"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

giovedì 30 aprile 2026

Libri letti ad aprile 2026… e quelli da leggere a maggio!


I libri (e qualche fumetto) che ho letto e recensito ad aprile:
Zagor Più, albo n. 19: Il mondo dell'incubo (albo di novembre 2025)
Don DeLillo: L'angelo Esmeralda
Graham Greene: Brighton Rock
Toni Morrison: Recitativo
Federico Buffa e Carlo Pizzigoni: Storie mondiali
Arthur Schnitzler: Doppio sogno
Raymond Carver: Febbre
Joyce Carol Oates: Il primo marito
Percival Everett: Un po' di fede
Caparezza: Orbit Orbit

Ed i libri in lettura per maggio (ma non necessariamente in quest'ordine… e non è neanche detto che siano questi):
Luca di Fulvio: La gang dei sogni [già in lettura
Chris Pavone: L’ultimo turno
Franck Thilliez: La stanza dei morti
Jordan Harper: Tutti sanno
Robert Dugoni: Ancora una preda. Tracy Crosswhite, vol. 10

martedì 28 aprile 2026

[RECENSIONE] Caparezza: Orbit Orbit

Caparezza: Orbit Orbit

Formato: copertina flessibile
Pagine: 240
Editore: Sergio Bonelli Editore (31 ottobre 2025)
ASIN: B0FHYMRZXC
ISBN-13: 9791256291649

Data di acquisto: 27 aprile 2026
Letto il 28 aprile 2026

▪️Sinossi
In contemporanea con l'uscita del nuovo attesissimo disco, Caparezza firma anche il suo debutto come autore di fumetti, in collaborazione con Sergio Bonelli Editore. Contestualmente all'album, arriva infatti in libreria Orbit Orbit, il fumetto evento che accompagna e completa il nuovo disco: un viaggio onirico disegnato da grandi firme e nuovi talenti del fumetto italiano. Folle e scatenato, colorato, divertente e allo stesso tempo intimo e personale, Orbit Orbit è un'avventura senza limiti. La copertina disegnata da Matteo De Longis.

▪️La mia (brevissima) recensione
Senza fare tanti (ed inutili) giri di parole… lo dico subito: questo fumetto non mi è piaciuto!
Orbit Orbit è un fumetto, ideato come una sorta di viaggio surreale (e mentale) di Caparezza, il noto cantautore-rapper, da leggere "in simultanea" all'ascolto dell'omonimo album. Infatti, le 14 sezioni del fumetto corrispondono pari pari ai 14 brani dell'album. E non avendo ascoltato l'album ho letto questo fumetto solo per curiosità.
Perché non mi è piaciuto? Lui (intendo Caparezza) non è tra i miei cantanti preferiti (io ascolto prevalentemente Pink Floyd, Genesis, Rolling Stones e Jackson Browne); e come fumetto leggo solo Zagor. Serve aggiungere altro…?
📌 Voto: ⭐ (1 su 5)

lunedì 27 aprile 2026

I libri di Freida McFadden e il mondo inquieto dei suoi thriller psicologici


I libri di Freida McFadden e il mondo inquieto dei suoi thriller psicologici
Thriller psicologici, segreti inquietanti e colpi di scena che tengono con il fiato sospeso: Freida McFadden è diventata una delle autrici più amate del genere. In questo articolo scopriamo chi si nasconde davvero dietro lo pseudonimo (la neurologa Sara Cohen) e ripercorriamo tutti i suoi libri più famosi, dalla serie di Una di famiglia fino ai titoli più recenti come L'inquilina. Un viaggio tra misteri domestici, identità nascoste e verità disturbanti, perfetto per chi ama i gialli e i thriller carichi di tensione…

👉 fonte: il Libraio

Per gli appassionati di gialli e thriller al cardiopalma, il nome di Freida McFadden è ormai una presenza familiare.
Tra le regine del thriller psicologico contemporaneo, capace di scalare le classifiche internazionali con romanzi come Una di famiglia, McFadden costruisce storie in cui la tensione si intreccia a dinamiche domestiche disturbanti e ambigue.
Ma dietro questo successo globale si nasconde (o meglio, si nascondeva) un'identità avvolta nel mistero: per anni, infatti, la scrittrice ha mantenuto un profilo volutamente enigmatico, alimentando curiosità, teorie e speculazioni.
Un elemento che ha contribuito non poco al fascino del suo fenomeno editoriale, oggi più che mai al centro dell'attenzione.
Nell'aprile 2026 è arrivata però una svolta destinata a cambiare la percezione pubblica dell'autrice: Freida McFadden rivela finalmente la sua vera identità. Dietro lo pseudonimo si cela infatti Sara Cohen, neurologa statunitense specializzata in disturbi cerebrali, che per anni ha portato avanti una doppia vita tra medicina e scrittura.
La scelta dell'anonimato non è casuale: Cohen ha deciso di utilizzare uno pseudonimo per separare la carriera medica da quella letteraria, evitando che i suoi thriller (spesso oscuri e disturbanti) potessero influire sulla sua credibilità professionale. Nel tempo, però, il mistero attorno alla sua figura è cresciuto a tal punto da generare teorie bizzarre: c'è chi ipotizzava che dietro il nome si nascondesse un gruppo di autori, chi addirittura un'intelligenza artificiale.
Proprio queste speculazioni hanno spinto l'autrice a uscire allo scoperto: "Sono una persona reale, ho un'identità reale e non ho nulla da nascondere", ha dichiarato in esclusiva a USA Today, sottolineando anche come il segreto abbia finito per limitare il rapporto diretto con lettrici e lettori.
Rispetto a pochi mesi prima, quando veniva ancora descritta come una "dottoressa misteriosa" capace di scrivere bestseller tra un turno e l'altro, la rivelazione ha segnato un punto di svolta decisivo: non solo mette fine a un enigma mediatico durato anni, ma ridefinisce anche il modo in cui il pubblico guarda all'opera della scrittrice.
E mentre il nome reale emerge, una cosa resta invariata: Freida McFadden continua a esistere (e a scrivere) come uno dei fenomeni editoriali più potenti del thriller contemporaneo.
Vediamo ora quali sono i suoi libri più letti e apprezzati, tra successi editoriali e storie capaci di tenere i lettori con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
Il percorso tra i libri di Freida McFadden non può che iniziare dalla serie che l'ha resa un fenomeno globale: quella dedicata a Millie Calloway. Tra atmosfere domestiche solo in apparenza rassicuranti e segreti sempre più inquietanti, questa saga ha ridefinito il thriller psicologico contemporaneo, trasformando la vita quotidiana in un terreno pieno di tensione e ambiguità.

Atmosfere inquietanti e segreti pronti a emergere trasformano Una di famiglia (edito da Newton Compton, 2022) in un thriller domestico teso e avvolgente (a gennaio 2026 trasposto in un film di successo). Nel primo romanzo della celebre serie di Millie Calloway, la protagonista è alla ricerca disperata di un nuovo inizio e accetta un impiego come governante presso la ricca famiglia Winchester, nonostante le stranezze che circondano la casa e i suoi abitanti. Tra stanze sporche, comportamenti imprevedibili e una padrona di casa tanto affascinante quanto disturbante, la giovane cerca di adattarsi, convinta di aver trovato un rifugio sicuro. Ma dietro le porte chiuse della villa si nasconde qualcosa di profondamente sbagliato: dettagli inquietanti, avvertimenti criptici e un senso costante di minaccia rendono ogni giorno più opprimente. E mentre Millie prova a lasciarsi alle spalle il proprio passato, si accorge troppo tardi che i segreti della famiglia per cui lavora potrebbero essere ancora più pericolosi…

▪️Nella casa dei segreti
Tra silenzi inquietanti e verità nascoste, Nella casa dei segreti (edito da Newton Compton, 2023) conferma il talento di Freida McFadden nel costruire thriller domestici carichi di tensione. Millie è pronta a rimettersi in gioco quando trova lavoro presso Douglas Garrick, un uomo ricco e apparentemente impeccabile, che le affida la gestione del suo lussuoso attico. L'unica regola è semplice quanto sospetta: non deve avere alcun contatto con la moglie Wendy, confinata in una stanza e dichiarata malata. Ma tra pianti soffocati, macchie misteriose e un'atmosfera sempre più opprimente, il dubbio si insinua rapidamente. Quando Millie decide di violare il divieto e aprire la porta proibita, si trova davanti a una verità sconvolgente che cambierà ogni cosa, trascinandola ancora una volta in un gioco pericoloso fatto di inganni e segreti.

▪️Finché morte non ci separi
Un matrimonio da sogno può trasformarsi nell'incubo peggiore in Finché morte non ci separi (edito da Newton Compton, 2025), uno dei migliori thriller di Freida McFadden. Millie è pronta a lasciarsi alle spalle il passato e a iniziare una nuova vita accanto all'uomo che ama, nel giorno che dovrebbe essere il più felice di tutti. Ma mentre i preparativi scorrono e la promessa di un futuro perfetto sembra a portata di mano, un'ombra minacciosa si insinua tra gli invitati e i momenti di festa. Qualcuno, là fuori, è determinato a impedirle di arrivare all'altare: tra tensione crescente, sospetti e pericoli sempre più concreti, Millie dovrà affrontare ancora una volta i fantasmi che la inseguono, in una corsa contro il tempo dove l'amore e la sopravvivenza si intrecciano in modo letale.

▪️La donna della porta accanto
Tra gli ultimi libri di Freida McFadden troviamo La donna della porta accanto (edito da Newton Compton, 2025), dove dietro l'apparente tranquillità di un quartiere perfetto si nasconde un pericolo sottile e inquietante. La protagonista è convinta di aver finalmente conquistato la vita che desiderava: una casa accogliente, una famiglia felice e un futuro sereno costruito con sacrificio. Ma l'equilibrio si incrina quando entra in contatto con i nuovi vicini, in particolare con l'enigmatica signora Lowell, che sembra nascondere più di quanto mostri. Tra sguardi gelidi, presenze sospette e un'atmosfera sempre più carica di tensione, il dubbio si insinua lentamente: mentre anche il comportamento del marito diventa inspiegabile, la certezza di essere al sicuro svanisce. Perché, in quel luogo che dovrebbe rappresentare un nuovo inizio, i segreti non sono affatto scomparsi… e potrebbero essere più vicini di quanto sembri.

