"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

martedì 30 giugno 2026

Libri letti a giugno 2026… e quelli da leggere a luglio!


I libri (ed i fumetti) che ho letto e recensito a giugno:
Zagor, albo n. 782 (Zenith n. 731): Zagor 65 anni. Il passato ritorna
Lucinda Berry:  La gemella silenziosa
Francesca Giannone: Domani, domani
Christopher Buehlman: Tra due fuochi
Jordan Harper: Il re di California
Zagor Più, albo n. 20 (febbraio 2026): La condanna di Trampy

Ed i libri in lettura per luglio (ma non necessariamente in quest'ordine… e non è neanche detto che siano questi):
Richard Matheson: Tre millimetri al giorno [già in lettura]
Andrea Camilleri: La mossa del cavallo
S.A. Cosby: Il re delle ceneri
Uketsu: Strani disegni
Freida McFadden: L'inquilina
Ellery Queen: Un paio di scarpe. Ellery Queen, vol. 3
Stephen King: Colorado Kid
Guillaume Musso: Il crimine del paradiso
Georges Simenon: Domenica
M.R. Carey: Il ragazzo sul ponte

lunedì 29 giugno 2026

Il fenomeno Uketsu torna con "Strane case" ed è già un successo


Il fenomeno Uketsu torna con Strane case ed è già un successo

👉 fonte: Libreriamo

Esistono libri che trasformano l'atto stesso della lettura in un'esperienza interattiva, quasi ossessiva. È il caso dell'enigmatico autore giapponese Uketsu, che dopo aver conquistato i lettori di tutto il mondo con Strani disegni, torna in libreria (grazie a Einaudi Stile Libero) con un nuovo e altrettanto ipnotico romanzo-gioco: Strane case. Un'opera che si è imposta immediatamente come un vero e proprio caso editoriale, scalando le classifiche e infiammando le community di lettori sulle piattaforme digitali, dal BookTok ai forum dedicati al mystery e al J-Horror.
Ma cosa si nasconde dietro questa febbrile attenzione? E in che modo una semplice piantina immobiliare può trasformarsi nel peggiore dei vostri incubi?
Per comprendere appieno la portata del fenomeno, bisogna partire dal suo artefice. Uketsu non è un romanziere tradizionale: è una figura nata sul web, uno YouTuber e creatore di contenuti che si presenta al pubblico indossando una maschera bianca e una tuta aderente nera. Questo totale anonimato visivo, unito a una voce alterata digitalmente, ha creato attorno alla sua figura un alone di mistero impenetrabile che si sposa perfettamente con le atmosfere delle sue storie.
Uketsu incarna la nuova generazione di narratori transmediali, capaci di fondere la letteratura d'appendice e il classico giallo a enigma alla Edogawa Ranpo o Agatha Christie con i linguaggi frammentati, visivi e interattivi dell'era digitale. Con Strane case, l'autore dimostra come la suspense non abbia bisogno di fiumi di parole descrittive o di dettagli splatter, ma possa nascere dal vuoto, dalle geometrie e dal non detto.
La premessa di Strane case è disarmantemente quotidiana. Siamo a Tokyo. Una giovane coppia in attesa del primo figlio è alla ricerca della casa perfetta: un nido luminoso, ben servito, situato in una zona tranquilla vicino a un bosco e alla stazione. L'annuncio sembra l'occasione della vita, ma esaminando con attenzione la planimetria dell'immobile, i due notano qualcosa di bizzarro. C'è uno spazio vuoto, un'intercapedine cieca tra due pareti che non possiede porte, né finestre. Un non-luogo all'interno delle mura domestiche.
Perché costruire una stanza del genere? Per trovare una risposta, la coppia si rivolge a un giornalista esperto di occulto (l'alter ego dell'autore) che, con l'aiuto di un eccentrico architetto di nome Kurihara, comincia a decostruire geometricamente la casa. Quella che inizialmente sembrava una semplice bizzarria architettonica si rivela una trappola strutturale studiata nei minimi dettagli.
Doppie porte, flussi di passaggio asimmetrici e finestre posizionate in modo illogico svelano una verità agghiacciante: la casa non è stata progettata per essere abitata, ma per nascondere segreti orribili e, forse, per consumare crimini efferati nell'assoluto anonimato. Quando i protagonisti decidono di indagare sui precedenti inquilini, misteriosamente svaniti nel nulla, aprono un vaso di Pandora fatto di maledizioni familiari e rituali sepolti dal tempo.
Il segreto del successo straordinario di Uketsu risiede nella struttura stessa del libro. Strane case non si subisce passivamente: si gioca. Il volume è arricchito da piantine, planimetrie e schemi grafici che il lettore è chiamato a osservare e analizzare insieme ai protagonisti. Come ha giustamente sottolineato Roberto Saviano descrivendo l'opera: «L'horror di Uketsu è atto artistico, il cui scopo non è semplicemente intrattenere, ma inquietare e muovere un pensiero».
Mentre giriamo le pagine, diventiamo noi stessi detective. Confrontiamo i muri, cerchiamo le discrepanze geometriche, cerchiamo di capire come ci si possa muovere all'interno di quelle stanze asfissianti. È un ritorno al giallo deduttivo più puro, ma calato in un'atmosfera perturbante (quello che i tedeschi chiamano Unheimliche, il "sinistro" o l'inquietante domestico"), dove il luogo che per eccellenza dovrebbe garantire sicurezza (la casa) diventa il fulcro del terrore.
In una società dominata da stimoli visivi rapidi e continui, Uketsu ha trovato la formula magica per catturare l'attenzione dei giovani lettori e dei fidi appassionati del thriller psicologico. Le sue storie si leggono d'un fiato (il libro si assesta sulle 170 pagine), hanno un ritmo serratissimo dominato da dialoghi taglienti ed esami tecnici che non annoiano mai, ma stringono il lettore in una morsa di costante curiosità.
Strane case ci ricorda che la paura più profonda non deriva necessariamente da mostri millenari o spettri urlanti, ma dalle contraddizioni della nostra normalità. Dietro le facciate pulite dei quartieri residenziali di Tokyo, così come nelle nostre città, si celano segreti insospettabili. Uketsu ci ha fornito le piantine per trovarli, starà a noi avere il coraggio di guardare dentro quelle stanze buie. Se cercate una lettura magnetica, originale e capace di tenervi incollati alla sedia per tutta la sera, l'enigma della planimetria di Uketsu è esattamente ciò che fa per voi.

[RECENSIONE] Jordan Harper: L'ultimo re di California


Jordan Harper: L'ultimo re di California

Titolo originale: The Last King of California
Formato: Kindle (1.3 MB)
Pagine: 288
Editore: Neri Pozza (17 ottobre 2025)
ASIN: B0FTMLJM9F
ISBN-13: 9788854533707

Data di acquisto: 26 giugno 2026
Letto dal 26 al 29 giugno 2026

Sinossi
Deserto californiano, oggi. Luke Crosswhite, diciannove anni, è scappato dal suo appartamento-caverna di Colorado Springs gettando vestiti, libri e pentole alla rinfusa nel bagagliaio e lasciandosi dietro l'università e due mesi di affitto da pagare. Un viaggio di sedici ore attraverso l'America per tornare a casa, e casa è Devore, uno scabro paese californiano annidato nei canyon del Cajon Pass da cui Luke manca da dodici anni. Un posto che brucia sempre, anche quando non c'è un incendio. Casa è anche il Combine, la gang criminale che è l'altra famiglia di suo padre Big Bobby, un uomo a cui basta sedersi su una sedia perché diventi un trono. Con un cuore di inchiostro tatuato sul cuore vero, e il motto Il sangue è amore, il Combine spadroneggia su quelle terre di rottami, violenza e droga. Eppure, nonostante Big Bobby sia il re, cosa che farebbe di suo figlio un principe, Luke a Devore è un fantasma. Dopo quello che è successo all'Arrowhead Lanes Bowling dodici anni prima, non c'è più posto per lui nella famiglia. Ma quando una gang rivale uccide un uomo nel deserto (il primo atto di una guerra per "rimettere ordine" nella California del Sud) Luke sente che quella è l'occasione di diventare chi avrebbe sempre dovuto essere. Come Amleto, si imbarca in un nuovo viaggio, di ferocia e di vendetta, alla ricerca di un'identità che forse non è mai stata sua. Mentre, sullo sfondo, la California in fiamme ricorda a tutti che i peccati si scontano. Sempre.

L'incipit del libro
Guardala, quella cicatrice di fumo che squarcia il ventre del cielo.
Seguila fino alla roulotte in fiamme sul terreno desertico. Il fumo che ribolle nero come il vuoto, untuoso di particelle, fuoriesce dalla presa d'aria che Troy Gullet ha praticato nel tetto in fibra di vetro alcuni anni fa, durante un fallito tentativo di cucinare cristalli di meta. Falene di braci grigio-arancio fluttuano sulle correnti di calore. Il fumo tossisce scintille che finiscono a terra, luccicando per un attimo nella boscaglia prima di spegnersi. È il breve e sempre più ridotto intervallo tra una stagione degli incendi e l'altra in California, e niente prende fuoco. Per ora.
Non si sente altro che il crepitio dell'incendio. Lo scricchiolio e lo schiocco dei suoi denti, che masticano lentamente.
Gli uomini osservano appoggiati al pick-up, abbastanza vicini da farsi lacrimare gli occhi per il calore. Continuano a guardare finché Beast è sicuro che il lavoro è fatto.
Beast Daniels è appena riemerso alla luce del sole dopo dieci anni chiuso in cella a Calipatria - è uscito così da poco che ha ancora in tasca i quattro soldi che ti danno al rilascio. Tutto in lui è brutale e rude, persino il suo addome è un roccioso rilievo che tende la T-shirt. Sul bicipite sinistro spiccano quattro fulmini azzurri tatuati. Un fulmine per ogni omicidio.
Quando ha la certezza che il lavoro è fatto, Beast indica la colonna di fumo.
«Non gli capiterà più a 'sto pezzo di merda di arrivare così vicino al paradiso».
Gli uomini ridono - meglio, fanno un rumore che somiglia a una risata. Negli occhi di qualcuno c'è tutt'altro, e sono contenti che Beast guardi il fuoco e non le loro facce. Mentre risalgono sul veicolo Beast si strofina il braccio nel punto dove andrà il quinto fulmine, non appena avrà tempo.

