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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

martedì 30 gennaio 2024

Stephen King: Later

Stephen King: Later

Titolo originale: Later
Formato: Kindle (983 KB)
Pagine: 287
Editore: Sperling & Kupfer (2 marzo 2021)
ASIN: B08WPHJYTS

Data di acquisto: prenotazione del 16 febbraio 2021
Letto dal 30 novembre al 7 dicembre 2021

Sinossi
Solo i morti non hanno segreti.
Jamie Conklin ha proprio l'aria di un bambino del tutto normale, ma ci sono due cose che lo rendono invece molto speciale: è figlio di una madre single, Tia, che di mestiere fa l'agente letterario, e soprattutto ha un dono soprannaturale. Un dono che la mamma gli impone di tenere segreto, perché gli altri non capirebbero. Un dono che lui non ha chiesto e che il più delle volte non avrebbe voluto. Ma questo lo scoprirà solo molto tempo dopo. Perché la prima volta che decide di usarlo è ancora troppo piccolo per discernere, e lo fa per consolare un amico. E quando poi è costretto a usarlo lo fa per aiutare la mamma, lo fa per amore. Finché arriva quella dannata volta, in cui tutto cambia, e lui è già un ragazzino, che non crede più alle favole. Jamie intuisce già, o forse ne è addirittura consapevole, che bene e male non sono due entità distinte, che alla luce si accompagnano sempre le tenebre. Eppure sceglie, sceglie la verità e la salvezza. Ma verità e salvezza, scoprirà tempo dopo, hanno un prezzo. Altissimo.
Later è una nuova variazione King sul tema del bene e del male, un romanzo, come sempre, pieno di emozione e tenerezza nei confronti dell'infanzia e della perdita dell'innocenza, ma anche una riflessione matura sulla nostra possibilità di scegliere. Con un tocco di affettuosa ironia nei confronti dell'operoso mondo che ruota attorno a un grande autore.

L'incipit del libro
Non mi piace cominciare con delle scuse - probabilmente esiste anche una regola che lo vieta, come non finire mai una frase con una preposizione -, ma dopo aver letto le trenta pagine abbondanti che ho scritto finora, mi sento in dovere di farlo. Le scuse riguardano una certa parola che mi ostino a utilizzare. Ho imparato diverse parolacce da mia madre e ne faccio uso da quando ero piccolo (come scoprirete), ma questa è di sole quattro lettere. La parola in questione è dopo nel senso di «tempo dopo» o «l'ho scoperto dopo» o «me ne sono reso conto solo dopo». So che è ripetitiva, però non avevo scelta, perché la mia storia inizia quando credevo ancora in Babbo Natale e nella Fatina dei denti (anche se già a sei anni avevo i miei dubbi). Ora di anni ne ho ventidue, e anche questo indica un dopo, giusto? Immagino che quando ne avrò quaranta - sempre ammesso che non muoia prima -, ripenserò a quello che credevo di aver capito a ventidue anni e mi renderò conto che a diverse cose non ero ancora arrivato. C'è sempre un dopo, adesso lo so. Almeno finché non moriamo. A quel punto, immagino che esisterà solamente un prima.
Mi chiamo Jamie Conklin, e una volta ho disegnato un tacchino per il Giorno del Ringraziamento che pensavo fosse una vera figata. Non molto tempo dopo, ho scoperto che in realtà faceva cagare. A volte la verità è un autentico schifo.
Credo che questa sia una storia dell'orrore. A voi stabilirlo.

La mia (brevissima) recensione
"Perfino un bambino le capisce certe cose, se non è un po' svitato. Si dice per favore, si dice grazie, non si sventola il pisellino davanti agli altri e non si mangia con la bocca aperta, ma soprattutto non si parla con i morti quando si trovano accanto ai vivi, che hanno appena cominciato a sentirne la mancanza".
Una lettura gradevole e scorrevole. Alcune idee sono veramente buone anche se, a volte, ho avuto l'impressione come se King non sapesse esattamente dove volesse andare a parare. In realtà, per dirla tutta, sembra più una raccolta di episodi buttati qua e là ed accomunati dallo stesso protagonista.
📌 Voto: ⭐⭐⭐ (3 su 5)

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