"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

venerdì 3 novembre 2023

[RECENSIONE] Clara Sánchez: La forza imprevedibile delle parole


Clara Sánchez: La forza imprevedibile delle parole

Titolo originale: Piedras preciosas
Formato: copertina rigida
Pagine: 160
Editore: Garzanti Libri (6 novembre 2017)
ISBN-13: 978-8811675396

Data di acquisto: prenotazione del 9 ottobre 2017
Letto dall'8 al 12 novembre 2017

Sinossi
All'improvviso il silenzio della casa sembra avvolgere ogni cosa. Natalia ha appena accompagnato le figlie all'aeroporto e non le resta che aspettare il ritorno del marito dal lavoro. Non è questa la vita che aveva immaginato. Non era così che si vedeva dopo i quarant'anni. Per questo quando le arriva l'invito a un aperitivo nell'elegante casa di un'amica decide di accettare. Ma quello che doveva essere un tranquillo pomeriggio di chiacchiere diventa qualcosa di più. Perché quella sera Natalia incontra l'affascinante Raúl Montenegro. L'ombroso avventuriero la conquista con i suoi racconti e, accanto a lui, Natalia ritrova una voglia di vivere che credeva perduta. Perché a volte le parole hanno un potere inaspettato e la loro forza può essere imprevedibile.
Dal giorno seguente, però, Natalia comincia a ricevere strani biglietti, che la riempiono di dubbi. Non riesce a spiegarsi questo comportamento di Raúl: nulla durante il loro primo incontro le aveva lasciato presagire di non potersi fidare di lui. Finché l'uomo le propone un incontro al quale poi non si presenta. Al suo posto c'è un suo caro amico che le rivela che Raúl è fuori città. Natalia non riesce a credergli: capisce che l'incontro di quella sera forse non è stato casuale; capisce che c'è qualcosa che le viene nascosto. Ma non può immaginare che quel qualcosa sia il centro di un fitto intrico di inganni e di bugie.
E Natalia si scopre suo malgrado pedina di una partita che può vincere solo trovando dentro di sé tutta la forza di cui è capace.

La mia recensione
"Si sentiva nel bel mezzo di qualcosa che assomigliava a una storia, ma non era una vera storia. Storia erano lettere impresse nella pietra, e uno teneva quella pietra impressa nella memoria per raccontarla di tanto in tanto. Invece, quando Natalia voleva mettere ordine nella sua storia, la sua mente si scomponeva in una pioggia sottile ed era padrona soltanto della propria agitazione. Non riusciva a sopportare la visione di un telefono morto, solo un pezzo di plastica a forma di telefono".
Libro davvero orribile, senza né capo e né coda… e senza neanche aver compreso dove l'autrice volesse andare a parare. Ma ormai ho capito che con Clara Sánchez è (e sarà) sempre così: un libro bello seguito da, almeno, tre o quattro che non riuscirò a comprendere! Pazienza…
Veniamo a questo qui. Ho trovato i personaggi davvero piatti, anonimi e molto antipatici. La trama, che definirla assurda è già fargli un complimento, è parecchio monotona, senza mai un sussulto o una sorpresa. Anzi, io ho avuto la sensazione che la Sánchez avesse in testa più di un'idea su come impostare il romanzo… e poi le abbia messe tutte insieme, ma alla rinfusa e senza minimamente svilupparle.
Unica consolazione: il libro è breve e termina quasi subito.
Voto: ⭐ (1 su 5)

giovedì 2 novembre 2023

[RECENSIONE] Stephen King: Insomnia


Stephen King: Insomnia

Titolo originale: Insomnia
Formato: Kindle (1074 KB)
Pagine: 750
Editore: Sperling & Kupfer (24 febbraio 2014)
ASIN: B00IJLRHOO

Data di acquisto: 8 agosto 2014
Letto dal 27 ottobre all'8 novembre 2017

Sinossi
Ralph Roberts è un uomo distrutto: da mesi non riesce a dormire. Ciò che lo sconvolge di più sono le inquietanti percezioni che accompagnano il suo stato di veglia: colori, forme, aure cangianti attorno alle persone. E non è tutto: l'intera comunità di cui fa parte sembra assalita da una marea montante di odio e di violenza. Ralph non lo sa ancora, ma forze terrificanti si stanno agitando nel sottosuolo…
Un romanzo carico di horror e suspense, che seduce il lettore garantendogli notti insonni.

