▶ Questo blog è facilmente raggiungibile anche da www.lastanzadiantonio.com
"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

domenica 17 maggio 2026

È festa Inter per il 21° Scudetto


Il popolo nerazzurro abbraccia l'Inter campione d'Italia. La squadra di Cristian Chivu, che dopo lo Scudetto ha conquistato anche la Coppa Italia, saluta il pubblico del Meazza San Siro con un pareggio. Col Verona già retrocesso finisce 1-1 (vantaggio nerazzurro di Bonny al 47' e pareggio gialloblù di Bowie al 91').
Lo stadio ha tributato anche un commosso omaggio a Evaristo Beccalossi, leggenda nerazzurra scomparso lo scorso 6 maggio. La partita fa più da cornice alla festa che altro. La festa che prosegue con la sfilata della squadra in città… destinazione finale piazza Duomo.

▪️I 21 Scudetti dell'Inter:
1909/10; 1919/20; 1929/30; 1937/38; 1939/40; 1952/53; 1953/54; 1962/63; 1964/65; 1965/66 ⭐; 1970-1971; 1979/80; 1988/89; 2005/06; 2006/07; 2007/08; 2008/09; 2009/10; 2020/21; 2023/24 ⭐; 2025/26

▪️L'Albo d'Oro della Serie A (dal 2000):
1999/2000 Lazio; 2000/01 Roma; 2001/02 e 2002/03 Juventus; 2003/04 Milan; 2004/05 non assegnato; 2005/06, 2006/07, 2007/08, 2008/09 e 2009/10 Inter; 2010/11 Milan; 2011/12, 2012/13, 2013/14, 2014/15, 2015/16, 2016/17, 2017/18, 2018/19 e 2019/20 Juventus; 2020/21 Inter; 2021/22 Milan; 2022/23 Napoli; 2023/24 Inter; 2024/25 Napoli; 2025/26 Inter

sabato 16 maggio 2026

Hayley Gelfuso: Il libro delle ore perdute


Hayley Gelfuso: Il libro delle ore perdute

Titolo originale: The Book of Lost Hours
Formato: Kindle (944 KB)
Pagine: 420
Editore: Casa Editrice Nord (5 maggio 2026)
ASIN: B0DS1BFJND
ISBN-13: 978-8842938606

Data di acquisto: 11 maggio 2026
Letto dal 12 al 16 maggio 2026

▪️Sinossi
«Misteri, segreti e un amore capace di sfidare il tempo. Semplicemente meraviglioso». The Irish Independent
«L'esordio originalissimo di un'autrice dall'immaginazione e dal talento straordinari. Hayley Gelfuso è una nuova, grande voce della narrativa». Glenn Cooper
Esiste un luogo che custodisce i ricordi di tutte le vite vissute…
Per Lisavet, tutto comincia a Norimberga una drammatica notte del 1938, quando una folla inferocita a caccia di ebrei assalta la sua casa. Per salvarla, suo padre apre una porta invisibile tramite un orologio speciale e spinge la figlia oltre la soglia buia, con la promessa di tornare presto a riprenderla. Quella porta non si aprirà più. E così Lisavet si ritrova bloccata in un luogo che pensava esistesse solo nelle favole della buonanotte raccontate dal padre. Una biblioteca infinita, nascosta tra le pieghe del tempo, dove sono allineati innumerevoli volumi che custodiscono i ricordi di tutti coloro che sono vissuti nel corso dei secoli. Ma Lisavet si rende conto di non essere sola. Ci sono altri con un orologio come quello di suo padre, uomini che combattono una guerra clandestina per il controllo della Storia, bruciando i ricordi delle persone condannate a essere cancellate dalla memoria del mondo. Ombra tra le ombre, Lisavet trascorre anni tra quegli scaffali, imparando a viaggiare nei ricordi altrui e cercando di salvare i volumi dati alle fiamme. Fino al giorno in cui qualcuno non si accorge di lei…
Per Amelia, tutto comincia a Boston una fredda mattina del 1965, quando eredita dallo zio, morto in circostanze misteriose, uno strano orologio. Al funerale, una sconosciuta dallo sguardo enigmatico le si avvicina per raccontarle una verità che ha dell'incredibile e metterla di fronte a un destino ineluttabile: raccogliere il testimone dello zio come guardiano del tempo e lottare contro chi vuole manipolare il corso della Storia. Una missione che condurrà Amelia a una scoperta sconvolgente sulla sua famiglia e sulla sua stessa identità.
Tradotto in più di venti Paesi e salutato dai lettori come uno degli esordi più originali degli ultimi anni, questo romanzo vorticoso supera i confini tra i generi letterari e ci interroga sul valore inestimabile della memoria.

▪️L'incipit del libro
1938, Norimberga, Germania
Nel 1938, nella città di Norimberga, un uomo raccontava alla figlia una favola della buonanotte. L'uomo era un orologiaio, discendente da una lunga stirpe di orologiai, e risiedeva nel quartiere ebraico della città. Misurava il tempo, come i suoi predecessori avevano fatto per due secoli.
«È ora di dormire, Lisavet. Hai già sentito abbastanza storie per stasera», disse l'orologiaio dopo che la figlia gli ebbe chiesto, per la terza volta, di raccontarle un'altra favola.
Fuori dalla finestra, il vento gelido di novembre spazzava le strade buie. L'orologiaio pensava al lavoro che lo attendeva al piano di sotto, nella bottega. Più precisamente, alla lettera che si trovava sulla sua scrivania, arrivata dall'America quella mattina.
«Non sono stanca. Voglio restare sveglia fino a quando non torna Klaus», disse Lisavet, imbronciata.
«Tuo fratello farà troppo tardi per aspettarlo alzata». L'uomo sorrise, vanificando il tentativo di farsi obbedire. Le accarezzò la testa, sapendo già che avrebbe ceduto. Con i capelli d'oro e gli occhi color caramello, sua figlia era la copia perfetta della defunta moglie.
Quando lei era viva, scherzava spesso sul fatto che avessero messo al mondo due versioni in miniatura di sé stessi: il figlio era tale e quale a lui, mentre la figlia era lei. Fisicamente era senz'altro vero ma, al di là dell'aspetto, Ezekiel Levy e suo figlio Klaus non avrebbero potuto essere più diversi. Klaus si muoveva a proprio agio nell'alta società e sognava di andare a scuola nella capitale, come sua madre. A somigliare davvero a Ezekiel era Lisavet. Era lei che passava le ore nel laboratorio del padre, a osservarlo incastrare con pazienza gli ingranaggi e le molle nei vecchi orologi rotti finché non riprendevano vita. Era lei che ogni mattina caricava gli orologi all'ingresso del negozio e contemplava in rispettoso silenzio quei capolavori di legno e metallo che cantavano al ritmo del tempo. E sarebbe stata lei, un giorno, a ereditare la bottega di famiglia e i segreti che custodiva.

▪️La mia recensione
"Il passato è il nostro specchio. Ci mostra chi siamo stati e che cosa siamo diventati. Ci sono persone che non sopportano il proprio riflesso e così lo cambiano, cancellando alcuni ricordi dalla faccia della Terra".
Ecco qui un debutto letterario degno di nota ed in grado di fondere insieme Storia reale (si parte dalla tragica "Kristallnacht" del 1938) e racconto fantasy, intrecciandoli attorno ad una sorta di magica biblioteca dei ricordi passati, accessibile tramite alcuni strani orologi (anche se, ad essere sinceri, non viene minimamente  spiegato come sia stato possibile idearli e realizzarli). Il libro delle ore perdute, in sintesi, analizza le reminiscenze di un singolo individuo (e le scelte che esso compie) e come queste si ripercuotono sulla collettività.
Una vera e propria favola moderna (ma la scena d'apertura è parecchio terribile) dal ritmo incalzante e, allo stesso tempo, emozionante e lievemente nostalgico. Una storia che parla di memoria e ricordi, passato da preservare, valori universali, perdita e tenacia.
Allo stesso tempo, tuttavia, ho avvertito un certo senso di "già visto" da qualche altra parte: non a caso, mentre leggevo questo libro ho ripetutamente pensato (ricordi e memoria… appunto!) al romanzo Il libro del destino di Grégory Samak ed alla bellissima saga de La biblioteca dei morti di Glenn Cooper.
Inoltre, scordatevi una trama lineare: in questo romanzo assisteremo ad una infinita sequela di salti e varchi temporali che, a volte, faranno perdere il filo della narrazione (vi perderete, letteralmente, nella storia).
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 4 al 10 maggio 2026 (Fonte: TuttoLibri del 16 maggio 2026):

1. Emmanuel Carrère - Kolchoz
2. Luciana Littizzetto - Il tempo del la la la
3. Karim B. - Tears on my pen drive
4. Csaba dalla Zorza - Io sono Adele
5. Walter Veltroni - Il bar di Cinecittà
6. Concita De Gregorio - La cura
7. Pera Toons - Il gioco delle risate
8. Niccolò Ammaniti - Il custode
9. Stefania Andreoli - Un'ottima famiglia
10. Tomaso Montanari - La continuità del male. Perché la destra italiana è ancora fascista

"Fahrenheit 451": Bradbury ci insegna che leggere è l'unico modo per salvare la nostra mente

Fahrenheit 451: Bradbury ci insegna che leggere è l'unico modo per salvare la nostra mente

