"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

giovedì 26 dicembre 2024

[RECENSIONE] Paula Hawkins: L'ora blu. Non è il momento di stare da soli

Paula Hawkins: L'ora blu. Non è il momento di stare da soli

Titolo originale: The Blue Hour
Formato: Kindle (796 KB)
Pagine: 325
Editore: Edizioni Piemme (15 ottobre 2024)
ASIN: B0DJDYPQVZ

Data di acquisto: 15 ottobre 2024
Letto dal 17 al 24 dicembre 2024

Sinossi
Benvenuti a Eris: un'isola con una sola casa, un solo abitante e una sola via d'uscita. Irraggiungibile dalla terraferma scozzese per dodici ore al giorno.
Un tempo era la casa di Vanessa: una famosa artista il cui marito, notoriamente infedele, è scomparso da vent'anni. Ora è la casa di Grace: un'anima solitaria, soddisfatta del proprio isolamento. Ma quando viene fatta una scioccante scoperta in una galleria d'arte a Londra, un visitatore si mette sulle sue tracce. E i segreti di Eris minacciano di emergere…

L'incipit del libro
Mi ha svegliata la luna, brillante e vicina. Irradiava una strana luce sul mare, un chiarore oscuro, come il negativo di una fotografia. Impossibile riaddormentarmi.
Da settimane non riesco a lavorare, quindi sono scesa in spiaggia. Ero scalza e la sabbia fredda sotto i piedi mi faceva venire voglia di correre.
C'era vento. Un vento stranamente caldo, che smuoveva la sabbia, e le ombre delle nuvole sulla luna sembravano volermi inseguire. Continuavo a pensare alla canzone che mi ha insegnato Grace, sui lupi che dissotterrano i cadaveri e sparpagliano le povere ossa dappertutto.

La mia (brevissima) recensione
"Ho preso l'orrore e ne ho fatto qualcosa: ho dipinto e creato e ora ho qualcosa da donare".
È il terzo libro che leggo di Paula Hawkins (gli altri due sono stati il deludente La ragazza del treno e l'inespressivo A occhi chiusi). A questo punto, ho definitivamente capito che la scrittrice inglese non rientrerà mai tra i miei scrittori e scrittrici preferiti…
L'ora blu si svolge completamente su un'isola (anche se definirla isola non è proprio esatto) con una sola casa, abitata inizialmente da Vanessa Chapman, una famosa pittrice e scultrice; poi, dopo la sua morte, dalla sua amica (o amante?) Grace. Tutto precipita quando, all'interno di una scultura di Vanessa, viene rinvenuto un osso umano… Da qui parte il romanzo vero e proprio in cui si intrecceranno sia i pensieri dell'artista (scritti sui suoi diari), che le indagini di un curatore museale.
Mi spiace dirlo ma… non ci siamo proprio!
La storia è, sin dalla prima pagina, troppo lenta e troppo ingarbugliata. I colpi di scena son sempre prevedibilissimi e noiosi. La scrittura è completamente priva di pathos: non coinvolge più di tanto e non trasmette emozioni.
I personaggi? Poco credibili e, quel che è peggio, uno più noioso ed antipatico dell'altro.
📌 Voto: ⭐⭐ (2 su 5)

martedì 17 dicembre 2024

[RECENSIONE] Romano Prodi e Massimo Giannini: Il dovere della speranza

Romano Prodi e Massimo Giannini: Il dovere della speranza. Le guerre, il disordine mondiale, la crisi dell'Europa e i dilemmi dell'Italia

Formato: Kindle (724 KB)
Pagine: 240
Editore: Rizzoli (26 novembre 2024)
ASIN: B0DNT5CSM3

Data di acquisto: 29 novembre 2024
Letto dal 9 al 17 dicembre 2024

Sinossi
"Sono tutti buoni a parlare con san Francesco, il problema è quando devi parlare con il lupo". Romano Prodi ne ha incontrati tanti di lupi, ma ha sempre saputo che è necessario parlare anche con i dittatori, tenendo ferme le proprie ragioni. La vera questione è la nostra perdita di orizzonti sui grandi problemi che affliggono le democrazie. Custodire e promuovere "il dovere della speranza" vuol dire non arrendersi alla progressiva evanescenza europea. Vuol dire continuare a credere in una politica internazionale che non sia solo uno strumento dottrinario di rese dei conti. Perché il rischio di perdere tutto è incredibilmente concreto. "Nessuno si ingegna per provare a salvare le conquiste che hanno reso l'Europa la terra dei diritti e delle libertà solidali" afferma Prodi. "Nessuno pensa a preservare e rilanciare l'eredità buona del XX secolo, che ci ha lasciato le due più immani sciagure di sempre, cioè le due guerre mondiali, ma ci ha anche donato la più grande invenzione delle democrazie moderne, cioè il Welfare State". E in questa lunga conversazione con Massimo Giannini sulla posta in gioco del mondo che verrà, emergono tutti i principali nodi conflittuali di oggi: autocrazie contro democrazie, civiltà contro barbarie, la dea incompiuta e irrisolta dell'Europa fino a toccare i nervi scoperti dei problemi interni al nostro Paese. Il risultato è un confronto serrato su tutti i grandi mali che rischiano di polverizzare il lungo lavoro di costruzione politica della pace. Con una certezza: abbiamo ancora "il dovere di sperare", soprattutto per i giovani, perché questa è la vera sfida per il futuro.

L'incipit del libro
Tensioni, frammentazione e instabilità. Sono queste le caratteristiche del tempo in cui ci troviamo a vivere. È vero per l'intero pianeta, per l'Europa e per l'Italia.
Di fronte a questo terremoto la democrazia si è progressivamente indebolita e sempre più fatica a rinnovare se stessa e a tenere il passo con un autoritarismo che sembra volere avanzare ovunque.
Di questo abbiamo chiacchierato insieme, condividendo la stessa passione e le stesse preoccupazioni, ma anche le stesse speranze.

"Nelle relazioni internazionali si possono e si devono trovare compromessi e sottoscrivere patti utili all'intera collettività, a condizione che prevalga il realismo, non la dottrina e l'ideologia".
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

lunedì 9 dicembre 2024

[RECENSIONE] Marco Buticchi: Il figlio della tempesta

Marco Buticchi: Il figlio della tempesta. Oswald Breil. vol. 17

Formato: Kindle (3659 KB)
Pagine: 325
Editore: Longanesi (24 settembre 2024)
ASIN: B0DDQGJ15P

Data di acquisto: 30 settembre 2024
Letto dal 30 novembre al 9 dicembre 2024

Sinossi
Fine XIX secolo. Nikola Tesla sbarca negli Stati Uniti per dedicarsi alla carriera di inventore. Le sue scoperte rivoluzionarie nel campo dell'elettromagnetismo attirano presto gli interessi tanto dei servizi governativi quanto della criminalità e, in una New York flagellata dalle guerre tra gang, Tesla dovrà compiere una drastica scelta: portare a termine la sua ultima, potentissima invenzione o fermarsi prima che i risvolti militari dei suoi esperimenti creino tensioni irreversibili tra le grandi potenze? Quando Tesla muore nel 1943 i suoi segreti sembrano destinati a morire con lui. Ma il male non dimentica e non si ferma. La scomparsa dell'inventore getta un velo di silenzio sulla sua scoperta, ma basta sollevarlo per scoprire una terribile minaccia…
2023. Le tensioni tra Palestina e Israele precipitano e sfociano nei violenti attacchi del 7 ottobre 2023. Tra gli ostaggi di Hamas vi è anche l'intera famiglia di Roxie Oshman, sorella di Toba, storica collaboratrice di Oswald Breil. Il vero bersaglio dell'azione militare è in realtà il marito di Roxie, l'ebreo statunitense Richard Goldberg, un ingegnere elettronico che stava lavorando a un progetto segretissimo…
Incaricati di far luce sull'intera vicenda, Oswald e Sara Terracini si mettono al lavoro per scoprire che cosa nasconda Goldberg. In una corsa contro il tempo, Oswald e Sara dovranno impedire che l'arma più pericolosa mai creata finisca nelle mani sbagliate…
Marco Buticchi torna con un romanzo che ripercorre le tappe più misteriose della carriera dell'inventore serbo, fino a incrociarle con i drammatici eventi più attuali della questione israelo-palestinese, in un crescendo di tensione e adrenalina.

L'incipit del libro
Gordes, Provenza, prime ore del mattino, 7 ottobre 2023. Le fronde del bosco avevano smesso di stormire. Il vento era calato all'improvviso e, per un attimo, era sceso il silenzio.
Il cielo incominciava a rischiarare. Il miracolo quotidiano dell'alba lambiva con i suoi raggi i contorni della torre merlata del castello e il profilo della basilica di San Firmino, lassù in cima alla collina. Poi, la luce del sole vinse le ultime ombre della notte e si levò prepotente. Sulla vegetazione apparvero mille sfumature dai caldi toni autunnali.

