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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

martedì 31 marzo 2026

Baruch Spinoza: Trattato dei tre impostori. Mosè, Gesù, Maometto



Baruch Spinoza: Trattato dei tre impostori. Mosè, Gesù, Maometto

Titolo originale: De tribus impostoribus
Formato: copertina flessibile
Pagine: 121
Editore: Piano B edizioni (gennaio 2009)
ISBN: 9788890320545

Data di acquisto: 26 marzo 2026
Letto dal 27 al 31 marzo 2026 [precedente lettura: 16 dicembre 2023]

▪️Sinossi
Chi erano Mosè, Gesù e Maometto? Quali erano le vere intenzioni di questi tre uomini che hanno cambiato per sempre il corso dei secoli? Questo breve saggio, il libro clandestino più temuto e desiderato dell'Europa moderna, tenta di rispondere a queste semplici domande. Un pamphlet pungente, che vuol dimostrare la natura prettamente politica dei tre grandi monoteismi, e dei tre profeti che fondarono le religioni, qui considerati come veri e propri impostori dediti alla gloria personale e al controllo dei popoli. Senza scadere nella blasfemia, viene dichiarata l'avversione ai profittatori della religione e all'uso politico che è sempre stato fatto di essa. La prefazione al volume di Piergiorgio Odifreddi arricchisce con ulteriori contenuti e spunti di riflessione le teorie esposte, con una sintetica e incisiva storia del libro, della sua recezione e del suo ruolo nelle tappe della storia dell'ateismo. Il Trattato dei tre impostori, conobbe un immenso successo nell'Europa del 1700, quando fu ricercato e letto segretamente da re e principi, prima di essere messo all'indice per il suo carattere sovversivo. Il volume, giunto alla seconda edizione viene riproposto, dopo il grande successo di pubblico e di critica avuto in Francia.

▪️L'incipit del libro
Tutti desiderano conoscere la verità, e tuttavia pochissimi la conoscono, perché i più si credono incapaci di cercarla da soli o preferiscono non darsene la pena. Non c'è quindi da stupirsi se il mondo è pieno di opinioni ridicole e vane: per sostenerle, infatti, non c'è niente di meglio che l'ignoranza. È l'ignoranza l'unica fonte delle false idee che si hanno della divinità, dell'anima, degli spiriti e di tutti gli errori che ne derivano. Ed è una consuetudine ormai prevalsa quella di accontentarsi dei pregiudizi avuti fin dalla nascita, di affidarsi per ogni cosa a persone pagate per sostenere le opinioni tradizionalmente accettate, e quindi interessate a persuadere il popolo, che siano esse vere o false.

▪️La mia (brevissima) recensione
"Tutti gli uomini nascono profondamente ignari delle cause delle cose, e tutto quel che sanno è che una loro inclinazione naturale li porta a ricercare ciò che è loro utile e vantaggioso, e ad evitare ciò che ritengono dannoso".
Avevo già letto questo interessante libro sul Kindle; qualche giorno fa, avendolo visto esposto in una libreria, non ho esitato ad acquistarne anche la versione "cartacea".
Il Trattato dei tre impostori rappresenta il classico esempio di libro conosciuto più per l'alone di mistero che lo circonda che per il suo contenuto. Non solo smentisce le fondamenta delle tre grandi religioni monoteiste (Cristianesimo, Ebraismo ed Islam) ma, addirittura, provocatoriamente accusa i loro "esponenti" di spicco (Gesù, Mosè e Maometto) di aver edificato una vera e propria egemonia di potere a scapito della "verità".
La leggenda di questo libro imputato a Spinoza (ma non c'è certezza su questo fatto), ruota tutta attorno al suo essere un testo che circolava clandestinamente nell'Europa illuminista del 1700 e che, come si è visto, è un vero e proprio manifesto ironico di estrema ribellione.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)

"Crime 101": il thriller con Hemsworth e Berry arriva su Prime Video

Crime 101: il thriller con Hemsworth e Berry arriva su Prime Video

👉 fonte: HD Blog

Un'altra produzione di grande impatto è in arrivo su Prime Video, che dall'1° aprile vedrà l'arrivo del film intitolato Crime 101 - La strada del crimine. Parliamo di un thriller ambientato a Los Angeles, che annovera un cast di primissimo livello. Qualche nome? Chris Hemsworth e Halle Berry.
In questo film Chris Hemsworth sarà il protagonista e ricoprirà il ruolo di un ladro esperto, che proverà quello che spesso viene definito come "il colpo della vita". Maggiori dettagli nella sinossi ufficiale:
Sullo sfondo di una torrida Los Angeles sbiadita dal sole, Crime 101 - La strada del crimine racconta la storia di un abile ladro di gioielli (Chris Hemsworth) che semina il panico tra le forze dell'ordine con una serie di rapine lungo l'autostrada 101. Quando gli si presenta l'occasione di mettere a segno il colpo più importante della sua vita, la sua strada incrocia quella di una disillusa agente assicurativa (Halle Berry), arrivata a un bivio personale. Convinto di aver individuato uno schema ricorrente nelle rapine, un detective implacabile (Mark Ruffalo) gli sta dando la caccia, alzando ulteriormente la posta in gioco. A mano a mano che il giorno del colpo si avvicina, il confine tra cacciatore e preda comincia a farsi sempre più labile, e tutti e tre si trovano di fronte a scelte decisive per la loro vita, e alla consapevolezza che ormai non si può più tornare indietro.


Tratto dall'omonimo romanzo breve di Don Winslow, Crime 101 - La strada del crimine è stato scritto e diretto da Bart Layton, già noto per American Animals e L'impostore - The Imposter. Come anticipato, il cast sarà di primissimo livello e accanto a Berry e Hemsworth ci sarà anche Mark Ruffalo nei panni del detective. Ma non è tutto, poiché il cast comprende anche Barry Keoghan, Monica Barbaro, Corey Hawkins, Jennifer Jason Leigh e Nick Nolte.
La produzione porta la firma di Amazon MGM Studios.

Libri letti a marzo 2026… e quelli da leggere ad aprile!


I libri (e qualche fumetto) che ho letto e recensito a marzo:
Don Winslow: L'ultimo colpo
Massimo Raineri: Che, il rivoluzionario
Paul Gillon: La sopravvissuta
Tiziano Sclavi: Zardo
Bill Clinton e James Patterson: La presidente
Ashley Elston: La prima bugia vince
David Foster Wallace: Da una parte e dall'altra
Francesca Giannone: La portalettere
Emmanuel Carrère: I baffi

Ed i libri in lettura per aprile (ma non necessariamente in quest'ordine… e non è neanche detto che siano questi):
Graham Greene - Brighton Rock [già in lettura]
Federico Buffa e Carlo Pizzigoni - Storie mondiali. Un secolo di calcio in 10 avventure
George R.R. Martin - Il Cavaliere dei Sette Regni
Aldo Cazzullo - Francesco. Il primo italiano
Stefania Auci - L'alba dei Leoni

Dieci libri da leggere quando ci si sente soli


Dieci libri da leggere quando ci si sente soli
Non c'è niente di meglio di un libro per affrontare la solitudine, che sia attraverso una storia intrigante, una risata o uno spunto di riflessione. Ecco quindi una selezione di libri da leggere quando ci si sente soli, tra racconti introspettivi e commoventi e romanzi ironici e coinvolgenti. Consigli di lettura che, in modi differenti, hanno a che fare con la solitudine (e che ci insegnano come ascoltarla…)

👉 fonte: il Libraio

C'è una differenza sostanziale tra l'essere soli e il sentirsi soli. Nel primo caso, la solitudine può diventare un'opportunità di riflessione e di cura verso sé stessi, un momento in cui mettere in pausa il mondo per far nascere qualcosa di nuovo. Nel secondo caso, diventa un macigno, una sensazione appiccicosa e difficile da scacciare.
Tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo sentiti soli. Soli a fronteggiare il silenzio, ma anche soli in mezzo a una folla di gente. Non capiti, disorientati, intrappolati nel passato, impauriti dal futuro.
Nei momenti in cui l'assenza di qualcuno o qualcosa si fa sentire, non c'è niente di meglio di un libro per trovare compagnia. Un libro non solo può essere una via di fuga, una scintilla di luce in mezzo al buio; può essere anche uno strumento con cui uscire dal proprio stato di isolamento, aprendosi al mondo e imparando a convivere con emozioni più complesse e stratificate. Infatti, vivendo per un po' di tempo accanto a un personaggio con problemi ed emozioni simili ai nostri, possiamo capire tanto di noi stessi e degli altri.
In questa lista proponiamo alcuni libri da leggere per sentirsi meno soli, che sia attraverso una storia coinvolgente, una risata, oppure uno spunto di riflessione.
- Sally Rooney: Intermezzo (Einaudi)
- Alison Espach: La magia dei momenti no (Bollati Boringhieri)
- Pier Vittorio Tondelli: Camere separate (Bompiani)
- Gabrielle Zevin: Tomorrow, tomorrow and tomorrow (TEA)
- Kent Haruf: Le nostre anime di notte (NN Editore)
- Lisa Ridzén: Quando le gru volano a sud (Neri Pozza)
- Toshikazu Kawaguchi: Finché il caffè è caldo (Garzanti)
- Ian McEwan: Quello che possiamo sapere (Einaudi)
- Alessia Gazzola: Miss Bee e il cadavere in biblioteca (Longanesi)
-  Philip Pullman, Queste oscure materie (TEA)
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The "Handmaid's Tale" arriva su Disney+ con tutte le stagioni

