Rushdie, Giannone, Zadie Smith e poi? I 10 libri più attesi della primavera 2026 e quando escono
Romanzi e raccolte di racconti, italiani e internazionali (Emmanuel Carrère), saggi, biografie: ecco i magnifici 10 che segneranno i prossimi mesi della nostra vita di lettori. In attesa del Salone del libro di Torino
👉 fonte: Style Magazine
Grandi nomi, titoli attesissimi. Sono i romanzi e saggi che ci aspettano questa primavera, da leggere prima del Salone del Libro di Torino (15-19 maggio). Alcuni sono ora in libreria, per gli altri dovete aspettare un po'. Ma prendete nota.
- L'undicesima ora di Salman Rushdie, Mondadori. Cinque racconti un filo rosso che li unisce: la fine della vita. Di sicuro l'aggressione subita nel 2022 e raccontata in Coltello (2024) ha cambiato la vita allo scrittore nato a Mumbai nel 1947 e oggi residente nel Regno Unito. E forse l'ha portato a riflessioni su quella linea che separa la vita e la morte. Così Salman Rushdie in questo libro la affronta sotto diversi angoli: con la storia di due anziani litigiosi, con la vendetta di una donna "magica", con l'ossessione di un fantasma. La sparizione di un mentore, con un vecchio in una piazza che ci fa pensare alla nostra lingua e all'uso che ne facciamo. L'undicesima ora è la tarda sera della vita. Quella che vivono i due anziani Junior e Senior nel primo racconto: "Se la vecchiaia può essere paragonata alla sera, che termina nell'oblio della mezzanotte, per loro erano abbondantemente passate le undici”. Già in libreria.
- Kolchoz di Emmanuel Carrère, Adelphi. Esce il 5 maggio il nuovo romanzo di Emmanuel Carrère. Si intitola Kolchoz ed è dedicato a sua madre, scritto dopo la sua morte. "Da piccolo ho amato mia madre come non ho amato e non amerò mai nessuno in vita mia", scrive lo scrittore francese. La madre, di origini georgiane e russe, è stata la più influente storica francese dell'URSS prima e della Russia poi, fino a essere eletta segretaria perpetua dell'Académie française. Carrère ne ricostruisce la vita tormentata, ne racconta luci e ombre, aneddoti, ricordi. Il risultato è un grande romanzo familiare che in Francia è diventato già un successo. Scrive Le Nouvel Observateur: "È un libro magistrale. Il libro di un narratore virtuoso al culmine della propria arte. Capace di destreggiarsi, divagare e dissertare con magnetica naturalezza per dare al suo racconto l'andamento di una sinfonia in cui i diversi movimenti si rispondono, si completano, si prolungano senza fine". Il libro è attesissimo, come del resto lui al Salone del libro di Torino.
- Vivi e morti. Incontri, riflessioni, ritratti di Zadie Smith, Sur. Arriva anche lei in Italia. Sarà infatti la madrina del prossimo Salone del Libro di Torino Zadie Smith che, dopo il romanzo L'impostore (2023) esce a maggio con un nuovo saggio. Che contiene una selezione di articoli, recensioni, discorsi e interventi scritti fra il 2019 e oggi. Riflessioni sulla contemporaneità, col suo stile intelligente, mai scontato, brillante. Ogni volta è una sorpresa (lo avevamo già visto con l'altro saggio pubblicato sempre da Sur sei anni fa, Questa strana e incontenibile stagione) e qui parla di multiculturalismo, misoginia, conflitto generazionale. E strapotere degli algoritmi. Cita le sue scrittrici ispiratrici. Scrive The New York Times Book Review: "È un piacere osservare una scrittrice abituata a vedere le cose contemporaneamente da tutti i lati fare i conti con la mutevolezza della propria stessa soggettività. Quello che affascina è lo sforzo di tirar fuori da sé la posizione più onesta possibile".
- Gli anni in bianco e nero di Francesca Giannone, Nord. Esce il 26 maggio il nuovo romanzo di Francesca Giannone, scrittrice best seller diventata famosa col suo libro d'esordio, La portalettere. E poi confermata con Domani domani, uno dei romanzi più letti nel 2024. Giannone ama le storie passate che raccontano l'Italia. E qui siamo in Salento negli anni Sessanta, gli anni del boom economico, delle lotte operaie, dei primi movimenti femministi, delle occupazioni studentesche e del grande cinema italiano di Visconti e Fellini. Protagoniste quattro sorelle che lavorano nella sartoria di famiglia sotto l'ombra del padre che impone loro numerosi divieti. Ma Mimì, la più giovane, vedendo i film scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa.
