"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

lunedì 10 agosto 2026

[RECENSIONE] Mirko Zilahy: Il giardino delle ombre. Nemo Sperati, vol. 2


Mirko Zilahy: Il giardino delle ombre. Nemo Sperati, vol. 2

Formato: copertina rigida
Pagine: 288
Editore: Mondadori (16 giugno 2026)
ISBN-13: 9788804813682

Data di acquisto: prenotazione del 3 giugno 2026
Letto dal 4 al 10 agosto 2026

Sinossi
Torna Nemo Sperati, l'esperto d'arte capace di leggere la scena del crimine come un quadro d'autore.
Nel ventre del museo del Prado a Madrid, Tessa Vanetti, una giovane restauratrice specializzata nel Cinquecento olandese, sta ripulendo un'opera unica al mondo, il misterioso Trittico delle Delizie del pittore fiammingo Hieronymus Bosch. I suoi pannelli lignei rappresentano un'umanità vinta dal peccato, ibrida e deforme. Il lavoro procede spedito quando d'un tratto qualcosa la blocca: in corrispondenza di una delle figure più enigmatiche dell'opera (una lama tra due orecchie circondate da anime dannate) Tessa nota un'imperfezione. Un attimo dopo la pittura cede e sotto l'immagine dipinta da Bosch emerge un elemento inquietante.
A Roma, nel parco della Caffarella, l'ispettrice capo Miriam Tiberi si trova di fronte a uno scenario grottesco: il corpo di un uomo con una bizzarra maschera animalesca viene rinvenuto nella vasca di una piccola fattoria. Quando la foto della vittima compare sulla stampa, nella squadra d'indagine entra Nemo Sperati, docente delle Belle Arti e consulente della polizia per casi "speciali". L'unico in grado di sintonizzarsi con la scena del crimine e svelare simboli celati nell'opera dell'assassino.
Sulle tracce di un mistero antico cinque secoli, Miriam, Nemo e Tessa dovranno fare i conti con un killer che sta usando Roma come sfondo per le sue installazioni mortali. Per ritrovarsi di fronte alla più assurda delle domande: Hieronymus Bosch ha nascosto un oscuro messaggio tra le ombre del Giardino delle Delizie?

L'incipit del libro
Madrid, 11 maggio 2026, notte.
Nel ventre grigio e oscuro del museo, la pace somigliava a un gran sudario.
Il laboratorio di restauro del Prado era un cubo tagliato a metà da una lama invisibile. Sulla sinistra, la parte illuminata dai potenti led svelava le sagome di tre grossi PC e delle apparecchiature tecniche su cui riposavano le tele in attesa delle analisi. Sulla destra invece era notte fonda.
Ed era in quel buio perfetto che Tessa Vanetti - il caschetto nero sopra occhi felini cobalto - lavorava come un prudente animale sotterraneo. In cima allo sgabello telescopico, le mani nei sottili guanti di nitrile azzurro, le lenti digitali e la lampada a fibra ottica sulla fronte a illuminare una minuscola porzione dell'enorme dipinto.
Attorno, il nero assoluto.


La mia recensione
"Nel buio muto del soggiorno Tessa si ritrovò a pronunciare quelle parole ad alta voce: «Egli parlò e tutto fu finto; egli mentì e tutto fu creato». E una scossa elettrica l'attraversò come una bestemmia in chiesa".
Il giardino delle ombre, secondo capitolo incentrato su Nemo Sperati (esperto d'arte ed in grado di "vedere" la scena del crimine come se fosse un vero e proprio affresco da valutare) dimostra ancora una volta come Mirko Zilahy sia da annoverare tra i maestri più brillanti del nuovo thriller italiano. E questo suo recente lavoro è, appunto, un thriller in piena regola: molto "visivo", dalla tensione sempre bella alta ed infarcito di tanti personaggi geniali ma tormentati allo stesso tempo.
La trama può essere riassunta in questo modo: siamo ancora una volta a Roma e Nemo Sperati si presenta sul luogo di un barbaro delitto che, da subito, ha evidenti richiami con l'opera Trittico del Giardino delle delizie dell'artista olandese Hieronymus Bosch. Da qui in poi, Nemo ed il suo gruppo di comprimari (ma con l'ispettrice capo Miriam Tiberi che spicca su tutti), verranno trascinati in un vortice di puro orrore… sino all'incredibile colpo di scena finale. Personaggi tormentati ed inquieti, ma senza mai scadere nei cliché tipici del genere.
Il prof. Zilahy ha creato una impressionante sequela di descrizioni molto dettagliate e, in un certo senso, "pittoriche": il romanzo, più che scriverlo, lo ha incredibilmente dipinto come un quadro: ogni minimo dettaglio di una Roma malinconica e lontana dalle abituali rotte turistiche, qui diventa una pennellata ed un indizio per la risoluzione dell'enigma. Eppure, tutte queste descrizioni non gravano sulla storia ma, anzi, la rendono ricca e (scusate se mi ripeto) "visiva".
A chi ama i thriller investigativi e di alto livello, in Il giardino delle ombre troverà veramente pane per i suoi denti: ossia, con la tensione emotiva e psicologica che, a conti fatti, diventa un personaggio a tutti gli effetti ed in grado di farti compagnia ad ogni cambio di pagina.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

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