The Handmaid's Tale arriva su Disney+ con tutte le stagioni

👉 fonte: HD Blog

Da aprile arriverà su Disney+ una serie TV che non è recentissima, il suo debutto è infatti avvenuto nel 2017 negli USA, ma sin dal suo arrivo ha fatto discutere. Parliamo di The Handmaid's Tale, che a partire dall'8 aprile potrà essere vista dagli abbonati a Disney+. Sarà disponibile sin da subito con tutte e sei le stagioni in un’unica soluzione.
Parliamo di una serie distopica, tra le più discusse degli ultimi anni e ispirata dall'omonimo romando di Margaret Atwood. Non a caso si è scelto di farla debuttare in coincidenza con l'arrivo de I Testamenti, la nuova serie che va a proseguire proprio dove The Handmaid’s Tale terminava.
Come anticipato, The Handmaid’s Tale è l'adattamento televisivo del libro Il racconto dell’ancella, ed è ambientato nella Repubblica di Gilead, un regime totalitario nato sulle rovine degli Stati Uniti. Al centro della vicenda c'è Difred, interpretata da Elisabeth Moss, una delle poche donne fertili costrette a vivere come ancella, che avrà il gravoso compito di garantire la sopravvivenza della classe dirigente.
Il racconto non può essere etichettato in un unico genere e si sviluppa come dramma psicologico, ma ha anche i connotati di racconto politico e sociale.
Nel corso delle sei stagioni la serie ha potuto contare su un cast di altissimo livello, tra cui figurano attori come Joseph Fiennes, Yvonne Strahovski e Bradley Whitford. La produzione, firmata MGM Television, è guidata da Bruce Miller insieme a un team di produttori esecutivi che include anche la stessa Moss. Possiamo senza ombra di dubbio affermare che The Handmaid's Tale ha avuto un forte impatto culturale, diventando un punto di riferimento nel panorama delle serie contemporanee. Vale davvero la pena vederla, se ve la siete persa.

domenica 29 marzo 2026

Freida McFadden: Una di famiglia

Freida McFadden: Una di famiglia. The Housemaid, vol. 1

Titolo originale: The Housemaid
Formato: Kindle (1.5 MB)
Pagine: 351
Editore: Newton Compton Editori (30 maggio 2023)
ASIN: B0C4D6JNSY
ISBN-13: 9788822772350

Data di acquisto: 26 marzo 2026
Letto dal 26 al 29 marzo 2026

▪️Sinossi
Freida McFadden è la nuova indiscussa regina del thriller. Oltre 10 milioni di copie vendute.
Da questo romanzo il film evento dell'anno con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried.
Anche se le porte sono chiuse, lei vede tutto…
Millie è in cerca di un lavoro per ricominciare una nuova vita. Pur non avendo referenze, riesce a farsi assumere come governante nella lussuosa villa dei Winchester. Non è esattamente il lavoro dei suoi sogni: polvere e cattivo odore invadono le stanze, e la padrona di casa, Nina, è una donna annoiata e instabile, che sembra godere nel vederla faticare dalla mattina alla sera. Però, quantomeno, Millie qui può fingere di essere un'altra e sentirsi al sicuro dalle ombre che la tormentano. Ma qualcosa non quadra in casa Winchester: la porta della sua stanza si chiude solo dall'esterno, e il giardiniere, Enzo, fa di tutto pur di metterla in guardia… ma da cosa, esattamente? Nonostante i presagi siano sempre più inquietanti, Millie deve resistere, non ha altra scelta. Quando conosce Andrew, l'affascinante marito di Nina, ha una ragione per restare e sentirsi al sicuro. Il passato non può raggiungerla. Ma Millie ancora non sa che i segreti della famiglia Winchester sono molto più pericolosi dei suoi…

▪️L'incipit del libro
Se mai uscirò da questa casa, sarà con le manette ai polsi.
Dovevo fuggire finché potevo, ma ho perso la mia occasione. Ora che i poliziotti sono qui e hanno scoperto cosa c'è al piano di sopra, non posso fare più nulla.
Tra pochi secondi mi verranno letti i miei diritti. Anzi, non so perché non l'abbiano ancora fatto. Forse sperano di estorcermi qualcosa di compromettente. Qualcosa che non dovrei dire.
Sì. Be', buona fortuna.
L'agente dai capelli neri leggermente brizzolati è seduto accanto a me sul divano di cuoio color caramello. Grosso com'è, continua a cambiare goffamente posizione. Mi ritrovo a immaginare come possa essere il divano di casa sua. Di sicuro non sarà costato una fortuna come questo. Potrebbe essere di un colore pacchiano, tipo arancione, pieno di peli di gatto e con le cuciture strappate. Chissà se anche lui sta pensando alla stessa cosa. Forse vorrebbe un divano come quello su cui è seduto adesso. O forse - cosa molto più probabile - sta pensando al cadavere che giace al piano superiore.
«Dunque, esaminiamo un'altra volta come sono andate le cose», bofonchia con il suo strascicato accento newyorkese.

▪️La mia recensione
"Perché… - Mi schiarisco la voce -. Perché la serratura della camera è all'esterno e non all'interno?".
Una di famiglia, datato 2022, è il primo libro della statunitense Freida McFadden. In questo velocissimo thriller psicologico seguiremo passo passo la giovane Mille Calloway che, una volta assunta come tata e donna delle pulizie dai coniugi Winchester, si ritrova coinvolta in una tremenda spirale di segreti personali e familiari, tradimenti, silenzi, verità taciute, violenza e… dove nulla è ciò che sembra.
I temi trattati dal romanzo sono i classici dei thriller con ambientazione domestica: la manipolazione di un coniuge sull'altro (non dico quali per non rovinarvi la lettura), la fiducia tradita e l'identità. 
La scrittura della McFadden è fatta di capitoli abbastanza brevi ma dal ritmo molto alto e colpi di scena a ripetizione. Le interazioni tra i vari personaggi sono presentate in modo tale da insinuare dubbi su chi stia realmente dicendo la verità.
Purtroppo le buone notizie si fermano qui…
Per il resto, e mi dispiace dirlo, questo romanzo non resterà tra i miei preferiti di sempre. Chiarisco meglio:
- Il fulcro del romanzo, la "famiglia perfetta" che invece nasconde crepe ed ambiguità, è un cliché già ampiamente utilizzato da tanti altri libri e film;
- La protagonista è alquanto ingenua, insicura e pure leggermente antipatica;
- Colpi di scena poco credibili e, spesso, scaturiti da coincidenze abbastanza forzate;
- Personaggi molto stereotipati e dal comportamento non sempre costante;
- Alcune scene risultano ripetitive;
- La storia, sino a tre quarti del libro, è vista attraverso il punto di vista di Millie; poi, tutto d'un tratto, il "gran finale" è visto tramite la prospettiva di Nina Winchester. Questa cosa mi ha sconcertato e non poco...
📌 Voto: 🎖️🎖️ (2 su 5)

sabato 28 marzo 2026

"L'inquilina": in arrivo il nuovo thriller di Freida McFadden


Il nuovo libro di Freida McFadden in uscita in Italia è L'inquilina, previsto per l'8 aprile 2026. Il romanzo segue Blake Porter, la cui vita viene sconvolta dopo aver affittato una stanza a una donna misteriosa, in una nuova storia ricca di segreti e suspense.

Dall'autrice del bestseller Una di famiglia
50 milioni di copie vendute nel mondo
L'autrice più venduta al mondo
Da oltre tre anni nella classifica dei bestseller
Nessun posto è come casa…
Blake Porter sta vivendo il momento migliore della sua vita: una brillante carriera, una recente promozione e un futuro tutto da costruire con la sua fidanzata, Krista. Finché, all'improvviso, tutto cambia. Accusato ingiustamente di aver danneggiato la sua azienda, Blake viene licenziato e si ritrova con una reputazione distrutta. E così, incapace di pagare il mutuo del nuovo appartamento dove vive con Krista, è costretto a trovare un modo per tirare avanti. Ed ecco che arriva Whitney. Bella, affascinante, alla mano, e in cerca di una stanza in affitto. Sembra la soluzione perfetta per Blake. O forse no. Perché qualcosa non torna. I vicini iniziano a comportarsi in modo strano. Un odore di decomposizione invade la casa, nonostante le pulizie. Rumori inquietanti lo svegliano nel cuore della notte. E Blake comincia a temere che qualcuno conosca i suoi segreti più oscuri… Il pericolo si nasconde tra le mura di casa, e quando se ne rende con-to è troppo tardi. La trappola è già scattata.

ASIN: B0GS43GTGJ
ISBN-13: 978-8822797629
Editore: Newton Compton Editori (8 aprile 2026)
Pagine: 352
Prezzo di copertina: 12,25 euro per la versione cartacea e 6,99 euro per quella digitale

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Leggi anche:

I libri più attesi di aprile 2026: 10 uscite da non perdere


I libri più attesi di aprile 2026: 10 uscite da non perdere
Dai romanzi più attesi ai thriller inquietanti, passando per storie intime e contemporanee: ecco 10 libri in uscita ad aprile 2026 da non perdere

👉 fonte: Libreriamo

Aprile è il mese in cui la narrativa torna a farsi plurale, stratificata, sorprendente. Le nuove uscite attraversano generi e sensibilità diverse, mettendo al centro storie che parlano di identità, trauma, desiderio, memoria e libertà. Accanto ai grandi ritorni della narrativa internazionale, si fanno spazio romanzi italiani intensi e necessari, capaci di raccontare il presente con uno sguardo lucido e profondamente umano.
Dalle atmosfere oscure dell'horror psicologico ai mondi del romantasy, fino alle riscritture storiche e ai romanzi di formazione, aprile 2026 si presenta come un mese ricco di letture che non si limitano a intrattenere, ma interrogano.
Le uscite di aprile dimostrano ancora una volta quanto la letteratura sia capace di attraversare il presente, restituendolo in forme diverse e spesso inattese. Dai romanzi più visionari a quelli più radicati nella realtà, ogni titolo di questa selezione offre uno sguardo unico sul mondo e sulle sue contraddizioni.
Sono storie che parlano di ciò che siamo, di ciò che abbiamo perso e di ciò che potremmo ancora diventare. E forse è proprio questo il senso più profondo della lettura: trovare nelle pagine qualcosa che ci riguarda, anche quando non ce ne accorgiamo subito.
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"Infinite": un libro abbandonato in un ostello è diventato un blockbuster con Mark Wahlberg


Infinite: un libro abbandonato in un ostello è diventato un blockbuster con Mark Wahlberg
Non capita tutti i giorni che un libro abbandonato in un ostello finisca per diventare un blockbuster sci-fi con un cast stellare. Ecco come il caso ha portato sullo schermo Infinite, diretto da Antoine Fuqua e con protagonista Mark Wahlberg

👉 fonte: Coming Soon

Il regista Antoine Fuqua, che prossimamente tornerà nelle sale con l'attesissimo biopic su Michael Jackson, è il regista di Infinite, action fantascientifico che mescola concetti soprannaturali, thriller e grandi sequenze spettacolari. Tratto dal romanzo The Reincarnationist Papers di D. Eric Maikranz, il film con protagonista Mark Wahlberg ha una storia produttiva incredibile, che ha inizio in un ostello in Nepal. E porta sullo schermo un'idea affascinante: se alcune persone potessero ricordare tutte le loro vite passate? Infinite gioca proprio su questo concetto, costruendo una storia che attraversa epoche diverse e mette in scena uno scontro tra chi vuole usare questo dono per salvare il mondo e chi, invece, desidera distruggerlo.
Tutto inizia nel 1985 a Città del Messico, con un uomo in fuga e un oggetto misterioso al centro di una caccia senza tregua. Da lì, la storia si sposta nella New York dei giorni nostri, dove conosciamo Evan McCauley (Wahlberg), un uomo tormentato da visioni e ricordi che non riesce a spiegare, tanto da essere considerato schizofrenico. La sua vita cambia quando scopre di essere un "Infinito", uno dei pochi individui in grado di reincarnarsi mantenendo memoria delle vite precedenti. Evan si ritrova così coinvolto in un conflitto secolare tra due fazioni: i Credenti, che vedono questo potere come un dono, e i Nichilisti, che lo considerano una maledizione da cancellare definitivamente.
Al centro dello scontro c'è un'arma potentissima, capace di distruggere tutta la vita sulla Terra, e proprio Evan potrebbe essere l'unico in grado di fermarla. Tra inseguimenti, combattimenti e ricordi che riaffiorano, il film costruisce un percorso in cui il protagonista deve capire chi è davvero… e chi è sempre stato. Il cast include Sophie Cookson, Chiwetel Ejiofor e Dylan O'Brien, che interpreta una versione passata del protagonista.