La mia recensione
"Se ogni cellula del nostro corpo contiene lo schema completo di come siamo fatti, perché ogni frammento dell'aura di una persona non dovrebbe contenere lo schema completo di ciò che siamo?".
Ecco un altro dei libri di King che non mi è (quasi) piaciuto e che, addirittura, stavo (quasi) per abbandonare… Contenuti abbastanza pesanti, passaggi talvolta completamente inutili e trama che per gran parte del romanzo (per la precisione, per oltre tre quarti del libro) è stata di una noia mortale. Aggiungiamoci, come ciliegina sulla torta, anche dialoghi e passaggi allungati ben oltre la mia soglia di tolleranza e di sopportazione e due protagonisti (Ralph e Lois) davvero improbabili nei panni di paladini del mondo reale.
Carina l'idea che mediante l'insonnia prolungata per lunghi periodi si possa accedere ad un mondo di colori e sensazioni extrasensoriali… ma il tutto non è stato minimamente supportato dal resto della struttura stessa del romanzo. Qualcos'altro da salvare? Ho trovato bello il fatto che venissero citati alcuni episodi di altri libri o racconti dello stesso King (It, Pet Sematary e Finestra segreta, giardino segreto su tutti) ed altri tratti da Il Signore degli Anelli di JRR Tolkien, quasi che King volesse omaggiare il suo illustre collega. Da segnalare anche la presenza di numerosi riferimenti (soprattutto per quanto riguarda il personaggio del piccolo Patrick e di un suo disegno) alla saga della Torre Nera dello stesso Stephen King.
Voto: ⭐⭐ (2 su 5)

[RECENSIONE] Nicholas Meyer: La soluzione sette per cento


Nicholas Meyer: La soluzione sette per cento

Titolo originale: The seven-per-cent soluzion
Formato: copertina rigida
Editore: Rizzoli (aprile 1976)

Data di acquisto: 1 settembre 2017
Letto dal 21 al 24 ottobre 2017

Sinossi
Quale ammiratore di Sherlock Holmes avrebbe potuto sperare di leggere una nuova impresa del suo eroe? Eppure è così: il grande investigatore si ripresenta al suo pubblico, ancora una volta per il tramite del suo cronista di sempre, il buon dottor Watson. Per di più Soluzione sette per cento non ci offrirà solo un'avventura eccezionale dell'uomo che ha fatto della giustizia lo scopo della sua vita, ma ci permetterà di scoprire, attraverso l'incontro con un altro uomo eccezionale, anche i segreti motivi di questa sua vocazione. Ma non basta; avremo anche la risposta ad altri interrogativi inquietanti: perché Sherlock Holmes si droga? perché prova una diffidenza istintiva verso le donne? perché vede nel Professor Moriarty il suo arcinemico, il genio del male? Tutti questi "perché" trovano una risposta definitiva in quest'opera che il dottor Watson si è deciso a scrivere negli ultimi anni della sua vita…