La mia (brevissima) recensione
"Un attacco in massa con ogni mezzo che proviene da una delle zone più sorvegliate del pianeta. E nessuno sa nulla. Neppure il Mossad".
Il figlio della tempesta, volume n. 17 su Oswald Breil, oltre al solito intreccio tra passato e presente, vede anche una interessante (anche se drammatica) commistione tra scienza e guerra! Sì, perché questa volta il professor Buticchi ci porta nei laboratori di Nikola Tesla, e come i suoi studi si siano "riversati" su eventi contemporanei! Infatti, uno dei più grandi progetti dello scienziato sarà al centro, in maniera fantasiosa ma molto verosimile, di una sorta di caccia al tesoro attraverso tutto il XX secolo (avremo anche alcuni camei di Al Capone, Peron, Hitler e, addirittura, Donald Trump) e, soprattutto, degli attacchi di Hamas verso Israele dello scorso 7 ottobre 2023.
La trama, una bellissima trama, è infarcita ben bene di colpi di scena ma, prima di tutto, è stata molto rispettosa ed educata verso le vittime dei tragici fatti del 7 ottobre. La storia de Il figlio della tempesta mi ha molto appassionato (ho rivissuto alcune mie reminiscenze del periodo di studi in elettronica) e, in un certo senso, invogliato a saperne di più.
L'unico neo che ho trovato, ma giusto per fare il pignolo, riguarda il finale: sembra quasi che le avventure di Oswald Breil siano giunte al capolinea…
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

domenica 1 dicembre 2024

Libri (e fumetti) letti a novembre 2024… e quelli da leggere a dicembre!


I libri che ho letto e recensito a novembre:
Harlan Coben: Un inganno di troppo
Stephen King e Javier Olivares: Pranzo al Gotham Café

Fumetti letti:
Diabolik, albo n. 18 (di giugno 1964): Delitto perfetto
Diabolik, albo n. 19 (di luglio 1964): Il castello della morte
Zagor, albo n. 712/763 (di novembre 2024): Una strana alleata
Diabolik, albo n. 933 (di novembre 2024): Scelta obbligata
Julia, albo n. 314 (di novembre 2024): Myrna, benvenuta a Springville
Diabolik, albo n. 20 (di agosto 1964): Gioielli di sangue
Diabolik, albo n. 21 (di settembre 1964): Il rapimento di Eva
Diabolik, albo n. 22 (di ottobre 1964): Il grande ricatto
Diaboli, albo n. 23 (di novembre 1964): Il pugnale cinese

Ed i libri in lettura per dicembre (ma non necessariamente in quest'ordine… e non è neanche detto che siano questi):
Marco Buticchi - Il figlio della tempesta. Oswald Breil, vol. 17 [già in lettura]
Romano Prodi e Massimo Giannini - Il dovere della speranza
Paula Hawkins - L'ora blu
Donato Carrisi - La casa dei silenzi
Christian Jacq - Il ladro di ombre. Il romanzo della piramide, vol. 3

[RECENSIONE] Harlan Coben: Un inganno di troppo

Harlan Coben: Un inganno di troppo

Tiolo originale: Fool Me Once
Formato: copertina rigida
Pagine: 348
Editore: Longanesi (28 marzo 2023)
ISBN-13: 9788830454804

Data di acquisto: regalo del 23 novembre 2024
Letto dal 23 al 30 novembre 2024

Sinossi
Maya Burkett è appena rientrata a casa dal funerale del marito, Joe, il grande amore della sua vita, brutalmente ucciso a Central Park pochi giorni prima. È in quel momento che la sua migliore amica le regala un portafoto digitale, un oggetto in apparenza tanto innocuo quanto inutile, che in realtà contiene una telecamera nascosta. Secondo Maya è una precauzione eccessiva. In fondo non ha motivo di dubitare della babysitter, Isabella, legatissima alla piccola Lily. O forse sì? Passano poche ore quando, mentre controlla la registrazione del giorno precedente, Maya vede la sua splendida bambina di due anni giocare tranquilla e sorride, subito rassicurata. Ma all'improvviso un uomo entra nell'inquadratura. Maya non fa nemmeno in tempo a rendersi conto di cosa sta succedendo quando l'uomo si volta, davanti alla telecamera. E il cuore di Maya si ferma. Sì, perché lei conosce benissimo quel viso e sa che è semplicemente impossibile che quell'uomo sia lì, visto che è suo marito. Maya, ex pilota delle operazioni speciali in Iraq, in guerra ha visto di tutto, eppure ora non riesce a credere ai propri occhi. Ma la domanda è: dovrebbe crederci? La risposta è sepolta negli inganni e nei segreti del suo passato, e soltanto facendo i conti con quelli potrà scoprire una verità inconcepibile su suo marito, e su sé stessa.

L'incipit del libro
Joe fu seppellito tre giorni dopo che era stato ucciso.
Maya vestiva di nero, come si addice a una vedova. Il sole batteva con una furia implacabile che le ricordava i mesi trascorsi nel deserto. Il pastore sciorinava i suoi luoghi comuni, ma lei non lo ascoltava, lasciando vagare lo sguardo sul cortile della scuola dall'altra parte della strada.
Sì, la scuola elementare si affacciava sul cimitero.
Maya era passata spesso di li, il camposanto sulla sinistra, la scuola a destra, eppure la stranezza - l'oscenità, piuttosto - dell'ubicazione di quei due luoghi la colpiva soltanto quel giorno per la prima volta. Si chiese se fosse venuta prima la scuola o il cimitero. Chi aveva deciso di far giocare i bambini accanto a dove riposano i morti? E aveva poi davvero qualche importanza, questa contrapposizione tra la fine e l'inizio della vita? La morte era sempre molto vicina, e in fondo forse c'era una certa saggezza nel far sì che i bambini si abituassero.

La mia recensione
"Quando la posta in gioco è lampante, quando lo scopo da perseguire è comprensibile, si è più motivati. Più concentrati. Le distrazioni spariscono e si acquisisce chiarezza di intenti. Si acquisisce forza".
Non conoscevo questo scrittore statunitense, e l'ho scoperto con questo libro che mi è stato regalato. Mi è molto piaciuto e, perciò, ho deciso di procurarmi anche le altre sue opere.
Un inganno di troppo è scritto molto bene e con una trama molto scorrevole con colpi di scena, inganni e misteri a ripetizione che, un po' alla volta, trovano il giusto posizionamento sulla scacchiera degli eventi. Maya, la protagonista, è una donna temprata ma, allo stesso tempo, traumatizzata dal suo passato come pilota di aerei in missioni di guerra. Molto ben delineati i personaggi secondari anche se, per dirla tutta, avrei approfondito meglio il personaggio dell'hacker "Corey the Whistle".
Inoltre, i soliti stereotipi abbondano a più non posso: segreti familiari che devono restare tali, i militari sempre pronti ad aiutarsi tra di loro, i cattivi che si comportano da cattivi, i buoni che si comportano da buoni, ecc.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

venerdì 22 novembre 2024

[RECENSIONE] Stephen King e Javier Olivares: Pranzo al Gotham Café


Stephen King e Javier Olivares: Pranzo al Gotham Café

Titolo originale: Lunch at the Gotham Café
Formato: eBook (1.5 MB)
Pagine: 96
Editore: Sperling & Kupfer (12 novembre 2024)
Asin: B0DLBHMNJL

Data di acquisto: 13 novembre 2024
Letto il 22 novembre 2024

Sinossi
Basta un attimo perché un pranzo tranquillo diventi il peggiore degli incubi.
Un uomo di nome Steve Davis un giorno torna a casa e trova un biglietto da parte della moglie, Diane, che lo informa freddamente di averlo lasciato e che intende divorziare da lui. La sua partenza spinge Steve a smettere di fumare, ma ciò lo porta a soffrire di astinenza da nicotina. Quando l'avvocato della donna, William Humboldt, lo chiama per organizzare un incontro per discutere i termini del divorzio e propone un pranzo al Gotham Café, Steve accetta. La disperazione provocata dall'astinenza e dalla presenza della ex è quasi insopportabile, ma tutto ciò è niente in confronto agli orrori che lo attendono nell'esclusivo ristorante di Manhattan…

L'incipit del libro
Un giorno, rientrando a casa dall'agenzia di brokeraggio in cui lavoravo, trovai una lettera di mia moglie - o, per meglio dire, un biglietto - sul tavolo della sala da pranzo. Diceva che mi lasciava, che intendeva chiedere il divorzio e che avrei avuto notizie dal suo avvocato. Mi sedetti dalla parte del tavolo che dava sulla cucina, continuando a rileggere quel messaggio, senza capacitarmene.