Infinite ha avuto una distribuzione particolare: a causa della pandemia è arrivato direttamente su Paramount+, saltando l'uscita tradizionale in sala. Una scelta che ha segnato il destino di molti blockbuster di quegli anni. Il film, si diceva, è tratto da un romanzo, ma la sua storia produttiva è quasi più interessante della trama stessa. L'autore D. Eric Maikranz, infatti, non riuscendo a trovare un agente, ha inserito nel libro una promessa di ricompensa per chiunque fosse riuscito a portarlo a Hollywood. Dopo un lungo percorso, il romanzo è stato scoperto da un assistente alla regia in un ostello in Nepal e, nel 2017, Paramount ne ha acquisito i diritti.
Tra le curiosità, alcune scene sono state girate a Highclere Castle, celebre location della serie Downton Abbey, mentre il ruolo principale era stato inizialmente pensato per Chris Evans, poi costretto a rinunciare. Wahlberg e Dylan O'Brien, invece, avevano già condiviso il set in Deepwater Horizon. Non mancano piccoli dettagli per gli appassionati: nella colonna sonora si può cogliere un effetto sonoro familiare della saga Transformers, di cui Wahlberg è stato protagonista, mentre la particolare locandina del film utilizza un intrigante effetto visivo chiamato "moiré".
Dal punto di vista critico, Infinite ha ricevuto un'accoglienza piuttosto tiepida: se le scene d'azione sono state apprezzate per spettacolarità e ritmo, molti hanno sottolineato una certa mancanza di originalità nella costruzione narrativa. Non a caso, il film ha ottenuto diverse nomination ai Razzie Awards, tra cui Peggior Film e Peggior Attore per Wahlberg. Resta comunque un titolo curioso, perfetto per un'ora e mezzo di puro intrattenimento con lo stile diretto e adrenalinico tipico del regista di Training Day.

Cinque romanzi thriller internazionali da leggere in primavera

Cinque romanzi thriller internazionali da leggere in primavera

👉 fonte: Agenda Online

La primavera è la stagione ideale per riscoprire il piacere della lettura, sfruttando la luce naturale che illumina la stanza o il crepuscolo che contribuisce a creare la giusta atmosfera per leggere un bel romanzo thriller. Di quelli carichi di tensione e colpi di scena sempre dietro l'angolo.
Negli ultimi anni alcuni autori internazionali hanno dominato le classifiche con romanzi diventati veri fenomeni editoriali, spesso discussi sui social e nelle community di lettori.
Da Stephen King a Dan Brown, passando per Freida McFadden e Gillian Flynn, pagine avvincenti che dimostrano quanto il genere thriller continui a evolversi, mescolando mistero, psicologia e intrigo.
Ecco cinque romanzi thriller imperdibili da leggere in primavera.

▪️Never Flinch. La lotteria degli innocenti di Stephen King
Stephen King continua a reinventare il thriller contemporaneo con Never Flinch. La lotteria degli innocenti, uno dei suoi romanzi più recenti, pubblicato nel 2025. Il libro riporta al centro della scena Holly Gibney, uno dei personaggi più amati creati dallo scrittore americano negli ultimi anni.
La storia prende avvio quando un misterioso individuo invia una lettera alla polizia minacciando una serie di omicidi: l'assassino promette di uccidere tredici innocenti e un colpevole, come vendetta per la morte di un uomo in carcere che ritiene vittima di un'ingiustizia. Parallelamente Holly accetta un incarico come guardia del corpo di una celebre attivista femminista minacciata da uno stalker fanatico. Le due vicende sembrano inizialmente separate, ma con il passare delle pagine si intrecciano in un puzzle inquietante.
King costruisce un thriller che alterna suspense e riflessioni sociali, esplorando temi come la radicalizzazione ideologica e la vendetta personale. L'autore dimostra ancora una volta la sua capacità di creare personaggi complessi e situazioni cariche di tensione. Holly Gibney era inizialmente un personaggio secondario nella trilogia di Mr. Mercedes, ma il successo tra i lettori ha spinto King a trasformarla in protagonista di diversi romanzi successivi.

▪️L'ultimo segreto di Dan Brown
Dopo otto anni di attesa dal precedente romanzo della saga, Dan Brown è tornato con L'ultimo segreto, pubblicato nel 2025 e ambientato nella suggestiva città di Praga. Il libro segna il ritorno del celebre professore di simbologia Robert Langdon, protagonista di thriller che hanno venduto milioni di copie nel mondo.
La storia comincia quando Langdon si trova nella capitale ceca insieme alla compagna Katherine Solomon, studiosa di scienze noetiche. Il viaggio, inizialmente pensato come una pausa tranquilla, si trasforma improvvisamente in un incubo quando la donna scompare misteriosamente dalla loro stanza d'albergo. Mentre le autorità cercano di bloccarlo, Langdon inizia una corsa contro il tempo tra castelli, passaggi sotterranei e simboli antichi, scoprendo una trama che coinvolge servizi segreti e ricerche scientifiche sulla coscienza umana.
Il romanzo mantiene tutti gli elementi che hanno reso celebre Dan Brown: enigmi da decifrare, ambientazioni storiche e un ritmo narrativo incalzante. Praga, con il suo fascino esoterico e i suoi labirinti medievali, diventa quasi un personaggio della storia.

▪️L'insegnante di Freida McFadden
Tra i thriller psicologici più discussi degli ultimi anni c'è senza dubbio L'insegnante, romanzo di Freida McFadden che ha conquistato rapidamente le classifiche internazionali. L'autrice statunitense, ormai considerata una delle nuove regine del thriller contemporaneo, costruisce ancora una volta una storia ricca di tensione, segreti e improvvisi colpi di scena.
La vicenda è ambientata in una tranquilla scuola superiore, dove Eve Bennett, insegnante di matematica apparentemente irreprensibile, conduce una vita ordinaria accanto al marito Nate, anch'egli docente nello stesso istituto. Tuttavia, dietro la facciata di normalità si nasconde una rete di tensioni e segreti. Quando una studentessa, Addie, comincia a comportarsi in modo ambiguo e a insinuare sospetti su Nate, l'equilibrio dell'ambiente scolastico si incrina rapidamente. Le voci si diffondono, le accuse diventano sempre più inquietanti e la verità sembra sfuggire continuamente.
McFadden costruisce il romanzo alternando diversi punti di vista narrativi, un espediente che permette al lettore di entrare nella mente dei personaggi e di dubitare costantemente delle loro versioni dei fatti. Il risultato è un thriller psicologico teso e imprevedibile, in cui ogni capitolo aggiunge nuovi elementi alla vicenda fino a un finale sorprendente.

▪️L'amore bugiardo di Gillian Flynn
Quando si parla di thriller psicologico contemporaneo, è impossibile non citare Gillian Flynn. Il suo romanzo L'amore bugiardo è diventato un caso editoriale internazionale e continua a essere uno dei libri più letti e discussi del genere.
La storia è incentrata su Nick e Amy, una coppia apparentemente perfetta che si conosce a una festa e si innamora immediatamente. Dopo il matrimonio si trasferiscono nel Missouri, ma la loro relazione comincia lentamente a incrinarsi. Il giorno del quinto anniversario di nozze, Amy scompare misteriosamente e tutti gli indizi sembrano puntare proprio su Nick.
Il romanzo alterna due punti di vista narrativi, creando una tensione psicologica crescente e un gioco continuo tra verità e menzogna. Flynn esplora i lati più oscuri delle relazioni di coppia, mostrando come l'immagine pubblica di un matrimonio possa nascondere manipolazioni e segreti profondi.
Il libro è stato adattato in un film di grande successo L'amore bugiardo - Gone Girl diretto da David Fincher interpretato da Ben Affleck e Rosamund Pike, contribuendo a consolidare il fenomeno mondiale del romanzo.

