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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

giovedì 30 aprile 2026

Libri letti ad aprile 2026… e quelli da leggere a maggio!


I libri (e qualche fumetto) che ho letto e recensito ad aprile:
Zagor Più, albo n. 19: Il mondo dell'incubo (albo di novembre 2025)
Don DeLillo: L'angelo Esmeralda
Graham Greene: Brighton Rock
Toni Morrison: Recitativo
Federico Buffa e Carlo Pizzigoni: Storie mondiali
Arthur Schnitzler: Doppio sogno
Raymond Carver: Febbre
Joyce Carol Oates: Il primo marito
Percival Everett: Un po' di fede
Caparezza: Orbit Orbit

Ed i libri in lettura per maggio (ma non necessariamente in quest'ordine… e non è neanche detto che siano questi):
Luca di Fulvio: La gang dei sogni [già in lettura
Chris Pavone: L’ultimo turno
Franck Thilliez: La stanza dei morti
Jordan Harper: Tutti sanno
Robert Dugoni: Ancora una preda. Tracy Crosswhite, vol. 10

mercoledì 29 aprile 2026

Cinque saghe fantasy leggendarie da leggere e che meriterebbero adattamenti seriali di qualità


Cinque saghe fantasy leggendarie da leggere e che meriterebbero adattamenti seriali di qualità

👉 fonte: Everyeye.it

Negli ultimi anni le piattaforme di streaming si sono riempite a dismisura di adattamenti televisivi tratti da famose saghe fantasy: pensiamo al successo di The Witcher che si affaccia a salutare Netflix con la quinta stagione o alla serie Prime Video La Ruota del Tempo.
Mitologie complesse e mondi vastissimi che sul piccolo schermo hanno finalmente preso vita, dando finalmente un volto e un'estetica alle parole stampate su carta. Il panorama delle saghe fantasy è estremamente ampio e ovviamente non tutti questi mondi letterari sono ancora riusciti a debuttare sul piccolo schermo: ecco 5 saghe fantasy perfette per diventare una serie TV.
Nota: titolo e contenuto sono stati modificati per renderli più corretti. 2 delle 5 saghe hanno avuto adattamenti, ma poco riusciti secondo noi, e meriterebbero di più. In ogni caso il consiglio è quello di leggerle, se potete, sono saghe letterarie fantastiche.

Steven Erikson firma la saga fantasy composta da ben 10 volumi. L'universo dello scrittore nasce da un'ambientazione del gioco di ruolo Dungeon&Dragons per poi diventare autonoma. Non parliamo di una saga lineare con un solo protagonista ma di un intreccio complesso di trame e personaggi: genericamente le vicende si svolgono sullo sfondo di un mondo antico e brutale nel quale si fa spazio l’Impero Malazan, una potenza militare che conquista territori su territori. Non mancano gli intrighi politici che hanno reso famosi altri adattamenti televisivi come Game of Thrones.

▪️La Prima Legge
La trilogia fantasy di Joe Abercrombie è materiale succosissimo per una serie TV. La Prima Legge è una saga fantasy cinica e realistica, ambientata in un mondo brutale privo di qualsiasi stereotipo di paladino a cui siamo abituati. Al centro della narrazione troviamo il barbaro Logen Novedita, l'inquisitore torturatore Glokta, il nobile Jezal che vengono uniti dal mago Bayaz per missioni pericolosissime. Pieno di dark humour, La Prima Legge è una lunghissima riflessione sulla natura corrotta dell'uomo.

La saga Mondo Disco conta ben 40 volumi. Un numero così grande di narrazioni, lotte e personaggi potrebbe spaventare chiunque autore televisivo in cerca di materiale per una sceneggiatura. La saga, nata dalla penna di Terry Pratchett, ha costruito un universo molto vasto che fortunatamente conta, tra cicli e sottocicli, anche romanzi autoconclusivi che possono essere letti e adattati lontano dalla narrazione centrale. Di cosa parla Mondo Disco? Tutte le storie sono ambientate, appunto, sul Mondo Disco che, come suggerisce appena il nome, è un mondo piatto a forma di disco. La cosa più assurda? è sorretto da quattro elefanti che poggiano sul guscio di una tartaruga cosmica. Questo basta per comprendere il tono fantasy ma ironico della narrazione.
La saga Mondo Disco di Terry Pratchett ha già avuto una serie di adattamenti televisivi, tra cui la miniserie Hogfather (2006), The Colour of Magic (2008), Going Postal (2010) e la serie The Watch (2021), anche se quest'ultima è solo ispirata all'universo di Pratchett. Sarebbe fantastico una serie moderna con un adattamento che segua tutto l'arco letterario.

Roger Zelazny con la saga fantasy Cronache di Ambra è riuscito a espandere l'universo fino al gioco di ruolo e alla creazione di un videogioco. Al momento, dunque, manca soltanto una serie TV sulla machiavellica famiglia reale di Ambra. La premessa è abbastanza complessa: i mondi citati nei libri sono mondi ombra (compresa la Terra) a cui fanno capo gli unici due mondi reali, Ambra e Caos. Gli unici in grado di spostarsi da un mondo all'altro sono i discendenti di Oberon, il signore di Ambra. La narrazione si sposta tra multiversi e intrighi sullo sfondo di un'ambientazione spettacolare.

La serie di romanzi di Jim Butcher è un mix accattivante tra giallo, soprannaturale e fantasy: l'ambientazione moderna sarebbe il punto di forza per un adattamento televisivo che possa catturare l'essenza di Harry Dresden, il protagonista. Infatti esiste una serie TV del 2007 con una sola stagione di 12 puntate andata in onda su Fox, terminata senza troppo clamore senza rendere giustizia al materiale originale. Sarebbe forse il caso di un reboot?

martedì 28 aprile 2026

Caparezza: Orbit Orbit


Caparezza: Orbit Orbit

Formato: copertina flessibile
Pagine: 240
Editore: Sergio Bonelli Editore (31 ottobre 2025)
ASIN: B0FHYMRZXC
ISBN-13: 9791256291649

Data di acquisto: 27 aprile 2026
Letto il 28 aprile 2026

▪️Sinossi
In contemporanea con l'uscita del nuovo attesissimo disco, Caparezza firma anche il suo debutto come autore di fumetti, in collaborazione con Sergio Bonelli Editore. Contestualmente all'album, arriva infatti in libreria Orbit Orbit, il fumetto evento che accompagna e completa il nuovo disco: un viaggio onirico disegnato da grandi firme e nuovi talenti del fumetto italiano. Folle e scatenato, colorato, divertente e allo stesso tempo intimo e personale, Orbit Orbit è un'avventura senza limiti. La copertina disegnata da Matteo De Longis.

▪️La mia (brevissima) recensione
Senza fare tanti (ed inutili) giri di parole… lo dico subito: questo fumetto non mi è piaciuto!
Orbit Orbit è un fumetto, ideato come una sorta di viaggio surreale (e mentale) di Caparezza, il noto cantautore-rapper, da leggere "in simultanea" all'ascolto dell'omonimo album. Infatti, le 14 sezioni del fumetto corrispondono pari pari ai 14 brani dell'album. E non avendo ascoltato l'album ho letto questo fumetto solo per curiosità.
Perché non mi è piaciuto? Lui (intendo Caparezza) non è tra i miei cantanti preferiti (io ascolto prevalentemente Pink Floyd, Genesis, Rolling Stones e Jackson Browne); e come fumetto leggo solo Zagor. Serve aggiungere altro…?
📌 Voto: 🎖️ (1 su 5)

Il libro true crime che Harper Lee non ha mai scritto


Il libro true crime che Harper Lee non ha mai scritto
Molti anni dopo Il buio oltre la siepe, una delle più celebri autrici americane di sempre seguì un'altra gran storia, di nuovo in Alabama