▪️Non mentire
Oscuro, claustrofobico e carico di tensione psicologica: Non mentire (Newton Compton, 2025) trascina lettrici e lettori in un thriller dove ogni verità sembra nascondere un inganno. Tricia ed Ethan, alla ricerca della casa perfetta, restano bloccati in un remoto maniero durante una violenta tempesta invernale. Quella che doveva essere una semplice visita si trasforma presto in un incubo, quando Tricia scopre una stanza segreta contenente le registrazioni delle sedute di una psichiatra misteriosamente scomparsa anni prima. Ascoltando una dopo l'altra quelle voci, emergono segreti inquietanti e una rete di bugie sempre più fitta, che la spingono a scavare oltre ogni limite: ma più si avvicina alla verità, più il pericolo diventa reale. Con un ritmo serrato e un'atmosfera opprimente, Freida McFadden costruisce una storia fatta di suspense, rivelazioni sconvolgenti e colpi di scena, dove la domanda non è solo cosa sia successo, ma se sia davvero il caso di scoprirlo.

▪️L'insegnante
L'insegnante (Newton Compton, 2025) è un thriller psicologico che scava nelle zone d'ombra della verità e della percezione. Eve conduce una vita all'apparenza perfetta, divisa tra il marito Nate e il suo lavoro di insegnante di matematica: dietro la routine quotidiana si nasconde però un'inquietudine crescente, legata a uno scandalo che ha sconvolto la scuola l'anno precedente. Al centro di tutto c'è Addie, una studentessa su cui circolano voci inquietanti: manipolatrice, bugiarda, pericolosa. O almeno, è così che la descrivono. Eve, però, è convinta che la realtà sia molto più complessa e che dietro quella facciata si nascondano verità ancora più oscure. Attraverso un gioco sottile di prospettive e menzogne, in questo libro Freida McFadden costruisce una storia carica di tensione, dove ogni personaggio sembra avere qualcosa da nascondere.

▪️L'inquilina
Tra paranoia domestica e tensione crescente, L'inquilina (Newton Compton, 2026) è l'ultimo libro dell'autrice bestseller Freida McFadden. Blake Porter sembra avere tutto sotto controllo: carriera in ascesa, una nuova casa e un futuro con la fidanzata Krista. Ma un'accusa improvvisa e ingiusta lo fa precipitare nel baratro, lasciandolo senza lavoro e con una reputazione distrutta. Con il mutuo da pagare e nessuna via d'uscita, accettare Whitney come inquilina appare la soluzione ideale. Affascinante, gentile, perfetta… forse fin troppo. Ben presto, però, l'atmosfera cambia. I vicini si comportano in modo inquietante, strani rumori disturbano le notti e un odore inspiegabile sembra impregnare ogni stanza. Mentre la tensione cresce, Blake inizia a sospettare che qualcuno stia giocando con lui e che i suoi segreti più oscuri siano in pericolo. Con il suo stile serrato e ricco di colpi di scena, McFadden costruisce un incubo domestico dove nulla è come sembra e da cui potrebbe essere impossibile fuggire.

Dal libro allo schermo: "L'uomo delle castagne", un thriller nordico


Dal libro allo schermo: L'uomo delle castagne, un thriller nordico
L'uomo delle castagne è un thriller, un racconto che affonda le radici in qualcosa di profondamente disturbante: l'infanzia deformata, la violenza che si nasconde dietro le apparenze, il male che non arriva da fuori ma cresce dentro le crepe della società. Il romanzo di Søren Sveistrup, pubblicato in Italia da Rizzoli e tradotto da Bruno Berni

👉 fonte: Libreriamo


L'uomo delle castagne è un thriller, un racconto che affonda le radici in qualcosa di profondamente disturbante: l'infanzia deformata, la violenza che si nasconde dietro le apparenze, il male che non arriva da fuori ma cresce dentro le crepe della società.
Il romanzo di Søren Sveistrup, pubblicato in Italia da Rizzoli e tradotto da Bruno Berni, è diventato un caso editoriale internazionale, imponendosi come uno dei noir nordici più intensi degli ultimi anni. Il passaggio allo schermo con la serie Netflix ha amplificato questa forza, trasformando una storia già potente in un'esperienza visiva ancora più inquietante.
Perché qui non si tratta solo di scoprire chi è il colpevole. Si tratta di capire da dove nasce il male.
Un agente di polizia, prossimo alla pensione, si ferma davanti a una fattoria. Qualcosa non torna. Un maiale morto, lasciato a marcire, attira l'attenzione. È un dettaglio fuori posto, ma è solo l'inizio.
Quando entra nella casa, la scena che si trova davanti è qualcosa che va oltre l'orrore. Corpi mutilati, sangue, una violenza che non ha bisogno di spiegazioni immediate. E poi un dettaglio che diventa simbolo: piccoli omini fatti di castagne e fiammiferi, disposti come testimoni muti.
Il romanzo segue due investigatori, Naia Thulin e Mark Hess, chiamati a risolvere una serie di omicidi che sembrano collegati da uno schema preciso. Accanto ai corpi, infatti, viene sempre trovato un omino di castagne, apparentemente innocuo, ma in realtà carico di significato.
Sveistrup costruisce una narrazione stratificata, che alterna indagine e introspezione. Non si limita a raccontare un caso, ma scava nella vita dei personaggi, nelle loro fragilità, nelle loro ossessioni.
La Danimarca che emerge non è quella da cartolina. È un luogo freddo, distante, attraversato da tensioni sociali e familiari. Il thriller diventa così un mezzo per raccontare qualcosa di più grande: il fallimento delle istituzioni, il peso delle relazioni, la violenza che si trasmette.
Uno degli elementi più riusciti del romanzo è proprio l'uso del simbolo. L'omino di castagne, oggetto infantile, diventa inquietante. Non è solo una firma, ma una chiave di lettura. Rappresenta un'infanzia interrotta, una fragilità trasformata in violenza.
L’adattamento televisivo riesce in un'impresa non semplice: tradurre la complessità del romanzo in un linguaggio visivo altrettanto efficace. La serie Netflix mantiene l'impianto narrativo originale, seguendo l'indagine di Thulin e Hess, ma sceglie di puntare molto sull'atmosfera. Il risultato è un prodotto cupo, lento, costruito su una tensione costante che non esplode mai completamente, ma resta sospesa.
Boschi, case isolate, strade vuote. La natura stessa diventa parte del racconto, contribuendo a creare un senso di isolamento che amplifica la paura.
Il cast restituisce con precisione la complessità dei personaggi. Danica Curcic interpreta Naia Thulin con una determinazione che nasconde fragilità, mentre Mikkel Boe Følsgaard dà vita a Mark Hess, un uomo segnato da un passato che non riesce a lasciarsi alle spalle. La dinamica tra i due è uno degli elementi più interessanti della serie. Non si tratta di una collaborazione semplice, ma di un confronto continuo, fatto di diffidenze e progressivi avvicinamenti.
La serie riesce a mantenere il ritmo del romanzo, ma introduce anche una dimensione più visiva della violenza. Non è mai gratuita, ma è presente, concreta, difficile da ignorare.
Il passaggio dal romanzo alla serie funziona perché non tradisce l'essenza della storia.
Nel libro, la paura nasce dalla narrazione, dalla costruzione lenta del mistero. Nel film, o meglio nella serie, questa stessa paura prende forma negli spazi, nei silenzi, nei dettagli.
L'omino di castagne, da simbolo narrativo, diventa immagine e proprio per questo diventa ancora più inquietante. Il racconto non cambia, ma il modo in cui viene percepito sì. La lettura coinvolge la mente, la visione coinvolge il corpo.
Il risultato è un'esperienza complementare. Chi legge il romanzo entra nella storia attraverso il pensiero, chi guarda la serie la vive in modo più immediato, più viscerale, ma in entrambi i casi, resta una sensazione comune: quella di essere osservati da qualcosa che non si comprende fino in fondo.

sabato 25 aprile 2026

[RECENSIONE] Stefania Auci: L'alba dei Leoni

Stefania Auci: L'alba dei Leoni. La saga dei Florio, vol. 3 (Prequel)

Formato: Kindle (1.4 MB)
Pagine: 505
Editore: Casa Editrice Nord (13 gennaio 2026)
ASIN: B0G33MN2W5
ISBN-13: 9788842938361

Data di acquisto: 20 aprile 2026
Letto dal 20 al 25 aprile 2026

▪️Sinossi
1772. Bagnara Calabra è un pugno di terra rubato alla montagna, stretto tra rocce e mare. Scuro, compatto, chiuso. Ma è così, ed è la casa della famiglia Florio. Niente è facile, per loro, ogni cosa deve essere difesa con fatica e determinazione: dalla forgia di Vincenzo, uomo duro come il ferro che lavora, all'amore che Rosa, sua moglie, ha per i tanti figli che ha avuto e per i tanti che ha perso. Una vita fondata sull'orgoglio del proprio nome, sulla certezza che il presente è, insieme, un'eco del passato e la promessa del futuro. Almeno finché non arriva il destino a spezzare quei fili che sembravano così saldamente intrecciati: prima la fuga di un figlio, ribelle e sognatore, e la sua scoperta che la libertà è esaltante, ma si paga a caro prezzo; poi la natura, più matrigna che madre, che in pochi istanti sgretola case, uomini e speranze; e infine un sogno nuovo, lontano da Bagnara, in un'isola dove ci sono soldi e potere…
Perché, nel 1799, quando Paolo e Ignazio Florio arrivano a Palermo, non sanno quale sarà il loro destino, ma sanno cosa sono stati. Hanno lottato contro un padre che li voleva schiavi, contro la disperazione di chi ha perso tutto, contro le ombre delle persone amate e perdute. Una consapevolezza che segna l'intera storia dei Florio, dall'inizio alla fine.
E questo è l'inizio. Questa è l’alba dei Leoni di Sicilia.