"Nessuno sa predire l'esito finale delle proprie azioni, e ben pochi ci provano; la maggior parte di noi fa quello che fa per prolungare il piacere di un momento o per mettere fine al dolore".
[racconto già apparso nella raccolta Tutto è fatidico, qui arricchito dalle illustrazioni di Javier Olivares]

📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

[RECENSIONE] Agatha Christie: Poirot a Styles Court

Agatha Christie: Poirot a Styles Court. Hercule Poirot, vol. 1

Titolo originale: The Mysterious Affair at Styles
Formato: eBook (450.1 KB)
Pagine: 153
Editore: Mondadori (aprile 2013)
ASIN: B00E4ZZ7T6

Data di acquisto: 17 novembre 2024
Letto dal 18 al 22 novembre 2024

Sinossi
Durante la Prima guerra mondiale un giovane ufficiale inglese ferito al fronte viene ospitato da un vecchio amico nella sua residenza di campagna. Il soggiorno nella lussuosa dimora sarà però tutt'altro che tranquillo. La padrona di casa, matrigna dell'amico, ha sposato un uomo di vent'anni più giovane di lei, e i figliastri, scavalcati nell'eredità, sembrano tramare qualcosa. La governante è sicura che presto gli avvenimenti precipiteranno e, in breve, la profezia si avvera. La padrona di Styles Court viene avvelenata e i sospetti si accentrano subito sui membri della famiglia. Fortunatamente, nel paese c'è qualcuno che di delitti se ne intende: un buffo profugo belga dai grandi baffi…

L'incipit del libro
1- Vado a Styles
Il grande interesse suscitato nel pubblico da quello che a suo tempo fu battezzato "Il Caso Styles", è ormai scemato. Ciononostante, data la risonanza che ha avuto, sia il mio amico Poirot sia la famiglia interessata mi hanno pregato di scrivere il resoconto dell'intera vicenda. In questo modo si spera di mettere a tacere i pettegolezzi che ancor oggi capita di ascoltare. Prima di tutto parlerò di come mi trovai invischiato in questa storia.

La mia recensione
"Una volta, in Belgio, ho conosciuto un tale, un investigatore famoso, che mi ha entusiasmato. Era un personaggio stupendo. Sosteneva che il lavoro di un buon investigatore è tutto basato sul metodo. Il mio sistema si riallaccia al suo. Era un ometto buffo, sempre vestito in modo inappuntabile, dotato di un'intelligenza non comune".
Il bellissimo Poirot a Styles Court, datato 1920 (perciò, parliamo di un libro scritto 104 anni fa) segna il debutto letterario di Agatha Christie… e di Hercule Poirot.
Libro spettacolare, anche perché non capita tutti i giorni di incontrare un meraviglioso personaggio già maturo sin dal primo volume. Volume che, appunto, ci introduce nel mondo raffinato, complesso e meticoloso del piccolo investigatore belga… riconoscibilissimo sia per i suoi grandi baffi, che per la sua mania (oserei dire al limite della paranoia) dell'ordine e del pulito. E riconoscibilissimo è (e lo sarà in quasi tutti i suoi libri) anche il modo di scrivere di Agatha Christie: la scrittrice inglese, infatti, ci introduce all'omicidio, ci mostra la "foto di gruppo" dei sospetti (insieme ai loro segreti, misteri, e menzogne) e, infine, ci fa vedere Poirot che li raduna in una sala per ricostruire le dinamiche degli avvenimenti… sino a svelare l'identità del colpevole! Ecco, questo è il talento di Agatha Christie!
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

lunedì 18 novembre 2024

[RECENSIONE] Philip Roth: Il complotto contro l'America

Philip Roth: Il complotto contro l'America

Titolo originale: The Plot Against America
Formato: eBook
Pagine: 410
Editore: Einaudi (2005)
Asin: 8806173170

Data di acquisto: 15 ottobre 2024
Letto dall'8 al 17 novembre 2024

Sinossi
America, 1940: Lindbergh, eroe della trasvolata sull'Atlantico, fervido antisemita e filonazista, diventa presidente. Da questo momento gli Stati Uniti smettono di appoggiare inglesi e francesi, e dietro un'apparente neutralità stringono patti con la Germania di Hitler. Una famiglia ebraica di Newark, la famiglia Roth, scopre di non essere abbastanza americana per i gusti del nuovo presidente, e inizia a temere che anche il proprio Paese si trasformi in un regno del terrore. Tra controstoria e autobiografia, il ritratto dell'America in forma di incubo.

L'incipit del libro
Capitolo 1: Giugno 1940 - ottobre 1940
Votate per Lindbergh o votate per la guerra.
La paura domina questi ricordi, un'eterna paura. Certo, nessuna infanzia è priva di terrori, eppure mi domando se da ragazzo avrei avuto meno paura se Lindbergh non fosse diventato presidente o se io stesso non fossi stato di origine ebraica.
Quando ci fu la prima sorpresa: la candidatura alla presidenza di Charles A. Lindbergh, l'eroe dell'aria americano famoso in tutto il mondo, alla convention repubblicana di Philadelphia del giugno 1940 - mio padre era un assicuratore di trentanove anni, munito di licenza media, che guadagnava quasi cinquanta dollari la settimana, abbastanza per pagare in tempo le bollette più importanti, ma non abbastanza per permetterci altri lussi. Mia madre - che avrebbe voluto andare al teachers' college ma non poté perché costava troppo, che vivendo con i suoi aveva lavorato come segretaria dalla fine delle superiori, e che ci aveva impedito di sentirci poveri nei momenti peggiori della Depressione amministrando i guadagni ricevuti da mio padre ogni venerdì con la stessa efficienza con cui dirigeva la casa - aveva trentasei anni. Mio fratello Sandy, che faceva la settima e mostrava un prodigioso talento per il disegno, aveva dodici anni e io, che ero avanti di un anno e facevo la terza elementare - e avevo cominciato a raccogliere francobolli, ispirato, come milioni di altri ragazzi, dal primo filatelico del paese, il presidente Franklin Delano Roosevelt -, avevo sette anni.

La mia (brevissima) recensione
"Ogni giorno mi faccio la stessa domanda: com'è possibile che questo accada in America? Com'è possibile che questa gente governi il nostro paese? Se non lo vedessi con i miei occhi, crederei di avere un'allucinazione".
Cominciando a leggere questo libro (che, neanche a volerlo fare apposta, è coinciso con la seconda rielezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti dello scorso 5 novembre 2024) ho trovato molte, per non dire moltissime, analogie xenofobe tra il libro stesso ed il Trump-pensiero. Una su tutte: in questo libro (datato 2004), così come Trump lo ha ripetutamente detto durante la sua intera campagna elettorale, viene citato lo slogan isolazionista "America First".
Ma veniamo a noi. Ne Il complotto contro l'America incontreremo una storia che è un bel mix tra saga familiare, storia vera e storia alternativa (ucronia). L'idea è molto suggestiva ed intrigante; posso benissimo affermare che l'esperimento di Roth è perfettamente riuscito nella prosa e nello stile.
Storia che, va detto, ha un finale troppo frettoloso e, soprattutto, con alcune parti che si aggrovigliano su sé stesse. Come trama vera e propria, invece, non c'è molto da dire; più che altro saremo resi partecipi dell'infanzia del piccolo Philip Roth e delle vicissitudini dei suoi familiari.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

venerdì 8 novembre 2024

[RECENSIONE] Angela Marsons: La mossa dell'assassino

Angela Marsons: La mossa dell'assassino. Kim Stone, vol. 11

Titolo originale: Child's Play
Formato: Kindle (1729 KB)
Pagine: 420
Editore: Newton Compton Editori (28 maggio 2024)
ASIN: B0CW1L6CZ5

Data di acquisto: 29 ottobre 2024
Letto dal 29 ottobre all'8 novembre 2024

Sinossi
Una tarda sera d'estate, la detective Kim Stone arriva a Haden Hill Park sulla scena di un orribile delitto: una donna è stata legata a un'altalena con del filo spinato e ha una X incisa sulla parte posteriore del collo. La vittima si chiamava Belinda Evans ed era una professoressa universitaria di psicologia infantile ormai in pensione. Perquisendone l'abitazione, Kim e la sua squadra trovano una valigia pronta e indizi di un complesso rapporto tra Belinda e la sorella Veronica. Quando vengono rinvenuti altri due cadaveri con gli stessi segni distintivi, Kim capisce di avere a che fare con un serial killer rituale. Indagando sulle vittime, individua un comun denominatore: tutte e tre erano coinvolte in tornei per bambini prodigio e si stavano recando all'evento annuale. L'assassino è uno dei più spietati che Kim abbia mai incontrato, e l'unico modo per scovarlo è indagare su ogni bambino che ha partecipato alle gare nei decenni addietro.
Di fronte a centinaia di potenziali piste e a una sorella in lutto che si rifiuta di collaborare, riuscirà Kim a entrare nella mente del killer e a impedire un altro omicidio prima che sia troppo tardi?
Ogni anima ha un lato oscuro. Angela Marsons nel suo nuovo romanzo ci porta a scoprire quanto l'abisso può essere profondo.
Quando l'unica regola è la sete di vendetta, anche il più innocente dei giochi si può trasformare in una trappola mortale.

L'incipit del libro
Inverno 2010
«Insomma, si può sapere cosa vuoi?», esclama. Si sfrega le mani, e il suo gesto mi riporta all'infanzia.
Solo che l'infanzia è lontana, ormai. Adesso sono grande, e vivo di rabbia. Non è necessario che lei lo sappia, però, non ancora.
«E poi mi spieghi perché siamo qui?», chiede, guardandosi intorno nel parco deserto. Siamo a metà gennaio, la temperatura è di un grado sopra lo zero e tra venti minuti il sole sarà tramontato del tutto.
Per attirarla le ho detto che avevo qualcosa per lei, e ha funzionato, proprio come speravo.

