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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

lunedì 4 maggio 2026

Addio al punto e virgola: perché sta scomparendo dalla scrittura moderna?


Addio al punto e virgola: perché sta scomparendo dalla scrittura moderna?

👉 fonte: Futura S.

Se siete tra quei nostalgici della punteggiatura raffinata, preparatevi a una triste notizia: il punto e virgola sembra sempre più fuori moda. Questa piccola ma potente pausa, amata da alcuni, ignorata da molti, sta vivendo giorni difficili nella scrittura contemporanea.
Il declino nell'uso del punto e virgola riflette tendenze più ampie nelle abitudini di scrittura. Secondo Lisa McLendon, autrice di The Perfect English Grammar Workbook, ben il 67% degli studenti britannici afferma di usarlo raramente, se non mai. Solo l'11% si definisce un utilizzatore abituale. E come se non bastasse, una ricerca commissionata dalla piattaforma per l'apprendimento delle lingue Babbel ha rivelato che molti giovani scrittori britannici avrebbero seguito alla lettera il celebre consiglio di Kurt Vonnegut: "Non usate i punti e virgola - scriveva Vonnegut, che ne usava meno di 30 a romanzo, circa uno ogni dieci pagine -. Servono solo a far vedere che siete andati all'università".
Risultati tanto convincenti che i linguisti di Babbel hanno chiesto a McLendon di sottoporre i membri del London Student Network a un quiz di dieci domande proprio sul punto e virgola. Più della metà degli intervistati ha confessato di non sapere come si usa o di non comprenderlo del tutto.
Cosa fa davvero il punto e virgola? L'Oxford Dictionary of English ci ricorda la definizione accademica: il punto e virgola è "un segno di punteggiatura che indica una pausa, tipicamente tra due proposizioni principali, più marcata di quella indicata da una virgola". Nella pratica, serve a collegare due frasi principali che sono indipendenti ma strettamente connesse tra loro. Può tornare particolarmente utile anche in elenchi complessi, già ricchi di virgole, dove inserirne altre renderebbe tutto più confuso (e la frase più goffa che mai).
Curiosamente, questo segno tutto sommato elegante ha fatto la sua prima comparsa nel 1494 grazie al tipografo italiano Aldo Manuzio il Vecchio. Nonostante la veneranda età, è rimasto uno dei simboli grammaticali più divisivi.
Non è solo una questione da grammatici. Lisa McLendon non è sola nella sua battaglia. Prendiamo ad esempio la serie horror per ragazzi Piccoli brividi di R.L. Stine, dove compare un solo punto e virgola ogni 200.000 parole. Cormac McCarthy ne utilizzò 42 nel suo primo romanzo, Il guardiano del frutteto, poi solo uno nei successivi nove libri. E.L. James, invece, ha attirato numerose critiche per aver abusato della virgola dove un punto e virgola avrebbe restituito più chiarezza nella trilogia di Cinquanta sfumature.
Ma c'è anche chi il punto e virgola lo ama profondamente. Charles Dickens, Mark Twain, Jane Austen e Abraham Lincoln non l'hanno mai abbandonato. Lincoln, tra l'altro, dichiarò: "Ho grande rispetto per il punto e virgola; è un tipetto davvero utile".
Virginia Woolf, invece, lo ha sfruttato più di 1.000 volte in La signora Dalloway per restituire il fluire inarrestabile dei pensieri. Salman Rushdie, John Updike e Donna Tartt ne fanno largo uso, con una media di circa 300 occorrenze ogni 100.000 parole nei loro romanzi.
Le voci su una "morte" definitiva del punto e virgola, in realtà, potrebbero essere un po' esagerate. Secondo i dati di Google Books Ngram Viewer, che analizza romanzi, saggistica e letteratura scientifica, il suo uso in inglese è cresciuto del 388% tra il 1800 e il 2006, per poi calare del 45% negli undici anni successivi. Nel 2017 però, è iniziata una lenta ripresa: tra il 2017 e il 2022 l'uso è salito ancora del 27%.
Insomma, forse a mettere la parola fine non sarà Vonnegut, ma piuttosto il brillante e vivace Camille Desmoulins, come immaginato da Hilary Mantel. In La storia segreta della rivoluzione (A Place of Greater Safety, pubblicato in italiano da Fazi Editore) la scrittrice lo fa esclamare: "Mi chiedo perché abbia mai perso tempo col sesso. Non c'è nulla di così appagante, in questo mondo, come un punto e virgola messo al posto giusto".

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