La Hero 616-2 è una stilografica economica di produzione cinese, vero e proprio clone (ma io voglio pensare che si sia trattato di un "omaggio" 🤣) della più prestigiosa Parker 51. È commercializzata sin dal 2014 dalla Shanghai Hero Pen Company.
Si tratta di un modello di penna molto popolare tra chi cerca qualcosa di leggero e dal costo bassissimo… non a caso, ha un prezzo di poco meno di 6 euro. È disponibile in diverse colorazioni (nero, rosso, blu, giallo): io ho scelto l'elegante blu.
Tuttavia, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare da un prodotto a buon mercato, la sua scrittura è molto fluida e scorrevole: il pennino in acciaio è carenato (incappucciato), ha misura F (fine) e fornisce una linea molto sottile e tendente al secco (lo spessore del tratto è quasi quanto un capello).
Il corpo è tutto in plastica sottile (anche troppo) ma assolutamente confortevole. Il cappuccio è interamente in metallo con la forma della clip che richiama palesemente quello della Parker 51.
Diciamo pure che è una stilografica ideale per i neofiti e per chi non vuol spendere molto. Ma è adatta anche, e soprattutto, per prendere appunti al volo e per un uso quotidiano, quindi "da maltrattare" su carte scadenti tipo quelle delle fotocopie. Vabbè, diciamola tutta: visto il costo è la classica penna da portare in giro senza alcun timore di perderla…
Molto particolare, ma abbastanza datato ed ampiamente superato, è il caricamento dell'inchiostro. Infatti, la Hero 616-2 è provvista di una sorta di "vescichetta" in plastica morbida (detta aerometric filler o squeeze‑type). L'operazione è abbastanza semplice e, in sintesi, si effettua così:
- Una volta svitato il fusto della penna, noteremo subito la vescichetta protetta da un involucro metallico con, al centro, una piccola lamina con una mini linguetta (entrambe sempre in metallo);
- Immergiamo il pennino nel calamaio contenente l'inchiostro (non solo la punta, ma anche qualche millimetro della penna stessa);
- Ora premiamo (lentamente) la linguetta per almeno 6-7 volte: in questo modo, faremo uscire l'aria contenuta nella vescichetta ed aspireremo l'inchiostro);
- È tutto fatto! Non ci resta altro da fare che pulire ed asciugare la parte della penna sporca di inchiostro e rimontare il fusto. Ora possiamo già scrivere…
Il punto debole di questa penna (e di tutte le stilografiche a basso costo prodotte in Cina) è sempre lo stesso: la qualità costruttiva, dovuta allo scarso (o nullo?) controllo qualità, non è sempre costante. Alcuni modelli, infatti, possono mostrare pennini completamente disallineati, finiture non sempre perfette e, cosa ancor peggiore, un cappuccio leggermente allentato. Per non parlare della vescichetta in gomma: sto usando questa penna già da diverse settimane e, francamente, questo modo di caricarla d'inchiostro lo sto trovando decisamente meno pratico rispetto ai converter che sono solito usare… Per non parlare del fatto che la vescichetta la vedo molto "precaria" (è talmente sottile che non credo possa durare a lungo); inoltre, la capacità di inchiostro che può ospitare è decisamente minore rispetto alle solite cartucce od ai converter stessi.
Dimenticavo di dirvi: questa Hero 616-2 è la versione "migliorata" (si fa per dire) della "vecchia" 616 (ma ancora in produzione). Le differenze sostanziali tra i due modelli sono: la 616 è prodotta in tre differenti misure e proporzioni: Small, Medium, Large; la 616-2, invece, ha un'unica misura (Regular) ma ha più varianti di colore del fusto, il suo cappuccio è più solido e la clip più stabile.
Come sempre, chiudo la mia recensione con la "prova su strada": per testare la Hero 616-2 ho usato l'inchiostro Lamy Black (che è sempre una garanzia) ed un foglio di carta Rhodia puntinato.












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