La mia recensione
"Il sangue è amore, mi ha detto. L'amore è il sangue che condividiamo. L'amore ci rende fratelli e il tuo sangue è il sangue di Bobby e per questo lui ti vuole bene, e il sangue che versiamo lo versiamo per amore dei nostri fratelli. Sta tutto qui, in queste quattro parole, Luke, le parole di tuo padre. Il sangue è amore. Mi segui?".
Mi sono appassionato a questo scrittore americano dopo aver letto, il mese scorso, Tutti sanno. E questo suo nuovo romanzo ha confermato quanto già pensassi di Jordan Harper.
L'ultimo re di California è un grandissimo noir incentrato sulla violenza, l'appartenenza, la famiglia ed il potere.
Il diciannovenne Luke Crosswhite di punta in bianco abbandona gli studi e fa ritorno a Devore, sua città d'origine (in pieno deserto californiano ed in balia del sole rovente e degli incendi implacabili), che non vedeva dalla sua infanzia (venne portato via da uno zio dopo che il padre si era macchiato di un efferato omicidio). Luke, alla ricerca di una sua "dimensione", crede di trovarla nel "Combine", la piccola gang del padre tuttora in prigione.
In questo romanzo si parla moltissimo di fedeltà e spirito di rivalsa. Jordan Harper scrive molto bene: sembra quasi di assistere ad un film con scene dal forte impatto e senza filtri (ci troveremo violenza esplicita come non mai), in grado di farci vedere la brutalità della lotta tra bande criminali. I personaggi son tutti ottimamente caratterizzati: tutti tormentati e tutti "magnificamente" crudeli.
E poi c'è lui: il deserto californiano. Che in questo libro è sempre presente: un deserto che si veste da personaggio principale… un deserto simbolo anche di assenza di valori e di sentimenti.
L'ultimo re di California, perciò, non è il classico thriller "all'americana"; è, soprattutto un saggio sulla sete di potere, sulla violenza, sulla famiglia e sul (tardivo) riscatto.
Mentre lo leggevo, mi son tornati in mente anche alcuni romanzi di altri grandi autori statunitensi: Don Winslow, Cormac McCarthy e S.A. Cosby su tutti. Winslow per come riesce a rappresentare la violenza ed il crimine (leggetevi il suo bellissimo Il potere del cane); McCarthy è il "pittore" della frontiera americana (procuratevi Non è un paese per vecchi); Cosby per come sa descrivere le comunità rurali permeate di razzismo (come non ricordare il suo magnifico Legittima vendetta).
Ecco, Jordan Harper con "L'ultimo re di California" è la perfetta somma di questi tre mostri sacri della letteratura americana: un romanzo che non cerca soluzioni, ma lascia direttamente al lettore il compito di trovare la spinta psicologica che porta a compiere l'atto violento.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

----------
Leggi anche:

domenica 28 giugno 2026

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 15 al 21 giugno 2026 (Fonte: TuttoLibri del 27 giugno 2026):

1. Ilaria Tuti - Ed è un poco la notte e un poco l'alba
2. Antonio Manzini - I tramezzini di Rocco Schiavone. Rocco Schiavone, vol. 23
3. Leone XIV - Magnifica humanitas. Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale
4. Francesca Giannone - Gli anni in bianco e nero
5. Hazel Riley - Game of Olympus. Catarsi. Game of Gods, vol. 6
6. Elle Kennedy - Il tradimento. The Campus, vol. 3
7. Elle Kennedy - Lo sbaglio. The Campus, vol. 2
8. Santina Cosetta - Soltanto il giorno
9. Luciana Littizzetto - Il tempo del la la la
10. Cristina Cassar Scalia - Le terme dell'Indirizzo. Vicequestore Vanina Guarrasi, vol. 10

sabato 27 giugno 2026

"Strangers" di Belle Burden: perché tutti parlano del memoir che ha conquistato il New York Times


Strangers di Belle Burden: perché tutti parlano del memoir che ha conquistato il New York Times

👉 fonte: Libreriamo

È da 22 settimane consecutive sul podio del New York Times nella sezione Hardcover Nonfiction, facendo discutere da inizio anno critici letterari e club di lettori. Parliamo di Strangers. A Memoir of Marriage, l'opera d'esordio di Belle Burden che sta dominando le classifiche americane.
Partito come un breve e toccante saggio nella celebre rubrica Modern Love del New York Times, il racconto si è trasformato in un libro ipnotico, diventando in pochissimo tempo un vero e proprio caso editoriale globale. Pubblicato in Italia da Rizzoli col titolo Estranei. Storia di un matrimonio, lopera d'esordio di Belle Burden rappresenta un'indagine filosofica e psicologica sulla natura stessa dell'intimità.
Il successo di Strangers è stata un'esplosione verticale. Il libro ha debuttato direttamente al numero uno nella classifica dei Bestseller del New York Times, rimanendo stabilmente in vetta per ben sette settimane.
Il motivo di questo exploit risiede nell'incipit folgorante e drammaticamente reale della storia. Marzo 2020: mentre il mondo entra nel primo, surreale lockdown della pandemia da COVID-19, Belle Burden si trova nella sua casa di Martha's Vineyard insieme al marito James (uno stimato gestore di hedge fund) e ai loro tre figli. Tra sere passate davanti al camino e cene in famiglia, la vita sembra idilliaca.
Poi, all'improvviso, un messaggio da parte di uno sconosciuto fa crollare tutto: "Mia moglie ha una relazione con tuo marito". Da quel momento, James non solo ammette il tradimento, ma abbandona la famiglia svestendo i panni del partner premuroso come un attore che si toglie un costume di scena, dichiarando persino di non volere la custodia dei figli. La classifica del NYT ha premiato la capacità della Burden di trasformare un trauma personale in una tensione narrativa degna del miglior thriller.
Oltreoceano l'eco mediatica è gigantesca. Testate come il The New York Times (che lo ha inserito tra gli Editors' Choice) lo hanno descritto come un mix perfetto tra "una storia d'amore, una storia dell'orrore e, in una sezione da brivido, un thriller finanziario". L'autrice, cresciuta in una storica e ricchissima famiglia dell'alta borghesia newyorkese (la cosiddetta old money), analizza infatti con spietata lucidità l'errore di aver abbandonato la sua carriera da avvocato per affidare la gestione totale delle sue finanze al marito, co-intestandogli persino le proprietà ereditate.
Proprio questa sfumatura ha spinto media come CNBC e il Wall Street Journal a definire Strangers un vero e proprio "racconto ammonitore" (cautionary tale) per le donne di oggi, un manifesto che esorta a non perdere mai la propria indipendenza economica, nemmeno nei matrimoni apparentemente più solidi. Il fenomeno è diventato talmente pervasivo che Netflix si è aggiudicata i diritti televisivi dopo una feroce asta editoriale: il memoir diventerà una serie TV prodotta e interpretata da Gwyneth Paltrow.
Al di là del gossip e del voyeurismo dell'alta società, Strangers merita di essere letto per la sua straordinaria caratura letteraria. La scrittrice Joyce Carol Oates lo ha definito "un elogio meravigliosamente scritto per la perdita di una relazione". Il libro non cerca vendetta, ma comprensione. Cerca di rispondere alla domanda più difficile di tutte: come può una persona amorevole trasformarsi, dall'oggi al domani, in un essere freddo e irriconoscibile?
Belle Burden scava nel proprio passato per capire perché per anni è stata soprannominata "Belle la Buona", accettando in silenzio i compromessi di un matrimonio tradizionale. Il libro è la storia della sua metamorfosi in una donna che finalmente usa la propria voce.
Strangers è anche una lezione di resilienza: Nonostante il dolore acuto della separazione, la narrazione non scivola mai nel nichilismo, ma si trasforma in un inno alla rinascita e alla riscoperta della gioia personale.
A differenza di molti casi editoriali d'oltreoceano che impiegano anni ad arrivare da noi, i lettori italiani sono stati fortunati. Rizzoli ha intercettato immediatamente il valore e la potenza di questo memoir, portandolo nelle nostre librerie con il titolo Estranei. Storia di un matrimonio.
La traduzione italiana permette finalmente al nostro pubblico di immergersi in questa prosa affilata e senza sconti. Il libro è già disponibile in tutte le librerie fisiche e negli store online, pronto a diventare uno dei titoli più discussi e consigliati nei club del libro e nelle community di lettura anche in Italia. Una lettura che invita a riflettere su quanto conosciamo davvero le persone che abbiamo accanto.

venerdì 26 giugno 2026

[RECENSIONE] Søren Sveistrup: L'uomo delle castagne


Søren Sveistrup: L'uomo delle castagne. Naia Thulin, vol. 1

Titolo originale: Kastanjemanden
Formato: KIndle (1.1 MB)
Pagine: 535
Editore: Rizzoli (22 gennaio 2019)
ASIN: B07L9LGGXX
ISBN-13: 9788858695630

