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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

sabato 28 febbraio 2026

Libri letti a febbraio 2026… e quelli da leggere a marzo!


I libri che ho letto e recensito a febbraio:
[fumetto] Strangers in Paradise, vol. 4: It's a good life!
[fumetto] Strangers in Paradise, vol. 3: I Dream of You 2
Andrew Porter: La vita immaginata
[fumetto] Strangers in Paradise, vol. 2: I Dream of You 1
Harlan Coben: Fuga
[fumetto] Strangers in Paradise, vol. 1
Bret Easton Ellis: American Psycho
Wilbur Smith: La voce del tuono
Victor Hugo: Notre-Dame de Paris
Ernest Hemingway: Per chi suona la campana

Ed i libri in lettura per marzo (ma non necessariamente in quest'ordine… e non è neanche detto che siano questi):
Jeneva Rose: Un matrimonio perfetto [già in lettura] e Un divorzio perfetto
Don Winslow: L'ultimo colpo
Angela Marsons: Il silenzio dei colpevoli
Bill Clinton e James Patterson: La presidente
Francesca Giannone: La portalettere

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 16 al 22 febbraio 2026 (Fonte: TuttoLibri del 28 febbraio 2026):

1. Stefania S. - Cuori magnetici. Love me love me, vol. 1
2. Stefania Auci - L'alba dei Leoni
3. Stefano Vitelli e Giuseppe Legato - Il ragionevole dubbio di Garlasco. Un giudice nel labirinto del caso di cronaca più discusso d'Italia
4. Emily Brontë - Cime tempestose
5. Florence Knapp - Tre nomi
6. Lizzy Snow White - Wrecked. Siamo il disastro perfetto
7. Dario Ferrari - L'idiota di famiglia
8. Stefania S. - Anime elettriche. Love me love me, vol. 2
9. Gregg Dunnett - Piccoli fantasmi
10. Michela Murgia - Lezioni sull'odio

Cinque romanzi di M.R. Carey da leggere se ami il thriller che inquieta


Cinque romanzi di M.R. Carey da leggere se ami il thriller che inquieta
Storie che mettono alla prova l’identità, la morale, l’idea stessa di umanità

👉 fonte: Agenda Online

Nel panorama del thriller contemporaneo, pochi scrittori riescono a muoversi con la stessa naturalezza di M.R. Carey tra horror, fantascienza e tensione psicologica. Le sue storie partono spesso da scenari estremi (epidemie, carceri, mondi post-apocalittici, identità spezzate) ma ciò che davvero le rende inquietanti è il modo in cui mettono sotto pressione l'essere umano. Carey non cerca lo shock fine a sé stesso: costruisce una suspense lenta, morale, che nasce dalle scelte, dalla paura dell'altro, dalla perdita di controllo.
Dietro questo nome si nasconde Mike Carey, autore britannico con una lunga esperienza come sceneggiatore di fumetti per DC Comics e Marvel, un percorso che ha affinato il suo senso del ritmo e della costruzione narrativa. Nei romanzi, questa formazione si traduce in trame solide, personaggi credibili e una tensione che cresce senza mai urlare.
Ecco cinque titoli fondamentali, tutti tradotti in italiano e disponibili su Amazon, per capire davvero perché Carey sia oggi una delle voci più autorevoli della letteratura di genere.

▪️La ragazza che sapeva troppo (The Girl with All the Gifts)
Pubblicato nel 2014 con il titolo originale The Girl with All the Gifts, è il romanzo che ha consacrato M.R. Carey al pubblico internazionale. In un mondo devastato da un'infezione fungina che ha trasformato gran parte dell'umanità in creature fameliche, un gruppo di scienziati e militari studia alcuni bambini infetti che, a differenza degli altri, conservano coscienza e intelligenza. Tra loro c'è Melanie, brillante, sensibile, capace di affezionarsi e di fare domande scomode. Attorno a lei si muovono una docente che la vede come una bambina e una scienziata che la considera la chiave per la sopravvivenza della specie.
La tensione non nasce solo dalla minaccia esterna, ma dal conflitto morale: fino a che punto si può sacrificare un individuo per salvare l'umanità? Carey costruisce un thriller post-apocalittico che è soprattutto una riflessione sull'empatia, sull'educazione e sul futuro.

▪️Il ragazzo sul ponte (The Boy on the Bridge)
Uscito nel 2017, ambientato nello stesso universo narrativo del romanzo precedente, Il ragazzo sul ponte racconta una missione scientifica in un'Inghilterra ormai irriconoscibile. Un convoglio militare attraversa territori infestati per cercare una cura definitiva all'epidemia. A bordo c'è un bambino geniale, Stephen, la cui mente brillante potrebbe rappresentare l'ultima speranza.
Il viaggio diventa progressivamente una discesa nell'incertezza: la scienza si scontra con la paura, la disciplina militare con il dubbio morale. Non è un semplice sequel, ma un'espansione dello stesso mondo, che ne esplora le crepe etiche e politiche. Carey amplia lo scenario e mette in discussione l'idea stessa di controllo, mostrando quanto fragile sia la linea tra sopravvivenza e disumanizzazione.

▪️Fellside. La prigioniera (Fellside)
Pubblicato nel 2016, Fellside segna una svolta più cupa e claustrofobica. La protagonista, Jess Moulson, si risveglia in ospedale dopo un incendio in cui è morto un bambino. Condannata per omicidio, viene rinchiusa nel carcere femminile di massima sicurezza di Fellside, un luogo dove la violenza è silenziosa e sistemica. Tra le mura della prigione, Jess inizia a sentire la voce del bambino morto, un'eco che potrebbe essere senso di colpa, follia o qualcosa di più oscuro.
Carey intreccia thriller carcerario e suggestioni soprannaturali, ma il vero fulcro resta la colpa e la possibilità di redenzione. La tensione cresce lentamente, in un ambiente chiuso che amplifica ogni sospetto e ogni segreto.

Pubblicato nel 2018, è un thriller psicologico che rilegge in chiave contemporanea il mito del doppio. Liz Kendall è una madre devota, apparentemente incapace di fare del male. Ma esiste un'altra Liz, oscura, determinata, pronta a tutto pur di ottenere ciò che vuole. La frattura tra le due identità si allarga fino a incrinare la percezione stessa della realtà.
Carey costruisce una narrazione tesa e ambigua, dove il lettore è costretto a dubitare della protagonista e di ciò che vede. Non è solo una storia di alter ego: è un romanzo che interroga il concetto di identità, responsabilità e libero arbitrio, spingendo il thriller psicologico verso territori più inquietanti e imprevedibili.

Pubblicato nel 2020 come primo capitolo della Rampart Trilogy, The Book of Koli ci porta in un futuro remoto in cui la natura è diventata ostile e la tecnologia è un potere misterioso custodito da pochi. Koli vive in un piccolo villaggio dove il sapere è controllato e la conoscenza può essere una minaccia. Quando entra in contatto con un antico dispositivo tecnologico, la sua visione del mondo cambia per sempre. Inizia così un percorso di crescita e scoperta che unisce fantascienza e tensione narrativa.
Carey costruisce un universo coerente e affascinante, dove il vero conflitto non è solo contro l'ambiente esterno, ma contro l'ignoranza e la manipolazione della verità.

Questi cinque romanzi raccontano perfettamente l'identità di M.R. Carey: uno scrittore capace di usare il genere per parlare del presente, delle nostre paure e delle nostre scelte. Thriller da leggere con attenzione, perché sotto la suspense si nasconde sempre qualcosa di molto più profondo.

venerdì 27 febbraio 2026

Cinque libri per chi si sente incompreso: storie che spazzano via la solitudine


Cinque libri per chi si sente incompreso: storie che spazzano via la solitudine
Cinque libri che parlano a chi si sente fuori posto, invisibile o inascoltato. Libri intensi, profondi e necessari che trasformano la solitudine in consapevolezza e resistenza emotiva

👉 fonte: LibreriAmo

Sentirsi incompresi non è solo una fase emotiva, è spesso una condizione esistenziale. Ci si sente fuori asse rispetto agli altri, al linguaggio comune, alle aspettative sociali. La letteratura, quando è autentica, non consola in modo facile ma offre qualcosa di più prezioso: riconoscimento. Questi cinque libri parlano di marginalità, silenzi, identità negate, desideri repressi, legami che resistono anche quando il mondo sembra voltare le spalle. Sono storie che non addolciscono il dolore ma lo attraversano, restituendogli dignità. Libri che non spiegano tutto ma fanno sentire meno soli.
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giovedì 26 febbraio 2026

Si torna a parlare di acquisti dei libri a rate: il progetto di Utopia rivolto a lettrici e lettori under 35


Si torna a parlare di acquisti dei libri a rate: il progetto di Utopia rivolto a lettrici e lettori under 35
La casa editrice indipendente Utopia annuncia "A-uto-rata": un progetto di rateizzazione pensato per giovani lettrici e lettori. Ecco come funziona

👉 fonte: il Libraio

A gennaio 2025 la casa editrice Einaudi aveva annunciato la fine del servizio che dava la possibilità di rateizzare l'acquisto dei titoli (per singole lettrici e lettori, giovani in particolare, ma anche enti e biblioteche). Oltre un anno dopo, è un marchio indipendente a rilanciare questa modalità: parliamo di Utopia, che presenta un nuovo progetto pensato per un pubblico di under 35. Si torna dunque a parlare di acquisti dei libri a rate.
L'iniziativa si chiama A-uto-rata ed è rivolta a lettrici e lettori interessati ai titoli del catalogo Utopia (che comprende, tra gli altri, opere di Massimo Bontempelli, Anne Carson, e Can Xue). Funziona così: è possibile scegliere tra 10 e 15 libri, lasciare i propri contatti e concordare successivamente una rateizzazione del pagamento, a interessi zero, con scadenza entro febbraio 2027. Un esperimento che riapre la riflessione sulle modalità di accesso ai libri e sulle strategie per avvicinare nuovi lettori.