"Per lei qualsiasi possibilità di interagire con un bambino problematico o tormentato era un vero dono. Il suo interesse per le conseguenze durature delle esperienze della prima infanzia era inarrestabile".

📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

domenica 3 novembre 2024

Libri (e fumetti) letti ad ottobre 2024… e quelli da leggere a novembre!


I libri che ho letto e recensito ad ottobre:
David Foster Wallace - La scopa del sistema
Gian Marco Griffi - Ferrovie del Messico

Fumetti letti:
Julia, albo n. 313 (ottobre 2024) - Un corpo in vendita
Diabolik, albo n. 932 (ottobre 2024) - Scomparsa
Zagor, albo n. 762/711 (ottobre 2024) - La macchina dell'apocalisse
Diabolik, albo n. 1 (novembre 1962) - Il re del terrore
Diabolik, albo n. 2 (febbraio 1963) - L'inafferrabile criminale
Diabolik, albo n. 3 (marzo 1963) - L'arresto di Diabolik
Diabolik, albo n. 4 (aprile 1963) - Atroce vendetta
Diabolik, albo n. 5 (maggio 1963) - Il genio del delitto
Diabolik, albo n. 6 (giugno 1963) - L'assassino fantasma
Diabolik, albo n. 7 (luglio 1963) - Terrore sul mare
Martin Mystère, albo n. 416 (ottobre 2024) - Percezione di realtà
Diabolik, albo n. 8 (agosto 1963) - Sepolto vivo!
Diabolik, albo n. 9 (settembre 1963) - Il treno della morte
Diabolik, albo n. 10 (ottobre 1963) - L'impiccato
Diabolik, albo n. 11 (novembre 1963) - Trappola infernale
Speciale Zagor, albo n. 39 (ottobre 2024) - Il re di Cuenca verde
Diabolik, albo n. 12 (dicembre 1963) - La casa del delitto
Diabolik, albo n. 13 (gennaio 1964) - Il morto che ritorna
Diabolik, albo n. 14 (febbraio 1964) - La donna decapitata
Diabolik, albo n. 15 (marzo 1964) - Lotta disperata
Diabolik, albo n. 16 (aprile 1964) - Ginko all'attacco
Diabolik, albo n. 17 (maggio 1964) - Lo sguardo che uccide!

Ed i libri in lettura per novembre (ma non necessariamente in quest'ordine… e non è neanche detto che siano questi):
Angela Marsons - La mossa dell'assassino. Kim Stone, vol. 11 [già in lettura]
Philip Roth - Il complotto contro l'America
Marco Buticchi - Il figlio della tempesta. Oswald Breil, vol. 17
Paula Hawkins - L'ora blu
Donato Carrisi - La casa dei silenzi

mercoledì 30 ottobre 2024

[RECENSIONE] Stephen King: L'incendiaria

Stephen King: L'incendiaria

Titolo originale: Firestarter
Formato: ebook
Pagine: 432
Editore: Sperling & Kupfer (29 aprile 2014)
ASIN: B00K03U048

Data di acquisto: 11 giugno 2014
Letto dal - al 2 settembre 2014

Sinossi
Un uomo alto dalle spalle larghe e una bambina dai capelli biondi si tengono per mano nell'oscurità: padre e figlia in fuga nella notte. Sulle loro tracce c'è una macchina verde, con a bordo degli sconosciuti disposti a qualunque cosa pur di catturarli.
Dodici anni prima, quell'uomo alto, Andy McGee, era ancora ventenne, uno studente squattrinato del college che si era offerto per un misterioso esperimento psicologico che gli avrebbe fruttato duecento dollari. Non sapeva che in quell'occasione avrebbe conosciuto Vicky Tomlison, l'amore della sua vita, anche lei prestatasi come cavia. Non immaginava che quella sperimentazione, orchestrata da un'organizzazione governativa chiamata «La Bottega», avrebbe scatenato in lui e in Vicky facoltà paranormali latenti.
E nessuno dei due credette poi ai propri occhi quando Charlie, la loro bambina, diede fuoco al suo orsetto con un semplice sguardo: il frutto del loro amore era dotato di una forza straordinaria e incontrollabile, la pirocinesi, ossia la capacità di incendiare oggetti (e persone) con il pensiero. Ora Charlie ha otto anni e i suoi genitori le hanno insegnato a controllare quel potere distruttivo. Ma gli agenti senza scrupoli della Bottega, venuti a conoscenza del suo «talento», vogliono orientarlo verso il male, usando la bambina come un'arma, con conseguenze potenzialmente disastrose per l'umanità. Non hanno fatto i conti con il coraggio di un padre, pronto a tutto pur di salvare sua figlia. Né hanno calcolato che anche una bambina può provare la sottile soddisfazione della vendetta.

📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

martedì 29 ottobre 2024

[RECENSIONE] Shirley Jackson: L'incubo di Hill House (La casa degli invasati)

Shirley Jackson: L'incubo di Hill House (La casa degli invasati)

Titolo originale: The Haunting οf Hill House
Formato: Kindle (445 KB)
Pagine: 144
Editore: Adelphi (5 settembre 2012)
ASIN: B0096FERBI

Data di acquisto: 26 ottobre 2024
Letto dal 26 al 29 ottobre 2024

Sinossi
Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarà trovato a chiedersi almeno una volta perché le vittime di turno (giovani coppie, gruppi di studenti, scrittori alla vana ricerca di ispirazione) non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice (e cioè non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro). Bene, a tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo di Shirley Jackson, il suo più noto, fornisce una risposta, forse la prima. Non è infatti la fragile, sola, indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, dilatando l'esperimento paranormale in cui l'ha coinvolta l'inquietante professor Montague molto oltre i suoi presunti limiti. È piuttosto la Casa (con la sua torre buia, le porte che sembrano aprirsi da sole, le improvvise folate di gelo) a scegliere, per sempre, Eleanor Vance. E a imprigionare insieme a lei il lettore, che tenterà invano di fuggire da una costruzione romanzesca senza crepe, in cui (come ha scritto il più celebre discepolo della Jackson, Stephen King) «ogni svolta porta dritta in un vicolo buio». L'incubo di Hill House è apparso per la prima volta nel 1959.

L'incipit del libro
Parte Prima
1 - Nessun organismo vivente potrebbe conservare a lungo la sanità mentale in condizioni di realtà assoluta. Alcuni suppongono che persino le allodole e le cavallette sognano. Hill House, insana, se ne stava sullo sfondo delle sue colline racchiudendo dentro di sé l'oscurità; era rimasta così per ottant'anni e avrebbe potuto restarci per altri ottanta. Dentro, le pareti erano ancora dritte, i mattoni ben connessi fra loro, i pavimenti erano solidi, le porte giudiziosamente chiuse. Il silenzio gravava perenne sul legno e sulle pietre di Hill House e qualunque cosa vagasse sin li vi andava sola.

La mia (brevissima) recensione
"La casa era spregevole e Eleanor rabbrividì appena la vide. Il pensiero sgorgava libero e le diceva: Hill House è infame, è malata. Fuggi finché sei in tempo".
L'incubo di Hill House (pubblicato nel 1959 ed in Italia conosciuto anche come La casa degli invasati) è davvero inquietante: l'autrice ha saputo instillare il dubbio nei personaggi e, di riflesso, ai suoi stessi lettori.
Finale un po' troppo frettoloso ma, nel complesso, un buon libro horror.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

venerdì 25 ottobre 2024

[RECENSIONE] Stephen King: You like it darker. Salto nel buio


Stephen King: You like it darker. Salto nel buio

Titolo originale: You Like It Darker
Formato: Kindle (1319 KB)
Pagine: 658
Editore: Sperling & Kupfer (21 maggio 2024)
ASIN: B0CW1JW82D

Data di acquisto: 22 maggio 2024
Letto dal 17 al 25 ottobre 2024

Sinossi
«L'immaginazione ha fame e ha bisogno di essere nutrita» scrive Stephen King nella postfazione di questa magnifica raccolta di dodici storie che ci calano nei meandri più oscuri dell'esistenza, sia metaforicamente che letteralmente.
Questi racconti, sul destino, la mortalità, la fortuna e le pieghe della realtà dove tutto può succedere, sono ricchi e avvincenti come i suoi romanzi, forti nei temi ma altrettanto piacevoli da leggere. King, da oltre mezzo secolo, un maestro della forma, scrive per provare «l'euforia di abbandonare la quotidianità» e in You like it darker i lettori sentiranno la medesima esaltazione, ancora e ancora.
Due bastardi di talento racconta il segreto, a lungo nascosto, che lega per sempre due amici divenuti famosi. Nell'Incubo di Danny Coughlin, un'intuizione psichica senza precedenti ribalta decine di vite, quella del protagonista in maniera più catastrofica. In Serpenti a sonagli, sequel di Cujo, un vedovo in lutto si reca in Florida in cerca di conforto e riceve invece un'eredità inaspettata. Ne I sognatori, un taciturno veterano del Vietnam risponde a un annuncio di lavoro e scopre che ci sono alcuni angoli dell'universo che è meglio lasciare inesplorati. L'Uomo delle Risposte si chiede se la preveggenza sia una fortuna o meno e ci ricorda che una vita segnata da una tragedia insopportabile può ancora essere salvata.
Dal leggendario Maestro della narrativa, una straordinaria raccolta di racconti iconici, molti dei quali inediti, che ci conferma la sua capacità insuperabile di sorprendere, stupire e portare terrore e conforto insieme.
Preparatevi a fare un salto nel buio.

