"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

venerdì 31 luglio 2026

Jason Rekulak torna con "L'intruso"


Dopo Teddy e Il matrimonio, il 13 ottobre 2026 lo statunitense Jason Rekulak torna nelle librerie con L'intruso.
Quando la fumettista Penny Padgett perde il suo amato gatto Popcorn durante una violenta tempesta di neve, con lui svanisce anche la sua scintilla creativa. Tormentata dal dolore, ha perso la voglia di fare qualsiasi cosa, anche quella di finire il suo quarto libro. Qualche settimana dopo, durante uno sfarzoso cocktail party, si accoccola in un posto tranquillo con il gatto di casa, un enorme micio di nome Godfrey. Il felino sembra avere un debole per lei e, per questo motivo, le viene chiesto di prendersi cura di lui mentre la proprietaria è in vacanza. All'inizio, Penny accoglie con favore questa distrazione. Ma Godfrey, con il suo sguardo inquietante, sembra avere un piano in mente: segue ogni suo movimento, anche quelli più intimi, e la osserva mentre lavora. Notte dopo notte, i suoi schizzi diventano sempre più cupi e strani e il confine tra la sua immaginazione e la realtà si assottiglia. E quando torna in sé non riconosce ciò che ha disegnato. Finché comincia a chiedersi se Godfrey sia davvero solo un animale domestico, perché è come se un diabolico essere soprannaturale stia cercando di impossessarsi della sua anima…

Editore: Giunti (13 ottobre 2026)
ISBN-13: 979-1223234686
ASIN: B0H98F9569
Prezzo di copertina: 20,90 euro per il libro cartaceo e 11,99 euro per la versione eBook

Libri letti a luglio 2026… e quelli da leggere ad agosto!


I libri (ed i fumetti) che ho letto e recensito a luglio:
Georges Simenon: Domenica
Guillaume Musso: Il crimine del paradiso
Stephen King: Colorado Kid
Freida McFadden: L'inquilina
[fumetto] Toni Bellasalma. albo n. 2 (gennaio 2026): La botte dei morti viventi
Uketsu: Strani disegni
S.A. Cosby: Il re delle ceneri
Andrea Camilleri: La mossa del cavallo
Shirley Jackson: La strega
Richard Matheson: Tre millimetri al giorno

Ed i libri in lettura per agosto (ma non necessariamente in quest'ordine… e non è neanche detto che siano questi):
Clare Mackintosh: Le case che sogni [già in lettura]
Mirko Zilahy: Il giardino delle ombre. Nemo Sperati, vol. 2
Freida McFaadden: Finché morte non ci separi. The Housemaid, vol. 3
Charlotte McConaghy: Nero come il mare
Ira Levin: Rosemary's baby
Francesca Giannone: Gli anni in bianco e nero
Chris Chibnall: Morte al White Hart

giovedì 30 luglio 2026

[RECENSIONE] M.R. Carey: Il ragazzo sul ponte


M.R. Carey: Il ragazzo sul ponte. La ragazza che sapeva troppo, vol. 2

Titolo originale: The Boy on the Bridge
Formato: Kindle (868 KB)
Pagine: 380
Editore: Newton Compton Editori (15 marzo 2018)
ASIN: B078X3S594
ISBN-13: 9788822718679

Data di acquisto: 24 luglio 2026
Letto dal 24 al 30 luglio 2026

▪ Sinossi
Autore del bestseller La ragazza che sapeva troppo.
«Originale, avvincente, potente». The Guardian
«Intuizioni narrative brillanti». Publishers Weekly
Sono passati dieci anni da quando un'epidemia ha trasformato la maggior parte degli abitanti del pianeta in mostri privi di raziocinio e assetati di sangue. Ciò che resta dell'umanità è allo stremo, asserragliata in fortezze invalicabili. Stephen Greaves, un ragazzino di quindici anni estremamente brillante, lavora nella squadra scientifica per cercare un antidoto e garantire al genere umano una speranza. Ma Stephen non è un ragazzino qualunque: fatica a relazionarsi con le altre persone, rifuggendo ossessivamente il contatto umano. Nonostante questo, la scienziata Samrina Khan decide di includerlo nel programma che porterà una spedizione a bordo del laboratorio mobile Rosalind Franklin, in un viaggio pericolosissimo verso l'ignoto. Scopo della missione è cercare di analizzare il fungo più da vicino e sintetizzare una cura per gli umani infetti. Ed è così che la storia ha inizio…
L'attesissimo ritorno nel mondo di La ragazza che sapeva troppo, un bestseller da un milione di copie diventato un grande film
«Questo libro ha la straordinaria effervescenza di Stephen King». Daily Mail
«Un romanzo incredibile, terrificante ed emozionante, che esplora le profondità dell'essere umano». Kirkus Reviews

▪ L'incipit del libro
Infiniti discorsi, un sacco di chiacchiere. Tutte le questioni sono state sviscerate. Alla fine, dopo un centinaio di false partenze, la Rosalind Franklin inizia il suo viaggio verso nord: da Beacon, sulla costa meridionale dell'Inghilterra, fino alle selvagge Highlands scozzesi. Non sono molti coloro che credono che possa fare tutta quella strada, ma la salutano comunque con bande musicali e ghirlande. Festeggiano anche solo le poche speranze che ha.
Rosie è una bella bestia, un leviatano terrestre, ma non è assolutamente il mezzo più grosso che abbia mai circolato in strada. Negli anni precedenti alla Catastrofe, le motorhome classe A, le più lussuose, con motore diesel, erano lunghe diciassette metri. Rosie è più piccola: deve esserlo per forza, perché la sua carrozzeria è estremamente spessa e c'è un limite al peso che i cingoli possono sopportare. Un gruppo di dodici persone deve rinunciare ad alcune comodità. Ci sono una doccia e un'unica latrina, con una tabella di turni da rispettare rigorosamente. L'unico spazio privato sono le cuccette, disposte su tre livelli come in un hotel a capsule di Tokyo.

▪ La mia recensione
"Una volta il mondo aveva una parvenza di senso e di stabilità. Ma la razza umana ha dimenticato quel mondo, se l'è lasciato alle spalle e nessuno è in grado di ritrovarlo o ricostruirlo".
Il bellissimo prequel, e per certi versi quasi "hollywoodiano", Il ragazzo sul ponte ci riporta nel mondo distopico che abbiamo già visto nello spettacolare La ragazza che sapeva troppo: stesse atmosfere e stessa catastrofe (una virus, un vero e proprio fungo-parassita, chiamato "Cordyceps", che dieci anni prima ha quasi sterminato la razza umana e plasmato un mondo post-apocalittico).
Questa volta, però, Il ragazzo (che si svolge una decina di anni prima dei fatti narrati in La ragazza) si concentra quasi esclusivamente sull'analisi scientifica e psicologica. C'è anche un po' di azione, ma passa quasi in secondo piano rispetto alle tante riflessioni filosofiche presenti lungo tutta la trama.
La trama, appunto: in Il ragazzo sul ponte seguiremo le peripezie di una spedizione scientifica e militare lungo il sud dell'Inghilterra (anche se sarebbe più appropriato dire "di quel che resta dell'Inghilterra") alla ricerca disperata di una cura dal virus. Tutto ruota attorno al personaggio di Stephen Greaves, un ragazzo autistico e problematico ma in grado di ragionare "fuori dagli schemi": sarà proprio lui, ergendosi suo malgrado ad eroe-antieroe, il punto di contatto tra la mentalità scientifica (ricerca, studio ed analisi del virus) e quella militare (punta e spara agli infetti).
M.R. Carey ha saputo dar vita ad un mondo che, seppur decimato dal virus, è assolutamente credibile (dai, ci siamo passati durante la pandemia del Covid-19): città svuotate ed in balia della natura che si riprende i suoi spazi.
In tutto il libro si respira un'atmosfera claustrofobica: la trama si svolge prevalentemente all'interno di una sorta di carro armato modificato, una specie di veicolo "extra-large", corazzato, cingolato e dotato di armi e torretta lanciafiamme, ma anche di ambienti scientifici, alloggi e servizi igienici.
Però, come ho accennato prima, il ritmo narrativo anche se coinvolgente è abbastanza lento: questa caratteristica del libro, lo riconosco, potrebbe non piacere a chi predilige l'azione pura ed i ritmi alti. L'azione è concentrata tutta nelle ultimissime pagine, dove succederà di tutto e di più… e dove verranno gettate le basi per quello che sarà l'inizio de La ragazza che sapeva troppo: mi riferisco, in modo particolare, agli esperimenti effettuati sui bambini infetti di seconda generazione (bambini contagiati dal virus nati subito dopo la sua propagazione ma, in un certo qual modo, ancora dotati di coscienza).
La forza dirompente del libro è tutta nelle tematiche che affronta: la sopravvivenza del genere umano, il rapporto uomo-natura, la responsabilità delle scelte, i limiti etici della scienza (fin dove si può spingere prima che essa stessa diventi qualcosa di spaventoso e disumano?). A conti fatti, Il ragazzo pur non raggiungendo le vette emotive de La ragazza, riesce allo stesso modo a farci riflettere sul futuro della razza umana e sulla sua resilienza in situazioni estreme di sopravvivenza.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

mercoledì 29 luglio 2026

Se ami Harlan Coben, non devi perdere questa nuova serie Netflix appena entrata in produzione


Se ami Harlan Coben, non devi perdere questa nuova serie Netflix appena entrata in produzione
Dopo i successi degli ultimi adattamenti, Netflix porta sullo schermo uno dei personaggi più iconici nati dalla penna di Harlan Coben, Myron Bolitar. Le riprese della nuova serie thriller sono appena iniziate: tutto quello che c'è da sapere.