▪️Il collezionista di James Patterson
James Patterson è uno degli autori più prolifici e letti nel panorama del thriller internazionale. Tra le sue opere più celebri ci sono i romanzi dedicati al detective Alex Cross, protagonista di indagini serrate e ad alto tasso di suspense.
Il collezionista è uno dei titoli più noti della serie e racconta una storia che mescola poliziesco e thriller psicologico. Quando una serie di rapimenti sconvolge prima la costa orientale degli Stati Uniti e poi anche Los Angeles, il detective Cross si trova ad affrontare un criminale particolarmente intelligente e ossessionato dal controllo sulle proprie vittime. L'assassino, soprannominato "il collezionista", rapisce donne giovani e brillanti, tenendole prigioniere come se fossero oggetti preziosi.
L'indagine diventa una corsa contro il tempo per salvare le vittime e smascherare un killer capace di manipolare chiunque gli stia intorno. Patterson utilizza uno stile rapido e cinematografico, fatto di capitoli brevi e continui cliffhanger, che rendono il romanzo estremamente scorrevole.
James Patterson è considerato uno degli autori più venduti al mondo e ha scritto decine di thriller con protagonisti diversi, molti dei quali sono stati adattati per il cinema e la televisione.

venerdì 27 marzo 2026

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 15 al 22 marzo 2026 (Fonte: TuttoLibri del 27 marzo 2026):

1. Maurizio de Giovanni - Figli per i Bastardi di Pizzofalcone. I Bastardi di Pizzofalcone, vol. 13
2. Niccolò Ammaniti - Il custode
3. Rachel Reid - Heated Rivalry
4. Pera Toons - Il gioco delle risate
5. Felicia Kingsley - Mezzanotte a Parigi
6. A.V. - Kpop Demon Hunters. Per i fan! Libro ufficiale
7. Stefania Auci - L'alba dei Leoni
8. Giovanna Mantegazza e Donata Montanari - Io e il mio papà. Ediz. a colori
9. Luca Bianchini - Le ragazze di Tunisi
10. Marco Malvaldi - L'uomo vestito di arancione. Sei casi al BarLume

Un altro possibile: 100 anni di fantascienza


Un altro possibile: 100 anni di fantascienza
Nel marzo del 1926 usciva il primo numero di Amazing Stories e veniva coniato il termine "sciencefiction". Che, tra letteratura e cinema, sarebbe diventato un viaggio bellissimo

👉 fonte: Rolling Stone

Per Boris Vian era la resurrezione della poesia epica, la vera mistica del nostro tempo. Philip K. Dick ne parlava come fosse una bugia: «Mi spiace, noi scrittori di fantascienza non possiamo parlare di scienza, le nostre conoscenze sono limitate e non ufficiali, e di solito la nostra finzione è terribile». O forse la vera bugia era parlarne come se lo fosse. Lei, la sci-fi, onesta oppure no porta il suo secolo d'età con disinvoltura, e per vantare questa salute deve in ogni caso aver trovato il modo perfetto di stare al mondo. Ai mondi.
Usciva cento anni fa il primo numero della rivista Amazing Stories: fondata a marzo del 1926, e nelle edicole americane ai primi di aprile. Il termine scientifiction si deve al suo editore, Hugo Gernsback: un neologismo dalla fortuna evidentemente immediata. Quella di un secolo fa come nascita della fantascienza moderna è una data convenzionale, si è detto spesso, anche a ragione. Non è esattamente così, non del tutto. È piuttosto la linea di demarcazione dopo la quale la sci-fi si è data un'appartenenza, una e infinite identità, un implicito statuto. Un nome. E quando sei fatto di aria e di spazi, di sogni, fantasia e paura, della forma attendibile di una bugia, quando insomma devi farti credere, la presentazione è tutto. E il nome ancora di più.
La storia secolare della fantascienza moderna è la storia di un altro possibile. Spesso inquietante. Certamente simbolico, probabilmente probabile, in ogni caso plausibile. Dopo una guerra mondiale combattuta a baionette e mitragliatrici, ancora di lì a venire un'altra finita in quel modo lì, nel 1926 la stessa idea di bomba atomica doveva sembrare fantascienza. In seguito l'olocausto nucleare ha rappresentato, e continua a rappresentare, un filone sci-fi fondamentale tra letteratura e cinema. Fantascienza pure quella. Ça va sans dire.
Oh, le innumerevoli volte che l'uomo ha detto che la fantascienza lo aveva detto. Perché se è sempre stata una bugia, è stata una bugia ben fatta. E come tutte quelle ben fatte, frutto maturo dello spirito di osservazione e di giuste dosi di fantasia e realtà. Del genio, fondamentalmente. E del genio a questo mondo non esiste definizione più pertinente di quella data dal vecchio Rambaldo Melandri, e sempre valida: «Fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione». Meglio se velocità della luce.
A proposito di luce e velocità: l'ultima volta che la fantascienza ce l'aveva detto, è stata avantieri. Era l'aprile del 2019, gli scienziati dell'Event Horizon Telescope avevano reso nota la prima immagine di un buco nero supermassivo, al centro della galassia Messier 87, cinquantacinque milioni di anni luce da noi. E il suo orizzonte degli eventi appariva pressoché identico a come era stato rappresentato cinque anni prima dal "visionario" Interstellar. Una pietra miliare, fin da subito, del fondamento scientifico applicato alla fantascienza. Della scienza di Interstellar (sotto la consulenza del fisico teorico Kip Thorne, premio Nobel tre anni dopo) si è detto e scritto moltissimo, e molto meglio di quanto potremmo farlo qui.
Era una nuova primavera del genere sci-fi al cinema, con esiti superlativi e di un'eleganza e spessore dimenticati: un anno prima Gravity, un anno dopo Arrival, nel mezzo il capolavoro di Christopher Nolan che per molti osava sfidare il primato inarrivabile di 2001: Odissea nello spazio. In quel caso il 2001 è arrivato da un pezzo, e ci ha deluso non poco. Siamo stati nel 2019 di Blade Runner, non abbiamo visto gli androidi e le pecore elettriche che diceva Philip K. Dick. Una pandemia planetaria, quella sì. Oggi siamo esattamente dentro il 2026 della Metropolis di Fritz Lang, e staremo un po' a vedere. In ogni caso non l'abbiamo persa, la voglia di stare a vedere, di sognare, lasciarci (tele)trasportare e magari esorcizzare un po' di paure.
Quanto alle affinità elettive con la poesia, anche Coleridge parlò del sense of wonder della sci-fi e di quella stessa «volontaria e momentanea sospensione dell'incredulità che costituisce la fede poetica». E poi la politica, la spiritualità, il piglio esplorativo delle space opera, la finezza semiotica delle ucronie così familiari e così capaci di parlare la stessa lingua dei nostri tempi: per lei non c'è un numero finito per le dimensioni conosciute. Per un secolo, la fantascienza moderna è stata il genere dei generi, lo sconfinato spettro di una tavolozza multiforme: l'ironia di Kurt Vonnegut e Douglas Adams, l'acume sociologico e trasversale di Ray Bradbury, le relazioni complicate con la robotica e l'AI di Arthur C. Clarke e Isaac Asimov, i terrori post-apocalittici di Richard Matheson e Cormac McCarthy. Esattamente come le stelle, riferimenti per andare oltre: tra l'uno e l'altro, una galassia di mezzo di sfumature, influenze e contaminazioni che continuano a fare della fantascienza l'infinito genere dell’infinito.
Un inganno verissimo, in fin dei conti: il trucco più plausibile e più spettacolare di tutti, il gioco dell'infinità per tornare in fondo al punto di partenza. Storie amazing, ma la meraviglia è sempre stata l'uomo: oggetto di studio di una scientifiction "inventata" nel 1926, ma anche prima di allora connaturata da sempre alla creatura di Dio e della materia. Andata così lontana da noi per tornare a noi, e parlarci fondamentalmente di noi. Non dei mondi, ma di chi abita questo. Non gli universi ma l'essere umano: tutte le sue forme fisiche e, tutte le declinazioni (im)possibili, le vite parallele e le realtà anche. C'è un'altra frase di Philip K. Dick. L'aveva pronunciata in una conferenza a Metz, ed è diventata l'intestazione della sua biografia-romanzo, Io sono vivo, voi siete morti di Emmanuel Carrère: «Molti sostengono di ricordare una vita passata. Io sostengo di ricordare un'altra, diversissima, vita presente».

giovedì 26 marzo 2026

Benvenuti nell'oscurità…


Ogni spazio narrativo evolve, e anche La Stanza di Antonio sente il bisogno di seguire la propria natura più autentica. Dopo mesi di letture, recensioni e riflessioni, ho deciso di imboccare una strada più definita, più affilata, più… da brividi!
Da oggi, perciò, questo blog darà quasi esclusivamente spazio a thriller, horror, noir e gialli: i generi che più mi appassionano, che (letteralmente) mi tengono sveglio la notte, che (metaforicamente parlando) mi fanno voltare pagina con il cuore in gola. Saranno loro il centro della mia attenzione, il cuore pulsante dei contenuti futuri.
Sia chiaro: gli altri generi letterari non scompariranno del tutto, ma avranno un ruolo più contenuto. Continuerò sia ad informarvi sulle novità editoriali, che a parlarne quando una storia saprà sorprendermi davvero o… quando un autore meriterà un riflettore speciale. Ma la direzione principale è questa: chiara e dichiarata!

✒️ Volete contribuire?
Se amate leggere e volete condividere le vostre recensioni (che siano thriller, horror, gialli o anche di altri generi), potete inviarle seguendo questo link. Troveranno spazio tra le mie pagine.
Questo cambiamento non è una chiusura, ma un modo per essere più sinceri, più riconoscibili, più appassionati. Chi resta, lo fa perché ama le storie che graffiano. Ed io non vedo l'ora di raccontarle…
Ah, e non dimenticate di iscrivervi al mio canale Whatsapp.

Emmanuel Carrère: I baffi


Emmanuel Carrère: I baffi

Titolo originale: La moustache
Formato: Kindle (1.1 MB)
Pagine: 141
Editore: Adelphi (27 febbraio 2020)
ASIN: B084ZR84KC
ISBN-13: 9788845982217

Data di acquisto: 6 settembre 2024
Letto dal 25 al 26 marzo 2026

▪️Sinossi
È quasi un capriccio, uno scherzo, quello di tagliarsi i baffi, da parte del protagonista di questo inquietante romanzo. Ma ci sono scherzi (Milan Kundera insegna) che possono avere conseguenze anche molto gravi. Il nostro non più baffuto eroe si troverà infatti proiettato di colpo, lui che voleva solo fare una sorpresa alla moglie, in un universo da incubo: perché tutti quelli che lo conoscono da anni, e la mo­glie per prima, affermano di non averli mai visti, quei baffi, e che dunque nella sua faccia niente è cambiato. Il mondo co­mincia allora ad apparirgli «fuor di squa­dra», e il confine tra la realtà e la sua immaginazione sempre più sfumato. Del­le due l'una: o è pazzo, o è vittima di un mostruoso complotto, ordito dalla moglie con la complicità di amici e colleghi, per convincerlo che è pazzo. Non gli resta che fuggire, il più lontano possibile. Ma ser­virà? O non è altro, la fuga stessa, che il punto di non ritorno? Per nessun lettore sarà facile ripensare a questo libro (in cui ritroviamo le atmosfere visionarie e paranoiche di quel Philip K. Dick sul quale Emmanuel Carrère ha scritto con illuminante finezza) senza un brivido di turba­mento.

