"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

domenica 12 luglio 2026

Chris Chibnall: Morte al White Hart


Dopo serie televisive di grande successo, tra cui Doctor Who e Broadchurch, con Morte al White Hart Chris Chibnall esordisce nel romanzo con una detective story dalla scrittura ritmata e ricca di tensione, dove tutti i personaggi potrebbero essere colpevoli, dove ciascuno ha i suoi motivi per aver voluto compiere un delitto e custodisce segreti e moventi insospettabili.


«Stratificato, umano, sorprendente e pieno di suspense: Chibnall sa come scrivere un vero poliziesco, senza dubbio». Lee Child
«I fan della serie tv Broadchurch ameranno Morte al White Hart. Con un'accattivante coppia di detective e un'atmosfera tesa e inquietante, vi sfido a smettere di leggere». Shari Lapena, autrice di Qui tutti mentono
«Contiene tutto quello che amo trovare in un romanzo crime». Jennie Godfrey, autrice di La lista delle cose sospette
«Dall'autore di Broadchurch non potevi aspettarti che un libro che ti cattura e non ti lascia più andare». Gillian McAllister, autrice di Solo un'altra persona scomparsa

Gli abitanti di Fleetcombe amano considerare il loro paese uno dei luoghi più belli e accoglienti della costa inglese. Eppure, adesso è diventato, a tutti gli effetti, una scena del crimine. Un uomo è stato trovato morto, legato a una sedia in mezzo alla strada, con delle corna di cervo legate alla testa. La scena raccapricciante sconvolge la cittadina, soprattutto quando si scopre che la vittima è Jim Tiernan, gestore del pub White Hart. Che cosa è successo? Che cosa significa questa messinscena? Il White Hart è al centro della vita del villaggio e Jim conosceva i segreti di tutti, si tratta dunque di una vendetta personale o di qualcosa di ancora più macabro?
Incaricata dell'indagine è la detective Nicole Bridge: nata a Fleetcombe, dopo una brillante carriera nella polizia di Liverpool, è tornata, per motivi personali, nel paese dove è cresciuta. La coadiuva l'agente Harry Ward, giovane e inesperto ma pieno di iniziativa. Insieme sono determinati a rompere la facciata da villaggio idilliaco e scoprire ciò che gli abitanti di Fleetcombe non vogliono rivelare.
Nel luogo che pensava di conoscere così bene, la detective Bridge comincia a fare domande, e subito si rende conto che tutti hanno qualcosa da nascondere. È pronta per ciò che sta per scoprire?

Titolo originale: Death at the White Hart
Editore: Bollati Boringhieri (26 maggio 2026)
Pagine: 340
ASIN: B0GX2XWBRS
ISBN-13: 978-8833945767
Prezzo di copertina: 18,05 euro per il cartaceo e 9,99 euro per l'ebook

Quanti libri leggono gli italiani nel tempo libero (e quali)


Quanti libri leggono gli italiani nel tempo libero (e quali)
Il 57,1% degli italiani dai sei anni in su dichiara di aver letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi, la percentuale è in calo nell'ultimo decennio

👉 fonte: Virgilio Scuola

L'indagine I cittadini e il tempo libero ha analizzato quanti e quali libri leggono gli italiani. L'analisi è relativa al 2024 e ha fatto emergere che il 57,1% delle persone di sei anni e più hanno dichiarato di aver letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi, in lieve calo rispetto al 2015 quando si attestava al 59,4%. Tra i bambini fino a cinque anni, il 51,9% legge, colora o sfoglia libri e albi illustrati ogni giorno al di fuori dell'orario scolastico. Nel 2025, secondo l'indagine Aspetti della vita quotidiana, il 14,9% delle persone di sei anni e più è andata in biblioteca almeno una volta, dato stabile rispetto a 10 anni fa (15,1%).
Sempre lo studio I cittadini e il tempo libero di Istat ha evidenziato come la lettura sia particolarmente diffusa tra i ragazzi di 11-14 anni, fascia in cui si registra il valore più elevato del 78,9% mentre con l'avanzare dell'età tale abitudine tende progressivamente a diminuire arrivando al 37,5% tra gli individui di 75 anni e più.
La lettura di libri presenta anche una marcata differenza di genere con le donne che mostrano una maggiore propensione rispetto agli uomini: il 62,6% contro il 51,2%.
Ci sono poi forti disuguaglianze territoriali: nel Centro-Nord legge oltre il 60% della popolazione contro il 47% del Mezzogiorno.
Riguardo alla frequenza, il 37,4% dei lettori nel tempo libero legge generalmente con frequenza settimanale, il 42,4% con frequenza più sporadica (mensilmente o più raramente), mentre meno di due persone su 10 leggono tutti i giorni (17,4%).
La frequenza con cui si legge varia sensibilmente con l'età. Bambini e ragazzi, infatti, leggono prevalentemente una o più volte a settimana (tra i 6 e i 10 anni questa quota raggiunge il 47,0%) o con una frequenza più sporadica, mentre la lettura quotidiana aumenta progressivamente nelle età adulte e anziane, arrivando al 27,8% tra i 65-74enni e al 29,9% tra gli over 75enni, sebbene in questa fascia d'età, come già indicato, si riduca il numero di lettori.
Considerando il numero di libri letti nel tempo libero, emerge come la maggior parte dei lettori rientri nella categoria dei lettori deboli, ossia persone che leggono da uno a tre libri all'anno (42,8%). I lettori forti, che leggono tra 13 e 30 libri annui, rappresentano circa il 10% della popolazione, mentre i lettori fortissimi, che superano i 30 libri all'anno, sono soltanto il 3,2%.
Per quanto riguarda il tempo medio dedicato alla lettura, prevale la lettura compresa tra mezz'ora e un'ora (32,0%), soprattutto tra gli uomini (34,1% contro 30,4%). Una parte consistente dei lettori dichiara di dedicare più tempo alla lettura in particolari momenti della settimana o dell'anno, come nel fine settimana o durante le vacanze. Questa abitudine riguarda oltre la metà delle donne (55,1%) e quasi un uomo su due (48,5%), con valori particolarmente elevati nelle età adulte e centrali della vita.
I generi più scelti sono romanzi, racconti, poesie e testi teatrali di autori italiani (48,1%), seguiti dai romanzi e racconti di autori stranieri (37,0%), dai gialli/noir (30,6%), dai libri di scienze sociali, filosofia e politica (22,3%) e dai libri di fantasy e fantascienza (21,1%). Quote elevate si registrano anche per le guide turistiche, i libri per bambini e ragazzi (17,9%) e i romanzi e libri a fumetti (17,2%).
Le donne scelgono più frequentemente narrativa italiana (55,5% contro 37,9% degli uomini), narrativa straniera (42,5% contro 29,3%), libri rosa (20,1% contro 1,8%) e libri per la casa (19,3% contro 6,6%). Gli uomini si orientano invece maggiormente verso fantasy e fantascienza (28,2% contro 16,0%), romanzi e libri a fumetti (23,0% contro 13,1%), libri scientifici e tecnici (13,0% contro 4,5%) e libri di scienze sociali o umane (26,2% contro 19,4%).
Tra bambini e adolescenti prevalgono fantasy, fumetti e libri per ragazzi: tra i maschi di 6-10 anni i libri per bambini e ragazzi raggiungono l’80,8% e i romanzi e libri a fumetti il 55,2%, mentre tra le femmine della stessa età i libri per bambini e ragazzi arrivano al 78,4%. Tra le ragazze di 15-17 anni emerge inoltre una forte diffusione dei libri rosa (31,2%), mentre tra i coetanei maschi risultano particolarmente diffusi fantasy e fantascienza (48,6%) e fumetti (37,1%). Nelle età adulte aumentano soprattutto la narrativa (italiana e straniera), i gialli e i libri di attualità.
Tra le donne di 45-54 anni la narrativa italiana raggiunge il 57,6% e i gialli/noir il 33,2%, mentre tra gli uomini della stessa età i gialli/noir arrivano al 37,3%. Tra gli anziani si mantiene elevata la lettura di narrativa e libri per la casa, soprattutto tra le donne, che mantengono livelli elevati di lettura narrativa anche nelle età più avanzate.
Nel complesso, la ragione principale che spinge alla lettura è il piacere o la passione personale, indicata dal 66,3% dei lettori, seguita dal desiderio di rilassarsi o distrarsi (33,6%), il passare il tempo (28,9%) e il desiderio di imparare nuove cose o approfondire temi di interesse (26,0%).
Nonostante la diffusione del formato digitale, il cartaceo continua a battere la versione non sfogliabile. Nel 2025, secondo l'indagine AVQ, i lettori di libri cartacei sono stati oltre 20 milioni, pari al 36,9% della popolazione di 6 anni e più e all'88,7% dei lettori nel tempo libero.
Quasi 6 milioni di persone hanno invece letto e-book o libri online (10,7% della popolazione e 25,7% dei lettori), mentre gli audiolibri, pur in forte crescita rispetto al 2018, coinvolgono ancora una quota limitata: circa 1 milione 400mila persone, pari al 2,5% della popolazione.

sabato 11 luglio 2026

"Il problema finale", un giallo ambientato su un'isola remota


Il problema finale, un giallo ambientato su un'isola remota
José Coronado guida il cast dell'inquietante miniserie in arrivo su Netflix


Netflix ha annunciato la data di debutto de Il problema finale, nuova serie con protagonisti José Coronado, María Valverde, Martiño Rivas e Maribel Verdú. Basata sull'omonimo romanzo bestseller di Arturo Pérez-Reverte, Il problema finale debutterà su Netflix il 25 settembre. Il cast è completato da Gonzalo de Castro nel ruolo di Fonseca, un ambizioso regista cinematografico, e Cristina Kovani che interpreta una giovane e appassionata attrice.


