Shirley Jackson: La strega
Titolo originale: The Witch
Formato: Kindle (854 KB)
Pagine: 41
Editore: Adelphi (31 ottobre 2023)
ASIN: B0CLN6X8LN
ISBN-13: 9788845987021
Acquistato e letto il 4 luglio 2026
▪ Sinossi
Tre dei racconti qui riuniti hanno come protagoniste quelle creaturine infide,
pericolose, enigmatiche che Shirley Jackson conosceva molto bene per aver
cresciuto quattro «demoni», come chiamava (scherzosamente ma non troppo) i
figli. Un bambino che, viaggiando in treno, vede streghe ovunque, e non è
detto che non abbia ragione. Una ragazza che, sotto gli occhi di un presunto
adulto un po' alticcio, sfoggia un sapere e una saggezza apocalittici, mentre
nella stanza accanto gli invitati a una festa sproloquiano sul futuro del
mondo: «Non credo proprio che abbia molto futuro», sentenzia con placido e
inquietante distacco «almeno per com'è adesso… Se quando lei era giovane la
gente si fosse spaventata davvero, oggi non saremmo messi così male». E uno
scolaretto che ne combina di tutti i colori, forse invisibile ma non per
questo assente, come diceva sant'Agostino dei defunti, benché il marmocchio in
questione sia vivo e vegeto. Tre «boîtes à surprise» con le quali Shirley
Jackson suscita, a partire dal candore arcano dei ragazzi, sorrisi e brividi
glaciali in egual misura. Senza rinunciare a condurci, al seguito di una donna
che deve farsi estrarre un molare, nel suo territorio d'elezione: quella zona
d'ombra ai confini della follia dove le cose note perdono i loro connotati
familiari e appaiono estranee e perturbanti, dove un luciferino sconosciuto,
materializzatosi dal nulla al nostro fianco, può prenderci per mano e, in un
battito di ciglia, portarci a correre sulla sabbia calda, mentre le onde
«tintinnano come campanelli sulla spiaggia» e «i flauti suonano tutta la
notte».
▪ La mia recensione
Ecco qui non un romanzo in senso stretto, ma quattro racconti brevi (troppo
brevi, tremendamente brevi) dell'autrice del celebre L'incubo di Hill House.
Un libricino, datato 1949, di poco più di una cinquantina di pagine che si
lasciano leggere in un mezzoretta o poco più.
Racconti brevi, lenti e cupi che, per giunta, non puntano sulla trama ma, più
che altro, sul disagio e sui disturbi psicologici. Vediamoli brevemente:
- La strega: il racconto che dà il titolo al libro ci mostra un bambino che
afferma di vedere delle streghe fuori dal finestrino del treno in cui sta
viaggiando con la madre. Ad un certo punto, accanto al bambino si siede un
signore che confessa di aver ucciso e fatto a pezzi la propria sorellina.
Questo fatto inquieta solo la madre, non il bambino o gli altri passeggeri;
- L'ubriaco: nel corso di una festicciola in casa, una giovane studentessa
conversando con un uomo visibilmente ubriaco gli prospetta un futuro
catastrofico del mondo;
- Charles: questo racconto (il migliore del libro ma, paradossalmente, anche
il più breve), scritto partendo dalle vere esperienze del figlioletto
dell'autrice, ci parla di una giovane madre alle prese con i racconti del
figlioletto nei suoi primi giorni di scuola. Il bimbo afferma di avere un
compagno, Charles, indisciplinato e violento oltre ogni modo. La madre, sempre
più preoccupata, chiede lumi all'insegnate e scopre che nella classe del
figlio non c'è alcun Charles;
- Il dente: nel racconto più lungo del libro (più lungo per modo di dire…) una
donna è sia tormentata da un ricorrente e ciclico mal di denti, che sfinita
dai farmaci che prende senza sosta. Il suo viaggio in autobus per recarsi dal
dentista diventa qualcosa di grottesco e inquietante.
Quattro racconti brevi, quindi, per quattro situazioni di ordinaria
quotidianità (un viaggio in treno, un festino in casa, l'inizio della scuola,
una seduta dal dentista) che, alla prova dei fatti, di ordinario non hanno
proprio nulla: in ognuno di essi, invece, entra in scena un dettaglio che,
come se ci trovassimo davanti ad uno specchio deformante, lascia intravedere
il torbido del mondo.
📌 Voto: ⭐⭐⭐ (3 su 5)
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