Gli Anelli del Potere 3, dal libro allo schermo: la serie entra nel
cuore della storia di Tolkien con la creazione dell'Unico Anello
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«Un Anello per domarli tutti». È probabilmente uno dei versi più riconoscibili della letteratura fantasy,
eppure quando comincia
Il Signore degli Anelli
l'oggetto attorno al quale ruota l'intera vicenda possiede già una storia
millenaria. Tolkien ne racconta il passato attraverso frammenti,
cronologie, genealogie e testi che allargano progressivamente i confini della
Terra di Mezzo. La terza stagione di
Gli Anelli del Potere arriverà su
Prime Video
l'11 novembre 2026 e si avvicinerà finalmente al momento in cui
quell'Anello viene creato.
La serie ideata da J.D. Payne e Patrick McKay continua quindi il proprio
viaggio nella Seconda Era, migliaia di anni prima delle vicende narrate ne
Lo Hobbit
e ne
Il Signore degli Anelli, affrontando una fase della mitologia tolkieniana che il cinema aveva
mostrato soprattutto attraverso il passato evocato dai personaggi.
Dopo due stagioni dedicate al ritorno di Sauron, alla creazione degli Anelli e
alla progressiva trasformazione politica della Terra di Mezzo, la terza cambia
inevitabilmente dimensione. La minaccia non deve più essere scoperta: Sauron è
tornato, il suo progetto ha preso forma e la guerra è ormai cominciata.
Quando si parla della serie è facile pensare a un adattamento diretto de
Il Signore degli Anelli, ma il rapporto con l'opera di Tolkien è più
complesso.
Gli Anelli del Potere racconta eventi appartenenti alla Seconda Era,
ricostruendoli a partire dal materiale tolkieniano relativo a questo periodo e
trasformando una materia narrativa spesso organizzata come storia, leggenda e
cronologia in un racconto televisivo continuativo. Nel mondo letterario di
Tolkien, la Seconda Era comprende infatti alcuni degli avvenimenti
fondamentali per comprendere ciò che accadrà millenni dopo: l'ascesa di Sauron
dopo la sconfitta di Morgoth, la creazione degli Anelli del Potere, la storia
di Númenor, l'origine dei Nazgûl e, infine, la guerra dell'Ultima Alleanza.
La serie opera inevitabilmente una compressione temporale, perché Tolkien
distribuisce questi eventi lungo migliaia di anni. La televisione ha bisogno
invece che personaggi e conflitti possano incontrarsi all'interno della stessa
narrazione.
Ed è proprio questa scelta ad aver reso Gli Anelli del Potere uno degli
adattamenti fantasy più discussi degli ultimi anni: non vuole semplicemente
visualizzare una storia già raccontata in forma romanzesca, ma costruire una
narrazione partendo dalla mitologia storica della Terra di Mezzo.
Le prime due stagioni hanno costruito progressivamente il ritorno dell'Oscuro
Signore. La seconda, soprattutto, ha portato al centro il rapporto tra Sauron
e Celebrimbor e la manipolazione che conduce alla forgiatura degli Anelli.
A questo punto la storia può cambiare prospettiva.
La sinossi ufficiale della terza stagione anticipa infatti un salto temporale
di diversi anni rispetto agli eventi precedenti. Quando ritroveremo la Terra
di Mezzo, la guerra tra gli Elfi e Sauron sarà ormai nel pieno del
conflitto.
Non assisteremo quindi semplicemente alle conseguenze immediate del finale
della seconda stagione. Entreremo in una Terra di Mezzo già trasformata dalla
guerra, nella quale il potere di Sauron è diventato una realtà politica e
militare. La domanda centrale non sarà più chi sia il nemico, ma come sia possibile
fermarlo.
È soprattutto un elemento della sinossi ufficiale a rendere la terza stagione
decisiva per il rapporto tra serie e libri: Sauron vuole forgiare l'Unico
Anello.
Nella mitologia di Tolkien questo momento modifica per sempre gli equilibri
della Terra di Mezzo. Gli altri Anelli sono stati creati, ma Sauron intende
realizzare uno strumento capace di dominarli e, attraverso di essi,
assoggettare chi li possiede.
Prime Video descrive un Sauron ormai insediato nella sua nuova torre di
Barad-dûr, ossessionato dalla creazione del potere che potrebbe permettergli
di piegare definitivamente gli ultimi avversari rimasti. Khazad-dûm è isolata
nelle profondità della montagna, mentre Lindon e Gran Burrone resistono anche
grazie ai Tre Anelli degli Elfi. È il momento verso cui, in un certo
senso, la serie si dirigeva fin dal titolo.
