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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

sabato 16 maggio 2026

Hayley Gelfuso: Il libro delle ore perdute


Hayley Gelfuso: Il libro delle ore perdute

Titolo originale: The Book of Lost Hours
Formato: Kindle (944 KB)
Pagine: 420
Editore: Casa Editrice Nord (5 maggio 2026)
ASIN: B0DS1BFJND
ISBN-13: 978-8842938606

Data di acquisto: 11 maggio 2026
Letto dal 12 al 16 maggio 2026

▪️Sinossi
«Misteri, segreti e un amore capace di sfidare il tempo. Semplicemente meraviglioso». The Irish Independent
«L'esordio originalissimo di un'autrice dall'immaginazione e dal talento straordinari. Hayley Gelfuso è una nuova, grande voce della narrativa». Glenn Cooper
Esiste un luogo che custodisce i ricordi di tutte le vite vissute…
Per Lisavet, tutto comincia a Norimberga una drammatica notte del 1938, quando una folla inferocita a caccia di ebrei assalta la sua casa. Per salvarla, suo padre apre una porta invisibile tramite un orologio speciale e spinge la figlia oltre la soglia buia, con la promessa di tornare presto a riprenderla. Quella porta non si aprirà più. E così Lisavet si ritrova bloccata in un luogo che pensava esistesse solo nelle favole della buonanotte raccontate dal padre. Una biblioteca infinita, nascosta tra le pieghe del tempo, dove sono allineati innumerevoli volumi che custodiscono i ricordi di tutti coloro che sono vissuti nel corso dei secoli. Ma Lisavet si rende conto di non essere sola. Ci sono altri con un orologio come quello di suo padre, uomini che combattono una guerra clandestina per il controllo della Storia, bruciando i ricordi delle persone condannate a essere cancellate dalla memoria del mondo. Ombra tra le ombre, Lisavet trascorre anni tra quegli scaffali, imparando a viaggiare nei ricordi altrui e cercando di salvare i volumi dati alle fiamme. Fino al giorno in cui qualcuno non si accorge di lei…
Per Amelia, tutto comincia a Boston una fredda mattina del 1965, quando eredita dallo zio, morto in circostanze misteriose, uno strano orologio. Al funerale, una sconosciuta dallo sguardo enigmatico le si avvicina per raccontarle una verità che ha dell'incredibile e metterla di fronte a un destino ineluttabile: raccogliere il testimone dello zio come guardiano del tempo e lottare contro chi vuole manipolare il corso della Storia. Una missione che condurrà Amelia a una scoperta sconvolgente sulla sua famiglia e sulla sua stessa identità.
Tradotto in più di venti Paesi e salutato dai lettori come uno degli esordi più originali degli ultimi anni, questo romanzo vorticoso supera i confini tra i generi letterari e ci interroga sul valore inestimabile della memoria.

▪️L'incipit del libro
1938, Norimberga, Germania
Nel 1938, nella città di Norimberga, un uomo raccontava alla figlia una favola della buonanotte. L'uomo era un orologiaio, discendente da una lunga stirpe di orologiai, e risiedeva nel quartiere ebraico della città. Misurava il tempo, come i suoi predecessori avevano fatto per due secoli.
«È ora di dormire, Lisavet. Hai già sentito abbastanza storie per stasera», disse l'orologiaio dopo che la figlia gli ebbe chiesto, per la terza volta, di raccontarle un'altra favola.
Fuori dalla finestra, il vento gelido di novembre spazzava le strade buie. L'orologiaio pensava al lavoro che lo attendeva al piano di sotto, nella bottega. Più precisamente, alla lettera che si trovava sulla sua scrivania, arrivata dall'America quella mattina.
«Non sono stanca. Voglio restare sveglia fino a quando non torna Klaus», disse Lisavet, imbronciata.
«Tuo fratello farà troppo tardi per aspettarlo alzata». L'uomo sorrise, vanificando il tentativo di farsi obbedire. Le accarezzò la testa, sapendo già che avrebbe ceduto. Con i capelli d'oro e gli occhi color caramello, sua figlia era la copia perfetta della defunta moglie.
Quando lei era viva, scherzava spesso sul fatto che avessero messo al mondo due versioni in miniatura di sé stessi: il figlio era tale e quale a lui, mentre la figlia era lei. Fisicamente era senz'altro vero ma, al di là dell'aspetto, Ezekiel Levy e suo figlio Klaus non avrebbero potuto essere più diversi. Klaus si muoveva a proprio agio nell'alta società e sognava di andare a scuola nella capitale, come sua madre. A somigliare davvero a Ezekiel era Lisavet. Era lei che passava le ore nel laboratorio del padre, a osservarlo incastrare con pazienza gli ingranaggi e le molle nei vecchi orologi rotti finché non riprendevano vita. Era lei che ogni mattina caricava gli orologi all'ingresso del negozio e contemplava in rispettoso silenzio quei capolavori di legno e metallo che cantavano al ritmo del tempo. E sarebbe stata lei, un giorno, a ereditare la bottega di famiglia e i segreti che custodiva.

▪️La mia recensione
"Il passato è il nostro specchio. Ci mostra chi siamo stati e che cosa siamo diventati. Ci sono persone che non sopportano il proprio riflesso e così lo cambiano, cancellando alcuni ricordi dalla faccia della Terra".
Ecco qui un debutto letterario degno di nota ed in grado di fondere insieme Storia reale (si parte dalla tragica "Kristallnacht" del 1938) e racconto fantasy, intrecciandoli attorno ad una sorta di magica biblioteca dei ricordi passati, accessibile tramite alcuni strani orologi (anche se, ad essere sinceri, non viene minimamente  spiegato come sia stato possibile idearli e realizzarli). Il libro delle ore perdute, in sintesi, analizza le reminiscenze di un singolo individuo (e le scelte che esso compie) e come queste si ripercuotono sulla collettività.
Una vera e propria favola moderna (ma la scena d'apertura è parecchio terribile) dal ritmo incalzante e, allo stesso tempo, emozionante e lievemente nostalgico. Una storia che parla di memoria e ricordi, passato da preservare, valori universali, perdita e tenacia.
Allo stesso tempo, tuttavia, ho avvertito un certo senso di "già visto" da qualche altra parte: non a caso, mentre leggevo questo libro ho ripetutamente pensato (ricordi e memoria… appunto!) al romanzo Il libro del destino di Grégory Samak ed alla bellissima saga de La biblioteca dei morti di Glenn Cooper.
Inoltre, scordatevi una trama lineare: in questo romanzo assisteremo ad una infinita sequela di salti e varchi temporali che, a volte, faranno perdere il filo della narrazione (vi perderete, letteralmente, nella storia).
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)

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