👉 fonte: il Post

Nell'autunno del 1977 autorevoli agenzie di stampa, riviste e quotidiani nazionali americani si occuparono di un caso giudiziario ad Alexander City, un piccolo comune in Alabama. Un camionista afroamericano aveva sparato a un predicatore della sua comunità durante un funerale, uccidendolo. A seguire il processo, tra i cronisti di Associated Press, New York Times e Newsweek, c'era una scrittrice nata a circa 200 chilometri da lì il 28 aprile 1926, cento anni fa, e già all'epoca famosissima in tutti gli Stati Uniti: Harper Lee.
Diciassette anni prima aveva scritto Il buio oltre la siepe, uno dei più celebri romanzi della storia americana, vincitore del Pulitzer per la narrativa nel 1961 e da cui l'anno dopo era stato tratto un film omonimo e altrettanto celebre, diretto da Robert Mulligan e interpretato da Gregory Peck. Dopo quel successo, che sarebbe stato difficile da gestire per chiunque, Lee aveva scritto solo qualche saggio e aveva condotto una vita molto ritirata. In pochi l'avevano riconosciuta ad Alexander City, dove era andata di persona per provare a ricostruire una vicenda da cui contava di trarre una nuova opera, che però non scrisse mai.
La storia di quel processo, degli omicidi misteriosi che lo avevano preceduto, dei tentativi di scriverne di Lee e del suo insuperabile blocco creativo dopo Il buio oltre la siepe sono oggetto di un libro del 2019 della giornalista del New Yorker Casey Cep, Ore disperate. L'ultimo processo di Harper Lee, edito in Italia da Minimum Fax e tradotto da Sara Bilotti. Per scriverlo, Cep consultò lettere e bozze inedite di Lee e documenti relativi al processo. Intervistò anche amici e familiari sia di lei sia delle vittime del predicatore, Willie Maxwell, il vero protagonista del libro mai scritto di Lee.
Gli elementi per un true crime c'erano tutti. I giornali che si occuparono di quella vicenda la descrissero come la storia di un predicatore assassino ucciso in pubblico da un parente delle sue vittime, Robert Burns, per vendicarsi di tutte le volte in cui il reverendo l'aveva fatta franca. Willie Maxwell era un predicatore afroamericano battista (una delle principali chiese protestanti negli Stati Uniti) ed era stato una figura di riferimento per tutta la comunità di Alexander City, prima che la sua reputazione cambiasse negli anni Settanta, quando cinque suoi familiari erano morti in circostanze sospette, e secondo alcuni persino soprannaturali.
Nel 1970 la sua prima moglie, Mary Lou, era stata trovata picchiata a morte, forse strangolata, nella propria macchina. Nonostante le prove di un suo coinvolgimento, Maxwell era stato assolto nel processo grazie a un brillante avvocato, Tom Radney, un Democratico famoso in Alabama per il suo sostegno all'ex presidente John F. Kennedy e perché in uno stato ancora profondamente razzista era uno dei pochi avvocati bianchi disposti a difendere clienti neri. In pratica era l'Atticus Finch di Alexander City, l’avvocato antirazzista e paladino della giustizia protagonista del libro Il buio oltre la siepe, ambientato in Alabama nella città immaginaria di Maycomb (ma basato in parte su fatti reali).
Per la morte della moglie Maxwell aveva riscosso 90mila dollari di risarcimento, perché lei aveva un'assicurazione sulla vita, e questo aveva alimentato molti sospetti su di lui. Sospetti poi aumentati quando tra il 1972 e il 1977 erano morti per cause poco chiare anche suo fratello, la sua seconda moglie, un nipote e una figlia adottiva: Maxwell ci aveva sempre ricavato dei soldi, finendo o assolto nel processo, o prosciolto in fase istruttoria. La seconda moglie, Dorcus Anderson, era stata tra l'altro una testimone chiave dell'accusa nel primo processo: era una vicina di casa di Maxwell, e aveva stravolto la testimonianza dopo averlo sposato in seconde nozze, fornendogli anzi un alibi per l'ora della morte di Mary Lou, la prima moglie.
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Lettura pre-sonno, rituale serale grazie al boom dei device digitali


Lettura pre-sonno, rituale serale grazie al boom dei device digitali
Report, il paradosso dell'ebook anti distrazioni

👉 fonte: Ansa

Prima di dormire guardiamo lo smartphone per le notifiche e facciamo uno scroll infinito ma nonostante questo la lettura resiste e si ritaglia uno spazio nella routine pre-sonno.
E accanto ai tradizionalisti che leggono a letto un libro stampato sempre di più sono gli appassionati di letture sull'eReader. Che poi a ben pensarci è un paradosso: un device digitale che riduce le distrazioni. In un mondo iper-digitale come quello in cui viviamo oggi, un eReader è uno strumento che riporta l'attenzione su una cosa sola. A differenza degli schermi generalisti, nasce con un obiettivo preciso: leggere. Questo si traduce in un'esperienza priva di distrazioni, che favorisce concentrazione e continuità. Ciò ha un impatto concreto sulle abitudini quotidiane, poiché il suo utilizzo non comporta solo un passaggio di formato, ma un ritorno alla lettura come gesto ricorrente, capace di riconquistare il tempo "a fine giornata" spesso assorbito da smartphone e TV. 
In occasione del World Book Day del 23 aprile, Rakuten Kobo, la piattaforma più grande di libri digitali, ha chiesto ai membri della propria community di raccontare quando legge, per quanto tempo e se l'utilizzo dell'eReader ha cambiato, anche solo un po', le abitudini.
Ne emerge che la lettura non è un'attività "extra" da incastrare nel calendario, ma un rituale serale sempre più consolidato.
Dai dati raccolti emerge che il momento dedicato alla lettura coincide sempre di più con quello del relax: il 62% dei rispondenti utilizza l'eReader principalmente la sera prima di dormire, contro il 18% che legge solamente nelle brevi pause giornaliere. Dati che confermano come l'eReader si inserisca in un'abitudine già esistente, quella di leggere a letto, rendendola più naturale e continua.
In questo contesto, la differenza la fanno i dettagli che semplificano il gesto. Il 46% dei lettori individua nella luce integrata la funzionalità chiave, perché consente di continuare a leggere anche al buio, evitando di disturbare chi dorme nella stessa stanza. Molto importanti sono anche uno schermo antiriflesso e una luce regolabile in luminosità e temperatura del colore per ridurre l'esposizione alla luce blu, che aiutano a restare concentrati sulla storia e a preservare l'atmosfera del momento.
Quando leggere diventa comodo, lo si fa più di frequente e per più tempo. Il 41% dei rispondenti dedica in media 20-40 minuti alla lettura, mentre un ulteriore 36% supera i 40 minuti. Solo il 19% si ferma tra i 10 e i 20 minuti e appena il 4% legge meno di 10 minuti. Un segnale che evidenzia una fruizione più immersiva e continuativa, tipica dei momenti dedicati a sé stessi. Inoltre, il 49% dei lettori afferma di leggere più spesso da quando utilizza l'eReader, il 31% di leggere in più luoghi, e il 15% di acquistare libri più frequentemente, mostrando un evidente, e positivo, cambio di abitudini. 
Un capitolo in più prima di dormire: a volte, il modo migliore per spegnere il mondo è accendere una storia.

I migliori libri da leggere della settimana, tra "Il custode", "La mossa del re", La bugia dell'orchidea" e "Ogni passo che fai"

I migliori libri da leggere della settimana, tra Il custode, La mossa del re, La bugia dell'orchidea e Ogni passo che fai

👉 fonte: RTL

Anche aprile sta per passare agli annali, con il weekend che si è appena aperto che di fatto è anche l'ultimo del mese. Il mese che per antonomasia si identifica con la primavera (al netto del fatto che, ufficialmente, questa parta a marzo) è stato foriero di tanti spunti interessanti in materia di nuove letture che si sono posizionate in tempi recenti sugli scaffali.
La selezione di questa settimana porta ancora una volta sotto i riflettori quattro titoli diversi, equamente distribuiti tra grandi nomi della narrativa italiana e proposte che arrivano invece da oltre confine. Tra questi troviamo:

▪️Il custode di Niccolò Ammaniti (Einaudi)
Partiamo nel nostro viaggio settimanale alla scoperta dei migliori libri da leggere del momento con un po' di sano patriottismo. Il primo nome che troviamo a firmare il volume messo sotto la consueta lente d'ingrandimento è sicuramente definibile come "ricorrente" in tanti ambiti diversi tra loro, dalla sceneggiatura alla regia. Per quanto il centro di gravità permanente della sua attività artistica resti quello della letteratura.
Parliamo di Niccolò Ammaniti, che grazie a Einaudi Editore ritroviamo sugli scaffali con il suo nuovo romanzo, dal titolo Il custode. Un racconto che porta lettori e lettrici in Sicilia, una terra che ha da sempre regalato grandi storie (e continua a farlo tutt'ora). È qui, precisamente nel borgo sperduto di Triscina, una frazione di Castelvetrano, che troviamo la famiglia Vasciaveo, con Nilo (nel pieno della sua adolescenza) la madre Agata e la zia Rosi.
Una famiglia che vive ufficialmente grazie alla lavorazione e alla rivendita del marmo, e che rispetta tradizioni altrettanto scolpite nel tempo. Non ci si aspetterebbe nulla di diverso da chi resta arroccato in uno spazio personale ben definito e delimitato dai perimetri del paese stesso. Tradizioni (sociali e culturali) che gravitano anche negli equilibri locali, e che rischiano di essere alterati dall'arrivo di "turbolenze" esterne.
Come quello rappresentato da Arianna (content creator dai contenuti molto specifici) e dalla figlia Saskia, il cui approdo rischia infatti di assestare una spallata importante alle routine di Nino e famiglia, ma anche del paese stesso. Un racconto che cresce con elementi riconducibili alla tradizione letteraria greca dei miti, e con l'aggiunta di suggestioni dai generi thriller, horror e fantasy. Nessuno predomina, ma tutti contribuiscono a donare alla narrazione le sfumature che, in poco meno di duecento pagine, costruiscono una storia che resta impressa.

▪️La mossa del re di Max Seeck (Piemme)
L'universo della narrativa (che sia libraria, o che sia quella alla base delle sceneggiature di pellicole cinematografiche o serie televisive) a prescindere dal genere specifico di riferimento, gode spesso di ispirazioni che possono arrivare da semplici oggetti che possiamo trovare in qualunque stanza o salotto di casa. A fare la differenza è il modo di interpretare quegli elementi, per dare alle storie una connotazione peculiare. Basti pensare ad Harry Potter (il primo libro e il corrispettivo film della saga), o a La regina degli scacchi, il romanzo di Walter Tevis poi divenuto la serie di successo del catalogo Netflix. Entrambi gravitano nell'orbita degli scacchi, integrandoli all'interno della storia in maniere differenti.
Gli scacchi tornano protagonisti anche all'interno de La mossa del re, il libro di Max Seeck che arriva in Italia grazie a Piemme. Una storia suggestiva già soltanto per l'ambientazione scelta per il racconto: la Finlandia. Terra di freddo e ghiacci, di persone introverse e di saune che sbucano un po' ovunque. Questo chiaramente se vogliamo attenerci ai più classici dei luoghi comuni, gli stessi che vogliono noi italiani come mangiapizza (vero) e mangiaspagnetti (eccessiva generalizzazione), oppure i nostri cugini francesi come mangiacroissant o mangiabaguette.
Il compito di sfatare i miti tocca all'autore finlandese responsabile della storia, che ci porta a Seurasaari. Si tratta di un'isola al largo di Helsinki che attira le attenzioni dei media per il ritrovamento di un cadavere in condizioni a dir poco particolari. Il corpo è ricoperto di vernice bianca, e un pezzo degli scacchi è incastrato in gola. Una bella gatta da pelare per la polizia, che ha a che fare con qualcuno che sa bene cosa sta facendo. Di più, sfida le autorità a beccarlo, per quanto la logica scacchistica che sta alla base delle sue azioni manipoli inevitabilmente le mosse di chi prova a giocare d'anticipo.
Come si ferma una mente come quella di chi muove i fili degli inquirenti quasi fossero marionette? "Combattere il fuoco con il fuoco" si direbbe, ed è proprio così, chiamando in gioco un altro profilo scacchistico fortemente competente, che la "partita" potrebbe essere indirizzata nel verso giusto. Attenzione però che tutto non si riveli una trappola attentamente orchestrata con ulteriori subdoli fini.

