Angela Marsons: Un grido fatale. Kim Stone, vol. 13
Titolo originale: Death Score
Formato: Kindle (2.0 MB)
Pagine: 404
Editore: Newton Compton Editori (9 settembre 2025)
ASIN: B0FJZ6DCT7
ISBN-13: 9788822794376
Data di acquisto: 25 novembre 2025
Letto dal 23 dicembre 2025 al 1° gennaio 2026
▪️Sinossi
«Angela Marsons è amata sia in patria che a casa nostra».
Robinson - La Repubblica
Due vittime uccise con la stessa modalità, messaggi inquietanti che nascondono
il grido d'aiuto di un assassino che vorrebbe essere fermato. Riuscirà la
detective Kim Stone a sentirlo e a porre fine a un incubo?
Un'indagine di Kim Stone.
In un affollato centro commerciale, c'è una bambina da sola che stringe un
orsacchiotto, aggrappandosi a lui in assenza di sua madre, Katrina. Ore dopo,
il corpo privo di vita della donna viene scoperto in un edificio abbandonato.
Sembrerebbe un omicidio come tanti altri, ma l'istinto della detective Kim
Stone le suggerisce che c'è molto di più dietro questa morte. Qual era il
movente per uccidere una giovane madre che andava a fare shopping con la
figlia? Giorni dopo, una seconda vittima viene trovata in un parco, con l'osso
del collo spezzato esattamente come Katrina; inoltre, si sono perse le tracce
del figlio di sei anni che era con lei. Kim e i suoi colleghi lottano per fare
progressi in quello che sta rapidamente diventando un caso molto complesso. E
quando una lettera scritta a mano dall'assassino e contenente una richiesta
d'aiuto giunge sulla sua scrivania, Kim capisce che il tempo a disposizione
per riportare a casa il bambino vivo sta per scadere. Con il supporto di un
grafologo e una profiler, Kim e la sua squadra iniziano a entrare nella mente
del serial killer e fanno una scoperta sconvolgente. Ci sono dei graffi sul
corpo delle vittime, ma non sono segni casuali: l'assassino li sta usando per
comunicare con qualcuno. La domanda è: con chi?
Se Kim non riuscirà a
identificare presto questa persona, un altro innocente morirà.
▪️L'incipit del libro
«Mamma, mamma, guarda», esclamo, alzando un braccio. Cerco di non piangere, ma
una lacrima mi sfugge e scende lungo una guancia. Meno male che l'ho raggiunta
in tempo alla porta.
«Non adesso, tesoro, sono in ritardo per andare al lavoro», risponde, senza
nemmeno guardarmi.
«Ti prego, mamma, fa male», insisto, sollevando ancora di più il braccio verso
di lei. «Guarda, c'è anche un segno rosso».
Appoggia la borsa e mi afferra il braccio. La sua espressione è diventata
dura. Capisco che le sto dando fastidio. Anche questo mi fa male, ma in un
altro modo.
«Dove?», domanda, secca.
Faccio un passo indietro e indico. «Qui».
Lei osserva meglio. «Non c'è niente. Non dire stupidaggini».
Non riesco più a trattenermi e piango. Vorrei abbracciarle le gambe e
impedirle di andarsene. Davvero mi fa male. E mi brucia ancora dove mi ha
stretto.
Mi lascia il braccio e mi spinge via piano.
«E non disturbare il papà con le tue sciocchezze. Ha una videoconferenza
importante, stamattina».
▪️La mia recensione
"Non c'era sangue, non c'erano ferite, non c'erano lividi, non c'era
sofferenza, non c'erano emozioni. Era quasi una categoria di omicidio
diversa: educato, gentile, ammodo. Senza troppa violenza. Senza sporcare
nulla".
Leggendo questo nuovo romanzo su Kim Stone capirete perché la britannica
Angela Marsons è una delle mie scrittrici preferite. E, per giunta, anche se
siamo ormai al tredicesimo volume, non è assolutamente ripetitivo. Anzi…
La storia contenuta in Un grido fatale parte subito col botto: due
omicidi, commessi a poche ore di distanza uno dall'altro, che mettono quasi in
competizione la detective Kim Stone e la sua squadra contro un assassino
seriale, abbastanza tormentato e, incredibile a dirsi, smanioso di essere
fermato! Già la scena iniziale vale da sola il prezzo del biglietto: in un
negozio, una bambina stretta al suo orsacchiotto è da sola, mentre la sua
mamma sembra essere scomparsa nel nulla. Verrà ritrovata poco dopo senza vita…
Da qui in poi, con il ritmo narrativo che cresce sempre di più, si avrà tutto
un tripudio di forti emozioni, colpi di scena a ripetizione e momenti di
riflessione.
Kim Stone, lo sappiamo bene, ha un bel "caratterino": ruvida (almeno
all'esterno) ed allergica alle formalità ma assolutamente umana. E questa
volta dovrà vedersela anche con un assassino che, come detto poco fa, gli
lancia un grido d'aiuto. Ma merita una menzione speciale anche la sua squadra:
Bryant, Stacey e Penn non agiscono solo da comprimari, ma hanno il loro arco
narrativo (con le loro vite e le loro emozioni) in virtù dell'indagine stessa.
Altra figura degna di nota è quella di Tracy Frost, la cinica giornalista
presente in ogni libro della saga. Sembrerebbe il classico personaggio "di
contorno"… invece sta lì a rappresentare il giornalismo scandalistico dei
titoli "ad effetto". Usa l'antipatia e la cattiveria come scudo (ma leggendo
il libro scopriremo il perché); il rapporto di rispetto-odio tra lei e Kim
Stone è uno dei momenti più interessanti dell'intera serie: mentre Kim cerca
la verità (e la giustizia) per le vittime, Tracy cerca la verità per il
pubblico e per sé stessa. Eppure, molto spesso, il suo aiuto ed i suoi metodi
alquanto discutibili (con l'etica professionale che va quasi a farsi benedire)
si rivelano determinanti nel risolvere il caso. Ecco, la figura di Tracy Frost
sta tutta in questa frase pronunciata dalla stessa Kim Stone: "Non capisco se
è una brava persona o una giornalista amorale e capace di tutto".
La Marsons, ancora una volta, al thriller vero e proprio affianca temi sociali
molto delicati: in questo caso si parla di fragilità umana e traumi infantili.
Un thriller, quindi, che non è solo fine a se stesso ma, vive e si nutre di
silenzi, esclusioni, errori e segni inquietanti trovati sulle varie scene del
crimine.
Un grido fatale, perciò, è fortemente consigliato a chi adora i
thriller investigativi e le storie che si intrecciano con il sociale.
📌 Voto: 🔵🔵🔵🔵🔵 (4 su 5)

