scampò per
un pelo: il bibliotecario Giuseppe Turrini riuscì a portare in salvo i
manoscritti prima della distruzione dell'aula maggiore. Nel '48 la biblioteca
era già aperta di nuovo.
La Biblioteca Capitolare custodisce oltre 70.000 monografie, 1.280 manoscritti
e 11.000 pergamene. Famoso l'Indovinello Veronese, rappresenterebbe la prima
traccia di volgare italiano.
C'è una bellissima citazione di Umberto Eco che amo particolarmente: "Chi legge vive mille vite". Io, nel mio piccolo, ci aggiungo che "vivere mille vite è ancora più bello se poi ci si ritrova tutti insieme a raccontarsele"…
In questo mio piccolo angolo dedicato ai libri, alle storie e alle parole che cambiano il mondo, è arrivato il momento di fare un passo in più. La lettura è sì un'esperienza intima ma diventa davvero viva quando viene condivisa. Per questo ho deciso di invitare altri lettori (sì, proprio voi che state leggendo) a raccontare qui le loro impressioni sui libri che hanno amato, detestato o semplicemente vissuto.
Che si tratti di un romanzo che vi ha tenuti svegli fino a tardi, di un saggio che vi ha aperto una prospettiva nuova o di una storia che non siete riusciti a finire, la vostra voce può arricchire questo spazio e, magari, trasformarlo in un dialogo continuo.
Se vi va di partecipare, inviate la vostra recensione: breve o lunga, tecnica o emotiva, rigorosa o scritta di getto. L'importante è che sia autentica, come ogni lettura merita. Quindi, ben vengano:
- Punti di vista inediti su grandi classici;
- Scoperte di nicchia che meritano più luce;
- Emozioni nude e crude, senza filtri.
Le pagine più belle, dopotutto, sono quelle che si leggono insieme.
The Mist, il racconto di Stephen King torna al cinema con un nuovo film diretto da Mike Flanagan
Dopo un primo film ed una serie tv, The Mist sta per tornare al cinema con un nuovo adattamento scritto e diretto da Mike Flanagan. La storia è tratta ancora una volta dal racconto di Stephen King
Le storie di Stephen King continuano a catturare l'interesse di Hollywood. Soltanto negli ultimi anni, molti dei suoi romanzi e racconti hanno raggiunto grande e piccolo schermo e, grazie a Mike Flanagan, tra non molto una storia già nota al pubblico apparirà al cinema. Il progetto in cantiere è The Mist, tratto dal racconto horror La nebbia contenuto nella raccolta Scheletri.
Dopo The Life of Chuck, Mike Flanagan tornerà ad occuparsi di una storia nata dalla penna di Stephen King. Si tratta, in realtà , di una storia già adattata in precedenza sia per il grande che per il piccolo schermo. Nel 2007 The Mist ha raggiunto le sale, mentre nel 2017, dieci anni dopo, è diventata una Serie TV. A distanza di altri dieci anni, la stessa storia tornerà al cinema con la regia e la sceneggiatura di Mike Flanagan, che figurerà nel progetto anche come produttore.
Il racconto La Nebbia è ambientato in una cittadina del Maine avvolta da una fitta e misteriosa nebbia da cui emergono oscure creature che iniziano ad attaccare gli abitanti che tentano di oltrepassarla. Un gruppo di sopravvissuti trova riparo in alcuni edifici della città come un supermercato, ma la quiete non è contemplata. Tra di loro emergono rapidamente divergenze personali che rendono la convivenza particolarmente difficile, ma quello che li attende all'esterno non è così allettante. Riusciranno a trovare un modo per andare d'accordo o dovranno affrontare ciò che si nasconde nella nebbia?