▪️L'incipit del libro
«Che ne diresti se mi tagliassi i baffi?».
Agnès, che sfogliava una rivista sul divano, diede in una risata leggera, poi rispose: «Sarebbe una buona idea».
Lui sorrise. Sulla superficie dell'acqua, nella vasca dove indugiava, galleggiavano isolotti di schiuma disseminati di peletti neri. La barba gli cresceva ispida, costringendolo, se non voleva, la sera, ritrovarsi con il mento blu, a radersi due volte al giorno. Al risveglio sbrigava l'incombenza davanti allo specchio del lavandino, prima di farsi la doccia, ed era una semplice sequenza di gesti meccanici, priva di qualunque solennità. La sera, invece, quella corvée diventava un momento di relax che organizzava con cura, premurandosi di riempire la vasca incassata con il telefono della doccia perché il vapore non appannasse gli specchi che la circondavano, posando un bicchiere a portata di mano, quindi spalmandosi lungamente la schiuma sul mento, passando e ripassando il rasoio, attento a non toccare i baffi che dopo pareggiava con le forbici. Che dovesse o meno uscire e fare bella impressione, quel rito vespertino aveva il suo posto nell'equilibro della giornata, così come l'unica sigaretta che, da quando aveva smesso di fumare, si concedeva dopo pranzo. Il tranquillo piacere che ne ricavava era rimasto invariato dalla fine della sua adolescenza, la vita professionale l'aveva persino accresciuto e quando Agnès canzonava affettuosamente la sacralità di quelle sedute di rasatura lui ribatteva che in effetti era il suo esercizio zen, l'unico spazio di meditazione destinato alla conoscenza di sé e del mondo spirituale che gli lasciavano le sue futili ma impegnative attività di giovane quadro dinamico. Performante, lo correggeva Agnès, con ironica tenerezza.
Adesso aveva finito. Con gli occhi semichiusi, tutti i muscoli a riposo, si studiava la faccia allo specchio, divertendosi a esagerarne l'espressione di umida beatitudine e poi, cambiando a vista, di efficiente e determinata virilità. Un resto di schiuma gli era rimasto appiccicato all'angolo dei baffi. Aveva accennato all'ipotesi di raderli solo per scherzare, come a volte accennava a quella di tagliarsi i capelli cortissimi - li portava di media lunghezza, buttati all'indietro. «Cortissimi? Che orrore» protestava immancabilmente Agnès. «Con i baffi e il giubbotto di cuoio avresti l'aria di un finocchio».
«Potrei tagliarmi anche i baffi».
«A me con i baffi mi piaci» concludeva lei. A dire il vero, non l'aveva mai visto senza. Erano sposati da cinque anni.

▪️La mia recensione
"Lei disse che a prima vista tutto ciò sembrava impossibile, però forse capitava, a volte. Ma a chi? A nessuno, non conoscevano nessuno, non avevano sentito parlare di nessuno a cui fosse accaduto di credere di avere i baffi e non averli. Oppure, corresse, di credere che l'uomo che amiamo non li abbia quando invece li ha. No, non ne avevano mai sentito parlare. Ma non era follia, non erano pazzi, probabilmente si trattava di uno stato passeggero, una specie di allucinazione, forse l'inizio di un esaurimento nervoso".
In questo breve romanzo datato 1986, quasi un racconto lungo, Emmanuel Carrère prende un particolare quasi insignificante e ne fa una lenta discesa nella fragilità della mente umana. In poche pagine, infatti, il grande scrittore francese riesce a scrivere un horror in piena regola: pur non essendoci violenza, killer vari o colpi di scena finali, qui è tutto un crescendo di tensione psicologica sino all'assurdo gran finale. Il protagonista, appunto, dopo aver tagliato i baffi che ha portato per una decina d'anni, si aspetterebbe che l'adorata moglie, gli amici, i colleghi ed il mondo che lo circonda notino la differenza tra il prima ed il dopo la "pogonotomia", invece… niente! E quando lui chiede spiegazioni, si sente rispondere che lui non ha mai avuto i baffi! Da qui in poi parte tutto un vortice di situazioni assurde e disturbanti (una su tutte: tutte le foto che ha in casa lo ritraggono con i baffi) e dubbi esistenziali del protagonista su come lo vede la società che lo circonda e, in seconda battuta, su come lui ora percepisce il mondo: arriverà a chiedersi se quel che gli sta succedendo stia avvenendo realmente o e lui che sta diventando pazzo...
Carrère non dà spiegazioni (naturali o paranormali che siano) e non prende una posizione netta, ma lascia libero il lettore di farsi una sua idea. La sua scrittura è chiara, sintetica e molto "pirandelliana"; ogni volta che giri la pagina ti avvicini sempre di più al punto in cui il rito quotidiano della rasatura diventa una inquietante paranoia. Con l'irrazionale finale che, da solo, vale il prezzo del biglietto.
Un romanzo, perciò, adatto a chi ama le atmosfere thriller ed horror (anche se, come detto, questo libro è un'anomalia in questi due generi letterali).
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

martedì 24 marzo 2026

Francesca Giannone: La portalettere


Francesca Giannone: La portalettere

Formato: copertina flessibile
Pagine: 416
Editore: Casa Editrice Nord (10 gennaio 2023)
ISBN-13: 9788842934844

Data di acquisto: 17 marzo 2026
Letto dal 18 al 24 marzo 2026

▪️Sinossi
Italia, anni '30.
Un paesino del Sud. Una donna del Nord.
Un incontro che cambierà entrambi.
Salento, giugno 1934. A Lizzanello, un paesino di poche migliaia di anime, una corriera si ferma nella piazza principale. Ne scende una coppia: lui, Carlo, è un figlio del Sud, ed è felice di essere tornato a casa; lei, Anna, sua moglie, è bella come una statua greca, ma triste e preoccupata: quale vita la attende in quella terra sconosciuta? Persino a trent'anni da quel giorno, Anna rimarrà per tutti «la forestiera», quella venuta dal Nord, quella diversa, che non va in chiesa, che dice sempre quello che pensa. E Anna, fiera e spigolosa, non si piegherà mai alle leggi non scritte che imprigionano le donne del Sud. Ci riuscirà anche grazie all'amore che la lega al marito, un amore la cui forza sarà dolorosamente chiara al fratello maggiore di Carlo, Antonio, che si è innamorato di Anna nell'istante in cui l'ha vista. Poi, nel 1935, Anna fa qualcosa di davvero rivoluzionario: si presenta a un concorso delle Poste, lo vince e diventa la prima portalettere di Lizzanello. La notizia fa storcere il naso alle donne e suscita risatine di scherno negli uomini. «Non durerà», maligna qualcuno. E invece, per oltre vent'anni, Anna diventerà il filo invisibile che unisce gli abitanti del paese. Prima a piedi e poi in bicicletta, consegnerà le lettere dei ragazzi al fronte, le cartoline degli emigranti, le missive degli amanti segreti. Senza volerlo, ma soprattutto senza che il paese lo voglia, la portalettere cambierà molte cose, a Lizzanello. Quella di Anna è la storia di una donna che ha voluto vivere la propria vita senza condizionamenti, ma è anche la storia della famiglia Greco e di Lizzanello, dagli anni '30 fino agli anni '50, passando per una guerra mondiale e per le istanze femministe. Ed è la storia di due fratelli inseparabili, destinati ad amare la stessa donna.

▪️L'incipit del libro
Lizzanello (Lecce)
«È morta la portalettere»!
La notizia si diffuse come un lampo lungo ogni strada e vicolo del paese.
«Figurati se quella è schiattata davvero», commentò donna Carmela, facendo capolino dalla porta con aria assonnata. L'alone nerastro del mascara del giorno prima le si era tutto addensato nelle pieghe sotto gli occhi.
«Pace all'anima sua», replicò la dirimpettaia in vestaglia, e si fece il segno della croce.
«Lo dicevano, che non stava bene», s'intromise un'altra dal balcone. «Non la si vedeva in giro da un pezzo».
«I bronchi, ho sentito», puntualizzò un donnone che stava spazzando l'uscio di casa.
«C'aveva la malattia dei portalettere», spiegò quella dal balcone. «Ferruccio, vi ricordate? Pure lui morì giovane».
Donna Carmela fece una smorfia. «Vado a stirare il vestito delle feste», disse. E rientrò.
In una casa non troppo distante, dove finiva il centro abitato e cominciava la distesa di ulivi, Giovanna se ne stava seduta al tavolo della cucina e versava lacrime su una cartolina datata 22 maggio 1936. La piegò in due, la infilò nell'incavo dei seni e uscì.

▪️La mia recensione
"Era convinta che l'amore non avesse bisogno di troppe stanze né di camere da chiudere a chiave: i primi anni di matrimonio li avevano trascorsi in un appartamento di tre locali e coi soffitti bassi, eppure erano stati felici, oh, se lo erano stati. Lo spazio fisico, quand'è troppo, aumenta anche la distanza tra i cuori: 'quando mai le principesse vivono felici nei castelli?' pensò".
Non è il mio genere, eppure La portalettere mi ha letteralmente rapito fin da subito. Si tratta di un romanzo storico e saga familiare che affronta i temi della memoria, dell'emancipazione femminile e della società del Sud Italia (nella fattispecie, del Salento) tra gli anni '30 ed i primissimi '60 del secolo scorso. Molto bello e toccante il breve cameo del mio paese (Salice Salentino) durante il bombardamento nel giorno della Fiera del 1943.
Fulcro del libro è Anna Allavena, genovese di nascita che, una volta arrivata a Lizzanello (in provincia di Lecce) al seguito del marito, sfida le norme sociali, culturali e l'arretratezza del profondo Sud dell'epoca. Per tutti sarà sempre "la forestiera" ma, allo stesso tempo, tra tensioni, segreti familiari e straordinari gesti di altruismo, diventerà il punto di riferimento, per la sua famiglia e per il paese intero.
"La forestiera", quindi, non si piegherà e non si adeguerà mai alle leggi non scritte del potere patriarcale tipico del Meridione: dirà sempre ciò che pensa e farà sempre ciò che vuole.
Molto belle le descrizioni della provincia leccese di quegli anni: la campagna salentina, insieme ai suoi simboli per eccellenza (olio e vino), non si limita a fare da sfondo alla storia di Anna, ma diventa quasi il cuore pulsante del libro stesso.
La scrittura di Francesca Giannone è molto scorrevole ed emozionante, il ritmo è sempre alto ed i dialoghi molto realistici. La spettacolare figura di Anna (una donna realmente esistita) è descritta con un carattere molto forte, determinato, dalla mente aperta e molto "avanti" per il suo tempo.
📌 Voto: 🏅🏅🏅🏅🏅 (5 su 5)

