"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

giovedì 13 agosto 2026

Le indagini della grafologa Bea Navarra nei gialli di Nunzia Scalzo


Le indagini della grafologa Bea Navarra nei gialli di Nunzia Scalzo
Dalla Sicilia una nuova protagonista del noir italiano, la grafologa Bea Navarra, nata dalla fantasia di Nunzia Scalzo, che dopo La regola dell'ortica è tornata con Il ragno nella tela

👉 fonte: il Libraio

C'è una nuova protagonista nel noir italiano contemporaneo, la grafologa Bea Navarra, nata dalla fantasia di Nunzia Scalzo, che dopo il successo di La regola dell'ortica è tornata, sempre per Feltrinelli, con Il ragno nella tela.
Grafologa forense a sua volta, e giornalista, Nunzia Scalzo è "nata per caso in Germania da genitori siciliani", e vive e lavora proprio in Sicilia. Dopo la laurea in Filosofia all'università di Catania, si è perfezionata in Filosofia del linguaggio.
Scalzo ha due passioni: quella per il giornalismo e la scrittura (è infatti direttrice editoriale del settimanale regionale I Vespri e collaboratrice delle pagine culturali dell'edizione di Palermo di la Repubblica), e quella per la grafologia forense (dal 2003 è iscritta al Tribunale di Catania e ha lavorato a migliaia di casi).
E veniamo a Il ragno nella tela, seconda indagine di Bea Navarra, che porta nella Sicilia più oscura: "Questa famiglia raggiungerà la pace e la serenità solo quando il diavolo sarà schiacciato. Non fidarti di chi ti è più vicino, non è mai quello che sembra". A trovare il sinistro messaggio nascosto dietro un quadro è la baronessa Giacinta Luce Di Gregorio. Nell'isolamento della sua villa immersa tra le colline di Caltagirone, la donna sta cercando di superare una serie di lutti che l'hanno colpita di recente, e adesso ecco queste parole velenose.
Chi le ha scritte? Chi è il diavolo da eliminare? E cosa significa la sequenza alfanumerica in greco antico che le accompagna? È una minaccia travestita da maledizione?
Per venirne a capo, la baronessa si rivolge a Bea Navarra, grafologa forense abituata a leggere la verità nelle tracce lasciate dalla scrittura. Ma l'analisi delle lettere e dei numeri dietro il quadro, e dell'inchiostro molto particolare usato per tracciarli, non basta: bisogna ricostruire l'albero genealogico della baronessa partendo proprio dalle scritture dei suoi membri perché "la carta non dimentica".
Giacinta, però, sembra restia a concedere documenti e informazioni. Insieme all'amico giornalista Domenico Grimaldi, a Erina, l'amica affilata e irresistibile, e grazie a una dritta di suo figlio Teo, studioso di astrofisica e buon conoscitore del deep web, Bea finisce per trovarsi al centro di una rete di menzogne che intreccia passato e presente, sangue e denaro, amore e vendetta.
Analizzando ogni grafia, ogni firma, ogni carta, Bea cerca di ricostruire una sorta di mappa familiare fatta di testamenti falsi, morti sospette e segreti troppo a lungo custoditi…

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