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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

lunedì 11 maggio 2026

"𝓘𝓵 𝓬𝓻𝓲𝓶𝓲𝓷𝓮 𝓭𝓮𝓵 𝓹𝓪𝓻𝓪𝓭𝓲𝓼𝓸" 𝓭𝓲 𝓖𝓾𝓲𝓵𝓵𝓪𝓾𝓶𝓮 𝓜𝓾𝓼𝓼𝓸


Il crimine del paradiso di Guillaume Musso
Un bellissimo e attesissimo romanzo dell'autore tra i più noti di Francia, colto e storicamente ineccepibile, con tantissimi personaggi e uno stile che ha del proustiano

👉 fonte: SoloLibri.net

Una citazione da Tenera è la notte di Scott Fitzgerald ci immette nell'atmosfera magica, retrò, dell'ultimo romanzo dell'autore tra i più noti di Francia, Guillaume Musso, intitolato Il crimine del paradiso (La nave di Teseo, 2026).
Famoso per ambientare le sue trame ovunque nel globo, questa volta Musso ci porta in Costa Azzurra nell'anno 1928, nel mese di giugno. Una famiglia americana, i Livingstone, hanno affittato una villa lussuosa, Villa Starlight, tra Juan-les-Pins e Antibes, dove vivono con molti ospiti e molta servitù. Nei tre piani della costruzione, minuziosamente riprodotta, ci sono vari settori. Al secondo piano le camere da letto, quelle dei genitori, Julian e Florence, quelle dei figli, Grace e Oscar, separate da quella della bambinaia Grace. L'amica Agatha Harding, scrittrice di gialli, dorme allo stesso piano.
Protagonista della storia il commissario Joseph Lèques, responsabile della polizia, uomo provato dalla guerra mondiale che gli aveva lasciato segni inguaribili nella psiche, che tornavano a tormentarlo. Mentre boccheggia per il caldo e per le vertigini, viene raggiunto dal giovane agente della Brigata, Charlie Langlois, che gli annuncia che gli è stato affidato uno strano caso: il rapimento del piccolo Oscar Livingstone, di tre anni, sottratto dalla sua camera da letto a Cap d’'Antibes. Malgrado le sue problematiche psico-sanitarie, Léques era noto per la sua capacità investigativa e le sue intuizioni, e dunque il suo capo, il comandante Reynaud, gli affida lo spinoso caso.
Sono oltre 400 le pagine in cui il romanzo si dispiega, un vero romanzo giallo, pieno di personaggi, tutti sospettati, come nelle trame più famose di Agatha Christie; e infatti lo scrittore ha messo un alter ego della celeberrima giallista inglese a svolgere un ruolo determinante nel plot di questo romanzo raffinato e intelligente. Lo svelto Langlois tiene un diario di quanto avviene, e i suoi appunti e disegni vengono riprodotti nelle pagine del libro per aiutare i lettori a ritrovarsi nei labirinti dei luoghi dove si svolge la storia, tra lussuosi alberghi, scogliere, stazioni ferroviarie e chalet. Ci sono numerose foto d'epoca (bella quella del Grand Hotel du Cap ad Antibes), con la lista dei presenti in quei giorni nell'albergo, per rendere ancor più verosimile la storia che ha molti spunti di verità; non a caso il commissario Léques porta il nome del bisnonno di Musso, morto nel 1915 durante la Grande Guerra.
L'atmosfera proustiana del romanzo, il rapimento del piccolo Lindbergh, a cui è ispirato in parte quello di Oscar Livingstone, raccontano quanto Guillaume Musso abbia ricercato nelle fonti letterarie, nelle cronache giornalistiche e nei memoir di artisti e di protagonisti di quell'epoca dorata i materiali per ricostruire con precisione una storia che mette in campo personaggi verosimili, fra i quali: un campione di pugilato, amatissimo dai tifosi francesi, una sorta di figura mitica, Antoine Lacoste; un produttore cinematografico hollywoodiano, accompagnato da una diva del muto, ormai in declino; un filantropo americano, reduce da un grave incidente, con infermiera tedesca al seguito. Tutti presenti nella villa del rapimento, tutti possibili colpevoli, insieme ai personaggi di contorno, numerosi: domestici, una cuoca, dei guardiani e molti volti che riemergono dal passato.
Il crimine del paradiso è un bellissimo romanzo, colto; ben descritti i numerosi personaggi e i luoghi, molto avvincente la trama, storicamente ineccepibile, ben costruita dal punto di vista letterario. Un romanzo pieno di sorprese, fino alle ultime righe.

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