👉 fonte: Coming Soon

Gli appassionati dei thriller di Harlan Coben hanno un nuovo motivo per attendere con curiosità il prossimo grande progetto Netflix. La piattaforma ha infatti dato il via alla produzione di Myron Bolitar, la serie che porterà sullo schermo uno dei personaggi più amati e personali dello scrittore americano. Le riprese sono appena iniziate a New York e segnano un nuovo capitolo della prolifica collaborazione tra Netflix e Harlan Coben, dopo il successo degli adattamenti tratti dai suoi romanzi come Un inganno di troppo, Missing You e altri titoli diventati popolari sulla piattaforma. Qui sotto potete vedere la prima foto scattata sul set, con lo scrittore accanto al cast principale della serie. Ecco tutto quello che c'è da sapere su questo nuovo thriller che promette di tenerci incollati al divano.
Questa volta al centro della storia ci sarà Myron Bolitar, un protagonista molto diverso dai classici investigatori: un ex talento del basket che, dopo aver visto sfumare il sogno di giocare in NBA, decide di ricostruire la propria vita diventando un agente sportivo. La serie racconta la trasformazione di Myron Bolitar da promessa del basket a fondatore della sua agenzia, la MB Sports, nata con l'obiettivo di aiutare atleti spesso ignorati dai grandi circuiti. Ma il suo nuovo lavoro lo porterà presto molto oltre le semplici trattative sportive. Tra il mondo degli agenti, degli atleti e degli interessi nascosti dietro lo sport, Myron si ritroverà coinvolto in situazioni sempre più rischiose, tra misteri, ricatti e indagini. Il personaggio è apparso per la prima volta nel romanzo Deal Breaker del 1995 ed è diventato protagonista di ben 12 libri di Harlan Coben, conquistando nel tempo un posto speciale tra le creazioni più amate dello scrittore.
L'attore scelto per il ruolo del protagonista è Colin Woodell, già conosciuto per The Continental e Pulse. La serie mostrerà un personaggio intelligente, determinato e dotato dello stesso spirito competitivo che aveva portato sul campo da basket prima che un infortunio interrompesse la sua carriera sportiva. Accanto a lui ci sarà KJ Apa (Riverdale) nel ruolo di Win Lockwood, il migliore amico di Myron e il suo alleato più fidato nelle situazioni più complicate. Diane Guerrero (Orange is the New Black) interpreterà invece Esperanza Diaz, ex wrestler e figura fondamentale all'interno della MB Sports, l'agenzia fondata dal protagonista. Nel cast ci sarà anche Jabari Banks nei panni di Dwayne Richmond, giovane promessa del tennis destinata a diventare una delle stelle più importanti dello sport. Chloe Fineman interpreterà Parker Quinn, una giornalista sportiva con una grande passione per il mondo dell'atletica, mentre Jamie McShane vestirà i panni del detective Ray Dimonte, coinvolto nelle vicende investigative della serie. Ma sono tanti anche gli attori che ricopriranno ruoli ricorrenti: tra questi Ben McKenzie, Melissa Benoist, Bebe Neuwirth, Griffin Dunne, Amanda Warren e Jamie Hector.

▪ Libri della serie di Myron Bolitar:
Presunta scomparsa (Deal Breaker) (1995)
Colpo a tradimento (Drop Shot) (1996)
Fade Away (1996)
Back Spin (1997)
One False Move (1998)
The Final Detail (1999)
Darkest Fear (2000)
Se ti trovi in pericolo (Promise Me) (2006)
Senza lasciare traccia (Long Lost) (2009)
Alta tensione (Live Wire) (2011)
Home (2016)
Think Twice (2024)

▪ Libri della serie di Mickey Bolitar (spin-off di Myron Bolitar):
Shelter (2011)
Seconds Away (2012)
Found (2014)

martedì 28 luglio 2026

"Carrie", lo sguardo di Satana torna a ottobre. Dal cult di Stephen King una nuova serie TV


Carrie, lo sguardo di Satana torna a ottobre. Dal cult di Stephen King una nuova serie TV
Un nuovo adattamento del romanzo d'esordio del maestro dell'orrore. A cinquant'anni dal film di Brian De Palma con Sissy Spacek, otto episodi firmati da Mike Flanagan (Doctor Sleep e The exorcist)

👉 fonte: la Repubblica

Carrie è il primo romanzo di Stephen King. L'idea di base era semplice: una ragazza con poteri di telecinesi che all'arrivo delle mestruazioni diventa lo zimbello delle compagne finché decide di ribellarsi. E che ribellione. King non era convinto della trama, ma fu sua moglie Tabitha a incoraggiarlo, lo scrittore aveva pensato di farne un racconto ma poi la storia gli prese la mano e diventò il suo primo romanzo. Pubblicato nel 1974 quando arrivò in edizione economica vendette un milione di copie.
Due anni dopo il regista Brian De Palma, che aveva raggiunto a 34 anni il successo internazionale grazie a Il fantasma del palcoscenico, prese in mano il romanzo di King e lo trasformò in un horror considerato ancora oggi tra i migliori della storia del cinema. Protagonista era la giovane Sissy Spacek nel ruolo di Carrie White. Che solo qualche anno fa ci confidava: "Non avrei mai immaginato che sarei stata in giro così a lungo e che quel film sarebbe sopravvissuto fino ad oggi. Credo che la ragione sia che i ragazzini ancora oggi, alle medie o al liceo, si sentono tormentati, bullizzati, torturati… è qualcosa che in misura diversa abbiamo vissuto tutti quando eravamo giovani e magari anche dopo. Credo che il potere del film derivi da quello e ogni anno ci sono nuovi ragazzi che fanno questa esperienza per la prima volta".
Non stupisce quindi che a più di cinquant'anni dal romanzo e dal film, Carrie torni in un nuovo adattamento, questa volta seriale, sotto la guida del regista Mike Flanagan (Doctor Sleep, The exorcist). Arriva su Prime Video il 7 ottobre. Carrie White (la ventiduenne Summer Howell, qualche horror alle spalle scelta in un casting di migliaia di ragazze), un'adolescente emarginata, ha trascorso tutta la sua vita rinchiusa tra le mura di casa insieme alla madre Margaret (Samantha Sloyan), estremamente protettiva nei suoi confronti. Dopo la morte improvvisa e prematura del padre, Carrie viene catapultata nello spietato ecosistema di un liceo pubblico, dove è costretta ad affrontare lo scalpore mediatico provocato da un atto di bullismo che sconvolge la sua comunità, la pressione costante e la crudeltà indiscriminata dell'era dei social media, nonché il risveglio di misteriosi poteri telecinetici che si manifestano nel corso della sua adolescenza. La trama è in soldoni quella che abbiamo già letto e visto, ma nell'adattamento contemporaneo il bullismo è declinato attraverso i social media e molto spazio è stato dato al tema della salute mentale.
La struttura in 8 episodi, garantisce Flanagan che ha curato anche la sceneggiatura ed è produttore esecutivo, permette alla storia di King di approfondire nuove tematiche. "Carrie è stata scritta mezzo secolo fa ed è stata adattata in modo spettacolare da Brian De Palma. È un'opera iconica. È intoccabile. Non c'è alcun motivo per cercare di seguire quelle orme o di percorrere quella strada. Tuttavia, il mondo è cambiato parecchio" ha detto il regista. Per quanto quindi la storia di Carrie rimanga attuale e il mondo intorno a lei ad aver subito una profonda trasformazione. Secondo la produzione la serie aggiunge spessore ai personaggi e alle loro dinamiche, e segue le loro scelte quotidiane che li condurranno a un'unica, sconvolgente notte, in una storia avvincente e profondamente umana sul conflitto tra gentilezza e crudeltà, e che porterà lo spettatore a chiedersi se stia assistendo alla nascita di un'eroina, di un mostro o di qualcosa di molto più complesso. Flanagan ha chiesto a un gruppo di adolescenti di partecipare alla fase di scrittura aprendosi sui loro traumi reali per poter rendere la sceneggiatura più reale e più efficace.

lunedì 27 luglio 2026

Fuoco, sangue e cenere. L'epopea definitiva della dinastia Targaryen


Fuoco, sangue e cenere. L'epopea definitiva della dinastia Targaryen
​Da Aegon il Conquistatore alla tragica caduta di Daenerys, un viaggio in quattro atti attraverso trecento anni di storia, guerre e magia. Scopriamo come una singola famiglia di esuli valyriani abbia forgiato, dominato e infine incenerito il Continente Occidentale: questa è l'epopea della Casata dei Targaryen

👉 fonte: meganerd.it

Per orientarsi nel vasto e spietato universo partorito dalla mente di George R.R. Martin, non basta tracciare confini sulle vecchie pergamene o contare le spade dei vari lord. C'è un unico, vero filo rosso che lega inesorabilmente ogni singola era del Continente Occidentale: la Casa Targaryen. Che li si ami come salvatori o li si disprezzi come tiranni, i Signori dei Draghi sono il vero cuore pulsante e il collante indissolubile di tutta la storia conosciuta di Westeros. Prima del loro approdo, esistevano solo sette piccoli regni frammentati, gretti e perennemente in guerra, con il loro arrivo è nato un impero, è stato forgiato l'iconico Trono di Spade e l'ombra della vera magia è tornata a danzare nei cieli.
​In questo approfondimento andremo a ricreare una vera e propria cronistoria narrativa di Westeros, mettendoci esattamente dalla prospettiva di chi quel mondo lo ha plasmato. Ripercorreremo, in rigoroso ordine cronologico, le tappe fondamentali, nell'arco di oltre trecento anni, di questa dinastia leggendaria, intrecciando e contestualizzando gli eventi monumentali che fanno da sfondo alle tre grandi opere televisive del franchise: i fasti e l'autodistruzione di House of the Dragon, il delicato periodo di transizione de Il Cavaliere dei Sette Regni, fino ad arrivare alla rovinosa caduta raccontata in Game of Thrones.
Preparatevi a scoprire come l'impero valyriano, nato dalle fiamme di una conquista inarrestabile, fosse destinato fin dal suo principio a trasformarsi in cenere.
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sabato 25 luglio 2026

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 13 al 19 luglio 2026 (Fonte: TuttoLibri del 25 luglio 2026):

