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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

giovedì 22 gennaio 2026

John Grisham: La vedova


John Grisham: La vedova

Titolo originale: The Widow
Formato: Kindle (1.0 MB)
Pagine: 462
Editore: Mondadori (21 ottobre 2025)
ASIN: B0FTMKX2PN
ISBN-13: 9788835746676

Data di acquisto: 22 ottobre 2025
Letto dal 16 al 21 gennaio 2026

▪️Sinossi
Simon Latch è un piccolo avvocato di provincia alle prese con un lavoro che non lo soddisfa (perlopiù fallimenti, multe e pignoramenti), un matrimonio finito male, un imminente divorzio e un'attrazione fatale per il gioco d'azzardo. Non se la passa bene neanche economicamente e ha accumulato debiti che fatica a saldare. Le sue giornate scorrono tutte noiosamente uguali finché alla porta bussa Eleanor Barnett, un'anziana vedova di ottantacinque anni che vuole fare testamento. A quanto pare, il marito della signora le ha lasciato una fortuna considerevole di cui nessuno è al corrente. A Simon non sembra vero di trovarsi finalmente di fronte alla cliente più ricca della sua ventennale carriera: già pregusta lauti guadagni e decide di occuparsi del testamento in segreto, senza parlarne neanche alla sua fidata collaboratrice. Riempie la propria assistita di attenzioni e consigli, ma presto inizia a sospettare che la sua storia non corrisponda al vero. Quando Eleanor viene ricoverata per un incidente d'auto, all'improvviso la situazione precipita. Simon si ritrova sotto processo per un crimine che sa di non aver commesso: omicidio. Tutti gli indizi portano a lui e l'unico modo per salvarsi è trovare il vero assassino. Ambientato nella provincia rurale della Virginia, teatro di tante storie indimenticabili raccontate da John Grisham, La vedova non è solo un appassionante legal-thriller ma anche un mystery inaspettato.

▪️L'incipit del libro
I clienti che si rivolgevano al piccolo studio legale dall'aria antiquata all'angolo tra Main e Maple Street portavano con sé problemi che Simon non sopportava più. Fallimenti, multe per guida in stato di ebbrezza, assegni familiari non pagati, pignoramenti, piccoli incidenti d'auto, scivoloni e cadute sospetti, richieste di invalidità discutibili: il tran tran di un avvocatuccio qualunque, i cui sogni di ricchezza nati all'università si erano affievoliti al punto da essere quasi svaniti. Dopo diciotto anni di una simile routine, Simon F. Latch, avvocato e consulente legale, era a pezzi. I problemi degli altri lo stavano sfinendo.
Ogni tanto, un po' di tregua in quello squallore gliela davano i clienti anziani che gli chiedevano aiuto per stendere testamenti e ultime volontà. Simon le faceva sembrare questioni complesse, ma si trattava quasi sempre di incarichi facili che qualsiasi matricola di legge avrebbe saputo accollarsi. Per soli 250 dollari scriveva, ma lui preferiva dire "redigeva", un testamento semplice lungo tre pagine; stampava il documento su pregiata carta dorata e lo faceva autenticare dal suo "staff", dando al cliente l'impressione che stesse "adempiendo" a un compito prestigioso.

▪️La mia recensione
"Dove si trovava, e com'era finito lì? La domanda lo perseguitava ormai da mesi, e con qualche sforzo riusciva quasi a elaborare un resoconto di ciò che era successo. Quanto alla domanda più importante - dove stava andando? - non c'erano risposte, soltanto paura".
La vedova, diversamente dai "soliti" romanzi legal-thriller di John Grisham, è un giallo con tutti i requisiti del genere e composto con una cura ed una precisione quasi maniacali. La trama, pur ampiamente prevedibile e dal finale scontato (un innocente accusato di omicidio che cerca di scagionarsi) colpisce per la sua atmosfera "sospesa" e la caratterizzazione più che perfetta del personaggio principale (cosa che, in un certo senso, non si può dire degli altri coprotagonisti o personaggi secondari).
Simon Latch, squattrinato avvocato di un piccolo paesino ed alle prese con un divorzio, scorge un'improvvisa opportunità di rimpinguare le sue disastrate finanze (personali e lavorative) nel momento in cui una ricca vecchietta, Eleanor Barnett, gli offre l'opportunità di redigere il testamento. Non l'avesse mai fatto… Resterà aggrovigliato in un incredibile intreccio di falsità, segreti e sospetti a più non posso, finché non si ritroverà, proprio lui, ad essere l'unico accusato dell'omicidio della sua cliente.
Che dire di questo romanzo…?
Partiamo dal protagonista. Simon Latch è un vero e proprio anti-eroe (scordatevi, perciò, gli avvocati-eroi "alla Grisham"): ingenuo (oserei dire quasi sprovveduto) e pieno di difetti (oltre al divorzio è sommerso da svariati debiti, tra cui quello per le scommesse illegali). Eppure, è proprio questa sua peculiarità a renderlo umano e credibile.
La trama ha un buon ritmo (nella parte centrale cala un po' ma non eccessivamente), gli indizi sono disseminati lungo tutto lo scorrere delle pagine e la tensione cresce via via che ci si avvicina a districare il bandolo della matassa. La descrizione della Virginia rurale è molto bella e permette di dare a tutta la storia un senso di insicurezza.
La scrittura di Grisham è coinvolgente e diretta (chiara e senza tanti giri di parole). E questo permette, in presenza di una trama ovviamente intuibile, di restare sempre coinvolti e concentrati. Verremo spronati ad analizzare il delicato confine tra vittima e carnefice; ma si parlerà anche di rimorso e giustizia.
Purtuttavia, come dicevo in apertura, a parte la figura del personaggio principale (e un po' quello della vedova), tutti gli altri non sono mai stati approfonditi oltre il necessario, ma solo in funzione della trama… Il vero omicida, per giunta, fa la sua comparsa (ma restando comunque una figura indistinta) solo nelle ultimissime pagine.
Di John Grisham avevo già letto, parecchi anni fa, il bellissimo La giuria, per cui mi è venuto spontaneo fare un minimo parallelismo: entrambi i romanzi dello scrittore statunitense hanno, al centro della storia, una vedova, il denaro (tanto denaro), l'avidità e la strumentalizzazione della verità.
La vedova, e termino qui, è un giallo ben fatto ma che certamente non rinnova il genere legal-thriller.
📌 Voto: 🔵🔵🔵🔵 (4 su 5)

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