Perché questi 10 libri di Stephen King sono il modo migliore per scoprire (o riscoprire) il maestro dell'horror


Perché questi 10 libri di Stephen King sono il modo migliore per scoprire (o riscoprire) il maestro dell'horror
Ne ha scritti tanti, abbiamo scelto quelli da cui partire per adorarli tutti: una selezione curata dei nostri libri preferiti di Stephen King

👉 fonte: Wired

C'è un solo re dell'horror, e il suo nome è Stephen King. Un autore di romanzi così prolifico da avere firmato più di 67 libri nell'arco di oltre 50 anni di carriera. Capolavori divenuti classici del genere, ispiratori di innumerevoli film e trasposizioni in vari medium, in grado di imporsi nella cultura pop con immagini di clown assassini, mariti impazziti che brandiscono asce, influenze letali che spazzano via la civiltà.
Chi voglia avvicinarsi all'opera di King ha solo l'imbarazzo della scelta. Per aiutare a compiere i primi passi nell'universo kinghiano, abbiamo selezionato 10 tra i suoi migliori libri, avendo cura di spaziare dai primi, imperdibili capolavori che ne hanno definito la carriera, alle più recenti digressioni nel mondo dei thriller; includendo antologie e romanzi-fiume, ma anche un illuminante saggio autobiografico per scoprire il processo creativo e la vita dell'autore.
Una nota prima di lasciarvi alla lettura: i fan di lunga data noteranno subito una grande assenza, quella della saga della Torre Nera; ma sarebbe impossibile consigliare un singolo libro di quello che è un ciclo composto da 7 romanzi principali, vari racconti e spin-off a fumetti (per non parlare dei personaggi e delle easter egg che compaiono in quasi tutti gli altri romanzi di King).
Gli altri consigli per gli appassionati di lettura invece sono tutti nella nostra sezione dedicata: dai migliori saggi e libri degli ultimi giorni a quelli degli ultimi mesi e anni.

▪️IT
Cominciamo da qui: il romanzo-fiume di uno Stephen King nel pieno della sua forza creativa. Una storia che riunisce gli aspetti migliori della narrativa kinghiana e non li condensa, ma li espande su due linee temporali tra passato e presente: la storia di formazione, coraggio e amore dei ragazzini "perdenti" di Derry; la raffigurazione di una vita di periferia che nasconde al tempo stesso piccole meschinità e malvagità indicibili sotto un'apparenza sonnolenta; e ovviamente l'orrore puro che vive nelle fogne della città e assume, spesso e volentieri, l'aspetto del clown Pennywise. Continuando a terrorizzare generazioni di ragazzi… e di lettori.

L'ombra dello scorpione è un libro con due anime. La prima è una perfetta storia di fantascienza apocalittica, con tutto il gusto morboso della narrazione di un virus letale che sfugge al contenimento di un laboratorio, gli sforzi vani per contenerlo, e le vicende (e la morte) di un ampio cast di personaggi mentre la civiltà collassa. Non vi basta? Benissimo: mettiamoci la seconda anima, la storia di una battaglia tra le forze del bene, guidate dall'anziana e fragile Abagail Freemantle, e quelle del male, capitanate dal misterioso essere noto solo come Randall Flagg, l'uomo che cammina, che fa capolino in tanti altri libri di King.

▪️Misery
Ammettiamolo: Annie Wilkes è più terrificante di Pennywise. Perché, a differenza del clown assassino, la folle infermiera potrebbe esistere davvero. Ancor più oggi, in un mondo di fan e follower pronti a scagliarsi contro i propri autori preferiti al minimo passo falso. Paul Sheldon è l'autore di una fortunata serie di romanzi rosa che ha come protagonista l'eroina Misery. Un giorno resta coinvolto in un incidente automobilistico in cui troverebbe la morte se non fosse salvato proprio da Wilkes, la sua fan numero uno. L'infermiera si prende cura amorevolmente di Sheldon. Al passare dei giorni, però, quest'ultimo realizza di essere prigioniero di una donna instabile e pericolosa, pronta a torturarlo pur di leggere una nuova storia della sua eroina preferita. Quello che ne consegue è una discesa nella follia e nella disperazione, immortalata anche dall'eccelsa interpretazione di Kathy Bates nell'omonimo film degli anni '90.

Tra i tanti orrori scritti, ideati e sviscerati da Stephen King, quello descritto in Pet Semetary riesce a spiccare per crudeltà e assenza totale di qualsiasi speranza. Lo stesso King lo definisce come il libro che lo spaventa di più tra tutti quelli che ha scritto. Tutto ha inizio quando il gatto di famiglia di Louis Creed viene investito e ucciso da un camion. Sepolto in un vecchio cimitero indiano, il gatto ritorna in vita, ma c'è qualcosa che non va nel suo modo di comportarsi (e nel suo odore…). Mesi dopo, il figlio di due anni di Louis, Gage, resta vittima di un incidente simile. E la disperazione spinge Louis a prendere una decisione poco saggia.

Uno dei titoli più famosi di Stephen King deve in parte la sua fama al (giustamente) celebrato film di Stanley Kubrick. Nel romanzo, l'allora giovane King riesce a intrappolare tutti i propri demoni: la dipendenza dalle droghe, il terrore di perdere la ragione e di far male alla famiglia. Sono questi i demoni che infestano l'Overlook Hotel, portando alla follia il custode Jack Torrance durante un lungo e gelido inverno che non si concluderà prima di una splendida festa di morte.

▪️Carrie
La storia della giovane Carrie, repressa dalla madre ultra-religiosa e tormentata dalle compagne di classe, segna il primo passo nell'ascesa di King all'olimpo dell'horror statunitense. Il suo romanzo d'esordio resta uno dei migliori, il punto perfetto per iniziare a leggere e apprezzare l'universo e l'immaginario kinghiano, a cominciare dalla capacità di tratteggiare personaggi meschini che, nelle pieghe dei suburb americani, sfogano le proprie frustrazioni sui deboli e sugli innocenti. Sino a una clamorosa esplosione di revanche sovrannaturale.

▪️22/11/63
C'è chi ritiene che 11/22/63 sia l'ultimo vero capolavoro di King. Di certo questa storia di fantascienza basata su viaggi nel tempo ha un fascino innegabile fondato su due fattori principali: l'ambientazione di un'America di fine anni '50, e l'indulgente tentazione di cambiare la storia in meglio e chiedersi "cosa sarebbe successo se…?". Succede a Jake Epping, professore d'inglese che scopre, nel retrobottega di un piccolo ristorante, una porta che permette di viaggiare a ritroso nel tempo, sino al 1958. Una serie di tentativi di cambiare in meglio il presente lo spinge a prendere una decisione temeraria: cercherà di prevenire l'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, e tutto ciò che ne è derivato, dalla guerra in Vietnam alla morte di Martin Luther King. Ma cambiare il passato non è semplice, e non è detto che le conseguenze siano interamente prevedibili.

King ha spesso flirtato con i thriller, ma è con Mr. Mercedes che inizia la sua prima, vera serie crime con personaggi ricorrenti. Qui facciamo per la prima volta conoscenza con Holly Gibney, destinata a diventare una detective privata nei libri successivi della serie, ma per ora semplice parente di una vittima di un serial killer, presa sotto l'ala di mentore dell'anziano detective Bill Hodges. Insieme, i due danno la caccia al folle omicida che si firma lasciando un'emoticon sul luogo del delitto.

Per scoprire lo Stephen King autore non c'è libro migliore della sua autobiografia; un libro che è anche un saggio sulla scrittura, sul processo creativo e sul segreto per trasporre in parole gli orrori indicibili dell'animo umano. King si racconta e racconta la propria arte, dagli inizi della carriera sino all'incontro ravvicinato con la morte nell'incidente stradale che lo ha coinvolto nel 1999.

▪️Scheletri
A intervalli regolari lungo tutta la sua carriera, King ha coltivato il vizio di pubblicare raccolte di racconti che sono condensati delle sue idee più brillanti; spesso precursori di romanzi più lunghi dedicati a temi analoghi. Difficile scegliere la raccolta migliore; in Stagioni diverse, ad esempio, ci sono i racconti che hanno ispirato i film Le ali della libertà e Stand by me. Tuttavia, Scheletri si merita un posto in qualsiasi libreria degli appassionati di King per un motivo molto semplice. Tra i tanti piccoli gioielli di questa antologia (inclusa la storia breve La scimmia) c'è anche The Jaunt, Il viaggio, racconto di weird sci-fi che descrive un teletrasporto che va molto, molto male. Resterà impresso nella vostra memoria, nel bene o nel male.

"Gli anni in bianco e nero": dal 26 maggio il nuovo libro di Francesca Giannone


Gli anni in bianco e nero: dal 26 maggio il nuovo libro di Francesca Giannone
"Una storia di donne alla ricerca del proprio destino in un'Italia che guarda al futuro con occhi nuovi…". Quattro ragazze, quattro sorelle, nel Salento degli anni '60: in arrivo Gli anni in bianco e nero, il terzo libro di Francesca Giannone, dopo i bestseller dei romanzi La portalettere e Domani, domani. La trama e i particolari

👉 fonte: il Libraio

Autrice di bestseller come La portalettere e Domani, domani, Francesca Giannone il 26 maggio torna in libreria per Nord con il suo nuovo libro, il romanzo Gli anni in bianco e nero, edito come sempre da Nord e presentato come "una storia di donne alla ricerca del proprio destino in un'Italia che guarda al futuro con occhi nuovi", "una storia di sogni ostinati che, piano piano, accendono di colore le loro vite".
Parliamo di un'autrice da oltre 800mila copie (del resto, l'esordio di Giannone, La portalettere, tradotto in 44 Paesi, è stato il romanzo più venduto del 2023, e ha vinto il Premio Bancarella e il Premio Amo Questo Libro, mentre il successivo Domani, domani è stato tra i più letti nel 2024).
Al centro della trama di Gli anni in bianco e nero, libro che porta nel Salento degli anni '60, troviamo Maria, Giovanna, Ada e Mimì: quattro ragazze, quattro sorelle.
Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell'ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nella Puglia di quel periodo, come nel resto d'Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa.
Così, mentre tutt'intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto.
Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un'impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio "normale" eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. "Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori".
L'autrice salentina, laureata in Scienze della Comunicazione, ha studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. A Bologna ha curato la catalogazione dei trentamila volumi dell'Associazione Luigi Bernardi, frequentando il corso biennale di scrittura della Bottega di Narrazione Finzioni.
"Ho sentito dire che ogni storia è il racconto di qualcuno che arriva in un posto o di qualcuno che se ne allontana. Non so se è vero, o perlomeno se lo è sempre. Ho la sensazione che certi racconti comincino e finiscano con chi resta. Tutti gli avvenimenti che mi hanno portato qui, ora, al binario numero tre, narrano di una storia iniziata con quattro ragazze che erano sempre state lì, in un mondo in bianco e nero".

