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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

sabato 25 aprile 2026

Stefania Auci: L'alba dei Leoni


Stefania Auci: L'alba dei Leoni. La saga dei Florio, vol. 3 (Prequel)

Formato: Kindle (1.4 MB)
Pagine: 505
Editore: Casa Editrice Nord (13 gennaio 2026)
ASIN: B0G33MN2W5
ISBN-13: 9788842938361

Data di acquisto: 20 aprile 2026
Letto dal 20 al 25 aprile 2026

▪️Sinossi
1772. Bagnara Calabra è un pugno di terra rubato alla montagna, stretto tra rocce e mare. Scuro, compatto, chiuso. Ma è così, ed è la casa della famiglia Florio. Niente è facile, per loro, ogni cosa deve essere difesa con fatica e determinazione: dalla forgia di Vincenzo, uomo duro come il ferro che lavora, all'amore che Rosa, sua moglie, ha per i tanti figli che ha avuto e per i tanti che ha perso. Una vita fondata sull'orgoglio del proprio nome, sulla certezza che il presente è, insieme, un'eco del passato e la promessa del futuro. Almeno finché non arriva il destino a spezzare quei fili che sembravano così saldamente intrecciati: prima la fuga di un figlio, ribelle e sognatore, e la sua scoperta che la libertà è esaltante, ma si paga a caro prezzo; poi la natura, più matrigna che madre, che in pochi istanti sgretola case, uomini e speranze; e infine un sogno nuovo, lontano da Bagnara, in un'isola dove ci sono soldi e potere…
Perché, nel 1799, quando Paolo e Ignazio Florio arrivano a Palermo, non sanno quale sarà il loro destino, ma sanno cosa sono stati. Hanno lottato contro un padre che li voleva schiavi, contro la disperazione di chi ha perso tutto, contro le ombre delle persone amate e perdute. Una consapevolezza che segna l'intera storia dei Florio, dall'inizio alla fine.
E questo è l'inizio. Questa è l’alba dei Leoni di Sicilia.

▪️L'incipit del libro
Buio.
Se apre gli occhi, vede solo ombre fluttuanti. Al di là di esse, un mondo rovesciato.
Non può gridare; qualcosa - uno straccio, forse - gli chiude la bocca. Gli manca il respiro: ha la testa in un sacco, stretto al collo quanto basta perché non scivoli via. Le mani sono bloccate dietro la schiena da una corda che affonda nella carne. Quasi non sente più le dita. Sotto di sé, un corpo caldo, grosso, dall'odore rancido, che avanza, oscillando. Un cavallo? Un asino?
Muove freneticamente la testa, geme, singhiozza.
«Zittu!» Un colpo lo costringe a tacere. Dolore. Angoscia. Paura.
Ansima. Sta per morire, lo sente.
Mamma.
Il suo corpo non gli appartiene più, il buio lo confonde, il panico tradisce i sensi. Tiene le palpebre strette, perché vuole immaginare la luce, afferrare quell'idea per scaldarsi il cuore e ricordare la sua casa, la sua famiglia.
Singhiozza piano. In quel momento, senza peso e senza tempo, non sa nulla, non sa neppure se è ancora vivo, se quelli sono i suoi ultimi istanti prima che l'anima si stacchi dal corpo. Oppure se la sua carne sofferente si ostina a tenerlo incatenato alla vita.
Niente. Non è più sicuro di niente.


▪️La mia (brevissima) recensione
"Forse è vero che il destino esiste, e ride delle nostre scelte, e ci porta dove vuole lui, come fa il vento con le foglie secche, pensa. Forse davvero siamo degli illusi che pensano di essere padroni della vita quando non possediamo nulla di più del nostro respiro".
L'alba dei Leoni è il bellissimo prequel dell'altrettanto bellissima saga incentrata sulla famiglia Florio. Una ricostruzione che, seppur romanzata, è assolutamente ben documentata dal punto di vista storico ed attendibile.
Stefania Auci, quindi, ci fa tornare indietro nel tempo e ci porta direttamente all'alba dei tempi della famiglia Florio e, contemporaneamente, ci immerge nella Bagnara Calabra della seconda metà del 1700 costretta a fare i conti con l'estrema povertà, il brigantaggio, l'ordine sociale immutabile nel tempo e, soprattutto, il terremoto che, nel 1783, segna irrimediabilmente il destino di tutti i protagonisti del libro.
Romanzo corale, lo avrete certamente capito, che è riuscito far percepire l'asperità del paesaggio e la dura realtà quotidiana del tempo. La narrazione è fluida, rispettosa della "parte tragica" inerente il terremoto e molto intensa nella parte che riguarda i conflitti padre-figli. La scrittura, diversamente dai due volumi precedenti, è stata molto più riflessiva e passionale.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

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