Intenso Noir: non c'è estate senza i brividi di un thriller
Joël Dicker inaugura la nuova collana dedicata ai maestri del genere. Enigmi, indagini, emozioni e colpi di scena fino all'ultima pagina. Con Cassar Scalia, De Cataldo, Läckberg, Markaris e altri maestri
👉 fonte: la Repubblica
Il primo titolo è di quelli che prendono il lettore e non lo lasciano fino all'ultima pagina. Un tipico romanzo alla Joël Dicker verrebbe da dire. È infatti è proprio lo scrittore svizzero bestseller divenuto un caso editoriale in tutto il mondo (tradotto in 40 lingue, oltre 20 milioni di copie vendute, amatissimo nel nostro Paese da un pubblico di lettori trasversale, compresi tanti giovani) ad aprire la nuova collana di noir in edicola con Repubblica.
Il romanzo di Dicker che vi proponiamo è L'enigma della camera 622, thriller di oltre seicento pagine congegnato con diabolica perfezione, pieno di colpi di scena, personaggi dalla doppia o tripla identità, giochi di potere, segreti di famiglia, inganni e tradimenti come nella migliore tradizione del genere. Che lo scrittore ha dedicato all'editore francese da cui fu scoperto, Bernard de Fallois, scomparso da poco quando il libro uscì nel 2020 come lo stesso Dicker ha raccontato.
Ma questo non è solo uno straordinario thriller sentimentale, costruito con l'abilità eccezionale di cui lo scrittore svizzero, classe 1985 (che è anche editore della casa editrice Rosie & Wolfe da lui fondata) ha dato prova libro dopo libro, da La verità sul caso Harry Quebert a Un animale selvaggio, al più recente La catastrofica visita allo zoo. Ciò che emerge da L'enigma della camera 622, ambientato tra passato e presente in un lussuoso hotel sulle Alpi svizzere dove si è consumato un delitto irrisolto, è anche una riflessione sull'essere scrittori, e sul rapporto tra scrittore e editore.
Sempre a proposito di questo libro, Dicker raccontando a Repubblica il suo processo creativo disse che durante la prima stesura del manoscritto ignorava non solo chi fosse l'assassino ma anche il nome della vittima: «A un certo punto mi pongo la domanda di chi deve morire. Non è facile decidere perché spesso mi affeziono ai personaggi. Diventa un gioco mentale», le sue parole. Tra i trucchi del mestiere di questo maestro del thriller europeo c'è infatti quello di iniziare a scrivere ogni libro senza sapere come andrà a finire. Dicker è uno che non prende appunti, non segue schemi prestabiliti, niente mappe sulle pareti per orientarsi, tutto è nella sua testa. E a giudicare dal successo che incontrano i suoi libri è un metodo che paga. Sin da quando, nemmeno ventenne, scrisse il racconto breve La tigre, dove nell'affrontare la ferocia di una belva punta invece il dito contro la malvagità dell'uomo.
Del resto, gli animali e la natura (in questo caso le placide montagne svizzere che fanno da sfondo e contrastano con la tensione del thriller) sono una delle costanti ricorrenti nei libri di Joël Dicker. Che proprio attraverso l'amore per l'ambiente ha mosso i primi passi nella scrittura pubblicando giovanissimo, tra i 10 e i 17 anni un mensile, La Gazette des Animaux, stampato in casa e poi inviato per posta agli abbonati.
Ed è sempre un hotel esclusivo a fare da teatro all'indagine del commissario Gamache, iconico personaggio della bravissima Louise Penny, autrice canadese che ha fatto del giallo classico senza effetti speciali, ma con una capacità straordinaria di scavare nella psiche dei personaggi, il suo marchio di fabbrica. In questa collana ritroviamo Armand Gamache, ispettore capo della Omicidi del Québec, coinvolto in un'indagine pericolosa mentre sta festeggiando il suo anniversario di matrimonio. E in un'alternanza continua tra grandi autori internazionali e giallisti italiani (è il caso di Giancarlo De Cataldo, Antonio Manzini, Massimo Carlotto, Cristina Cassar Scalia giusto per nominarne alcuni che firmano le prime uscite di questa raccolta) si prosegue di settimana in settimana. Proprio Manzini, che in questi giorni è ai vertici delle classifiche dei più letti dagli italiani con il suo ultimo lavoro, compare qui con Gli ultimi giorni di quiete, thriller psicologico tratto da una storia vera di dolore e di vendetta, con al centro una famiglia a cui è stata strappata per sempre la serenità.
A inquietarci, deliziandoci, con le gelide atmosfere scandinave ci pensano invece due autrici del calibro di Anne Holt, norvegese, e Camilla Läckberg, svedese. Nelle cui storie crisi personali si mescolano abilmente a efferati delitti. Scorrendo rapidamente gli altri titoli di questa corposa collana (sono 40 in tutto i volumi che comprende) segnaliamo qualche altro nome da appuntare, dal greco Petros Markaris all'inglese Simon Mason al canadese Alan Bradley (celebre per la serie di gialli dedicati a Flavia De Luce, detective adolescente, della quale troviamo qui Le trecce d'oro dei defunti), scomparso di recente. Un motivo in più per riscoprirlo.
▪ La collana
Si intitola Intenso Noir la nuova collana in edicola da oggi ogni venerdì con Repubblica a 9,90 euro oltre al prezzo del giornale. Una corposa raccolta di 40 volumi in cui si alternano autori italiani e stranieri, scrittori bestseller e firme meno note, gelide atmosfere nordiche e più calde ambientazioni mediterranee.

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