Nella primavera del 1959, tredici persone si ritrovano bloccate da una violenta tempesta su una piccola isola al largo della costa di Maiorca. Nessuno avrebbe potuto immaginare cosa stia per accadere nell'isolato hotel in cui alloggiano: Elisa Mander, una tranquilla turista inglese, viene trovata morta. Quello che inizialmente sembra un suicidio si rivela ben presto qualcosa di molto più inquietante: un omicidio.
Basil (Jose Coronado), un attore in pensione che un tempo ha interpretato Sherlock Holmes sul grande schermo, si ritrova inaspettatamente a vestire i panni dell'investigatore. Mentre il sospetto si diffonde tra gli ospiti, tra cui Adela Figueroa (María Valverde), una misteriosa giovane donna che viaggia con un'amica, l'uomo unisce le forze con Foxá (Martiño Rivas), un aspirante scrittore di thriller, per perquisire ogni angolo del lussuoso hotel in cerca di risposte, mettendo a dura prova la compostezza della signora Ausländer (Maribel Verdú), la direttrice dell'albergo.
In un luogo da cui nessuno può andarsene e dove nessuno può arrivare, ogni ospite e membro dello staff diventa un sospettato in un crime che si rivela molto più intricato e sfuggente di quanto chiunque avrebbe mai potuto immaginare. Il problema finale è un sofisticato adattamento di uno dei romanzi bestseller di Arturo Pérez-Reverte, un thriller d'epoca ricco di segreti, mistero e colpi di scena inaspettati.

Leggo, dunque sembro


Leggo, dunque sembro
Analisi di un'epoca in cui leggere è diventato cool, i libri sono diventati accessori e la cultura è diventata posa estetica

👉 fonte: Rolling Stone

Fino a ieri sembrava che leggere fosse un hobby da sfigati. Adesso ho l'impressione, peraltro piuttosto fondata, che sia diventato l'equivalente socio-culturale e cool di una membership a Soho House.
Ci rifletto da un po', e comunque ogni volta che vedo qualcuno seduto al tavolino di un bar con qualche saggio più o meno filosofico o qualche romanzo imprescindibile (magari russo) appoggiato accanto al cappuccino con latte di mandorla.
Non perché necessariamente quel libro non venga letto (sarebbe una conclusione tanto snob quanto impossibile da dimostrare, in effetti, anche se il sospetto mi stuzzica sempre), magari quella persona ha superato pagina 300, quell'opera sta davvero cambiando la sua vita e, francamente, sarebbe una splendida notizia. Ma c'è qualcosa che tutte le volte mi stride e continua a incuriosirmi.
Mi spiego. Fino a poco tempo fa leggere era una cosa che facevi. Adesso è una cosa che senti il bisogno di comunicare.
Basta aprire Instagram, d'altronde, per notare, non senza un pizzico di ilare stupore che si rinnova di volta in volta come fosse sempre la prima, almeno per me, che sembriamo entrati tutti e a capofitto nella nostra reading era. Libri impilati con una precisione che nemmeno negli appartamenti in vendita su Idealista. Copertine in favore millimetrico di obiettivo. Cappuccino. Candela. Evidenziatore color salvia. Gatto. Ecco, il gatto non manca praticamente mai e non ho ancora capito se faccia anche quello parte della posa da lettore consumato o se sia soltanto una premura nei confronti dell'algoritmo.
Poi magari il segnalibro è fermo a pagina ventisette da illo tempore, ma questo poco importa perché ciò che conta è aver dato l'impressione di essere una persona colta, profonda, irresistibile.
La cosa interessante è che, per una volta, i social non hanno reso desiderabile qualcosa di completamente inutile. Hanno reso attraente leggere, il che sarebbe meritevole se non fosse che lo hanno fatto come fanno sempre: trasformando e riducendo la lettura, attività profondamente intima, in un linguaggio più che pubblico, pubblicizzato. Perché oggi è finita che un libro non racconta soltanto la storia che contiene, ma contribuisce a raccontare la storia di chi lo tiene in mano. O di chi vorrebbe sembrare.
Un libro, ormai, precede nelle presentazioni. Dice che sei curioso, che hai una certa sensibilità, che frequenti mostre invece che centri commerciali, e che il sabato sera probabilmente preferisci un cinema d'essai a un privé. Insomma, costruisce un personaggio con una rapidità da ufficio stampa molto efficiente.
Ed è molto più esaustivo anche di una sneaker: le Adidas Samba possono suggerire che hai gusto, Simone de Beauvoir lascia intendere che hai anche una vita interiore. Che poi questo sia anche vero resta un dettaglio e i dettagli, si sa, sono sempre stati terribilmente sottovalutati.
Il mercato, naturalmente, a tutto questo ci è arrivato con voracità e buon tempismo. Ed ecco perché la letteratura non è più soltanto nelle librerie, ma è finita dove non avremmo potuto immaginare: nelle boutique, nelle campagne pubblicitarie, nei concept store, persino nei negozi di cosmetica.
Durante la Design Week, Miu Miu organizza un Literary Club dedicato a grandi autrici del Novecento, da Annie Ernaux a Fumiko Enchi (no, non sapevo chi fosse e anche di questo rendo merito alla signora Miuccia). È diventato uno degli appuntamenti più ambiti della settimana, e non vogliamo pensare che sia perché alla fine, insieme alla foto da postare, regalino anche un tote loggata. Jonathan Anderson, al suo debutto da Dior, ha trasformato le copertine di romanzi come Dracula, Madame Bovary, Bonjour Tristesse in borse in canvas ricamate e acquistabili sborsando dai 2 ai 3mila euro. Aesop, durante il Pride, ha svuotato gli scaffali di alcuni negozi e sostituito i detergenti con una selezione di libri di autori LGBTQIA+. Esistono persino, udite udite, i book stylist: persone pagate per decidere quale libro debba comparire tra le mani di una celeb durante un servizio fotografico. Un lavoro che, fino a qualche anno fa, sarebbe sembrato una barzelletta. O un episodio di Black Mirror.
Non credo che le maison abbiano improvvisamente scoperto il piacere della lettura. Credo che abbiano sagacemente capito una cosa molto più semplice: ovvero che oggi la cultura può essere uno degli status symbol più redditizi in circolazione.
Per anni abbiamo usato gli oggetti per raccontare quanto guadagnavamo. Adesso li usiamo anche per raccontare chi siamo o, più realisticamente, chi vorremmo essere.
È successo con il vino naturale, con il matcha, con i vinili, con il caffè filtro, con le maratone e con il pilates reformer. Era inevitabile che prima o poi succedesse anche con i libri, dunque.
E, a ben vedere, se proprio dobbiamo trasformare qualcosa in una moda, mi viene più spontaneo preferire Virginia Woolf ai semi di chia.
Continuo però a trovare curioso che, nell'epoca in cui facciamo sempre più fatica a concentrarci su qualsiasi cosa per più di 30 secondi, siamo riusciti a trasformare proprio la lettura nell'ultimo accessorio irrinunciabile del momento.
Del resto il mercato è bravissimo a fare questo: se non riesce a venderti l'intelligenza, ti vende almeno la sua estetica. Chiamalo scemo.
Poi magari mi sbaglio, magari stanno leggendo davvero tutti (e sarebbe bellissimo). Continuo però a sospettare che, più che vivere una reading era, stiamo vivendo un'epoca in cui la copertina è molto più importante del libro. Il che rende tutto, in effetti, molto meno faticoso. E anche molto più fotogenico.

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 29 giugno al 5 luglio 2026 (Fonte: TuttoLibri dell'11 luglio 2026):

1. Gianluca Gotto - Ci basterà mangiare il vento
2. Manuel Garand - Murdoku. 80 omicidi misteriosi da risolvere con la logica
3. Chris Whitaker - Tutti i colori del buio
4. Francesca Giannone - Gli anni in bianco e nero
5. Ilaria Tuti - Ed è un poco la notte e un poco l'alba
6. Matteo Bussola - Il sole nelle pozzanghere
7. Antonio Manzini - I tramezzini di Rocco Schiavone. Rocco Schiavone, vol. 23
8. Santina Cosetta - Soltanto il giorno
9. Leone XIV - Magnifica humanitas. Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale
10. Elle Kennedy - Il tradimento. The Campus, vol. 3

[RECENSIONE] Uketsu: Strani disegni


Uketsu: Strani disegni

Titolo originale: 変な絵
Formato: Kindle (9.0 MB)
Pagine: 234
Editore: Einaudi (24 giugno 2025)
ASIN: B0F9XF5Y7P
ISBN-13: 9788858448786

Data di acquisto: 7 luglio 2026
Letto dal 9 all'11 luglio 2026

Sinossi
Tradotto in tutto il mondo, scritto da un autore che cela il proprio volto dietro una maschera bianca, Strani disegni ha rinnovato il crime contemporaneo e ridefinito i confini dell'inquietudine. In Giappone ha venduto oltre 1,6 milioni di copie. Cosa lega un blog le cui illustrazioni nascondono una scena spaventosa, lo scarabocchio di un bambino che contiene un oscuro messaggio e uno schizzo fatto dalla vittima di un omicidio nei suoi ultimi istanti di vita?
Un romanzo con una trama inquietante, unica, dove solo una serie di immagini, da comporre e interpretare, permette di scoprire l'identità di un assassino.
«Con le sue immagini impressionanti, Strani disegni è un'esperienza di lettura immersiva, mai vista prima». Tokyo Shimbun
«Strani disegni ha conquistato il mondo dell'editoria». Sponichi
«Inquietante e pieno di suspense. Un fenomeno editoriale». The Times
«Ingegnoso, innovativo, appassionante». The Guardian
«Un libro che ha tutti gli ingredienti per terrorizzare». El Mundo

L'incipit del libro
- Molto bene, adesso vi mostrerò un disegno.
Sulla lavagna dell'aula universitaria venne appesa un'immagine. La psicologa Hagio Tomiko iniziò il racconto puntando il dito verso il disegno.
- Adesso mi trovo qui, davanti a voi studenti, pronta a tenere una lezione, ma dovete sapere che fino a qualche tempo fa ero consulente psicologica. Il disegno che vedete qui appeso è una copia di quello fatto da una bambina che ho assistito agli inizi della mia carriera. In questa sede, la chiameremo A. Ecco, all'età di undici anni, A ha ucciso la madre ed è stata affidata a un percorso di rieducazione.
A quelle parole, gli studenti in aula cominciarono a mostrare segni di inquietudine.


