Buonvino: tutti i libri ispiratori e chi è l'inventore del commissario della serie TV
👉 fonte: Style Magazine del 14 maggio 2026
Conquistati dal comissario "alternativo" Giovanni Buonvino, interpretato nella miniserie Rai da Giorgio Marchesi? La serie, mix di crime e commedia social/romantica all'italiana, si conclude stasera con il secondo dei due episodi di questa prima stagione.
Più uomo che poliziotto. Più preso da dubbi e problemi che dai casi giudiziari. Giovanni Buonvino è un commissario "alternativo". Non è Rocco Schiavone. Ma neppure Coliandro o Vasco Benassi (il recente Uno sbirro in Appennino). In comunue con loro ha l'origine letteraria. Qui poi c'è qualcosa, nella sua potenziale e non realizzata brillante carriera in Polizia, che lo ricollega a certi personaggi pigri e umanissimi della commedia all'italiana cinematografica. Non a caso, nella prima puntata, lui stesso faceva riferimento a Brancaleone e alla sua pasticciona e pasticciata armata, dei due film interpretati da Vittorio Gassmann.
La vita l'ha portato altrove. Un errore, l'ufficio relazioni con il pubblico come punizione, quindi la nomina a commissario di Villa Borghese. Il Buonvino di Giorgio Marchesi è un mix di intuito, disciplina, rigore. Ma anche empatia e umanità, capacità di spronare chi gli sta accanto.
Così l'ha disegnato, letteralmente Walter Veltroni. Il giornalista/scrittore/ex sindaco di Roma (innamorato del cinema e anche regista), ha fatto da consulente alla serie TV di Michela Cocuzza dopo aver creato il suo commissario e la sua squadra. Ispirazioni, il cinema italiano e, dichiarata, la saga Rocco Schiavone di Antonio Manzini. Ma anche quella di I bastardi di Pizzolfalcone di Maurizio di Giovanni. Antieroi che reggono la scena e in cui il confine tra casi professionali e dubbi privati coesistono incrociandosi.
Buonvino non è Schiavone. Villa Borghese non è la napoletana Pizzofalcone. Eppure qualcosa in comune ce l'hanno ed è l'essere nati come esempi del nuovo crime letterario italiano. Con ambientazioni, caratteri e anche storie a cui siamo abituati, sono un'immersione nella nostra quotidiana realtà. Ci rispecchiamo in loro e ci ritroviamo nelle strade, anche metaforiche, in cui si muovono.
Veltroni il primo libro l'ha pubblicato nel 2019: Assassinio a Villa Borghese. Sono seguiti Buonvino e il caso del bambino scomparso (2020), C'è un cadavere al Bioparco (2021), Buonvino tra amore e morte (2023), Buonvino e il cerchio insanguinato (2024), Buonvino e l'omicidio dei ragazzi (2026). Tutti li trovate in libreria, editi da Marsilio. I due episodi di questa prima stagione della serie TV, sono tratti da Il caso del bambino scomparso e C'è un cadavere al Bioparco.
Da dove viene il nome/titolo? È stato lo stesso Walter Veltroni a rivelarlo: «L'ho chiamato così perché sono astemio. Per quanto riguarda le somiglianze, dopo tanti anni di "convivenza" è inevitabile che le vite si intreccino. Ci accomuna il carattere, perché è una persona che ama usare il cervello e non la pistola. Ama fare squadra. Si diverte con i suoi agenti e non è un solista».
Tolti i due ispiratori di questa prima stagione, restano altri 4 romanzi della saga. La direttrice Rai Fiction Maria Pia Ammirati, alla presentazione della serie disse: «Se dovesse andare bene faremo di corsa nuove puntate». La prima puntata, una settimana fa, ha centrato la missione: regina del prime time, con 3.355.000 spettatori e il 20.3% di share. Stasera la sfida è più ardua: su Rai 2 c'è la seconda semifinale di Eurovision 2026. Ma gli oltre 3 milioni di spettatori sono già motivanti: aspettiamo l'annuncio di una seconda stagione…

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