- Golden Child di Claire Adam, 66thand2nd. È appena uscito invece il bel romanzo di questa scrittrice originaria del Trinidad, laureata in Fisica negli Usa e che ora vive a Londra. Un ragazzo, 13 anni, è scomparso. È andato giù al fiume dice il fratello gemello. Ma è buio, lui non è rientrato e il padre gira la campagna per trovarlo, dai vicini, in paese. Siamo a Trinidad, dove il caldo è insopportabile, la natura è presente, negli uccelli, gli alberi, i cani da guardia. Cosa è successo di quel ragazzo strano, lento e taciturno che chiamano Tarzan per via dei suoi capelli lunghi? Claire Adam ci racconta l'angoscia del padre, i sensi di colpa, i ricordi di quando i figli erano piccoli. Li alterna con la vita di Paul, il ragazzo. È la ricerca di un figlio disperso, in difficoltà, il tentativo di ricostruire un rapporto e scelte che non si vorrebbe fare.
- La notte nel cuore di Nathacha Appanah, Einaudi. Arriva in libreria il 21 aprile il libro duro e doloroso di Nathacha Appanah che parla di femminicidi, di uomini violenti, di due casi veri. Della giovane Chahinez Daoud, uccisa nel 2021 a Mérignac, nei pressi di Bordeaux dall'ex marito. E quello della cugina Emma uccisa anche lei dal marito a Mauritius nel 2000. C'è poi la sua esperienza con un uomo geloso e possessivo. Analizza i discorsi che hanno circondato questi episodi, come sono state abbindolate e asservite, le dinamiche delle relazioni tossiche e malate. E ci regala un libro importante, contro l'oblio.
- Corpi e confini di Sarah Aziza, Feltrinelli Gramma. Sarah Azizi, scrittrice e giornalista per il New York Times e il Washington Post, vive tra gli Usa e il Medio Oriente. È figlia e nipote di rifugiati di Gaza e nell'ottobre del 2019 viene ricoverata in ospedale per un disturbo alimentare. I medici le salvano la vita ma non l'anima. Il memoir racconta la sua lotta all'anoressia, la difficoltà a definire sé stessa e il proprio mondo mentre sugli schermi compaiono le immagini della guerra e delle persone denutrite a Gaza. E lo fa non solo raccontando di sé ma anche la storia della sua famiglia. Il libro è finalista al Palestine Book Award e arriva il 28 aprile nelle nostre librerie.
- Devozione di Charlotte Wood, Fazi. Finalista al Booker Prize, tra i migliori dieci libri dell'anno per The New York Times e The Washington Post. È un libro strano, calmo, che ci porta subito in un'altra atmosfera: quella di un convento in Australia. Qui si è rifugiata la protagonista, voce narrante, lasciando tutto alle spalle. Fa questo viaggio per comprendere cosa significa pace, devozione e ascolto di sé. Tra i canti che scandiscono il tempo, i pensieri quotidiani, le piccole commissioni, i piccoli lavori e i ricordi della vita di prima ci sono però momenti "stranianti". Come l'invasione di topi e il ritrovamento di una sorella uccisa. Dal 14 aprile.
- Persone come noi di Jason Mott, NNE. Con Che razza di libro! (2022) Jason Mott ha vinto il National Book Award 2021 ed il Sir Walter Raleigh Prize for Fiction. Ed è stato selezionato in diversi premi letterari, tra cui il Carnegie Medals for Excellence in Fiction, l'Aspen Words Literary Prize e il Joyce Carol Oates Prize. Per dire: è uno scrittore che lascia il segno. Qui ancora una volta parla dell'America di oggi, tra razzismo, contraddizioni, violenza, armi. Dell'essere visti. E questa rabbia e dolore li trasforma in letteratura avvincente che varca i confini e il tempo.
- Il volo dei cigni selvatici di Jung Chang, Longanesi. 35 anni fa, con Cigni selvatici, Jung Chang, nata a Yibin nella provincia cinese del Sichuan nel 1952 e poi trasferitasi in Gran Bretagna, ha raccontato la Cina prima e dopo di Mao attraverso tre generazioni di donne. Sua nonna, sua madre e lei. Censurato in Cina è stato però tradotto in 40 lingue e ha venduto più di 15 milioni di copie. Ma Jung Chang non è più potuta tornare in patria, nemmeno quando la madre si è ammalata. Per questo ha voluto continuare la sua storia e riprendere il filo del discorso iniziato nel 1991. Il nuovo capitolo/seguito parla ancora di sua madre ma anche della Cina moderna, di come è cambiata. E di come è cambiato il suo rapporto con le sue origini. Esce a fine aprile. Per capire (anche) come un Paese povero e isolato è diventato una potenza mondiale capace di sfidare gli Stati Uniti.

Nessun commento:
Posta un commento