La mia recensione
"Ciò di cui il mondo ha disperatamente bisogno è il tempo. Se avesse tempo, forse l'umanità metterebbe con le spalle al muro quella terribile metà di se stessa che sembra non abbia altro intento se non quello di compiere inutili opere di distruzione e di devastazione".
Piacevole lettura (anzi rilettura) su un'indagine "non ufficiale" che ha visto protagonisti Sherlock Holmes e John Watson. Dico "non ufficiale" perché, e chi ha letto il libro lo saprà già, non è la solita avventura scritta da sir Arthur Conan Doyle ma si tratta, diciamo così, di un "omaggio", datato 1974, alle gesta di Holmes e Watson di Nicholas Meyer, autore anche di un paio di episodi di "Star Trek" e, soprattutto, del bellissimo film "The Day After - Il giorno dopo".
Straordinario, divertente  (la folle corsa con il treno mi ha strappato più di un sorriso) e sorprendente il mondo in cui lo stesso Meyer ha preso spunto (e le citazioni non mancano) dai libri di Conan Doyle per costruire ed intessere questa nuova pseudo-trama sul celebre investigatore, sul suo fido assistente/amico e, soprattutto, su un nuovo ed illustre coprotagonista (l'unico realmente esistito) che avrà il delicato compito di salvare Sherlock Holmes dall'unico nemico in grado di sconfiggere il nostro eroe: la dipendenza dall'eroina. Ma evito di farne il nome per non rovinare la lettura a chi ancora deve avvicinarsi a questo romanzo. Da segnalare anche la presenza del professor Moriarty: l'arcinemico di Sherlock Holmes, però, in questo romanzo è diventato un docile professore di matematica in balia delle teorie "complottiste" dell'investigatore.
Infine, qualcosa mi ha fatto comunque storcere il naso: punto primo, va detto che il finale mi è sembrato talmente frettoloso che ho avuto la sensazione che Meyer o avesse finito le pagine a disposizione o non avesse proprio idea su come concludere la storia; punto secondo: tutti sappiamo che il nome di Watson è John, ma in alcuni passaggi Meyer lo ha chiamato "Jack". Svista troppo enorme per passare inosservata!
Un libro che mi sento assolutamente di consigliare agli amanti del genere e a quanti vogliono passare qualche serata di sana spensieratezza.
Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

[RECENSIONE] Luigi Garlando: Per questo mi chiamo Giovanni


Luigi Garlando: Per questo mi chiamo Giovanni. Da un padre a un figlio il racconto della vita di Giovanni Falcone

Formato: copertina flessibile
Pagine: 154 pagine
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli; 2a edizione (21 marzo 2012)
ISBN-13: 978-8817055772

Data di acquisto: 8 settembre 2017
Letto dal 4 al 5 ottobre 2017

Sinossi
Giovanni è un bambino di Palermo. Per il suo decimo compleanno, il papà gli regala una giornata speciale, da trascorrere insieme, per spiegargli come mai, di tutti i nomi possibili, per lui è stato scelto proprio Giovanni. Tappa dopo tappa, mentre prende vita il racconto, padre e figlio esplorano Palermo, e la storia di Giovanni Falcone, rievocata nei suoi momenti chiave, s'intreccia al presente di una città che lotta per cambiare. Giovanni scopre che il papà non parla di cose astratte: la mafia c'è anche a scuola, nelle piccole prepotenze dei compagni di classe, ed è una nemica da combattere subito, senza aspettare di diventare grandi. Anche se ti chiede di fare delle scelte e subirne le conseguenze. Con la prefazione di Maria Falcone e un'intervista all'autore.


La mia recensione
"L'omertà è la più grande qualità dell'uomo d'onore: nu lu sacciu, non lo so, non ho visto. Per me è vero il contrario: la più grande qualità di un uomo è aiutare la giustizia a punire i colpevoli e a liberare la gente dalla paura dei prepotenti".
Questo libro doveva essere (e lo è stato) la lettura estiva di mio nipote che si accingeva a cominciare la prima media. Mi ha chiesto di comprarglielo e quando è arrivato, giacché c'ero, l'ho voluto leggere anch'io. Tenendo conto che si tratta di una prodotto molto adolescenziale (l'autore ha scritto anche altri libri per ragazzi), è stata comunque una piacevole lettura e un bel modo di "visitare" i luoghi di Giovanni Falcone e di ripercorre tutta la sua vita e soprattutto la sua lotta alla mafia.
In Per questo mi chiamo Giovanni faremo la conoscenza del piccolo Giovanni… In occasione del suo decimo compleanno, il padre decide di fargli un regalo davvero particolare: gli dirà perché quando è nato lo hanno chiamato Giovanni e lo porterà in giro per le strade di Palermo, facendogli conoscere i luoghi che hanno segnato l'esistenza di Giovanni Falcone. Alla fine del viaggio dentro Palermo, il piccolo Giovanni scoprirà anche di aver fatto un viaggio negli ideali del grande magistrato e di aver maturato la necessità di non farsi schiacciare dai bulli della sua scuola e di dover combattere contro i soprusi, le angherie e le ingiustizie della vita.
È sì un libro indirizzato essenzialmente ai ragazzi, ma io, per il tema trattato, ne consiglio la lettura anche ai grandi e, soprattutto, mi stupisco perché non sia ancora diventato un libro adottato nelle scuole.
Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

