▶ Questo blog è facilmente raggiungibile anche da www.lastanzadiantonio.com
"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

martedì 5 maggio 2026

"Gli eroi", dopo George R.R.Martin arriva Joe Abercrombie a riscrivere il Grimdark fantasy


Gli eroi, dopo George R.R.Martin arriva Joe Abercrombie a riscrivere il grimdark fantasy
Per anni il fantasy ci ha insegnato a credere negli eroi. Guerrieri valorosi, battaglie epiche, destini scritti. Poi qualcosa è cambiato. E se c'è un nome che ha contribuito a incrinare quell'immaginario è quello di George R.R. Martin. Ma dopo di lui, qualcuno ha portato questa rivoluzione ancora più in là…

👉 fonte: Libreriamo

Per anni il fantasy ci ha insegnato a credere negli eroi. Guerrieri valorosi, battaglie epiche, destini scritti. Poi qualcosa è cambiato. E se c'è un nome che ha contribuito a incrinare quell'immaginario è quello di George R.R. Martin. Ma dopo di lui, qualcuno ha portato questa rivoluzione ancora più in là. Quel qualcuno è Joe Abercrombie.
Gli eroi è il romanzo che segna un punto preciso. Non è solo una storia di guerra. È una demolizione sistematica dell'idea stessa di eroismo. Qui non ci sono figure idealizzate. Non ci sono imprese nobili. C'è la guerra. Nuda, sporca, imprevedibile.
Abercrombie prende il fantasy e lo riporta a terra. Lo sporca di fango, lo riempie di sangue, lo priva di ogni retorica. E proprio per questo lo rende più vero.
Il grimdark fantasy è una delle evoluzioni più radicali del genere fantasy contemporaneo. Se il fantasy classico si fonda su eroi, missioni epiche e una distinzione chiara tra bene e male, il grimdark nasce per mettere tutto questo in discussione. Nel grimdark non esistono veri eroi. I personaggi sono ambigui, contraddittori, spesso moralmente discutibili. Le loro scelte non sono guidate da ideali puri, ma da necessità, paura, ambizione o istinto di sopravvivenza. Il mondo in cui si muovono è violento, sporco, realistico. Non c'è spazio per illusioni.
La guerra, in questo tipo di narrativa, non è mai glorificata. È caos, brutalità, perdita. Le battaglie non sono momenti eroici, ma esperienze traumatiche. Il dolore non viene nascosto, la morte non è spettacolare, ma improvvisa e spesso priva di senso. Il termine stesso "grimdark" deriva dall'espressione "grim and dark", cupo e oscuro. E descrive perfettamente l'atmosfera di questi romanzi. Un mondo in cui la speranza è fragile, in cui il potere corrompe e in cui la giustizia è spesso un'illusione.
Joe Abercrombie è considerato uno dei principali esponenti di questo filone. Con romanzi come Gli eroi, ha contribuito a definire un nuovo modo di raccontare il fantasy. Più crudo, più umano, più vicino alla realtà.
Ed è proprio qui che il grimdark trova la sua forza. Non nel raccontare mondi lontani, ma nel riflettere, in modo spesso spietato, le contraddizioni del nostro.
"In guerra non c'è posto per gli eroi. Soprattutto in questa guerra". Questa frase potrebbe bastare per definire il romanzo. Ma sarebbe riduttivo. Perché Gli eroi è molto di più.
La storia si svolge nell'arco di tre giorni. Tre giorni di battaglia. Un tempo ristretto, quasi claustrofobico, che però riesce a contenere una quantità enorme di eventi, prospettive, emozioni. Non c'è una trama lineare. C'è un campo di battaglia. E dentro, uomini che cercano di sopravvivere.
Il contesto è quello del Nord. Il Re dell'Unione marcia contro Dow il Nero, figura leggendaria e brutale. Gli eserciti si affrontano in un luogo apparentemente insignificante. Una collina chiamata Gli Eroi. Un nome che promette grandezza. Ma che diventa, pagina dopo pagina, sempre più ironico.
Abercrombie costruisce il romanzo attraverso una molteplicità di punti di vista. Tra i personaggi principali troviamo Bremer dan Gorst, maestro di spada caduto in disgrazia, ossessionato dall'onore e dal desiderio di redenzione. Il Principe Calder, astuto e manipolatore, più interessato al potere che al combattimento. E Curden lo Strozzato, veterano stanco, forse l'ultimo a credere ancora in una forma di giustizia. Nessuno di loro è un eroe nel senso tradizionale. Ognuno è contraddittorio, imperfetto, umano. E proprio in questa umanità sta la forza del romanzo.
🌎 CLICCA QUI per continuare a leggere

Nessun commento:

Posta un commento