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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

venerdì 5 giugno 2026

M.R. Carey: La ragazza che sapeva troppo


M.R. Carey: La ragazza che sapeva troppo

Titolo originale: The Girl with All the Gifts
Formato: Kindle (588 KB)
Pagine: 401
Editore: Newton Compton Editori (4 giugno 2015)
ASIN: B00VB3YZDS
ISBN-13: 9788854179486

Data di acquisto: 28 febbraio 2026
Letto dal 31 maggio al 5 giugno 2026

Sinossi
«Un capolavoro». The Sun
«Originale, avvincente, potente». The Guardian
«Accattivante, travolgente, commovente».Vogue
Melanie, dieci anni e un quoziente intellettivo altissimo, ogni mattina aspetta paziente nella stanza dove vive chiusa a chiave che la vengano a prendere per portarla a fare lezione.Ma non è una gita di piacere, gli incaricati la legano a una sedia a rotelle mentre il sergente Parks la tiene di mira con una pistola carica. In classe ci sono altri ragazzini, legati come lei a una sedia e incapaci di liberarsi in attesa di essere sottoposti ai test medici della dottoressa Caroline Caldwell, che sta disperatamente cercando una cura all'epidemia. Fuori da lì il pianeta, infatti, a causa di un virus sconosciuto, ha visto la trasformazione della maggior parte delle persone in esseri senza coscienza che si nutrono di carne umana. Melanie è la prossima detenuta destinata alla dissezione, nonostante la sua insegnante si sia opposta con tutte le forze a questa pratica atroce, nella speranza di salvarla. E proprio quando tutto sembra davvero perduto, Melanie riuscirà a fuggire. La ragazzina diventerà il nuovo leader della rivolta? E il genere umano sopravviverà?
Un romanzo straordinario, un bestseller internazionale tradotto in tutto il mondo. In vetta alle classifiche dei libri più venduti di 22 Paesi.
Da questo libro presto il film con Glenn Close.

L'incipit del libro
Il suo nome è Melanie. In greco antico significa "scura" anche se, per la verità, ha la carnagione piuttosto chiara, quindi forse non è un nome troppo azzeccato. Pandora le piace molto di più, ma non si può scegliere. È Miss Justineau che assegna i nomi da una lunga lista. A ogni bambino nuovo tocca il primo nome dell'elenco, quello dei maschi se è maschio, quello delle femmine se è femmina; c'è poco da discutere, è così e basta, dice Miss Justineau.
È da un pezzo che non arriva più un bambino nuovo. Melanie non sa perché. Prima capitava molto più spesso. Ogni settimana, ogni paio di settimane, coglieva brandelli di parole nella notte, ordini sussurrati, lamenti, talvolta un'imprecazione o il rumore della porta di una cella che sbatteva. E dopo un po', di solito un paio di mesi, c'era un viso nuovo in classe: un bambino o una bambina, che magari non sapeva ancora parlare. Ma imparava alla svelta.


La mia recensione
"È sempre stata una brava bambina. Ma ha fatto a pezzi due uomini, li ha divorati, e molto probabilmente li ha uccisi. Li ha uccisi con i suoi stessi denti".
La ragazza che sapeva troppo, romanzo distopico datato 2014, riesce a fondere insieme horror, analisi psicologica ed un autentico e micidiale esame di coscienza.
In un mondo completamente sconvolto e distrutto da un tremendo virus (un "fungo" che si insedia nel cervello della persona infetta e la "riporta" ad uno stato animale e primitivo, sempre affamato di carne umana), alcuni bambini contagiati vivono reclusi in una sorta di base militare dove, nella frenesia della ricerca per una cura dal morbo, vengono sottoposti ad efferati esperimenti. Tra essi c'è una bambina di nove-dieci anni, Melanie, che pur contagiata continua ancora ad avere evidenti "sprazzi" di umanità. Riuscita a fuggire dalla base (involontariamente aiutata da un'insegnante di letteratura, da due militari e da una dottoressa-carnefice), si ritroverà a dover sopravvivere-convivere in un precario equilibrio con la sua stessa condizione: infetta ed umana allo stesso tempo…
La forza travolgente di questo romanzo è anche il suo essere un saggio sulla deontologia della scienza (e sull'uso che se ne fa), sull'identità e sulla sottile linea di demarcazione tra "umano" e "mostro".
Lo scrittore britannico, nonché fumettista di successo, ha messo in piedi un romanzo dal ritmo sempre bello alto (non ci sono buchi narrativi o momenti di pausa), ma in grado di trasmettere veri e propri momenti di dolcezza e, soprattutto, farci riflettere sull'etica della scienza. E diciamolo chiaramente: la risposta alla domanda "fin dove possiamo spingerci con gli esperimenti ed i test medici?" non è certamente facile (e forse non esiste una sola risposta), per il semplice fatto che dovremmo fare i conti anche con la nostra moralità.
Inoltre, ed è facile intuirlo, in questo libro ci sono anche un bel po' di similitudini con la pandemia da Covid-19 che ci siamo appena lasciati alle spalle:
- In La ragazza che sapeva troppo (2014) l'inarrestabile virus è dappertutto. Durante il Covid (2020) il mondo ha vissuto, ed in alcuni casi anche patito, la stessa apprensione per un pericolo silente;
- Gli scienziati e gli studiosi presenti nel romanzo son pronti ad andare anche contro la loro etica (non si fanno più scrupoli a sacrificare e sezionare dei bambini) pur di trovare una cura per salvare quel che resta della popolazione mondiale. Durante il Covid abbiamo assistito, più o meno, alle stesse scene: urgenza per una cura da parte di medici ed infermieri costantemente sotto stress (in presenza anche di comunicazioni pubbliche ed istituzionali non sempre all'altezza);
- Nel romanzo i pochi sopravvissuti al contagio vivono in piccoli gruppi (quasi delle comunità recintate ed isolate). Lo abbiamo fatto anche noi durante il Covid: ci siamo "chiusi" dentro le nostre case ricreando, di fatto, le piccole comunità presenti nel romanzo;
- Il finale del libro è molto aperto ma, comunque, lascia intravedere speranza e rinascita… e non è quello che abbiamo fatto anche noi nell'immediato post-Covid?
Insomma, questo spettacolare romanzo ci rammentare che, più che il virus, il vero pericolo è il modo in cui l'individuo vede l'altro suo simile nel momento esatto in cui "ha paura".
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

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