"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

martedì 30 giugno 2026

Libri letti a giugno 2026… e quelli da leggere a luglio!


I libri (ed i fumetti) che ho letto e recensito a giugno:
Zagor, albo n. 782 (Zenith n. 731): Zagor 65 anni. Il passato ritorna
Lucinda Berry:  La gemella silenziosa
Francesca Giannone: Domani, domani
Christopher Buehlman: Tra due fuochi
Jordan Harper: Il re di California
Zagor Più, albo n. 20 (febbraio 2026): La condanna di Trampy

Ed i libri in lettura per luglio (ma non necessariamente in quest'ordine… e non è neanche detto che siano questi):
Richard Matheson: Tre millimetri al giorno [già in lettura]
Andrea Camilleri: La mossa del cavallo
S.A. Cosby: Il re delle ceneri
Uketsu: Strani disegni
Freida McFadden: L'inquilina
Ellery Queen: Un paio di scarpe. Ellery Queen, vol. 3
Stephen King: Colorado Kid
Guillaume Musso: Il crimine del paradiso
Georges Simenon: Domenica
M.R. Carey: Il ragazzo sul ponte

Il nuovo Kindle Scribe è più di un e-reader


Il nuovo Kindle Scribe è più di un e-reader
La nuova gamma si distingue per la precisione della penna digitale

👉 fonte: Il Sole 24 Ore

Il nuovo Kindle Scribe non è un e-reader classico, non è nemmeno un tablet, anzi per certi versi è in antitesi. Da pochi giorni è disponibile in Italia ed è un ingresso di peso nel mondo dei quaderni digitali, quell'ibrido tra foglio bianco e tavola digitale pensato più per la produttività e lettura che per il consumo di contenuti. Arriva in tre versioni: con luce frontale, con luce frontale e colori, oppure senza luce. Il modello a colori è la vera novità perché è un debutto nel mondo Scribe, è stato lanciato lo scorso autunno a New York ma per arrivare in Italia ci ha messo qualche mese in più.
La nuova gamma si distingue per la precisione della penna digitale, che garantisce una esperienza che si avvicina molto a quella della scrittura a penna sul foglio bianco come attrito e feedback. L'organizzazione dello spazio di lavoro dalla home è funzionale: si trova direttamente un foglio per appuntare idee o appunti e a fianco i libri di Kindle. Il Kindle Scribe unisce essenzialmente due funzioni: da un lato è uno strumento per scrivere come su carta, con penna, note a mano, schemi e annotazioni dirette su PDF e libri, senza distrazioni; dall'altro è un e-reader da 11 pollici, quindi molto più grande dei Kindle tradizionali, che permette di leggere documenti e testi tecnici senza zoom.
Una funzione utile è Active Canvas, che permette di scrivere e annotare appunti direttamente a margine dei libri digitali. Quando si scrive, il testo si adatta automaticamente, spostandosi per fare spazio alle note, mantenendo sempre il collegamento tra appunti e contenuto anche se si cambia la dimensione del carattere.
Il modello Colorsoft aggiunge il colore: i libri illustrati restituiscono una esperienza più completa, anche se lo schermo e-ink non ha la brillantezza di un tablet. Il colore però ha anche una valenza funzionale: si può sottolineare con gli evidenziatori a colori e prendere appunti in maniera più strutturata. Arriva anche il collegamento diretto con Google Drive e Microsoft OneDrive, che semplifica importazione ed esportazione dei documenti. E per leggere un libro? Per i romanzi un formato più piccolo è ideale, e a un prezzo più contenuto (Scribe parte da 450, 520 e 650 euro in base ai modelli). Per l'utente che lavora con PDF, studio e annotazioni lo Scribe è il Kindle giusto.

lunedì 29 giugno 2026

Il fenomeno Uketsu torna con "Strane case" ed è già un successo


Il fenomeno Uketsu torna con Strane case ed è già un successo

👉 fonte: Libreriamo

Esistono libri che trasformano l'atto stesso della lettura in un'esperienza interattiva, quasi ossessiva. È il caso dell'enigmatico autore giapponese Uketsu, che dopo aver conquistato i lettori di tutto il mondo con Strani disegni, torna in libreria (grazie a Einaudi Stile Libero) con un nuovo e altrettanto ipnotico romanzo-gioco: Strane case. Un'opera che si è imposta immediatamente come un vero e proprio caso editoriale, scalando le classifiche e infiammando le community di lettori sulle piattaforme digitali, dal BookTok ai forum dedicati al mystery e al J-Horror.
Ma cosa si nasconde dietro questa febbrile attenzione? E in che modo una semplice piantina immobiliare può trasformarsi nel peggiore dei vostri incubi?
Per comprendere appieno la portata del fenomeno, bisogna partire dal suo artefice. Uketsu non è un romanziere tradizionale: è una figura nata sul web, uno YouTuber e creatore di contenuti che si presenta al pubblico indossando una maschera bianca e una tuta aderente nera. Questo totale anonimato visivo, unito a una voce alterata digitalmente, ha creato attorno alla sua figura un alone di mistero impenetrabile che si sposa perfettamente con le atmosfere delle sue storie.
Uketsu incarna la nuova generazione di narratori transmediali, capaci di fondere la letteratura d'appendice e il classico giallo a enigma alla Edogawa Ranpo o Agatha Christie con i linguaggi frammentati, visivi e interattivi dell'era digitale. Con Strane case, l'autore dimostra come la suspense non abbia bisogno di fiumi di parole descrittive o di dettagli splatter, ma possa nascere dal vuoto, dalle geometrie e dal non detto.
La premessa di Strane case è disarmantemente quotidiana. Siamo a Tokyo. Una giovane coppia in attesa del primo figlio è alla ricerca della casa perfetta: un nido luminoso, ben servito, situato in una zona tranquilla vicino a un bosco e alla stazione. L'annuncio sembra l'occasione della vita, ma esaminando con attenzione la planimetria dell'immobile, i due notano qualcosa di bizzarro. C'è uno spazio vuoto, un'intercapedine cieca tra due pareti che non possiede porte, né finestre. Un non-luogo all'interno delle mura domestiche.
Perché costruire una stanza del genere? Per trovare una risposta, la coppia si rivolge a un giornalista esperto di occulto (l'alter ego dell'autore) che, con l'aiuto di un eccentrico architetto di nome Kurihara, comincia a decostruire geometricamente la casa. Quella che inizialmente sembrava una semplice bizzarria architettonica si rivela una trappola strutturale studiata nei minimi dettagli.
Doppie porte, flussi di passaggio asimmetrici e finestre posizionate in modo illogico svelano una verità agghiacciante: la casa non è stata progettata per essere abitata, ma per nascondere segreti orribili e, forse, per consumare crimini efferati nell'assoluto anonimato. Quando i protagonisti decidono di indagare sui precedenti inquilini, misteriosamente svaniti nel nulla, aprono un vaso di Pandora fatto di maledizioni familiari e rituali sepolti dal tempo.
Il segreto del successo straordinario di Uketsu risiede nella struttura stessa del libro. Strane case non si subisce passivamente: si gioca. Il volume è arricchito da piantine, planimetrie e schemi grafici che il lettore è chiamato a osservare e analizzare insieme ai protagonisti. Come ha giustamente sottolineato Roberto Saviano descrivendo l'opera: «L'horror di Uketsu è atto artistico, il cui scopo non è semplicemente intrattenere, ma inquietare e muovere un pensiero».
Mentre giriamo le pagine, diventiamo noi stessi detective. Confrontiamo i muri, cerchiamo le discrepanze geometriche, cerchiamo di capire come ci si possa muovere all'interno di quelle stanze asfissianti. È un ritorno al giallo deduttivo più puro, ma calato in un'atmosfera perturbante (quello che i tedeschi chiamano Unheimliche, il "sinistro" o l'inquietante domestico"), dove il luogo che per eccellenza dovrebbe garantire sicurezza (la casa) diventa il fulcro del terrore.
In una società dominata da stimoli visivi rapidi e continui, Uketsu ha trovato la formula magica per catturare l'attenzione dei giovani lettori e dei fidi appassionati del thriller psicologico. Le sue storie si leggono d'un fiato (il libro si assesta sulle 170 pagine), hanno un ritmo serratissimo dominato da dialoghi taglienti ed esami tecnici che non annoiano mai, ma stringono il lettore in una morsa di costante curiosità.
Strane case ci ricorda che la paura più profonda non deriva necessariamente da mostri millenari o spettri urlanti, ma dalle contraddizioni della nostra normalità. Dietro le facciate pulite dei quartieri residenziali di Tokyo, così come nelle nostre città, si celano segreti insospettabili. Uketsu ci ha fornito le piantine per trovarli, starà a noi avere il coraggio di guardare dentro quelle stanze buie. Se cercate una lettura magnetica, originale e capace di tenervi incollati alla sedia per tutta la sera, l'enigma della planimetria di Uketsu è esattamente ciò che fa per voi.

[RECENSIONE] Jordan Harper: L'ultimo re di California


Jordan Harper: L'ultimo re di California

Titolo originale: The Last King of California
Formato: Kindle (1.3 MB)
Pagine: 288
Editore: Neri Pozza (17 ottobre 2025)
ASIN: B0FTMLJM9F
ISBN-13: 9788854533707

Data di acquisto: 26 giugno 2026
Letto dal 26 al 29 giugno 2026

Sinossi
Deserto californiano, oggi. Luke Crosswhite, diciannove anni, è scappato dal suo appartamento-caverna di Colorado Springs gettando vestiti, libri e pentole alla rinfusa nel bagagliaio e lasciandosi dietro l'università e due mesi di affitto da pagare. Un viaggio di sedici ore attraverso l'America per tornare a casa, e casa è Devore, uno scabro paese californiano annidato nei canyon del Cajon Pass da cui Luke manca da dodici anni. Un posto che brucia sempre, anche quando non c'è un incendio. Casa è anche il Combine, la gang criminale che è l'altra famiglia di suo padre Big Bobby, un uomo a cui basta sedersi su una sedia perché diventi un trono. Con un cuore di inchiostro tatuato sul cuore vero, e il motto Il sangue è amore, il Combine spadroneggia su quelle terre di rottami, violenza e droga. Eppure, nonostante Big Bobby sia il re, cosa che farebbe di suo figlio un principe, Luke a Devore è un fantasma. Dopo quello che è successo all'Arrowhead Lanes Bowling dodici anni prima, non c'è più posto per lui nella famiglia. Ma quando una gang rivale uccide un uomo nel deserto (il primo atto di una guerra per "rimettere ordine" nella California del Sud) Luke sente che quella è l'occasione di diventare chi avrebbe sempre dovuto essere. Come Amleto, si imbarca in un nuovo viaggio, di ferocia e di vendetta, alla ricerca di un'identità che forse non è mai stata sua. Mentre, sullo sfondo, la California in fiamme ricorda a tutti che i peccati si scontano. Sempre.

