▶ Questo blog è facilmente raggiungibile anche da www.lastanzadiantonio.com
"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

lunedì 22 giugno 2026

[RECENSIONE] Christopher Buehlman: Tra due fuochi

Christopher Buehlman: Tra due fuochi

Titolo originale: Between two fires
Formato: copertina flessibile
Pagine: 526
Editore: Independently published (22 settembre 2023)
ISBN-13: 9798862216431
ASIN: B0CJLLK82J

Data di acquisto: 17 giugno 2026
Letto dal 17 al 22 giugno 2026

Sinossi
"Solleviamoci ora contro di Lui con tutto il nostro numero, abbattiamo le mura del Cielo…".
Un cavaliere brutale che riceve un'ultima occasione per redimersi. Un prete afflitto, ultimo sopravvissuto della sua parrocchia, che annega sé stesso nel vino e nella colpa. Una giovane ragazza, resa orfana dalla Morte Nera, che ubbidisce agli ordini di angeli sia terribili che bellissimi.
Questo terzetto intraprenderà un viaggio attraverso la campagna francese decimata da guerra e pestilenza, incontrando lungo la strada martiri e santi, briganti e pazzi, i dannati e i loro padroni infernali. Hanno pochissime possibilità di salvare l'umanità, ma potrebbero, potrebbero soltanto, salvare le loro anime.

L'incipit del libro
I soldati trovarono l'asino di venerdì. Era zoppo ed era facile contargli le costole. Era troppo debole per scappare da loro o anche solo per ragliare loro contro, ma non sembrava avere la malattia. Era solo vecchio.
Li guardò speranzoso da sotto un salice, agitando la coda per scacciare le mosche. Il grasso, e nessuno sapeva come facesse a rimanere tale, sollevò il martello da guerra, con l'intenzione di spaccargli il cranio, ma Thomas lo fermò. Indicò il fienile. Sarebbe stato più furbo portarlo prima al fienile, dove avrebbero potuto ripararsi dalla pioggia in arrivo. Godefroy fece un cenno di assenso.
I quattro uomini erano stati in viaggio con i loro stracci e le loro armature arrugginite senza un pasto decente per molte settimane, vivendo di cibo avariato trovato nelle case, crescione e cime di giunchi dai fossati, vermi, insetti, ghiande e persino un gatto putrido. Avevano tutti mangiato così tanta erba da avere il piscio verde. La malattia era spietata lì; aveva ucciso così tanti contadini che non c'era pane nemmeno in quella valle fertile. Non c'erano abbastanza mani per muovere le falci, né abbastanza donne disposte a raccogliere per la trebbiatura, né mugnai per macinare, né fornai per accendere i forni. La malattia, che chiamavano la Grande Morte, passava misteriosamente ma inesorabilmente dagli uni agli altri con la stessa facilità con cui gli uomini si stringono la mano, un bambino chiama il nome di un amico o due donne si scambiano uno sguardo. Ormai nessuno guardava i propri vicini, né parlava con loro. Era calata così pesantemente su quella parte della Normandia che i morti non potevano essere seppelliti; erano ammassati all'esterno, nelle loro sporche camicie lunghe e puzzavano sotto il sole d'agosto e le mosche brulicavano intorno a essi.

La mia recensione
"So che sembra terribile, ma non lo è affatto. Se Dio voleva ordine e bontà nel mondo, non avrebbe dovuto renderci le cose così difficili. Siamo tutti uomini e donne morti. Vuole il caos e la morte? Li ottiene, e noi che voce abbiamo in capitolo? Tutto quello che possiamo fare è cercare di divertirci un po' prima che la falciatrice venga a prenderci, no?".
Questo romanzo, pubblicato in proprio dall'autore nel 2012, è un imponente horror medievale, con tratti molto cupi e crudi (nel vero senso della parola) e tratti emozionanti, quasi strappalacrime.
Nella Normandia del 1348, Thomas, un cavaliere votato al brigantaggio, ed una orfanella in odor di santità che vede angeli in ogni dove (più tardi scopriremo il suo nome: Delphine), si mettono in cammino verso Avignone con l'intenzione di incontrare (e, secondo la bambina, anche salvare) il Papa. A loro due si unirà un prete avvinazzato ed afflitto dai sensi di colpa. Ma il viaggio, per questi tre personaggi così diversi ma simili nella loro determinazione, non sarà priva di ostacoli e pericoli: dovranno vedersela, in una Francia già messa in ginocchio da peste e carestia, con diavoli, mostri, morti che camminano, diaboliche statue che prendono vita ed orrori di ogni tipo e forma.
Lo scrittore americano ha saputo ideare una storia intessuta di superstizione, riscatto e sacrificio. Un romanzo dal ritmo sempre bello alto che, a conti fatti, sembra più che altro la sceneggiatura di un film horror. Ma, soprattutto, è un romanzo il cui il Medioevo che conosciamo dai libri di Storia viene completamente ribaltato, mostrandoci un periodo storico in balìa della morte e del sudiciume.
Ma un piccolo difetto lo vogliamo trovare? Più o meno a metà libro, ci sono alcuni momenti autoconclusivi (quasi piccole storie incastrate nella storia principale); ed è solo in questa parte, comunque brevissima, che il ritmo cala leggermente.
Eppure Tra due fuochi sa farsi leggere: dark, eroico ed impetuoso allo stesso tempo.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

Nessun commento:

Posta un commento