La mia (brevissima) recensione
"Ogni volta che si era resa protagonista di un crimine, l'aveva fatto per proteggere qualcuno. Alla stessa maniera di mamma orsa che sbrana chi potrebbe rappresentare un pericolo per i cuccioli, ***** aveva ucciso per amore e giustizia".
Il libro si chiama Strani disegni… come "strano" è tutto il romanzo al suo interno!
Ve lo dico subito: non mi è piaciuto per niente! Le premesse sarebbero anche accattivanti (una serie di omicidi da risolvere, strada facendo, tramite lo studio di alcuni insoliti e misteriosi disegni e grafici). Ma, purtroppo, la storia (in realtà sono più racconti messi in sequenza che, lo si intuisce da subito, si rivelano essere un unico arco narrativo) perde subito di mordente: personaggi inverosimili, piatti e parecchio antipatici (tutti, nessuno escluso), giustificazioni e movente dell'assassin* che non stanno né in cielo né in terra e, quel che è peggio, zero colpi di scena... In realtà ci sarebbero, ma arrivano solo per confermare quello che si era già intuito o ipotizzato. Il finale poi… vabbè, lasciamo stare.
Salvo solo due cose: la potenza di alcuni disegni e il candore dell'infanzia che fa da contraltare all'amore possessivo. Ma è davvero troppo poco per promuovere questo libro.
E, a questo punto, non capisco come abbia fatto ad avere tutto questo clamore e successo internazionale (a parte la singolarità del suo autore). Boh…!
📌 Voto: ⭐ (1 su 5)

venerdì 10 luglio 2026

"Il sussurro del fuoco": perché leggere il nuovo thriller di Javier Castillo tra i segreti di Tenerife


Il sussurro del fuoco: perché leggere il nuovo thriller di Javier Castillo tra i segreti di Tenerife
Il maestro del thriller spagnolo torna in libreria con un un romanzo mozzafiato dove la natura selvaggia delle Canarie diventa lo scenario di una spietata corsa contro il tempo

👉 fonte: il Libraio

Esistono luoghi capaci di guarire l'anima, angoli di mondo in cui la natura si manifesta con una forza tale da far dimenticare ogni dolore. Ma cosa accade quando il paradiso si trasforma improvvisamente nell'inferno più primordiale? Javier Castillo, l'indiscusso re del thriller spagnolo contemporaneo, torna a sconvolgere i lettori con Il sussurro del fuoco (Salani Editore), un romanzo magnetico e febbrile in cui il tempo scorre veloce come la lava e ogni certezza si dissolve sotto la cenere.
La storia si apre a Tenerife nel 2019. I gemelli Mario e Laura Ardoz sbarcano per la prima volta sulle Isole Canarie portando con sé un bagaglio pesante, fatto di sofferenza e speranza. Mario ha appena terminato la sua ultima, estenuante seduta di chemioterapia. Un traguardo immenso, una rinascita che merita di essere celebrata. Laura, mossa da un affetto profondo e protettivo, ha organizzato questo viaggio convinta che l'aria dell'oceano e la bellezza selvaggia dell'isola siano il modo migliore per voltare pagina, per ricominciare finalmente a respirare.
Il destino, tuttavia, ha in serbo un piano differente e spietato. Appena arrivati, Mario subisce una ricaduta improvvisa, un crollo fisico che spegne bruscamente l'entusiasmo della vacanza e lo costringe a un ricovero d'urgenza in ospedale per un paio di giorni. Quello che sembrava solo un brutto contrattempo medico si rivela però l'anticamera di un mistero ben più fitto e spaventoso.
Quando viene dimesso e si prepara a riabbracciare la sorella, Mario si scontra con una realtà agghiacciante: Laura è scomparsa. Il suo cellulare non risponde, le tracce sono nulle, e l'unica pista tangibile arriva dalla geolocalizzazione dello smartphone, che segnala una posizione impossibile: un luogo completamente sepolto e devastato dalla lava. Da quel momento, per Mario inizia una lotta disperata contro il tempo e contro gli elementi, una caccia alla verità in cui ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte.
La grande forza de Il sussurro del fuoco risiede soprattutto nella straordinaria caratterizzazione dello scenario. Tenerife e le Canarie rappresentano un vero e proprio personaggio, vivo, pulsante e minaccioso. Castillo descrive una natura selvaggia e indomabile, governata da forze ancestrali che l'uomo non può controllare.


Il fuoco e la lava diventano simboli ambivalenti: sono agenti di distruzione totale, capaci di cancellare la memoria e nascondere segreti inconfessabili sotto una coltre di roccia lavica nera, ma rappresentano anche la purificazione e la rinascita, un parallelismo poetico con la battaglia che Mario ha appena vissuto contro la malattia. Il paesaggio è meraviglioso ma letale, una terra impossibile da domare ma, allo stesso tempo, troppo densa di maestosa bellezza per poter essere odiata. Il lettore si trova immerso in un'atmosfera soffocante, quasi claustrofobica nonostante gli ampi spazi aperti, percependo il calore della terra e la polvere della cenere che si deposita su ogni pagina.
Con questa nuova prova letteraria, Javier Castillo conferma il suo status di fuoriclasse della suspense. Cresciuto a Malaga e con un solido background in Economia aziendale, Castillo ha saputo applicare una precisione quasi geometrica alla struttura dei suoi romanzi, senza mai sacrificare l'empatia e la profondità psicologica dei personaggi.
Tradotto in più di sessanta Paesi e con oltre due milioni e mezzo di copie vendute nel mondo, l'autore spagnolo ha già conquistato il pubblico italiano grazie a bestseller straordinari come La ragazza di neve e Il gioco dell'anima (diventati un vero e proprio fenomeno globale anche grazie all'adattamento seriale di grande successo su Netflix), seguiti da opere altrettanto potenti come La crepa del silenzio, Il cuculo di cristallo e Tutto quel che è successo con Miranda Huff.
Ne Il sussurro del fuoco si ritrova intatta quella cifra stilistica che ha reso celebre l'autore: una scrittura dal ritmo incalzante, capitoli brevi che si chiudono costantemente su interrogativi sospesi e un'abilità magistrale nell'esplorare i legami familiari. Il legame tra Mario e Laura è il vero motore emotivo del libro; la disperazione di un fratello che ha appena guardato in faccia la morte e che ora è disposto a tutto pur di salvare la persona che gli ha ridato la speranza tocca corde profonde e universali.
Il sussurro del fuoco è un libro consigliato, oltre che agli amanti del thriller più classico, a chiunque cerchi una storia potente sull'amore fraterno, sulla resilienza e sul mistero dell'animo umano. Javier Castillo costruisce un meccanismo narrativo perfetto che tiene incollati alla sedia fino all'ultima riga, sussurrando verità scomode e brucianti che rimangono impresse nella mente del lettore anche molto tempo dopo aver chiuso il libro. Un romanzo imperdibile per questa stagione letteraria, che conferma Castillo come una delle voci più lucide, incisive e avvincenti della narrativa contemporanea.

Gialli, thriller e saghe: ecco gli audiolibri più ascoltati nelle ultime 10 estati


Gialli, thriller e saghe: ecco gli audiolibri più ascoltati nelle ultime 10 estati
Stefania Auci, Gianrico Carofiglio, Donato Carrisi, Elena Ferrante, Ken Follett, Francesca Giannone e Sandro Veronesi tra le autrici e gli autori più ascoltati in estate dalle appassionate e dagli appassionati di audiolibri. Ecco le classifiche di Audible relative alle ultime 10 estati

👉 fonte: il Libraio

Nei mesi scorsi abbiamo raccontato che in Italia ascoltatrici e ascoltatori di audiolibri nell'ultimo anno hanno apprezzato in particolare fantascienza e fantasy. Ora, però, siamo nel pieno di una bollente estate. La stagione, si sa, in cui il tempo rallenta e cambia il ritmo delle giornate: e tra viaggi, passeggiate e lunghe ore sotto l'ombrellone, gli audiolibri si confermano compagni fedeli.
Che sia al mare o in montagna, all'estero o sulle spiagge nostrane, la stagione estiva è infatti il momento ideale per ritagliarsi del tempo per sé e immergersi nelle storie. L'ascolto di audiolibri, in particolare, come conferma la ricerca NielsenIQ aiuta a rilassarsi (45%), a combattere la noia (47%) e a "leggere" senza affaticare gli occhi (58%).
Osservando le preferenze di ascolto su Audible nei mesi estivi (giugno, luglio e agosto) dal 2016 al 2025, "emerge una predilezione per storie capaci di tenere con il fiato sospeso e grandi romanzi in cui immergersi per ore".
Le classifiche raccontano inoltre un interesse sempre più marcato per le autrici e gli autori italiani contemporanei, che dal 2020 dominano quasi incontrastati le top 3 estive di Audible, accanto al successo di molte autrici italiane e internazionali, da Elena Ferrante a Francesca Giannone, da Roberta Recchia a Valérie Perrin. Non manca poi la passione per gli audiolibri di lunga durata e le grandi saghe, compagni ideali dei viaggi e delle vacanze.
Thriller, noir e gialli si confermano i generi narrativi più ascoltati anche "sotto l'ombrellone". Il ritmo serrato, i continui colpi di scena e la capacità di accompagnare gli ascoltatori per molte ore rendono il crime il protagonista delle estati italiane. A dominare le classifiche di ascolto è Donato Carrisi, presente sul podio estivo per ben cinque anni, di cui tre consecutivi, dal 2022 al 2024, con L'uomo del labirinto, La casa senza ricordi, La casa delle luci e L'educazione delle farfalle, letti da Alberto Angrisano e, per quest'ultimo titolo, anche da Angela Brusa.
Tra le firme italiane spiccano anche Gianrico Carofiglio, presente nel 2017 con L'estate fredda, a cui presta lui stesso la voce, e nel 2025 con Rancore, e Cristina Cassar Scalia, in classifica nel 2022 con La carrozza della santa, letto da Chiara Anicito, e nel 2025 con Delitto di benvenuto, letto da Rocco Tedeschi.
Tra gli autori internazionali emergono invece Ken Follett, ai vertici sia nel 2018 con La colonna di fuoco, capitolo della serie Kingsbridge, letto da Riccardo Mei, sia nel 2019 con Il terzo gemello, letto da Michele Maggiore, Joël Dicker con La scomparsa di Stephanie Mailer, letto da Paolo Buglioni, Marco Mete, Chiara Colizzi, Bruno Alessandro, Vittorio Guerrieri e Anna Ammirati, e Paula Hawkins con La ragazza del treno, letto da Carolina Crescentini.
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giovedì 9 luglio 2026