L'incipit del libro
Guardala, quella cicatrice di fumo che squarcia il ventre del cielo.
Seguila fino alla roulotte in fiamme sul terreno desertico. Il fumo che ribolle nero come il vuoto, untuoso di particelle, fuoriesce dalla presa d'aria che Troy Gullet ha praticato nel tetto in fibra di vetro alcuni anni fa, durante un fallito tentativo di cucinare cristalli di meta. Falene di braci grigio-arancio fluttuano sulle correnti di calore. Il fumo tossisce scintille che finiscono a terra, luccicando per un attimo nella boscaglia prima di spegnersi. È il breve e sempre più ridotto intervallo tra una stagione degli incendi e l'altra in California, e niente prende fuoco. Per ora.
Non si sente altro che il crepitio dell'incendio. Lo scricchiolio e lo schiocco dei suoi denti, che masticano lentamente.
Gli uomini osservano appoggiati al pick-up, abbastanza vicini da farsi lacrimare gli occhi per il calore. Continuano a guardare finché Beast è sicuro che il lavoro è fatto.
Beast Daniels è appena riemerso alla luce del sole dopo dieci anni chiuso in cella a Calipatria - è uscito così da poco che ha ancora in tasca i quattro soldi che ti danno al rilascio. Tutto in lui è brutale e rude, persino il suo addome è un roccioso rilievo che tende la T-shirt. Sul bicipite sinistro spiccano quattro fulmini azzurri tatuati. Un fulmine per ogni omicidio.
Quando ha la certezza che il lavoro è fatto, Beast indica la colonna di fumo.
«Non gli capiterà più a 'sto pezzo di merda di arrivare così vicino al paradiso».
Gli uomini ridono - meglio, fanno un rumore che somiglia a una risata. Negli occhi di qualcuno c'è tutt'altro, e sono contenti che Beast guardi il fuoco e non le loro facce. Mentre risalgono sul veicolo Beast si strofina il braccio nel punto dove andrà il quinto fulmine, non appena avrà tempo.


La mia recensione
"Il sangue è amore, mi ha detto. L'amore è il sangue che condividiamo. L'amore ci rende fratelli e il tuo sangue è il sangue di Bobby e per questo lui ti vuole bene, e il sangue che versiamo lo versiamo per amore dei nostri fratelli. Sta tutto qui, in queste quattro parole, Luke, le parole di tuo padre. Il sangue è amore. Mi segui?".
Mi sono appassionato a questo scrittore americano dopo aver letto, il mese scorso, Tutti sanno. E questo suo nuovo romanzo ha confermato quanto già pensassi di Jordan Harper.
L'ultimo re di California è un grandissimo noir incentrato sulla violenza, l'appartenenza, la famiglia ed il potere.
Il diciannovenne Luke Crosswhite di punta in bianco abbandona gli studi e fa ritorno a Devore, sua città d'origine (in pieno deserto californiano ed in balia del sole rovente e degli incendi implacabili), che non vedeva dalla sua infanzia (venne portato via da uno zio dopo che il padre si era macchiato di un efferato omicidio). Luke, alla ricerca di una sua "dimensione", crede di trovarla nel "Combine", la piccola gang del padre tuttora in prigione.
In questo romanzo si parla moltissimo di fedeltà e spirito di rivalsa. Jordan Harper scrive molto bene: sembra quasi di assistere ad un film con scene dal forte impatto e senza filtri (ci troveremo violenza esplicita come non mai), in grado di farci vedere la brutalità della lotta tra bande criminali. I personaggi son tutti ottimamente caratterizzati: tutti tormentati e tutti "magnificamente" crudeli.
E poi c'è lui: il deserto californiano. Che in questo libro è sempre presente: un deserto che si veste da personaggio principale… un deserto simbolo anche di assenza di valori e di sentimenti.
L'ultimo re di California, perciò, non è il classico thriller "all'americana"; è, soprattutto un saggio sulla sete di potere, sulla violenza, sulla famiglia e sul (tardivo) riscatto.
Mentre lo leggevo, mi son tornati in mente anche alcuni romanzi di altri grandi autori statunitensi: Don Winslow, Cormac McCarthy e S.A. Cosby su tutti. Winslow per come riesce a rappresentare la violenza ed il crimine (leggetevi il suo bellissimo Il potere del cane); McCarthy è il "pittore" della frontiera americana (procuratevi Non è un paese per vecchi); Cosby per come sa descrivere le comunità rurali permeate di razzismo (come non ricordare il suo magnifico Legittima vendetta).
Ecco, Jordan Harper con "L'ultimo re di California" è la perfetta somma di questi tre mostri sacri della letteratura americana: un romanzo che non cerca soluzioni, ma lascia direttamente al lettore il compito di trovare la spinta psicologica che porta a compiere l'atto violento.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

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Leggi anche:

"Gran galà con delitto" di Simone Tempia


Gran galà con delitto di Simone Tempia
Ricorrono anche in questo giallo british style alla Agatha Christie i dialoghi con il maggiordomo immaginario Lloyd, protagonista dal 2014 dei libri dello scrittore lombardo e di una seguita pagina Facebook

👉 fonte: Studenti.it

È gradito l'abito scuro. Un appuntamento indubbiamente prestigioso, la cena elegante organizzata dalla contessa Franca Mazzucco, nella dimora estiva in Toscana, il 19 novembre 1964. Stona il tono perentorio dell'invito, tuttavia è nel carattere della nobildonna, anche duchessa di Montefalco. È fatta così, tanto a modo suo, proprio come l'autore che l'ha creata, nel romanzo Gran galà con delitto (Garzanti, aprile 2026). Pensate che Simone Tempia sostiene di vivere con un maggiordomo immaginario e di "trovarsi molto bene". Aggiunge anche che i suoi baffi démodé, a punte allungate, noti a chi lo intercetta sui canali televisivi, "sono un valzer, una sfida… antenne per i segnali interstellari".
Nato a Borgosesia nel 1983, risiede a Bergamo, è un giornalista e autore che scrive da quand'era quattordicenne ed è tutto quello che desidera fare nella vita. Ha collaborato con Vogue, Wired, GQ, Missoni, con l'attore Marco Paolini, il disegnatore Bruno Bozzetto e i fumetti di Topolino. Si considera di professione copywriter, "ma può capitare di vederlo in TV come esperto di parole". Nel 2014 ha lanciato una pagina Facebook, Vita con Lloyd, interessando presto oltre centomila lettori e trasferendo domestico e burattini nei suoi libri. Ben cinque romanzi hanno per protagonisti Lloyd e Sir. Il secondo è il padrone di casa (alter ego dell'autore), il primo un maggiordomo immaginario, saggio e rassicurante, che interagisce col datore di lavoro e allo stesso tempo suo psico-paziente di fatto, regalandogli brevi ragionamenti filosofici, sagge considerazioni, consigli istantanei su come affrontare la varia quotidianità.
Retti dalla sempre pronta assennatezza di Lloyd e surreali ma non troppo (intelligenti e più centrati di quanto possano sembrare a prima lettura), i dialoghi ricorrono anche in questo romanzo, fluidamente e classicamente giallo, british style. Non a vanvera, una collega nel genere di Tempia, Alice Basso, ha accostato le atmosfere narrative di Simone a quelle di Agatha Christie. Lo leggiamo sulla fascetta, gialla manco a dirlo, che asseconda il lancio del romanzo, presentando "un autore da 250mila copie: siete tutti inviati, ma attenzione, tra gli ospiti si nasconde un assassino".
Scavando su Facebook, risulta che il nostro bergamasco ha impiegato otto anni per trasformare in un libro in brossura l'idea balenata una sera. A lungo non si è sentito abbastanza pronto, capace.
In compenso, è soddisfatto del risultato: "Accoglietelo con serenità, è un mondo in cui vi troverete bene".
Ma torniamo alla cena dalla Mazzucco, dama dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Anticipa nell'invito che sarà un incontro tra persone vicine alla famiglia, oltre all'occasione per renderle partecipi di un fatto che di certo non mancherà di suscitare la loro attenzione. Ogni ospite potrà farsi accompagnare da un componente della servitù o da altra figura di servizio (classismo smaccato, non sembra?). La contessa sarà lieta di dare ospitalità presso la villa e offrire la prima colazione il giorno successivo.
Un distico dell'autore introduce il romanzo: Quattro inviti. Otto partecipanti. Uno è immaginario. Un altro è un assassino.
I partecipanti? Un editore in bolletta, il commendatore Savoldi, con giovane e scaltra segretaria al seguito. L'uomo non fa che rivolgere espressioni quasi irripetibili all'indirizzo della contessa, ma Imma lo induce ad ingoiare il malanimo e accettare l'invito, chissà che non si possa ricavare qualcosa di concreto dalla serata. Anche il principe Augusto Alighiero Savino (quattro lune nel blasone, fisico asciutto, capelli corti biondicci) avrebbe ignorato il cartoncino della madrina, convinto che più che qualcosa da dire la duchessa abbia molto da minacciare. E questo in aggiunta alla minaccia paterna di diseredare il figliolo tutt'altro che prodigo, che pende come una spada di Damocle. A miti consigli lo induce al solito l'assistente "molto affezionato" e sua buona coscienza: Marco, nato Marco e nient'altro che Marco, alto, postura perfetta, spalle e torace allineati, abile e arruolabile, gambe dritte, mascella leggermente squadrata. Niente occhi, solo sguardo. Lei e lei sono Violetta Mazzucco, caschetto biondo, e la psicologa Irina. La paziente si sottrarrebbe all'appuntamento indesiderato, in quella casa della zia ci si è sempre trovata male, tanto nel soggiornarvi che al ritorno. Ogni volta il padre e la sorella litigavano di brutto, per via del caratteraccio della contessa ("è maligna, non fa mai nulla per cortesia"). Però, tornare in quella villa ora potrebbe rivelarsi terapeutico.
Il giornalista Martinet non sa spiegarsi affatto il perché dell'invito nella dimora della ricchissima e pessima nobile nel Mugello. Cosa avrà mai a che fare con quella gente è un quesito senza risposta. Ma la saggezza del maggiordomo immaginario con cui si accompagna continuamente lo rimette in carreggiata. Nessuno sa che volto abbia Lloyd, nemmeno il suo accudito interlocutore. Chi è poi quel giovane sfigurato, il volto ridotto a una cicatrice orrenda, dopo l'incidente che ha distrutto la sua famiglia? E il guardaspalle che lo accompagna?
Come nella splendida villa di Nigger Island del romanzo Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, il giallo si profila subito, pressoché esangue, in una ridda di situazioni e capovolgimenti di prospettiva.