Mike Flanagan è un regista molto impegnato, che in passato ha già collaborato con le opere di Stephen King (basti pensare a The Life of Chuck e Doctor Sleep). Al momento è al lavoro su una miniserie dedicata a Carrie, tratto sempre dal romanzo di Stephen King e in arrivo su Prime Video, così come sta lavorando ad un nuovo adattamento del franchise de L'Esorcista. Diversi sono i progetti per cinema e TV che negli ultimi anni hanno raggiunto il pubblico. Oltre al già menzionato The Life of Chuck, al cinema nel 2025 sono stati proposti diversi adattamenti come The Monkey tratto dal racconto La scimmia, The Long Walk tratto dal romanzo La lunga marcia, The Running Mantornato con un reboot con protagonista Glen Powell e tratto a sua volta dal romanzo L'uomo in fuga e la serie tv L’Istituto tratto dall’omonimo romanzo. Come riporta Deadline, The Mist è attualmente nelle prime fasi di sviluppo e non ha ancora rivelato una data d'uscita o chi prenderà parte al cast.
Dal libro allo schermo Ovunque tu sia il thriller di Harlan Coben
diventa una serie
Dal romanzo di Harlan Coben Ovunque tu sia alla miniserie Netflix
I Will Find You: un thriller sul dolore, la colpa e l'ossessione della
verità , dove l'amore di un padre sfida la giustizia e il tempo
Ovunque tu sia
pubblicato in Italia da Longanesi, il romanzo è uno dei thriller più
emotivamente duri di Harlan Coben, maestro assoluto del suspense
contemporaneo e autore che più di ogni altro ha saputo trasformare il dolore
familiare in una macchina narrativa perfetta.
Non sorprende, quindi, che Netflix abbia deciso di adattarlo in una
miniserie evento, intitolata I Will Find You, con Sam Worthington come protagonista. Un passaggio dal libro allo
schermo che conferma ancora una volta come l'universo narrativo di Coben sia
costruito per vivere, e colpire, anche attraverso le immagini.
Ovunque tu sia e I Will Find You sono due facce della stessa
ossessione: quella per la verità quando diventa l'unica forma possibile di
sopravvivenza. Harlan Coben firma una delle sue storie più emotive, mentre
Netflix ne raccoglie l'eredità trasformandola in una serie tesa, cupa e
profondamente umana.
Con oltre 80milioni di copie vendute nel mondo, Harlan Coben non è soltanto un
autore di bestseller: è un costruttore di dilemmi morali. Nei suoi romanzi il
mistero non è mai fine a se stesso, ma nasce sempre da una frattura affettiva,
da un errore umano, da una scelta che continua a produrre conseguenze.
Ovunque tu sia porta questa poetica all'estremo. Qui non c'è soltanto
un crimine da risolvere, ma un sistema intero, giustizia, famiglia, opinione
pubblica, che si chiude contro un uomo già distrutto. Coben non chiede al
lettore di indovinare il colpevole, ma di interrogarsi su quanto siamo
disposti a credere alla verità quando questa diventa scomoda.
David Burroughs aveva una vita perfetta. Un lavoro stabile, una famiglia, un
figlio amato. Poi, in una sola notte, tutto crolla. David si sveglia e trova
suo figlio Matthew assassinato. Le prove sono schiaccianti, il contesto lo
inchioda, persino la sua famiglia inizia a dubitare di lui. Il sistema
giudiziario fa il resto: David viene condannato all'ergastolo per l'omicidio
del figlio.
Da quel momento, Ovunque tu sia cambia ritmo. Non è più solo un
thriller giudiziario, ma un romanzo sulla resurrezione dell'istinto paterno.
David non ha prove, non ha appoggi, non ha più nulla da perdere. Ha soltanto
una certezza: suo figlio potrebbe essere vivo.
Coben costruisce una tensione implacabile seguendo la fuga disperata di un
uomo che evade dal carcere non per salvarsi, ma per scoprire la verità . Ogni
passo lo trascina in un mondo oscuro fatto di traffici, violenza e segreti
sepolti, dove nessuno è davvero innocente e ogni alleanza può diventare una
trappola.
Il romanzo lavora magistralmente sul tema della colpa percepita: David è
colpevole agli occhi del mondo, ma anche prigioniero di una colpa emotiva più
profonda, quella di non aver protetto suo figlio. Ed è proprio questo
conflitto a rendere Ovunque tu sia uno dei libri più intensi di Coben,
capace di trasformare la suspense in una riflessione sulla paternità , sulla
fede e sul bisogno di verità .