1. Stefania S. - Red. Colpo di fulmine. Red, vol. 2
2. Michele Mari - I convitati di pietra. Premio Strega 2026
3. Manuel Garand - Murdoku. 80 omicidi misteriosi da risolvere con la logica
4. Gianluca Gotto - Ci basterà mangiare il vento
5. Francesca Giannone - Gli anni in bianco e nero
6. Matteo Bussola - Il sole nelle pozzanghere
7. Santina Cosetta - Soltanto il giorno
8. Allen Levi - Theo da Golden e la forma della felicità
9. Ilaria Tuti - Ed è un poco la notte e un poco l'alba
10. Antonio Manzini - I tramezzini di Rocco Schiavone. Rocco Schiavone, vol. 23

venerdì 24 luglio 2026

[RECENSIONE] Georges Simenon: Domenica


Georges Simenon: Domenica

Titolo originale: Dimanche
Formato: Kindle (1.2 MB)
Pagine: 145
Editore: Adelphi (9 giugno 2026)
ASIN: B0GX2N9LJQ
ISBN-13: 9788845989957

Data di acquisto: 21 giugno 2026
Letto dal 22 al 24 luglio 2026

▪ Sinossi
È una bella domenica di maggio in Costa Azzurra: l'aria è mite, l'alta stagione è alle porte, e alla Bastide, una tipica locanda a conduzione familiare ai piedi del massiccio dell'Estérel, tutti si muovono come dietro le quinte di un teatro, in attesa della consueta invasione all'ora di pranzo. Ma per Émile, che è arrivato dalla Vandea quando era solo un ragazzo e ha risollevato le sorti dell'attività con i suoi manicaretti sopraffini, questa domenica, iniziata come tante altre, è in realtà una giornata decisiva, destinata a chiudere una partita che va avanti ormai da anni. Non saprebbe neanche dire com'è cominciata: quando ha sposato Berthe, la figlia del vecchio titolare? Quando lei ha rifiutato di stipulare un accordo prematrimoniale, non per amore ma per la consapevolezza di essersi comprata il marito? Quando ha cominciato a prendersi delle amanti, quasi per rivalsa contro quella moglie fredda e occhiuta che gli nega anche i piaceri più semplici e gli impedisce di vivere da uomo? O forse quando è arrivata Ada, la strana «piccola selvaggia» assunta come domestica con cui ben presto Émile ha intrecciato una relazione viscerale e ferina? In Domenica, una volta di più, Simenon dimostra di saper scavare mirabilmente nella psiche dei suoi personaggi per mettere in scena un dramma impietoso come il sole della Provenza nel primo pomeriggio. E il lettore non potrà far altro che restare a guardare, avvinto alle pagine, fino allo spiazzante, magistrale epilogo.

▪ L'incipit del libro
Non aveva mai avuto bisogno della sveglia e già da un po', senza aprire gli occhi, era cosciente del sole che si infilava tra le due sottili fessure delle persiane quando finalmente sentì un trillo soffocato provenire dalla stanza di sopra.
Era un'angusta mansarda, proprio sulla sua testa. Ne conosceva ogni angolo, il letto di ferro con la coperta rosso scuro, la bacinella su un treppiede di legno tornito e la brocca di smalto per terra, il lembo di tappeto marrone che non stava mai a posto, e avrebbe potuto tracciare il contorno delle macchie sulle pareti imbiancate a calce, la stretta cornice nera tutta sbilenca che racchiudeva una Vergine vestita di azzurro cielo.
Conosceva anche l'odore un po' selvatico, speziato, di Ada, che ci metteva sempre parecchio per strapparsi al sonno, e ancora non si muoveva. La sveglia continuava a suonare ed Émile iniziava a spazientirsi. Doveva sentirla anche sua moglie, immobile accanto a lui nel grande letto di noce, ma non avrebbe detto niente, non avrebbe alzato un dito, faceva parte della sua strategia.

▪ La mia recensione
"Émile stava difendendo ciò che possedeva di più prezioso, poco importava che si chiamasse orgoglio, amor proprio o dignità, e lui sapeva di non essere orgoglioso, pretendeva soltanto che lo si lasciasse vivere da uomo".
Domenica, pubblicato per la prima volta nel 1959, non è il solito romanzo ("solito" si fa per dire) di Georges Simenon con il commissario Maigret. Anzi, scordatevi del tutto il commissario: qui non c'è proprio…
Questo romanzo, che rientra nella produzione dello scrittore belga cosiddetta dei "romanzi duri" (intesi non come romanzi violenti o incentrati sul crimine, ma come romanzi seriosi), ha la trama incentrata tutta su una singola giornata di maggio (la domenica del titolo) ed in una singola location (la locanda La Bastide). Siamo in Costa Azzurra ed Émile, un cuoco taciturno e scrupoloso ma demoralizzato da una vita segnata da infinite e costanti incomprensioni, rancori, tradimenti (anche alla luce del sole) e maltrattamenti psicologici da parte di sua moglie Berthe, inizia a pianificare e, successivamente, a mettere in atto quello che lui ritiene essere l'omicidio perfetto. Senonché…
Georges Simenon ha scritto uno straordinario noir dalla caratteristica più unica che rara: non c'è un omicidio su cui indagare e non ci sono scene cruenti. Ma la violenza (anche se intesa solo dal punto di vista psicologico) c'è tutta e, a conti fatti, è la grande protagonista: ad ogni pagina si percepisce un'atmosfera fatta di delusioni, aspettative tradite, sospetti e sfiducia.
Il romanzo è davvero breve (siamo a poco meno di 150 paginette) ma carico ben bene di importanti tematiche: il legame di coppia (partendo già dal fidanzamento lampo e dal matrimonio, molto probabilmente, orchestrato a tavolino) che diventa sia una gabbia che, quando la misura è colma, terreno di scontro; il rifiuto comunicativo che diventa vero e proprio astio; la responsabilità e le conseguenze delle proprie scelte.
La storia contenuta in Domenica si sviluppa tramite un scrittura "miminal" ed un ritmo malinconico e lento (in alcuni punti anche troppo). Tutti i personaggi (comprese le occasionali comparse) son magistralmente caratterizzati e credibili dal punto di vista psicologico. L'unico limite che potrebbe far storcere il naso ai puristi del noir, è dato dall'assoluta mancanza di azione: tutto il romanzo verte sulle frustrazioni di Émile, sul controllo psicologico da parte di Berthe e sulla sua conseguente pianificazione per sbarazzarsi una volta per tutte della moglie autoritaria.
Domenica nella sua brevità, quindi, è un noir impietoso incentrato sulla solitudine dell'uomo e sulle scelte "senza ritorno". Un romanzo davvero interessante e particolare: già dalla prima pagina sai cosa sta per succedere (e perché) e sai già chi sono il "colpevole" e la vittima (se così possono essere definiti).
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

mercoledì 22 luglio 2026

[RECENSIONE] Guillaume Musso: Il crimine del paradiso


Guillaume Musso: Il crimine del paradiso

Titolo originale: Le Crime du paradis
Formato: Kindle (5.5 MB)
Pagine: 426
Editore: La nave di Teseo (31 marzo 2026)
ASIN: B0GSVZ3MK8
ISBN-13: 9788834623756

Data di acquisto: 11 maggio 2026
Letto dal 19 al 22 luglio 2026

▪ Sinossi
Florence e Julian Livingstone, ricca e affascinante coppia di americani, trascorrono ogni estate nella loro sontuosa Villa Starlight, a Cap d'Antibes, dove ricevono un ristretto circolo di amici in un'atmosfera di lusso, complicità e apparente perfezione. Ma l'equilibrio di questo mondo privilegiato si spezza brutalmente la notte in cui Oscar, il loro bambino di tre anni, scompare nel nulla, rapito in circostanze tanto misteriose quanto inquietanti. Il caso diventa immediatamente un evento mediatico: l'opinione pubblica si appassiona, la pressione cresce, e ogni gesto dei Livingstone viene osservato e giudicato. L'agente di polizia incaricato dell'indagine, Joseph Lèques, si trova presto davanti a un intricato labirinto di menzogne, finché nel cuore di questa tragedia fa irruzione Agatha Harding, una giovane e ambiziosa scrittrice che spera di sfruttare la tragedia per scrivere un best seller. In una Costa Azzurra tanto sensuale quanto oscura, una famiglia perfetta rivela le sue ombre quando il rapimento del figlio attiva un gioco pericoloso in cui si intrecciano fama, colpa e desiderio di redenzione.

▪ L'incipit del libro
Marsiglia, domenica 3 giugno 1928
Comptoir des Pêcheurs
Seduto al suo tavolo, il commissario Joseph Lèques svuotò d'un sorso il bicchiere di vino bianco e lo posò con forza accanto al piatto di conchiglie che aveva appena iniziato. Davanti a lui, i cadaveri di due bottiglie di Sancerre testimoniavano gli eccessi della serata. Joseph aveva freddo. Tremava. I rigurgiti acidi gli bruciavano lo stomaco. La fauna del bistrot lo stordiva. Scaricatori, pescatori, commercianti… Un variopinto alveare le cui voci si accavallavano nella sala satura di tabacco, iodio, anice e caffè.
Joseph posò una mano sul petto e sentì il cuore accelerare. Colto da vertigine, chiuse gli occhi e si massaggiò le palpebre. Colpa dell'alcol, certo, ma l'alcol era la conseguenza, non la causa, della sofferenza che lo tormentava. Dalla fine della Grande Guerra, a intervalli regolari, tornavano a manifestarsi in lui i demoni di sempre, sottoponendolo a una via crucis ogni volta più dolorosa.