👉 fonte: Libreriamo

In un'epoca che ci spinge a consumare pillole di conoscenza istantanea e a delegare il pensiero ad algoritmi e artifici digitali, stiamo smarrendo una capacità vitale: quella di abitare la complessità. Il rischio non è solo l'ignoranza, ma una forma di analfabetismo emotivo e civile che ci rende incapaci di distinguere ciò che è autentico da ciò che è pura finzione costruita per rassicurarci.
Ray Bradbury, nella sua spaventosa profezia sociologica immortalata in Fahrenheit 451, non temeva tanto il fuoco che incenerisce la carta, quanto il gelo di un'indifferenza che spegne la mente. Ci aveva avvertito che una società che baratta la fatica di leggere con la comodità di un intrattenimento perenne è una società che ha rinunciato alla propria anima, preferendo la superficie levigata dell'artificio alla "sana" e ruvida realtà dell'esperienza umana.
I libri, nel romanzo di Bradbury, sono pericolosi proprio perché disturbano questa finta quiete. Sono lo specchio che restituisce al mondo le sue rughe e le sue verità taciute.
Quindi, ora vede perché i libri sono odiati e temuti? Perché mostrano i pori sulla faccia della vita. La gente adattata vuole facce simili a lune di cera, senza pori e senza peli, dunque senza espressione.
Scritto per la prima volta nel 1953 (in Italia nel 1956 come Gli anni della fenice), in un clima dominato dal maccartismo e dal trauma dei roghi nazisti, Fahrenheit 451 è molto più di una distopia fantascientifica: è l'autopsia di una società che ha rinunciato a pensare.
Il libro prende il titolo dalla temperatura a cui la carta prende fuoco, appunto Fahrenheit 451 (circa 233 °C). Fahrenheit si riferisce principalmente alla scala di temperatura ideata da Daniel Gabriel Fahrenheit, utilizzata principalmente negli Stati Uniti.
In un futuro dove i pompieri incendiano i libri per garantire una stabilità fatta di ignoranza e divertimento forzato, seguiamo la trasformazione di Guy Montag da fedele esecutore a ribelle della coscienza. La sua crisi nasce dall'urto con due realtà opposte. Da un lato la moglie Mildred, simbolo di un'umanità anestetizzata da cuffie perenni e pareti-televisori che riempiono il vuoto interiore con rumore incessante. Dall'altro la figura di Clarisse e il sacrificio di un'anziana donna che preferisce bruciare con i propri volumi piuttosto che vivere senza.
Attraverso il cinico Capitano Beatty, un censore che cita i classici solo per dimostrarne l'inutilità, Bradbury ci svela la verità più amara: non è stato il governo a bandire i libri, ma i cittadini stessi, che hanno preferito la comodità di un'informazione rapida e priva di spigoli alla fatica della riflessione.
La fuga di Montag verso gli "uomini-libro", che tramandano la cultura a memoria tra le rovine di un mondo sull'orlo del collasso nucleare, diventa così l'ultima speranza di una civiltà che può rinascere dalle proprie ceneri solo se decide di recuperare la propria memoria storica.
Il vero cuore del problema identificato da Bradbury non risiede in una censura imposta con la forza da un tiranno, ma in una scelta collettiva e silenziosa: la rinuncia alla complessità per paura del conflitto. La società di Fahrenheit 451 ha trasformato il concetto di uguaglianza in un livellamento verso il basso, dove la cultura è vista come un elemento di disturbo che crea dislivelli intellettuali e, di conseguenza, infelicità. Il problema sociologico è la nascita di una società che rifiuta il dolore e il dubbio, preferendo l'anestesia di una bugia confortevole alla fatica di una verità articolata. Abbiamo costruito una prigione di vetro fatta di intrattenimento perenne, dove l'artificio ci protegge dall'ansia di pensare, ma ci priva della nostra capacità di restare umani.
In questo scenario, il libro diventa il nemico pubblico numero uno perché è l'unico oggetto capace di ricordarci che il mondo non è piatto, ma profondo e spesso doloroso.
🌎 CLICCA QUI per continuare a leggere

Novità in libreria: quattro romanzi imperdibili tra suspense e grandi sogni


Novità in libreria: quattro romanzi imperdibili tra suspense e grandi sogni

👉 fonte: L'altro femminile

Cosa ci riserva la primavera per arricchire il nostro spirito e guardare, come sempre, oltre il consueto? L'Altro Femminile ha selezionato per voi quattro storie nate dal talento di autrici che sanno indagare l'animo umano con profondità. Le novità in libreria spaziano dalla narrativa di formazione al thriller psicologico, offrendo riflessioni sull'accettazione di sé e sui legami che intrecciano le nostre vite.
Il viaggio comincia con Catherine Ryan Hyde, che torna in Italia grazie a Indomitus Publishing con il romanzo Le cicatrici del cuore. La storia segue Michael Woodbine, un giovane segnato fisicamente ed emotivamente da un trauma infantile, che attraverso un progetto cinematografico impara a mostrare le proprie ferite senza vergogna. È un invito potente a riconoscere che nessuno è solo nelle proprie imperfezioni.
Per chi cerca emozioni forti, segnaliamo il ritorno in libreria della regina del domestic thriller Teresa Driscoll. Edito da Indomitus Publishing, Cosa ho fatto? ci trascina in un incubo che inizia con un semplice gesto di gentilezza in un hotel di Parigi. Una madre si ritrova sospettata di un crimine gravissimo, lottando per salvare la sua famiglia e scoprire una verità che tiene con il fiato sospeso fino all'ultima pagina.
L'atmosfera si sposta, poi, nel Texas di Carolyn Brown con Il baule della speranza, pubblicato da Indomitus Publishing. Tre cugini si ritrovano per onorare l'eredità della nonna: completare un quilt incompiuto. Filo dopo filo, tra le mura di una casa avvolta dal profumo di pini, i protagonisti ricuciono i pezzi delle loro vite ferite, riscoprendo il calore della famiglia e la possibilità di una rinascita.
Infine, il panorama delle novità in libreria si arricchisce con il giallo di P.M. Mucciolo, Come l'orso nel presepe, edito da StreetLib. Ritroviamo il personaggio di Oscar Durango, un medico di famiglia che inciampa in un possibile delitto casalingo. Tra scartoffie e pazienti esigenti, Durango dovrà improvvisare una caccia alla verità, affrontando al contempo i frammenti del proprio passato.
Quattro autrici, quattro stili diversi, ma un unico obiettivo: emozionare.

venerdì 15 maggio 2026

Buonvino: tutti i libri ispiratori e chi è l'inventore del commissario della serie TV


Buonvino: tutti i libri ispiratori e chi è l'inventore del commissario della serie TV

👉 fonte: Style Magazine del 14 maggio 2026

Conquistati dal comissario "alternativo" Giovanni Buonvino, interpretato nella miniserie Rai da Giorgio Marchesi? La serie, mix di crime e commedia social/romantica all'italiana, si conclude stasera con il secondo dei due episodi di questa prima stagione.
Più uomo che poliziotto. Più preso da dubbi e problemi che dai casi giudiziari. Giovanni Buonvino è un commissario "alternativo". Non è Rocco Schiavone. Ma neppure Coliandro o Vasco Benassi (il recente Uno sbirro in Appennino). In comunue con loro ha l'origine letteraria. Qui poi c'è qualcosa, nella sua potenziale e non realizzata brillante carriera in Polizia, che lo ricollega a certi personaggi pigri e umanissimi della commedia all'italiana cinematografica. Non a caso, nella prima puntata, lui stesso faceva riferimento a Brancaleone e alla sua pasticciona e pasticciata armata, dei due film interpretati da Vittorio Gassmann.
La vita l'ha portato altrove. Un errore, l'ufficio relazioni con il pubblico come punizione, quindi la nomina a commissario di Villa Borghese. Il Buonvino di Giorgio Marchesi è un mix di intuito, disciplina, rigore. Ma anche empatia e umanità, capacità di spronare chi gli sta accanto.
Così l'ha disegnato, letteralmente Walter Veltroni. Il giornalista/scrittore/ex sindaco di Roma (innamorato del cinema e anche regista), ha fatto da consulente alla serie TV di Michela Cocuzza dopo aver creato il suo commissario e la sua squadra. Ispirazioni, il cinema italiano e, dichiarata, la saga Rocco Schiavone di Antonio Manzini. Ma anche quella di I bastardi di Pizzolfalcone di Maurizio di Giovanni. Antieroi che reggono la scena e in cui il confine tra casi professionali e dubbi privati coesistono incrociandosi.
Buonvino non è Schiavone. Villa Borghese non è la napoletana Pizzofalcone. Eppure qualcosa in comune ce l'hanno ed è l'essere nati come esempi del nuovo crime letterario italiano. Con ambientazioni, caratteri e anche storie a cui siamo abituati, sono un'immersione nella nostra quotidiana realtà. Ci rispecchiamo in loro e ci ritroviamo nelle strade, anche metaforiche, in cui si muovono.
Veltroni il primo libro l'ha pubblicato nel 2019: Assassinio a Villa Borghese. Sono seguiti Buonvino e il caso del bambino scomparso (2020), C'è un cadavere al Bioparco (2021),  Buonvino tra amore e morte (2023), Buonvino e il cerchio insanguinato (2024), Buonvino e l'omicidio dei ragazzi (2026). Tutti li trovate in libreria, editi da Marsilio. I due episodi di questa prima stagione della serie TV, sono tratti da Il caso del bambino scomparso e C'è un cadavere al Bioparco.
Da dove viene il nome/titolo? È stato lo stesso Walter Veltroni a rivelarlo: «L'ho chiamato così perché sono astemio. Per quanto riguarda le somiglianze, dopo tanti anni di "convivenza" è inevitabile che le vite si intreccino. Ci accomuna il carattere, perché è una persona che ama usare il cervello e non la pistola. Ama fare squadra. Si diverte con i suoi agenti e non è un solista».
Tolti i due ispiratori di questa prima stagione, restano altri 4 romanzi della saga. La direttrice Rai Fiction Maria Pia Ammirati, alla presentazione della serie disse: «Se dovesse andare bene faremo di corsa nuove puntate». La prima puntata, una settimana fa, ha centrato la missione: regina del prime time, con  3.355.000 spettatori e il 20.3% di share. Stasera la sfida è più ardua: su Rai 2 c'è la seconda semifinale di Eurovision 2026. Ma gli oltre 3 milioni di spettatori sono già motivanti: aspettiamo l'annuncio di una seconda stagione…

Barbero: "Non è il numero dei libri letti a fare un buon narratore: pensate a Omero"


Barbero: "Non è il numero dei libri letti a fare un buon narratore: pensate a Omero"

👉 fonte: la Stampa

Alessandro Barbero e Giuseppe Laterza dialogano con Francesca Schianchi allo stand La Stampa del Salone del libro di Torino. Qui Barbero racconta il suo rapporto con i libri e la lettura, ricordando come da ragazzo leggesse anche un libro al giorno e fosse costretto a rileggere più volte gli stessi volumi. "I miei genitori, in fondo, non potevano comprarmi un libro al giorno", spiega. Tra i suoi desideri di lettura e immaginazione cita il fascino di incontrare figure storiche come Carlo Magno, ma anche persone comuni del suo tempo. Ripercorrendo la propria formazione, sottolinea come alcuni autori, come Salgari, siano stati riletti decine o centinaia di volte, dentro un universo di letture vastissimo e sempre in espansione. "Ma non mi è mai piaciuto fare classifiche".