▪️L'incipit del libro
Buio.
Se apre gli occhi, vede solo ombre fluttuanti. Al di là di esse, un mondo rovesciato.
Non può gridare; qualcosa - uno straccio, forse - gli chiude la bocca. Gli manca il respiro: ha la testa in un sacco, stretto al collo quanto basta perché non scivoli via. Le mani sono bloccate dietro la schiena da una corda che affonda nella carne. Quasi non sente più le dita. Sotto di sé, un corpo caldo, grosso, dall'odore rancido, che avanza, oscillando. Un cavallo? Un asino?
Muove freneticamente la testa, geme, singhiozza.
«Zittu!» Un colpo lo costringe a tacere. Dolore. Angoscia. Paura.
Ansima. Sta per morire, lo sente.
Mamma.
Il suo corpo non gli appartiene più, il buio lo confonde, il panico tradisce i sensi. Tiene le palpebre strette, perché vuole immaginare la luce, afferrare quell'idea per scaldarsi il cuore e ricordare la sua casa, la sua famiglia.
Singhiozza piano. In quel momento, senza peso e senza tempo, non sa nulla, non sa neppure se è ancora vivo, se quelli sono i suoi ultimi istanti prima che l'anima si stacchi dal corpo. Oppure se la sua carne sofferente si ostina a tenerlo incatenato alla vita.
Niente. Non è più sicuro di niente.

▪️La mia (brevissima) recensione
"Forse è vero che il destino esiste, e ride delle nostre scelte, e ci porta dove vuole lui, come fa il vento con le foglie secche, pensa. Forse davvero siamo degli illusi che pensano di essere padroni della vita quando non possediamo nulla di più del nostro respiro".
L'alba dei Leoni è il bellissimo prequel dell'altrettanto bellissima saga incentrata sulla famiglia Florio. Una ricostruzione che, seppur romanzata, è assolutamente ben documentata dal punto di vista storico ed attendibile.
Stefania Auci, quindi, ci fa tornare indietro nel tempo e ci porta direttamente all'alba dei tempi della famiglia Florio e, contemporaneamente, ci immerge nella Bagnara Calabra della seconda metà del 1700 costretta a fare i conti con l'estrema povertà, il brigantaggio, l'ordine sociale immutabile nel tempo e, soprattutto, il terremoto che, nel 1783, segna irrimediabilmente il destino di tutti i protagonisti del libro.
Romanzo corale, lo avrete certamente capito, che è riuscito far percepire l'asperità del paesaggio e la dura realtà quotidiana del tempo. La narrazione è fluida, rispettosa della "parte tragica" inerente il terremoto e molto intensa nella parte che riguarda i conflitti padre-figli. La scrittura, diversamente dai due volumi precedenti, è stata molto più riflessiva e passionale.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

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Leggi anche:

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 13 al 19 aprile 2026 (Fonte: Tuttolibri del 25 aprile 2026):

1. Stefania Andreoli - Un'ottima famiglia
2. Giuseppe Conte - Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia
3. Alessandro Robecchi - Omicidi Srl
4. Enrico Galiano - Il cuore non va a dormire
5. Niccolò Ammaniti - Il custode
6. Pera Toons - Il gioco delle risate
7. A.V. - Kpop Demon Hunters. Per i fan! Libro ufficiale
8. Han Kang - La scatola delle lacrime
9. Freida McFadden - L'inquilina
10. Gianrico Carofiglio - Accendere i fuochi. Manuale di lotta e gentilezza

martedì 21 aprile 2026

Ecco perché Tolkien abbandonò il vero sequel de "Il Signore degli Anelli"

Ecco perché Tolkien abbandonò il vero sequel de Il Signore degli Anelli

👉 fonte: Every Eye

Nelle scorse settimane Warner Bros e Peter Jackson hanno annunciato il film sequel de Il signore degli Anelli, intitolato Il signore degli Anelli - L'ombra del passato e ambientato 14 anni dopo la morte di Frodo Baggins ma incentrato soprattutto sui primi capitoli de La compagnia dell'anello.
Chiamiamolo dunque una sorta di prequel/sequel alla maniera de Il Padrino - Parte 2 o Heat 2 di Michael Mann, per quanto il succo della narrazione sarà rappresentato soprattutto da eventi passati come l'incontro degli Hobbit con Tom Bombadil e lo scontro con gli Spettri dei Tumuli. Tuttavia, non tutti sanno che effettivamente JRR Tolkien aveva iniziato a lavorare ad un sequel vero e proprio de Il signore degli Anelli, solo per poi interromperne la stesura… e il nuovo film di Warner Bros sembra voler omaggiare quest'ora rimasta incompiuta almeno con il titolo.
Il nuovo film infatti come detto si intitolerà Il signore degli anelli - L'ombra del passato, mentre il sequel iniziato da Tolkien era intitolato La Nuova Ombra. La storia è ambientata 100 anni dopo la Guerra dell'Anello, e una copia incompleta del romanzo fu pubblicata da suo figlio Christopher nel 1996 nel libro I Popoli della Terra di Mezzo. La storia è lunga solo 13 pagine, e introduce due nuovi protagonisti di nome Saelon e Borlas.
In una lettera del 1964, Tolkien riassunse la questione in modo efficace: "Avevo iniziato a scrivere una storia ambientata circa cento anni dopo la Caduta di Sauron, ma si rivelò sinistra e deprimente. Trattandosi di Uomini, è inevitabile che ci si debba preoccupare dell'aspetto più deplorevole della loro natura: la loro rapida sazietà di bene. Così, il popolo di Gondor, in tempi di pace, giustizia e prosperità, sarebbe diventato scontento e irrequieto, mentre i discendenti di Aragorn si sarebbero trasformati in re e governatori ingiusti, come Denethor o peggio. Scoprii che già in quell'epoca si manifestavano complotti rivoluzionari, incentrati su un centro di una setta satanica segreta; mentre i ragazzi di Gondor giocavano a fare gli Orchi e andavano in giro a seminare il caos. Avrei potuto scrivere un thriller su una congiura, la sua scoperta e come sarebbe stata sventata, ma sarebbe stato solo questo. Non ne valeva la pena."
In definitiva, Tolkien considerò questa storia "non degna di essere raccontata". Evidentemente cambiò idea, poiché la menzionò in un'altra lettera scritta nel 1972: "Poi, naturalmente, scoprii che La pace del Re non avrebbe contenuto storie degne di essere narrate. Le sue guerre avrebbero scarso interesse dopo la sconfitta di Sauron; ma quasi certamente in quel periodo si manifesterebbe un certo malcontento, dovuto all'inevitabile noia degli Uomini nei confronti del bene: nascerebbero società segrete dedite a culti oscuri e "culti degli orchi" tra gli adolescenti".
A proposito del re di Gondor, ricordiamo che Viggo Mortensen non tornerà per Il signore degli Anelli: La caccia a Gollum: il ruolo di Aragorn sarà riassegnato ad un attore più giovane che sarà annunciato presto…

[RECENSIONE] Aldo Cazzullo: Francesco. Il primo italiano


Aldo Cazzullo: Francesco. Il primo italiano

Formato: Kindle (744 KB)
Pagine: 267
Editore: HarperCollins Italia (16 settembre 2025)
ASIN: B0F7L6HQJ4
ISBN-13: 9788830595873

Data di acquisto: 15 aprile 2026
Letto dal 17 al 20 aprile 2026

▪️Sinossi
"Di uomini così, ne nasce uno ogni mille anni. Duemila anni fa abbiamo avuto Gesù. Nel millennio precedente avevamo avuto Buddha. Nel millennio successivo abbiamo avuto san Francesco. Vedremo cosa ci attende ora, in questo millennio appena cominciato. Che, se non daremo retta a san Francesco, per l'umanità potrebbe essere l'ultimo.”
Comincia così il nuovo libro di Aldo Cazzullo: Francesco. Il primo italiano.
Dopo lo straordinario successo del libro sulla Bibbia, l'autore affronta un altro tema religioso, inquadrandolo nella contemporaneità. Francesco è il primo italiano perché è fondamentale nel costruire l'identità italiana. Perché scrive la prima, splendida poesia in italiano: il Cantico delle Creature. Perché percorre l'Italia, dalle grandi città alla campagna, e inventa il presepe. E perché esprime il meglio (l'amore per il prossimo, il rispetto per tutte le creature, la cortesia, il buon umore) dell'animo degli italiani.
Cazzullo racconta la vita straordinaria di Francesco, la giovinezza piena di ideali cavallereschi, la rottura con il padre, la spoliazione, l'incontro con il Papa, fino al grande mistero: le stimmate. Miracolo che fa di lui il nuovo Gesù? O un modo inventato dalla Chiesa per relegarlo nel cielo e allontanarlo dalla terra? Lavorando direttamente sulle fonti medievali (a cominciare dalla prima biografia del santo, quella di Tommaso da Celano, condannata al rogo) e sugli studi più recenti di Jacques Le Goff e Chiara Frugoni, l'autore traccia anche la storia del francescanesimo attraverso i personaggi ispirati dal santo (sant'Antonio, Giotto, Dante, Cristoforo Colombo, padre Pio) fino al primo Papa chiamato Francesco.