mercoledì 1 novembre 2023

[RECENSIONE] Donato Carrisi: La donna dei fiori di carta


Donato Carrisi: La donna dei fiori di carta

Formato: copertina flessibile
Pagine: 169
Editore: Tea (12 settembre 2013)
ISBN-13: 978-8850232956

Data di acquisto: 19 giugno 2014
Letto dal - al 9 luglio 2014

Sinossi
Il monte Fumo è una cattedrale di ghiaccio, teatro di una battaglia decisiva. Ma l'eco dei combattimenti non varca l'entrata della caverna in cui avviene un confronto fra due uomini. Uno è un prigioniero che all'alba sarà fucilato, a meno che non riveli nome e grado. L'altro è un medico che ha solo una notte per convincerlo a parlare, ma che ancora non sa che ciò che sta per sentire è molto più di quanto ha chiesto e cambierà per sempre anche la sua esistenza. Perché le vite di questi due uomini che dovrebbero essere nemici, in realtà, sono legate. Sono appese a un filo sottile come il fumo che si leva dalle loro sigarette e dipendono dalle risposte a tre domande. Chi è il prigioniero? Chi è Guzman? Chi era l'uomo che fumava sul Titanic?
Questa è la storia della verità nascosta nell'abisso di una leggenda. Questa è la storia di un eroe insolito e della sua ossessione. Questa storia ha attraversato il tempo e ingannato la morte, perché è destinata al cuore di una donna misteriosa.

L'incipit del libro
La notte fra il 14 e il 15 aprile del 1912, mentre il transatlantico Titanic affondava senza aver terminato il viaggio inaugurale, uno dei passeggeri scese nella sua cabina di prima classe, indossò uno smoking e risalì sul ponte.
Invece di cercare di salvarsi, si accese un sigaro e attese di morire.
Quando fu domandato ai superstiti del naufragio chi fosse il misterioso uomo, molti furono concordi nell'indicare un certo Otto Feiierstein, commerciante di tessuti, che viaggiava per affari, da solo.
A nessuno di loro fu rivelata subito la particolare circostanza che Otto Feiierstein, in realtà, era morto nel proprio letto, a casa sua, a Dresda. Due giorni prima che il Titanic salpasse.

La mia recensione
Non sono un appassionato di scrittori italiani quindi, come prima cosa, faccio mea culpa perché non avevo mai letto niente di Donato Carrisi. Questo è il suo primo libro che acquisto… e devo dire che mi ha subito conquistato e sono già corso ai ripari comprando anche le altre sue opere! La trama, che (sperando di non rovinare la lettura a qualcuno) all'inizio appare abbastanza contorta e un po' oscura, non è altro che una sorta di fiaba corale (tra un medico austriaco, un misterioso prigioniero italiano, Guzman, Davì, Madame Lì, Dardamel ed altri) in cui si parla dell'Amore con con la A maiuscola e si entra nella Storia con S maiuscola (affondamento del Titanic e Prima guerra mondiale).
Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

[RECENSIONE] Angela Marsons: La ragazza scomparsa


Angela Marsons: La ragazza scomparsa. Kim Stone, vol. 3

Titolo originale: Lost Girl
Formato: Kindle (964 KB)
Pagine: 440
Editore: Newton Compton Editori (31 agosto 2017)
ASIN: B073WN8SZN

Data di acquisto: prenotazione del 10 agosto 2017
Letto dal 30 settembre al 4 ottobre 2017

