Un libro che va letto senza se e senza ma
👉 fonte: La Nazione
Parliamoci chiaro. Togliamoci ogni velo di supponenza (chi ce l'ha, io no) e diciamolo ad alta voce: Il Codice Da Vinci è uno di quei libri che bisogna aver letto almeno una volta nella vita. E questo non vale solo se si amano i thriller. Vale a prescindere. Se si ama il romanzo storico, se si è curiosi di simbolismi e di religione, o se si è curiosi tout court. Basta avere la consapevolezza di non star leggendo un saggio (perché in quel caso c'è l'obbligo dell'autore di dire sempre la verità) ma un romanzo, un bellissimo romanzo che alla fine, dopo un turbinìo di eventi che si susseguono pagina dopo pagina, fa al meglio quello che un bel romanzo deve lasciare dietro di sé: fa fare un sacco di domande al lettore, che viene spinto ad andare oltre le pagine alla caccia di elementi legati al libro appena letto.
Dan Brown è stato davvero geniale in quest'opera, non solo per la creazione di un personaggio riuscitissimo come il professor Robert Langdon (che per tutti noi avrà sempre il volto di Tom Hanks a causa della fortunata trasposizione cinematografica del libro) ma anche per la fusione tra mistero, arte e simbolismo in una trama avvincente, in cui vengono sapientemente mescolati enigmi, segreti religiosi e rivelazioni sorprendenti. Al di là di quello che si possa pensare, si tratta di un'opera che ha segnato la cultura pop contemporanea e che continua a far discutere e appassionare. A mio modesto avviso, Il Codice Da Vinci svolge perfettamente la sua funzione primaria, che non è quella di informare, di essere un saggio storico o religioso (chi avanza al libro tale accusa non ha proprio capito cosa ha di fronte), ma quella di intrattenere, di regalare emozioni anche forzando la mano alla Storia con la esse maiuscola.
Temi complessi sviscerati con un linguaggio semplice, comprensibile a tutti, quello che peraltro dovrebbe fare sempre la Cultura, quella vera, cioè allargare gli orizzonti e uscire dai propri steccati, smettendo di fare l'errore che molti scrittori (e giornalisti) fanno: scrivere difficile per far vedere che sanno, loro, senza curarsi minimamente del lettore. Ecco, Il Codice Da Vinci è un libro bellissimo senza se e senza ma. Per quanto mi riguarda, è uno dei pochissimi libri che potrei leggere una seconda volta. Anche perché il film, ormai, lo so a memoria.


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