Il ritorno dei club del libro: perché Millennials e Gen Z stanno riscoprendo la lettura condivisa


Il ritorno dei club del libro: perché Millennials e Gen Z stanno riscoprendo la lettura condivisa
Da TikTok alle librerie indipendenti, i gruppi di lettura diventano antidoti alla solitudine digitale e nuovi spazi di socialità culturale. Un fenomeno che racconta il bisogno delle nuove generazioni di rallentare e costruire relazioni autentiche

👉 fonte: Grazia

C'è qualcosa di sorprendentemente contemporaneo in un gesto antico: sedersi insieme per parlare di un libro. Negli ultimi anni, i club del libro sono usciti dall'immaginario tradizionale che li voleva riservati a circoli culturali o gruppi di lettori abituali e sono diventati uno dei fenomeni lifestyle più interessanti tra Millennials e Gen Z.
Si tratta sia di una scoperta della lettura, ma anche di un nuovo modo di vivere il tempo libero, le relazioni e persino la propria identità.
A spingere questa rinascita è un intreccio di fattori culturali, sociali e tecnologici.
Paradossalmente, sono proprio i social network ad aver riacceso l'interesse per i libri. Comunità digitali come BookTok, Bookstagram e BookTube hanno trasformato la lettura in un'esperienza condivisa, visibile e partecipativa.
I libri non vengono più infatti consumati individualmente, ma diventano occasioni di dialogo e scoperta.
La differenza rispetto al passato è che oggi il club del libro nasce spesso online e si trasferisce offline. Ci si incontra in libreria, in un caffè, in uno spazio coworking o persino in un parco, dopo aver scoperto il gruppo attraverso Instagram, Telegram o TikTok. La dimensione digitale non sostituisce quella fisica ma la rende possibile.
Dietro il successo dei gruppi di lettura c'è però una motivazione più profonda. Millennials e Gen Z sono le generazioni che hanno sperimentato in modo più intenso la connessione permanente, ma anche i suoi effetti collaterali: sovraccarico informativo, frammentazione dell'attenzione e crescente senso di isolamento. In questo scenario, leggere insieme rappresenta una forma di resistenza gentile alla logica della velocità.
Partecipare a un club del libro significa dunque dedicare tempo a un'attività lenta, esercitare l'ascolto e confrontarsi con punti di vista diversi dal proprio. In un ecosistema digitale costruito sugli algoritmi, che tendono a rafforzare gusti e opinioni già esistenti, il gruppo di lettura offre un'esperienza opposta: espone alla complessità e soprattutto all'imprevisto.
Non è un caso che molti giovani descrivano questi incontri come spazi di benessere emotivo. Senza la pressione delle performance tipica dei social, il libro diventa un pretesto per parlare di sé, condividere esperienze e costruire legami autentici. La conversazione non ruota solo attorno alla trama, ma alle emozioni, ai valori e alle domande che il testo suscita.
Attenzione però: anche il concetto stesso di lettura sta cambiando. Per le nuove generazioni, leggere non è più necessariamente un'attività solitaria e silenziosa. È un'esperienza ibrida che può includere annotazioni condivise, podcast di approfondimento, chat dedicate e incontri dal vivo. Il valore non risiede soltanto nel numero di pagine lette, ma nella qualità delle conversazioni che ne nascono.
A intercettare questo bisogno sono state soprattutto le librerie indipendenti, che sempre più spesso organizzano gruppi tematici dedicati alla narrativa contemporanea, ai saggi, ai classici o alla letteratura femminista. Anche le biblioteche stanno vivendo una nuova stagione, trasformandosi in luoghi di aggregazione culturale e sociale.
Il successo dei club del libro racconta, in fondo, una tensione più ampia che attraversa Millennials e Gen Z: il desiderio di recuperare esperienze significative in un mondo dominato dall'accelerazione. E allora, se il lusso contemporaneo è il tempo di qualità, leggere insieme è diventato uno dei modi più accessibili per riconquistarlo.

Cinque libri perfetti per iniziare un club del libro
- Domani, domani di Gabrielle Zevin: un romanzo sull'amicizia, la creatività e il rapporto tra tecnologia e relazioni umane. Offre molti spunti di discussione intergenerazionali;
- L'età fragile di Donatella Di Pietrantonio: una riflessione intensa sui legami familiari, la memoria e il peso delle eredità emotive;
- La vegetariana di Han Kang: breve, sorprendente e ricco di interpretazioni, ideale per stimolare un confronto acceso;
- Persone normali di Sally Rooney: un ritratto generazionale che affronta temi come identità, classe sociale e comunicazione nell'era digitale;
- Il canto di Achille di Madeline Miller: una rilettura del mito capace di unire lettori abituali e nuovi appassionati.

Ricordate sempre: perché un club del libro funzioni davvero, la scelta del primo titolo è fondamentale: meglio privilegiare opere accessibili ma stratificate, capaci di generare domande più che offrire risposte definitive. È proprio nel confronto tra interpretazioni diverse che risiede il valore di questa pratica antica e, oggi più che mai, profondamente contemporanea.

domenica 28 giugno 2026

"Il tempo degli innocenti": torna Angela Marsons

La regina del giallo britannico da 6 milioni di copie vendute.
Martedì 30 giugno 2026 esce in libreria Il tempo degli innocenti di Angela Marsons, volume n. 15 sulle indagini della detective Kim Stone.

Due bambine rapite a venticinque anni di distanza, un uomo che sembra tirare i fili come un crudele burattinaio, un atto finale tutto ancora da scrivere. Uno spietato gioco al gatto col topo aspetta la detective Kim Stone.

«Capacità di tessere la storia e arguzia tagliente nell'architettare i crimini; Angela Marsons come Dorothy Salisbury Davis e Elizabeth Linington». Corriere della Sera - La Lettura
«Voto dieci alla Marsons per aver creato un personaggio che non dimostra alcuna stanchezza». La Stampa - Tuttolibri

Un pomeriggio d'agosto, la piccola Grace Lennard entra nel giardino dell'asilo e svanisce nel nulla. Quando la detective Kim Stone arriva sul posto, trova un indizio inquietante: un braccialetto inciso, appartenuto a Melody Jones, una bambina rapita 25 anni fa. Poche ore prima, Steven Harte si era presentato alla stazione di polizia confessando di avere informazioni su Melody. Ma aveva anche avvertito Kim che un nuovo caso urgente stava per travolgerla. Per salvare Grace, Kim è costretta a partecipare al gioco perverso di Steven, cercando di decifrare ogni parola e gesto durante un interrogatorio serrato di 24 ore. Le indagini rivelano un inquietante schema: Steven è collegato al rapimento di diverse ragazzine vulnerabili, alcune delle quali furono rilasciate dopo un anno. Ma di Melody e delle altre non c'è traccia. Quando nel parco locale vengono ritrovate delle ossa, Kim teme il peggio. Mentre il caso si complica, emerge una verità ancora più sconvolgente: Steven non è l'unico a nascondere qualcosa. La dottoressa Alex Thorne, nemesi di Kim, è pronta a rivelare un segreto che colpirà la detective nel suo punto più fragile. Kim dovrà affrontare i propri demoni per salvare Grace e le altre prima che sia troppo tardi.