[RECENSIONE] S.A. Cosby: Il re delle ceneri


S.A. Cosby: Il re delle ceneri

Titolo originale:  King of ashes
Formato: Kindle (1.2 MB)
Pagine: 390
Editore: Rizzoli (2 giugno 2026)
ASIN: B0H13GKN3T
ISBN-13: 978-8831823081

Data di acquisto: 5 luglio 2026
Letto dal 6 al 9 luglio 2026

Sinossi
Dalle strade squallide di Jefferson Run ai superattici di Atlanta, Roman Carruthers ne ha fatta di strada. Oggi consulente finanziario, tiene a bada i capricci dei clienti e ne moltiplica prodigiosamente il denaro, frequenta rapper e modelle e se ne va in giro con la sua Porsche e un orologio da dodicimila dollari. Finché la telefonata della sorella Neveah intacca questo splendente equilibrio: il padre è in coma, vittima di un incidente d'auto che lascia più domande che risposte. Roman è allora costretto a tornare nella sua città natale, dove quel che resta della sua famiglia è decisamente allo sbando. Neveah ha rinunciato a farsi una vita per gestire il crematorio avviato dal padre tanti anni prima. Dante, il fratello minore, ha un problema di droga ed è indebitato fino al collo con la gang criminale che controlla Jefferson Run e dintorni. Quando capisce che l'incidente del padre è legato ai debiti di Dante, Roman prova a fare ciò che ha sempre fatto: usare il denaro per risolvere i problemi, comprare tempo, trovare una via d'uscita. Ma in questo ambiente le regole del gioco sono altre: qui non ci sono investitori da convincere ma criminali veri, pronti ad ammazzare per una parola sbagliata. Mentre Roman annaspa in un gorgo di sangue e violenza, Neveah tenta di ricucire una ferita aperta ormai da troppo tempo: la scomparsa della madre, sparita (uccisa, forse) quando i tre fratelli erano adolescenti.
Il re delle ceneri fonde il noir del sud degli Stati Uniti con la tragedia shakespeariana, regalandoci un antieroe indimenticabile che lotta per la salvezza dell'anima in una terra feroce e corrotta.

L'incipit del libro
Sogna la madre.
La sua pelle color mogano è ancora più scura e intensa, nel filtro color seppia del suo sogno. Gli occhi, grandi e profondi, brillano su di lui come lucciole. Anche i capelli, corti dietro e ricci sopra, sembrano brillare. Indossa il camice da infermiera con cui l'ha vista l’ultima volta, quel giorno. Sull'orlo del pantalone sinistro ci sono minuscole gocce di sangue, come un tatuaggio astratto all'henné.
Nel sogno allunga la mano, non la mano con l'orologio da dodicimila dollari, ma la mano di se stesso sedicenne, e prima che possa toccarla, lei svanisce come un'istantanea che si sviluppa al contrario.
E poi si sveglia con il nome di lei sulle labbra.
Il sapore della donna che gli giace accanto è in attesa, aspetta che la sua lingua e la sua vergogna lo esplorino. Lei si gira e posa una coscia bruna dai muscoli definiti sopra la sua e mormora il suo nome.
«Roman».

La mia recensione
"Roman usciì dal parcheggio nel ruggito del motore, un cavaliere su un destriero che non aveva mai conosciuto la sconfitta. Aveva perso molto nella vita, ma sapeva una cosa. Non era mai stato sconfitto".
Pur davanti a qualche "limite narrativo" questo noir di S.A. Cosby resterà tra le mie migliori letture del 2026. Ma andiamo con ordine…
Il re delle ceneri racconta la storia di Roman Carruthers, un ricco promotore finanziario di Atlanta che, di punto in bianco, è costretto a far ritorno a Jefferson Run, sua cittadina d'origine: l'anziano padre, proprietario di un forno crematorio, è in coma dopo uno strano incidente d'auto. Roman ritroverà tutto ciò che ha sempre cercato di dimenticare: una comunità alle prese con degrado, conflitti razziali, corruzione e criminalità. E, come se non bastasse, ecco aggiungersi sia i problemi della sua famiglia (un fratello alle prese con droga e debiti a non finire ed una sorella delusa dalla vita e ormai "sposata" con il forno crematorio del padre), che il terribile dolore che tutti loro si portano dietro: sul padre aleggia da sempre il sospetto di aver bruciato la moglie, misteriosamente sparita vent'anni prima.
S.A. Cosby ha messo in piedi un Sud degli Stati Uniti problematico ma assolutamente credibile. L'immaginaria cittadina di Jefferson Run (in Virginia) è il posto perfetto per rappresentare l'America di Trump: violenza e prepotenza senza limiti.
Ma Il re delle ceneri è anche il racconto di una saga familiare e del suo segreto impossibile da lasciarsi alle spalle. Capitoli brevissimi, dialoghi pungenti ma ridotti al minimo e ritmo bello alto ad ogni pagina: questo romanzo è degno di una sceneggiatura hollywoodiana. Chissà se in futuro…
Roman Carruthers è un ottimo protagonista: schiacciato dal peso del grande segreto familiare che è costretto a portare su di sé, ma mai domo… anche quando sarà costretto a prendere decisioni che andranno contro la sua etica. Tutti gli altri personaggi del romanzo (sia i principali che i secondari, sia i buoni che i cattivi… anche se non ci sono confini netti tra queste due categorie) sono assolutamente verosimili.
All'inizio di questa mia recensione parlavo di alcuni "limiti narrativi". Eccoli:
- Alcune scene o situazioni, come in ogni "crime" che si rispetti, son perfettamente prevedibili;
- Non viene chiarito il perché Keith Carruthers ha l'incidente d'auto proprio nel punto in cui, vent'anni prima, venne ritrovata la macchina della moglie scomparsa;
- Il finale lascia più domande che risposte.
S.A. Cosby, già autore dello spettacolare Legittima vendetta, ormai lo possiamo paragonare tranquillamente al grande Don Winslow: entrambi questi scrittori parlano di decadenza, violenza, identità, e rivalsa da un destino già segnato. Per farvi capire meglio di cosa si parla, leggetevi i tre libri della saga di Danny Ryan (Città in fiamme, Città di sogni e Città in rovine) e, soprattutto, il magistrale Il potere del cane.
Un romanzo inevitabilmente crudo, violento e senza filtri. Insomma, un noir che non inventa proprio nulla e non dà una scossa ai suoi generi di riferimento (il crime, il thriller ed il noir qui ci sono tutti), ma va dritto al punto; un noir non adatto a chi cerca solamente una lettura leggerina o "da spiaggia".
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

Michele Mari vince il Premio Strega 2026


Michele Mari vince il Premio Strega 2026 con il romanzo I convitati di pietra (Einaudi) che ha avuto 190 voti.
Il caso Murgia, perciò, non scalfisce i pronostici e premia il favorito della vigilia. Al secondo posto Matteo Nucci con Platone. Una storia d'amore (Feltrinelli), con 152 voti e al terzo Bianca Pitzorno con La sonnambula (Bompiani) 84 voti. Al quarto posto Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi), 78 voti. Quinta Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori), 75 voti e sesta Elena Rui, con Vedove di Camus (L'Orma), 64 voti.