Data di acquisto: 22 giugno 2026
Letto dal 22 al 26 giugno 2026

Sinossi
Troppe cornacchie dietro il trattore. Saltellano freneticamente intorno a qualcosa di bianco, pallido e informe. Un maiale. Gli occhi spenti, il corpo che freme e si agita, come se provasse a spaventare le cornacchie, appollaiate a mangiare da un grosso foro di arma da fuoco sulla sua nuca.
Un navigato agente di polizia, a una settimana dalla pensione, si ferma davanti alla fattoria di un vecchio conoscente, nei dintorni di Copenaghen. Qualcosa non va. Un maiale morto lasciato lì. Non si fa così, in campagna. Apre la porta d'ingresso, socchiusa, con due dita, come nei film. Per vedere una cosa che non avrebbe mai voluto vedere: sangue, un cadavere mutilato, altri corpi da scavalcare. Cammina fino all'ultima stanza, dove centinaia di omini fatti di castagne e fiammiferi (infantili, incompleti, deformi) lo guardano ciechi. Stravolto, si chiude la porta alle spalle, senza sapere che l'assassino lo sta fissando.
Così si annuncia, spaventosa, la storia de L'uomo delle castagne, un thriller di grande livello, il primo romanzo di Søren Sveistrup, autore della serie TV The Killing (il cult mondiale che ha appassionato milioni di spettatori) e sceneggiatore de L'uomo di neve, il film tratto dal romanzo di Jo Nesbø. Un'invenzione narrativa complessa, un assassino disumano che si muove nel fondo di questo libro con una cupezza senza eguali, un'indagine condotta con angosciata bravura da due detective (uomo e donna, lui e lei) costretti a scendere mille gradini per comprendere come un'ossessione perfetta può deviare la mente di un individuo. Nemmeno Hitchcock. Perché poi un grande thriller nasce soltanto da un magnete, un chiavistello del male che attira, che vi attira inesorabilmente là, nella stanza degli omini che dondolano. Un capitolo vi lascerà il gusto di essere su una pista possibile e il seguente vi dirà di cambiare strada. Perché l'uomo delle castagne ha pensato a tutto e ricorda ogni cosa.
Gli altri, finti innocenti, hanno dimenticato…

L'incipit del libro
Le foglie rosse e gialle planano attraversando la luce del sole e sull'asfalto bagnato che taglia il bosco come un fiume scuro e lucido. Al passaggio dell'auto di servizio bianca vorticano a mezz'aria per un istante, poi si posano sui mucchi che aderiscono al ciglio della strada.
Marius Larsen alza il piede dall'acceleratore e rallenta in curva, ricordando a se stesso che deve dire al servizio stradale del comune di passare a spazzare con le macchine. Le foglie che rimangono a terra troppo a lungo pregiudicano l'aderenza delle gomme e sono potenzialmente letali. L'ha già detto tante volte: fa l'agente da quarantuno anni, negli ultimi diciassette è stato a capo della stazione di polizia e ogni autunno deve tornare a far presente il problema. Ma non oggi, perché oggi parlerà con sua moglie. Le farà «il discorso».
Scorre nervosamente tra le frequenze dell'autoradio, ma non riesce a trovare ciò che cerca. Solo notizie su Gorbačëv e Reagan e congetture sulla caduta del muro di Berlino. È imminente, dicono. Può essere l'inizio di una nuova epoca.
Lo sapeva da tempo che prima o poi avrebbe dovuto affrontarla, e ancora non se la sente. Ma ormai manca solo una settimana al giorno in cui sua moglie crede che lo manderanno in pensione, perciò è arrivato il momento di dirle la verità. Che non può fare a meno del suo lavoro. Che ha sistemato le cose pratiche e deciso di rimandare. Che comunque non è pronto a stare a casa, a guardare la Ruota della fortuna seduto sul divano, a raccogliere le foglie in giardino e giocare a nascondino con i nipotini.


La mia recensione
"In genere è in questo che è brava Thulin: a notare le piccole cose che possono avere importanza. Perché un tempo c'era abituata anche lei. A tornare a casa, chiudere a chiave la porta e notare i segni che stabilivano se sarebbe stata una giornata buona o cattiva".
L'uomo delle castagne, il romanzo di debutto del danese Søren Sveistrup è un ottimo thriller psicologico che, mai come in questo caso, ha saputo "catturarmi" sin dalla prima pagina (la scena iniziale vale da sola il prezzo del biglietto).
La trama è pressappoco questa: a Copenaghen la detective Naia Thulin e l'agente di collegamento con l'Europol Mark Hess, per nulla affiatati, si ritrovano costretti ad indagare su alcuni efferati omicidi di madri in giovane età. Uccisioni tutte accomunate da un insolito particolare: sulla scena del crimine viene lasciato un pupazzetto (fatto con castagne e fiammiferi) con le impronte digitali di una bambina scomparsa (e creduta morta) un anno prima. La soluzione finale, scaturita da una indagine molto accurata e meticolosa da parte dei due protagonisti, avrà dell'incredibile…
In questo romanzo c'è tutto quello che io voglio trovare in un thriller: personaggi complessi (e complessati), mistero, tensione, ritmo sempre alto, vendetta, traumi e riflessioni sulle motivazioni che hanno portato il cattivo di turno ad agire in quel modo.
La scrittura, pur essendo "soffocante" e molto cruda (i macabri dettagli non vengono risparmiati), è abbastanza scorrevole e perfettamente "visiva". Sveistrup ha saputo trascinarmi, letteralmente, nella storia mettendomi davanti a colpi di scena a ripetizione, a personaggi certamente non facili (i due personaggi hanno problemi, anche caratteriali, a più non posso) e ad una denuncia sociale che non lascia indifferenti (in questo romanzo viene affrontato il delicato tema degli abusi durante l'infanzia); anche se, come capita in moltissimi thriller nordici, situazioni e personaggi sono ammantati dai soliti cliché.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

Come scrivere un racconto giallo: le regole del romanzo poliziesco e il decalogo di Knox

giovedì 25 giugno 2026

Libri thriller 2026: oltre 70 romanzi da leggere



Libri thriller 2026: oltre 70 romanzi da leggere

👉 fonte: il Libraio

Chi ama i libri thriller lo sa: ogni anno arrivano nuove indagini da seguire, nuovi detective da scoprire e nuove ossessioni narrative capaci di tenere svegli fino all'ultima pagina. Dai noir più cupi ai thriller psicologici, passando per il mystery classico, l'horror e il cozy crime, il panorama crime attuale continua a trasformarsi e ad allargare i propri confini.
Come negli anni precedenti, in questo speciale, in costante aggiornamento, abbiamo raccolto alcune delle novità thriller e gialle più interessanti del 2026: romanzi italiani e internazionali, grandi firme del genere e nuove voci da tenere d'occhio, tra delitti irrisolti, segreti di famiglia, sparizioni, serial killer e casi destinati a riemergere dal passato.
Accanto alle investigatrici e agli investigatori più celebri trovano spazio personaggi inattesi, ambientazioni insolite e storie che mescolano tensione, atmosfera e attenzione psicologica. Perché oggi il thriller non è più soltanto un gioco di suspense e colpi di scena, ma anche un modo per raccontare paure contemporanee, rapporti umani e zone oscure della società.
Di seguito trovate una guida ai migliori libri thriller e gialli del 2026, pensata per chi è in cerca di nuove opere capaci di sorprendere, inquietare e lasciare il segno…

martedì 23 giugno 2026

Cinquanta libri thriller psicologici da leggere


Cinquanta libri thriller psicologici da leggere

👉 fonte: Libreriamo

I thriller psicologici sono un particolare sottogenere dei libri thriller, in cui la sfera mentale dei protagonisti diventa un aspetto determinante del racconto. Si tratta di storie in cui la tensione è altissima, e in cui il mistero viene reso ancora più fitto dal fatto che c'è almeno un personaggio, di solito il protagonista stesso, che non può fidarsi dei suoi stessi pensieri.
Ricordi frammentati, traumi che riemergono a pezzi, prove che ogni volta che vengono analizzate sembrano suggerire risultati diversi: i thriller psicologici si rifanno spesso alla tecnica del narratore inaffidabile.
Come è possibile individuare chi ha commesso un crimine quando i fatti sembrano sfuggire alla logica? Come si può capire di chi fidarsi e di chi no quando è impossibile conoscere veramente chi si ha di fronte? Queste domande non sono solo quelle che attanagliano il protagonista mentre cerca di assicurarsi la propria sopravvivenza, ma anche il lettore, che attraverso queste informazioni fuorvianti deve scovare il vero colpevole.
Quando non ci si può affidare agli occhi e alle parole attraverso cui si conosce la storia, tutto è possibile: colpi di scena, prospettive che cambiano all'improvviso, personaggi che lasciano intravedere un oscuro passato, indiziati creduti innocenti che si ritrovano colpevoli, e viceversa. Queste sono solo alcune delle caratteristiche che rendono i thriller psicologici delle storie mozzafiato, che conquistano il lettore facendogli divorare pagina dopo pagina non solo con la voglia di scoprire i colpevoli dei crimini, ma anche con quella di trovare una risposta ai numerosi misteri disseminati nella storia.
Chiaramente, nonostante abbiano delle caratteristiche comuni, i romanzi che fanno parte di questo filone possono essere molto diversi tra loro. In genere i thriller psicologici sono storie che riprendono alcuni elementi del giallo, poiché non mancano mai un crimine da risolvere e una situazione che presto o tardi finisce per far sentire in pericolo lo stesso protagonista.
Ma proprio perché in queste storie risulta fondamentale l'analisi degli aspetti più oscuri della mente umana, possono essere più o meno preponderanti anche le affinità con il romanzo psicologico, in cui è l'interiorità dei personaggi sempre al centro della scena. In queste storie poi spesso si insinuano atmosfere che possono avvicinarle ad altri canoni, come l'horror, il gotico e il noir, ma anche elementi apparentemente estranei come il soprannaturale o il fantascientifico, le storie d'amore o le ambientazioni storiche.
Per gli amanti di questo genere e di tutte le sue sfumature, abbiamo raccolto 50 libri thriller psicologici da leggere, che non possono mancare nella libreria di una lettrice o un lettore appassionato dei misteri che si insinuano nei meandri della mente umana. Questa lista, che non ha la pretesa di essere esaustiva e che si pone come spunto dal quale scoprire nuove letture, si concentra su alcuni titoli pubblicati dalla nascita di questo filone ma si limita all'intorno della prima decade degli anni 2000, con l'idea che saranno gli anni a venire a suggerirci i titoli imprescindibili del periodo successivo.

