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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

venerdì 15 maggio 2026

Barbero: "Non è il numero dei libri letti a fare un buon narratore: pensate a Omero"


Barbero: "Non è il numero dei libri letti a fare un buon narratore: pensate a Omero"

👉 fonte: la Stampa

Alessandro Barbero e Giuseppe Laterza dialogano con Francesca Schianchi allo stand La Stampa del Salone del libro di Torino. Qui Barbero racconta il suo rapporto con i libri e la lettura, ricordando come da ragazzo leggesse anche un libro al giorno e fosse costretto a rileggere più volte gli stessi volumi. "I miei genitori, in fondo, non potevano comprarmi un libro al giorno", spiega. Tra i suoi desideri di lettura e immaginazione cita il fascino di incontrare figure storiche come Carlo Magno, ma anche persone comuni del suo tempo. Ripercorrendo la propria formazione, sottolinea come alcuni autori, come Salgari, siano stati riletti decine o centinaia di volte, dentro un universo di letture vastissimo e sempre in espansione. "Ma non mi è mai piaciuto fare classifiche".

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