Albo d'Oro (dal 2015) del Premio Strega:
2015 Nicola Lagioia, La ferocia
2016 Edoardo Albinati, La scuola cattolica
2017 Paolo Cognetti, Le otto montagne
2018 Helena Janeczek, La ragazza con la Leica
2019 Antonio Scurati, M. Il figlio del secolo
2020 Sandro Veronesi, Il colibrì
2021 Emanuele Trevi, Due vite
2022 Mario Desiati, Spatriati
2023 Ada d'Adamo, Come d’aria (postumo)
2024 Donatella Di Pietrantonio, L'età fragile
2025 Andrea Bajani, L'anniversario
2026 Michele Mari, I convitati di pietra

mercoledì 8 luglio 2026

È il romanzo straniero più venduto in Italia nel 2026: il ritorno di un autore famosissimo


È il romanzo straniero più venduto in Italia nel 2026: il ritorno di un autore famosissimo
Dalla classifica delle vendite nei primi sei mesi del 2026 secondo NIQ BookData

👉 foto: Esquire.com

In Italia leggiamo soprattutto autori italiani. Per il momento, il 2026 non sembra fare eccezione. Quasi tutta la classifica dei dieci libri più venduti nei primi sei mesi dell'anno è occupata da italiani. Viene da chiedersi cosa ci sia oltre la Top Ten, cioè quale sia il primo autore straniero che si incontra scorrendo le posizioni verso il basso fino al primo romanzo tradotto.
Secondo La lettura, l'inserto letterario domenicale del Corriere della Sera, che si basa su elaborazioni NIQ BookData, il libro più venduto nella categoria dedicata alla narrativa straniera è L'ultimo segreto.
Se il nome del protagonista, Robert Langdon, vi suona familiare, sarà perché avrete letto una delle altre avventure di cui è il protagonista. La più famosa è Il Codice Da Vinci. L'autore è lo stesso de L'ultimo segreto: Dan Brown. L'ultimo segreto è infatti il ritorno del professore di simbologia, già protagonista di Angeli e Demoni, Il simbolo perduto, Inferno e Origin.
Brown lo ha definito il suo romanzo più ambizioso: Secret of Secrets, questo il titolo internazionale, è ambientato in Repubblica Ceca. Si legge nella sinossi dell'editore italiano, Rizzoli: "Mentre si trova a Praga con Katherine Solomon, studiosa di scienze noetiche e sua compagna, Robert Langdon si ritrova all'improvviso in un incubo: Katherine è sparita dalla camera d'albergo senza lasciare traccia. E non si tratta di un banale rapimento: forze occulte, attive dall'alba della storia, sono responsabili della scomparsa".
L'ultimo libro di Brown non è stato amato dalla critica, ma non è certo una novità. Come non stupisce nessuno il fatto che abbia venduto tantissimo nonostante le stroncature: uscito l'anno scorso a settembre, è diventato (entro dicembre) il libro più venduto in Italia nel 2025 (212.608 copie), prolungando il suo successo anche nell'anno in corso. Ha staccato Kolchoz di Emmanuel Carrère (Adelphi), in seconda posizione, e Tre Nomi di Florence Knapp (Garzanti), in terza posizione.
Se avessimo voluto considerare anche la categoria dei libri per ragazzi, allora Brown sarebbe stato superato dal libro ufficiale di KPop Demon Hunters, al secondo posto della classifica dei ragazzi e in decima posizione nella top ten generale, quella che include i romanzieri italiani, la saggistica, i fumetti, ecc. È ispirato all'omonimo film animato di inaspettato successo su Netflix, divenuto il contenuto più visto sulla piattaforma, l'inizio di una serie di successi tra cui si annovera la vittoria di un Oscar per il miglior film animato.

Sette libri gialli per l'estate, i più letti su Rakuten Kobo


Sette libri gialli per l'estate, i più letti su Rakuten Kobo
L'estate ama i gialli, perfetti per portare un brivido nelle giornate più calde dell'anno. Ma quali scegliere? Ecco i sette più letti finora su Rakuten Kobo

👉 fonte: io Donna

Osservando classifica dei libri più letti di giugno 2026 su Rakuten Kobo, confrontata con quella dell'estate 2025, salta subito all'attenzione una tendenza ormai consolidata: nei mesi più caldi dell'anno i lettori italiani scelgono soprattutto romanzi capaci di catturare fin dalle prime pagine. Gialli, noir, thriller e crime continuano a dominare le preferenze, confermandosi i compagni di lettura ideali per le vacanze.
La classifica di giugno 2026 lo dimostra con chiarezza. Quasi la metà dei titoli appartiene all'universo del giallo e del crime, guidato da autori amatissimi come Gavino Zucca, Antonio Manzini, Cristina Cassar Scalia, Georges Simenon, Satu Rämö, Maurizio de Giovanni e Daniel Silva. Più che cercare letture "leggere", il pubblico sembra desiderare storie coinvolgenti, ricche di suspense, con indagini serrate e protagonisti in cui ritrovarsi libro dopo libro.
La classifica di Rakuten Kobo sui libri più letti sinora, rispetto al 2025, giugno 2026 nasconde una sorpresa. Accanto ai gialli emergono prepotentemente i libri romance/new adult, soprattutto i titoli di Elle Kennedy della serie Off-Campus.
Il romance è un genere che sta conquistando i lettori più giovani che lo preferiscono ai classici gialli e polizieschi. Abbiamo quindi da un lato il piacere dell'indagine e della suspense, dall'altro il comfort reading romantico, seriale e molto riconoscibile.
Un'altra differenza che salta agli occhi, confrontando le letture di anno in anno, è la maggiore presenza nel 2026 di classici, narrativa letteraria e saggistica/non fiction. In classifica compaiono titoli come L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera, 2666 di Roberto Bolaño, Zia Mame di Patrick Dennis, Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi, L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks e La scomparsa di Majorana di Leonardo Sciascia.
L'estate 2026 si sta profilando non solo come un momento di letture rilassanti "da ombrellone", ma anche l'occasione per recuperare long seller e titoli più profondi, volumi che abbiamo finalmente il tempo di affrontare in pace.
Ma se il giallo resta la vostra passione eccone sette perfetti per le prossime serate estive:

Giallo a Valle delle Magnolie di Gavino Zucca. Luglio 1963. In sole ventiquattro ore, la quiete di Valle delle Magnolie viene spezzata da due eventi inquietanti: Donato, un ragazzo di quattordici anni, ospite del vicino Istituto San Gabriele per la cura dell'infanzia, scompare nel nulla; poco dopo Filippo Tilocca, un uomo trasferitosi da alcuni giorni nella valle, viene ritrovato morto nella propria abitazione. Due fatti apparentemente scollegati, in grado di dare sin da subito filo da torcere al capitano Roversi. Ma mentre scava nel passato di Donato e di Tilocca in cerca di piste da seguire, l'ufficiale comincia a intuire che quei casi forse non sono slegati come pensava. La chiave per risolvere questo doppio mistero sembra risiedere in un cold case risalente a cinque anni prima: un tentato sequestro finito in tragedia, nel quale una coppia perse la vita insieme a uno dei rapitori.
I tramezzini di Rocco Schiavone di Antonio Manzini. «Sono scintille, ricordi, lacerti della vita di Rocco». Racconti che compongono un quadro unico, uno scambio di affetti tra Rocco e il suo passato, tra l'autore e il suo personaggio e il suo maestro. Soprattutto ricordi, e ogni ricordo acceso, come le famose madeleine, dal sapore di un tramezzino.
Le terme dell'Indirizzo di Cristina Cassar Scalia. Non fosse per i problemi che angosciano i suoi amici più cari, Vanina starebbe attraversando un buon periodo; persino la relazione con il pm Paolo Malfitano pare aver raggiunto il giusto equilibrio. È proprio mentre si sta godendo qualche giorno di riposo con lui che, fra le rovine delle terme dell'Indirizzo, un complesso di età imperiale nel centro del capoluogo etneo, viene ritrovato il cadavere semicarbonizzato di un uomo cui hanno sparato un colpo alla testa. I suoi effetti personali sono andati distrutti, solo il viso, miracolosamente scampato alle fiamme, permette alla polizia di riconoscerlo: è un senzatetto che tempo addietro era stato aggredito dagli scagnozzi di un potente clan mafioso. La direzione delle indagini sembra segnata, ma la Guarrasi non è tipo da fermarsi alla prima ipotesi. Con l'aiuto della sua squadra, per l’occasione rinforzata, e dell'immancabile ex commissario Biagio Patanè, comincia a esplorare nuove piste, che si intrecciano a episodi mai del tutto chiariti, fino a ricostruire una storia sorprendente.
La camera azzurra di Georges Simenon. «Sei così bello - gli aveva detto un giorno Andrée -, che mi piacerebbe fare l'amore con te davanti a tutti, in mezzo alla piazza della stazione…». Quella volta Tony aveva accennato un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei , «un piacere assoluto, animalesco, senza secondi fini, e mai seguito da disgusto, disagio o stanchezza». Del resto, era stata lei a tirarsi su la gonna e a invitarlo con la sua voce roca, la prima volta, a prenderla in mezzo all'erba e alle ortiche che costeggiavano la provinciale: dopo, lui aveva colto nei suoi occhi un'espressione di trionfo. E anche quel 2 agosto, quando lei gli aveva chiesto (avevano appena fatto l'amore, nella camera dell'Hôtel des Voyageurs che da un anno accoglieva i loro incontri clandestini): «Se io mi ritrovassi libera… faresti in modo di renderti libero anche tu?», lui non aveva dato peso a quelle parole, quasi non le aveva udite. Solo più tardi avrebbe compreso l'oscura minaccia che nascondevano. Ancora una volta, nel suo stile asciutto, rapido, implacabile, Simenon ci racconta la storia di una passione vorace e devastante, che non arretra davanti a nulla. Nemmeno davanti a un doppio delitto. Terminato a Noland nel giugno del 1963, La chambre bleue apparve a stampa l'anno seguente.
Morte nei fiordi di Satu Rämö. Tutti fanno del loro meglio per sopravvivere tra i gelidi fiordi della remota Islanda. Hildur Rúnarsdóttir non è da meno e si dedica al surf nelle glaciali acque dell'Atlantico per cercare di dimenticare la sua infanzia traumatica e il peso dei casi che occupano la sua mente come capo dell'Unità bambini scomparsi della polizia di Ísafjörður. Quando Jakob Johanson, un apprendista poliziotto finlandese con l'hobby del lavoro a maglia, arriva in Islanda per affiancare Hild e cercare di sfuggire alla sua complicata vita in patria, si rende conto che i pittoreschi fiordi nascondono anche lati oscuri tra gli emarginati, gli sfruttati e gli assetati di potere che li abitano. Hildur e Jakob si trovano a indagare su uno strano groviglio di crimini, mentre la nebbia che offusca segreti rimasti nell'ombra per decenni comincia gradualmente a sollevarsi. La vendetta può essere dolce in teoria, ma alla fine risolverà qualcosa?
Il tempo dell'orologiaio di Maurizio de Giovanni. Carlo Malavasi, nome di battaglia "Sergio", è stato per oltre quarant'anni una primula rossa della lotta armata: latitante imprendibile, custode di segreti che nessuno dovrebbe conoscere. Mago degli esplosivi, signore dei congegni, ha costruito meccanismi perfetti, capaci di fermare il tempo nel punto esatto in cui la vita si spezza. A strapparlo alla copertura anonima dietro cui si è nascosto a Brest, in Francia, sono Andrea Malchiodi e Vera Coen.
Il capolavoro rubato di Daniel Silva. Gabriel Allon ha da poco iniziato a lavorare al restauro di un prezioso Tiziano conservato a Venezia, quando scopre il corpo di una donna misteriosa che galleggia nelle acque della Laguna… e si ritrova coinvolto in una disperata corsa per recuperare un capolavoro perduto che potrebbe essere nientemeno che di Leonardo da Vinci.

