Gli scrittori hanno appena eletto il più grande romanzo di tutti i tempi
La classifica curata da The Guardian
👉 fonte: Esquire.com
Non soltanto scrittori, anche critici e accademici. 172 addetti ai lavori in tutto per scegliere i 100 romanzi più grandi della storia della letteratura pubblicati in inglese, ordinati in una classifica fino al numero uno. È l'operazione titanica dello stimato quotidiano britannico Guardian, appena giunta a compimento, realizzata attraverso un sondaggio che ha coinvolto personalità da tutto il mondo. A ciascuna è stato chiesto di indicare i propri dieci romanzi preferiti in ordine di preferenza: i titoli sono stati poi ponderati in base alla frequenza delle citazioni e al peso attribuito alla posizione in classifica, producendo una graduatoria finale che spazia attraverso i secoli, fino alla narrativa contemporanea.
Tra i votanti figurano alcuni dei nomi più importanti della letteratura mondiale contemporanea: Salman Rushdie, Ian McEwan, Anne Enright, Colm Tóibín, Bernardine Evaristo, Maggie O'Farrell, Stephen King, Lorrie Moore, Jennifer Egan, Michael Chabon, Elif Shafak e tanti altri.
Il miglior romanzo di sempre, scelto dagli autori. Si tratta di Middlemarch, pubblicato a puntate tra il 1871 e il 1872 da George Eliot.
"Il sesto romanzo di Eliot è ampiamente riconosciuto come il suo capolavoro - si legge sul sito di The Guardian -. Sebbene avesse inizialmente pianificato di scrivere due libri separati, Eliot li unì per creare un'epopea dalla trama complessa che esplora il lavoro e il matrimonio, l'ambizione e la creatività, l'egoismo e lo spirito di comunità, sullo sfondo di cambiamenti politici, sociali e tecnologici". Un bestseller capace di "plasmare la letteratura in lingua inglese".
Quella del Guardian non è un'iniziativa isolata. Anche il New York Times e la rivista di cinema Sight & Sound hanno costruito le proprie classifiche con un metodo simile: un sondaggio tra esperti a cui viene chiesto di indicare i propri titoli preferiti. I voti vengono poi aggregati per produrre una graduatoria finale. L'approccio aiuta a trasformare il gusto collettivo di una comunità di esperti in qualcosa di misurabile, pur restando consapevolmente soggettivo.

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