"I girasoli di Shaah-Mall-A" di Maddalena Antonini


I girasoli di Shaah-Mall-A di Maddalena Antonini
Una brillante storia di fantascienza permeata di umorismo, che è soprattutto una satira rivolta contro il mondo delle aziende e il militarismo USA

👉 fonte: sololibri.net

Pianeta Terra, futuro prossimo: questa l'ambientazione del romanzo di Maddalena Antonini I girasoli di Shaah-Mall-A (Tabula Fati, 2025). Linda ha abbondantemente superato i quarant'anni anni e, pertanto, la direzione del negozio dove lavora l'ha spostata dal settore musicale heavy metal al reparto libri cartacei, un luogo frequentato da pochissimi clienti perché l'evoluzione tecnologica ha reso questo supporto materiale obsoleto. Le sue proteste non sortiscono alcun effetto e, tornata a casa depressa, cade addormentata nel suo letto.
Ma quello che per lei è un sonno profondo è in realtà l'inizio di una avventura perché quando si risveglia scopre di essere stata rapita degli alieni. Gix, una creatura extraterrestre che assomiglia a una lumaca, le spiega che è stata trasportata su una base orbitante e hanno scelto lei perché la vision aziendale prevede il prelievo di terrestri single. In realtà non è sola, perché assieme a Linda hanno preso un altro terreste, Stefano, un tombeur de femme dal carattere scontroso, che risponde alle medesime caratteristiche.
I lumaconi provengono dal pianeta di Shaah-Mall-A, che si trova nel braccio di Orione, e li hanno rapiti per una missione di tipo scientifico. Inizia per i due terrestri un viaggio alla scoperta della civiltà Shamalliana e dei suoi molti aspetti insoliti, come la passione per la cucina toscana e i batteristi rock. A complicare la loro straordinaria avventura ci pensano proprio gli Americani, i quali, grazie alla Cia e a un ragazzino molto dotato, hanno scoperto l'esistenza degli Shamalliani e grazie a un elirazzo, un veicolo in grado di uscire dall'atmosfera, stanno organizzando una spedizione per raggiungerli.
I girasoli di Shaah-Mall-A è una storia effervescente, permeata di umorismo e di una satira rivolta contro le aziende e le loro regole assurde nonché il militarismo USA. È, inoltre, caratterizzata dalla descrizione di gustosi piatti e piacevoli vini toscani e accompagnata da una colonna sonora composta prevalentemente da brani rock e heavy metal che arricchiscono di significato i passaggi più importanti del testo.
Opera corale, la narrazione si focalizza alternativamente sui diversi punti di vista dei protagonisti, volendo l'autrice in questo modo comunicare al lettore i differenti modi di pensare e interpretare la realtà da parte di popolazioni molto diverse fra loro e svelare quanto la poca conoscenza degli altri possa causare pericolose incomprensioni.
E a conclusione del libro la Postfazione scritta dall'autrice assieme a tutti i protagonisti, umani e alieni, che fino all'ultima riga hanno voluto dire la loro. D'altra parte, l'Universo è grande e c'è abbastanza spazio per tutti i punti di vista.

mercoledì 25 febbraio 2026

Andrew Porter: La vita immaginata


Andrew Porter: La vita immaginata

Titolo originale: The Imagined Life
Formato: Kindle (800 KB)
Pagine: 253
Editore: Feltrinelli Editore (24 giugno 2025)
ASIN: B0F9WQJZZQ
ISBN-13: 9788858863558

Data di acquisto: 21 febbraio 2026
Letto dal 21 al 25 febbraio 2026

▪️Sinossi
Steven Mills è arrivato a un bivio. Sua moglie e suo figlio se ne sono andati, forse per sempre. Ma nella vita di Steven c'è stato un altro abbandono, anni prima, quando il padre, brillante e carismatico professore universitario, scompare dopo uno scandalo mai chiarito completamente. Steven allora si mette sulle sue tracce, forse come unico appiglio a una realtà che gli sta sfuggendo di mano. Mentre guida lungo la costa della California, alla ricerca degli amici, dei familiari e degli ex colleghi del padre, l'infanzia e l'adolescenza di Steven prendono forma: le leggendarie feste in piscina dei genitori, i film in bianco e nero sul proiettore del cortile, i segreti condivisi con l'amico più caro. Ogni conversazione nel presente rivela un altro strato del passato di suo padre, un'altra intuizione sulla sua assenza. Eppure, a ogni rivelazione, quell'uomo che per un attimo sembra apparirgli finalmente davanti agli occhi, l'attimo successivo scompare di nuovo, costringendo il figlio ad affrontare la verità sulla propria vita.

▪️L'incipit del libro
Alcuni anni fa, quando mi imbarcai in questo progetto - in una, per così dire, ricerca della verità su quanto era accaduto a mio padre -, mia moglie Alison mi avvertì del pericolo che correvo avvicinandomi troppo a qualcosa che forse non volevo veramente sapere. E mi ricordò cos'era successo a lei quando aveva letto i diari di sua madre, morta da poco. Metà delle cose che ci aveva trovato dentro era stata felice di venirle a sapere, ma l'altra metà no. Alla fine aveva avuto la sensazione che l'immagine di sua madre, o almeno quella che aveva sempre avuto, ne uscisse sminuita, cambiata. Credo intendesse che le era sembrata più umana, e suppongo che a volte, nonostante le nostre migliori intenzioni, non sia proprio questo che desideriamo.

▪️La mia recensione
"In un certo senso - disse a un tratto, rilassandosi sulla sedia -, c'è da ammirarlo, non trovi? Parlo sul serio. In un certo senso c'è da ammirarlo perché non si è mai arreso, Steven, non ha mai fatto un passo indietro. Forse ha preso delle decisioni sbagliate, ha commesso qualche errore di valutazione, ma non si è mai lasciato intimidire. E per questo c'è da ammirarlo".
La vita immaginata, dell'americano Andrew Porter è un romanzo-saggio molto emozionante che fa riflettere sul rapporto padre-figlio.
La trama è abbastanza semplice: Steven, in un periodo di crisi lavorativa e familiare, molla tutto e parte alla ricerca del padre, carismatico docente universitario, allontanatosi da casa quarant'anni prima dopo che la sua stessa facoltà lo ha praticamente messo alla porta… Ecco, allora, che Steven (e noi insieme a lui!) intraprende sia un viaggio nel passato del padre, che all'interno dei suoi stessi ricordi di ragazzino nella California degli anni '80. Tra telefonate, visite e domande agli ex colleghi del padre, ecco emergere la figura di un uomo paranoico, pieno di segreti, schiacciato dalla delusione professionale e dai rapporti tesi con la moglie.
La scrittura di Porter è molto riflessiva (quasi "malinconicamente" poetica) e con la narrazione che si sviluppa tra presente e flashback dello Steven fanciullo… Rievocazioni che invece di dare risposte certe, introducono nuove domande e nuovi misteri. Eppure è proprio questo costante salto tra passato e presente che permette al protagonista di scindere la vita reale da quella divinizzata del padre, ma anche (o soprattutto?) la difficoltà a capire appieno i propri genitori ed i loro turbamenti.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)

Tre nuovi e bellissimi libri per salvarsi dallo tsunami Sanremo


Tre nuovi e bellissimi libri per salvarsi dallo tsunami Sanremo

👉 fonte: Qui Como

Fughe da fermo, il cui titolo si ispira all'esordio letterario di Edoardo Nesi, vuole essere uno stimolo a conservare il piacere di leggere. Dunque, ogni settimana, insieme a Martina Fasola del Libraccio di Como, che già collabora alla rassegna culturale Strade Blu Live. La magia di un libro è anche quella di accompagnarci in altri mondi, di farci entrare in empatia con i suoi protagonisti. Di prenderci per mano e riconsegnarci altrove, con la sensazione di avere vissuto un'esperienza nuova da conservare nel tempo. E allora ecco un altro viaggio da vivere tra le pagine di queste nuove storie, ovunque ci conducano anche durante la "terribile" settimana del Festival di Sanremo.

▪️Teglie di rabbia di Henrik Johansson. Un racconto dall'ultima generazione della letteratura working class svedese, un filone che ha una genealogia alle spalle enorme e un vivace scenario contemporaneo, che finalmente arriva al pubblico italiano.
▪️Valanga di Raphaël Haroche. Con Valanga, Raphaël Haroche ci consegna un romanzo che mette insieme Salinger e Palahniuk, un racconto vivo e autentico, punteggiato di nostalgia e di tenerezza, scritto con una lingua affilata e pieno di verità.
▪️L'invenzione di Tristan di Adrien Bosc. Mescolando le testimonianze di chi gli era stato vicino, documenti, memorie e articoli di giornale, Adrien Bosc compone un ritratto dove tutto è vero ma tutto è romanzo, un'indagine sull'identità e sulla scrittura che ripercorre la parabola di un autore dimenticato troppo presto.

"Tre nomi" di Florence Knapp, arriva in Italia il romanzo dell'anno per il New York Times


Tre nomi di Florence Knapp, arriva in Italia il romanzo dell'anno per il New York Times
Già caso editoriale all'estero e libro dell'anno per il New York Times, arriva in Italia il debutto folgorante di Florence Knapp. Una storia che ci interroga sul peso del destino e sulla forza dei legami che ci definiscono