▪ La mia recensione
"Chiuse gli occhi, com'era solito fare, per calarsi nel suo io più profondo, testando ipotesi come altri testano vaccini in cerca della formula per sradicare il male. La chiave dell'enigma - ne era convinto - stava in ciò che gli nascondevano i Livingstone. I loro 'peccati', i loro segreti, le loro omissioni".
Guillaume Musso con questo noir ci accompagna in un vero e proprio viaggio nel tempo: Il crimine del paradiso, infatti, si svolge nel 1928, in una Costa Azzurra che cerca di dimenticare le atrocità della Grande Guerra votandosi all'eleganza ed al comfort. Ma è proprio in questo clima da lusso esagerato ed ostentato che succede il fattaccio: viene rapito Oscar, il figlio di tre anni di una opulenta coppia americana (Julian e Florence Livingstone) che, insieme a tutta una sequela di amici ed ospiti, è intenta a passare l'estate nella loro sfavillante dimora (Villa Starlight) a Cap d'Antibes.
Come avrete certamente capito, questo romanzo ha il suo punto forte nell'atmosfera d'antan e nelle location: il bellissimo paesaggio della Costa Azzurra si erge ad autentico protagonista del racconto. La trama è davvero avvincente: ritmo incessante e tanti colpi di scena (compreso l'imprevedibile finale) piazzati sempre nei posti giusti.
Altra caratteristica veramente interessante è il fatto che, quasi prendendo spunto dai metodi investigativi di Agatha Christie, Il crimine del paradiso cerca di unire il giallo classico (pensiamo al caso lampante della stanza chiusa) al thriller moderno (ricerca e studio delle prove). Senza dimenticare che uno dei personaggi del libro, la scrittrice Agatha Harding, è un palese omaggio alla stessa Agatha Christie
I protagonisti (son tanti, quindi immaginatelo come un romanzo corale) son tutti perfettamente caratterizzati. Menzione d'onore per il commissario Joseph Lèques: un personaggio che seppur martoriato dai traumi psicologici derivanti dall'aver partecipato alla Prima guerra mondiale, è intenzionato a far bene il proprio dovere ed a cercare la verità.
Molto stimolanti i temi trattati: lo sfoggio dell'apparente perfezione (che alla prima avversità di rivela essere tutt'altro), il peso dei traumi, la manipolazione, il passato che torna sempre a bussare alla nostra porta.
Insomma, Il crimine del paradiso è il classico thriller-noir che non può mancare nelle librerie degli appassionati del genere e tra gli ammiratori dello scrittore francese (originario proprio delle zone descritte nel romanzo).
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

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Leggi anche:

martedì 21 luglio 2026

Libri gialli e buon cibo, quando il detective è un gourmet


Libri gialli e buon cibo, quando il detective è un gourmet
Nei gialli contemporanei, la buona tavola si rivela molto spesso lo strumento ideale per risolvere un delitto

👉 fonte: io Donna

Mangiando bene si indaga meglio? Probabilmente sì. Forse per questo nessuno ha ancora inventato un detective anoressico (smentitemi). David Rossi, il profiler delle serie Criminal Minds, ha un paio di intuizioni fondamentali mentre prepara gli spaghetti alla carbonara (è di origine italiana e ci tiene a dirlo). Dalla Londra vittoriana alla Sicilia di Vigàta, passando per Shanghai con Chen Cao, poeta e ispettore di polizia, il palato degli investigatori racconta carattere, ossessioni, geografia sentimentale e, spesso, il loro metodo. Dopo Sherlock Holmes il detective smette di essere una macchina deduttiva. Comincia ad avere gusti, debolezze, rituali.
Il capostipite degli investigatori gourmet è Nero Wolfe, creato da Rex Stout, ovvero “una cena ben riuscita vale quanto un caso risolto”. Obeso, sedentario, allergico alla fatica, ha una devozione religiosa per i piatti preparati dal cuoco Fritz. Anatre arrosto, foie gras, salsicce artigianali, tartufi, il menu occupa spesso più spazio dell'autopsia! Favolose le frittelle mattutine e le salsicce di mezzanotte (così la giornata è completa).
In realtà, tutti i poliziotti e commissari golosi sono figli e nipoti di Pepe Carvalho, che in certi momenti coincide con il suo creatore, Manuel Vázquez Montalbán. Cosa mangia? Il pasticcio di porri e brioche con midollo e foie gras e il salamino piccante al sidro vengono dall'Andalusia, mentre le lumache con granceola sono catalane, come gli spinaci con gamberi e vongole. Ed ecco due piatti made in Carvalho: il tonno lardellato, che prevede una doppia cottura del pesce rivestito di pancetta, prima fritto in padella e poi passato al forno, e il guazzetto di pesce alla Carvalho, con tranci di rana pescatrice e gamberoni.
Salvo Montalbano, con la caponatina, la "pasta n'casciata" e il pescato del giorno, è parente stretto di Carvalho, e Andrea Camilleri rende omaggio all'autore già nel cognome. Ma c'è un altro siciliano, meno famoso, il maresciallo dei carabinieri Saverio Bonanno (Il canto dell'Upupa, di Roberto Mistretta) ugualmente vorace. Divora «grosse fettine di vitello, farcite con uova sode, pisellini di campagna, bocconi di pecorino, un filo d'olio, cipolletta tagliata fine e rosmarino», oppure pasta al forno, coniglio con olive nere, patate con la crosta e doppia razione di cardi impanati.
La verità? Un piatto racconta più di un profilo della Bau (Behavioral Analysis Unit, l'Unità di analisi comportamentale, una sezione dell'Fbi statunitense). Gli arancini spiegano Montalbano e il suo modo di ragionare meglio di un trattato. Una cacio e pepe racconta Rocco Schiavone, il vicequestore dei gialli di Antonio Manzini, più di qualsiasi monologo interiore. Un bicchiere di vino condiviso al BarLume di Marco Malvaldi vale quanto un interrogatorio.
Nei romanzi del BarLume (la serie Sky è arrivata a 13 stagioni, l'ultima quest'anno) il cibo non è un dettaglio. Il protagonista, Massimo Viviani, è un barista maremmano di seri principi: non serve mai un cappuccino dopo pranzo! Le indagini nascono quasi sempre davanti a un bancone o durante un pranzo: cacciucco, fritto di pesce, schiacciata toscana, ribollita, pappardelle al cinghiale, salumi e pecorini. Si mangia e si parla molto di cosa si mangerà. Le discussioni tra Massimo e il commissario Tassone, capace di elaborare metafore esistenzial-gastronomiche sulla besciamella o filosofie di vita legate agli ingredienti della carbonara, e le chiacchiere dei pensionati che animano il bar sono quasi più divertenti delle indagini…
Malvaldi ha anche trasformato Pellegrino Artusi, padre della cucina italiana moderna, in un "food detective", il primo della nostra narrativa. Odore di chiuso (Sellerio), ambientato nel 1895 in un castello della Maremma toscana, trasforma Artusi in un investigatore. Invitato per un fine settimana di caccia e buona tavola, aiuta la polizia a risolvere un omicidio. Fa il bis con Il Borghese Pellegrino, dove impariamo a conoscere, dietro il cuoco detective, un intellettuale curioso, ironico, capace di leggere le persone con lo stesso rigore con cui analizza una ricetta. Uno che applica già il metodo investigativo alla cucina.
Invece Rocco Schiavone (romanzi di Sellerio, serie Rai2 con Marco Giallini, che ha appena girato la stagione 7) mangia per ricordare Roma e la vita che ha lasciato. Trasferito controvoglia ad Aosta, vive la cucina valdostana quasi come una punizione: polenta, fontina e piatti alpini vade retro. Desidera carbonara, amatriciana, cacio e pepe, supplì, trippa, carciofi alla giudia. Sogna le trattorie romane, riceve pacchi di comfort food dagli amici. Se per Montalbano i piatti di Adelina sono un "quantum of solace" (un briciolo di conforto), per dirla con il titolo di un film di James Bond, per Schiavone le nostalgie del palato rappresentano il mondo perduto. Una costante della sua vita sono i tramezzini, ora messi in fila nella raccolta I tramezzini di Rocco Schiavone recensiti all'inizio di ogni capitolo. Il più erotico? Salmone, avocado e maionese.
Schiavone coltiva il suo palato mentre Luigi Alfredo Ricciardi, amatissimo e malinconico commissario nella Napoli anni '30 (anche lui nella gloria televisiva con tre stagioni), chissà cosa mangerebbe senza la tata Rosa che apparecchia prelibatezze, dalla "menesta 'mmaretata", con verdure di campo e carne di maiale (nel romanzo Il giorno dei morti), ai "ciccimmaretati", raccontati così dall'autore, Maurizio de Giovanni: «Lo scuro grano cappella, il granturco, le fave, le cicerchie, i ceci e le mimmiccole, le lenticchie… In una scodella c'erano le castagne Janghe, che avrebbero avuto il compito fondamentale di conferire dolcezza alla zuppa».
Manca qualcosa di padano, ed eccoci serviti con Erica Arosio e Giorgio Maimone. L'investigatore Marlon (Mario Longoni) e l'avvocata Greta Morandi risolvono misteri nella Milano degli anni 50-60, spesso davanti a un "peposo", tipico spezzatino di manzo cotto lentamente nel vino rosso e abbondante pepe nero (all'epoca tutte le trattorie della città erano toscane). Marlon, però, da buon milanese, è uno specialista di risotti, in particolare alla barbabietola. In Juke Box la chiarezza arriva a cena, proprio mentre Greta&Marlon seguono il Cantagiro. Anche nel prossimo romanzo, Gran Varietà (da Mursia in ottobre) si mangia bene, stavolta in un famoso ristorante di Parigi.
Poi ci sono le investigatrici, che non sempre cucinano ma, pur di concedersi un peccato di gola fanno jogging ogni mattina. Come Lolita Lobosco, vicequestore a Bari, quinta di reggiseno e Louboutin di rigore, che tra gli spaghetti all'assassina e lo "scammaro" (una pasta compattata in padella come una frittata, ma senza uova) ha reso famosa l'autrice, Gabriella Genisi e la lunga saga pubblicata da Marsilio. La fiction Rai con Luisa Ranieri è alla stagione finale, la quarta. Ma più della trama, la gente ricorda e adora le ricette, che raccontano, complice il delitto, i sapori di un territorio.
Succede lo stesso con la Sicilia di Vanina Guarrasi, vicequestore a Catania (nei gialli Einaudi di Cristina Cassar Scalia e nelle due stagioni di Canale 5 con Giusy Buscemi) a cui tocca indagare anche in una gelateria. Non ama cucinare, però mangia, eccome, nella "Trattoria da Nino" e non ingrassa (succede solo nei romanzi). Pizza fritta, cucciddatu di San Giovanni imbottito di salame dei Nebrodi, arancini e le infinite specialità della tavola calda catanese. Però ha le sue ragioni: davanti a una parmigiana di melanzane trova l'intuizione giusta per risolvere un omicidio.
«Vanina mangia tutto quello che vorrei mangiare io» ammette Cassar Scalia: «Vorrei un dolce iris al giorno o la colazione pantagruelica. Se vado da Nino, scelgo quello che sceglie lei: involtini, caponata, polpette…». Qualche riga dalle storie di Vanina: «Pane con la meusa le ci voleva, per recuperare il suo equilibrio. Versione completa, per giunta. Cunzato. Altro che un Cuba Libre».
E poi: «Caponatina, peperoni a ghiotta, cucuzza a minestrina, pasta alla Norma». Di diete non se ne parla. Eh sì, il detective anoressico non potrebbe proprio funzionare…

lunedì 20 luglio 2026

"L'oscurità su Parigi" di Jean-Christophe Grangé


L'oscurità su Parigi di Jean-Christophe Grangé
Il primo di una coppia di hard noir dell'eccellente romanziere francese che scrive thriller duri, da portare sullo schermo. Omicidi seriali con vittime gay in una Parigi del 1982, impensierita dai primi casi di Aids