Thriller psicologici da leggere
Rebecca. La prima moglie, Daphne du Maurier (il Saggiatore)
Misery, Stephen King (Pickwick)
Il talento di Mr. Ripley, Patricia Highsmith (La nave di Teseo)
Sconosciuti in treno, Patricia Highsmith (La nave di Teseo)
Il suggeritore, Donato Carrisi (Tea)
La principessa di ghiaccio, Camilla Lackberg (Marsilio)
Trilogia di Hannibal (Hannibal, Red Dragon, Il silenzio degli innocenti), Thomas Harris (Mondadori)
Tutto ciò che muore, John Connolly (Time Crime)
Il collezionista, James Patterson (Tea)
Ricorda Maggie Rose, James Patterson (Tea)
Psycho, Robert Bloch (Bompiani)
Dio di illusioni, Donna Tartt (Rizzoli)
La psichiatra, Wulf Dorn (Tea)
Shutter Island, Dennis Lehane (Longanesi)
Abbiamo sempre vissuto nel castello, Shirley Jackson (Adelphi)
L’ipnotista, Lars Kepler (Longanesi)
Dieci piccoli indiani. E non rimase nessuno, Agatha Christie (Mondadori)
L'altra Grace, Margaret Atwood (Ponte alle Grazie)
Follia, Patrick Mcgrath (Adelphi)
Uomini che odiano le donne, Stieg Larsson (Marsilio)
Io uccido, Giorgio Faletti (La nave di Teseo)
The stranger, Harlan Coben (Longanesi)
Il ladro di anime, Sebastian Fitzek (Einaudi)
Nel bosco, Tana French (Einaudi)
Un nome senza volto, Robert Ludlum (Bur)
Giochi d'ombra, Charlotte Link (Tea)
L'assassinio di Roger Ackroyd, Agatha Christie (Mondadori)
Con la morte nel cuore, Ruth Rendell (Fanucci)
L'amore bugiardo, Gillian Flynn (Rizzoli)
Copritele il volto, P.D. James (Mondadori)
L'assassino che è in me, Jim Thompson (HarperCollins)
Sharp Objects, Gillian Flynn (Rizzoli)
Urla nel silenzio, Angela Marson (Newton Compton)
Dolce, cara Audrina, Virginia Andrews (Sonzogno)
Non ti addormentare, S.J. Watson (Piemme)
Il collezionista, John Fowles (Rizzoli)
Usciti di Senna, Michel Bussi (E/O)
Susan a faccia in giù nella neve, Carol O'Connell (Piemme)
La sposa silenziosa, A.S.A. Harrison (Longanesi)
Sotto la pelle, Nicci French (Rizzoli)
La promessa, Friedrich Dürrenmatt (Adelphi)
Ogni cosa è segreta, Laura Lippman (Neri Pozza)
Alex, Pierre Lemaitre (Mondadori)
Il pettirosso, Jo Nesbø (Einaudi)
I fiumi di porpora, Jean-Christophe Grangé (Garzanti)
Il filo rosso, Paola Barbato (Piemme)
La verità sul caso Harry Quebert, Joël Dicker (La nave di Teseo)
Treno infernale per l'Angelo rosso, Franck Thilliez (Fazi)
L'allievo, Patrick Redmond (Mondadori)
L'analista, John Katzenbach (Mondadori)

Libri thriller psicologici: alcune caratteristiche del genere
Tra i principali espedienti letterari dei thriller psicologici troviamo disturbi mentali: vediamo infatti spesso affrontate tematiche come follia, perdita di memoria, disturbi della personalità e altre problematiche che rendono i personaggi che ne soffrono ambigui e imprevedibili. Non mancano poi incursioni in sfere come quella del sogno, dell'ipnosi, della paranoia, delle allucinazioni e di tutte le possibilità che conducono a una percezione distorta della realtà, e che quindi contribuiscono a rendere la verità dei fatti ancora più difficile da inquadrare.
Spesso è lo stesso narratore a soffrire di questi disturbi, o a tormentarsi per un conflitto interiore irrisolto che non può che emergere durante il suo tentativo di fare luce sui misteri che trova di fronte a sé. Altre volte invece, è il colpevole di uno o più crimini a giocare con la mente di coloro che li indagano, portandoli sulla pista sbagliata o aprendone di nuove, facendogli credere una cosa e poi il suo contrario, nel tentativo di minare le loro più solide certezze.
La grande attenzione all'interiorità dei personaggi e alla loro percezione delle realtà va a scapito degli elementi avventurosi, di solito meno presenti: i viaggi si consumano più nella psiche che in luoghi lontani. Anche perché è più facile per il protagonista (e il lettore) sentirsi destabilizzato quando gli avvenimenti più sconvolgenti avvengono in ambienti apparentemente confortanti come gli ambienti domestici, piuttosto che in luoghi remoti dove è più probabile aspettarsi il pericolo.
Infine, quello che non manca mai nei thriller psicologici è il plot twist: lo snodo (o gli snodi) di trama, che giunge solitamente verso la fine della storia, e che capovolge le convinzioni del narratore e anche del lettore rispetto ai misteri da risolvere. I plot twist solitamente giocano sulla plausibilità delle teorie che si costruiscono nella mente del risolutore: se per esempio in un primo momento la figura dei domestici può risultare insospettabile, era proprio su di loro che poteva ricadere la colpa, con grande sorpresa del risolutore. Ma vista la sempre maggiore scaltrezza degli appassionati del genere, capita anche che gli scrittori giochino con essa: per mantenere l'esempio, per il lettore di oggi un'eventuale colpevolezza della figura dei domestici potrebbe risultare scontata, e quindi subito scartata; chi scrive quindi potrebbe sfruttare proprio questo ragionamento e dopo un iniziale depistaggio far ricadere comunque la colpa su questi personaggi.
Altri elementi tipici dei thriller psicologici sono in cosiddetto McGuffin, cioè un oggetto che muove i personaggi ma che non è effettivamente rilevante per il lettore (pensiamo per esempio al Santo Graal, o ai diamanti o ai preziosi che fanno da movente per i delitti, o, per esulare per un momento dall'ambiente letterario, alla celebre valigetta di Pulp Fiction), e il Red Herring, cioè un personaggio o un altro elemento introdotto appositamente nella storia per spostare l'attenzione del lettore verso piste fuorvianti.

Thriller psicologici: gli adattamenti cinematografici
Il genere thriller psicologico non ha avuto un grande successo solamente in campo editoriale ma anche in quello cinematografico: non per nulla si tratta di storie coinvolgenti e appassionanti, che suscitano lo stesso tipo di trasporto cercato anche da chi ama i thriller sul grande schermo. Sono moltissime le trasposizioni cinematografiche che hanno contribuito a rendere ancora più celebri i titoli da cui sono originati; pensiamo per esempio al successo cinematografico ottenuto (anche grazie alla magnetica interpretazione di Kathy Bates) da Misery non deve morire di Rob Reiner, e alla versione di Psycho girata da Alfred Hitchcock, il quale è stato capace di accentuare ancor di più rispetto al romanzo le caratteristiche da thriller psicologico presenti nella storia.
Anche la saga di Mr. Ripley, di cui fanno parte alcune delle opere più celebri di Patricia Highsmith, ha trovato uno sbocco al cinema con il film cult Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella, in cui recitano Matt Damon, Jude Law, Cate Blanchett e Gwyneth Paltrow, per non parlare dell'adattamento di Shutter Island girato da Martin Scorsese e interpretato tra gli altri da Leonardo di Caprio e Mark Ruffalo, diventato simbolo indiscusso dei thriller psicologici al cinema.
Non sono mancati poi gli adattamenti anche in forma seriale: Sharp Objects è stato trasposto in una mini serie tv molto apprezzata, girata da Jean-Marc Vallée con Amy Adams e Patricia Clarkson, ma anche dalla saga di Millennium, il cui primo romanzo è Uomini che odiano le donne, sono stati tratti diversi adattamenti sia in forma di film che di miniserie, dei quali il più celebre è probabilmente il film girato da David Fincher e interpretato da Daniel Craig e Rooney Mara.

lunedì 22 giugno 2026

[RECENSIONE] Christopher Buehlman: Tra due fuochi


Christopher Buehlman: Tra due fuochi

Titolo originale: Between two fires
Formato: copertina flessibile
Pagine: 526
Editore: Independently published (22 settembre 2023)
ISBN-13: 9798862216431
ASIN: B0CJLLK82J

Data di acquisto: 17 giugno 2026
Letto dal 17 al 22 giugno 2026

Sinossi
"Solleviamoci ora contro di Lui con tutto il nostro numero, abbattiamo le mura del Cielo…".
Un cavaliere brutale che riceve un'ultima occasione per redimersi. Un prete afflitto, ultimo sopravvissuto della sua parrocchia, che annega sé stesso nel vino e nella colpa. Una giovane ragazza, resa orfana dalla Morte Nera, che ubbidisce agli ordini di angeli sia terribili che bellissimi.
Questo terzetto intraprenderà un viaggio attraverso la campagna francese decimata da guerra e pestilenza, incontrando lungo la strada martiri e santi, briganti e pazzi, i dannati e i loro padroni infernali. Hanno pochissime possibilità di salvare l'umanità, ma potrebbero, potrebbero soltanto, salvare le loro anime.

