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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

giovedì 8 gennaio 2026

"Pseudobiblion": libri immaginari, che (forse) non sono mai stati scritti…


"Pseudobiblion": libri immaginari, che (forse) non sono mai stati scritti…
Non mancano i casi in cui gli pseudobiblia assumono una notorietà equivalente (o addirittura superiore) a quella del libro che li ospita. Ma di cosa parliamo? Gli pseudobiblia (dal greco "falsi libri”) sono quel "genere di romanzi che non sono mai stati scritti, ma che comunque vengono considerati reali, poiché così definiti all'interno di altre opere che li menzionano. Una forma di non-racconto che si sviluppa oltre la finzione, insomma; per (far finta) di saperne di più, ecco una serie di opere, (forse) inesistenti, che fanno riflettere su quanto le storie che riteniamo vere possano infine scaturire da una narrazione fittizia

👉 fonte: il Libraio

Avete mai avuto a che fare con un romanzo che è davvero impossibile completare? Uno che "ne avete sempre sentito parlare", ma che non riuscite a leggere se non per qualche misero capitolo? E non ci riferiamo certo ai famigerati romanzi mattone (quelli difficilissimi da portare a termine per tematica, complessità o dimensione) quanto piuttosto ai cosiddetti pseudobiblia (dal greco "falsi libri"), quel genere di volumi che non sono mai stati scritti ma che comunque vengono considerati reali poiché così definiti all'interno di altre opere che li menzionano.
Una forma di non-racconto che si sviluppa oltre la finzione, a ben vedere; utilizzato nei grandi classici del passato quale strumento per introdurci alla narrazione (si guardi allo "scartafaccio" de I Promessi sposi, il finto manoscritto da cui sarebbe stata tratta la vicenda di Renzo e Lucia) nel contesto contemporaneo lo pseudobiblion si specializza ulteriormente, contribuendo allo sviluppo di spin-off e/o di operazioni sequel anche laddove non era nelle intenzioni dell'autore (come per il franchise di Animali fantastici e dove trovarli nel contesto di Harry Potter).
Quei casi in cui gli pseudobiblia assumono una notorietà equivalente (o addirittura superiore) a quella del libro che li ospita. Già, perché nonostante non ci sia dato conoscerli se non attraverso una manciata di frammenti, vi sono casi in cui gli pseudobiblia assumono una notorietà equivalente o addirittura superiore a quella del libro che li ospita, emancipandosi da esso quasi fossero un romanzo che promana da un romanzo. Il che è davvero affascinante.
Per conoscere quindi le varie motivazioni che conducono un falso libro ad assumere una vita propria, ecco una selezione di pseudobiblia che fanno riflettere sul potere della parola e su quanto le storie che riteniamo vere possano in realtà scaturire da una narrazione del tutto fittizia (soprattutto nell'epoca delle leggende metropolitane, del deepfake e dellA.I. generativa).

▪️Il Necronomicon di H.P. Lovecraft, un vero e finto pseudobiblion
Nato sulla falsariga dei grandi testi esoterici mai confermati (come il Libro di Thot nella storia di Setnau Khaemuast o il Libro di Dzyan ne La Dottrina segreta di Helena Petrovna Blavatsky), il Libro dei morti dell'Arabo Pazzo Alhazred non soltanto è il più famoso pseudobiblion mai-scritto-per-davvero, ma anche quello che ha acquisito maggiore autonomia rispetto alla leggenda che fa da cornice al suo ritrovamento. E che di fatto non è mai avvenuto (pur essendo altrimenti asserito da H.P. Lovecraft in Tutti i romanzi e i racconti, Newton & Compton, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco). Una lore così ben congegnata da estendersi ben oltre i capitoli dell'opera stessa; e se nel panorama letterario la mitologia di Cthulhu viene a più riprese citata dai principali autori horror-fantasy (Stephen King, Valerio Evangelisti e Neil Gaiman, solo per citarne alcuni), c'è anche chi sostiene di essere entrato in possesso di una copia del manoscritto originale. Come Lyon Sprague De Camp, lo scrittore americano che, sul finire degli anni '60, per primo coniò il termine pseudobiblion

▪️La vera vita di Sebastian Knight di Vladimir Nabokov, una (falsa) biografia mai vissuta
Raccontare un'esistenza di fantasia attraverso una serie di pseudobiblia può apparire un nonsense letterario, eppure è questo lo sforzo narrativo che Vladimir Nabokov compie nel suo primo libro in lingua inglese (per Adelphi, traduzione di Germana Cantoni De Rossi). Quando il romanziere russo Sebastian Knight muore all'improvviso, il fratellastro V. decide di ripercorrerne "la vera vita" attraverso i romanzi (e le relazioni) che si è lasciato alle spalle. Tra i tanti (che impreziosiscono la detective story) è senza dubbio Oggetti smarriti quello che contiene il maggior numero di indizi autobiografici (dal rapporto confidenziale con l'ex segretario Mr. Goodman a quello viscerale con l'amata madre). Ma è tuttavia nell'ultimo libro, L'asfodelo incerto, che davvero si rintraccia la finalità poetica di Nabokov; immaginare un romanzo senza fine in cui realtà e finzione si sovrappongono l'una sull'altra senza possibilità di distinzione alcuna: "un uomo sta morendo: lo si sente andare a fondo per tutto il libro; (…). L'uomo è il libro; il libro stesso ansima e muore".