National Geographic Italia: le copertine del 2009


▪ National Geographic Italia - gennaio 2009
Vol. 23, n. 1
€ 4,10
In copertina: Una maschera di bellezza d'oro del valore di circa 250 euro viene applicata ad una modella.

▪ National Geographic Italia - febbraio 2009
Vol. 23, n. 2
€ 4,10
In copertina: Le nubi si addensano sulla basilica di Pompei, distrutta dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.


▪ National Geographic Italia - marzo 2009
Vol. 23, n. 3
€ 4,50
In copertina: Grazie ad una macchina fotografica che rivela lo spettro dell'infrarosso, si possono individuare le perdite di calore (in rosso e giallo) in una casa del 1910.

▪ National Geographic Italia - aprile 2009
Vol. 23, n. 4
€ 4,50
In copertina: Sorriso di donna, barba da faraone: così veniva ritratta Hatshepsut, la donna che volle farsi re. Grazie all'identificazione della sua mummia oggi è possibile riscrivere la storia.


▪ National Geographic Italia - maggio 2009
Vol. 23, n. 5
€ 4,50
In copertina: Tra i molti angeli che popolano Roma, la statua del fiammingo Peter Anton von Verschaffelt svetta dalla terrazza di Castel Sant'Angelo.
In allegato: Mar Glaciale Artico, la nuova frontiera (lato A); Il declino dell'Impero di ghiaccio (lato B).

▪ National Geographic Italia - giugno 2009
Vol. 23, n. 6
€ 4,50
In copertina: In Egitto, la folla assalta un chiosco che vende pane sovvenzionato dal governo.


▪ National Geographic Italia - luglio 2009
Vol. 24, n. 1
€ 4,50
In copertina: Un monaco si affaccia tra le rovine di Ta Prohm, maestoso complesso di templi all'interno dell'antica città di Angkor.
In allegato: Sud-Est asiatico, terra del monsone (lato A); Impero Khmer (lato B).

▪ National Geographic Italia - agosto 2009
Vol. 24, n. 2
€ 4,50
In copertina: Il passaggio di una nave da crociera solleva un nugolo di piccioni sulla Piazzetta San Marco a Venezia. Le colonne di S. Marco e S. Teodoro un tempo segnalavano l'ingresso principale alla città.


▪ National Geographic Italia - settembre 2009
Vol. 24, n. 3
€ 4,50
In copertina: Su un tetto di Los Angeles, il ricercatore Larry Kazmerski sfoggia l'ultimo ritrovato nel campo del solare: pannelli fotovoltaici flessibili a pellicola sottile, installabili quasi ovunque.

▪ National Geographic Italia - ottobre 2009
Vol. 24, n. 4
€ 4,50
In copertina: Questo "ritratto" di una sequoia californiana alta 92 metri è stato realizzato grazie a tre macchine fotografiche fatte scorrere su una fune. Il risultato è un fotomosaico di 84 foto.


▪ National Geographic Italia - novembre 2009
Vol. 24, n. 5
€ 4,50
In copertina: In questa ricostruzione, un Deinosuchus di 80milioni di anni fa, che cacciava con una tecnica simile a quella del suo discendente moderno, l'alligatore americano.

▪ National Geographic Italia - dicembre 2009
Vol. 24, n. 6
€ 4,50
In copertina: Il volto senza tempo di una bambina hadza.

Questo nuovo romanzo horror merita assolutamente un film: che aspettiamo?


Questo nuovo romanzo horror merita assolutamente un film: che aspettiamo?

👉 fonte: Everyeye.it

Il rapporto tra letteratura e cinema è sempre stato profondissimo, con alcuni dei più grandi capolavori della storia del grande schermo, dopotutto, sono nati proprio dalle pagine di un romanzo, e ancora oggi Hollywood continua a cercare storie capaci di trasformarsi in esperienze cinematografiche memorabili.
Eppure esiste un libro horror fantasy che, nonostante il crescente successo ottenuto negli ultimi anni, non ha ancora ricevuto l'adattamento che meriterebbe davvero. Si tratta di Between Two Fires, conosciuto in Italia come Tra due fuochi, un'opera che mescola horror religioso, dark fantasy medievale e apocalisse demoniaca in modo semplicemente straordinario che può ricordare per gli amanti dei manga, un po' Berserk di Kentaro Miura.
L'horror ambientato nel Medioevo, infatti, è un territorio ancora sorprendentemente poco esplorato dal cinema moderno, nonostante abbia tutte le caratteristiche perfette per ospitare racconti disturbanti e immersivi. Superstizione, malattie, villaggi isolati, guerre, fanatismo religioso e la costante paura della morte rendevano quell'epoca un contesto ideale per storie oscure e inquietanti. Ed è proprio su queste atmosfere che Christopher Buehlman costruisce il suo romanzo, trasformando la Francia Medievale devastata dalla peste nera in un vero incubo popolato da demoni, visioni e orrori ultraterreni.
Ambientato nel 1348, Between Two Fires segue Thomas, un cavaliere caduto in disgrazia che ormai sopravvive come brigante, lontano dall'onore e dalla fede che un tempo guidavano la sua vita, ma il suo destino cambia quando incontra Delphine, una misteriosa bambina che sostiene di ricevere visioni divine. Thomas inizialmente non sa se considerarla una santa, una folle o addirittura una strega, ma decide comunque di accompagnarla verso Avignone, sede del Papa, intraprendendo un viaggio che si trasforma rapidamente in una terrificante discesa nell'orrore.
Pubblicato originariamente nel 2012, il romanzo ha impiegato anni prima di ottenere il riconoscimento che meritava, ma col tempo, però, il passaparola tra lettori e appassionati di dark fantasy lo ha trasformato in un autentico cult moderno, fino ad arrivare alla nuova edizione celebrativa pubblicata nel 2026.
Ma la vera forza di Between Two Fires va ben oltre il semplice parallelismo con le pandemie moderne, la scrittura di Buehlman riesce infatti a essere incredibilmente evocativa, alternando momenti di puro terrore a descrizioni quasi poetiche. Il suo stile è ricco di dettagli, immersivo e capace di trasportare il lettore in un mondo sporco, malato e devastato, dove il confine tra fede e follia diventa sempre più sottile.
Uno degli elementi più affascinanti del romanzo è proprio il modo in cui reinterpreta la peste nera in chiave soprannaturale. Storicamente sappiamo che la malattia fu causata dai batteri trasportati dai ratti, ma per le persone del XIV secolo la tragedia appariva come una punizione divina o una maledizione demoniaca. Ed è esattamente questo il concetto che il libro porta con se, infatti nel mondo di Between Two Fires la peste è realmente il risultato di una guerra tra Paradiso e Inferno, con i demoni che infestano il mondo mortale mentre il cielo sembra aver abbandonato l'umanità.
Durante il viaggio verso Avignone, Thomas e Delphine si trovano ad affrontare creature sempre più inquietanti. Alcune sono mostri brutali, come la creatura simile a un'anguilla che si nasconde nelle acque di un villaggio contaminato, mentre altre assumono forme molto più disturbanti e surreali.
L'atmosfera generale richiama inevitabilmente Berserk, capolavoro dark fantasy di Kentaro Miura che molti considerano ancora oggi il punto più alto del fantasy dark e uno dei migliori manga in assoluto. Thomas, con il suo passato traumatico, il cinismo e la lenta riscoperta dell'umanità, ricorda per certi versi proprio Guts, il tormentato protagonista del manga.
Pur seguendo un'impostazione classica da viaggio fantasy, il romanzo si sviluppa quasi come una raccolta di racconti horror medievali collegati tra loro. Ogni tappa del viaggio introduce nuove creature, leggende e incubi che potrebbero tranquillamente sostenere un intero film a sé.
E se davvero Hollywood decidesse di adattare Between Two Fires, c'è un nome che molti fan considerano perfetto per dirigere il progetto, ovvero Robert Eggers. Regista di The Witch, The Lighthouse, The Northman e Nosferatu, Eggers ha dimostrato più volte di saper trasformare il folklore, le superstizioni e le paure storiche in esperienze cinematografiche autenticamente disturbanti.

I grafomani, maniaci della scrittura


I grafomani, maniaci della scrittura
Da Proust a Agatha Christie, Antonio Castronuovo racconta nel suo Dizionario del grafomane tic, manie e rituali di narratori giganteschi e misconosciuti. Fino a dimostrare che c'è qualcosa di psicotico in chi non può fare a meno di scrivere, o di leggere

👉 fonte: RSI.ch

Il Dizionario del grafomane inizia con una citazione dello scrittore russo Vasilij Romanov: «Che cos'è uno scrittore? Bambini abbandonati, una moglie dimenticata. E vanità, vanità».
Il grafomane è in effetti colui che rinuncia a quasi tutto, o almeno a gran parte della vita, per scrivere. Che sia una passione, una fobia o tutte le cose che stanno nel mezzo. Il grafomane non ne può fare a meno, a prescindere dai risultati.
La frase di Romanov racconta chi trascura i propri doveri familiari, in un eccesso di vanità. Gli scrittori devono in qualche modo essere egocentrici: anche se parlano per interposta persona attraverso dei personaggi, qualcosa che riguarda l'affermazione e la testimonianza dell'Io, dentro i loro scritti, c'è sempre. Il grafomane, in ogni caso e quale ne sia il motivo profondo, è qualcuno che non può evitare di scrivere, come se fosse per lui quasi una funzione psicofisica: respirare, passeggiare, mangiare.
Antonio Castronuovo racconta la stranezza dei grafomani, le loro idiosincrasie, i tic, i rituali attraverso i quali arrivano a scrivere: ognuno ha il proprio, e tutti in un certo senso si assomigliano, perché organizzano le cose della vita in funzione delle ore, dei giorni e degli anni passati a scrivere.
Di fatto, Il Dizionario è una raccolta di aneddoti che riguardano alcuni tra i personaggi più noti della letteratura, da T.S. Eliot a Agatha Christie, ai classici latini, ai grandi dell'Ottocento, fino a Marcel Proust. Ma ci sono anche scrittori sconosciuti, e si attraversano diversi generi, il giallo, il fantasy.
Anche l'autore è decisamente originale, non solo il libro: Antonio Castronuovo è un esperto di storia del libro, di letterature minori, di scienze anomale, astrofisica e patafisica, ovvero la cosiddetta scienza delle soluzioni immaginarie. Aveva già mandato in stampa il Dizionario del bibliomane, e questo saggio nasce sulla falsariga dell'altro, pieno di amore e passione per le curiosità che girano intorno al mondo della letteratura, alla vita degli scrittori. Castronuovo è un lettore e uno scrittore trasversale, interessato alle procedure della scrittura, ma anche agli ambiti conoscitivi, alla società in cui si sviluppano le vite di questi grandi narratori.
Gli aneddoti che racconta sono piccoli spaccati, che però dicono molto a noialtri che spesso conosciamo bene le opere degli scrittori, e male la vita che c'è dietro, di officina e di cantiere. Attraverso voci in genere abbastanza brevi, al massimo 2 o 3 paginette, si illuminano molte cose della scrittura di autori arcinoti; o anche misconosciuti, magari, ma capaci di scrivere romanzi di genere che hanno venduto milioni di copie nel tempo.
Antonio Castronuovo stesso, nella pagina di introduzione al libro, parla di sé stesso come di un lettore inguaribile: ecco, anche il lettore, a sua volta, è un maniaco. Almeno il lettore vero, il lettore appassionato, quello che non può fare a meno di leggere. Per i lettori inguaribili, consultare il Dizionario del grafomane è l'occasione di scoprire le loro, di manie, quelle che hanno consentito agli scrittori di mettere sotto i nostri occhi le loro opere; e quindi rende chiaro che il rapporto tra chi scrive e chi legge è un rapporto tra maniaci. Sono due passioni intimamente correlate: non sono identiche, ma si assomigliano davvero tanto.