La mia recensione
Come sempre, visto che questo libro è una raccolta di racconti brevi, metto un voto (ed una brevissima annotazione) ad ognuno di essi:
- Due bastardi di talento: 5. Questo racconto, come altri qui presenti, si svolge nell'immaginaria cittadina di Castle Rock, già al centro di gran parte della produzione letteraria di Stephen King. Da notare anche che quasi tutti questi racconti si svolgono durante il Covid.
- Il quinto passo: 5
- Willy lo Strambo: 4
- L'incubo di Danny Coughlin: 4
- Finn: 1. Un racconto senza né capo né coda.
- Lungo Slide Inn Road: 2. Questo mini racconto aveva tutte le premesse per essere straordinario... ma il finale lo ha rovinato del tutto.
- Lo schermo rosso: 4
- L'esperto di turbolenze: 5. Racconto già apparso in Odio Volare.
- Laurie: 5. Racconto già pubblicato in eBook: la volta precedente lo avevo bocciato, in questa occasione, forse perché letto con più calma, l'ho completamente rivalutato.
- Serpenti a sonagli: 5. Questo racconto è la prosecuzione naturale di Cujo (adesso il protagonista è l'ormai 70enne Vic Trenton, personaggio secondario di Cujo)
- I sognatori: 5
- L'uomo delle risposte: 5
📌 Media voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

giovedì 17 ottobre 2024

[RECENSIONE] David Foster Wallace: La scopa del sistema

David Foster Wallace: La scopa del sistema

Titolo originale: The Broom of the System
Formato: Kindle (971 KB)
Pagine: 538
Editore: Einaudi (7 ottobre 2010)
ASIN: B005VOFS6Q

Data di acquisto: 17 settembre 2024
Letto dal 7 al 17 ottobre 2024

Sinossi
Un romanzo fluviale, comico e insieme profondo: un atto di fede nella forza delle storie, e nella loro capacità di prendere per il collo e raccontare il mondo.
Le avventure di Lenore, che si mette alla ricerca della bisnonna, antica studiosa di Wittgenstein, fuggita dalla sua casa di riposo insieme a venticinque tra coetanei e infermieri; del fratello LaVache, piccolo genio con una passione smodata per la marijuana; del pappagallo di famiglia, Vlad l'Impalatore, che recita sermoni cristiani su una Tv via cavo; di Norman Bombardini, re dell'ingegneria genetica, che si ingozza di cibo e sogna di ingurgitare il mondo intero; di Rick Vigorous, il capo e l'amante di Lenore, negazione vivente del suo stesso cognome. Una galleria di personaggi uno più esilarante e paradossale dell'altro, sullo sfondo di un'America impazzita, grottesca, più vera del vero.

L'incipit del libro
1981. Molte ragazze davvero belle hanno dei piedi davvero brutti, e Mindy Metalman non fa eccezione, pensa Lenore, all'improvviso. Sono piatti e lunghi, con le dita strombate e i mignoli afflitti da bottoni di una callosità giallognola che riappare a mo' di battiscopa lungo i calcagni, e sul dosso dei piedi sbucano peluzzi neri arricciati, e lo smalto rosso è screpolato e si scrosta a boccoli per quant'è vecchio, mostrando qua e là striature bianchicce. Lenore se ne accorge solo perché Mindy si è chinata in avanti sulla sedia accanto al minifrigo per staccare dalle unghie dei piedi appunto un paio di fiocchi di smalto; i lembi dell'accappatoio si dischiudono su un generoso scorcio di scollatura, decisamente più sostanziosa di quella di Lenore, e lo spesso asciugamano bianco che cinge la chioma zuppa e shampizzata di Mindy si è allentato e una ciocca di capelli scuri è sgusciata tra le pieghe e scende leggiadra incorniciandole la guancia fin sul mento. Nella stanza c'è odore di shampoo Flex, ma anche di canne, poiché Clarice e Sue Shaw si stanno facendo uno spino bello grosso che Lenore ha ricevuto in dono da Ed Creamer alla Shaker School e ha portato qui al college insieme ad altra roba per Clarice.

La mia recensione
"No. Il determinismo l'avrebbe accettato se fosse stata in grado di sentire in ciò che la determinava qualcosa di obbiettivo, di impersonale, se si fosse sentita il classico minuscolo ingranaggio di un grande meccanismo. Se non si fosse sentita un po' come usata. Usata.".
La scopa del sistema, datato 1987 e primissimo romanzo di David Foster Wallace, è un torrente pieno di parole... che mi ha travolto! Prolisso, noioso nei dialoghi e con alcune parti allungate all'inverosimile.
Lenore nipote cerca di rintracciare la Lenore bisnonna fuggita da una clinica per anziani. La trama è tutta qui, eppure Foster Wallace riesce a creare un mattone di oltre 500 pagine infarcendolo di veri e propri virtuosismi stilistici ed analisi psicologiche.
Da metà libro in poi, ho veramente faticato nel proseguirne la lettura (stavo per abbandonarlo, lo ammetto). Mai libro mi ha lasciato così spiazzato... o sono io che non sono abituato/preparato a questo genere letterario?
📌 Voto: ⭐ (1 su 5)

mercoledì 16 ottobre 2024

[RECENSIONE] Alan Friedman: La fine dell'impero americano


Alan Friedman: La fine dell'impero americano. Guida al Nuovo Disordine Mondiale

Formato: Kindle (786 KB)
Pagine: 347
Editore: La nave di Teseo (8 ottobre 2024)
ASIN: B0DJC7QQTR

Data di acquisto: 9 ottobre 2024
Letto dal 12 al 16 ottobre 2024

Sinossi
È davvero la fine del "secolo americano"? Ci stiamo dirigendo verso un nuovo disordine mondiale, sempre più pericoloso e instabile, in cui dittatori come Putin e Xi sfideranno sempre più a viso aperto le democrazie occidentali? L'appassionante racconto di Alan Friedman ripercorre l'ascesa del dominio americano dalle origini fino al suo crepuscolo, quando dittatori conclamati e nuovi leader dispotici più o meno "mascherati" da statisti cercano di riempire il vuoto di potere lasciato dall'indebolimento della guida a stelle e strisce. Con uno stile veloce e appassionato, Friedman racconta la parabola fulminea di un "impero" dalla durata brevissima, poco più di 80 anni, dipinge i ritratti vividi e minuziosi dei suoi presidenti, e li inchioda ai gravi errori delle loro amministrazioni: da Franklin Delano Roosevelt a John F. Kennedy, da Jimmy Carter a George W. Bush, da Barack Obama a Joe Biden. Questo libro rivela il fallimento della leadership americana in alcuni snodi cruciali della storia, ci porta dietro le quinte dell'America di Donald Trump e Kamala Harris - un paese diviso come mai prima era accaduto - e anticipa gli scenari che dovremo affrontare nei prossimi anni: gli effetti del Nuovo Disordine Mondiale metteranno alla prova i nostri valori, in America come in Europa. Il destino dell'una determinerà il destino dell'altra, e del mondo intero.

L'incipit del libro
Ricordo quell'umida sera d'estate in cui ascoltai Gore Vidal delineare le analogie tra l'America di oggi e i giorni del declino dell'impero romano. Ci trovavamo a un cocktail a Roma, nel luglio del 1998, per festeggiare l'ex candidato alla presidenza degli Stati Uniti, George McGovern. Sulla terrazza del Circolo della Caccia, il più nobile della capitale, circondato da contesse e principini dell'aristocrazia romana, Vidal, con un calice di Vermentino ghiacciato in mano, parlava degli Stati Uniti in toni sprezzanti. La principale differenza tra la Roma della classicità e l'America del XX secolo, diceva, era la straordinaria brevità dell'impero americano.