L'adattamento televisivo di Ovunque tu sia prende il titolo
internazionale I Will Find You e arriva su Netflix come miniserie
evento, confermando il sodalizio sempre più stretto tra la piattaforma e
Harlan Coben, già autore di alcuni dei titoli più visti degli ultimi anni.
Nel ruolo di David Burroughs troviamo Sam Worthington, attore capace di
restituire fisicità e tormento interiore a un personaggio che vive
costantemente sul limite tra disperazione e determinazione. La serie amplia il
respiro del romanzo, concedendo più spazio ai personaggi secondari, alle
dinamiche dell'indagine e al sistema che ha condannato David.
Visivamente, I Will Find You accentua l'elemento claustrofobico: il carcere,
le periferie, i non-luoghi urbani diventano spazi mentali prima ancora che
fisici. Il ritmo è calibrato per mantenere alta la tensione, ma senza
rinunciare ai silenzi, agli sguardi, ai momenti di sospensione che raccontano
il peso della perdita.
La serie lavora anche sul tema della percezione pubblica: il mostro mediatico, l'uomo che tutti credono colpevole, diventa una figura tragica
osservata e giudicata da una società pronta a chiudere il caso pur di sentirsi
al sicuro.
Nel passaggio da Ovunque tu sia a I Will Find You, il cuore della storia
rimane intatto: l'amore di un padre come forza destabilizzante dell'ordine
costituito.
Se il romanzo affonda maggiormente nella dimensione interiore di David, la
serie espande l'universo narrativo, rendendo più visibili le connessioni
criminali e le zone d'ombra del sistema. Entrambe le versioni condividono però una domanda centrale: fino a che punto
siamo disposti a mettere in discussione una verità ufficiale quando questa ci
rassicura?
Quattro anni di viaggio nella foresta, lontano da ogni strada, avevano ridotto i carri a malpartito. Molti raggi e timoni erano stati rifatti con legno dei bushveld; i teloni di copertura avevano tante toppe che la stoffa originale era appena visibile; decimati dai predatori e dalle malattie, i tiri erano ridotti da diciotto a dieci buoi per carro. Tuttavia quella piccola ed esausta carovana trasportava le zanne di cinquecento elefanti: dieci tonnellate d'avorio, il frutto della carabina di Sean Courteney; avorio che, appena arrivato a Pretoria, egli avrebbe convertito in circa quindicimila sterline d'oro.
Sean era di nuovo un uomo ricco. I suoi indumenti erano sformati, coperti di macchie e tenuti insieme da rozzi rammendi; gli stivali dalle tomaie terribilmente logore erano risuolati con pelle di bufalo non conciata; una lunga barba incolta gli copriva metà dei petto, e i capelli neri gli scendevano sul collo, dove erano stati tagliati, all'altezza del bavero della giubba, con un paio di forbici che non dovevano essere troppo affilate. Ma, a dispetto delle apparenze, Sean era ricco d'avorio, oltre che dell'oro depositato nei sotterranei della Volkskaas Bank di Pretoria.
▪️La mia recensione
"Per la bellezza del mattino, per la terra che ancora gocciolava nella grande, verde coppa del Natal e per la donna che gli stava al fianco, Sean era felice. Per la prospettiva della fine di quel viaggio e dell'inizio di un altro con Ruth come compagna, Sean era felice".
La voce del tuono, secondo volume sull'epopea dedicata alla famiglia Courtney, è molto probabilmente uno dei passaggi più rocamboleschi dell'intera saga. E testimonia la bravura di Wlbur Smith nel saper abilmente intrecciare eroicità , saga familiare e Storia reale… Tutti elementi concatenati da un ritmo narrativo ed avventuroso davvero travolgente.
Siamo nel Sudafrica di fine 1800 e primi del 1900 e, riprendendo un po' la fine del volume precedente, seguiremo le peripezie di un Sean Courtney diventato adulto, più ponderato nelle sue decisioni, ma inevitabilmente accerchiato da guerre, tensioni, passioni e rivalità .