lunedì 23 marzo 2026

Hachette ha cancellato l'uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l'autrice l'ha scritto usando l'AI


Hachette ha cancellato l'uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l'autrice l'ha scritto usando l'AI

👉 fonte: Rivista Studio

Una delle più importanti case editrici degli Stati Uniti, l'Hachette Book Group, è stata costretta a ritirare Shy Girl, un romanzo horror molto atteso a causa di numerose accuse circolate online secondo cui l'autrice lo avrebbe scritto facendo ampio uso dell'AI. L'autrice Mia Ballard si è subito difesa sostenendo che effettivamente l'AI è stata usata nella stesura del manoscritto, ma non da lei: il furbetto sarebbe un suo conoscente, da lei ingaggiato per revisionare la versione autopubblicata (nel 2025) del romanzo in vista della pubblicazione con il nuovo editore (Hachette, appunto).
Nonostante la difesa dell'autrice, la casa editrice Hachette ha dichiarato al New York Times che la collana Orbit (di proprietà del gruppo) ha deciso di non pubblicare Shy Girl, che sarebbe dovuto uscire negli Stati Uniti questa primavera, dopo aver condotto una revisione approfondita del testo. Hachette ha affermato che interromperà la vendita del libro anche nel Regno Unito, dove è stato pubblicato lo scorso autunno e ha venduto 1.800 copie cartacee. La prima versione di Shy Girl è uscita (autopubblicata) su internet a febbraio 2025. Il romanzo ha subito ricevuto recensioni entusiastiche, ottenendo più di 4.900 valutazioni su Goodreads, con una media di 3,5 stelle (a questo punto viene spontaneo chiedersi quante di queste fossero state scritte da bot). Tuttavia, la situazione è cambiata quando un numero crescente di lettori ha iniziato a segnalare come il romanzo sembrasse in tutto e per tutto il prodotto di un prompt immesso in una AI nemmeno tanto brava a scrivere fiction, criticando aspramente il libro per le metafore generiche, i periodi confusi e le frasi ripetitive. C'è stato anche chi ha notato come la copertina stessa sembri una versione rimasticata dall'AI di un'altra copertina, operazione nella quale, ovviamente, all'autore dell'illustrazione originale non è stato chiesto nessun consenso né gli è stato dato alcun compenso.
Sebbene Hachette abbia mantenuto la linea dura contro i testi e le immagini generati dall'intelligenza artificiale, richiedendo agli autori di provare l'originalità delle loro opere al momento della firma del contratto con l'editore, il caso Shy Girl mette tutti gli addetti ai lavori, ancora una volta, davanti alla necessità sempre più pressante di trovare una soluzione a un problema che, se non affrontato dall'industria e dai governi, non farà altro che aggravarsi.

Cinque libri da leggere quando non sai che genere scegliere


Cinque libri da leggere quando non sai che genere scegliere
Cinque libri per cinque generi diversi: dal romanzo di formazione al gotico, passando per la saga familiare e il weird. La guida perfetta per trovare la tua prossima lettura

👉 fonte: Libreriamo

A volte scegliere cosa leggere diventa più difficile del previsto. Non perché manchino i libri, ma perché ce ne sono troppi. E soprattutto perché non si ha voglia di restare dentro un solo genere.
Capita di voler cambiare atmosfera, di passare da una storia intensa e realistica a qualcosa di più visionario, oppure di cercare un romanzo che sorprenda proprio perché diverso da ciò che leggiamo di solito. In questi casi la soluzione non è restringere la scelta, ma fare il contrario. Aprirsi.
La letteratura offre una possibilità straordinaria: attraversare mondi completamente diversi tra loro, senza doversi fermare a una sola etichetta. Dal romanzo storico alla narrativa contemporanea, dal fantastico al weird, ogni genere ha qualcosa da dire e soprattutto ha un modo diverso di raccontare l’essere umano.
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venerdì 20 marzo 2026

"Colpevolezza" di Bruce Holsinger, il romanzo dell'inganno tecnologico è una diagnosi del presente travestita da thriller familiare


Colpevolezza di Bruce Holsinger, il romanzo dell'inganno tecnologico è una diagnosi del presente travestita da thriller familiare
Quando un'automobile a guida autonoma causa un incidente mortale, chi è responsabile? L'autore americano trasforma questa domanda in una vertigine narrativa che attraversa algoritmi, conflitti etici e false promesse tecnologiche

👉 fonte: Wired

Se un romanzo dovesse cercare di dare forma a questo momento storico-politico, a quali temi farebbe riferimento? Dovendo spaziare tra violenza sempre più cruenta e sistemica, ritorno dell'autoritarismo e ascesa degli estremismi di destra, nuove forme di colonialismo, esclusione, crisi climatica e potere tecnologico senza apparenti freni, uno dei collanti tematici potrebbe essere quello della responsabilità. Le ragioni e le responsabilità di questi fenomeni sono, infatti, spesso di non immediata identificazione. Sono intricate, intersezionali e connesse in una matassa di complicanze politiche e ideologiche che si autoalimentano. Colpevolezza, l'ultimo romanzo dell'autore americano Bruce Holsinger (tradotto in italiano da Dario Diofebi, edito da E/O), sembra tentare un'operazione di questo tipo, facendo gravitare attorno all'idea di colpa (o di responsabilità) tutto il tessuto narrativo e ideologico del libro. La storia al centro del libro è sfaccettata e tocca diversi piani fondamentali del contemporaneo, mischiandoli volutamente e rendendoli motore delle vicende private, ma espressamente pubbliche, di una borghesissima famiglia statunitense in un anno che ricorda molto da vicino questo fin qui assurdo 2026.
La famiglia Cassidy-Shaw è la protagonista del libro. Durante un viaggio in auto, il loro minivan prodotto dall'azienda fittizia SensTrek (che ricorda tanto Tesla) viene lasciato in modalità pilota automatico, e, una volta affidato alle scelte degli algoritmi, sembra causare direttamente un incidente in cui muoiono due persone. Le circostanze, così come le responsabilità, non sono immediatamente chiare. È stata l'AI a prendere le scelte sbagliate? Il pilota automatico era davvero attivo? Toccava al padre vigilare sul figlio seduto al posto di guida? Dallo schianto in poi, il romanzo diventa un vortice di eventi: indagini, cause legali, crisi relazionali, segreti e rapporti che si frantumano, come quello tra i coniugi Noah e Lorelei, lui avvocato di discreto successo con un background working class, lei accademica di fama internazionale ed esperta di etica dell'IA ben vista da governi e aziende tech. Quando il figlio Charlie, che era seduto al posto di guida al momento dello schianto, finisce nel mirino delle indagini della polizia, i Cassidy-Shaw si concedono una vacanza nel Maryland in cerca di tregua. Qui scoprono che il loro vicino è diventato Daniel Monet: il tech-bro miliardario e CEO di SensTrek (una sorta di versione liberal di Elon Musk) che nel frattempo ha preso possesso della baia, militarizzandola e facendo della sua proprietà un fortino in pieno stile lungoterminista.
Al cuore di Colpevolezza risiede una domanda che la filosofia della tecnologia, come l'etica dell'AI, e le cronache, pongono da decenni: quando è una macchina ad agire, chi deve essere considerato responsabile delle sue azioni, e delle loro possibili conseguenze drammatiche o dei suoi errori? Quando qualcosa va storto, come nel caso dell'incidente che innesca la narrazione del romanzo, e in circostanze non immediatamente chiare, come si distribuisce la colpa tra macchina e umani? Il minivan di SensTrek, lasciato in modalità autonoma, toglie la vita a due persone e trasforma così i suoi passeggeri quindi trasforma i suoi passeggeri in soggetti eticamente ambigui, né del tutto agenti né del tutto innocenti o semplici vittime di scelte puramente algoritmiche. Holsinger sembra dialogare con la letteratura critica sull'accountability gap algoritmico, quel vuoto di responsabilità che si apre ogni volta che una decisione viene delegata a un sistema opaco che non può rispondere delle proprie azioni: chi è responsabile delle conseguenze?
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giovedì 19 marzo 2026

David Foster Wallace: Da una parte e dall'altra


David Foster Wallace: Da una parte e dall'altra

Titolo originale: Here and There
Formato: cartaceo
Pagine: 52
Editore: GEDI News Network S.p.A. (9 marzo 2026)

Data di acquisto: 9 marzo 2026
Letto dal 18 al 19 marzo 2026

▪️Sinossi
Trovare un'etichetta per definire il lavoro di David Foster Wallace non è un'impresa facile. Di fatto, Wallace è diventato, ancora giovanissimo, un autore di culto nonostante l'innegabile complessità della sua opera. Il racconto qui proposto, Here and There, incluso nella raccolta Girl with Curious Hair (1989), è un testo dalla forte componente autobiografica, ma pienamente consonante per temi e stile con le opere maggiori.
La tecnica narrativa è decisamente innovativa, in quanto il testo si presenta come un dialogo continuo tra il neolaureato Bruce, la sua ex fidanzata e un anonimo terapista, in una sorta di esercizio di metafiction da cui emergono alcuni temi fondamentali per l'autore: la difficoltà di comunicazione tra le persone, l'inefficacia del linguaggio, la tendenza a erigere una barriera per proteggersi dai rapporti umani, il gap tra la fredda logica della scienza e l'elusività dell'interiorità e delle emozioni.
Wallace mostra in Here and There quanto spesso le relazioni tra le persone non funzionano, quanto spesso tutto finisce nel vuoto e nel fallimento, e il fatto che il protagonista del racconto, Bruce, condivida tante caratteristiche con l'autore non è privo di significato.

