Storia del libro tascabile ed economico: da Manuzio alla rivoluzione BUR e
Oscar Mondadori
Grazie alle collane economiche e ai tascabili, il libro diventa un oggetto
sempre più presente nella vita quotidiana. Analizziamo la storia delle collane
tascabili, dai primi esperimenti fino alle collane italiane Biblioteca
Universale Rizzoli e Oscar Mondadori, due modelli diversi ma in egual modo
promotori del processo culturale italiano
👉 fonte:
Solo Libri
I libri economici e tascabili, eredi dei libelli portatiles che
Aldo Manuzio stampa a Venezia nel Cinquecento, sono ormai una realtà
consolidata nel mercato editoriale. La loro fortuna moderna, a partire dagli
antenati enchiridia manuziani, nasce dall'idea di un libro più pratico
e maneggevole, privo della tradizionale copertina rigida e pensato per essere
prodotto a costi ridotti: si tratta, infatti, di edizioni in paperback,
caratterizzate da copertina flessibile e rilegatura in brossura. Proprio
questa maggiore economicità rende il libro più accessibile, favorendo la
circolazione presso un pubblico sempre più vasto. La loro vera diffusione
avviene soprattutto nel secondo dopoguerra, quando, nel tentativo di
ricostruire l'Italia anche dal punto di vista culturale, le principali case
editrici scelgono di lanciare delle collane singole, caratterizzate da un
prezzo accessibile e da un formato pratico. In questo scenario, il libro
economico non rappresenta soltanto una soluzione conveniente dal punto di
vista materiale, ma diventa anche un terreno su cui le case editrici
sperimentano nuove strategie editoriali e commerciali. La scelta dei testi,
l'aspetto grafico della copertina, il prezzo dichiarato, il formato e i canali
di vendita diventano elementi centrali per raggiungere lettori nuovi e non
necessariamente colti.
▪ Le prime collane economiche
Già tra Otto e Novecento, in Europa e in Italia, non mancano tentativi di
rendere il libro più economico e più diffuso: uno dei primissimi esperimenti
europei in questo senso, infatti, è l'uscita della
Universal-Bibliothek nel 1867, in Germania. Successivamente, anche in
Italia compaiono diverse esperienze editoriali di formato ridotto e prezzo
contenuto, che preparano il terreno alla grande esplosione del tascabile nel
secondo dopoguerra. Tra queste iniziative si ricordano la
Biblioteca Universale Sonzogno, la Biblioteca amena di Treves e
alcune collane degli anni Trenta come l'Universale Einaudi o i
Libri del pavone della casa editrice Mondadori. Tuttavia, è soprattutto
con la Biblioteca Universale Rizzoli e gli Oscar Mondadori che
il libro economico assume una forma stabile e riconoscibile, capace di
consolidarsi nel tempo.
▪ La Biblioteca Universale Rizzoli
Nel 1949, Angelo Rizzoli, fino a quel momento editore soprattutto di
periodici, decide di entrare nel mercato librario proprio con la Biblioteca
Universale Rizzoli. L'obiettivo è ambizioso: ampliare la ridotta fascia di
lettori in un Paese che, sul finire degli anni Quaranta, presenta ancora un
forte divario culturale e una grande arretratezza scolastica. In quest'ottica
vengono prediletti i grandi testi classici della letteratura, che risultano
anche più economici da stampare, essendo spesso ormai fuori diritti. Per
mantenere basso il prezzo di vendita, la collana si caratterizza fin da subito
per un aspetto essenziale: copertina priva di illustrazione, elemento
caratterizzante e riconoscibile dell'estetica della collana, e la semplice
rilegatura in brossura.
Il primo titolo pubblicato, emblematico dell'intento quasi "scolastico"
dell'iniziativa di Rizzoli, è proprio quello de I Promessi Sposi,
seguito da opere come Teresa Raquin di Emile Zola,
Il fantasma di Canterville di Oscar Wilde, le
Ultime lettere di Jacopo Ortis di Foscolo, I canti di Leopardi,
Otello di Shakespeare e tanti altri.
La tiratura iniziale della nuova collana è di 10.000 copie, che raddoppia
rapidamente grazie al successo dei primi numeri. In particolare
I promessi sposi, che alla fine raggiungerà complessivamente circa
150.000 copie, confermando la buona riuscita del progetto editoriale. In quasi
quindici anni, fino al 1972, la collana arriva al numero 2.487 con
Fatti e detti memorabili di Valerio Massimo. Negli anni successivi,
anche a causa della concorrenza crescente, soprattutto degli Oscar Mondadori,
la BUR subisce un ulteriore rinnovamento. Dal 1974 viene introdotta una nuova
grafica, accompagnata da un nuovo logo realizzato dal grafico statunitense
John Alcorn. Se la prima BUR era nata con lo scopo di democratizzare la
cultura e di offrire testi fondamentali ad un pubblico vasto, la collana
rinnovata si rivolge ad un lettore ormai fidelizzato e consapevole, non più
interessato ai grandi classici. Questo costringe la BUR a ridefinire
continuamente la propria identità, soprattutto nel panorama editoriale
contemporaneo, segnato dalla saturazione del mercato librario.
▪ Gli Oscar Mondadori
Nel 1965 Alberto Mondadori e Vittorio Sereni lanciano una
collana economica destinata a segnare un punto di svolta: gli
Oscar Mondadori, che oggi rappresentano quasi una casa editrice a parte
all'interno della stessa Mondadori. La rivoluzione degli Oscar riguarda
principalmente la loro forte riconoscibilità, frutto di una precisa strategia
editoriale e di marketing.
La grafica diventa un elemento centrale: il prezzo è indicato in modo ben
visibile in copertina, spesso in maniera più evidente rispetto al titolo
dell'autore. Inoltre, a differenza della BUR, la copertina è illustrata e a
colori, con uno stile realistico che richiama le locandine cinematografiche.
Non è un caso che nella prima uscita della collana, Addio alle armi di
Ernest Hemingway, venga raffigurato l'attore Rock Hudson, protagonista del
film tratto dal romanzo. Si tratta dunque di un prodotto per creare
familiarità e attrazione, rendendo più accessibile una cultura che fino a quel
momento poteva apparire distante o "difficile".
Un'altra intuizione decisiva è la scelta del canale distributivo: i titoli
degli Oscar non vengono venduti soltanto in libreria, ma soprattutto in luoghi
di passaggio e di consumo quotidiano, come edicole, tabaccherie, chioschi
delle stazioni e altri punti vendita. Anche per questo motivo la collana
ottiene rapidamente un successo di massa. Ancora oggi questi tascabili,
infatti, rappresentano una parte significativa del fatturato della casa
editrice, superando i 4.000 titoli in catalogo e articolandosi in numerose
sottocollane, tra cui ad esempio i Gialli Mondadori.
Così, grazie alle collane economiche e ai tascabili, il libro diventa un
oggetto sempre più presente nella vita quotidiana: non più riservato ai ceti
più abbienti, ma accessibile anche a un pubblico più ampio, mediamente colto e
non necessariamente scolarizzato. La lettura e soprattutto la grande
letteratura, di conseguenza, non rimangono confinate a un ambito
esclusivamente alto o accademico, ma si sposta progressivamente verso una
dimensione più laica e legata al tempo libero, trasformandosi in un'abitudine
di massa.

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