👉 fonte: LibreriAmo

Da mesi ai vertici delle classifiche inglesi, ha conquistato la critica più autorevole, i librai che l'hanno scelto come libro dell'anno, e soprattutto i lettori, che lo hanno amato scatenando un passaparola inarrestabile. Parliamo di Tre nomi, il romanzo d'esordio di Florence Knapp. Uscito in Inghilterra nella primavera 2025 e attualmente tra i titoli più venduti in Uk, il libro è in corso di pubblicazione in oltre 24 Paesi.
Dopo aver dominato nel Regno Unito e negli Stati Uniti, il libro sta scalando le classifiche mondiali e si appresta a diventare il nuovo fenomeno letterario anche nel nostro Paese. Ma cosa rende questo libro così speciale?
Mentre fuori il vento spezza i rami degli alberi, il pianto di un neonato riempie di vita la stanza. È nato il figlio di Cora e lei, finalmente, può cullarlo. Ma non è solo una notte di nascita e tempesta. È una notte di decisioni. Il bambino ha bisogno di un nome, ma Cora esita. La scelta più semplice sarebbe chiamarlo Gordon. Il nome del padre, e di tutti i maschi della famiglia. Il nome che il marito vorrebbe imporle. Eppure, Cora sente che non è la decisione giusta.
Potrebbe chiamarlo Julian, un nome che le è sempre piaciuto per il suo significato: Padre del cielo. O accontentare la primogenita Maia che le ha suggerito Bear. Il mattino dopo, la bufera è passata. Cora, invece, sente ancora infuriare dentro di sé lo stesso vento che ha messo sottosopra la città. Mentre va all'anagrafe, ferma il passeggino sotto una quercia e stringe forte la mano di Maia. Gordon, Julian, Bear. Cora deve decidere se assecondare la volontà di suo marito o ribellarsi.
In tre scenari alternati, la madre dà al figlio un nome diverso. Una scelta che comporta tre vite differenti. Una decisione che innesca infinite possibilità. Perché un nome non è mai soltanto un nome. Può essere dono, eredità, promessa; oppure trasformarsi in vincolo, marchio, condanna. Può proteggere o ferire. Può esprimere amore o potere. E può cambiare un'intera esistenza.
Non capita spesso che un'opera prima riesca a mettere d'accordo critica e pubblico con tale forza. All'estero, il romanzo (pubblicato con il titolo The Names) è diventato un cult istantaneo. Non è stato solo il "più venduto" nei grandi store online, ma è stato il preferito dai librai indipendenti, coloro che il libro lo leggono con il cuore prima che con i numeri.
Dalle pagine del The New York Times alle recensioni appassionate del The Guardian, la stampa internazionale ha celebrato la Knapp come una nuova voce capace di unire la profondità psicologica di Anne Tyler alla struttura narrativa brillante di un classico contemporaneo.
Tre nomi è una profonda meditazione sulla natura umana. La Knapp scrive con una grazia che incanta, alternando momenti di pura gioia a passaggi di una malinconia devastante. La sua scrittura ci ricorda che, sebbene il destino possa darci un nome, siamo noi a dovergli dare un significato.
All'estero, il successo del libro è stato alimentato anche dalla capacità dell'autrice di non offrire risposte facili. Non esiste una "vita perfetta" tra le tre opzioni. Ognuna ha le sue ferite, ognuna ha i suoi tramonti. Questo realismo magico, inteso non come genere letterario ma come capacità di rendere magica la realtà quotidiana, è ciò che ha fatto innamorare i lettori di ogni cultura.
Con una valutazione media che sfiora l'eccellenza (oltre 4 stelle su 5) e migliaia di recensioni appassionate, la comunità di Goodreads ha incoronato Tre nomi come uno dei debutti più potenti del 2025. I lettori lo descrivono come un romanzo "che si insedia nel cuore per non lasciarlo più", lodando soprattutto la struttura a bivi che ricorda il celebre film Sliding Doors.
Molti utenti sottolineano come, oltre al fascino delle "vite parallele", il libro colpisca duro per la sua onestà brutale nel raccontare le dinamiche familiari: "Non è solo una storia sui nomi, è un'indagine devastante e bellissima su come il coraggio di una madre possa cambiare il corso delle generazioni", scrive una lettrice in una delle recensioni più votate.
Tra i commenti emerge un monito comune: preparate i fazzoletti. Sebbene alcuni lettori l'abbiano trovato "emotivamente faticoso" per i temi trattati, la maggior parte concorda nel definire la prosa di Florence Knapp "precisa, poetica e incredibilmente matura", rendendolo un libro da divorare tutto d'un fiato ma su cui riflettere per settimane.
In un'epoca in cui siamo ossessionati dalla performance e dalla scelta giusta, Tre nomi rappresenta un libro necessario per riflettere: ci dice che siamo la somma delle nostre scelte, ma anche della nostra capacità di rimediare agli errori. Questo libro ci invita a guardare alle persone che amiamo non per ciò che potrebbero essere state, ma per ciò che hanno scelto di diventare. Non è un caso che sia il libro più venduto all'estero: è un romanzo che parla la lingua universale dell'anima.

martedì 24 febbraio 2026

"A Knight of the Seven Kingdoms", perché si chiamano sette regni se sono nove? Egg dà la spiegazione


"A Knight of the Seven Kingdoms", perché si chiamano sette regni se sono nove? Egg dà la spiegazione
Tra mappe, dinastie e titoli che pesano quanto una spada valyriana, A Knight of the Seven Kingdoms si prende il lusso di chiarire una delle ambiguità più longeve di Westeros

👉 fonte: MoviePlayer.it

La serie di A Knight of the Seven Kingdoms riaccende una vecchia domanda del mondo di Il trono di spade: perché si parla di Sette Regni se le regioni di Westeros sono nove? La risposta affonda nella storia, nella politica e nella tradizione, così come dichiarato nel corso della serie stessa.
Nel finale della prima stagione di A Knight of the Seven Kingdoms, un breve scambio tra Dunk ed Egg mette il dito nella piaga: i Regni non sono sette, bensì nove. Una rivelazione che spiazza una parte del pubblico, ma che apre una finestra preziosa sulla genealogia politica di WesteroIl termine "Sette Regni" nasce prima della Conquista di Aegon Targaryen, avvenuta circa due secoli prima degli eventi della serie. In quell'epoca, il continente era frammentato in numerosi domini indipendenti, il cui numero variava continuamente: conquiste, alleanze e annessioni ridisegnavano la mappa con una frequenza quasi ossessiva. Quando Aegon sbarcò a Westeros, però, esistevano sette grandi regni riconosciuti, ciascuno governato da un sovrano: il Nord degli Stark, la Valle degli Arryn, le Isole e Fiumi degli Hoare, l'Altopiano dei Gardener, la Roccia dei Lannister, le Terre della Tempesta dei Durrandon e Dorne dei Martell.
Aegon riuscì a piegare tutti, tranne Dorne, che rimase indipendente fino al 161 AC. Eppure, il titolo assunto dal nuovo re fu comunque quello di Lord dei Sette Regni. Non si trattò di un errore, ma di una scelta politica e simbolica: il numero sette aveva (e ha) un peso enorme nella cultura di Westeros, soprattutto per la Fede dei Sette, alla quale Aegon decise di legarsi. Inoltre, separando le Isole di Ferro e le Terre dei Fiumi in due domini distinti, il conteggio rimaneva "magicamente" coerente.
Con il passare degli anni, la realtà territoriale di Westeros è cambiata, ma l'etichetta no. Alla struttura originale si sono aggiunti due elementi chiave: Dorne, infine integrata nel regno, e le Terre della Corona, nate attorno a Approdo del Re, la città fondata da Aegon nel punto esatto del suo sbarco. Il risultato? Nove regioni distinte, ciascuna affidata a una grande casata.
Durante gli eventi di A Knight of the Seven Kingdoms, la mappa politica è ormai stabile: Stark al Nord, Arryn nella Valle, Greyjoy sulle Isole di Ferro, Tully nei Fiumi, Tyrell nell'Altopiano, Baratheon nelle Terre della Tempesta, Lannister nell'Ovest, Targaryen sulle Terre della Corona e Martell a Dorne. Egg ha quindi perfettamente ragione dal punto di vista geografico.
La serie gioca brillantemente con questo paradosso, arrivando persino a mostrare un titolo scherzoso che ribattezza lo show A Knight of the Nine Kingdoms. Un guizzo ironico che difficilmente avrà seguito ufficiale, ma che centra il punto: i nomi, in Westeros, contano quanto le spade. Cambiarli significa riscrivere la Storia, e la Storia, soprattutto quella raccontata dal potere, non ama le revisioni.
Non sorprende, allora, che A Knight of the Seven Kingdoms scelga di soffermarsi su un dettaglio simile: è proprio in queste pieghe (tra nomi sbagliati ma tramandati, e numeri che non tornano) che Westeros continua a raccontare se stessa. E a rendersi, ancora una volta, incredibilmente credibile.

Fatevi un favore e leggete questi tre critici se volete capire qualcosa di letteratura. Altro che premi Strega, Book-Toker e classifiche


Fatevi un favore e leggete questi tre critici se volete capire qualcosa di letteratura. Altro che premi Strega, Book-Toker e classifiche
Facciamo tre nomi di critici che dovreste leggere. Molto diversi tra loro, coltissimi e preparati, ma soprattutto diversi da ciò a cui siete abituati. Non sono "intellettuali militanti" per come ve li hanno raccontati, né nerd della loro materia. Sono viveur della letteratura, hanno gusto, conoscenza e voglia di spiegarvi quello che altri non vi spiegano o non sanno spiegarvi