La mia recensione
"La più grande delle ironie per Washington è da sempre la paradossale contraddizione tra la superiorità morale di cui pretende di ammantarsi quando difende la democrazia e si oppone ai regimi totalitari e le azioni concrete che intraprende quando quegli stessi regimi si rivelano utili agli interessi commerciali o militari degli Stati Uniti"
.
La fine dell'impero americano, del giornalista newyorkese Alan Friedman, è un libro molto interessante ed a tratti quasi provocatorio che, in un certo senso, si ricollega a Questa non è l'America scritto nel 2017 (era l'alba della presidenza di Donald Trump).
Friedman, questa volta, ci fa conoscere l'ascesa e la "caduta" degli Usa come potenza mondiale. E per farci comprendere le cause di ciò, traccia una sorta di percorso storico (quasi un romanzo, insomma) attraverso gli "errori", i limiti e le debolezze dei vari presidenti che, dagli anni '30 del secolo scorso in poi, si sono avvicendati alla Casa Bianca. E credetemi, l'autore ne ha davvero per tutti... non ha risparmiato critiche a nessuno, sia esso presidente (Democratico o Repubblicano) o figura di spicco della politica "made in USA".
Il libro, pur trattando temi molto delicati e (a volte) complessi, è appassionante e di facile lettura. Merito dello stile molto coinvolgente dell'autore (come ho detto poc'anzi, Friedman ci ha presentato i fatti in una "successione" da romanzo).
Dulcis in fundo, visto che siamo nell'imminenza delle nuove elezioni presidenziali, Friedman cerca anche di "scrutare" il futuro di un Paese profondamente diviso (spero non irrimediabilmente) tra l'autocrate Trump e la speranza incarnata da Kamala Harris. Perciò, questo libro vedetelo anche come una sorta di instant book.
Null'altro da aggiungere: consiglio questo ottimo volume a chi è interessato alla politica internazionale ed a chi cerca di comprendere (sempre se ciò sia possibile) dove "sta andando" la macchina "a stelle e strisce", e con essa l'Europa ed il mondo in generale.
Infine una curiosità. Tra i tanti aneddoti presenti nel libro, uno mi ha molto colpito e scosso: correva l'anno 1939, e Franklin Delano Roosevelt respinse e rimandò indietro una nave (la St. Louis) carica di ebrei e rifugiati che cercavano scampo dalle persecuzioni naziste (con molti di loro che, in seguito, trovarono la morte nei campi di concentramento). Ecco, visto che "nessuno impara dalla storia", questo passaggio mi ha ricordato molto da vicino il concetto di politica di un certo Matteo Salvini.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

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Consigli di lettura:

giovedì 10 ottobre 2024

Premio Nobel per la letteratura 2024 a Han Kang


Il premio Nobel per la Letteratura 2024 è stato assegnato alla sudcoreana Han Kang, "per la sua intensa prosa poetica che affronta i traumi storici ed espone la fragilità della vita umana".
"Nella sua opera - si legge nella motivazione - Han Kang affronta traumi storici e insiemi invisibili di regole e, in ciascuna opera, espone la fragilità della vita umana. Ha una consapevolezza unica delle connessioni tra corpo e anima, vivi e morti, e, nel suo stile poetico e sperimentale è diventata una innovatrice nella prosa contemporanea".
Tra le sue opere più note figurano La vegetariana e Atti umani.

Vincitori del premio Nobel per la letteratura (dal 2000)
2000: Gao Xingjian (Cina/Francia)
2001: Vidiadhar Surajprasad Naipaul (Regno Unito)
2002: Imre Kertész (Ungheria)
2003: John Maxwell Coetzee (Sudafrica)
2004: Elfriede Jelinek (Austria)
2005: Harold Pinter (Regno Unito)
2006: Orhan Pamuk (Turchia)
2007: Doris Lessing (Regno Unito)
2008: Jean-Marie Gustave Le Clézio (Francia/Mauritius)
2009: Herta Müller (Germania)
2010: Mario Vargas Llosa (Perù/Spagna)
2011: Tomas Tranströmer (Svezia)
2012: Mo Yan (Cina)
2013: Alice Munro (Canada)
2014: Patrick Modiano (Francia)
2015: Svjatlana Aleksievič (Bielorussia)
2016: Bob Dylan (Stati Uniti)
2017: Kazuo Ishiguro (Regno Unito)
2018 (assegnato l'anno successivo): Olga Tokarczuk (Polonia)
2019: Peter Handke (Austria)
2020: Louise Glück (Stati Uniti)
2021: Abdulrazak Gurnah (Tanzania/Regno Unito)
2022: Annie Ernaux (Francia)
2024: Han Kang (Corea del Sud)

Italiani vincitori del premio Nobel per la letteratura
1906: Giosuè Carducci
1926: Grazia Deledda
1934: Luigi Pirandello
1959: Salvatore Quasimodo
1975: Eugenio Montale
1997: Dario Fo

lunedì 7 ottobre 2024

[RECENSIONE] Luca Bottura: Meno male che Silvio c'era

Luca Bottura: Meno male che Silvio c'era

Formato: Kindle (2926 KB)
Pagine: 232
Editore: Baldini+Castoldi (31 ottobre 2023)
ASIN: B0CL2NGLCQ

Data di acquisto: 30 settembre 2024
Letto dal 2 al 7 ottobre 2024

Sinossi
"Mentre noi ci baloccavamo sulle origini misteriose del patrimonio di Silvio Berlusconi, sui legami massonici, sugli stallieri di Cosa Nostra, sulle Olgettine, il Cavaliere esportava un modello a immagine e somiglianza sua e della sua azienda: il capitalismo muscolare. Là dove bilanci, politica, gnocca, democrazia, media appecoronati, vocazione autoritaria, blandizie, minacce, joie de vivre, joie di non pagare le tasse, convivono in un ecosistema meraviglioso nel quale i poveri votano, quando possono votare, per i ricchissimi. A maggior gloria del re. Sudditi felici che hanno sempre qualcun altro cui addossare il loro fallimento: migranti, comunisti, migranti comunisti. Fino a diventare migranti economici di loro stessi. Che mai giungeranno in porto ma, durante il viaggio, scalciano il tizio a fianco. Berlusconi è stato forse il politico più deriso al mondo, e questo libro non fa eccezione. Ma chi ne sfotteva le orribili barzellette, la coazione a mentire, i modi da parvenu brianzolo, chi si sentiva superiore per modernità, arguzia, cultura, alla fine è diventato come lui (qualcuno ricorda Sarkozy?) o ne ha avuto bisogno fino all'ultimo per rendere il format più trash (Meloni, Salvini). Dunque, vincente. Ché, in fondo, l'occasione fa l'uomo Silvio. Ma siccome di troppa saliva si può morire, anche dopo morti, eccomi. A raccontare l'uomo che più ha portato l'Italia nel mondo dopo Leonardo da Vinci e Al Capone. Scelga il lettore in che percentuale, a patto di ammettere una fattuale verità: Silvio era, è stato e sarà eterno e inestinguibile". Luca Bottura

L'incipit del libro
A - Segrate, fratres
Il piccolo agglomerato di case è rimasto quasi intonso, benché circondato da un ipermercato pro capite e varie opacità commerciali: ortofrutta grandi come il Molise, bar stracolmi di pasticcini alla mandorla, di quelli che proprio non puoi rifiutarti di vendere, ristoranti che cambiano gestione con la frequenza di una segreteria del Pd.
Diciamo che vanno forte le lavanderie.
Case basse, rosse. Intonaco a momenti. Una tabaccheria ricolma di slot machine laddove c'era una piccola Coop, un fornaio che ha emesso l'ultimo scontrino in lire, le vestigia di un vecchio cinema porno, l'Excelsior, che fronteggiano la caserma della polizia cinofila. È stato l'ultimo a chiudere in Italia, va' a capire per-ché. Probabilmente zoofilia.

La mia (brevissima) recensione
"Silvio Berlusconi appartiene ad una categoria che spesso ha conquistato il mondo: i mitomani di potere".
Casualmente ho conosciuto Luca Bottura, qualche anno fa ascoltando Radio Capital... e mi conquistò da subito per la sua irriverente rassegna stampa mattutina. E questo piccolo libricino (siamo a poco più di 200 paginette) incentrato sulla figura di Silvio Berlusconi non fa eccezione: usando un linguaggio spassoso ed ironico, ne analizza e ne ripercorre la carriera imprenditoriale, televisiva e, soprattutto, politica.
Luca è molto preparato, conosce bene la materia e sa di cosa parla. E, cosa fondamentale, non ha il paraocchi e non ha chiusure o pregiudizi di sorta (anche verso la "mia" Sinistra).
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

mercoledì 2 ottobre 2024

[RECENSIONE] Gian Marco Griffi: Ferrovie del Messico


Gian Marco Griffi: Ferrovie del Messico

Formato: copertina flessibile
Pagine: 824
Editore: Laurana Editore (26 maggio 2022)
ISBN-13: 9791280845023

Data di acquisto: 26 settembre 2024
Letto dal 27 settembre al 2 ottobre 2029 (abbandonato)