martedì 7 luglio 2026

"Lucky - La ladra", il thriller di Marissa Stapley diventa una serie TV con Anya Taylor-Joy


Lucky - La ladra, il thriller di Marissa Stapley diventa una serie TV con Anya Taylor-Joy
Il 15 luglio debutta su Apple TV+ Lucky, adattamento dell'omonimo romanzo di Marissa Stapley. Protagonista Anya Taylor-Joy nei panni di una truffatrice in fuga tra segreti, identità false e un biglietto vincente che potrebbe cambiarle la vita

👉 fonte: il Libraio

Tra i titoli più attesi dell'estate televisiva c'è senza dubbio Lucky, la nuova serie thriller che debutterà su Apple TV+ il 15 luglio. A portare sullo schermo la storia sarà Anya Taylor-Joy, affiancata da un cast che comprende anche Annette Bening, Timothy Olyphant e Drew Starkey.
Dietro il progetto c'è Reese Witherspoon, che figura tra i produttori esecutivi attraverso la sua casa di produzione Hello Sunshine. Non è un caso: nel 2021 l'attrice (e da qualche tempo scrittrice, con il thriller Senza dire addio, edito da Longanesi e scritto insieme a Harlan Coben) aveva scelto il romanzo della giornalista e autrice canadese Marissa Stapley per il celebre Reese's Book Club, contribuendo a far conoscere la storia a un pubblico ancora più vasto e aprendo la strada al suo adattamento televisivo.
La serie, infatti, è tratta dall'omonimo bestseller della scrittrice canadese, pubblicato in Italia da Tre60 (traduzione di Maria Carla Dallavalle) con il titolo Lucky - La ladra, un romanzo che mescola thriller, fuga, suspense e ricerca di una nuova identità.
Al centro della vicenda c'è Lucky Armstrong, una ragazza cresciuta in un mondo fatto di truffe, inganni e vite sotto copertura. Fin da bambina è stata trascinata dal padre nell'universo delle frodi, imparando sin da giovanissima a manipolare gli altri. Quando lui finisce in prigione, però, Lucky resta sola, tra imbroglioni e opportunisti. E senza fortuna…
Poi però arriva l'occasione del riscatto. Insieme a Cary, il compagno con cui condivide segreti, desideri e ambizioni, mette a segno una truffa milionaria. Le cose non vanno secondo i piani e la loro fuga ai Caraibi si trasforma nel tentativo di non essere catturati… Mentre i loro volti compaiono su ogni telegiornale.
Ancora una volta sola, Lucky è spalle al muro ma il biglietto della lotteria che ha appena acquistato è quello vincente. 390 milioni di dollari sono suoi… se solo potesse andare a ritirarli. Non resta altra soluzione che tornare al proprio passato, dal padre che le ha insegnato il "mestiere" e dalla madre che l'ha abbandonata.
Per interpretare Lucky Armstrong è stata scelta Anya Taylor-Joy, una delle attrici più apprezzate della sua generazione. Il grande pubblico la conosce soprattutto per il ruolo di Beth Harmon nella miniserie La regina degli scacchi, che le ha regalato fama internazionale e numerosi riconoscimenti.
Nel corso degli anni ha costruito una filmografia molto varia, passando da Glass (2019) all'adattamento del romanzo di Jane Austen Emma (2020), fino a The Menu (2022) e Furiosa - A Mad Max Saga (2024), nel quale ha raccolto l'eredità di uno dei personaggi più iconici della saga Mad Max.
La serie, creata da Jonathan Tropper con Cassie Pappas, si compone di sette episodi, due dei quali subito disponibili a metà luglio. I restanti, invece, saranno distribuiti settimanalmente.

lunedì 6 luglio 2026

"La colpevole" di B.A. Paris


La colpevole di B.A. Paris

👉 fonte: Thriller Cafè

B.A. Paris, vero nome Bernadette MacDougall, autrice franco-britannica, torna in libreria con un nuovo, avvincente thriller psicologico, La colpevole.
Nell Masters è convinta di essersi lasciata il passato alle spalle. Per anni ha tenuto un profilo da invisibile, senza amici, senza una relazione, vivendo tra lavoro, casa e solitudine. Poi, il bisogno di avere un contatto con gli altri le ha fatto allentare le redini della sua vita super controllata: amici, un amore e adesso ne è certa, ha anche uno stalker. E da dove arriva questo stalker? La risposta è semplice, dal suo passato, dove aveva un nome diverso e ha fatto una cosa terribile che ha rovinato la vita a diverse persone. Del passato non ci si libera, soprattutto se non si riesce a perdonare sé stessi. Nell pensa quasi di meritare quello che le sta capitando, deve espiare, pure con la morte, ma adesso ha tanti motivi per vivere e se il suo stalker non venisse dal passato? Di chi può davvero fidarsi? Un magistrale thriller che scava nel senso di colpa, nella redenzione e nelle ossessioni, su come possono iniziare e in cosa si possono trasformare, fino alle conseguenze più estreme.
B.A. Paris ha fatto capire dal suo primo romanzo che il thriller psicologico era la sua cifra. Il suo romanzo d'esordio, La coppia perfetta, è stato tradotto in quaranta lingue ottenendo milioni di lettori in tutto il mondo e da allora, era il 2016, non si è più fermata. Sono seguiti La moglie imperfetta, Non dimenticare, Il dilemma, La psicologa, La reclusa, L'amica e ora La colpevole, tutte opere indipendenti che vivono di vita propria e non hanno necessità di una lettura in ordine di pubblicazione.
La scrittura del romanzo è incalzante, per una tensione che cresce come la marea, per gradi, tra dubbi, domande e certezze che si sgretolano. La colpevole, nella prima parte, è un libro contraddistinto da un doppia time line, tra il presente di Nell e il suo passato, lontano quattordici anni, dove per gradi il lettore viene a conoscenza di quale colpa si è macchiata e perché.
L'autrice scava così nella psicologia della sua protagonista, mostrando come una cosa semplice, un gesto addirittura meritevole, si possa trasformare in un'ossessione sorda a qualunque ragione. Un'idea diviene un pensiero fisso che fa tralasciare tutto, lavoro, relazioni, amici e niente sembra riportare la vita di chi entra in questa spirale nei giusti binari. Si ammette che nel proprio comportamento c'è qualcosa che non va, ma la colpa viene data a persone o elementi esterni, ci si autoconvince che basterebbe una cosa per essere soddisfatti, ma quando questa non si manifesta, sopraggiunge la frustrazione, la rabbia, una volontà di continuare nell'errore che ha il sapore della follia lucida. Questo è successo a Nell, questo forse sta succedendo al suo stalker.
Non ci sono molti personaggi nel romanzo, e il ventaglio ristretto di colpevoli da un lato offre la certezza al lettore di capire subito tutto, ma ben presto ci si dibatte nel labirinto di sospetti, inquietudini, domande. Anche il comportamento più innocente di un personaggio viene visto come losco, spaventoso.
Nell è la protagonista assoluta del romanzo, le figure che gli orbitano attorno per più o meno tempo si dividono tra spalle, comparse e coprotagonisti con diversi gradi di importanza, eppure l'autrice li rende tutti tridimensionali, all'apparenza conoscibili, ma in realtà sono pieni di lati nascosti in piena vista. Proprio questo fatto che dietro un sorriso, una frase, un abbraccio ci sia altro, rende la lettura imperdibile, mentre la tensione sale e la lettura diventa un appuntamento irrinunciabile e vorace. Qui e lì tra i capitoli su Nell, nel passato e nel presente, compaiono degli stralci presi dai quaderni del colpevole. Magari all'inizio li si legge con curiosità, ma quasi di sfuggita, poi, quando la voglia di capire di più si fa più forte, ogni riga viene analizzata per scovare indizi che portino a puntare il dito verso una persona precisa. L'autrice è bravissima a mascherare ogni punto importante, solo alla fine si potrà dire la fatidica espressione: era ovvio che fosse così.
Se cercate un thriller psicologico di classe, La colpevole è il romanzo che fa per voi.