Editore: Newton Compton Editori (30 giugno 2026)
Pagine: 411
ASIN: B0H34Z1FLW
ISBN-13: 9791224202769
Prezzo di copertina: 12,25 euro per il cartaceo e 6,99 euro per la versione Kindle

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 15 al 21 giugno 2026 (Fonte: TuttoLibri del 27 giugno 2026):

1. Ilaria Tuti - Ed è un poco la notte e un poco l'alba
2. Antonio Manzini - I tramezzini di Rocco Schiavone. Rocco Schiavone, vol. 23
3. Leone XIV - Magnifica humanitas. Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale
4. Francesca Giannone - Gli anni in bianco e nero
5. Hazel Riley - Game of Olympus. Catarsi. Game of Gods, vol. 6
6. Elle Kennedy - Il tradimento. The Campus, vol. 3
7. Elle Kennedy - Lo sbaglio. The Campus, vol. 2
8. Santina Cosetta - Soltanto il giorno
9. Luciana Littizzetto - Il tempo del la la la
10. Cristina Cassar Scalia - Le terme dell'Indirizzo. Vicequestore Vanina Guarrasi, vol. 10

sabato 27 giugno 2026

"Strangers" di Belle Burden: perché tutti parlano del memoir che ha conquistato il New York Times


Strangers di Belle Burden: perché tutti parlano del memoir che ha conquistato il New York Times

👉 fonte: Libreriamo

È da 22 settimane consecutive sul podio del New York Times nella sezione Hardcover Nonfiction, facendo discutere da inizio anno critici letterari e club di lettori. Parliamo di Strangers. A Memoir of Marriage, l'opera d'esordio di Belle Burden che sta dominando le classifiche americane.
Partito come un breve e toccante saggio nella celebre rubrica Modern Love del New York Times, il racconto si è trasformato in un libro ipnotico, diventando in pochissimo tempo un vero e proprio caso editoriale globale. Pubblicato in Italia da Rizzoli col titolo Estranei. Storia di un matrimonio, lopera d'esordio di Belle Burden rappresenta un'indagine filosofica e psicologica sulla natura stessa dell'intimità.
Il successo di Strangers è stata un'esplosione verticale. Il libro ha debuttato direttamente al numero uno nella classifica dei Bestseller del New York Times, rimanendo stabilmente in vetta per ben sette settimane.
Il motivo di questo exploit risiede nell'incipit folgorante e drammaticamente reale della storia. Marzo 2020: mentre il mondo entra nel primo, surreale lockdown della pandemia da COVID-19, Belle Burden si trova nella sua casa di Martha's Vineyard insieme al marito James (uno stimato gestore di hedge fund) e ai loro tre figli. Tra sere passate davanti al camino e cene in famiglia, la vita sembra idilliaca.
Poi, all'improvviso, un messaggio da parte di uno sconosciuto fa crollare tutto: "Mia moglie ha una relazione con tuo marito". Da quel momento, James non solo ammette il tradimento, ma abbandona la famiglia svestendo i panni del partner premuroso come un attore che si toglie un costume di scena, dichiarando persino di non volere la custodia dei figli. La classifica del NYT ha premiato la capacità della Burden di trasformare un trauma personale in una tensione narrativa degna del miglior thriller.
Oltreoceano l'eco mediatica è gigantesca. Testate come il The New York Times (che lo ha inserito tra gli Editors' Choice) lo hanno descritto come un mix perfetto tra "una storia d'amore, una storia dell'orrore e, in una sezione da brivido, un thriller finanziario". L'autrice, cresciuta in una storica e ricchissima famiglia dell'alta borghesia newyorkese (la cosiddetta old money), analizza infatti con spietata lucidità l'errore di aver abbandonato la sua carriera da avvocato per affidare la gestione totale delle sue finanze al marito, co-intestandogli persino le proprietà ereditate.
Proprio questa sfumatura ha spinto media come CNBC e il Wall Street Journal a definire Strangers un vero e proprio "racconto ammonitore" (cautionary tale) per le donne di oggi, un manifesto che esorta a non perdere mai la propria indipendenza economica, nemmeno nei matrimoni apparentemente più solidi. Il fenomeno è diventato talmente pervasivo che Netflix si è aggiudicata i diritti televisivi dopo una feroce asta editoriale: il memoir diventerà una serie TV prodotta e interpretata da Gwyneth Paltrow.
Al di là del gossip e del voyeurismo dell'alta società, Strangers merita di essere letto per la sua straordinaria caratura letteraria. La scrittrice Joyce Carol Oates lo ha definito "un elogio meravigliosamente scritto per la perdita di una relazione". Il libro non cerca vendetta, ma comprensione. Cerca di rispondere alla domanda più difficile di tutte: come può una persona amorevole trasformarsi, dall'oggi al domani, in un essere freddo e irriconoscibile?
Belle Burden scava nel proprio passato per capire perché per anni è stata soprannominata "Belle la Buona", accettando in silenzio i compromessi di un matrimonio tradizionale. Il libro è la storia della sua metamorfosi in una donna che finalmente usa la propria voce.
Strangers è anche una lezione di resilienza: Nonostante il dolore acuto della separazione, la narrazione non scivola mai nel nichilismo, ma si trasforma in un inno alla rinascita e alla riscoperta della gioia personale.
A differenza di molti casi editoriali d'oltreoceano che impiegano anni ad arrivare da noi, i lettori italiani sono stati fortunati. Rizzoli ha intercettato immediatamente il valore e la potenza di questo memoir, portandolo nelle nostre librerie con il titolo Estranei. Storia di un matrimonio.
La traduzione italiana permette finalmente al nostro pubblico di immergersi in questa prosa affilata e senza sconti. Il libro è già disponibile in tutte le librerie fisiche e negli store online, pronto a diventare uno dei titoli più discussi e consigliati nei club del libro e nelle community di lettura anche in Italia. Una lettura che invita a riflettere su quanto conosciamo davvero le persone che abbiamo accanto.

"L'odore della notte": la spietata truffa che ha messo in crisi il Commissario Montalbano


L'odore della notte: la spietata truffa che ha messo in crisi il Commissario Montalbano

👉 fonte: Studenti.it

Dopo La gita a Tindari, Andrea Camilleri dà voce a Salvo Montalbano e agli altri personaggi della saga con L'odore della notte. Si tratta di un romanzo ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto e raccontato dal suo amico giornalista Francesco "Ciccio" La Licata. Lo fa sapere lo stesso autore attraverso una nota a conclusione del racconto.
Anche in questo caso è diventato celebre grazie a un adattamento per la televisione, con protagonista Luca Zingaretti che interpreta Il commissario Montalbano. Le vicissitudini si svolgono sempre nella cornice di Vigata, un paesino dal nome immaginario che esiste davvero: in realtà, è Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, ed è la città natale dell'autore.
Protagonista de L'odore della notte è un finanziere che truffa una serie di persone ingenue e che scappa con il bottino. Ed è incontrando le vittime del raggiro che il commissario Montalbano inizia le sue indagini. L'unica voce fuori dal coro, che difende il sospettato Emanuele Gargano, è Mariastella Cosentino: la sua segretaria, innamorata e convinta della sua innocenza.
Con il finanziere sparisce anche il suo tuttofare, Giacomo Pellegrino. Un uomo che, pur condividendo questioni di denaro e di cuore con Gargano, non ha motivo di fuggire, anzi: sta costruendo una villa in campagna che il commissario conosce molto bene. La maggior parte pensa che dietro la scomparsa del truffatore ci sia la mafia, forse anch'essa vittima del raggiro, ma Montalbano non è della stessa opinione.
In questo contesto si inserisce il fidato collega e amico Mimì Augello, disperato per la paura del matrimonio con Beatrice, detta Beba, una donna che ha conosciuto proprio grazie a Montalbano e che gli fa pensare di essere entrato in una nuova, spaventosa fase: la vecchiaia.
Camilleri dimostra di essere anche un regista teatrale e un insegnante fuori dal comune. Ha portato sul palcoscenico la trasposizione di opere senza tempo di Luigi Pirandello, Samuel Beckett, Eugène Ionesco e Arthur Adamov: esponenti del teatro dell'assurdo. È docente sia nei licei che nelle università, compresi il Centro di Cinematografia e l'Accademia Nazionale di Arti Drammatiche. Muore nel 2019, a 93 anni, lasciando ai posteri un patrimonio letterario inestimabile.
I temi principali che vengono trattati ne L'odore della notte sono due: uno più evidente e uno più nascosto. Se da un lato appare chiaro come sia cara a Camilleri la lotta alla criminalità organizzata, in generale, e a Cosa Nostra nel dettaglio; dall'altro si scorge la tematica del tempo che passa e la paura di crescere. La scomparsa del protagonista in circostanze misteriose fa emergere un collegamento con la mafia, ma altrettanto significativo, in questo racconto, è il ruolo di Mimì Augello. Abile investigatore, ma pessimo futuro marito.

Altri libri che puoi leggere se ti piace L'odore della notte
Come non citare La gita a Tindari, uno dei romanzi più amati della saga. In un condominio di Vigata avvengono due eventi apparentemente scollegati fra loro. L'omicidio di un pornografo e fimminaro e la scomparsa dei signori Griffo, due anziani che decidono di partire per una di quelle vacanze All Inclusive, destinazione Tindari.
La forma dell'acqua è il primo romanzo della serie del commissario Montalbano. Il titolo fa riferimento al primo omicidio letterario in terra di mafia della seconda repubblica che, per l'appunto, ha la forma dell'acqua perché si adatta al recipiente che lo contiene. La vittima è l'ingegnere Luparello e fa parte di uno dei massimi esempi di racconto poliziesco.
Chi ama il genere non può perdersi uno dei romanzi che maggiormente rappresentano lo stile di Andrea Camilleri. Il ladro di merendine inizia con un omicidio. Durante la notte, un peschereccio di Mazara del Vallo, il Santopadre, viene intercettato e colpito da una motovedetta tunisina. Durante l'agguato muore un marinaio tunisino a bordo della barca siciliana. Un assassinio che presto viene collegato a quello dell'ex commerciante Aurelio Lapecora, accoltellato in un ascensore. Scompare anche Karima Moussa, una donna delle pulizie molto bella e, anche lei, di nazionalità tunisina. È la madre di Francois, quello che viene additato come il ladro di merendine.
Se L'odore della notte è un romanzo che appassiona e incuriosisce, non è da meno La voce del violino. Il commissario Montalbano ha un incidente con un'auto parcheggiata per evitare di uccidere una gallina per la strada, lascia un biglietto, ma, di ritorno dall'ospedale per alcuni accertamenti al collega che era in auto con lui, scopre che nessuno lo ha ancora ritirato.
È l'incipit di uno dei racconti di Camilleri più avvincenti e amati dai suoi lettori.