▪️L'incipit del libro
Di uomini così, ne nasce uno ogni mille anni.
Duemila anni fa abbiamo avuto Gesù. Nel millennio precedente avevamo avuto Buddha. Nel millennio successivo abbiamo avuto san Francesco.
Vedremo cosa ci attende ora, in questo millennio appena cominciato. Che, se non daremo retta a san Francesco, se non seguiremo il suo amore per la natura e il suo rispetto per la dignità umana, potrebbe essere l'ultimo.
La storia di Gesù è nota. La raccontano i Vangeli, peraltro non così letti come crediamo che siano.
La storia di Buddha è stata narrata in molti testi e scolpita nella pietra di Borobudur, sull'isola di Giava. Borobudur è un tempio alto come una montagna: forse il luogo che più mi ha colpito al mondo, insieme con gli splendidi affreschi di Cimabue e del suo allievo Giotto nella basilica di San Francesco ad Assisi. La grande differenza è che ad Assisi c'è il vero volto di Francesco, il ritratto che vedete sulla copertina di questo libro. E c'è il suo corpo: nascosto, ritrovato, venerato. A Borobudur non c'è il corpo di Buddha, che fu arso sulla pira funebre. E vengono raccontate non una, ma molte storie: perché Buddha non è uno solo, così come il nostro tempo, il nostro mondo non è l'unico. Secondo il buddhismo, molti mondi si sono succeduti e si succederanno; e ognuno ha avuto il proprio Buddha.
Il Buddha "storico", quello del nostro tempo, era un principe. Si chiamava Siddharta Gautama, era figlio di un sovrano che regnava sull'attuale Nepal, alle pendici dell'Himalaya. E la sua storia ha sorprendenti punti di contatto - oltre a ovvie differenze - con quella di Francesco.

▪️La mia (brevissima) recensione
"La Chiesa, fino a Francesco, aveva insegnato agli uomini a essere umili perché si rendessero conto di quanto fossero cattivi. Francesco fu il primo, dopo Gesù, a insegnare agli uomini a essere umili perché potessero accorgersi di quanto fossero buoni. La povertà, l'amore, il rispetto degli altri, la sintonia con il creato, il considerare ogni creatura come sorella non sono atti contrari alla nostra natura; al contrario, le appartengono. Sono cose umane".
Parto subito da un presupposto: dopo averli letti entrambi, si può benissimo affermare che questo saggio di Aldo Cazzullo è decisamente più "abbordabile" rispetto all'analogo saggio di Alessandro Barbero. E più avanti vi spiego perché…
In Francesco. Il primo italiano, Aldo Cazzullo ha saputo miscelare molto bene la biografia del santo (immergendola anche nel contesto storico dell'epoca) con il lato mistico-religioso e la cultura "francescana". Alla fine, quindi, ecco emergere sia la guida spirituale, che il primo personaggio in grado di dare voce alla nascente idea di "Italia": San Francesco, giusto per fare un esempio, ha scritto il suo Cantico delle Creature in volgare e non, come era consuetudine in quel periodo, in latino; in questo modo ha piantato i primi semi della nostra cultura letteraria.
Altro punto di forza del libro è il fatto che, pur trattando di un uomo vissuto 800 anni fa, riesce a far emergere un ideale etico-sociale assolutamente attuabile nell'assurdo periodo storico che stiamo attraversando. Ecco, perciò, un Francesco giovane ribelle verso il padre e le consuetudini del tempo, che sceglie la povertà come libertà e che, fattore non secondario, riesce a parlare con semplicità con i potenti del suo tempo (il Papa ed il Sultano su tutti).
Un libro, quindi, profondo e coinvolgente per ritrovare la nostra identità tramite la bellezza del Creato.
Ah, dicevo delle differenze tra il libro di Barbero e questo di Cazzullo. Ebbene:
- Barbero ha fatto più che altro una sorta di revisione storico-critica (molto approfondita lo ammetto ma, alla lunga, abbastante spossante), Cazzullo si è limitato a "celebrare" il Santo ed a immergerlo nella cultura italiana (Giotto, Dante, ecc.);
- Barbero ci ha "presentato" un Francesco incoerente e duro; Cazzullo lo ha mostrato come… italiano;
- Barbero ha usato un taglio storico ed accademico; Cazzullo un taglio quasi tutto narrativo e divulgativo.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

domenica 19 aprile 2026

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 6 al 12 aprile 2026 (Fonte: Tuttolibri dell'18 aprile 2026):

1. Alessandro Robecchi - Omicidi Srl
2. Niccolò Ammaniti - Il custode
3. Pera Toons - Il gioco delle risate
4. Moon Hye-jung - Il caffè dei tarocchi per i giorni felici
5. Freida McFadden - L’inquilina
6. Maurizio de Giovanni - Figli per i Bastardi di Pizzofalcone. I Bastardi di Pizzofalcone, vol. 13
7. A.V. - Kpop Demon Hunters. Per i fan! Libro ufficiale
8. Gianrico Carofiglio - Accendere i fuochi. Manuale di lotta e gentilezza
9. Philip Roth - Operazione Shylock. Una confessione
10. A.V. - KPop Demon Hunters. Deluxe

Cinque libri preferiti e consigliati da Isabel Allende


Cinque libri preferiti e consigliati da Isabel Allende
Tra realismo magico, distopia e classici immortali, le letture che hanno formato il suo immaginario

👉 fonte: Libreriamo

Isabel Allende è una delle voci più importanti della narrativa contemporanea, capace di raccontare l'intimità, la storia e il destino con uno stile che unisce realtà e magia. Nei suoi romanzi ha esplorato il tema della memoria, delle radici e della trasformazione, costruendo un immaginario riconoscibile e potente.
Prima di diventare una scrittrice di fama mondiale, Allende è stata una lettrice instancabile. I libri che ha amato hanno contribuito a definire il suo sguardo sul mondo e il suo modo di raccontare. Non si tratta di una lista casuale, ma di opere che condividono una qualità precisa. La capacità di attraversare la realtà e di mostrarne le contraddizioni più profonde. Dalle narrazioni mitiche alle distopie contemporanee, passando per il romanzo gotico e quello esistenziale, queste letture raccontano anche il percorso di una scrittrice che ha sempre cercato nella letteratura una forma di verità.

▪️Le mille e una notte
Le mille e una notte è una raccolta di racconti che si sviluppa attraverso la voce di Shahrazad, figura simbolica della narrazione stessa. Per salvarsi la vita, racconta ogni notte una storia al re Shahriyar, rimandando continuamente la conclusione.
Le storie si intrecciano, si aprono una dentro l'altra, creando un universo narrativo vastissimo. Si passa dalle avventure di Sindbad agli incantesimi di Aladino, dalle sfide tra uomini e spiriti a vicende d'amore e inganno. Il libro costruisce un mondo in cui realtà e magia convivono senza separazione. Ogni racconto è autonomo, ma allo stesso tempo parte di un disegno più ampio. La narrazione diventa così uno strumento di sopravvivenza, ma anche di conoscenza.
Le mille e una notte resta un'opera fondamentale perché mostra il potere delle storie. Non solo intrattenere, ma trasformare chi ascolta.

▪️Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez
Cent'anni di solitudine racconta la storia della famiglia Buendía attraverso diverse generazioni, nel villaggio immaginario di Macondo. Il tempo si muove in modo circolare, e gli eventi si ripetono, trasformandosi. I personaggi vivono amori, perdite e ossessioni, inseguendo un destino che sembra già scritto. Il romanzo mescola elementi realistici e fantastici, creando un universo in cui l'impossibile diventa naturale.
Macondo non è solo un luogo, ma un simbolo. Rappresenta l'America Latina, ma anche la condizione umana. Solitudine, memoria e identità si intrecciano continuamente. La scrittura è ricca, immaginifica, capace di costruire immagini che restano impresse. Il romanzo ha rivoluzionato il modo di raccontare, aprendo la strada al realismo magico.
Cent'anni di solitudine è un libro che mostra come la realtà possa essere reinventata senza perdere verità.

▪️La strada di Cormac McCarthy
La strada segue il viaggio di un uomo e di suo figlio in un mondo distrutto da una catastrofe. Non ci sono nomi, non ci sono certezze, solo una strada da percorrere. Padre e figlio cercano di sopravvivere tra macerie e pericoli, spingendo un carrello con ciò che resta delle loro vite. Il loro legame è l'unico punto stabile in una realtà che ha perso ogni riferimento.
Il romanzo si sviluppa come un percorso essenziale, fatto di incontri sporadici e momenti di tensione. Il paesaggio è desolato, ma attraversato da una fragile forma di speranza. McCarthy utilizza una scrittura ridotta all'essenziale, priva di orpelli. Questo rende la narrazione ancora più intensa, perché ogni parola acquista peso.
La strada è una riflessione sulla sopravvivenza, sull’amore e sulla possibilità di restare umani anche quando tutto sembra perduto.

▪️Dracula di Bram Stoker
Dracula racconta la storia del conte transilvano che si trasferisce a Londra, portando con sé una minaccia oscura. Jonathan Harker, inviato per concludere un affare immobiliare, scopre presto la natura del suo ospite.
Il romanzo si sviluppa attraverso lettere, diari e testimonianze, costruendo una narrazione frammentata ma efficace. La figura di Dracula diventa il centro di una tensione che attraversa tutto il libro. Oltre all'elemento gotico, il romanzo riflette su temi più profondi. Il conflitto tra razionalità e istinto, tra controllo e desiderio, tra modernità e paura dell’ignoto.
Dracula non è solo un mostro, ma una figura simbolica che incarna paure collettive. Il romanzo costruisce così una storia che va oltre il genere, diventando un classico.

▪️Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood
Il racconto dell'ancella è ambientato in una società totalitaria in cui le donne hanno perso ogni diritto. Offred, la protagonista, vive in un sistema che controlla il suo corpo e la sua identità. La sua funzione è quella di generare figli per l'élite dominante. La narrazione segue i suoi pensieri, i suoi ricordi e il suo tentativo di mantenere una forma di autonomia.
Il romanzo costruisce un mondo distopico, ma profondamente legato alla realtà. Le dinamiche di potere, il controllo dei corpi e la repressione emergono con forza. La scrittura è precisa, tesa, capace di creare un'atmosfera di costante inquietudine. Offred non è un'eroina nel senso tradizionale, ma una figura che resiste attraverso la memoria.
Il racconto dell'ancella è un libro che interroga il presente, mostrando quanto sia fragile il confine tra libertà e controllo.

sabato 18 aprile 2026

[RECENSIONE] Percival Everett: Un po' di fede


Percival Everett: Un po' di fede

Titolo originale: Little Faith
Formato: copertina flessibile
Pagine: 46
Editore: GEDI News Network S.p.A. (18 marzo 2026)

Data di acquisto: 18 marzo 2026
Letto il 18 aprile 2026

▪️Sinossi
Un racconto breve, un veterinario che va alla ricerca di una bambina sorda scomparsa. L'America migliore, quella che si prende cura di chi è vulnerabile e delle minoranze: la bambina si ritrova circondata da decine di serpenti velenosi, simbolo forse delle difficoltà che le minoranze devono affrontare in un mondo che non le rispetta.