👉 fonte: MowMag.com

È molto probabile che di letteratura sappiate meno di quanto credete. Ed è anche molto probabile che quel che sapete lo abbiate letto da venditori di fumo e militanti dediti al battibecco politico, possibile con un piede dentro e uno fuori l'accademia. È anche molto probabile, ma non ci giurerei, che ciò che sapete della letteratura sia stato acquisito in modo disordinato e appassionato, trovando spunti da riviste di settore, blog e amici, è probabile che nell'ultimo anno siate cresciuti e abbiate smesso di leggere la Beat Generation o il realismo sporco americano per concedere qualche chance al postmodernismo americano. O, peggio, ai grandi vecchi continentali. 
C'è, almeno per chi scrive, una sana via di mezzo tra il "culturismo", che risulta convincente e non patetico se manifestato da pochi reali illuministi con la passione per l'enciclopedia, e il tiktokerismo, che al massimo vi farà scoprire Sally Rooney (brava) e scrittori o scrittrici meno brave. Il modello dei "casi letterari" non funziona più come una volta. Siamo passati da A sangue freddo di Truman Capote (tanto tempo fa) a Shantara (poco tempo fa) al romance. Nulla di tutto questo manca di dignità, poiché in una società liberale e aperta tutto ha dignità, fuorché togliere la dignità a destra e manca. Però la china è evidente.
C'è un modo per bilanciare tutto questo? Ovviamente no. E se ci fosse non ve lo darei qui gratis. Però ci sono tre persone che stanno facendo un lavoro che né io né voi sapremmo fare. Se volete capire qualcosa in più della letteratura, non come surrogato accademico o come eterno trend, ma come spigolo contro cui sbatte la vita, a ogni livello e in ogni dimensione, questi tre nomi potranno esservi utili. E, se siete amanti della bella scrittura, anche decisamente simpatici.
Angelo Cennamo ha la migliore cantina di scrittori americani che si possa vedere in Italia. Non solo perché legge i libri che escono, ma perché ha letto i libri che sono usciti. Alcuni dei titoli che ama sono anche introvabili. Nella lunga strada che porta un diciassettenne che legge Bukowski a capire Thomas Pynchon e David Foster Wallace incontrerai, viandante, gli autogrill del grande romanzo americano. Non solo quei romanzi totali e caleidoscopici di Vollmann, Delillo e compagnia. Ma i viventi Jonathan Franzen, Ben Lerner eccetera eccetera. Serve senso dell'orientamento, perché il Paese è grande, contraddittorio, soffocato non solo dal trumpismo, ma anche da un suo "sodale opposto", una sorta di puritanesimo ideologico dalle conseguenze fantozziane, soprattutto quando si tratta di arte. Contro di esso la grande letteratura può ancora qualcosa. Lo sa Cennamo, che ve ne parla, avendo guidato a lungo, e in solitaria, su Telegraph Avenue.
Fabrizio Coscia ha due anime, quella del "ritrattista" (Filippo La Porta lo ha definito così su Robinson de La Repubblica), del "narratore essenziale e potente" (Renato Minore su Il Messaggero), che è quella che emerge dai suoi Suicidi imperfetti ma anche da I sentieri delle ninfe, e quella del glossatore. Oggi si direbbe: ha la vocazione profonda del blogger, termine considerato ormai quasi dispregiativo (quasi un modo per dire che se uno è blogger non è giornalista, considerazione falsa e facilona, poiché il blogger è spesso ben più che giornalista: è scrittore). Così su Caspiar ha deciso di annotare con uno stile naturale, informale e chiaro, dunque direi cartesiano, ciò che legge e studia e ciò su cui ragiona. Ha una collana per Editoriale scientifica, S-Confini, una sorta di bottega aperta, una sorta di laboratorio per chi vuole scrivere saggi oggi. Leggerlo, e leggere i suoi autori, è come prendere in mano un martello convinti che ci si possa solo sbattere un chiodo nel muro, per poi scoprire che, con buona pace per i nuovi realisti, quel martello non è mai solo un martello, ma molto di più.
Mi piace invitarvi a leggere il terzo degli autori con le parole che a lui ha dedicato il poeta Giuseppe Conte in un post di inizio febbraio: "Matteo Marchesini non è un buon intellettuale. Per me, potrei sbagliarmi, è un trafficante presuntuoso onnipresente parolaio, a volte anche un po' imbecille". In effetti è molto probabile che Matteo Marchesini vi farà incazzare (a partire dal fatto che scrive su un giornale che la gente impegnata ha imparato a odiare: Il Foglio). Un socialista liberale, più liberale che socialista secondo me (e per fortuna), un radicale più vecchio stile che nuovo, allergico alla versione moderna dell'ideologia applicata alla cultura, e cioè il piagnisteo, da anni in lotta contro la critica letteraria in sé e per sé, e cioè smunta, stitica, completamente fuori dal tempo e dal mondo, anche quando militante, e cioè volontariamente pressata nel corsetto della politica a buon mercato pur di far sì che un discorso tecnico appaia il più possibile "immerso nel mondo" (e invece proprio per questo ancora più ridicolo). È un critico che non piace neanche a chi lo pubblica, infatti qualche editore all'ultimo si era tirato indietro, eccezion fatta - lo so per certo ma non sarà, spero, l'unica - proprio per Fabrizio Coscia, che ospita il suo ultimo libro. Matteo Marchesini non è un cavallo pazzo, uno scapigliato, uno che scrive dalla barricata. Non è isterico. È piuttosto ironico, e quindi autoironico, e colto in modo per nulla pilotato. Sembra un uomo del Novecento mitteleuropeo. Solo più leggero e divertente da leggere.
Si potrebbe fare il nome di altri, ma tanto vi basti per una corretta indigestione di stimoli, nozioni e storie. Come sosteneva il famigerato critico gastronomico A. J. Liebling, l'opulenza nel gusto non è mai un difetto. E può persino diventare un termometro per giudicare in che stato di salute è la società in cui viviamo.

lunedì 23 febbraio 2026

Tre libri per tre chicche letterarie se ti piace la narrativa straniera


Tre libri per tre chicche letterarie se ti piace la narrativa straniera
Tre libri poco frequentati ma potentissimi per scoprire la narrativa straniera tra memoria, resistenza e identità: dalla Germania del Novecento ai fantasmi della storia europea

👉 fonte: LibreriAmo

Questi tre libri sono tre chicche letterarie nel senso più autentico del termine: testi diversi per forma e linguaggio, ma uniti da un filo comune,  la Germania come spazio reale e simbolico, luogo di fratture, colpe, silenzi, e tentativi di comprensione. Romanzi, opere ibride, testi di confine che chiedono al lettore attenzione, lentezza e partecipazione emotiva.
Quando si parla di narrativa straniera, soprattutto quella europea del Novecento, il rischio è spesso quello di fermarsi ai nomi più noti, ai grandi classici già canonizzati. Eppure, esiste un sottobosco letterario fatto di opere meno battute, ibride, difficili da etichettare, che lavorano sul trauma storico, sulla perdita e sulla resistenza individuale.
Questi tre libri non sono letture facili, né rassicuranti. Sono chicche letterarie perché chiedono attenzione, perché rifiutano la semplificazione, perché lavorano sulle fratture della Storia invece che sulle sue narrazioni pacificate. Se ami la narrativa straniera che scava nella memoria, che interroga l'identità e che usa la letteratura come strumento di consapevolezza, questi titoli rappresentano tre porte d'ingresso preziose e necessarie. Tre modi diversi, ma complementari, di leggere la Germania (e l’Europa) attraverso ciò che è andato perduto, ma continua a chiedere di essere raccontato.

▪️I tedeschi. Una geografia della perdita di Jakuba Katalpa (Miraggi edizioni)
I tedeschi. Una geografia della perdita non è soltanto un romanzo familiare, ma un percorso nella memoria europea del Novecento, costruito attraverso ciò che manca, ciò che è stato taciuto, ciò che non è mai stato davvero elaborato. La storia prende avvio da un gesto apparentemente semplice e quasi tenero: per anni, una famiglia praghese riceve pacchetti contenenti piccoli doni, dolciumi, oggetti infantili. A inviarli è Klara Rissmann, una donna tedesca che ha abbandonato il figlio subito dopo la guerra.
Attorno a questo gesto si costruisce una narrazione stratificata, che non cerca risposte nette ma indaga le zone grigie della Storia. L'abbandono del figlio è stato una scelta? Una costrizione? Un atto di sopravvivenza? È una nipote di Klara, dopo la morte del padre, a tentare di ricostruire le origini della propria famiglia, scoprendo che la memoria non è mai lineare, e che ogni ricostruzione è inevitabilmente incompleta.
I tedeschi. Una geografia della perdita è un romanzo di donne e di madri, di maternità negate, interrotte, deformate dalla Storia. La perdita non è solo privata, ma collettiva: è la perdita di una lingua, di un'identità, di una continuità affettiva. Ricarda Messner costruisce una scrittura sobria, quasi trattenuta, che rifiuta il melodramma e lavora invece sulla sottrazione, sull'eco emotiva, sul non detto. Un libro che mostra come la colpa e il trauma non appartengano solo a chi li ha vissuti, ma si trasmettano, silenziosamente, alle generazioni successive.

▪️L'imperatore di Atlantide di Viktor Ullmann e Petr Kien (Miraggi edizioni)
L'imperatore di Atlantide è una di quelle opere che sfuggono alle categorie: non è solo un libretto d'opera, non è solo un saggio, non è solo un documento storico. È, prima di tutto, un atto di resistenza artistica. Composta tra il 1943 e il 1944 nel ghetto di Terezín, l'opera nasce in uno dei luoghi più paradossali e crudeli della macchina nazista: un ghetto "modello", usato come vetrina propagandistica per ingannare la Croce Rossa, mentre i suoi abitanti venivano deportati verso Auschwitz.
In questo contesto, Ullmann e Kien scelgono di riscrivere il mito di Atlantide, caro all'immaginario nazista, trasformandolo in una allegoria della fine del potere assoluto. L'imperatore che governa Atlantide dichiara guerra a tutti, ma la Morte stessa si ribella, rifiutandosi di collaborare. Il mondo si blocca, il sistema crolla, e il potere mostra la sua natura grottesca e autodistruttiva.
Il volume, con testo tedesco a fronte, è arricchito da saggi che ricostruiscono il contesto storico e analizzano il valore musicale e simbolico dell'opera. L'imperatore di Atlantide dimostra come, anche nelle condizioni più estreme, l'arte possa diventare un linguaggio di opposizione, una forma di verità che sfugge alla censura e alla violenza. Non una semplice testimonianza, ma una creazione capace di parlare ancora oggi.

▪️Una storia tedesca di Roger Salloch (Miraggi edizioni)
Leggere Una storia tedesca significa camminare accanto a un uomo che sceglie di non diventare eroe. Reinhardt Korber è un pittore, un insegnante d'arte, che attraversa Berlino nella primavera del 1935, mentre il regime nazista consolida il proprio potere. Non ci sono grandi gesti di ribellione, né atti spettacolari: c'è piuttosto una resistenza interiore, silenziosa, fatta di sguardi, di pensieri, di visioni.
Roger Salloch costruisce un romanzo profondamente simbolico, in cui la realtà è costantemente deformata dallo sguardo dell'artista. Berlino diventa un paesaggio mentale, attraversato da miti, riferimenti biblici, figure archetipiche come i Re Magi, capaci di eludere Erode/Hitler. La Storia irrompe nella vita dei personaggi non come evento improvviso, ma come progressiva distorsione del quotidiano.
Una storia tedesca è un romanzo sulla responsabilità morale, sull'impossibilità di restare innocenti, sulla difficoltà di continuare a vedere il mondo con lucidità quando tutto intorno è corrotto. Non offre consolazione, ma invita il lettore a interrogarsi su cosa significhi davvero resistere, quando opporsi apertamente sembra impossibile.

sabato 21 febbraio 2026

Harlan Coben: Fuga


Harlan Coben: Fuga

Titolo originale: Runaway

Formato: Kindle (1.1 MB)
Pagine: 413
Editore: Longanesi (20 maggio 2021)
ASIN: B092VYTLTQ
ISBN-13: 9788830458093