Quattro libri gialli da leggere d'estate


Quattro libri gialli da leggere d'estate
Leggere un giallo significa accettare una sfida. Lo scrittore sparge indizi  e costruisce una struttura logica che il nostro cervello tenta tutto di decifrare prima del detective di turno. Ecco quattro libri gialli da leggere sotto l'ombrellone

👉 fonte: Io Donna

È strano: per rilassarci e staccare dagli impegni, spesso scegliamo storie di omicidi. Il perché è semplice: i libri gialli piacciono perché soddisfano un bisogno molto umano: dare un ordine al caos. Di fronte a un delitto, a un mistero o a un enigma, si viene coinvolti in una ricerca di senso, si raccolgono indizi, formulano ipotesi per cercare di arrivare alla verità prima del detective.
Inoltre, i romanzi gialli ci permettono di confrontarci con temi inquietanti,  il crimine, il male, la morte, in uno spazio protetto:  alla fine, nella maggior parte dei casi, arriva una spiegazione e tutto rientra. Secondo i report sull'editoria (AIE - Associazione Italiana Editori) e i sondaggi sulle abitudini di lettura, la narrativa di genere (gialli, thriller e noir) rappresenta stabilmente oltre il 40% della narrativa complessiva acquistata in Italia.
Leggere un giallo significa anche stimolare curiosità e immaginazione. Non è un caso che personaggi come Sherlock Holmes o Hercule Poirot continuino a conquistare generazioni di lettori. Il giallo è, inoltre, anche uno strumento per esplorare la società. Dai classici di Agatha Christie ai noir contemporanei, il delitto diventa spesso un pretesto per raccontare conflitti sociali, ingiustizie, segreti familiari e le zone d'ombra dell'animo umano. Risultato: i gialli ci piacciono perché ci inquietano e rassicurano allo stesso tempo, ci mostrano che il male esiste, ma ci fanno anche credere che, con pazienza e intelligenza, la verità possa essere scoperta.
l giallo è, infine, il genere più trasversale in assoluto: se tra i giovani dominano fantasy e fumetti, i dati dimostrano che, superati i 45-55 anni, quasi un lettore su due (46%) dichiara di preferire storie di crimini e misteri. I gialli popolano costantemente le classifiche dei libri più venduti in ogni stagione dell'anno. Ecco, allora, quattro romanzi imperdibili che affrontano il genere da prospettive completamente diverse.

La colpevole (B.A. Paris)
È il classico libro "da notte in bianco": la Paris manipola la psicologia dei personaggi costringendo il lettore a dubitare di chiunque, perfino della voce narrante.

North Sentinel (Jérôme Ferrari)
Ferrari, premio Goncourt nel 2012, usa il pretesto del mistero per esplorare l'animo umano e l'ossessione del controllo. Il titolo evoca l'omonima isola dell'Oceano Indiano, famosa per essere uno dei luoghi più isolati e inaccessibili del pianeta.

Il purgatorio degli innocenti (Karine Giebel)
Una rapina finita male si trasforma in un incubo claustrofobico di sequestro e sopravvivenza.

I conti senza l'oste (Filippo Venturi)
Ambientato in una Bologna pulsante e profumata di buona cucina, il libro vede muoversi l'oste-detective della via d’Azeglio

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venerdì 26 giugno 2026

[RECENSIONE] Søren Sveistrup: L'uomo delle castagne


Søren Sveistrup: L'uomo delle castagne. Naia Thulin, vol. 1

Titolo originale: Kastanjemanden
Formato: KIndle (1.1 MB)
Pagine: 535
Editore: Rizzoli (22 gennaio 2019)
ASIN: B07L9LGGXX
ISBN-13: 9788858695630

Data di acquisto: 22 giugno 2026
Letto dal 22 al 26 giugno 2026

Sinossi
Troppe cornacchie dietro il trattore. Saltellano freneticamente intorno a qualcosa di bianco, pallido e informe. Un maiale. Gli occhi spenti, il corpo che freme e si agita, come se provasse a spaventare le cornacchie, appollaiate a mangiare da un grosso foro di arma da fuoco sulla sua nuca.
Un navigato agente di polizia, a una settimana dalla pensione, si ferma davanti alla fattoria di un vecchio conoscente, nei dintorni di Copenaghen. Qualcosa non va. Un maiale morto lasciato lì. Non si fa così, in campagna. Apre la porta d'ingresso, socchiusa, con due dita, come nei film. Per vedere una cosa che non avrebbe mai voluto vedere: sangue, un cadavere mutilato, altri corpi da scavalcare. Cammina fino all'ultima stanza, dove centinaia di omini fatti di castagne e fiammiferi (infantili, incompleti, deformi) lo guardano ciechi. Stravolto, si chiude la porta alle spalle, senza sapere che l'assassino lo sta fissando.
Così si annuncia, spaventosa, la storia de L'uomo delle castagne, un thriller di grande livello, il primo romanzo di Søren Sveistrup, autore della serie TV The Killing (il cult mondiale che ha appassionato milioni di spettatori) e sceneggiatore de L'uomo di neve, il film tratto dal romanzo di Jo Nesbø. Un'invenzione narrativa complessa, un assassino disumano che si muove nel fondo di questo libro con una cupezza senza eguali, un'indagine condotta con angosciata bravura da due detective (uomo e donna, lui e lei) costretti a scendere mille gradini per comprendere come un'ossessione perfetta può deviare la mente di un individuo. Nemmeno Hitchcock. Perché poi un grande thriller nasce soltanto da un magnete, un chiavistello del male che attira, che vi attira inesorabilmente là, nella stanza degli omini che dondolano. Un capitolo vi lascerà il gusto di essere su una pista possibile e il seguente vi dirà di cambiare strada. Perché l'uomo delle castagne ha pensato a tutto e ricorda ogni cosa.
Gli altri, finti innocenti, hanno dimenticato…

L'incipit del libro
Le foglie rosse e gialle planano attraversando la luce del sole e sull'asfalto bagnato che taglia il bosco come un fiume scuro e lucido. Al passaggio dell'auto di servizio bianca vorticano a mezz'aria per un istante, poi si posano sui mucchi che aderiscono al ciglio della strada.
Marius Larsen alza il piede dall'acceleratore e rallenta in curva, ricordando a se stesso che deve dire al servizio stradale del comune di passare a spazzare con le macchine. Le foglie che rimangono a terra troppo a lungo pregiudicano l'aderenza delle gomme e sono potenzialmente letali. L'ha già detto tante volte: fa l'agente da quarantuno anni, negli ultimi diciassette è stato a capo della stazione di polizia e ogni autunno deve tornare a far presente il problema. Ma non oggi, perché oggi parlerà con sua moglie. Le farà «il discorso».
Scorre nervosamente tra le frequenze dell'autoradio, ma non riesce a trovare ciò che cerca. Solo notizie su Gorbačëv e Reagan e congetture sulla caduta del muro di Berlino. È imminente, dicono. Può essere l'inizio di una nuova epoca.
Lo sapeva da tempo che prima o poi avrebbe dovuto affrontarla, e ancora non se la sente. Ma ormai manca solo una settimana al giorno in cui sua moglie crede che lo manderanno in pensione, perciò è arrivato il momento di dirle la verità. Che non può fare a meno del suo lavoro. Che ha sistemato le cose pratiche e deciso di rimandare. Che comunque non è pronto a stare a casa, a guardare la Ruota della fortuna seduto sul divano, a raccogliere le foglie in giardino e giocare a nascondino con i nipotini.


La mia recensione
"In genere è in questo che è brava Thulin: a notare le piccole cose che possono avere importanza. Perché un tempo c'era abituata anche lei. A tornare a casa, chiudere a chiave la porta e notare i segni che stabilivano se sarebbe stata una giornata buona o cattiva".
L'uomo delle castagne, il romanzo di debutto del danese Søren Sveistrup è un ottimo thriller psicologico che, mai come in questo caso, ha saputo "catturarmi" sin dalla prima pagina (la scena iniziale vale da sola il prezzo del biglietto).
La trama è pressappoco questa: a Copenaghen la detective Naia Thulin e l'agente di collegamento con l'Europol Mark Hess, per nulla affiatati, si ritrovano costretti ad indagare su alcuni efferati omicidi di madri in giovane età. Uccisioni tutte accomunate da un insolito particolare: sulla scena del crimine viene lasciato un pupazzetto (fatto con castagne e fiammiferi) con le impronte digitali di una bambina scomparsa (e creduta morta) un anno prima. La soluzione finale, scaturita da una indagine molto accurata e meticolosa da parte dei due protagonisti, avrà dell'incredibile…
In questo romanzo c'è tutto quello che io voglio trovare in un thriller: personaggi complessi (e complessati), mistero, tensione, ritmo sempre alto, vendetta, traumi e riflessioni sulle motivazioni che hanno portato il cattivo di turno ad agire in quel modo.
La scrittura, pur essendo "soffocante" e molto cruda (i macabri dettagli non vengono risparmiati), è abbastanza scorrevole e perfettamente "visiva". Sveistrup ha saputo trascinarmi, letteralmente, nella storia mettendomi davanti a colpi di scena a ripetizione, a personaggi certamente non facili (i due personaggi hanno problemi, anche caratteriali, a più non posso) e ad una denuncia sociale che non lascia indifferenti (in questo romanzo viene affrontato il delicato tema degli abusi durante l'infanzia); anche se, come capita in moltissimi thriller nordici, situazioni e personaggi sono ammantati dai soliti cliché.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

"Intenso Noir": non c’è estate senza i brividi di un thriller


Intenso Noir: non c'è estate senza i brividi di un thriller
Joël Dicker inaugura la nuova collana dedicata ai maestri del genere. Enigmi, indagini, emozioni e colpi di scena fino all'ultima pagina. Con Cassar Scalia, De Cataldo, Läckberg, Markaris e altri maestri

