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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

martedì 24 marzo 2026

"Gli anni in bianco e nero": dal 26 maggio il nuovo libro di Francesca Giannone


Gli anni in bianco e nero: dal 26 maggio il nuovo libro di Francesca Giannone
"Una storia di donne alla ricerca del proprio destino in un'Italia che guarda al futuro con occhi nuovi…". Quattro ragazze, quattro sorelle, nel Salento degli anni '60: in arrivo Gli anni in bianco e nero, il terzo libro di Francesca Giannone, dopo i bestseller dei romanzi La portalettere e Domani, domani. La trama e i particolari

👉 fonte: il Libraio

Autrice di bestseller come La portalettere e Domani, domani, Francesca Giannone il 26 maggio torna in libreria per Nord con il suo nuovo libro, il romanzo Gli anni in bianco e nero, edito come sempre da Nord e presentato come "una storia di donne alla ricerca del proprio destino in un'Italia che guarda al futuro con occhi nuovi", "una storia di sogni ostinati che, piano piano, accendono di colore le loro vite".
Parliamo di un'autrice da oltre 800mila copie (del resto, l'esordio di Giannone, La portalettere, tradotto in 44 Paesi, è stato il romanzo più venduto del 2023, e ha vinto il Premio Bancarella e il Premio Amo Questo Libro, mentre il successivo Domani, domani è stato tra i più letti nel 2024).
Al centro della trama di Gli anni in bianco e nero, libro che porta nel Salento degli anni '60, troviamo Maria, Giovanna, Ada e Mimì: quattro ragazze, quattro sorelle.
Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell'ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nella Puglia di quel periodo, come nel resto d'Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa.
Così, mentre tutt'intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto.
Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un'impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio "normale" eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. "Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori".
L'autrice salentina, laureata in Scienze della Comunicazione, ha studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. A Bologna ha curato la catalogazione dei trentamila volumi dell'Associazione Luigi Bernardi, frequentando il corso biennale di scrittura della Bottega di Narrazione Finzioni.
"Ho sentito dire che ogni storia è il racconto di qualcuno che arriva in un posto o di qualcuno che se ne allontana. Non so se è vero, o perlomeno se lo è sempre. Ho la sensazione che certi racconti comincino e finiscano con chi resta. Tutti gli avvenimenti che mi hanno portato qui, ora, al binario numero tre, narrano di una storia iniziata con quattro ragazze che erano sempre state lì, in un mondo in bianco e nero".

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