L'incipit del libro
I soldati trovarono l'asino di venerdì. Era zoppo ed era facile contargli le costole. Era troppo debole per scappare da loro o anche solo per ragliare loro contro, ma non sembrava avere la malattia. Era solo vecchio.
Li guardò speranzoso da sotto un salice, agitando la coda per scacciare le mosche. Il grasso, e nessuno sapeva come facesse a rimanere tale, sollevò il martello da guerra, con l'intenzione di spaccargli il cranio, ma Thomas lo fermò. Indicò il fienile. Sarebbe stato più furbo portarlo prima al fienile, dove avrebbero potuto ripararsi dalla pioggia in arrivo. Godefroy fece un cenno di assenso.
I quattro uomini erano stati in viaggio con i loro stracci e le loro armature arrugginite senza un pasto decente per molte settimane, vivendo di cibo avariato trovato nelle case, crescione e cime di giunchi dai fossati, vermi, insetti, ghiande e persino un gatto putrido. Avevano tutti mangiato così tanta erba da avere il piscio verde. La malattia era spietata lì; aveva ucciso così tanti contadini che non c'era pane nemmeno in quella valle fertile. Non c'erano abbastanza mani per muovere le falci, né abbastanza donne disposte a raccogliere per la trebbiatura, né mugnai per macinare, né fornai per accendere i forni. La malattia, che chiamavano la Grande Morte, passava misteriosamente ma inesorabilmente dagli uni agli altri con la stessa facilità con cui gli uomini si stringono la mano, un bambino chiama il nome di un amico o due donne si scambiano uno sguardo. Ormai nessuno guardava i propri vicini, né parlava con loro. Era calata così pesantemente su quella parte della Normandia che i morti non potevano essere seppelliti; erano ammassati all'esterno, nelle loro sporche camicie lunghe e puzzavano sotto il sole d'agosto e le mosche brulicavano intorno a essi.

La mia recensione
"So che sembra terribile, ma non lo è affatto. Se Dio voleva ordine e bontà nel mondo, non avrebbe dovuto renderci le cose così difficili. Siamo tutti uomini e donne morti. Vuole il caos e la morte? Li ottiene, e noi che voce abbiamo in capitolo? Tutto quello che possiamo fare è cercare di divertirci un po' prima che la falciatrice venga a prenderci, no?".
Questo romanzo, pubblicato in proprio dall'autore nel 2012, è un imponente horror medievale, con tratti molto cupi e crudi (nel vero senso della parola) e tratti emozionanti, quasi strappalacrime.
Nella Normandia del 1348, Thomas, un cavaliere votato al brigantaggio, ed una orfanella in odor di santità che vede angeli in ogni dove (più tardi scopriremo il suo nome: Delphine), si mettono in cammino verso Avignone con l'intenzione di incontrare (e, secondo la bambina, anche salvare) il Papa. A loro due si unirà un prete avvinazzato ed afflitto dai sensi di colpa. Ma il viaggio, per questi tre personaggi così diversi ma simili nella loro determinazione, non sarà priva di ostacoli e pericoli: dovranno vedersela, in una Francia già messa in ginocchio da peste e carestia, con diavoli, mostri, morti che camminano, diaboliche statue che prendono vita ed orrori di ogni tipo e forma.
Lo scrittore americano ha saputo ideare una storia intessuta di superstizione, riscatto e sacrificio. Un romanzo dal ritmo sempre bello alto che, a conti fatti, sembra più che altro la sceneggiatura di un film horror. Ma, soprattutto, è un romanzo il cui il Medioevo che conosciamo dai libri di Storia viene completamente ribaltato, mostrandoci un periodo storico in balìa della morte e del sudiciume.
Ma un piccolo difetto lo vogliamo trovare? Più o meno a metà libro, ci sono alcuni momenti autoconclusivi (quasi piccole storie incastrate nella storia principale); ed è solo in questa parte, comunque brevissima, che il ritmo cala leggermente.
Eppure Tra due fuochi sa farsi leggere: dark, eroico ed impetuoso allo stesso tempo.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

L'attesa per The "Winds of Winter" è più lunga del tempo richiesto a scrivere i primi cinque volumi


L'attesa per The Winds of Winter è più lunga del tempo richiesto a scrivere i primi cinque volumi
George R.R. Martin continua a farci attendere e l'attesa di The Winds of Winter è diventata ora così lunga da aver superato il numero di giorni che sono serviti per scrivere tutti gli altri romanzi

👉 fonte: Multiplayer

George R.R. Martin lavora molto, ma chiaramente non su The Winds of Winter, il prossimo romanzo della saga principale delle Cronache del ghiaccio e del fuoco.
L'attesa per questo libro si è ormai protratta così tanto da aver superato il tempo che è servito allo scrittore per produrre tutti gli altri libri già pubblicati.
Come recentemente sottolineato da Culture Crave su Twitter, il divario temporale tra A Dance With Dragons e The Winds of Winter ha ormai superato l'intera attesa trascorsa tra la pubblicazione di A Game of Thrones e quella di A Dance With Dragons.
I primi cinque libri delle Cronache del ghiaccio e del fuoco sono stati pubblicati nell'arco di 5.457 giorni (quasi 15 anni) un percorso culminato con l'uscita di A Dance With Dragons l'11 luglio 2011. Ad oggi, 21 giugno 2026, sono passati esattamente 5.458 giorni da quando quell'ultimo volume è arrivato sugli scaffali delle librerie negli USA. Ovviamente nel frattempo Martin non è rimasto con le mani in mano. Oltre a collaborare con FromSoftware su Elden Ring, ha scritto altri romanzi e ha contribuito alla creazione di svariate serie televisive, come le recenti House of the Dragon e A Knight of the Seven Kingdoms. Sappiamo inoltre che dei seguiti de Il Trono di Spade sono in sviluppo.

----------
Leggi anche:

domenica 21 giugno 2026

Perché riscoprire "Domenica" di Georges Simenon, opera sulla crudeltà silenziosa della vita domestica


Perché riscoprire Domenica di Georges Simenon, opera sulla crudeltà silenziosa della vita domestica

👉 fonte: Libreriamo

Conosciuto dal grande pubblico soprattutto per essere il padre del celeberrimo commissario Maigret, lo scrittore belga Georges Simenon possiede in realtà una produzione parallela altrettanto monumentale: i suoi celebri romans durs, i "romanzi duri". Ed è proprio in questa preziosa costellazione che si inserisce Domenica (Dimanche), pubblicato per la prima volta da Adelphi nella splendida traduzione di Daniela Salomoni.
In questa storia, che si consuma sotto il sole apparentemente abbagliante e pacifico della Provenza, Simenon ci prende per mano e ci trascina, stanza dopo stanza, silenzio dopo silenzio, all'interno del retrobottega dell'animo umano. Un'opera che rappresenta una vera e propria radiografia clinica e poetica delle nostre solitudini e delle gabbie invisibili che ci costruiamo da soli.
Fin dalle primissime righe del romanzo, le stesse che aprono questo viaggio, veniamo catapultati in un'atmosfera sospesa, quasi ipnotica. Émile, il protagonista, si sveglia senza bisogno di sveglia. Accanto a lui, nel grande letto di noce, c'è la moglie. Una presenza immobile, muta, la cui apparente passività nasconde in realtà una precisa e logorante "strategia". Sopra di loro, nella mansarda, si sveglia invece Ada, la domestica: una giovane donna descrittiva, dall'odore "selvatico e speziato", con cui Émile ha intrecciato una relazione viscerale e ferina.
Émile lavora nell'albergo-ristorante di proprietà della famiglia della moglie, una donna che ha preteso il controllo totale della sua vita, persino rifiutando l'accordo prematrimoniale pur di legarlo a doppio filo a sé e al proprio patrimonio. In questo triangolo claustrofobico, fatto di sguardi non detti, di routine esasperanti e di rancori che covano sotto la cenere, Émile matura un piano. Una risoluzione lucida e glaciale. Una domenica mattina, mentre il sole filtra dalle persiane, il lettore avverte che il punto di non ritorno è stato superato. Eppure, come scrive Simenon, Émile «non aveva paura. Non aveva nemmeno voglia di tornare sui suoi passi. Non era né impaziente né agitato».
Leggere Domenica significa fare i conti con alcune delle verità più scomode sulla natura umana. Il primo grande insegnamento di Simenon riguarda la natura del conflitto. Siamo abituati a pensare alla violenza e alla crudeltà come a esplosioni improvvise, urlate, teatrali. Simenon ci insegna il contrario: la crudeltà più feroce è quella silenziosa, che si annida tra le pieghe della rispettabilità domestica. È la violenza psicologica del controllo, del non-detto, dell'indifferenza usata come arma strategica.
🌎 CLICCA QUI per continuare a leggere

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dall'8 al 14 giugno 2026 (Fonte: TuttoLibri del 20 giugno 2026):

1. Hazel Riley - Game of Olympus. Catarsi. Game of Gods, vol. 6
2. Leone XIV - Magnifica humanitas. Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale
3. Antonio Manzini - I tramezzini di Rocco Schiavone. Rocco Schiavone, vol. 23
4. Francesca Giannone - Gli anni in bianco e nero
5. Santina Cosetta - Soltanto il giorno
6. Elle Kennedy - Il tradimento. The Campus, vol. 3
7. A.V. - The Breakfast Club. Segreti per un'estate perfetta
8. Elle Kennedy - Lo sbaglio. The Campus, vol. 2
9. Cristina Cassar Scalia - Le terme dell'Indirizzo. Vicequestore Vanina Guarrasi, vol. 10
10. Luciana Littizzetto - Il tempo del la la la

Tre novelle italiane che stanno reinventando l'horror e il fantastico


Tre novelle italiane che stanno reinventando l'horror e il fantastico

👉 fonte: Libreriamo

L'horror italiano non coincide più soltanto con case infestate, serial killer o antiche maledizioni. Negli ultimi anni molti autori hanno iniziato a utilizzare il fantastico per affrontare temi profondamente umani, trasformando mostri, fantasmi e distopie in metafore del presente e della memoria. È una narrativa che dialoga con la letteratura contemporanea, con la storia e persino con la filosofia, senza rinunciare alla capacità di sorprendere e inquietare.
La casa editrice Lumien sta contribuendo a questa evoluzione attraverso una collana di novelle che permette agli autori di sperimentare linguaggi, atmosfere e contaminazioni. In poche pagine trovano spazio ucronie, horror psicologico, body horror, fantascienza e satira, dimostrando che il fantastico italiano possiede oggi una voce originale e riconoscibile.