"Il ladro di merendine": il capolavoro di Camilleri che ha anticipato la storia (e che oggi commuove ancora)

Il ladro di merendine: il capolavoro di Camilleri che ha anticipato la storia (e che oggi commuove ancora)

👉 fonte: Studenti.it

Luca Zingaretti e la Rai hanno contribuito a rendere leggendari i romanzi di Andrea Camilleri con protagonista il commissario Montalbano. Nello specifico, Il ladro di merendine è il terzo della serie edita da Sellerio. A rendere la trama ancora più avvincente e affascinante è la location. Vigata è una città immaginaria, che però corrisponde a Porto Empedocle, un borgo marinaro siciliano dall'atmosfera unica.
Il ladro di merendine di Andrea Camilleri si apre con un omicidio. Durante la notte, un peschereccio di Mazara del Vallo, vicino a Trapani, il Santopadre, viene intercettato e colpito da una motovedetta che fa capo alla Tunisia. Durante l'agguato perde la vita un marinaio tunisino a bordo della barca siciliana.
Ma non è finita qui: il commissario Montalbano viene a sapere di un'altra uccisione sospetta, quella dell'ex commerciante Aurelio Lapecora, accoltellato in un ascensore. Come se non bastasse, poi, scompare anche Karima Moussa, una donna delle pulizie molto bella e, anche lei, di nazionalità tunisina.
Salvo Montalbano scopre che fra la ragazza e il commerciante c'è un collegamento. I due lavoravano insieme ed erano amanti. Inoltre la donna aveva anche un figlio, pure lui scomparso. Grazie a una conoscente della donna, Aisha, il commissario trova un libretto di risparmio con 300 milioni di lire, troppi per un'immigrata con un lavoro umile.
Tornando in commissariato, Montalbano si accorge della presenza di un gruppo di mamme che si lamenta di un furto di merendine davanti alla scuola. Le donne accusano un extracomunitario di nome François, il figlio di Karima. Dopo un appostamento riesce a individuarlo: il ragazzino si era nascosto in una casa abbandonata.
Livia, la fidanzata del commissario che aveva partecipato al ritrovamento, sente un forte istinto materno e il desiderio di adottare un bambino insieme all'uomo che ama. A complicare la trama sono i servizi segreti e il colonnello Lohengrin Pera, un uomo poco limpido. Durante i giorni di indagine, alla storia principale si intreccia una che riguarda la famiglia di Salvo Montalbano. Anche lui, come François, ha perso la madre da piccolo e adesso dovrà fare i conti con la malattia terminale del padre.
Ne Il ladro di merendine, Salvo Montalbano indaga su omicidi che, in apparenza, sembrano scollegati. Durante le indagini, si scopre invece che le morti sono collegate e che probabilmente hanno a che fare con un piano terroristico internazionale.
A questa vicenda si intreccia la relazione extraconiugale tra due delle tre vittime e il mistero aumenta quando si scopre che il ladro di merendine è François, il figlio di una giovane donna scomparsa, l'amante di un ex commerciante ucciso. Alcuni dettagli delle vite dei protagonisti sono simili a esperienze vissute dal commissario, che dovrà ricordare la morte prematura della madre e affrontare la malattia del padre.
Ne Il ladro di merendine di Andrea Camilleri viene trattato il tema dell'inclusione sociale. Il sospetto nei confronti di François, accusato di essere il responsabile dei furti nella scuola ne è il segnale più evidente, ma non è l'unico.
Inoltre, c'è un parallelismo tra quello che accade ai protagonisti del racconto con gli eventi che segnano la vita del commissario Montalbano. La sofferenza per la perdita delle persone amate e la difficoltà nel mantenere i legami con quelli esistenti è un altro aspetto che emerge fra le righe sapientemente scritte da Camilleri.
Se Il ladro di merendine è un romanzo che appassiona e incuriosisce, non è da meno La voce del violino. In questo caso, il commissario Montalbano deve fare i conti con un evento poco piacevole, un funerale, e una giornata di maltempo. In questo scenario il suo autista fa un incidente per evitare di uccidere una gallina. Il commissario lascia un biglietto, ma (di ritorno dall'ospedale per alcuni accertamenti al collega che era in auto con lui) scopre che nessuno ha ancora ritirato il biglietto. È l'inizio di uno dei racconti di Camilleri, una garanzia in termini letterari.
Fra le vicende più famose affrontate da Salvo Montalbano ci sono quelle narrate in La gita a Tindari. Anche in questo caso, un triplice omicidio impegna uno dei personaggi più celebri nati dalla penna di Andrea Camilleri. Si tratta di un giovane dongiovanni che sperperava il denaro e di due pensionati che decidono di uscire dalla sicurezza delle mura domestiche per visitare Tindari.

In Puglia la prima book town d'Italia


In Puglia la prima book town d'Italia
A Bisceglie il primo esperimento gratuito di turismo letterario con l'iniziativa 10mila libri al borgo, per leggere, scambiare o prendere in prestito il libro del cuore

👉 fonte: il Messaggero

È in Puglia la prima Book Town d'Italia, in un borgo di pescatori che affaccia sul mare e che, al buon pesce, l'acqua trasparente e la vita che va più lenta, aggiunge il piacere della lettura dando il via a un nuovo percorso di turismo letterario tutto italiano. Si tratta di Bisceglie che, grazie all'Associazione Borgo Antico, ha dato il via a 10mila libro al borgo, prima edizione del progetto culturale innovativo che andrà avanti per tutta l'estate fino al prossimo 20 settembre, con dedica diretta agli amanti della lettura. Un'intera stagione per leggere tutto quello che non si riesce a leggere in quei periodi dell'anno in cui le giornate non bastano mai. E così, la cittadina a nord di Bari, si profila come una delle mete da non perdere per le vacanze in arrivo, un'originale destinazione turistica già nota tra i vacanzieri per i suoi luoghi iconici come le coste, cartoline reali di bellezza ancora incontaminata, o la qualità del cibo che in Puglia non tradisce mai le aspettative. A questo, i biscegliesi hanno aggiunto quel quid in più, un accento culturale e anche romantico, dall'odore inconfondibile come quello che ha un libro sfogliato. Ancor più bello, se fatto circondati da storia e natura, salsedine e sapori antichi.
Di ispirazione sono state altre esperienze internazionali di successo, come Hay-on Wye nel Galles oppure Óbidos in Portogallo. Così, con lo sguardo rivolto oltreconfine, l'associazione biscegliese ha raggruppato diecimila libri da poter leggere, scambiare e prendere in prestito gratuitamente, distribuiti nelle dieci librerie che sono state aperte appositamente tra vicoli e piazze della città vecchia. I luoghi sono stati tutti ricavati in antichi locali del paese, così come nelle botteghe degli artigiani che nel centro storico realizzano e vendono le loro creazioni, oltre a farsi nicchie letterarie per l'occasione. "Sviluppare il turismo letterario significa intercettare una domanda culturale in costante crescita: viaggiatori che scelgono le destinazioni non solo per il patrimonio artistico o paesaggistico, ma per l'esperienza culturale che possono vivere - spiega Alessandra Di Pierro, presidente dell'associazione organizzatrice -. La città di Bisceglie diventa una meta unica in Italia, capace di attrarre lettori, scuole e comunità di appassionati provenienti da tutta Italia, generando presenze di qualità.
Ogni libreria allestita è dedicata a generi letterari differenti, creando così un percorso tematico che invita gli avventori ad esplorare la città vecchia seguendo le proprie passioni di lettura, alla ricerca del volume da portarsi sotto l'ombrellone. Le Book Town nel mondo non sono certo una novità, ma uno degli elementi distintivi per Bisceglie è la totale gratuità del progetto. Nessuno paga e nessuno guadagna dalla circolazione dei libri, che potranno soltanto essere presi in prestito oppure scambiati, seguendo una logica semplice e inclusiva che mette al centro la condivisione della cultura.
"Quello delle Book Town è un fenomeno di portata internazionale, con diverse località in tutto il mondo che hanno puntato sul libro e sulla lettura generando un nuovo tipo di turismo", aggiunge Sergio Silvestris, fondatore del festival letterario Libri nel Borgo Antico, che si svolge sempre a Bisceglie ormai da diciassette anni, accogliendo ogni stagione i protagonisti della società civile, politica e culturale italiana. "Grazie a questo progetto il libro diventa strumento per creare connessioni, confronto e partecipazione attiva e Bisceglie un punto di riferimento nazionale per il turismo letterario. Un luogo dove la cultura circola liberamente e gratuitamente".
E così, ciascun visitatore potrà scegliere liberamente un libro da leggere in spiaggia o in una delle piazzette del centro storico, da riconsegnare al termine della lettura o scambiare con un proprio libro già letto. Tra gli scaffali si ritroveranno anche molti volumi ormai fuori catalogo, dalle edizioni storiche ai libri antichi, passando per le pubblicazioni introvabili. In questo modo l'esperienza si trasforma in una sorta di grande caccia al tesoro a cielo aperto, conservando la meraviglia della scoperta di zone mai viste, mentre si va alla ricerca del libro del cuore. In barba agli algoritmi, agli acquisti online e all'epoca della digitalizzazione e dell'intelligenza artificiale. Meglio incontrarsi per strada e sfogliare insieme un buon libro.

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"Lupi nella notte", di Michael Farris Smith


Lupi nella notte, di Michael Farris Smith


Davvero sorprendente questo romanzo che sfugge alle definizioni. È thriller, road novel, noir e racconto quasi mistico allo stesso tempo. Ma soprattutto è un viaggio dentro la parte più oscura dell'animo umano, dove la violenza convive con il bisogno disperato di essere salvati.
La storia segue Burdean e Keal, due uomini che vivono ai margini della società svolgendo incarichi per conto di persone di cui conoscono poco e sulle quali preferiscono non fare domande. Quando ricevono l'ordine di recuperare qualcosa di estremamente prezioso, si ritrovano coinvolti in una vicenda sempre più inquietante che li porta a incontrare Cara, un'assistente sociale segnata da un passato doloroso, e una misteriosa bambina muta dotata di un dono che sembra trascendere ogni spiegazione razionale.
Michael Farris Smith costruisce un'America lontana dagli stereotipi: motel decadenti, strade deserte, chiese abbandonate, case fatiscenti e cieli gravidi di tempesta diventano lo scenario di una narrazione sospesa tra realtà e dimensione simbolica. È un mondo in cui il bene e il male non sono mai nettamente separati, dove anche i personaggi più duri portano dentro di sé ferite profonde e un disperato bisogno di redenzione.
Il tema dominante è la solitudine. Tutti i protagonisti sono persone spezzate, accomunate da traumi, abbandoni e perdite. Eppure, proprio nella fragilità nasce la possibilità di un legame. Il rapporto che si sviluppa tra Cara e Keal, così come quello con la bambina, rappresenta un fragile tentativo di opporsi a un destino che sembra già scritto. Non si tratta di un amore romantico, ma di un riconoscersi nelle ferite dell'altro, nella consapevolezza che a volte basta una mano tesa per continuare a vivere.
La bambina assume un valore quasi allegorico. Il suo dono, mai completamente spiegato, introduce nel romanzo una dimensione spirituale che non offre certezze ma apre interrogativi: esiste ancora una forma di grazia in un mondo dominato dalla violenza? Può il miracolo manifestarsi anche negli angoli più bui dell'esistenza? Farris Smith non fornisce risposte definitive, preferendo lasciare il lettore immerso nell'ambiguità.
Lo stile dell'autore è essenziale ma profondamente evocativo. Ogni pagina alterna momenti di tensione narrativa a passaggi di intensa poesia. Le descrizioni dei paesaggi, dei silenzi e dei piccoli gesti quotidiani riescono a trasmettere una malinconia persistente, quasi musicale. È una scrittura che non cerca l'effetto spettacolare, ma lavora sulle emozioni sottili, facendo emergere una bellezza dolorosa anche nelle situazioni più disperate.
Questo libro è anche una riflessione sul destino e sulle possibilità di scelta. I personaggi sembrano trascinati dagli eventi, vittime di circostanze che li hanno segnati fin dall'infanzia. Tuttavia il romanzo suggerisce che, persino quando il margine di libertà è minimo, resta possibile scegliere la compassione invece della crudeltà, la protezione invece dell'indifferenza.