Le scene d'azione (ce ne sono tantissime) sono spettacolari e da cinema hollywoodiano (strano che nessuno abbia ancora pensato di farne un film); i rapporti umani (con tradimenti, ambizioni e riappacificazioni a non finire) danno intensità emotiva al tutto. L'unico neo che mi sento di segnalare (ma che non intacca il mio giudizio finale) è dato dalla prevedibilità di alcuni punti di svolta sentimentali.
I temi trattati sono facilmente identificabili: ambizione, voglia di potere, la brutalità del colonialismo (alcune scene son davvero crude) ed i rapporti familiari. Temi delicati che, pur in presenza di una trama che scorre molto velocemente, ci permettono di riflettere per un bel po'.
Un libro, perciò, adatto a chi ama l'avventura, l'azione e le saghe familiari.
Nel thriller contemporaneo pochi scrittori hanno instaurato un rapporto così naturale con il cinema come Dennis Lehane. I suoi romanzi sembrano nati per essere tradotti in immagine: storie compatte, personaggi lacerati, conflitti morali che esplodono lentamente fino a diventare inevitabili.
Nei suoi libri il crimine non è mai un gioco di ingranaggi narrativi, ma una ferita che attraversa individui e comunità . Ed è proprio questa densità emotiva a renderlo uno degli autori più adattati di sempre.
Nato a Boston nel 1965, Lehane ha trasformato la sua città in un territorio letterario riconoscibile, fatto di quartieri popolari, memorie traumatiche e relazioni spezzate. Il suo thriller non cerca la spettacolarizzazione della violenza: lavora sulle conseguenze, sul dolore che resta, sul peso delle scelte. Un approccio che ha trovato nel cinema un alleato naturale, attirando registi come Clint Eastwood, Martin Scorsese e Ben Affleck.
Pubblicato nel 2001 da William Morrow e arrivato in Italia con Piemme, è uno dei romanzi più intensi di Dennis Lehane. La storia segue tre amici d'infanzia cresciuti nello stesso quartiere operaio di Boston, segnati da un evento traumatico che li ha divisi per sempre. Anni dopo, l'omicidio brutale di una giovane donna riporta a galla quel passato rimosso.
L'indagine procede lentamente, intrecciandosi con sospetti, rancori e sensi di colpa mai elaborati. Lehane non costruisce un semplice giallo: racconta come il dolore infantile possa deformare l'identità adulta.
Da questo romanzo nasce il film Mystic River, diretto da Clint Eastwood, una trasposizione che amplifica la tragedia morale già presente sulla pagina.
Pubblicato nel 2003 e tradotto in Italia come L'isola della paura da Piemme, è un thriller psicologico costruito come un lento smarrimento. Due agenti federali arrivano su un'isola remota per indagare sulla scomparsa di una paziente rinchiusa in un ospedale psichiatrico per criminali. Man mano che l'indagine avanza, l'ambiente diventa sempre più opprimente e la percezione della realtà inizia a incrinarsi. Sogni, ricordi e allucinazioni si mescolano, mentre il passato del protagonista riaffiora con violenza.
Il film Shutter Island, diretto da Martin Scorsese, ha reso iconica questa discesa nella mente, dimostrando quanto la scrittura di Lehane sia naturalmente visiva.
▪️Gone Baby Gone (La casa buia)
Romanzo del 1998, pubblicato in Italia da Piemme, ruota attorno alla scomparsa di una bambina in un quartiere degradato di Boston. I detective privati Patrick Kenzie e Angela Gennaro vengono coinvolti in un'indagine che li porta a confrontarsi con famiglie distrutte, istituzioni ambigue e scelte impossibili.
La tensione cresce non tanto per l'azione, quanto per il dilemma centrale: cosa è davvero giusto fare quando la verità entra in conflitto con la legge? Lehane costruisce una trama asciutta ma emotivamente devastante.
Il film Gone Baby Gone, diretto da Ben Affleck, mantiene intatto questo conflitto morale, rendendolo ancora più lacerante.
▪️Un drink prima di uccidere
Romanzo d’esordio del 1994, pubblicato in Italia da Piemme, introduce Patrick Kenzie e Angela Gennaro, investigatori privati immersi nella Boston più dura. La trama prende avvio da un furto apparentemente semplice, che si trasforma presto in una spirale di violenza e tradimenti.
