Emma Cline: Le ragazze
Titolo originale: The Girls
Formato: Kindle (2.1 MB)
Pagine: 318
Editore: Einaudi (27 settembre 2016)
ASIN: B01LWV47MG
ISBN-13: 9788858424063
Data di acquisto: 10 agosto 2026
Letto dall'11 al 18 agosto 2026
▪ Sinossi
«Non appena mi cadde l'occhio sulle ragazze che attraversavano il parco, la mia attenzione restò fissa su di loro. Quella dai capelli neri con le sue accompagnatrici, la loro risata un rimprovero alla mia solitudine. Stavo aspettando che succedesse qualcosa, senza sapere cosa. E poi ecco».
Evie voleva solo che qualcuno si accorgesse di lei. Come tutte le adolescenti cercava su di sé lo sguardo degli altri. Un'occasione per essere trascinata via, anche a forza, dalla propria esistenza. Ma non aveva mai creduto che questo potesse accadere davvero. Finché non le vide: le ragazze. Le chiome lunghe e spettinate, i vestiti cortissimi. Il loro incedere fluido e incurante come di «squali che tagliano l'acqua». Poi il ranch, nascosto tra le colline. L'incenso, la musica, i corpi, il sesso. E, al centro di tutto, Russell. Russell con il suo carisma oscuro. Ci furono avvertimenti, segni di ciò che sarebbe accaduto? Oppure Evie era ormai troppo sedotta dalle ragazze per capire che tornare indietro sarebbe stato impossibile?
«Le ragazze annuncia l'arrivo di una voce formidabile nella narrativa americana». Jennifer Egan
«Questo libro vi spezzerà il cuore e vi lascerà a bocca aperta». Lena Dunham
«Non so che cosa sia piú stupefacente, se la capacità di Emma Cline di comprendere gli esseri umani o la bellezza della sua scrittura». Mark Haddon
«Ma al di là del clamore che ha suscitato, questo romanzo è davvero cosí bello? Preparatevi a ingoiare il vostro scetticismo». The Washington Post
▪ L'incipit del libro
Alzai gli occhi per via delle risate, e continuai a guardare per via delle ragazze.
Notai prima di tutto i capelli, lunghi e spettinati. Poi i gioielli che brillavano al sole. Erano in tre, così lontane che vedevo solo la periferia dei loro lineamenti, ma non importava: capii subito che erano diverse da tutte le altre persone del parco. Famiglie che ciondolavano, vagamente in fila, aspettando che fossero pronte le salsicce e gli hamburger messi a cuocere sulla griglia. Giovani donne in camicia a scacchi che correvano a stringersi al fianco dei fidanzati, bambini che lanciavano gemme di eucalipto ai polli dall'aria selvatica che infestavano il vialetto. Le ragazze dai capelli lunghi sembravano scivolare su tutto quello che le circondava, figure tragiche e isolate. Come una famiglia reale in esilio.
▪ La mia recensione
"La realtà della nostra esistenza ci rendeva sprezzanti, ansiosi di distruggere ciò che sembrava permanente".
Questo romanzo d'esordio della statunitense Emma Cline è molto spiazzante. A vedere la copertina ed a leggere che la trama è ispirata alle reali vicende di Charles Manson (e della sua "Famiglia Manson") sembra di trovarsi di fronte ad un thriller in piena regola. Ma non è così…
Durante l'estate californiana del 1969, Evie, quattordicenne sfiduciata ed in procinto di partire per il college, resta estasiata da un gruppo di cenciose ragazze poco più grandi di lei che subiscono l'influenza negativa di Russell, misterioso leader di una eccentrica setta hippie e di veri e propri "scappati di casa". Riesce ad avvicinarle ed a farsi accettare nella loro setta… ma per lei, da qui in poi, sarà tutta una inesorabile discesa verso un inferno di droga, sesso, violenza, furti e manipolazione psicologica.
Emma Cline ha utilizzato uno stile molto evocativo in grado di "farci vedere" sia le classiche insicurezze del periodo adolescenziale, che la rassegnazione dell'età adulta (la storia è tutta incentrata su una Evie ormai adulta che ripensa a quei giorni andati).
Il personaggio di Evie è perfettamente caratterizzata: non ci viene mostrata come una "vittima" ma, il suo interesse per la comunità di Russell, scaturisce soltanto dalla sua solitudine e, di conseguenza, dal suo desiderio di esser "vista" e di far parte di un qualcosa.
Ma per Le ragazze, purtroppo, non è tutto oro quel che luccica.
Partiamo direttamente dagli altri personaggi. Tutti (compresa la coprotagonista Suzanne di cui Evie è infatuata) risultano poco approfonditi. Alcune delle ragazze della comunità di Russell mi hanno dato l'impressione di esser state messe lì solo per far numero…
Il ritmo narrativo. Se vi avvicinate a questo romanzo aspettandovi, da subito, omicidi e sangue che scorre a fiumi resterete delusi. La storia, che come ho detto poc'anzi è raccontata in prima persona dalla protagonista ormai adulta, è lentissima e si concentra parecchio sulle sue impressioni e sulle sue disillusioni.
Un ulteriore aspetto negativo, e lo lascio per ultimo proprio perché è il più importante, è il riferimento alla "Famiglia Manson": questa cosa crea quasi una sorta di attesa per la brutalità e violenza gratuita. Attesa che, alla fin fine, sfocia in un nulla di fatto. Oltretutto, i momenti che precedono gli omicidi vengono "espansi" sino all'assurdo.
A questo punto la domanda sorge spontanea: Le ragazze può davvero considerarsi un thriller?
La mia risposta è una sola: NO!
Per carità, alcuni degli "ingredienti" tipicamente appannaggio del thriller ci sono tutti: la manipolazione psicologica, l'ambiguo leader della setta e la costante sensazione di minaccia. Però mancano completamente gli elementi cardine del genere: la tensione, l'indagine ed i colpi di scena. In questo romanzo, già dalla prima pagina, sai già cosa ne sarà di Evie, sai già cosa succederà e sai già chi è il responsabile della violenza che si scatenerà a fine libro.
Quindi, per come la vedo io, Le ragazze è solo un nostalgico romanzo di formazione in un ambiente malsano. È il racconto di una ragazza fragile che, cercando visibilità, finisce nel posto sbagliato.
📌 Voto: ⭐⭐⭐ (3 su 5)


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