Data di acquisto: 17 febbraio 2026
Letto dal 17 al 21 febbraio 2026

▪️Sinossi
«Un maestro della suspense e dei colpi di scena». Dan Brown
L'hai persa. Tua figlia. Una ragazza sbandata e legata a un fidanzato che abusa di lei. Ma ti ha spiegato chiaramente che non vuole essere salvata.
Tu non ti dai pace e quando, per caso, la vedi a Central Park, mentre suona una chitarra non credi ai tuoi occhi. Quella che hai davanti, però, non è la ragazza che hai cresciuto, quella che è sempre presente nei tuoi ricordi. È una donna che cammina sul filo del rasoio, malconcia, spaventata, decisamente nei guai. Non ti fermi a pensare. Corri da lei e le dici di tornare a casa.
E lei fugge. Di nuovo.
E tu fai quello che ogni genitore farebbe: la segui. Ed entri in un mondo di cui non sospettavi nemmeno l'esistenza. Qui nessuno è al sicuro, nell'ombra l'arma più comune è l'omicidio.
Prima che tu riesca ad accorgertene tutta la tua vita è in pericolo. E per proteggere tua figlia dal male, prima dovrai affrontarlo tu stesso…

▪️L'incipit del libro
Simon era su una panchina allo Strawberry Fields Memorial di Central Park, il cuore a pezzi. Nessuno se ne sarebbe accorto, non a un primo sguardo, un'ora prima che i pugni cominciassero a volare e due turisti finlandesi si mettessero a strillare, mentre altri nove visitatori filmavano l'orribile rissa con gli smartphone.
Non c'erano fragole a Strawberry Fields, e bisognava mettercela tutta per chiamare quei diecimila metri quadrati di giardini paesaggistici un «campo», ma così si intitolava il pezzo dei Beatles. Strawberry Fields è un terreno triangolare incuneato fra la 72nd e Central Park West dedicato alla memoria di John Lennon, ucciso con un colpo d'arma da fuoco dalla parte opposta della strada. Al centro del memoriale c'è un mosaico di pietre che formano una parola:
IMAGINE
Simon guardava dritto davanti a sé, disperato. Un fiume di turisti gli passava accanto immortalando il famoso mosaico - foto di gruppo, selfie, qualcuno inginocchiato sulla scritta di pietre, qualcuno addirittura sdraiato. Quel giorno, come capitava spesso, c'era chi aveva decorato la scritta IMAGINE con fiori freschi che formavano il simbolo della pace, petali di rose rosse che chissà come non volavano via. La gente, forse proprio perché quello era pur sempre un memoriale, aspettava con pazienza il proprio turno per avvicinarsi e scattare l'indimenticabile foto che più tardi avrebbe postato su Snapchat o Instagram, o qualunque fosse il loro social preferito, insieme a una citazione di John Lennon o forse al testo di una canzone dei Beatles, magari proprio il verso in cui si immagina che tutti vivano in pace.


▪️La mia (brevissima) recensione
"Quando qualcosa va storto, quando la tenebra si insinua nell'anima della tua bambina, non puoi fare a meno di chiederti dove diavolo hai sbagliato".
Questo romanzo, pubblicato nel 2019 (e recentemente diventato anche un film su Netflix) conferma il motivo per cui Harlan Coben è uno dei miei scrittori statunitensi preferiti. Fuga è, detto in parole povere, un thriller "costruito" su mistero, segreti familiari, tensione ed azione. La trama ti travolge sin dalla prima pagina e, tra un "un'ultimo capitolo e poi smetto" e l'altro, ti accompagna sino all'epilogo finale in un tripudio di emozioni. I personaggi (tutti, partendo dal protagonista e via via sino alle semplici "comparse") son descritti molto bene e, visto il tema trattato, molto "umani".
I colpi di scena son davvero plausibili e, soprattutto, piazzati nei momenti salienti della storia. Anzi, vediamola da un'altra angolazione: ogni volta che c'è un colpo di scena, la stessa storia cambia direzione.
Al centro del libro c'è Simon Greene, consulente finanziario e padre di famiglia intento a rintracciare e riportare a casa Paige, sua figlia persa nel tunnel droga. Ma, nel farlo, si ritroverà al centro di una spirale di violenza e scheletri nell'armadio anche all'interno della sua stessa famiglia.
Il romanzo tratta, molto bene bisogna dirlo, il rapporto genitori-figli e sin dove un padre disperato può spingersi per salvare la sua famiglia.
Fuga, e termino qui, è il classico thriller che riesce a mescolare benissimo dramma, tensione e… un finale completamente spiazzante!
📌 Voto: 🏅🏅🏅🏅🏅 (5 su 5)

venerdì 20 febbraio 2026

Due libri per scoprire e riscoprire i classici


Due libri per scoprire e riscoprire i classici
Due classici da riscoprire tra gotico, mistero e fiaba oscura: I misteri delle cantine di Carolina Invernizio e Il cuore freddo di Wilhelm Hauff raccontano paure, desideri e ossessioni senza tempo

👉 fonte: LibreriAmo

Riscoprire i classici non significa soltanto tornare alle grandi opere consacrate dai programmi scolastici, ma anche riportare alla luce testi che hanno saputo parlare al loro tempo con una forza tale da restare sorprendentemente attuali. Il canone letterario, infatti, non è mai fisso: si espande, si ridefinisce, si arricchisce di voci che per anni sono rimaste ai margini o confinate a un'idea di letteratura popolare o "di genere".
I misteri delle cantine di Carolina Invernizio e Il cuore freddo di Wilhelm Hauff appartengono a due tradizioni diverse, il feuilleton italiano ottocentesco e la fiaba romantica tedesca, ma condividono un tratto fondamentale: entrambi usano il racconto gotico e simbolico per indagare il lato oscuro dell'animo umano. Tra cantine torinesi, segreti sepolti e ambizioni che divorano il cuore, questi due libri dimostrano come il classico non sia mai polvere da archivio, ma materia viva, capace ancora oggi di inquietare, affascinare e interrogare.
I misteri delle cantine di Carolina Invernizio e Il cuore freddo di Wilhelm Hauff dimostrano come i classici non appartengano al passato, ma continuino a vivere ogni volta che vengono riletti con uno sguardo nuovo. Tra gotico urbano e fiaba morale, questi due libri ci ricordano che la letteratura è uno strumento potentissimo per esplorare le ombre dell'essere umano, ieri come oggi. Riscoprirli significa non solo conoscere la storia della narrativa, ma anche comprendere meglio le nostre paure, i nostri desideri e le scelte che definiscono chi siamo.

▪️I misteri delle cantine di Carolina Invernizio
I misteri delle cantine di Carolina Invernizio, Edizioni del Capricorno, è un romanzo che incarna alla perfezione l'anima del feuilleton ottocentesco: una narrazione stratificata, carica di colpi di scena, ambientata in una Torino cupa e sotterranea, dove il confine tra bene e male è costantemente attraversato da passioni violente, segreti indicibili e destini segnati.
Il romanzo si apre nel 1872, alla vigilia dell'Epifania, con una scena di forte impatto visivo e simbolico: un uomo sfigurato dal vaiolo esce da una bettola torinese seguito da un bambino di otto anni, Carletto, vittima di maltrattamenti. La cantina in cui il bambino trova rifugio diventa immediatamente uno spazio liminale, un luogo sotterraneo in cui la vita e la morte si sfiorano. È qui che Carletto assiste, nascosto, alla sepoltura clandestina del cadavere di una donna, evento che dà avvio a una lunga catena di rivelazioni, ricatti e tragedie.
Carolina Invernizio costruisce il romanzo come un intricato mosaico narrativo, in cui il passato e il presente si rincorrono attraverso flashback, confessioni e rivelazioni progressive. La figura di Fosca, la donna sepolta viva nella cantina, diventa il centro simbolico dell'intera vicenda: intorno alla sua morte si addensano prostituzione, amori malati, tradimenti e pratiche macabre degne del gotico più cupo. La scrittura di Invernizio non ha paura dell'eccesso: anzi, lo abbraccia come cifra stilistica, consapevole che il piacere del feuilleton nasce proprio dall'accumulo, dalla tensione continua, dall'orrore che si insinua lentamente nella quotidianità.
Uno degli aspetti più interessanti di I misteri delle cantine di Carolina Invernizio, Edizioni del Capricorno, è il modo in cui l'autrice utilizza gli spazi urbani. La Torino sotterranea delle cantine, dei vicoli e delle bettole diventa metafora di una società che nasconde sotto la superficie rispettabile una realtà fatta di violenza e sopraffazione. Le cantine non sono solo luoghi fisici, ma veri e propri depositi di colpa, dove i segreti vengono sepolti insieme ai corpi.
Invernizio, spesso relegata per decenni a scrittrice popolare, dimostra in questo romanzo una straordinaria capacità di controllo narrativo e una profonda comprensione delle dinamiche sociali del suo tempo. Le sue figure femminili, in particolare, sono tutt'altro che passive: vittime sì, ma anche protagoniste di scelte estreme, capaci di muovere l'azione e di incarnare le contraddizioni di una società patriarcale. La nuova edizione di Edizioni del Capricorno restituisce dignità letteraria a un testo che merita di essere letto non solo come documento storico, ma come romanzo gotico di grande potenza immaginativa. I misteri delle cantine è una lettura che cattura, inquieta e trascina, ricordandoci quanto il popolare possa essere, a pieno titolo, letteratura.