Altra pelle di Alice Cervia
Può un'indagine poliziesca trasformarsi in una riflessione sul diritto di esistere? È la domanda che attraversa Altra pelle, una novella ambientata nel 1939 che intreccia il noir storico con il body horror. Il protagonista è Arrigo, ex segretario comunale, impegnato a risolvere l'omicidio di una contessa legata al regime fascista. Dietro il delitto, però, emerge un universo molto più inquietante fatto di corpi considerati "difettosi", persecuzioni e ossessioni eugenetiche.
L'elemento fantastico non serve soltanto a creare tensione. Diventa il linguaggio attraverso cui raccontare l'emarginazione, la paura della diversità e la violenza di un sistema che pretende di stabilire quali vite meritino di essere vissute. La componente horror dialoga così con la memoria storica, offrendo una lettura originale degli anni del fascismo e trasformando il corpo nel principale terreno di scontro tra libertà e oppressione.

Cora di Irene L. Visentin
Il ritorno nella casa dell'infanzia è uno dei grandi archetipi della narrativa gotica. In Cora questo viaggio assume però un carattere profondamente emotivo.
Adele torna a Monselice per assistere la madre, ormai in coma irreversibile, ma il passato non è rimasto immobile. La casa continua a custodire presenze, ricordi e silenzi che sembrano possedere una vita propria, mentre il confine tra realtà, magia e memoria diventa sempre più incerto. L'autrice costruisce un horror intimista, in cui la paura nasce prima di tutto dai rapporti familiari e dai segreti mai affrontati. I mostri non abitano soltanto gli angoli bui delle stanze, ma prendono forma nei traumi, nelle omissioni e nelle ferite che attraversano le generazioni. È una storia che recupera la tradizione gotica italiana e la rinnova attraverso una sensibilità contemporanea, privilegiando l'atmosfera e la dimensione psicologica rispetto allo spavento fine a sé stesso.

Country Horror Cyber Show di Venus Marion
Se i primi due titoli guardano alla memoria e all'interiorità, Country Horror Cyber Show sceglie invece la strada dell'eccesso. La novella costruisce un universo surreale popolato da rider di tori bionici, androidi, dirigenti ossessionati dall'immortalità e sceneggiatori alle prese con produzioni sempre più assurde. Il tono è volutamente ironico, sopra le righe, quasi grottesco, ma dietro questa esplosione di immagini eccentriche si nasconde una satira feroce del nostro rapporto con la tecnologia, con l'intrattenimento e con il desiderio di superare continuamente i limiti dell'essere umano.
La fantascienza si fonde con l'horror e con la commedia nera, dando vita a una narrazione che ricorda certa speculative fiction contemporanea, dove il divertimento convive con una riflessione sulle contraddizioni della società ipertecnologica.

Queste tre novelle dimostrano come il fantastico italiano stia vivendo una fase di grande vitalità. Pur partendo da registri molto diversi, condividono la stessa ambizione: utilizzare l'horror e la fantascienza non come semplici generi d'intrattenimento, ma come strumenti capaci di interrogare la storia, l'identità, la memoria e il futuro. In un panorama editoriale spesso dominato dalle traduzioni straniere, opere come Altra pelle, Cora e Country Horror Cyber Show ricordano che anche gli autori italiani possono proporre immaginari originali, contaminando generi diversi e affrontando temi universali attraverso il linguaggio del fantastico. È proprio questa libertà di sperimentazione a rendere la collana Lumien una delle realtà più interessanti per chi desidera scoprire nuove voci dell'horror contemporaneo italiano.

giovedì 18 giugno 2026

Perché "The Other Mothers" di Katherine Faulkner è il thriller psicologico di cui abbiamo bisogno


Perché The Other Mothers di Katherine Faulkner è il thriller psicologico di cui abbiamo bisogno
The Other Mothers è il thriller psicologico del momento: una satira spietata sulla maternità borghese e i segreti nascosti dietro la facciata della perfezione

👉 fonte: Libreriamo

Ha già conquistato i primi posti nella classifica del Sunday Times nel Regno Unito ed è destinata con la sua seconda opera a lanciare un nuovo caso editoriale internazionale. Parliamo di Katherine Faulkner: l'autrice che, dopo lo straordinario debutto con Greenwich Park, torna in libreria con il secondo romanzo The Other Mothers (Le madri bugiarde).
Definito dalla critica anglosassone come l'erede naturale di Big Little Lies di Liane Moriarty e delle atmosfere ciniche di The White Lotus, il libro della Faulkner rappresenta una spietata e lucidissima dissezione della maternità borghese, delle barriere di classe e del prezzo altissimo che si paga quando si decide di barattare la propria identità pur di appartenere a un gruppo d'élite.
La storia si sviluppa attorno a Tash, una giornalista freelance che ha lasciato il lavoro stabile in redazione per occuparsi del figlio piccolo, Finn. Tash vive intrappolata in quella tipica palude post-parto fatta di isolamento, scadenze mancate, bollette che si accumulano e un matrimonio che comincia a scricchiolare sotto il peso della routine. Quando iscrive il figlio a un esclusivo gruppo di gioco in un quartiere elegante di Londra, il suo cammino incrocia quello delle "altre madri": un trio di donne impeccabili, ricche, affascinanti, che vivono in case gigantesche e sembrano avere il controllo totale sulle proprie esistenze.
Contro ogni aspettativa, Tash viene accolta a braccia aperte nel loro circolo esclusivo. Tra colazioni costose, calici di vino e pomeriggi idilliaci, sperimenta finalmente la sensazione di avercela fatta, di essere "una di loro". Ma questo sogno dorato si scontra presto con una realtà inquietante. Una giovane tata del quartiere, Sophie, viene trovata morta in circostanze misteriose. Tash, spinta dal mai sopito istinto giornalistico e dalle suppliche della madre della vittima, inizia a indagare. Più scava a fondo, più si rende conto che la morte della ragazza è strettamente legata al passato e ai segreti inconfessabili delle sue nuove e "perfette" amiche.
La stampa britannica e i grandi nomi del thriller psicologico internazionale hanno accolto The Other Mothers come un perfetto e spietato ritratto di costume, consacrandolo a punto di riferimento del cosiddetto Mum Noir. India Knight, sul Sunday Times Magazine, lo ha descritto come "un thriller brillantemente orchestrato e magnificamente osservato", ironizzando su come la lettura metta quasi un senso di sollievo in chi non deve più frequentare i cancelli delle scuole.
L'autrice bestseller Abigail Dean lo ha paragonato a un incrocio magnetico tra The Undoing e Big Little Lies, definendolo "una sferzante e decadente parodia della maternità dell'alta borghesia", capace di sollevare la carta da parati di lusso delle case londinesi per metterne a nudo i segreti più torbidi.
Ed è proprio questa l'arma segreta del romanzo secondo la critica: la capacità della Faulkner di unire i meccanismi del giallo classico (con colpi di scena definiti da Publishers Weekly come "sismici") a una satira sociale affilata, dove la minaccia più grande non si nasconde nei vicoli bui, ma dietro i sorrisi impeccabili di un gruppo di madri fin troppo perfette per essere innocenti.
Il segreto del successo della Faulkner risiede nella sua capacità di fare del Classism-Noir (il noir incentrato sulle differenze di classe). L'autrice non costruisce la suspense attraverso mostri nell'ombra o serial killer stereotipati; la paura, in questo romanzo, nasce nei salotti bene, dietro i sorrisi di circostanza, nell'ostentazione della ricchezza e nei messaggi passivo-aggressivi sulle chat di gruppo delle mamme.
Attraverso una struttura a doppia narrazione alternata (il presente di Tash e il passato di Sophie, la tata deceduta) la Faulkner costruisce una tensione psicologica asfissiante. Il lettore si trova immerso in un labirinto di specchi dove nessuno è davvero innocente e dove l'ossessione per lo status sociale giustifica qualsiasi bassezza.
Al di là della trama investigativa magnetica, The Other Mothers si rivela una lettura formativa per la profondità dei temi trattati. Ci insegna, prima di tutto, il pericolo dell'idealizzazione. Viviamo in un'epoca dominata da feed di Instagram e TikTok saturi di "maternità estetiche", dove la vita quotidiana viene filtrata per apparire priva di sforzo, pulita, lussuosa. Il romanzo demolisce questa facciata, ricordandoci che dietro la perfezione ostentata spesso si nascondono compromessi morali, solitudini immense e dinamiche tossiche di controllo.
In secondo luogo, il libro offre una riflessione amarissima sulla solitudine della maternità moderna. Tash si lascia trascinare in una spirale di bugie, debiti e pericoli non per stupidità, ma per un disperato bisogno di convalida e connessione sociale. La Faulkner esplora magistralmente quel senso di inadeguatezza e di "invisibilità" che molte donne provano dopo la nascita di un figlio, quando smettono di essere considerate individui per diventare, appunto, solo "la madre di qualcun altro".
Infine, c'è una lezione potente sul prezzo del silenzio e della complicità. Quando il privilegio economico si unisce alla necessità di proteggere la reputazione della propria famiglia, la solidarietà femminile si azzera, trasformando una comunità apparentemente accogliente in un branco spietato pronto a sacrificare chiunque si trovi un gradino più in basso nella scala sociale.
The Other Mothers merita un posto d'onore nelle letture dei prossimi mesi perché riesce nel miracolo più difficile della narrativa contemporanea: intrattenere con un ritmo serratissimo e, allo stesso tempo, far riflettere sulla società in cui viviamo. È un romanzo magnetico che cattura il lettore dalla prima pagina, costringendolo a guardarsi allo specchio e a chiedersi: fino a dove sarei disposto a spingermi per proteggere la mia fragile idea di felicità? Un caso editoriale meritato, che conferma Katherine Faulkner come una delle voci più intelligenti e affilate del thriller psicologico moderno.

