Søren Sveistrup: L'uomo delle castagne. Naia Thulin, vol. 1
Titolo originale: Kastanjemanden
Formato: KIndle (1.1 MB)
Pagine: 535
Editore: Rizzoli (22 gennaio 2019)
ASIN: B07L9LGGXX
ISBN-13: 9788858695630
Data di acquisto: 22 giugno 2026
Letto dal 22 al 26 giugno 2026
▪ Sinossi
Troppe cornacchie dietro il trattore. Saltellano freneticamente intorno a qualcosa di bianco, pallido e informe. Un maiale. Gli occhi spenti, il corpo che freme e si agita, come se provasse a spaventare le cornacchie, appollaiate a mangiare da un grosso foro di arma da fuoco sulla sua nuca.
Un navigato agente di polizia, a una settimana dalla pensione, si ferma davanti alla fattoria di un vecchio conoscente, nei dintorni di Copenaghen. Qualcosa non va. Un maiale morto lasciato lì. Non si fa così, in campagna. Apre la porta d'ingresso, socchiusa, con due dita, come nei film. Per vedere una cosa che non avrebbe mai voluto vedere: sangue, un cadavere mutilato, altri corpi da scavalcare. Cammina fino all'ultima stanza, dove centinaia di omini fatti di castagne e fiammiferi (infantili, incompleti, deformi) lo guardano ciechi. Stravolto, si chiude la porta alle spalle, senza sapere che l'assassino lo sta fissando.
Così si annuncia, spaventosa, la storia de L'uomo delle castagne, un thriller di grande livello, il primo romanzo di Søren Sveistrup, autore della serie TV The Killing (il cult mondiale che ha appassionato milioni di spettatori) e sceneggiatore de L'uomo di neve, il film tratto dal romanzo di Jo Nesbø. Un'invenzione narrativa complessa, un assassino disumano che si muove nel fondo di questo libro con una cupezza senza eguali, un'indagine condotta con angosciata bravura da due detective (uomo e donna, lui e lei) costretti a scendere mille gradini per comprendere come un'ossessione perfetta può deviare la mente di un individuo. Nemmeno Hitchcock. Perché poi un grande thriller nasce soltanto da un magnete, un chiavistello del male che attira, che vi attira inesorabilmente là, nella stanza degli omini che dondolano. Un capitolo vi lascerà il gusto di essere su una pista possibile e il seguente vi dirà di cambiare strada. Perché l'uomo delle castagne ha pensato a tutto e ricorda ogni cosa.
Gli altri, finti innocenti, hanno dimenticato…
▪ L'incipit del libro
Le foglie rosse e gialle planano attraversando la luce del sole e sull'asfalto bagnato che taglia il bosco come un fiume scuro e lucido. Al passaggio dell'auto di servizio bianca vorticano a mezz'aria per un istante, poi si posano sui mucchi che aderiscono al ciglio della strada.
Marius Larsen alza il piede dall'acceleratore e rallenta in curva, ricordando a se stesso che deve dire al servizio stradale del comune di passare a spazzare con le macchine. Le foglie che rimangono a terra troppo a lungo pregiudicano l'aderenza delle gomme e sono potenzialmente letali. L'ha già detto tante volte: fa l'agente da quarantuno anni, negli ultimi diciassette è stato a capo della stazione di polizia e ogni autunno deve tornare a far presente il problema. Ma non oggi, perché oggi parlerà con sua moglie. Le farà «il discorso».
Scorre nervosamente tra le frequenze dell'autoradio, ma non riesce a trovare ciò che cerca. Solo notizie su Gorbačëv e Reagan e congetture sulla caduta del muro di Berlino. È imminente, dicono. Può essere l'inizio di una nuova epoca.
Lo sapeva da tempo che prima o poi avrebbe dovuto affrontarla, e ancora non se la sente. Ma ormai manca solo una settimana al giorno in cui sua moglie crede che lo manderanno in pensione, perciò è arrivato il momento di dirle la verità. Che non può fare a meno del suo lavoro. Che ha sistemato le cose pratiche e deciso di rimandare. Che comunque non è pronto a stare a casa, a guardare la Ruota della fortuna seduto sul divano, a raccogliere le foglie in giardino e giocare a nascondino con i nipotini.
▪ La mia recensione
"In genere è in questo che è brava Thulin: a notare le piccole cose che possono avere importanza. Perché un tempo c'era abituata anche lei. A tornare a casa, chiudere a chiave la porta e notare i segni che stabilivano se sarebbe stata una giornata buona o cattiva".
L'uomo delle castagne, il romanzo di debutto del danese Søren Sveistrup è un ottimo thriller psicologico che, mai come in questo caso, ha saputo "catturarmi" sin dalla prima pagina (la scena iniziale vale da sola il prezzo del biglietto).
La trama è pressappoco questa: a Copenaghen la detective Naia Thulin e l'agente di collegamento con l'Europol Mark Hess, per nulla affiatati, si ritrovano costretti ad indagare su alcuni efferati omicidi di madri in giovane età. Uccisioni tutte accomunate da un insolito particolare: sulla scena del crimine viene lasciato un pupazzetto (fatto con castagne e fiammiferi) con le impronte digitali di una bambina scomparsa (e creduta morta) un anno prima. La soluzione finale, scaturita da una indagine molto accurata e meticolosa da parte dei due protagonisti, avrà dell'incredibile…
In questo romanzo c'è tutto quello che io voglio trovare in un thriller: personaggi complessi (e complessati), mistero, tensione, ritmo sempre alto, vendetta, traumi e riflessioni sulle motivazioni che hanno portato il cattivo di turno ad agire in quel modo.
La scrittura, pur essendo "soffocante" e molto cruda (i macabri dettagli non vengono risparmiati), è abbastanza scorrevole e perfettamente "visiva". Sveistrup ha saputo trascinarmi, letteralmente, nella storia mettendomi davanti a colpi di scena a ripetizione, a personaggi certamente non facili (i due personaggi hanno problemi, anche caratteriali, a più non posso) e ad una denuncia sociale che non lascia indifferenti (in questo romanzo viene affrontato il delicato tema degli abusi durante l'infanzia); anche se, come capita in moltissimi thriller nordici, situazioni e personaggi sono ammantati dai soliti cliché.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)


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