▪️Il cuore freddo di Wilhelm Hauff
Il cuore freddo di Wilhelm Hauff, Arsenio Edizioni, è una delle fiabe più oscure e affascinanti della tradizione romantica tedesca, un racconto che utilizza il linguaggio della fiaba per esplorare temi profondamente morali ed esistenziali: l'ambizione, la perdita dell'umanità, il prezzo del successo.
Ambientato nel cuore della Foresta Nera, il racconto segue la vicenda di Peter Munk, un giovane povero e ingenuo che sogna una vita migliore. Insoddisfatto della sua condizione sociale, Peter sceglie di stringere un patto con uno spirito silvano malefico, cedendo il proprio cuore in cambio di ricchezza e potere. Il cuore umano viene sostituito con uno di pietra, freddo, incapace di provare compassione.
Wilhelm Hauff costruisce una fiaba che, sotto la superficie fantastica, si rivela una potente allegoria morale. Il cuore freddo non è solo un oggetto magico, ma il simbolo di una trasformazione interiore: Peter, privato della capacità di provare empatia, diventa progressivamente più ricco e più solo, più potente e più disumano. La ricchezza non porta felicità, ma isolamento, violenza e perdita di senso.
Uno degli elementi più affascinanti di Il cuore freddo è il suo equilibrio tra semplicità narrativa e profondità simbolica. La scrittura è limpida, quasi cristallina, ma ogni episodio è carico di significati morali. La Foresta Nera diventa uno spazio mitico, popolato da spiriti, forze oscure e figure ambigue che riflettono le paure e i desideri dell'animo umano.
La fiaba di Hauff dialoga apertamente con il Romanticismo tedesco, ma anticipa anche riflessioni modernissime sul rapporto tra etica e successo, tra identità e denaro. Peter Munk non è un semplice personaggio fiabesco: è l'emblema di chi rinuncia alla propria umanità per ottenere riconoscimento sociale. Il cuore di pietra diventa così una metafora potente, ancora oggi incredibilmente attuale.
L'edizione bilingue di Arsenio Edizioni, con testo tedesco a fronte, valorizza ulteriormente l'opera, permettendo di apprezzare la musicalità originale della lingua di Hauff e la precisione della traduzione. È un libro che può essere letto a più livelli: come fiaba gotica, come racconto morale, come riflessione filosofica sul desiderio e sulla responsabilità.
Il cuore freddo non offre facili consolazioni, ma invita il lettore a interrogarsi su cosa significhi davvero essere felici e su quanto siamo disposti a sacrificare per il successo. Un classico breve ma densissimo, che continua a parlare con forza anche al presente.

5 film straordinari tratti dai classici della letteratura americana


5 film straordinari tratti dai classici della letteratura americana

👉 fonte: Everyeye.it

Il cinema ha spesso trovato nella letteratura americana una fonte inesauribile di storie potenti. Alcuni film non si limitano a raccontare la storia originale; la ampliano. Ecco cinque esempi di come la parola scritta abbia preso vita sullo schermo in modi straordinari.

▪️Non è un paese per vecchi (2007) di Joel ed Ethan Coen
Adattare i romanzi di Cormac McCarthy non è un'impresa semplice. La sua scrittura è asciutta e piena di silenzi che trasudano tensione. I fratelli Coen, con il loro stile, hanno saputo catturare perfettamente questo spirito, creando un film inquietante. Anton Chigurh, con la sua presenza glaciale, rimane uno dei villain più memorabili del cinema contemporaneo. La scena del lancio della moneta è diventata leggendaria, simbolo di un destino inesorabile che si abbatte sui personaggi senza pietà.

▪️America oggi (1993) di Robert Altman
Robert Altman si è confrontato con i racconti di Raymond Carver, intrecciandoli in una lunga narrazione corale. Il film esplora la vita quotidiana, le coincidenze e le interconnessioni invisibili tra persone che sembrano distanti, ma che in realtà condividono le stesse fragilità e desideri. Con un cast ampio e talentuoso, Altman ci mostra che la tragedia, il dramma e la bellezza possono nascondersi negli angoli più ordinari dell’esistenza.

▪️Blade Runner (1982) di Ridley Scott
Il mondo immaginato da Philip K. Dick in Do Androids Dream of Electric Sheep? viene reinventato da Ridley Scott con uno stile visivo che ha segnato la fantascienza per decenni. La Los Angeles del 2019, cupa e luminosa allo stesso tempo, anticipa in maniera inquietante la realtà delle metropoli moderne. Rutger Hauer, improvvisando il celebre monologo "Tears in the rain", riesce a condensare in pochi minuti tutta l'umanità e la malinconia di un futuro possibile.

▪️Stand By Me. Ricordo di un'estate (1986) di Rob Reiner
Stephen King è celebre per l'horror, ma in Stand By Me emerge il lato più intimo e umano della sua scrittura. La storia, tratta dalla novella The Body, è un ritratto nostalgico dell'adolescenza, dei sogni, delle paure e della perdita dell'innocenza. Reiner dirige con delicatezza un gruppo di giovani attori che rendono credibili emozioni universali. Ogni passo lungo i binari della ferrovia diventa metafora di un viaggio verso la consapevolezza e la crescita personale.

▪️Il Mago di Oz (1939) di Victor Fleming
La trasposizione del classico di L. Frank Baum è un esempio perfetto di come il cinema possa trasformare una storia già amata in un'esperienza nuova. Dietro le quinte, la produzione fu un vero e proprio inferno, tra cambi di regia, incidenti e complicazioni tecniche. Eppure il risultato è un capolavoro senza tempo.

Audible e Kindle sempre più vicini: arriva la funzione "Leggi e Ascolta"


Audible e Kindle sempre più vicini: arriva la funzione "Leggi e Ascolta"

👉 fonte: HD Blog

Audible, la piattaforma di Amazon dedicata agli audiolibri, ha annunciato l'introduzione dell'Immersion Reading, una nuova soluzione che promette di trasformare la fruizione dei contenuti letterari, grazie alla funzionalità Leggi e Ascolta. Si tratta di una nuova opzione accessibile nella parte alta della UI, la quale si occupa di sincronizzare in tempo reale gli ebook del catalogo Kindle con i rispettivi audiolibri, creando un'esperienza ibrida e continua per l'utente finale.
Il sistema si attiva in modo del tutto automatico all'interno dell'applicazione Audible ogni qualvolta un cliente possieda entrambe le edizioni di un medesimo titolo. Durante la riproduzione audio, il testo scorre sullo schermo evidenziando le parole in perfetta sincronia con la voce del narratore, rappresentando un netto passo in avanti rispetto alla già nota tecnologia Whispersync for Voice, che si limitava a salvare e allineare i progressi di lettura tra i due formati per permettere il passaggio dall'uno all'altro. Con il nuovo approccio immersivo, non è più necessario scegliere un formato a discapito dell'altro, ma diventa possibile fruirli simultaneamente all'interno di un'unica interfaccia ottimizzata.
Per massimizzare l'accessibilità di questa modalità, l'infrastruttura software di Amazon identifica autonomamente le corrispondenze tra gli ebook presenti nella libreria Kindle dell'utente e il database audio. Un filtro dedicato all'interno dell'app si occupa di raggruppare tutte le opere che supportano l'Immersion Reading in un'unica sezione, eliminando la necessità di ricerche manuali. Insomma, se volete unire ascolto e lettura, questa novità rappresenta esattamente quello che stavate cercando.

5 adattamenti da libro a film perfetti passati inosservati


5 adattamenti da libro a film perfetti passati inosservati

👉 fonte: Everyeye.it

Non tutti gli adattamenti cinematografici da romanzo riescono a entrare nell'immaginario collettivo, eppure molti meriterebbero di essere riscoperti. Ci sono film che, pur non avendo fatto clamore al momento dell'uscita, offrono interpretazioni originali delle opere da cui nascono.
Sono quei film che fanno capire quanto l'arte dell'adattamento possa essere creativa e a volte totalmente libera dal testo originale.
▪️Ho camminato con uno zombi (1943) è un esempio perfetto. Ispirato liberamente a Jane Eyre di Charlotte Brontë, il film prende l'ossatura gotica del romanzo e la trasforma in una storia di zombie e voodoo. Non si tratta di una trasposizione fedele, ma proprio questo lo rende affascinante. Tra tensione, mistero e riflessioni sul colonialismo, il film mostra come un libro possa diventare un universo cinematografico completamente diverso pur conservandone lo spirito. È sorprendente pensare che un classico della letteratura inglese abbia potuto dare vita a un film horror così innovativo per gli anni ’40.
▪️Oltre il giardino (1979) racconta la vicenda di Chance, un uomo semplice che viene scambiato per un genio dalla società. Il film, tratto dal romanzo di Jerzy Kosiński, diventa una satira sottile e pungente sul potere e sulle apparenze, resa indimenticabile dall'interpretazione di Peter Sellers. La scena finale, in cui Chance cammina sull'acqua, è diventata iconica, e mostra come il cinema possa aggiungere un livello simbolico al personaggio, andando oltre quello che il libro aveva osato. Questo è uno di quei casi in cui l'adattamento non tradisce, ma amplifica il messaggio originale.
▪️Casa Howard (1992), tratto dal romanzo di E.M. Forrester, esplora i mutamenti sociali tra il mondo vittoriano e la modernità. Con Emma Thompson, Anthony Hopkins e una giovane Helena Bonham Carter, il film riesce a rendere accessibili temi complessi come le differenze di classe e i rapporti umani intricati. È perfetto per chi ama storie dense di emozioni. Nonostante sia passato un po' in sordina rispetto ad altri adattamenti, resta un piccolo gioiello del cinema degli anni '90.
▪️Ragtime (1981) di Miloš Forman affronta la sfida di portare sullo schermo il romanzo di E.L. Doctorow, un'opera ricca di satira sociale e di intrecci tra personaggi reali e inventati. Il film cattura lìenergia e il ritmo del libro, pur semplificando alcune sottotrame. La capacità del film di mantenere lo spirito del libro, senza perdersi nella complessità, è una delle ragioni per cui merita di essere riscoperto.
▪️Un anno vissuto pericolosamente (1982), tratto dal romanzo di Christopher Koch, racconta gli intrighi politici in Indonesia attraverso gli occhi di due giornalisti interpretati da Mel Gibson e Sigourney Weaver. Il film privilegia la tensione narrativa e i rapporti tra i protagonisti rispetto alla complessità politica del libro, ma lo fa con grande abilità, creando momenti coinvolgenti. È uno di quei film che sorprendono chi li guarda senza aspettative, mostrando che un adattamento può funzionare anche prendendosi delle libertà creative.

giovedì 19 febbraio 2026

Attenti a quei dodici decisi a eliminare i guru della Brexit, il romanzo di Enrico Franceschini


Attenti a quei dodici decisi a eliminare i guru della Brexit, il romanzo di Enrico Franceschini
Una commedia nera tra le macerie della rottura con l’Europa