👉 fonte: sololibri.net

Il sovrano del regno internazionale del noir? Certamente Jean-Christophe Grangé, padrone dell'hard noir che non nega particolari repellenti sulla "messa in scena" di cadaveri e corpi delle vittime. Elegante, quasi solenne nell'allestire le sue scene del delitto, capace comunque di non sconfinare mai dall'esplicito (accettabile) allo splatter (deprecabile). Già giornalista e sceneggiatore, lo scrittore parigino propone pagine cruente, mai sanguinolente. Il più recente dei suoi bestseller in Italia, tutti per i tipi Garzanti, è L'oscurità su Parigi, novità da poco nella collana "Narratori moderni" della casa editrice milanese (giugno 2026, 432 pagine), per la traduzione di Giuseppe Maugeri.
Giugno 1982: uno spettro si aggira anche in Europa e comincia a interessare le cronache e la sanità della capitale francese. Il dott. Daniel Segur assiste con apprensione professionale alla diffusione di quello che chiamano "cancro gay", non senza un fondo di disprezzo. Il medico quarantenne (dieci anni all'università, altrettanti in Africa, Biafra compreso, a curare malattie tropicali e veneree) è in prima linea nel trattamento di malattie sessualmente diffuse. Esercita nell'istituto Arthur-Vernes, nel VI arrondissement, rifugio discreto di omosessuali e prostitute. Si manifesta una patologia nuova, finora non identificata e ancora contrastata da terapie e farmaci efficaci. Aggredisce le difese immunitarie dell'organismo umano, annienta i linfociti, indebolisce l'individuo e la condizione d'immunodeficienza grave non ostacola la proliferazione di malattie e infezioni che in una persona sana verrebbero agevolmente debellate da un sistema immunitario in piena efficienza.
Un suo paziente è in fin di vita. Il giovane parrucchiere omosessuale Philippe è debilitato dalla patologia sconosciuta, affetto da stati infiammatori e febbrili a carico di vari organi e apparati, compresi sintomi della toxoplasmosi e macchie scure della cute, il Sarcoma di Kaposi, che insorge soltanto in pazienti molto anziani. Negli Stati Uniti hanno già abbandonato l'etichetta discriminante di cancro gay, in favore di "quattro H". Si è notato, che oltre agli omosessuali (homosexuals) la malattia colpisce gli eroinomani (heroin addicts), gli emofiliaci (hemophiliacs) e, curiosamente, gli haitiani (Haitians). Si comincia anche a definirla geneticamente AIDS, acronimo di Acquired immune deficiency syndrome.
A Parigi, c'è un altro paziente sui vent'anni conciato male dal morbo inedito. Anzi, Federico è messo peggio, molto peggio. La Polizia e tutto il resto hanno invaso il suo appartamento mansardato. Il corpo, completamente depilato, giace sulla schiena, la testa girata a destra. La gamba sinistra è tranciata quasi all'altezza dell'inguine. L'arteria femorale, recisa di netto, ha schizzato sangue fino alla parete. Dall'addome, completamente aperto, gli intestini si sono sparsi ai lati. La moquette è intrisa di materia ematica, un lago scuro. Anche l'altra gamba è pesantemente intaccata, resta metà coscia. Tra i muscoli s'intravede il bianco dell'osso femorale. Un braccio è ad un metro di distanza, la bocca completamente piena d'inchiostro nero.
Qualche rigo prima di questa descrizione, Grangé ha presentato due personaggi che Segur trova irresistibilmente attraenti. Heidi, la ragazza argentina che si accompagna a Federico: volto delicato e delizioso, minuta, esile, mai una parola, capelli corti alla nuca e sull'orecchio destro una ciocca bionda, quasi bianca. Sfoggia invece un taglio di capelli esclusivo, a banana rivolta verso l'alto, quasi da rocker, il trentaduenne ispettore capo della Criminale Patrick Swift. Abbigliato in modo personale, da studente fascista, fuma con nonchalance per controllarsi. Davanti a quel corpo "tritato a colpi d'ascia", cerca di non dare troppo a vedere l'orrore che prova.
Il titolo originale, Sans soleil. Disco inferno, insiste sulla disco music in voga nei primi anni Ottanta. Una serie di orribili omicidi colpisce la comunità gay. Un assassino sadico e metodico smembra le vittime con un machete, agendo di notte.
In effetti, i protagonisti sono tre. Detto da Daniel, la diciottenne Heidi Becker è una liceale all'ultimo anno, intelligente e ribelle, rifugiata politica in Francia con la famiglia, per sottrarsi al carcere e alla probabile eliminazione da parte della Junta militar che governa dittatorialmente l'Argentina. È la migliore amica e saggia consigliera di Federico Garzon, il giovane omosessuale tanto brutalmente massacrato e vittima iniziale del killer sadico. La sete di giustizia della ragazza, oltre a supportare anche Segur, intreccia evidentemente le indagini ufficiali, svolte con tutta la caparbietà e l'originalità possibili dall'ispettore Swift, poliziotto anticonformista nell'aspetto, abbigliamento e comportamento e tutt'altro che sceriffo, ma implacabile e capace nel condurre un'inchiesta tanto delicata. Comprensibilmente, Heidi diffida delle forze dell'ordine, mentre Patrick è spesso in bilico tra momenti di apertura all'esterno e di chiusura in se stesso. Questo sviluppa incroci interessanti.
Aids, dittatura in Argentina, esuli, omosessualità: la narrativa già intensa di Grangé si riempie sempre di contenuti aggiuntivi alle dinamiche omicidiarie di killer che amano "apparecchiare" i cadaveri delle vittime in modo scenico. Spicca il mondo notturno parigino, in cui si muovono gay e trans. Assume connotati perfino folkloristici, che contrastano con la cupa oscurità preferita dall'assassino.
In Francia è già uscito il seguito: Sans soleil. Le roi des ombres (Il re delle ombre), che necessariamente possiamo attenderci di prossima pubblicazione Garzanti presso di noi.

domenica 19 luglio 2026

[RECENSIONE] Stephen King: Colorado Kid


Stephen King: Colorado Kid

Titolo originale: The Colorado Kid
Formato: Kindle (541 KB)
Pagine: 179
Editore: Sperling & Kupfer (4 giugno 2013)
ASIN: B00D6KFC2C
ISBN-13: 8873398650

Data di acquisto: 17 luglio 2026
Letto dal 18 al 19 luglio 2026

▪ Sinossi
Fresca fresca di scuola di giornalismo, la ventenne Stephanie McCann sta facendo uno stage presso il minuscolo quotidiano di un'impervia isoletta del Maine, dove si occupa di picnic parrocchiali, sparizione di gatti e altre amenità. Ma sente che l'esame più importante deve ancora arrivare… E infatti un solitario pomeriggio i due anziani proprietari (nonché unica forza lavoro) della testata, con il pretesto di raccontarle un vecchio caso di cronaca l'avviluppano nelle spire di una vicenda inspiegabile e intrigante. Una storia del passato che parla di una coppia di tenaci reporter e di un cadavere chiamato Colorado Kid, di una morte che forse era un omicidio, ma senza movente, senza alibi, con tempi impossibili e indizi assurdi. La loro storia. Il loro mistero. Accaduto proprio lì.
In venticinque anni, ogni piccola, faticosa scoperta anziché chiarire i fatti li ha ammantati di oscurità, ogni risposta anziché esaurire le domande le ha moltiplicate. Perché?
Riuscirà Stephanie a risolvere l'enigma? E soprattutto, saprà coglierne il vero significato? In un romanzo in cui la potenza narrativa di King fa crescere la tensione a ogni pagina solo sussurrando, il Re scherza con il nero alla maniera di Agatha Christie, Mickey Spillane, Edgar Allan Poe. Ma, soprattutto, alla sua. Da Colorado Kid è stata tratta Haven, una serie TV di grande successo anche in Italia.

▪ L'incipit del libro
Concluso che non avrebbe cavato nulla di interessante dai due vecchi che costituivano l'intero organico del Weekly Islander, il giornalista del Globe di Boston diede un'occhiata all'orologio, commentò che se si sbrigava faceva appena in tempo per il traghetto dell'una e mezzo, li ringraziò del tempo che gli avevano dedicato, lasciò del denaro sulla tovaglia, lo fermò con lo spargisale perché l'intensa brezza che spirava dal mare non se lo portasse via e scese frettoloso i gradini di pietra che dal patio del Grey Gull portavano in Bay Street e alla cittadina sottostante. Tolto qualche fugace passaggio degli occhi sulle sue tette, non si era praticamente accorto della presenza della giovane donna tra i due uomini anziani.
Andatosene il giornalista del Globe, Vince Teague s'allungò sul tavolo e sfilò le banconote, due pezzi da cinquanta, da sotto la saliera. Le fece scivolare in una tasca ad aletta della vecchia ma pratica giacca di tweed con un'espressione di indiscutibile soddisfazione.

