"Pseudobiblion": libri immaginari, che (forse) non sono mai stati
scritti…
Non mancano i casi in cui gli pseudobiblia assumono una notorietà
equivalente (o addirittura superiore) a quella del libro che li ospita. Ma di
cosa parliamo? Gli pseudobiblia (dal greco "falsi libri”) sono quel "genere di
romanzi che non sono mai stati scritti, ma che comunque vengono considerati
reali, poiché così definiti all'interno di altre opere che li menzionano. Una
forma di non-racconto che si sviluppa oltre la finzione, insomma; per (far
finta) di saperne di più, ecco una serie di opere, (forse) inesistenti, che
fanno riflettere su quanto le storie che riteniamo vere possano infine
scaturire da una narrazione fittizia
👉 fonte: il Libraio
Avete mai avuto a che fare con un romanzo che è davvero impossibile
completare? Uno che "ne avete sempre sentito parlare", ma che non riuscite a
leggere se non per qualche misero capitolo? E non ci riferiamo certo ai
famigerati romanzi mattone (quelli difficilissimi da portare a termine per
tematica, complessità o dimensione) quanto piuttosto ai cosiddetti pseudobiblia (dal greco "falsi libri"), quel genere di volumi che non sono
mai stati scritti ma che comunque vengono considerati reali poiché così
definiti all'interno di altre opere che li menzionano.
Una forma di non-racconto che si sviluppa oltre la finzione, a ben vedere;
utilizzato nei grandi classici del passato quale strumento per introdurci alla
narrazione (si guardi allo "scartafaccio" de I Promessi sposi, il finto
manoscritto da cui sarebbe stata tratta la vicenda di Renzo e Lucia) nel
contesto contemporaneo lo pseudobiblion si specializza ulteriormente,
contribuendo allo sviluppo di spin-off e/o di operazioni sequel anche laddove
non era nelle intenzioni dell'autore (come per il franchise di Animali fantastici e dove trovarli nel contesto di Harry Potter).
Quei casi in cui gli pseudobiblia assumono una notorietà equivalente (o
addirittura superiore) a quella del libro che li ospita. Già, perché nonostante non ci sia dato conoscerli se non attraverso una
manciata di frammenti, vi sono casi in cui gli pseudobiblia
assumono una notorietà equivalente o addirittura superiore a quella del libro
che li ospita, emancipandosi da esso quasi fossero un romanzo che promana da
un romanzo. Il che è davvero affascinante.
Per conoscere quindi le varie motivazioni che conducono un falso libro ad
assumere una vita propria, ecco una selezione di pseudobiblia che fanno
riflettere sul potere della parola e su quanto le storie che riteniamo vere
possano in realtà scaturire da una narrazione del tutto fittizia (soprattutto
nell'epoca delle leggende metropolitane, del deepfake e dellA.I.
generativa).
▪️Il Necronomicon di H.P. Lovecraft, un vero e finto pseudobiblion
Nato sulla falsariga dei grandi testi esoterici mai confermati (come il Libro
di Thot nella storia di Setnau Khaemuast o il Libro di Dzyan ne La Dottrina
segreta di Helena Petrovna Blavatsky), il Libro dei morti dell'Arabo Pazzo
Alhazred non soltanto è il più famoso pseudobiblion mai-scritto-per-davvero,
ma anche quello che ha acquisito maggiore autonomia rispetto alla leggenda che
fa da cornice al suo ritrovamento. E che di fatto non è mai avvenuto (pur
essendo altrimenti asserito da H.P. Lovecraft in Tutti i romanzi e i racconti,
Newton & Compton, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco). Una lore così
ben congegnata da estendersi ben oltre i capitoli dell'opera stessa; e se nel
panorama letterario la mitologia di Cthulhu viene a più riprese citata dai
principali autori horror-fantasy (Stephen King, Valerio Evangelisti e Neil
Gaiman, solo per citarne alcuni), c'è anche chi sostiene di essere entrato in
possesso di una copia del manoscritto originale. Come Lyon Sprague De Camp, lo
scrittore americano che, sul finire degli anni '60, per primo coniò il termine pseudobiblion.
▪️La vera vita di Sebastian Knight di Vladimir Nabokov, una (falsa) biografia
mai vissuta
Raccontare un'esistenza di fantasia attraverso una serie di pseudobiblia può
apparire un nonsense letterario, eppure è questo lo sforzo narrativo che
Vladimir Nabokov compie nel suo primo libro in lingua inglese (per Adelphi,
traduzione di Germana Cantoni De Rossi). Quando il romanziere russo Sebastian
Knight muore all'improvviso, il fratellastro V. decide di ripercorrerne "la
vera vita" attraverso i romanzi (e le relazioni) che si è lasciato alle
spalle. Tra i tanti (che impreziosiscono la detective story) è senza dubbio
Oggetti smarriti quello che contiene il maggior numero di indizi
autobiografici (dal rapporto confidenziale con l'ex segretario Mr. Goodman a
quello viscerale con l'amata madre). Ma è tuttavia nell'ultimo libro,
L'asfodelo incerto, che davvero si rintraccia la finalità poetica di Nabokov;
immaginare un romanzo senza fine in cui realtà e finzione si sovrappongono
l'una sull'altra senza possibilità di distinzione alcuna: "un uomo sta
morendo: lo si sente andare a fondo per tutto il libro; (…). L'uomo è il
libro; il libro stesso ansima e muore".