Sinossi
Dall'autrice del bestseller Urla nel silenzio. Charlie e Amy, due bambine di soli nove anni, compagne di gioco, scompaiono all'improvviso. Un messaggio recapitato alle rispettive famiglie conferma l'ipotesi peggiore: le giovani sono state rapite. È l'inizio di un incubo. Poco tempo dopo, un secondo messaggio è ancora più mostruoso. I malviventi mettono le due famiglie l'una contro l'altra, minacciando di uccidere una delle due bambine. Per la detective Kim Stone e la sua squadra il caso è più difficile del solito. I rapitori potrebbero davvero trasformarsi in assassini spietati. Bisogna agire con rapidità e trovare la pista giusta. E Kim ha intuito che nel passato delle due famiglie si nascondono degli oscuri segreti…
Un'autrice da oltre 2 milioni di copie. Pubblicata in 25 Paesi. Due ragazzine scomparse, ma una sola tornerà...

La mia recensione
"Il passato le insegnava che a volte si può strappare una vittoria anche dalle grinfie della sconfitta".
E per la terza volta consecutiva, Angela Marsons fa centro! La ragazza scomparsa è un bellissimo "psicothriller", molto più duro e crudo dei due precedenti, che si lascia leggere agevolmente e, soprattutto, ti sprona a ricostruire le dinamiche del rapimento e, quindi, a farti sentire parte della squadra investigativa di Kim Stone… Almeno questo è quanto è successo al sottoscritto immergendosi (letteralmente) nelle pagine di questo romanzo molto coinvolgente ma anche, visto il tema trattato, abbastanza delicato e sensibile: il rapimento di due bambine amiche tra di loro e, allo stesso tempo, appartenenti a due famiglie amiche tra di loro… famiglie che, come in ogni thriller o giallo che si rispetti, nascondono più di un segreto.
Ancora una volta tocca a Kim Stone, forte anche del suo passato turbolento e con un carattere al limite dell'asocialità, sbrogliare la matassa, partecipare ad una partita a scacchi con i rapitori, trovare chi sta facendo il doppio gioco e, "dulcis in fundo", evitare il peggio alle piccole vittime.
L'unico neo del romanzo è il titolo: perché chiamare "ragazza" una bambina che, al massimo, ha dieci anni? Questa è una domanda che, assolvendo l'autrice del libro, andrebbe girata alla casa editrice italiana.
Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

[RECENSIONE] Giovanni Valentini: Ultima notte a Lisbona


Giovanni Valentini: Ultima notte a Lisbona

Formato: copertina rigida
Pagine: 155 pagine
Editore: SEM (22 giugno 2017)
ISBN-13: 978-8893900256

Data di acquisto: 22 settembre 2017
Letto dal 29 al 30 settembre 2017

Sinossi
Quando si incontrano casualmente una sera d'agosto in un ristorante di Lisbona, Alfonso e Carol non possono neppure immaginare che quello sarà l'inizio di una breve ma intensa storia d'amore, di sesso e di passione. Lui, un anziano giornalista italiano in pensione; lei, una giovane studentessa americana che studia a Lecce. Potrebbero essere padre e figlia. Ma un imprevedibile destino li accomuna in questo sentimental-thriller, fitto di misteri, ombre e colpi di scena. Alfonso con la moglie Marianna, Carol con il fidanzato John che le ha chiesto di sposarlo, le due coppie vivono un intreccio di momenti felici e drammatici, sullo sfondo di una città magica e "sfavillante", come la definiva Fernando Pessoa, il poeta portoghese più famoso. Tra visite ai musei e alle gallerie d'arte, reminiscenze letterarie, gite turistiche e campi da golf, il racconto procede in crescendo per diventare sempre più teso e serrato. Fino a quella tragica "ultima notte a Lisbona". La ragazza è perseguitata dagli incubi di un antico trauma familiare e dalle "colpe" di cui s'è macchiata durante la sua permanenza in Salento. Il giornalista vuole proteggerla e difenderla fino in fondo, a costo di tornare a scrivere sul suo vecchio giornale per svolgere un'indagine parallela a quella della polizia. Alfonso dovrà fare i conti, però, anche con un boss della Sacra Corona Unita, la mafia pugliese che prospera sul contrabbando, sul traffico della droga e sulla "tratta" degli immigrati. Non è solo un'attrazione sessuale quella che lega l'anziano giornalista e la giovane studentessa. Nel corso della storia, la loro relazione diventa progressivamente più intima e sentimentale, stabilendo un legame affettivo attraverso cui lui ritrova la figlia che non ha avuto e lei il padre che ha perso. Ma c'è anche l'amore coniugale che rivendica le sue ragioni e pretende i suoi vincoli, nella contrapposizione naturale fra gioventù e anzianità, con il sottofondo malinconico del fado che coinvolge gli abitanti e i visitatori di Lisbona.