👉 fonte: la Repubblica

Comincia come una barzelletta, di quelle politicamente scorrette che si raccontavano una volta: «Ci sono un italiano, un francese e uno spagnolo». Solo che qui i protagonisti non sono tre, bensì dodici. Una «sporca dozzina» di giornalisti, otto uomini e quattro donne, di nazionalità variabile, lo stesso si può dire per l'età: tutti corrispondenti da Londra per i maggiori quotidiani del "Continente", che periodicamente si danno appuntamento al Cinnamon Club, esclusivo ristorante a due passi da Downing Street e da Westminster, noto per le colazioni di lavoro con i potenti o power breakfast. È lì che si trovano infatti quando il sipario si alza su questa storia, colti nel momento in cui nella capitale britannica si consuma la dolorosa frattura della Brexit. E proprio "romanzo della Brexit" potrebbe essere il sottotitolo di Arrivederci Londra, l'ultimo libro di Enrico Franceschini, una dark comedy surreale come la pagina di storia che dieci anni fa ha diviso l'Europa.
Tra loro c'è anche Andrea Muratori, detto Mura, vecchia conoscenza per quanti hanno seguito Franceschini non solo come storico corrispondente estero di Repubblica (dagli inizi a New York, poi Washington, Mosca, Gerusalemme e infine Londra, dove tuttora vive) ma anche nella sua parabola di romanziere. Al personaggio di Mura, ex inviato di punta di un importante quotidiano e suo alter ego letterario, l'autore aveva già dedicato la trilogia noir ambientata in Romagna e composta da Bassa marea, Ferragosto e Un'estate a Borgomarina. Ora lo ritroviamo, in una sorta di prequel ideale, sempre nei panni del giornalista con «il blazer blu e i jeans in tutte le stagioni», ma con qualche anno di meno e l'incarico di corrispondente da Londra proprio per Repubblica. Un uomo che oltre al fascino del mestiere sembra subire molto quello delle sue colleghe donne. Insieme agli altri undici cronisti europei, escogiterà un piano per eliminare uno dopo l'altro i brexitiani di ferro della capitale inglese, colpevoli ai loro occhi di aver firmato un vero e proprio "tradimento".
Senza rivelare troppo, è pur sempre un giallo per quanto semiserio, possiamo dire che ci saranno morti e feriti. Ma le pagine più esilaranti restano quelle della caccia alle vittime designate, quartiere per quartiere, con gli atroci scherzi messi in atto, i pedinamenti in coppia e la rocambolesca fine che tocca a qualcuno dei malcapitati traditori. Del resto, l'ironia è uno strumento che Franceschini dimostra di saper maneggiare benissimo. A partire dalle primissime pagine, quando ci dipinge l'Unione Europea: «Chi non vorrebbe appartenere a una simile associazione di Paesi democratici? Non a caso la lista dei candidati a iscriversi è lunga, senonché uno dei membri ha deciso di andarsene, seppure non sia del tutto chiaro dove». Fino alle sferzate a Boris Johnson, ribattezzato BoJo dai tabloid, le cui opinioni sono «variabili come le condizioni meteorologiche in Inghilterra».
E altrettanto bene riesce a mescolare il passo del romanziere con i trucchi del giornalista che sa come tenere viva l'attenzione dei suoi lettori. Anche quando non si tratta di fantapolitica, come per il suo precedente thriller Le notti di Mosca, ma di avvenimenti e personaggi reali. Se la storia del complotto ai danni dei brexitiani infatti è di fantasia, tutto il resto è stato sotto i nostri occhi nel corso dell'ultimo decennio. Dal risultato del referendum, quel beffardo 51,9 contro 48,1 dei Remain, alle prime vittime di Covid con cui si chiude il romanzo. Insieme all'augurio che un giorno i sudditi di Sua Maestà rientrino nella Ue, «perché gli inglesi appartengono all'Europa». E parafrasando una vecchia freddura sul proverbiale euroscetticismo britannico, non dobbiamo permettere che la nebbia sulla Manica isoli per sempre la Gran Bretagna.

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Se vuoi recuperare alcune delle saghe più famose o sei alla ricerca di libri nerd, potrai provare Kindle Unlimited gratis per 30 giorni o usufruire di uno sconto per 2 mesi

👉 fonte: Multiplayer.it

Che si tratti di libri dedicati ai videogiochi o alle saghe più famose, Kindle Unlimited ti darà accesso a un ampio catalogo. Se vuoi provarlo, è possibile usufruire di una prova gratuita per 30 giorni e potrai annullare il rinnovo automatico in qualsiasi momento. In alternativa, puoi sfruttare la promozione pagando 4,99 € per due mesi, invece di 19,98 €. Approfittane andando su questa pagina.  Assicurati di scegliere manualmente l'opzione da te preferita, ovvero 30 giorni gratis o 2 mesi di promozione. Specifichiamo che la versione in prova gratuita non è disponibile se l'hai già usata da poco. Vediamo ulteriori dettagli affinché tu possa valutarne l'acquisto.
Attraverso Kindle Unlimited potrai scoprire un ampio catalogo di romanzi particolarmente amati, nonché alcune riviste. Potrai anche recuperare alcune delle saghe più famose come Harry Potter, insieme ad altri libri particolarmente apprezzati. Si tratta quindi di un servizio perfetto per scoprire diversi autori o generi: potrai scaricare qualsiasi libro presente nel catalogo e leggere senza limiti tutti i contenuti, passando da un romanzo all'altro senza attese o costi aggiuntivi.

mercoledì 18 febbraio 2026

Umberto Eco a dieci anni dalla morte: parte la maratona web mondiale di 24 ore per ricordarlo


Umberto Eco a dieci anni dalla morte: parte la maratona web mondiale di 24 ore per ricordarlo
Si comincia il 18 febbraio dalle isole Fiji, dove andò mentre progettava L'isola del giorno prima e si torna in Italia attraversando il globo. A celebrare la sua eredità culturale saranno intellettuali, artisti scrittori, protagonisti della TV, da Roberto Saviano a Milo Manara, da Fabio Fazi a Eshkol Nevo

👉 fonte: la Repubblica

Sono passati dieci anni dalla morte di Umberto Eco, spentosi a Milano il 19 febbraio del 2016. Dieci anni non certo silenziosi, ma privi di iniziative ufficiali che lo celebrassero, per esplicita volontà del filosofo, semiologo e scrittore. Ora che si approssima il decennale dalla morte, invece, un coro di voci che idealmente abbraccia il pianeta intero si prepara a ricordarlo, con una staffetta virtuale che sarebbe piaciuta a Eco, mente curiosa di tutte le novità mediatiche e tecnologiche.


La famiglia Eco, la Fondazione Umberto Eco e la Fondazione Bottega Finzioni hanno infatti lanciato ECO ECO ECO. A World-Wide Talk for Umberto una maratona web globale di 24 ore su 24, accolta dal Ministero degli Affari Esteri italiano e promossa attraverso la rete di Istituti culturali italiani a livello mondiale.
Curata da Michele Cogo, Riccardo Fedriga, Maria Chiara Galbiati, Roberto Grandi e Francesca Tancini, con la supervisione dei figli di Eco, Carlotta e Stefano, la diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni Ets, avrà inizio il 18 febbraio, alle 12 ora italiana, per concludersi 12 ore dopo.
La maratona inizia simbolicamente sull'isola di Taveuni (dove Umberto Eco si recò durante la scrittura e l'ideazione del suo celebre romanzo L'isola del giorno prima) mentre il nuovo giorno sorge per la prima volta sull'arcipelago di Kiribati e sulle Fiji, e attraversa i fusi orari da Est a Ovest del globo, coinvolgendo lettori, studiosi e voci culturali di spicco da tutto il mondo per trasformare in conversazione collettiva l’eredità dello studioso.
Si tratterà di un giro del mondo: dalle isole Fiji dove Samantha Magick della libreria Baka Books leggerà le pagine del Professore al Senegal meridionale, dove il griot Diawne Diamankache Eco invitò a Bologna negli anni Ottanta per un progetto di antropologia anticoloniale, intona un canto in lingua Peul accompagnato dal suo strumento monocorde; da Sofia a Monte Cerignone, nelle Marche, dove lo scrittore trascorreva le sue vacanze e dove i cittadini si sono dati appuntamento al Bar dello Sport per ricordare "UE" (Umberto Eco).
Saranno molti gli intellettuali, scrittori e artisti che rievocheranno il professore e spiegheranno qual è stata l'eredità che ha lasciato a ciascuno di loro: da Eshkol Nevo a Roberto Saviano, da Luciano Canfora a Milo Manara, da Paolo Fresu a Vittorio Giardino, da Igort a Elena Kostjukovič, da Danko Singer a Fabio Fazio.
In contemporanea con la maratona web che coinvolgerà tutto il mondo, l'appuntamento per tutti i lettori, amici e allievi di Umberto Eco è fissato a Bologna, presso la biblioteca Salaborsa, il 18 febbraio. Dalle 17 alle 19, la Piazza Coperta (che porta il nome di Umberto Eco, unica piazza in Italia) ospiterà "Eco in pillole. Letture aperte e spontanee".
L'evento organizzato dalla Fondazione Bottega Finzioni vuole dare voce ai testi di Eco, spaziando dalle riflessioni umoristiche alle pagine narrative inedite o celebri. Ci saranno, tra gli altri, il sindaco Matteo Lepore e l'assessore alla cultura Daniele Del Pozzo, esponenti della cultura e dei media come Roberto Grandi, Michele Cogo, Vittorio Giardino, con letture dell'attore Stefano Pesce e un video del decano dei giallisti italiani, Loriano Macchiavelli. L'appuntamento è aperto a chiunque desideri intervenire con un ricordo personale o una breve lettura, trasformando la Salaborsa in una vera "Opera Aperta".

martedì 17 febbraio 2026

"Dear Debbie", il ritorno della regina del thriller Freida McFadden che sta spopolando in America


Dear Debbie, il ritorno della regina del thriller Freida McFadden che sta spopolando in America
Mentre in Italia cresce l'attesa, oltreoceano non si parla d'altro di Dear Debbie di Freida McFadden. Scopriamo la trama in anteprima e l'accoglienza che il libro ha ricevuto all'estero