👉 fonte: la Repubblica

Il primo titolo è di quelli che prendono il lettore e non lo lasciano fino all'ultima pagina. Un tipico romanzo alla Joël Dicker verrebbe da dire. È infatti è proprio lo scrittore svizzero bestseller divenuto un caso editoriale in tutto il mondo (tradotto in 40 lingue, oltre 20 milioni di copie vendute, amatissimo nel nostro Paese da un pubblico di lettori trasversale, compresi tanti giovani) ad aprire la nuova collana di noir in edicola con Repubblica.
Il romanzo di Dicker che vi proponiamo è L'enigma della camera 622, thriller di oltre seicento pagine congegnato con diabolica perfezione, pieno di colpi di scena, personaggi dalla doppia o tripla identità, giochi di potere, segreti di famiglia, inganni e tradimenti come nella migliore tradizione del genere. Che lo scrittore ha dedicato all'editore francese da cui fu scoperto, Bernard de Fallois, scomparso da poco quando il libro uscì nel 2020 come lo stesso Dicker ha raccontato.
Ma questo non è solo uno straordinario thriller sentimentale, costruito con l'abilità eccezionale di cui lo scrittore svizzero, classe 1985 (che è anche editore della casa editrice Rosie & Wolfe da lui fondata) ha dato prova libro dopo libro, da La verità sul caso Harry Quebert a Un animale selvaggio, al più recente La catastrofica visita allo zoo. Ciò che emerge da L'enigma della camera 622, ambientato tra passato e presente in un lussuoso hotel sulle Alpi svizzere dove si è consumato un delitto irrisolto, è anche una riflessione sull'essere scrittori, e sul rapporto tra scrittore e editore.
Sempre a proposito di questo libro, Dicker raccontando a Repubblica il suo processo creativo disse che durante la prima stesura del manoscritto ignorava non solo chi fosse l'assassino ma anche il nome della vittima: «A un certo punto mi pongo la domanda di chi deve morire. Non è facile decidere perché spesso mi affeziono ai personaggi. Diventa un gioco mentale», le sue parole. Tra i trucchi del mestiere di questo maestro del thriller europeo c'è infatti quello di iniziare a scrivere ogni libro senza sapere come andrà a finire. Dicker è uno che non prende appunti, non segue schemi prestabiliti, niente mappe sulle pareti per orientarsi, tutto è nella sua testa. E a giudicare dal successo che incontrano i suoi libri è un metodo che paga. Sin da quando, nemmeno ventenne, scrisse il racconto breve La tigre, dove nell'affrontare la ferocia di una belva punta invece il dito contro la malvagità dell'uomo.
Del resto, gli animali e la natura (in questo caso le placide montagne svizzere che fanno da sfondo e contrastano con la tensione del thriller) sono una delle costanti ricorrenti nei libri di Joël Dicker. Che proprio attraverso l'amore per l'ambiente ha mosso i primi passi nella scrittura pubblicando giovanissimo, tra i 10 e i 17 anni un mensile, La Gazette des Animaux, stampato in casa e poi inviato per posta agli abbonati.
Ed è sempre un hotel esclusivo a fare da teatro all'indagine del commissario Gamache, iconico personaggio della bravissima Louise Penny, autrice canadese che ha fatto del giallo classico senza effetti speciali, ma con una capacità straordinaria di scavare nella psiche dei personaggi, il suo marchio di fabbrica. In questa collana ritroviamo Armand Gamache, ispettore capo della Omicidi del Québec, coinvolto in un'indagine pericolosa mentre sta festeggiando il suo anniversario di matrimonio. E in un'alternanza continua tra grandi autori internazionali e giallisti italiani (è il caso di Giancarlo De Cataldo, Antonio Manzini, Massimo Carlotto, Cristina Cassar Scalia giusto per nominarne alcuni che firmano le prime uscite di questa raccolta) si prosegue di settimana in settimana. Proprio Manzini, che in questi giorni è ai vertici delle classifiche dei più letti dagli italiani con il suo ultimo lavoro, compare qui con Gli ultimi giorni di quiete, thriller psicologico tratto da una storia vera di dolore e di vendetta, con al centro una famiglia a cui è stata strappata per sempre la serenità.
A inquietarci, deliziandoci, con le gelide atmosfere scandinave ci pensano invece due autrici del calibro di Anne Holt, norvegese, e Camilla Läckberg, svedese. Nelle cui storie crisi personali si mescolano abilmente a efferati delitti. Scorrendo rapidamente gli altri titoli di questa corposa collana (sono 40 in tutto i volumi che comprende) segnaliamo qualche altro nome da appuntare, dal greco Petros Markaris all'inglese Simon Mason al canadese Alan Bradley (celebre per la serie di gialli dedicati a Flavia De Luce, detective adolescente, della quale troviamo qui Le trecce d'oro dei defunti), scomparso di recente. Un motivo in più per riscoprirlo.

La collana
Si intitola Intenso Noir la nuova collana in edicola da oggi ogni venerdì con Repubblica a 9,90 euro oltre al prezzo del giornale. Una corposa raccolta di 40 volumi in cui si alternano autori italiani e stranieri, scrittori bestseller e firme meno note, gelide atmosfere nordiche e più calde ambientazioni mediterranee.

Come scrivere un racconto giallo: le regole del romanzo poliziesco e il decalogo di Knox

giovedì 25 giugno 2026

Libri thriller 2026: oltre 70 romanzi da leggere



Libri thriller 2026: oltre 70 romanzi da leggere

👉 fonte: il Libraio

Chi ama i libri thriller lo sa: ogni anno arrivano nuove indagini da seguire, nuovi detective da scoprire e nuove ossessioni narrative capaci di tenere svegli fino all'ultima pagina. Dai noir più cupi ai thriller psicologici, passando per il mystery classico, l'horror e il cozy crime, il panorama crime attuale continua a trasformarsi e ad allargare i propri confini.
Come negli anni precedenti, in questo speciale, in costante aggiornamento, abbiamo raccolto alcune delle novità thriller e gialle più interessanti del 2026: romanzi italiani e internazionali, grandi firme del genere e nuove voci da tenere d'occhio, tra delitti irrisolti, segreti di famiglia, sparizioni, serial killer e casi destinati a riemergere dal passato.
Accanto alle investigatrici e agli investigatori più celebri trovano spazio personaggi inattesi, ambientazioni insolite e storie che mescolano tensione, atmosfera e attenzione psicologica. Perché oggi il thriller non è più soltanto un gioco di suspense e colpi di scena, ma anche un modo per raccontare paure contemporanee, rapporti umani e zone oscure della società.
Di seguito trovate una guida ai migliori libri thriller e gialli del 2026, pensata per chi è in cerca di nuove opere capaci di sorprendere, inquietare e lasciare il segno…

mercoledì 24 giugno 2026

Che cosa vedere dopo "Ovunque tu sia": altre cinque serie TV thriller basate sui libri di Harlan Coben


Che cosa vedere dopo Ovunque tu sia: altre cinque serie TV thriller basate sui libri di Harlan Coben
Se Ovunque tu sia ti ha tenuto incollato allo schermo, eccoti una piccola lista di altre serie TV basate sui best sellers di Harlan Coben che non puoi perderti

👉 fonte: Coming Soon

Questa è la storia di un padre che ha ucciso suo figlio. O meglio, questo è ciò che si pensa sia accaduto. David Burroghus è un professore di diritto, e contro di lui ci sono delle prove schiaccianti: ha ammazzato a colpi di mazza da baseball Matthew, il figlioletto di tre anni. David finisce dietro le sbarre, condannato all'ergastolo, ma continua a professarsi innocente. D'altra parte, l'uomo è tormentato dai sensi di colpa, poiché convinto di non aver fatto quanto in suo potere per salvare la vita al bambino. Dopo cinque anni di detenzione, David riceve l'inattesa visita dell'ex cognata, l'integerrima giornalista Rachel Mills, che ha qualcosa da mostrargli: una foto recente di un ragazzino che sembra proprio Matthew. Il protagonista si confida con il direttore della prigione, suo vecchio amico, che, compresa la situazione, organizza la sua evasione. David si dà alla fuga per dare avvio alle sue indagini che riporteranno via via a galla sconvolgenti segreti, e che dimostreranno che cosa sia disposto a fare un padre per il proprio figlio. Ovunque tu sia è una serie di soli 8 episodi dove il thriller si mescola all'azione in un crescendo di tensione a cui è impossibile resistere. Ma non c'è da stupirsi, visto che ci ritroviamo per l'ennesima volta tra le mani un adattamento di un libro di Harlan Coben. Quest'ultimo è un celebre scrittore di gialli pluripremiato che, nel 2018, ha firmato un contratto di quindici anni e multimilionario con Netflix: ben quattordici dei suoi romanzi diventeranno film o serie TV Netflix, e per giunta lui sarà il produttore esecutivo. Tra le varie serie, non solo targate Netflix, basate sui best sellers di Coben, eccone una piccola lista che, se ti è piaciuto Ovunque tu sia, potrebbe fare al caso tuo:

Safe
Tom Delaney è un chirurgo rimasto vedovo. Dopo la tragica morte della moglie, Tom si prende cura da solo delle sue due figlie, ma un giorno, la maggiore, Jenny, scompare. Così, lui, da sempre convinto di poter tenere le sue ragazze al sicuro, inizia a sperimentare una terribile sensazione, quella dell'impotenza. Non accettando di restare con le mani in mano mentre Jenny è là fuori chissà dove (e con chi), Tom dà avvio alle sue indagini, che lo porteranno a scavare a fondo nelle vite di vicini, conoscenti, amici e famigliari, fino a scovare delle verità a dir poco agghiaccianti. Safe è una miniserie thriller di una sola stagione e 8 episodi disponibili su Netflix con il famoso Dexter, Michael C. Hall, nei panni del protagonista.

The Stranger
Adam Price è un uomo appagato dalla sua quotidianità, fatta di cose semplici. Adam ha due figli ed è sposato da tempo, e non desidera altro. Un giorno, però, come un fulmine a ciel sereno, una sconosciuta entra a gamba tesa nella sua vita per scuotere i suoi equilibri. La donna, infatti, gli rivela uno sconcertante segreto su sua moglie Corinne. Lui, sotto shock, non pensa più ad altro, tanto che, per scoprire se quella appena appresa sia la verità, si mette a investigare, facendo venire alla luce tante bugie e imbattendosi in numerosi pericoli. The Stranger è una miniserie britannica composta da una stagione e 8 episodi e che ci spinge a riflettere, con una punta di angoscia, su quanto poco possiamo conoscere davvero qualcuno, anche se questo qualcuno è colui che crediamo di conoscere meglio.

