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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

mercoledì 18 marzo 2026

Ashley Elston: La prima bugia vince


Ashley Elston: La prima bugia vince

Titolo originale: First Lie Wins
Formato: Kindle (1.0 MB)
Pagine: 353
Editore: Longanesi (3 settembre 2024)
ASIN: B0CZSKTK8R
ISBN-13: 9788830463042

Data di acquisto: 15 marzo 2026
Letto dal 15 al 17 marzo 2026

▪️Sinossi
Ci sono persone per cui mentire è facile, altre per cui è praticamente impossibile. Perché mentire è difficile, e una bugia non è mai isolata. Una ne richiama inevitabilmente un'altra, e poi un'altra ancora, e occorrono grande lucidità e freddezza per fare sì che lo scintillante ma fragile castello di carte che abbiamo eretto tra noi e gli altri non cada all'improvviso, rivelando una volta per tutte chi siamo. Poi ci sono persone per cui mentire è, semplicemente, un mestiere. E in questo Evie Porter è la migliore. Per questo Mr Smith, il suo misterioso datore di lavoro, fa ricorso alle sue doti quando la parte da recitare è quella di una ragazza dell'Alabama fidanzata di Ryan Sumner, il tipico ragazzo d'oro che chiunque vorrebbe sposare.
Peccato che sia la solita bugia e che Evie, come al solito, stia mentendo per carpire informazioni da un tutto sommato forse non così limpido Ryan. Peccato, perché la sua vittima questa volta è davvero carina e la vita che le promette è proprio il genere di esistenza che Evie ha solo potuto brevemente sognare di tanto in tanto leggendo qualche romanzo d'amore. In fondo si trova lì per fare il suo lavoro, in cui è così brava, e poi sparire.
Ma un giorno, durante una festa, le si avvicina la fidanzata di un amico di Ryan e sorridente le si presenta. Strano nome, il suo: Lucca.
Lucca Marino. Molto strano. Anche perché è il vero nome di Evie. Qualcuno almeno bravo quanto lei a mentire, improvvisamente, è sul terreno di gioco.
Ma il gioco, questa volta, qual è?

▪️L'incipit del libro
Si comincia con le piccole cose: uno spazzolino in più nel bicchiere sul lavandino, un cambio di biancheria nel cassetto più piccolo, i caricabatterie del telefono su entrambi i lati del letto… Poi queste piccole cose iniziano ad aumentare: un rasoio, una boccetta di collutorio, le pillole anticoncezionali che lottano per trovare spazio nella busta dei medicinali… Finché non si chiede più «Ti fermi a dormire?» ma «Cosa prepariamo per cena?».
Per quanto lo temessi, sembrava ormai un passo inevitabile.
Sarà anche la prima volta che vedo queste persone sedute al tavolo, gente che Ryan conosce da quando era piccolo, ma a nessuna di loro è sfuggito che sono già completamente entrata nella sua vita. Lo vedono da quegli impercettibili cambiamenti che una presenza femminile porta nella casa di un uomo, come un set di cuscini coordinati sul divano o il leggero profumo di gelsomino che emana il diffusore sulla libreria; quel genere di dettagli che ogni donna nota appena mette piede in una stanza.
Una voce parte dall'altro capo del tavolo, illuminato dalle candele, supera il centrotavola, definito da qualcuno «elegante ma audace», e rimane sospesa nell'aria davanti a me. «Evie… Che strano nome…».
Mi volto verso Beth, indecisa se rispondere a quella domanda che in realtà non lo è affatto.
«Sta per Evelyn. Era il nome di mia nonna».
Le altre ragazze si lanciano sguardi d'intesa, comunicando in silenzio all'altro capo del tavolo. Ogni mia risposta viene soppesata e valutata per essere discussa in seguito.
«Ah, bello!» squittisce Allison. «Anch'io ho preso il nome di mia nonna. Da dove hai detto che vieni?».
Non l’ho detto e lo sanno. Come uccelli da preda, continueranno a tormentarmi per tutta la sera finché non avranno le risposte che stanno cercando.

▪️La mia recensione
"Un vecchio proverbio dice: La prima bugia vince. Non si riferisce a quelle piccole bugie bianche che si possono magari dire sovrappensiero, ma alla bugia più importante; quella che cambia tutto, quella che si dice di proposito, che imposta tutto ciò che viene dopo. Quella a cui tutti credono. La prima bugia dev'essere la più grande, la più importante. Quella che non si può non dire".
Devo dire che questo romanzo mi ha un po' deluso (o forse ero io che son partito con altre aspettative?): La prima bugia vince è un thriller decisamente leggerino e senza il… thriller!
Il romanzo di debutto dell'americana Ashley Elston affronta il tema delle false identità, delle manipolazioni psicologiche e dei segreti individuali e familiari. Evie Porter, che lavora per conto del misterioso Mr. Smith, entra (letteralmente) nelle vite degli altri con lo scopo di reperire informazioni… per poi sparire nel nulla, assumere una nuova identità e ricominciare una muova missione da qualche altra parte. Niente di nuovo, quindi: di libri e film con questa trama ce ne sono a bizzeffe!
In questo caso, però, la novità è proprio la figura della protagonista: Evie oltre che essere uno strumento al soldo di Mr. Smith, lotta anche per proteggere la sua vera identità e la sua stessa vita.
La prima bugia vince, costruito su due piani temporali (il passato recente ed il presente della protagonista), ha momenti di calma apparente e momenti in cui il ritmo si alza di botto e succede di tutto. Ma, andando con ordine, vi dico subito cosa mi è piaciuto di questo libro:
- Evie Porter è una donna che la vita ha reso fragile e facilmente manipolabile; eppure, una volta messa alle strette, riesce a trasformarsi in scaltra cacciatrice e manipolatrice a sua volta;
- I capitoli brevi ma intensi riescono a non far perdere il filo della trama tra i continui salti temporali;
- Molto bello il "balletto" delle diverse identità della protagonista: sino alla fine ti resta sempre il dubbio su chi lei sia realmente (lei stessa, quando parla di sé, mischia costantemente fatti personali reali con episodi inventati sul momento).
E quindi, cosa non mi ha convinto? Ecco qui:
- Come ho detto all'inizio non è un thriller vero e proprio;
- Il modo di agire di Eve (osservare e studiare le sue "vittime", infiltrarsi nelle loro vite e carpirgli le informazioni richieste da Mr. Smith) alla lunga diventa una costante prevedibile e ripetitiva;
- Personaggi tutti stereotipati;
- Personaggi secondari o di contorno che, ad un certo punto, "entrano" nella storia e poi "escono" senza alcun motivo o spiegazione valida;
- La vera identità del fantomatico Mr. Smith non è poi così difficile da svelare (ragionandoci su e cogliendo gli indizi presenti ci si arriva);
- Alcuni rapporti tra i personaggi son un po' troppo forzati: tenuto conto del tema del libro (l'inganno), possibile che alcuni ripongano subito la loro fiducia in una giovane donna che neanche conoscono?
Insomma, La prima bugia vince si legge con rapidità (2-3 giorni al massimo) ma, come dico sempre io in questi casi, non è un romanzo memorabile e non rinnova il genere. Però, e lo riconosco, Ashley Elston ha tutte le potenzialità per fare bene…
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️ (3 su 5)

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