▪️ Misery di Stephen King, il feticcio letterario di Annie Wilkes
Autore prolifico con all'attivo più di 65 opere (ivi comprese quelle firmate sotto gli pseudonimi di Richard Bachman e John Swithen), ai vari romanzi scritti da Stephen King andrebbero (per gioco) aggiunti i tanti pseudobiblia che raccontano la vita di Misery Chastain (Sperling & Kupfer, traduzione di Tullio Dobner). In particolare, oltre ai quattro volumi iniziali si potrebbe di certo contare Il ritorno di Misery, capitolo finale della saga che Paul Sheldon è costretto a completare durante la prigionia a casa della serial-killer, ora disperata per la morte dell'amata eroina. Salvo poi gettarlo nelle fiamme (ma è soltanto una messinscena per non concedere ad Annie Wilkes la soddisfazione di vedere risuscitata la sua beniamina Misery). Tant'è che, a seguito di una colluttazione con l'aguzzina (che morirà con il cranio fracassato da una macchina da scrivere) lo scrittore manderà comunque alle stampe il vero manoscritto. Che si rivelerà, oltretutto, la sua storia di maggior successo.

▪️The Bromance Book Club di Lyssa Kay Adams, uno pseudobiblion alla Bridgerton
Uno pseudobiblion in stile regency per salvare un matrimonio in crisi; inserito fra i capitoli del The Bromance Book Club di Lyssa Kay Adams (Mondadori, traduzione di Paola Molica), Alla corte della contessa è il finto romanzo rosa cui il protagonista Gavin Scott si affida per riconquistare la moglie Thea, madre delle sue gemelline Amelia ed Ava. Un tentativo, a tratti maldestro, di apprendere da Lord Benedict Charles Arthur Seymour l'antichissima arte del corteggiamento; ma nonostante Gavin metterà in pratica tutti i suggerimenti proposti dal conte di Latford (baciamano, vezzeggiativi e mazzi di fiori compresi) ciò che imparerà a sue spese è che, nel rapporto con l'altro sesso, a fare la differenza non sono tanto i manierismi quanto il saper comunicare le proprie emozioni. Fanno parte della stessa saga anche i successivi Undercover Bromance e Crazy Stupid Bromance, con i vari membri del Book Club sempre intenti ad affrontare i problemi di coppia attraverso la lettura dei loro romance preferiti: gli pseudobiblia.

▪️Fairy Oak di Elisabetta Gnone, una fantasy pseudobiblioteca
Nella pseudobiblioteca di zia Tomelilla è conservato altresì il Libro Antico di Fairy Oak, leggendario manoscritto che la nipotina Pervinca riceve in dono nel secondo volume della saga di Elisabetta Gnone, L'incanto del buio (Salani). In esso è raccontato non soltanto il momento della fondazione del villaggio (quando magici e nonmagici ancora convivevano in armonia), ma anche la prima apparizione del Terribile 21, il violento elementale che ha come unico scopo quello di far scendere le tenebre sulla Valle di Verdipiano. Che cattivone senza scrupoli! Per fortuna che all'interno del tomo sono altresì contenuti numerosi passaggi su come l'antenata Mentafiorita dei Sentieri (una Strega della Luce) sia in passato riuscita a sconfiggerlo grazie all'aiuto della sua migliore amica Scarlet-Violet Pimpernel (una Strega del Buio). Senza dubbio un valido supporto per le due sorelline Vaniglia e Pervinca, ora che un inquietante incubo ne funesta il sonno giorno e notte…

▪️Il futuro della verità di Werner Herzog, la falsità del presente
Pur non trattando di pseudobiblia in senso stretto, Il futuro della verità di Werner Herzog (Feltrinelli, a cura di Nicoletta Giacon) ci interroga sul rapporto fra realtà e finzione attraverso un'indagine di ampio respiro sul concetto di falsa informazione, in epoca contemporanea e non. Ciò che ne emerge è un'idea di verità sempre più slegata da una mera dimensione empirica, tanto più oggi che la gran parte dei "dati fattuali" possono essere manipolati a causa delle intelligenze artificiali generative. E fra i tanti dubbi storici affrontati (dalla battaglia di Qadesh del 1274 a.C. alle teorie raeliane sulla genesi extraterrestre della specie umana) il regista bavarese ci racconta altresì della prima fake news di sempre, quella dei falsi diari di Hitler. Una truffa editoriale davvero ben congegnata che, all'inizio degli anni ottanta, vide un falsario tedesco vendere a un incauto collezionista una serie di memoir nazisti che poi erano invece di suo pugno compilati. Traendo così in inganno tanto l'opinione pubblica, quanto le principali testate giornalistiche dell'epoca.

E per chi cercasse qualche altro pseudobiblion da cominciare (e mai finire), qui di seguito ulteriori consigli di non-lettura che siamo sicuri apprezzerete, almeno per finta:
Il libro di sabbia di Jorge Luis Borges (Adelphi, traduzione di Elide Carmignani)
Shadowhunters. The mortal instruments di Cassandra Clare (Mondadori)
Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino (Mondadori)
Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams (Mondadori, traduzione di Pier Luigi Gaspa)
Manoscritto trovato a Saragozza di Jan Potocki (Guanda, traduzione di Giovanni Bogliolo)
Gargantua e Pantagruele di François Rabelais (Einaudi, a cura di Mario Bonfantini)
L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafrón (Mondadori, traduzione di Lia Sezzi)
Le fiabe di Beda il Bardo di J.K. Rowling (Salani, traduzione di Luigi Spagnol)

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