▪️ Misery di Stephen King, il feticcio letterario di Annie Wilkes
Autore prolifico con all'attivo più di 65 opere (ivi comprese quelle firmate
sotto gli pseudonimi di Richard Bachman e John Swithen), ai vari romanzi
scritti da Stephen King andrebbero (per gioco) aggiunti i tanti pseudobiblia
che raccontano la vita di Misery Chastain (Sperling & Kupfer, traduzione
di Tullio Dobner). In particolare, oltre ai quattro volumi iniziali si
potrebbe di certo contare Il ritorno di Misery, capitolo finale della saga che
Paul Sheldon è costretto a completare durante la prigionia a casa della
serial-killer, ora disperata per la morte dell'amata eroina. Salvo poi
gettarlo nelle fiamme (ma è soltanto una messinscena per non concedere ad
Annie Wilkes la soddisfazione di vedere risuscitata la sua beniamina Misery).
Tant'è che, a seguito di una colluttazione con l'aguzzina (che morirà con il
cranio fracassato da una macchina da scrivere) lo scrittore manderà comunque
alle stampe il vero manoscritto. Che si rivelerà, oltretutto, la sua storia di
maggior successo.
▪️The Bromance Book Club di Lyssa Kay Adams, uno pseudobiblion alla Bridgerton
Uno pseudobiblion in stile regency per salvare un matrimonio in crisi;
inserito fra i capitoli del The Bromance Book Club di Lyssa Kay Adams
(Mondadori, traduzione di Paola Molica), Alla corte della contessa è il finto
romanzo rosa cui il protagonista Gavin Scott si affida per riconquistare la
moglie Thea, madre delle sue gemelline Amelia ed Ava. Un tentativo, a tratti
maldestro, di apprendere da Lord Benedict Charles Arthur Seymour
l'antichissima arte del corteggiamento; ma nonostante Gavin metterà in pratica
tutti i suggerimenti proposti dal conte di Latford (baciamano, vezzeggiativi
e mazzi di fiori compresi) ciò che imparerà a sue spese è che, nel rapporto
con l'altro sesso, a fare la differenza non sono tanto i manierismi quanto il
saper comunicare le proprie emozioni. Fanno parte della stessa saga anche i
successivi Undercover Bromance e Crazy Stupid Bromance, con i vari membri del
Book Club sempre intenti ad affrontare i problemi di coppia attraverso la
lettura dei loro romance preferiti: gli pseudobiblia.
▪️Fairy Oak di Elisabetta Gnone, una fantasy pseudobiblioteca
Nella pseudobiblioteca di zia Tomelilla è conservato altresì il Libro Antico
di Fairy Oak, leggendario manoscritto che la nipotina Pervinca riceve in dono
nel secondo volume della saga di Elisabetta Gnone, L'incanto del buio
(Salani). In esso è raccontato non soltanto il momento della fondazione del
villaggio (quando magici e nonmagici ancora convivevano in armonia), ma anche
la prima apparizione del Terribile 21, il violento elementale che ha come
unico scopo quello di far scendere le tenebre sulla Valle di Verdipiano. Che
cattivone senza scrupoli! Per fortuna che all'interno del tomo sono altresì
contenuti numerosi passaggi su come l'antenata Mentafiorita dei Sentieri (una
Strega della Luce) sia in passato riuscita a sconfiggerlo grazie all'aiuto
della sua migliore amica Scarlet-Violet Pimpernel (una Strega del Buio). Senza
dubbio un valido supporto per le due sorelline Vaniglia e Pervinca, ora che un
inquietante incubo ne funesta il sonno giorno e notte…
▪️Il futuro della verità di Werner Herzog, la falsità del presente
Pur non trattando di pseudobiblia in senso stretto, Il futuro della verità di
Werner Herzog (Feltrinelli, a cura di Nicoletta Giacon) ci interroga sul
rapporto fra realtà e finzione attraverso un'indagine di ampio respiro sul
concetto di falsa informazione, in epoca contemporanea e non. Ciò che ne
emerge è un'idea di verità sempre più slegata da una mera dimensione empirica,
tanto più oggi che la gran parte dei "dati fattuali" possono essere manipolati
a causa delle intelligenze artificiali generative. E fra i tanti dubbi storici
affrontati (dalla battaglia di Qadesh del 1274 a.C. alle teorie raeliane
sulla genesi extraterrestre della specie umana) il regista bavarese ci
racconta altresì della prima fake news di sempre, quella dei falsi diari di
Hitler. Una truffa editoriale davvero ben congegnata che, all'inizio degli
anni ottanta, vide un falsario tedesco vendere a un incauto collezionista una
serie di memoir nazisti che poi erano invece di suo pugno compilati. Traendo
così in inganno tanto l'opinione pubblica, quanto le principali testate
giornalistiche dell'epoca.
E per chi cercasse qualche altro pseudobiblion da cominciare (e mai finire),
qui di seguito ulteriori consigli di non-lettura che siamo sicuri
apprezzerete, almeno per finta:
Il libro di sabbia di Jorge Luis Borges (Adelphi, traduzione di Elide
Carmignani)
Shadowhunters. The mortal instruments di Cassandra Clare (Mondadori)
Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino (Mondadori)
Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams (Mondadori, traduzione
di Pier Luigi Gaspa)
Manoscritto trovato a Saragozza di Jan Potocki (Guanda, traduzione di Giovanni
Bogliolo)
Gargantua e Pantagruele di François Rabelais (Einaudi, a cura di Mario
Bonfantini)
L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafrón (Mondadori, traduzione di Lia Sezzi)
Le fiabe di Beda il Bardo di J.K. Rowling (Salani, traduzione di Luigi
Spagnol)

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