La mia recensione
"Quell'amore senile, fra un anziano giornalista e una giovane studentessa nel fiore degli anni, aveva fatto nascere un rapporto di sintonia più intimo e profondo. Lei ritrovava il padre, morboso e protettivo, al quale nonostante tutto era rimasta attaccata; lui la figlia che non aveva avuto. Un legame esistenziale, quasi incestuoso, che anche a distanza li avrebbe uniti per sempre".
Conosco l'autore per i suoi trascorsi a "Repubblica" e per le sue apparizioni in TV nel ruolo di opinionista (sempre chiaro e preciso, mai banale). Non lo conoscevo dal punto di vista "letterario"… e con questo libro ho colmato la lacuna!
Ultima notte a Lisbona è un breve ma bellissimo giallo-noir "d'ambiente": c'è sì una trama da sbrogliare (che è tutto un crescendo di azione, pathos… e sentimenti) ma, quello che più si fa notare nel libro è la magistrale descrizione dei luoghi visitati dal protagonista (che come Valentini è un giornalista) accompagnata dalle tante citazioni di scrittori famosi (Pessoa su tutti). Altra peculiarità che mi ha fatto innamorare del libro (e scusatemi se pecco un po' di campanilismo): in alcune pagine si parla della mia Lecce… sia in termini positivi (mi riferisco al buonissimo pasticciotto salentino), che negativi (Sacra Corona Unita).
Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

[RECENSIONE] Donato Carrisi: Il tribunale delle anime


Donato Carrisi: Il tribunale delle anime. Marcus e Sandra, vol. 1

Formato: Kindle (680 KB)
Pagine: 462
Editore: Longanesi (1 settembre 2011)
ASIN: B0064BUYZU

Data di acquisto: 28 giugno 2014
Letto dal - al 27 ottobre 2014

Sinossi
Roma è battuta da una pioggia incessante. In un antico caffè, vicino a piazza Navona, due uomini esaminano lo stesso dossier. Una ragazza è scomparsa. Forse è stata rapita, ma se è ancora viva non le resta molto tempo. Uno dei due uomini, Clemente, è la guida. L'altro, Marcus, è un cacciatore del buio, addestrato a riconoscere le anomalie, a scovare il male e a svelarne il volto nascosto. Perché c'è un particolare che rende il caso della ragazza scomparsa diverso da ogni altro. Per questo solo lui può salvarla. Ma, sfiorandosi la cicatrice sulla tempia, Marcus è tormentato dai dubbi. Come può riuscire nell'impresa a pochi mesi dall'incidente che gli ha fatto perdere la memoria? Anomalie. Dettagli.
Sandra è addestrata a riconoscere i dettagli fuori posto, perché sa che è in essi che si annida la morte. Sandra è una fotorilevatrice della Scientifica e il suo lavoro è fotografare i luoghi in cui è avvenuto un fatto di sangue. Il suo sguardo, filtrato dall'obiettivo, è quello di chi è a caccia di indizi. E di un colpevole. Ma c'è un dettaglio fuori posto anche nella sua vita personale. E la ossessiona.
Quando le strade di Marcus e di Sandra si incrociano, portano allo scoperto un mondo segreto e terribile, nascosto nelle pieghe oscure di Roma. Un mondo che risponde a un disegno superiore, tanto perfetto quanto malvagio. Un disegno di morte. Perché quando la giustizia non è più possibile, resta soltanto il perdono. Oppure la vendetta. Questa è la storia di un segreto invisibile eppure sotto gli occhi di tutti.