▪️L'incipit del libro
Il ranch era attraversato da un torrente che s'ingrossava in primavera, nutrendo una stretta striscia di salici ed erba verde anche nelle più torride settimane d'estate. Gli alci e i wapiti si fermavano a brucare sulle sponde, lasciando profonde impronte nel fango. Sam Innis era cresciuto lì insieme a sua madre. Suo padre era morto nella guerra del Vietnam. La donna si era aggrappata al sogno del marito, aveva preso in affitto un terreno a pascolo, allevava un pugno di vacche e dava lezioni di piano ai bambini di tutta la valle. Aveva respinto diversi pretendenti, sostenendo che anche il solo pensiero sarebbe stato un tradimento. L'amore per gli spazi aperti era penetrato dentro il ragazzo come un balsamo, una cortina che lo proteggeva da qualsiasi cosa, uno strato di pace. Sua madre se l'era tenuto accanto per non perdere quel poco di famiglia che le era rimasta, ma aveva lasciato che il ranch e la terra lo forgiassero. L'aveva lasciato libero di andar via a studiare, ed era morta mentre lui frequentava la scuola per veterinari. Lui l'aveva fatta cremare e ora le sue ceneri si mescolavano ai solchi polverosi, al fango e alle profonde impronte di vita di quel luogo. Al crepuscolo, quando i gufi e i pipistrelli cominciavano a sussurrare, Sam si sedeva in riva al torrente a osservare le trote che si spingevano in superficie per inghiottire qualche insetto.

▪️La mia (brevissima) recensione
"Sua madre l'aveva detto: puoi uccidere tutto, puoi farlo a pezzi e ricostruirlo da capo, puoi irrigarlo a dovere, ma il deserto è il deserto, sempre più deserto di giorno in giorno".
Un po' di fede è un racconto breve (compreso nella raccolta In un palmo d'acqua del 2015) di Percival Everett ed in cui il grande scrittore statunitense cerca di attribuire significato al mondo attuale tramite riti e piccole (e delicate) azioni.
Racconto flash che è quasi una potente fiaba triste in cui il protagonista (un giovane veterinario di colore nel classico selvaggio ovest americano) agisce tra illusione, fede e speranza. E questo fatto conferma Percival Everett come uno dei talenti più innovativi della letteratura americana dei giorni nostri: non a caso, la bambina sorda che si è persa ed il protagonista nero che, nel tentativo di ritrovarla, è più volte morso dai serpenti, sono l'innegabile personificazione degli attuali problemi delle minoranze (vedete un po' cosa sta accadendo negli USA, e nel mondo in generale, alle prese con il secondo mandato di Trump).
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

venerdì 17 aprile 2026

Cinque libri preferiti e consigliati da Philip Roth


Cinque libri preferiti e consigliati da Philip Roth
I libri amati da Philip Roth che hanno segnato la letteratura americana: romanzi di formazione, ribellione e identità da riscoprire

👉 fonte: Libreriamo

Philip Roth è stato uno degli scrittori più importanti del Novecento americano, capace di raccontare con lucidità e ironia le ossessioni, le contraddizioni e le tensioni dell'individuo moderno. Nei suoi romanzi ha indagato l'identità, il desiderio, la famiglia, il rapporto con la società, costruendo una voce riconoscibile e profondamente influente.
Ma Roth non è stato solo un autore. È stato anche un lettore attento, capace di riconoscere nella tradizione letteraria quelle opere che più di altre riuscivano a mettere in scena il conflitto tra individuo e mondo. I libri che amava non erano scelti per il loro prestigio, ma per la loro capacità di restituire la complessità dell'esperienza umana.
Questa selezione riflette proprio questo sguardo. Sono romanzi che parlano di crescita, di ribellione, di perdita e di scoperta. Storie che non cercano soluzioni semplici, ma attraversano la vita nella sua forma più autentica.

▪️Angelo, guarda il passato di Thomas Wolfe (Mattioli 1885)
Angelo, guarda il passato è un romanzo di formazione che segue la crescita di Eugene Gant, un giovane diviso tra il desiderio di partire e il legame profondo con la propria famiglia. Ambientato in una cittadina del Sud degli Stati Uniti, il libro racconta i primi vent'anni della sua vita, attraversati da tensioni familiari, lutti e scoperte.
Eugene osserva il mondo con uno sguardo inquieto e appassionato, cercando di capire quale sia il suo posto. La famiglia rappresenta allo stesso tempo un rifugio e un limite, un luogo da cui partire per costruire una propria identità. Il romanzo segue il suo percorso fino alla decisione di lasciare casa e intraprendere una strada autonoma.
Thomas Wolfe costruisce una narrazione intensa e stratificata, in cui esperienza personale e ritratto sociale si intrecciano. Il libro diventa così non solo una storia individuale, ma anche un affresco dell'America del primo Novecento, in bilico tra tradizione e cambiamento.

▪️Il giovane Holden di J.D. Salinger (Einaudi)
Il giovane Holden racconta pochi giorni nella vita di Holden Caulfield, un adolescente che abbandona il college e si ritrova a vagare per New York. La trama è essenziale, ma il cuore del romanzo sta nella voce del protagonista.
Holden osserva il mondo con un misto di rabbia e disillusione, incapace di accettare l'ipocrisia e il conformismo che percepisce intorno a sé. I suoi pensieri, spesso contraddittori, costruiscono un ritratto complesso di un giovane in crisi, alla ricerca di un senso che non riesce a trovare.
Il romanzo non segue una struttura tradizionale, ma si sviluppa come un flusso di coscienza, in cui ogni incontro diventa occasione per riflettere. Holden non trova risposte, ma continua a interrogarsi.
Il giovane Holden è diventato un classico proprio per questa capacità di dare voce a un'inquietudine universale, che attraversa generazioni diverse.

▪️Le avventure di Augie March di Saul Bellow (Mondadori)
Le avventure di Augie March è un romanzo che segue il protagonista attraverso una serie di esperienze che lo portano a confrontarsi con il mondo in tutta la sua complessità. Augie cresce ai margini della società, costretto a reinventarsi continuamente. La storia si sviluppa come un viaggio, fatto di incontri, lavori diversi e situazioni imprevedibili. Ogni episodio contribuisce a costruire la sua identità, senza mai definirla completamente. Augie non cerca una destinazione precisa, ma vive nel movimento.
Saul Bellow utilizza una scrittura ricca e dinamica, capace di restituire il ritmo della vita urbana e la varietà dei personaggi. Chicago diventa uno spazio vivo, attraversato da storie e possibilità.
Il romanzo riflette sul tema della libertà, mostrando quanto sia difficile costruire un percorso personale in un mondo che spinge continuamente a conformarsi.

▪️Addio alle armi di Ernest Hemingway (Mondadori)
Addio alle armi racconta la storia di Frederic Henry, un ufficiale americano che partecipa alla Prima guerra mondiale in Italia. Il romanzo si sviluppa tra il fronte e la relazione con Catherine Barkley, infermiera inglese. La guerra non è solo uno sfondo, ma una presenza costante che influenza ogni scelta. Il protagonista si muove tra disillusione e desiderio di fuga, cercando di trovare un senso in una realtà dominata dal caos.
Hemingway utilizza uno stile essenziale, fatto di frasi brevi e dialoghi diretti. Questa semplicità apparente nasconde una grande profondità emotiva. Ogni gesto, ogni silenzio ha un peso. La storia d'amore tra Frederic e Catherine rappresenta un tentativo di costruire uno spazio di autenticità dentro un mondo distrutto. Ma proprio questa fragilità rende il romanzo così intenso.
Addio alle armi è un libro che riflette sulla perdita, sull'amore e sulla difficoltà di restare umani in situazioni estreme.

▪️Le botteghe color cannella di Bruno Schulz (Einaudi)
Le botteghe color cannella è un libro che sfugge a ogni definizione semplice. Non è un romanzo nel senso tradizionale, ma una raccolta di racconti che si muovono tra memoria, sogno e deformazione della realtà. Il protagonista osserva il mondo dell'infanzia come un territorio instabile, in cui gli oggetti si animano e le figure adulte assumono tratti quasi irreali. Il padre, venditore di stoffe, diventa il centro di questo universo, trasformandosi continuamente, oscillando tra eccentricità e follia.
Schulz costruisce una scrittura ricchissima, piena di immagini, metafore e dettagli che si accumulano fino a creare un effetto quasi ipnotico. La realtà non viene raccontata, ma reinventata, come se ogni ricordo fosse già una trasformazione. Le botteghe, con i loro odori e le loro merci, diventano uno spazio simbolico, un luogo in cui il passato prende forma e si mescola con l'immaginazione. L'infanzia non è nostalgia, ma un archivio di possibilità, un punto da cui tutto può ancora nascere.
Il libro restituisce un mondo fragile, attraversato da una bellezza inquieta. È una lettura che richiede attenzione, ma che lascia una traccia profonda, proprio perché riesce a rendere visibile ciò che normalmente resta nascosto.