Stay Close
Megan Pierce-Shaw ha tutto ciò che ha sempre desiderato: una vita normale. Moglie impeccabile di un marito che adora e madre impeccabile di tre figli che adora, Megan resta di stucco quando si rende conto che il suo oscuro passato, che credeva di aver sepolto a dovere, è tornato a bussare alla sua porta e minaccia di rovinarle sia il presente che il futuro. Infatti, quando in un locale notturno scompare il figlio di un uomo ricchissimo, così come esattamente diciassette anni prima era svanita nel nulla un'altra persona, terribili ricordi e inquietanti segreti riaffiorano uno a uno. Stay Close, una miniserie thriller di una stagione e 8 episodi da vedere tutti d'un fiato su Netflix.

Un inganno di troppo
Maya Stern è un'ex soldatessa che sta ancora cercando di superare una grave perdita, quella dell'amato marito Joe, brutalmente assassinato. Un giorno, però, guardando il filmato del baby monitor che utilizza per tenere d'occhio la figlioletta, Lily, Maya vede un uomo insieme a lei: non ha alcun dubbio, è il consorte creduto morto. La donna è determinata a rintracciarlo e scoprire la verità, anche a costo di rimanere scottata da essa. Nel mentre, i suoi nipoti, Abby e Daniel, indagano sulla morte della loro madre, Claire, nonché sorella di Maya, con il sospetto che tra i due misteriosi casi di scomparsa possa esservi un collegamento. Un inganno di troppo è una miniserie ricca di suspense composta da una stagione e 8 episodi che puoi trovare su Netflix. Sarà divertente provare a far combaciare tutte le tessere del puzzle.

Missing You
Kat Donovan è una detective a cui viene dato un consiglio: farebbe meglio ad andare avanti, e lasciarsi alle spalle una verità che non troverebbe mai, e che se mai dovesse trovare, non le piacerebbe. Lei, però, è determinata a investigare, perché questo è il suo lavoro e perché il passato è segnato da due eventi traumatici, l'omicidio del padre e la scomparsa del fidanzato. Quando, dopo undici anni, s'imbatte nel profilo di quest'ultimo su un'app d'incontri, Kat si rende conto che è giunto il momento di fare l'esatto opposto di ciò che le è stato caldamente suggerito: è pronta a tutto, addirittura a patire le pene dell'inferno, pur di trovare le risposte alle sue domande. Missing You, una miniserie di soli 5 episodi disponibili su Netflix, ma sufficienti per far battere il cuore all'impazzata.

Fuga
Simon Greene è un banchiere che si ritiene soddisfatto della sua vita, e che è convinto che anche i membri della sua famiglia lo siano. Tuttavia, questa certezza gli si sgretola sotto agli occhi nel momento in cui la figlia maggiore, Paige, scappa via di casa. Per fortuna, il padre riesce a ritrovarla, ma la giovane è drogata e in compagnia; Simon reagisce male, e questo lo porta a perderla nuovamente. L'uomo si rimette sulle tracce di Paige, facendo riemergere in superficie menzogne e segreti che minacciano di distruggere definitivamente l'intera famiglia. Simon, però, farà il possibile per impedirlo. Fuga è una miniserie TV di 8 episodi targati Netflix che puntano i riflettori sullo straordinario coraggio di chi ha qualcosa da salvaguardare.

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martedì 23 giugno 2026

Gialli sotto l'ombrellone: i migliori libri dell'estate tra misteri, indagini ed enigmi


Gialli sotto l'ombrellone: i migliori libri dell'estate tra misteri, indagini ed enigmi
Omicidi che sconvolgono la comunità e le relazioni, segreti pericolosi che fanno crollare vite patinate e misteri che possono cambiare il destino di tutti: i titoli imperdibili dell'estate sono questi

👉 fonte: di Lei

Un enigma da decifrare, un mistero da risolvere, un colpevole da trovare: è questa, con tutte le sue sfumature, la trama più avvincente dell'estate. E sì perché la bella stagione, ormai cominciata, si è tinta di "giallo" con tutta una serie di libri da leggere sotto l'ombrellone, o dove vuoi tu, che invitano a diventare parte attiva di un indagine o di qualcosa di ancora più inaspettato.
Tra best seller, nuove uscite e testi che lasciano col fiato sospeso, abbiamo raccolto in questo articolo i migliori gialli dell'estate che parlano di segreti, indagini e rebus: riuscirai a risolverli tutti?

Il club delle arzille detective di Amanda Ashby
Best seller della categoria, Il club delle arzille detective è un giallo tutt'altro che scontato. Il libro di Amanda Ashby è un cozy crime adatto a tutti, anche a chi si approccia al genere per la prima volta, e comincia con una premessa: un villaggio, alcune vedove già in pensione e un po' di noia latente, questo finché non sono iniziati gli omicidi a Little Shaw. Ginny Cole e le altre vedove del paesino uniscono le forze con un solo obiettivo: trovare l'assassino e la verità.

L'inquilina di Freida McFadden
Tra i best seller della categoria troviamo anche L'inquilina di Freida McFadden, un thriller che ha conquistato il mondo e che domina la classifica da anni. La storia segue le vicende di Black Porter all'apice della sua carriera e della sua vita. Un successo, il suo, che per una serie di eventi inizia a crollare giorno dopo giorno. Sono solo coincidenze o qualcuno ha scoperto i suoi segreti più oscuri e sta tessendo una trappola per farlo crollare? Prova a scoprirlo pagina dopo pagina.

Il gatto che risolveva delitti impossibili di Iacopo Cellini
Un libro giallo inaspettato, irriverente e adatto a tutta la famiglia da leggere questa estate. Il gatto che risolveva delitti impossibili di Iacopo Cellini segue l'indagine felina del gatto Bruno, protagonista delle storia ed esemplare dotato di intelletto e intelligenza umana, che tra false piste, enigmi e una inspiegabile scomparsa, si muove alla ricerca di indizi per svelare il preoccupante mistero di Calaferro. Ci riuscirà?

Una di famiglia di Freida McFadden
Numero uno in classifica nella categoria crime di Amazon, Una di famiglia è un thriller di successo mondiale che segue la storia di Millie. La protagonista, nata dalla penna di Freida McFadden, si ritrova a dover ricominciare e lo fa con un nuovo lavoro a casa di Nina, noioso sì, ma altrettanto sicuro. O almeno questo è quello che pensa, fino a quando i pericolosi segreti della famiglia Winchester non si insinuano nella sua vita.

Mistero alla piccola locanda dei narcisi. I segreti di Cinnamon Falls di R.L. Killmore
A metà tra un thriller e un romance, Mistero alla piccola locanda dei narcisi. I segreti di Cinnamon Falls ha tutte le premesse che piacciono agli amanti del genere. In uscita il 30 giugno, il libro di R.L. Killmore non è un giallo tradizionale, ma anche questo romanzo ha la sua dose di misteri, come il nome stesso suggerisce. La storia d'amore che sta sbocciando a Cinnamon Falls tra Morgan e Will, infatti, verrà segnata da un terribile omicidio che darà via a una serie di indagini che metterà a dura prova tutti, anche il neonato sentimento.

La donna nel pozzo di Piergiorgio Pulixi
Se è vero che sono i dettagli a fare la differenza, è vero che forse, proprio attraverso quei dettagli, riuscirete pagina dopo pagina a risolvere il mistero de La donna nel pozzo di Piergiorgio Pulixi. Cristina Mandas, che non è di certo la donna più apprezzata di quel paesino sardo scompare perché forse si è fidata delle persone sbagliate. Si tratta di un omicidio che sconvolge la comunità, e che vedrà Lorenzo Roccaforte, scrittore di grande fama affetto dalla sindrome da pagina bianca e Ermes Calvino, il suo ghostwriter, indagare proprio su quello che è successo sull’isola.

Delitto a Cala del Fico di Luca Ventura
Luca Ventura firma una delle più recenti uscite del genere: Delitto a Cala del Fico. È qui, su questa isola meravigliosa, che la quotidianità viene sconvolta dal macabro ritrovamento del cadavere di una donna in quello che è a tutti gli effetti un paradiso terrestre dove all'apparenza non succede mai nulla. A occuparsi delle indagini, tutt'altro che lineari, ci sono l'ispettore Enrico Rizzi e la collega Antonia Cirillo che si ritroveranno a fare i conti con una rete di segreti dal passato, rancori e verità mai emerse.

L'ultimo segreto di Dan Brown
Non è una novità in senso assoluto, la sua uscita è datata settembre 2025, ma è stato uno dei libri più attesi e ancora oggi best seller. E quale occasione migliore, se non quella dell'estate, per recuperare l'ultimo libro di Dan Brown. L'autore de Il Codice Da Vinci è tornato con un giallo denso di mistero che ritrova Robert Langdon, insieme a Katherine Solomon, affrontare una nuova avventura che comincia nello stesso momento in cui la sua compagna sparisce nel nulla. Un laboratorio segreto, una visione che potrebbe cambiare l'umanità e un'arma letale: Riuscirà Robert a svelare anche questo enigma?