L'incipit del libro
Prologo
Ore 7.37
Il cadavere aprì gli occhi. Era disteso in un letto, supino. La stanza era bianca, illuminata dalla luce del giorno. Sul muro, proprio davanti a lui, c'era un crocifisso di legno.
Osservò le proprie mani adagiate lungo i fianchi, sulle lenzuola candide. Era come se non gli appartenessero, come se fossero di qualcun altro. Ne sollevò una - la destra - e la tenne davanti agli occhi per guardarla meglio. Fu allora che sfiorò le bende che gli coprivano il capo. Era ferito, ma si accorse di non provare dolore.
Si voltò verso la finestra. Il vetro gli restituì il debole riflesso del suo volto. In quel momento, arrivò la paura. La domanda gli fece male. Ma ancor più, la consapevolezza di non conoscere la risposta.
Chi sono io?

La mia recensione
"Le persone, quando parlano di sé, sono capaci di crearsi intorno delle sovrastrutture a cui finiscono perfino per credere. Ma il luogo in cui scelgono di vivere, inevitabilmente, racconta tutto di loro".
È il secondo libro (dopo La donna dei fiori di carta) che leggo di Donato Carrisi, e devo dire che ormai mi ha conquistato… e lo dico proprio io che preferisco gli scrittori stranieri! In questo thriller/giallo spirituale abbiamo 3-4 trame che, strada facendo, si intrecciano in un finale davvero inatteso, spettacolare ed avvincente. E, una volta giunto all'ultima pagina, impossibile non chiedersi "Nasciamo cattivi o sono le esperienze della vita e le interazioni con chi ci circonda che ci fanno diventare tali?".
Io me lo sono chiesto davvero; ma questo non è il luogo adatto a dirvi la risposta che mi son dato… altrimenti Donato Carrisi scrive un libro anche su di me!
In conclusione, a mio modesto parere, l'unico neo del libro è dato dai troppi personaggi principali e dalle tante situazioni (e location) presenti nel corso della lettura.
Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

[RECENSIONE] Terry Goodkind: La Spada della Verità, vol. 9



Terry Goodkind: La Spada della Verità, vol. 9

Titolo originale: Chainfire
Formato: Kindle (3840 KB)
Pagine: 774
Editore: Fanucci Editore
ASIN: B00C3HI500

Data di acquisto: 30 marzo 2016
Letto dal 26 al 29 settembre 2017 [abbandonato]

Sinossi
Richard Rahl, signore del D'Hara, portatore della "Spada della Verità", è gravemente ferito in battaglia. Grazie alle cure della maga Nicci riprende conoscenza, ma scopre ben presto che sua moglie Kahlan è scomparsa. Ad aumentare il suo senso di smarrimento si aggiunge il fatto che nessuno sembra ricordare l'esistenza della donna, né gli crede quando parla di lei. Nel frattempo le truppe dell'imperatore Jagang, capo del brutale "Ordine Imperiale", minacciano il D'Hara. Turbato dall'assenza di Kahlan, Richard si rifiuta di guidare il proprio esercito contro le forze nemiche, sostenendo che la sua gente deve difendersi da sola. Decide di barattare la "Spada della Verità" in cambio di notizie di Kahlan e viene a sapere dell'esistenza della "Catena di fuoco", un incantesimo in grado di spiegare i misteri che si sono addensati sulla sua vita e su quella del D'Hara…