▪️La bugia dell'orchidea di Donato Carrisi (Longanesi)
La letteratura italiana contemporanea, sulla falsariga di quanto avviene praticamente da sempre, continua a sfornare grandi talenti. Nomi come Piergiorgio Pulixi e Maurizio De Giovanni, Stefania Auci e Gianrico Carofiglio, per intenderci, in grado di muovere una gran mole di lettori e lettrici verso le librerie a ogni nuova opera portata sul mercato. E gli ultimi mesi, nell'ottica dei migliori libri da leggere, non si può che sorridere vista la possibilità di riabbracciare un altro grande nome contemporaneo, tornato con una nuova storia tutta da scoprire.
Parliamo di Donato Carrisi, che con il suo La bugia dell'orchidea, pubblicato da Longanesi, si è divertito a "giocare" con il proprio pubblico. E lo fa già soltanto prima di sfogliare le pagine per addentrarsi nella storia, dal momento che il primo mistero sta nel volume stesso. Qualcosa che apparirà da subito a tutti coloro che, nel rispetto dell'integrità di un libro, tendono a "spogliarlo" prima di cominciare a leggerlo. A dispetto della sovracopertina, la copertina rigida di cartone sottostante mostra infatti connotati differenti: tra le mani abbiamo Labia Sericea, firmato da Victoria Anthon.
La salivazione degli amanti dei "tratto da una storia vera" saranno accontentati poi dall'avvertenza dell'autore (o dell'autrice? Il mistero d'infittisce… Ndr), che sottolinea come gli eventi narrati siano realmente accaduti in tre diversi momenti compresi tra il 2005 e il 2025. E qui tocca fermare le rotative senza addentrarci maggiormente nello svelare i contenuti del libro stesso per non rovinare la fruizione dell'esperienza letteraria a chi pensa, con queste premesse, di immergervisi.
Il nome sulla sovracopertina è quello giusto, ed è sinonimo di qualità certificata dai grandi lavori precedentemente portati sugli scaffali. E come non farsi stuzzicare dai pochi (e volutamente stranianti) indizi disseminati nella sinossi? "Questo libro ha un segreto. Chi l'ha scritto ha un segreto. Chi lo legge avrà un segreto. E nessuno sarà più lo stesso". Serve altro?

▪️Ogni passo che fai di C.L. Taylor (Fazi Editore Darkside)
Siamo alle battute conclusive del nostro appuntamento settimanale dedicato ai migliori libri da leggere approdati di recente sugli scaffali delle librerie. Nell'alternanza tra autori italiani e penne estere è ora il momento di tornare nuovamente oltre confine. Il biglietto aereo ci porta questa volta molto a nord, con l'Inghilterra come destinazione finale del nostro viaggio. O forse sarebbe meglio dire iniziale, considerando che qui è nata l'autrice bestseller che finisce oggi sotto il nostro occhio di bue.
Si chiama Cally Taylor, per gli amici C.L., ed è la mente che muove i fili di Ogni passo che fai, il thriller pubblicato da Fazi Editore all'interno della collana Darkside. Già solo la presenza all'interno di questo specifico settore della libreria fa capire che ci sarà da mettersi comodi e lasciarsi cullare da una narrazione pronta a giocare con la nostra psicologia. E infatti le attese non sono tradite alle prova del nove.
L'amicizia è una gran cosa, e tra le pagine troviamo cinque amici di Londra. Il problema è che quest'amicizia, per loro, è tutt'altro che una panacea mentale e sociale: tutti loro sono infatti perseguitati da uno stalker. La morte di una di loro, Natalie, pochi giorni dopo il rilascio di prigione del suo ex fidanzato, porta in dote con sé ulteriori pressioni psicologiche per il gruppo. A questo va aggiunta la minaccia anonima, allegata a una corona funebre, che ricevono nel giorno delle esequie: di lì a dieci giorni uno di loro morirà.
Un'escalation suspense che beneficia del fatto che la data indicata, per ognuno di loro, ha una precisa valenza simbolica. Dall'anniversario di nozze dei genitori al proprio compleanno, finendo al primo grande traguardo professionale che è pronto per essere tagliato. Una roulette di punti di vista, quelli di ognuno dei personaggi coinvolti nella storia, che si alterneranno in una girandola di misteri in cui il tempo non sarà amico di nessuno di loro.

lunedì 27 aprile 2026

Dieci libri in uscita da non perdere a maggio 2026


Dieci libri in uscita da non perdere a maggio 2026
Nel nuovo mese che sta per arrivare, sono tantissime e interessanti le uscite che attendono i lettori in libreria. Scopriamo insieme 10 libri da leggere a maggio 2026, fra romanzi storici e saggi sul mondo contemporaneo, poesie a ritroso, sceneggiature, grandi ritorni e horror con una buona dose di soprannaturale

👉 fonte: sololibri.net

Con le giornate che si allungano e la voglia di oziare, le case editrici rispondono con un'entusiasmante ondata di nuove uscite adatte davvero a tutti i gusti letterari, anche quelli più "difficili".
Ecco allora dieci libri da leggere in uscita a maggio 2026, tra romanzi da assaporare poco a poco, storie da divorare tutte d'un fiato e testi in grado di far riflettere e interessare.

▪️C'è ancora domani di Paola Cortellesi, Giulia Calenda e Furio Andreotti (Feltrinelli)
Arriva nelle librerie il 5 maggio C'è ancora domani, il libro che ci presenta sulla carta stampata la storia che nel 2023 ha visto Paola Cortellesi al debutto come regista e che le è valso il titolo del film più visto dell'anno, con oltre 50 milioni di dollari di incassi in tutto il mondo. Il libro, edito da Feltrinelli, racconta la storia di Delia, una donna che vive nella Roma del secondo dopoguerra e che sembra intrappolata in un destino già scritto. Una storia che non sa certo di rassegnazione, però. In un contesto storico che vede l'Italia rinascere dopo le brutture della guerra, nell'animo di Delia il desiderio di emancipazione è tale da andare contro tutto e tutti per riprendersi la dignità di persona e di donna.

▪️Io sono Adele di Csaba dalla Zorza (Marsilio)
Arriva nelle librerie il 5 maggio il nuovo libro di Csaba Dalla Zorza, edito da Marsilio. La protagonista, Adele, è una donna sessantenne che lascia la sua Milano per trasferirsi in Provenza dove inizia a lavorare come governante. Qui, in un luogo lontano dal suo, Adele inizia a interrogarsi sul suo passato, sulle scelte sbagliate e sulla voglia di ricominciare. Un romanzo elegante e raffinato nel quale la trama non è scandita da eventi clamorosi ma da un viaggio interiore profondo e rivelatore, che analizza i limiti della propria vita e la voglia dirompente di oltrepassarli.

▪️Tutto troppo misterioso di Anna Premoli (Newton Compton)
Tra i 10 libri da leggere in uscita a maggio 2026 anche il nuovo lavoro di Anna Premoli, edito da New Compton. Adatto a chi cerca il "brivido" ma non ama i thriller puri, Tutto troppo misterioso parte da Jeanne Barbieri, giovane pittrice, incaricata di ritrarre un amico anziano di sua nonna. La richiesta, però, sarà impossibile da portare a termine. La protagonista, infatti, dovrà fare i conti con l'assassinio di quest'uomo e con la necessità di collaborare con l'ispettore Marco Martini per le indagini. Il tutto sullo sfondo di un altro mistero, legato a un quadro ottocentesco scomparso che nasconde segreti sulla storia di Milano. Un romanzo avvincente e ricco di enigmi e pericoli da analizzare ed evitare, in un mix tra mistero e storia dell'arte che rende la storia scorrevole e brillante. In libreria dal 5 maggio.

▪️L'amuleto di Michael McDowell (Neri Pozza)
Arriva nelle librerie il 12 maggio il nuovo lavoro di Michael McDowell, che anche in questo libro si fa riconoscere dai lettori per il suo stile scorrevole e immaginifico. Ne L'amuleto, protagonista della storia ambientata nel 1965 in Alabama è Sarah, una donna che resta vittima di una doppia tragedia familiare: dover accudire il marito vittima di un incidente che lo ha ridotto in stato vegetativo e la suocera, Jo, da sempre donna vendicativa dal pessimo carattere. Ma il peggio non è ancora iniziato: dopo il "dono", un amuleto, che Jo farà a colui che ritiene responsabile della tragedia che ha colpito il figlio, nella comunità inizieranno a verificarsi episodi inquietanti, con morti violente e maledizioni. Un horror dove il soprannaturale si intreccia con le relazioni umane e nel quale non è l'adrenalina la vera protagonista ma la discesa progressiva nell'orrore generata dall'odio.