giovedì 14 maggio 2026

Libri amati dalle community online: oltre 30 ebook in offerta


Libri amati dalle community online: oltre 30 ebook in offerta
Dal 17 al 31 maggio, sono in offerta oltre 30 ebook a partire da 1,99 euro, tra fantasy, thriller e narrativa molto amata dalle community di lettura online. Spazio, tra gli altri, a titoli di Philip Pullman, Jonathan Stroud, Charlotte Link, Katie Kitamura, Violet Ren, Carmen Mola e Alice Basso

👉 fonte: il Libraio

Arriva una nuova promozione dedicata a chi ama leggere in digitale e seguire i consigli che animano le community di lettura.
Dal 17 al 31 maggio, nei principali negozi online, oltre 30 titoli sono disponibili a un prezzo speciale, a partire da 1,99 euro. Una selezione che riflette gusti molto condivisi tra lettrici e lettori attivi sulle piattaforme social: storie coinvolgenti, ritmi serrati e protagonisti memorabili.
Tra gli ebook in offerta si passa dal fantasy di La bussola d'oro, firmato da Philip Pullman, e della Tetralogia di Bartimeus di Jonathan Stroud, alle atmosfere tese e oscure di La sposa gitana di Carmen Mola e La notte di Kate di Charlotte Link.
Spazio anche a successi molto amati come Audizione di Katie Kitamura, Frutti della memoria. Il bacio della primavera, romanzo d'esordio di Violet Ren e Il morso della vipera della prolifica scrittrice Alice Basso…
Un'occasione, quindi, per lasciarsi guidare e trovare l'ispirazione tra libri e romanzi consigliati sul #BookTok e non solo.
Qui i particolari sull'offerta ebook: Amazon - IBS - Kobo - laFeltrinelli - librerieCoop.

A causa di distrazioni e interruzioni, sempre più spesso la lettura in ebook è discontinua (e non pochi abbandonano i testi che richiedono "troppo sforzo")


A causa di distrazioni e interruzioni, sempre più spesso la lettura in ebook è discontinua (e non pochi abbandonano i testi che richiedono "troppo sforzo")

👉 fonte: il Libraio

In un contesto in cui la quotidianità è sempre più veloce e frammentata, Amazon Kindle ha analizzato come stanno cambiando le abitudini di lettura delle italiane e degli italiani, indagando il tempo dedicato ai libri, le interruzioni che influenzano la lettura e l'utilizzo di modalità flessibili e personalizzate offerte dai supporti digitali.
I risultati della ricerca evidenziano un dato chiaro: gli italiani leggono con costanza, ma sempre più spesso in modo discontinuo. "Ogni sessione di lettura comporta in media sei minuti persi a rileggere o rielaborare il testo, principalmente a causa di distrazioni e interruzioni che fanno perdere il filo e affaticamento visivo". Considerando una media di quattro sessioni a settimana, questo equivale a circa 22 ore all'anno.
Il legame con la lettura rimane comunque molto forte: quasi tutte le italiane e gli italiani leggono almeno una volta a settimana (97%) e oltre la metà lo fa quotidianamente (53%), ma mantenere continuità è sempre più complesso. Quasi due terzi dei lettori (63%) dichiarano di dover rileggere passaggi per comprenderli pienamente, con più della metà (53%) che indica distrazioni e interruzioni come la causa principale che compromette la qualità della lettura.
Questo si riflette anche sul comportamento: tra chi si trova a dover rileggere, uno su cinque (20%) afferma che questo allunga significativamente i tempi e un quarto (25%) ha abbandonato libri che stava apprezzando perché proseguire richiedeva troppo sforzo. Tuttavia, i libri lasciati a metà diventano una fonte di frustrazione silenziosa.
Le abitudini di lettura stanno quindi evolvendo: alle lunghe sessioni continuative si affiancano momenti più brevi distribuiti nel corso della giornata. Quasi la metà dei lettori evita di leggere quando è stanca o stressata (49%) o sceglie momenti dedicati per concentrarsi meglio (40%).
Alcuni suddividono la lettura in sessioni più brevi (18%), mentre per altri cresce l'attenzione verso strumenti che consentono di adattare l'esperienza ai propri ritmi e alle proprie necessità: già oggi, infatti, c'è chi utilizza modalità di visualizzazione personalizzate (11%).
Questa esigenza è particolarmente evidente tra i più giovani: tra i lettori della Gen Z, la maggioranza si dichiara frustrata quando gli strumenti di lettura non si adattano al proprio modo di leggere (59%) e trova difficile mantenere continuità tra distrazioni e impegni quotidiani (69%).
Quando però la lettura riesce ad adattarsi meglio alle esigenze individuali, l'impatto è immediato: chi utilizza funzionalità di personalizzazione percepisce la lettura come meno stancante (39%), la trova più piacevole (31%) e legge più frequentemente (13%).

Cinque thriller americani pieni di segreti e tensione da comprare su Amazon e divorare in pochi giorni


Cinque thriller americani pieni di segreti e tensione da comprare su Amazon e divorare in pochi giorni

👉 fonte: Agenda Online

La primavera è, almeno in apparenza, il momento in cui i misteri funzionano meglio. Perché tutto sembra più chiaro, più visibile. Ma è davvero così? Il thriller americano vive su questo paradosso: storie che partono da una normalità apparente e poi si incrinano. Negli ultimi mesi sono stati pubblicati diversi titoli interessanti, alcuni diventati subito bestseller, altri cresciuti piano ma con una presa fortissima sui lettori.
Ecco cinque titoli di romanzi gialli americani, nella loro versione italiana, perfetti per essere divorati in pochi giorni.

▪️Non mentire di Freida McFadden
Freida McFadden continua a essere una delle autrici più lette del momento e Non mentire è uno dei titoli che meglio rappresentano il suo stile. In Italia è pubblicato da Newton Compton Editori, e ha girato parecchio tra classifiche e social.
Tutto inizia con una scelta che sembra innocua. Una coppia, in cerca di una nuova casa, decide di visitare una proprietà isolata, lontana dalla città. Neve, silenzio, nessuno intorno. È il classico posto che promette tranquillità. Solo che qualcosa non torna. Durante la visita, i due restano bloccati all'interno della casa a causa del maltempo. Non possono andare via. Non subito. E mentre cercano di capire come uscire da quella situazione, iniziano a notare dettagli strani. Oggetti lasciati indietro. Tracce di qualcuno che ha vissuto lì prima di loro. Poi trovano delle registrazioni. Sono cassette, diari audio. Appartenevano alla precedente proprietaria, una psichiatra scomparsa nel nulla anni prima. All'inizio è solo curiosità. Ma ascolto dopo ascolto, quelle voci iniziano a raccontare qualcosa di molto più inquietante.
Freida McFadden costruisce la tensione senza bisogno di forzare. Lascia che siano i dettagli a lavorare. E quando la verità emerge, lo fa ribaltando completamente quello che sembrava chiaro all'inizio. Perché in questa storia, più di tutto, conta una cosa: capire chi sta mentendo.

▪️L'ospite indesiderato di Shari Lapena
Shari Lapena è un nome ormai familiare per chi ama i thriller domestici. L'ospite indesiderato, pubblicato in Italia da Mondadori, segue la scia dei suoi romanzi più riusciti. In un remoto hotel tra le montagne, lontano da tutto, un gruppo di persone si ritrova bloccato a causa di una violenta tempesta di neve. La strada è impraticabile, le comunicazioni saltano, e l'isolamento diventa totale. All'inizio sembra solo un imprevisto, uno di quelli che si risolvono aspettando che il tempo migliori. Poi succede qualcosa. Una morte. Quello che poteva sembrare un incidente prende subito una piega diversa. I presenti capiscono che non si tratta di fatalità. Qualcuno, lì dentro, ha ucciso. E il problema è che nessuno può andarsene. I sospetti iniziano a circolare, i rapporti si incrinano, ogni gesto diventa ambiguo. Ognuno nasconde qualcosa, piccolo o grande che sia. E più il tempo passa, più la tensione cresce. Quando arriva un secondo omicidio, la situazione precipita. Non è più solo paura. È consapevolezza: l'assassino è tra loro.
Lapena costruisce la storia con un meccanismo quasi classico (spazio chiuso, pochi personaggi, isolamento) ma lo rende moderno grazie al ritmo e alla gestione dei punti di vista. Il lettore si muove insieme ai protagonisti, senza mai avere davvero il controllo.

