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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

venerdì 8 maggio 2026

Chris Pavone: L'ultimo turno


Chris Pavone: L'ultimo turno

Titolo originale: The Doorman
Formato: Kindle (1.0 MB)
Pagine: 418
Editore: Feltrinelli Editore (3 marzo 2026)
ASIN: B0GMJF761Y 
ISBN-13: 978-8858865194

Data di acquisto: 27 aprile 2026
Letto dal 3 all'8 maggio 2026

▪️Sinossi
"Cinico, divertente, affilato". Stephen King
"Intreccio geniale, ambientazione irresistibile e personaggi indimenticabili". John Grisham
Chicky Diaz è il portiere più amato del Bohemia, il palazzo più prestigioso dell'Upper West Side, dimora di celebrità, finanzieri e dell'élite culturale di New York.
Nel suo lussuoso attico, l'appartamento 11C-D, Emily Longworth ha tutto quello che ha sempre desiderato. Peccato che odi profondamente suo marito, che detestava in silenzio già prima delle recenti rivelazioni sull'origine della sua immensa ricchezza. Ma il contratto prematrimoniale è inattaccabile e lei non ha ancora trovato la forza di lasciarlo.
Al piano inferiore, nell'appartamento 2A, Julian Sonnenberg (critico d'arte di successo e uomo che ha vissuto per cinquant'anni una vita piena e cosmopolita) riceve una telefonata devastante. Una notizia che non fa che confermare la sua sensazione: quella di essere ormai irrimediabilmente out.
Intanto, nei sotterranei del Bohemia, il personale del palazzo, quasi tutto afroamericano e ispanico, segue con inquietudine le notizie in TV: a pochi isolati di distanza, un nero è stato ucciso dalla polizia. La città sta esplodendo in proteste, scontri, violenze.
Mentre si prepara per il suo turno serale, Chicky infrange una regola sacra del mestiere: stasera porterà con sé una pistola. Perché lui sa che, proprio davanti all'ingresso sontuoso e all'apparenza inespugnabile del palazzo, si sta giocando qualcosa di più grande. Stanotte, nemici si scontreranno, lealtà verranno messe alla prova, segreti svelati e vite spezzate.
In un affresco inedito e feroce della New York di oggi, Chris Pavone scrive un giallo perfetto per i nostri tempi, dove suspense, critica sociale e ritmo narrativo si fondono senza soluzione di continuità. Un palazzo di lusso nel cuore di New York. Un omicidio che nasconde segreti e contraddizioni di un intero paese. Un giallo che esce dai confini del giallo e che racconta l'America divisa dell'epoca di Trump.

▪️L'incipit del libro
Porta d'ingresso
Chicky Diaz se ne sta sul suo pezzetto del pianeta, il marciapiede tranquillo e pulito di fronte al Bohemia Apartments, e pensa: ci sono proprio un sacco di ottimi posti per uccidere qualcuno in questa città.
Per esempio, le tentacolari zone industriali di Hunts Point e Maspeth. O i sottopassaggi di ponti e cavalcavia e le rampe stradali di accesso e di uscita, tutti quei vuoti rumorosi ed echeggianti, disseminati di furgoni abbandonati e di accampamenti di senzatetto e cumuli di rifiuti. Ci sono i canyon del Financial District, inquietanti a tarda notte, e le strade a gradini ancora più inquietanti di Washington Heights, le estremità delle stazioni della metropolitana sopraelevate e anche quelle sotterranee. Ci sono centinaia di chilometri di lungomare con massi grandi come automobili e moli fatiscenti che si gettano nelle correnti mortali di fiumi, canali e baie e nel possente Oceano Atlantico. C'è quella strana baraccopoli per la riparazione delle auto a Willets Point, un posto che a Chicky non ricorda tanto gli Stati Uniti, ma piuttosto quella volta che lui e i suoi amici sbagliarono svolta a Panama City. In realtà, un paio di svolte sbagliate.

▪️La mia (brevissima) recensione
"Quando si scende a compromessi la prima volta non è difficile giustificare il fatto di farlo una seconda e una terza. Quando si è diventati colpevoli, non si può più essere innocenti. E non si sa mai quando quella colpa ci presenterà il conto".
L'ultimo turno dell'americano Chris Pavone mi ha lasciato un po' con l'amaro in bocca: è un noir con una buona dose di denuncia sociale (si parla tantissimo di razzismo, dei soprusi della polizia e del divario tra miliardari e chi non ha quasi nulla); ma, per essere un thriller, ha un ritmo decisamente troppo irregolare. Oltretutto, succede tutto (e di più) solo nelle ultimissime pagine: infatti, sino a tre quarti del libro (ma anche dopo) mi veniva spesso di pensare "Ma qui non succede niente?".
Ma andiamo con ordine.
La location è spettacolare. Chris Pavone, tramite i tanti personaggi che abitano, lavorano e transitano nel Bohemia, ci mostra una New York molto attuale: proteste, conflitti sociali, malavita…
I tre personaggi chiave (Chicky, Emily e Julian; con il primo un gradino sopra gli altri due) son molto realistici e ci consentono di osservare tutto ciò che accade da tre diversi punto di vista. Tutti gli altri personaggi, invece, mi son sembrati poco sviluppati o con poca intensità emotiva (quasi subalterni alla storia).
Di contro, come accennavo prima, la trama si scuote solo nel finale… Sino a tre quarti del romanzo è stato soltanto un preparare gli "incastri" per la drammatica conclusione.
Insomma, L'ultimo turno ha fatto leva più sulla critica sociale che sull'azione vera e propria. Una peculiarità che piacerà sicuramente a tutti quelli che amano le storie che si trascinano lentamente e con molte descrizioni (io invece, e lo sapete già, amo i thriller tesi e dal ritmo serrato).
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️ (3 su 5)

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