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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

sabato 3 gennaio 2026

Recensione dei pennini Lamy


I pennini Lamy sono tra i più noti e più diffusi nel mondo delle penne stilografiche. L'azienda tedesca ha un modo tutto suo di ragionare, ma semplice e chiaro: pennini robusti e intercambiabili (e, a fine recensione, vi spiego pure come si sostituiscono).
In questa mia piccola recensione vedremo le differenze tra alcuni modelli e come si comportano. Quindi è bene partire da una precisazione: ho preso in esame SOLO i pennini in mio possesso (che poi sono quelli che uso maggiormente): EF, F, M e 1.1.


Chi mi conosce lo sa già: tra le tante marche presenti sul mercato, le stilografiche Lamy sono le mie preferite; stesso discorso per i suoi pennini, perché apprezzo il fatto che, in fase di scrittura, riescano a mantenere un flusso di inchiostro sempre uniforme. E, come ho detto poc'anzi, uno dei vantaggi di questi pennini è la possibilità di poterli cambiare in pochissimi istanti e senza utilizzare alcuno strumento. Ciò permette di poter "sperimentare” differenti tratti senza cambiare penna ogni volta.
Inoltre, consentono di "adattare" la propria penna anche al tipo di carta che si intende utilizzare, al tipo di inchiostro (se secco, vischioso, acquoso, ecc.) o al proprio stile di scrittura. Per chiarire questo punto vi faccio un esempio direttamente con la mia esperienza: il mio pennino preferito è il calligrafico 1.1 perché si adatta benissimo alla mia calligrafia minuscola ed al mio stile di scrittura (ho imparato a non staccare mai la penna dal foglio)… ma, in presenza di carte o fogli scadenti (tipo quelli per le comuni fotocopie) sono solito passare al pennino F (o addirittura all'EF), altrimenti c'è il concreto rischio che l'inchiostro passi tranquillamente anche sull'altro lato del foglio stesso.



Lamy dispone di una vasta gamma di pennini in acciaio (sono i modelli Z50, Z52 e Z53… e in questa recensione ho usato i primi), in oro 14K (modelli Z55 e Z57) e svariati modelli "special" come italici (calligrafici), stub, obliqui e per mancini (modello LH).
Partiamo ora con la recensione vera e propria.

▪️ EF (extra-fine)
È un pennino scorrevole e dal tratto sottilissimo (anche se non quanto il suo corrispettivo giapponese… che ha un tratto esile quanto un capello). In alcuni modelli di stilografica (per es. la Lamy Aion), usando questo pennino si può avere un tratto abbastanza secco, quindi ideale per carta comune ed appunti al volo. Su carte scadenti o molto "fibrose" tende un po' a grattare.
Vi segnalo che il pennino EF in oro 14K, rispetto all'analogo in acciaio, è molto morbido e leggermente più elastico.

▪️ Fine (F)
Con questo pennino si ha un ottimo compromesso: buona scorrevolezza, tratto leggibile e flusso equilibrato. A volte, e non so da cosa possa dipendere, su alcuni modelli di stilografica il flusso di inchiostro risulta essere leggermente più generoso rispetto ad altri modelli. È l'ideale per l'uso quotidiano.

▪️ M (Medio)
Il pennino M è probabilmente il pennino più usato (e solitamente, se non specificate la misura che volete, quando acquistate una stilografica Lamy ve ne danno direttamente una con pennino M).
Ha un tratto ben bilanciato, perfetto per coloro che, avendo una scrittura fluida, non vogliono comunque rinunciare al controllo. Molto buona la sua scorrevolezza: rispetto agli EF ed F, sul foglio il pennino M è molto morbido e, fattore da non sottovalutare, non gratta assolutamente.
Tuttavia… occhio ad usare questo pennino su fogli o carte scadenti (ingrandite e guardate la foto qui sotto): vi ritroverete una stilografica che si comporta da vero e proprio idrante (la quantità di inchiostro che lascia sul foglio è veramente enorme, quindi c'è il rischio di ritrovarvi l'altro lato del foglio praticamente inutilizzabile).
Con questo pennino, infine, si verifica un fatto veramente curioso (osservato, da sempre, dai tanti utilizzatori di stilografiche e pennini Lamy): pur in presenza di più pennini M tutti uguali, si noteranno difformità (son minime ma ci sono) nel tratto di scrittura. Questo strano "comportamento" non è grave e non è una pecca, ma è bene saperlo prima di usarlo la prima volta..
Avendo una scrittura fluida e confortevole (anche se non ha la precisione degli EF) è il pennino ideale per firme, per appunti al volo e nell'uso quotidiano.


▪️ 1.1 (calligrafico)
Il pennino 1.1 è un pennino calligrafico con punta stub, ideale per tutti coloro che vogliono dare un leggero tocco elegante alla propria scrittura, senza necessariamente spendere un capitale con i pennini flessibili o professionali (per es. gli Italic). È il mio preferito perché riesce a dare un po' di "carattere" alla mia calligrafia.
Mentre si scrive con questo pennino, potremo notare un tratto leggermente più spesso in verticale e più sottile in orizzontale. È ottimo per essere usato per i titoli e le frasi decorative. Si comporta abbastanza bene nell'uso quotidiano… purché non siate molto veloci nello scrivere! E questo è il suo unico "limite" (se così si può chiamare).



Mi sembra di non aver dimenticato nulla. Veniamo perciò alle conclusioni: i pennini in acciaio Lamy, lo avrete certamente capito, sono il giusto equilibrio tra qualità e prezzo. Hanno un'estetica assolutamente anonima, non sono i più pregiati né i più sottili in circolazione ma, ed è quello che per me conta più di ogni altra cosa, son sempre precisi, affidabili (se non li maltrattate e non vi cadono dureranno per moltissimi anni), facilissimi da cambiare e adattabili a qualunque tipo di scrittura.

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COME SI CAMBIA UN PENNINO LAMY
Come ho detto anche nella mia recensione, sostituire i pennini Lamy è una delle operazioni più semplici ed immediate che si possano fare nel vasto mondo delle stilografiche. Ecco il mio metodo:
▪️Come prima cosa è bene specificarlo: il cambio pennino si effettua SEMPRE con la penna SENZA inchiostro e con il gruppo scrittura (l'alimentatore) accuratamente pulito… così evitate sia gli schizzi d'inchiostro che di sporcarvi le mani.
▪️Prendete un pezzetto di nastro adesivo (io uso il classico "scotch" trasparente) ed incollatelo sulla parte superiore del pennino, avendo cura di formare una sorta di linguetta per tirare.
[c'è chi effettua il cambio del pennino afferrandolo dai lati e tirandolo direttamente con le dita… ma, così facendo, si ha il forte rischio di deformarlo irreparabilmente]
▪️A questo punto tirate leggermente in avanti: il pennino, scorrendo sui suoi stessi "binari", scivolerà fuori dall'alimentatore.
▪️Prendete il nuovo pennino, appoggiatelo sulla "slitta" dell'alimentatore e spingetelo dentro finché non si ferma da solo. Fatto!

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