La biblioteca di Repubblica, il giornale come una casa editrice
Dal 2002 a oggi pubblicati più di 10mila titoli. Le copie vendute sono 260milioni
👉 fonte: la Repubblica
La biblioteca di Repubblica all'inizio fu un'intuizione e una scommessa: portare i libri nelle edicole italiane a prezzi accessibili. Non bestseller o romanzi di genere, ma classici, in bellissime edizioni dai colori pastello. Il primo volume fu distribuito il 16 gennaio del 2002. Era Il nome della rosa di Umberto Eco che apriva la collana Il Novecento: Repubblica ne regalò più di un milione di copie ai suoi lettori.
Fu l'inizio di una rivoluzione culturale destinata a fare scuola. I romanzi costavano 4,90 euro e andarono a ruba: la serie vendette 30 milioni di copie. Arrivarono dal Giappone e dalla Russia per studiare il caso italiano. Da quel momento la casa editrice Repubblica ha venduto 260 milioni di copie pubblicando oltre 10 mila titoli, dalla Bibbia illustrata al Corano, dai libri per bambini alla fotografia, dalla musica ai fumetti, dall'arte alla poesia, dai corsi di lingue straniere alla filosofia. “Nel 2002 le edicole erano più o meno 30 mila, le librerie 1500 - racconta Corrado Corradi, amministratore delegato e direttore generale di Gnn -. Portammo la grande letteratura nei piccoli centri dove non sarebbe mai arrivata”.
Nel 2003, ecco l'Ottocento: "Decidemmo di crederci ancora di più affidando nuove traduzioni di grandi classici". Il 2003 fu l'anno de L'enciclopedia dei record: "Era in un formato pensato per le giovani coppie, quelle che poi sarebbero andate da Ikea - continua Corradi -; la realizzammo con Utet, conteneva oltre 80 mila lemmi". Ogni volume vendette quasi 600 mila copie.
E oggi? La sfida continua: Simenon, Pasolini, la saggistica, la storia. "Abbiamo creato un mercato che non esisteva. Crediamo nel libro di carta e offriamo una proposta coerente con il profilo dei nostri lettori”. Che delle scelte di Repubblica si fidano ancora.

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