Sinossi
Se cercate dell'avventura, in questo romanzo ne troverete a bizzeffe. Se cercate della letteratura, con questo romanzo ne farete una scorpacciata. I luoghi e i tempi: Asti, Repubblica Sociale Italiana, febbraio 1944; su e giù per le ferrovie del Messico, tra gli anni Venti e gli anni Trenta del secolo scorso. I personaggi (non tutti): Cesco Magetti, milite della Guardia nazionale repubblicana ferroviaria, tormentato dal mal di denti, incaricato di compilare una mappa delle ferrovie del Messico (l'ordine viene dall'alto, molto dall'alto); Tilde Giordano, ragazza bellissima e folle, imbevuta di letteratura, della quale Cesco si innamora all'istante e perdutamente; Steno, devotissimo fidanzato di Tilde, partigiano senz'armi; don Tiberio, prete di città confinato a Roccabianca a causa di certe sue insane passioni; Epa, cartografo samoano (delle Samoa tedesche); Adolf il Führer e la sua consorte Eva, alle prese con l'abuso di anglicismi; Angelo detto Angelino detto Angelito detto Lito Zanon, addetto cimiteriale alla bollitura di cadaveri; Mec il muto, suo sodale fin dai tempi in cui insieme costruivano ferrovie in Sudamerica; le due Marie, entrambe di nome Maria; Bardolf Graf, impiegato amministrativo, ignaro motore immobile di tutta la storia; Ettore e Nicolao, informatissimi e misteriosi clienti fissi del night club segreto L'Aquila agonizzante, prossimi ai partigiani; Gustavo Adolfo Baz, autore del volume Historia poética y pintoresca de los ferrocarriles en México; Edmondo Bo, frenatore poeta, o poeta frenatore, o frenatore e poeta, in ogni caso alcolista e oppiomane; l'orribile Obersturmbannführer Hugo Kraas, amante dell'arte italiana, discutibile golfista e spietato SS; Giustina Decorcipo, compagna d'orfanotrofio di Ettore e Nicolao, violentata e uccisa e gettata sul bordo della strada a sedici anni; Feliciano, bambino morto. Con Ferrovie del Messico Gian Marco Griffi ci ha dato un grande romanzo corale, spassoso e commovente, giocoso e profondo, realistico e fantastico, avvincente senza tregua, scritto con una lingua quasi parlata, sempre cordiale tanto nel registro comico quanto in quello drammatico, e tuttavia letteratissima. Se i numi tutelari di Griffi sono senz'altro Jorge Luis Borges e Carlo Emilio Gadda (e fanno capolino qua e là Roberto Bolaño, Thomas Pynchon e, com’è logico, i Monty Python), il risultato è del tutto originale.

L'incipit del libro
Comando della Guardia nazionale repubblicana ferroviaria di Asti, 8 febbraio 1944
Era un brutto periodo. Ennio aveva disertato, a Luigi Bocca avevano sparato per sbaglio al lobo di un orecchio, il maestro Pozzi aveva perso tre dita della mano destra e bestemmiava ogni volta che armeggiava per scrivere con la sinistra. Il re era scappato, i passeggeri svanivano sui treni, il barbiere Gianni era scappato pure lui, salito su qualche collina per far la guerra alla Repubblica, e nel quartiere avevano tutti la barba da fare. Anche Pietro aveva disertato, il Gran Cinema Vittoria era chiuso, il mio dentista Grandi era alle Nuove a Torino accusato di tradimento, e io mi tenevo il mal di denti da tre giorni.


La mia recensione
Mi spiace dirlo ma non sono riuscito a finirlo: mi sono arreso quando stavo iniziando pagina 400 (su 824). Divertente ed inventivo sì, ma troppo lungo... sino allo sfinimento! E con alcune parti confuse ed allungate all'inverosimile.
Per dirla in parole povere: tanto fumo e pochissimo arrosto!
📌 Voto: ⭐⭐ (2 su 5)

lunedì 30 settembre 2024

Libri (e fumetti) letti a settembre 2024… e quelli da leggere ad ottobre!


I libri (ed i fumetti) che ho letto e recensito a settembre:
29: Tex. Romanzo a fumetti, albo n. 19 (ottobre 2024) - Dinamite
23: Martin Mystère, Speciale n. 41 (agosto 2024) - La storia mysteriosa del mondo, parte 2
19: Martin Mystère, albo n. 415 (settembre 2024) - Immagini viventi
17: Martin Mystère, albo n. 414 (agosto 2024) - La camera d'ambra
13: Andrzej Sapkowski - The Witcher. Le origini
12: Julia, albo n. 312 (settembre 2024) - L'occhio di Shiva
10: Zagor, albo n. 761 (710 di settembre 2024) - Incubo a Darkwood
6: Dylan Dog, albo n. 456 (settembre 2024) - Colui che divora le ombre
5: Wilbur Smith - L'ombra del sole
3: Diabolik, albo n. 931 (settembre 2024) - Fino a prova contraria
3: Nedjma - La mandorla
2: Diabolik Sottosopra (luglio 2024) - Un posto tranquillo
1: Guillaume Musso - La sconosciuta della Senna

Ed i libri in lettura per ottobre (ma non necessariamente in quest'ordine… e non è neanche detto che siano questi):
Gian Marco Griffi - Ferrovie del Messico [già in lettura]
Luca Bottura - Meno male che Silvio c'era
David Foster Wallace - La scopa del sistema
Agatha Christie - Un messaggio dagli spiriti
Arthur C. Clarke - Le sabbie di Marte
Wilbur Smith - Il destino del leone. Il ciclo dei Courtney, vol. 1

venerdì 27 settembre 2024

[RECENSIONE] Max Brooks: Zombie Story e altri racconti

Max Brooks: Zombie Story e altri racconti

Titolo originale: Closure, Limited and Other Zombie Tales
Formato: copertina flessibile
Pagine: 104
Editore: Cooper (3 luglio 2015)
ISBN-13: 9788873941972

Data di acquisto: mi è stato prestato il 26 settembre 2024
Letto dal 26 al 27 settembre 2024

Sinossi
In un mondo devastato da scenari apocalittici, vampiri e zombi si contendono la vittoria sull'umanità per garantirsi la sopravvivenza eterna. Una giovane operaia cinese ricorda con orrore l'attacco dei morti viventi alla Grande muraglia. Fred è rinchiuso in uno stanzino senza cibo né acqua da non sa più quanti giorni, braccato da orde di zombi che gemono e si agitano là fuori. Un "sopravvissuto" racconta il suo nuovo lavoro: ricostruire i corpi e gli effetti personali delle vittime della guerra mondiale degli Zombi.

La mia non-recensione
Questa mini raccolta di racconti brevi di Max Brooks voleva essere, almeno nelle intenzioni dell'autore, una lettura leggerina ed una analisi sociologica sui rapporti tra gli umani ed i "non umani"...? Lo dico subito e senza farvi perdere tempo: Zombie Story non mi è piaciuto per niente!
📌 Voto: ⭐ (1 su 5)

giovedì 26 settembre 2024

[RECENSIONE] Christian Jacq: Kheops. Il testamento dei dei

Christian Jacq: Kheops. Il testamento dei dei. Il romanzo della piramide, vol. 2

Titolo originale: La loi du désert
Formato: copertina flessibile
Pagine: 427
Editore: Mondadori (1 giugno 1998)
ISBN-13: 9788804452850

Data di acquisto: 30 giugno 2024
Letto dal 19 al 25 settembre 2024

Sinossi
Dopo aver scoperto un complotto contro Ramses II il giudice Pazair è stato deportato per un crimine che non ha commesso e condannato a morte. Ma i congiurati responsabili del suo arresto, non hanno tenuto conto dell'amore di Neferet, la giovane donna medico che Pazair ha da poco sposato, e del coraggio del suo amico Souti.

L'incipit del libro
Il caldo era talmente soffocante che solo lo scorpione nero si avventurava nel sabbioso cortile della prigione. A più di duecento chilometri a ovest della città sacra di Karnak, in una zona sperduta tra la valle del Nilo e l'oasi di Kharga, i criminali recidivi scontavano terribili condanne ai lavori forzati. Quando la temperatura lo permetteva, essi venivano impiegati per curare la manutenzione della strada che univa la valle all'oasi, sulla quale, trainate dagli asini, circolavano le carovane cariche di merci.
Il giudice Pazair rivolse, per la seconda volta, la sua richiesta al responsabile del campo, un colosso lesto nel colpire gli indisciplinati.
- Non sopporto il trattamento di favore che mi viene concesso. Voglio lavorare come gli altri prigionieri.
Pazair, la cui giovinezza era svanita sotto il fardello delle responsabilità, era snello, assai alto di statura, i capelli castani, la fronte spaziosa, gli occhi verdi striati di marrone, e aveva un portamento distinto che incuteva deferenza.
- Tu sei diverso dagli altri.
- Sono anch'io un prigioniero.