▪ La mia recensione
"Nella vita reale, il numero delle storie vere, quelle che hanno un inizio, uno svolgimento e una fine, va praticamente da zero a zero. Ma se sei capace di dare ai tuoi lettori una sola cosa ignota (due a voler esagerare) e a ficcarci dentro quello che Dave Bowie chiama un per forza, saranno i tuoi lettori a raccontarsi una storia. Straordinario, vero?".
Per una volta, con Colorado Kid, Stephen King lascia le sue tipiche atmosfere horror per abbracciare il giallo ed il noir. In questo romanzo breve di neanche 180 pagine, pubblicato per la prima volta nel 2005 seguiremo Stephanie McCann, fresca di scuola di giornalismo, che durante il suo stage presso il Weekly Islander, un piccolo quotidiano informativo di Moose-Lookit Island (una piccola isola del Maine), si imbatte in un mistero risalente a venticinque anni prima e tutt'ora irrisolto: su una spiaggia dell'isola viene ritrovato il cadavere di un uomo (chiamato, prima della sua identificazione, Colorado Kid) morto soffocato da un boccone di cibo. Ma chi è quell'uomo? Un turista o un uomo in fuga? Come è riuscito ad arrivare sull'isola in un lasso di tempo troppo assurdo? E, mistero nel mistero, con sé aveva solo un pacchetto di sigarette appena iniziato (ma lui non era un fumatore) ed una moneta russa.
Stephen King, pur senza ricorrere all'horror, riesce a trasmettere comunque un'atmosfera di inquietudine. I tre personaggi principali (oltre alla già citata Stephanie McCann ci sono anche i due arzilli vecchietti Vince Teague e Dave Bowie), pur risultando molto "standardizzati", sono ottimamente caratterizzati e credibili. La narrazione viaggia spedita anche se, paradossalmente, il ritmo è sempre lento: la storia, un unico e lungo dialogo tra i tre protagonisti, si svolge quasi tutta sul portico della redazione del The Weekly Islander.
La trama è abbastanza originale (e qualche anno dopo sarà di ispirazione per la serie TV Haven) anche se un finale vero e proprio non c'è assolutamente.
Che dire altro…? Senza fare paragoni improponibili con altre opere di King, Colorado Kid è un bellissimo esperimento di giallo anomalo: non ci sono omicidi o spargimenti di sangue, non c'è un agente che indaga e non ci sono assassini da identificare; c'è solo un mistero da risolvere… che non verrà risolto!
Un romanzo, insomma, che è anche una riflessione sulle differenze tra vita romanzata (dove tutto e perfetto e una soluzione arriva sempre) e vita reale (dove non c'è quasi mai una logica a ciò che accade attorno a noi).
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

sabato 18 luglio 2026

[RECENSIONE] Ellery Queen: Un paio di scarpe

Ellery Queen: Un paio di scarpe. Ellery Queen, vol. 3

Titolo originale: The Dutch Shoe Mystery
Formato: copertina flessibile
Pagine: 268
Editore: Mondadori (13 giugno 1978)
ISBN-13: -

Data di acquisto: 7 maggio 2026
Letto dal 13 al 18 luglio 2026

▪ Sinossi
A Ellery Queen non piace l'idea di assistere per la prima volta in vita sua a un intervento chirurgico. Lui non sopporta la vista del sangue. E tuttavia se a chiederglielo è un amico, il direttore medico del Dutch Memorial Hospital di New York, come rifiutarsi? Nella sala operatoria, qualche metro più in basso, lo staff attende l'arrivo della paziente: Abigail Doorn, eccentrica milionaria fondatrice dell'ospedale, entrata in coma diabetico. Ma quando la donna viene trasferita dalla lettiga sul tavolo operatorio, è chiaro che qualcosa non va. Il suo corpo è troppo freddo. Mortalmente freddo. E il filo metallico con cui è stata strangolata non depone a favore di un decesso per cause naturali. Ora Ellery si ritrova per le mani un caso di omicidio e, come indizio, un paio di scarpe con un laccio strappato. Per la prima volta, potrebbe perdere la sfida che una mente diabolica gli ha lanciato…

▪ L'incipit del libro
L'ispettore Richard Queen, quando era fra le mura domestiche, teneva un atteggiamento notevolmente in contrasto con i modi vivaci e pratici del poliziotto: sedeva tranquillo sulla poltrona preferita e dettava osservazioni didattiche sulla criminologia in generale. Le sue massime erano dirette al figlio, Ellery, suo compagno e assistente nelle indagini poliziesche, nei momenti in cui padre e figlio si riposavano davanti al fuoco, nel loro salotto, soli eccetto per l'ombra furtiva del giovanissimo Djuna che li serviva in veste di domestico.
- I primi cinque minuti sono i più importanti diceva il vecchio con solennità -. Ricordatene. - Era quello il suo tema preferito. I primi cinque minuti risparmiano un mucchio di preoccupazioni.
Ellery, nutrito fin dall'infanzia con una dieta di consigli sui metodi d'indagine, grugniva succhiando la propria pipa, tenendo gli occhi fissi sul fuoco e domandandosi quando mai un poliziotto avesse la fortuna di trovarsi sul luogo del delitto immediatamente dopo che questo era stato commesso.

▪ La mia recensione
"Ellery Queen non era più fatalista di quanto fosse determinista o pragmatista o realista. Il giovane nutriva solo una fede assoluta nel vangelo dell'intelletto, che ha assunto tanti nomi e tante desinenze nella storia del pensiero".
Dei tre volumi sui casi di Ellery Queen che ho sin qui letto (1-2), questo è nettamente il peggiore. Ma andiamo con ordine…
Un paio di scarpe, pubblicato per la prima volta nel 1931, è il classico giallo di quel periodo (da tutti definito, ed a ragione, "Golden age"): perciò avremo indizi sparsi lungo tutto il romanzo, colpi di scena a ripetizione, ragionamento deduttivo a spron battuto per arrivare all'immancabile rivelazione finale sull'identità dell'assassino.
Tutto ruota attorno all'omicidio della ricca ed eccentrica Abigail Doorn, fondatrice e finanziatrice del Dutch Memorial Hospital di New York: ricoverata nello stesso ospedale viene strangolata poco prima di un'importante e delicata operazione. Ma, dal momento che medici, scienziati, infermieri e tutto il personale dell'ospedale vestono di bianco, l'assassino ha agito indisturbato pur essendo in piena vista!
Il personaggio di Ellery Queen è davvero stimolante anche quando, va detto, assume quelle arie da saputello. Di contro, suo padre Richard Queen, ispettore capo della Omicidi di New York, sprizza simpatia da tutti i pori… Tuttavia, nella nostra epoca, sarebbe inconcepibile che il padre poliziotto lasci condurre le indagini al giovane figlio poliziotto solo per passione.
Ora, come detto poc'anzi, passiamo a cosa non mi è piaciuto:
- Essendo un romanzo del 1930, sia la storia che i dettagli risultano ampiamente datati e fortemente superati;
- La storia, diversamente dai due precedenti volumi, è parecchio lenta (si svolge quasi tutta all'interno di un ospedale) e, in alcuni punti della parte centrale, vistosamente tirata per le lunghe. La mia impressione è che i cugini Frederick Dannay e Manfred B. Lee (i due autori che si celano dietro lo pseudonimo di Ellery Quenn) avessero scritto solo un racconto lungo poi, in un secondo momento, "allungato" per farne un romanzo vero e proprio;
- Ci sono moltissimi personaggi secondari e di contorno (è quasi un romanzo corale); moltissimi di loro, però, sembrano messi lì solo per "allungare il brodo" e, quando non servono più, vengono fatti sparire senza alcuna spiegazione;
- Ancora una volta c'è la "sfida al lettore"… ma la soluzione finale del mistero arriva completamente inaspettata (altro che colpo di scena!), tant'è vero che, per giustificarla, viene inserito un ennesimo ed imprevedibile personaggio secondario.
Insomma, Un paio di scarpe piacerà sicuramente agli appassionati del giallo classico, ma la sua lettura richiede (come nel mio caso) tanta pazienza e resistenza.
📌 Voto: ⭐⭐⭐ (3 su 5)

venerdì 17 luglio 2026

Stephen King, i libri del re dell'horror


Stephen King, i libri del re dell'horror
Stephen King è uno scrittore di culto, prolifico e amatissimo. È autore di molte tra le opere di genere horror e thriller più iconiche dell'ultimo mezzo secolo, diventate prima grandi bestseller, e poi spesso anche celebri opere cinematografiche e popolari serie tv. Ecco una panoramica di alcuni tra i suoi libri principali, consigliati soprattutto a chi vuole avventurarsi per la prima volta nella sua sterminata produzione.

👉 fonte: il Libraio

Stephen King è un prolifico e amatissimo scrittore, autore di molte tra le opere di genere horror e thriller più iconiche dell'ultimo mezzo secolo, diventate prima bestseller, e poi spesso anche celebri opere cinematografiche e popolari serie TV.
King ha scritto decine di romanzi, principalmente horror con elementi legati ai generi thriller e soprannaturale, ma non solo. Ha scritto anche racconti, saggi, sceneggiature, a nome suo e con degli pseudonimi, dimostrando di saper superare con abilità i confini del genere letterario di provenienza, scegliendo sempre di esplorare con le sue storie ai confini del reale i turbamenti e le tragedie che caratterizzano la vita umana.
Autore di fama internazionale, a King è stato attribuito il merito di aver creato molti personaggi che resteranno a lungo impressi nell'immaginario comune e che hanno lasciato un segno indelebile all'interno del genere horror, che oggi vive anche di rimandi, citazioni e omaggi ai suoi lavori. Il suo immaginario, ambientato spesso in piccole cittadine di provincia, riesce infatti a essere sempre profondamente perturbante, perché si confronta con paure ataviche, legate alla crescita, al cambiamento e alla morte.
Nato il 21 settembre 1947, Stephen King è alle soglie degli ottant'anni, dimostrando comunque di non volersi separare della sua carriera letteraria: ogni anno o quasi, King regala ai suoi lettori una nuova storia. Inoltre King non ha mai smesso di affascinare il suo pubblico: molte delle sue pubblicazioni finiscono ancora oggi in breve tempo nella classifica dei libri più venduti, negli Stati Uniti ma spesso anche in Italia.
La passione che lo lega alla scrittura si evince anche dal fatto che i suoi scritti sono così tanti che è quasi impossibile citarli tutti: la sua bibliografia è sterminata, senza contare che oltre a romanzi e saggi King si è dedicato anche a racconti e sceneggiature. In onore quindi della sua lunghissima e importante carriera, ecco una panoramica di alcune tra le sue opere principali in ordine cronologico, consigliate soprattutto a chi vuole iniziare a conoscere l'opera di questo autore.
Servirebbe un libro intero a lui dedicato per raccontare e tenere traccia di tutte le opere di Stephen King; ecco però una rassegna delle sue pubblicazioni più celebri, pensata soprattutto per chi non ha mai letto nulla di questo autore e si chiede quali libri leggere della sua sterminata bibliografia:

▪ Carrie, 1974
Carrie (Bompiani) è il primo romanzo che Stephen King riuscì a pubblicare, anche se nel 1974 scriveva già da tempo, tanto da aver collezionato un nutrito numero di lettere di rifiuto da parte degli editori americani. La protagonista (che dà il titolo al libro) è una sedicenne emarginata dai suoi coetanei, anche a causa della rigidità religiosa a cui la sottopone sua madre. Ma nessuno sa che Carrie nasconde dei poteri telecinetici: non appena riuscirà a controllarli, la ragazza li userà per vendicarsi della comunità che l'ha derisa e mortificata fino a quel momento. Già da questo romanzo troviamo alcuni degli elementi che caratterizzeranno il futuro immaginario delle storie di King, come le piccole cittadine di provincia e gli adolescenti presi di mira. Da questo libro fu poi tratto l'omonimo adattamento cinematografico del 1976 di Brian De Palma, oltre che numerosi altri adattamenti per il cinema, la TV e il teatro negli anni seguenti. Prossimamente, la piattaforma Prime Video ospiterà un nuovo adattamento del romanzo di King: per la prima volta sotto forma di serie TV, la storia sarà raccontata in chiave moderna, una rivisitazione contemporanea del libro cult, in cui il bullismo sta al passo coi tempi e con la crudeltà indiscriminata dell'era dei social media. Lo showrunner è Mike Flanagan, che ha già lavorato su un romanzo di King nel 2019, Doctor Sleep, il sequel di Shining. Stephen King figura tra gli executive producer della serie, prodotta da Amazon MGM Studios.

Ne Le notti di Salem (Sperling & Kupfer) si concentrano gli eventi che seguono alla decisione dello scrittore Ben Mears di tornare nel paesino di provincia in cui è cresciuto, così da poter scrivere il suo prossimo romanzo. Mears sceglie come soggetto del suo nuovo libro l'abbandonata casa Marsten, a causa di un angosciante episodio da lui vissuto da bambino proprio all'interno di quella proprietà. Mears scopre però che la casa è stata acquistata da due uomini d'affari mai visti prima in paese. Al loro arrivo seguono degli eventi macabri e misteriosi, così potenti da coinvolgere presto l'intera città.

▪ Shining, 1977
Una delle principali opere di King, fonte di moltissimi topos che diventeranno parte integrante del genere horror e super naturale, Shining (Bompiani) racconta di Jack Torrance, uno scrittore che decide di trasferirsi con la moglie e il figlio all'Overlook Hotel durante i mesi di inattività del residence. L'attività di custode dovrebbe permettere a Torrance di concentrarsi sul suo lavoro di scrittore: l'hotel, però, in passato è stato il palcoscenico di strani eventi, che si ripercuoteranno irrimediabilmente su tutta la famiglia quando una tempesta di neve la lascerà isolata dal resto del mondo. Da questo romanzo nel 1980 fu tratto il celeberrimo film di Stanley Kubrik (che per quanto abbia ottenuto un grande successo non fu notoriamente apprezzato da King). Nel 2013 King ha dato alle stampe Doctor Sleep, che ha permesso di conoscere il futuro del figlio di Torrance, i cui poteri psichici lo resero già un personaggio fondamentale del primo romanzo.

▪ La zona morta, 1979
Protagonista de La zona morta (Pickwick) è un insegnante di liceo che a causa di un incidente automobilistico passa alcuni anni in stato di coma. In seguito al suo risveglio scopre però di aver acquisito il dono della chiaroveggenza, e di riuscire a vedere sia il passato che il presente delle persone che entrano in contatto con lui. I suoi tentativi di intervento per prevenire i tragici avvenimenti che gli appaiono davanti agli occhi prendono una piega inquietante quando stringe la mano di un uomo politico di successo, scoprendone i piani malvagi.

▪ Cujo, 1981
L'ambientazione di Cujo (Sperling & Kupfer) è Castle Rock, una piccola e immaginaria cittadina del Maine nella quale King ambienterà altri suoi romanzi (King infatti vive nello stato del Maine, e in cittadine, anche inventate, di questo stato sono ambientate molte delle sue storie). Mentre scopriamo le dinamiche distorte che regolano la vita di due famiglie che vivono qui, il cane di una delle due, il docile e amabile Cujo, viene infettato dalla rabbia, diventando una crudele minaccia per entrambe. Anche in questo caso è seguito un omonimo adattamento, diretto da Lewis Teague.

▪ Pet Sematary, 1983
Pet Sematary (Sperling & Kupfer) racconta di Louis Creed, un medico di Chicago che per lavoro si trasferisce con la sua famiglia in una cittadina del Maine. Poco dopo il suo arrivo, durante una passeggiata con il loro vicino di casa, Louis, sua moglie e i figli scoprono l'esistenza di un cimitero di animali domestici presente nel bosco che costeggia la cittadina. Una serie di strani avvenimenti che colpiscono i suoi figli non appena trasferiti culminano nella morte del gatto della più piccola, che il vicino di casa consiglia di seppellire al di là del cimitero degli animali domestici, in quello che una volta era un cimitero dei nativi americani. È così che il giorno dopo il gatto torna inspiegabilmente da loro, ma in una versione più violenta e crudele; quando un'altra tragedia colpirà la sua famiglia, Louis viene così tentato dallo sfruttare di nuovo i poteri di quello stesso cimitero.

▪ It, 1986
It (Sperling & Kupfer) è ambientato nella cittadina di Derry, nel Maine: qui ogni 27 anni si risveglia un'entità maligna, che prende le sembianze di un clown, ma che ha la capacità di trasformarsi nelle peggiori paure delle persone che si trovano ad affrontarlo. A trovare il coraggio di sfidarlo è un gruppo di ragazzi, i Perdenti, accomunati dall'essere emarginati e sempre presi di mira dai bulli della loro scuola, che scopriranno un legame indissolubile tra questo essere e la loro cittadina. Sebbene l'adattamento cinematografico in due parti del regista Andrés Muschietti abbia riscosso molto successo, forse è ancora più conosciuta la serie TV che, come hanno spiegato i fratelli Duffer, autori e registi, ha tratto grande ispirazione da questo romanzo: Stranger Things.

▪ Misery, 1987
In Misery (Sperling & Kupfer) troviamo nuovamente uno scrittore come protagonista: si chiama Paul Sheldon, ed è l'autore di bestseller ambientati in epoca vittoriana con protagonista un personaggio dal nome Misery Chastain, destinata a morire nell'ultimo capitolo della serie. Durante una tempesta di neve, Sheldon subisce un'incidente d'auto in una piccola cittadina del Colorado; quando si sveglia scopre di essere stato salvato da Annie Wilkes, un'ex infermiera appassionata della serie di Misery, che lo trattiene in casa sua contro la sua volontà costringendolo a scrivere un nuovo libro in cui far rivivere la sua amata eroina. Durante la scrittura, e nei suoi tentativi di liberarsi, Sheldon viene da lei sottoposto a torture fisiche e psicologiche. King ha raccontato che con Annie ha voluto rappresentare la sofferenza causata dalla dipendenza da cocaina: Misery sarebbe così un doppio gioco tra il nome del personaggio letterario e i tormenti provocati da questa sostanza. Anche da questo libro è stato tratto un film: uscì nel 1990 con la regia di Rob Reiner, e valse a Kathy Bathes l'Oscar alla Migliore attrice protagonista.

▪ Il miglio verde, 1996
Il miglio verde (Sperling & Kupfer) è uno dei romanzi di Stephen King che meglio dimostra la capacità dell'autore di lavorare su più livelli narrativi, mescolando generi e ispirazioni: in questo caso all'horror e al soprannaturale si aggiunge infatti una potente componente drammatica (la stessa che renderà Le ali della libertà, film a tratto dal racconto di King Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank uno dei film più amati della storia del cinema). Ci troviamo nel braccio della morte di un carcere: attraverso il punto di vista di una delle guardie carcerarie delegate al controllo dei detenuti condannati e alle loro esecuzioni, il romanzo esplora concetti come crudeltà e pietà, violenza e compassione, che non si dividono equamente al di fuori e al di dentro delle sbarre delle celle. Il miglio verde ha avuto anche la particolarità di essere inizialmente pubblicato a puntate, prima di essere edito come romanzo. L'adattamento, girato da Frank Darabont e con protagonista Tom Hanks, contribuì a rendere questo romanzo uno dei più celebri dell’autore.

Nella produzione saggistica dello scrittore spicca in particolare On Writing. Autobiografia di un mestiere (Sperling & Kupfer). In questo libro Stephen King dispensa i suoi consigli su come scrivere un libro, dedicando particolare attenzione alla sua routine di scrittura e lettura. King infatti si rifà alla propria vita ed esperienza, ai suoi successi così come ai suoi periodi più bui; gli elementi autobiografici si mescolano così ai principi di scrittura creativa, rendendo questo libro una sorta di memoir che testimonia la dedizione e le delusioni che accompagnano la costruzione di una carriera di scrittore di successo, come è stata quella di King.

▪ The Dome, 2009
The Dome (Sperling & Kupfer) racconta di cosa accade a Chester Mill, una piccola cittadina del Maine, dopo che questa viene improvvisamente isolata dal resto del mondo dall'apparizione di una cupola che non permette agli abitanti di uscirne. In poco tempo l'isolamento produce il caos, che si manifesta attraverso cospirazioni, delitti efferati e violenti tentativi di presa di potere. Ma la cupola in realtà non è altro che un esperimento di una popolazione aliena, che nel percorso dei suoi abitanti verso l'autodistruzione vede una curiosa fonte di intrattenimento. Da questo romanzo è stata tratta la serie televisiva Under the Dome.