[RECENSIONE] George R.R. Martin: Il Cavaliere dei Sette Regni

George R.R. Martin: Il Cavaliere dei Sette Regni. Edizione illustrata

Titolo originale: A Knight of the Seven Kingdoms
Formato: Kindle (40.7 MB)
Pagine: 502
Editore: Mondadori (18 ottobre 2016)
ASIN: B01LX6UECZ
ISBN-13: 9788852076688

Data di acquisto: 13 aprile 2026
Letto dal 13 al 17 aprile 2026

▪️Sinossi
Nuova edizione illustrata con 160 tavole originali di Gary Gianni.
Westeros, novant'anni prima degli avvenimenti narrati nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Qui si muovono due nuovi grandi personaggi del pantheon di George R.R. Martin: Dunk, noto anche come ser Duncan l'Alto, cavaliere errante poco avvezzo agli intrighi di corte ma abile nella lotta e nobile di cuore, e il suo giovane scudiero Egg, un soprannome dietro cui si nasconde, all'insaputa del mondo, Aegon Targaryen, principe della Casa dei Draghi e destinato un giorno a sedersi sul Trono di Spade.
Alla morte del cavaliere di cui era scudiero, Dunk decide di prenderne le insegne e partecipare a un grande torneo che si svolgerà al Campo di Ashford. Sulla strada, in una locanda, incontra un ragazzino che afferma di essere orfano. Dopo un primo rifiuto, Dunk accetta di farne il suo scudiero: è il primo momento del sodalizio di una straordinaria coppia di eroi. Dal Giudizio dei Sette (una competizione in cui due gruppi di sette cavalieri si sfidano senza esclusione di colpi), passando per una storia di intrighi e tradimenti sull'Altopiano, fino alla misteriosa sparizione di un uovo di drago, Dunk ed Egg affrontano incredibili avventure attraversando i Sette Regni di Westeros dall'uno all'altro dei punti cardinali.
Le loro gesta hanno luogo in un mondo più sereno rispetto a quello descritto nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, un mondo sfarzoso fatto di tornei, donne e cavalieri, in cui non mancano complotti e macchinazioni ma in cui c'è posto anche per un innocente eroismo. Eppure dietro lo splendore si mettono già in moto gli eventi che porteranno alla guerra e alla distruzione.
Il Cavaliere dei Sette Regni è un libro che si legge indipendentemente dalla saga, ma che al tempo stesso è a lei indissolubilmente legato, come un imperdibile prequel. Gli appassionati non mancheranno di trovare numerosi riferimenti (tra cui un cameo dell'infido Walder Frey bambino) che illumineranno le pagine già note delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Un nuovo meraviglioso tassello nel grandissimo affresco epico costruito da George R.R. Martin, maestro indiscusso del fantasy contemporaneo.

▪️L'incipit del libro
Le piogge primaverili avevano ammorbidito il terreno e Dunk non ebbe problemi a scavare la fossa. Scelse un punto sul versante occidentale della collina, per il vecchio che aveva sempre amato i tramonti. «Un altro giorno se n'è andato» diceva di solito con un sospiro «e chissà che cosa ci riserverà il domani, eh, Dunk?».
Be', un domani aveva portato loro la pioggia che li aveva inzuppati fino alle ossa, il giorno successivo raffiche di vento umido e quello dopo ancora un brusco abbassamento della temperatura. Il quarto giorno il vecchio era troppo debole per montare in sella. E ora se n'era andato. Solo pochi giorni prima, mentre cavalcavano, aveva intonato la vecchia canzone del cavaliere che va a Città del Gabbiano per vedere una bella fanciulla, però cambiando il nome della città. «Vado ad Ashford per vedere la bella pulzella, ehi-oh, ehi-oh.» Quel verso risuonava tristemente nella testa di Dunk mentre scavava.

▪️La mia recensione
"Tra tutti, l'unico vero cavaliere è quello errante, Dunk - gli aveva detto il vecchio, molto tempo prima -. Gli altri servono i lord che li mantengono o dai quali hanno ricevuto la terra, invece noi scegliamo i signori da servire, uomini nelle cui cause crediamo. Tutti i cavalieri prestano giuramento di protezione verso il debole e l'innocente, ma noi siamo forse quelli che mantengono meglio quel voto".
Per chi ha amato Le Cronache del ghiaccio e del fuoco (Il Trono di Spade o Game of Thrones, chiamatelo come preferite) questa lettura è quasi una tappa obbligata per meglio comprendere quegli avvenimenti.
Il cavaliere dei Sette Regni, infatti, è una raccolta di tre racconti che si collocano pressappoco novant'anni prima degli eventi delle Cronache. Inoltre, ha un tono più leggerino (in alcuni punti è anche divertente) ma, per quanto mi riguarda, è decisamente più movimentato.
I due protagonisti (il cavaliere errante Ser Duncan l'Alto ed Egg il suo piccolo scudiero… ma scopriremo ben presto chi si cela dietro questo nomignolo) costituiscono l'elemento che da forza a tutto il libro. Il loro rapporto, fatto di reciproca fedeltà e correttezza, ed il loro sarcasmo (vera e propria satira contro il potere) spiccano in un mondo fatto di politica esasperata, tornei, alleanze effimere, cospirazioni e tradimenti a più non posso.
I tre racconti son storie indipendenti ma, allo stesso tempo, interconnesse le une alle altre. Se volete leggere questo libro, non c'è alcun bisogno di aver letto le Cronache; allo stesso tempo, è innegabile che la lettura di questo libro-prequel  arricchisce di molto quella delle Cronache: nelle Cronache non mancano i riferimenti al Cavaliere; viceversa, nel Cavaliere, si gettano già i primi semi per tutto ciò che avverrà nelle Cronache. Piccola nota a margine: qui fa la sua prima apparizione un infante (ma già antipatico!) Walder Frey.
Perciò, chi vorrebbe ritrovare lo stesso tono epico delle Cronache, questa volta potrebbe restare un po' deluso: qui, come detto, è tutto più semplice e meno ambizioso (non ci sono grandi battaglie, draghi, magia, Estranei, giganti, ecc.). Tutt'al più, attraverso le peripezie di Egg avremo la possibilità di approfondire la politica dei Targaryen, le prime crepe all'interno di questa grande casata ed i rancori mai sopiti dei Blackfyre verso di loro.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

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Leggi anche:

mercoledì 15 aprile 2026

[RECENSIONE] Joyce Carol Oates: Il primo marito


Joyce Carol Oates: Il primo marito

Titolo originale: The First Husband
Formato: copertina flessibile
Pagine: 46
Editore: GEDI News Network S.p.A. (17 marzo 2026)

Data di acquisto: 17 marzo 2026
Letto il 14 aprile 2026

▪️Sinossi
Un avvocato scopre alcune vecchie foto del passato della moglie, innescando una storia cupa tra Manhattan e il Nevada.

▪️L'incipit del libro
Iniziò in maniera innocente: stava cercando il passaporto di sua moglie.
I Chase stavano pianificando il loro primo viaggio insieme in Italia. Per festeggiare il loro decimo anniversario.
Il consunto passaporto di Leonard si trovava dove lui lo teneva sempre, ma il meno utilizzato passaporto di Valerie sembrava non essere nello stesso posto, quindi Leonard si mise a cercare nei cassetti dedicati a lei, nella cassettiera, nei cassetti della scrivania, nel singolo cassetto basso del tavolo in legno di ciliegio che a volte Valerie usava come scrivania e lì, in una cartellina, trovò il passaporto assieme a un duplicato del suo certificato di nascita e altri documenti. E, stipato in fondo al cassetto, un pacchetto di fotografie tenute insieme da un elastico consunto.
Polaroid. A giudicare dai loro colori leggermente sbiaditi, si trattava di vecchie Polaroid.

▪️La mia (brevissima) recensione
"Di tutte le emozioni ignobili, la gelosia doveva essere la peggiore! Assieme all'invidia".
Ecco qui un brevissimo racconto (neanche una cinquantina di paginette) ma che mette ansia in abbondanza e, infine, lasciando anche un senso latente di tragicità. Il primo marito, un racconto (facente parte della raccolta del 2011 Dammi il tuo cuore) della scrittrice americana Joyce Carol Oates, analizza le fratture all'interno di una coppia quando il passato scava e si fa largo tra segreti e bugie. Ma è un racconto che indaga persino l'insicurezza, l'ossessione e l'invidia del maschio della coppia.
La trama è questa: Leonard Chase, un brillante avvocato, vorrebbe intraprendere un viaggio in Italia insieme a Valerie, sua moglie, per festeggiare il loro decimo anniversario di matrimonio. Per la preparazione del viaggio ha bisogno dei rispettivi passaporti: il suo lo trova subito, per quello della moglie deve cercare nei cassetti della scrivania della donna. Non l'avesse mai fatto… Insieme al passaporto trova anche alcuni vecchi scatti intimi di lei insieme al primo marito. E da qui in poi, parte tutta una serie di eventi che porteranno al drammatico finale.
In poche pagine, e con dialoghi brevi e diretti, la Oates riesce a mettere in scena tutto un sistema di dinamiche psicologiche basate su gelosia e paranoia. Assisteremo, perciò, alla lenta "caduta" mentale e professionale del protagonista mentre, via via, verrà intrappolato dai sospetti e dai rimpianti del passato.
Il primo marito, quindi, è fortemente consigliato a chi preferisce le letture psicologiche sul "lato oscuro" della coppia.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

lunedì 13 aprile 2026

[RECENSIONE] Iliana Xander: Love, mom

Iliana Xander: Love, mom. Vuoi sapere un segreto?