▪️La casa dei cadaveri di Jeneva Rose
Jeneva Rose, diventata famosa con Il matrimonio perfetto, con La casa dei cadaveri,  pubblicato in Italia da Newton Compton Editori, conferma il suo talento per le storie ad alta tensione.
Dopo la morte della madre, Beth, Nicole e Michael sono costretti a rivedersi. Non succedeva da anni. Il motivo è pratico: sistemare l'eredità. Ma basta poco per capire che il passato è ancora lì, intatto. Beth non ha mai superato l'abbandono del padre. Nicole ha passato anni a lottare con la dipendenza, restando ai margini della famiglia. Michael, invece, ha scelto la distanza: è andato via e non è più tornato nella loro città del Wisconsin. I tre trovano delle videocassette. Sono vecchi filmati di famiglia. Scene semplici, momenti felici. Per un attimo sembra quasi possibile tornare indietro, recuperare qualcosa. Ma uno dei nastri cambia tutto. È una notte del 1999. Nessuno dei tre la ricorda. Sullo schermo appare il padre. È coperto di sangue. Poco dopo, il corpo senza vita di una ragazza. E una decisione, presa insieme alla madre: far sparire tutto. Il video si interrompe lì. Da quel momento non si tratta più di nostalgia. Si tratta di capire. Di decidere se lasciare tutto sepolto oppure affrontare una verità che potrebbe distruggere definitivamente ciò che resta della famiglia.

▪️La sconosciuta di Mary Kubica
Mary Kubica torna con La sconosciuta, pubblicato da HarperCollins Italia, uno dei titoli più letti negli ultimi mesi tra gli amanti del thriller psicologico.
Heidi Wood è in stazione quando la vede. Una ragazza giovanissima, completamente ferma sotto la pioggia battente, con un neonato stretto al petto. Non si muove. Non chiede aiuto. Poi, all'improvviso, sale su un treno e sparisce. Quell'immagine resta impressa nella mente di Heidi. Passano i giorni, ma qualcosa dentro di lei continua a lavorare. Finché decide di fare un gesto che nessuno si aspetta. Porta quella ragazza, Willow, a casa sua. Con lei c'è anche la bambina, di pochi mesi. Heidi non sa quasi nulla di loro, ma sceglie comunque di aiutarle. La sua famiglia reagisce male. All'inizio sembra solo una situazione complicata. Poi cominciano ad emergere dettagli. Piccoli, ma inquietanti. E quello che era nato come un gesto di gentilezza si trasforma lentamente in qualcosa di diverso. Più pericoloso e più instabile.

▪️L'ultima coppia di Ruth Ware
Ruth Ware è una delle firme più solide del thriller britannico-americano e L'ultima coppia, pubblicato in Italia da Newton Compton, è uno dei suoi lavori più recenti disponibili sul mercato.
La trama ruota intorno alla figura della docente Lyla Santiago che è in un momento complicato della sua vita. Il suo percorso accademico sta andando a rotoli, il rinnovo del contratto sembra lontano e anche la relazione con Nico, il suo fidanzato, è sempre più fragile. Lui sogna di fare l'attore, lei cerca di restare a galla. Quando si presenta l'occasione di partecipare a un reality show sembra quasi una via di fuga. Un modo per cambiare aria, per rimettere in piedi qualcosa. Così decidono di provarci insieme. Poco dopo, senza nemmeno rendersi conto di come ci siano arrivati, si ritrovano su una barca diretta verso un'isola sperduta nell'Oceano Indiano. Insieme a loro ci sono altre quattro coppie. L'obiettivo è semplice: superare una serie di prove e vincere un premio in denaro. All'inizio sembra tutto sotto controllo, ma quando una tempesta tropicale si abbatte sull'isola la situazione peggiora drasticamente. L'equipaggio non risponde più, i telefoni non funzionano: sono isolati, circondati dall'oceano, senza possibilità di contattare nessuno. Ora non è più un gioco, si tratta di sopravvivere.

mercoledì 13 maggio 2026

Coppa Italia: arriva la "decima" dell'Inter


È l'anno dell'Inter. I nerazzurri di Chivu, dopo lo Scudetto, conquistano anche la "stella d'argento" della decima Coppa Italia battendo 2-0 la Lazio nella scenografica finale dell'Olimpico di Roma.
Inter avanti già al 14': angolo di Barella, Thuram la sfiora ingannando Marusic che fa autogol. Nuno Tavares sull'altalena: prima salva sul destro di Dumfries, poi al 35' si fa soffiare palla dall'olandese che può servire Lautaro sulla linea di porta per il facile 2-0. Nella ripresa Lazio più viva, ma Noslin e Dia falliscono la chance per riparare il match.

▪️L'Albo d'Oro della Coppa Italia (dal 2000):
2026 Inter; 2025 Bologna; 2024 Juventus; 2023 e 2022 Inter; 2021 Juventus; 2020 Napoli; 2019 Lazio; 2018, 2017, 2016 e 2015 Juventus; 2014 Napoli; 2013 Lazio; 2012 Napoli; 2011 e 2010 Inter; 2009 Lazio; 2008 e 2007 Roma; 2006 e 2005 Inter; 2004 Lazio; 2003 Milan; 2002 Parma; 2001 Fiorentina; 2000 Lazio

Esiste una posizione comoda per leggere?


Esiste una posizione comoda per leggere?
No, almeno secondo un giornalista di Slate che ha indagato la questione

👉 fonte: il Post

Il giornalista Luke Winkie ha scritto un articolo su Slate in cui sostiene di non riuscire a leggere quanto vorrebbe: perché passa molto tempo davanti allo schermo dello smartphone, ma soprattutto perché, per quanto si sia sforzato, non ha mai trovato una posizione di lettura davvero comoda.
È un problema diffuso, dice Winkie. «È opinione comune che il primo romanzo pubblicato nella storia sia La storia di Genji, scritto all'inizio dell'XI secolo da Murasaki Shikibu, un'aristocratica giapponese. Mille anni dopo questa incredibile invenzione che ha aperto le finestre della mente, l'umanità non ha però ancora trovato un modo ergonomico per assimilare la parola scritta».
Winkie racconta di aver provato a leggere sdraiato sulla schiena, tenendo il romanzo sopra la testa finché le braccia non gli hanno fatto male. Ha provato anche seduto in poltrona, con il libro aperto sul grembo, finché il collo non si è irrigidito. C'è poi l'opzione di sdraiarsi a pancia in giù, con i gomiti affondati in un materasso, in un tappeto o nei cuscini di un divano: funziona per un po' «finché non diventa ovvio che in pratica stai facendo un plank e senza che i benefici superino il disagio».
Winkie ha condiviso la questione con le persone che gli stavano intorno e si è reso conto che erano tutti «sulla stessa barca». Bryan Lowder, vicedirettore di Slate, gli ha raccontato che mentre sfogliava un volume particolarmente ingombrante contenente i romanzi e i racconti del Ciclo di Earthsea della scrittrice Ursula K. Le Guin, era stato costretto ad ammucchiare tre cuscini contro la testiera del letto e a metterne un altro sulla pancia. Un'amica che aveva appena finito I fratelli Karamazov di Dostoevskij gli ha detto che legge in poltrona seduta con la schiena sul bracciolo: «Sto provando la diagonale totale - gli ha detto -, è di gran lunga l'approccio più efficace».
Altri, dice Winkie, hanno invece sviluppato una sorta di sindrome di Stoccolma e interpretano dunque il dolore della lettura «come un segno di virtù». Per esempio Tony Ho Tran, caporedattore di Slate, ha detto di aver bisogno di sentirsi «un po' a disagio» per concentrarsi adeguatamente su ciò che sta leggendo: «datemi una sedia di legno storta in cucina, datemi un sedile di plastica sul treno per andare al lavoro».
Winkie ha poi chiesto a uno specialista: Ryan Steiner, fisioterapista di una clinica di Cleveland, in Ohio. Gli ha confermato che la lettura costringe il corpo ad assumere una postura completamente innaturale e che non c'è niente che si possa fare, al riguardo. «Non siamo fatti per rimanere a lungo nella stessa posizione, per quanto comoda possa essere», ha spiegato il fisioterapista, aggiungendo che quando si legge, è necessario cambiare posizione spesso, o comunque alzarsi e muoversi un po' di tanto in tanto.
«È facile tenere in mano per diverse ore con un braccio lungo il fianco qualcosa di relativamente leggero, come ad esempio un chilo e mezzo. Ma tenere quello stesso oggetto davanti al viso? Potreste avere difficoltà anche solo per un minuto», dice il fisioterapista spiegando che a quel punto, si attivano i meccanocettori, recettori sensoriali presenti nel nostro sistema nervoso e in quasi tutto il nostro corpo che sostanzialmente rilevano stimoli meccanici come tatto, pressione, vibrazione e stiramento, trasformandoli in impulsi nervosi inviati al cervello: sono questi recettori che, se assumiamo posizioni scomode, dopo un po' ci fanno modificare postura.
Sulle posizioni migliori per leggere sono stati scritti interi libri e sui social si possono trovare molti consigli. Molte persone per leggere, ma anche per studiare, consigliano dei leggii da tavolo, ma ci sono anche soluzioni più complesse che interessano soprattutto chi preferisce leggere su un e-reader.
Winkie fa l'esempio di Chelsea Stone della CNN, che ha provato un dispositivo che consente di fissare l'e-reader a un supporto regolabile in silicone. Il braccio flessibile di questo supporto si può fissare ad esempio sulla testiera del letto con un morsetto in modo da avere l'e-reader davanti agli occhi quando si è sdraiati sulla schiena, tenendolo alla distanza e nella posizione più comoda. Per girare le pagine Chelsea Stone usa un telecomando Bluetooth, così le mani, ha spiegato, non hanno mai bisogno di uscire dalle coperte: «Non so quante volte mi sono appisolata con un libro in mano, per poi essere svegliata di soprassalto dal fatto che mi sbatteva sulla fronte - ha detto Stone -; con questo dispositivo, sono libera di leggere in qualsiasi posizione.
Di dispositivi di questo tipo ne esistono diversi: alcuni si fissano alla struttura del letto o ai mobili, altri si appoggiano sul pavimento, ci sono supporti che possono ruotare di 360 gradi e inclinarsi verso l'alto e verso il basso, in modo che, indipendentemente dalla posizione in cui ci si sdraia, lo schermo sia sempre visibile. Dopodiché è possibile usare un girapagine con telecomando, e ce ne sono di facili da configurare e da utilizzare.
Per chi predilige la lettura tradizionale, conclude Winkie, non c'è invece molto da fare: «Leggiamo libri da mille anni. Dev'esserne valsa la pena».