👉 fonte: LibreriAmo

Dear Debbie è già un caso editoriale. C'è un nome che negli ultimi anni è diventato sinonimo di notti insonni e colpi di scena impossibili. Non è quello di un classico del mistero, ma di una dottoressa specializzata in lesioni cerebrali che ha deciso di applicare la sua precisione clinica alla trama dei suoi romanzi. Parliamo di Freida McFadden, la mente dietro il fenomeno globale The Housemaid (che presto diventerà un film), che sta mandando in tilt le classifiche americane con il suo ultimo lavoro: Dear Debbie.
Mentre in Italia cresce l'attesa, oltreoceano non si parla d'altro che dell'ultimo bestseller di Freida McFadden, uscito proprio in queste settimane negli Stati Uniti e già costantemente sul podio della New York Times Bestseller List. Scopriamo la trama in anteprima e l'accoglienza che il libro ha ricevuto all'estero.
La trama ruota attorno a un concept tanto quotidiano quanto inquietante: una rubrica di consigli. La protagonista si ritrova a gestire una storica colonna giornalistica, ricevendo lettere da lettori in cerca di aiuto. Ma l'atmosfera cambia drasticamente quando tra le missive ne appare una che non chiede consigli, ma confessa un omicidio, dimostrando di conoscere segreti che la protagonista credeva sepolti per sempre.
Uscito negli Stati Uniti il 27 gennaio 2026, Dear Debbie ha scalato le classifiche con una velocità impressionante, confermando che il "marchio" McFadden è ormai una garanzia di successo globale.
Il libro ha debuttato direttamente al n° 1 della New York Times Bestseller List nella categoria Combined Print & E-Book Fiction nella prima settimana di febbraio 2026. È rimasto sul podio per tutto il mese, scendendo solo leggermente al n° 3 nell'ultima rilevazione di metà febbraio, superato solo da giganti del calibro di J.D. Robb. Il libro è un fenomeno anche in Europa: è stato per due settimane consecutive al n. 1 della Official UK Top 50, superando qualsiasi altro genere letterario.
Sulle piattaforme di vendita online principali, il successo è ancora più evidente: su Amazon US il libro è stabilmente nella Top 5 della narrativa thriller. Quello che impressiona è l'accoglienza del pubblico: ha già accumulato oltre 130.000 valutazioni su Goodreads con una media altissima, segno di un "consumo" bulimico da parte dei fan.
Su Barnes & Noble, Dear Debbie è tra i titoli più venduti dell'anno finora, spesso presente come scelta numero uno nella sezione Best Sellers e Trending Titles.
Un libro che sta mettendo d'accordo tutti: pubblico ed esperti del settore. Negli USA il libro è già un cult. La critica lo descrive come un "giro sulle montagne russe" dove la McFadden mette alla prova la sua "arma segreta": suo marito e sua madre, i primi lettori a cui sottopone le bozze per testare l'efficacia dei suoi leggendari colpi di scena.
Altri critici americani (come Kirkus Reviews) ha definito Debbie Mullen, la protagonista, come una "antieroina per i posteri". Il motivo del successo risiede nel tema della female rage (rabbia femminile): l'idea di una consulente di rubriche per cuori infranti che decide di farsi giustizia da sola contro i mariti violenti o prepotenti ha toccato un nervo scoperto, rendendo il libro non solo un thriller, ma un vero e proprio manifesto della vendetta gratificante.
Il successo di Freida McFadden è un caso editoriale unico. Medico praticante per anni, ha recentemente confessato in una recente intervista a Geo News quanto sia stato complesso bilanciare la carriera in ospedale con la crescita di due figli e la scrittura di thriller mozzafiato.
"Quando ho lasciato il mio lavoro in ospedale, ero in preda al panico - ha rivelato l'autrice -. Mi sono iscritta a mille corsi perché temevo di annoiarmi. Sono felice solo quando faccio cinque cose contemporaneamente". Questa energia si riflette nella sua produzione frenetica: la McFadden è nota per scrivere le prime bozze in tempi record, immergendosi totalmente nella storia finché non è finita, per poi passare mesi a rifinire i dettagli con una cura quasi chirurgica.
Perché i suoi libri creano dipendenza? La McFadden spiega che il suo obiettivo è mantenere il processo "sempre divertente". Nonostante il successo, continua a scrivere con l'approccio di chi vuole sorprendere prima di tutto se stesso. "Ogni volta cerco di spingermi un po' più in là", ha dichiarato, sottolineando come la sua abilità nel multitasking, affinata in anni di medicina d'urgenza, sia la chiave per gestire più progetti contemporaneamente senza perdere il filo della suspense.
Il mercato italiano è ormai terra di conquista per l'autrice. Grazie al successo di titoli come Una di famiglia e The Inmate, l'arrivo di Dear Debbie è considerato uno degli eventi editoriali più attesi dei prossimi mesi.
In attesa di poter sfogliare le pagine di questo nuovo thriller, i fan italiani sanno già cosa aspettarsi: un ritmo incessante, capitoli brevi che si leggono da soli e un finale che, come da tradizione McFadden, lascerà tutti a bocca aperta.

Bret Easton Ellis: American Psycho


Bret Easton Ellis: American Psycho

Titolo originale: American Psycho
Formato: Kindle (965 KB)
Pagine: 540
Editore: Einaudi (15 gennaio 2014)
ASIN: B00HWJK5NO
ISBN-13: 9788858412145

Data di acquisto: 11 febbraio 2026
Letto dal 12 al 17 febbraio 2026

▪️Sinossi
Patrick Bateman è giovane, bello, ricco. Vive a Manhattan, lavora a Wall Street, e con i colleghi Timothy Price, David Van Patten e Craig McDermott frequenta i locali più alla moda, le palestre più esclusive e le toilette dove gira la miglior cocaina della città, discutendo di nuovi ristoranti, cameriere corpoduro ed eleganza maschile. Secondo Evelyn Richards, la sua giovane, bella e ricca fidanzata, Patrick Bateman è «il ragazzo della porta accanto». Ma la vita del protagonista di American Psycho è scandita da altre ossessioni. Quando le tenebre scendono su New York, Patrick si trasforma in un torturatore omicida, freddo, metodico, spietato. Al punto da incarnare l'orrore. Con American Psycho Bret Easton Ellis ha scritto il libro che meglio di ogni altro racconta gli anni Ottanta. Un decennio che, ora lo sappiamo, non è stato semplicemente una parentesi, ma l'inizio di qualcosa. Così, questo viaggio senza ritorno nella follia e nella spersonalizzazione a base di immagini patinate e ultraviolenza non ci parla solo di un «eroe» e del suo tempo, ma finisce per rappresentare noi stessi e i nostri giorni. E anche quelli che verranno.

▪️L'incipit del libro
"Lasciate ogni speranza voi ch'entrate" sta scribacchiato a grandi lettere rosso sangue sul muro della Chemical Bank vicino all'angolo tra l'Undicesima e la Prima e la scritta è tanto grossa da saltare agli occhi dal sedile posteriore del taxi che strattona nel traffico proveniente da Wall Street e proprio mentre Timothy Price nota quelle parole sopraggiunge un autobus e la pubblicità di Les Misérables sulla fiancata va a coprirgli la visuale, ma Price che è alla Pierce & Pierce e ha ventisei anni, non sembra farci caso e dice al tassista che gli darà cinque dollari se alza il volume della radio, c'è Be My Baby sulla WYNN, e il conducente, un nero non americano, esegue.
- Sono un tipo pieno di risorse, - sta dicendo Price. - Creativo, giovane, senza scrupoli, supermotivato, superqualificato. In sostanza sto dicendo che questa società non può permettersi di perdermi. Sono una risorsa, io - . Price si calma, e attraverso il sudicio finestrino del taxi continua probabilmente a guardare la parola "Paura" tracciata a spray rosso sulla facciata di un McDonald's tra la Quarta e la Settima. - Voglio dire, il fatto è che non gliene frega un cazzo a nessuno del proprio lavoro, tutti odiano il loro lavoro, io odio il mio lavoro, e tu mi hai detto che odi il tuo. Che faccio? Torno a Los Angeles? Non è un'alternativa. Non mi sono mica trasferito dalla UCLA alla Stanford per rassegnarmi a questo. Voglio dire, sono forse il solo a pensare che non stiamo facendo abbastanza soldi? - Come in un film appare un altro autobus, un altro manifesto di Les Misérables sostituisce la parola - non è lo stesso autobus, perché qualcuno ha scritto "Lesbica" sulla faccia di Eponine. Tim sbotta: - Ho un appartamento, qui, io. E una casa agli Hamptons, Cristo!

▪️La mia (brevissima) recensione
"È molto più crudele (e più piacevole) togliere la vita a qualcuno nel fiore della sua esistenza, qualcuno che lasci qualcosa di prezioso, una moglie, degli amici, una carriera, in modo che la sua morte sconvolga un maggior numero di persone, gente in grado di provare un dolore illimitato rispetto a quello che provoca la scomparsa di un bambino, un dolore capace di rovinare molte più vite di quanto non farà la morte priva di senso di questo misero ragazzino".
American Psycho è un romanzo che, pur segnando un'epoca, resta abbastanza divisivo: pubblicato da Bret Easton Ellis ad inizio 1991 descrive gli assurdi ed inquietanti yuppie della finanza newyorkese negli anni '80 del secolo scorso. L'unico protagonista e voce narrante di tutto il libro è Patrick Bateman: ricchissimo (nonché cocainomane, viziato e razzista) consulente finanziario di giorno e perverso serial killer di notte. Voce narrante sì, ma anche completamente inattendibile: a conti fatti non si capisce se le sue elucubrazioni mentali siano reali o solo immaginate (io propendo per la seconda).
Tutto quanto, è facile capirlo, è una sorta di parodia degli eccessi del consumismo più esasperato: vedremo scorrere, alternati ad esplosioni di selvaggia violenza oltre ogni ragionevole limite, un lungo elenco di marchi, abiti, accessori, profumi e prodotti di bellezza, canzoni ed album musicali, ristoranti e locali notturni. In pratica, Easton Ellis lascia intendere che sei "ciò che possiedi"!
Inutile girarci intorno… Questo romanzo, già dalla prima pagina, non mi è piaciuto per niente: troppo ripetitivo, troppo noioso e troppo scioccante (le scene di violenza, specialmente contro le donne, non sono per tutti: troppo sanguinarie e troppo dettagliate!). E poi, diciamocelo chiaro e tondo: perché presentare le donne solo ed esclusivamente come oggetti sessuali?
📌 Voto: 🔵 (1 su 5)