▪️Lo specchio del pellegrino di Ben Pastor (Sellerio)
Per chi ama i gialli storici e impegnati dove il mistero è anche un modo per interrogare la storia e fare riflessioni etiche, il nuovo libro di Ben Pastor, edito da Sellerio e in uscita il 5 maggio, rappresenta senza dubbio la scelta ideale. Il protagonista, il capitano Martin Bora, sarà impegnato in un'indagine sulla morte sospetta di un maggiore. L'indagine condurrà però il capitano ben oltre il caso militare portandolo a scoprire gli orrori delle stragi naziste. Un romanzo che rappresenta per il protagonista un viaggio morale e contemporaneamente un conflitto tra l'essere un uomo giusto e vivere in un sistema criminale.

▪️Il bar di Cinecittà di Walter Veltroni (HarperCollins Italia)
Ritorna nelle librerie dal 5 maggio ed è tra i 10 libri da leggere in uscita a maggio 2026 anche Walter Veltroni col suo Il bar di Cinecittà. Il romanzo, basato sullo sguardo di Giovanni Diotallevi, giovane che trova lavoro in un bar della nascente Cinecittà, è più improntato sul tempo che passa che non su azioni concrete dei personaggi. Da una posizione privilegiata, quella dello spettatore degli anni che vanno dalla Seconda Guerra Mondiale al boom economico, passando per l'epoca della "Hollywood sul Tevere", Giovanni ha modo di leggere negli anni che passano un'Italia che cambia e ricrea se stessa, in modo innovativo e sotto le luci dei riflettori.

▪️La vendetta dei leoni di Venezia di Matteo Strukul (Newton Compton)
Per chi preferisce i romanzi dinamici a quelli più introspettivi, maggio è un mese ricco di sorprese letterarie tutte da scoprire. Un esempio in tal senso è La vendetta dei leoni di Venezia, noir storico ambientato nella Venezia del 1617 che racconta la caccia della Serenissima ai cospiratori spagnoli su uno sfondo cupo, violento e pieno di segreti, che regala una narrazione ricca di colpi di scena. Nelle librerie dal 5 maggio.

▪️I mulini di Pandora. N.E.O. Vol. 4 di Michel Bussi (E/O)
Arriva il quarto e ultimo libro della saga N.E.O., ambientato in un mondo devastato da una terribile catastrofe ambientale. I giovani vivono ormai divisi in fazioni sotto un temibile regime. Ma alcuni ragazzi della resistenza dovranno decidere se limitarsi a sopravvivere in questo clima tirannico o utilizzare tutte le loro forze per creare una nuova società, più giusta ed equa. Disponibile in Italia dal 6 maggio.

▪️Scrivere il cielo. Poesie al contrario di Roberto Vecchioni (Einaudi)
È prevista per il 12 maggio l'uscita della raccolta di poesie dell'amato cantautore e professore Roberto Vecchioni, edito da Einaudi. La raccolta di poesie, quasi tutte inedite, è "al contrario" perché parte dall'età matura dell'autore per arrivare alla sua giovinezza, in un viaggio a ritroso che sa di malinconia ma è anche un lucido bilancio esistenziale che unisce vita privata, attività artistica e riflessione civile.

▪️Punto zero di Slavoj Zizek (Il Saggiatore)
Tra i 10 libri da leggere a maggio 2026 non poteva mancare anche un'opera di saggistica. Il lavoro di Slavoj Zizek, nelle librerie dall'8 maggio ed edito da Il Saggiatore, parte da una tesi estremamente forte: il mondo, soprattutto in considerazione degli eventi recenti, è praticamente al suo "punto zero" storico e politico. Descrivendo passaggi importanti della storia mondiale recente, dal conflitto in Medio Oriente al ritorno di Donal Trump, passando per la crisi ambientale e sociale, il saggio di Zizek è breve ma estremamente provocatorio, con riferimenti che spiazzano volutamente il lettore. Una lettura stimolante per riflettere e porsi domande.

I libri di Freida McFadden e il mondo inquieto dei suoi thriller psicologici


I libri di Freida McFadden e il mondo inquieto dei suoi thriller psicologici
Thriller psicologici, segreti inquietanti e colpi di scena che tengono con il fiato sospeso: Freida McFadden è diventata una delle autrici più amate del genere. In questo articolo scopriamo chi si nasconde davvero dietro lo pseudonimo (la neurologa Sara Cohen) e ripercorriamo tutti i suoi libri più famosi, dalla serie di Una di famiglia fino ai titoli più recenti come L'inquilina. Un viaggio tra misteri domestici, identità nascoste e verità disturbanti, perfetto per chi ama i gialli e i thriller carichi di tensione…

👉 fonte: il Libraio

Per gli appassionati di gialli e thriller al cardiopalma, il nome di Freida McFadden è ormai una presenza familiare.
Tra le regine del thriller psicologico contemporaneo, capace di scalare le classifiche internazionali con romanzi come Una di famiglia, McFadden costruisce storie in cui la tensione si intreccia a dinamiche domestiche disturbanti e ambigue.
Ma dietro questo successo globale si nasconde (o meglio, si nascondeva) un'identità avvolta nel mistero: per anni, infatti, la scrittrice ha mantenuto un profilo volutamente enigmatico, alimentando curiosità, teorie e speculazioni.
Un elemento che ha contribuito non poco al fascino del suo fenomeno editoriale, oggi più che mai al centro dell'attenzione.
Nell'aprile 2026 è arrivata però una svolta destinata a cambiare la percezione pubblica dell'autrice: Freida McFadden rivela finalmente la sua vera identità. Dietro lo pseudonimo si cela infatti Sara Cohen, neurologa statunitense specializzata in disturbi cerebrali, che per anni ha portato avanti una doppia vita tra medicina e scrittura.
La scelta dell'anonimato non è casuale: Cohen ha deciso di utilizzare uno pseudonimo per separare la carriera medica da quella letteraria, evitando che i suoi thriller (spesso oscuri e disturbanti) potessero influire sulla sua credibilità professionale. Nel tempo, però, il mistero attorno alla sua figura è cresciuto a tal punto da generare teorie bizzarre: c'è chi ipotizzava che dietro il nome si nascondesse un gruppo di autori, chi addirittura un'intelligenza artificiale.
Proprio queste speculazioni hanno spinto l'autrice a uscire allo scoperto: "Sono una persona reale, ho un'identità reale e non ho nulla da nascondere", ha dichiarato in esclusiva a USA Today, sottolineando anche come il segreto abbia finito per limitare il rapporto diretto con lettrici e lettori.
Rispetto a pochi mesi prima, quando veniva ancora descritta come una "dottoressa misteriosa" capace di scrivere bestseller tra un turno e l'altro, la rivelazione ha segnato un punto di svolta decisivo: non solo mette fine a un enigma mediatico durato anni, ma ridefinisce anche il modo in cui il pubblico guarda all'opera della scrittrice.
E mentre il nome reale emerge, una cosa resta invariata: Freida McFadden continua a esistere (e a scrivere) come uno dei fenomeni editoriali più potenti del thriller contemporaneo.
Vediamo ora quali sono i suoi libri più letti e apprezzati, tra successi editoriali e storie capaci di tenere i lettori con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
Il percorso tra i libri di Freida McFadden non può che iniziare dalla serie che l'ha resa un fenomeno globale: quella dedicata a Millie Calloway. Tra atmosfere domestiche solo in apparenza rassicuranti e segreti sempre più inquietanti, questa saga ha ridefinito il thriller psicologico contemporaneo, trasformando la vita quotidiana in un terreno pieno di tensione e ambiguità.

Atmosfere inquietanti e segreti pronti a emergere trasformano Una di famiglia (edito da Newton Compton, 2022) in un thriller domestico teso e avvolgente (a gennaio 2026 trasposto in un film di successo). Nel primo romanzo della celebre serie di Millie Calloway, la protagonista è alla ricerca disperata di un nuovo inizio e accetta un impiego come governante presso la ricca famiglia Winchester, nonostante le stranezze che circondano la casa e i suoi abitanti. Tra stanze sporche, comportamenti imprevedibili e una padrona di casa tanto affascinante quanto disturbante, la giovane cerca di adattarsi, convinta di aver trovato un rifugio sicuro. Ma dietro le porte chiuse della villa si nasconde qualcosa di profondamente sbagliato: dettagli inquietanti, avvertimenti criptici e un senso costante di minaccia rendono ogni giorno più opprimente. E mentre Millie prova a lasciarsi alle spalle il proprio passato, si accorge troppo tardi che i segreti della famiglia per cui lavora potrebbero essere ancora più pericolosi…

▪️Nella casa dei segreti
Tra silenzi inquietanti e verità nascoste, Nella casa dei segreti (edito da Newton Compton, 2023) conferma il talento di Freida McFadden nel costruire thriller domestici carichi di tensione. Millie è pronta a rimettersi in gioco quando trova lavoro presso Douglas Garrick, un uomo ricco e apparentemente impeccabile, che le affida la gestione del suo lussuoso attico. L'unica regola è semplice quanto sospetta: non deve avere alcun contatto con la moglie Wendy, confinata in una stanza e dichiarata malata. Ma tra pianti soffocati, macchie misteriose e un'atmosfera sempre più opprimente, il dubbio si insinua rapidamente. Quando Millie decide di violare il divieto e aprire la porta proibita, si trova davanti a una verità sconvolgente che cambierà ogni cosa, trascinandola ancora una volta in un gioco pericoloso fatto di inganni e segreti.

▪️Finché morte non ci separi
Un matrimonio da sogno può trasformarsi nell'incubo peggiore in Finché morte non ci separi (edito da Newton Compton, 2025), uno dei migliori thriller di Freida McFadden. Millie è pronta a lasciarsi alle spalle il passato e a iniziare una nuova vita accanto all'uomo che ama, nel giorno che dovrebbe essere il più felice di tutti. Ma mentre i preparativi scorrono e la promessa di un futuro perfetto sembra a portata di mano, un'ombra minacciosa si insinua tra gli invitati e i momenti di festa. Qualcuno, là fuori, è determinato a impedirle di arrivare all'altare: tra tensione crescente, sospetti e pericoli sempre più concreti, Millie dovrà affrontare ancora una volta i fantasmi che la inseguono, in una corsa contro il tempo dove l'amore e la sopravvivenza si intrecciano in modo letale.

