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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

lunedì 25 maggio 2026

Storia del libro tascabile ed economico: da Manuzio alla rivoluzione BUR e Oscar Mondadori


Storia del libro tascabile ed economico: da Manuzio alla rivoluzione BUR e Oscar Mondadori
Grazie alle collane economiche e ai tascabili, il libro diventa un oggetto sempre più presente nella vita quotidiana. Analizziamo la storia delle collane tascabili, dai primi esperimenti fino alle collane italiane Biblioteca Universale Rizzoli e Oscar Mondadori, due modelli diversi ma in egual modo promotori del processo culturale italiano

👉 fonte: Solo Libri

I libri economici e tascabili, eredi dei libelli portatiles che Aldo Manuzio stampa a Venezia nel Cinquecento, sono ormai una realtà consolidata nel mercato editoriale. La loro fortuna moderna, a partire dagli antenati enchiridia manuziani, nasce dall'idea di un libro più pratico e maneggevole, privo della tradizionale copertina rigida e pensato per essere prodotto a costi ridotti: si tratta, infatti, di edizioni in paperback, caratterizzate da copertina flessibile e rilegatura in brossura. Proprio questa maggiore economicità rende il libro più accessibile, favorendo la circolazione presso un pubblico sempre più vasto. La loro vera diffusione avviene soprattutto nel secondo dopoguerra, quando, nel tentativo di ricostruire l'Italia anche dal punto di vista culturale, le principali case editrici scelgono di lanciare delle collane singole, caratterizzate da un prezzo accessibile e da un formato pratico. In questo scenario, il libro economico non rappresenta soltanto una soluzione conveniente dal punto di vista materiale, ma diventa anche un terreno su cui le case editrici sperimentano nuove strategie editoriali e commerciali. La scelta dei testi, l'aspetto grafico della copertina, il prezzo dichiarato, il formato e i canali di vendita diventano elementi centrali per raggiungere lettori nuovi e non necessariamente colti.

Le prime collane economiche
Già tra Otto e Novecento, in Europa e in Italia, non mancano tentativi di rendere il libro più economico e più diffuso: uno dei primissimi esperimenti europei in questo senso, infatti, è l'uscita della Universal-Bibliothek nel 1867, in Germania. Successivamente, anche in Italia compaiono diverse esperienze editoriali di formato ridotto e prezzo contenuto, che preparano il terreno alla grande esplosione del tascabile nel secondo dopoguerra. Tra queste iniziative si ricordano la Biblioteca Universale Sonzogno, la Biblioteca amena di Treves e alcune collane degli anni Trenta come l'Universale Einaudi o i Libri del pavone della casa editrice Mondadori. Tuttavia, è soprattutto con la Biblioteca Universale Rizzoli e gli Oscar Mondadori che il libro economico assume una forma stabile e riconoscibile, capace di consolidarsi nel tempo.

La Biblioteca Universale Rizzoli
Nel 1949, Angelo Rizzoli, fino a quel momento editore soprattutto di periodici, decide di entrare nel mercato librario proprio con la Biblioteca Universale Rizzoli. L'obiettivo è ambizioso: ampliare la ridotta fascia di lettori in un Paese che, sul finire degli anni Quaranta, presenta ancora un forte divario culturale e una grande arretratezza scolastica. In quest'ottica vengono prediletti i grandi testi classici della letteratura, che risultano anche più economici da stampare, essendo spesso ormai fuori diritti. Per mantenere basso il prezzo di vendita, la collana si caratterizza fin da subito per un aspetto essenziale: copertina priva di illustrazione, elemento caratterizzante e riconoscibile dell'estetica della collana, e la semplice rilegatura in brossura.
Il primo titolo pubblicato, emblematico dell'intento quasi "scolastico" dell'iniziativa di Rizzoli, è proprio quello de I Promessi Sposi, seguito da opere come Teresa Raquin di Emile Zola, Il fantasma di Canterville di Oscar Wilde, le Ultime lettere di Jacopo Ortis di Foscolo, I canti di Leopardi, Otello di Shakespeare e tanti altri.
La tiratura iniziale della nuova collana è di 10.000 copie, che raddoppia rapidamente grazie al successo dei primi numeri. In particolare I promessi sposi, che alla fine raggiungerà complessivamente circa 150.000 copie, confermando la buona riuscita del progetto editoriale. In quasi quindici anni, fino al 1972, la collana arriva al numero 2.487 con Fatti e detti memorabili di Valerio Massimo. Negli anni successivi, anche a causa della concorrenza crescente, soprattutto degli Oscar Mondadori, la BUR subisce un ulteriore rinnovamento. Dal 1974 viene introdotta una nuova grafica, accompagnata da un nuovo logo realizzato dal grafico statunitense John Alcorn. Se la prima BUR era nata con lo scopo di democratizzare la cultura e di offrire testi fondamentali ad un pubblico vasto, la collana rinnovata si rivolge ad un lettore ormai fidelizzato e consapevole, non più interessato ai grandi classici. Questo costringe la BUR a ridefinire continuamente la propria identità, soprattutto nel panorama editoriale contemporaneo, segnato dalla saturazione del mercato librario.

Gli Oscar Mondadori
Nel 1965 Alberto Mondadori e Vittorio Sereni lanciano una collana economica destinata a segnare un punto di svolta: gli Oscar Mondadori, che oggi rappresentano quasi una casa editrice a parte all'interno della stessa Mondadori. La rivoluzione degli Oscar riguarda principalmente la loro forte riconoscibilità, frutto di una precisa strategia editoriale e di marketing.
La grafica diventa un elemento centrale: il prezzo è indicato in modo ben visibile in copertina, spesso in maniera più evidente rispetto al titolo dell'autore. Inoltre, a differenza della BUR, la copertina è illustrata e a colori, con uno stile realistico che richiama le locandine cinematografiche.
Non è un caso che nella prima uscita della collana, Addio alle armi di Ernest Hemingway, venga raffigurato l'attore Rock Hudson, protagonista del film tratto dal romanzo. Si tratta dunque di un prodotto per creare familiarità e attrazione, rendendo più accessibile una cultura che fino a quel momento poteva apparire distante o "difficile".
Un'altra intuizione decisiva è la scelta del canale distributivo: i titoli degli Oscar non vengono venduti soltanto in libreria, ma soprattutto in luoghi di passaggio e di consumo quotidiano, come edicole, tabaccherie, chioschi delle stazioni e altri punti vendita. Anche per questo motivo la collana ottiene rapidamente un successo di massa. Ancora oggi questi tascabili, infatti, rappresentano una parte significativa del fatturato della casa editrice, superando i 4.000 titoli in catalogo e articolandosi in numerose sottocollane, tra cui ad esempio i Gialli Mondadori.
Così, grazie alle collane economiche e ai tascabili, il libro diventa un oggetto sempre più presente nella vita quotidiana: non più riservato ai ceti più abbienti, ma accessibile anche a un pubblico più ampio, mediamente colto e non necessariamente scolarizzato. La lettura e soprattutto la grande letteratura, di conseguenza, non rimangono confinate a un ambito esclusivamente alto o accademico, ma si sposta progressivamente verso una dimensione più laica e legata al tempo libero, trasformandosi in un'abitudine di massa.

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