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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

mercoledì 25 febbraio 2026

Tre nuovi e bellissimi libri per salvarsi dallo tsunami Sanremo


Tre nuovi e bellissimi libri per salvarsi dallo tsunami Sanremo

👉 fonte: Qui Como

Fughe da fermo, il cui titolo si ispira all'esordio letterario di Edoardo Nesi, vuole essere uno stimolo a conservare il piacere di leggere. Dunque, ogni settimana, insieme a Martina Fasola del Libraccio di Como, che già collabora alla rassegna culturale Strade Blu Live. La magia di un libro è anche quella di accompagnarci in altri mondi, di farci entrare in empatia con i suoi protagonisti. Di prenderci per mano e riconsegnarci altrove, con la sensazione di avere vissuto un'esperienza nuova da conservare nel tempo. E allora ecco un altro viaggio da vivere tra le pagine di queste nuove storie, ovunque ci conducano anche durante la "terribile" settimana del Festival di Sanremo.

▪️Teglie di rabbia di Henrik Johansson. Un racconto dall'ultima generazione della letteratura working class svedese, un filone che ha una genealogia alle spalle enorme e un vivace scenario contemporaneo, che finalmente arriva al pubblico italiano.
▪️Valanga di Raphaël Haroche. Con Valanga, Raphaël Haroche ci consegna un romanzo che mette insieme Salinger e Palahniuk, un racconto vivo e autentico, punteggiato di nostalgia e di tenerezza, scritto con una lingua affilata e pieno di verità.
▪️L'invenzione di Tristan di Adrien Bosc. Mescolando le testimonianze di chi gli era stato vicino, documenti, memorie e articoli di giornale, Adrien Bosc compone un ritratto dove tutto è vero ma tutto è romanzo, un'indagine sull'identità e sulla scrittura che ripercorre la parabola di un autore dimenticato troppo presto.

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