Cinquanta libri thriller psicologici da leggere


Cinquanta libri thriller psicologici da leggere

👉 fonte: Libreriamo

I thriller psicologici sono un particolare sottogenere dei libri thriller, in cui la sfera mentale dei protagonisti diventa un aspetto determinante del racconto. Si tratta di storie in cui la tensione è altissima, e in cui il mistero viene reso ancora più fitto dal fatto che c'è almeno un personaggio, di solito il protagonista stesso, che non può fidarsi dei suoi stessi pensieri.
Ricordi frammentati, traumi che riemergono a pezzi, prove che ogni volta che vengono analizzate sembrano suggerire risultati diversi: i thriller psicologici si rifanno spesso alla tecnica del narratore inaffidabile.
Come è possibile individuare chi ha commesso un crimine quando i fatti sembrano sfuggire alla logica? Come si può capire di chi fidarsi e di chi no quando è impossibile conoscere veramente chi si ha di fronte? Queste domande non sono solo quelle che attanagliano il protagonista mentre cerca di assicurarsi la propria sopravvivenza, ma anche il lettore, che attraverso queste informazioni fuorvianti deve scovare il vero colpevole.
Quando non ci si può affidare agli occhi e alle parole attraverso cui si conosce la storia, tutto è possibile: colpi di scena, prospettive che cambiano all'improvviso, personaggi che lasciano intravedere un oscuro passato, indiziati creduti innocenti che si ritrovano colpevoli, e viceversa. Queste sono solo alcune delle caratteristiche che rendono i thriller psicologici delle storie mozzafiato, che conquistano il lettore facendogli divorare pagina dopo pagina non solo con la voglia di scoprire i colpevoli dei crimini, ma anche con quella di trovare una risposta ai numerosi misteri disseminati nella storia.
Chiaramente, nonostante abbiano delle caratteristiche comuni, i romanzi che fanno parte di questo filone possono essere molto diversi tra loro. In genere i thriller psicologici sono storie che riprendono alcuni elementi del giallo, poiché non mancano mai un crimine da risolvere e una situazione che presto o tardi finisce per far sentire in pericolo lo stesso protagonista.
Ma proprio perché in queste storie risulta fondamentale l'analisi degli aspetti più oscuri della mente umana, possono essere più o meno preponderanti anche le affinità con il romanzo psicologico, in cui è l'interiorità dei personaggi sempre al centro della scena. In queste storie poi spesso si insinuano atmosfere che possono avvicinarle ad altri canoni, come l'horror, il gotico e il noir, ma anche elementi apparentemente estranei come il soprannaturale o il fantascientifico, le storie d'amore o le ambientazioni storiche.
Per gli amanti di questo genere e di tutte le sue sfumature, abbiamo raccolto 50 libri thriller psicologici da leggere, che non possono mancare nella libreria di una lettrice o un lettore appassionato dei misteri che si insinuano nei meandri della mente umana. Questa lista, che non ha la pretesa di essere esaustiva e che si pone come spunto dal quale scoprire nuove letture, si concentra su alcuni titoli pubblicati dalla nascita di questo filone ma si limita all'intorno della prima decade degli anni 2000, con l'idea che saranno gli anni a venire a suggerirci i titoli imprescindibili del periodo successivo.

Thriller psicologici da leggere
Rebecca. La prima moglie, Daphne du Maurier (il Saggiatore)
Misery, Stephen King (Pickwick)
Il talento di Mr. Ripley, Patricia Highsmith (La nave di Teseo)
Sconosciuti in treno, Patricia Highsmith (La nave di Teseo)
Il suggeritore, Donato Carrisi (Tea)
La principessa di ghiaccio, Camilla Lackberg (Marsilio)
Trilogia di Hannibal (Hannibal, Red Dragon, Il silenzio degli innocenti), Thomas Harris (Mondadori)
Tutto ciò che muore, John Connolly (Time Crime)
Il collezionista, James Patterson (Tea)
Ricorda Maggie Rose, James Patterson (Tea)
Psycho, Robert Bloch (Bompiani)
Dio di illusioni, Donna Tartt (Rizzoli)
La psichiatra, Wulf Dorn (Tea)
Shutter Island, Dennis Lehane (Longanesi)
Abbiamo sempre vissuto nel castello, Shirley Jackson (Adelphi)
L’ipnotista, Lars Kepler (Longanesi)
Dieci piccoli indiani. E non rimase nessuno, Agatha Christie (Mondadori)
L'altra Grace, Margaret Atwood (Ponte alle Grazie)
Follia, Patrick Mcgrath (Adelphi)
Uomini che odiano le donne, Stieg Larsson (Marsilio)
Io uccido, Giorgio Faletti (La nave di Teseo)
The stranger, Harlan Coben (Longanesi)
Il ladro di anime, Sebastian Fitzek (Einaudi)
Nel bosco, Tana French (Einaudi)
Un nome senza volto, Robert Ludlum (Bur)
Giochi d'ombra, Charlotte Link (Tea)
L'assassinio di Roger Ackroyd, Agatha Christie (Mondadori)
Con la morte nel cuore, Ruth Rendell (Fanucci)
L'amore bugiardo, Gillian Flynn (Rizzoli)
Copritele il volto, P.D. James (Mondadori)
L'assassino che è in me, Jim Thompson (HarperCollins)
Sharp Objects, Gillian Flynn (Rizzoli)
Urla nel silenzio, Angela Marson (Newton Compton)
Dolce, cara Audrina, Virginia Andrews (Sonzogno)
Non ti addormentare, S.J. Watson (Piemme)
Il collezionista, John Fowles (Rizzoli)
Usciti di Senna, Michel Bussi (E/O)
Susan a faccia in giù nella neve, Carol O'Connell (Piemme)
La sposa silenziosa, A.S.A. Harrison (Longanesi)
Sotto la pelle, Nicci French (Rizzoli)
La promessa, Friedrich Dürrenmatt (Adelphi)
Ogni cosa è segreta, Laura Lippman (Neri Pozza)
Alex, Pierre Lemaitre (Mondadori)
Il pettirosso, Jo Nesbø (Einaudi)
I fiumi di porpora, Jean-Christophe Grangé (Garzanti)
Il filo rosso, Paola Barbato (Piemme)
La verità sul caso Harry Quebert, Joël Dicker (La nave di Teseo)
Treno infernale per l'Angelo rosso, Franck Thilliez (Fazi)
L'allievo, Patrick Redmond (Mondadori)
L'analista, John Katzenbach (Mondadori)

Libri thriller psicologici: alcune caratteristiche del genere
Tra i principali espedienti letterari dei thriller psicologici troviamo disturbi mentali: vediamo infatti spesso affrontate tematiche come follia, perdita di memoria, disturbi della personalità e altre problematiche che rendono i personaggi che ne soffrono ambigui e imprevedibili. Non mancano poi incursioni in sfere come quella del sogno, dell'ipnosi, della paranoia, delle allucinazioni e di tutte le possibilità che conducono a una percezione distorta della realtà, e che quindi contribuiscono a rendere la verità dei fatti ancora più difficile da inquadrare.
Spesso è lo stesso narratore a soffrire di questi disturbi, o a tormentarsi per un conflitto interiore irrisolto che non può che emergere durante il suo tentativo di fare luce sui misteri che trova di fronte a sé. Altre volte invece, è il colpevole di uno o più crimini a giocare con la mente di coloro che li indagano, portandoli sulla pista sbagliata o aprendone di nuove, facendogli credere una cosa e poi il suo contrario, nel tentativo di minare le loro più solide certezze.
La grande attenzione all'interiorità dei personaggi e alla loro percezione delle realtà va a scapito degli elementi avventurosi, di solito meno presenti: i viaggi si consumano più nella psiche che in luoghi lontani. Anche perché è più facile per il protagonista (e il lettore) sentirsi destabilizzato quando gli avvenimenti più sconvolgenti avvengono in ambienti apparentemente confortanti come gli ambienti domestici, piuttosto che in luoghi remoti dove è più probabile aspettarsi il pericolo.
Infine, quello che non manca mai nei thriller psicologici è il plot twist: lo snodo (o gli snodi) di trama, che giunge solitamente verso la fine della storia, e che capovolge le convinzioni del narratore e anche del lettore rispetto ai misteri da risolvere. I plot twist solitamente giocano sulla plausibilità delle teorie che si costruiscono nella mente del risolutore: se per esempio in un primo momento la figura dei domestici può risultare insospettabile, era proprio su di loro che poteva ricadere la colpa, con grande sorpresa del risolutore. Ma vista la sempre maggiore scaltrezza degli appassionati del genere, capita anche che gli scrittori giochino con essa: per mantenere l'esempio, per il lettore di oggi un'eventuale colpevolezza della figura dei domestici potrebbe risultare scontata, e quindi subito scartata; chi scrive quindi potrebbe sfruttare proprio questo ragionamento e dopo un iniziale depistaggio far ricadere comunque la colpa su questi personaggi.
Altri elementi tipici dei thriller psicologici sono in cosiddetto McGuffin, cioè un oggetto che muove i personaggi ma che non è effettivamente rilevante per il lettore (pensiamo per esempio al Santo Graal, o ai diamanti o ai preziosi che fanno da movente per i delitti, o, per esulare per un momento dall'ambiente letterario, alla celebre valigetta di Pulp Fiction), e il Red Herring, cioè un personaggio o un altro elemento introdotto appositamente nella storia per spostare l'attenzione del lettore verso piste fuorvianti.

Thriller psicologici: gli adattamenti cinematografici
Il genere thriller psicologico non ha avuto un grande successo solamente in campo editoriale ma anche in quello cinematografico: non per nulla si tratta di storie coinvolgenti e appassionanti, che suscitano lo stesso tipo di trasporto cercato anche da chi ama i thriller sul grande schermo. Sono moltissime le trasposizioni cinematografiche che hanno contribuito a rendere ancora più celebri i titoli da cui sono originati; pensiamo per esempio al successo cinematografico ottenuto (anche grazie alla magnetica interpretazione di Kathy Bates) da Misery non deve morire di Rob Reiner, e alla versione di Psycho girata da Alfred Hitchcock, il quale è stato capace di accentuare ancor di più rispetto al romanzo le caratteristiche da thriller psicologico presenti nella storia.
Anche la saga di Mr. Ripley, di cui fanno parte alcune delle opere più celebri di Patricia Highsmith, ha trovato uno sbocco al cinema con il film cult Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella, in cui recitano Matt Damon, Jude Law, Cate Blanchett e Gwyneth Paltrow, per non parlare dell'adattamento di Shutter Island girato da Martin Scorsese e interpretato tra gli altri da Leonardo di Caprio e Mark Ruffalo, diventato simbolo indiscusso dei thriller psicologici al cinema.
Non sono mancati poi gli adattamenti anche in forma seriale: Sharp Objects è stato trasposto in una mini serie tv molto apprezzata, girata da Jean-Marc Vallée con Amy Adams e Patricia Clarkson, ma anche dalla saga di Millennium, il cui primo romanzo è Uomini che odiano le donne, sono stati tratti diversi adattamenti sia in forma di film che di miniserie, dei quali il più celebre è probabilmente il film girato da David Fincher e interpretato da Daniel Craig e Rooney Mara.