▪️La donna della porta accanto
Tra gli ultimi libri di Freida McFadden troviamo La donna della porta accanto (edito da Newton Compton, 2025), dove dietro l'apparente tranquillità di un quartiere perfetto si nasconde un pericolo sottile e inquietante. La protagonista è convinta di aver finalmente conquistato la vita che desiderava: una casa accogliente, una famiglia felice e un futuro sereno costruito con sacrificio. Ma l'equilibrio si incrina quando entra in contatto con i nuovi vicini, in particolare con l'enigmatica signora Lowell, che sembra nascondere più di quanto mostri. Tra sguardi gelidi, presenze sospette e un'atmosfera sempre più carica di tensione, il dubbio si insinua lentamente: mentre anche il comportamento del marito diventa inspiegabile, la certezza di essere al sicuro svanisce. Perché, in quel luogo che dovrebbe rappresentare un nuovo inizio, i segreti non sono affatto scomparsi… e potrebbero essere più vicini di quanto sembri.

▪️Non mentire
Oscuro, claustrofobico e carico di tensione psicologica: Non mentire (Newton Compton, 2025) trascina lettrici e lettori in un thriller dove ogni verità sembra nascondere un inganno. Tricia ed Ethan, alla ricerca della casa perfetta, restano bloccati in un remoto maniero durante una violenta tempesta invernale. Quella che doveva essere una semplice visita si trasforma presto in un incubo, quando Tricia scopre una stanza segreta contenente le registrazioni delle sedute di una psichiatra misteriosamente scomparsa anni prima. Ascoltando una dopo l'altra quelle voci, emergono segreti inquietanti e una rete di bugie sempre più fitta, che la spingono a scavare oltre ogni limite: ma più si avvicina alla verità, più il pericolo diventa reale. Con un ritmo serrato e un'atmosfera opprimente, Freida McFadden costruisce una storia fatta di suspense, rivelazioni sconvolgenti e colpi di scena, dove la domanda non è solo cosa sia successo, ma se sia davvero il caso di scoprirlo.

▪️L'insegnante
L'insegnante (Newton Compton, 2025) è un thriller psicologico che scava nelle zone d'ombra della verità e della percezione. Eve conduce una vita all'apparenza perfetta, divisa tra il marito Nate e il suo lavoro di insegnante di matematica: dietro la routine quotidiana si nasconde però un'inquietudine crescente, legata a uno scandalo che ha sconvolto la scuola l'anno precedente. Al centro di tutto c'è Addie, una studentessa su cui circolano voci inquietanti: manipolatrice, bugiarda, pericolosa. O almeno, è così che la descrivono. Eve, però, è convinta che la realtà sia molto più complessa e che dietro quella facciata si nascondano verità ancora più oscure. Attraverso un gioco sottile di prospettive e menzogne, in questo libro Freida McFadden costruisce una storia carica di tensione, dove ogni personaggio sembra avere qualcosa da nascondere.

▪️L'inquilina
Tra paranoia domestica e tensione crescente, L'inquilina (Newton Compton, 2026) è l'ultimo libro dell'autrice bestseller Freida McFadden. Blake Porter sembra avere tutto sotto controllo: carriera in ascesa, una nuova casa e un futuro con la fidanzata Krista. Ma un'accusa improvvisa e ingiusta lo fa precipitare nel baratro, lasciandolo senza lavoro e con una reputazione distrutta. Con il mutuo da pagare e nessuna via d'uscita, accettare Whitney come inquilina appare la soluzione ideale. Affascinante, gentile, perfetta… forse fin troppo. Ben presto, però, l'atmosfera cambia. I vicini si comportano in modo inquietante, strani rumori disturbano le notti e un odore inspiegabile sembra impregnare ogni stanza. Mentre la tensione cresce, Blake inizia a sospettare che qualcuno stia giocando con lui e che i suoi segreti più oscuri siano in pericolo. Con il suo stile serrato e ricco di colpi di scena, McFadden costruisce un incubo domestico dove nulla è come sembra e da cui potrebbe essere impossibile fuggire.

Dal libro allo schermo: "L'uomo delle castagne", un thriller nordico


Dal libro allo schermo: L'uomo delle castagne, un thriller nordico
L'uomo delle castagne è un thriller, un racconto che affonda le radici in qualcosa di profondamente disturbante: l'infanzia deformata, la violenza che si nasconde dietro le apparenze, il male che non arriva da fuori ma cresce dentro le crepe della società. Il romanzo di Søren Sveistrup, pubblicato in Italia da Rizzoli e tradotto da Bruno Berni

👉 fonte: Libreriamo


L'uomo delle castagne è un thriller, un racconto che affonda le radici in qualcosa di profondamente disturbante: l'infanzia deformata, la violenza che si nasconde dietro le apparenze, il male che non arriva da fuori ma cresce dentro le crepe della società.
Il romanzo di Søren Sveistrup, pubblicato in Italia da Rizzoli e tradotto da Bruno Berni, è diventato un caso editoriale internazionale, imponendosi come uno dei noir nordici più intensi degli ultimi anni. Il passaggio allo schermo con la serie Netflix ha amplificato questa forza, trasformando una storia già potente in un'esperienza visiva ancora più inquietante.
Perché qui non si tratta solo di scoprire chi è il colpevole. Si tratta di capire da dove nasce il male.
Un agente di polizia, prossimo alla pensione, si ferma davanti a una fattoria. Qualcosa non torna. Un maiale morto, lasciato a marcire, attira l'attenzione. È un dettaglio fuori posto, ma è solo l'inizio.
Quando entra nella casa, la scena che si trova davanti è qualcosa che va oltre l'orrore. Corpi mutilati, sangue, una violenza che non ha bisogno di spiegazioni immediate. E poi un dettaglio che diventa simbolo: piccoli omini fatti di castagne e fiammiferi, disposti come testimoni muti.
Il romanzo segue due investigatori, Naia Thulin e Mark Hess, chiamati a risolvere una serie di omicidi che sembrano collegati da uno schema preciso. Accanto ai corpi, infatti, viene sempre trovato un omino di castagne, apparentemente innocuo, ma in realtà carico di significato.
Sveistrup costruisce una narrazione stratificata, che alterna indagine e introspezione. Non si limita a raccontare un caso, ma scava nella vita dei personaggi, nelle loro fragilità, nelle loro ossessioni.
La Danimarca che emerge non è quella da cartolina. È un luogo freddo, distante, attraversato da tensioni sociali e familiari. Il thriller diventa così un mezzo per raccontare qualcosa di più grande: il fallimento delle istituzioni, il peso delle relazioni, la violenza che si trasmette.
Uno degli elementi più riusciti del romanzo è proprio l'uso del simbolo. L'omino di castagne, oggetto infantile, diventa inquietante. Non è solo una firma, ma una chiave di lettura. Rappresenta un'infanzia interrotta, una fragilità trasformata in violenza.
L’adattamento televisivo riesce in un'impresa non semplice: tradurre la complessità del romanzo in un linguaggio visivo altrettanto efficace. La serie Netflix mantiene l'impianto narrativo originale, seguendo l'indagine di Thulin e Hess, ma sceglie di puntare molto sull'atmosfera. Il risultato è un prodotto cupo, lento, costruito su una tensione costante che non esplode mai completamente, ma resta sospesa.
Boschi, case isolate, strade vuote. La natura stessa diventa parte del racconto, contribuendo a creare un senso di isolamento che amplifica la paura.
Il cast restituisce con precisione la complessità dei personaggi. Danica Curcic interpreta Naia Thulin con una determinazione che nasconde fragilità, mentre Mikkel Boe Følsgaard dà vita a Mark Hess, un uomo segnato da un passato che non riesce a lasciarsi alle spalle. La dinamica tra i due è uno degli elementi più interessanti della serie. Non si tratta di una collaborazione semplice, ma di un confronto continuo, fatto di diffidenze e progressivi avvicinamenti.
La serie riesce a mantenere il ritmo del romanzo, ma introduce anche una dimensione più visiva della violenza. Non è mai gratuita, ma è presente, concreta, difficile da ignorare.
Il passaggio dal romanzo alla serie funziona perché non tradisce l'essenza della storia.
Nel libro, la paura nasce dalla narrazione, dalla costruzione lenta del mistero. Nel film, o meglio nella serie, questa stessa paura prende forma negli spazi, nei silenzi, nei dettagli.
L'omino di castagne, da simbolo narrativo, diventa immagine e proprio per questo diventa ancora più inquietante. Il racconto non cambia, ma il modo in cui viene percepito sì. La lettura coinvolge la mente, la visione coinvolge il corpo.
Il risultato è un'esperienza complementare. Chi legge il romanzo entra nella storia attraverso il pensiero, chi guarda la serie la vive in modo più immediato, più viscerale, ma in entrambi i casi, resta una sensazione comune: quella di essere osservati da qualcosa che non si comprende fino in fondo.

sabato 25 aprile 2026

Alla presentazione del libro "La Sinistra che non c'è" di Fausto Bertinotti

Alcuni scatti (ed un breve video) della presentazione del libro La Sinistra che non c'è di Fausto Bertinotti che si è tenuta questa sera a Campi Salentina (Lecce) in occasione della 25a edizione Città del Libro:






Fausto Bertinotti - La sinistra che non c'è
Fausto Bertinotti, una delle figure più influenti della politica italiana degli ultimi decenni, racconta, dalla prospettiva di un protagonista e di un osservatore in prima linea, la parabola della sinistra contemporanea. L'inizio del declino si può far risalire storicamente al crollo dell'Unione Sovietica, quando (insieme con il socialismo reale e le sue storture) viene meno un mito della Sinistra: la possibilità di un'alternativa al capitalismo. Dalla lotta rivoluzionaria si è passati così alla Sinistra riformista, che ha accompagnato il consolidamento dell'Europa sulla base delle ragioni del mercato e dei vincoli di debito, abbandonando Marx (senza superarlo) e la lotta di classe. Il neoliberismo e la globalizzazione hanno fatto il resto, relegando ai margini le voci dei lavoratori e delle lavoratrici.
Intanto, in Italia e nel mondo, la politica annegava nella spettacolarizzazione e sceglieva di parlare non secondo giustizia e verità ma alla "pancia del Paese" oppure facendo propria la lingua del mercato. Non più una politica di alti ideali ma una politica servile e di corto respiro: quando i partiti progressisti si sono allineati a questa tendenza, è venuto meno anche l'impegno in favore delle rivendicazioni del lavoro. Cosa rimane allora della Sinistra? Da dove è necessario ripartire e a cosa si può mirare? Fausto Bertinotti prova a spiegarcelo in questa lucida e penetrante analisi, attingendo alla sua esperienza diretta e alla visione maturata nella lunga militanza politica.