Lehane costruisce un noir classico nella struttura, ma già moderno nello sguardo: ogni scelta ha conseguenze, ogni alleanza è fragile. Pur non essendo stato adattato per il cinema, questo romanzo contiene già tutti gli elementi che renderanno Lehane irresistibile per Hollywood: dialoghi secchi, personaggi feriti, tensione morale costante.
Pubblicato nel 2012 da William Morrow e tradotto in Italia da Piemme, è ambientato durante il proibizionismo americano. La storia segue Joe Coughlin, figlio di un poliziotto, che sceglie la strada del crimine organizzato per affermare la propria indipendenza. L'ascesa criminale del protagonista è raccontata come una lenta erosione della coscienza: potere, lealtà e ambizione entrano in conflitto continuo. Il romanzo diventa così un grande affresco noir, da cui nasce il film Live by Night, ancora diretto da Ben Affleck.
La pirateria nel mondo del libro continua ad attestarsi a livelli drammatici, sottraendo agli editori circa un terzo del mercato (il 30%, pari a 722 milioni di euro nel 2025 in crescita rispetto ai 687 milioni di due anni fa). Un quadro nel quale si deve affrontare la nuova sfida che viene dall'intelligenza artificiale, utilizzata sempre più spesso dagli utenti per generare riassunti e compendi. È uno dei dati più rilevanti che emerge dalla quarta indagineIpsos Doxa commissionata da Aie, presentata da Nando Pagnoncelli durante il convegno al Ministero della Cultura, moderato dal direttore dell'ANSA Luigi Contu, e intitolato: "La pirateria nell'editoria libraria ai tempi dell'intelligenza artificiale" organizzato da Gli Editori, l'accordo di consultazione tra AIE e la Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg). "Bisogna informare i cittadini sui rischi di un utilizzo improprio degli algoritmi e far rispettare l'AI Act europeo", osserva il presidente dell'Associazione Italiana Editori Innocenzo Cipolletta, che evidenzia anche, come a causa della pirateria nel 2025 siano "stati distrutti 4.500 posti di lavoro nel solo mondo del libro, che diventano 11.500 se allarghiamo lo sguardo all'indotto". Gli strumenti "oggi a nostra disposizione - osserva - ci consentono di contenere, almeno in parte i danni della pirateria"; per un'azione ancora più efficace "si potrebbe intervenire sulle piattaforme di messaggistica e col rafforzamento delle misure di oscuramento dei siti pirata". Una direzione, quella del miglioramento degli strumenti per agire più rapidamente online, su cui offre piena disponibilità Massimiliano Capitanio, Commissario Agcom.
Per il presidente della Federazione Italiana Editori Giornali Andrea Riffeser Monti contro la pirateria c'è "ancora molto da fare", a cominciare da una grande campagna di informazione rivolta al pubblico che punti sulla prevenzione". Negli ultimi 20 anni "purtroppo tra internet, i social e adesso con l'intelligenza artificiale siamo davanti a un far west che non è stato ancora regolamentato". Per questo "chiediamo al governo, alle istituzioni, al Parlamento che si prendano delle decisioni e si cerchino di creare le condizioni di una nuova legge che possa cogliere tutti questi cambiamenti". Parole, quelle di Riffeser Monti commentate a stretto giro in una nota dalla segretaria generale della Fnsi Alessandra Costante: "Non è solo la pirateria ad uccidere l'informazione di qualità . Ci sono altri aspetti che dovrebbero essere presi in considerazione, a cominciare dalla qualità del lavoro dei giornalisti che oggi, in Italia, devono fare i conti con sfruttamento e basse retribuzioni", precisa, concordando però con Riffeser sulla necessità di una nuova legge.