mercoledì 17 giugno 2026

[RECENSIONE] Francesca Giannone: Domani, domani


Francesca Giannone: Domani, domani

Formato: copertina flessibile
Pagine: 384
Editore: Tea Superpocket (17 giugno 2025)
ISBN-13: 9788869800719

Data di acquisto: 27 marzo 2026
Letto dal 14 al 17 giugno 2026

Sinossi
Dopo lo strepitoso successo de La portalettere il nuovo romanzo di un'autrice da oltre 800.000 copie.
Un fratello e una sorella legati da un sogno, divisi da una scelta.
Salento, 1959. Lorenzo e Agnese hanno perso tutto. E lo capiscono quando, con gli occhi tristi che si porta dietro da una vita, il padre annuncia di aver venduto il saponificio di famiglia, un'eredità che lui ha vissuto come una condanna. Per Lorenzo e Agnese, invece, quella fabbrica che il nonno ha creato dal nulla, che profuma di talco, di essenze floreali e di oli vegetali, e che occupa ogni loro pensiero, era la certezza di un presente sereno e la promessa di un futuro da tracciare insieme, uniti. Quindi l'idea di rimanere lì come semplici operai sotto un nuovo, arrogante padrone è devastante per entrambi. Lorenzo, orgoglioso e impulsivo, se ne va sbattendo la porta, col cuore colmo di rabbia e con un solo obiettivo: trovare i soldi necessari per riprendersi quello che è suo. Ma Agnese non lo segue: tanto risoluta se si tratta di formulare saponi quanto insicura quando le tocca abitare il mondo al di fuori del saponificio, dichiara: «Io resto dov'è casa mia». È una crepa profonda, apparentemente insanabile, quella che si apre tra fratello e sorella e li spingerà su strade opposte e imprevedibili. Perché vogliono la stessa cosa, Lorenzo e Agnese, almeno finché l'amore non li porterà di nuovo a un bivio. Ognuno dei due farà una scelta, tracciando un altro domani…

L'incipit del libro
Cinque anni prima
Quel giorno che v'aspettava
22 settembre 1953
La prima volta, il telefono squillò a vuoto.
«Ma cosa gliel'ho comprato a fare, se non rispondono mai», borbottò Renato, riagganciando.
«Dai, c'è gente che aspetta», disse sua moglie Marianna, lanciando uno sguardo alla coda che si era formata nel retro del negozio di alimentari.
«E chi se ne importa. Tutti mo' devono telefonare?»
«Ma li vedremo più tardi… Che fretta c'è?»
Renato si accigliò, riprese la cornetta in mano e compose di nuovo il numero. «Continuo finché non alzano le chiappe e vengono a rispondere. È ora di pranzo, dove vuoi che siano, se non in casa?»
Attese sei squilli, poi finalmente sentì: «Pronto?»
«Si può sapere perché non rispondevate?»
«Papà, stavamo mangiando…» disse Giuseppe.
«In fabbrica tutto bene?»
«Siete via da soli quattro giorni, cosa può andar male?»
«Con te non si sa mai», ribatté Renato.
La moglie lo guardò di traverso e gli fece un gesto come a dire: Su, lascialo stare.
«Passami i miei nipoti, va'», continuò lui.
«Mo' te li chiamo», mormorò Giuseppe.

La mia recensione
"La vista del mare e il chiasso del porto lo fecero sentire subito a casa, strappandogli un sorriso; pensò che era difficile, per chi era cresciuto lontano dal mare, capire quanta malinconia poteva generare la sua mancanza: come l’amore, il mare cura, lenisce le ferite, ti fa sentire che appartieni a qualcosa".
Secondo romanzo della mia conterranea Francesca Giannone e… secondo centro!
Domani, domani analizza il complesso tema dell'appartenenza (sia alla propria famiglia che ad un territorio): ad Araglie, un immaginario paesino del Salento ("disegnato" dalla scrittrice sulla falsariga della Gallipoli di fine anni '50 del XX secolo), due fratelli, Agnese e Lorenzo Rizzo, assistono increduli alla vendita del saponificio di famiglia, un luogo da loro sempre ritenuto "casa".
Il romanzo è fluido e con un'aura quasi da poesia d'altri tempi ed in grado di rievocare (e lo dico io che ci vivo) i tanti profumi del Salento: gli ulivi, il mare, i piccoli borghi. Per cui, anche se è scontato dirlo, non aspettatevi un romanzo a tutto ritmo; qui si va piano e con una cadenza fortemente in bilico tra tradizione e progresso.
Molto ben caratterizzati i due personaggi principali: Agnese è quella fedele "alla causa", Lorenzo il ribelle per l'amor proprio calpestato. Ma assolutamente ben delineati tutti gli altri personaggi (non solo quelli secondari, ma anche quelli di contorno). Piacevole la brevissima comparsata della "portalettere".
Con Domani, domani, insomma, c'è di che riflettere sugli obiettivi che si vuol portare avanti, sul rancore e sulle scelte spinose che si compiono nella vita.
L'unica nota stonata (ma che non influisce sul mio giudizio più che positivo) mi è sembrato essere il finale troppo sbrigativo… Oppure, e la butto lì, la Giannone ha lasciato aperta una finestra per un eventuale seguito?
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

domenica 14 giugno 2026

[RECENSIONE] Lucinda Berry: La gemella silenziosa


Lucinda Berry: La gemella silenziosa

Titolo originale: Phantom Limb
Formato: Kindle (1.7 MB)
Pagine: 271
Editore: Newton Compton Editori (5 maggio 2026)
ASIN: B0GHZMQWG6
ISBN-13: 9791224204701

Data di acquisto: 11 giugno 2026
Letto dall'11 al 14 giugno 2026

Sinossi
Bestseller n. 1 negli Stati Uniti. È arrivato finalmente in Italia il thriller di cui tutti parlano.
Due gemelle segnate da un'infanzia difficile. Una speranza di rinascita. Una morte che riapre vecchie ferite.
«Un thriller intenso e inquietante, con un finale sorprendente che lascia senza fiato».
«Lucinda Berry costruisce un romanzo che esplora i traumi dell'infanzia e le loro conseguenze devastanti. Una storia che non si dimentica facilmente».
«Potente, con un finale inimmaginabile».
Emily ed Elizabeth hanno trascorso l'infanzia chiuse in una stanza, terrorizzate da una madre che beveva troppo e spariva per giorni. Il destino delle due gemelle, identiche in tutto e per tutto, sembra cambiare quando vengono salvate da una famiglia decisa a diventare il loro porto sicuro. Ma ci sono orrori che neanche l'amore può cancellare… Elizabeth si risveglia in ospedale, immobilizzata a letto e incapace di muoversi o parlare. L'ultima immagine che ricorda è il corpo della gemella nel bagno. Indagando sul mistero della morte di Emily, Elizabeth scopre segreti sconvolgenti, mentre i vuoti di memoria la costringono a ricordare ciò che aveva cercato di dimenticare: le percosse, il sangue, gli "amici speciali" della madre. La sua vita precipita a una velocità spaventosa mentre tenta disperatamente di ricomporre il puzzle psicologico del suo passato, prima che sia troppo tardi.

L'incipit del libro
Era sempre la stessa telefonata. Sempre le stesse suppliche disperate.
«Non dire una parola», implorava.
E a chi l'avrei detto? Ne avevo mai parlato con qualcuno? Era da anni che custodivo i suoi segreti.
Posteggiai nel mio spazio riservato e sollevai lo sguardo verso il terzo piano del nostro palazzo, ultima finestra a sinistra. Le tapparelle erano chiuse. Lo erano da giorni. Scesi dall'auto e mi incamminai verso l'ingresso, incrociando la signora Jasberson davanti alle cassette delle lettere. Controllava la posta almeno cinque volte al giorno per interagire con qualcuno che non esistesse soltanto sullo schermo del suo televisore.
«Salve, Elizabeth», mi disse quando mi vide. «Com'è andata al lavoro oggi?»
«Benissimo», risposi senza voltarmi. Non c'era bisogno di raccontarle che ancora una volta me n'ero andata tre ore prima della fine del turno.
«Di’ a tua sorella che dovrebbe stare di più al sole».
Mi voltai e le sorrisi aspettando l'ascensore. «Certo».