Editore: Rai Libri (21 maggio 2025)
Pagine: 192 pagine
ISBN-13: 9788839719294
ASIN: B0CWPQY7ND

Stefania Auci: L'alba dei Leoni


Stefania Auci: L'alba dei Leoni. La saga dei Florio, vol. 3 (Prequel)

Formato: Kindle (1.4 MB)
Pagine: 505
Editore: Casa Editrice Nord (13 gennaio 2026)
ASIN: B0G33MN2W5
ISBN-13: 9788842938361

Data di acquisto: 20 aprile 2026
Letto dal 20 al 25 aprile 2026

▪️Sinossi
1772. Bagnara Calabra è un pugno di terra rubato alla montagna, stretto tra rocce e mare. Scuro, compatto, chiuso. Ma è così, ed è la casa della famiglia Florio. Niente è facile, per loro, ogni cosa deve essere difesa con fatica e determinazione: dalla forgia di Vincenzo, uomo duro come il ferro che lavora, all'amore che Rosa, sua moglie, ha per i tanti figli che ha avuto e per i tanti che ha perso. Una vita fondata sull'orgoglio del proprio nome, sulla certezza che il presente è, insieme, un'eco del passato e la promessa del futuro. Almeno finché non arriva il destino a spezzare quei fili che sembravano così saldamente intrecciati: prima la fuga di un figlio, ribelle e sognatore, e la sua scoperta che la libertà è esaltante, ma si paga a caro prezzo; poi la natura, più matrigna che madre, che in pochi istanti sgretola case, uomini e speranze; e infine un sogno nuovo, lontano da Bagnara, in un'isola dove ci sono soldi e potere…
Perché, nel 1799, quando Paolo e Ignazio Florio arrivano a Palermo, non sanno quale sarà il loro destino, ma sanno cosa sono stati. Hanno lottato contro un padre che li voleva schiavi, contro la disperazione di chi ha perso tutto, contro le ombre delle persone amate e perdute. Una consapevolezza che segna l'intera storia dei Florio, dall'inizio alla fine.
E questo è l'inizio. Questa è l’alba dei Leoni di Sicilia.

▪️L'incipit del libro
Buio.
Se apre gli occhi, vede solo ombre fluttuanti. Al di là di esse, un mondo rovesciato.
Non può gridare; qualcosa - uno straccio, forse - gli chiude la bocca. Gli manca il respiro: ha la testa in un sacco, stretto al collo quanto basta perché non scivoli via. Le mani sono bloccate dietro la schiena da una corda che affonda nella carne. Quasi non sente più le dita. Sotto di sé, un corpo caldo, grosso, dall'odore rancido, che avanza, oscillando. Un cavallo? Un asino?
Muove freneticamente la testa, geme, singhiozza.
«Zittu!» Un colpo lo costringe a tacere. Dolore. Angoscia. Paura.
Ansima. Sta per morire, lo sente.
Mamma.
Il suo corpo non gli appartiene più, il buio lo confonde, il panico tradisce i sensi. Tiene le palpebre strette, perché vuole immaginare la luce, afferrare quell'idea per scaldarsi il cuore e ricordare la sua casa, la sua famiglia.
Singhiozza piano. In quel momento, senza peso e senza tempo, non sa nulla, non sa neppure se è ancora vivo, se quelli sono i suoi ultimi istanti prima che l'anima si stacchi dal corpo. Oppure se la sua carne sofferente si ostina a tenerlo incatenato alla vita.
Niente. Non è più sicuro di niente.


▪️La mia (brevissima) recensione
"Forse è vero che il destino esiste, e ride delle nostre scelte, e ci porta dove vuole lui, come fa il vento con le foglie secche, pensa. Forse davvero siamo degli illusi che pensano di essere padroni della vita quando non possediamo nulla di più del nostro respiro".
L'alba dei Leoni è il bellissimo prequel dell'altrettanto bellissima saga incentrata sulla famiglia Florio. Una ricostruzione che, seppur romanzata, è assolutamente ben documentata dal punto di vista storico ed attendibile.
Stefania Auci, quindi, ci fa tornare indietro nel tempo e ci porta direttamente all'alba dei tempi della famiglia Florio e, contemporaneamente, ci immerge nella Bagnara Calabra della seconda metà del 1700 costretta a fare i conti con l'estrema povertà, il brigantaggio, l'ordine sociale immutabile nel tempo e, soprattutto, il terremoto che, nel 1783, segna irrimediabilmente il destino di tutti i protagonisti del libro.
Romanzo corale, lo avrete certamente capito, che è riuscito far percepire l'asperità del paesaggio e la dura realtà quotidiana del tempo. La narrazione è fluida, rispettosa della "parte tragica" inerente il terremoto e molto intensa nella parte che riguarda i conflitti padre-figli. La scrittura, diversamente dai due volumi precedenti, è stata molto più riflessiva e passionale.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

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Leggi anche:

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 13 al 19 aprile 2026 (Fonte: Tuttolibri del 25 aprile 2026):

1. Stefania Andreoli - Un'ottima famiglia
2. Giuseppe Conte - Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia
3. Alessandro Robecchi - Omicidi Srl
4. Enrico Galiano - Il cuore non va a dormire
5. Niccolò Ammaniti - Il custode
6. Pera Toons - Il gioco delle risate
7. A.V. - Kpop Demon Hunters. Per i fan! Libro ufficiale
8. Han Kang - La scatola delle lacrime
9. Freida McFadden - L'inquilina
10. Gianrico Carofiglio - Accendere i fuochi. Manuale di lotta e gentilezza

venerdì 24 aprile 2026

Il libro più attuale di oggi l'ha scritto una modella quarant'anni fa


Il libro più attuale di oggi l'ha scritto una modella quarant'anni fa
Si chiama Un mondo pieno di vuoto, di Suzuki Ikumi

👉 fonte: Esquire.com

Il libro più moderno e "avanti" che puoi leggere in questo momento l'ha scritto oltre quarant'anni fa una modella giapponese morta suicida. Può sembrare una sequela di provocazioni ma è tutto vero, come si dice. Lei si chiama Suzuki Izumi, e oltre a scrivere racconti di una bellezza sfolgorante e malata, è stata una protagonista della controcultura nipponica degli anni 70 e 80, attrice cinematografica e modella fotografica. Nel 1986, trentasette anni ancora da compiere, si è tolta la vita.
Il libro si chiama Un mondo pieno di vuoto, è il terzo volume che viene pubblicato da add editore per la traduzione di Ozumi Asuka: Noia terminale e Hit parade di lacrime i due precedenti, belli altrettanto. Bello è però un termine che si addice poco, con la sua composta classicità, alla letteratura di Izumi. La quale tutto è tranne che moderata, classica: piuttosto, è sconvolgente, disturbante, straniante, ecco sublime, come differenziava il vecchio Anonimo.
Izumi viene accostata a nomi monumentali della fantascienza femminile e femminista, quali Ursula Le Guin e Octavia Butler, come pure a Philip Dick, na robetta insomma. Paragoni lusinghieri ma che, ancora una volta, raccontano solo la mezza messa: leggendola si ritrovano Le Guin e Butler forse, ma in versione hentai; Dick certo, ma con un'iniezione anfetaminica à la Easton Ellis. Prima mi è scappato scritto "straniante" e in effetti forse la caratteristica principale dei suoi racconti è proprio questa, lo straniamento. Anzi, due.
Il primo straniamento è soggettivo e probabilmente involontario (possiamo supporre che una giapponese degli anni 70 scrivesse per gli europei del duemila e fischia? Non impossibile, una volta sperimentata la sua capacità visionaria, ma Occam c'impone l'interpretazione meno arzigogogolata, almeno all'inizio). E deriva dal suo provenire da una cultura fondamentalmente aliena, per quanto la si apprezzi e si possa sforzarci di comprenderla. È lo stesso straniamento che si prova davanti a certi vecchi film di Kurosawa, o a certe nuove serie TV, quando si vedono questi personaggi che si muovono a scatti, che si scambiano gesti e parole assurdi ma che si intuiscono perfettamente sensati, in un altro codice.
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Quando leggere diventa (anche) una cura, tra la "prescrizione" dei romanzi nel sistema sanitario e i percorsi di crescita personale


Quando leggere diventa (anche) una cura, tra la "prescrizione" dei romanzi nel sistema sanitario e i percorsi di crescita personale
In occasione della Giornata mondiale del libro del 23 aprile, scopriamo come la lettura si sia trasformata in biblioterapia, utile anche a gestire ansia e stress