La mia recensione
Chi ha letto le mie precedenti recensioni, saprà già che non sono mai riuscito ad appassionarmi a questa saga. E saprà anche che avevo minacciato che, prima o poi, ne avrei abbandonato la lettura se il ritmo della narrazione non fosse decollato. E così è stato con questo nono volume…
Ho preferito lasciar perdere quando non ero neanche giunto ad un quarto di libro: troppa poca azione (per non dire nulla) e personaggi sempre più piatti ed antipatici. Per me è davvero troppo… preferisco fermarmi qui e passare ad altro!
Voto:⭐ (1 su 5)

[RECENSIONE] James Rollins: L'eredità di Dio


James Rollins: L'eredità di Dio. Sigma Force, vol. 8

Titolo originale: Bloodline
Formato: Kindle (1262 KB)
Pagine: 474
Editore: Casa Editrice Nord (8 novembre 2012)
ASIN: B009Z0BNDE

Data di acquisto: 19 luglio 2016
Letto dal 21 al 26 settembre 2017)

Sinossi
Terra Santa, estate 1134. Lo cerca da sedici anni. Per recuperarlo, ha sacrificato la sua giovinezza e il patrimonio della sua famiglia. Si è persino travestita da uomo, così da essere ammessa tra i Templari e prendere parte alle crociate. E, alla fine, ha trovato la cripta. Ora l'ultimo ostacolo è un vecchio guardiano, un guardiano che aspetta quel momento da 455 anni…
Seychelles, oggi. Lo teme da giorni. Per sfuggirgli, Amanda Gant ha viaggiato sotto falso nome e ha evitato l'occhio indiscreto delle telecamere a circuito chiuso, finché non è salita a bordo di uno yacht al largo delle Seychelles. Lì dovrebbe essere al sicuro. Invece un gruppo di uomini armati prende il comando della barca e rapisce Amanda. Per portarla da lui…
Zanzibar, oggi. Lo insegue da ore. Per trovarlo, il comandante Gray Pierce ha girato a lungo fra i tortuosi vicoli della città. E adesso deve convincerlo a collaborare. Perché Tucker Wayne è un ex ranger specializzato in operazioni di salvataggio, e il presidente degli Stati Uniti ha un disperato bisogno d'aiuto: sua figlia Amanda è stata rapita. E non da criminali qualsiasi, bensì dalla Gilda, un'organizzazione sulle tracce di un segreto che la famiglia Gant custodisce da novecento anni. Un segreto di cui Amanda è l'ultima depositaria…

Recensione
"Entro i prossimi cinquant'anni circa, posto che un individuo non sia vittima di gravi traumi o di violenze, è del tutto possibile che la sua esistenza si protragga virtualmente in eterno".
Bel libro di avventura a tutto spiano che, comunque, apre non pochi interrogativi sull'utilizzo della manipolazione genetica al solo scopo, udite udite, non di curare malattie o salvare vite ma di "allungare" (tanto da renderla quasi immortale) la vita umana di pochi eletti.
Non sto comprando e leggendo i libri della saga della Sigma Force in ordine cronologico ma sto procedendo un po' a casaccio (quando trovo un libro lo compro… punto e basta!); in questo romanzo, tuttavia, ci sono parecchi riferimenti agli altri della serie ma la loro presenza non ne inficia minimamente la lettura. Alcuni di questi, fanno riferimento ai romanzi L'ultimo oracolo e L'oro perduto, due libri che ho già letto in passato; per i riferimenti a quelli che non ho ancora letto, come ho detto prima, la loro presenza non ha costituito un grosso ostacolo.
Questo nono volume (che diventa il decimo se consideriamo anche il breve ebook L'oro perduto), come per gli altri della serie, è fortemente adrenalinico; e quindi ci troveremo tutti gli elementi tipici della letteratura "all'americana": avventura dalla prima all'ultima pagina, azione a tutto spiano, sparatorie a non finire e, soprattutto, i cattivi che si comportano da cattivi… ossia, senza esitazioni e senza ripensamenti. Di conseguenza, come un po' in tutti i libri di questo stile, l'elemento negativo è sempre lo stesso: già a metà romanzo, nonostante alcuni colpi di scena, si capisce chi sia il cattivo di turno.
Voto: ⭐⭐⭐ (3 su 5)