La mia recensione
"Volevo ricordare qualcosa. Qualsiasi cosa che avrebbe potuto aiutarmi a capire cosa stava succedendo, ma era come scavare nelle sabbie mobili. Ogni volta che nella mia memoria si apriva un piccolo spiraglio, veniva subito inghiottito da una sensazione di panico".
Bel thriller psicologico con piccole punte di horror… ma dal finale abbastanza prevedibile (già poco prima di metà libro si capisce come siano realmente andati i fatti).
La trama, senza portarla per le lunghe, è questa: due gemelle identiche, traumatizzate durante i primi anni della loro vita, trovano serenità e "calore umano" in una famiglia adottiva. Ma, dopo qualche anno, una muore per un incidente d'auto e l'altra prima smette di parlare e poi si risveglia in ospedale alle prese con un forte "vuoto di memoria". L'unica in grado di sbrogliare il bandolo della matassa sembra essere la loro psichiatra infantile che, sebbene le due gemelle siano ormai adulte, non ha mai smesso di stargli vicino. Eppure, nulla è ciò che sembra: le due gemelle, Emily ed Elizabeth, pur identiche nell'aspetto fisico, sono completamente differenti… una ha un carattere forte, l'altra è docile, arrendevole e piena di sensi di colpa.
I temi del romanzo di Lucinda Berry son veramente tanti, ma tutti molto delicati: infanzia negata, pedofilia, traumi, violenza, sensi di colpa e disturbi mentali.
La scrittrice americana (che nella realtà è davvero una psicologa) ha saputo creare una storia molto cruda, dalla tensione sempre continua e con personaggi perfettamente credibili; i colpi di scena son piazzati nei punti giusti anche se, come ho detto all'inizio, si capisce quasi subito come siano andate veramente le cose (ed è solo per questo fatto che non ho dato il voto massimo). Mi fermo qui per non fare spoiler più del dovuto…
Altro aspetto che non mi ha convinto del tutto: nella seconda parte del romanzo ci sono un bel po' di "spiegoni" a sfondo psichiatrico per chiarire il trauma subìto dalla gemella ricoverata… Tuttavia, lo riconosco: tutti questi "sermoni" erano necessari per "costruire" il gran finale.
Un romanzo scioccante, perciò, che può interessare a chi ama leggere quei thriller sui "giochi" della mente e sulle ferite dell'anima.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dall'1 al 7 giugno 2026 (Fonte: TuttoLibri del 13 giugno 2026):

1. Leone XIV - Magnifica humanitas. Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale
2. Antonio Manzini - I tramezzini di Rocco Schiavone. Rocco Schiavone, vol. 23
3. Santina Cosetta - Soltanto il giorno
4. Francesca Giannone - Gli anni in bianco e nero
5. Cristina Cassar Scalia - Le terme dell'Indirizzo. Vicequestore Vanina Guarrasi, vol. 10
6. Elle Kennedy - Il tradimento. The Campus, vol. 3
7. Elle Kennedy - Lo sbaglio. The Campus, vol. 2
8. Eiichiro Oda - One piece, vol. 113
9. A.V. - Snack Club. Operazione K
10. Luciana Littizzetto - Il tempo del la la la

venerdì 12 giugno 2026

"The dinner party": il ritorno in Italia di Freida McFadden

The dinner party di Freida McFadden è un progetto molto ambizioso e particolare. Questo libro si discosta moltissimo dai romanzi psicologici o thriller a cui l'autrice ci ha ormai abituati (come la serie The Housemaid), ma è un vero e proprio progetto interattivo e satirico, organizzato come i classici libri game.
Sei tu, perciò, a scegliere come far avanzare la storia… La protagonista è Sloan, una cameriera al verde che accetta un lavoro stranamente ben pagato (ma decisamente poco chiaro) in una villa isolata. Ecco l'interessante novità del libro: giunto in fondo ad ogni capitolo, è direttamente il lettore che deve fare la sua scelta (tra due o più opzioni) che, per poter proseguire, indirizza ad una pagina ben specifica.
The dinner party include ben 22 finali alternativi: alcuni causano morti violente e strampalate, altri portano a conseguenze comiche ed impreviste.
Insomma, non resta che aspettare martedì 7 luglio 2026


Freida McFadden: The dinner party
Dall'autrice del bestseller Una di famiglia.
L'autrice più venduta al mondo e da oltre tre anni nella classifica dei bestseller.
Sei al verde. Non hai modo di pagare l'affitto e stai per essere sfrattata. Per fortuna, una tua amica ti ha offerto un lavoro come cameriera a una cena… in una villa isolata, lassù su Peyton's Peak. Il compenso sarebbe sufficiente a coprire due mesi di affitto e a rimetterti in piedi. È un'occasione d'oro, che risolverebbe i tuoi problemi. Ma tutta la faccenda suona davvero sospetta. I soldi sono tanti, ma ci dev'essere per forza qualche terribile fregatura. Probabilmente dovresti rifiutare…
A quanto pare, la scelta spetta a te. Sei tu a decidere se andare alla cena o restare a casa a leggere un libro. Sei tu a decidere se dare un passaggio all'autostoppista malconcio sul ciglio della strada. Sei tu a scegliere se andare a sinistra o a destra al bivio. Per una volta, la decisione è completamente nelle tue mani. Allora… cosa farai?

Pagine: 224
Editore: Newton Compton Editori (7 luglio 2026)
ASIN: B0H4NRGLVL
ISBN-13: 9791224207917
Prezzo di copertina: 5,90 euro per il cartaceo e 4,99 euro per il Kindle

giovedì 11 giugno 2026

[RECENSIONE] Ian Fleming: Vivi e lascia morire


Ian Fleming: Vivi e lascia morire.  James Bond 007, vol. 2

Titolo originale: Live and Let Die
Formato: Kindle (1.1 MB)
Pagine: 231
Editore: Adelphi (16 luglio 2024)
ISBN-13: 9788845987557
ASIN: B0D96JWHXS

Data di acquisto: 8 giugno 2026
Letto dall'8 all'11 giugno 2026

Sinossi
A Ian Fleming viene universalmente attribuita l'invenzione di una figura letteraria prima di lui non esistente, la Bond Girl: e la Solitaire di Vivi e lascia morire, una veggente vudù con gli occhi quasi viola, i capelli quasi blu e un legittimo sospetto di verginità è una delle rappresentanti più autorevoli della categoria. Ma meno attenzione si presta, in genere, al secondo grande copyright di Fleming, il Bond Villain. Anche qui, Mr. Big (occhi gialli, pelle grigia, il corpo enorme sorretto a stento da un cuore malato, e il più che legittimo sospetto di essere, in realtà, lo zombie del sommo sacerdote vudù, Baron Samedi) ha pochi rivali. Si aggiungano, a piacere, una notte brava nei locali notturni di Harlem, la scoperta dell'America e della Giamaica, una strepitosa sequenza sottomarina, e sullo sfondo la caccia al tesoro di Morgan il Sanguinario. Gli ingredienti per l'avventura più leggera, crudele e incalzante di 007 insomma ci sono tutti: basta solo agitarli, una pagina dopo l'altra.

L'incipit del libro
Vi sono momenti di splendore nella vita di un agente segreto. Indagini, ad esempio, nel corso delle quali deve recitare la parte del milionario, occasioni che gli offrono la possibilità di godersi una vita piacevole, cancellando dalla memoria il ricordo del pericolo e l'ombra della morte; e tempi in cui, come quello presente, egli è semplicemente un ospite, nel territorio di un servizio segreto alleato. Dal momento in cui lo Stratocruiser della BOAC aveva decollato verso l'International Air Terminal di Idlewild, James Bond era stato trattato come un'altezza reale.
Lasciando l'apparecchio, con gli altri passeggeri, si era rassegnato a passare attraverso il famigerato purgatorio del macchinoso servizio burocratico americano, costituito dagli uffici di Sanità, Immigrazione e Dogana. Almeno un'ora, aveva pensato, di sosta in stanze dalle pareti surriscaldate, odoranti di tutti i sentori dell'anno precedente, di sudore stagnante dall'aura di colpa e di timore che aleggiano su tutte le frontiere, paura delle porte chiuse con la scritta "Privato" che nascondono uomini circospetti, schedari e telescriventi in continuo e pressante colloquio con Washington, l'Ufficio Narcotici, il Controspionaggio, il Ministero delle Finanze, la F.B.I.

La mia recensione
"Lentamente, dal tumulto, dal fumo e dal frastuono assordante dei tamburi (che per un momento avevano tenuta avvinta l'attenzione, senza però, con ciò, dissipare l'apprensione, calmare l'agitazione dello spirito) cominciarono ad emergere, a stagliarsi, i particolari…".
Al centro di questo secondo volume della serie dedicata alle imprese di James Bond c'è la magia nera e la superstizione. Con la trama ci spostiamo prima nell'enigmatica Harlem e poi nella paradisiaca Giamaica: l'agente segreto 007 dovrà vedersela con il pericoloso Mr. Big, un gangster al servizio dei sovietici e trafficante di antiche monete.
Anche questa volta il ritmo è alto e non mancano (nel puro Bond Style) intrighi, macchinazioni, inseguimenti, torture ed assassinii. Il libro (che risale al 1954) ha atmosfere quasi da genere horror, ma letto nel 2026 soffre moltissimo il clima razzista dell'epoca in cui venne ideato. La scrittura di Ian Fleming, pur essendo rapida e veloce, sembra quasi approssimativa (e la stessa trama non è particolarmente complessa ed intricata più di tanto). Non a caso, lo stesso James Bond è ancora un personaggio non ben caratterizzato (quasi "in costruzione"), anche se, piano piano, la sua "impronta" comincia a farsi vedere.
A proposito di 007: rispetto all'omonimo film del 1973 (il primo interpretato da Roger Moore) il personaggio di James Bond, pur avendo un carattere decisamente più duro e spietato (lo 007 interpretato da Roger Moore, invece, è molto ironico ed "umano"), appare molto fragile: si ha quasi l'impressione che senza l'aiuto dei colleghi da solo non riuscirebbe a fare niente.
Altre evidenti differenze tra libro e film sono:
- il romanzo è cupo, il film è ironico e "spettacolare";
- nel romanzo Mr. Big è un gangster che fa leva sulla magia nera per incutere terrore, nel film diventa un dittatore caraibico che traffica in droga;
- Il vudù nel romanzo è solo una componente psicologica, nel film diventa una componente altamente "spettacolare" (con scene di danze e rituali a volontà);
- la Bond girl nel romanzo è una giovane medium soggiogata da Mr. Big, nel film  è una mistica;
- nel romanzo Felix Leiter, l'agente segreto americano che aiuta James Bond, è ferito gravemente e mutilato ad un braccio. Questo evento nei film si verificherà solo molto più avanti (Vendetta privata, del 1989, l'ultimo della serie con Timothy Dalton).
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)