La mia (brevissima) recensione
"Esseri viventi che abitate la terra, voi che transitate nei pressi di questo sepolcro, voi che amate la vita e respingete la morte: pronunciate il mio nome affinché io possa continuare a vivere; recitate, in mio onore, la preghiera votiva".
Prosecuzione naturale de L'inferno del giudice, il precedente primo volume della trilogia del giudice Pazair. Purtroppo, questa volta devo segnalare una trama molto monotona e quasi soporifera: sarà anche un thriller ma, pur tra complotti, incidenti ed assassinii a ripetizione, la storia è davvero molto ma molto piatta. Degni di nota solo la magnifica descrizione del paesaggio egiziano (in fin dei conti, siamo all'apice della gloria del faraone Ramses II) e degli usi e costumi dell'epoca.
📌 Voto: ⭐⭐⭐ (3 su 5)

giovedì 19 settembre 2024

[RECENSIONE] Glenn Cooper: L'ultimo conclave

Glenn Cooper: L'ultimo conclave. Cal Donovan, vol. 7

Titolo originale: The vacant throne
Formato: Kindle (949 KB)
Pagine: 344
Editore: Casa Editrice Nord (11 giugno 2024)
ASIN: B0CZ9G2V1X

Data di acquisto: 13 giugno 2024
Letto dal 14 al 18 settembre 2024

Sinossi
Era scritto che sarebbero tornati. E ora la Chiesa trema…
Quando, a soli due anni dall'elezione, papa Giovanni XXIV viene trovato morto nel suo letto, il Vaticano deve superare in fretta lo sconcerto e organizzare un nuovo conclave. Il giorno d'apertura, dopo la tradizionale processione dei cardinali elettori, viene sancito l'Extra omnes e si chiudono le porte. Nel pomeriggio i fedeli attendono l'esito della prima votazione, tuttavia le ore passano e dal comignolo su cui sono puntate migliaia di telecamere non esce nessuna fumata, né nera né bianca. Stretta fra gli obblighi del cerimoniale e un senso di inquietudine sempre più forte, la segretaria di Stato Elisabetta Celestino decide di compiere un atto senza precedenti: rompere il sigillo del conclave e aprire le porte. E la scena che si trova davanti è surreale. La Cappella Sistina è vuota. I cardinali elettori sono svaniti nel nulla…
Arrivato in Vaticano come collaboratore della CNN per commentare il conclave, Cal Donovan si unisce subito alle indagini su quella scomparsa apparentemente impossibile. E, mentre il mondo rimane col fiato sospeso in attesa di notizie, a poco a poco Cal si rende conto con orrore che quello è solo l'ultimo tassello di un piano ordito da un gruppo di persone potenti e determinate, persone che da otto secoli tramano nell'ombra per lavare nel sangue le colpe della Chiesa e ricostruirla dalle fondamenta…

L'incipit del libro
Il papa rimane solo molto di rado. Rodrigo da Silva l'aveva scoperto di recente. Non appena apriva gli occhi, al mattino, in camera sua si precipitava una suora armata di succo d'arancia, tè e biscotti. Poi celebrava la messa nella Cappella Paolina, sita nella prima loggia del palazzo apostolico, per alcuni selezionati dipendenti del Vaticano. Quindi faceva colazione nel suo appartamento in compagnia di Mario Santovito, il suo valletto, un uomo sempre vestito di nero e dall'espressione severa, e delle allegre suore delle Azzorre incaricate delle faccende domestiche, parte della congregazione delle Sorelle dell'Immacolata. L'abbondante pasto veniva servito dall'affabile chef Edoardo Antelao, che faceva avanti e indietro dalla cucina per assicurarsi che il santo padre, un buongustaio impenitente, fosse soddisfatto delle portate. Dopo essersi accomodato nel suo studio in biblioteca, il papa si lasciava guidare da Mario Finale, il segretario particolare, nella coreografia degli incontri e delle udienze che quel giorno lo avrebbero portato a contatto con la miriade di chierici e laici che sgomitavano per avere una fettina della sua attenzione, finché, giunta la sera, non poteva finalmente ritirarsi in solitudine.

La mia recensione
"In tempi come questi le dicerie volano come stormi di uccelli migratori".
Ancora una volta Glenn Cooper regala ai suoi lettori un thriller che conduce dritti dritti nel cuore pulsante del Vaticano. L'ultimo conclave è incentrato, appunto, sulla misteriosa (e senza precedenti) scomparsa dei cardinali elettori durante il conclave per eleggere il successore di papa Giovanni XXIV, deceduto (o assassinato?) dopo appena due anni di pontificato.
Un thriller, quindi, avvincente e pieno zeppo di misteri, suspense e intrighi politici e religiosi a non finire… La trama è bella tosta, con di colpi di scena e rivelazioni in rapida successione (ma qualcuna giungerà non proprio inaspettata). Molto bella ed elegante nella sua drammaticità la parte storica che poi, è facile intuirlo, verso la fine del libro si ricongiungerà con la trama principale vera e propria.
Cal Dovovan, come sempre, si troverà nel posto giusto al momento giusto ma, questa volta, avrà un "peso" quasi marginale nello sviluppo (e risoluzione) della storia. Il ruolo principale spetterà, invece, alla brillante suor Elisabetta Celestino: è lei, infatti, che durante la sede vacante (e la contemporanea sparizione di tutti i cardinali che ricoprivano incarichi e ruoli attivi in Vaticano), tenendo fede al suo ruolo di Segretaria di stato, si fa carico della gestione organizzativa, politica e religiosa del Vaticano stesso.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

martedì 17 settembre 2024

[RECENSIONE] Stephen King: La zona morta

Stephen King: La zona morta

Titolo originale: The Dead Zone
Formato: copertina flessibile
Pagine: 464
Editore: Sperling & Kupfer (6 novembre 2013
ISBN: 9788868361273

Data di acquisto: 4 giugno 2014
Letto dal - al 22 agosto 2014

Sinossi
Al risveglio da un coma durato quattro anni, Johnny scopre di possedere un dono meraviglioso e nello stesso tempo inquietante: è capace di carpire i segreti della mente, del passato e del futuro di alcune persone attraverso un semplice contatto, un tocco. Così, in un giorno d'estate Johnny stringe la mano di un ambizioso uomo politico e viene a conoscenza di un avvenire talmente incredibile che unicamente lui può credere vero e, quindi, fermare.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

domenica 15 settembre 2024

[RECENSIONE] Guido Nolitta e Gallieno Ferri: Zagor. Il re di Darkwood

Guido Nolitta e Gallieno Ferri: Zagor. Il re di Darkwood

Formato: copertina rigida
Pagine: 176
Editore: Sergio Bonelli Editore (18 febbraio 2016)
ISBN-13: 9788869610226

Data di acquisto: 19 febbraio 2016
Letto dal 27 al 28 aprile 2016

Sinossi
Pochi protagonisti dei fumetti vantano schiere di fedeli lettori come Zagor, inventato ormai più di cinquant'anni fa da Guido Nolitta, pseudonimo di Sergio Bonelli, con il fondamentale contributo grafico di Gallieno Ferri. Un personaggio che con le sue avventure attraversa i generi e li rappresenta tutti, o quasi. Il mondo di Zagor è un fantastico contenitore di storie, popolato di nemici implacabili, di minacce senza speranza, di tradimenti e vendette, di ingiustizie e torti da riparare che vengono a turbare il quotidiano tran tran del nostro eroe, che altrimenti trascorrerebbe una vita tranquilla nella rigogliosa foresta immaginaria di Darkwood, in compagnia del suo inseparabile amico Cico, pacioso, irascibile e pasticcione messicano dalla fame inestinguibile. In questo volume, il racconto in prima persona del passato di Zagor. Un lungo, sconvolgente viaggio sulle tracce della sua leggenda, fino alla nascita dello Spirito con la Scure.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

venerdì 13 settembre 2024

[RECENSIONE] Andrzej Sapkowski: The Witcher. Le origini

Andrzej Sapkowski: The Witcher. Le origini

Contiene i racconti:
- La strada da cui non c'è ritorno (dal volume La strada senza ritorno)
- Una questione di prezzo (dal volume Il guardiano degli innocenti)
- Il sangue degli elfi (dal volume Il sangue degli elfi)

Formato: ePub (422.2 KB)
Pagine: 128
Editore: Casa Editrice Nord (19 giugno 2024)
ISBN: 8842936588

Data di acquisto: 5 settembre 2024 (gratis con licenza)
Letto dall'11 al 13 settembre 2024

Sinossi
Per chi ha amato la serie di The Witcher, in omaggio una raccolta di racconti tratti dai suoi libri.

La mia recensione
"Tante, tantissime volte era stata tranquillizzata dopo che le sue stesse urla l'avevano svegliata nel cuore della notte. Ma adesso era diverso. Adesso ci credeva. Perché adesso a calmarla era Geralt di Rivia, il Lupo Bianco. Lo strigo. Il suo destino. Lo strigo Geralt, che l'aveva trovata nel bel mezzo della guerra, della morte e della disperazione, l'aveva presa con sé e aveva promesso che non si sarebbero mai separati".
Questo mini ebook è solo un estratto di alcuni passi tratti dai volumi della serie The Witcher, dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski. Ebook, perciò, che serve da "base di lancio" per tutti coloro che, non avendo letto la saga di Geralt di Rivia, vogliono conoscere il personaggio e le ambientazioni in cui si muove.
Sapkowski mi sembra un grande autore (è stato molto abile a dar vita ad un gigantesco mondo fantasy) ma, e lo dico in tutta onestà: forse perché è un insieme di racconti brevi e con molti dialoghi, il libro non mi ha entusiasmato più di tanto. E, a questo punto, non so se affronterò la lettura anche dell'intera saga. Staremo a vedere...
📌 Voto: ⭐⭐⭐ (3 su 5)