Titolo originale: Love, Mom
Formato: Kindle (799 KB)
Pagine: 347
Editore: Longanesi (3 marzo 2026)
ASIN: B0GHP22T5S
ISBN-13: 978-8830465398

Data di acquisto: 9 aprile 2026
Letto dal 10 al 13 aprile 2026

▪️Sinossi
Mackenzie Casper non è stata una figlia felice. Eppure sua madre era Elizabeth Casper, una scrittrice capace di stregare milioni di lettori in tutto il mondo. Per la ragazza, tuttavia, Elizabeth era semplicemente una madre distante e fredda fino alla crudeltà. È per questo che Mackenzie accoglie la notizia della sua morte, avvenuta in circostanze non del tutto chiare, con un'indifferenza quasi priva di sensi di colpa. Per lei è morta un'estranea.
Al funerale, Mackenzie sta per fuggire dagli sguardi invadenti e curiosi dei partecipanti quando trova sul sedile della sua auto una busta. L'intestazione recita «Dalla tua fan numero 1». Dentro la busta un foglio scritto nella grafia della madre: «Vuoi sapere un segreto?» e in calce la chiusa, sorprendente e dolorosa: «Love, Mom». Con amore, Mamma.
Ma quale amore? E quale segreto?
Da quel momento tutto cambia nella vita di Mackenzie: altre lettere arriveranno e nuovi tasselli si aggiungeranno a mostrare un passato che si rivela sempre più colmo di vuoti, di silenzi, di reticenze. E, appunto, di segreti. Chi era davvero sua madre? Chi sta cercando di farglielo scoprire? E chi vuole nasconderglielo a qualunque costo?
Ma soprattutto chi è lei, per davvero?
Un romanzo magistrale, intenso e implacabile, un gioco di specchi in cui nulla è come sembra, una scrittura che, indagando tra le pieghe del mistero, esplora con coraggio il lato più oscuro del rapporto tra madre e figlia e scava nelle relazioni familiari e nei segreti che sempre nascondono.

▪️L'incipit del libro
Non ho mai fatto male a nessuno. In questo momento, però, vorrei prendere a pugni la faccia che mi fissa dalla prima pagina di un quotidiano nazionale. Una fotografia di lei, con il suo inconfondibile rossetto rosso e i capelli corvini. La bella faccia di un mostro.
AUTRICE DI BESTSELLER TROVATA MORTA
Elizabeth Casper, 43 anni, nota in tutto il mondo con lo pseudonimo di E.V. Renge, autrice di thriller spietati, è stata trovata morta in seguito a quello che è parso «uno strano incidente».
Lascia l'amato marito Ben Casper e la figlia ventunenne Mackenzie Casper.
Il mondo è scioccato dalla fine tragica e precoce di una scrittrice di enorme talento. Ovunque i fan stanno tributando omaggi alla regina della narrativa.
Quante bugie…
Il suo sorriso freddo mi sfida dal giornale che sto guardando. Mi tremano le mani e sento il bisogno impellente di strappare tutto e di cancellarla dalla memoria.
Se l'è cercata.
Meritava di morire.
Avrei solo voluto che succedesse prima.

▪️La mia recensione
"Finché non lo senti infrangersi, non sai che il vetro è rotto. Anche se lo vedi rotto, la tua mente non lo accetta completamente. Quando però ne calpesti le schegge, allora sì che ti rendi conto. Solo allora prendi atto della verità. La realtà si fa conoscere attraverso le sensazioni fisiche. Il dolore è la manifestazione più chiara".
Love, Mom, opera prima di Iliana Xander, è uno di quei libri sui segreti familiari che non fa neanche in tempo ad uscire, che diviene subito un successo internazionale… pur senza convincere tutti i lettori!
Perciò, ecco il mio pensiero:
- Partiamo dalla stessa scrittrice: Iliana Xander è solo uno pseudonimo! Non si conosce la vera identità di questa misteriosa autrice che scrive una storia scritta da un'altra autrice misteriosa e sotto pseudonimo. Insomma: mistero su mistero;
- In questo enigma psicologico mi è molto piaciuta sia l'atmosfera soffocante che impregna tutta la storia, che i rapporti madre-figlia e padre-figlia: il romanzo, da subito, riesce a farci entrare nel clima di sofferenza e disagio della giovane Mackenzie (il cuore pulsante della storia sta tutto nel suo difficile rapporto, in realtà quasi nullo, con la madre). Ma si parla anche di sacrifici, ossessioni e ricatti;
- Tutta la trama è costruita partendo dalle lettere ricevute da Mackenzie e scritte da sua madre ormai morta. Una scelta narrativa spettacolare e mai vista prima. Siamo di fronte alla classica storia in cui niente è ciò che sembra e in cui alcuni ruoli si invertono;
- Il ritmo è sempre alto e la storia scorre velocemente: come si dice in questi casi, la trama ti tiene incollato.
E cosa non mi ha convinto?
- Alcuni colpi di scena sono stati talmente prevedibili che mi son sembrati esser stati messi lì giusto per "allungare il brodo";
- Qualche personaggio secondario non ha avuto uno "spessore" tutto suo ma è servito solo per far avanzare la storia;
- Finale leggermente frettoloso: i misteri più importanti dell'intera storia vengono svelati troppo velocemente ed in maniera quasi drastica.
Love, mom, in conclusione, è un bel romanzo che, pur in presenza di questo finale sbrigativo, consiglio a chi predilige le storie riflessive.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

domenica 12 aprile 2026

[RECENSIONE] Raymond Carver: Febbre


Raymond Carver: Febbre

Titolo originale: Fever
Formato: copertina flessibile
Pagine: 50
Editore: GEDI News Network S.p.A. (16 marzo 2026)

Data di acquisto: 16 marzo 2026
Letto l'11 aprile 2026

▪️Sinossi
Carlyle, un insegnante la cui moglie Eileen lo ha abbandonato, è costretto ad affrontare il dolore della separazione, la gestione dei figli piccoli e la necessità di accettare una nuova realtà.

▪️L'incipit del libro
Carlyle era in un bel pasticcio. Era stato in quel pasticcio tutta l'estate, anzi, fin dai primi di giugno, quando la moglie l'aveva piantato. Ma fino a poco tempo prima, solo a pochi giorni dall'inizio dei suoi corsi al liceo, Carlyle non aveva avuto bisogno di una baby-sitter. Aveva fatto tutto da solo. Ogni giorno e ogni notte era stato dietro ai bambini. La mamma, aveva detto loro, era partita per un lungo viaggio.

▪️La mia (brevissima) recensione
"Hanno bisogno di qualcuno, capisce. Abbiamo bisogno di qualcuno su cui poter contare. Mi sa che il nostro problema è tutto lì".
Febbre, compreso nella raccolta Cattedrale e pubblicata nel 1983 da Raymond Carvel, narra le peripezie di Carlyle, un insegnante fresco di abbandono della moglie (fuggita con un amico e collega di Carlyle stesso) che si vede costretto a dover gestire tutto da solo la casa, i figli piccoli e una febbre improvvisa.
Il breve racconto indaga quel senso di solitudine e fragilità in seguito alla fine di un matrimonio. La febbre, perciò, deve essere intesa come l'apice del tormento dell'anima, ma anche (o soprattutto?) come il primo stadio del riscatto dal trauma post abbandono. La cura, veramente prodigiosa, è l'arrivo della signora Webster, un'anziana governante e babysitter "tuttofare".
Una storia molto realistica e descritta sin nei minimi dettagli. I dialoghi, sia durante le poche telefonate con l'ex moglie che con le due babysitter che incontreremo in Febbre (la prima completamente inaffidabile, la seconda… miracolosa) son quasi ridotti all'osso per lasciare ampio spazio essenzialmente alle parole non dette. Il finale è molto emozionante e ci fa capire come anche il dolore può diventare la classica "luce in fondo al tunnel".
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

sabato 11 aprile 2026

[RECENSIONE] Arthur Schnitzler: Doppio sogno

Arthur Schnitzler: Doppio sogno (edizione integrale)

Titolo originale: Traumnovelle
Formato: Kindle (1.2 MB)
Pagine: 97
Editore: Crescere Edizioni (18 gennaio 2023)
ASIN: B0BSMVCWJ5
ISBN-13: 9791254540114

Data di acquisto: 10 febbraio 2026
Letto dal 9 al 10 aprile 2026

▪️Sinossi
Vienna non è mai stata più misteriosa e conturbante come in Doppio Sogno, romanzo breve di Arthur Schnitzler pubblicato nel 1926. Una sola notte sconvolge la vita borghese di Fridolin, medico rispettato, e di sua moglie Albertine. Dopo una confessione avvenuta nell'ovattata intimità di casa, iniziano le avventure notturne di Fridolin. La strada del dottore incrocerà figure misteriose e pericolose, ma soprattutto quella di quattro donne, bellissime, e alcune molto giovani, che si offriranno a lui invano. L'ultima di esse è la più complessa e impenetrabile, incontrata ad una festa segreta cui decide di partecipare senza invito. Il viaggio sarà reale e a tratti onirico, sempre più all'interno della sua parte più intima, dove desiderio e ragione si troveranno in profondo conflitto. Una storia che analizza la psicologia dell'essere umano, tanto che Freud gli riconobbe grandi capacità di indagatore della psiche.
Da questo libro, Stanley Kubrick prenderà ispirazione per il suo ultimo e controverso film del 1999, Eyes Wide Shut.

▪️L'incipit del libro
«Ventiquattro schiavi neri spingevano remando la fastosa galera che doveva condurre il principe Amgiad al palazzo del califfo. Il principe, invece, avvolto nel suo mantello di porpora, giaceva da solo in coperta, sopra di lui l'azzurro e cupo cielo notturno tempestato di stelle, mentre il suo sguardo…».
La piccola aveva letto ad alta voce fino a questo punto, poi, quasi improvvisamente, le si chiusero gli occhi. I genitori si scambiarono uno sguardo e sorrisero; Fridolin si curvò su di lei, la baciò sui capelli biondi e chiuse il libro che si trovava sulla tavola non ancora sparecchiata. La bimba alzò gli occhi sul padre come sorpresa.

