"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

mercoledì 26 agosto 2026

[RECENSIONE] Ira Levin: Rosemary's baby


Ira Levin: Rosemary's baby

Titolo originale: Rosemary’s Baby
Formato: copertina flessibile (9 ottobre 2024)
Pagine: 253
Editore: Sur
ISBN-13: 9788869984174

Data di acquisto: 23 agosto 2026
Letto dal 23 al 26 agosto 2026

Sinossi
Guy e Rosemary Woodhouse sono una giovane coppia di sposi. Lui è un attore, in attesa della sua grande occasione; lei sogna una normalità borghese fatta di sicurezza economica, una bella casa, tanti figli. Dopo lunghe ricerche hanno trovato un appartamento nel Bramford (un antico palazzo nel cuore di Manhattan, circondato da un alone di prestigio sociale ma anche da sinistre leggende) e di lì a poco la loro vita sembra arrivare a una svolta: Guy ottiene una parte in un'importante commedia e Rosemary resta finalmente incinta del primo figlio. Ma non tutto è destinato ad andare per il verso giusto. La gravidanza di Rosemary viene turbata da premonizioni e incubi notturni, da inspiegabili dolori addominali e strani incontri, e soprattutto dall'invadenza di due vicini, troppo premurosi per non risultare sospetti…
Pubblicato per la prima volta nel 1967 e portato sul grande schermo da Roman Polanski, con un'indimenticabile Mia Farrow nel ruolo della protagonista, Rosemary's Baby è una delle grandi storie di mistero della nostra epoca, ma anche una godibilissima commedia che, dopo aver fatto entrare il Male nelle nostre case, ci aiuta a esorcizzarlo con la grazia di un semplice sorriso.

L'incipit del libro
Rosemary e Guy Woodhouse avevano già firmato il contratto d'affitto per un appartamento di cinque locali in un palazzone tutto bianco sulla First Avenue quando, da una certa signora Cortez, appresero che nel Bramford era libero un appartamento di quattro locali. Il Bramford, un vecchio edificio nero e imponente, è un agglomerato di appartamenti coi soffitti alti, ricercatissimi per via dei camini e dei particolari vittoriani. Rosemary e Guy si erano messi in lista sin dal giorno in cui s'erano sposati, ma alla fine avevano dovuto arrendersi.
Guy le riferì la notizia premendosi il microfono contro il petto; Rosemary mandò un gemito: «Oh, noo!» e per poco, parve, non scoppiò in lacrime.
«Ormai è troppo tardi» , disse Guy, parlando nel microfono. «Abbiamo firmato il contratto proprio ieri». Rosemary gli afferrò un braccio. «Non potremmo disdirlo?» gli chiese. «Trovare una scusa?»
«Scusi un attimo, signora Cortez». Guy tappò di nuovo il microfono. «Che scusa?» chiese.
Lei spalancò e levò le braccia al cielo, agitata. «Non so. Possiamo dirgli la verità. Che ci è capitata l'occasione di un appartamento al Bramford».

La mia recensione
"Satana è Suo Padre, non Guy rispose Roman -, Satana è Suo Padre. Salì dall'Inferno e generò un Figlio con una donna mortale! Per vendicare le vessazioni e le iniquità subite dai Suoi fedeli seguaci a opera degli adoratori di Dio".
Pubblicato ad inizio del 1967 Rosemary's Baby vede i giovani Guy e Rosemary Woodhouse traslocare nel Bramford, un elegante ed antico palazzo di Manhattan ma ammantato da sinistri accadimenti (morti sospette e suicidi su tutti). Guy è un attore ancora in cerca dell'occasione giusta per emergere nel mondo della recitazione, Rosemary è impaziente di avere un primo figlio: i loro desideri, di punto in bianco, sembrano realizzarsi in contemporanea a strani e misteriosi eventi che solo Rosemary sembra notare. Inoltre, la presenza della misteriosa coppia di anziani che abita accanto al loro appartamento ed irrompe come un tornato nella vita dei due giovani, diventa via via sempre più opprimente.
Pur essendo un romanzo abbastanza datato in alcuni passaggi, l'ho trovato assolutamente ben scritto: la tensione, all'inizio appena appena percepibile, diventa sempre più inquietante e, alla fine, si tramuta in horror puro. Ira Levin ha saputo mostrarci semplici istanti di vita quotidiana alternandoli con episodi incerti ed oscuri. E questo fatto mette il lettore davanti ad un dilemma: cosa è davvero reale e cosa è frutto della mente, della fobia e delle fissazioni di una sempre più isolata Rosemary.
Perfetta la contrapposizione, presente in tutto il libro, tra la tranquillità dell'appartamento di Rosemary ed il pericolo che si intuisce essere proprio al di là della porta d'ingresso. E perfetto è anche il finale ambiguo. Due elementi che, dopo quasi sessant'anni dalla pubblicazione del libro, fanno ancora da canone ai tanti romanzi, film e serie TV che si sono succeduti nel corso degli anni (un esempio su tutti: It di Stephen King).
Rosemary's Baby, a conti fatti, è un horror che, pur non mostrando palese e cruda violenza, piacerà senz'altro agli amanti del genere.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

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