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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

mercoledì 1 aprile 2026

Dieci nuovi e bellissimi libri per un lungo viaggio di Pasqua


Dieci nuovi e bellissimi libri per un lungo viaggio di Pasqua

👉 fonte: Milano Today

Questa nostra rubrica, che si ispira all'esordio letterario di Edoardo Nesi, Fughe da fermo, vuole essere uno stimolo per ritrovare il piacere di leggere. Dunque, una volta al mese, insieme a Martina Fasola, vi suggeriamo 10 libri selezionati per i lettori di MilanoToday. Perché la magia di un romanzo è anche quella di accompagnarti in altri mondi, di farti entrare in empatia con i suoi protagonisti. Di prenderti per mano e riconsegnarti altrove con la sensazione di aver vissuto un'esperienza nuova da conservare nel tempo. E allora buon viaggio tra le pagine di queste storie. Ovunque vi portino, anche a marzo.

- Angelo, guarda il passato di Thomas Wolfe (Mattioli). L'opera è insieme ritratto dell'America del primo Novecento, affresco della famiglia borghese in trasformazione e bildungsroman sul difficile passaggio dall'adolescenza all'età adulta.
- Il lago della creazione di Rachel Kushner (Einaudi). Ispirato ad alcune vicende reali di infiltrazione poliziesca e persecuzione giudiziaria contro l'attivismo ecologista, l'ultimo romanzo di Rachel Kushner, da sempre interessata alla storia della controcultura e dell'antagonismo politico, ci regala una prospettiva inedita da cui contemplare i conflitti del nostro tempo: lo sguardo algido e malinconico, alienato eppure struggente, di una nemica, e ci spinge a domandarci: e se fosse il nostro stesso sguardo?
- La mano mozza di Blaise Cendrars (Einaudi). Nella versione di Giorgio Caproni, uno dei romanzi più potenti ed estremi sulla Grande guerra, da accostare ai capolavori di Hemingway, Céline, Comisso e Remarque.
- Il libro di Möbius di Catherine Lacey (Sur). In queste pagine non si parla solo di rapporti di coppia, ma di amicizia, fede religiosa, salute fisica e mentale, relazioni coi genitori: nodi esistenziali a cui Lacey gira intorno con passione e intelligenza, senza mai pretendere di scioglierli del tutto.
- Il custode di Niccolò Ammaniti (Einaudi). Niccolò Ammaniti scrive il suo romanzo d'amore più pauroso, scavando nei desideri nascosti di un adolescente, Nilo Vasciaveo, che con la sua famiglia custodisce un segreto antico e letale.
- Abitavo a Penny Lane di Riccardo Bertoncelli (Feltrinelli). Un libro per chi c'era e per chi avrebbe voluto esserci. E per chi ancora oggi cerca nei dischi, o nei libri, qualcosa che somigli a una promessa di libertà. La musica come passione, identità, rivoluzione: il memoir di una vita vissuta a tempo di rock. Un viaggio ironico e affettuoso nella colonna sonora di una generazione.
- Una strada senza nome di Kapka Kassabova (Crocetti). Una riflessione profonda sul "Socialismo dal Volto Umano", sull'esilio, sul senso dei confini e, soprattutto, sull'identità individuale e collettiva in un mondo in movimento.
- La vita sempre di Elena Varvello (Guanda). La vita sempre è la storia della vita che tenta di resistere alla Storia. E che dovunque e sempre alza la sua canzone al cielo, una canzone d'amore.
- Microfictions di Régis Jauffret (Mondadori). Un viaggio nella memoria di una generazione che ha trovato nella musica rock la propria voce, la propria libertà e il proprio modo di stare al mondo.
- I volti di Tove Ditlevsen (Mondadori). Dopo la Trilogia di Copenaghen continua la riscoperta di Tove Ditlevsen: I volti è un romanzo sconvolgente che racconta la storia di una donna sull'orlo del baratro, ritratta con tutta la vividezza dell'esperienza vissuta. Con una scrittura ammaliante, Ditlevsen mette a punto un'acuta esplorazione del matrimonio e del divorzio, dell'amore e della follia, della paura e del male.

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