Kindle Scribe di nuova generazione arriva in Italia, c'è anche Colorsoft

Kindle Scribe di nuova generazione arriva in Italia, c'è anche Colorsoft

👉 fonte: HD Blog

Amazon porta in Italia la nuova gamma di dispositivi Kindle Scribe lanciata negli USA lo scorso dicembre. Tre i modelli: uno con luce frontale, uno senza luce frontale e Scribe Colorsoft. Gli ebook reader sono in preordine con spedizioni a partire dal 10 giugno.

KINDLE SCRIBE DI NUOVA GENERAZIONE
Kindle Scribe di nuova generazione ha uno spessore di appena 5,4 millimetri e pesa 400 grammi. Rispetto alla generazione precedente ha un display antiriflesso più ampio da 11", un chip quad-core con tecnologia di visualizzazione Oxide e una velocità superiore del 40% nella scrittura e nel cambio di pagina. La superficie ruvida dello schermo fa sì che si abbia la sensazione di scrivere su un foglio di carta.
- Memoria interna: con luce frontale: 32/64GB. senza luce frontale: 16GB
- Schermo:
con luce frontale: Paperwhite 11" con luce integrata, 300ppi, scala di grigi a 16 livelli
senza luce frontale: antiriflesso 11", 300ppi, scala di grigi a 16 livelli
- Dimensioni: 18,9x24,5x0,54cm (penna: 15,5x0,88cm)
- Peso: 400g (penna: 17g)
- Connettività: WiFi, Bluetooth

KINDLE SCRIBE COLORSOFT
Su Scribe arrivano i colori: la tecnologia Colorsoft e il nuovo motore di rendering garantiscono un'esperienza di scrittura fluida e naturale. La batteria ha un'autonomia di 8 settimane, la ricarica avviene in meno di 3 ore con un alimentatore USB-C da 20W.
Kindle Scribe integra un taccuino con strumenti di intelligenza artificiale e tante altre novità:
- pagina iniziale rinnovata con Quick Notes
- supporto a Google Drive e OneDrive
- ricerca basata sull'AI tra i taccuini con riassunti e domande di approfondimento
- integrazione con OneNote per esportare le note come testo o immagini
- penna con 10 colori, 5 per l'evidenziatore e nuovo strumento di sfumatura per gli artisti
- area di lavoro per organizzare documenti, taccuini e libri in un unico spazio
Queste le caratteristiche principali:
- Display: 11" con tecnologia Colorsoft, luce integrata, 300ppi in b/n, 150ppi a colori, 16 livelli di grigio
- Dimensioni: 18,9x24,5x0,54cm (penna: 15,5x0,88cm)
- Peso: 400g (penna: 17g)
- Memoria interna: 32/64GB
- Connettività: WiFi, Bluetooth

PREZZI
I tre nuovi Kindle Scribe sono disponibili da oggi in preordine, le spedizioni partiranno dal 10 giugno. Questi i prezzi:

- Kindle Scribe Colorsoft:
32GB: 649,99€
64GB: 699,99€

- Kindle Scribe senza luce frontale:
16GB: 449,99€

- Kindle Scribe con luce frontale:
32GB: 519,99€
64GB: 569,99€

martedì 12 maggio 2026

Nei libri il mondo (e anche qualcosa in più): scarica il nuovo numero della rivista "il Libraio"


Nei libri il mondo (e anche qualcosa in più): scarica il nuovo numero della rivista Il Libraio

Leggi l'editoriale di Stefano Mauri (dal titolo Nei libri il mondo e anche qualcosa in più) e scarica gratuitamente il secondo numero del 2026 della rivista il Libraio (in copertina la scrittrice Simona Lo Iacono). Spazio a tanti consigli di lettura e anticipazioni sulle novità in libreria.

🌍 Scarica gratuitamente il nuovo numero della rivista il Libraio in pdf e in epub

Franck Thilliez: La stanza dei morti

Franck Thilliez: La stanza dei morti

Titolo originale: La Chambre des morts
Formato: copertina rigida
Pagine: 350
Editore: Editrice Nord (1 marzo 2007)
ISBN-13: 9788842914662

Data di acquisto: 8 maggio 2026
Letto dall'8 al 12 maggio 2026

▪️Sinossi
Cosa ci fa un uomo con una borsa piena di soldi sul ciglio di una strada isolata, di notte, nei pressi di Dunkerque? Vigo e Sylvain, due giovani disoccupati, non possono saperlo; sanno però di averlo investito e ucciso. Cosa fare? Denunciare l'incidente alla polizia o prendere il denaro e fuggire? Dopotutto non c'è nessun testimone, si dicono. E allora nascondono il cadavere e fuggono col bottino. Eppure qualcuno, dal ciglio di quella strada, li ha osservati. Perché quei soldi erano il riscatto per il rapimento di una ragazzina, un riscatto che non sarà più pagato. E allora il rapitore, mosso da una spietata determinazione, colpisce ancora, s'impadronisce di un'altra vittima innocente e, nel frattempo, si mette sulle tracce dei due "ladri".

▪️L'incipit del libro
Nord della Francia, agosto 1987
Rispetto alla notte precedente, l'odore era peggiorato. Le esalazioni non si accontentavano più d'impregnare le lenzuola e le federe dei cuscini; si diffondevano in tutta la stanza, tenaci e nauseabonde. La ragazzina si era tolta la maglietta e se l'era premuta contro il naso, legandone le estremità dietro la nuca. Precauzione inutile. Nonostante la barriera di tessuto, le molecole olfattive distribuivano il loro veleno invisibile. Ci sono situazioni in cui siamo impotenti anche di fronte a cose più piccole di noi stessi.
Attraverso le finestre bloccate, l'estate riversava un'umidità afosa, le mosche ronzavano, appiccicate in losanghe color smeraldo a un torsolo di mela marcia. La bambina si sentiva sempre più incapace di reagire di fronte a quelle orde alate. Gli insetti si moltiplicavano a una velocità sorprendente e si avventavano agguerrite sul letto ogni volta che la piccola si distraeva un istante. Ben presto, sfinita, affamata, sarebbe stata costretta a capitolare.
Nove anni non ancora compiuti, eppure già sentiva la voglia di morire.


▪️La mia recensione
"Lucie ebbe un tuffo al cuore. In quella scena del crimine c'era una dimensione che non si trovava nei libri: lo sdegno, la sensazione di gelo incredibile che comprime i polmoni. E, soprattutto, la dolorosa sensazione di essere arrivati troppo tardi".
La stanza dei morti, datato settembre 2005, è uno dei primissimi romanzi del francese Franck Thilliez. Si tratta di un thriller ben strutturato e carico di tantissima tensione ed atmosfere dark. Purtuttavia, "soffre" molto l'eccessiva descrizione di alcuni momenti narrativi, di fatto rallentandoli notevolmente; la presenza di alcune situazioni scontate e, particolarità ancor più clamorosa, la parte finale sembra fare il verso a Il silenzio degli innocenti.
Franck Thilliez, come detto, riesce a dipingere un quadro con fortissime atmosfere cupe: la nebbia all'inizio del libro, il freddo dicembrino della Francia del Nord ed il degrado sociale concorrono a farci immergere in un clima veramente opprimente. I colpi di scena son sempre calibrati e piazzati al momento giusto.
Tutti i personaggi, sia principali (con Lucie Henebelle che svetta su tutti) che di contorno, e sia i buoni che i cattivi, son descritti molto bene e, perciò, risultano parecchio credibili. Menzione speciale per i due "sfortunati" ladri-disoccupati: Vigo e Sylvain personificano perfettamente la tentazione e la corruttibilità del carattere umano.
Un noir, lo capite benissimo, non esente da "difetti" ma, comunque, perfetto per tutti coloro che adorano i thriller ed i romanzi dalle atmosfere tetre ma, di contro, la massiccia presenza di scene di violenza cruda e diretta (anche verso i bambini, quindi occhio eh!) ne fanno un libro non adatto a tutti.
📌 Voto: 🏅🏅🏅🏅 (4 su 5)

lunedì 11 maggio 2026

"𝓘𝓵 𝓬𝓻𝓲𝓶𝓲𝓷𝓮 𝓭𝓮𝓵 𝓹𝓪𝓻𝓪𝓭𝓲𝓼𝓸" 𝓭𝓲 𝓖𝓾𝓲𝓵𝓵𝓪𝓾𝓶𝓮 𝓜𝓾𝓼𝓼𝓸


Il crimine del paradiso di Guillaume Musso
Un bellissimo e attesissimo romanzo dell'autore tra i più noti di Francia, colto e storicamente ineccepibile, con tantissimi personaggi e uno stile che ha del proustiano