▪️La mia (brevissima) recensione
"Fridolin era come ebbro, non soltanto di lei, del suo corpo profumato, della sua bocca di fiamma, non soltanto dell'atmosfera che regnava in quella sala, degli enigmi carichi di sensualità che lo circondavano… era inebriato e al tempo stesso per niente soddisfatto di tutte le avventure di quella notte, nessuna delle quali era giunta a una conclusione; inebriato di se stesso, della sua audacia, del mutamento che percepiva dentro di sé. E allora sfiorò con le mani il velo che avvolgeva la testa della donna, quasi volesse abbassarlo".
Questo romanzo breve, pubblicato nel 1926 da Arthur Schnitzler (successivamente, nel 1999, Stanley Kubrick lo prenderà come riferimento per il suo ultimo film Eyes Wide Shut) cerca di condurci nel lato oscuro del desiderio, della fantasia e della passione umana.
Il dottor Fridolin e sua moglie Albertine, si confessano vicendevolmente i loro sogni fatti esclusivamente di fantasie sessuali. Il loro matrimonio non sarà più lo stesso! L'uomo, per giunta, si ritroverà al centro di una strana avventura notturna (non si capisce se reale, sognata o solo immaginata) con prostitute, feste in maschere, donne nude, strani riti e (forse) un omicidio…
Libro breve che parla di questioni private e che, volutamente, termina con parecchie domande senza risposte! Ed infatti mi ha lasciato completamente deluso.
Spiego brevemente:
- Mi ha ricordato, e non poco, La chiave (altro romanzo breve di Junichiro Tanizaki): in Doppio sogno la crisi di coppia scaturisce dopo che i coniugi si son confessati i loro sogni, in La chiave dalla reciproca lettura dei loro diari;
- Fridolin in una sola notte passa da un'avventura all'altra e da un incontro all'altro, senza mai osare o andare oltre la semplice fantasia erotica;
- La tensione emotiva tra Fridolin e Albertine non raggiunge mai il suo culmine, ma resta incastrata tra gelosie e minacce che non portano a niente.
📌 Voto: ⭐⭐ (2 su 5)

L'autrice del best seller "The Housemaid" ha rivelato la sua vera identità perché era stanca di chi sosteneva che fosse un maschio


L'autrice del best seller The Housemaid ha rivelato la sua vera identità perché era stanca di chi sosteneva che fosse un maschio

👉 fonte: Rivista Studio

«Sono stanca che la gente discuta se esisto davvero o se i miei libri sono stati scritti da tre uomini. Sono una persona vera, ho un'identità reale e non ho nulla da nascondere»: sono state le tante ipotesi relative alla sua identità a spingere Sara Cohen a uscire allo scoperto. Dopo aver avviato una carriera di grande successo internazionale con lo pseudonimo di Freida McFadden, la neurologa statunitense autrice della saga di The Housemaid ha deciso di rivelare il suo vero nome in un'intervista esclusiva a USA Today.
Per anni la scrittrice ha condotto una doppia vita: in una di queste vite andava in giro con parrucca e occhiali da sole, nel tentativo di rendersi irriconoscibile mentre partecipava ai tanti eventi ufficiali ai quali la sua fama letteraria e il suo successo commerciale la costringono a partecipare. Lavorando in un ospedale, inizialmente Cohen ha preferito non raccontare a nessuno il fatto che i suoi libri venissero pubblicati e che vendessero così tanto. In parte era anche una questione di "reputazione", aveva il timore che le persone attorno a lei, familiari, amici, conoscenti e pazienti, cambiassero idea su di lei scoprendo le storie che raccontava. I libri che Cohen scrive, infatti, appartengono a un sottogenere del thriller in cui crimini efferati avvengono in contesti familiari, in luoghi che dovrebbero essere protetti e sicuri e che invece si rivelano pieni di segreti inconfessabili.
Dal 2013 ad oggi, con lo pseudonimo di Freida McFadden (che ha deciso di continuare a usare anche dopo aver rivelato il suo nome di battesimo), Cohen ha pubblicato una trentina di romanzi, ma il suo successo maggiore è la serie The Housemaid, che racconta di una domestica che scopre i terribili segreti della ricchissima famiglia per cui lavora. Dal primo libro della saga, nel 2025 è stato tratto anche un film di successo con protagoniste Sydney Sweeney e Amanda Seyfried. Cohen ha mantenuto le sue identità, quella medica e quella letteraria, separate fino ad oggi perché aspettava di essere sicura di riuscire a guadagnare abbastanza con i libri da potersi permettere di lasciare il lavoro in ospedale, cosa che alla fine ha fatto: adesso lavora come medico solo part time, esercita la professione privatamente e solo una o due volte al mese, ha detto nell'intervista a Usa Today. Ha anche svelato che dei colleghi di lavoro avevano scoperto il suo side job ma le avevano promesso di tenere il segreto.

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 30 marzo al 5 aprile 2026 (Fonte: Tuttolibri dell'11 aprile 2026):

1. Pera Toons - Il gioco delle risate
2. Niccolò Ammaniti - Il custode
3. Maurizio de Giovanni - Figli per i Bastardi di Pizzofalcone. I Bastardi di Pizzofalcone, vol. 13
4. Moon Hye-jung - Il caffè dei tarocchi per i giorni felici
5. A.V. - Kpop Demon Hunters. Per i fan! Libro ufficiale
6. A.V. - KPop Demon Hunters. Deluxe
7. Felicia Kingsley - Mezzanotte a Parigi
8. Stefania S. - Anime elettriche. Love me love me, vol. 2
9. Gio Evan - La gioia è un duro lavoro. Un romanzo, un saggio spirituale
10. Stefania Auci - L'alba dei Leoni

venerdì 10 aprile 2026

[RECENSIONE] Federico Buffa e Carlo Pizzigoni: "Storie mondiali" e "Nuove storie mondiali"

Federico Buffa e Carlo Pizzigoni: Storie mondiali. Un secolo di calcio in 10 avventure

"Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio": Federico Buffa e Carlo Pizzigoni hanno avuto ben presente la lezione di José Mourinho nello scrivere le dieci storie della serie andata in onda su Sky, mentre i tifosi aspettavano l'inizio del Mondiale 2014. Dieci avventure che in questo libro diventano un racconto inedito ed entusiasmante della vita, dello spettacolo e delle emozioni che ruotano attorno al pallone. Si comincia con la sconfitta più amara della storia calcistica, quella del Brasile contro l'Uruguay, al Maracanà, nel 1950, e si finisce con la più bella vittoria dell'Italia, quella del mundial spagnolo del 1982, con l'indimenticabile urlo di Tardelli e l'esultanza di Pertini nella tribuna d'onore. Tra le due, ritornano le veroniche di Cruijff e i colpi di testa di Zidane; il mitico rigore in movimento con cui Rivera, nel 1970, chiude 4 a 3 la partita con la Germania e i rigori sbagliati da Baresi e da Baggio contro il Brasile nel 1994; le notti magiche di Italia '90 e, naturalmente, la Mano de Dios di Maradona, che vendica l'orgoglio della sua Argentina ferito dagli inglesi nell'assurda guerra delle Malvinas. Azioni indimenticabili viste mille volte, ma mai vissute come in queste pagine che, rievocando le musiche, le atmosfere, gli eventi politici e i fatti di cronaca legati ai mondiali, celebrano l'incanto del gioco più bello del mondo.

Formato: copertina flessibile
Pagine: 301
Editore: Sperling & Kupfer (25 agosto 2015)
ISBN-13: 9788868362966

Data di acquisto: 25 novembre 2025
Letto dal 4 all'8 aprile 2026

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Federico Buffa e Carlo Pizzigoni: Nuove storie mondiali. Un secolo di calcio in 13 avventure

Federico Buffa e Carlo Pizzigoni hanno tenuto sottomano il consiglio di José Mourinho mentre scrivevano Storie mondiali, prima fortunata ed elogiata trasmissione su Sky e poi libro da leggere e conservare. Che oggi si arricchisce con tre capitoli totalmente inediti. La formula è però quella di sempre, perché il calcio non può essere ridotto a un pure interessante racconto di quello che è accaduto sul campo da gioco, ma deve incrociarsi con la storia, con la vita. Per meglio comprendere il calcio, e vedere sotto una luce differente la storia, inserendoci una visione nuova, diversa: i Mondiali infatti, come dicono gli autori, "hanno scandito i tempi della nostra vita". Si comincia osservando le anime differenti del Brasile nel Mineiraço del 2014 e del Maracanaço del 1950, e si finisce con la celebrazione del Mondiale che l'Italia vinse ottanta anni fa, un torneo controverso e affascinante, disputato in casa di chi questa straordinaria competizione, la Coppa del Mondo, l'ha inventata. Ed ha permesso a questo gioco, che però esclusivamente gioco non è, di diventare il più amato di sempre.

Formato: copertina flessibili
Pagine: 358
Editore: Sperling & Kupfer (22 maggio 2018)
ISBN-13: 9788820065140

Data di acquisto: 7 aprile 2026
Letto dall'8 al 9 aprile 2026

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▪️La mia (brevissima) recensione
"Palla a Maradona, lo marcano in due, tiene palla Maradona, parte sulla destra il genio del calcio mondiale, può servire Burruchaga, sempre Maradona… Genio, genio, genio, dai, dai, dai, dai, dai… Goool, goool!".
Dal momento che questi due libri son strettamente collegati (il secondo è l'espansione naturale del primo) ho deciso di farne un'unica recensione.
I due autori, i grandi giornalisti sportivi Federico Buffa e Carlo Pizzigoni, hanno saputo costruire un "viaggio nel tempo" nello sport più popolare in Italia e nel mondo. Viaggio che diventa anche una spettacolare immersione nella Storia (sì, proprio quella con la S maiuscola) e nel patrimonio culturale. Uomini (oltre che calciatori), eroi, epoche, tensioni sociali, guerre… in questi due libri c'è tutta la storia del XX secolo (e l'inizio del XXI) vista attraverso la "cadenza quadriennale" dei Mondiali di calcio. Federico Buffa, in particolar modo, non si limita a parlarci o a ricordarci le grandi partite dei Mondiali ma, come solo lui sa fare, riesce ad intrecciarle con le vicende degli stessi protagonisti: calciatori noti o dimenticati, allenatori vincenti o caduti in disgrazia, arbitri, ecc. E mamma mia quanti dettagli… Un esempio su tutti: molto bello il racconto del Maracanazo, l'inaspettata (e traumatica per un intero popolo) sconfitta del Brasile ad opera dell'Uruguay nei Mondiali del 1950.
Insomma, se ancora ce ne fosse bisogno, questi due libri ci ricordano che il calcio non è solo sport ma, molto spesso (e più di quanto possiamo immaginare) veicolo di "universalità" e linguaggio comprensibile in ogni parte del mondo.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)