domenica 5 luglio 2026

Due commissari, due romanzi: Markaris e Musso a confronto


Due commissari, due romanzi: Markaris e Musso a confronto
Petros Markaris e Guillaume Musso pubblicano due romanzi polizieschi molto diversi che ruotano intorno alle figure di due ancor più diversi investigatori: li accomuna, però, la capacità di andare oltre la contingenza e interpretare cose e persone con una straordinaria profondità

👉 fonte: La Ricerca

Chi scrive ha un affettuoso ricordo del vecchio aeroporto ateniese Ellinikòn, situato a sud della città, soppiantato dal 2001 dal più moderno scalo Eleftherios Venizelos. Questo ex-aeroporto, infatti, è associato ai miei primi viaggi in Grecia in aereo, che rappresentavano un signorile upgrade rispetto ai precedenti tragitti, interminabili e avventurosi, che vedevano me e i miei amici partire in treno (senza a/c) da Milano fino ad Ancona o Brindisi e raggiungere l'Ellade a bordo di improbabili traghetti…
Mi sono dunque dispiaciuto che questa immensa area (si parla di 6 milioni di metri quadri) dopo un parziale utilizzo come villaggio durante le Olimpiadi del 2004, sia rimasta a lungo inutilizzata e le sue strutture si siano irrimediabilmente ammalorate. E mi sono altrettanto dispiaciuto (per ragioni ovviamente diverse) nel vedervi accampati negli anni disperati o profughi d'ogni genere, su tutti quelli che scappavano dalla terribile guerra civile siriana, scoppiata nel 2011 e forse non ancora del tutto finita.
Pertanto, ho appreso con favore l'idea di una rigenerazione di quest'area, anche se davanti al progetto virtuale e alla realtà dei fatti (l'opera è infatti in fase avanzata di realizzazione), l'impressione è che l'esito finale sarà una sorta di "Dubai mediterranea", con parchi, edifici residenziali, hotel di lusso, negozi, servizi di ogni genere; il tutto (si dice) con grande attenzione all'impatto ambientale.
Ma se è vero che l'edilizia porta posti di lavoro, è altrettanto vero che un progetto abitativo del genere guarda ai ceti elevati, e non può certo essere una soluzione ai problemi di quelli medio-bassi, che (ad Atene come in tutte le grandi città) sono "soffocati" dai costi sempre più alti degli affitti.
È questo il contesto nel quale si ambienta l'ultimo romanzo di Petros Markaris, La ricchezza che uccide, La nave di Teseo, Milano 2026. Il commissario Kostas Charitos e i suoi uomini, infatti, sono impegnati in una difficile indagine relativa sia a un omicidio sia a un'esplosione mortale, dovendo muoversi tra palazzinari senza scrupoli, ateniesi che protestano per il nuovo complesso residenziale, migranti sgombrati dai loro centri di accoglienza, anarchici con intenti sovversivi, e (come al solito) ministri preoccupati solo di non perdere la faccia, che delegano dunque alla polizia ogni forma di lavoro sporco. Kostas indaga con la consueta umanità, senza dimenticarsi del ruolo di marito, padre, nonno affettuoso, e per di più gravato dalla preoccupazione per la salute del suo storico amico Lambros Zisis, omonimo del vivace nipotino.
Ovviamente non posso rivelare molto di più, ma il titolo (che in greco era addirittura Il carro funebre dello sviluppo) è già un indizio per capire perché si originino queste forme di violenza, che ruotano bene o male intorno al progetto dell'Ellinikòn; e a spiegarcelo è proprio Lambros, quasi in chiusura del libro, quando afferma: «In televisione nessuno racconta che il progresso e lo sviluppo sono accompagnati ogni giorno da sofferenze, disuguaglianze e drammi simili». Sembra un'ovvietà, una banalità, così come sembrano a prima vista ovvi e banali il traffico di Atene o l'amore del commissario per i ghemistà (pomodori ripieni) cucinati dalla moglie Adriana: di tutto ciò già abbiamo parlato anche in passate recensioni.
Eppure in questa affermazione il vecchio Zisis, ex oppositore dei colonnelli, diventa una sorta di portavoce del narratore, ormai ultra-ottuagenario, che con la saggezza che si addice all'età ha saputo leggere nei suoi romanzi le contraddizioni di una Grecia che è stata sì salvata dal default degli aiuti europei, ma a prezzo di durissime ripercussioni economico-sociali; ripercussioni che hanno riguardato (direttamente o indirettamente) scuola, sanità, beni culturali, aziende pubbliche e private, e ora anche l'edilizia abitativa.
Insomma, è come se al commissario (ora direttore) Kostas Charitos oltre a cercare colpevoli fosse dato mandato di indagare nel profondo dell'animo di chi ha commesso i reati; non per giustificarli, ma per comprendere le motivazioni, che sono nei polizieschi di Markaris più spesso ideologiche che contingenti.
In tutt'altro ambito (la Costa Azzurra) e in tutt'altro periodo (1928) è ambientato un secondo recente romanzo poliziesco (dal ritmo decisamente più giallo) del quale, al pari del precedente, consiglio caldamente la lettura: si tratta di Guillaume Musso, Il crimine del paradiso, La Nave di Teseo, Milano 2026.
Se il libro si configura come un omaggio ad Agatha Christie (la scrittrice inglese Agatha Harding, personaggio del romanzo, ne è una sorta di alter ego), sono numerosi i richiami più o meno evidenti ad altre esperienze artistico-letterarie (Scott Fitzgerald, Simenon, Picasso, Hitchcock etc.) che rendono l'opera complessa e molto ben riuscita: addirittura, nel finale, fa capolino, con un coraggioso sbalzo temporale, lo stesso Guillaume Musso come personaggio, in un raffinato gioco di autofiction.
Gli eventi si svolgono per lo più nella lussuosa Villa Starlight a Cap d'Antibes, di proprietà dei ricchi coniugi americani Florence e Julian Livingstone, ai quali viene misteriosamente rapito nella notte il figlio di tre anni, Oscar. L'indagine viene affidata al commissario Joseph Lèques e al giovane agente Charlie Langlois: i due si trovano a dover scavare tra i segreti, le bugie e le ipocrisie degli illustri ospiti della villa, nonché degli stessi padroni di casa e del loro personale di servizio.
In questo caso, ancor più che nel precedente, chi scrive non può anticipare nulla. Possiamo però spendere due parole sul commissario Lèques, le sue angosce, le sue depressioni, la sua consuetudine con la bottiglia; ciò perché «la guerra era terminata da dieci anni, ma per lui non era mai finita», e le immagini degli orrori che aveva visto durante il primo conflitto mondiale lo avevano collocato «in un circolo vizioso di idee suicide e allucinazioni».
Lèques non ha certo la bonomia di Kostas Charitos, e a prima vista ci appare come un misantropo, eppure pagina dopo pagina il lettore sviluppa empatia nei suoi confronti e apprezza il suo ruolo quasi paterno nei confronti di Charlie; ma soprattutto comprende che la dolorosa condizione del commissario è forse una delle chiavi per giungere alla soluzione del caso. Perché solo chi ha avuto esperienze così drammatiche sa che "il passato non passa" mai davvero, e dunque non è solo nel presente che è bene indagare. E qui mi fermo, come promesso.
Mi permetto soltanto, per cominciare a introdurre i (miei) lettori nel clima del romanzo, di anticipare l'inizio della descrizione della splendida e innovativa, per quei tempi, villa dei Livingstone, della quale Musso allega anche disegno e piantina: «Non era una casa, era una nave. Un'enorme imbarcazione bianca e scintillante che aveva gettato l'ancora in mezzo alla campagna di Antibes. All'inizio Joseph credette a un abbaglio e mise la mano a visiera per proteggersi dal sole. Villa Starlight non aveva nulla a che vedere con le grandi dimore che aveva visitato in precedenza. Nessuna modanatura, niente colonnati o frontoni sovraccarichi come nelle abitazioni ispirate al Rinascimento o al mondo classico. E nulla a che vedere nemmeno con una costruzione tradizionale. Era una cosa diversa. Una villa d'avanguardia in calcestruzzo, sviluppata su tre livelli che sposavano le imperfezioni del terreno assecondandone la disposizione a terrazze».
Per saperne di più su come è fatta all'interno (aspetto non secondario nell'indagine) e su chi vi risiede in forma stabile o saltuaria (aspetto ancor più rilevante) è però necessario andare in libreria.