Gli Anelli del Potere sta per raccontare la nascita dell'oggetto che secoli
dopo arriverà a Isildur, Gollum, Bilbo e infine a Frodo. E sapere già dove finirà quell'Anello rende la storia ancora più tragica: lo
spettatore conosce il futuro, mentre i personaggi stanno ancora vivendo il
momento in cui quel futuro diventa possibile.
Se i Tre appartengono agli Elfi e i Sette sono legati ai Nani, rimane uno dei
passaggi più oscuri della storia degli Anelli: i Nove destinati agli Uomini
mortali. La terza stagione sembra destinata ad avvicinarsi proprio a questo segmento
della mitologia e tra i nuovi personaggi compare un nome che i lettori di
Tolkien riconosceranno immediatamente: Khamûl, interpretato da Zubin Varla.
Prime Video lo identifica come l'Easterling di Rhûn.
Khamûl diventerà uno dei Nazgûl e, dopo il Re Stregone di Angmar, uno dei più
importanti tra i nove Spettri dell'Anello.
È un passaggio interessante perché Tolkien racconta molto poco delle identità
originarie dei Nove. Una serie televisiva può quindi provare a trasformare
quelle figure leggendarie in esseri umani prima della corruzione, mostrando
cosa possa spingere qualcuno ad accettare un potere capace di promettere
grandezza e, lentamente, cancellarne l'identità.
Qui il fantasy di Tolkien incontra uno dei suoi temi più profondi: il male
raramente conquista offrendo il male. Offre ciò che desideriamo e ci convince
che il prezzo possa essere pagato più tardi.
Un altro ingresso importante riguarda Celeborn, interpretato da Jamie Campbell
Bower. Il marito di Galadriel, assente dalle prime due stagioni e creduto
perduto, entra finalmente nella storia. La sua comparsa apre inevitabilmente nuove possibilità per Galadriel, che fin
dall'inizio della serie è stata uno dei personaggi maggiormente reinterpretati
rispetto all'immagine che molti spettatori conoscono dalla trilogia
cinematografica.
La Galadriel della Seconda Era deve ancora attraversare secoli di storia prima
di diventare la Signora di Lórien incontrata dalla Compagnia dell'Anello.
Ritrovare Celeborn potrebbe quindi rappresentare un ulteriore passaggio nella
costruzione di quella figura.
Tra le altre novità troviamo anche Simon Pegg come voce del Balrog, mentre
tornano Morfydd Clark, Charlie Vickers, Robert Aramayo, Cynthia Addai-Robinson
e numerosi protagonisti delle stagioni precedenti.
Ridurre la storia degli Anelli a una battaglia tra bene e male significa
perdere una parte essenziale del pensiero di Tolkien. Il problema non è
soltanto che Sauron possieda un potere enorme. Il problema è che cosa accade
quando qualcuno crede di poter utilizzare il potere assoluto per raggiungere
un obiettivo considerato giusto. È per questo che l'Anello corrompe.
Boromir vorrebbe usarlo per salvare Gondor. Galadriel immagina per un momento
ciò che potrebbe diventare possedendolo. Gandalf lo teme proprio perché sa che
potrebbe desiderare di servirsene per fare del bene. L'Anello non ha bisogno
di convincere tutti a diventare Sauron: gli basta suggerire che, nelle mani
giuste, il dominio potrebbe essere utile.
La Seconda Era permette di osservare questo principio quando ancora non è
diventato memoria. Elfi, Nani e Uomini ricevono strumenti capaci di
amplificare ciò che desiderano conservare, ottenere o controllare. La tragedia nasce dal fatto che dietro quella promessa esiste il progetto di
qualcuno che vuole trasformare ogni desiderio in una catena.
Dopo due stagioni dedicate soprattutto alla costruzione del mondo e dei suoi
conflitti, la terza arriva a un punto in cui molti percorsi iniziano a
convergere.
Sauron sta costruendo il proprio dominio. Gli Elfi devono resistere. Númenor
attraversa una trasformazione politica destinata ad avere conseguenze enormi.
Khazad-dûm deve fare i conti con ciò che si è risvegliato sotto la montagna. I
Nove entrano progressivamente nell'orizzonte della storia e l'Unico Anello sta
per essere forgiato.
Anche la distribuzione scelta da Prime Video suggerisce una stagione pensata
come un grande evento: quattro episodi arriveranno l'11 novembre, il quinto e
il sesto il 18 novembre e gli ultimi due il 25 novembre.
La serie torna quindi l’11 novembre 2026 in esclusiva su Prime Video,
portando finalmente il suo titolo al centro della storia. Perché dopo aver raccontato gli Anelli del Potere, arriva il momento di
raccontare l'Anello destinato a dominarli tutti.


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