👉 fonte: Wired

Libri da leggere non più solo come piacere, arricchimento culturale o semplice evasione: se scelti con cura e consapevolezza, i libri possono diventare (anche) strumenti terapeutici. È l'intuizione alla base della biblioterapia, una disciplina nata negli Stati Uniti negli anni '30, sviluppata nel secondo dopoguerra e oggi sempre più diffusa tra scuole, biblioteche, carceri, ospedali e perfino contesti aziendali.
Non è un caso che nel Regno Unito il programma Reading Well Books on Prescription, ideato nel 2013 dalla charity The Reading Agency, venga oggi promosso anche dal sistema sanitario nazionale (NHS). Reading Well è un programma nazionale di "libri da leggere su prescrizione", realizzato attraverso biblioteche pubbliche e librerie aderenti, che aiuta le persone a comprendere e gestire la propria salute e il proprio benessere mentale attraverso letture di qualità "certificata". I libri possono essere "prescritti" dai medici di base o da altri professionisti del settore sanitario, socio-assistenziale o del volontariato, e aiutano a gestire in particolare ansia, stress e depressione.
Il modello oggi coinvolge circa il 90% delle biblioteche pubbliche inglesi e ha raggiunto milioni di persone, mostrando impatti positivi e molto significativi: il 92% degli utenti ha dichiarato che i libri sono stati utili e l'81% che hanno contribuito a migliorare la comprensione dei propri bisogni di salute. L'iniziativa si è dimostrata particolarmente efficace nel supportare le persone durante i tempi di attesa per l'accesso a servizi specialistici.
Anche nei Paesi scandinavi la lettura guidata viene integrata nei percorsi di riabilitazione psichiatrica, mentre negli Stati Uniti cresce l'uso della narrativa nei programmi di supporto alla salute mentale e all'empatia, con studi che mostrano come la lettura, soprattutto di fiction, sia in grado di attivare le stesse aree cerebrali coinvolte nell'esperienza reale.
In Italia il fenomeno è più recente ma in espansione, con i primi percorsi strutturati nati nei primi anni Duemila e un interesse crescente anche in ambito accademico. "Esistono due approcci: la biblioterapia clinica, usata da psicologi e psichiatri per lavorare su disturbi specifici, e quella di sviluppo, rivolta a persone sane che vogliono potenziare le proprie risorse interiori", spiega Marco Dalla Valle, ex infermiere e oggi tra i principali esperti italiani (fondatore dell'Accademia di biblioterapia e docente del primo master dedicato all'Università di Verona).
Ma cosa distingue davvero la biblioterapia da un classico club del libro? "Nei gruppi di lettura si discute il testo, si interpreta, si analizza. In biblioterapia il libro è solo un mezzo: il vero obiettivo è il benessere della persona. Si lavora sulle emozioni, sulle risonanze, sulle domande che emergono. Non è importante cosa significa il libro, ma cosa smuove".
Non esistono, di conseguenza, libri universalmente "giusti". "Il modello britannico è molto orientato all'autoaiuto, ma è una visione parziale. Io scelgo i testi in base alle persone e agli obiettivi: in una RSA proporrò letture accessibili agli anziani, in carcere libri che possano essere compresi anche con livelli di scolarità bassi, in azienda posso usare anche i classici. Il punto non è il libro in sé, ma l'incontro tra quel libro e quella persona, in quel momento".
Un processo che è tutt'altro che casuale: "C'è un lavoro preciso di analisi dei bisogni, definizione degli obiettivi e selezione dei testi. La biblioterapia è strutturata, non improvvisata. E non riguarda solo i romanzi: poesia, graphic novel, racconti brevi, perfino audiolibri possono diventare strumenti di accesso. Questo permette di coinvolgere anche chi ha difficoltà di lettura, come le persone con dislessia o chi semplicemente non si è mai riconosciuto nel ruolo di lettore. E apre anche a un pubblico maschile che, per effetto di certe dinamiche e aspettative sociali e culturali, tende a orientarsi più verso saggi o romanzi storici. Resta infatti diffuso un certo pregiudizio: l'idea che i romanzi siano roba da donne e che i classici siano, in fondo, noiosi".
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giovedì 23 aprile 2026

Il 25 aprile tra i libri…


Il 25 aprile è la Festa della Liberazione: celebra la fine dell'occupazione nazifascista nel 1945 e il valore dei gruppi partigiani che lottarono dal 1943. Ci sono moltissimi libri dedicati alla Resistenza e a quella ricorrenza. Vediamone alcuni:

▪️Classici della letteratura italiana
Sono i romanzi che solitamente si studiano a scuola e raccontano la Resistenza dall'interno:
Il sentiero dei nidi di ragno (Italo Calvino, 1947)
Una questione privata (Beppe Fenoglio)
Il partigiano Johnny (Beppe Fenoglio)
La ciociara (Alberto Moravia)

▪️Memorie e testimonianze
Libri autobiografici o corali di chi ha vissuto la Resistenza
Partigiane (approfondisce il ruolo delle donne nella lotta)
Noi, Partigiani (opera corale con racconti e ricordi diretti)
Appunti partigiani (pensieri e riflessioni sulla vita partigiana)
Diari di guerra. Salice Salentino nella Resistenza (Giuseppe Scandone e Luigi Simmini)

▪️Saggi e punti di vista meno conosciuti
Per integrare la memoria con storie spesso dimenticate
Memoria Antifascista. Per comprendere il presente (Antonella Barranca e Valter Boscarello)

▪️Per ragazzi e ragazze
Titoli per avvicinare anche i più giovani al 25 aprile
Lo stivale spezzato (Annamaria Piccione)
Wolf, cane partigiano (Rosario Esposito La Rossa)
Nonno, chi erano i partigiani? (testo divulgativo per famiglie)
Lo zaino del partigiano (Pino Pace e Tatjana Giorcelli)
L’inverno delle stelle (Nicoletta Verna)
Sandro, libera tutti (Luigi Garlando)

▪️Altri romanzi consigliati
Dosolina (Mara Di Noia)

Giornata mondiale del libro, tutte le curiosità: dalla data del 23 aprile alla tradizione delle rose


Giornata mondiale del libro, tutte le curiosità: dalla data del 23 aprile alla tradizione delle rose
La giornata promossa dall'Unesco a partire dal 1996 per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la protezione della proprietà intellettuale

👉 fonte: Adnkronos

Oggi, giovedì 23 aprile, in tutto il mondo si celebra l'importanza e il potere della lettura. Per il trentesimo anno il 23 aprile è la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore, una giornata promossa dall'Unesco a partire dal 1996 per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la protezione della proprietà intellettuale attraverso il copyright.
La data scelta dall'Unesco non è causale, ma è invece legata a una coincidenza. Proprio in questo giorno, nell'anno 1616, morirono tre grandi scrittori: il peruviano Garcilaso Inca de la Vega (nato nel 1539), lo spagnolo Miguel de Cervantes (nato nel 1547) e l'inglese William Shakespeare (nato nel 1564).
Inoltre nel corso degli anni il 23 aprile ha visto la nascita di altre personalità del mondo della letteratura: il francese Maurice Druon (1918-2009), il russo Vladimir Nabokov (1899-1977), il colombiano Manuel Mejía Vallejo (1923-1998) e l'islandese Halldór Laxness (1902-1998), innovatore della letteratura islandese e Premio Nobel per la letteratura nel 1955. Sempre il 23 aprile, ma del 1981, è morto lo scrittore e giornalista catalano Josep Pla.
Questa ricorrenza è particolarmente sentita in Catalogna, dove coincide con la Diada de Sant Jordi (giorno di San Giorgio), conosciuta anche come Giornata dei libri e delle rose. Una tradizione di origine medievale vuole che in questo giorno ogni uomo regali una rosa alla sua donna e ricollegandosi a questa antica usanza, il 23 aprile i librai della Catalogna sono soliti regalare una rosa per ogni libro venduto.
Quest'anno, grazie all'impegno delle libraie e dei librai di ALI (Associazione Librai Italiani) e Confcommercio, le rose di Sant Jordi arrivano anche in Toscana: oggi, nelle librerie aderenti della provincia fiorentina, per ogni libro acquistato si riceverà in dono una rosa. Un gesto semplice ma ricco di significato, per ricordare che l'amore per la lettura è anche un atto di cura verso sé stessi e verso gli altri. La conoscenza è uno dei doni più preziosi che possiamo fare a noi stessi e alla comunità, e con questa iniziativa i librai (custodi e promotori di cultura) vogliono ribadirlo.

