Questo fantasy ha ispirato Game of Thrones ma rischia di non diventare mai una serie TV
👉 fonte: Best Movie
Il successo di Game of Thrones ha cambiato radicalmente il rapporto tra televisione e fantasy. Dopo il debutto della serie HBO nel 2011, gli studios hanno iniziato una vera e propria corsa alla ricerca del "nuovo GoT", investendo miliardi di dollari nell'adattamento di grandi saghe letterarie. Da Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere a The Witcher, passando per La Ruota del Tempo, il fantasy è diventato uno dei generi più ambiti dell'industria dell'intrattenimento.
Eppure, in questa corsa alla prossima grande epopea fantasy, una delle opere che hanno contribuito a plasmare l'immaginario di George R.R. Martin è rimasta sorprendentemente ai margini. Si tratta di Memory, Sorrow, and Thorn, la celebre saga di Tad Williams pubblicata tra il 1988 e il 1993, considerata da molti appassionati e critici una delle opere più influenti del fantasy moderno.
Lo stesso Martin ha più volte riconosciuto il debito creativo nei confronti dello scrittore americano. In diverse interviste, l'autore delle Cronache del ghiaccio e del fuoco ha spiegato come la lettura di Memory, Sorrow, and Thorn gli abbia mostrato nuove possibilità narrative all'interno del fantasy, dimostrando che il genere poteva essere maturo, complesso e profondamente umano, senza rinunciare all'epica e alla mitologia.
La saga di Williams è ambientata nel continente di Osten Ard, un mondo nel quale la magia sembra ormai appartenere al passato. Tuttavia, una misteriosa minaccia proveniente dalle regioni settentrionali inizia a emergere, costringendo i regni degli uomini a confrontarsi con un pericolo molto più grande delle loro rivalità politiche. Al centro della vicenda troviamo Simon, un giovane di umili origini destinato a diventare una figura chiave nella lotta per il futuro del suo mondo.
Per i lettori di Martin, alcune analogie possono apparire immediatamente familiari. Le antiche creature che abitano il Nord, le tensioni dinastiche, le lotte per il potere, la presenza di razze misteriose e il ritorno di forze dimenticate sembrano anticipare alcuni degli elementi che avrebbero poi reso celebre Westeros. Anche il celebre Dragonbone Chair, il trono costruito con le ossa di un drago e simbolo del potere regale, richiama inevitabilmente altre iconiche sedute del fantasy contemporaneo.
Naturalmente, sarebbe scorretto parlare di semplice imitazione. Sia Tad Williams sia George R.R. Martin hanno attinto a un vastissimo patrimonio culturale fatto di miti, leggende e grandi opere fantasy precedenti, a partire dall'influenza fondamentale di J.R.R. Tolkien. Ciò che Martin ha sempre riconosciuto a Williams è piuttosto la capacità di reinterpretare questi archetipi attraverso personaggi complessi, moralmente sfaccettati e profondamente umani.
L'importanza di Memory, Sorrow, and Thorn nella storia del fantasy è testimoniata anche dalla sua longevità. Dopo aver concluso la saga originale, Tad Williams è tornato nel mondo di Osten Ard con il ciclo sequel The Last King of Osten Ard, pubblicato tra il 2017 e il 2024, dimostrando come questo universo narrativo continui ancora oggi a esercitare un forte fascino sui lettori.
Eppure, nonostante il successo letterario e l'influenza esercitata su un'intera generazione di autori, la saga non ha mai ricevuto un adattamento cinematografico o televisivo di grande respiro. Una circostanza che appare quasi paradossale, considerando quanto il pubblico contemporaneo abbia dimostrato di apprezzare le grandi epopee fantasy.
Può essere che proprio il suo straordinario legame con una delle saghe più popolari degli ultimi decenni abbia finito per trasformare Memory, Sorrow, and Thorn in uno dei più affascinanti "what if" della storia recente del fantasy. Un'opera che ha contribuito a cambiare il genere per sempre, ma che attende ancora il momento giusto per conquistare anche lo schermo.


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