Negli Usa che censurano i libri, sparisce anche Gabriel GarcÃa Márquez
Secondo l'associazione Pen America sono 23mila i titoli introvabili in scuole
e biblioteche pubbliche: da Allende ad Atwood, da Toni Morrison a Stephen
King. Insieme alle opere di tanti autori latinoamericani
Tra gli altri latinoamericani vittime di censura ci sono anche Isabel Allende
e Laura Esquivel. Sono gli ultimi nomi che saltano fuori dagli elenchi costantemente aggiornati da Pen America che da cinque anni monitora
un'escalation di restrizioni nei confronti dei libri, soprattutto nelle
biblioteche scolastiche: sono stati registrati circa 23mila casi di
limitazioni. Le misure vanno dal semplice ritiro temporaneo al divieto
permanente, fino all'accesso limitato sotto condizioni particolari. Dalle
distopie di Margaret Atwood a Shakespeare, da Toni Morrison a bestseller pop
come Twilight di Stephenie Meyer. E ancora icone come Stephen King.
L’allarme lo ha lanciato l’associazione no profit che difende il diritto di
parola degli autori in tutto il mondo: secondo il suo l’ultimo report i book
bans hanno coinvolto 49 stati. Via dagli scaffali storie con protagonisti di
colore (44% dei casi) o queer (39%). Vietati pure i romance
se hanno riferimenti al sesso, anche non esplicito. Contro la censura è sceso
in campo un esercito di donne: c’è la scrittrice Lauren Groff, autrice del
bestseller Fato e Furia, due volte finalista al National Book Award,
amatissima da Barack Obama, che in Florida, capitale dei book bans, ha
aperto una libreria indipendente che vende, e soprattutto espone in primo
piano, i libri banditi. "Alimentati da campagne che accusano falsamente di
indottrinamento e danno da parte di think tank di estrema destra,
organizzazioni di base, leader eletti e attivisti conservatori, i governi
statali hanno promulgato 51 leggi e politiche con divieti diretti
sull'istruzione con ripercussioni sulle aule e sulle biblioteche di tutto il
Paese" scrive Pen nel report.
"In Texas i legislatori sono andati ancora oltre, attribuendo ai librai la
responsabilità di vagliare i materiali prima di venderli alle scuole e ai
bibliotecari quella di controllare le loro collezioni, richiedendo loro di
applicare un sistema di classificazione basato su categorie vagamente
definite, come ad esempio se un libro è sessualmente esplicito o sessualmente
rilevante. La legge (la HB 900) è stata poi parzialmente annullata in
tribunale, ma non prima che i dirigenti scolastici rimuovessero i libri nel
tentativo di ottemperare al suo mandato impossibile", si legge ancora.
Il fenomeno, però, non riguarda più solo le scuole. Nel 2024 l'American Library Association ha documentato 821 tentativi di censura in biblioteche
pubbliche e universitarie che hanno coinvolto più di 2.400 titoli. La maggior
parte delle contestazioni, circa il 72%, proviene da gruppi
organizzati, come Moms for Liberty, o istituzioni. I contenuti che più
frequentemente finiscono nel mirino riguardano tematiche Lgbtq+, razziali,
violenze sessuali ed educazione sessuale. Secondo Noticiero Univision, il
telegiornale della rete televisiva statunitense Univision che si rivolge
soprattutto al pubblico di lingua spagnola, nel 2025, diverse biblioteche
federali, comprese quelle militari, hanno rivalutato o eliminato libri legati
alla diversità . In molti casi, la censura non è palese: i titoli diventano
difficili da reperire o vengono relegati in aree non accessibili al pubblico.
Il processo si è intensificato a partire dal gennaio 2025, quando
l'amministrazione Trump, come ha documentato Pen, ha firmato decreti per
limitare le politiche di inclusione a livello federale, imponendo la revisione
di programmi educativi e bibliotecari. In particolare, alcune biblioteche
militari hanno registrato rimozioni di centinaia di titoli, inclusi testi su
teoria critica della razza, femminismo e storia delle minoranze. Autori come
Maya Angelou e Ibram X. Kendi sono spariti dai cataloghi.
L'American Library Association ha denunciato una violazione dei diritti
garantiti dal Primo Emendamento. Le conseguenze sono tangibili, in particolare
per le comunità rurali, dove biblioteche e bibliotecari subiscono pressioni e
riduzioni di fondi. In risposta, associazioni come Pen Club America continuano
a monitorare i ritiri, sostenendo autori, insegnanti e bibliotecari, e
promuovendo ricorsi legali.