"𝓣𝓱𝓮 𝓛𝓸𝓷𝓰 𝓦𝓪𝓵𝓴" 𝓮 𝓢𝓽𝓮𝓹𝓱𝓮𝓷 𝓚𝓲𝓷𝓰 𝓬𝓱𝓮 𝓪𝓿𝓮𝓿𝓪 𝓹𝓻𝓮𝓿𝓲𝓼𝓽𝓸 𝓽𝓾𝓽𝓽𝓸


"The Long Walk" e Stephen King che aveva previsto tutto
«È una storia di guerra e lo sarà sempre. Ma l'elemento su cui ci siamo concentrati per renderla più rilevante nel mondo odierno è stato il nichilismo finanziario», racconta il regista Francis Lawrence

👉 fonte: Rolling Stone

Che sia il King è chiaro, di nome e di fatto. Ma un giorno Sua Maestà Stephen verrà studiato a scuola, non solo per la vastità della sua produzione, per il suo stile unico, ma soprattutto perché attraverso i suoi incubi ha previsto come il mondo, soprattutto quello più vicino a lui, sia destinato a marcire e, prima o poi, a esplodere. Chissà cosa ancora non ci ha raccontato, quale storia ha nel cassetto che non tira fuori per evitare una follia collettiva che la faccia avverare. Probabilmente è solo questione di tempo.
Nel mentre continuiamo a goderci film e serie tratti dai suoi racconti e novelle. La maggior parte, diciamolo, non memorabili. Negli ultimi anni, Mike Flanagan e Andy Muschietti hanno fatto più danni che altro. Invece con The Long Walk Francis Lawrence, supportato dalla scrittura di J.T. Mollner (se non avete visto Strange Darling, rimediate), ha fatto un lavoro davvero eccellente, raccontando la storia di questi ragazzi che camminano fino alla morte e finché non ne resterà solo uno, che vincerà soldi per salvare la vita alla sua famiglia e potrà esaudire un altro desiderio. Quale se lo confidano i due protagonisti (magnifici), Cooper Hoffman e David Jonsson. The Long Walk arriva nelle sale italiane il 23 aprile, distribuito da Adler Entertainment. E per l'occasione abbiamo fatto una chiacchierata, un po' meno lunga della marcia, proprio con Lawrence, che nel frattempo continua a raccontare giochi estremi con adolescenti all'ultimo sangue.
Non so se sia una coincidenza, ti trovi sempre in una specie di Hunger Games. Ma questo è diverso, perché l'impatto sociale e politico del romanzo di Stephen King è enorme. E penso che tu e J.T. Mollner abbiate fatto davvero un ottimo lavoro. Come avete approcciato questa storia? Ci ho pensato a lungo. Volevo realizzarlo per la prima volta quando ho girato Io sono leggenda, quindi intorno al 2006, 2007, ma alla fine i diritti sono andati a qualcun altro. Era una storia che amavo, che ho seguito per molto tempo e che ho sempre avuto in mente, osservando le varie versioni che andavano e venivano nel corso degli anni mentre altri cercavano di adattarla per il cinema. E alla fine è tornata da me, quando Roy Lee, il mio partner produttivo in questo progetto, ha ottenuto i diritti e me l'ha proposta. Io e J.T. ci siamo concentrati su alcune cose. Le relazioni tra i ragazzi sono il cuore della storia e volevo mantenere questo aspetto, ma volevo anche assicurarmi che lo affrontassimo da un punto di vista cinematografico e cercare di trovare un modo per renderlo visivo in termini di distanza percorsa, inteso come peso che avrebbe avuto sui ragazzi dal punto di vista fisiologico e psicologico, le loro relazioni, ciò che vedono, com'è l'ambiente circostante e tutto il resto. Quindi era importante lavorare con qualcuno come J.T., che è un regista e pensa in termini cinematografici. L'altro aspetto era quello tematico. Il romanzo è stato scritto alla fine degli anni '60 come una sorta di risposta alla guerra del Vietnam. È una storia di guerra e lo sarà sempre. Ma l'elemento su cui ci siamo concentrati per renderla più rilevante nel mondo odierno è stato il nichilismo finanziario. Che sia negli Stati Uniti o in qualsiasi altra parte del mondo, è sempre più difficile per le persone mettere il cibo in tavola, avere un tetto sopra la testa e mandare i figli a scuola. È sempre più difficile sbarcare il lunario. C'è una disperazione finanziaria globale che volevamo sfruttare per spiegare perché ragazzi come questi si possano cimentare in qualcosa di così orribile come la lunga marcia. E questo è diventato il tema centrale su cui concentrarci.
Molto attuale, specialmente nel tuo Paese in questo momento: c'è un tiranno folle che decide che le vite delle persone non valgono nulla. Tu e J.T. non potevate sapere quello che sarebbe successo negli ultimi due anni. Quando hai visto il film, diciamo un anno fa, una volta finito, qual è stata la tua reazione? Ci sembrava rilevante a causa della disperazione globale. Volevamo toccare un argomento che sentivamo non fosse solo una questione americana, ma qualcosa che sta accadendo ovunque. E, guarda, questo succede anche con la saga di Hunger Games. Suzanne Collins scrive partendo da un tema preciso, di solito perché è toccata da qualcosa che sta accadendo nel mondo. E poi, in qualche modo, diventa sempre più attuale col passare del tempo. Sta accadendo anche con il nuovo film, L'alba sulla mietitura. È sempre pazzesco vedere come i temi e le idee di un film possano evolversi. Di certo pensare oggi che possa esserci una leva obbligatoria per i giovani negli Stati Uniti è qualcosa che si avvicina a ciò che Stephen King scriveva originariamente.
The Long Walk era, come hai detto, un film cinematograficamente pericoloso, facilmente a rischio noia dato che si tratta, in effetti, di ragazzi che camminano. Invece è tutt'altro che questo, ci sono continue variazioni di ritmo, e cose sempre diverse che accadono. Come ci siete riusciti? Abbiamo capito tutto in fase di sceneggiatura. In primis bisognava guardare le storie dei personaggi e dire: "Ok, questo è il cuore della storia, le relazioni tra questi ragazzi". È il motivo per cui volevo realizzare questo film: i legami emotivi. Ci si aspetta che questi ragazzi si azzuffino, competano e si sabotino a vicenda, e invece finiscono per sostenersi l'un l'altro fino alla fine. E l'ho sempre trovato bellissimo. Insomma, sapevo che quello era il cuore. E se hai attori straordinari e scene fantastiche che legano i ragazzi, sei a metà dell'opera. E poi volevamo far sentire la distanza, il peso, i diversi tipi di esperienze che si potrebbero avere in un viaggio come questo, dando valori emotivi diversi alle sequenze. Così c'è una scena in cui camminano, il tempo è bello, ci sono la natura e i fiori, un arcobaleno, e i personaggi entrano in sintonia tra loro. E poi qualcosa di terrificante: notte fonda, ti sei addormentato, hai ricevuto due avvertimenti, te ne resta solo uno e all'improvviso affronti questa grande salita, lo zaino è pesantissimo, sei senza fiato e hai una pistola puntata alla testa, c'è una tensione estrema. Quello è sempre stato l'obiettivo, creare un crescendo. Ci ha molto aiutato rendere la prima uccisione, quella di Curly, cruda e intensa. Questi ragazzi stanno facendo una passeggiata. E poi la morte del primo ragazzo rende improvvisamente tutto molto reale, alza la posta in gioco e definisce il tono per il resto del film.
Hai menzionato i tuoi attori, un gruppo di giovani straordinari. Come li hai scelti? Quando ho iniziato a sviluppare il film e l'abbiamo presentato alla Lionsgate, con cui lavoro spesso, eravamo d'accordo sul fatto che fosse un progetto difficile, vietato ai minori, il che significa senza grandi budget. E uno dei vantaggi è che ho avuto la libertà di scegliere semplicemente i migliori attori possibili. Non si trattava di fama, non si trattava di follower su Instagram, non si trattava di nulla del genere. Solo di chi sarebbe stato il migliore. Sapevo fin da subito che volevo che Cooper interpretasse Garraty. E non l'avevo mai incontrato. Avevo lavorato con suo padre, Philip Seymour Hoffman, anni prima in Hunger Games. Così ho organizzato una videochiamata su Zoom, abbiamo chiacchierato, e ha accettato. Il resto, onestamente, è arrivato attraverso il processo di casting. David Jonsson, che non era sul mio radar, è stata la terza persona nella prima serie di provini video che ho visto. Stava leggendo per il ruolo di McVries, e ho capito immediatamente che quel ragazzo era McVries. E sentirlo recitare le scene che gli avevamo dato mi ha fatto sentire che il film avrebbe funzionato. Ho fatto un test tra David e Cooper su Zoom, ed è stato fantastico. Avevo la coppia protagonista. Da lì in poi, ho preso spunto da Coppola, ho seguito il metodo di casting che aveva usato per I ragazzi della 56ª strada, aveva in mente un gruppo di giovani attori fantastici, ma li provinava per parti diverse. Ed è più o meno quello che ho fatto io. Devo trovare un attore e dire: "Oh, ok, questa persona è interessante, ma sta facendo il provino per Barkovich. Potrebbe essere uno Stebbins migliore". E ho iniziato a scambiare i personaggi finché non abbiamo trovato gli attori giusti nei ruoli giusti. Sono tutti fantastici.
Ultima domanda su Mark Hamill. Vederlo passare al lato oscuro della Forza è molto divertente, ma credo che Luke Skywalker abbia offuscato il fatto che è anche un grande attore. Un ruolo come questo gli rende il giusto riconoscimento per la sua carriera. Per il Maggiore si trattava di decidere che tipo di persona volevo che fosse, se una versione stereotipata, un tipo rigido che urla e grida costantemente, oppure qualcos'altro. Non conoscevo Mark, ma lo avevo visto nell'ultima trilogia di Star Wars nella sua versione invecchiata di Luke Skywalker, logoro, stanco, intrigante. E sapevo anche che negli anni aveva fatto un sacco di doppiaggio. Così abbiamo fatto una videochiamata su Zoom. Lui era interessato al progetto. Parlando, mi dice che è cresciuto nelle basi militari, e mi fa: "Senti, conosco questo tipo". E tira fuori l'accento, la voce, tutto ciò che speravo e anche di più. Ma l'altra cosa che è stata davvero interessante sia per lui che per Judy Greer, che interpreta la madre di Garraty e che è un'attrice fantastica, è che abbiamo girato in ordine cronologico, ed è la prima volta che lo faccio. Di solito con attori come Mark e Judy si prepara il set, si salta da una parte all'altra e si programma il film in modo da farli venire per cinque giorni e poi rimandarli a casa. Invece entrambi sono andati e tornati nel corso delle settimane, supportando lo sviluppo psicologico dei ragazzi. Sono stati fantastici.