"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

domenica 19 luglio 2026

[RECENSIONE] Stephen King: Colorado Kid


Stephen King: Colorado Kid

Titolo originale: The Colorado Kid
Formato: Kindle (541 KB)
Pagine: 179
Editore: Sperling & Kupfer (4 giugno 2013)
ASIN: B00D6KFC2C
ISBN-13: 8873398650

Data di acquisto: 17 luglio 2026
Letto dal 18 al 19 luglio 2026

Sinossi
Fresca fresca di scuola di giornalismo, la ventenne Stephanie McCann sta facendo uno stage presso il minuscolo quotidiano di un'impervia isoletta del Maine, dove si occupa di picnic parrocchiali, sparizione di gatti e altre amenità. Ma sente che l'esame più importante deve ancora arrivare… E infatti un solitario pomeriggio i due anziani proprietari (nonché unica forza lavoro) della testata, con il pretesto di raccontarle un vecchio caso di cronaca l'avviluppano nelle spire di una vicenda inspiegabile e intrigante. Una storia del passato che parla di una coppia di tenaci reporter e di un cadavere chiamato Colorado Kid, di una morte che forse era un omicidio, ma senza movente, senza alibi, con tempi impossibili e indizi assurdi. La loro storia. Il loro mistero. Accaduto proprio lì.
In venticinque anni, ogni piccola, faticosa scoperta anziché chiarire i fatti li ha ammantati di oscurità, ogni risposta anziché esaurire le domande le ha moltiplicate. Perché?
Riuscirà Stephanie a risolvere l'enigma? E soprattutto, saprà coglierne il vero significato? In un romanzo in cui la potenza narrativa di King fa crescere la tensione a ogni pagina solo sussurrando, il Re scherza con il nero alla maniera di Agatha Christie, Mickey Spillane, Edgar Allan Poe. Ma, soprattutto, alla sua. Da Colorado Kid è stata tratta Haven, una serie TV di grande successo anche in Italia.

L'incipit del libro
Concluso che non avrebbe cavato nulla di interessante dai due vecchi che costituivano l'intero organico del Weekly Islander, il giornalista del Globe di Boston diede un'occhiata all'orologio, commentò che se si sbrigava faceva appena in tempo per il traghetto dell'una e mezzo, li ringraziò del tempo che gli avevano dedicato, lasciò del denaro sulla tovaglia, lo fermò con lo spargisale perché l'intensa brezza che spirava dal mare non se lo portasse via e scese frettoloso i gradini di pietra che dal patio del Grey Gull portavano in Bay Street e alla cittadina sottostante. Tolto qualche fugace passaggio degli occhi sulle sue tette, non si era praticamente accorto della presenza della giovane donna tra i due uomini anziani.
Andatosene il giornalista del Globe, Vince Teague s'allungò sul tavolo e sfilò le banconote, due pezzi da cinquanta, da sotto la saliera. Le fece scivolare in una tasca ad aletta della vecchia ma pratica giacca di tweed con un'espressione di indiscutibile soddisfazione.

La mia recensione
"Nella vita reale, il numero delle storie vere, quelle che hanno un inizio, uno svolgimento e una fine, va praticamente da zero a zero. Ma se sei capace di dare ai tuoi lettori una sola cosa ignota (due a voler esagerare) e a ficcarci dentro quello che Dave Bowie chiama un per forza, saranno i tuoi lettori a raccontarsi una storia. Straordinario, vero?".
Per una volta, con Colorado Kid, Stephen King lascia le sue tipiche atmosfere horror per abbracciare il giallo ed il noir. In questo romanzo breve di neanche 180 pagine, pubblicato per la prima volta nel 2005 seguiremo Stephanie McCann, fresca di scuola di giornalismo, che durante il suo stage presso il Weekly Islander, un piccolo quotidiano informativo di Moose-Lookit Island (una piccola isola del Maine), si imbatte in un mistero risalente a venticinque anni prima e tutt'ora irrisolto: su una spiaggia dell'isola viene ritrovato il cadavere di un uomo (chiamato, prima della sua identificazione, Colorado Kid) morto soffocato da un boccone di cibo. Ma chi è quell'uomo? Un turista o un uomo in fuga? Come è riuscito ad arrivare sull'isola in un lasso di tempo troppo assurdo? E, mistero nel mistero, con sé aveva solo un pacchetto di sigarette appena iniziato (ma lui non era un fumatore) ed una moneta russa.
Stephen King, pur senza ricorrere all'horror, riesce a trasmettere comunque un'atmosfera di inquietudine. I tre personaggi principali (oltre alla già citata Stephanie McCann ci sono anche i due arzilli vecchietti Vince Teague e Dave Bowie), pur risultando molto "standardizzati", sono ottimamente caratterizzati e credibili. La narrazione viaggia spedita anche se, paradossalmente, il ritmo è sempre lento: la storia, un unico e lungo dialogo tra i tre protagonisti, si svolge quasi tutta sul portico della redazione del The Weekly Islander.
La trama è abbastanza originale (e qualche anno dopo sarà di ispirazione per la serie TV Haven) anche se un finale vero e proprio non c'è assolutamente.
Che dire altro…? Senza fare paragoni improponibili con altre opere di King, Colorado Kid è un bellissimo esperimento di giallo anomalo: non ci sono omicidi o spargimenti di sangue, non c'è un agente che indaga e non ci sono assassini da identificare; c'è solo un mistero da risolvere… che non verrà risolto!
Un romanzo, insomma, che è anche una riflessione sulle differenze tra vita romanzata (dove tutto e perfetto e una soluzione arriva sempre) e vita reale (dove non c'è quasi mai una logica a ciò che accade attorno a noi).
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

Nessun commento:

Posta un commento