▪️L'incipit del libro
«La sua foto per me ha un sapore amaro. Alzino la mano quelli che sono disposti a credere che io bacio la sua foto. Lei non ci crederebbe, oppure la cosa la intristirebbe, anzi la farebbe arrabbiare, e direbbe non mi hai mai baciato nel modo in cui baci la mia foto dell'ultimo anno delle superiori amara di sostanze chimiche, i motivi per cui baci la mia foto dipendono tutti da te, non c'entrano con me».
«Non gli piaceva veramente baciarmi».
«Sul retro della foto, sotto i resti dello scotch biadesivo che avevo usato per attaccarla con cura alla parete della mia stanza quando andavo a scuola, sono scritte le parole: Ricevuta il 3 febbraio 1983; da quella data conservata gelosamente».
«Non gli piaceva baciarmi. Lo sentivo».

▪️La mia (brevissima) recensione
"Non posso contestare l'accusa che baciare una ragazza vivente in carne e ossa non sia la mia attività preferita nell'ambito dei rapporti maschio-femmina. Non è questione di essere schifiltosi, non c'entra niente col fatto, già notato da qualcuno, che baciare una persona significa in fondo succhiare un lungo tubo l'altra estremità del quale è piena di escrementi. Per me è una questione di stupidità. Mi sento stupido".
Questo racconto breve, compreso nella raccolta La ragazza dai capelli strani, fa vedere già alcune peculiarità dello stile di David Foster Wallace. La trama è incentrata su una coppia di studenti universitari intenti a dialogare, con un non meglio identificato psicanalista, sulla loro rottura come coppia. Ma lo fanno tramite un flusso continuo di frasi e contesti frammentati. Tutto quello che dicono i due protagonisti (Bruce e la sua ex ragazza) rimane quasi sospeso a mezz'aria e pronto a qualunque interpretazione. Ciò rende Da una parte e dall'altra, pur nella sua brevità, un flusso emotivo lungo e (volutamente) noioso.
📌 Voto: 🏅🏅🏅 (3 su 5)

"El hombre": Guillermo Arriaga indaga le origini della frontiera americana


El hombre: Guillermo Arriaga indaga le origini della frontiera americana
Uno dei più apprezzati scrittori e sceneggiatori contemporanei firma un romanzo storico dedicato alle radici del capitalismo statunitense. E durante Incipit, il programma di libri di Sky TG24, ne racconta la genesi, soffermandosi su tutti gli aspetti del potere: la violenza, ma anche la seduzione, la durata e il controllo sulla lingua e il corpo

👉 fonte: Sky TG25

Sa aspettare e osserva più di quanto parli: uccide, ma non è impulsivo e non si considera crudele. Quest'uomo è il protagonista del nuovo romanzo di Guillermo Arriaga, scrittore, sceneggiatore e regista messicano tra i più apprezzati, con romanzi tradotti in più di venti lingue e con film premiati con numerosi riconoscimenti, tra cui la Palma d'Oro a Cannes. El Hombre (è questo il titolo del romanzo che la casa editrice Bompiani ha ora portato nelle librerie italiane nella traduzione di Pino Cacucci) racconta la storia di Harry Lloyd, ma in realtà non è una biografia romanzata. È un grande romanzo storico che attraversa due secoli tra il Messico e gli Stati Uniti, indagando le origini del capitalismo. Nella nuova puntata di Incipit, il programma di libri di Sky TG24, Arriaga ne racconta la genesi, soffermandosi su tutti gli aspetti del potere: la violenza certo, ma anche la seduzione, la durata e il controllo sulla lingua e i corpi.

mercoledì 18 marzo 2026

Ashley Elston: La prima bugia vince


Ashley Elston: La prima bugia vince

Titolo originale: First Lie Wins
Formato: Kindle (1.0 MB)
Pagine: 353
Editore: Longanesi (3 settembre 2024)
ASIN: B0CZSKTK8R
ISBN-13: 9788830463042

Data di acquisto: 15 marzo 2026
Letto dal 15 al 17 marzo 2026

▪️Sinossi
Ci sono persone per cui mentire è facile, altre per cui è praticamente impossibile. Perché mentire è difficile, e una bugia non è mai isolata. Una ne richiama inevitabilmente un'altra, e poi un'altra ancora, e occorrono grande lucidità e freddezza per fare sì che lo scintillante ma fragile castello di carte che abbiamo eretto tra noi e gli altri non cada all'improvviso, rivelando una volta per tutte chi siamo. Poi ci sono persone per cui mentire è, semplicemente, un mestiere. E in questo Evie Porter è la migliore. Per questo Mr Smith, il suo misterioso datore di lavoro, fa ricorso alle sue doti quando la parte da recitare è quella di una ragazza dell'Alabama fidanzata di Ryan Sumner, il tipico ragazzo d'oro che chiunque vorrebbe sposare.
Peccato che sia la solita bugia e che Evie, come al solito, stia mentendo per carpire informazioni da un tutto sommato forse non così limpido Ryan. Peccato, perché la sua vittima questa volta è davvero carina e la vita che le promette è proprio il genere di esistenza che Evie ha solo potuto brevemente sognare di tanto in tanto leggendo qualche romanzo d'amore. In fondo si trova lì per fare il suo lavoro, in cui è così brava, e poi sparire.
Ma un giorno, durante una festa, le si avvicina la fidanzata di un amico di Ryan e sorridente le si presenta. Strano nome, il suo: Lucca.
Lucca Marino. Molto strano. Anche perché è il vero nome di Evie. Qualcuno almeno bravo quanto lei a mentire, improvvisamente, è sul terreno di gioco.
Ma il gioco, questa volta, qual è?

▪️L'incipit del libro
Si comincia con le piccole cose: uno spazzolino in più nel bicchiere sul lavandino, un cambio di biancheria nel cassetto più piccolo, i caricabatterie del telefono su entrambi i lati del letto… Poi queste piccole cose iniziano ad aumentare: un rasoio, una boccetta di collutorio, le pillole anticoncezionali che lottano per trovare spazio nella busta dei medicinali… Finché non si chiede più «Ti fermi a dormire?» ma «Cosa prepariamo per cena?».
Per quanto lo temessi, sembrava ormai un passo inevitabile.
Sarà anche la prima volta che vedo queste persone sedute al tavolo, gente che Ryan conosce da quando era piccolo, ma a nessuna di loro è sfuggito che sono già completamente entrata nella sua vita. Lo vedono da quegli impercettibili cambiamenti che una presenza femminile porta nella casa di un uomo, come un set di cuscini coordinati sul divano o il leggero profumo di gelsomino che emana il diffusore sulla libreria; quel genere di dettagli che ogni donna nota appena mette piede in una stanza.
Una voce parte dall'altro capo del tavolo, illuminato dalle candele, supera il centrotavola, definito da qualcuno «elegante ma audace», e rimane sospesa nell'aria davanti a me. «Evie… Che strano nome…».
Mi volto verso Beth, indecisa se rispondere a quella domanda che in realtà non lo è affatto.
«Sta per Evelyn. Era il nome di mia nonna».
Le altre ragazze si lanciano sguardi d'intesa, comunicando in silenzio all'altro capo del tavolo. Ogni mia risposta viene soppesata e valutata per essere discussa in seguito.
«Ah, bello!» squittisce Allison. «Anch'io ho preso il nome di mia nonna. Da dove hai detto che vieni?».
Non l’ho detto e lo sanno. Come uccelli da preda, continueranno a tormentarmi per tutta la sera finché non avranno le risposte che stanno cercando.

▪️La mia recensione
"Un vecchio proverbio dice: La prima bugia vince. Non si riferisce a quelle piccole bugie bianche che si possono magari dire sovrappensiero, ma alla bugia più importante; quella che cambia tutto, quella che si dice di proposito, che imposta tutto ciò che viene dopo. Quella a cui tutti credono. La prima bugia dev'essere la più grande, la più importante. Quella che non si può non dire".
Devo dire che questo romanzo mi ha un po' deluso (o forse ero io che son partito con altre aspettative?): La prima bugia vince è un thriller decisamente leggerino e senza il… thriller!
Il romanzo di debutto dell'americana Ashley Elston affronta il tema delle false identità, delle manipolazioni psicologiche e dei segreti individuali e familiari. Evie Porter, che lavora per conto del misterioso Mr. Smith, entra (letteralmente) nelle vite degli altri con lo scopo di reperire informazioni… per poi sparire nel nulla, assumere una nuova identità e ricominciare una muova missione da qualche altra parte. Niente di nuovo, quindi: di libri e film con questa trama ce ne sono a bizzeffe!
In questo caso, però, la novità è proprio la figura della protagonista: Evie oltre che essere uno strumento al soldo di Mr. Smith, lotta anche per proteggere la sua vera identità e la sua stessa vita.
La prima bugia vince, costruito su due piani temporali (il passato recente ed il presente della protagonista), ha momenti di calma apparente e momenti in cui il ritmo si alza di botto e succede di tutto. Ma, andando con ordine, vi dico subito cosa mi è piaciuto di questo libro:
- Evie Porter è una donna che la vita ha reso fragile e facilmente manipolabile; eppure, una volta messa alle strette, riesce a trasformarsi in scaltra cacciatrice e manipolatrice a sua volta;
- I capitoli brevi ma intensi riescono a non far perdere il filo della trama tra i continui salti temporali;
- Molto bello il "balletto" delle diverse identità della protagonista: sino alla fine ti resta sempre il dubbio su chi lei sia realmente (lei stessa, quando parla di sé, mischia costantemente fatti personali reali con episodi inventati sul momento).
E quindi, cosa non mi ha convinto? Ecco qui:
- Come ho detto all'inizio non è un thriller vero e proprio;
- Il modo di agire di Eve (osservare e studiare le sue "vittime", infiltrarsi nelle loro vite e carpirgli le informazioni richieste da Mr. Smith) alla lunga diventa una costante prevedibile e ripetitiva;
- Personaggi tutti stereotipati;
- Personaggi secondari o di contorno che, ad un certo punto, "entrano" nella storia e poi "escono" senza alcun motivo o spiegazione valida;
- La vera identità del fantomatico Mr. Smith non è poi così difficile da svelare (ragionandoci su e cogliendo gli indizi presenti ci si arriva);
- Alcuni rapporti tra i personaggi son un po' troppo forzati: tenuto conto del tema del libro (l'inganno), possibile che alcuni ripongano subito la loro fiducia in una giovane donna che neanche conoscono?
Insomma, La prima bugia vince si legge con rapidità (2-3 giorni al massimo) ma, come dico sempre io in questi casi, non è un romanzo memorabile e non rinnova il genere. Però, e lo riconosco, Ashley Elston ha tutte le potenzialità per fare bene…
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️ (3 su 5)