👉 fonte: SoloLibri.net

Una citazione da Tenera è la notte di Scott Fitzgerald ci immette nell'atmosfera magica, retrò, dell'ultimo romanzo dell'autore tra i più noti di Francia, Guillaume Musso, intitolato Il crimine del paradiso (La nave di Teseo, 2026).
Famoso per ambientare le sue trame ovunque nel globo, questa volta Musso ci porta in Costa Azzurra nell'anno 1928, nel mese di giugno. Una famiglia americana, i Livingstone, hanno affittato una villa lussuosa, Villa Starlight, tra Juan-les-Pins e Antibes, dove vivono con molti ospiti e molta servitù. Nei tre piani della costruzione, minuziosamente riprodotta, ci sono vari settori. Al secondo piano le camere da letto, quelle dei genitori, Julian e Florence, quelle dei figli, Grace e Oscar, separate da quella della bambinaia Grace. L'amica Agatha Harding, scrittrice di gialli, dorme allo stesso piano.
Protagonista della storia il commissario Joseph Lèques, responsabile della polizia, uomo provato dalla guerra mondiale che gli aveva lasciato segni inguaribili nella psiche, che tornavano a tormentarlo. Mentre boccheggia per il caldo e per le vertigini, viene raggiunto dal giovane agente della Brigata, Charlie Langlois, che gli annuncia che gli è stato affidato uno strano caso: il rapimento del piccolo Oscar Livingstone, di tre anni, sottratto dalla sua camera da letto a Cap d’'Antibes. Malgrado le sue problematiche psico-sanitarie, Léques era noto per la sua capacità investigativa e le sue intuizioni, e dunque il suo capo, il comandante Reynaud, gli affida lo spinoso caso.
Sono oltre 400 le pagine in cui il romanzo si dispiega, un vero romanzo giallo, pieno di personaggi, tutti sospettati, come nelle trame più famose di Agatha Christie; e infatti lo scrittore ha messo un alter ego della celeberrima giallista inglese a svolgere un ruolo determinante nel plot di questo romanzo raffinato e intelligente. Lo svelto Langlois tiene un diario di quanto avviene, e i suoi appunti e disegni vengono riprodotti nelle pagine del libro per aiutare i lettori a ritrovarsi nei labirinti dei luoghi dove si svolge la storia, tra lussuosi alberghi, scogliere, stazioni ferroviarie e chalet. Ci sono numerose foto d'epoca (bella quella del Grand Hotel du Cap ad Antibes), con la lista dei presenti in quei giorni nell'albergo, per rendere ancor più verosimile la storia che ha molti spunti di verità; non a caso il commissario Léques porta il nome del bisnonno di Musso, morto nel 1915 durante la Grande Guerra.
L'atmosfera proustiana del romanzo, il rapimento del piccolo Lindbergh, a cui è ispirato in parte quello di Oscar Livingstone, raccontano quanto Guillaume Musso abbia ricercato nelle fonti letterarie, nelle cronache giornalistiche e nei memoir di artisti e di protagonisti di quell'epoca dorata i materiali per ricostruire con precisione una storia che mette in campo personaggi verosimili, fra i quali: un campione di pugilato, amatissimo dai tifosi francesi, una sorta di figura mitica, Antoine Lacoste; un produttore cinematografico hollywoodiano, accompagnato da una diva del muto, ormai in declino; un filantropo americano, reduce da un grave incidente, con infermiera tedesca al seguito. Tutti presenti nella villa del rapimento, tutti possibili colpevoli, insieme ai personaggi di contorno, numerosi: domestici, una cuoca, dei guardiani e molti volti che riemergono dal passato.
Il crimine del paradiso è un bellissimo romanzo, colto; ben descritti i numerosi personaggi e i luoghi, molto avvincente la trama, storicamente ineccepibile, ben costruita dal punto di vista letterario. Un romanzo pieno di sorprese, fino alle ultime righe.

domenica 10 maggio 2026

Cinque libri da leggere almeno una volta nella vita


Cinque libri da leggere almeno una volta nella vita
Cinque libri che restano sotto la pelle: scopri i titoli migliori di sempre, che ogni persona dovrebbe leggere almeno una volta nella vita per vivere emozioni indimenticabili

👉 fonte: Consigli.it

Esistono storie che non si limitano a intrattenerci per qualche ora, ma che hanno il potere di restare con noi per sempre, trasformando silenziosamente il nostro modo di osservare la realtà. Ritornano nel tempo, nei pensieri, nelle conversazioni, e continuano a lavorare sottotraccia e a modificare, anche impercettibilmente, il modo in cui guardiamo le persone, gli eventi, il mondo.
Leggere è anche un atto di scoperta e, tra le migliaia di volumi pubblicati ogni anno, ci sono pietre miliari che superano le barriere del tempo e dello spazio. Libri che, generazione dopo generazione, i lettori continuano a scegliere per trovare ogni volta qualcosa di nuovo, opere che hanno lasciato un segno collettivo nella cultura mondiale, ognuna per ragioni diverse e con strumenti diversi.
Parlare dei migliori libri di sempre significa entrare in un territorio fatto di emozioni forti, personaggi memorabili e temi universali. Non esiste, infatti, una formula univoca per definire un libro "imperdibile", ma esiste un filo che lega tutte le opere capaci di resistere al tempo: la capacità di offrire una prospettiva nuova sulla condizione umana e di lasciare un'impronta autentica in chi le legge.
Non importa se si parte da una storia d'amore, da una distopia o da un affresco generazionale: i migliori libri di sempre raccontano storie personali ma universali, che affrontano temi come l'amore, la libertà, l'identità, l'amicizia e la lotta contro il destino, e sono capaci di mescolare profondità tematica e ritmo narrativo, accessibilità e complessità, senza mai sacrificare l'una per l'altra.
Proprio per questo, i volumi che abbiamo scelto rappresentano generi differenti, ma condividono tutti una caratteristica rara: la capacità di offrire una prospettiva nuova sulla condizione umana. Opere che arrivano da epoche diverse, che parlano lingue diverse e che raccontano mondi diversi, ma tutte capaci di far cambiare prospettiva, spiazzare, commuovere e, in certi casi, far sentire il lettore meno solo. Libri che cambiano la vita non perché lo promettano, ma perché lo fanno, in silenzio, pagina dopo pagina.
Che tu sia un lettore accanito o che tu stia cercando il romanzo giusto per tornare a leggere dopo anni, qui trovi cinque risposte possibili e nessuna ti deluderà.

▪️La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo di Audrey Niffenegger. Una storia d'amore impossibile ma inevitabile
Pubblicato negli Stati Uniti nel 2003, e nel 2005 in Italia, il romanzo di Audrey Niffenegger racconta la storia d'amore tra Henry, un uomo affetto da una rara condizione genetica, la cronoalterazione, che lo fa spostare involontariamente e senza preavviso nel tempo, e Clare, la donna che lo ama. Il libro è costruito con una struttura temporale volutamente frammentata, che rispecchia l'esperienza stessa dei protagonisti, dove l'elemento fantastico diventa una metafora potente dell'imprevedibilità nelle relazioni: quanto sei disposto ad amare qualcuno che non puoi trattenere? Con una narrazione commovente e originale e una prosa delicata ma mai sdolcinata, è un romanzo che scorre e si legge velocemente, ma che lascia un residuo emotivo capace di durare molto più a lungo.

▪️Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov. Quando il diavolo arriva a Mosca tra satira e magia
Capolavoro assoluto della letteratura russa del Novecento, Il Maestro e Margherita è uno dei romanzi più stratificati e geniali tra i classici da leggere di tutta la letteratura mondiale. Scritto tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento, e mai pubblicato in vita dall'autore, la trama si divide tra due livelli narrativi: l'arrivo del Diavolo nella Mosca sovietica, che semina il caos tra i funzionari culturali del regime, e la storia del Maestro e di Margherita, donna disposta a tutto pur di salvare l'uomo che ama e il romanzo che ha scritto. Pubblicato in una splendida edizione deluxe, impreziosita dalle riproduzioni dei dipinti delle avanguardie russe che dialogano visivamente con il testo e arricchiscono ulteriormente l'esperienza di lettura, questo romanzo è un caleidoscopio di satira, amore e soprannaturale che sfida le convenzioni, celebrando la libertà creativa e la forza di un amore che non teme nemmeno l'inferno.

▪️Il mondo nuovo di Aldous Huxley. L'inquietante profezia distopica di una società che sembra perfetta
Pubblicato nel 1932, Il mondo nuovo è uno dei testi distopici più influenti mai scritti, ancora oggi tra i libri classici da leggere citati in ambiti che vanno dalla bioetica alla filosofia politica. In questo romanzo, infatti, Huxley immagina uno Stato totalitario del futuro dove i cittadini, concepiti e prodotti industrialmente in provetta, sono mantenuti in uno stato di soddisfazione artificiale tramite il soma, una droga legale e socialmente incoraggiata, ma a un costo ben preciso: la rinuncia all'individualità, a ogni emozione e a ogni sentimento. Nessuno soffre, nessuno si ribella. Nessuno è davvero libero. La critica di Huxley non è rivolta a un sistema che opprime con la forza, ma a uno che seduce con il comfort, una distinzione che, a distanza di quasi un secolo, suona più attuale che mai. Ritorno al mondo nuovo, incluso in questo volume, è il saggio del 1958 in cui Huxley analizza quanto le sue previsioni si stessero avverando in modo accelerato rispetto alle sue stesse aspettative. Letti insieme, i due testi si completano e si amplificano a vicenda, trasformando la lettura in un'esperienza che è allo stesso tempo letteratura e analisi della realtà.

▪️L'amica geniale (Volume 1) di Elena Ferrante. Due donne, un'amicizia e un'intera vita da raccontare
L'amica geniale è il primo volume dell'omonima saga letteraria di Elena Ferrante, tra le più lette e discusse degli ultimi vent'anni, nonché uno dei libri consigliati in modo più trasversale, per lettori di ogni età. La storia è quella di Elena e Lila, due bambine cresciute in un rione popolare di Napoli negli anni Cinquanta, amiche da sempre e rivali per sempre, legate da un'affinità e da una tensione che non si scioglierà mai del tutto. Un ritratto magistrale dell'Italia del dopoguerra e della complessità dei legami femminili, rappresentato con una scrittura magnetica, cruda e onesta, che trascina il lettore in una Napoli che è al tempo stesso luogo geografico e spazio emotivo, teatro di una storia fatta di violenza, speranza e riscatto sociale. È un libro che parla di radici, di crescita e del desiderio bruciante di cambiare il proprio destino, anche quando il contesto sociale spinge in direzione opposta.

▪️Uomini e topi di John Steinbeck. La storia di un'amicizia profonda che sogna un futuro migliore
Pubblicato nel 1937, Uomini e topi è uno dei migliori libri di sempre in assoluto, capace di condensare in poche pagine una potenza emotiva ineguagliabile, che dura a lungo anche dopo aver letto l'ultima pagina. Ambientato durante la Grande Depressione americana, il romanzo segue due braccianti agricoli stagionali in California, George e Lennie, nel loro vagabondare in cerca di lavoro e del sogno di una terra tutta loro.
Due uomini, due amici, e un sogno condiviso: con una prosa asciutta ed essenziale e dialoghi realistici e carichi di una tensione che cresce pagina dopo pagina, Steinbeck racconta una storia sulla solitudine degli ultimi e sulla purezza di un'amicizia che deve fare i conti con un mondo crudele, descrivendo la tragedia umana con una dignità che lascia il lettore senza fiato, fino all'ultima riga.

