Aldo Cazzullo: Francesco. Il primo italiano
Formato: Kindle (744 KB)
Pagine: 267
Editore: HarperCollins Italia (16 settembre 2025)
ASIN: B0F7L6HQJ4
ISBN-13: 9788830595873
Data di acquisto: 15 aprile 2026
Letto dal 17 al 20 aprile 2026
▪️Sinossi
"Di uomini così, ne nasce uno ogni mille anni. Duemila anni fa abbiamo avuto Gesù. Nel millennio precedente avevamo avuto Buddha. Nel millennio successivo abbiamo avuto san Francesco. Vedremo cosa ci attende ora, in questo millennio appena cominciato. Che, se non daremo retta a san Francesco, per l'umanità potrebbe essere l'ultimo.”
Comincia così il nuovo libro di Aldo Cazzullo: Francesco. Il primo italiano.
Dopo lo straordinario successo del libro sulla Bibbia, l'autore affronta un altro tema religioso, inquadrandolo nella contemporaneità. Francesco è il primo italiano perché è fondamentale nel costruire l'identità italiana. Perché scrive la prima, splendida poesia in italiano: il Cantico delle Creature. Perché percorre l'Italia, dalle grandi città alla campagna, e inventa il presepe. E perché esprime il meglio (l'amore per il prossimo, il rispetto per tutte le creature, la cortesia, il buon umore) dell'animo degli italiani.
Cazzullo racconta la vita straordinaria di Francesco, la giovinezza piena di ideali cavallereschi, la rottura con il padre, la spoliazione, l'incontro con il Papa, fino al grande mistero: le stimmate. Miracolo che fa di lui il nuovo Gesù? O un modo inventato dalla Chiesa per relegarlo nel cielo e allontanarlo dalla terra? Lavorando direttamente sulle fonti medievali (a cominciare dalla prima biografia del santo, quella di Tommaso da Celano, condannata al rogo) e sugli studi più recenti di Jacques Le Goff e Chiara Frugoni, l'autore traccia anche la storia del francescanesimo attraverso i personaggi ispirati dal santo (sant'Antonio, Giotto, Dante, Cristoforo Colombo, padre Pio) fino al primo Papa chiamato Francesco.
▪️L'incipit del libro
Di uomini così, ne nasce uno ogni mille anni.
Duemila anni fa abbiamo avuto Gesù. Nel millennio precedente avevamo avuto Buddha. Nel millennio successivo abbiamo avuto san Francesco.
Vedremo cosa ci attende ora, in questo millennio appena cominciato. Che, se non daremo retta a san Francesco, se non seguiremo il suo amore per la natura e il suo rispetto per la dignità umana, potrebbe essere l'ultimo.
La storia di Gesù è nota. La raccontano i Vangeli, peraltro non così letti come crediamo che siano.
La storia di Buddha è stata narrata in molti testi e scolpita nella pietra di Borobudur, sull'isola di Giava. Borobudur è un tempio alto come una montagna: forse il luogo che più mi ha colpito al mondo, insieme con gli splendidi affreschi di Cimabue e del suo allievo Giotto nella basilica di San Francesco ad Assisi. La grande differenza è che ad Assisi c'è il vero volto di Francesco, il ritratto che vedete sulla copertina di questo libro. E c'è il suo corpo: nascosto, ritrovato, venerato. A Borobudur non c'è il corpo di Buddha, che fu arso sulla pira funebre. E vengono raccontate non una, ma molte storie: perché Buddha non è uno solo, così come il nostro tempo, il nostro mondo non è l'unico. Secondo il buddhismo, molti mondi si sono succeduti e si succederanno; e ognuno ha avuto il proprio Buddha.
Il Buddha "storico", quello del nostro tempo, era un principe. Si chiamava Siddharta Gautama, era figlio di un sovrano che regnava sull'attuale Nepal, alle pendici dell'Himalaya. E la sua storia ha sorprendenti punti di contatto - oltre a ovvie differenze - con quella di Francesco.
▪️La mia (brevissima) recensione
"La Chiesa, fino a Francesco, aveva insegnato agli uomini a essere umili perché si rendessero conto di quanto fossero cattivi. Francesco fu il primo, dopo Gesù, a insegnare agli uomini a essere umili perché potessero accorgersi di quanto fossero buoni. La povertà, l'amore, il rispetto degli altri, la sintonia con il creato, il considerare ogni creatura come sorella non sono atti contrari alla nostra natura; al contrario, le appartengono. Sono cose umane".
Parto subito da un presupposto: dopo averli letti entrambi, si può benissimo affermare che questo saggio di Aldo Cazzullo è decisamente più "abbordabile" rispetto all'analogo saggio di Alessandro Barbero. E più avanti vi spiego perché…
In Francesco. Il primo italiano, Aldo Cazzullo ha saputo miscelare molto bene la biografia del santo (immergendola anche nel contesto storico dell'epoca) con il lato mistico-religioso e la cultura "francescana". Alla fine, quindi, ecco emergere sia la guida spirituale, che il primo personaggio in grado di dare voce alla nascente idea di "Italia": San Francesco, giusto per fare un esempio, ha scritto il suo Cantico delle Creature in volgare e non, come era consuetudine in quel periodo, in latino; in questo modo ha piantato i primi semi della nostra cultura letteraria.
Altro punto di forza del libro è il fatto che, pur trattando di un uomo vissuto 800 anni fa, riesce a far emergere un ideale etico-sociale assolutamente attuabile nell'assurdo periodo storico che stiamo attraversando. Ecco, perciò, un Francesco giovane ribelle verso il padre e le consuetudini del tempo, che sceglie la povertà come libertà e che, fattore non secondario, riesce a parlare con semplicità con i potenti del suo tempo (il Papa ed il Sultano su tutti).
Un libro, quindi, profondo e coinvolgente per ritrovare la nostra identità tramite la bellezza del Creato.
Ah, dicevo delle differenze tra il libro di Barbero e questo di Cazzullo. Ebbene:
- Barbero ha fatto più che altro una sorta di revisione storico-critica (molto approfondita lo ammetto ma, alla lunga, abbastante spossante), Cazzullo si è limitato a "celebrare" il Santo ed a immergerlo nella cultura italiana (Giotto, Dante, ecc.);
- Barbero ci ha "presentato" un Francesco incoerente e duro; Cazzullo lo ha mostrato come… italiano;
- Barbero ha usato un taglio storico ed accademico; Cazzullo un taglio quasi tutto narrativo e divulgativo.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

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