▪ 22/11/63, 2011
Ci allontaniamo dalle atmosfere horror con una storia che intreccia ambientazioni storiche ed espedienti fantascientifici: il protagonista di 22/11/63 (Sperling & Kupfer) è infatti Jake Epping, un professore di inglese in crisi che scopre la presenza di un portale temporale capace di riportarlo indietro nel tempo all11 settembre del 1958. Tramite i suoi viaggi il lettore riscopre la vita e la cultura degli anni '60, mentre Epping trova il modo di ricostruirsi una vita in quest'epoca passata. Benché sia stato avvisato sulle conseguenze di cercare di influenzare il passato, Epping non riesce a resistere alla tentazione, provando prima a salvare un caro amico da una tragedia di infanzia, e poi a impedire l'assassinio del presidente Kennedy, senza comprendere che il passato cercherà in ogni modo di ostacolarlo. Da questo romanzo è stata tratta una serie TV prodotta tra gli altri da J.J. Abrams con James Franco come protagonista.

▪ Fairy Tale, 2022
Ci inoltriamo nel regno del fantasy con Fairy Tale (Sperling & Kupfer). Il protagonista è il sedicenne Charlie Reade, un ragazzo segnato da una storia familiare tragica che lo porta a mettersi in discussione e a riscoprirsi affidabile e responsabile. Charlie infatti deve badare a se stesso e al padre alcolizzato, distrutto dalla morte di sua moglie in un tragico incidente. Ma la vita di Charlie cambia quando diventa amico di un anziano, da tutti considerato pazzo, che vive isolato su una collina con il suo cane di nome Radar. Dopo la sua morte Charlie si prenderà cura di Radar, ma dei rumori agghiaccianti provenienti dal capanno degli attrezzi della casa ormai abbandonata lo costringeranno a inoltrarsi in un nuovo mondo, in cui dovrà affrontare l'eterna lotta tra il bene e il male.

▪ Holly, 2023
In Holly, personaggio ricorrente in alcuni dei precedenti romanzi e novelle dell'autore, riappare in veste di protagonista. Holly infatti è l'investigatrice a cui si rivolge la madre di Bonnie Dahl, giovane ragazza recentemente scomparsa in un piccolo paese del Midwest americano, l'ultima di un piano macabro che salterà presto agli occhi sia di Holly che del lettore. In questo thriller a carte scoperte, King come in passato sfrutta una trama ricca di suspense per approfondire temi importanti, tra i quali (anche grazie all'ambientazione recente) la pandemia di Covid-19. (Sperling & Kupfer).

Con Sperling & Kupfer, You like it darker. Salto nel buio è una raccolta di racconti iconici, molti dei quali inediti, che conferma la capacità di King sorprendere e portare terrore e conforto insieme. Come si spiega nella presentazione, King, da oltre mezzo secolo, un maestro della forma, scrive per provare "l'euforia di abbandonare la quotidianità" e in You like it darker i lettori sentiranno la medesima esaltazione, ancora e ancora. Due bastardi di talento racconta il segreto, a lungo nascosto, che lega per sempre due amici divenuti famosi. Nell'Incubo di Danny Coughlin, un'intuizione psichica senza precedenti ribalta decine di vite, quella del protagonista in maniera più catastrofica. In Serpenti a sonagli, sequel di Cujo, un vedovo in lutto si reca in Florida in cerca di conforto e riceve invece un'eredità inaspettata. Ne I sognatori, un taciturno veterano del Vietnam risponde a un annuncio di lavoro e scopre che ci sono alcuni angoli dell'universo che è meglio lasciare inesplorati. L'Uomo delle Risposte si chiede se la preveggenza sia una fortuna o meno e ci ricorda che una vita segnata da una tragedia insopportabile può ancora essere salvata…

▪ Never flinch. La lotteria degli innocenti, 2025
E veniamo all'ultimo libro, Never flinch. La lotteria degli innocenti, pubblicato da Sperling & Kupfer: "Un romanzo che esplora le ombre della giustizia, la rabbia che si fa ideologia e la capacità umana di resistere e trasformare il dolore in consapevolezza", in cui il grande scrittore americano "fonde suspense, profondità psicologica e grande intrattenimento, confermando, ancora una volta, la maestria di uno scrittore che non ha mai smesso di esplorare ciò che ci rende umani e ciò che ci rende mostri". Tutto comincia con una lettera che minaccia una diabolica missione di vendetta inviata al dipartimento di polizia di Buckeye. C'è bisogno della detective Holly Gibney…

lunedì 13 luglio 2026

[RECENSIONE] Freida McFadden: L'inquilina


Freida McFadden: L'inquilina

Titolo originale: The Tenant
Formato: Kindle (1.3 MB)
Pagine: 348
Editore: Newton Compton Editori (8 aprile 2026)
ASIN: B0GS43GTGJ
ISBN-13: 978-8822797629

Data di acquisto: 11 luglio 2026
Letto dall'11 al 13 luglio 2026

▪ Sinossi
Dall'autrice del bestseller Una di famiglia
50 milioni di copie vendute nel mondo
L'autrice più venduta al mondo
Da oltre tre anni nella classifica dei bestseller
«Il thriller di Freida McFadden conquista il mondo. Domina le classifiche globali da molti anni con un successo enorme». La Lettura - Corriere della Sera
«L'americana Freida McFadden occupa tutte le posizioni del podio con i suoi thriller psicologici. Chapeau». Robinson - la Repubblica
Nessun posto è come casa…
Blake Porter sta vivendo il momento migliore della sua vita: una brillante carriera, una recente promozione e un futuro tutto da costruire con la sua fidanzata, Krista. Finché, all'improvviso, tutto cambia. Accusato ingiustamente di aver danneggiato la sua azienda, Blake viene licenziato e si ritrova con una reputazione distrutta. E così, incapace di pagare il mutuo del nuovo appartamento dove vive con Krista, è costretto a trovare un modo per tirare avanti. Ed ecco che arriva Whitney. Bella, affascinante, alla mano, e in cerca di una stanza in affitto. Sembra la soluzione perfetta per Blake. O forse no. Perché qualcosa non torna. I vicini iniziano a comportarsi in modo strano. Un odore di decomposizione invade la casa, nonostante le pulizie. Rumori inquietanti lo svegliano nel cuore della notte. E Blake comincia a temere che qualcuno conosca i suoi segreti più oscuri… Il pericolo si nasconde tra le mura di casa, e quando se ne rende conto è troppo tardi. La trappola è già scattata.

▪ L'incipit del libro
Sei mesi fa qualcuno si trovava in questo punto esatto - al venticinquesimo piano dell'imponente palazzo che ospita la sede di Coble & Roy, la società di marketing per la quale lavoro - e ha cercato di buttarsi giù.
Sfortunatamente (o fortunatamente) per lui, la finestra si solleva di soli otto centimetri, troppo pochi perché un uomo adulto possa passarci. Ha cercato di spingerla più in alto possibile, contorcendosi come poteva per insinuarsi in quello spazio, ma non ce l'ha fatta. La sicurezza lo ha fermato prima che potesse buttarsi e precipitare per venticinque piani verso la morte, e ora si trova in qualche istituto nella parte settentrionale dello Stato di New York a raccogliere margherite, cantare canzoni, essere sottoposto a elettroshock o altre stronzate che fanno in quei posti.
E io ho preso il suo posto.
Volevo questo posto. Lo volevo da quando ho iniziato a lavorare qui. È un posto fantastico. Tutti facevano a gara per averlo dopo che Quigley aveva tentato di buttarsi in picchiata. E ora è mio.

▪ La mia recensione
"Sento come un pugno nello stomaco. È possibile che il fatto che Whitney sia capitata a casa mia non sia solo un'orribile coincidenza?".
Chissà perché ogni ogniqualvolta un nuovo thriller appena uscito viene definito "il thriller che ha conquistato il mondo", il primo a restarne deluso dopo averlo letto è proprio il sottoscritto.
È quello che è appena capitato con L'inquilina della pluriosannata Freida McFadden (ed uscito poco più di tre mesi fa).
In questo thriller psicologico seguiremo le peripezie di Blake Porter, appena licenziato da un prestigioso ufficio di Manhattan e costretto a fare i conti con un mutuo da pagare. La soluzione è lampante: per racimolare una pur minima entrata extra e non rischiare di perdere la casa in cui abita con Krista, la sua fidanzata, è costretto ad affittare una stanza ad una nuova coinquilina (Whitney). Possiamo stare sicuri su di lei? Ma quando mai…
Lo stile della scrittrice statunitense è abbastanza scorrevole, la tensione è tutta un crescendo e la storia, raccontata dagli stessi protagonisti, viaggia spedita (si va dritti al punto già dalla prima pagina) senza dilungarsi in inutili spiegazioni e, in ultimo, la rivelazione finale che arriva per "incastri".
Purtroppo, le note positive terminano qui!
Per il resto:
- I personaggi, pur minuziosamente caratterizzati, non sono per niente credibili;
- Alcuni passaggi risultano forzati;
- Ha molto in comune con Una di famiglia (sembra quasi che ci sia una sorta di "vicendevole ripetitività" di fondo): stessa tensione claustrofobica, stessa impostazione dei personaggi (lui, lei e l'inquilina che stravolge gli equilibri), stesse tematiche, stessa soluzione;
- Il finale è ampiamente intuibile già da metà libro (lo schema "base" è tale e quale a quello dei precedenti lavori della McFadden);
L'inquilina, insomma, è un romanzo che permette di ragionare sulla natura umana e su cosa siamo disposti a fare per veder realizzati (ed eventualmente proteggere) i nostri sogni. Tuttavia, pur con tutti i limiti appena descritti, resta sempre il classico romanzo thriller domestico e psicologico per gli appassionati del genere. Un romanzo, diciamo così, per passare serenamente un paio di serate.
📌Voto: ⭐⭐ (2 su 5)