Ogni lettore porta con sé un momento diverso, e i migliori libri da leggere almeno una volta nella vita sanno rispondere in modo diverso a seconda di quando li si incontra. Ad esempio, chi cerca una lettura emotivamente intensa ma accessibile troverà in Ferrante o Niffenegger un punto d'ingresso naturale, due voci capaci di parlare direttamente all'esperienza vissuta senza mai risultare distanti, mentre chi vuole qualcosa che stimoli il pensiero critico, oltre che la narrazione, dovrebbe partire da Huxley.
Bulgakov è uno di quegli autori che restituisce al lettore qualcosa di diverso a ogni rilettura, e affidarsi al ritmo della storia è l'unico modo per viverla davvero, mentre Steinbeck racconta con una scrittura essenziale che non si concede ornamenti, e proprio per questo arriva dove altri romanzi più elaborati non riescono. In ogni caso, alla fine, non importa da quale storia decidi di cominciare, perché quello che accomuna questi libri è la capacità di parlare a versioni diverse di te, ogni volta che li apri. Buona lettura!

"Il libro delle ore perdute" il fantasy storico che sta conquistando il mondo


Il libro delle ore perdute il fantasy storico che sta conquistando il mondo

👉 fonte: Libreriamo

Il libro delle ore perdute di Hayley Gelfuso è un fantasy storico elegante e malinconico che mescola biblioteche infinite, orologi misteriosi, memoria collettiva e guerre combattute nellombra per il controllo della Storia. Pubblicato in Italia da Nord, il romanzo è stato salutato dalla critica internazionale come uno degli esordi fantasy più originali degli ultimi anni. E leggendo le sue pagine si capisce immediatamente il motivo. Hayley Gelfuso costruisce infatti una narrazione che sembra fondere il fascino di autrici come Erin Morgenstern e Susanna Clarke con il respiro storico dei grandi romanzi europei del Novecento.
Il cuore della storia è una domanda potentissima: cosa accadrebbe se esistesse davvero un luogo capace di custodire i ricordi di tutte le vite vissute?
Tutto inizia a Norimberga nel 1938, durante una delle fasi più oscure della persecuzione nazista contro gli ebrei. Lisavet, ancora bambina, vede la propria vita crollare nel giro di una notte. Per salvarla, suo padre utilizza uno strano orologio capace di aprire una porta invisibile nel tempo. Lisavet attraversa quella soglia convinta che il padre tornerà presto a prenderla. Ma la porta non si riaprirà più.
La ragazza si ritrova così in un luogo che credeva appartenesse solo alle favole: una biblioteca sconfinata, nascosta tra le pieghe del tempo, dove sono conservati i ricordi di ogni essere umano vissuto sulla Terra.
È una delle intuizioni narrative più affascinanti del romanzo. I libri non raccontano storie inventate, ma custodiscono vite reali, frammenti di memoria, esistenze destinate altrimenti a sparire. Una concezione quasi sacra della memoria umana, che trasforma la biblioteca in un organismo vivente, fragile e potentissimo allo stesso tempo.
Lisavet ben presto scopre l'esistenza di uomini che combattono una guerra segreta per manipolare la Storia, distruggendo i ricordi delle persone condannate all'oblio. È qui che il romanzo assume una dimensione ancora più inquietante e contemporanea. Perché Hayley Gelfuso non parla soltanto del passato. Parla anche del modo in cui le società decidono chi merita di essere ricordato e chi invece deve essere cancellato.
È impossibile non leggere questa idea anche come una riflessione sui totalitarismi, sulle persecuzioni e sulle narrazioni storiche costruite dai vincitori. In questo senso, il romanzo utilizza il fantasy non come semplice evasione, ma come strumento per interrogare la realtà.
Accanto alla vicenda di Lisavet si sviluppa poi quella di Amelia, ambientata nella Boston del 1965. Dopo la morte misteriosa dello zio, la ragazza eredita un orologio enigmatico che la trascina dentro un mondo nascosto fatto di custodi del tempo, segreti di famiglia e conflitti invisibili.
Le due linee narrative si intrecciano progressivamente in un racconto che alterna mistero, avventura e introspezione emotiva. Hayley Gelfuso costruisce la tensione con grande intelligenza, evitando l'effetto "labirinto incomprensibile" in cui spesso inciampano i romanzi sui viaggi temporali.
Anzi, uno degli aspetti più riusciti del libro è proprio la sua capacità di restare profondamente umano nonostante la complessità dell'universo narrativo.
Il libro delle ore perdute parla infatti soprattutto di perdita: perdita della casa, perdita della famiglia, perdita del tempo condiviso con chi amiamo, perdita della memoria. Probabilmente è questo il motivo per cui il romanzo riesce a colpire anche chi normalmente non legge fantasy.
La componente fantastica non sovrasta mai le emozioni dei personaggi. Al contrario, le amplifica. Lisavet cresce tra gli scaffali della biblioteca vivendo una condizione sospesa, quasi spettrale. Esiste fuori dal tempo, eppure continua a sentire il peso della propria vita perduta. Amelia, invece, rappresenta il desiderio opposto: comprendere il passato per dare finalmente un senso al presente.
Tra le pagine del romanzo emerge continuamente una riflessione sul rapporto tra memoria e identità. Siamo davvero noi stessi senza i nostri ricordi? E cosa succede quando qualcuno prova a manipolarli o distruggerli?
Hayley Gelfuso affronta questi temi con una scrittura elegante, cinematografica e ricca di immagini evocative. Le descrizioni della biblioteca sono tra gli elementi più affascinanti del libro: corridoi infiniti, scaffali che sembrano respirare, volumi che custodiscono intere esistenze. Un immaginario che richiama la grande tradizione delle biblioteche letterarie fantastiche, da Borges fino a Carlos Ruiz Zafón.
Ma il romanzo riesce anche a mantenere un forte ritmo narrativo. Intrighi, inseguimenti, misteri legati agli orologi e manipolazioni temporali rendono la lettura coinvolgente e scorrevole. Non sorprende quindi che il libro sia stato tradotto in oltre venti Paesi e accolto come uno degli esordi più interessanti degli ultimi anni.
Anche i riferimenti storici sono costruiti con attenzione. La Norimberga del 1938, il trauma della persecuzione ebraica, la tensione della Guerra Fredda e le trasformazioni dell'America degli anni Sessanta diventano parte integrante della struttura narrativa. Non semplice sfondo, ma elementi vivi che influenzano profondamente i personaggi.
E poi c'è il tema più importante di tutti: il valore della memoria.
In un presente dominato dalla velocità, dall'oblio digitale e dal consumo continuo delle informazioni, Il libro delle ore perdute sembra ricordarci qualcosa di essenziale: ogni vita merita di essere raccontata e custodita.
Perché dietro gli orologi magici, i passaggi temporali e le biblioteche infinite, Hayley Gelfuso sta parlando di noi. Del nostro bisogno di lasciare una traccia. Della paura di essere dimenticati. E della speranza che qualcuno, da qualche parte, continui a ricordare le nostre storie anche quando noi non ci saremo più.

sabato 9 maggio 2026

Cinque romanzi di successo che non hanno funzionato al cinema


Cinque romanzi di successo che non hanno funzionato al cinema

👉 fonte: Everyeye.it

Ci sono libri che diventano parte dell'immaginario collettivo. E poi ci sono i film tratti da quei libri che, una volta arrivati al cinema, fanno storcere il naso anche ai fan più pazienti. Non sempre è una questione di budget o di attori sbagliati, spesso è proprio un problema di visione. Il punto è che alcuni adattamenti sembrano non aver capito cosa stavano adattando.
Quando un romanzo funziona, di solito lo fa perché ha una voce precisa, un equilibrio interno, una sua logica emotiva. Trasportarlo sullo schermo richiede più che ricostruire la trama, serve capire cosa lo rendeva vivo sulla pagina. E qui iniziano i problemi.

▪️Il gatto… e il cappello matto (2003)
Il libro di Dr. Seuss è un concentrato di ritmo, invenzione linguistica e anarchia giocosa. Tutto è leggero, veloce, quasi musicale. Il film, invece, sembra andare nella direzione opposta. La versione cinematografica punta su una comicità molto fisica, a tratti insistita, che finisce per appesantire proprio ciò che nel libro era naturale. Quello che nel testo originale era immaginazione pura, nel film diventa rumore visivo. Il risultato è un adattamento che perde la sua essenza più preziosa, la semplicità creativa.

▪️La donna perfetta (2004)
Il romanzo di Ira Levin è disturbante, con una satira sociale che funziona proprio perché non urla mai. L'idea delle mogli "perfette" sostituite da automi era inquietante perché insinuata, non spiegata. Il film del 2004 sceglie invece un'altra strada. Tono più leggero, situazioni più comiche e un approccio quasi da commedia brillante. Il problema è che così facendo si perde la tensione di fondo. La critica alla società dei ruoli rigidi diventa una serie di gag facilmente dimenticabili. E quello che era un racconto disturbante si trasforma in qualcosa di molto più innocuo del previsto.

▪️Watchmen (2009)
Qui il discorso si fa più complesso, perché parliamo di un'opera già stratificata di suo. Il fumetto di Alan Moore e Dave Gibbons non era solo una storia di supereroi, ma una riflessione sul potere, sulla paura e sulla manipolazione politica. Il film di Zack Snyder è visivamente fedele. Alcune inquadrature sembrano prese direttamente dalle tavole originali. Eppure qualcosa non torna. La fedeltà estetica non basta se cambia il significato. Dove il fumetto metteva in discussione l'idea stessa di eroe, il film finisce per esaltarne la presenza scenica. È come se la superficie avesse vinto sul contenuto.

▪️Mangia prega ama (2010)
Il memoir di Elizabeth Gilbert aveva conquistato molti lettori proprio perché raccontava un percorso personale pieno di contraddizioni, dubbi e piccoli momenti non perfetti. Non era una favola di rinascita, ma qualcosa di più sfumato. Nel film (ecco la spiegazione del finale) con Julia Roberts, però, questa complessità si appiattisce. I luoghi diventano cartoline, le riflessioni diventano frasi a effetto, e il viaggio perde un po' della sua autenticità. Il problema non è il racconto del cambiamento, ma il modo in cui viene semplificato. Tutto appare più ordinato, meno umano rispetto al materiale originale.

▪️La torre nera (2017)
Forse uno dei casi più difficili da adattare in assoluto. La saga di Stephen King è un intreccio di mondi, riferimenti, tempi narrativi che si sovrappongono. Ridurla a un singolo film era già un'impresa rischiosa in partenza. Il risultato è un racconto che sembra tagliato, accelerato, come se mancassero pezzi fondamentali per capire davvero cosa sta succedendo. I protagonisti sono interessanti, ma il contesto non li sostiene abbastanza. Alla fine resta la sensazione di un universo enorme compresso in un qualcosa di troppo piccolo.