Emmanuel Carrère: I baffi
Titolo originale: La moustache
Formato: Kindle (1.1 MB)
Pagine: 141
Editore: Adelphi (27 febbraio 2020)
ASIN: B084ZR84KC
ISBN-13: 9788845982217
Data di acquisto: 6 settembre 2024
Letto dal 25 al 26 marzo 2026
▪️Sinossi
È quasi un capriccio, uno scherzo, quello di tagliarsi i baffi, da parte del protagonista di questo inquietante romanzo. Ma ci sono scherzi (Milan Kundera insegna) che possono avere conseguenze anche molto gravi. Il nostro non più baffuto eroe si troverà infatti proiettato di colpo, lui che voleva solo fare una sorpresa alla moglie, in un universo da incubo: perché tutti quelli che lo conoscono da anni, e la moglie per prima, affermano di non averli mai visti, quei baffi, e che dunque nella sua faccia niente è cambiato. Il mondo comincia allora ad apparirgli «fuor di squadra», e il confine tra la realtà e la sua immaginazione sempre più sfumato. Delle due l'una: o è pazzo, o è vittima di un mostruoso complotto, ordito dalla moglie con la complicità di amici e colleghi, per convincerlo che è pazzo. Non gli resta che fuggire, il più lontano possibile. Ma servirà? O non è altro, la fuga stessa, che il punto di non ritorno? Per nessun lettore sarà facile ripensare a questo libro (in cui ritroviamo le atmosfere visionarie e paranoiche di quel Philip K. Dick sul quale Emmanuel Carrère ha scritto con illuminante finezza) senza un brivido di turbamento.
▪️L'incipit del libro
«Che ne diresti se mi tagliassi i baffi?».
Agnès, che sfogliava una rivista sul divano, diede in una risata leggera, poi rispose: «Sarebbe una buona idea».
Lui sorrise. Sulla superficie dell'acqua, nella vasca dove indugiava, galleggiavano isolotti di schiuma disseminati di peletti neri. La barba gli cresceva ispida, costringendolo, se non voleva, la sera, ritrovarsi con il mento blu, a radersi due volte al giorno. Al risveglio sbrigava l'incombenza davanti allo specchio del lavandino, prima di farsi la doccia, ed era una semplice sequenza di gesti meccanici, priva di qualunque solennità. La sera, invece, quella corvée diventava un momento di relax che organizzava con cura, premurandosi di riempire la vasca incassata con il telefono della doccia perché il vapore non appannasse gli specchi che la circondavano, posando un bicchiere a portata di mano, quindi spalmandosi lungamente la schiuma sul mento, passando e ripassando il rasoio, attento a non toccare i baffi che dopo pareggiava con le forbici. Che dovesse o meno uscire e fare bella impressione, quel rito vespertino aveva il suo posto nell'equilibro della giornata, così come l'unica sigaretta che, da quando aveva smesso di fumare, si concedeva dopo pranzo. Il tranquillo piacere che ne ricavava era rimasto invariato dalla fine della sua adolescenza, la vita professionale l'aveva persino accresciuto e quando Agnès canzonava affettuosamente la sacralità di quelle sedute di rasatura lui ribatteva che in effetti era il suo esercizio zen, l'unico spazio di meditazione destinato alla conoscenza di sé e del mondo spirituale che gli lasciavano le sue futili ma impegnative attività di giovane quadro dinamico. Performante, lo correggeva Agnès, con ironica tenerezza.
Adesso aveva finito. Con gli occhi semichiusi, tutti i muscoli a riposo, si studiava la faccia allo specchio, divertendosi a esagerarne l'espressione di umida beatitudine e poi, cambiando a vista, di efficiente e determinata virilità. Un resto di schiuma gli era rimasto appiccicato all'angolo dei baffi. Aveva accennato all'ipotesi di raderli solo per scherzare, come a volte accennava a quella di tagliarsi i capelli cortissimi - li portava di media lunghezza, buttati all'indietro. «Cortissimi? Che orrore» protestava immancabilmente Agnès. «Con i baffi e il giubbotto di cuoio avresti l'aria di un finocchio».
«Potrei tagliarmi anche i baffi».
«A me con i baffi mi piaci» concludeva lei. A dire il vero, non l'aveva mai visto senza. Erano sposati da cinque anni.
▪️La mia recensione
"Lei disse che a prima vista tutto ciò sembrava impossibile, però forse capitava, a volte. Ma a chi? A nessuno, non conoscevano nessuno, non avevano sentito parlare di nessuno a cui fosse accaduto di credere di avere i baffi e non averli. Oppure, corresse, di credere che l'uomo che amiamo non li abbia quando invece li ha. No, non ne avevano mai sentito parlare. Ma non era follia, non erano pazzi, probabilmente si trattava di uno stato passeggero, una specie di allucinazione, forse l'inizio di un esaurimento nervoso".
In questo breve romanzo datato 1986, quasi un racconto lungo, Emmanuel Carrère prende un particolare quasi insignificante e ne fa una lenta discesa nella fragilità della mente umana. In poche pagine, infatti, il grande scrittore francese riesce a scrivere un horror in piena regola: pur non essendoci violenza, killer vari o colpi di scena finali, qui è tutto un crescendo di tensione psicologica sino all'assurdo gran finale. Il protagonista, appunto, dopo aver tagliato i baffi che ha portato per una decina d'anni, si aspetterebbe che l'adorata moglie, gli amici, i colleghi ed il mondo che lo circonda notino la differenza tra il prima ed il dopo la "pogonotomia", invece… niente! E quando lui chiede spiegazioni, si sente rispondere che lui non ha mai avuto i baffi! Da qui in poi parte tutto un vortice di situazioni assurde e disturbanti (una su tutte: tutte le foto che ha in casa lo ritraggono con i baffi) e dubbi esistenziali del protagonista su come lo vede la società che lo circonda e, in seconda battuta, su come lui ora percepisce il mondo: arriverà a chiedersi se quel che gli sta succedendo stia avvenendo realmente o e lui che sta diventando pazzo...
Carrère non dà spiegazioni (naturali o paranormali che siano) e non prende una posizione netta, ma lascia libero il lettore di farsi una sua idea. La sua scrittura è chiara, sintetica e molto "pirandelliana"; ogni volta che giri la pagina ti avvicini sempre di più al punto in cui il rito quotidiano della rasatura diventa una inquietante paranoia. Con l'irrazionale finale che, da solo, vale il prezzo del biglietto.
Un romanzo, perciò, adatto a chi ama le atmosfere thriller ed horror (anche se, come detto, questo libro è un'anomalia in questi due generi letterali).
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

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