Il Signore degli "Anelli", ma perché i film hanno eliminato il personaggio
più misterioso dei libri?
Nei romanzi è una presenza fondamentale e fuori da ogni schema, ma
l'adattamento cinematografico ha preferito farne a meno per precise ragioni
narrative
👉 fonte:
Bestmovie.it
La trilogia cinematografica de
Il Signore degli Anelli,
diretta da Peter Jackson, è spesso citata come uno degli adattamenti
letterari più riusciti della storia del cinema. Eppure, nonostante la sua
notevole fedeltà ai romanzi di JRR Tolkien, i film si sono presi anche
alcune libertà creative importanti. La più discussa riguarda l'eliminazione di
Tom Bombadil, uno dei personaggi più enigmatici e affascinanti
dell'intera saga letteraria.
Nei libri, Bombadil appare come una figura fuori da ogni schema. Non è un
Uomo, né un Elfo, né un Nano, e nemmeno un Hobbit. Vive nell'Antica Foresta
insieme alla moglie Goldberry e sembra del tutto estraneo alle logiche di
potere che governano la Terra di Mezzo. Il suo tratto più sorprendente è che
l'Unico Anello non ha alcun effetto su di lui: può indossarlo senza diventare
invisibile e senza subirne la corruzione, un dettaglio che lo rende
potenzialmente uno degli esseri più potenti dell'universo di Tolkien, ma anche
uno dei più incomprensibili.
Tolkien stesso non ha mai chiarito fino in fondo chi o cosa fosse davvero
Bombadil. In alcune lettere lo definisce "non essenziale alla narrazione",
spiegando di averlo inserito perché già esistente in precedenti poesie e
perché utile a evocare un senso di mistero e di libertà primordiale. Bombadil,
più che servire attivamente alla trama, ne completa l'atmosfera: rappresenta
qualcosa di antico, incontaminato, che esiste al di fuori del conflitto tra
Bene e Male.
Proprio per questo, però, il personaggio diventa un problema in un adattamento
cinematografico. Nei commenti audio dell'edizione home video de
La Compagnia dell'Anello, Peter Jackson ha spiegato che le sequenze
dedicate a Bombadil non contribuivano in modo diretto all'avanzamento della
storia e rischiavano di rallentare ulteriormente un film già molto lungo.
Tagliare Bombadil ha permesso di concentrare il racconto sul viaggio della
Compagnia e di dare maggiore spazio a elementi ritenuti più funzionali, come
la prigionia di Gandalf e l'ascesa di Saruman.
La scelta ha inevitabilmente deluso molti lettori, per i quali Bombadil
incarna uno degli aspetti più poetici e sfuggenti dell'opera di Tolkien. Allo
stesso tempo, però, è proprio l'autore ad aver fornito, indirettamente, la
giustificazione più forte al taglio: se Bombadil non è centrale per la storia
dell'Anello, allora può essere sacrificato in favore di una narrazione più
compatta e cinematografica.
Nonostante l'assenza nei film di Jackson, Tom Bombadil non è scomparso dalle
trasposizioni de Il Signore degli Anelli. Il personaggio è apparso in
adattamenti radiofonici, miniserie televisive, videogiochi e, più
recentemente, anche nella serie
Il Signore degli Anelli - Gli Anelli del Potere, dove la sua presenza è stata letta da molti come un omaggio diretto ai fan
dei libri.
Alla fine, l'eliminazione di Tom Bombadil dai film resta una delle decisioni
più emblematiche del difficile equilibrio tra fedeltà letteraria ed efficacia
cinematografica. Un taglio doloroso per i puristi, ma probabilmente
inevitabile per trasformare un mondo così vasto e simbolico in una trilogia
capace di parlare a un pubblico globale.

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